Il mondo sta ancora scrivendo le sue leggi sulla mediazione
Chi segue questo sito sa che ho sempre pensato alla mediazione come a una materia mai davvero conclusa: si può fotografare uno stato dell'arte, non un punto d'arrivo. La sezione "Progetti di legge in itinere" nasce proprio da questa convinzione, ed è tempo di fare il punto su cosa si muove davvero nel mondo, oggi, mentre scrivo — questa volta entrando nel merito di ogni singolo dossier, non solo elencandoli.
Ho passato in rassegna 197 giurisdizioni. In 17 di queste una riforma è stata approvata negli ultimi due anni — segno che il ciclo avviato con la direttiva 52/08 e proseguito con la Convenzione di Singapore del 2019 non si è affatto esaurito. In altre 19, più una manciata di casi a metà strada, il lavoro legislativo è ancora aperto. È di questi ultimi che voglio parlare.
I dossier più maturi
Il Kenya è probabilmente il caso più avanzato tra quelli di lunga data. Il Dispute Resolution Bill, 2025 è stato pubblicato il 21 giugno 2025, la consultazione pubblica si è chiusa il 30 giugno dello stesso anno, e il testo non è ancora approdato in Parlamento. Non è un progetto timido: istituisce un National Dispute Resolution Council con poteri di registrazione, regolazione e accreditamento su tutti i fornitori di ADR del paese. Disciplina la riservatezza con puntualità, e soprattutto vieta espressamente la mediazione nei casi di violenza domestica e nei reati sessuali. Gli accordi di mediazione omologati acquistano efficacia esecutiva propria della sentenza.
La Polonia merita un discorso a parte perché segue una strada tutta sua. Il progetto UD237 è stato approvato dal Consiglio dei Ministri il 4 agosto 2026, ma non è ancora stato trasmesso al Sejm. Il cuore della riforma è l'istituzione di un Registro Nazionale dei Mediatori, che oggi semplicemente non esiste: le liste sono tenute separatamente dai presidenti dei tribunali regionali, senza alcun coordinamento nazionale. Il progetto fissa un'età minima di 26 anni, un requisito di istruzione superiore, una formazione base di 40 ore e un Consiglio di Mediazione di 9 membri. È già prevista una fase pilota 2024-2026, e l'entrata in vigore è fissata al 1° settembre 2027.
Il caso più avanzato in assoluto: il Vietnam
Se dovessi indicare, tra tutti, il dossier più vicino alla linea del traguardo, direi senza esitazione il Vietnam. Il progetto di modifica della Legge sulla mediazione di base (Luật Hòa giải ở cơ sở) non è affatto una bozza generica: il governo lo ha trasmesso all'Assemblea Nazionale il 2 luglio 2026, in un testo di 5 capitoli e 35 articoli. Il Consiglio dei Ministri aveva già approvato cinque linee di policy il 21 maggio 2026: l'introduzione di un meccanismo di designazione d'ufficio dei mediatori, la definizione puntuale del ruolo dei terzi invitati a partecipare alla mediazione, il diritto delle parti di chiedere al tribunale il riconoscimento formale dell'accordo raggiunto, la digitalizzazione della procedura, e — quella che considero la svolta più concreta — il passaggio dello Stato da un ruolo di "sostegno" a uno di "garanzia" del finanziamento dell'attività di mediazione, non più lasciata alla discrezionalità dei bilanci locali. Alla metà di agosto 2026 il testo risultava già pronto per il voto dell'Assemblea Nazionale, con la documentazione da consegnare ai deputati entro il 22 agosto. È dunque concreto che, quando questo articolo verrà letto, la legge sia già stata approvata: se così fosse, sposterò la scheda nella sezione delle riforme concluse.
La Grecia riscrive tutto: il nuovo Codice unico
Il Ministero della Giustizia ellenico ha presentato il 30 giugno 2026 un nuovo Codice di Risoluzione Alternativa delle Controversie (ΚΕΕΔ), già approvato dal Consiglio dei Ministri. Non è una semplice codificazione di norme sparse — come spesso accade in altre materie — ma una riforma organica che disciplina in un unico testo arbitrato, mediazione e mediazione giudiziaria, introducendo principi comuni di funzionamento. Tra le novità: la "risurrezione" della mediazione giudiziaria propriamente detta, con il ruolo del giudice-mediatore esteso a materie di natura privata come le controversie familiari e di lavoro; nuove categorie di controversie sottoposte al procedimento; e — l'elemento che trovo più interessante — una tripla certificazione dei mediatori: un programma di formazione giuridica di 40 ore per i non giuristi, lo sviluppo obbligatorio di competenze specifiche, tirocinio pratico con simulazione di casi reali, accreditamento tramite esami scritti e orali, e mantenimento dell'accreditamento vincolato a una formazione periodica obbligatoria. Sul fronte arbitrale, il Codice introduce un sistema monistico unico per procedimenti interni e internazionali, con innovazioni come il finanziamento da parte di terzi e l'arbitrato multiparte.
Le riforme che attuano Singapore
La Malesia ha depositato l'International Settlement Agreements Resulting from Mediation Bill 2025, che disciplina il riconoscimento e l'esecuzione degli accordi di composizione internazionale nati da una mediazione.
Hong Kong procede più lentamente ma con una tabella di marcia esplicita: risposta governativa LCQ12, sette raccomandazioni del Working Group sulla riforma della Mediation Ordinance, potere statutario di nomina dei mediatori in capo alla HKMAAL, consultazione pubblica a metà 2026, introduzione in LegCo target novembre 2026.
Israele, dopo aver ratificato la Convenzione l'8 gennaio 2025, ha ancora due strumenti pendenti in parallelo: un regolamento dei tribunali per il riconoscimento degli accordi di mediazione commerciale internazionale, e una proposta di Emendamento n. 107 alla legge sui tribunali, presentata già nel 2023.
La Giamaica ha già superato la Camera
Un altro aggiornamento importante rispetto a quanto scrivevo in precedenza: la Giamaica non è più solo "in cantiere". Il 14 luglio 2026 la Camera dei Rappresentanti ha approvato il Mediation Act, un testo che istituisce un quadro regolatorio completo per la mediazione comunitaria, quella disposta dal tribunale e quella internazionale, con la registrazione obbligatoria dei mediatori e la licenza per i fornitori di servizi di mediazione. La legge dà attuazione alla Convenzione di Singapore. Durante il dibattito sono stati approvati due emendamenti: la sostituzione del termine "residente abituale" con "residente ordinario", e l'inasprimento della sanzione per chi opera come fornitore di servizi di mediazione senza licenza, che ora prevede — oltre alla multa fino a un milione di dollari giamaicani — anche una pena detentiva fino a sei mesi in caso di mancato pagamento. Il testo è ora al Senato: il ministro della Giustizia Delroy Chuck ha dichiarato di sperare in un'approvazione entro settembre 2026, con piena operatività della legge entro la fine dell'anno.
Il Guatemala, tra passi avanti e critiche tecniche
Il Guatemala lavora dal 2020 all'Iniziativa di Legge numero 5808, la Ley de Mediación. Il progetto, promosso dall'Organismo Giudiziario, disciplina il tentativo di mediazione come passaggio da esaurire, per le materie mediabili, prima di avviare il processo giudiziale (art. 6), regola la mediazione come processo extragiudiziale di autocomposizione informale, volontario, riservato, agile, imparziale, gratuito e neutrale (artt. 19-27), e disciplina per la prima volta i centri di mediazione privati accanto a quelli dell'Organismo Giudiziario (artt. 36-43), oltre a istituire un Registro Nazionale dei Mediatori. Il percorso parlamentare è stato lungo: secondo debate il 4 agosto 2024, parere favorevole con modifiche della Commissione Riforme al Settore Giustizia, e nelle sessioni del settembre 2025 e dell'ottobre 2025 il testo risultava già in discussione per articoli e redazione finale — l'ultimo passaggio prima dell'approvazione definitiva. Non mancano le critiche: uno studio legale locale ha osservato che il progetto, pur ben intenzionato sui principi di riservatezza e promozione della mediazione, rischia la sovraregolamentazione, in particolare sull'accreditamento dei mediatori privati, e segnala l'assenza di una disciplina chiara sul "privilegio" del mediatore (la tutela della riservatezza delle comunicazioni avvenute in mediazione) — un vuoto che considero un punto debole reale, e non solo un rilievo di parte.
Cipro: mediazione obbligatoria sotto i 10.000 euro
Il 3 gennaio 2025 il Consiglio dei Ministri di Cipro ha approvato un emendamento alla Legge 159(I)/2012 sulla mediazione in materia civile e commerciale, che introduce l'obbligo di una sessione iniziale di mediazione per le controversie civili fino a 10.000 euro, prima di poter avviare un'azione giudiziale. È un provvedimento che unifica i due registri di mediatori oggi esistenti in un unico registro tenuto dal Ministero della Giustizia, riservato a chi ha completato un corso di formazione specialistica di 40 ore. La parte che attiva il procedimento può concordare un mediatore con la controparte o sceglierlo dal registro, soggetto all'approvazione dell'altra parte; se la mediazione fallisce resta intatto il diritto di adire il tribunale, ma chi non si presenta alla sessione iniziale senza giustificato motivo perde il diritto al rimborso delle spese legali nell'eventuale successivo giudizio. Il ministro della Giustizia Marios Hartsiotis ha presentato la misura come primo passo di una riforma più ampia, accompagnata da una nuova legge sull'arbitrato attualmente in redazione. Il testo, approvato dal governo, attende ancora il passaggio parlamentare.
Il Ruanda: la mediazione moderna dialoga con gli Abunzi
Il Ruanda lavora da tempo a un Mediation Bill organico, discusso in stretto collegamento con il Legal Aid Bill e con emendamenti alla legge sugli Abunzi, i comitati di mediazione comunitaria tradizionale che affondano le radici nella cultura ruandese pre-coloniale: oggi contano oltre 38.000 mediatori attivi sul territorio, e si stima abbiano risolto più di 90.000 controversie. Trovo significativo che il 23 luglio 2026 sia stato proprio il Senato ruandese, in seduta plenaria, a sollecitare pubblicamente il governo ad accelerare l'adozione tanto del Legal Aid Bill quanto del Mediation Bill e degli emendamenti alla legge sugli Abunzi, nell'ambito di un rapporto di controllo sulla promozione dei servizi di assistenza legale. È un segnale di pressione politica dal basso — dal ramo alto del Parlamento verso l'esecutivo — che raramente si vede così esplicito su questo tipo di riforme.
La Russia: riforma della legge federale
Il disegno di legge della Russia interviene sulla legge federale sulla mediazione e, in parallelo, sui codici di procedura arbitrale e civile. Rispetto agli altri dossier, la ricerca disponibile non ha permesso di ricostruire con lo stesso dettaglio i contenuti puntuali dell'articolato: mi limito quindi a confermare che l'iter risulta ancora aperto, senza aggiungere dettagli che non sono in grado di verificare con la stessa solidità degli altri casi.
Taiwan: una riforma di dettaglio, ma non banale
L'intervento in corso a Taiwan riguarda l'articolo 34 della legge sulla mediazione comunale (Township and City Mediation Ordinance, 鄉鎮市調解條例), che oggi disciplina il finanziamento dei comitati di mediazione: le spese di funzionamento devono essere iscritte nel bilancio autonomo del comune, salvo per gli affari rinviati in mediazione dal tribunale, il cui costo grava sul tribunale stesso; il Ministero dell'Interno, il Ministero della Giustizia e i governi di contea possono inoltre stanziare fondi di incentivazione in base alle performance dei singoli comitati comunali. È una riforma che sembra tecnica, ma tocca un nervo scoperto comune a molti sistemi di mediazione di prossimità nel mondo: senza un finanziamento stabile e prevedibile, anche l'infrastruttura meglio disegnata rischia di funzionare solo sulla carta.
Lo Zambia costruisce un quadro unificato
Il 25 febbraio 2026, durante la Lusaka Arbitration Week — un evento che ha riunito oltre cento partecipanti da 14 paesi — la Zambia Law Development Commission ha formalmente consegnato al ministro della Giustizia l'Alternative Dispute Resolution Bill. Il progetto punta ad allineare il regime arbitrale zambiano al Modello UNCITRAL, a creare per la prima volta una base statutaria chiara per la mediazione, e a introdurre meccanismi di adjudication specifici per le controversie edilizie e commerciali. Il percorso è partito da una revisione dell'Arbitration Act n. 19 del 2000, poi estesa fino a un quadro ADR unificato. Nel frattempo la magistratura zambiana non è rimasta ferma ad aspettare la legge: nel solo 2025 sono stati 1.540 i casi rinviati in mediazione dai tribunali, con 511 controversie risolte per intero in quella sede — un tasso di successo superiore al 33%, che dà concretezza alla riforma legislativa in corso.
Il Montenegro tra procedura civile e mediazione
Il governo del Montenegro ha inviato alla Skupština (il Parlamento) la proposta di modifica della legge sulla procedura civile, un passaggio successivo alla bozza già discussa ad aprile 2026. Le fonti disponibili in lingua locale descrivono un intervento più ampio della sola mediazione — equiparazione delle unioni tra persone dello stesso sesso ai coniugi, maggiore digitalizzazione, processi più efficienti — e non permettono di isolare con certezza le disposizioni specificamente dedicate alla mediazione all'interno del testo. Preferisco quindi segnalare l'avanzamento procedurale, ormai al vaglio parlamentare, senza attribuire al progetto contenuti che le fonti non confermano con la stessa solidità degli altri casi.
Gli altri dossier, più sinteticamente
Il Cile lavora dal marzo 2022 al Boletín N° 14.817-07, presentato dall'esecutivo con il duplice obiettivo di introdurre e regolare per la prima volta la mediazione nei conflitti civili e commerciali — materia oggi priva di disciplina organica, a differenza della mediazione familiare, regolata dal 2004 — e di ampliare l'ambito territoriale in cui possono operare i mediatori familiari. Il servizio potrà essere prestato sia dai mediatori delle nuove Unità di Attenzione al Pubblico e Mediazione dei tribunali civili di prossima istituzione, sia da Centri di Mediazione privati iscritti in un registro tenuto dal Ministero della Giustizia; la mediazione resterà, come regola generale, facoltativa per le parti. Il progetto si inserisce nella più ampia Riforma Processuale Civile cilena, di cui condivide l'iter e, in parte, i tempi lunghi: la Corte Suprema ha reso il proprio parere sul testo, che resta comunque ancora al primo passaggio costituzionale in Senato.
L'Arabia Saudita, l'Armenia, il Bhutan, la Norvegia, l'Argentina, il Marocco, il Pakistan e la Corea del Sud restano dossier attivi ma su cui la documentazione disponibile in lingua verificabile resta più limitata: rispettivamente, una Draft Mediation Law saudita ancora in consultazione; un pacchetto armeno sulla mediazione obbligatoria in materia di lavoro; l'ADR Amendment Bill 2024 bhutanese all'esame del National Council; una proposta norvegese di mediazione presso l'organo antidiscriminazione (Diskrimineringsnemnda); una modifica argentina alla legge 26.589 che escluderebbe le controversie alimentari dalla mediazione obbligatoria; una revisione — per ora solo annunciata, senza testo depositato — del quadro della mediazione familiare marocchina; un ADR (Amendment) Act 2026 pakistano segnalato da una sola fonte non ufficiale; e una modifica coreana alla legge sulla conciliazione civile la cui fonte, ho dovuto constatare, non corrisponde con precisione al contenuto dichiarato. Su questi ultimi due casi mantengo la cautela già espressa in precedenza: preferisco l'incertezza dichiarata a una completezza apparente.
Perché tutto questo conta
Se dovessi riassumere in una riga il quadro che emerge da questa rassegna, direi così: la mediazione ha smesso, in gran parte del mondo, di essere un capitolo secondario della procedura civile per diventare un terreno di riforma attiva — spinta insieme da un trattato internazionale (la Convenzione di Singapore), da un'urgenza pratica comune a quasi tutti i sistemi giudiziari (l'arretrato del contenzioso) e da una competizione più o meno dichiarata tra le piazze che vogliono affermarsi come sedi di risoluzione delle controversie commerciali internazionali. Vietnam, Grecia, Giamaica e Guatemala sono, allo stato attuale, i dossier più vicini al traguardo: quelli su cui mi aspetto notizie concrete già nelle prossime settimane. Continuerò a seguirli qui.