Lo stato di diritto nel mondo: il quadro 2026 su 143 paesi
Nel 2026 lo stato di diritto arretra per il nono anno di fila: su 143 paesi il punteggio scende in 88, con la Danimarca in testa (0,898) e l'Italia al 35º posto (0,655).
Come leggere questi numeri
Il WJP Rule of Law Index 2026 misura lo stato di diritto in 143 paesi e giurisdizioni con un punteggio da 0 a 1, dove 1 indica la massima aderenza. Il punteggio complessivo sintetizza otto fattori e 44 sotto-fattori, costruiti su sondaggi alla popolazione e su questionari a giuristi ed esperti. I fattori sono: limiti ai poteri di governo, assenza di corruzione, governo aperto, diritti fondamentali, ordine e sicurezza, applicazione della normativa, giustizia civile, giustizia penale.
Tre avvertenze per leggere le pagine che seguono:
- Le classifiche sono calcolate sui punteggi non arrotondati: due paesi con lo stesso valore a tre decimali possono occupare posizioni diverse.
- Le grandi distanze contano, le piccole no. Uno scarto di 0,10 separa sistemi molto diversi; una o due posizioni di differenza dicono poco.
- Le fasce di reddito sono quelle della Banca Mondiale per l'anno fiscale 2027, che il WJP riporta solo per l'anno in corso.
L'indice non copre tutti gli Stati del mondo e comprende anche Hong Kong SAR. Per i 27 Stati membri dell'UE, con in più i dati di EuroVoices, si veda l'articolo dedicato.
Il quadro mondiale: un divario ampio e un lento arretramento
Nel 2026 il punteggio medio dei 143 paesi è 0,546 (mediana 0,520), con uno scarto di quasi 0,64 tra la Danimarca (0,898) e il Venezuela (0,259). Venticinque paesi superano 0,70, settantotto stanno sopra 0,50 e ventidue sotto 0,40. Nove dei primi dieci appartengono alla regione UE-EFTA-Nord America; l'unica eccezione è la Nuova Zelanda.
| Pos. | Primi dieci | Punteggio |
|---|---|---|
| 1 | Danimarca | 0,898 |
| 2 | Norvegia | 0,890 |
| 3 | Finlandia | 0,870 |
| 4 | Svezia | 0,857 |
| 5 | Lussemburgo | 0,831 |
| 6 | Germania | 0,830 |
| 7 | Nuova Zelanda | 0,829 |
| 8 | Irlanda | 0,825 |
| 9 | Paesi Bassi | 0,823 |
| 10 | Estonia | 0,818 |
| Pos. | Ultimi dieci | Punteggio |
|---|---|---|
| 143 | Venezuela | 0,259 |
| 142 | Afghanistan | 0,305 |
| 141 | Haiti | 0,306 |
| 140 | Cambogia | 0,306 |
| 139 | Nicaragua | 0,323 |
| 138 | Sudan | 0,328 |
| 137 | Myanmar | 0,330 |
| 136 | Rep. Dem. del Congo | 0,332 |
| 135 | Egitto | 0,348 |
| 134 | Camerun | 0,351 |
La tendenza. Tra il 2025 e il 2026 il punteggio è sceso in 88 paesi (62%) e salito in 55 (38%): è il nono anno consecutivo in cui i peggioramenti superano i miglioramenti. La variazione media è −0,5%. Il fattore più colpito è quello dei diritti fondamentali, in calo in 93 paesi su 143; seguono giustizia civile (92) e limiti ai poteri di governo (90).
- Peggioramenti maggiori: Haiti (−5,6%), Tanzania (−3,6%), Sudan (−2,8%), Messico (−2,7%), Colombia (−2,5%).
- Miglioramenti maggiori: Lettonia (+1,6%), Trinidad e Tobago (+1,2%), Guatemala (+1,1%), Liberia (+0,9%), Croazia (+0,9%).
- Sul triennio, secondo il WJP, i due miglioramenti più netti sono quelli di Polonia e Brasile.
- Più dell'86% dei paesi mostra un calo prolungato per cinque anni in almeno una delle tre garanzie contro l'autoritarismo: limiti ai poteri di governo, governo aperto, diritti fondamentali.
Il fattore più solido a livello mondiale è ordine e sicurezza (media 0,717); il più debole è la giustizia penale (0,468).
Regioni e fasce di reddito
La regione UE-EFTA-Nord America (31 paesi: i 27 UE più Norvegia, Regno Unito, Canada e Stati Uniti) guida con 0,731 di media, ma non è omogenea: va dalla Danimarca (0,898) all'Ungheria (0,500). Le altre sei regioni si dispongono tra 0,43 e 0,59.
| Regione | Paesi | Media 2026 | Migliore | Peggiore | Var. media 2025–26 | Paesi in calo |
|---|---|---|---|---|---|---|
| UE, EFTA e Nord America | 31 | 0,731 | Danimarca 0,898 | Ungheria 0,500 | −0,12% | 17 |
| Asia orientale e Pacifico | 15 | 0,588 | Nuova Zelanda 0,829 | Cambogia 0,306 | −0,65% | 11 |
| America Latina e Caraibi | 32 | 0,511 | Uruguay 0,722 | Venezuela 0,259 | −0,51% | 19 |
| Medio Oriente e Nord Africa | 10 | 0,502 | Emirati Arabi Uniti 0,642 | Egitto 0,348 | −0,10% | 4 |
| Europa orientale e Asia centrale | 15 | 0,496 | Georgia 0,570 | Russia 0,401 | −0,55% | 11 |
| Africa subsahariana | 34 | 0,448 | Ruanda 0,636 | Sudan 0,328 | −0,79% | 23 |
| Asia meridionale | 6 | 0,430 | Nepal 0,522 | Afghanistan 0,305 | −0,52% | 3 |
In ogni regione il fattore migliore è ordine e sicurezza. Il più debole è la giustizia penale in cinque regioni su sette; fanno eccezione il Medio Oriente e Nord Africa (governo aperto, 0,375) e l'Africa subsahariana (assenza di corruzione, 0,380).
Il reddito pesa molto, ma non decide tutto. La correlazione di rango tra fascia di reddito e punteggio è 0,80.
| Fascia di reddito | Paesi | Media 2026 | Var. media 2025–26 | Paesi in calo |
|---|---|---|---|---|
| Alto | 51 | 0,699 | −0,08% | 25 |
| Medio-alto | 44 | 0,507 | −0,54% | 30 |
| Medio-basso | 33 | 0,421 | −0,84% | 23 |
| Basso | 15 | 0,418 | −0,90% | 10 |
Le due fasce più povere sono praticamente indistinguibili (0,418 e 0,421) e peggiorano più in fretta di quelle ricche. Le eccezioni mostrano che il reddito non è un destino: Ruanda (0,636, reddito basso) e Namibia (0,606, medio-basso) stanno sopra molti paesi più ricchi, mentre Russia (0,401) e Guyana (0,497), a reddito alto, restano sotto 0,50.
L'Italia nel mondo
L'Italia è 35ª su 143 paesi con 0,655 (era 34ª nel 2025, con 0,657): è 21ª tra i 27 Stati UE e 25ª tra i 31 della propria regione. Il punteggio è sceso dello 0,2%, meno della media mondiale.
| Paese | Pos. 2026 (2025) | Punteggio | Var. 2025–26 |
|---|---|---|---|
| Germania | 6 (6) | 0,830 | −0,5% |
| Australia | 12 (11) | 0,795 | −0,1% |
| Canada | 13 (13) | 0,795 | +0,1% |
| Giappone | 15 (15) | 0,782 | −0,2% |
| Regno Unito | 18 (14) | 0,778 | −0,8% |
| Corea del Sud | 20 (19) | 0,743 | 0,0% |
| Francia | 23 (22) | 0,716 | −1,0% |
| Stati Uniti | 30 (27) | 0,668 | −1,8% |
| Italia | 35 (34) | 0,655 | −0,2% |
| Sudafrica | 60 (60) | 0,556 | −0,6% |
| Argentina | 64 (65) | 0,539 | −0,4% |
| Indonesia | 75 (69) | 0,512 | −2,3% |
| Brasile | 76 (78) | 0,505 | +0,5% |
| India | 88 (86) | 0,483 | −1,3% |
| Cina | 92 (92) | 0,475 | −0,4% |
| Nigeria | 120 (120) | 0,402 | −0,9% |
| Russia | 121 (119) | 0,401 | −1,7% |
| Messico | 125 (121) | 0,392 | −2,7% |
Il profilo per fattore dice dove l'Italia è forte e dove no. È sopra la media mondiale in tutti gli otto fattori e sotto la media della propria regione in tutti e otto.
| Fattore | Italia | Pos. su 143 | Media mondiale | Media regione | Var. 2025–26 |
|---|---|---|---|---|---|
| Limiti ai poteri di governo | 0,694 | 26ª | 0,532 | 0,726 | −1,2% |
| Giustizia penale | 0,621 | 28ª | 0,468 | 0,662 | −0,6% |
| Governo aperto | 0,644 | 31ª | 0,516 | 0,716 | +1,2% |
| Diritti fondamentali | 0,704 | 32ª | 0,553 | 0,763 | −1,5% |
| Assenza di corruzione | 0,647 | 37ª | 0,513 | 0,728 | −0,4% |
| Applicazione della normativa | 0,615 | 38ª | 0,536 | 0,712 | +0,7% |
| Giustizia civile | 0,569 | 51ª | 0,535 | 0,682 | +1,0% |
| Ordine e sicurezza | 0,748 | 64ª | 0,717 | 0,860 | −0,1% |
Il punto più lontano dal gruppo è ordine e sicurezza: 64ª, con un valore (0,748) appena sopra la media mondiale perché in questo fattore 84 paesi su 143 superano 0,70. I punti di forza relativi sono i limiti ai poteri di governo e la giustizia penale.
Giustizia civile e penale nel mondo
La giustizia penale è il fattore più debole del mondo (media 0,468) e la civile (0,535) sta nel mezzo. In 125 paesi su 143 la giustizia civile ottiene un punteggio più alto di quella penale; solo in 18 è il contrario, tra cui l'Italia (0,621 contro 0,569).
| Giustizia civile | Giustizia penale | |
|---|---|---|
| Media mondiale | 0,535 | 0,468 |
| Primi cinque | Norvegia 0,858, Danimarca 0,852, Svezia 0,827, Paesi Bassi 0,823, Germania 0,818 | Danimarca 0,848, Finlandia 0,833, Norvegia 0,820, Austria 0,794, Germania 0,791 |
| Ultimi quattro | Bolivia 0,302, Nicaragua 0,266, Cambogia 0,259, Venezuela 0,258 | Haiti 0,219, El Salvador 0,201, Bolivia 0,193, Venezuela 0,110 |
| Italia | 0,569 (51ª) | 0,621 (28ª) |
Civile: il tempo è il problema di tutti. Tra i sette sotto-fattori il più debole a livello mondiale è l'assenza di ritardi irragionevoli (media 0,426); segue l'esecuzione effettiva delle decisioni (0,501). Le procedure più lente sono quelle di Venezuela (0,088), Guatemala (0,157), Colombia (0,174), Perù (0,177), India (0,192) e Bangladesh (0,203); in testa Singapore (0,859), Norvegia (0,809) e Kazakistan (0,804). L'Italia ha 0,320 sui ritardi (99º posto) e 0,384 sull'esecuzione delle decisioni (112º posto), mentre su accessibilità e costi è 51ª (0,607).
Penale: la fase finale pesa. Il sotto-fattore più debole è l'efficacia del sistema penitenziario nel ridurre la recidiva (media 0,414), seguito dall'efficacia delle indagini (0,426). Il più alto è l'assenza di corruzione (0,549). L'Italia è 42ª sul sistema penitenziario (0,499) e ottiene i suoi risultati migliori su assenza di indebite influenze governative (0,793) e di corruzione (0,755).
ADR e mediazione: che cosa misura davvero il sotto-fattore 7.7
Il sotto-fattore 7.7 (meccanismi alternativi di risoluzione delle controversie accessibili, imparziali ed efficaci) è il più alto della giustizia civile in tutto il mondo: media 0,651, mediana 0,647. L'Italia ha 0,692 ed è 54ª su 143.
| Punteggio 7.7 | |
|---|---|
| Primi cinque | Norvegia 0,938, Corea del Sud 0,864, Slovenia 0,838, Danimarca 0,835, Nuova Zelanda 0,832 |
| Italia | 0,692 (54ª) |
| Ultimi quattro | Sudan 0,438, Afghanistan 0,432, Venezuela 0,418, Nicaragua 0,387 |
Tre letture aiutano a non fraintendere questi numeri.
- Il punteggio segue il contesto generale. La correlazione con il punteggio complessivo è 0,86: i paesi in cui lo stato di diritto è solido tendono ad avere anche ADR ben valutati. Lo scarto è però più stretto che altrove (deviazione standard 0,108 contro 0,149 del punteggio complessivo), perché anche i sistemi deboli raramente scendono sotto 0,40.
- Misura l'arbitrato, non la mediazione. Il dato proviene solo dai questionari ai giuristi esperti e riguarda l'arbitrato commerciale e del lavoro (i riferimenti dei quesiti sono in nota). Nessun indicatore del WJP rileva la mediazione civile e commerciale come procedimento.
- Un buon punteggio non dice quanto l'ADR sia usato. Dice quanto gli esperti lo giudicano accessibile, imparziale ed efficace, non quante controversie vi approdino.
Per chi si occupa di mediazione la lettura utile è un'altra: nel mondo il tempo del processo civile è il punto più debole (0,426) e in Italia lo è ancora di più (0,320; 99º posto). È il terreno su cui le alternative al giudizio sono più attese, anche se l'indice non misura quanto riescano a incidere.
Che cosa ne possiamo trarre
- Il divario è enorme e solo in parte spiegato dal reddito. Quasi 0,64 punti separano primo e ultimo; la correlazione con il reddito è forte (0,80) ma Ruanda e Namibia mostrano che si può stare molto sopra la propria fascia.
- L'arretramento è lento, diffuso e colpisce di più i paesi poveri. Meno 0,5% in media, 88 paesi in calo su 143, nono anno consecutivo; nei paesi a reddito basso la perdita media è dello 0,9%, in quelli a reddito alto dello 0,08%.
- La giustizia penale è la fragilità comune; per quella civile il nodo è il tempo. Il penale è il fattore più basso del mondo, e nel civile la durata dei procedimenti è il sotto-fattore più debole.
- L'Italia sta nel mezzo dell'Europa e in alto nel mondo. È 35ª su 143, sopra la media mondiale in tutti i fattori e sotto quella della propria regione in tutti. Il punto più lontano dal gruppo è la durata della giustizia civile (99º posto) e l'esecuzione delle decisioni (112º).
- Per ADR e mediazione l'indice dà un contesto, non un verdetto. Il 7.7 misura l'arbitrato secondo gli esperti; il rapporto tra tempi del processo e ricorso a procedure alternative resta fuori dal perimetro del WJP e va cercato in altre fonti.
Una cautela finale: l'indice è costruito su percezioni e giudizi di esperti, non su statistiche giudiziarie, e le sue variazioni annue sono piccole. I messaggi robusti sono le grandi distanze e le tendenze ripetute da anni, non i salti di una posizione.
Note e fonti
- Dati. Punteggi 2026 e 2025 dal file ufficiale del WJP con la serie storica 2012–2026 e dal rapporto 2026; i dati regionali e di reddito dalla stessa fonte. Calcoli (medie, correlazioni, conteggi) propri sui punteggi non arrotondati.
- Classifiche. Calcolate sui punteggi non arrotondati; per l'Italia (35ª su 143) coincidono con quelle ufficiali. La posizione 21ª tra i 27 Stati UE e 25ª tra i 31 della regione sono elaborazioni su quei punteggi.
- Variazioni. Variazione percentuale relativa tra i punteggi non arrotondati 2025 e 2026, come nel metodo del WJP: 88 paesi in calo (61,5%) e 55 in crescita, in accordo con il 62% e 38% del rapporto. Il rapporto indica una variazione media del −0,5%.
- Iran. Il WJP non ha potuto raccogliere nuovi dati in Iran nel 2026 per i conflitti in corso: la variazione è dovuta alle sole fonti di terze parti.
- Sotto-fattore 7.7. Costruito soltanto con quesiti dei questionari ai giuristi (QRQ359–364, sezioni diritto commerciale e diritto del lavoro) sull'arbitrato commerciale e del lavoro.
- Fasce di reddito. Classificazione della Banca Mondiale per l'anno fiscale 2027, riportata dal WJP solo per il 2026.
- Nomi. Nelle tabelle i paesi sono indicati con il nome italiano d'uso; "Russia" corrisponde a Russian Federation.
Fonti
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