Sistemi di composizione dei conflitti negli Stati Uniti: federale, New York e Texas (2026)
1. Tre giurisdizioni in un dossier solo. 2. Il giudice di pace che in America non era perpetuo. 3. Quando la conciliazione entrò nelle costituzioni degli Stati. 4. I tribunali di conciliazione del primo Novecento, e il North Dakota. 5. La Pound Conference del 1976 e il tribunale dalle molte porte. 6. Il 1983: la rule 16, e la mediazione che entra nel processo. 7. Una rettifica: la legge del 1998 non si chiama come ho scritto. 8. Il capitolo 44 oggi, articolo per articolo. 9. Centocinquantamila dollari fermi dal 1998. 10. La riservatezza che il Congresso non ha mai scritto. 11. Il privilegio di mediazione davanti alle corti federali. 12. La regola 68, e la riforma che non arriva mai. 13. La regola 16.1 del 2025: l'unica novità federale del quinquennio. 14. Il magistrate judge, e lo zero virgola quattro per cento. 15. L'altra ADR federale: quella delle agenzie. 16. Il caso FMCS: marzo 2025, dicembre 2025. 17. La mediazione dell'EEOC, e i duecentoquarantacinque milioni. 18. L'Uniform Mediation Act venticinque anni dopo. 19. La Convenzione di Singapore, firmata e non ratificata. 20. Il primo strappo all'arbitrato obbligatorio dal 1925. 21. New York: la Part 146, ferma al 2008. 22. New York: dalla Presumptive ADR del 2019 alla Part 160 del 2024. 23. New York: i Community Dispute Resolution Centers, e i numeri del 2022-2023. 24. New York: la formazione dei mediatori CDRC, e una seconda rettifica. 25. New York: novanta minuti gratis, poi quattrocento dollari l'ora. 26. Texas: l'ADR Act del 1987, e i dieci giorni per opporsi. 27. Texas: le quaranta ore che il giudice può ignorare. 28. Texas: l'accordo che non si può revocare. 29. Texas: sedici centri per duecentocinquantaquattro contee. 30. New York e Texas: due modi opposti di fare la stessa cosa. 31. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Tre giurisdizioni in un dossier solo
Gli Stati Uniti non sono un paese, ai fini di questa serie: sono cinquantadue ordinamenti che si occupano di composizione dei conflitti, e nessuno dei cinquantadue somiglia davvero agli altri. Metterli tutti in un dossier è impossibile; metterne uno solo è ingannevole, perché darebbe l'impressione che esista «la mediazione americana». Non esiste. Esiste una cornice federale sottile, che riguarda le controversie che finiscono nelle corti federali — una frazione minoritaria del contenzioso civile americano — e cinquanta discipline statali che vanno dal codicillo di due righe al sistema compiuto.
Ho scelto tre piani. Il piano federale, perché è quello che ha prodotto il vocabolario che tutto il mondo usa: ADR, early neutral evaluation, court-annexed, neutral. Poi New York, perché è lo Stato che negli ultimi sette anni ha fatto la cosa più interessante di tutte: ha reso la mediazione la regola senza scrivere una legge, per sola via di regolamento giudiziario. E infine il Texas, perché fa esattamente il contrario — lascia tutto alla discrezione del singolo giudice e alla contrattazione fra le parti — e ottiene tassi di ricorso alla mediazione che l'Europa continentale si sogna. La California l'ho già trattata a parte[1], e la tengo fuori da qui.
Un avvertimento sul metodo, prima di cominciare. Questo dossier nasce dai capitoli americani dei miei volumi, che si fermano fra il 2013 e il 2015. Li ho riverificati riga per riga sulle fonti primarie americane, in inglese. In due punti il testo dei volumi risulta sbagliato, e lo dico apertamente ai paragrafi 7 e 24, come ho fatto per la Lettonia, la Slovacchia e la Slovenia. In altri punti i volumi reggono benissimo: la Part 146 di New York, per esempio, che descrivevo nel 2013, è ancora oggi identica parola per parola. Dove non sono riuscito a verificare, l'ho scritto in nota con la formula NON VERIFICATO, e non ho colmato il buco con la verosimiglianza.
2. Il giudice di pace che in America non era perpetuo
Prima che in Europa, il giudice di pace si affermò in America, e vi si differenziò da quello inglese per una ragione istituzionale precisa: non era perpetuo. Durava in carica sette anni, e poteva essere rieletto. È una differenza che vale la pena tenere a mente quando si legge la letteratura americana sull'imparzialità del terzo: negli Stati Uniti il terzo che compone i conflitti è stato fin dall'inizio un soggetto a mandato, revocabile, e non un titolare di ufficio a vita. Dall'America l'istituto arrivò in Australia, dove la pratica di affidare al giudice un tentativo di conciliazione ha carattere secolare e dove il justice of the peace si chiama ancora oggi così.
Questa origine spiega una cosa che oggi appare paradossale. Il sistema americano, che agli occhi europei sembra il regno del processo — le giurie, la discovery, i risarcimenti punitivi — ha in realtà una tradizione di composizione amichevole più antica e più continua di quella di molti ordinamenti continentali, dove la conciliazione fu importata per legge, sperimentata per qualche decennio e poi abbandonata. In America non è mai stata abbandonata: è stata assorbita dentro il processo.
3. Quando la conciliazione entrò nelle costituzioni degli Stati
Tra il 1846 e il 1851 il principio della conciliazione venne costituzionalizzato in diversi Stati americani: New York, Wisconsin, California, Michigan, Ohio e Indiana[2]. È un dato che merita di essere confrontato con la vicenda europea. Sono esattamente gli anni in cui in Europa la legislazione costituzionale del 1848 imponeva il modello processuale a chi ne aveva uno alternativo; in America accadeva il contrario, e la conciliazione veniva iscritta nelle carte fondamentali degli Stati.
Il risultato immediato fu però modesto. Ancora nel 1866 c'era molto scetticismo sullo strumento, che si riteneva adatto soltanto agli schiavi da poco liberati nel Sud: una diffidenza di classe e di razza che ritarderà di quasi un secolo la diffusione della conciliazione civile americana. La costituzionalizzazione, da sola, non produce mediazione: è la prima lezione americana, e vale anche per il Venezuela e per il Brasile, che hanno fatto la stessa scelta con esiti opposti.
4. I tribunali di conciliazione del primo Novecento, e il North Dakota
Nei primi anni del Novecento, per supplire alla mancata istituzione in alcuni Stati delle small claims courts, si crearono dei veri e propri tribunali di conciliazione: in Kansas in tre città nel 1913, a Minneapolis e a New York nel 1917, nel North Dakota nel 1921, in Iowa nel 1923.
La legislazione del North Dakota merita un cenno speciale, non per gli esiti — che furono deludenti — ma per l'architettura, che anticipa di un secolo soluzioni che oggi consideriamo moderne. Fin dal 1895 vi era stato varato un codice che prevedeva l'elezione di quattro conciliatori in ogni città e villaggio. Il ricorso alla conciliazione era però possibile solo se ci fosse stata una lite pendente e se entrambe le parti avessero consentito al trasferimento del caso al conciliatore. Lo strumento rimase inattuato: forse i conciliatori non furono nemmeno eletti.
Nel 1921, per rimediare, lo Statuto del North Dakota previde la nomina dei conciliatori da parte dei giudici delle corti distrettuali e introdusse una condizione di procedibilità: i reclami inferiori a duecento dollari dovevano passare obbligatoriamente dal conciliatore prima della citazione in giudizio, salvi alcuni casi eccettuati come i titoli cambiari. La procedura era di una semplicità che oggi commuove: l'aspirante attore andava dal conciliatore e dichiarava la sua pretesa; il conciliatore notificava al convenuto data e luogo della riunione per posta, di persona o per telefono. Se il convenuto compariva e le parti raggiungevano un accordo, l'intesa era redatta per iscritto, firmata, e poteva valere come sentenza della corte distrettuale. Se il convenuto rifiutava di comparire o l'accordo non si raggiungeva, il conciliatore rilasciava un certificato di mancata conciliazione, e l'attore era libero di procedere.
Si osservi la combinazione: obbligatorietà per valore, notifica informale anche telefonica, verbale equiparato a sentenza, certificato di mancata conciliazione come chiave d'accesso al processo. È, nella sostanza, il decreto legislativo 28 del 2010, novant'anni prima e in due pagine.
5. La Pound Conference del 1976 e il tribunale dalle molte porte
Il 1898 aveva visto il Congresso introdurre la mediazione a livello federale per i conflitti fra sindacati e organizzazioni produttive, e da lì fino alla metà degli anni Cinquanta furono create diverse agenzie federali dedicate a quel tipo di controversie. Ma la svolta è degli anni Sessanta e Settanta, ed è una svolta di sfiducia: sfiducia verso le istituzioni, verso gli avvocati, verso il processo. In un sistema giudiziario fondato sulle giurie i processi raggiungevano costi insostenibili, e la ricerca del materiale probatorio — la discovery — dissanguava i litiganti al punto che non di rado costava più di quanto si potesse ottenere a titolo di risarcimento.
Nel 1976, in Minnesota, una conferenza in memoria di Roscoe Pound sulle ragioni della insoddisfazione popolare per il processo mise attorno a un tavolo i più importanti giuristi d'America. Vi si propose la multidoor courthouse: un centro di risoluzione delle dispute che offrisse a chi voleva iniziare una lite una serie di procedimenti — mediazione, arbitrato, processo, forme ibride — verso cui un funzionario lo indirizzasse secondo criteri predeterminati, in attuazione di quello che noi chiameremmo principio di adeguatezza.
Va detto per onestà che, secondo taluno, gli scopi non erano poi così nobili: si sarebbe voluto sottrarre ad alcuni giudici progressisti la regolamentazione di determinati ambiti, e impedire che le cause di scarso valore frenassero l'elaborazione del precedente. Ai primordi, del resto, i centri di mediazione di quartiere non erano affidabili: l'imparzialità e la competenza del mediatore spesso difettavano, e si privilegiava l'efficienza a scapito della soddisfazione delle parti. Il percorso successivo — quarant'anni di standard, di codici etici, di requisiti formativi — è il tentativo di trovare un punto di equilibrio fra la semplicità della procedura e le garanzie di base del processo.
6. Il 1983: la rule 16, e la mediazione che entra nel processo
Nel 1983 si modifica la rule 16 delle Federal Rules of Civil Procedure, quella sui poteri del giudice nelle udienze preliminari. L'inserimento è tardivo, perché il giudice esercitava già di fatto quel potere in un processo che di per sé si presta agli accordi durante la discovery. Ma è la modifica che apre la porta ai programmi di court-annexed ADR.
Il testo oggi vigente è il seguente. La rule 16(a) consente al giudice di ordinare agli avvocati e alle parti non rappresentate di comparire a una o più udienze preliminari, e fra le finalità enumerate c'è espressamente il «facilitating settlement»[3]. La rule 16(c)(2)(I) consente al giudice, in quella sede, di prendere provvedimenti su «settling the case and using special procedures to assist in resolving the dispute when authorized by statute or local rule»[4]. Quell'inciso finale — «quando autorizzato da una legge o da una regola locale» — è la cerniera che collega la regola federale al capitolo 44 del titolo 28 di cui dirò subito.
Poiché il giudice può ordinare la comparizione, la judicial mediation americana è a tutti gli effetti un tentativo di conciliazione obbligatorio: le parti possono essere sanzionate d'ufficio se non compaiono, se sono impreparate o se non partecipano secondo buona fede. Non c'è però alcun obbligo di conciliare, né di formulare proposte. E si tende nella prassi a distinguere il magistrato che concilia da quello che giudicherà se l'accordo fallisce.
7. Una rettifica: la legge del 1998 non si chiama come ho scritto
Nel mio volume ho attribuito la disciplina federale vigente all'«Administrative Dispute Resolution Act (ADRA, 1998)». È sbagliato, e va corretto. Si tratta di due leggi diverse, che riguardano due mondi diversi.
La legge che disciplina l'ADR nelle corti federali è l'Alternative Dispute Resolution Act of 1998, Pub. L. 105-315 del 30 ottobre 1998, 112 Stat. 2993, che ha riscritto il capitolo 44 del titolo 28 dello United States Code, sezioni 651-658[5]. La legge che disciplina l'ADR nelle agenzie amministrative federali è l'Administrative Dispute Resolution Act, Pub. L. 101-552 del 15 novembre 1990, resa permanente dalla Pub. L. 104-320 del 19 ottobre 1996, codificata al titolo 5, sezioni 571-584[6]. Solo quest'ultima porta legittimamente la sigla ADRA. Del suo contenuto parlo al paragrafo 15, e ne vale la pena, perché è lì — e non nella disciplina delle corti — che gli Stati Uniti hanno scritto una vera norma sulla riservatezza.
C'è una seconda imprecisione da correggere, meno grave ma dello stesso ordine. Il capitolo 44 non nasce nel 1998: fu creato dieci anni prima, dalla Pub. L. 100-702, titolo IX, § 901(a), del 19 novembre 1988, 102 Stat. 4659, il Judicial Improvements and Access to Justice Act, che istituì un programma sperimentale di arbitrato annesso alle corti in venti distretti[7]. Il 1998 non crea: riscrive, generalizzando il capitolo dall'arbitrato a tutti gli strumenti alternativi. Ogni sezione del capitolo 44 porta infatti la doppia attribuzione: aggiunta nel 1988, emendata dalla Pub. L. 105-315 del 1998.
La distinzione non è pedanteria bibliografica. Chi cerca «ADRA 1998» trova la legge sulle agenzie e ne applica le regole alle corti, con il risultato di attribuire alla mediazione giudiziale americana una tutela della riservatezza che essa in realtà non ha. Il paragrafo 10 spiega perché.
8. Il capitolo 44 oggi, articolo per articolo
Il capitolo 44 del titolo 28 — sezioni 651 «Autorizzazione», 652 «Giurisdizione», 653 «Neutri», 654 «Arbitrato», 655 «Arbitri», 656 «Citazioni», 657 «Lodo e sentenza», 658 «Compenso di arbitri e neutri» — è tuttora la disciplina di riferimento negli Stati Uniti, e va letta sapendo una cosa che colpisce: non è stata emendata neppure una volta dal 1998. Le annotazioni ufficiali dello United States Code, sezione per sezione, non registrano alcun intervento successivo alla Pub. L. 105-315[8]. Ventotto anni di immobilità legislativa, in un paese che sull'ADR ha prodotto in quegli stessi anni una letteratura sterminata.
La sezione 651(a) definisce il processo alternativo come «any process or procedure, other than an adjudication by a presiding judge, in which a neutral third party participates to assist in the resolution of issues in controversy», e vi include early neutral evaluation, mediation, minitrial e arbitration. Si noti l'ampiezza: da noi la dizione «strumenti alternativi» copre in sostanza arbitrato e mediazione, in America copre un ventaglio molto più largo.
La sezione 651(b) è la chiave dell'intero sistema, e la trascrivo: «Each United States district court shall authorize, by local rule adopted under section 2071(a), the use of alternative dispute resolution processes in all civil actions, including adversary proceedings in bankruptcy, in accordance with this chapter, except that the use of arbitration may be authorized only as provided in section 654»[9]. La stessa sezione prosegue imponendo che ciascuna corte distrettuale «devise and implement its own alternative dispute resolution program». Il verbo è shall: è un obbligo. Ma l'oggetto dell'obbligo è darsi un programma proprio. Il risultato è che negli Stati Uniti non esiste un regime nazionale della mediazione giudiziale: esistono novantaquattro programmi locali dentro una cornice federale comune. È il contrario esatto dell'accentramento italiano, dove il modello è unico e gli organismi lo applicano.
La sezione 653 disciplina i neutri, e va letta con attenzione al verbo. Il comma (a) impone a ogni corte di adottare procedure per rendere disponibili i neutri e di pubblicare i propri criteri di selezione. Il comma (b) dice invece: «Each person serving as a neutral in an alternative dispute resolution process should be qualified and trained to serve as a neutral in the appropriate alternative dispute resolution process»[10]. Non shall: should. La qualificazione del mediatore federale americano è, alla lettera, una raccomandazione. Non esiste alcun accreditamento o albo federale dei mediatori; i requisiti li fissa ciascuna corte. La corte «può utilizzare, fra gli altri, magistrate judges addestrati a fungere da neutri, neutri professionali del settore privato, e persone che siano state addestrate a fungere da neutri». Nemmeno si richiede che il neutro sia un professionista.
9. Centocinquantamila dollari fermi dal 1998
L'arbitrato annesso alle corti federali è disciplinato dalla sezione 654, e la sua parabola è istruttiva. Il testo vigente consente alla corte distrettuale di rinviare all'arbitrato qualsiasi causa civile pendente «when the parties consent», con tre eccezioni: se l'azione è fondata sulla violazione di un diritto garantito dalla Costituzione federale; se la giurisdizione si fonda in tutto o in parte sulla sezione 1343; e se «the relief sought consists of money damages in an amount greater than $150,000»[11].
Due osservazioni. La prima è che il rinvio all'arbitrato richiede il consenso delle parti: l'arbitrato obbligatorio annesso alle corti, sperimentato dal 1988, è stato abbandonato nella riscrittura del 1998. La seconda riguarda la soglia. Centocinquantamila dollari del 1998, non indicizzati e mai ritoccati, valgono oggi molto meno: la soglia si è ristretta da sola, silenziosamente, per il solo effetto dell'inflazione. È un fenomeno che ho incontrato in mezza Europa — le soglie di valore che invecchiano senza che nessuno se ne accorga — ma qui è particolarmente vistoso, perché nessuno lo ha mai corretto in ventotto anni. Vige inoltre una presunzione che la richiesta risarcitoria sia sempre inferiore alla soglia, salvo che si produca documentazione contraria.
10. La riservatezza che il Congresso non ha mai scritto
Ecco il punto in cui il sistema federale americano mostra la sua crepa più larga, e in cui l'idea diffusa che «in America la mediazione è riservata» si rivela una semplificazione.
La sezione 652(d) dispone: «Until such time as rules are adopted under chapter 131 of this title providing for the confidentiality of alternative dispute resolution processes under this chapter, each district court shall, by local rule adopted under section 2071(a), provide for the confidentiality of the alternative dispute resolution processes and to prohibit disclosure of confidential dispute resolution communications»[12].
Si legga bene l'inizio: until such time as rules are adopted. Il Congresso ha scritto una norma provvisoria, in attesa che la riservatezza fosse disciplinata in via generale con il procedimento del Rules Enabling Act. Quelle regole generali non sono mai state adottate. Ventotto anni dopo, il regime interinale è il regime definitivo: la riservatezza della mediazione nelle corti federali americane è affidata a novantaquattro regolamenti locali, che variano nell'ampiezza, nelle eccezioni, e persino nella natura — alcuni creano un divieto di divulgazione, altri una regola di inammissibilità probatoria, altri entrambe.
Chi viene dal diritto italiano, dove l'articolo 9 del decreto legislativo 28 del 2010 detta una regola unica valida per tutto il territorio nazionale, farebbe bene a fermarsi su questo punto prima di citare gli Stati Uniti come modello di tutela della riservatezza. Il modello esiste, ma sta altrove: sta nel titolo 5, cioè nell'ADR delle agenzie, e ne parlo al paragrafo 15.
11. Il privilegio di mediazione davanti alle corti federali
Non esistendo né una norma federale sulla riservatezza della mediazione giudiziale né un privilegio probatorio scritto, la questione si è spostata sulla giurisprudenza, e il quadro è a tre strati.
Il primo strato è la Federal Rule of Evidence 408, che è però una regola di ammissibilità, non un privilegio. Essa esclude che siano ammesse in giudizio, per provare o negare la fondatezza o l'entità di una pretesa contestata, le offerte transattive e «conduct or statements made during compromise negotiations about the claim»; ma consente al giudice di ammettere quelle stesse prove «for another purpose», per esempio per provare il pregiudizio di un teste o per negare una contestazione di ritardo[13]. Soprattutto, la regola 408 vieta l'ammissione al processo: non vieta la discovery. È una differenza enorme in un sistema in cui la discovery è la fase costosa.
Il secondo strato sono le regole locali ex sezione 652(d), di cui ho appena detto.
Il terzo strato è l'unica via a un vero privilegio: la Federal Rule of Evidence 501 e il diritto federale di formazione giurisprudenziale. Qui i circuiti divergono. Il Secondo Circuito, in In re Teligent, Inc., 640 F.3d 53 (2d Cir. 2011), ha costruito una protezione robusta, subordinando la divulgazione a un test a tre elementi che richiede un «special need» del materiale, l'ingiustizia che deriverebbe dal non divulgarlo, e la prevalenza di quella necessità sull'interesse alla riservatezza: una soglia che la stessa corte descrive come molto alta. Il Nono Circuito, all'opposto, ha ripetutamente evitato di decidere se un privilegio federale di mediazione esista: lo ha fatto in Babasa v. LensCrafters, Inc. (2007), in Facebook, Inc. v. Pacific Northwest Software, Inc. (2011), in Wilcox v. Arpaio (2014) e in Sony Electronics v. HannStar Display Corp. (2016), affermando ogni volta di non doversi pronunciare[14].
La Corte Suprema non si è mai pronunciata. Il risultato è che l'esistenza stessa del privilegio di mediazione nel processo federale americano è, nel 2026, una questione aperta, e la risposta dipende dal circuito in cui ci si trova. Chi conosce il caso Cassel californiano[15] sa che a livello statale si può arrivare a una protezione durissima; a livello federale si può arrivare a nessuna protezione affatto.
12. La regola 68, e la riforma che non arriva mai
La rule 68 delle Federal Rules of Civil Procedure — che nel mio volume ho chiamato impropriamente «art. 68», e che è appunto una regola, non un articolo — prevede che almeno quattordici giorni prima della data fissata per il processo il convenuto possa offrire all'attore una transazione a condizioni determinate. L'attore ha quattordici giorni per accettare per iscritto. E poi la sanzione: «If the judgment that the offeree finally obtains is not more favorable than the unaccepted offer, the offeree must pay the costs incurred after the offer was made»[16].
Il meccanismo è quello che ha ispirato, quanto a congegno, il nostro articolo 91 del codice di procedura civile. Ma c'è una differenza che conviene sottolineare, perché è quella che rende la regola americana più accettabile della nostra proposta del mediatore: la proposta viene dalla parte, non dal terzo. L'articolo 11 del decreto del 2010 avrebbe riscosso, credo, molto maggiore consenso se avesse previsto una proposta della parte anziché del mediatore.
Due limiti americani vanno però detti. Il primo è l'asimmetria: la regola 68 funziona solo a favore della parte che si difende, non dell'attore. Il secondo è che «costs» non comprende gli onorari di difesa, salvo che la legge sostanziale sottostante li definisca come parte delle spese — è il principio di Marek v. Chesny[17]. Della riforma di questa asimmetria si discute dal 1983; nel 2026 non è ancora all'ordine del giorno: il fascicolo dell'Advisory Committee on Civil Rules dell'aprile 2026 non contiene alcuna proposta di modifica della regola 68[18].
Della rule 23(e), sull'approvazione giudiziale delle transazioni nelle class actions, dico solo che è stata riscritta nel 2018 e che oggi elenca quattro criteri espressi: adeguatezza della rappresentanza, negoziazione at arm's length, adeguatezza del beneficio per la classe — con i sotto-criteri di costi, rischi e tempi del processo, efficacia del metodo distributivo, condizioni del compenso ai difensori e accordi collaterali — e trattamento equo dei membri della classe fra loro[19]. Il comma (e)(5)(B) impone l'autorizzazione giudiziale per qualsiasi pagamento connesso al ritiro di un'opposizione: è la norma contro il ricatto dell'oppositore di professione. La regola 23 è oggi allo studio dell'Advisory Committee su tre temi — i compensi ai rappresentanti della classe, il requisito di superiority, la transazione o rinuncia prima della certificazione — ma nessun sottocomitato è stato costituito[20].
13. La regola 16.1 del 2025: l'unica novità federale del quinquennio
Se si cerca che cosa sia cambiato nel diritto federale americano dell'ADR fra il 2015 e il 2026, la risposta onesta è: quasi nulla per via legislativa, e una cosa sola per via regolamentare. Quella cosa è la nuova rule 16.1 delle Federal Rules of Civil Procedure, dedicata al multidistrict litigation, adottata nel 2025[21].
La regola disciplina la conferenza iniziale di gestione delle MDL e prevede espressamente che la corte possa considerare «measures to facilitate the resolution of some or all actions», con riferimento alla «mediation and other dispute resolution alternatives» e alle trattative transattive, precisando però che se le parti transigano o no è «una decisione che spetta alle parti». È l'unico luogo del diritto processuale federale in cui, negli ultimi vent'anni, la mediazione sia stata scritta in una regola nuova. E riguarda il contenzioso di massa, che è esattamente il settore in cui la mediazione americana produce oggi il maggior valore economico.
La stessa rule 16 è stata emendata con adozione del 23 aprile 2025 ed efficacia dal 1° dicembre 2025[22]. Nessun emendamento alle regole civili è previsto in vigore al 1° dicembre 2026; sono in cantiere le regole 7.1, 26, 41, 45 e 81 con efficacia prevista al 1° dicembre 2027, e nessuna di esse riguarda l'ADR[23].
14. Il magistrate judge, e lo zero virgola quattro per cento
Chi media, in concreto, nelle corti federali americane? Nella grande maggioranza dei casi il magistrate judge, cioè un magistrato distinto dal giudice assegnatario del caso, che si occupa della fase preliminare. La distinzione fra district judge e magistrate judge impedisce le contaminazioni fra fase conciliativa e fase decisoria, ed è la stessa ragione per cui il nostro decreto interministeriale 180 del 2010 consente che la proposta sia formulata da un mediatore diverso.
Le basi normative sono due: la sezione 636(b)(3) del titolo 28, per cui «A magistrate judge may be assigned such additional duties as are not inconsistent with the Constitution and laws of the United States» — norma che, si noti, non nomina espressamente le conferenze transattive — e la sezione 653(b), che contempla l'uso di magistrate judges addestrati come neutri[24].
Sulla diffusione dei programmi, il dato più recente di cui disponga è del 2011, ed è del Federal Judicial Center: sessantatré distretti su novantaquattro — poco più di due terzi — autorizzano il rinvio a mediazione; ventitré prevedono l'arbitrato, ventitré la early neutral evaluation, quattordici il summary jury trial; dodici distretti impongono il rinvio a mediazione per tutte o per alcune categorie di cause; diciotto hanno programmi di mediazione per le parti non rappresentate non detenute e undici per i detenuti[25]. Questi numeri hanno quindici anni. Il Federal Judicial Center avviò nel gennaio 2014 uno studio empirico di secondo livello su otto distretti, con completamento previsto entro la fine di quell'anno; NON VERIFICATO: non sono riuscito ad accertare se quello studio sia mai stato pubblicato, né a reperire alcuna rilevazione nazionale successiva al 2011.
Un dato invece attualissimo e sorprendente. Nel mio volume scrivevo che «circa il 98% delle questioni si risolve prima di andare a processo». Oggi la percentuale è molto più alta. Nell'anno giudiziario chiuso il 30 settembre 2025 le corti distrettuali federali hanno definito 407.379 cause civili, di cui 1.681 durante o dopo il processo — 499 senza giuria e 1.182 con giuria. Fa lo 0,41 per cento[26]. La relazione narrativa dello stesso anno registra 303.563 iscrizioni civili, 407.539 definizioni e 3.377 processi civili complessivi, con i processi con giuria in calo del 10 per cento a 1.048 e quelli senza giuria in crescita a 2.329[27]. Le due misure non sono la stessa cosa — la prima conta le cause definite a un certo stadio, la seconda i processi celebrati — e i due documenti danno peraltro totali leggermente diversi, 407.379 contro 407.539: una discrepanza di centosessanta cause che segnalo senza sciogliere. In ogni caso il vecchio «uno o due per cento» va aggiornato: nel processo civile federale americano il processo vero e proprio riguarda meno di una causa su duecento.
15. L'altra ADR federale: quella delle agenzie
Torno alla legge che nel mio volume avevo confuso con quella sulle corti, perché è la più interessante delle due.
L'Administrative Dispute Resolution Act del 1990, reso permanente nel 1996 e codificato al titolo 5, sezioni 571-584, disciplina l'uso degli strumenti alternativi da parte delle agenzie amministrative federali. Ne segnalo tre norme.
La sezione 573(b): «A neutral who serves as a conciliator, facilitator, or mediator serves at the will of the parties»[28]. Il neutro serve a piacimento delle parti: è la formula più netta che conosca sulla natura fiduciaria dell'incarico.
La sezione 573(c), e qui c'è una vicenda istituzionale che vale la pena raccontare. Il testo del 1990 affidava all'Administrative Conference of the United States il compito di fissare gli standard dei neutri e di tenerne gli elenchi. La Pub. L. 104-320 del 1996 tolse quel ruolo all'ACUS e lo trasferì a un'agenzia designata dal Presidente o a un comitato interagenzia[29]. Ne è nato l'Interagency ADR Working Group. NON VERIFICATO: il sito adr.gov non è consultabile in modo automatico e non ho potuto accertare né l'atto istitutivo del gruppo e la sua data, né la sua presidenza, né se sia stato attivo nel 2025-2026; la ricostruzione corrente lo fa risalire a un memorandum presidenziale del 1° maggio 1998 con la presidenza dell'Attorney General, ma non ho potuto confermarla su fonte primaria. L'ACUS conserva oggi un ruolo di studio: ha licenziato il 17 dicembre 2021 la relazione finale del progetto «Alternative Dispute Resolution in Agency Administrative Programs»[30].
E infine la sezione 574, che è la vera norma americana sulla riservatezza. Il neutro non può divulgare volontariamente né essere costretto a divulgare una comunicazione della procedura, salvo il consenso scritto di tutte le parti e del neutro stesso, o quattro eccezioni tassative: comunicazione già pubblica; divulgazione imposta dalla legge; determinazione giudiziale che la divulgazione sia necessaria a prevenire una manifesta ingiustizia, ad accertare la violazione di una legge, o a prevenire un danno alla salute o alla sicurezza pubblica. Le parti sono vincolate più elasticamente. Il comma (c) stabilisce che «Any dispute resolution communication that is disclosed in violation of subsection (a) or (b), shall not be admissible in any proceeding relating to the issues in controversy». E il comma (j) sottrae quelle comunicazioni all'accesso previsto dal Freedom of Information Act[31].
Riassumo il paradosso, perché è il dato comparatistico più forte di tutto il capitolo federale: gli Stati Uniti hanno una disciplina legislativa della riservatezza per l'ADR delle agenzie e non ce l'hanno per l'ADR delle corti. Il cittadino americano che media davanti a un'agenzia federale è protetto da una legge del Congresso; quello che media davanti a una corte federale è protetto da un regolamento locale e, forse, da un privilegio giurisprudenziale la cui esistenza dipende dal circuito.
16. Il caso FMCS: marzo 2025, dicembre 2025
Questa è la vicenda più istruttiva del quinquennio americano, e non ha equivalenti negli altri ventinove paesi della serie. Vale la pena raccontarla per intero, perché mostra che cosa succede quando un sistema di composizione dei conflitti viene smontato per via amministrativa e rimontato per via giudiziaria.
Il Federal Mediation and Conciliation Service è istituito dal titolo II del Labor Management Relations Act del 1947, la legge Taft-Hartley, ed è codificato alle sezioni 172-173 del titolo 29. La sezione 173(a) gli impone «to assist parties to labor disputes in industries affecting commerce to settle such disputes through conciliation and mediation»[32]. È l'erede diretto delle agenzie federali create a partire dal 1898 di cui ho detto al paragrafo 5: l'istituzione di mediazione più antica e più continua degli Stati Uniti.
Il 14 marzo 2025 l'ordine esecutivo 14238, «Continuing the Reduction of the Federal Bureaucracy», pubblicato in Federal Register il 20 marzo, nomina il FMCS per primo fra sette enti e dispone che le loro «non-statutory components and functions» siano eliminate «to the maximum extent consistent with applicable law» e che essi riducano l'esercizio delle funzioni di legge «to the minimum presence and function required by law»[33].
Segue una riduzione di organico di dimensioni difficili da rendere. Il FMCS passa da circa centoquarantatré mediatori e una sessantina di altri dipendenti nel gennaio 2025 a, a fine marzo, cinque o sei mediatori e una decina di altri dipendenti[34]. Una lettera di cinquantaquattro membri del Congresso del 23 luglio 2025 parla di «circa il 95 per cento del personale dell'agenzia», di duecentoventi dipendenti licenziati e di «meno di venti dipendenti» rimasti[35].
Poi interviene il giudice. Nel maggio 2025, nella causa promossa da ventun Stati davanti alla corte distrettuale del Rhode Island, viene ordinata la reintegrazione del personale del FMCS; la richiesta governativa di sospendere le reintegrazioni è respinta il 5 giugno 2025[36]. Il 30 dicembre 2025, nella causa American Federation of Teachers, AFL-CIO v. Davis davanti alla corte distrettuale del distretto meridionale di New York, il giudice Arun Subramanian accoglie il ricorso dei sindacati con sentenza di merito: la politica del FMCS è atto amministrativo definitivo; è arbitrary and capricious ai sensi dell'Administrative Procedure Act perché l'agenzia non ha motivato le soglie numeriche di organico; e confligge espressamente con la sezione 8(d) del National Labor Relations Act, che impone al FMCS di impiegare i propri «best efforts» nella mediazione delle controversie del settore sanitario. La politica è annullata e all'agenzia è ordinato di revocare la riduzione di organico[37].
Nell'agosto 2026 il FMCS esiste ancora e opera. Ha però cominciato a restringere per via regolamentare i servizi che eroga: il 4 agosto 2026 ha pubblicato, con efficacia immediata, una interim final rule che modifica la parte 1404 del titolo 29 del Code of Federal Regulations e sostituisce la formula per cui le richieste di designazione di collegi arbitrali «will be honored» con il potere dell'Ufficio arbitrato di svolgere «a limited threshold inquiry» sulla compatibilità della designazione con la legge, con provvedimenti giudiziari e con i propri poteri[38]. In pratica il FMCS rifiuta di designare arbitri per le vertenze presso le agenzie escluse dalla contrattazione collettiva per ragioni di sicurezza nazionale in forza degli ordini esecutivi del 2025; quattro sindacati federali — AFGE, IFPTE, NFFE e NTEU — lo hanno impugnato nel maggio 2026 lamentando violazione dell'Administrative Procedure Act[39].
Che cosa insegna questa vicenda. Primo: che un'istituzione di mediazione, per quanto antica, è vulnerabile quanto la sua base di bilancio e di organico, anche quando la sua base legislativa è intatta. Secondo: che la base legislativa serve — è proprio perché il compito del FMCS è scritto in una legge del 1947 e in una del 1935 che il giudice ha potuto annullare la decisione amministrativa. Terzo: che quando un sistema è smontato, il rimontaggio non è simmetrico. Fra il marzo e il dicembre 2025 le trattative sindacali americane sono rimaste senza mediatore; nessuna sentenza restituisce quei nove mesi. NON VERIFICATO: non sono riuscito ad accertare da fonte primaria l'organico attuale del FMCS, il suo direttore in carica e il suo stanziamento per il 2026; il sito istituzionale, aggiornato al 18 luglio 2026, presenta l'agenzia come pienamente operativa e non fa alcun cenno né alla riduzione di organico né al contenzioso[40].
17. La mediazione dell'EEOC, e i duecentoquarantacinque milioni
L'altro grande programma federale di mediazione, quello della Equal Employment Opportunity Commission per le discriminazioni sul lavoro, è invece pienamente funzionante e produce numeri che è utile mettere accanto a quelli italiani.
Il programma è volontario da entrambe le parti: l'EEOC contatta lavoratore e datore per chiedere se siano interessati a mediare, e «se una delle due parti rifiuta la mediazione, la denuncia è trasmessa a un ispettore». La mediazione definisce una denuncia in meno di tre mesi in media, contro i dieci mesi o più dell'istruttoria[41].
I dati dell'esercizio 2025, dalla relazione di performance dell'agenzia: 11.346 mediazioni celebrate, 7.929 definizioni con accordo, pari a circa il 70 per cento; 245,3 milioni di dollari di benefici per i denuncianti, in crescita di 2,1 milioni sui 243,2 milioni del 2024. Nel settore federale, 272 mediazioni, 149 accordi e 5,2 milioni di dollari. Quanto alla soddisfazione, il 96 per cento dei partecipanti — il 99 per cento dei datori e il 92 per cento dei denuncianti — dichiara che parteciperebbe di nuovo[42].
Il dato che consiglio di trattenere è il divario temporale: tre mesi contro dieci. È l'argomento che negli Stati Uniti convince i datori di lavoro a mediare, e non è la sanzione né il premio fiscale: è il tempo. E si noti che il programma è volontario, e ciononostante genera undicimila mediazioni l'anno su un solo capo di contenzioso.
18. L'Uniform Mediation Act venticinque anni dopo
Nel 2001 la Conferenza nazionale dei commissari per l'uniformazione delle legislazioni degli Stati predispose una legge uniforme sulla mediazione, l'Uniform Mediation Act, emendata nell'agosto 2003. È uno schema di princìpi che gli Stati sono liberi di accettare e integrare, e i suoi contenuti li ho descritti nel volume: la definizione di mediazione come «qualunque processo nel quale un mediatore facilita la comunicazione e la negoziazione tra le parti allo scopo di aiutarle a raggiungere un accordo volontario relativamente alla loro controversia»; l'assenza di qualsiasi requisito di formazione o professione per il mediatore, ribadita dalla section 9(F) («This [Act] does not require that a mediator have a special qualification by background or profession»); il privilegio riconosciuto a ciascun mediante, al mediatore e al terzo partecipante; il divieto per il mediatore di redigere relazioni o valutazioni destinate al giudice, potendo egli riferire soltanto se la mediazione sia avvenuta o terminata, se sia stato raggiunto un accordo e se vi sia stata partecipazione; l'obbligo di verifica e di rivelazione preventiva dei fatti che possano incidere sull'imparzialità.
La domanda del 2026 è: quanti Stati l'hanno adottata? La risposta è tredici Stati più il Distretto di Columbia. La tavola UNCITRAL registra Distretto di Columbia (2006), Hawaii (2013), Idaho (2008), Illinois (2004), Iowa (2005), Nebraska (2003), New Jersey (2004), Ohio (2005), South Dakota (2007), Utah (2006), Vermont (2005) e Washington (2005)[43]. Il Connecticut si è aggiunto per ultimo, con il substitute House Bill 6971 della sessione 2025, promulgato il 10 giugno 2025 ed efficace dal 1° ottobre 2025[44].
Venticinque anni dopo la promulgazione, dunque, la legge uniforme copre circa un quarto delle giurisdizioni americane, e non ha mai raggiunto nessuno dei grandi Stati commerciali: né la California, né New York, né il Texas, né la Florida. L'uniformità della riservatezza della mediazione negli Stati Uniti, semplicemente, non esiste.
Merita un cenno anche il caso della Georgia, che nel 2021 ha adottato una legge fondata direttamente sulla legge modello UNCITRAL sulla mediazione commerciale internazionale nella versione del 2018, e non sull'UMA[45]: è l'unico Stato americano allineato allo strumento internazionale moderno.
19. La Convenzione di Singapore, firmata e non ratificata
La Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti da mediazione, adottata il 20 dicembre 2018 e aperta alla firma a Singapore il 7 agosto 2019, è lo strumento che dovrebbe fare per la mediazione ciò che la Convenzione di New York del 1958 ha fatto per l'arbitrato.
Gli Stati Uniti l'hanno firmata il 7 agosto 2019, il giorno stesso dell'apertura. Non l'hanno ratificata. La tavola UNCITRAL riporta per gli Stati Uniti la sola data di firma, senza alcuna annotazione di ratifica, accettazione, approvazione o adesione[46]. Le Parti sono ventidue; fra le più recenti la Colombia (ratifica 12 marzo 2026, in vigore dal 12 settembre 2026), l'Oman (adesione 10 marzo 2026), il Brasile (ratifica 6 agosto 2025, in vigore dal 6 febbraio 2026), il Kirghizistan, Israele, il Bahrein, il Paraguay e la Costa Rica.
NON VERIFICATO: non ho trovato traccia della trasmissione della Convenzione al Senato come Treaty Document, né del suo deferimento alla commissione esteri, né di alcuna legge di attuazione; le ricerche su congress.gov non hanno prodotto risultati in proposito. Ma non essere riuscito a trovare la trasmissione non equivale a poter affermare che non sia avvenuta. La formulazione prudente è: firmata nel 2019, all'agosto 2026 non ratificata, e nessun atto parlamentare reperibile. NON VERIFICATO anche il numero complessivo dei firmatari, che la tavola non consente di calcolare con esattezza perché alcuni Stati hanno aderito senza firmare.
20. Il primo strappo all'arbitrato obbligatorio dal 1925
C'è una sola legge federale realmente significativa in materia di composizione dei conflitti fra il 2015 e il 2026, e va nella direzione opposta a quella che ci si aspetterebbe: restringe l'arbitrato invece di promuoverlo.
È l'Ending Forced Arbitration of Sexual Assault and Sexual Harassment Act of 2021, Pub. L. 117-90 del 3 marzo 2022, 136 Stat. 27, che aggiunge un capitolo 4 al titolo 9 dello United States Code, sezioni 401-402, cioè al Federal Arbitration Act del 1925. La sezione 402 dispone che «No predispute arbitration agreement or predispute joint-action waiver shall be valid or enforceable» rispetto a una causa promossa in base al diritto federale, tribale o statale che riguardi una controversia per molestie o violenza sessuale, a scelta della persona che allega la condotta. Si applica alle controversie sorte o maturate dal 3 marzo 2022[47].
È la prima deroga sostanziale al Federal Arbitration Act da decenni, ed è il segno di un mutamento di clima. Nella stessa direzione va il Forced Arbitration Injustice Repeal Act, il cosiddetto FAIR Act, ripresentato a ogni legislatura — nel 119° Congresso con i disegni di legge S. 2799, S. 263, S. 2715 e H.R. 711 — che vieterebbe le clausole compromissorie preventive nelle controversie di lavoro, di consumo, antitrust e di diritti civili[48]. NON VERIFICATO: non ho potuto accertare lo stato di avanzamento di nessuno di questi disegni di legge, perché congress.gov e govtrack non consentono la consultazione automatica; segnalo inoltre che nel 119° Congresso diversi disegni di legge portano l'acronimo FAIR senza avere alcun rapporto con l'arbitrato.
Il quadro federale, allora, si riassume così. In ventotto anni il Congresso non ha toccato la legge sull'ADR nelle corti; ha invece cominciato a smontare l'arbitrato obbligatorio nei contratti standard. La distinzione italiana fra «favorire la mediazione» e «limitare l'arbitrato imposto» in America è oggi la faglia politica principale.
21. New York: la Part 146, ferma al 2008
Passo al primo dei due Stati, e comincio dal punto in cui il mio volume regge senza una correzione — cosa che in questa serie non capita spesso.
La Part 146 delle Rules of the Chief Administrative Judge, cioè il titolo 22 del New York Codes, Rules and Regulations, disciplina i requisiti e la formazione dei neutri iscritti agli elenchi delle corti. Le pagine ufficiali del Unified Court System recano una sola annotazione storica: «Added June 18, 2008», e nessuna data di emendamento successiva[49]. Le cifre che descrivevo nel volume sono confermate esattamente.
La § 146.3 stabilisce che ogni giudice amministrativo di distretto tiene l'elenco dei neutri per la propria circoscrizione, che i neutri servono a piacimento del giudice amministrativo, e che la designazione è rivista e rinnovata ogni due anni, tenuto conto dell'assolvimento della formazione continua e delle eventuali denunce presentate.
La § 146.4 richiede, per la mediazione, «at least 40 hours of approved training», composte da «at least 24 hours of training in basic mediation skills» e «at least 16 hours of additional training in the specific mediation techniques» pertinenti all'area di competenza del neutro, più un'esperienza recente di mediazione su casi reali. Per la sola valutazione neutrale bastano sei ore di formazione, ma occorrono cinque anni di esercizio della professione forense con esperienza sostanziale nella materia, oppure cinque anni di esperienza giudiziaria nella stessa materia. Chi svolga entrambe le funzioni deve soddisfare entrambi i requisiti.
La § 146.5 impone «at least six hours of additional approved training relevant to their respective practice areas every two years»: sei ore ogni due anni, non ogni anno.
La prassi amministrativa ha però aggiunto requisiti che nella regola non ci sono. Dal 1° gennaio 2023 tutti i neutri delle corti devono compiere due ore di formazione contro i pregiudizi ogni due anni, computabili nelle sei della § 146.5. I mediatori familiari e matrimoniali devono in più compiere quattro ore di formazione allo screening della violenza domestica e due ore di aggiornamento biennale sullo stesso tema[50].
Quanto all'elenco: non esiste un elenco statale unico. Gli elenchi restano distrettuali e l'ammissione è discrezionale — l'accettazione «può dipendere dal fabbisogno di mediatori della corte in un dato momento», e la collocazione finale spetta al giudice amministrativo locale. Esistono però dal settembre 2020 due strumenti statali: un Statewide Mediator Directory, motore di ricerca pubblico dei mediatori approvati dalle corti, e una domanda unica statale che sostituisce le domande distrettuali separate e viene poi smistata ai distretti[51].
22. New York: dalla Presumptive ADR del 2019 alla Part 160 del 2024
Ed ecco la novità che nel mio volume non poteva esserci, ed è la più importante di tutto questo dossier.
Nel maggio 2019 la Chief Judge dello Stato di New York, Janet DiFiore, annunciò un'iniziativa statale chiamata Presumptive ADR: le cause civili dovevano essere rinviate agli strumenti alternativi «per risolvere le questioni presto ed efficacemente». L'iniziativa era affidata ai vice-capi dell'amministrazione giudiziaria per le corti dentro e fuori New York City, all'ufficio statale ADR e all'ufficio dell'amministrazione giudiziaria, con il supporto di un comitato consultivo statale istituito nel 2018[52].
Nel 2019 era un'iniziativa amministrativa. Dal 13 febbraio 2024 è una regola: la Part 160 delle Rules of the Chief Administrative Judge, intitolata «Alternative Dispute Resolution in the Trial Courts»[53]. L'adozione fu annunciata dal Chief Administrative Judge Joseph A. Zayas con comunicato del 5 aprile 2024[54]. La Chief Judge dello Stato è oggi Rowan D. Wilson: ciò che DiFiore aveva avviato in via amministrativa, l'amministrazione Wilson lo ha convertito in norma. La politica è stata quindi continuata e rafforzata, non ridimensionata.
Il contenuto della Part 160, nelle sue parti essenziali. La § 160.1 definisce l'ADR come «any one of a variety of processes designed to help parties resolve civil disputes alongside or apart from litigation», e definisce la mediazione come il processo in cui «un terzo neutrale aiuta le parti a comunicare, a identificare le questioni, a chiarire le percezioni e a esplorare opzioni per un esito mutuamente accettabile».
La § 160.2 contiene la norma che conta: una corte finanziata dallo Stato «shall refer each civil dispute pending before it to an appropriate ADR process at the earliest practicable time», salvo che ricorra una delle cinque eccezioni: rinvio vietato da legge, regola locale o provvedimento amministrativo; impossibilità per le parti di partecipare efficacemente; esercizio da parte di un litigante della facoltà di opt out prevista dalle regole locali; insufficienza delle risorse ADR disponibili; allegazioni di violenza domestica o di abuso o trascuratezza di minore. E, all'interno del rinvio, la mediazione è il default: «a court shall refer such dispute to mediation unless there are compelling reasons to select another ADR process»[55]. La stessa sezione impone lo screening della violenza fra partner nelle cause di famiglia e richiede che i neutri siano qualificati ai sensi della Part 146. La § 160.3 detta la riservatezza, con eccezioni limitate al pericolo imminente, all'abuso di minore e all'accordo transattivo.
Vale la pena fermarsi sul congegno, perché è raro. New York ha reso la mediazione la regola generale del contenzioso civile senza una legge del Parlamento statale, per sola via di regolamento adottato dall'amministrazione giudiziaria. Il verbo è shall; l'eccezione più larga — l'opt out — è rimessa alle regole locali, cioè di nuovo al giudiziario. È il modello opposto a quello italiano, dove l'obbligatorietà è stata introdotta per decreto legislativo, abbattuta dalla Corte costituzionale per eccesso di delega, reintrodotta per legge, prorogata, resa permanente. A New York non c'è stato nulla da abbattere, perché non c'era nulla di legislativo da impugnare.
Come funziona in concreto lo mostrano le regole del Nono Distretto Giudiziario, aggiornate nel 2025 e nel gennaio 2026[56]. Tutte le sezioni civili sono coinvolte; il rinvio avviene «at the earliest practicable time»; l'esenzione richiede l'autorizzazione della corte per giusta causa, e chi non la chiede rinuncia a opporsi. Le parti hanno dieci giorni per scegliere congiuntamente dall'elenco distrettuale o per nominare un mediatore privato, altrimenti sceglie la corte. La mediazione deve cominciare entro trenta giorni dall'accettazione del mediatore e concludersi entro quarantacinque giorni dall'ordine di rinvio; il mediatore riferisce entro cinque giorni lavorativi.
NON VERIFICATO, e va detto perché è una lacuna seria: non esiste alcuna valutazione statale pubblicata della Presumptive ADR. Non ho trovato dati aggregati sul numero di cause rinviate, sui tassi di accordo, sui tempi. La pagina ufficiale dell'iniziativa non porta statistiche e non è sostanzialmente aggiornata dal 2019. Non ho neppure potuto ricostruire su fonte primaria che cosa sia accaduto operativamente fra il 2020 e il 2022 — l'interruzione pandemica è unanimemente asserita, ma non ne ho trovato un resoconto ufficiale — né se qualche distretto giudiziario si sia formalmente sottratto. Sette anni dopo il lancio e due anni dopo la regola, New York non ha pubblicato un solo numero sul proprio esperimento: e questo, per una serie che misura i sistemi, è esso stesso un dato.
23. New York: i Community Dispute Resolution Centers, e i numeri del 2022-2023
Accanto alla mediazione delle corti c'è il sistema più antico e, per volumi, più importante: i Community Dispute Resolution Centers, attivi dal 1981 in tutte le sessantadue contee dello Stato di New York.
La base normativa è l'articolo 21-A della Judiciary Law, sezioni 849-a e seguenti: 849-a definizioni, 849-b istituzione e amministrazione dei centri, 849-c domande, 849-d pagamenti, 849-e finanziamento, 849-f regolamenti, 849-g relazioni[57]. La sezione 849-b impone ai centri di impiegare «neutral mediators who have received at least twenty-five hours of training in conflict resolution techniques» e di fornire il servizio «without cost to indigents and at nominal or no cost to other participants»; ne esclude gli imputati di delitti di classe A, di delitti violenti, di alcuni reati in materia di stupefacenti e i recidivi qualificati. Si noti che la soglia legislativa è di venticinque ore, distinta dalle trenta ore dello standard di programma di cui dirò al paragrafo seguente.
Il servizio è erogato da venti enti senza scopo di lucro convenzionati, che coprono le sessantadue contee: non sessantadue centri distinti, dunque, ma venti soggetti gestori a copertura totale[58].
I numeri. L'ultima relazione annuale pubblicata è quella dell'esercizio 2022-2023, e questo è già un dato: al momento in cui scrivo, agosto 2026, non esistono relazioni per il 2023-2024 né per il 2024-2025[59]. Tre anni di ritardo di pubblicazione.
| Community Dispute Resolution Centers — esercizio 2022-2023 | Dato |
|---|---|
| Casi complessivi | 21.610 |
| Persone servite | 53.499 |
| Contee coperte | 62 su 62 |
| Definiti con i servizi di composizione | 9.011 (41,7 %) |
| Non definiti | 2.456 (11,4 %) |
| Parti che hanno rifiutato | 4.722 (21,9 %) |
| Mancata comparizione | 462 (2,1 %) |
| Ritenuti non idonei in sede di filtro | 858 (4,0 %) |
| Parti irreperibili | 3.864 (17,9 %) |
| Altro | 237 (1,1 %) |
| Provenienza: rinvii dalle corti / iniziativa propria o della comunità | circa 50 % / 50 % |
| Modalità: in presenza / telefono / video | 5.246 / 3.060 / 2.029 |
Per materia, nello stesso esercizio: affidamento, visite e divorzio 3.419; assistenza e prestazioni pubbliche 1.785; abitazione 949; minori 499; successioni 445; civile 413; penale 188; altro 3.940.
Un avvertimento metodologico che è essenziale per non sbagliare il confronto. Quel 41,7 per cento è la quota di tutti gli ingressi definita con accordo. Non è confrontabile con il «74 per cento» che riportavo nel volume, il quale era invece il tasso di accordo sulle mediazioni effettivamente celebrate. L'equivalente attuale di quella misura è pubblicato dal Unified Court System nella forma: «70% of CDRC mediations held result in a mutual agreement», accanto a «più di 75.000 newyorkesi ogni anno» e all'«88 per cento dei clienti che raccomanderebbe il servizio»[60]. Il confronto corretto è dunque 74 per cento (2011-2012) contro 70 per cento (dato corrente): sostanziale stabilità. Segnalo però che la cifra dei 75.000 non è datata e non collima con le 53.499 persone della relazione 2022-2023.
Il finanziamento è ricostruibile con precisione dai bandi in corso. Fuori New York City: 6.435.884 dollari complessivi per l'esercizio 2026-2027, a copertura di oltre cinquantasette contee, con un massimo di 40.000 dollari per contea senza cofinanziamento e ulteriori risorse subordinate a un cofinanziamento locale alla pari; contratto dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2031, bando del 17 dicembre 2025[61]. Per New York City: 3.178.500 dollari complessivi per il 2025-2026 sui cinque borough, con la stessa struttura; contratto dal 1° luglio 2025 al 30 giugno 2030, bando del 2 maggio 2025[62]. Il totale corrente si aggira dunque sui 9,6 milioni di dollari, ma NON VERIFICATO come stanziamento di un singolo esercizio, perché le due cifre appartengono a esercizi diversi e nessuno dei due bandi indica uno stanziamento statale consolidato.
Due cose che nel volume c'erano e oggi non hanno più un equivalente pubblicato, e che dichiaro apertamente. NON VERIFICATO: il tempo medio di definizione — la relazione 2022-2023 non contiene alcun dato temporale, e il vecchio «circa venti giorni» non ha oggi riscontro. NON VERIFICATO: il costo per persona — non è pubblicata alcuna cifra, e i «67 dollari nel 2011-2012» non hanno equivalente. Una divisione grezza dei 9,6 milioni per le 53.499 persone darebbe circa 180 dollari, ma sarebbe un calcolo mio, che mescola esercizi diversi, e non un dato ufficiale: non lo uso.
Segnalo infine, per chi consulterà queste pagine dopo di me, che il testo della sezione 849-b sul sito del Senato dello Stato di New York reca annotazioni «NB Effective August 18, 2026» relative al comma 1 e alla lettera (d). NON VERIFICATO: non ho potuto stabilire il contenuto di quell'emendamento né la legge che lo ha introdotto. È entrato in vigore tre giorni prima della data di questo dossier, e va verificato.
24. New York: la formazione dei mediatori CDRC, e una seconda rettifica
Qui devo correggere una seconda volta il mio volume, e la correzione ha una radice interessante: ho applicato ai mediatori dei centri di comunità le regole dei neutri delle corti. Sono due regimi diversi, e la Part 146 lo dice espressamente: la § 146.1 esclude dal proprio ambito gli arbitri e i neutri che operano nel Community Dispute Resolution Centers Program[63].
I mediatori dei centri sono governati dal Program Manual del programma, che i bandi correnti richiamano come vincolante per i gestori. NON VERIFICATO: quel manuale non è pubblicato, e non sono riuscito a reperire alcuna pagina ufficiale del Unified Court System che indichi le ore. La pagina istituzionale sulla formazione descrive soltanto la struttura tripartita — formazione pluri-giornaliera, tirocinio con «istruzione centrata sulla pratica in simulazioni o su casi reali, con un basso rapporto fra mentore e tirocinante», formazione continua — senza indicare alcuna cifra[64].
La descrizione più attendibile che ho trovato è quella della New York State Dispute Resolution Association, l'associazione di riferimento della rete dei centri, e non è una fonte ufficiale[65]. Secondo essa: corso base di trenta ore, di norma su quattro giornate, tenuto da un formatore certificato dall'amministrazione giudiziaria — e questa è l'unica cifra del mio volume che risulta confermata; tirocinio con un minimo di quattro sessioni osservate presso tre mediatori diversi e co-mediazione di un numero variabile di casi, secondo lo sviluppo individuale delle competenze; corsi obbligatori in servizio su redazione dell'accordo, etica della mediazione e «potere e controllo — violenza domestica»; tirocinio da completare entro sei mesi dal corso base; certificazione iniziale valida un anno; ricertificazione con sei mediazioni negli ultimi dodici mesi più otto ore di formazione continua.
Ne discendono tre rettifiche al volume, che elenco per chiarezza.
Primo: «due simulazioni, l'osservazione di una mediazione, cinque co-mediazioni con supervisione» non è confermato. La descrizione disponibile parla di quattro osservazioni presso tre mediatori diversi e di un numero variabile di co-mediazioni. NON VERIFICATO.
Secondo: i «tre corsi da dodici ore per le mediazioni demandate dal Tribunale della Famiglia» non trovano riscontro in alcuna fonte ufficiale o associativa che io abbia reperito. NON VERIFICATO.
Terzo, ed è l'errore vero: «per mantenere la certificazione la formazione continua annuale richiede sei ore» è sbagliato per due volte. Le sei ore sono biennali, non annuali, e sono quelle della § 146.5, che si applica ai neutri delle corti, non ai mediatori dei centri; per questi ultimi la formazione continua è di otto ore, accompagnate da sei mediazioni. La conclusione del volume — «un mediatore polivalente del CDRC se la può cavare con circa novanta ore di formazione» — va quindi trattata come una stima non verificata.
25. New York: novanta minuti gratis, poi quattrocento dollari l'ora
Il costo della mediazione a New York merita un paragrafo suo, perché è la variabile che i sistemi europei quasi sempre trascurano e che decide se un obbligo funziona o si trasforma in una tassa.
Nella mediazione presuntiva del Nono Distretto Giudiziario, i primi novanta minuti della sessione iniziale sono gratuiti; oltre quel limite il compenso è di 400 dollari l'ora, ripartito in parti uguali fra le parti che proseguono; se ci sono co-mediatori, essi si dividono la stessa tariffa oraria[66].
È esattamente la struttura del «primo incontro» che l'Italia ha avuto dal 2013 al 2023 e che la riforma Cartabia ha abbandonato: una finestra iniziale gratuita, breve, sufficiente perché le parti si vedano e capiscano di che cosa si tratta, e poi la tariffa. Con una differenza importante: a New York la finestra gratuita non è un filtro, cioè non è una condizione di procedibilità che si può soddisfare con la sola comparizione. È una sessione di mediazione che comincia, e dopo un'ora e mezza diventa a pagamento.
Nella Divisione Commerciale della Corte Suprema dello Stato la regola è ancora più radicale: la Rule 3 del § 202.70(g) prevede che la corte possa disporre, o che i difensori possano chiedere, «the appointment of an uncompensated mediator or neutral evaluator» — un mediatore non compensato; e consente alle parti di chiedere congiuntamente una conferenza transattiva davanti a un giudice diverso dall'assegnatario, che il giudice assegnatario può concedere se ne ravvisi l'utilità e l'interesse della giustizia[67]. NON VERIFICATO: la pagina della regola non reca date di emendamento, e la modifica alla Rule 3(a) sulla scelta dei mediatori, riferita al 2021 da commenti dottrinali, non è confermabile dal testo ufficiale.
Aggiungo, per completezza, che la Corte Civile di New York, sede di Manhattan, ha avviato il 29 gennaio 2021 un progetto pilota di risoluzione online delle piccole controversie fino a diecimila dollari relative a compravendite di beni e servizi, con offerta cieca automatizzata, negoziazione guidata da algoritmo, negoziazione diretta fra le parti, disponibilità di un mediatore e firma elettronica dell'accordo, rivolto in particolare a chi non ha un difensore, con rinvio automatico e possibilità di sottrarsene per ragioni tecnologiche, linguistiche o di disabilità; finanziato dallo State Justice Institute e dalla AAA-ICDR Foundation[68]. NON VERIFICATO: non ho trovato alcuna fonte successiva al 2021 sul proseguimento, sulla valutazione o sull'estensione del pilota.
26. Texas: l'ADR Act del 1987, e i dieci giorni per opporsi
Il Texas fa la cosa opposta a New York, e la fa dal 1987.
Il Texas ADR Act è il capitolo 154 del Civil Practice and Remedies Code, introdotto dagli Acts 1987, 70ª legislatura, capitolo 1121, § 1, in vigore dal 20 giugno 1987[69]. Sta nel titolo 7 del codice, «Alternate Methods of Dispute Resolution», accanto al capitolo 151 sul giudizio davanti a un giudice speciale, al capitolo 152 sui sistemi ADR di contea, al capitolo 155 sulle «settimane della transazione» e ai capitoli 171-173 sull'arbitrato.
La § 154.021 dispone che «A court may, on its own motion or the motion of a party, refer a pending dispute for resolution by an alternative dispute resolution procedure»; che «The court shall confer with the parties in the determination of the most appropriate alternative dispute resolution procedure»; e, dopo l'emendamento del 2009, che «Except as provided by agreement of the parties, a court may not order mediation in an action that is subject to the Federal Arbitration Act»[70].
Il verbo è may. Il potere di rinvio è discrezionale: non esiste in Texas alcuna regola di presunzione paragonabile alla Part 160 di New York. Trentanove anni dopo l'entrata in vigore, il Texas continua a rimettere al singolo giudice, caso per caso, la decisione se mandare o no le parti in mediazione.
La § 154.022 disciplina l'opposizione, e conferma esattamente quanto scrivevo nel volume: la corte notifica alle parti la propria determinazione; «Any party may, within 10 days after receiving the notice under Subsection (a), file a written objection to the referral»; e «If the court finds that there is a reasonable basis for an objection filed under Subsection (b), the court may not refer the dispute»[71]. La sezione non è mai stata emendata dal 1987.
Si osservi la struttura, perché è più forte di quanto sembri: se l'opposizione ha un fondamento ragionevole, il rinvio è vietato, non semplicemente sconsigliato. Il giudice texano non ha discrezionalità nel superare un'opposizione fondata. E i motivi ragionevoli, nella prassi che descrivevo, sono il convincimento che la mediazione non possa riuscire, l'impossibilità di sostenerne il costo, la non maturità della controversia per difetto di discovery. Sul costo, peraltro, il giudice dispone di rimedi: può inviare le parti a una mediazione gratuita se non vi siano più di tre parti e il valore sia inferiore a centomila dollari, oppure chiedere a un mediatore di lavorare gratuitamente a fronte della promessa di incarichi futuri.
Sulle conseguenze dell'inosservanza dell'ordine, la prassi che riferivo nel volume — sanzione a carico della parte e del suo difensore, di regola nella forma del pagamento delle spese di mediazione della controparte, e nei casi più gravi le conseguenze del contempt of Court — poggia su fonti pratiche e non l'ho potuta riverificare su fonte giurisprudenziale primaria. NON VERIFICATO.
27. Texas: le quaranta ore che il giudice può ignorare
La qualificazione del terzo imparziale è disciplinata dalla § 154.052, e anche qui il volume è confermato alla lettera.
Il comma (a) richiede «a minimum of 40 classroom hours of training in dispute resolution techniques in a course conducted by an alternative dispute resolution system or other dispute resolution organization approved by the court making the appointment». Il comma (b) aggiunge, per le controversie relative al rapporto genitori-figli, la formazione del comma (a) «and an additional 24 hours of training in the fields of family dynamics, child development, and family law, including a minimum of four hours of family violence dynamics training» elaborata di concerto con un'organizzazione statale di contrasto alla violenza domestica[72]. Quaranta ore, più ventiquattro per il diritto di famiglia, di cui almeno quattro sulla violenza domestica: queste ultime quattro sono l'unica modifica sostanziale del periodo, introdotta dal Senate Bill 539 della 85ª legislatura, in vigore dal 1° settembre 2017.
Ma è il comma (c) che definisce davvero il sistema texano: «In appropriate circumstances, a court may in its discretion appoint a person as an impartial third party who does not qualify under Subsection (a) or (b) if the court bases its appointment on legal or other professional training or experience in particular dispute resolution processes». Il giudice può nominare un mediatore che non abbia fatto le quaranta ore. Le quaranta ore sono un default, non un requisito assoluto. Ed è quanto scrivevo nel volume, ora confermato dal testo di legge.
Due tratti distinguono radicalmente il Texas da New York. Il primo: non esiste alcun albo, registro o elenco statale; l'approvazione del corso spetta alla corte che effettua la nomina, cioè a ciascun giudice. Il secondo: la scelta del mediatore è delle parti. Inizialmente l'ordine del giudice individuava anche il mediatore; oggi lo scelgono le parti e il giudice interviene solo se non si accordano. E di regola le parti scelgono avvocati, perché i loro consulenti vogliono avere a che fare con colleghi.
Esiste bensì una credenziale volontaria: la Texas Mediator Credentialing Association, ente privato e non governativo, le cui credenziali non sono una licenza e non sono richieste dalla § 154.052. Ha quattro designazioni, tutte subordinate all'adesione ai propri standard, codice etico e procedura di reclamo, e a quindici ore annue di formazione continua, di cui dieci in materia di mediazione — tre delle quali di etica — e cinque sostanziali[73].
| TMCA — designazione | Formazione | Esperienza | Pro bono annuo | Quota (domanda / rinnovo) |
|---|---|---|---|---|
| Candidate for Credentialed Mediator | 40 ore ex § 154.052(a) | meno di 20 mediazioni o 125 ore; massimo 4 anni in questo stato | — | 50 / 50 $ |
| Credentialed Mediator | 40 ore | 20 mediazioni o 125 ore | — | 100 / 100 $ |
| Credentialed Advanced Mediator | 40 ore + 20 ore avanzate | 50 mediazioni o 300 ore | 2 | 125 / 125 $ |
| Credentialed Distinguished Mediator | 40 ore + 40 ore avanzate | 200 mediazioni o 1.000 ore | 5 | 150 / 150 $ |
Fino a cinque osservazioni, o trenta ore di osservazione di mediatori credenziati, valgono come esperienza a ciascun livello; i mediatori volontari pagano venticinque dollari a ogni livello.
Quanto alla riservatezza, il Texas ha una disciplina propria, del 1987, e non ha adottato l'Uniform Mediation Act[74]. La § 154.053 vieta al terzo imparziale di rivelare a una parte le informazioni ricevute in confidenza dall'altra e stabilisce che, salvo diverso accordo, «all matters, including the conduct and demeanor of the parties and their counsel during the settlement process, are confidential and may never be disclosed to anyone, including the appointing court»: neppure alla corte che ha disposto il rinvio. La § 154.073 aggiunge che la comunicazione relativa all'oggetto di una controversia civile o penale resa da un partecipante a una procedura ADR, prima o dopo l'inizio del giudizio, «is confidential, is not subject to disclosure, and may not be used as evidence against the participant in any judicial or administrative proceeding», salvo ciò che sia ammissibile o acquisibile indipendentemente dalla procedura, e con un meccanismo di bilanciamento giudiziale in camera di consiglio[75].
Sulle sessioni legislative: la § 154.052 è stata emendata nel 2017 (S.B. 539); le §§ 154.023 e 154.073 nel 2019, con l'H.B. 4173, in vigore dal 1° gennaio 2021 — e poiché quell'H.B. 4173 era la legge omnibus di revisione non sostanziale del codice, quelle modifiche vanno trattate come formali, e NON VERIFICATO ne resta il contenuto puntuale. Nelle sessioni 2021, 2023 e 2025 non risulta alcun emendamento alle sezioni 154.021, 154.022, 154.023, 154.052, 154.053 e 154.073: l'accertamento è stato condotto sulle annotazioni di ciascuna sezione nell'edizione 2025 del codice e non su una ricognizione disegno di legge per disegno di legge, e la formulazione prudente è che le disposizioni chiave del capitolo 154 stanno oggi come emendate nel 2017 e nel 2019.
28. Texas: l'accordo che non si può revocare
Il tratto più singolare del diritto texano non sta nel capitolo 154, ma nel Family Code, e non ha equivalenti in nessuno dei paesi europei della serie.
La § 153.0071, per le cause sul rapporto genitori-figli, e la § 6.602, per il divorzio, stabiliscono che l'accordo raggiunto in mediazione (mediated settlement agreement) è vincolante se soddisfa tre requisiti formali: che rechi, «in a prominently displayed statement that is in boldfaced type or capital letters or underlined, that the agreement is not subject to revocation», la dichiarazione di irrevocabilità; che sia firmato da ciascuna parte; e che sia firmato dal difensore della parte, se presente al momento della firma[76].
E poi viene la norma che conta: «If a mediated settlement agreement meets the requirements of Subsection (d), a party is entitled to judgment on the mediated settlement agreement notwithstanding Rule 11, Texas Rules of Civil Procedure, or another rule of law». Quel «notwithstanding» significa che l'accordo conforme è azionabile anche se una parte revoca il proprio consenso prima della sentenza, scalzando la regola texana ordinaria per cui la sentenza su accordo richiede il consenso al momento della pronuncia. È un effetto molto più forte della semplice efficacia contrattuale.
Il legislatore ha però costruito attorno a questa forza due valvole di sicurezza, entrambe sulla violenza domestica. Il comma (e-1) consente alla corte di rifiutare la sentenza se accerti che una parte è stata vittima di violenza familiare in modo tale da comprometterne la capacità di decidere, oppure che l'accordo consentirebbe a un soggetto iscritto nel registro dei condannati per reati sessuali o con precedenti di violenza familiare di avere accesso non sorvegliato al minore, e che l'accordo non è nell'interesse del minore. Il comma (f) consente di opporsi al rinvio in mediazione per motivi di violenza familiare: la corte tiene un'udienza e, se dispone comunque il rinvio, deve ordinare misure di sicurezza che includono stanze separate e assenza di contatto diretto. La § 6.602(d) contiene per il divorzio la disciplina parallela, con la precisazione che si procede solo se l'opposizione non risulti fondata alla stregua della preponderanza della prova.
Sulla giurisprudenza. Il caso In re Lee, 411 S.W.3d 445 (Tex. 2013), che citavo, non l'ho potuto riverificare sull'originale: NON VERIFICATO quanto alla massima e alla citazione. Ho invece verificato sull'opinione originale della Corte Suprema del Texas il caso Highsmith v. Highsmith, n. 18-0262, deciso il 25 ottobre 2019[77], che riguarda gli accordi mediati sotto entrambe le sezioni. La Corte ha stabilito che un accordo conforme ai requisiti di forma può essere vincolante anche se stipulato prima del deposito della domanda di divorzio, respingendo la tesi che una causa debba essere pendente al momento della firma. Ha però ritenuto violato il due process nei confronti della resistente, che non aveva avuto notizia dell'udienza in cui la sentenza fu pronunciata: «a lack of notice violates basic principles of due process», e le parti costituite hanno diritto all'avviso a prescindere dall'esistenza di un accordo transattivo. Sentenza riformata in parte e causa rinviata.
NON VERIFICATO, e lo segnalo come lacuna esplicita: non ho individuato alcuna decisione della Corte Suprema del Texas o delle corti d'appello texane dal 2020 al 2026 in materia di riservatezza della mediazione, di azionabilità dell'accordo mediato o di sanzioni per la mancata partecipazione alla mediazione disposta dal giudice. Le ricerche hanno restituito soltanto commenti di studi legali, non provvedimenti. Non posso affermare che non ne esistano: posso solo dire che non ne ho trovate entro il budget di ricerca di questa sessione, e che il punto va ripreso.
29. Texas: sedici centri per duecentocinquantaquattro contee
Accanto alla mediazione ordinata dal giudice, il Texas ha una rete di centri di composizione istituiti dalle contee, disciplinata dal capitolo 152 del Civil Practice and Remedies Code, noto come ADR Systems and Financing Act del 1983: precede di quattro anni l'ADR Act[78].
La § 152.002 consente a qualunque commissioners court di contea di istituire con delibera un sistema di composizione, convenzionandosi con un ente senza scopo di lucro, una suddivisione politica o una società pubblica, adottando le regole di funzionamento e di rinvio dei casi e potendo delegarne la gestione a un comitato scelto dall'ordine forense di contea. La § 152.006 stabilisce che l'ente «may collect a reasonable fee set by the commissioners court». La § 152.007 fissa per le controversie penali una tariffa determinata dal commissioners court non superiore a 350 dollari, con esenzione per le vittime di reato e possibilità di pagamento rateale o differito in base alla capacità economica dell'imputato.
Una rettifica che riguarda me e chiunque abbia scritto che questi centri sono finanziati da un contributo sui depositi degli atti introduttivi. Il capitolo 152 nel testo vigente autorizza una tariffa a carico degli utenti, fissata dal commissioners court, e non un sovrapprezzo sulle iscrizioni a ruolo; nel capitolo attuale non esiste alcuna § 152.004. NON VERIFICATO: storicamente il contributo per i centri era una spesa di giustizia aggiunta agli atti introduttivi civili, e sembra essere stato spostato fuori dal capitolo 152 dall'emendamento H.B. 2702 del 2011 e dalla successiva consolidazione delle spese di giustizia texane nel capitolo 133 del Local Government Code e nel capitolo 51 del Government Code, ma non ho potuto accertare dove la disposizione si trovi oggi né a quanto ammonti. Chi voglia citare la cifra comunemente riferita di dieci dollari per atto introduttivo la verifichi prima su quelle sedi.
Quanti sono questi centri? Sedici. Il registro «Alternative Dispute Resolution Centers of Texas» dell'Office of Court Administration dello Stato, datato 28 luglio 2025, ne elenca sedici, che servono complessivamente oltre settantasei contee, dalle grandi aree metropolitane — Dallas, Houston, San Antonio, Austin — alle zone rurali del Panhandle, dell'Hill Country e del Texas orientale[79]. Il conteggio è confermato indipendentemente dal Center for Public Policy Dispute Resolution dell'Università del Texas, che li colloca ad Amarillo, Austin, Beaumont, Big Spring, Bryan/College Station, Conroe, Corpus Christi, Dallas, El Paso, Fort Worth, Houston, Kerrville, New Braunfels/San Marcos, Paris, Richmond, San Antonio e Waco, con diversi centri a copertura multi-contea[80].
Sedici centri per duecentocinquantaquattro contee. Circa il settanta per cento delle contee texane non ha alcun centro di composizione delle controversie. Il confronto con New York, che copre le sue sessantadue contee tutte, è impietoso, ed è la conseguenza logica di una legge che dice «may» dove quella di New York dice «shall».
Sulle statistiche texane devo essere netto. NON VERIFICATO — anzi, inesistente: non ho individuato alcun dato sul numero dei rinvii giudiziali all'ADR in Texas, alcun tasso di accordo, alcun carico di lavoro dei centri del capitolo 152. Non esiste alcun obbligo statale di rendicontazione paragonabile alla sezione 849-g della Judiciary Law di New York, e questa assenza è essa stessa il risultato: il Texas non raccoglie e non pubblica quei numeri. Lo stesso vale per la diffusione della mediazione preventiva volontaria, che nel volume descrivevo come «diventata la regola» sulla scorta di fonti pratiche: la proposizione secondo cui i giudici texani rinviano «di routine» e la mediazione volontaria è generalizzata è sapere di categoria, non dato documentato, e come tale la ripropongo. NON VERIFICATO.
Sui costi, invece, qualcosa si può dire, ed è impressionante. Le cifre del mio volume — 495 dollari a parte per la mezza giornata, 850 per la giornata intera con due parti — sono di oltre dieci anni fa e oggi sono fuori mercato di un ordine di grandezza. Un tariffario di uno studio di mediazione di Dallas in vigore dal 1° agosto 2026 indica, per parte: da 375 a 750 dollari per una sessione di due ore, da 500 a 1.750 per quattro ore, e da 1.350 a 4.000 dollari per la giornata intera, a seconda dell'anzianità del mediatore; nel prezzo sono compresi la calendarizzazione, i colloqui preliminari con i difensori, la sessione, l'attività telefonica successiva e il pranzo nella giornata intera[81]. Un secondo tariffario, per le controversie commerciali, indica per la giornata intera con due o tre parti da 3.000 a 3.500 dollari a parte in videoconferenza e da 3.500 a 3.750 in presenza, con tariffe crescenti al crescere del valore e superiori per le cause oltre i cinque milioni[82].
Sono tariffe private: non c'è alcun tariffario regolamentato, e vanno lette come dati di mercato. Ma la conclusione è chiara: la mediazione commerciale texana è, nel 2026, un servizio professionale di fascia alta, il cui costo per parte per una giornata è dell'ordine di quello di una consulenza tecnica italiana. Il che rende ancora più significativa la valvola della § 154.022: in un mercato così caro, il motivo di opposizione fondato sull'impossibilità di sostenere il costo non è un espediente, è una necessità di sistema. E rende ancora più significativo il fatto che accanto a quel mercato esista una rete di centri gratuiti o quasi — per quanto ne copra solo il trenta per cento delle contee.
30. New York e Texas: due modi opposti di fare la stessa cosa
Metto i due sistemi uno accanto all'altro, perché il confronto vale più di qualunque commento.
| New York | Texas | |
|---|---|---|
| Fonte del rinvio | Regolamento giudiziario (Part 160, dal 13 febbraio 2024) | Legge dello Stato (cap. 154 CPRC, dal 20 giugno 1987) |
| Verbo | shall refer: obbligo, con cinque eccezioni | may refer: facoltà del giudice |
| Strumento di default | Mediazione, salvo ragioni impellenti | Nessun default: il giudice si confronta con le parti |
| Opposizione della parte | Opt out secondo le regole locali; nel 9° distretto occorre l'autorizzazione della corte per giusta causa | Dieci giorni per opporsi; se il motivo è ragionevole il rinvio è vietato |
| Scelta del mediatore | Elenco distrettuale; le parti scelgono entro dieci giorni, altrimenti sceglie la corte | Scelgono le parti; il giudice interviene solo in caso di disaccordo |
| Formazione richiesta | 40 ore (24 + 16) più esperienza recente; 6 ore ogni due anni; designazione biennale | 40 ore, più 24 per la famiglia; ma il giudice può nominare chi non le ha |
| Elenco statale | Elenchi distrettuali, con direttorio e domanda unici dal 2020 | Nessuno; il corso è approvato dalla corte che nomina |
| Credenziale volontaria | — | TMCA, privata, non obbligatoria, quattro livelli |
| Riservatezza | § 160.3, con eccezioni per pericolo imminente e abuso di minore | §§ 154.053 e 154.073: segreto anche verso la corte che ha rinviato |
| Efficacia dell'accordo | Regole generali | Irrevocabile e azionabile «notwithstanding any other rule of law» in materia di famiglia |
| Rete pubblica | CDRC in 62 contee su 62, 20 gestori, ~9,6 milioni di dollari di fondi statali | 16 centri per 76 contee su 254, istituiti e finanziati dalle contee |
| Costo per la parte | 90 minuti gratuiti, poi 400 $/ora divisi; mediatore non compensato in Divisione Commerciale | Mercato privato: 1.350-4.000 $ a parte per la giornata; centri gratuiti dove esistono |
| Rendicontazione | Obbligo di relazione ex Judiciary Law § 849-g; relazione più recente 2022-2023 | Nessun obbligo, nessun dato |
| Uniform Mediation Act | Non adottato | Non adottato |
Due modelli, dunque, con una simmetria quasi perfetta. New York costruisce dall'alto: obbligo di rinvio, elenchi, requisiti formativi rigidi, rete pubblica capillare, finanziamento statale, obbligo di relazione — e poi non pubblica i numeri della propria riforma principale. Il Texas costruisce dal basso: facoltà del giudice, scelta delle parti, mercato privato, centri di contea dove le contee li vogliono, nessun obbligo di rendicontare — e ottiene, se le fonti pratiche hanno ragione, una diffusione della mediazione volontaria che nessuno Stato europeo ha mai raggiunto, senza che nessuno sia in grado di dimostrarlo con una cifra.
Il punto in comune, e non è confortante, è questo: né l'uno né l'altro sa dire quanto funziona. Il Texas perché non misura per scelta di sistema; New York perché misura la rete storica dei centri di comunità con tre anni di ritardo e non misura affatto la riforma del 2024. Chi cita gli Stati Uniti come modello di ADR — e in Italia lo si fa da trent'anni — farebbe bene a sapere che sta citando un sistema di cui non esiste una misurazione nazionale aggiornata dal 2011.
31. Che cosa può leggere l'Italia
Chiudo come tutti i dossier della serie, e con qualche cautela in più del solito, perché gli Stati Uniti sono il paese che in Italia si cita più spesso e si conosce meno.
Primo: smettere di dire «negli Stati Uniti la mediazione è riservata». Nel processo federale americano non esiste una legge del Congresso sulla riservatezza della mediazione: esiste una norma provvisoria del 1998 che rinvia a novantaquattro regolamenti locali in attesa di regole generali mai adottate[83], e un privilegio giurisprudenziale la cui esistenza dipende dal circuito. La legge sulla riservatezza c'è, ma è quella sull'ADR delle agenzie amministrative — la sezione 574 del titolo 5 — e negli Stati Uniti la si distingue nettamente. L'articolo 9 del nostro decreto legislativo 28 del 2010, con tutti i suoi difetti, è più netto e più protettivo della disciplina federale americana delle corti. Questo non è un argomento contro gli Stati Uniti: è un argomento contro l'uso retorico degli Stati Uniti.
Secondo: New York dimostra che si può rendere la mediazione la regola senza toccare la legge. La Part 160 del 2024 è un regolamento dell'amministrazione giudiziaria, non una legge dello Stato, e impone al giudice di rinviare ogni controversia civile a un procedimento ADR, con la mediazione come opzione predefinita. In Italia, dove ogni scossone all'obbligatorietà è passato per il Parlamento, per un decreto delegato o per la Corte costituzionale, la via regolamentare non è praticabile allo stesso modo. Ma il congegno merita attenzione: l'obbligo non grava sulla parte, grava sul giudice. La parte ha un opt out; il giudice ha un dovere. È il rovesciamento esatto della condizione di procedibilità, che grava sulla parte e lascia il giudice spettatore. E la nostra mediazione demandata — ventimila procedimenti l'anno[84] — è la sede in cui questo rovesciamento sarebbe già oggi possibile senza modificare una virgola dell'articolo 5.
Terzo: la finestra iniziale gratuita non deve essere un filtro. I novanta minuti gratuiti del Nono Distretto di New York sono l'esatto contrario del primo incontro italiano 2013-2023. Là si tratta di una sessione di mediazione che comincia gratis e dopo un'ora e mezza diventa a pagamento; da noi era un incontro sulla possibilità di mediare, che si poteva chiudere dichiarando di non voler proseguire, e che assolveva la condizione di procedibilità. Il decreto legislativo 149 del 2022 ha abolito il filtro senza reintrodurre la gratuità iniziale in una forma diversa. Il modello newyorkese suggerisce che le due cose si possono separare: gratuità di una prima frazione di mediazione vera, senza che quella frazione basti ad aprire il processo.
Quarto: il tempo, non la sanzione. Il programma EEOC è volontario da entrambe le parti, non prevede alcuna sanzione per chi rifiuta, e produce undicimila mediazioni l'anno con un tasso di accordo del settanta per cento. L'argomento che lo regge è pubblicato in cima alla pagina: tre mesi contro dieci[85]. In Italia la mediazione è più rapida del processo di un ordine di grandezza, e questo dato è nelle statistiche ministeriali; ma non è mai stato usato come argomento istituzionale nei confronti delle imprese e delle assicurazioni, che sono i clienti che decidono i volumi. La comunicazione dell'EEOC vale, in questo, più di una riforma.
Quinto: l'irrevocabilità texana è un'idea da guardare, con la sua valvola. Le sezioni 153.0071 e 6.602 del Family Code texano rendono l'accordo mediato azionabile «notwithstanding another rule of law» purché rechi in caratteri evidenziati la dichiarazione di irrevocabilità e le firme delle parti e dei difensori presenti. È una soluzione che risolve alla radice il problema del ripensamento fra la sottoscrizione e l'omologazione, che da noi si è affrontato per via di esecutività e non di vincolatività. Ma va guardata insieme alla sua valvola: il Texas la accompagna con il potere del giudice di rifiutare la sentenza in presenza di violenza familiare o di rischio per il minore, e con l'obbligo di stanze separate quando si medi in quel contesto. Chi copiasse l'irrevocabilità senza la valvola importerebbe soltanto il pericolo.
Sesto: la formazione senza albo funziona meno di quanto si creda. Il Texas ha quaranta ore di formazione con una norma che consente al giudice di nominare chi non le ha; il diritto federale usa should e non shall; l'Uniform Mediation Act dice espressamente che il mediatore non deve avere alcuna qualificazione particolare. Il risultato è un mercato in cui i mediatori sono di fatto avvocati, scelti dai difensori fra colleghi, a quattromila dollari al giorno. Non è la democratizzazione della composizione dei conflitti: è la sua professionalizzazione forense per via di mercato anziché per via di legge. Chi in Italia sostiene che l'abolizione dei requisiti formativi aprirebbe la mediazione a professionalità diverse guardi al Texas, dove non ci sono requisiti cogenti e i mediatori sono avvocati lo stesso.
Settimo: le soglie di valore vanno indicizzate. I centocinquantamila dollari della sezione 654 sono fermi al 1998, e nessuno li ha mai ritoccati: la portata dell'arbitrato annesso alle corti federali si è ridotta da sola per il solo effetto dell'inflazione. È lo stesso fenomeno che ho segnalato per la Norvegia[86], e in Italia riguarda le soglie della negoziazione assistita e i limiti di valore della competenza del giudice di pace. Una soglia non indicizzata è una riforma tacita a favore di chi non voleva la riforma.
Ottavo, e per me il più importante: misurare, e pubblicare. L'Italia si lamenta molto della propria amministrazione della giustizia, e ha ragione su quasi tutto. Ma sulla mediazione ha, unica in Europa, serie storiche dal 2011 disaggregate per materia, esito, distretto e tipologia di organismo[87]. Gli Stati Uniti, che hanno inventato l'ADR, non dispongono di una rilevazione nazionale aggiornata dei programmi delle corti federali dal 2011; New York non ha pubblicato un solo numero sulla propria riforma del 2024 né una relazione dei centri di comunità successiva all'esercizio 2022-2023; il Texas non raccoglie affatto quei dati. Il vantaggio italiano è reale e va difeso, perché è ciò che consente di fare al sistema domande che agli americani non si possono nemmeno porre. Quando fra quattordici mesi il Ministero della giustizia dovrà verificare, ai sensi dell'articolo 42 del decreto legislativo 149 del 2022, l'opportunità della permanenza della mediazione come condizione di procedibilità[88], avrà a disposizione una base empirica che nessuna delle tre giurisdizioni di questo dossier saprebbe mettere insieme. Sarebbe imperdonabile non usarla.
Note
[1] Cfr. il dossier Sistemi di composizione dei conflitti in California (2026).
[2] Il dato è tratto dai miei Profili storici e non è stato riverificato in questa sede su fonte primaria americana. NON VERIFICATO quanto all'elenco puntuale degli Stati e alle date esatte delle singole disposizioni costituzionali.
[3] Federal Rules of Civil Procedure, rule 16(a), testo vigente. Storia degli emendamenti: 1983, 1987, 1993, 2006, 2007, 2015 e da ultimo adozione del 23 aprile 2025 con efficacia dal 1° dicembre 2025.
[4] Federal Rules of Civil Procedure, rule 16(c)(2)(I), testo vigente.
[5] Alternative Dispute Resolution Act of 1998, Pub. L. 105-315, 30 ottobre 1998, 112 Stat. 2993, veicolo legislativo H.R. 3528, 105° Congresso, con disegno di legge gemello S. 2373. Codificazione: 28 U.S.C. §§ 651-658, titolo 28, parte III, capitolo 44. Verificato sullo United States Code (uscode.house.gov).
[6] Administrative Dispute Resolution Act, Pub. L. 101-552, 15 novembre 1990, 104 Stat. 2736, resa permanente dalla Pub. L. 104-320, Administrative Dispute Resolution Act of 1996, 19 ottobre 1996. Codificazione: 5 U.S.C. §§ 571-584, titolo 5, parte I, capitolo 5, sottocapitolo IV. Disciplina le agenzie amministrative federali, non le corti.
[7] Pub. L. 100-702, titolo IX, § 901(a), 19 novembre 1988, 102 Stat. 4659, Judicial Improvements and Access to Justice Act. Verificato sulle annotazioni di fonte dello United States Code, che per ogni sezione del capitolo 44 riportano la doppia attribuzione 1988/1998.
[8] Verificato sulle annotazioni di fonte ufficiali dello United States Code per le sezioni 651-658: nessun emendamento successivo alla Pub. L. 105-315 del 30 ottobre 1998.
[9] 28 U.S.C. § 651(b), testo vigente verificato su uscode.house.gov.
[10] 28 U.S.C. § 653(b), testo vigente. Il comma prosegue: «For this purpose, the district court may use, among others, magistrate judges who have been trained to serve as neutrals in alternative dispute resolution processes, professional neutrals from the private sector, and persons who have been trained to serve as neutrals in alternative dispute resolution processes». Il periodo finale impone a ciascuna corte, in attesa di regole generali sulla ricusazione dei neutri, di adottare regole proprie, con riferimento ove opportuno alla sezione 455 del titolo 28 e agli standard di responsabilità professionale.
[11] 28 U.S.C. § 654(a) e (a)(3), testo vigente verificato su uscode.house.gov.
[12] 28 U.S.C. § 652(d), testo vigente. Il «capitolo 131» richiamato è quello del Rules Enabling Act.
[13] Federal Rule of Evidence 408, commi (a) e (b), testo vigente. Emendamenti: 1975 (introduzione), 2006 con efficacia dal 1° dicembre 2006, e da ultimo 26 aprile 2011 con efficacia dal 1° dicembre 2011.
[14] In re Teligent, Inc., 640 F.3d 53 (2d Cir. 2011), applicato in sede fallimentare da In re Residential Capital, LLC, 536 B.R. 132 (Bankr. S.D.N.Y. 2015); per il Nono Circuito, Babasa v. LensCrafters, Inc., 498 F.3d 972 (9th Cir. 2007), Facebook, Inc. v. Pacific Northwest Software, Inc., 640 F.3d 1034 (9th Cir. 2011), Wilcox v. Arpaio, 753 F.3d 872 (9th Cir. 2014) e Sony Electronics v. HannStar Display Corp., 835 F.3d 1155 (9th Cir. 2016). NON VERIFICATO: le citazioni provengono da commenti dottrinali dell'American Bankruptcy Institute e dell'American Bar Association e non sono state riscontrate sui repertori ufficiali; per Wilcox v. Arpaio circola anche la citazione erronea «53 F.3d 872». NON VERIFICATO altresì l'esistenza di decisioni d'appello federali sul punto fra il 2020 e il 2026: non ne ho individuate, il che non equivale ad affermare che non ve ne siano.
[15] Cassel v. Superior Court, sulla riservatezza assoluta della mediazione californiana: cfr. il dossier California.
[16] Federal Rules of Civil Procedure, rule 68, testo vigente. Emendamenti: 1937 (testo originario), 1946/1948, 1966, 1987, 2007 e da ultimo 26 marzo 2009 con efficacia dal 1° dicembre 2009, quest'ultimo di solo computo dei termini (da dieci a quattordici giorni).
[17] Marek v. Chesny, 473 U.S. 1 (1985). NON VERIFICATO: citazione non riscontrata sul repertorio ufficiale in questa sede.
[18] Advisory Committee on Civil Rules, fascicolo della riunione del 14 aprile 2026 (uscourts.gov): nessuna voce e nessuna proposta relativa alla rule 68.
[19] Federal Rules of Civil Procedure, rule 23(e), testo vigente, come da ultimo sostanzialmente emendata nel 2018 con efficacia dal 1° dicembre 2018.
[20] Advisory Committee on Civil Rules, fascicolo del 14 aprile 2026, voce 14, con le proposte 26-CV-4, 26-CV-9 e 26-CV-10 trattate come voci informative; il Comitato ha individuato tre temi di studio, definendone l'approfondimento «a significant and resource-intensive undertaking», senza costituire alcun sottocomitato.
[21] Federal Rules of Civil Procedure, rule 16.1, «Multidistrict Litigation», adottata nel 2025. NON VERIFICATO: la data di efficacia non risulta dalla pagina consultata; secondo il ciclo ordinario del Rules Enabling Act essa coincide con il 1° dicembre 2025, in coerenza con l'emendamento alla rule 16, ma non ho potuto confermarlo su uscourts.gov.
[22] NON VERIFICATO quanto al contenuto sostanziale dell'emendamento alla rule 16 adottato il 23 aprile 2025: la lettura naturale è che si tratti della modifica di coordinamento connessa all'introduzione della rule 16.1, ma non ho verificato il testo né la relazione del comitato.
[23] Relazione dello Standing Committee alla Judicial Conference, settembre 2026, e progetto preliminare pubblicato nell'agosto 2025; pagina «Pending Rules and Forms Amendments» su uscourts.gov.
[24] 28 U.S.C. § 636(b)(3), testo vigente; la sezione 636 è stata da ultimo emendata dalla Pub. L. 111-16 del 2009. 28 U.S.C. § 653(b) per l'impiego dei magistrate judges come neutri.
[25] D. Stienstra, ADR in the Federal District Courts: An Initial Report, Federal Judicial Center, 16 novembre 2011, ripreso da un comunicato di uscourts.gov del 25 giugno 2012. Ai dati riportati nel testo si aggiungano: 34 distretti offrono più forme di ADR, da 25 a 27 la sola mediazione, 12 una autorizzazione generica; 58 distretti autorizzano l'uso obbligatorio della mediazione in talune circostanze; le conferenze transattive sono menzionate nelle disposizioni ADR di 36 distretti.
[26] Administrative Office of the United States Courts, Judicial Business, tavola C-4, «U.S. District Courts — Civil Cases Terminated by Nature of Suit and Action Taken», dodici mesi chiusi al 30 settembre 2025: 407.379 definizioni totali, di cui 318.461 prima della fase preliminare, 26.563 durante o dopo la fase preliminare e 1.681 durante o dopo il processo (499 senza giuria, 1.182 con giuria).
[27] Judicial Business 2025, relazione narrativa, sezione sulle corti distrettuali. La discrepanza fra il totale della tavola C-4 (407.379) e quello della relazione narrativa (407.539) è di 160 cause e non è spiegata nei documenti; presumibilmente si tratta di una revisione o di un diverso criterio di inclusione.
[28] 5 U.S.C. § 573(b), testo vigente.
[29] 5 U.S.C. § 573(c), come sostituito dalla Pub. L. 104-320 del 1996: «The President shall designate an agency or designate or establish an interagency committee to facilitate and encourage agency use of dispute resolution». Il testo del 1990 attribuiva quel ruolo all'Administrative Conference of the United States.
[30] Administrative Conference of the United States, progetto «Alternative Dispute Resolution in Agency Administrative Programs», relazione finale del 17 dicembre 2021. NON VERIFICATO: il numero e l'anno della raccomandazione scaturita dal progetto, l'anno della raccomandazione sull'uso degli ombuds nelle agenzie federali, e l'eventuale adozione di raccomandazioni ADR fra il 2022 e il 2026.
[31] 5 U.S.C. § 574, commi (a), (b), (c) e (j), testo vigente.
[32] Labor Management Relations Act del 1947, titolo II, § 203, 61 Stat. 153, codificato a 29 U.S.C. §§ 172-173. La sezione 173 è stata emendata dalle Pub. L. 95-524 (1978), 101-552 (1990), 102-354 (1992) e 104-320 (1996): due di queste sono le leggi sull'ADR amministrativo del 1990 e del 1996.
[33] Ordine esecutivo 14238, «Continuing the Reduction of the Federal Bureaucracy», firmato il 14 marzo 2025, pubblicato in Federal Register il 20 marzo 2025. Gli enti nominati sono, oltre al FMCS, la U.S. Agency for Global Media, il Woodrow Wilson International Center for Scholars, l'Institute of Museum and Library Services, l'U.S. Interagency Council on Homelessness, il Community Development Financial Institutions Fund e la Minority Business Development Agency.
[34] Dati riportati dalla stampa sindacale (NW Labor Press, luglio 2025). NON VERIFICATO su fonte istituzionale: il FMCS non ha pubblicato dati di organico relativi al 2025.
[35] Lettera di 54 membri del Congresso al direttore del Federal Mediation and Conciliation Service, 23 luglio 2025, che parla di «circa il 95 per cento del personale dell'agenzia, inclusi oltre 100 mediatori», di 220 dipendenti licenziati e di «meno di 20 dipendenti» rimasti, e afferma che «no executive action can deny or diminish FMCS's statutory responsibilities».
[36] State of Rhode Island v. Trump, corte distrettuale del Rhode Island, ricorso depositato il 4 aprile 2025 da 21 Stati; ordine di reintegrazione del personale FMCS nel maggio 2025; rigetto della richiesta governativa di sospensione il 5 giugno 2025. NON VERIFICATO: le fonti secondarie indicano due date distinte per i provvedimenti cautelari, il 6 maggio e il 13 maggio 2025, e non ho potuto riconciliarle sul fascicolo processuale.
[37] American Federation of Teachers, AFL-CIO v. Davis, corte distrettuale del distretto meridionale di New York, giudice Arun Subramanian, sentenza del 30 dicembre 2025. Il 23 dicembre 2025 i convenuti avevano depositato in Rhode Island v. Trump un atto di ottemperanza con cui dichiaravano l'intenzione di reintegrare il personale e di revocare le politiche sottostanti. NON VERIFICATO: il numero di ruolo della causa e l'eventuale proposizione di appello. La convenuta «Davis» è la responsabile ad interim dell'agenzia.
[38] Federal Mediation and Conciliation Service, «Requests for Arbitration Panels», interim final rule con richiesta di osservazioni, pubblicata ed efficace il 4 agosto 2026, che modifica la parte 1404 del titolo 29 del Code of Federal Regulations. Poteri richiamati: 29 U.S.C. §§ 172, 173 et seq.; 5 U.S.C. § 572; 5 U.S.C. § 7121.
[39] Impugnazione proposta nel maggio 2026 da American Federation of Government Employees, International Federation of Professional and Technical Engineers, National Federation of Federal Employees e National Treasury Employees Union. NON VERIFICATO: denominazione esatta della causa, corte adita, numero di ruolo e stato del procedimento.
[40] Sito istituzionale del Federal Mediation and Conciliation Service, aggiornamento del 18 luglio 2026. NON VERIFICATO: organico attuale, direttore in carica e stanziamento 2026.
[41] Equal Employment Opportunity Commission, pagina istituzionale sulla mediazione (eeoc.gov/mediation).
[42] Equal Employment Opportunity Commission, FY 2027 Agency Performance Plan and FY 2025 Agency Performance Report.
[43] Tavola degli Stati che hanno adottato normative fondate sui modelli UNCITRAL in materia di conciliazione commerciale (uncitral.un.org). NON VERIFICATO: il conteggio ufficiale della Uniform Law Commission all'agosto 2026, poiché la relativa pagina non è risultata raggiungibile; la tavola UNCITRAL non è aggiornata all'adozione del Connecticut.
[44] Connecticut, substitute House Bill 6971, sessione 2025, promulgato il 10 giugno 2025 ed efficace dal 1° ottobre 2025. NON VERIFICATO: il numero di Public Act, poiché le pagine dell'Assemblea generale del Connecticut non consentono la consultazione automatica; una fonte secondaria riporta una citazione manifestamente malformata.
[45] Georgia, legge del 2021 fondata sulla UNCITRAL Model Law on International Commercial Mediation nella versione emendata del 2018, così classificata nella tavola UNCITRAL, che complessivamente registra 46 giurisdizioni in 33 Stati con normative fondate sulle leggi modello.
[46] Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti da mediazione, adottata il 20 dicembre 2018, aperta alla firma a Singapore il 7 agosto 2019; tavola dello stato delle adesioni su uncitral.un.org.
[47] Ending Forced Arbitration of Sexual Assault and Sexual Harassment Act of 2021, Pub. L. 117-90, 3 marzo 2022, 136 Stat. 27, che introduce il capitolo 4 del titolo 9 dello United States Code, §§ 401-402. NON VERIFICATO: il titolo breve non risulta riprodotto nell'annotazione di fonte consultata e va riscontrato sul testo della legge.
[48] Forced Arbitration Injustice Repeal Act, 119° Congresso: S. 2799, S. 263, S. 2715 e H.R. 711. Nella stessa direzione l'Ending Forced Arbitration of Race Discrimination Act of 2025, H.R. 6172.
[49] 22 NYCRR Part 146, «Guidelines for Qualifications and Training of ADR Neutrals Serving on Court Rosters», pagine ufficiali del New York State Unified Court System, che recano la sola annotazione «Added June 18, 2008».
[50] New York State Unified Court System, pagina sui requisiti dei neutri delle corti. Esiste inoltre un documento «Part 146 Mediation Training Curriculum Guidelines (2021)»: NON VERIFICATO quanto al contenuto, non essendo il file consultabile in modo automatico.
[51] New York State Unified Court System, Division of Alternative Dispute Resolution: Statewide Mediator Directory e domanda unica statale, entrambi attivati nel settembre 2020.
[52] New York State Unified Court System, pagina «Presumptive ADR»; il comitato consultivo statale fu istituito nel 2018 e pubblicò una relazione interlocutoria nel febbraio 2019.
[53] 22 NYCRR Part 160, «Alternative Dispute Resolution in the Trial Courts», efficace dal 13 febbraio 2024. Data confermata sull'archivio notizie della Division of Alternative Dispute Resolution del Unified Court System.
[54] Comunicato del New York State Unified Court System del 5 aprile 2024, a firma del Chief Administrative Judge Joseph A. Zayas.
[55] 22 NYCRR §§ 160.1, 160.2 e 160.3, testo vigente verificato sulle pagine ufficiali del Unified Court System.
[56] Nono Distretto Giudiziario dello Stato di New York, District-Wide Presumptive Mediation Rules, revisione della pagina all'agosto 2025 e versione indicizzata «Revised Jan 2026».
[57] New York Judiciary Law, articolo 21-A, §§ 849-a – 849-g.
[58] New York State Unified Court System, Division of Alternative Dispute Resolution: venti Community Dispute Resolution Centers convenzionati a copertura delle sessantadue contee.
[59] Community Dispute Resolution Centers Program, relazione annuale dell'esercizio 2022-2023, pubblicata sul sito del Unified Court System. È la più recente disponibile alla data di questo dossier.
[60] New York State Unified Court System, pagina istituzionale del Community Dispute Resolution Centers Program. La cifra di «più di 75.000 newyorkesi ogni anno» non è datata e non collima con le 53.499 persone servite indicate nella relazione 2022-2023.
[61] Office of Court Administration dello Stato di New York, bando OCA-DGCP-063, Community Dispute Resolution Centers Program — fuori New York City, pubblicato il 17 dicembre 2025, offerte entro il 28 gennaio 2026; 6.435.884 dollari complessivi per l'esercizio 2026-2027; contratto 1° luglio 2026 – 30 giugno 2031.
[62] Office of Court Administration dello Stato di New York, bando OCA-DGCP-045, Community Dispute Resolution Centers Program — New York City, pubblicato il 2 maggio 2025; 3.178.500 dollari complessivi per l'esercizio 2025-2026; contratto 1° luglio 2025 – 30 giugno 2030.
[63] 22 NYCRR § 146.1, che esclude dall'ambito della Part 146 gli arbitri e i neutri operanti nel Community Dispute Resolution Centers Program.
[64] New York State Unified Court System, pagina «Training and Education» della Division of Alternative Dispute Resolution. NON VERIFICATO: il Program Manual del CDRCP, richiamato come vincolante dai bandi in corso, non risulta pubblicato.
[65] New York State Dispute Resolution Association, pagina «Become a Mediator». Fonte associativa e non ufficiale: tutti i dati che ne derivano, salvo il corso base di trenta ore, vanno considerati NON VERIFICATI rispetto alle fonti del Unified Court System.
[66] Nono Distretto Giudiziario, District-Wide Presumptive Mediation Rules, citate alla nota 56.
[67] 22 NYCRR § 202.70(g), Rule 3, «Alternative Dispute Resolution; Settlement Conference Before a Justice Other Than the Justice Assigned to the Case». NON VERIFICATO: l'esistenza di un comma (c) della Rule 3, la storia degli emendamenti e la modifica del 2021 alla Rule 3(a) in tema di scelta dei mediatori, riferita da commenti dottrinali e oggetto di una consultazione pubblica, ma non confermabile dal testo ufficiale della regola. NON VERIFICATO altresì il progetto pilota di mediazione obbligatoria della Divisione Commerciale della contea di New York, riferito da fonti secondarie e privo di riscontro primario.
[68] Comunicato del New York State Unified Court System del 27 gennaio 2021 sul progetto pilota di risoluzione online della Corte Civile di New York, sede di Manhattan, avviato il 29 gennaio 2021; finanziamento dello State Justice Institute e della AAA-ICDR Foundation, con la partecipazione dell'American Bar Association e del National Center for State Courts.
[69] Texas Civil Practice and Remedies Code, capitolo 154, introdotto dagli Acts 1987, 70ª legislatura, capitolo 1121, § 1, in vigore dal 20 giugno 1987.
[70] Texas Civil Practice and Remedies Code § 154.021, edizione 2025; comma (c) aggiunto dagli Acts 2009, 81ª legislatura, sessione ordinaria, capitolo 621 (H.B. 1083), § 1, in vigore dal 19 giugno 2009.
[71] Texas Civil Practice and Remedies Code § 154.022, edizione 2025. Introdotta nel 1987 e mai emendata.
[72] Texas Civil Practice and Remedies Code § 154.052, commi (a), (b) e (c), edizione 2025; comma (b) come emendato dagli Acts 2017, 85ª legislatura, sessione ordinaria, capitolo 195 (S.B. 539), § 1, in vigore dal 1° settembre 2017. La sezione non ha un comma (d).
[73] Texas Mediator Credentialing Association, criteri delle designazioni. NON VERIFICATO: l'esistenza di una designazione specifica per il diritto di famiglia, non risultante dalla pagina dei criteri.
[74] La mancata adozione dell'Uniform Mediation Act da parte del Texas è accertata per via strutturale e non per dichiarazione espressa: l'elenco completo dei capitoli del titolo 7 del Civil Practice and Remedies Code nell'edizione 2025 non contiene alcuna legge uniforme sulla mediazione, e la riservatezza texana opera attraverso le disposizioni proprie del 1987; nello stesso senso le raccolte della sezione ADR dello State Bar of Texas e del Center for Public Policy Dispute Resolution dell'Università del Texas, che elencano per il Texas soltanto il Governmental Dispute Resolution Act (Government Code, capitolo 2009), il Negotiated Rulemaking Act (Government Code, capitolo 2008), il Texas ADR Act (capitolo 154) e l'ADR Systems and Financing Act del 1983 (capitolo 152). NON VERIFICATO sull'elenco ufficiale delle adozioni della Uniform Law Commission, non risultato raggiungibile.
[75] Texas Civil Practice and Remedies Code §§ 154.053 e 154.073, testo vigente; la § 154.053 emendata nel 1999 (NON VERIFICATO quanto alla citazione puntuale dell'atto) e la § 154.073 dagli Acts 2019, 86ª legislatura, sessione ordinaria, capitolo 469 (H.B. 4173), § 2.04, in vigore dal 1° gennaio 2021.
[76] Texas Family Code § 153.0071, commi (c), (d), (e), (e-1) e (f), e § 6.602, commi (a), (b), (c) e (d). La § 153.0071 è stata introdotta dagli Acts 1995, 74ª legislatura, capitolo 751, § 27, in vigore dal 1° settembre 1995, ed emendata nel 2005, nel 2007 e nel 2017. La § 6.602 è stata introdotta dagli Acts 1997, 75ª legislatura, capitolo 7, ed emendata due volte nel 1999; non risultano emendamenti fra il 2017 e il 2025. NON VERIFICATO: l'esistenza dei commi (e-2) ed (e-3) della § 153.0071 e la citazione puntuale dell'atto del 2017.
[77] Highsmith v. Highsmith, Corte Suprema del Texas, n. 18-0262, decisa il 25 ottobre 2019; verificata sull'opinione originale pubblicata da txcourts.gov. NON VERIFICATO: la citazione 587 S.W.3d 771 (Tex. 2019), non riscontrata sul repertorio. NON VERIFICATO altresì In re Lee, 411 S.W.3d 445 (Tex. 2013), quanto alla massima e alla citazione.
[78] Texas Civil Practice and Remedies Code, capitolo 152, ADR Systems and Financing Act del 1983; §§ 152.001, 152.002, 152.003, 152.006 e 152.007. La § 152.006 è stata introdotta dagli Acts 2005, 79ª legislatura, capitolo 1192 (H.B. 282), § 3, ed emendata nel 2011 (capitolo 1163, H.B. 2702, § 4) e nel 2013 (capitolo 781, S.B. 1237, § 3); il quadro delle controversie penali è stato introdotto dal S.B. 1237 del 2013 e affinato nel 2015.
[79] Texas Office of Court Administration, «Alternative Dispute Resolution Centers of Texas», documento del 28 luglio 2025. Si tratta di un registro di rinvio: non contiene informazioni normative, di finanziamento o di carico di lavoro.
[80] Center for Public Policy Dispute Resolution, University of Texas School of Law, elenco dei community dispute resolution centers texani.
[81] Tariffario di uno studio di mediazione di Dallas in vigore dal 1° agosto 2026, importi per parte. Dato di mercato, non tariffa regolamentata. Supplementi indicati: 250 dollari per parte per le mediazioni fuori contea, da 200 a 400 dollari ripartiti fra le parti per le sessioni nel fine settimana; nessuna penale di disdetta o rinvio.
[82] Secondo tariffario texano, aggiornato al 31 dicembre 2023, importi per parte: giornata intera con due o tre parti da 3.000 a 3.500 dollari in videoconferenza e da 3.500 a 3.750 in presenza; con quattro o più parti da 2.500 a 3.000 e da 3.000 a 3.250; mezza giornata di quattro ore 2.000 dollari in videoconferenza e 2.250 in presenza, più 300 dollari l'ora oltre le quattro; supplemento di 250 dollari a parte nel fine settimana; penale di disdetta di 1.000 dollari entro quindici giorni lavorativi. Dato di mercato, non tariffa regolamentata.
[83] 28 U.S.C. § 652(d), citato alla nota 12.
[84] Cfr. il dossier Sistemi di composizione dei conflitti in Italia (2026), § 12.
[85] Cfr. le note 41 e 42.
[86] Sulle soglie norvegesi non indicizzate cfr. il dossier Italia, § 27, e i dossier ivi richiamati.
[87] Cfr. il dossier Italia, §§ 17-22, e La mediazione civile in Italia nei numeri.
[88] Art. 42 del decreto legislativo 10 ottobre 2022 n. 149; il quinquennio matura il 18 ottobre 2027. Cfr. il dossier Italia, § 23.
Nota
Questo dossier aggiorna e sostituisce, per la parte statunitense, gli articoli Il pensiero del Congresso degli Stati Uniti sulla mediazione (2012), ADR nel Nord degli Stati Uniti ed adempimenti degli avvocati neutri e degli accompagnatori alle procedure (2012), L'arbitrato e la clausola multistep nel diritto statunitense (2013), Mediare a New York (2013) e Cenni sulla mediazione in Texas (2014). Quelle pagine restano consultabili per la parte descrittiva e dottrinale; per il diritto vigente e per i numeri fa fede questo dossier.
Resta autonomo e complementare il dossier Sistemi di composizione dei conflitti in California (2026).