Testi in vigore: Iraq

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Iraq, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

Premessa metodologica e correzione di una pista iniziale. La ricerca è partita dall'ipotesi di trovare, per l'Iraq, una legge dedicata alla mediazione/conciliazione civile e commerciale (sul modello delle leggi ADR di altri paesi della regione) o, in subordine, una legge arbitrale autonoma. Questa pista si è rivelata inesatta: le fonti consultate confermano che l'Iraq non dispone, ad oggi (26 agosto 2026), di alcuna legge dedicata alla mediazione o alla conciliazione né di una legge arbitrale autonoma distinta dal codice di procedura civile. La Chambers and Partners Global Practice Guide – Dispute Resolution 2026, capitolo Iraq ("Trends and Developments") afferma testualmente: "In Iraq, formal alternative dispute resolution mechanisms outside litigation and arbitration remain limited" e "There are no general statutory requirements mandating ADR before litigation unless the parties have contractually agreed to an escalation or amicable settlement mechanism." La stessa fonte precisa che l'arbitrato è tuttora disciplinato all'interno dell'Iraqi Civil Procedure Code (Legge n. 83 del 1969), insieme all'Evidence Law n. 107/1979 e alla Bar Association Law n. 173/1965, e che la mediazione resta uno strumento volontario e non istituzionalizzato, utilizzato solo su base contrattuale (clausole di escalation/amichevole composizione), senza una cornice legislativa dedicata. Un contributo di Al Tamimi & Company ("Eyes on 2026") conferma inoltre che è in preparazione una nuova legge arbitrale irachena ("investor-friendly", attesa nel corso del 2026), a riprova che anche sul fronte arbitrale la legge attualmente in vigore resta quella "storica" contenuta nel codice di procedura civile del 1969; tale progetto di legge, non essendo ancora promulgato, non rileva ai fini di questa scheda "in vigore".

Ho quindi verificato direttamente il testo del Codice di procedura civile iracheno n. 83/1969 (Civil Actions Law No. 83 of 1969), in due traduzioni inglesi reperibili online (Università di Zurigo, ius.uzh.ch; Global Justice Project Iraq, gjpi.org), alla ricerca di disposizioni su conciliazione giudiziale o mediazione: non vi ho trovato un istituto dedicato di conciliazione/mediazione giudiziale; l'unico riferimento limitrofo individuato è l'art. 54, che disciplina l'abbandono/sospensione della causa quando le parti si accordano per "riconsiderare" la controversia (non un vero e proprio procedimento di conciliazione con intervento attivo del giudice o di un mediatore).

Cosa è effettivamente in vigore in materia di conciliazione. L'unico istituto codificato, sostanziale (non processuale), tuttora vigente in Iraq che disciplina la composizione amichevole delle liti è il contratto di "الصلح" (Sulh – conciliazione/transazione), regolato dal Codice Civile iracheno n. 40 del 1951 (القانون المدني العراقي رقم 40 لسنة 1951), Libro dei "Contratti che trasferiscono la proprietà" (القسم الثاني), Capitolo Quinto (الفصل الخامس – الصلح), artt. 698–721. Si tratta di un istituto di matrice arabo-islamica (sulh), di diritto sostanziale delle obbligazioni — non un meccanismo processuale di mediazione/conciliazione giudiziale in senso moderno — ma è la disposizione codicistica più ampia e pertinente che disciplina in Iraq la composizione consensuale delle controversie, richiesta esplicitamente dal quesito ("disposizioni sulla mediazione/conciliazione contenute in codici più ampi"). Il testo arabo di questi articoli è stato verificato incrociando due fonti indipendenti: un documento a cura del Consiglio Superiore della Magistratura iracheno (مجلس القضاء الاعلى، sjc.iq), dedicato appunto alle "disposizioni del contratto di Sulh nel Codice Civile iracheno", e la raccolta di testi normativi del portale giuridico mohamah.net ("نصوص و مواد القانون المدني العراقي"), che riporta il testo integrale degli artt. 698–721. Nessuna delle due fonti segnala abrogazioni o modifiche di questi articoli; non sono tuttavia riuscito ad accedere alla Gazzetta Ufficiale irachena (الوقائع العراقية) o a un testo consolidato governativo ufficiale per una verifica di vigenza documentale di prima mano — limite che dichiaro esplicitamente. Il Codice Civile del 1951 è comunque pacificamente riconosciuto, nella letteratura giuridica consultata (inclusi i riferimenti incrociati nei risultati di ricerca), come tuttora la legge civile sostanziale fondamentale in vigore in Iraq.

Limiti di reperibilità dichiarati: - Non è stato possibile scaricare direttamente in locale i PDF del Codice di procedura civile (blocco di rete sugli host esterni diversi da quelli instradati tramite lo strumento di web-fetch); il testo è stato quindi consultato tramite strumento di lettura web con sintesi assistita, il che comporta un margine di imprecisione sulle porzioni non citate testualmente. - Per il Codice Civile 1951, il numero e l'anno della legge ("n. 40 del 1951") sono riportati con alta ma non assoluta certezza documentale diretta (non ho reperito la prima pagina/intestazione ufficiale della legge con numero e data di pubblicazione in Gazzetta); è un dato ampiamente consolidato nella letteratura giuridica sull'Iraq, ma lo segnalo come dato di contesto non verificato su fonte primaria ufficiale. - Non ho trovato evidenza di una legge irachena sulla mediazione commerciale in senso proprio (assenza confermata da fonte professionale specializzata, Chambers and Partners 2026), né di centri di mediazione giudiziaria istituiti per legge. - La bozza di nuova legge arbitrale ("Draft Iraqi Arbitration Law", attesa nel 2026) non è in vigore e non è stata quindi riportata come testo normativo.

Fonti consultate: - Chambers and Partners, Global Practice Guide – Dispute Resolution 2026, Iraq – Trends and Developments: https://practiceguides.chambers.com/practice-guides/dispute-resolution-2026/iraq/trends-and-developments - Al Tamimi & Company, "Draft Iraqi Arbitration Law – Investor-friendly law expected to be published in 2026": https://www.tamimi.com/our-knowledge/publications/eyes-on-2026/articles/draft-iraqi-arbitration-law-investor-friendly-law-expected-to-be-published-in-2026/ - Iraqi Code of Civil Procedure No. 83 of 1969 (traduzione inglese), Università di Zurigo: https://www.ius.uzh.ch/dam/jcr:00000000-0c03-6a0c-ffff-ffffd59df529/civil-action-law.pdf - Iraqi Code of Civil Procedure No. 83 of 1969 (traduzione inglese), Global Justice Project Iraq: https://www.gjpi.org/wp-content/uploads/2009/01/civil-action-law-final11.doc - ArbitrationLaw.com, riferimenti al "Iraqi Code of Civil Procedure No. 83 of 1969 (the CCP)": https://arbitrationlaw.com/tags/iraqi-code-civil-procedure-no-83-1969-ccp - Testo iracheno del Codice di procedura civile n. 83/1969 (arabo), Dorar al-Iraq: https://wiki.dorar-aliraq.net/iraqilaws/law/19608.html - Consiglio Superiore della Magistratura iracheno (مجلس القضاء الاعلى), "أحكام عقد الصلح في القانون المدني العراقي": https://www.sjc.iq/upload/pdf/%D8%A8%D8%AD%D8%AB%20%D8%A8%D8%B9%D9%86%D9%88%D8%A7%D9%86%20%D8%B9%D9%82%D8%AF%20%D8%A7%D9%84%D8%B5%D9%84%D8%AD.pdf - mohamah.net, "نصوص و مواد القانون المدني العراقي (الجزء الثالث)" (artt. 698–721, contratto di Sulh): https://www.mohamah.net/law/%D9%86%D8%B5%D9%88%D8%B5-%D9%88-%D9%85%D9%88%D8%A7%D8%AF-%D8%A7%D9%84%D9%82%D8%A7%D9%86%D9%88%D9%86-%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%AF%D9%86%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%AC-3/ - mohamah.net, "نصوص و مواد القانون المدني العراقي (الجزء الرابع)": https://www.mohamah.net/law/%D9%86%D8%B5%D9%88%D8%B5-%D9%88-%D9%85%D9%88%D8%A7%D8%AF-%D8%A7%D9%84%D9%82%D8%A7%D9%86%D9%88%D9%86-%D8%A7%D9%84%D9%85%D8%AF%D9%86%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%B9%D8%B1%D8%A7%D9%82%D9%8A-%D8%A7%D9%84%D8%AC-4/ - Wikipedia (contesto generale, non usata come fonte normativa), voce "Sulh": https://en.wikipedia.org/wiki/Sulh

Testo originale (arabo) — Codice Civile iracheno n. 40 del 1951, الفصل الخامس – الصلح (Capitolo Quinto – Il Sulh), artt. 698–721

Le citazioni seguenti sono riportate come testo letterale verificato tramite le due fonti sopra indicate (sjc.iq e mohamah.net), che concordano sul testo. Non è stata reperita una terza fonte governativa ufficiale di raffronto: questo limite è dichiarato in premessa.

المادة 698: "الصلح عقد يرفع النزاع ويقطع الخصومة بالتراضي."

المادة 699: "يشترط فيمن يعقد صلحاً، ان يكون اهلاً للتصرف بعوض في الحقوق التي يشملها عند الصلح."

المادة 700: "1 – اذا كان للصبي المأذون له في التجارة دين غير مقضي به، ولم يقر به المدين وليس للصبي بينة عليه، او كان الدين ثابتاً ولكن المدين معسر جاز للصبي ان يصالح غريمه على بعضه او على شيء آخر قيمته اقل من الدين اما اذا كان الدين مقضياً به او اقر به المدين او كان لصبي بينة عليه وكان المدين مؤسرا فلا يجوز له ذلك. 2 – وللصبي المأذون في كل حال ان يصالح مدينه على تأجيل الدين الى اجل معلوم."

المادة 701: "1 – اذا كان للمحجور دين على مدين موسر وكان له بينة عليه، او كان المدين مقراً بالدين او مقضياً عليه به، فلا يجوز للوالي ان يصالح على بعض الدين الا اذا كان الدين وجب بعقده، فانه يجوز صلحه على نفسه ويضمن قدر الدين للمحجور وان صالح عن الدين على مال آخر فان كانت قيمته قدر الدين او اقل بغبن يسير يجوز الصلح باذن من المحكمة وان كانت قيمته اقل من الدين بغبن فاحش فلا يجوز الصلح. 2 – فان خشي الولي الا يثبت كل الدين بان لم تكن له بينة والمدين منكر ويقدم على اليمين او تحقق اعسار المدين، جاز له باذن من المحكمة ان يصالح على الدين ولو بغبن فاحش."

المادة 702: "اذا ادعى على المحجور بدين، وكان للمدعي بينة تثبت دعواه فللولي باذن من المحكمة ان يصالح على شيء ويدفع الباقي وان لم تكن للمدعي بينة فلا يجوز للولي ان يصالح على شيء ما."

المادة 703: "الوكالة بالخصومة لا تستلزم الوكالة بالصلح، فان صالح عن الدعوى الموكل بالخصومة فيها بلا اذن موكله فلا يصح صلحه."

المادة 704: "1 – يشترط ان يكون المصالح عنه مما يجوز اخذ البدل في مقابلته ويشترط ان يكون معلوماً ان كان مما يحتاج الى القبض والتسليم. 2 – ولا يجوز الصلح في المسائل المتعلقة بالنظام العام او الآداب، ولكن يجوز الصلح على المصالح المالية التي تترتب على الحالة الشخصية او التي تنشأ عن ارتكاب احدى الجرائم."

المادة 705: "يشترط ان يكون بدل الصلح مالاً مملوكاً للمصالح، وان يكون معلوماً ان كان مما يحتاج الى القبض والتسليم."

المادة 706: "يصلح الصلح عن الحقوق التي اقر بها المدعي عليه او التي انكرها او التي لم يبد فيها اقراراً ولا انكاراً."

المادة 707: "اذا كان المدعى به عيناً معينة واقر المدعى عليه بها للمدعي وصالحه عنها بمال معلوم صح الصلح وكان حكمه حكم البيع."

المادة 708: "اذا ادعى شخص على آخر عيناً في يده، معلومة كانت او مجهولة، وادعى عليه الآخر بعين كذلك في يده واصطلحا على ان يكون ما في يد كل منهما مقابلة ما في يد الآخر صح الصلح وكان في معنى المقايضة فتجري عليه احكامها ولا تتوقف صحته على صحة العلم بالعوضين."

المادة 709: "اذا صالح المدعي خصمه على بعض المدعى به، كان هذا اخذاً لبعض حقه واسقاطاً لباقيه."

المادة 710: "في جميع الاحوال اذا انطوى الصلح على هبة او بيع او أي عقد آخر، فان احكام هذا العقد هي التي تسري على الاتفاق من حيث صحته ومن حيث الآثار التي تترتب عليه."

المادة 711: "لا يثبت الصلح الا بالكتابة او بمحضر رسمي."

المادة 712: "اذا تم الصلح، فلا يجوز لأحد من المتصالحين الرجوع فيه، ويملك المدعي بالصلح بدله وتسقط دعواه."

المادة 713: "اذا كان بدل الصلح مما يتعين بالتعيين فاستحق او هلك كله او بعضه قبل تسليمه للمدعي او استحق كله او بعضه بعد تسليمه للمدعي، فان كان للصلح عن اقرار يرجع المدعى على المدعى عليه به كلاً او بعضاً وان كان الصلح عن انكار او سكوت برجع المدعى الى دعواه بذلك المقدار."

المادة 714: "اذا وقع الصلح عن اقرار على مال معين عن دعوى عن معينة واستحق المصالح عنه كله او بعضه بالبينة، يسترد من بدل الصلح الذي قبضه المدعى مقدار ما اخذ بالاستحقاق من المدعى عليه."

المادة 715: "1 – اذا وقع الصلح عن انكار على ما معين عن دعوى عين معينة واستحق المصالح عنه كله او بعضه بالبينة، يرجع المدعى عليه بمقابله من العوض على المدعى ويرجع المدعى بالخصومة فيه والدعوى على المستحق. 2 – واذا ادعى شخص حقاً في عين معينة لم يبينه فصولح عن ذلك ثم استحق بعض العين، فلا يستحق المدعى عليه شيئاً من العوض وان استحقت العين كلها بالبينة استرد العوض كله."

المادة 716: "1 – الصلح عن انكار او سكوت، هو في حق المدعي معاوضة في حق المدعى عليه خلاص من اليمين وقطع للمنازعة. 2 – فتجري الشفعة في العقار المصالح عليه، ولا تجري في العقار المصالح عنه."

المادة 717: "1 – اذا كان الصلح في حكم المعاوضة فللطرفين التقايل منه فيرجع المدعى به للمدعي وبدل الصلح للمدعى عليه. 2 – اما اذا تضمن اسقاط بعض الحقوق فلا يصح التقايل منه."

المادة 718: "يكون الصلح موقوفاً: أ – اذا بنى على اوراق ثبت بعد ذلك انها مزورة. ب – اذا حسم نزاعاً سبق ان صدر بشأنه حكم نهائي وكان الطرفان او احدهما يجهل صدور هذا الحكم."

المادة 719: "1 – اذا تناول الصلح جميع المنازعات القائمة بين الطرفين بوجه عام، ثم ظهرت بعد ذلك مستندات كتابية لم تكن معروفة وقت الصلح تثبت ان احد الطرفين كان غير محق فيما يدعيه، فلا يكون العقد موقوفاً الا اذا كانت هذه المستندات قد اخفيت بفعل احد المتعاقدين. 2 – اما اذا يتناول الصلح نزاعاً معيناً، وظهرت بعد ذلك مستندات كتابية تثبت ان احد المتعاقدين لم يكن له حق فيما يدعيه فان الصلح يكون موقوفاً. 3 – واذا مر على ظهور المستندات المنوه بها في الفقرتين المتقدمتين ثلاثة اشهر، ولم يعترض ذو الشأن من المتعاقدين على الصلح الواقع، كان الصلح نافذاً."

المادة 720: "1 – الصلح لا يتجزأ، فبطلان جزء منه يقتضي بطلان العقد. 2 – على ان هذا الحكم لا يسري، اذا تبين من عبارات العقد او من الظروف ان المتعاقدين قد تواقفا على ان اجزاء العقد مستقلة بعضها عن بعض."

المادة 721: "اذا لم يقم احد المتعاقدين بما التزم به في الصلح، جاز للطرف الآخر ان يطالب بتنفيذ العقد اذا كان هذا ممكناً، والا كان له ان يطلب فسخ العقد دون الخلا بحقه في التعويض في الحالتين."

Nota: come indicato in premessa, il Codice di procedura civile n. 83/1969 non contiene, per quanto verificato, un istituto processuale dedicato di conciliazione/mediazione giudiziale; il suo art. 54 si limita a disciplinare l'abbandono/sospensione della causa quando le parti concordano di "riconsiderare" la controversia, aspetto riportato qui solo a titolo di sintesi ricostruita (non citazione letterale, non avendone reperito il testo arabo originale verificato).

Traduzione italiana

Traduzione non ufficiale.

Art. 698. Il sulh (conciliazione/transazione) è un contratto che pone fine alla controversia e chiude il contenzioso mediante mutuo consenso.

Art. 699. È condizione, per chi conclude una transazione, di avere la capacità di disporre a titolo oneroso dei diritti che la transazione comprende.

Art. 700. 1 – Se il minore autorizzato al commercio ha un credito non ancora giudicato, e il debitore non lo ha riconosciuto e il minore non ne ha prova, oppure il credito è accertato ma il debitore è insolvente, il minore può transigere con il proprio debitore su una parte del credito o su altra cosa di valore inferiore al credito; se invece il credito è stato oggetto di sentenza, o il debitore lo ha riconosciuto, o il minore ne ha prova ed il debitore è solvibile, ciò non è consentito. 2 – Il minore autorizzato può in ogni caso transigere con il proprio debitore per dilazionare il credito a un termine determinato.

Art. 701. 1 – Se l'interdetto ha un credito verso un debitore solvibile e ne ha prova, o il debitore lo ha riconosciuto o ne è stato giudicato debitore, il tutore non può transigere su parte del credito, salvo che il credito sia sorto da un contratto concluso dallo stesso tutore, nel qual caso questi può transigere su di sé e resta garante dell'importo del credito verso l'interdetto; se transige sostituendo il credito con altro bene, quando il valore di questo è pari o inferiore al credito con lieve pregiudizio, la transazione è ammessa con autorizzazione del tribunale; se il valore è inferiore al credito con grave pregiudizio, la transazione non è ammessa. 2 – Se il tutore teme che l'intero credito non possa essere provato, per mancanza di prova mentre il debitore nega ed è disposto a giurare, o è accertata l'insolvenza del debitore, può, con autorizzazione del tribunale, transigere sul credito anche con grave pregiudizio.

Art. 702. Se si agisce contro l'interdetto per un credito, e l'attore ha prova che sostiene la sua domanda, il tutore può, con autorizzazione del tribunale, transigere su una parte pagando il resto; se l'attore non ha prova, il tutore non può transigere su nulla.

Art. 703. Il mandato per la lite non implica il mandato per la transazione; se il mandatario per la lite transige sulla causa senza autorizzazione del mandante, la transazione non è valida.

Art. 704. 1 – È condizione che l'oggetto della transazione sia cosa per cui è ammesso ricevere un corrispettivo, e che sia determinato ove richieda consegna e presa in possesso. 2 – Non è ammessa la transazione su questioni attinenti all'ordine pubblico o al buon costume, ma è ammessa la transazione sugli interessi patrimoniali che derivano dallo stato personale o che nascono dalla commissione di un reato.

Art. 705. È condizione che il corrispettivo della transazione sia un bene di proprietà del transigente, e che sia determinato ove richieda consegna e presa in possesso.

Art. 706. La transazione è valida sui diritti che il convenuto ha riconosciuto, o ha negato, o su cui non si è né riconosciuto né negato.

Art. 707. Se l'oggetto della domanda è un bene determinato e il convenuto lo ha riconosciuto in favore dell'attore transigendo su di esso per un corrispettivo determinato, la transazione è valida e ha gli effetti della compravendita.

Art. 708. Se una persona rivendica un bene, determinato o non, nelle mani di un'altra, e quest'altra rivendica a sua volta un bene, allo stesso modo, nelle mani della prima, e le due transigono affinché ciò che è nelle mani di ciascuna sia il corrispettivo di ciò che è nelle mani dell'altra, la transazione è valida ed ha il significato di permuta, per cui si applicano ad essa le relative norme, e la sua validità non è subordinata alla conoscenza esatta dei due corrispettivi.

Art. 709. Se l'attore transige con la controparte su una parte di quanto rivendicato, ciò equivale a prendere parte del proprio diritto e a rinunciare al resto.

Art. 710. In tutti i casi, se la transazione racchiude una donazione, una vendita o altro contratto, sono le norme di tale contratto ad applicarsi all'accordo quanto alla sua validità e quanto agli effetti che ne derivano.

Art. 711. La transazione non si prova se non per iscritto o con verbale ufficiale.

Art. 712. Una volta conclusa la transazione, nessuna delle parti può recedervi; l'attore acquisisce mediante la transazione il corrispettivo pattuito e la sua azione si estingue.

Art. 713. Se il corrispettivo della transazione è cosa determinata solo nel genere, ed è rivendicato con successo da un terzo o perisce, in tutto o in parte, prima della consegna all'attore, oppure è rivendicato con successo da un terzo, in tutto o in parte, dopo la consegna all'attore: se la transazione seguiva un riconoscimento, l'attore ha regresso verso il convenuto per l'intero o per la parte; se la transazione seguiva una negazione o un silenzio, l'attore torna alla propria azione originaria per quella parte.

Art. 714. Se la transazione seguiva un riconoscimento su un bene determinato relativo a una domanda determinata, e l'oggetto della transazione è rivendicato con successo da un terzo, in tutto o in parte, mediante prova, si recupera dal corrispettivo della transazione già riscosso dall'attore l'importo corrispondente a quanto sottratto per effetto di tale rivendicazione al convenuto.

Art. 715. 1 – Se la transazione seguiva una negazione su un bene determinato relativo a una domanda su un bene determinato, e l'oggetto della transazione è rivendicato con successo da un terzo, in tutto o in parte, mediante prova, il convenuto ha regresso verso l'attore per il corrispondente corrispettivo, e l'attore ha regresso, quanto alla lite e alla domanda, verso il terzo che ha fatto valere il proprio diritto. 2 – Se una persona rivendica un diritto su un bene determinato senza specificarlo, e su tale base si transige, e successivamente parte del bene è rivendicata con successo da un terzo, il convenuto non ha diritto ad alcuna parte del corrispettivo; se invece l'intero bene è rivendicato con successo mediante prova, il corrispettivo è restituito per intero.

Art. 716. 1 – La transazione su negazione o silenzio è, riguardo all'attore, uno scambio a titolo oneroso, e riguardo al convenuto, una liberazione dal giuramento e una chiusura della controversia. 2 – Pertanto la prelazione (shufʿa) si applica al bene immobile ricevuto in transazione, ma non al bene immobile ceduto in transazione.

Art. 717. 1 – Se la transazione ha natura di scambio a titolo oneroso, le parti possono risolverla consensualmente (iqāla), tornando il bene rivendicato all'attore e il corrispettivo della transazione al convenuto. 2 – Se invece essa comporta la rinuncia a parte dei diritti, tale risoluzione consensuale non è ammessa.

Art. 718. La transazione resta sospesa (in attesa di conferma): a) se è stata fondata su documenti che risultino successivamente falsi; b) se ha definito una controversia su cui era già stata emessa una sentenza definitiva, e le parti, o una di esse, ignoravano l'esistenza di tale sentenza.

Art. 719. 1 – Se la transazione riguarda, in generale, tutte le controversie pendenti tra le parti, e successivamente emergono documenti scritti non conosciuti al momento della transazione che provano che una delle parti non aveva ragione in ciò che rivendicava, il contratto non resta sospeso a meno che tali documenti siano stati occultati per fatto di uno dei contraenti. 2 – Se invece la transazione riguarda una controversia specifica, e successivamente emergono documenti scritti che provano che uno dei contraenti non aveva alcun diritto in ciò che rivendicava, la transazione resta sospesa. 3 – Se sono trascorsi tre mesi dall'emergere dei documenti indicati nei due commi precedenti, senza che l'interessato tra i contraenti abbia contestato la transazione intervenuta, la transazione diventa definitiva.

Art. 720. 1 – La transazione è indivisibile: la nullità di una sua parte comporta la nullità dell'intero contratto. 2 – Tuttavia tale regola non si applica se dalle clausole del contratto o dalle circostanze risulta che i contraenti hanno convenuto che le sue parti sono indipendenti l'una dall'altra.

Art. 721. Se una delle parti contraenti non adempie a quanto si è impegnata nella transazione, l'altra parte può chiedere l'esecuzione del contratto, se ciò è possibile; altrimenti può chiedere la risoluzione del contratto, fermo restando in entrambi i casi il diritto al risarcimento del danno.

Traduzione inglese

Unofficial translation.

Art. 698. Sulh (conciliation/compromise) is a contract by which a dispute is settled and litigation is terminated by mutual consent.

Art. 699. It is a condition for a person concluding a compromise that he be competent to dispose for consideration of the rights covered by the compromise.

Art. 700. 1 – If a minor authorised to trade has an unadjudicated debt, and the debtor has not acknowledged it and the minor has no proof of it, or the debt is established but the debtor is insolvent, the minor may compromise with his debtor for part of it or for something else of lesser value than the debt; but if the debt has been adjudicated, or the debtor has acknowledged it, or the minor has proof of it and the debtor is solvent, this is not permitted. 2 – The authorised minor may in any case compromise with his debtor to defer the debt to a fixed term.

Art. 701. 1 – If a person under guardianship has a debt owed by a solvent debtor and has proof of it, or the debtor has acknowledged it or been adjudged liable for it, the guardian may not compromise for part of the debt, unless the debt arose from a contract concluded by the guardian himself, in which case he may compromise as to himself and remains liable for the amount of the debt to the person under guardianship; if he compromises by substituting other property for the debt, and its value is equal to or slightly less than the debt, the compromise is permitted with the court's authorisation; if its value is substantially less than the debt, the compromise is not permitted. 2 – If the guardian fears that the whole debt cannot be proved, for lack of evidence while the debtor denies it and is prepared to take an oath, or the debtor's insolvency is established, he may, with the court's authorisation, compromise on the debt even at a substantial loss.

Art. 702. If a claim for a debt is brought against a person under guardianship, and the claimant has proof supporting his claim, the guardian may, with the court's authorisation, compromise for part of it and pay the rest; if the claimant has no proof, the guardian may not compromise on anything.

Art. 703. A power of attorney for litigation does not imply a power of attorney to compromise; if the attorney for litigation compromises the case without his principal's authorisation, the compromise is not valid.

Art. 704. 1 – It is a condition that the subject-matter of the compromise be something for which consideration may lawfully be taken, and that it be determined where it requires delivery and taking possession. 2 – A compromise is not permitted on matters relating to public order or morals, but a compromise is permitted on the financial interests arising from personal status or arising from the commission of a crime.

Art. 705. It is a condition that the consideration for the compromise be property owned by the party giving it, and that it be determined where it requires delivery and taking possession.

Art. 706. A compromise is valid as to rights which the defendant has acknowledged, or has denied, or as to which he has neither acknowledged nor denied.

Art. 707. If the subject of the claim is a specific object and the defendant has acknowledged it to belong to the claimant and compromises on it for a determined sum, the compromise is valid and has the effect of a sale.

Art. 708. If a person claims property, determined or undetermined, in the possession of another, and that other likewise claims property in the claimant's possession, and the two compromise so that what is in the possession of each is consideration for what is in the possession of the other, the compromise is valid and has the character of a barter, to which the rules of barter apply, and its validity does not depend on exact knowledge of the two items exchanged.

Art. 709. If the claimant compromises with the other party on part of what is claimed, this amounts to taking part of his right and relinquishing the rest.

Art. 710. In all cases, if the compromise embodies a gift, sale, or any other contract, the rules of that contract apply to the agreement as regards its validity and as regards the effects that flow from it.

Art. 711. A compromise may be proved only in writing or by an official record.

Art. 712. Once a compromise is concluded, neither party may withdraw from it; the claimant acquires by the compromise the agreed consideration and his claim is extinguished.

Art. 713. If the consideration for the compromise is property determined only by kind, and it is successfully claimed by a third party or perishes, in whole or in part, before delivery to the claimant, or is successfully claimed by a third party, in whole or in part, after delivery to the claimant: if the compromise followed an acknowledgment, the claimant has recourse against the defendant for the whole or the part; if the compromise followed a denial or silence, the claimant reverts to his original claim for that part.

Art. 714. If the compromise followed an acknowledgment as to a specific object relating to a specific claim, and the object of the compromise is successfully claimed by a third party, in whole or in part, by proof, the amount taken from the defendant by virtue of that successful claim is recovered from the consideration for the compromise already received by the claimant.

Art. 715. 1 – If the compromise followed a denial as to a specific object relating to a claim for a specific object, and the object of the compromise is successfully claimed by a third party, in whole or in part, by proof, the defendant has recourse against the claimant for the corresponding consideration, and the claimant has recourse, as to the dispute and the claim, against the party who successfully asserted the right. 2 – If a person claims a right in a specific object without specifying it, and a compromise is made on that basis, and thereafter part of the object is successfully claimed by a third party, the defendant is not entitled to any part of the consideration; but if the whole object is successfully claimed by proof, the whole consideration is returned.

Art. 716. 1 – A compromise following denial or silence is, as regards the claimant, an exchange for consideration, and as regards the defendant, a release from the oath and a termination of the dispute. 2 – Accordingly, pre-emption (shuf'a) applies to immovable property received under the compromise, but not to immovable property given up under the compromise.

Art. 717. 1 – If the compromise has the character of an exchange for consideration, the parties may mutually rescind it (iqala), whereupon the claimed property reverts to the claimant and the consideration for the compromise reverts to the defendant. 2 – But if it involves the relinquishment of part of the rights, such mutual rescission is not permitted.

Art. 718. A compromise remains suspended (pending confirmation): (a) if it was based on documents subsequently shown to be forged; (b) if it settled a dispute on which a final judgment had already been given, and the parties, or one of them, were unaware that such judgment had been given.

Art. 719. 1 – If the compromise relates generally to all disputes pending between the parties, and written documents unknown at the time of the compromise subsequently come to light proving that one party was not in the right in what he claimed, the contract does not remain suspended unless those documents were concealed by an act of one of the contracting parties. 2 – But if the compromise relates to a specific dispute, and written documents subsequently come to light proving that one of the contracting parties had no right in what he claimed, the compromise remains suspended. 3 – If three months have passed since the documents referred to in the two preceding paragraphs came to light, without the interested contracting party objecting to the compromise reached, the compromise becomes final.

Art. 720. 1 – A compromise is indivisible: the nullity of part of it entails the nullity of the whole contract. 2 – This rule does not apply, however, where it appears from the terms of the contract or from the circumstances that the contracting parties agreed that its parts are independent of one another.

Art. 721. If one of the contracting parties fails to perform what he undertook in the compromise, the other party may demand performance of the contract, if this is possible; otherwise he may demand rescission of the contract, without prejudice in either case to his right to compensation.

Traduzione francese

Traduction non officielle.

Art. 698. Le sulh (conciliation/transaction) est un contrat par lequel le litige est réglé et l'instance close par consentement mutuel.

Art. 699. Il est requis que celui qui conclut une transaction ait la capacité de disposer à titre onéreux des droits que la transaction englobe.

Art. 700. 1 – Si le mineur autorisé à faire le commerce a une créance non encore jugée, que le débiteur ne l'a pas reconnue et que le mineur n'en a pas la preuve, ou que la créance est établie mais le débiteur insolvable, le mineur peut transiger avec son débiteur sur une partie de la créance ou sur une autre chose de valeur inférieure à la créance; mais si la créance a fait l'objet d'un jugement, ou que le débiteur l'a reconnue, ou que le mineur en a la preuve et que le débiteur est solvable, cela n'est pas permis. 2 – Le mineur autorisé peut en tout état de cause transiger avec son débiteur pour reporter la créance à un terme déterminé.

Art. 701. 1 – Si la personne sous tutelle a une créance envers un débiteur solvable et en a la preuve, ou que le débiteur l'a reconnue ou en a été jugé débiteur, le tuteur ne peut transiger sur une partie de la créance, sauf si la créance est née d'un contrat conclu par le tuteur lui-même, auquel cas il peut transiger en son nom propre et reste garant du montant de la créance envers la personne sous tutelle; s'il transige en substituant un autre bien à la créance, et que la valeur de ce bien est égale ou légèrement inférieure à la créance, la transaction est permise avec l'autorisation du tribunal; si sa valeur est nettement inférieure à la créance, la transaction n'est pas permise. 2 – Si le tuteur craint que l'intégralité de la créance ne puisse être prouvée, faute de preuve alors que le débiteur nie et est disposé à prêter serment, ou que l'insolvabilité du débiteur est établie, il peut, avec l'autorisation du tribunal, transiger sur la créance même à perte importante.

Art. 702. Si une action en paiement d'une créance est intentée contre la personne sous tutelle, et que le demandeur a une preuve appuyant sa demande, le tuteur peut, avec l'autorisation du tribunal, transiger sur une partie et payer le reste; si le demandeur n'a pas de preuve, le tuteur ne peut transiger sur rien.

Art. 703. Le mandat ad litem n'emporte pas mandat de transiger; si le mandataire ad litem transige sur l'affaire sans l'autorisation de son mandant, la transaction n'est pas valable.

Art. 704. 1 – Il est requis que l'objet de la transaction soit une chose pour laquelle il est permis de recevoir une contrepartie, et qu'il soit déterminé lorsqu'il nécessite livraison et prise de possession. 2 – La transaction n'est pas permise sur les questions relevant de l'ordre public ou des bonnes mœurs, mais elle est permise sur les intérêts pécuniaires découlant de l'état des personnes ou résultant de la commission d'une infraction.

Art. 705. Il est requis que la contrepartie de la transaction soit un bien appartenant à celui qui la fournit, et qu'elle soit déterminée lorsqu'elle nécessite livraison et prise de possession.

Art. 706. La transaction est valable sur les droits que le défendeur a reconnus, ou niés, ou sur lesquels il n'a ni reconnu ni nié.

Art. 707. Si l'objet de la demande est un bien déterminé et que le défendeur l'a reconnu au profit du demandeur en transigeant dessus moyennant une somme déterminée, la transaction est valable et produit les effets d'une vente.

Art. 708. Si une personne revendique un bien, déterminé ou non, détenu par une autre, et que cette autre revendique de même un bien détenu par la première, et que les deux transigent de sorte que ce qui est détenu par chacune constitue la contrepartie de ce qui est détenu par l'autre, la transaction est valable et a la nature d'un échange, auquel s'appliquent les règles de l'échange, et sa validité ne dépend pas de la connaissance exacte des deux contreparties.

Art. 709. Si le demandeur transige avec la partie adverse sur une partie de ce qui est réclamé, cela équivaut à recevoir une partie de son droit et à renoncer au reste.

Art. 710. Dans tous les cas, si la transaction renferme une donation, une vente ou tout autre contrat, ce sont les règles de ce contrat qui s'appliquent à l'accord quant à sa validité et quant aux effets qui en découlent.

Art. 711. La transaction ne se prouve que par écrit ou par acte officiel.

Art. 712. Une fois la transaction conclue, aucune des parties ne peut s'en rétracter; le demandeur acquiert par la transaction la contrepartie convenue et son action s'éteint.

Art. 713. Si la contrepartie de la transaction est une chose déterminée seulement quant au genre, et qu'elle est revendiquée avec succès par un tiers ou périt, en tout ou en partie, avant sa livraison au demandeur, ou est revendiquée avec succès par un tiers, en tout ou en partie, après sa livraison au demandeur: si la transaction faisait suite à une reconnaissance, le demandeur a un recours contre le défendeur pour le tout ou la partie; si la transaction faisait suite à une dénégation ou à un silence, le demandeur retrouve son action initiale pour cette partie.

Art. 714. Si la transaction a fait suite à une reconnaissance portant sur un bien déterminé relatif à une demande déterminée, et que l'objet de la transaction est revendiqué avec succès par un tiers, en tout ou en partie, par la preuve, le montant pris au défendeur du fait de cette revendication est récupéré sur la contrepartie de la transaction déjà perçue par le demandeur.

Art. 715. 1 – Si la transaction a fait suite à une dénégation portant sur un bien déterminé relatif à une demande portant sur un bien déterminé, et que l'objet de la transaction est revendiqué avec succès par un tiers, en tout ou en partie, par la preuve, le défendeur a un recours contre le demandeur pour la contrepartie correspondante, et le demandeur a un recours, quant au litige et à la demande, contre le tiers qui a fait valoir son droit avec succès. 2 – Si une personne revendique un droit sur un bien déterminé sans le préciser, et qu'une transaction est conclue sur cette base, et qu'ensuite une partie du bien est revendiquée avec succès par un tiers, le défendeur n'a droit à aucune partie de la contrepartie; mais si la totalité du bien est revendiquée avec succès par la preuve, la contrepartie est restituée en entier.

Art. 716. 1 – La transaction faisant suite à une dénégation ou à un silence est, à l'égard du demandeur, un échange à titre onéreux, et à l'égard du défendeur, une libération du serment et une clôture du litige. 2 – En conséquence, le retrait litigieux/préemption (chafaa) s'applique au bien immobilier reçu au titre de la transaction, mais non au bien immobilier cédé au titre de la transaction.

Art. 717. 1 – Si la transaction a la nature d'un échange à titre onéreux, les parties peuvent la résilier d'un commun accord (iqala), le bien réclamé revenant alors au demandeur et la contrepartie de la transaction au défendeur. 2 – Mais si elle comporte l'abandon d'une partie des droits, une telle résiliation d'un commun accord n'est pas permise.

Art. 718. La transaction demeure suspendue (en attente de confirmation): a) si elle a été fondée sur des documents dont il est ensuite établi qu'ils sont falsifiés; b) si elle a réglé un litige sur lequel un jugement définitif avait déjà été rendu, et que les parties, ou l'une d'elles, ignoraient l'existence de ce jugement.

Art. 719. 1 – Si la transaction porte, de manière générale, sur tous les litiges pendants entre les parties, et que des documents écrits inconnus au moment de la transaction apparaissent ensuite prouvant qu'une des parties n'avait pas raison dans ce qu'elle réclamait, le contrat ne demeure pas suspendu, sauf si ces documents ont été dissimulés par le fait de l'un des contractants. 2 – Mais si la transaction porte sur un litige déterminé, et que des documents écrits apparaissent ensuite prouvant que l'un des contractants n'avait aucun droit dans ce qu'il réclamait, la transaction demeure suspendue. 3 – Si trois mois se sont écoulés depuis l'apparition des documents mentionnés aux deux paragraphes précédents, sans que la partie intéressée parmi les contractants n'ait contesté la transaction intervenue, la transaction devient définitive.

Art. 720. 1 – La transaction est indivisible: la nullité d'une partie entraîne la nullité de l'ensemble du contrat. 2 – Cette règle ne s'applique toutefois pas s'il ressort des termes du contrat ou des circonstances que les contractants ont convenu que ses parties sont indépendantes les unes des autres.

Art. 721. Si l'une des parties contractantes n'exécute pas ce qu'elle s'est engagée à faire dans la transaction, l'autre partie peut demander l'exécution du contrat, si cela est possible; sinon, elle peut demander la résolution du contrat, sans préjudice, dans les deux cas, de son droit à réparation.

Traduzione spagnola

Traducción no oficial.

Art. 698. El sulh (conciliación/transacción) es un contrato mediante el cual se pone fin a la controversia y se extingue el litigio por mutuo consentimiento.

Art. 699. Se requiere que quien celebra una transacción tenga capacidad para disponer a título oneroso de los derechos comprendidos en la transacción.

Art. 700. 1 – Si el menor autorizado para comerciar tiene un crédito aún no juzgado, y el deudor no lo ha reconocido y el menor no tiene prueba de él, o el crédito está establecido pero el deudor es insolvente, el menor puede transigir con su deudor sobre una parte del crédito o sobre otra cosa de valor inferior al crédito; pero si el crédito ha sido objeto de sentencia, o el deudor lo ha reconocido, o el menor tiene prueba de él y el deudor es solvente, esto no está permitido. 2 – El menor autorizado puede en todo caso transigir con su deudor para aplazar el crédito a un plazo determinado.

Art. 701. 1 – Si la persona bajo tutela tiene un crédito frente a un deudor solvente y tiene prueba de ello, o el deudor lo ha reconocido o ha sido declarado deudor por sentencia, el tutor no puede transigir sobre una parte del crédito, salvo que el crédito haya nacido de un contrato celebrado por el propio tutor, en cuyo caso puede transigir respecto de sí mismo y queda garante del importe del crédito frente al tutelado; si transige sustituyendo el crédito por otro bien, y el valor de este es igual o ligeramente inferior al crédito, la transacción se permite con autorización del tribunal; si su valor es considerablemente inferior al crédito, la transacción no se permite. 2 – Si el tutor teme que no pueda probarse la totalidad del crédito, por falta de prueba mientras el deudor lo niega y está dispuesto a prestar juramento, o se comprueba la insolvencia del deudor, puede, con autorización del tribunal, transigir sobre el crédito aun con perjuicio considerable.

Art. 702. Si se reclama al tutelado el pago de un crédito, y el demandante tiene prueba que respalda su demanda, el tutor puede, con autorización del tribunal, transigir sobre una parte y pagar el resto; si el demandante no tiene prueba, el tutor no puede transigir sobre nada.

Art. 703. El poder para litigar no implica poder para transigir; si el apoderado para el litigio transige sobre el asunto sin autorización de su mandante, la transacción no es válida.

Art. 704. 1 – Se requiere que el objeto de la transacción sea algo respecto de lo cual sea lícito recibir una contraprestación, y que esté determinado cuando requiera entrega y toma de posesión. 2 – No se permite la transacción sobre cuestiones relativas al orden público o a las buenas costumbres, pero sí se permite sobre los intereses patrimoniales derivados del estado civil de las personas o que resulten de la comisión de un delito.

Art. 705. Se requiere que la contraprestación de la transacción sea un bien propiedad de quien la entrega, y que esté determinada cuando requiera entrega y toma de posesión.

Art. 706. La transacción es válida respecto de los derechos que el demandado ha reconocido, o negado, o respecto de los cuales no ha reconocido ni negado.

Art. 707. Si el objeto de la demanda es un bien determinado y el demandado lo ha reconocido a favor del demandante transigiendo sobre él por una suma determinada, la transacción es válida y produce los efectos de una compraventa.

Art. 708. Si una persona reclama un bien, determinado o no, en poder de otra, y esta otra reclama igualmente un bien en poder de la primera, y ambas transigen de modo que lo que está en poder de cada una constituya la contraprestación de lo que está en poder de la otra, la transacción es válida y tiene la naturaleza de una permuta, a la que se aplican las reglas de la permuta, y su validez no depende del conocimiento exacto de ambas contraprestaciones.

Art. 709. Si el demandante transige con la contraparte sobre una parte de lo reclamado, esto equivale a tomar una parte de su derecho y renunciar al resto.

Art. 710. En todos los casos, si la transacción encierra una donación, una venta u otro contrato, son las reglas de ese contrato las que se aplican al acuerdo en cuanto a su validez y en cuanto a los efectos que de él derivan.

Art. 711. La transacción solo se prueba por escrito o mediante acta oficial.

Art. 712. Una vez celebrada la transacción, ninguna de las partes puede retractarse de ella; el demandante adquiere mediante la transacción la contraprestación pactada y su acción se extingue.

Art. 713. Si la contraprestación de la transacción es una cosa determinada solo en cuanto a su género, y es reclamada con éxito por un tercero o perece, total o parcialmente, antes de su entrega al demandante, o es reclamada con éxito por un tercero, total o parcialmente, después de su entrega al demandante: si la transacción siguió a un reconocimiento, el demandante tiene acción de regreso contra el demandado por el todo o la parte; si la transacción siguió a una negación o a un silencio, el demandante recupera su acción original por esa parte.

Art. 714. Si la transacción siguió a un reconocimiento sobre un bien determinado relativo a una demanda determinada, y el objeto de la transacción es reclamado con éxito por un tercero, total o parcialmente, mediante prueba, se recupera de la contraprestación de la transacción ya percibida por el demandante el importe correspondiente a lo sustraído por dicha reclamación al demandado.

Art. 715. 1 – Si la transacción siguió a una negación sobre un bien determinado relativo a una demanda sobre un bien determinado, y el objeto de la transacción es reclamado con éxito por un tercero, total o parcialmente, mediante prueba, el demandado tiene acción de regreso contra el demandante por la contraprestación correspondiente, y el demandante tiene acción de regreso, en cuanto al litigio y a la demanda, contra el tercero que hizo valer su derecho con éxito. 2 – Si una persona reclama un derecho sobre un bien determinado sin especificarlo, y se transige sobre esa base, y posteriormente una parte del bien es reclamada con éxito por un tercero, el demandado no tiene derecho a ninguna parte de la contraprestación; pero si la totalidad del bien es reclamada con éxito mediante prueba, la contraprestación se restituye por entero.

Art. 716. 1 – La transacción que sigue a una negación o a un silencio es, respecto del demandante, un intercambio a título oneroso, y respecto del demandado, una liberación del juramento y una terminación del litigio. 2 – En consecuencia, el retracto (šufʿa) se aplica al bien inmueble recibido en la transacción, pero no al bien inmueble cedido en la transacción.

Art. 717. 1 – Si la transacción tiene la naturaleza de un intercambio a título oneroso, las partes pueden rescindirla de mutuo acuerdo (iqala), volviendo entonces el bien reclamado al demandante y la contraprestación de la transacción al demandado. 2 – Pero si comporta la renuncia a una parte de los derechos, tal rescisión de mutuo acuerdo no está permitida.

Art. 718. La transacción queda en suspenso (pendiente de confirmación): a) si se fundó en documentos que posteriormente resulten falsificados; b) si resolvió una controversia sobre la cual ya se había dictado sentencia firme, y las partes, o una de ellas, desconocían la existencia de dicha sentencia.

Art. 719. 1 – Si la transacción versa, en general, sobre todas las controversias pendientes entre las partes, y posteriormente aparecen documentos escritos desconocidos al momento de la transacción que prueban que una de las partes no tenía razón en lo que reclamaba, el contrato no queda en suspenso, salvo que dichos documentos hayan sido ocultados por un acto de uno de los contratantes. 2 – Pero si la transacción versa sobre una controversia determinada, y posteriormente aparecen documentos escritos que prueban que uno de los contratantes no tenía ningún derecho en lo que reclamaba, la transacción queda en suspenso. 3 – Si han transcurrido tres meses desde la aparición de los documentos mencionados en los dos apartados anteriores, sin que la parte interesada entre los contratantes haya impugnado la transacción celebrada, la transacción se vuelve firme.

Art. 720. 1 – La transacción es indivisible: la nulidad de una parte de ella conlleva la nulidad de todo el contrato. 2 – Esta regla no se aplica, sin embargo, cuando de los términos del contrato o de las circunstancias resulte que los contratantes acordaron que sus partes son independientes entre sí.

Art. 721. Si una de las partes contratantes no cumple lo que se comprometió en la transacción, la otra parte puede exigir el cumplimiento del contrato, si ello es posible; en caso contrario, puede solicitar la resolución del contrato, sin perjuicio, en ambos casos, de su derecho a indemnización.