Testi in vigore: Costa d'Avorio

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Costa d'Avorio, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

Testo attualmente in vigore individuato: Acte uniforme OHADA relatif à la médiation ("Atto uniforme OHADA relativo alla mediazione"), adottato dal Consiglio dei Ministri OHADA il 23 novembre 2017 a Conakry (Guinea).

La Côte d'Ivoire è Stato membro fondatore dell'OHADA (Organisation pour l'Harmonisation en Afrique du Droit des Affaires) e sede della Corte Comune di Giustizia e Arbitrato (CCJA) ad Abidjan. Gli Atti uniformi OHADA sono direttamente applicabili e obbligatori in tutti gli Stati Parte, senza necessità di recepimento nazionale, e prevalgono su qualunque disposizione contraria di diritto interno, anteriore o successiva (art. 10 del Trattato OHADA). L'art. 17 dell'Atto stesso lo dichiara espressamente: «Le présent Acte uniforme tient lieu de loi relative à la médiation dans les Etats Parties» (citazione letterale). Questo è pertanto, ad oggi, il testo di riferimento sulla mediazione applicabile in Côte d'Ivoire.

Fonte ufficiale (pagina di presentazione, sito OHADA): https://www.ohada.org/en/acte-uniforme-relatif-a-la-mediation/ — versione inglese equivalente: https://www.ohada.org/en/uniform-act-on-mediation/ Testo integrale in PDF (mirror consultato): https://legalrdc.com/wp-content/uploads/2019/11/AUM_2017_LegalRDC.pdf

Caveat sulle date. La pagina ufficiale OHADA (ohada.org) indica: adozione 23 novembre 2017 a Conakry, pubblicazione nel Journal Officiel OHADA ed entrata in vigore il 15 marzo 2018. Altre fonti secondarie consultate (OHADA.com, Lexbase) riportano tuttavia varianti minori sulla data di adozione (23 vs 27 novembre 2017) e sull'entrata in vigore (formula generica "90 giorni dopo la pubblicazione", talvolta indicata come già avvenuta il 23 febbraio 2018). Non essendo stato possibile consultare direttamente il Journal Officiel OHADA per dirimere la discrepanza, si riporta come dato principale quello della pagina ufficiale ohada.org (23 novembre 2017 / 15 marzo 2018), segnalando esplicitamente l'incertezza sulle date esatte di pubblicazione ed entrata in vigore riscontrata nelle fonti secondarie.

Normativa nazionale ivoriana correlata (non reperita in versione integrale). La Côte d'Ivoire dispone anche di una propria legge nazionale preesistente in materia: Loi n° 2014-389 du 20 juin 2014 relative à la médiation judiciaire et conventionnelle. La sua esistenza, titolo e data sono confermati da: (a) la Cour d'Arbitrage de Côte d'Ivoire (CACI), l'istituzione ufficiale ivoriana di arbitrato e mediazione, che sul proprio sito la cita come normativa di riferimento e ne descrive la struttura (mediazione giudiziaria disciplinata dall'art. 7, "proposta dal giudice"; mediazione convenzionale disciplinata dall'art. 21, "direttamente voluta dalle parti") — https://www.courarbitrage.ci/mediation/quest-ce-que-la-mediation/ ; (b) un comunicato del Consiglio dei Ministri della Côte d'Ivoire del 9 aprile 2014 che presenta il relativo disegno di legge governativo — https://www.gouv.ci/uploads/publications/1397132780CCM_09_04_2014-VF.pdf ; (c) un riferimento al file PDF ufficiale del testo, non raggiungibile per un blocco di accesso persistente (robots/errore del server) durante la ricerca: https://lexterra.ci/data/textes_autres/Mediation/2014-06-20_L2014-389_M%C3%A9diation_judiciaire_et_conventionnelle.pdf

Dichiarazione di trasparenza (regola ferrea n. 4): nonostante tentativi ripetuti con più strumenti, non è stato possibile recuperare il testo integrale della Loi n° 2014-389/2014 (il sito che la ospita, lexterra.ci, ha rifiutato l'accesso per l'intera sessione di ricerca). Non viene pertanto fornita alcuna citazione letterale di questa legge nazionale, né alcuna traduzione dei suoi articoli, per evitare il rischio di invenzione di contenuti non verificati. La sezione "Testo originale" sottostante riporta invece l'Atto uniforme OHADA sulla mediazione, che è il testo di cui è stato possibile verificare il contenuto articolo per articolo su fonti multiple indipendenti, ed è comunque — per le ragioni di supremazia del diritto OHADA sopra illustrate — il testo sostanzialmente operativo oggi in Côte d'Ivoire in materia di mediazione.

Altra fonte istituzionale ivoriana di contesto: Cour d'Arbitrage de Côte d'Ivoire (CACI), sito ufficiale: https://www.courarbitrage.ci/


Testo originale (francese)

Nota sul metodo: le porzioni tra virgolette « » sono citazioni letterali dell'Atto uniforme, riscontrate tramite estrazione diretta dal PDF ufficiale (fonte: legalrdc.com, mirror del testo OHADA). Le porzioni senza virgolette, introdotte da "(sintesi)", sono una sintesi in francese del contenuto dell'articolo, non una citazione letterale, ricostruita incrociando più fonti secondarie (ohada.org, kalieu-elongo.com, lexbase.fr) poiché i limiti tecnici degli strumenti di estrazione non hanno permesso di ottenere il testo integrale letterale di ogni articolo.

Préambule — Acte uniforme relatif à la médiation, adopté le 23 novembre 2017 à Conakry (République de Guinée) par le Conseil des Ministres de l'OHADA. (sintesi) Il richiama il Trattato relativo all'armonizzazione del diritto degli affari in Africa, firmato il 17 ottobre 1993 a Port-Louis, come rivisto il 17 ottobre 2008 a Québec.

Article 1 — Définitions. «le terme « médiation » désigne tout processus, quelle que soit son appellation, dans lequel les parties demandent à un tiers de les aider» à parvenir à un règlement amiable de leur différend né d'un rapport de droit, contractuel ou non. (sintesi) «le terme « médiateur » désigne tout tiers sollicité pour mener une médiation quelle que soit l'appellation» donnée à sa mission. La médiation peut être conventionnelle, judiciaire ou arbitrale ; ad hoc ou institutionnelle.

Article 2 — Champ d'application. «Le présent Acte uniforme s'applique à la médiation. Toutefois, il ne s'applique pas aux cas dans lesquels un juge ou un arbitre, pendant une instance judiciaire ou arbitrale, tente de faciliter un règlement amiable» du différend.

Article 3 — Médiation institutionnelle. (sintesi) Il ricorso a un'istituzione di mediazione implica l'adesione delle parti al regolamento di mediazione di tale istituzione.

Article 4 — Début de la procédure. «La procédure de médiation débute le jour où la partie la plus diligente met en œuvre toute convention de médiation écrite ou non.» (sintesi) In assenza di accettazione dell'invito entro quindici giorni, l'invito può essere considerato respinto. Il giudice adito può sospendere il procedimento per invitare le parti a ricorrere alla mediazione. L'avvio della mediazione sospende il termine di prescrizione; in caso di fallimento della mediazione, tale termine ricomincia a decorrere per un periodo minimo di sei mesi.

Article 5 — Désignation du médiateur. (sintesi) Le parti scelgono di comune accordo il/i mediatore/i, eventualmente con l'assistenza di un'autorità di designazione incaricata di raccomandare o nominare persone qualificate, indipendenti, imparziali e disponibili.

Article 6 — Statut du médiateur. (sintesi) Al momento della nomina, il mediatore conferma per iscritto la propria indipendenza e imparzialità; ogni circostanza sopravvenuta suscettibile di far dubitare di tali qualità deve essere immediatamente rivelata.

Article 7 — Déroulement de la médiation. (sintesi) Le parti determinano di comune accordo il modo di condurre la mediazione; in mancanza, il mediatore la conduce nel modo che ritiene appropriato, tenuto conto delle circostanze e dell'esigenza di una risoluzione rapida. Egli agisce con diligenza e tratta le parti in modo equo. «Le médiateur n'impose pas aux parties une solution au différend.» Può tuttavia, in ogni fase della procedura, proporre soluzioni su richiesta delle parti.

Article 8 — Principes directeurs. (sintesi) Il mediatore e ogni istituzione di mediazione stabilita in uno Stato Parte aderiscono a principi che garantiscono il rispetto della volontà delle parti, l'integrità morale, l'indipendenza e l'imparzialità del mediatore, la riservatezza e l'efficacia del processo. La soluzione deve riflettere la volontà reale delle parti, nel rispetto dell'ordine pubblico.

Article 9 — Communications entre médiateur et parties. (sintesi) Il mediatore può incontrare le parti congiuntamente o separatamente; quando incontra una parte separatamente deve informarne l'altra parte preventivamente o non appena possibile. Le informazioni comunicate al mediatore da una parte possono essere condivise con l'altra, salvo espressa richiesta di riservatezza.

Article 10 — Confidentialité. (sintesi) «Toutes les informations relatives à la procédure de médiation doivent demeurer confidentielles», salvo diverso accordo delle parti o obbligo legale di divulgazione ai fini dell'attuazione dell'accordo di mediazione.

Article 11 — Recevabilité de la preuve dans d'autres procédures. (sintesi) Chi partecipa alla mediazione non può invocare né produrre, in un procedimento arbitrale o giudiziario, l'invito alla mediazione, i punti di vista espressi, le soluzioni proposte dal mediatore o le ammissioni fatte da una parte; tale divulgazione non può essere ordinata da un tribunale arbitrale, da un giudice statale o da altra autorità competente, salvo eccezioni previste dalla legge o necessarie per dare esecuzione all'accordo di mediazione.

Article 12 — Fin de la procédure de médiation. «La procédure de médiation prend fin par : a) la conclusion d'un accord écrit issu de la médiation signé par les parties» ; (sintesi) oppure b) dichiarazione scritta del mediatore, dopo consultazione delle parti, secondo cui ulteriori sforzi di mediazione non sono più giustificati; c) dichiarazione scritta congiunta delle parti indirizzata al mediatore; d) dichiarazione scritta di una parte indirizzata al mediatore e all'altra parte; oppure e) scadenza del termine fissato per la mediazione.

Article 13 — Coûts de la médiation. (sintesi) Le parti fissano gli onorari direttamente o per riferimento al regolamento dell'istituzione di mediazione. In caso di mediazione giudiziaria, è il giudice a designare il mediatore e a fissarne la remunerazione d'intesa con le parti, ordinandone il deposito presso la cancelleria. I costi sono ripartiti in parti uguali salvo diverso accordo.

Article 14 — Incompatibilités. (sintesi) Salvo diverso accordo delle parti, il mediatore non può successivamente agire come arbitro, esperto o consulente di una delle parti in una controversia relativa allo stesso rapporto giuridico.

Article 15 — Recours à l'arbitrage ou à la procédure judiciaire. (sintesi) Quando le parti si sono espressamente impegnate a non avviare, durante un determinato periodo o fino al verificarsi di un determinato evento, un procedimento arbitrale o giudiziario relativo a una controversia esistente o futura, il tribunale arbitrale o il giudice statale devono dare effetto a tale impegno, fatte salve le misure cautelari o conservative, la cui richiesta non costituisce rinuncia alla mediazione.

Article 16 — Force exécutoire de l'accord de médiation. (sintesi) Se, al termine della mediazione, le parti concludono un accordo scritto che regola la loro controversia, tale accordo è vincolante e le impegna: «Si, à l'issue de la médiation, les parties concluent un accord écrit réglant leur différend, cet accord est obligatoire et les lie.» Esso può essere depositato presso un notaio per ottenerne una copia esecutiva, oppure sottoposto al giudice competente per l'omologazione/exequatur; il giudice verifica solo l'autenticità dell'atto e deve pronunciarsi entro un massimo di quindici giorni lavorativi, decorsi i quali l'omologazione/exequatur è acquisita di diritto. L'omologazione/exequatur può essere rifiutata se l'accordo è contrario all'ordine pubblico; la parte lesa può contestare tale rifiuto (o l'omologazione automatica) dinanzi alla Corte Comune di Giustizia e Arbitrato, entro un termine di quindici giorni, con un termine massimo di sei mesi.

Article 17 — Portée de l'Acte uniforme. «Le présent Acte uniforme tient lieu de loi relative à la médiation dans les Etats Parties.» (sintesi) Esso si applica solo alle procedure di mediazione avviate dopo la sua entrata in vigore.

Article 18 — Publication et entrée en vigueur. (sintesi) L'Atto uniforme è pubblicato nel Journal Officiel dell'OHADA entro sessanta giorni dalla sua adozione ed entra in vigore novanta giorni dopo tale pubblicazione, salvo le modalità particolari eventualmente previste per singole disposizioni.


Traduzione italiana

Traduzione non ufficiale, elaborata a partire dal testo francese sopra riportato (parti letterali e sintesi).

Preambolo. Atto uniforme relativo alla mediazione, adottato il 23 novembre 2017 a Conakry (Repubblica di Guinea) dal Consiglio dei Ministri dell'OHADA, richiamando il Trattato relativo all'armonizzazione del diritto degli affari in Africa, firmato il 17 ottobre 1993 a Port-Louis, come rivisto il 17 ottobre 2008 a Québec.

Art. 1 — Definizioni. Il termine "mediazione" designa qualsiasi processo, quale che sia la sua denominazione, in cui le parti chiedono a un terzo di aiutarle a raggiungere una composizione amichevole della loro controversia, nata da un rapporto giuridico, contrattuale o meno. Il termine "mediatore" designa qualsiasi terzo cui viene chiesto di condurre una mediazione, quale che sia la denominazione data al suo incarico. La mediazione può essere convenzionale, giudiziaria o arbitrale; ad hoc o istituzionale.

Art. 2 — Ambito di applicazione. Il presente Atto uniforme si applica alla mediazione. Tuttavia, non si applica ai casi in cui un giudice o un arbitro, nel corso di un procedimento giudiziario o arbitrale, tenta di facilitare una composizione amichevole della controversia.

Art. 3 — Mediazione istituzionale. Il ricorso a un'istituzione di mediazione comporta l'adesione delle parti al regolamento di mediazione di tale istituzione.

Art. 4 — Inizio della procedura. La procedura di mediazione inizia il giorno in cui la parte più diligente dà esecuzione a una convenzione di mediazione, scritta o meno. In assenza di accettazione dell'invito entro quindici giorni, l'invito può essere considerato respinto. Il giudice adito può sospendere il procedimento per invitare le parti a ricorrere alla mediazione. L'avvio della mediazione sospende il termine di prescrizione; se la mediazione fallisce, tale termine ricomincia a decorrere per un periodo minimo di sei mesi.

Art. 5 — Designazione del mediatore. Le parti scelgono di comune accordo il o i mediatori, eventualmente con l'assistenza di un'autorità di designazione incaricata di raccomandare o nominare persone qualificate, indipendenti, imparziali e disponibili.

Art. 6 — Status del mediatore. Al momento della nomina, il mediatore conferma per iscritto la propria indipendenza e imparzialità; ogni circostanza sopravvenuta idonea a far sorgere dubbi legittimi su tali qualità deve essere rivelata senza indugio.

Art. 7 — Svolgimento della mediazione. Le parti stabiliscono di comune accordo le modalità di conduzione della mediazione; in mancanza di accordo, il mediatore la conduce nel modo che ritiene appropriato, tenuto conto delle circostanze del caso e dell'esigenza di una soluzione rapida della controversia. Egli agisce con diligenza e tratta le parti in modo equo. Il mediatore non impone alle parti una soluzione della controversia. Può tuttavia, in ogni fase della procedura, proporre soluzioni su richiesta delle parti.

Art. 8 — Principi guida. Il mediatore e qualsiasi istituzione stabilita in uno Stato Parte che offra servizi di mediazione aderiscono a principi che garantiscono il rispetto della volontà delle parti, l'integrità morale, l'indipendenza e l'imparzialità del mediatore, la riservatezza e l'efficacia del processo. La soluzione deve riflettere la volontà effettiva delle parti, nel rispetto dell'ordine pubblico.

Art. 9 — Comunicazioni tra mediatore e parti. Il mediatore può incontrare le parti congiuntamente o separatamente. Quando incontra una parte separatamente, deve informarne l'altra parte preventivamente o non appena possibile. Le informazioni comunicate al mediatore da una parte possono essere condivise con l'altra parte, salvo espressa richiesta di riservatezza da parte di chi le comunica.

Art. 10 — Riservatezza. Tutte le informazioni relative alla procedura di mediazione devono rimanere riservate, salvo diverso accordo delle parti o obbligo legale di divulgazione ai fini dell'esecuzione dell'accordo di mediazione.

Art. 11 — Ammissibilità della prova in altri procedimenti. Chi partecipa alla mediazione non può invocare né produrre, in un procedimento arbitrale o giudiziario, l'invito alla mediazione, i punti di vista espressi o le soluzioni proposte dal mediatore, né le ammissioni fatte da una parte nel corso della mediazione; tale divulgazione non può essere ordinata da un tribunale arbitrale, da un giudice statale o da altra autorità competente, salvo eccezioni previste dalla legge o necessarie per dare esecuzione all'accordo di mediazione.

Art. 12 — Fine della procedura di mediazione. La procedura di mediazione termina con: a) la conclusione di un accordo scritto risultante dalla mediazione, firmato dalle parti; b) una dichiarazione scritta del mediatore, dopo aver consultato le parti, secondo cui ulteriori sforzi di mediazione non sono più giustificati; c) una dichiarazione scritta congiunta delle parti indirizzata al mediatore; d) una dichiarazione scritta di una parte indirizzata al mediatore e all'altra parte; oppure e) la scadenza del termine fissato per la mediazione.

Art. 13 — Costi della mediazione. Le parti fissano gli onorari direttamente o mediante riferimento al regolamento dell'istituzione di mediazione. In caso di mediazione giudiziaria, è il giudice a designare il mediatore e a fissarne la remunerazione d'intesa con le parti, disponendone il deposito presso la cancelleria. I costi sono ripartiti in parti uguali tra le parti, salvo diverso accordo.

Art. 14 — Incompatibilità. Salvo diverso accordo delle parti, il mediatore non può in seguito agire come arbitro, perito o consulente di una delle parti in una controversia relativa allo stesso rapporto giuridico.

Art. 15 — Ricorso all'arbitrato o al procedimento giudiziario. Quando le parti si sono espressamente impegnate a non avviare, durante un determinato periodo o fino al verificarsi di un determinato evento, un procedimento arbitrale o giudiziario relativo a una controversia esistente o futura, il tribunale arbitrale o il giudice statale devono dare effetto a tale impegno, fatte salve le misure cautelari o conservative, la cui richiesta non costituisce rinuncia alla mediazione.

Art. 16 — Forza esecutiva dell'accordo di mediazione. Se, al termine della mediazione, le parti concludono un accordo scritto che compone la loro controversia, tale accordo è vincolante e le impegna. Esso può essere depositato presso un notaio per ottenerne una copia esecutiva, oppure sottoposto al giudice competente per l'omologazione/exequatur; il giudice verifica soltanto l'autenticità dell'atto e deve pronunciarsi entro un termine massimo di quindici giorni lavorativi, trascorsi i quali l'omologazione/exequatur si considera acquisita di diritto. L'omologazione/exequatur può essere rifiutata se l'accordo è contrario all'ordine pubblico; la parte lesa può contestare tale rifiuto, o l'omologazione automatica, dinanzi alla Corte Comune di Giustizia e Arbitrato (CCJA), entro un termine di quindici giorni, e comunque non oltre sei mesi.

Art. 17 — Portata dell'Atto uniforme. Il presente Atto uniforme tiene luogo di legge relativa alla mediazione negli Stati Parte. Esso si applica soltanto alle procedure di mediazione avviate dopo la sua entrata in vigore.

Art. 18 — Pubblicazione ed entrata in vigore. L'Atto uniforme è pubblicato nel Bollettino Ufficiale dell'OHADA entro sessanta giorni dalla sua adozione ed entra in vigore novanta giorni dopo tale pubblicazione, salvo modalità particolari eventualmente previste per singole disposizioni.


Traduzione inglese

Unofficial translation, based on the French text above (literal quotations and synthesis).

Preamble. Uniform Act relating to mediation, adopted on 23 November 2017 in Conakry (Republic of Guinea) by the OHADA Council of Ministers, referring to the Treaty on the Harmonisation of Business Law in Africa, signed on 17 October 1993 in Port-Louis, as revised on 17 October 2008 in Québec.

Art. 1 — Definitions. The term "mediation" means any process, whatever its name, in which the parties request a third party to help them reach an amicable settlement of their dispute arising out of a legal relationship, whether contractual or not. The term "mediator" means any third party requested to conduct a mediation, whatever the designation given to that role. Mediation may be conventional, judicial or arbitral; ad hoc or institutional.

Art. 2 — Scope of application. This Uniform Act applies to mediation. However, it does not apply to cases in which a judge or an arbitrator, during judicial or arbitral proceedings, attempts to facilitate an amicable settlement of the dispute.

Art. 3 — Institutional mediation. Recourse to a mediation institution implies the parties' adherence to that institution's mediation rules.

Art. 4 — Commencement of the procedure. Mediation proceedings begin on the day the most diligent party implements a mediation agreement, whether written or not. In the absence of acceptance of the invitation within fifteen days, the invitation may be deemed rejected. The seized court may suspend proceedings to invite the parties to resort to mediation. Commencement of mediation suspends the limitation period; if mediation fails, the limitation period resumes running for a minimum of six months.

Art. 5 — Appointment of the mediator. The parties jointly choose the mediator(s), possibly with the assistance of a designating authority tasked with recommending or appointing qualified, independent, impartial and available persons.

Art. 6 — Status of the mediator. Upon appointment, the mediator must confirm in writing his or her independence and impartiality; any subsequent circumstance likely to give rise to justifiable doubts as to such qualities must be disclosed without delay.

Art. 7 — Conduct of mediation. The parties may agree on the manner in which mediation is to be conducted; failing agreement, the mediator conducts it in the manner deemed appropriate, taking into account the circumstances and the need for a prompt resolution. The mediator must act diligently and treat the parties fairly. The mediator does not impose a solution on the parties. However, the mediator may, at any stage of the proceedings, propose solutions at the parties' request.

Art. 8 — Guiding principles. The mediator, and any institution established in a State Party offering mediation services, must adhere to principles guaranteeing respect for the parties' will, the mediator's moral integrity, independence and impartiality, confidentiality, and the effectiveness of the process. The outcome must reflect the parties' genuine will, subject to public policy.

Art. 9 — Communications between mediator and parties. The mediator may meet with the parties jointly or separately. When meeting one party separately, the mediator must inform the other party beforehand, or as soon as possible thereafter. Information communicated to the mediator by one party may be shared with the other party, unless the disclosing party expressly requests confidentiality.

Art. 10 — Confidentiality. All information relating to the mediation procedure must remain confidential, unless the parties agree otherwise or disclosure is legally required for the purpose of implementing the mediation settlement agreement.

Art. 11 — Admissibility of evidence in other proceedings. A participant in mediation may not invoke or produce, in arbitral or judicial proceedings, the invitation to mediate, views expressed or solutions proposed by the mediator, or admissions made by a party during mediation; such disclosure may not be ordered by an arbitral tribunal, a state court, or another competent authority, save for exceptions provided by law or necessary to implement the mediation settlement agreement.

Art. 12 — Termination of the mediation procedure. The mediation procedure ends by: (a) the conclusion of a written settlement agreement resulting from the mediation, signed by the parties; (b) a written declaration by the mediator, after consulting the parties, that further efforts at mediation are no longer justified; (c) a joint written declaration by the parties addressed to the mediator; (d) a written declaration by one party addressed to the mediator and the other party; or (e) expiry of the period fixed for the mediation.

Art. 13 — Costs of mediation. The parties determine fees directly or by reference to the mediation institution's rules. In judicial mediation, the court appoints the mediator and sets the remuneration by agreement with the parties, ordering it to be deposited with the court registry. Costs are shared equally between the parties, unless otherwise agreed.

Art. 14 — Incompatibilities. Unless the parties agree otherwise, the mediator may not thereafter act as arbitrator, expert or counsel for a party in a dispute concerning the same legal relationship.

Art. 15 — Recourse to arbitration or judicial proceedings. Where the parties have expressly undertaken not to initiate, during a specified period or until a specified event occurs, arbitral or judicial proceedings in respect of an existing or future dispute, the arbitral tribunal or the state court must give effect to that undertaking, except for provisional or conservatory measures, the request for which does not amount to abandonment of mediation.

Art. 16 — Enforceability of the mediation settlement agreement. If, at the conclusion of mediation, the parties reach a written agreement settling their dispute, that agreement is binding and enforceable between them. It may be deposited with a notary for an enforceable copy to be issued, or submitted to the competent court for homologation/exequatur; the court verifies only the authenticity of the instrument and must rule within a maximum of fifteen working days, after which homologation/exequatur is deemed automatically granted. Homologation/exequatur may be refused if the agreement is contrary to public policy; the aggrieved party may challenge such refusal, or the automatic homologation, before the Common Court of Justice and Arbitration (CCJA), within fifteen days, and in any event no later than six months.

Art. 17 — Scope of the Uniform Act. This Uniform Act serves as the law on mediation in the States Parties. It applies only to mediation proceedings commenced after its entry into force.

Art. 18 — Publication and entry into force. The Uniform Act is published in the OHADA Official Gazette within sixty days of its adoption and enters into force ninety days after such publication, subject to any special arrangements provided for specific provisions.


Traduzione spagnola

Traducción no oficial, basada en el texto francés anterior (citas literales y síntesis).

Preámbulo. Acto Uniforme relativo a la mediación, adoptado el 23 de noviembre de 2017 en Conakry (República de Guinea) por el Consejo de Ministros de la OHADA, con referencia al Tratado relativo a la Armonización del Derecho Mercantil en África, firmado el 17 de octubre de 1993 en Port-Louis, revisado el 17 de octubre de 2008 en Quebec.

Art. 1 — Definiciones. El término "mediación" designa todo proceso, cualquiera que sea su denominación, en el que las partes solicitan a un tercero que las ayude a alcanzar un arreglo amistoso de su controversia, nacida de una relación jurídica, contractual o no. El término "mediador" designa a todo tercero al que se solicita que dirija una mediación, cualquiera que sea la denominación dada a su función. La mediación puede ser convencional, judicial o arbitral; ad hoc o institucional.

Art. 2 — Ámbito de aplicación. El presente Acto Uniforme se aplica a la mediación. Sin embargo, no se aplica a los casos en que un juez o un árbitro, durante un procedimiento judicial o arbitral, intenta facilitar un arreglo amistoso de la controversia.

Art. 3 — Mediación institucional. El recurso a una institución de mediación implica la adhesión de las partes al reglamento de mediación de dicha institución.

Art. 4 — Inicio del procedimiento. El procedimiento de mediación comienza el día en que la parte más diligente da ejecución a un convenio de mediación, escrito o no. A falta de aceptación de la invitación en un plazo de quince días, la invitación puede considerarse rechazada. El tribunal que conoce del asunto puede suspender el procedimiento para invitar a las partes a recurrir a la mediación. El inicio de la mediación suspende el plazo de prescripción; si la mediación fracasa, dicho plazo vuelve a correr por un período mínimo de seis meses.

Art. 5 — Designación del mediador. Las partes eligen de común acuerdo al mediador o mediadores, eventualmente con la asistencia de una autoridad designadora encargada de recomendar o nombrar personas calificadas, independientes, imparciales y disponibles.

Art. 6 — Estatuto del mediador. Al momento de su designación, el mediador debe confirmar por escrito su independencia e imparcialidad; toda circunstancia sobrevenida que pueda suscitar dudas legítimas sobre dichas cualidades debe revelarse sin demora.

Art. 7 — Desarrollo de la mediación. Las partes determinan de común acuerdo la manera de conducir la mediación; a falta de acuerdo, el mediador la conduce del modo que considere apropiado, teniendo en cuenta las circunstancias y la necesidad de una resolución rápida. Debe actuar con diligencia y tratar a las partes de manera equitativa. El mediador no impone a las partes una solución de la controversia. No obstante, puede, en cualquier fase del procedimiento, proponer soluciones a solicitud de las partes.

Art. 8 — Principios rectores. El mediador, y toda institución establecida en un Estado Parte que ofrezca servicios de mediación, se adhieren a principios que garantizan el respeto de la voluntad de las partes, la integridad moral, la independencia e imparcialidad del mediador, la confidencialidad y la eficacia del proceso. La solución debe reflejar la voluntad real de las partes, con respeto del orden público.

Art. 9 — Comunicaciones entre el mediador y las partes. El mediador puede reunirse con las partes conjuntamente o por separado. Cuando se reúna por separado con una parte, debe informar a la otra parte previamente o tan pronto como sea posible. La información comunicada al mediador por una parte puede compartirse con la otra parte, salvo que quien la comunique solicite expresamente confidencialidad.

Art. 10 — Confidencialidad. Toda la información relativa al procedimiento de mediación debe permanecer confidencial, salvo acuerdo en contrario de las partes u obligación legal de divulgación a efectos de la ejecución del acuerdo de mediación.

Art. 11 — Admisibilidad de la prueba en otros procedimientos. Quien participe en la mediación no puede invocar ni presentar, en un procedimiento arbitral o judicial, la invitación a la mediación, los puntos de vista expresados o las soluciones propuestas por el mediador, ni las admisiones hechas por una parte durante la mediación; dicha divulgación no puede ser ordenada por un tribunal arbitral, un tribunal estatal u otra autoridad competente, salvo excepciones previstas por la ley o necesarias para la ejecución del acuerdo de mediación.

Art. 12 — Terminación del procedimiento de mediación. El procedimiento de mediación termina por: a) la conclusión de un acuerdo escrito resultante de la mediación, firmado por las partes; b) una declaración escrita del mediador, tras consultar a las partes, de que nuevos esfuerzos de mediación ya no se justifican; c) una declaración escrita conjunta de las partes dirigida al mediador; d) una declaración escrita de una parte dirigida al mediador y a la otra parte; o e) la expiración del plazo fijado para la mediación.

Art. 13 — Costos de la mediación. Las partes fijan los honorarios directamente o por remisión al reglamento de la institución de mediación. En la mediación judicial, el tribunal designa al mediador y fija su remuneración de común acuerdo con las partes, ordenando su depósito ante la secretaría judicial. Los costos se reparten por igual entre las partes, salvo acuerdo en contrario.

Art. 14 — Incompatibilidades. Salvo acuerdo en contrario de las partes, el mediador no puede actuar posteriormente como árbitro, perito o asesor de una de las partes en una controversia relativa a la misma relación jurídica.

Art. 15 — Recurso al arbitraje o al procedimiento judicial. Cuando las partes se hayan comprometido expresamente a no iniciar, durante un período determinado o hasta que ocurra un hecho determinado, un procedimiento arbitral o judicial relativo a una controversia existente o futura, el tribunal arbitral o el tribunal estatal deben dar efecto a dicho compromiso, con excepción de las medidas cautelares o conservatorias, cuya solicitud no constituye renuncia a la mediación.

Art. 16 — Fuerza ejecutoria del acuerdo de mediación. Si, al término de la mediación, las partes concluyen un acuerdo escrito que resuelve su controversia, dicho acuerdo es obligatorio y las vincula. Puede depositarse ante un notario para obtener una copia ejecutoria, o someterse al tribunal competente para su homologación/exequátur; el tribunal verifica únicamente la autenticidad del acto y debe pronunciarse en un plazo máximo de quince días hábiles, transcurrido el cual la homologación/exequátur se considera adquirida de pleno derecho. La homologación/exequátur puede rechazarse si el acuerdo es contrario al orden público; la parte perjudicada puede impugnar dicho rechazo, o la homologación automática, ante la Corte Común de Justicia y Arbitraje (CCJA), dentro de un plazo de quince días, y en todo caso no más allá de seis meses.

Art. 17 — Alcance del Acto Uniforme. El presente Acto Uniforme hace las veces de ley relativa a la mediación en los Estados Parte. Se aplica únicamente a los procedimientos de mediación iniciados después de su entrada en vigor.

Art. 18 — Publicación y entrada en vigor. El Acto Uniforme se publica en el Boletín Oficial de la OHADA dentro de los sesenta días siguientes a su adopción y entra en vigor noventa días después de dicha publicación, salvo modalidades particulares eventualmente previstas para disposiciones específicas.