Sistemi di composizione dei conflitti in India e Corea del Sud (2026)

1. Perché l'India e la Corea del Sud in un solo dossier. 2. Il Mediation Act 2023: la prima legge organica indiana. 3. La mediazione pre-contenziosa: volontaria in generale, obbligatoria per le controversie commerciali. 4. Patil Automation: la Corte Suprema conferma che è un obbligo vero. 5. Il Mediation Council of India: la legge c'è, il Consiglio non ancora. 6. I Lok Adalat: il canale che decide milioni di casi. 7. I numeri della mediazione istituzionale. 8. Una riforma dell'arbitrato ancora in consultazione. 9. La Convenzione di Singapore, firmata e non ancora ratificata. 10. Corea del Sud: la conciliazione incorporata nel processo. 11. Il comitato di conciliazione e i conciliatori. 12. I numeri della conciliazione civile giudiziale. 13. Le conciliazioni settoriali amministrate. 14. Il KCAB e la mediazione commerciale internazionale. 15. Una legge in consultazione per dare esecutività agli accordi internazionali. 16. La mediazione familiare: il tentativo obbligatorio. 17. Anche qui, la Convenzione di Singapore firmata e non ancora ratificata. 18. Due modelli agli antipodi: giudiziale contro regolatorio. 19. Ciò che condividono, ciò che li separa. 20. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché l'India e la Corea del Sud in un solo dossier

Le tratto insieme non perché si somiglino: l'India ha appena scritto da zero una legge organica sulla mediazione, mentre la Corea del Sud non ne ha mai avuta una, affidando la conciliazione civile a un innesto dentro il processo che risale al 1990. Le accosto perché entrambe, nello stesso anno solare che porta questo dossier, si trovano allo stesso bivio: hanno firmato nel 2019, lo stesso giorno, la Convenzione di Singapore sulla mediazione, e nessuna delle due l'ha ancora ratificata; ed entrambe stanno costruendo, in questi mesi, il pezzo di infrastruttura interna che dovrebbe precedere la ratifica — l'India con un Consiglio nazionale dei mediatori che la legge ha creato sulla carta ma che tre anni dopo non risulta ancora insediato, la Corea con un disegno di legge specifico sull'esecuzione degli accordi internazionali, posto in consultazione pubblica proprio mentre scrivo. Sono due economie asiatiche di primissimo piano, entrambe spinte a modernizzare la propria giustizia civile dalla propria stessa vocazione esportatrice, che stanno percorrendo la stessa strada a velocità molto diverse.

2. Il Mediation Act 2023: la prima legge organica indiana

Fino al 2023 l'India non aveva una legge generale sulla mediazione: l'istituto viveva nell'ambiguo art. 89 del Code of Civil Procedure del 1908, praticabile solo dopo l'instaurazione del giudizio, e in una costellazione di leggi settoriali. Il Mediation Act, 2023 promulgato il 14 settembre 2023 e in vigore, per le disposizioni notificate, dal 9 ottobre [1], consolida tutto questo in un unico testo: disciplina la mediazione civile e commerciale, la estende alla mediazione comunitaria e a quella online, e riconduce la vecchia «conciliazione» alla stessa nozione di mediazione, superando la duplice terminologia precedente. Il termine di conclusione è di 120 giorni, prorogabili di altri 60 con il consenso delle parti [2], e l'accordo mediato, una volta autenticato, è eseguibile come un decreto giudiziale [3].

3. La mediazione pre-contenziosa: volontaria in generale, obbligatoria per le controversie commerciali

Il punto più discusso nella gestazione della legge era se imporre un tentativo di mediazione prima di poter agire in giudizio. La bozza del 2021 lo prevedeva in modo coattivo; il testo approvato ha scelto la via opposta, e l'art. 5 configura la mediazione pre-litigation come volontaria e consensuale, mentre l'art. 7 lascia al giudice la facoltà di rinviare le parti alla mediazione in ogni fase del processo [4,5]. Un'unica, importante eccezione resta fuori da questa impostazione generale: il regime delle Commercial Courts, dove l'art. 12A del Commercial Courts Act, 2015 impone la mediazione pre-istituzionale per le controversie commerciali di valore superiore alle 3 lakh di rupie, soglia abbassata nel 2018 dal precedente 1 crore [6].

4. Patil Automation: la Corte Suprema conferma che è un obbligo vero

Non è un dettaglio da poco, perché una condizione di procedibilità scritta come tale nella legge può ridursi nella prassi a un adempimento formale se i giudici non la fanno rispettare. Non è successo: nel caso Patil Automation contro Rakheja Engineers, deciso il 17 agosto 2022, la Corte Suprema ha stabilito che l'art. 12A del Commercial Courts Act è obbligatorio e non meramente direttorio, e che le cause promosse senza il previo tentativo di mediazione vanno respinte in rito [7]. La sola eccezione riconosciuta è la necessità di un provvedimento cautelare urgente, che per sua natura non tollera l'attesa della mediazione.

5. Il Mediation Council of India: la legge c'è, il Consiglio non ancora

Il Mediation Act 2023 affida la regolazione del sistema a un organo appositamente creato, il Mediation Council of India, con il compito di riconoscere e revocare i fornitori di servizi di mediazione, tenere un deposito elettronico degli accordi e accreditare i mediatori, anche stranieri [8]. Nel 2024 sono stati emanati i regolamenti sul trattamento economico di presidente e membri [9], un passaggio amministrativo che di norma precede l'insediamento. Il 22 settembre 2025, a una conferenza pubblica, il ministro della Giustizia ha però dichiarato che il Consiglio non era ancora stato costituito, indicandone la causa in carenze di personale [10]. Nel frattempo l'accreditamento dei mediatori resta ancorato alle autorità di servizi legali (NALSA e le sue articolazioni statali) e ai centri annessi ai tribunali.

6. I Lok Adalat: il canale che decide milioni di casi

Accanto alla mediazione statutaria appena riformata sopravvive, quantitativamente dominante, un istituto antico e specificamente indiano: i Lok Adalat, fori popolari di conciliazione le cui decisioni hanno lo status di un decreto di tribunale civile ai sensi del Legal Services Authorities Act, 1987 [11]. Il National Lok Adalat del dicembre 2024 ha definito circa 1,45 crore di casi [12]; quello del dicembre 2025 ne ha definiti 2,59 crore, pari a circa 25,9 milioni, per un valore transatto di oltre 7.747 crore di rupie, in 26 Stati e 8 territori dell'Unione [13]. Sono numeri di un ordine di grandezza estraneo a qualunque sistema europeo di ADR, e restano il vero motore della deflazione del contenzioso indiano, più della mediazione statutaria appena istituita.

7. I numeri della mediazione istituzionale

Il rapporto NALSA relativo all'esercizio 2022 fotografa un sistema ancora agli inizi: 363.329 casi ricevuti per mediazione, 84.607 definiti, un tasso di composizione intorno al 23 per cento, un corpo di 5.756 magistrati mediatori, 12.640 avvocati mediatori e 279 altri, su 460 centri ADR e 1.018 centri di mediazione [14]. Un dato più recente, di marzo 2026, parla di 1.394 centri di mediazione e 452 centri ADR, con oltre 15.000 mediatori formati fra giudici, avvocati e altri soggetti [15]: la crescita infrastrutturale è evidente, mentre un dato NALSA aggiornato e comparabile sul numero di casi effettivamente mediati resta da confermare in una prossima sessione.

8. Una riforma dell'arbitrato ancora in consultazione

L'arbitrato indiano resta governato dall'Arbitration and Conciliation Act, 1996, già modificato nel 2015, nel 2019 e nel 2021 [16]. Il 18 ottobre 2024 il Department of Legal Affairs ha posto in consultazione pubblica un nuovo disegno di legge di modifica, che codificherebbe l'arbitro d'urgenza, introdurrebbe un tribunale arbitrale d'appello opzionale — proposta discussa in dottrina, perché inciderebbe sulla finalità del lodo — e accelererebbe i tempi di nomina degli arbitri [17]. Alla data di questo dossier il disegno di legge non risulta ancora presentato in Parlamento: resta, appunto, un cantiere aperto, non una legge.

9. La Convenzione di Singapore, firmata e non ancora ratificata

Come detto in apertura, l'India ha firmato la Convenzione di Singapore sulla mediazione il 7 agosto 2019, primo giorno utile; la ratifica non risulta ancora depositata [18]. La conseguenza pratica è che un accordo di mediazione commerciale internazionale raggiunto in India non gode, per ora, di un canale di esecuzione diretta negli altri Stati parte della Convenzione, un limite che la dottrina indiana segnala accanto alle sovrapposizioni applicative fra il vecchio art. 89 CPC riformato, l'art. 12A del Commercial Courts Act e il nuovo Mediation Act.

10. Corea del Sud: la conciliazione incorporata nel processo

Se l'India ha appena costruito, da zero, un edificio normativo autonomo per la mediazione, la Corea del Sud percorre una strada opposta: non ha mai avuto, e non ha tuttora, una legge generale sulla mediazione commerciale privata staccata dal processo. Il perno del sistema resta la 민사조정법 (Minsa jojeong beop, Judicial Conciliation of Civil Disputes Act), emanata nel 1990 e il cui testo vigente, introdotto nel 2020, non risulta modificato fino al 2026 [19]. La conciliazione (조정, jojeong) vi è disciplinata come procedimento annesso al processo civile, non come servizio autonomo pregiudiziale offerto da organismi accreditati sul modello italiano.

11. Il comitato di conciliazione e i conciliatori

Il giudice può, d'ufficio o su istanza, rimettere la causa a conciliazione, condotta da un giudice conciliatore, da conciliatori permanenti con almeno quindici anni di esperienza legale, o da un comitato di conciliazione composto da un presidente e almeno due membri, scelti fra avvocati, professori ed ex magistrati [20]. In mancanza di accordo, il giudice può emettere una decisione sostitutiva della conciliazione, che diventa definitiva se non opposta nel termine di legge [21]; l'accordo raggiunto, quando verbalizzato, ha invece la stessa efficacia di una transazione giudiziale, con valore di titolo esecutivo immediato [22]. Non esiste, in questo sistema, un albo professionale privato indipendente del mediatore: la selezione, la formazione e l'aggiornamento restano interamente nelle mani della Corte suprema e dei tribunali distrettuali.

12. I numeri della conciliazione civile giudiziale

Secondo l'annuario giudiziario relativo al 2022, sono state depositate 66.468 istanze di conciliazione civile, in leggero calo rispetto alle 66.909 del 2021, con un tasso di successo del 30,7 per cento contro il 31,7 dell'anno precedente [23]. I dati disaggregati per il 2023 e il 2024 restano da confermare, pur nell'ambito di un volume complessivo del contenzioso davanti alla Corte suprema che ha toccato i 6,9 milioni di procedimenti nel 2024.

13. Le conciliazioni settoriali amministrate

Accanto al canale giudiziario opera in Corea un fitto reticolo di commissioni di conciliazione settoriale, ciascuna disciplinata da una propria legge speciale: in materia ambientale, dei consumatori, del lavoro, delle costruzioni e della proprietà intellettuale [24]. I dati aggregati di queste commissioni non risultano consolidati in un'unica fonte statistica, il che rende difficile misurare il reale peso deflattivo del sistema nel suo complesso, al di là della sola conciliazione civile giudiziale.

14. Il KCAB e la mediazione commerciale internazionale

L'unico spazio di mediazione commerciale realmente autonomo dal processo è offerto dal Korean Commercial Arbitration Board (대한상사중재원, KCAB), che pur in assenza di una legge generale gestisce un proprio servizio di mediazione, in particolare per le controversie internazionali [25]. Dal 1° gennaio 2024 è in vigore il suo regolamento dedicato, il 국제조정규칙, imperniato su tre pilastri: la prevenzione dei conflitti d'interesse del mediatore, il supporto all'esecuzione dell'accordo transattivo e la riservatezza delle dichiarazioni rese [26]. Sui volumi di mediazione in senso stretto gestiti dal KCAB non esistono statistiche pubbliche disaggregate; sono invece pubblici i dati sull'arbitrato, che nel 2025 ha visto il valore aggregato delle controversie ricevute più che raddoppiare rispetto al 2024 [27].

15. Una legge in consultazione per dare esecutività agli accordi internazionali

Proprio nei mesi in cui scrivo, il Ministero della Giustizia coreano ha posto in consultazione pubblica — dal 4 giugno al 14 luglio 2026 — un disegno di legge specificamente dedicato al riconoscimento e all'esecuzione degli accordi transattivi risultanti da mediazione commerciale internazionale [28]. È un passaggio preparatorio verso l'attuazione interna della Convenzione di Singapore, distinto dalla piena equiparazione al lodo arbitrale e comunque circoscritto, poiché esclude i contratti di consumo e di lavoro. Il contesto che lo spiega è eloquente: la Corea, prima nel ranking complessivo B-READY 2025 della Banca mondiale, si è classificata solo 26ª nella componente specifica sulla risoluzione delle controversie, con un esplicito benchmark dichiarato su Hong Kong e Shanghai [29].

16. La mediazione familiare: il tentativo obbligatorio

In un solo ambito la Corea conosce già oggi un vero obbligo di conciliazione preliminare: quello familiare. L'art. 50 della 가사소송법 (Family Litigation Act) sancisce il cosiddetto principio della conciliazione preliminare obbligatoria (조정전치주의) per le cause di divorzio e le questioni patrimoniali o genitoriali a esse connesse: solo se il tentativo fallisce, o appare manifestamente inutile, la causa prosegue in sede contenziosa [30]. Una revisione integrale di questa legge risulta in discussione da tempo, in più versioni, non ancora approdata a un nuovo testo [31].

17. Anche qui, la Convenzione di Singapore firmata e non ancora ratificata

Come l'India, anche la Repubblica di Corea ha firmato la Convenzione di Singapore il 7 agosto 2019; la ratifica non risulta ancora depositata [32]. Il disegno di legge di cui al paragrafo precedente sembra pensato proprio come tappa che precede — secondo lo schema già discusso da una task force ministeriale istituita nel 2021 — una futura ratifica, coerente con la vocazione fortemente esportatrice dell'economia coreana.

18. Due modelli agli antipodi: giudiziale contro regolatorio

Messi a confronto, India e Corea del Sud illustrano due strategie opposte per raggiungere lo stesso obiettivo dichiarato — deflazionare il contenzioso civile. L'India ha scelto la via della legge organica e dell'organo regolatore indipendente, sul modello che la Direttiva 2008/52/CE e il D.Lgs. 28/2010 hanno reso familiare in Europa [33], e si trova ora a colmare la distanza fra la legge e la sua attuazione amministrativa. La Corea ha scelto invece di non scegliere: la conciliazione resta strutturalmente collegata al processo civile, gestita dai tribunali stessi, senza un albo professionale autonomo, mentre lo spazio della mediazione commerciale privata è lasciato a un unico ente, il KCAB, di matrice camerale.

19. Ciò che condividono, ciò che li separa

Condividono, si è detto, la data di firma della Convenzione di Singapore e la ratifica non ancora depositata; condividono anche l'esistenza di canali di composizione dei conflitti radicati in tradizioni proprie e non riconducibili al modello europeo — i Lok Adalat indiani da un lato, la cultura conciliativa di eredità confuciana condivisa con l'area dell'Asia orientale dall'altro. Li separa tutto il resto: l'India ha appena legiferato in modo organico e sta ancora costruendo l'infrastruttura amministrativa per applicare la propria legge; la Corea applica da trentacinque anni la propria legge sulla conciliazione giudiziale senza sostituirla, e riserva le vere novità normative al solo segmento internazionale, dove la posta in gioco è la competitività regionale rispetto a Hong Kong e Singapore.

20. Che cosa può leggere l'Italia

Per un osservatore italiano, il caso indiano è forse il più istruttivo dei due: mostra che una legge organica, per quanto ben scritta, richiede tempo per tradursi in un organo effettivamente operante — un passaggio che il D.Lgs. 28/2010 italiano ha affrontato affidando la funzione di controllo a un registro ministeriale già esistente, anziché a un nuovo ente da costruire da zero. Il caso coreano offre invece un termine di paragone diverso: un sistema che non ha mai istituito la mediazione come professione autonoma, e che pure funziona, sia pure con numeri più contenuti di quelli italiani, perché interamente incardinato nella struttura giudiziaria già esistente. Restano autonomi e complementari i dossier dedicati agli altri sistemi asiatici già pubblicati in questa serie.

Note

[1] The Mediation Act, 2023 (Act No. 32 of 2023), promulgato il 14 settembre 2023; il Ministero degli affari giuridici ne ha notificato l'entrata in vigore, per le disposizioni azionabili, dal 9 ottobre 2023 (notifica S.O. 4373(E)).

[2] The Mediation Act, 2023, art. 18: la mediazione deve concludersi entro 120 giorni dalla prima seduta, prorogabili di ulteriori 60 giorni con il consenso delle parti.

[3] The Mediation Act, 2023, art. 27: l'accordo di mediazione autenticato (mediated settlement agreement) è esecutivo come un decreto giudiziale, con limitati motivi di impugnazione.

[4] The Mediation Act, 2023, art. 5: la mediazione pre-litigation resta volontaria e consensuale, respingendo l'impostazione coattiva della bozza del 2021.

[5] The Mediation Act, 2023, art. 7: rinvio giudiziale alla mediazione consentito in ogni fase del procedimento, con il consenso delle parti.

[6] Commercial Courts Act, 2015, sez. 3(1-A) e sez. 12A, come modificate dal Commercial Courts (Amendment) Act, 2018, in vigore con effetto retroattivo dal 3 maggio 2018: soglia di valore ridotta da 1 crore a 3 lakh di rupie; pre-institution mediation obbligatoria per le controversie commerciali che non richiedono provvedimenti cautelari urgenti.

[7] Patil Automation Private Limited & Ors. v. Rakheja Engineers Private Limited, Corte Suprema dell'India, 2022 INSC 839, 17 agosto 2022, giudici K.M. Joseph e Hrishikesh Roy: la sez. 12A del Commercial Courts Act 2015 è obbligatoria e non meramente direttoria; le cause promosse senza previo tentativo di mediazione vanno respinte ai sensi dell'Order VII Rule 11 del Code of Civil Procedure, salva l'eccezione della richiesta di urgent interim relief.

[8] The Mediation Act, 2023, capitolo VIII: art. 31 istituisce il Mediation Council of India come body corporate con sede a Delhi; art. 32 ne disciplina la composizione (presidente, due membri esperti a tempo pieno, un membro part-time in rappresentanza delle camere di commercio, membri ex officio dei dicasteri competenti, un Chief Executive Officer quale membro-segretario); art. 33 le cause di vacanza. Gli artt. 40-42 disciplinano il riconoscimento dei Mediation Service Provider; l'art. 8(1) l'accreditamento dei mediatori di nazionalità straniera.

[9] The Mediation Council of India (Salary, Allowances and other Terms and Conditions of Service of Chairperson and Members) Rules, 2024, e The Mediation Council of India (Travelling and other Allowances for Part-time Chairperson and Part-time Members) Rules, 2024: disciplinano il trattamento economico degli organi del Consiglio.

[10] Il ministro della Giustizia Arjun Ram Meghwal, in una conferenza sull'arbitrato e la mediazione del 22 settembre 2025, ha dichiarato che il Mediation Council of India non era ancora stato costituito, promettendo «buone notizie presto»; l'Attorney General ne ha indicato la causa in carenze di personale (fonte: The Tribune, 22 settembre 2025).

[11] Legal Services Authorities Act, 1987: i Lok Adalat (artt. 19 ss.) hanno lo status di decreto di un tribunale civile; l'art. 22B istituisce i Permanent Lok Adalat per le controversie relative ai «public utility services» (trasporti, poste, telecomunicazioni, energia, acqua, sanità), con procedimento di conciliazione disciplinato dall'art. 22C.

[12] Comunicato NALSA, 4° National Lok Adalat, dicembre 2024: circa 1,45 crore (14,5 milioni) di casi definiti, per un importo transatto di circa 7.462 crore di rupie.

[13] 4° National Lok Adalat, 13 dicembre 2025: 2,59,07,860 casi definiti (2,59 crore, pari a circa 25,9 milioni), di cui 2,35 crore in fase pre-contenziosa e 41,77 lakh pendenti in giudizio; importo transatto superiore a 7.747,47 crore di rupie, con copertura in 26 Stati e 8 territori dell'Unione (fonte: LiveLaw, 13-14 dicembre 2025). Una cifra diversa, «oltre 4 crore di definizioni», circolata nella stessa finestra temporale su alcune fonti, non trova riscontro in questo comunicato ufficiale.

[14] Rapporto annuale NALSA, esercizio 2022: 363.329 casi ricevuti per mediazione, 84.607 definiti (tasso di composizione pari a circa il 23 per cento); corpo mediatori composto da 5.756 magistrati mediatori (3.950 effettivamente impiegati), 12.640 avvocati mediatori (8.672 impiegati) e 279 altri mediatori; 460 centri ADR (425 operativi) e 1.018 centri di mediazione sul territorio.

[15] Dato più recente reperito (marzo 2026): 1.394 centri di mediazione e 452 centri ADR operativi sul territorio indiano, con 4.681 giudici/funzionari giudiziari, 10.124 avvocati e 753 altri soggetti formati e operativi come mediatori (fonte: comunicazione del governo indiano, agosto 2026). Il numero di casi mediati nel 2024-2025, in forma comparabile al dato NALSA 2022, resta da confermare.

[16] Arbitration and Conciliation Act, 1996, come modificato dagli Arbitration and Conciliation (Amendment) Act del 2015, 2019 e 2021: disciplina generale dell'arbitrato interno e internazionale, e residualmente della conciliazione (Parte III), oggi in larga parte assorbita dal Mediation Act 2023 quanto alla terminologia.

[17] Draft Arbitration and Conciliation (Amendment) Bill, 2024, pubblicato dal Department of Legal Affairs il 18 ottobre 2024 per consultazione pubblica: propone la codificazione dell'arbitro d'urgenza (nuova sez. 9A), un tribunale arbitrale d'appello opzionale (nuova sez. 34A, discussa in dottrina), tempi più stringenti per la nomina degli arbitri e la decisione sulla giurisdizione, e una riduzione dell'intervento giudiziario una volta costituito il collegio. Alla data di questo dossier il disegno di legge non risulta presentato in Parlamento.

[18] La Repubblica dell'India ha firmato la Convenzione di Singapore sulla mediazione il 7 agosto 2019, giorno dell'apertura alla firma; la ratifica non risulta ancora depositata (fonte: status ufficiale UNCITRAL, consultato in agosto 2026: 23 Stati parte a fronte di oltre 50 Stati firmatari).

[19] 민사조정법 (Minsa jojeong beop, Judicial Conciliation of Civil Disputes Act): emanata come 법률 제4202호 il 13 gennaio 1990; testo vigente introdotto dalla legge di modifica 법률 제16910호, promulgata il 4 febbraio 2020 ed efficace dal 5 marzo 2020, senza modifiche successive risultanti fino al 2026.

[20] 민사조정법: la conciliazione (조정, jojeong) è condotta da un giudice conciliatore (조정담당판사), da conciliatori permanenti (상임조정위원, che devono vantare almeno quindici anni di esperienza legale) o da un comitato di conciliazione (조정위원회) composto da un presidente e almeno due membri; i conciliatori (조정위원, jojeong wiwon) sono scelti fra avvocati, professori ed ex magistrati.

[21] 민사조정법: in mancanza di accordo fra le parti, il giudice può emettere una decisione sostitutiva della conciliazione (조정을 갈음하는 결정), che diventa definitiva se non opposta nel termine di legge.

[22] 민사조정법: l'accordo conciliativo verbalizzato ha la stessa efficacia di una transazione giudiziale e vale come titolo esecutivo, senza necessità di un separato giudizio di omologazione.

[23] 사법연감 (Judicial Yearbook) 2023, relativo all'esercizio 2022, pubblicato dalla Corte suprema: 66.468 istanze di conciliazione civile giudiziale depositate nel 2022 (66.909 nel 2021), con un tasso di successo del 30,7 per cento nel 2022 (31,7 per cento nel 2021); i dati aggregati delle commissioni di conciliazione settoriali non risultano consolidati in un'unica fonte statistica. Il dato disaggregato sulla conciliazione civile per gli esercizi 2023 e 2024 resta da confermare; il sito della Corte suprema documenta, per il solo aggregato generale, 6.915.600 procedimenti depositati nel 2024 (+3,72 per cento sul 2023).

[24] L'ordinamento sudcoreano prevede, accanto alla conciliazione civile giudiziale, numerose commissioni di conciliazione settoriale amministrata, ciascuna disciplinata da una legge speciale propria: in materia ambientale, dei consumatori, del lavoro, delle costruzioni e della proprietà intellettuale.

[25] Il Korean Commercial Arbitration Board (대한상사중재원, KCAB), pur non esistendo una legge generale organica sulla mediazione commerciale privata in Corea, offre servizi di mediazione con propri regolamenti e propri elenchi di mediatori, in particolare per le controversie commerciali internazionali.

[26] KCAB, 국제조정규칙 (International Mediation Rules), in vigore dal 1° gennaio 2024: undici articoli più tabella dei costi, imperniati su tre pilastri — prevenzione dei conflitti d'interesse del mediatore, supporto all'esecuzione dell'accordo transattivo anche ai fini della Convenzione di Singapore, e riservatezza delle dichiarazioni rese in mediazione.

[27] Dati sui casi di arbitrato (non di mediazione) amministrati dal KCAB, a titolo di contesto: valore aggregato delle controversie ricevute pari a 846 miliardi di won nel 2021, 487,4 miliardi nel 2022, 1.571,5 miliardi nel 2023, 741,7 miliardi nel 2024 e 1.635,5 miliardi nel 2025, più che raddoppiato rispetto all'anno precedente. Le statistiche disaggregate sui soli casi di mediazione KCAB restano da confermare.

[28] 국제상사조정을 통한 화해계약의 승인 및 집행에 관한 법률(안) (disegno di legge sul riconoscimento e l'esecuzione degli accordi transattivi risultanti da mediazione commerciale internazionale), posto in consultazione pubblica dal Ministero della Giustizia coreano dal 4 giugno al 14 luglio 2026: prevede una procedura semplificata di approvazione giudiziale per dare esecutività agli accordi transattivi di mediazione commerciale internazionale, restando distinta dal pieno riconoscimento equiparato ai lodi arbitrali, ed esclude i contratti di consumo e di lavoro.

[29] Il disegno di legge di cui alla nota precedente si inserisce in uno studio del Ministero della Giustizia motivato dal fatto che la Corea, primo posto nel ranking complessivo B-READY 2025 della Banca mondiale, si è classificata solo 26ª nella componente relativa alla risoluzione delle controversie, con un esplicito benchmark dichiarato su Hong Kong e Shanghai (fonte: Herald Corp, agosto 2026).

[30] 가사소송법 (Family Litigation Act), art. 50: principio della conciliazione preliminare obbligatoria (조정전치주의) per le cause di famiglia delle categorie 나류 e 다류 (tipicamente: divorzio e questioni patrimoniali o genitoriali connesse); se il tentativo fallisce, o appare manifestamente inutile, la causa prosegue in sede contenziosa.

[31] Una proposta di revisione integrale (전부개정법률안) della 가사소송법 risulta in discussione presso il Ministero della Legislazione governativa, in più versioni (tra cui i disegni di legge nn. 2012268, 2118198 e 2211325), non ancora approdata a un nuovo testo.

[32] La Repubblica di Corea ha firmato la Convenzione di Singapore sulla mediazione il 7 agosto 2019; la ratifica non risulta ancora depositata (fonte: status ufficiale UNCITRAL, consultato in agosto 2026).

[33] D.Lgs. 4 marzo 2010, n. 28, come modificato dal D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 (riforma Cartabia): configura la mediazione come procedimento esterno al processo, affidato a organismi iscritti in un registro ministeriale, con funzione di condizione di procedibilità in materie predeterminate dall'art. 5.

Nota

Questo dossier tratta insieme l'India e la Corea del Sud in un'unica voce comparata, come già fatto per la Danimarca e la Svezia, per la Cina e il Giappone e per l'Australia e la Nuova Zelanda, e riguarda una parte del mondo che i miei studi avevano toccato solo fino alla metà degli anni 2010. Nel frattempo il quadro è cambiato su più punti, indicati qui con la relativa data: in India il Mediation Act, 2023 è entrato in vigore il 9 ottobre 2023, mentre il suo organo regolatore, il Mediation Council of India, al settembre 2025 non risultava ancora costituito; in Corea del Sud un disegno di legge sull'esecuzione degli accordi di mediazione commerciale internazionale è stato posto in consultazione pubblica fra giugno e luglio 2026.

Sul metodo. Le fonti primarie sono state lette direttamente: il testo del Mediation Act, 2023 e della giurisprudenza della Corte Suprema indiana (in inglese, lingua ufficiale della legislazione centrale), e la legislazione sudcoreana consultata in coreano (민사조정법, 가사소송법) oltre alle fonti di stampa giuridica specializzata (법률신문, 한국경제) per gli sviluppi 2024-2026. Alcuni dati — in particolare le statistiche disaggregate della conciliazione civile coreana per il 2023-2024 e i dati NALSA sulla mediazione indiana per il 2024-2025 — restano da confermare in una prossima sessione con la consultazione diretta delle fonti statistiche integrali.

Restano autonomi e complementari i dossier Sistemi di composizione dei conflitti in Australia e Nuova Zelanda (2026) e Sistemi di composizione dei conflitti in Canada (2026), entrambi costruiti sullo stesso metodo.