Sistemi di composizione dei conflitti in Canada: Ontario, Columbia Britannica e Québec (2026)

1. Perché il Canada non è un paese solo. 2. Tre cose che nei miei volumi erano sbagliate. 3. Ontario: la mediazione obbligatoria che in ventisette anni non ha lasciato tre città. 4. Ontario: centottanta giorni, e il mediatore che ti assegnano d'ufficio. 5. Ontario: i trenta minuti, e la sanzione che uccide la causa. 6. Ontario: una riservatezza che è una finzione. 7. Ontario: successioni e trust, e la mediazione che il giudice può ordinare ovunque. 8. Ontario: la riforma annunciata, e quella che invece è arrivata. 9. Ontario: l'arbitrato di famiglia dopo il caso del 2005. 10. Columbia Britannica: la parte che impone la mediazione all'altra. 11. Columbia Britannica: che cosa costa non presentarsi. 12. Columbia Britannica: il tribunale che sta tutto in linea. 13. Alberta: la corte che ha ritirato la conciliazione giudiziale. 14. Saskatchewan: il primo, e il più silenzioso. 15. Québec: i modi privati messi nella prima riga del codice. 16. Québec: l'obbligo di considerare. 17. Québec: che cosa accade a chi non considera. 18. Québec: la conferenza di composizione che ormai si tiene comunque. 19. Québec: mediazione obbligatoria e gratuita alle piccole cause. 20. Québec: trent'anni di mediazione familiare, e nessun numero. 21. Québec: sedici ore o sessanta, secondo la materia. 22. Québec: l'arbitrato di famiglia è nullo. 23. Québec: l'arbitrato imposto al consumatore è vietato. 24. Il piano federale: un dovere senza sanzione. 25. Il piano federale: un solo ombudsman bancario dal 2024. 26. La Convenzione di Singapore che il Canada non ha firmato. 27. I numeri, e quelli che non esistono. 28. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché il Canada non è un paese solo

Il Canada, per chi studia la composizione dei conflitti, non è una giurisdizione: sono almeno tre mondi che si toccano e non si mescolano. C'è il Canada di common law, nove province e tre territori in cui la procedura civile è materia provinciale e ogni provincia ha fatto scelte diverse. C'è il Québec, che ha un codice di procedura civile di tradizione civilista e che nel 2016 ha fatto la cosa più radicale del continente americano. E c'è un piano federale sottile ma non irrilevante, che tocca il divorzio, i servizi finanziari e l'arbitrato internazionale.

Ho scelto tre giurisdizioni. L'Ontario, perché è la provincia che nel 1999 ha introdotto la mediazione obbligatoria connessa al processo, con un impianto che i miei volumi descrivevano con ammirazione e che oggi va guardato con occhi diversi. La Columbia Britannica, perché ha inventato un congegno che in Europa non esiste: il diritto potestativo di una parte di imporre all'altra una sessione di mediazione, senza passare dal giudice. E il Québec, perché ha scritto nella prima riga del suo codice di procedura civile una regola che nessun ordinamento europeo ha osato scrivere.

Alberta e Saskatchewan entrano in due paragrafi brevi, ma per una ragione precisa: sono i due casi che rompono la narrazione consolatoria. Il Saskatchewan è stato il primo in Canada a rendere obbligatoria la mediazione civile, prima dell'Ontario, e non ne pubblica un numero. L'Alberta ha fatto nel 2024 quello che non ci si aspetta da una corte: ha ritirato il servizio gratuito di conciliazione giudiziale, e a due anni di distanza non l'ha ripristinato.

2. Tre cose che nei miei volumi erano sbagliate

Questo dossier nasce dal capitolo canadese dei miei volumi, che si ferma fra il 2013 e il 2015. L'ho riverificato riga per riga sulle fonti primarie, in inglese per l'Ontario e la Columbia Britannica e in francese per il Québec. In tre punti il testo dei volumi risulta sbagliato, e lo dico apertamente, come ho fatto per la Lettonia, la Slovacchia, la Slovenia e gli Stati Uniti.

Prima rettifica: il regolamento non è «del Canada». Scrivevo che «il Regolamento 194 delle Rules of Civil Procedure del Canada» prevede la mediazione obbligatoria. Un regolamento federale di procedura civile non esiste: la procedura civile in Canada è competenza delle province. Quel regolamento è dell'Ontario e vale solo in Ontario[1]. È un errore di etichetta, ma nel diritto comparato l'etichetta è metà del ragionamento: fa credere che il Canada abbia scelto la mediazione obbligatoria, mentre a sceglierla è stata una provincia, e per tre città.

Seconda rettifica: l'elenco delle esenzioni. Scrivevo che le esenzioni riguardano la proprietà, il trust e l'assicurazione, e citavo il Construction Lien Act. L'elenco vigente è diverso e va detto per intero, perché ci dice che cosa l'Ontario ha deciso di sottrarre alla mediazione: le cause di successione e trust, che hanno una regola propria; le cause già mediate in sede assicurativa da meno di un anno; le cause iscritte al ruolo commerciale di Toronto; le azioni ipotecarie; le cause in materia di appalti, salvo le domande fiduciarie; e le procedure concorsuali. Le azioni collettive stanno fuori se sono state certificate, e dentro se la certificazione è stata negata[2]. Quanto al Construction Lien Act, non si chiama più così: dal 2018 è il Construction Act[3].

Terza rettifica, ed è la più grossa: l'ombudsman bancario. Scrivevo che dal 1° maggio 2014 il ricorso all'OBSI sarebbe stato obbligatorio in tutto il Canada tranne il Québec. Non è andata così. Per dieci anni le banche hanno potuto scegliere fra due organismi, e sei grandi istituti — fra cui tre delle cinque maggiori banche del paese — hanno scelto il concorrente. L'obbligo di aderire a un unico organismo è arrivato dieci anni dopo, il 1° novembre 2024[4]. Il massimale di 350.000 dollari che indicavo è invece esatto, e non è mai stato ritoccato: nel 2026 vale ancora, ed è la stessa cifra del 2014.

Una precisazione di metodo, che vale per tutto il dossier. Le formule di riserva le uso soltanto dove il dato non esiste: dove nessuno lo raccoglie, dove nessuno lo pubblica, dove l'atto che si cerca non è mai stato compiuto. Dove non sono riuscito ad aprire una pagina, l'ho aperta nel browser e l'ho letta. Un caso solo fa eccezione, e lo dico: CanLII, la banca dati della giurisprudenza canadese, protegge l'accesso con un CAPTCHA. Non risolvo CAPTCHA. Le cinque decisioni quebecchesi di cui parlerò al paragrafo 17 sono perciò riferite sulla scorta della dottrina, e lo segnalo in nota[5].

3. Ontario: la mediazione obbligatoria che in ventisette anni non ha lasciato tre città

L'Ontario introdusse la mediazione obbligatoria connessa al processo civile nel 1999. Il progetto era dichiaratamente sperimentale: si comincia da Toronto e Ottawa, si vede come va, poi si estende. La contea di Essex — Windsor, sul confine con Detroit — si aggiunse nel 2002. Poi più nulla[6].

Nel 2026, ventisette anni dopo, la mediazione obbligatoria in Ontario vale ancora e solo per le cause civili iniziate a Toronto, Ottawa e nella contea di Essex, più quelle che vi vengono trasferite. Nel resto della provincia — Hamilton, London, Kitchener, Sudbury, Thunder Bay, l'intero Ontario settentrionale — la mediazione non è obbligatoria. L'associazione degli avvocati dell'Ontario ne ha chiesto formalmente l'estensione ad altre quattro regioni: non è stata concessa.

Il dato di fondo è questo, e va tenuto fermo quando si citano i risultati ontariani come prova di qualcosa: l'esperimento non è mai diventato sistema. È rimasto un esperimento in tre località per un quarto di secolo. Se in Italia si guarda all'Ontario come al modello che ha dimostrato che la mediazione obbligatoria funziona, si guarda a un modello che la provincia che lo ha creato non ha mai avuto abbastanza fiducia da estendere.

Lo scopo è scritto nella regola stessa, e vale la pena riportarlo perché è la formula che l'Ontario ha scelto per giustificare l'obbligo: ridurre i costi e i ritardi del contenzioso, e facilitare la composizione precoce ed equa delle controversie. Il modello è dichiaratamente facilitativo: un terzo neutrale agevola la comunicazione fra le parti per aiutarle a raggiungere una soluzione reciprocamente accettabile[7]. Su questo il mio volume era esatto, e lo è ancora.

4. Ontario: centottanta giorni, e il mediatore che ti assegnano d'ufficio

Il congegno temporale è semplice e feroce, e resta il migliore che io conosca. La sessione di mediazione deve tenersi entro centottanta giorni dal deposito della prima difesa, salvo diverso ordine del giudice[8]. Nei volumi scrivevo novanta: era il termine originario del 1999, poi raddoppiato. Vale oggi il termine lungo.

Il giudice può abbreviarlo o prorogarlo, e la regola gli dice che cosa guardare: quante sono le parti, a che punto sono gli atti, quanto sono complesse le questioni, se qualcuno intenda chiedere una decisione anticipata, e soprattutto se la mediazione abbia più probabilità di riuscire dopo che le parti avranno acquisito le prove[9]. È una elasticità ragionata, non un rinvio di comodo: il termine si allunga se allungarlo serve alla mediazione, non se serve alle parti per prendere tempo.

Il mediatore lo scelgono le parti, di comune accordo, dalla lista della contea; oppure ne indicano congiuntamente uno che in lista non c'è[10]. E qui sta il congegno più intelligente dell'impianto ontariano, quello che in Italia manca del tutto. Per la scelta del mediatore non c'è alcun termine. Non serve. Perché se entro i centottanta giorni il coordinatore della mediazione non ha ricevuto né un ordine del giudice, né il nome del mediatore scelto, né la relazione del mediatore, né la notizia che la causa è stata transatta, allora assegna d'ufficio, immediatamente, un mediatore preso dalla lista[11]. Il mediatore assegnato fissa subito la data e la notifica alle parti con almeno venti giorni di preavviso.

Si medita su questo meccanismo. Non c'è una sanzione per chi non sceglie il mediatore: c'è una conseguenza automatica. Chi non sceglie, si vede scegliere. È il modo più economico che io conosca di rendere effettiva una condizione di procedibilità, e mi pare esattamente ciò che manca alla mediazione italiana, dove l'inerzia delle parti produce rinvii e non nomine.

5. Ontario: i trenta minuti, e la sanzione che uccide la causa

Due regole minute, e feroci. La prima: se una parte non deposita il proprio scritto introduttivo almeno sette giorni prima, il mediatore annulla la sessione e trasmette al coordinatore un certificato di non conformità. La seconda: se una parte non si presenta entro i primi trenta minuti dell'ora fissata, e per questo la sessione non può ragionevolmente tenersi, il mediatore fa esattamente la stessa cosa[12].

Nei volumi lodavo questa regola dei trenta minuti, e la lodo ancora, perché presidia un comportamento che in Italia si vede ogni giorno: la parte che compare al solo scopo di vedere le carte depositate dall'altra, e poi si sottrae. Trenta minuti sono un tempo cortese e non trattabile.

Quello che nei volumi non dicevo — e che è il vero cuore del sistema — è che cosa succede dopo il certificato. Il coordinatore rimette la questione a un giudice. E il giudice, se la parte non ha una giustificazione, può: fissare un calendario; cancellare qualunque atto depositato dalla parte inadempiente; rigettare l'azione se l'inadempiente è l'attore, oppure cancellare la comparsa di risposta se è il convenuto; condannare alle spese; e adottare ogni altro provvedimento che ritenga giusto[13].

Si legga bene la terza voce. In Ontario chi non si presenta alla mediazione obbligatoria può perdere la causa: non perde una posta di spese, non subisce un argomento di prova, perde il processo. È una sanzione di gran lunga più dura di qualunque cosa esista in Italia, e conviene tenerlo presente quando si discute se la nostra mediazione sia «troppo obbligatoria». La provincia che passa per il modello mite della mediazione connessa al processo prevede, per la mancata comparizione, l'estinzione della domanda.

6. Ontario: una riservatezza che è una finzione

Sulla riservatezza l'Ontario fa una scelta tecnica che merita attenzione, perché è l'opposto di quella quebecchese e di quella della Columbia Britannica. La regola non istituisce un privilegio, non vieta la testimonianza, non prevede sanzioni: dice che tutte le comunicazioni della sessione e le note e gli atti del mediatore si considerano trattative transattive coperte dalla riserva «senza pregiudizio»[14].

È una finzione processuale, non una norma sostanziale. Funziona bene finché funziona la dottrina di common law sulle trattative transattive, con tutte le sue eccezioni; e non offre nulla al mediatore che venga citato a testimoniare in un procedimento diverso, penale o amministrativo. È il minimo indispensabile, scritto in una riga.

Ci si arriva a capire la differenza quando si legge il regolamento della Columbia Britannica, dove la riservatezza è un divieto di divulgazione e una immunità dalla compulsione, valida in ogni sede, con tre eccezioni tassative; o quando si legge il codice del Québec, dove è un obbligo legale che vincola anche il terzo. Tre province, tre tecniche diverse per la stessa esigenza. È il genere di divergenza che rende il Canada utile a chi fa comparazione.

7. Ontario: successioni e trust, e la mediazione che il giudice può ordinare ovunque

Accanto alla mediazione civile ce n'è una seconda, per le cause di successione, di trust e di amministrazione di sostegno. È anch'essa limitata alle tre località, ma con date d'inizio diverse e anteriori: Toronto dal settembre 1999, Ottawa dal gennaio 2001, la contea di Essex dal gennaio 2005[15]. La materia è ampia: opposizione al certificato di nomina, prova formale del testamento, pretese contro l'eredità, rendiconto contestato, e le leggi su assenti, enti di beneficenza, successioni, trustee e modificazione dei trust.

C'è però un terzo strato, che nei volumi non c'era e che oggi è la parte più interessante. Dal 2015 esiste una regola distinta per la mediazione successoria ordinata dal giudice, che opera fuori dalle tre località: il giudice, dando le direttive nel procedimento, può disporre che si tenga una sessione di mediazione; le parti designate scelgono il mediatore e se non lo scelgono entro trenta giorni lo assegna la corte[16].

Se ne ricava una lettura che vale per tutto il diritto ontariano: dove il legislatore si è fermato, il giudice ha continuato. L'obbligo per legge sta fermo a tre città dal 1999; l'obbligo per ordine del giudice si è esteso a tutta la provincia, almeno in materia successoria. È lo stesso movimento che ho descritto per lo Stato di New York, dove la mediazione è diventata la regola senza che il legislatore scrivesse una riga[17].

8. Ontario: la riforma annunciata, e quella che invece è arrivata

Il 15 dicembre 2025 la commissione incaricata di rivedere il processo civile dell'Ontario ha consegnato la relazione finale. La proposta è di suddividere il contenzioso civile in tre binari e di rendere la mediazione obbligatoria in tutta la provincia per due dei tre. Sarebbe la fine dell'anomalia delle tre città. All'agosto del 2026 è ancora soltanto una proposta: nessun regolamento l'ha recepita.

Nel frattempo un emendamento alle regole di procedura civile esiste davvero, ed entra in vigore il 1° settembre 2026. Ho controllato che cosa modifica, perché era la domanda aperta di questo dossier. La risposta è netta e va detta: non tocca la mediazione. Ho estratto dalla consolidazione ufficiale tutte le quarantotto note che segnalano le disposizioni non ancora in vigore a quella data: riguardano le memorie difensive, le prove d'ufficio, le perizie e il procedimento d'appello. Nessuna riguarda la mediazione obbligatoria, la mediazione successoria o quella ordinata dal giudice[18].

Vale la pena, però, segnalare che cosa quell'emendamento fa, perché è un segno dei tempi che interessa chiunque scriva atti. Dal 1° settembre 2026 la memoria difensiva ontariana dovrà recare una dichiarazione firmata con cui chi la sottoscrive attesta che ogni precedente citato è autentico e che ogni citazione riproduce accuratamente il testo della fonte; se la parte sta in giudizio senza difensore, firma la parte[19]. È la risposta dell'Ontario alle sentenze inventate dai generatori di testo. La segnalo perché prima o poi la questione arriverà anche da noi.

9. Ontario: l'arbitrato di famiglia dopo il caso del 2005

Nel 2004 e nel 2005 l'Ontario visse una controversia pubblica durissima sull'arbitrato familiare condotto secondo il diritto religioso. La provincia rispose nel 2006 con una riforma che è oggi il modello di riferimento in materia, e che merita di essere letta perché risolve, senza vietare l'arbitrato familiare, il problema che il divieto quebecchese risolve vietandolo.

La regola centrale è questa: quando una decisione su una materia familiare è presa da un terzo in un procedimento non condotto esclusivamente secondo il diritto dell'Ontario o di un'altra giurisdizione canadese, quel procedimento non è un arbitrato familiare e quella decisione non ha alcun effetto giuridico[20]. La legge aggiunge subito dopo, e non è un dettaglio, che nulla impedisce a chiunque di chiedere consiglio a chi vuole: si vieta l'effetto giuridico, non la coscienza.

Intorno a questo perno stanno quattro presidi. L'accordo di arbitrato familiare è inefficace se concluso prima che la controversia sia sorta: niente clausole compromissorie nei contratti prematrimoniali. È nullo qualunque patto che deroghi a queste regole. Il lodo è eseguibile solo se ciascuna parte ha ricevuto consulenza legale indipendente prima di firmare, e l'avvocato che l'ha prestata rilascia un certificato. E l'arbitro deve rispettare il regolamento[21].

È il regolamento che contiene il presidio più serio, e che nei volumi non avevo. Prima della firma dell'accordo ciascuna parte è intervistata separatamente da un professionista formato, per accertare squilibri di potere e violenza domestica; il rapporto di quello screening è consegnato all'arbitro prima che l'arbitrato cominci. L'arbitro deve avere almeno quattordici ore di formazione specifica sullo screening, e trenta ore di diritto di famiglia ontariano se non è membro di un ordine forense canadese. Conserva gli atti per dieci anni e riferisce al governo due volte l'anno[22].

Il congegno merita di essere guardato da vicino da chi in Italia si occupa di mediazione familiare, perché risponde alla stessa domanda che si pongono i nostri protocolli sullo screening della violenza, e le dà una risposta di legge invece che di buona pratica: lo screening non è una raccomandazione deontologica, è condizione di eseguibilità del lodo.

10. Columbia Britannica: la parte che impone la mediazione all'altra

Passiamo alla costa del Pacifico, e a un congegno che in Europa continentale non ha equivalenti. In Columbia Britannica qualunque parte di una causa civile può obbligare tutte le altre a sedersi a una sessione di mediazione, senza chiedere nulla al giudice, semplicemente notificando un modulo[23].

Non è il legislatore a decidere che quella categoria di cause va mediata, e non è il giudice a valutare caso per caso: è una parte che esercita un potere. È il rovesciamento esatto della logica europea, che affida sempre a un terzo — legge o giudice — la decisione se mediare. Qui la decisione sta in mano a chi ha interesse a mediare, e l'altra parte la subisce.

Il congegno è regolato con precisione. La notifica non può arrivare prima di sessanta giorni dalla prima risposta — per evitare che si medi al buio — né dopo i centoventi giorni che precedono il processo. Una sola mediazione per causa, salvo diverso ordine. Le parti nominano insieme il mediatore entro quattordici giorni, o ventuno se sono cinque o più[24].

Se non ci riescono, interviene un ente di designazione con una procedura che vale la pena descrivere perché è il modo più elegante che io conosca di nominare un neutrale senza scontentare nessuno. L'ente comunica a tutti la stessa lista di almeno sei nomi; ciascuno può depennarne due e numera per preferenza i restanti; chi non risponde in sette giorni si considera accettare tutti; l'ente sceglie fra i sopravvissuti tenendo conto delle preferenze espresse, della neutralità, delle qualifiche, degli onorari, della disponibilità e della natura della lite[25]. La sessione si tiene entro sessanta giorni dalla nomina, e comunque non oltre sette giorni prima del processo.

I costi si dividono in parti uguali, salvo diverso accordo firmato da tutti; e la quota pagata può poi rientrare nelle spese liquidate a chi vince[26]. Quattordici giorni prima ciascuno consegna al mediatore un proprio scritto sui fatti e sulle questioni, che il mediatore distribuisce a tutti: nessuno arriva alla sessione senza sapere che cosa sostiene l'altro.

Il regolamento non si applica alle cause di famiglia, alle impugnazioni di provvedimenti amministrativi e alle domande di risarcimento per abusi fisici o sessuali; e non si applica dove operano tre regolamenti gemelli, che ho verificato essere tutti ancora in vigore: quello sui sinistri stradali, quello sull'edilizia residenziale e quello sull'istruzione[27]. Nei miei appunti il terzo lo davo per familiare: è invece scolastico.

11. Columbia Britannica: che cosa costa non presentarsi

Anche qui la sanzione è il punto. Chi ritiene che un'altra parte non abbia rispettato il regolamento notifica una contestazione di inadempimento e ricorre al giudice. Se l'inadempiente non dimostra che l'inadempimento non c'è stato o che aveva una scusa ragionevole, il giudice può ordinare che la sessione si tenga, ordinare a quella parte di parteciparvi, ordinarle di depositare il proprio scritto, sospendere l'azione fino a quando non partecipi, oppure rigettare l'azione o cancellare la risposta e pronunciare sentenza; e in ogni caso provvedere sulle spese[28].

È la stessa scala dell'Ontario, con un gradino in più: la sospensione. E c'è una raffinatezza che segnalo perché risolve un problema pratico reale: se la pubblicità della contestazione danneggerebbe una parte, il giudice può ordinare che l'atto e le dichiarazioni giurate siano sigillati. Si sanziona senza esporre.

Sulla riservatezza, come anticipavo, la Columbia Britannica è la più forte delle tre. Nessuno può divulgare, né essere costretto a divulgare, in alcun procedimento civile, penale, quasi-penale, amministrativo o regolamentare, ciò che è stato detto, scritto, offerto o ammesso in vista o nel corso di una mediazione. Le eccezioni sono tre: il consenso scritto di tutti; i documenti economici e transattivi; e le informazioni che non identificano né le parti né la causa, divulgate a soli fini di ricerca o di statistica[29].

Quest'ultima eccezione va sottolineata, perché ritornerà. La Columbia Britannica, come il Québec, ha scritto nella legge la possibilità di misurare il proprio sistema. Averla scritta e non usarla è una scelta, non un'impossibilità.

12. Columbia Britannica: il tribunale che sta tutto in linea

Nel luglio 2016 la Columbia Britannica ha aperto il primo tribunale al mondo interamente online, il Civil Resolution Tribunal. Non è una piattaforma di mediazione affiancata a una corte: è una corte, che decide, e la cui procedura comincia con un percorso guidato di autodiagnosi, prosegue con una negoziazione fra le parti, poi con una facilitazione condotta da un funzionario, e solo in ultimo con una decisione.

La competenza si è allargata per gradi: le controversie condominiali senza limite di valore, le piccole cause fino a cinquemila dollari, i sinistri stradali fino a cinquantamila, le società e le cooperative; e dal gennaio 2024 la diffusione non consensuale di immagini intime, il cui massimale è stato portato da cinquemila a settantacinquemila dollari nel marzo del 2026[30].

I numeri dell'esercizio 2024-2025 sono i più interessanti che il Canada pubblichi in materia, e sono a doppia faccia. Ottomilaottocentosei nuove domande, in crescita del tredici per cento; trentacinquemila usi del percorso di autodiagnosi; seimilanovecentoventotto definizioni. Il cinquantacinque per cento delle definizioni avviene per consenso o rinuncia, il ventidue con una decisione, il sedici in contumacia. Il tasso complessivo di composizione è passato dal trentatré per cento del 2018-2019 al cinquantaquattro di oggi; nei sinistri stradali arriva al novantuno[31].

L'altra faccia sta nei tempi. La durata media è salita a duecentosettantasette giorni, con una mediana di duecentodiciassette, contro i duecentotto dell'anno prima e i centocinquanta di due anni prima. La soddisfazione degli utenti sui tempi è scesa al cinquantuno per cento. È una lezione che vale la pena registrare senza addolcirla: digitalizzare non accorcia. Il tribunale online della Columbia Britannica compone più casi di prima e li compone più lentamente di prima.

13. Alberta: la corte che ha ritirato la conciliazione giudiziale

L'Alberta offriva da anni un servizio che in Italia sarebbe considerato un lusso: la Judicial Dispute Resolution, cioè una conciliazione condotta gratuitamente da un giudice della corte superiore, distinto da quello che poi avrebbe deciso. Il 6 giugno 2024 la corte l'ha sospesa a tempo indeterminato, senza motivare[32].

All'agosto del 2026 non è stata ripristinata. La pagina istituzionale della corte dichiara che si prenotano soltanto alcune sedute speciali, riservate ai processi civili e familiari lunghi già calendarizzati e individuati dalla corte stessa, e che l'autorizzazione può essere data solo dal presidente o da un vicepresidente della corte.

L'effetto pratico è che le regole di procedura albertine continuano a esigere un tentativo di composizione prima del processo, ma il canale gratuito per farlo non c'è più: chi può permetterselo va da un mediatore privato, chi non può chiede alla corte di essere dispensato. È il caso di controtendenza più istruttivo del dossier, e va detto senza infingimenti: l'obbligo è rimasto, il servizio è sparito. Quando in Italia si discute di rendere obbligatorio un passaggio conciliativo, questa è la domanda da porsi per prima: chi paga il terzo, e che cosa succede il giorno in cui smette di pagarlo.

14. Saskatchewan: il primo, e il più silenzioso

La prima giurisdizione canadese a rendere obbligatoria la mediazione civile su base provinciale non è stata l'Ontario: è stato il Saskatchewan, con un progetto pilota del 1994 a Regina e Swift Current, poi esteso e infine generalizzato per legge[33]. La regola è secca e colloca la mediazione in un punto preciso del processo: alla chiusura degli atti introduttivi, e prima di qualunque altro atto processuale. Copre circa l'ottanta per cento delle cause civili non familiari; il servizio è erogato da un ufficio del ministero della giustizia provinciale.

È il congegno più ambizioso del Canada di common law: non tre città, non una parte che notifica, non un giudice che ordina, ma un passaggio strutturale che tutte le cause attraversano. E di questo congegno, che compie trentadue anni, non esistono statistiche pubbliche recenti: non un tasso di accordo, non un volume, non una durata. I dati che circolano nella letteratura si riferiscono al programma precursore sui debiti agricoli, non a questo. Segnalo il vuoto perché è un vuoto, non una lacuna della mia ricerca: la provincia non li pubblica.

15. Québec: i modi privati messi nella prima riga del codice

E arriviamo al Québec, che è la ragione principale per cui questo dossier vale la pena di essere letto da un giurista italiano.

Il codice di procedura civile quebecchese entrato in vigore il 1° gennaio 2016 si apre con una disposizione preliminare che enuncia il proprio oggetto. E l'oggetto sono tre cose, elencate nello stesso periodo e sullo stesso piano: la procedura applicabile ai modi privati di prevenzione e composizione delle controversie, quando le parti non l'abbiano fissata; la procedura davanti ai tribunali; e la procedura di esecuzione delle sentenze[34].

È una scelta di architettura, non di stile. I modi privati non sono un'appendice del processo, un filtro che lo precede, una condizione che lo condiziona: sono uno dei tre oggetti del codice di rito. Chi ha scritto quel codice non ha pensato la mediazione come alternativa al processo, l'ha pensata come una delle forme in cui la giustizia civile si esercita. Nessun codice europeo che io conosca dice altrettanto, e il nostro certamente no.

La stessa disposizione aggiunge che il codice mira, nell'interesse pubblico, a permettere la prevenzione e la composizione delle controversie con procedimenti adeguati, efficienti, improntati a spirito di giustizia e capaci di favorire la partecipazione delle persone. «Nell'interesse pubblico»: la composizione consensuale non è un affare privato che lo Stato tollera per alleggerirsi, è un interesse dello Stato.

16. Québec: l'obbligo di considerare

Poi viene l'articolo 1, e il suo terzo comma è la norma più radicale del continente americano in materia. Lo traduco letteralmente: «Le parti devono considerare il ricorso ai modi privati di prevenzione e di composizione della loro controversia prima di rivolgersi ai tribunali»[35].

L'ho verificato parola per parola sul testo ufficiale, e ho verificato che dal 2014 non è mai stato emendato. Vale dal 1° gennaio 2016 e vale per tutti: non per una categoria di controversie, non oltre una soglia di valore, non in tre città. Per chiunque adisca un tribunale civile del Québec.

Va capito bene che cosa impone e che cosa non impone. Non impone di mediare: impone di considerare. Il comma successivo è anzi esplicito nel senso opposto: chi si impegna in un procedimento di composizione lo fa volontariamente. Ma chi si impegna, poi, è tenuto a parteciparvi in buona fede, a essere trasparente verso l'altro anche riguardo alle informazioni che detiene, a cooperare attivamente nella ricerca di una soluzione, e a dividere i costi del procedimento[36].

La combinazione è sottile e, credo, giusta: obbligo di considerare, libertà di aderire, dovere di lealtà una volta aderito. È esattamente il punto su cui la nostra mediazione obbligatoria fatica da quindici anni, perché da noi l'obbligo cade sull'atto — depositare la domanda, comparire al primo incontro — e non sulla condotta.

Il codice quebecchese, per di più, non si limita a obbligare: premia. Chi, dopo aver tentato, si rivolge comunque al giudice e deposita l'attestazione di un mediatore accreditato o la prova di un protocollo pregiudiziale, ottiene che la sua causa sia istruita per prima[37]. È un incentivo procedurale positivo, ed è raro in diritto comparato: quasi ovunque si sanziona chi non media, quasi da nessuna parte si avvantaggia chi ha mediato. La stessa priorità spetta, dal 2023, a chi deposita l'attestazione di essersi rivolto a un servizio di aiuto alle vittime dichiarandosi vittima di violenza coniugale o sessuale da parte dell'altra parte; e quell'attestazione è riservata[38].

Sulla riservatezza il codice non fa finzioni: le parti e il terzo che le assiste si obbligano a preservare la riservatezza di quanto è detto, scritto o fatto nel corso del procedimento[39]. E prevede espressamente che il terzo non violi quell'obbligo se fornisce informazioni a fini di ricerca, insegnamento, statistica o valutazione generale del procedimento, purché non riveli dati personali[40]. Il legislatore quebecchese, in altre parole, ha voluto che il sistema fosse misurabile. Tenete a mente questa frase: al paragrafo 27 tornerà, e non nel modo che vi aspettate.

17. Québec: che cosa accade a chi non considera

La domanda che qualunque giurista italiano si pone leggendo l'articolo 1 è: e se non considero? La risposta è che la domanda giudiziale non è improcedibile. Non c'è filtro, non c'è condizione di procedibilità, non c'è udienza di verifica. La sanzione è un'altra, e passa dalle spese: il giudice, che in Québec ha ampia discrezionalità nel ripartirle, tiene conto della condotta.

La dottrina ha ricostruito cinque decisioni fra il 2017 e il 2018 che danno la misura di quella discrezionalità. A un attore vittorioso nel merito sono state negate le spese per il disprezzo dell'obbligo di considerare. A un'altra attrice vittoriosa è stata negata la rifusione degli onorari per non aver negoziato prima della causa. Un attore che aveva assegnato nella diffida un termine irragionevolmente breve — tale da rendere impossibile considerare alcunché — è stato condannato a sopportare in parte gli onorari del convenuto. E in due casi il mancato rispetto dell'obbligo ha concorso al rigetto di una misura cautelare[41].

Su queste cinque decisioni devo essere trasparente sul metodo, perché è l'unico punto del dossier in cui non ho letto la fonte primaria. La banca dati della giurisprudenza canadese protegge l'accesso con un CAPTCHA, e io non risolvo CAPTCHA. Le riferisco quindi sulla scorta della dottrina, che le cita con l'indicazione dei paragrafi. Il dispositivo esatto e il peso reale che l'articolo 1 ha avuto in ciascuna motivazione restano da riscontrare[42].

Quello che invece si può dire con certezza è che non esiste una pronuncia della Corte d'appello del Québec che decida sull'obbligo di considerare, e che le decisioni note si fermano al 2018. Dieci anni dopo l'entrata in vigore, la norma più radicale del continente ha prodotto una manciata di provvedimenti di primo grado in materia di spese e nessun arresto d'appello. È un dato, e non conforta chi crede che basti scrivere una norma di principio perché le condotte cambino.

18. Québec: la conferenza di composizione che ormai si tiene comunque

C'è però un secondo congegno quebecchese, meno noto, che a mio avviso pesa molto più dell'articolo 1. Il Québec ha da tempo la conférence de règlement à l'amiable: una conciliazione condotta da un giudice, a porte chiuse, senza spese e senza formalità, coperta da riservatezza; e il giudice che la presiede non potrà poi decidere la causa[43]. Le parti pagano solo i propri avvocati.

Nella sua forma generale quella conferenza resta consensuale: il presidente del tribunale designa un giudice se le parti glielo chiedono, o se lo propone lui e le parti aderiscono. Ho verificato il testo: non è mai stato emendato dal 2014[44]. Fin qui, niente di rivoluzionario.

Ma dal 30 giugno 2023 il Québec ha introdotto per la Corte del Québec una procedura semplificata che si applica a tutte le domande inferiori a centomila dollari. E in quella procedura la conferenza di composizione si tiene: non «può tenersi», non «si tiene se le parti lo chiedono». Si tiene, fra il centotrentesimo e il centosessantesimo giorno dalla notifica dell'atto introduttivo. E se non si raggiunge un accordo, quella stessa udienza si converte in udienza preparatoria al processo[45].

Le parti possono sottrarsene solo in un modo, e il modo è rivelatore: di comune accordo, e soltanto se hanno già partecipato a un'altra conferenza di composizione nel corso del giudizio, oppure se l'attore ha depositato l'attestazione di un mediatore accreditato o la prova di un protocollo pregiudiziale. Si sostituisce la conciliazione giudiziale, cioè, solo dimostrando di averne già fatta una.

Ecco il risultato, e vale la pena enunciarlo per esteso perché non ha equivalenti in Europa: in Québec, per ogni causa civile sotto i centomila dollari, un giudice si siede con le parti a tentare la composizione, gratis, prima del processo, e senza che nessuno debba chiederlo. È un'obbligatorietà molto più profonda di quella dell'articolo 1, perché non chiede alle parti di considerare qualcosa: gliela mette in calendario.

19. Québec: mediazione obbligatoria e gratuita alle piccole cause

E poi c'è il pezzo che, dei volumi, non c'è proprio, perché nel 2015 non esisteva.

Fra il 2015 e il 2018 il Québec svolse un progetto pilota, in due soli distretti giudiziari, di mediazione obbligatoria per le piccole cause nate da un contratto di consumo. Di quel pilota non è mai stata pubblicata una valutazione: né il numero dei fascicoli, né il tasso di accordo[46]. Nonostante ciò — o forse per questo — nel novembre del 2023 il pilota non è stato prorogato: è stato sostituito da un regime permanente, e il regime permanente è stato esteso a tutto il Québec, distretto per distretto, fino a marzo 2026[47].

Ecco che cosa c'è oggi. Ogni domanda alle piccole cause il cui valore non superi cinquemila dollari è obbligatoriamente sottoposta a mediazione. La mediazione è gratuita fino a tre ore: gli onorari del mediatore li paga il ministero della giustizia. La sessione si tiene entro quarantacinque giorni dal conferimento dell'incarico. Sopra i cinquemila dollari e fino al tetto delle piccole cause, che è di quindicimila, la mediazione resta volontaria[48].

Chi rifiuta di parteciparvi passa direttamente all'arbitrato o al processo, e può essere condannato a risarcire i danni e le spese causati alle altre parti. Sono escluse le domande da decidere sugli atti, le questioni di costituzionalità, le controversie fondate sulle carte dei diritti, e le parti che depositino l'attestazione di vittima di violenza coniugale o sessuale.

C'è poi un secondo binario, ed è la parte che in Europa non ha proprio corrispondenti: accanto alla mediazione lo Stato offre gratuitamente anche l'arbitrato. Le parti non pagano l'arbitro: lo paga il ministero, a forfait per incarico[49].

Riassumendo: dal marzo 2026 il Québec ha, per le controversie civili e di consumo fino a cinquemila dollari, mediazione obbligatoria, gratuita e generalizzata, doppiata da un arbitrato gratuito finanziato dallo Stato. Non conosco, in Europa continentale, nulla che combini le tre cose insieme.

I risultati pubblicati sono incoraggianti, e vanno presi per quel che sono. Il ministero riferisce un tasso di accordo del sessanta per cento sotto i cinquemila dollari e del cinquantacinque sopra, e un tempo mediano per arrivare all'accordo di quattro-sei mesi, contro attese giudiziarie che nel 2024 andavano dai settecentocinquantadue giorni della media provinciale ai milletrecentotrentacinque di Laval[50]. Sono cifre riferite da una porta-parola governativa a una rivista dei consumatori: una relazione statistica ufficiale del ministero non esiste, e non è stato pubblicato né il numero assoluto dei fascicoli mediati né il metodo con cui il tasso è calcolato.

20. Québec: trent'anni di mediazione familiare, e nessun numero

La mediazione familiare quebecchese è il servizio pubblico più antico del Canada in materia. Il primo servizio nacque presso la Corte superiore di Montréal nel 1981; la legge che lo istituisce come servizio pubblico gratuito è del 1993 ed è pienamente operativa dal 1997[51].

Il congegno attuale ha due gambe. La prima è una sessione informativa obbligatoria sulla genitorialità e sulla mediazione, che le parti devono seguire — insieme o separatamente — prima che la causa sia istruita, in tutte le controversie che mettono in gioco l'interesse dei figli o il patrimonio familiare. È gratuita e si tiene in gruppo, a distanza. Ne è dispensato chi l'ha già seguita per una controversia precedente e chi deposita l'attestazione di vittima riconosciuta, ma il tribunale conserva il potere di ordinarla lo stesso; e in circostanze eccezionali può istruire la causa comunque, ordinando alle parti di seguirla entro tre mesi[52].

La seconda gamba sono le ore di mediazione pagate dallo Stato. Il barometro attuale, e qui devo rettificare un'imprecisione dei miei appunti, non è in sessioni ma in ore: cinque ore per una coppia con figli a carico che negozi il primo accordo; due ore e mezza per la revisione di un accordo o di una sentenza; tre ore per una coppia senza figli a carico, che è la novità degli ultimi anni. Il mediatore riceve dallo Stato centotrenta dollari l'ora; oltre le ore gratuite, le parti pagano di tasca propria alla stessa tariffa[53].

Ora il rovescio. Di questo programma — trent'anni di età, interamente finanziato dal contribuente, il più generoso del Canada — non è pubblicato alcun dato: né il numero annuale dei fascicoli, né il tasso di accordo, né la durata media, né il costo complessivo per lo Stato. La pagina ministeriale che dovrebbe ospitare le relazioni restituisce un errore. L'unico dato disponibile è il censimento dei mediatori accreditati, che l'organo di coordinamento pubblica per professione: a metà 2026 sono circa novecentotrenta, di cui più della metà avvocati[54].

21. Québec: sedici ore o sessanta, secondo la materia

Il Québec non ha un albo unico dei mediatori e non ha un ente unico di accreditamento. Ha un sistema segmentato per materia, appoggiato agli ordini professionali, ed è una scelta che produce un contrasto notevole.

Per la mediazione familiare servono: l'appartenenza a uno dei sei ordini professionali abilitati — avvocati, notai, psicologi, assistenti sociali e terapeuti familiari, psicoeducatori, consulenti d'orientamento — sessanta ore di formazione di base seguite nei cinque anni precedenti, tre anni di esercizio della professione, e la supervisione di dieci incarichi di mediazione nei due anni, cinque dei quali conclusi con un accordo completo[55]. Quest'ultimo requisito è severo e, a quanto mi risulta, unico: non basta aver fatto, bisogna aver concluso.

Per la mediazione civile, commerciale e del lavoro l'ordine forense chiede sessanta ore di formazione di base nei cinque anni precedenti, l'iscrizione in regola, l'assicurazione professionale, l'assenza di sanzioni incompatibili, e almeno dieci ore di aggiornamento per periodo di riferimento. Non è richiesta alcuna anzianità minima[56].

Per la mediazione alle piccole cause, invece, bastano sedici ore. Possono accreditarsi avvocati, avvocati in pensione, notai e commercialisti che abbiano seguito un corso di almeno sedici ore su modi privati, negoziazione ragionata, processo di mediazione, assistenza all'accordo e redazione delle bozze[57].

Sedici ore contro sessanta. Il divario non è una svista: è il prezzo pagato per poter dispiegare in due anni e mezzo un servizio obbligatorio e gratuito su tutto il territorio. Si può discutere se sia il prezzo giusto. Ma va riconosciuto che il legislatore quebecchese ha fatto una scelta esplicita e coerente: ha abbassato la soglia d'ingresso dove serviva volume, e l'ha tenuta alta dove serve profondità. Da noi la soglia è una sola per tutto, e non è né l'una né l'altra.

Esiste inoltre un accreditamento privato parallelo, quello dell'istituto quebecchese di mediazione e arbitrato, che chiede sessanta ore per i mediatori e quaranta per gli arbitri e tiene un proprio repertorio pubblico[58]. Ma un registro pubblico unificato di tutti i mediatori civili e commerciali del Québec non esiste: il ministero tiene gli elenchi dei mediatori familiari e di quelli delle piccole cause, ogni ordine tiene il proprio, e non c'è un luogo dove vederli tutti.

22. Québec: l'arbitrato di famiglia è nullo

Qui il Québec e l'Ontario si separano nel modo più netto che si possa immaginare, e il confronto vale da solo il prezzo di un dossier comparato.

Il codice civile del Québec dice che non può essere sottoposta ad arbitrato la controversia che verta sullo stato e la capacità delle persone, sulle materie familiari o sulle altre questioni che interessano l'ordine pubblico[59]. Non è un arbitrato regolato: è un arbitrato vietato. La convenzione arbitrale in materia familiare è nulla.

L'Ontario, di fronte allo stesso problema politico — l'arbitrato familiare condotto secondo il diritto religioso — ha scelto la strada opposta: lo ha ammesso e lo ha ingabbiato con lo screening obbligatorio, la consulenza legale indipendente e il vincolo di applicare il diritto canadese. Il Québec lo ha semplicemente escluso dall'arbitrabilità.

Ci si può leggere una filosofia, e credo che ci sia. Il Québec finanzia generosamente la mediazione familiare, cioè la negoziazione assistita, e la incoraggia con obblighi informativi e ore gratuite; ma rifiuta di delegare a un terzo privato il potere di decidere sullo stato delle persone e sulla sorte dei figli. Deludicializzare la trattativa sì, privatizzare il giudizio no. È una linea di confine che l'Italia, dove la negoziazione assistita familiare cammina e l'arbitrato familiare non esiste, ha di fatto tracciato allo stesso modo, ma senza mai enunciarla.

23. Québec: l'arbitrato imposto al consumatore è vietato

Un secondo divieto, e questa volta il confronto utile è con gli Stati Uniti. La legge quebecchese sulla protezione del consumatore vieta la clausola che imponga al consumatore di sottoporre ad arbitrato una controversia futura, che restringa il suo diritto di agire in giudizio, che gli vieti di promuovere un'azione collettiva o che lo privi del diritto di farne parte[60]. Il consumatore resta libero, dopo che la lite è sorta, di accettare l'arbitrato: è la clausola preventiva a essere colpita.

È il rovescio esatto del diritto federale statunitense, dove la Corte Suprema ha per quarant'anni protetto le clausole compromissorie preventive nei contratti di consumo e di lavoro, e dove la prima deroga sostanziale è arrivata solo nel 2022 e per le sole molestie e violenze sessuali[61]. Il Québec ha fatto nel 2006 ciò che il Congresso americano non ha ancora fatto.

Vale la pena ricordare che la Corte Suprema del Canada, in un caso quebecchese del 2007 che è diventato un classico, aveva dato effetto a una clausola compromissoria applicando il principio per cui è l'arbitro a decidere per primo sulla propria competenza. Ma i fatti erano anteriori all'entrata in vigore del divieto, che era già stato approvato quando la sentenza fu pronunciata. Nel diritto vigente del 2026 la clausola imposta al consumatore quebecchese è vietata, e quella sentenza conserva un valore storico e una portata residua fuori dal campo della legge sui consumatori[62].

Aggiungo, perché è un pezzo di sistema che funziona e che da noi manca, che il Québec affianca al divieto una piattaforma pubblica e gratuita di negoziazione in linea per le controversie di consumo, gestita dall'ufficio provinciale di protezione del consumatore. Il consumatore descrive il problema e propone una soluzione; il commerciante accetta, contropropone o resiste; se la negoziazione fallisce interviene un mediatore accreditato. È in funzione dal 2016 e i numeri che pubblica sono buoni: circa tre fascicoli su quattro si chiudono con un accordo, in una durata media di cinque settimane, con l'ottantadue per cento di soddisfazione[63]. Il limite è che funziona solo con i commercianti che hanno aderito.

24. Il piano federale: un dovere senza sanzione

Il Canada federale tocca la composizione dei conflitti in tre punti. Il primo è il divorzio, ed è il più interessante per noi, perché è il caso di scuola di che cosa succede quando si scrive un dovere e non si scrive la conseguenza.

La riforma della legge federale sul divorzio, approvata nel 2019 ed entrata in vigore il 1° marzo 2021, ha introdotto una definizione ampia di processo di composizione delle controversie familiari — qualunque procedimento fuori dal tribunale, compresi negoziazione, mediazione e diritto collaborativo — e ha stabilito che le parti, nella misura in cui sia appropriato farlo, devono tentare di risolvere per quella via le questioni oggetto del giudizio[64].

Ha poi aggiunto due doveri per l'avvocato: incoraggiare il cliente a tentare, salvo che le circostanze del caso rendano chiaramente inappropriato farlo; e informarlo dei servizi disponibili e dei doveri che la legge gli impone[65]. E ha chiuso il cerchio con una doppia certificazione: ogni atto introduttivo o di risposta deve contenere l'attestazione della parte di conoscere quei doveri, e l'attestazione dell'avvocato di avervi adempiuto[66].

Che cosa succede a chi non lo fa? Nulla. La legge non prevede alcuna sanzione: né processuale, né sulle spese, né disciplinare. L'unico meccanismo di effettività è la firma. Chi firma il falso, in teoria, risponde; in pratica nessuno verifica.

È il contrario del Québec, e la comparazione è istruttiva perché le due norme convivono nello stesso paese e si applicano alle stesse persone. Il codice quebecchese dice «dovete considerare» e la sanzione la trova nelle spese, per via giudiziale. La legge federale dice «dovete tentare, se appropriato» e la sanzione non la trova affatto. Chi in Italia propone di introdurre doveri di questo tipo dovrebbe guardare a quale delle due tecniche produce condotte, e la risposta — per quel poco che si sa — non è incoraggiante né per l'una né per l'altra.

Sull'arbitrato, il secondo punto, il quadro è frammentato e va detto con precisione perché circolano semplificazioni. La conferenza che redige le leggi uniformi canadesi ha licenziato nel dicembre 2016 una legge modello sull'arbitrato interno destinata a sostituire quella del 1990. Dieci anni dopo l'hanno recepita due sole giurisdizioni: la Columbia Britannica, con la legge in vigore dal 1° settembre 2020, e i Territori del Nord-Ovest, dal 1° aprile 2024. Ontario, Alberta, Manitoba, Saskatchewan e Nuova Scozia hanno ancora leggi modellate sul testo del 1990[67].

25. Il piano federale: un solo ombudsman bancario dal 2024

Il terzo punto federale è quello su cui i miei volumi sbagliavano, e vale la pena raccontarlo per esteso perché è una storia di dieci anni.

Scrivevo che dal maggio 2014 il ricorso all'ombudsman dei servizi bancari e degli investimenti sarebbe stato obbligatorio in tutto il Canada, salvo il Québec. In realtà per un decennio le banche canadesi hanno potuto scegliere fra due organismi, e la scelta ha prodotto esattamente ciò che ci si poteva attendere: sei istituti — fra cui tre delle maggiori banche del paese — hanno preferito il concorrente privato.

Il vice primo ministro e ministro delle finanze ha designato l'ombudsman come unico organismo esterno di trattazione dei reclami per le banche a statuto federale nell'ottobre del 2023, con efficacia dal 1° novembre 2024. Da quella data le sei banche sono migrate e il concorrente ha cessato l'attività[68]. Il servizio è gratuito per il cliente, l'organismo ha centoventi giorni per formulare la raccomandazione finale, e l'agenzia federale di vigilanza sui consumatori finanziari ne sorveglia l'operato.

Restano però due difetti strutturali, e sono gli stessi del 2014. Il massimale è ancora di trecentocinquantamila dollari: la stessa cifra che citavo nei volumi, mai indicizzata. E le raccomandazioni non sono vincolanti. Nel 2025 nove casi si sono chiusi al di sotto della raccomandazione, per centosettantacinquemila dollari in meno negli investimenti e ventiseimila nel bancario[69].

Su entrambi i punti si sta muovendo qualcosa. Le autorità provinciali dei mercati finanziari hanno posto in consultazione, chiusa a settembre 2025, la proposta di dare all'ombudsman potere vincolante in materia di investimenti, con un secondo grado davanti a un decisore esterno sopra i settantacinquemila dollari; la proposta richiede una legge in ciascuna giurisdizione e non ha una data. E una revisione esterna indipendente pubblicata il 22 luglio 2026 raccomanda il potere vincolante per tutti i casi e l'innalzamento del massimale a cinquecentocinquantamila dollari indicizzati[70].

Nel frattempo il carico è esploso. La relazione annuale del 2025 riferisce oltre ventiseimila richieste, in crescita del sessanta per cento; oltre seimilacento casi aperti, in crescita del novanta; volumi bancari più che raddoppiati; e oltre milletrecento casi chiusi con un indennizzo, per circa cinque milioni e ottocentomila dollari[71].

Sul Québec, infine, va corretta una semplificazione che circola, compresa la mia. Non è che l'ombudsman «non si applichi al Québec»: si applica alle banche a statuto federale, anche per i loro clienti quebecchesi. Quello che sta fuori è il perimetro provinciale — assicuratori, intermediari e cooperative di servizi finanziari quebecchesi — che risponde all'autorità dei mercati finanziari del Québec, la quale dal 1° luglio 2025 opera con un regolamento nuovo sul trattamento dei reclami[72]. Quell'autorità offre conciliazione e mediazione, ma non può obbligare nessuno a parteciparvi, e il suo procedimento non consente di ottenere un risarcimento del danno.

26. La Convenzione di Singapore che il Canada non ha firmato

Un risultato negativo, e pulito. Alla data di questo dossier il Canada non ha firmato e non ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione[73]. Non è un dato che non ho trovato: è un'assenza verificata sulla tavola ufficiale delle Nazioni Unite.

Nessuna giurisdizione canadese ha adottato la legge modello del 2018 sulla mediazione commerciale internazionale. Due province hanno leggi fondate sul testo del 2002, per il tramite di una legge uniforme canadese del 2005: la Nuova Scozia e l'Ontario. Quella ontariana consente di registrare l'accordo mediato presso la corte e di eseguirlo come un provvedimento giudiziale[74], che è il risultato pratico che la Convenzione di Singapore persegue sul piano internazionale.

È un'assenza che va letta insieme a quella degli Stati Uniti, che la Convenzione l'hanno firmata nel 2019 e non l'hanno mai avviata alla ratifica. I due maggiori partner commerciali dell'Unione europea in Nord America stanno entrambi fuori dal sistema di circolazione internazionale degli accordi mediati. Chi in Italia media una controversia con una controparte canadese sappia che l'accordo, per essere eseguito in Canada, dovrà passare per le vie ordinarie del riconoscimento contrattuale.

27. I numeri, e quelli che non esistono

Arrivo al punto che considero il più importante di questo dossier, e il più scomodo.

Il Canada ha, in materia di composizione dei conflitti, alcuni fra i congegni normativi più avanzati del mondo. Il Québec ha messo i modi privati nella prima riga del suo codice di rito e ha scritto un obbligo di considerare che nessuno in Europa ha osato scrivere; ha reso obbligatoria e gratuita la mediazione delle piccole cause su tutto il territorio; ha una conferenza di conciliazione giudiziale che si tiene comunque sotto i centomila dollari; e paga trent'anni di mediazione familiare con denaro pubblico. L'Ontario sanziona la mancata comparizione con il rigetto della domanda. La Columbia Britannica consente a una parte di imporre la mediazione all'altra.

Di tutto questo, ecco che cosa è misurato.

Della mediazione obbligatoria dell'Ontario non esiste una valutazione governativa successiva a quella del 2001, cioè a due anni dall'introduzione. Venticinque anni senza una rilevazione. E l'associazione forense avverte che perfino il tasso di accordo che circola è sottostimato, perché molti mediatori depositano la relazione solo quando la mediazione fallisce[75].

Della mediazione civile obbligatoria del Saskatchewan, che copre l'ottanta per cento delle cause civili non familiari da trentadue anni, non esiste alcun dato pubblico recente.

Della conferenza di composizione quebecchese non esiste alcuna statistica: né quante se ne tengano, né quante si chiudano con un accordo, né quanto durino. Il tasso dell'ottanta-ottantacinque per cento che circola nella pubblicistica professionale non è riconducibile ad alcuna fonte ufficiale, e per questo non lo uso[76].

Della mediazione familiare quebecchese, trent'anni di età, non è pubblicato né un volume né un tasso né un costo.

Della mediazione obbligatoria alle piccole cause non esiste alcuna relazione ufficiale di valutazione: né per il pilota del 2015-2018, né per il regime dispiegato dal 2023. Gli unici numeri disponibili passano per la stampa.

Della mediazione civile e commerciale privata, in tutto il Canada, non esiste alcuna statistica pubblica.

L'unica eccezione seria è il tribunale online della Columbia Britannica, che pubblica una relazione annuale piena, con i tempi che peggiorano e la soddisfazione che cala — cioè con le brutte notizie dentro. È l'unico organismo canadese in materia che si lasci misurare per davvero.

E qui torna la frase che avevo chiesto di tenere a mente. Il codice quebecchese autorizza espressamente il terzo a fornire informazioni a fini statistici e di valutazione generale del sistema; il regolamento della Columbia Britannica esclude espressamente dalla riservatezza le informazioni anonime raccolte per ricerca o statistica. La facoltà di misurare è scritta nella legge, in entrambi i casi, dal legislatore stesso. Non è esercitata.

Ne ricavo una proposizione che vale ben oltre il Canada, e che consegno a chi legge queste pagine dall'Italia: lo scarto fra l'ambizione normativa e la rendicontazione empirica è il punto debole di tutti i sistemi di composizione che ho studiato in questa serie, e il Canada ne è l'esempio più puro, perché l'ambizione è altissima e la rendicontazione quasi nulla. Un sistema che non si misura non può essere corretto; e un sistema che non può essere corretto, prima o poi, viene semplicemente spento. Lo ha fatto l'Alberta nel giugno del 2024, senza dover motivare nulla, perché non c'era alcun numero da opporle.

28. Che cosa può leggere l'Italia

Cinque cose, e le metto in ordine di utilità.

Primo: il mediatore assegnato d'ufficio. L'Ontario risolve l'inerzia delle parti senza sanzionarla, con una conseguenza automatica: chi non sceglie il mediatore entro il termine, se lo vede assegnare dalla lista. È il congegno più economico e più efficace che abbia incontrato, e da noi si potrebbe innestare nella mediazione demandata dal giudice senza toccare nulla d'altro. Oggi, in Italia, l'inerzia produce rinvii; là produce nomine.

Secondo: la conciliazione giudiziale che si tiene comunque. Il congegno quebecchese — un giudice diverso da quello che deciderà, gratis, a porte chiuse, in calendario automatico sotto una certa soglia, e convertito in udienza preparatoria se fallisce — è a mio avviso più promettente dell'obbligo di mediare, perché non chiede alle parti di attivarsi e non costa loro nulla. L'articolo 185-bis del nostro codice va nella stessa direzione, ma resta una facoltà e non ha un calendario.

Terzo: il premio, e non solo la sanzione. Il Québec dà la priorità di trattazione a chi ha tentato una via privata e lo documenta. È un incentivo che non costa un euro all'erario e che parla la lingua che gli avvocati capiscono, cioè il tempo. Noi abbiamo costruito quindici anni di politica della mediazione quasi solo su obblighi e su conseguenze negative: un premio processuale non l'abbiamo mai provato.

Quarto: lo screening come condizione di validità. L'Ontario non raccomanda di accertare gli squilibri di potere e la violenza domestica: fa dell'accertamento, condotto separatamente e prima, una condizione di eseguibilità del lodo familiare. Chi da noi lavora sui protocolli di screening in mediazione familiare ha qui un modello normativo già scritto e già collaudato da vent'anni.

Quinto, ed è il più importante: misurare. Il Canada dimostra che si può costruire l'edificio normativo più ambizioso del mondo e non sapere se funzioni. La lezione, per noi, è che la norma che istituisce un sistema di composizione dovrebbe contenere, nello stesso articolo, l'obbligo di rilevarne i risultati e di pubblicarli, con una periodicità e una sanzione per l'inadempimento. Non basta permettere la statistica, come fanno il Québec e la Columbia Britannica: bisogna imporla. Perché il giorno in cui un ministro decide di tagliare, l'unica cosa che difende un servizio di composizione dei conflitti è un numero.

Un'ultima annotazione, per i lettori italiani che hanno parenti oltre oceano. Nei volumi mi chiedevo se il nostro Governo avesse mai sondato il gradimento della mediazione ontariana presso la comunità italiana di Toronto, che conta circa mezzo milione di persone. La domanda resta aperta, e a maggior ragione: perché Toronto è una delle tre sole città canadesi dove quella mediazione è obbligatoria, e perché nessuno, in ventisette anni, ha pubblicato che cosa ne pensino le persone che l'hanno attraversata.

Note

[1] R.R.O. 1990, Reg. 194, Rules of Civil Procedure, Rule 24.1, adottata con O. Reg. 453/98. Testo letto sulla consolidazione ufficiale dell'Ontario, periodo di consolidamento dal 12 agosto 2026, aggiornata al 18 agosto 2026. La procedura civile è materia provinciale ai sensi della ripartizione costituzionale delle competenze: un regolamento federale di procedura civile per le cause ordinarie non esiste.

[2] Rule 24.1.04(2) e (2.1). Le sei eccezioni sono, nell'ordine del testo: azioni cui si applica la Rule 75.1; azioni relative a una materia già oggetto di mediazione ai sensi della section 258.6 dell'Insurance Act, se la mediazione si è svolta meno di un anno prima del deposito della prima difesa; azioni iscritte alla Commercial List della Toronto Region; azioni ai sensi della Rule 64 (azioni ipotecarie); azioni ai sensi del Construction Act, eccettuate le trust claims; azioni ai sensi del Bankruptcy and Insolvency Act federale. La disciplina delle azioni collettive sta nel comma (2.1). Il comma (3) regola le azioni soggette al Crown Liability and Proceedings Act, 2019.

[3] Il mutamento di denominazione è recepito nella Rule 24.1.04(2)(e) dall'O. Reg. 537/18. Il diritto di famiglia non figura fra le eccezioni per una ragione strutturale e non di merito: la Rule 24.1 sta nelle Rules of Civil Procedure, mentre il processo di famiglia ontariano è retto dalle Family Law Rules, O. Reg. 114/99.

[4] Designazione del vice primo ministro e ministro delle finanze dell'ottobre 2023, efficace dal 1° novembre 2024, ai sensi del Bank Act, della legge sull'agenzia federale di protezione dei consumatori di prodotti finanziari e del regolamento sul quadro di protezione del consumatore finanziario.

[5] Cfr. la nota [42].

[6] Rule 24.1.04(1): la regola si applica alle azioni già soggette prima del 1° gennaio 2010; a quelle iniziate dal 1° gennaio 2010 nelle città di Ottawa e Toronto e nella contea di Essex; e a quelle trasferite in una di quelle contee dal 1° gennaio 2014, salvo diverso ordine del giudice (O. Reg. 438/08, s. 16(1); O. Reg. 231/13, s. 7).

[7] Rule 24.1.01 e 24.1.02. La seconda recita testualmente: «In mediation, a neutral third party facilitates communication among the parties to a dispute, to assist them in reaching a mutually acceptable resolution.»

[8] Rule 24.1.09(1). Il termine originario di novanta giorni risale al testo del 1998 ed è stato portato a centottanta dall'O. Reg. 438/08, s. 20(1).

[9] Rule 24.1.09(2), che enumera fra i criteri il numero delle parti, lo stato degli atti e la complessità delle questioni; l'intenzione di proporre istanze ai sensi delle Rules 20, 21 o 22; e la probabilità che la mediazione riesca meglio se il termine è prorogato per consentire l'acquisizione delle prove ai sensi delle Rules 30, 31, 32 e seguenti.

[10] Rule 24.1.08(1) e (2). La lista è tenuta dal coordinatore della mediazione della contea e compilata dal comitato locale di mediazione, i cui membri sono nominati dall'Attorney General in modo da rappresentare avvocati, mediatori, pubblico e personale giudiziario, con un membro nominato dal presidente della Superior Court of Justice (Rules 24.1.06 e 24.1.07). Il comitato aggiunge e rimuove mediatori, ne monitora le prestazioni e riceve i reclami.

[11] Rule 24.1.09(4), (5) e (6); il comma (6.1) e il (6.2) estendono il meccanismo ai casi con termine giudizialmente diverso e alle azioni trasferite. Il preavviso di venti giorni e il modulo di convocazione stanno nel comma (7).

[12] Rule 24.1.10 per il deposito degli scritti e Rule 24.1.12 per la mancata comparizione, il cui testo è il seguente: «If it is not practical to conduct a scheduled mediation session because a party fails to attend within the first 30 minutes of the time appointed for the commencement of the session, the mediator shall cancel the session and immediately file with the mediation co-ordinator a certificate of non-compliance.»

[13] Rule 24.1.13(1) e (2). Il giudice o l'associate judge può convocare una case conference e poi: (a) fissare un calendario; (b) cancellare qualunque documento depositato dalla parte; (c) rigettare l'azione se la parte inadempiente è l'attore, o cancellare la comparsa di risposta se è il convenuto; (d) condannare alle spese; (e) adottare ogni altro provvedimento giusto.

[14] Rule 24.1.14, testo integrale: «All communications at a mediation session and the mediator's notes and records shall be deemed to be without prejudice settlement discussions.»

[15] Rule 75.1.02(1). Da segnalare che la Rule 75.1.01 è stata abrogata dall'O. Reg. 132/04, s. 13: l'ambito della mediazione successoria sta dunque nella 75.1.02, non nella 75.1.01. Le materie coperte sono il rendiconto contestato ai sensi della Rule 74.18; le Rules 75.01, 75.03, 75.05 e 75.08; la Parte V del Succession Law Reform Act; il Substitute Decisions Act, 1992; l'Absentees Act, il Charities Accounting Act, l'Estates Act, il Trustee Act e il Variation of Trusts Act; e la Rule 14.05(3) quando la materia riguardi un'eredità o un trust.

[16] Rule 75.2, introdotta dall'O. Reg. 193/15, s. 22; in particolare 75.2.01 per l'ambito e 75.2.04 per la nomina d'ufficio in difetto di scelta entro trenta giorni.

[17] Cfr. il dossier Sistemi di composizione dei conflitti negli Stati Uniti (2026), §§ 22 e seguenti, sulla Part 160 del 22 NYCRR e sulla Presumptive ADR.

[18] O. Reg. 275/26. Sulla consolidazione ufficiale le disposizioni non ancora in vigore sono contrassegnate da note che ne indicano la data di efficacia. Ne ho estratte e lette quarantotto, tutte con efficacia 1° settembre 2026. Le regole toccate sono: 4.06.1, 12.06, 53.03, 61.03, 61.03.1, 61.09, 61.10, 61.11, 61.12, 61.16, 68.04 e 68.05. Nessuna riguarda le Rules 24.1, 75.1 o 75.2.

[19] O. Reg. 275/26, s. 1(1), che sostituisce la Rule 4.06.1(2.1) e introduce la Rule 4.06.1(2.1.1). La dichiarazione deve attestare che «(a) every authority cited in the factum is authentic; and (b) every quotation from an authority that appears in the factum accurately reproduces the text of the authority».

[20] Family Law Act, R.S.O. 1990, c. F.3, s. 59.2(1) e (2), introdotta dal Family Statute Law Amendment Act, 2006. Testo letto sulla consolidazione ufficiale, periodo dal 1° maggio 2026, ultimo emendamento 2025, c. 6, Sched. 6.

[21] Rispettivamente ss. 59.4, 59.3 e 59.6(1) e (2) del Family Law Act. La s. 59.1 stabilisce che la family arbitration è retta congiuntamente da quella legge e dall'Arbitration Act, 1991, e che in caso di conflitto prevale la prima; la s. 59.7 detta un regime alleggerito per l'arbitrato secondario; la s. 59.5 è stata abrogata nel 2009 e sostituita, quanto ai fondi pensione, dalla s. 59.4.1.

[22] O. Reg. 134/07, emanato non sotto il Family Law Act ma sotto l'Arbitration Act, 1991: è a quel regolamento che rinvia la s. 59.6(1), lettere (a) e (d). I requisiti di formazione, di conservazione decennale degli atti e di rendicontazione semestrale al Governo sono ricostruiti sulle pagine ministeriali dell'Ontario e sulla letteratura professionale; il testo consolidato del regolamento non è stato letto direttamente e i numeri delle singole sezioni non sono perciò citati.

[23] Notice to Mediate (General) Regulation, B.C. Reg. 4/2001, adottato ai sensi della s. 68 del Law and Equity Act, depositato il 12 gennaio 2001 ed efficace dal 15 febbraio 2001; consolidazione corrente al 18 agosto 2026. La s. 3 dispone che qualunque parte può avviare la mediazione notificando a ogni altra parte un Notice to Mediate conforme al modulo allegato.

[24] Ss. 5, 4 e 6 del regolamento.

[25] Ss. 7, 8 e 9. La lista di almeno sei nomi è comunicata entro sette giorni; ciascun partecipante può depennarne fino a due e deve numerare per preferenza i restanti entro sette giorni; chi non risponde si considera avere accettato tutti i nomi; l'ente sceglie entro i sette giorni successivi. La s. 10 fissa la data di nomina; la s. 11 disciplina la sostituzione.

[26] Ss. 29(2), 29(3) e 31 per i costi; ss. 24, 26 e 27 per i termini e per lo scambio degli scritti.

[27] S. 2 del regolamento. I tre regolamenti richiamati sono il Notice to Mediate Regulation, B.C. Reg. 127/98, il Notice to Mediate (Residential Construction) Regulation, B.C. Reg. 152/99, e l'Education Mediation Regulation, B.C. Reg. 250/2000. Il rinvio a essi nella consolidazione corrente al 18 agosto 2026 ne attesta la vigenza.

[28] Ss. 33, 34 e 35 del regolamento. Il potere di sigillare l'atto e le dichiarazioni giurate sta nella s. 34(2).

[29] S. 36(1), (2) e (3). L'eccezione statistica è nella lettera (c) del comma 2; il comma 3 consente la divulgazione, nei soli limiti necessari, della condotta contestata come inadempimento.

[30] Il tribunale opera dal 13 luglio 2016. L'estensione alla diffusione non consensuale di immagini intime decorre dal 29 gennaio 2024; l'innalzamento del massimale da cinquemila a settantacinquemila dollari dal 18 marzo 2026.

[31] Relazione annuale del tribunale per l'esercizio 2024-2025. Il tasso di composizione complessivo era del trentatré per cento nel 2018-2019.

[32] Annuncio della Court of King's Bench of Alberta del 6 giugno 2024. La pagina istituzionale della corte, consultata il 21 agosto 2026, limita le prenotazioni alle sole sedute speciali per processi civili e familiari lunghi individuati dalla corte, autorizzabili soltanto dal presidente o da un vicepresidente.

[33] The Queen's Bench Act, 1998 del Saskatchewan, s. 42, oggi King's Bench Act, e relativo regolamento. Il progetto pilota risale al 1994 a Regina e Swift Current.

[34] Codice di procedura civile del Québec, disposizione preliminare, primo e secondo comma. La legge istitutiva è del 2014 ed è entrata in vigore il 1° gennaio 2016.

[35] Art. 1, terzo comma, del codice di procedura civile del Québec: «Les parties doivent considérer le recours aux modes privés de prévention et de règlement de leur différend avant de s'adresser aux tribunaux.» Nota storica: 2014, c. 1, a. 1; mai emendato. La definizione dei modi privati — negoziazione, mediazione, arbitrato, e ogni altro modo che le parti reputino adeguato — sta nel secondo comma dello stesso articolo, non in un articolo successivo.

[36] Art. 2 del codice, primo comma, che aggiunge il dovere di proporzionalità nel secondo e il rispetto dei diritti e delle libertà della persona e delle altre regole di ordine pubblico nel terzo.

[37] Art. 7, terzo comma, del codice. Lo stesso articolo, nel primo comma, stabilisce che la partecipazione a un modo privato diverso dall'arbitrato non comporta rinuncia al diritto di agire in giudizio, e nel secondo consente alle parti di sospendere per iscritto la prescrizione per la durata del procedimento, per non più di sei mesi.

[38] Art. 7, quarto comma, del codice, introdotto dalla legge del 2023 sull'efficacia e l'accessibilità della giustizia (progetto di legge 8), sanzionata il 15 marzo 2023 ed efficace, quanto alle disposizioni principali, dal 30 giugno 2023. L'attestazione è rilasciata da un servizio di aiuto alle vittime riconosciuto dal ministro della giustizia.

[39] Art. 4 del codice, che consente inoltre alle parti di versare al fascicolo del tribunale il contenuto di un protocollo pregiudiziale e gli elementi di prova scambiati per elaborarlo e applicarlo.

[40] Art. 5 del codice.

[41] Nell'ordine: Perron c. Cyr, 2018 QCCQ 1950; Lavoie c. Gestion KFY inc., 2018 QCCS 3184; Quirion c. Fillion, 2017 QCCQ 9791; Adcom Construction inc. c. Lussier, 2017 QCCS 57; Aintabi c. Syndicat des copropriétaires of The Meadows Condominium, 2017 QCCS 5441. La sanzione passa per la disciplina delle spese di giustizia, agli artt. 340 e seguenti del codice.

[42] Avvertenza sul metodo. Le cinque decisioni del § 17 sono riferite sulla scorta di uno studio dottrinale pubblicato dalla rivista di composizione delle controversie della facoltà di diritto della McGill University, che le cita con l'indicazione dei paragrafi. Non ne ho letto il testo integrale: la banca dati canadese che le ospita protegge l'accesso con un CAPTCHA, e non risolvo CAPTCHA. Restano quindi da riscontrare il dispositivo esatto di ciascuna e il peso che l'art. 1, terzo comma, ha avuto nella motivazione rispetto agli altri motivi. Non ho individuato decisioni successive al 2018 sullo stesso punto, né alcuna pronuncia della Corte d'appello del Québec che decida sull'obbligo di considerare.

[43] Artt. 161-165 del codice di procedura civile del Québec. La gratuità, la riservatezza e il divieto per il giudice conciliatore di istruire poi la causa risultano dagli artt. 163-165 e dalla documentazione formativa dell'ordine forense quebecchese.

[44] Art. 161 del codice, nota storica: 2014, c. 1, a. 161. Verificato sul testo consolidato.

[45] Art. 535.12, primo e secondo comma, del codice, introdotto dalla legge del 2023 (progetto di legge 8), art. 8. La procedura semplificata si applica alle domande il cui valore o la cui somma richiesta è inferiore a centomila dollari, proposte davanti alla Corte del Québec nell'esercizio della sua competenza ordinaria (art. 535.1).

[46] Regolamento istitutivo del progetto pilota di mediazione obbligatoria per il recupero delle piccole cause derivanti da un contratto di consumo, in vigore dal 15 maggio 2015 e abrogato il 15 maggio 2018, limitato ai distretti giudiziari di Gatineau e Terrebonne. Nessuna relazione di valutazione risulta pubblicata.

[47] Regolamento sulla mediazione e sull'arbitrato delle domande relative a piccole cause, adottato con decreto e in vigore dal 23 novembre 2023, ai sensi dell'art. 570 del codice. Il dispiegamento distretto per distretto si è svolto da novembre 2023 a marzo 2026.

[48] Art. 21 del regolamento per la soglia dei cinquemila dollari; art. 5 per il termine di quarantacinque giorni. La gratuità fino a tre ore è annunciata dal portale governativo. Il tetto delle piccole cause resta di quindicimila dollari ai sensi dell'art. 536 del codice, con il meccanismo di indicizzazione per scaglioni di mille dollari introdotto dall'art. 539.1 e operante dal 30 giugno 2023.

[49] Art. 41 del regolamento, che fissa a mille dollari per incarico gli onorari dovuti all'arbitro. Il dato proviene da una lettura del regolamento non riscontrata a vista sulla numerazione ufficiale.

[50] Dati del ministero della giustizia del Québec riferiti da una rivista dei consumatori il 17 ottobre 2025. Non esiste una relazione statistica ufficiale: non sono pubblicati né il numero assoluto dei fascicoli mediati, né il periodo coperto, né il metodo di calcolo del tasso di accordo.

[51] Il primo servizio nasce alla Corte superiore di Montréal nel 1981; la legge che modifica il codice di procedura civile in materia di mediazione familiare è del 1993 ed è pienamente operativa dal 1997.

[52] Art. 417 del codice, nella versione in vigore dal 30 giugno 2025, che estende il riferimento al patrimonio dell'unione parentale in conseguenza della riforma del diritto di famiglia del 2024.

[53] Regolamento sulla mediazione familiare e barometro pubblicato dal portale informativo del ministero della giustizia. La tariffa oraria di centotrenta dollari decorre dal 23 novembre 2023; per i fascicoli iniziati prima resta di centodieci. Le tre ore per le coppie senza figli a carico nascono da un progetto pilota in vigore dal 27 gennaio 2021 al 30 giugno 2022, poi reso permanente.

[54] Censimento pubblicato dall'organo di coordinamento degli enti accreditanti, dati di maggio-giugno 2026: 508 avvocati, 195 fra assistenti sociali e terapeuti coniugali e familiari, 177 notai, 23 psicologi, 22 psicoeducatori e 8 consulenti d'orientamento.

[55] Regolamento sulla mediazione familiare. I sei ordini accreditanti sono l'ordine forense, la camera dei notai e gli ordini degli psicologi, degli assistenti sociali e terapeuti coniugali e familiari, degli psicoeducatori e dei consulenti d'orientamento.

[56] Criteri di accreditamento dell'ordine forense del Québec per la mediazione civile, commerciale e del lavoro; l'ordine pubblica anche una guida di norme di pratica. Accreditano in materia civile anche l'ordine dei commercialisti e quello dei consulenti in risorse umane.

[57] Art. 1 del regolamento sulla mediazione e sull'arbitrato delle piccole cause.

[58] Criteri dell'istituto di mediazione e arbitrato del Québec, associazione privata e non ordine professionale: sessanta ore per il mediatore accreditato, quaranta per l'arbitro, assicurazione professionale obbligatoria, e un requisito di un anno di pratica per il mediatore istituzionale.

[59] Art. 2639, primo comma, del codice civile del Québec. Il secondo comma precisa che non si può opporre alla convenzione arbitrale il solo fatto che le regole applicabili per decidere la controversia abbiano carattere di ordine pubblico.

[60] Art. 11.1 della legge sulla protezione del consumatore del Québec, introdotto nel 2006. La versione in vigore dal 1° gennaio 2016 adegua la terminologia dell'azione collettiva al nuovo codice di rito.

[61] Cfr. il dossier Sistemi di composizione dei conflitti negli Stati Uniti (2026), § 20, sulla legge federale del 3 marzo 2022 che ha introdotto il capitolo 4 del titolo 9 dello United States Code.

[62] Dell Computer Corp. c. Union des consommateurs, 2007 CSC 34, del 13 luglio 2007, e la decisione gemella Rogers Sans-fil inc. c. Muroff, 2007 CSC 35. I fatti erano anteriori all'entrata in vigore del divieto, già approvato quando la sentenza fu pronunciata. Il testo integrale non è stato letto in questa sede per la ragione detta alla nota [42].

[63] Piattaforma pubblica di negoziazione in linea dell'ufficio di protezione del consumatore del Québec, in servizio dal 2016. I dati — circa tre fascicoli su quattro conclusi con un accordo, durata media di circa cinque settimane, ottantadue per cento di soddisfazione — sono pubblicati dall'ufficio; non sono pubblicati il numero assoluto dei fascicoli trattati né l'anno di riferimento del tasso di soddisfazione.

[64] Legge federale sul divorzio come modificata nel 2019, in vigore dal 1° marzo 2021: definizione all'art. 2(1) e dovere all'art. 7.3, il cui testo è «To the extent that it is appropriate to do so, the parties to a proceeding shall try to resolve the matters that may be the subject of an order under this Act through a family dispute resolution process».

[65] Art. 7.7(2), lettere (a), (b) e (c), della stessa legge.

[66] Artt. 7.6 e 7.7(3). La legge non prevede alcuna sanzione per l'inosservanza dei doveri degli artt. 7.1-7.5.

[67] Legge uniforme sull'arbitrato adottata dalla conferenza per l'uniformazione delle leggi del Canada il 1° dicembre 2016. Recepimenti: Columbia Britannica, legge del 2020 in vigore dal 1° settembre 2020; Territori del Nord-Ovest, legge del 2022 in vigore dal 1° aprile 2024. Ontario, Alberta, Manitoba, Saskatchewan e Nuova Scozia conservano leggi modellate sul testo uniforme del 1990. Il Québec resta fuori dal modello per scelta, avendo appena riformato il proprio codice.

[68] Designazione dell'ottobre 2023, efficace dal 1° novembre 2024. I sei istituti migrati sono Royal Bank of Canada, Toronto-Dominion Bank, Bank of Nova Scotia, National Bank of Canada, Tangerine e Digital Commerce Bank; l'organismo concorrente ha cessato l'attività.

[69] Dati riferiti dall'ombudsman per il 2025: nove casi definiti al di sotto della raccomandazione, per 175.714 dollari in meno nel comparto degli investimenti e 26.544 in quello bancario.

[70] Consultazione delle autorità provinciali dei mercati mobiliari, chiusa il 15 settembre 2025; revisione esterna indipendente pubblicata il 22 luglio 2026.

[71] Relazione annuale 2025 dell'ombudsman, pubblicata il 13 marzo 2026.

[72] Regolamento quebecchese sul trattamento dei reclami e sulla composizione delle controversie nel settore finanziario, in vigore dal 1° luglio 2025: sessanta giorni per la risposta finale, venti per il trattamento semplificato, quindici per la trasmissione del fascicolo all'autorità su richiesta del reclamante. I mediatori dell'autorità operano su base volontaria e il procedimento non consente di ottenere il risarcimento del danno.

[73] Tavola degli Stati firmatari e delle Parti della Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione, consultata al 22 giugno 2026: il Canada non figura né fra i firmatari né fra le Parti.

[74] Nuova Scozia, legge sulla mediazione commerciale del 2005; Ontario, legge sulla mediazione commerciale del 2010. Entrambe discendono dalla legge uniforme canadese del 2005 sulla mediazione commerciale internazionale, fondata sulla legge modello del 2002.

[75] L'ultima valutazione governativa della mediazione obbligatoria dell'Ontario è la relazione Hann-Baar del 2001, su circa ventitremila fascicoli, con circa il quaranta per cento di definizioni. L'avvertenza sulla sottostima del tasso proviene dall'associazione forense dell'Ontario ed è fondata sul fatto che molti mediatori depositano la relazione soltanto in caso di esito negativo.

[76] Né le pagine della Corte del Québec dedicate alla conferenza di composizione né la documentazione formativa dell'ordine forense contengono dati numerici.

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Nota

Questo dossier aggiorna e sostituisce, per la parte canadese, il capitolo dei miei volumi dedicato al Canada, che si fermava fra il 2013 e il 2015. Le tre rettifiche sono al § 2 e sono dichiarate apertamente, come ho fatto per la Lettonia, la Slovacchia, la Slovenia e gli Stati Uniti.

Sul metodo. Le fonti primarie sono state lette direttamente: la consolidazione ufficiale delle Rules of Civil Procedure e del Family Law Act dell'Ontario, il regolamento della Columbia Britannica sulla notifica di mediazione, il codice di procedura civile e il codice civile del Québec. Dove il testo non era raggiungibile con la consultazione automatica l'ho aperto nel browser. Un solo punto fa eccezione, ed è dichiarato in nota: la banca dati della giurisprudenza canadese protegge l'accesso con un CAPTCHA, e non risolvo CAPTCHA; la giurisprudenza quebecchese del § 17 è perciò riferita sulla scorta della dottrina.

Restano autonomi e complementari i dossier Sistemi di composizione dei conflitti negli Stati Uniti (2026) e Sistemi di composizione dei conflitti in California (2026), richiamati ai §§ 7 e 23.