Testi in vigore: Vietnam
Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Vietnam, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.
Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.
Fonte
Atto principale individuato: Nghị định số 22/2017/NĐ-CP ngày 24 tháng 02 năm 2017 của Chính phủ về hòa giải thương mại — Decreto n. 22/2017/NĐ-CP del 24 febbraio 2017 del Governo del Vietnam sulla mediazione commerciale ("Decree No. 22/2017/ND-CP on Commercial Mediation").
- Data di emanazione: 24 febbraio 2017.
- Data di entrata in vigore: 15 aprile 2017 (art. 43, ultimo articolo del decreto, che ne fissa l'efficacia).
- Organo emanante: Chính phủ (Governo della Repubblica Socialista del Vietnam).
- Struttura: il decreto consta di 43 articoli suddivisi in 6 capitoli: I. Disposizioni generali (artt. 1–6); II. Mediatori commerciali (artt. 7–10 e seguenti, requisiti/registrazione/diritti-doveri/divieti); III. Ordine e procedura di mediazione (artt. 11–17); IV. Organismi di mediazione commerciale vietnamiti; V. Organismi di mediazione commerciale stranieri operanti in Vietnam; VI. Gestione statale e disposizioni finali.
- Ambito: disciplina la mediazione commerciale extragiudiziale (facoltativa, su base contrattuale/convenzionale tra le parti), applicabile alle controversie derivanti da attività commerciali o in cui almeno una parte svolga attività commerciale.
Rapporto con un secondo strumento rilevante (Legge n. 58/2020/QH14): esiste in Vietnam anche una Luật Hòa giải, đối thoại tại Tòa án (Legge sulla mediazione e il dialogo presso il tribunale), Legge n. 58/2020/QH14 dell'Assemblea Nazionale, approvata il 16 giugno 2020 ed entrata in vigore l'1 gennaio 2021. Questa legge disciplina un meccanismo di mediazione/dialogo pre-processuale e collegato al tribunale (condotto da mediatori nominati dal tribunale, su richiesta/consenso delle parti, prima che la causa civile, commerciale, di famiglia, di lavoro o alcune cause amministrative siano formalmente accettate a ruolo), con effetti riconosciuti direttamente da un decreto del tribunale (Quyết định công nhận kết quả hòa giải thành). Su indicazione del compito assegnato, che chiede di dare priorità a una fonte primaria chiara quando ne esistono due rilevanti, si è scelto di trattare per esteso il Decreto 22/2017/NĐ-CP, in quanto strumento più organico e generale per la mediazione civile/commerciale extragiudiziale (non limitato al solo contesto giudiziale, applicabile anche alla mediazione commerciale internazionale e a quella condotta da organismi indipendenti), rinviando questa nota informativa per la Legge 58/2020/QH14 senza riportarne il testo.
Stato di vigenza a oggi (agosto 2026): dalle ricerche svolte, il Decreto 22/2017/NĐ-CP risulta tuttora in vigore, senza abrogazioni o sostituzioni integrali identificate. La banca dati giuridica vietnamita thuvienphapluat.vn (una delle più utilizzate in Vietnam per la consultazione di testi normativi aggiornati) lo classifica come "còn hiệu lực" (in vigore). Non è stato possibile consultare direttamente il portale ufficiale della Gazzetta di Governo (Công báo Chính phủ / VBPL) all'interno di questa ricerca, per cui questo dato si basa su fonti aggregatrici secondarie (v. sotto) incrociate fra loro, nessuna delle quali segnala una legge o un decreto modificativo/abrogativo successivo al 2017.
Livello di affidabilità e limiti — dichiarazione esplicita: - Alto per: identità del provvedimento (numero, data, data di entrata in vigore), struttura in capitoli/articoli, stato di vigenza attuale, e per il testo delle disposizioni riportate tra virgolette nella sezione seguente, che sono citazioni verificate (in vietnamita e/o nella diffusa traduzione inglese non ufficiale curata dall'editore giuridico LuatVietnam) e non parafrasi. - Medio per le porzioni di testo espressamente segnalate come "sintesi" o racchiuse tra parentesi quadre nella sezione "Testo originale": si tratta di ricostruzioni del contenuto basate su fonti secondarie (riassunti di studi legali, traduzione inglese non ufficiale) e non sono citazioni letterali certificate del testo vietnamita originale, che non è stato possibile recuperare parola per parola per queste porzioni nell'arco di questa ricerca. - Le parti puramente procedurali/amministrative (registrazione dei mediatori ad hoc presso i Dipartimenti di Giustizia provinciali, costituzione e autorizzazione degli organismi di mediazione commerciale vietnamiti, apertura di succursali/uffici di rappresentanza di organismi di mediazione stranieri, vigilanza statale, disposizioni transitorie) sono state sintetizzate e non riprodotte per esteso, come esplicitamente consentito dal compito assegnato. - Non è stato reperito il testo integrale del decreto su WIPO Lex, UNCITRAL o NATLEX/ILO al momento della ricerca; le fonti utilizzate sono banche dati giuridiche commerciali vietnamite e siti di studi legali/organismi di mediazione vietnamiti, elencati sotto.
Fonti consultate (con URL): - LuatVietnam (edizione inglese), Decree No. 22/2017/ND-CP dated February 24, 2017 of the Government on commercial mediation — https://english.luatvietnam.vn/decree-no-22-2017-nd-cp-dated-february-24-2017-of-the-government-on-commercial-mediation-112717-doc1.html - LuatVietnam (edizione vietnamita), Nghị định 22/2017/NĐ-CP về hòa giải thương mại — https://luatvietnam.vn/thuong-mai/nghi-dinh-22-2017-nd-cp-chinh-phu-112717-d1.html - Thư viện Pháp luật, Nghị định 22/2017/NĐ-CP hòa giải thương mại mới nhất (verifica stato di vigenza) — https://thuvienphapluat.vn/van-ban/Thuong-mai/Nghi-dinh-22-2017-ND-CP-hoa-giai-thuong-mai-280010.aspx - Thư viện Pháp luật (edizione inglese) — https://thuvienphapluat.vn/van-ban/EN/Thuong-mai/Decree-22-2017-ND-CP-commercial-mediation/352379/tieng-anh.aspx - Vietnam Mediation Center (VMC, istituito nell'ambito del Centro internazionale di arbitrato del Vietnam – VIAC) — https://vmc.org.vn/en/mediation/decree-no-222017ndcp-on-commercial-mediation-a119.html - Ministero dell'Industria e del Commercio del Vietnam (MOIT), pagina istituzionale sul decreto — https://moit.gov.vn/en/legal-documents/legal-documents/decree-22-2017-nd-cp-on-commercial-mediation.html - Vietjack.me, riproduzione del Capitolo III (artt. 11–17), utile per la verifica della numerazione degli articoli — https://vietjack.me/phap-luat/nghi-dinh-22-2017-nd-cp-hoa-giai-thuong-mai/chuong-iii-9511.html - MP Law Firm, Decree No. 22/2017/ND-CP of February 24, 2017, on commercial mediation — https://mplaw.vn/en/decree-no-222017nd-cp-of-february-24-2017-on-commercial-mediation/ - ep Legal, Commercial Mediation in Vietnam: Legal Framework and Practice — https://eplegal.com/commercial-mediation-in-vietnam/ - Per il quadro informativo sulla Legge 58/2020/QH14 (mediazione presso il tribunale, citata sopra solo a scopo comparativo): LawNet.vn — https://lawnet.vn/en/vb/Law-58-2020-QH14-mediation-or-dialogue-at-court-6DC49.html ; LuatVietnam (inglese) — https://english.luatvietnam.vn/law-no-58-2020-qh14-dated-june-16-2020-of-the-national-assembly-on-mediation-and-dialogue-at-court-186273-doc1.html ; ASL LAW, Notes on Mediation and Dialogue at Vietnamese Courts — https://aslgate.com/notes-on-mediation-and-dialogue-at-vietnamese-courts/
Testo originale (vietnamita)
Nota metodologica: il testo seguente riporta, articolo per articolo, le disposizioni sostanziali del Decreto 22/2017/NĐ-CP. Le frasi tra virgolette in vietnamita sono citazioni verificate. Dove il testo vietnamita non è stato reperito parola per parola in questa ricerca ma è disponibile una traduzione inglese non ufficiale ampiamente diffusa (curata da LuatVietnam), questa viene riportata in inglese con avviso esplicito. Le parti tra parentesi quadre e i paragrafi introdotti da "[Sintesi:" sono ricostruzioni/riassunti, non citazioni letterali.
Chương I – Những quy định chung (Capitolo I – Disposizioni generali)
Điều 1. Phạm vi điều chỉnh và đối tượng áp dụng "Nghị định này quy định về phạm vi, nguyên tắc, trình tự, thủ tục giải quyết tranh chấp bằng hòa giải thương mại, hòa giải viên thương mại, tổ chức hòa giải thương mại, tổ chức hòa giải thương mại nước ngoài tại Việt Nam và quản lý nhà nước về hoạt động hòa giải thương mại." [Sintesi, khoản successivi: il decreto si applica ai mediatori commerciali, agli organismi di mediazione commerciale vietnamiti e stranieri operanti in Vietnam, alle autorità statali competenti e alle altre organizzazioni/persone coinvolte nella mediazione commerciale.]
Điều 2. Phạm vi giải quyết tranh chấp bằng hòa giải thương mại [Sintesi: la mediazione commerciale ai sensi del presente decreto si applica a: 1) le controversie tra parti derivanti da attività commerciali; 2) le controversie tra parti di cui almeno una svolge attività commerciale; 3) le altre controversie che la legge prevede possano essere risolte tramite mediazione commerciale.]
Điều 3. Giải thích từ ngữ Khoản 1: "Hòa giải thương mại [là] phương thức giải quyết tranh chấp thương mại do các bên thỏa thuận [và được hòa giải viên thương mại làm trung gian hỗ trợ giải quyết tranh chấp theo quy định của Nghị định này]." — la porzione tra parentesi quadre segue la traduzione inglese ufficiosa e non è stata riscontrata parola per parola sul testo vietnamita in questa ricerca. [Sintesi, khoản successivi: il decreto definisce inoltre "thỏa thuận hòa giải" (accordo di mediazione: l'accordo tra le parti di risolvere con la mediazione una controversia già insorta o che potrebbe insorgere), "hòa giải viên thương mại" (mediatore commerciale — persona fisica che svolge la mediazione, come mediatore ad hoc o come mediatore appartenente a un organismo di mediazione), "kết quả hòa giải thành": "thỏa thuận giữa các bên tranh chấp về việc giải quyết một phần hoặc toàn bộ tranh chấp" (l'accordo tra le parti in lite sulla soluzione totale o parziale della controversia), nonché le nozioni di "hòa giải viên thương mại vụ việc" (mediatore commerciale ad hoc) e "hòa giải thương mại quy chế" (mediazione commerciale istituzionale/amministrata da un organismo).]
Điều 4. Nguyên tắc giải quyết tranh chấp bằng hòa giải thương mại "Các bên tranh chấp tham gia hòa giải hoàn toàn tự nguyện và bình đẳng về quyền [và nghĩa vụ]." "Các thông tin liên quan đến vụ việc hòa giải phải được giữ bí mật, trừ trường hợp các bên có thỏa thuận bằng văn bản hoặc pháp luật có quy định khác." [Sintesi, ulteriori principi: il contenuto dell'accordo di mediazione non deve violare i divieti di legge né contrastare con la morale sociale; non deve avere per oggetto l'elusione fraudolenta di obblighi legali né pregiudicare i diritti di terzi.]
Điều 5. Chính sách của Nhà nước về hòa giải thương mại Khoản 1: "Khuyến khích các bên tranh chấp sử dụng hòa giải thương mại để giải quyết tranh chấp [trong lĩnh vực thương mại và các tranh chấp khác mà pháp luật quy định được giải quyết bằng hòa giải thương mại]." Khoản 2: "Khuyến khích huy động các nguồn lực tham gia hoạt động hòa giải thương mại, đào tạo, bồi dưỡng nâng cao năng lực hòa giải viên [thương mại, tổ chức hòa giải thương mại]."
Điều 6. Điều kiện giải quyết tranh chấp bằng hòa giải thương mại "Tranh chấp được giải quyết bằng hòa giải thương mại nếu các bên có thỏa thuận hòa giải. Các bên có thể thỏa thuận giải quyết tranh chấp bằng hòa giải trước, sau khi xảy ra tranh chấp hoặc tại bất cứ thời điểm nào của quá trình giải quyết tranh chấp."
Chương II – Hòa giải viên thương mại (Capitolo II – Mediatori commerciali) [estratto]
Điều 7. Tiêu chuẩn hòa giải viên thương mại — testo vietnamita non reperito parola per parola in questa ricerca; si riporta la traduzione inglese ufficiosa (LuatVietnam), unico testo verificato disponibile: "A person who fully satisfies the following criteria may act as a commercial mediator: a/ Having full civil act capacity as prescribed by the Civil Code; having good moral qualities and prestige, and working in an independent, impartial and objective manner; b/ Possessing a university or higher degree and having at least 2 years' working experience in the discipline he/she has studied; c/ Having mediation skills and knowledge about law, business and commercial practices and relevant issues." [Sintesi, comma successivo: non possono agire come mediatori commerciali le persone sottoposte a procedimento penale come imputati, le persone con precedenti penali non ancora cancellati, o quelle soggette a misure amministrative di rieducazione/internamento in istituti.]
Điều 8 — [Sintesi, disposizione procedurale: disciplina la registrazione dei mediatori commerciali ad hoc presso il Dipartimento di Giustizia della provincia/città di residenza, con termine di 7 giorni lavorativi per l'iscrizione nell'apposito elenco.]
Điều 9. Quyền, nghĩa vụ của hòa giải viên thương mại — testo vietnamita non reperito parola per parola; traduzione inglese ufficiosa: Diritti: "A commercial mediator has the following rights: a/ To accept or refuse to carry out commercial mediation activities; b/ To refuse to provide information relating to a dispute, unless the information provision is agreed upon in writing by involved parties or required by law; c/ To enjoy remuneration for commercial mediation activities as agreed upon with disputing parties." Doveri: "A commercial mediator has the following obligations: a/ To comply with law and the codes of ethics and conduct applicable to commercial mediators; to work in an independent, impartial, objective and honest manner; b/ To respect the agreement reached by involved parties if such agreement neither violates law nor contravenes social morality; c/ To keep confidential information about the disputes of which he/she mediates the resolution, unless otherwise agreed upon in writing by involved parties or prescribed by law."
Điều 10. Những hành vi bị cấm — traduzione inglese ufficiosa: "1. Disclosing information about disputes or clients they know in the mediation process, unless otherwise agreed upon by disputing parties in writing or prescribed by law. 2. Violating the code of ethics applicable to commercial mediators. 3. Receiving or demanding any sum of money or benefit from involved parties in addition to remuneration and costs already agreed upon."
[Il Capitolo II prosegue (articoli successivi, qui omessi in sintesi) con la disciplina amministrativa relativa agli organismi di mediazione commerciale: requisiti costitutivi, procedura di autorizzazione presso il Ministero della Giustizia, tenuta dell'elenco dei mediatori appartenenti a ciascun organismo.]
Chương III – Trình tự, thủ tục tiến hành hòa giải (Capitolo III – Ordine e procedura di mediazione)
Điều 11. Thỏa thuận hòa giải "Thỏa thuận hòa giải có thể được xác lập dưới hình thức điều khoản hòa giải trong hợp đồng hoặc dưới hình thức thỏa thuận riêng." "Thỏa thuận hòa giải được xác lập bằng văn bản."
Điều 12 — [Sintesi, disposizione procedurale: le parti scelgono e nominano il mediatore commerciale, direttamente oppure tramite un organismo di mediazione, secondo le regole procedurali applicabili o l'accordo delle parti.]
Điều 13 — [Sintesi, disposizione procedurale: disciplina i diritti e i doveri delle parti in lite durante il procedimento di mediazione, tra cui la libertà di scegliere e sostituire il mediatore, di accettare o rifiutare le sue proposte, di interrompere in ogni momento la mediazione, e il dovere di presentare fatti veritieri e cooperare in buona fede.]
Điều 14. Trình tự, thủ tục tiến hành hòa giải "Các bên có quyền lựa chọn Quy tắc hòa giải của tổ chức hòa giải thương mại để tiến hành hòa giải hoặc tự thỏa thuận trình tự, thủ tục hòa giải. [Trường hợp các bên không có thỏa thuận, hòa giải viên thương mại tiến hành hòa giải theo trình tự, thủ tục mà hòa giải viên thương mại thấy phù hợp với tình tiết vụ việc, nguyện vọng của các bên và được các bên chấp thuận]" — la parte tra parentesi quadre segue la traduzione inglese ufficiosa ("If the parties do not reach such agreement, the commercial mediator may conduct mediation according to the order and procedures he/she finds suitable...") e non è stata riscontrata parola per parola sul testo vietnamita.
Điều 15. Kết quả hòa giải thành "Khi đạt được kết quả hòa giải thành các bên lập văn bản về kết quả hòa giải thành. [Văn bản này có giá trị ràng buộc đối với các bên theo quy định của pháp luật dân sự.]" — parte tra parentesi quadre ricostruita dalla traduzione inglese ufficiosa ("This record is binding on the parties in accordance with the civil law"), non verificata parola per parola in vietnamita. [Sintesi, contenuto minimo obbligatorio del verbale, da traduzione inglese ufficiosa: a) base giuridica del procedimento di mediazione; b) dati identificativi essenziali delle parti; c) i fatti principali della controversia; d) l'accordo raggiunto e la soluzione concordata.]
Điều 16. Công nhận kết quả hòa giải thành "Văn bản về kết quả hòa giải thành được xem xét công nhận theo quy định của pháp luật tố tụng dân sự." [Nota esplicativa, sintesi da fonti secondarie (non citazione letterale): il rinvio è al Codice di procedura civile del Vietnam (Bộ luật Tố tụng dân sự 2015), i cui articoli 416–419 disciplinano il procedimento giudiziale — non contenzioso e semplificato — per il riconoscimento del verbale di mediazione commerciale riuscita. Solo dopo tale riconoscimento da parte del tribunale il verbale acquista efficacia di titolo esecutivo ai sensi della legge sull'esecuzione delle decisioni civili (Luật Thi hành án dân sự). L'accordo di mediazione commerciale extragiudiziale, di per sé, non è dunque immediatamente esecutivo.]
Điều 17 — [Sintesi, disposizione procedurale: la mediazione termina quando le parti raggiungono un accordo, quando il mediatore ritiene che la prosecuzione non sia più utile, o su richiesta di una o più parti che intendano porre fine al procedimento.]
[Sintesi conclusiva: i Capitoli IV, V e VI del decreto (rispettivamente: costituzione e autorizzazione degli organismi di mediazione commerciale vietnamiti; succursali e uffici di rappresentanza di organismi di mediazione commerciale stranieri in Vietnam; gestione statale, vigilanza e disposizioni finali, incluso l'art. 43 sull'entrata in vigore il 15 aprile 2017) hanno contenuto amministrativo/organizzativo e non vengono riprodotti, come consentito dal compito assegnato.]
Traduzione italiana
(Traduzione delle disposizioni sostanziali riportate sopra; le porzioni segnalate come "sintesi" nel testo originale restano riassunti, non citazioni letterali tradotte.)
Capitolo I – Disposizioni generali
Art. 1 – Ambito di applicazione e destinatari. Il presente Decreto disciplina l'ambito, i principi, l'ordine e le procedure per la risoluzione delle controversie mediante mediazione commerciale, i mediatori commerciali, gli organismi di mediazione commerciale, gli organismi di mediazione commerciale stranieri operanti in Vietnam, nonché la gestione statale dell'attività di mediazione commerciale. [Sintesi: il decreto si applica ai mediatori, agli organismi di mediazione, alle autorità statali competenti e agli altri soggetti coinvolti.]
Art. 2 – Controversie mediabili. [Sintesi] La mediazione commerciale ai sensi del presente decreto si applica a: 1) le controversie derivanti da attività commerciali; 2) le controversie in cui almeno una delle parti svolge attività commerciale; 3) le altre controversie che la legge prevede possano essere risolte tramite mediazione commerciale.
Art. 3 – Definizioni. Per "mediazione commerciale" si intende il metodo di risoluzione delle controversie commerciali concordato dalle parti coinvolte, con l'assistenza di un mediatore commerciale che agisce da intermediario, secondo quanto previsto dal presente Decreto. [Sintesi] Il decreto definisce inoltre: l'"accordo di mediazione" (l'accordo tra le parti per risolvere tramite mediazione una controversia già sorta o eventuale); il "mediatore commerciale" (persona fisica che conduce la mediazione, come mediatore ad hoc o mediatore appartenente a un organismo di mediazione); il "risultato di mediazione riuscita", definito come "l'accordo tra le parti in lite sulla soluzione, totale o parziale, della controversia"; nonché le nozioni di "mediatore commerciale ad hoc" e "mediazione commerciale istituzionale" (amministrata da un organismo).
Art. 4 – Principi. Le parti in lite partecipano alla mediazione su base interamente volontaria e sono in condizioni di parità quanto a diritti e obblighi. Le informazioni relative a un caso di mediazione devono essere mantenute riservate, salvo che le parti concordino altrimenti per iscritto o la legge disponga diversamente. [Sintesi] Il contenuto dell'accordo raggiunto non deve violare divieti di legge né contrastare con la morale sociale, né pregiudicare i diritti di terzi.
Art. 5 – Politiche statali. Lo Stato incoraggia le parti in lite a ricorrere alla mediazione commerciale per risolvere le controversie nell'ambito commerciale e le altre controversie che la legge consente di risolvere con tale strumento. Lo Stato incoraggia inoltre la mobilitazione di risorse a sostegno dell'attività di mediazione commerciale e la formazione/aggiornamento professionale dei mediatori e degli organismi di mediazione.
Art. 6 – Condizioni per il ricorso alla mediazione commerciale. Una controversia è risolta mediante mediazione commerciale se le parti hanno stipulato un accordo di mediazione. Le parti possono concordare di ricorrere alla mediazione prima che sorga la controversia, dopo che essa sia sorta, o in qualsiasi momento del relativo iter di risoluzione.
Capitolo II – Mediatori commerciali (estratto)
Art. 7 – Requisiti del mediatore commerciale. Può agire come mediatore commerciale la persona che soddisfi pienamente i seguenti requisiti: a) avere piena capacità di agire secondo il Codice civile; possedere buone qualità morali e prestigio, e operare in modo indipendente, imparziale e obiettivo; b) possedere un titolo di laurea o superiore e almeno 2 anni di esperienza lavorativa nella disciplina di studio; c) possedere competenze di mediazione e conoscenza del diritto, delle prassi commerciali e imprenditoriali e delle relative questioni. [Sintesi] Non possono essere mediatori commerciali le persone sottoposte a procedimento penale come imputati, quelle con precedenti penali non cancellati, o quelle soggette a misure amministrative di rieducazione/internamento.
Art. 8. [Sintesi] Disciplina la registrazione dei mediatori commerciali ad hoc presso il Dipartimento di Giustizia provinciale di residenza, con termine di 7 giorni lavorativi per l'iscrizione.
Art. 9 – Diritti e doveri del mediatore commerciale. Diritti: a) accettare o rifiutare di svolgere l'attività di mediazione commerciale; b) rifiutarsi di fornire informazioni relative a una controversia, salvo che la comunicazione sia concordata per iscritto dalle parti o richiesta dalla legge; c) percepire un compenso per l'attività di mediazione commerciale, come concordato con le parti in lite. Doveri: a) rispettare la legge e i codici etici e di condotta applicabili ai mediatori commerciali; operare in modo indipendente, imparziale, obiettivo e onesto; b) rispettare l'accordo raggiunto dalle parti, purché non violi la legge né contrasti con la morale sociale; c) mantenere riservate le informazioni relative alle controversie di cui media la risoluzione, salvo diverso accordo scritto delle parti o diversa disposizione di legge.
Art. 10 – Atti vietati. 1. Divulgare informazioni sulle controversie o sui clienti di cui il mediatore sia venuto a conoscenza nel corso della mediazione, salvo diverso accordo scritto delle parti o diversa disposizione di legge. 2. Violare il codice etico applicabile ai mediatori commerciali. 3. Ricevere o richiedere alle parti somme di denaro o vantaggi ulteriori rispetto al compenso e ai costi già concordati.
Capitolo III – Ordine e procedura di mediazione
Art. 11 – Accordo di mediazione. L'accordo di mediazione può essere stabilito sotto forma di clausola di mediazione inserita in un contratto oppure sotto forma di accordo separato. L'accordo di mediazione deve essere stipulato per iscritto.
Art. 12. [Sintesi] Le parti scelgono e nominano il mediatore commerciale, direttamente oppure tramite un organismo di mediazione.
Art. 13. [Sintesi] Diritti e doveri delle parti in lite nel corso del procedimento di mediazione: libertà di scegliere/sostituire il mediatore, di accettare o rifiutare le sue proposte, di interrompere in qualsiasi momento la mediazione; dovere di esporre fatti veritieri e cooperare in buona fede.
Art. 14 – Ordine e procedura della mediazione. Le parti hanno il diritto di scegliere di applicare il Regolamento di mediazione di un organismo di mediazione commerciale per condurre la mediazione, oppure di concordare autonomamente l'ordine e la procedura di mediazione. [Sintesi] Qualora le parti non raggiungano un tale accordo, il mediatore commerciale può condurre la mediazione secondo l'ordine e la procedura che ritiene più adatti alle circostanze della controversia e alle aspettative delle parti, purché accettati da queste ultime.
Art. 15 – Risultato di mediazione riuscita. Quando le parti raggiungono un risultato di mediazione riuscita, esse redigono un verbale scritto di tale risultato. [Sintesi] Tale verbale è vincolante per le parti secondo il diritto civile. Il verbale scritto di risultato di mediazione riuscita deve contenere, come contenuto essenziale: a) la base giuridica dello svolgimento della mediazione; b) i dati identificativi essenziali delle parti coinvolte; c) le principali circostanze della controversia; d) l'accordo raggiunto e la soluzione adottata.
Art. 16 – Riconoscimento del risultato di mediazione riuscita. Il verbale scritto di risultato di mediazione riuscita è preso in esame per il riconoscimento secondo quanto previsto dal diritto processuale civile. [Nota esplicativa, sintesi] Il riferimento è al Codice di procedura civile vietnamita (2015), articoli 416–419, che disciplinano il procedimento giudiziale semplificato e non contenzioso per il riconoscimento del verbale; solo dopo tale riconoscimento il verbale acquisisce efficacia di titolo esecutivo ai sensi della legge sull'esecuzione delle decisioni civili. L'accordo di mediazione commerciale extragiudiziale non è dunque, di per sé, immediatamente esecutivo.
Art. 17. [Sintesi] La procedura di mediazione termina quando le parti raggiungono un accordo, quando il mediatore ritiene inutile proseguire, o su richiesta di una o più parti.
[I Capitoli IV, V e VI, di natura amministrativa/organizzativa (organismi di mediazione vietnamiti, organismi stranieri, gestione statale, disposizioni finali con entrata in vigore il 15 aprile 2017), non sono riportati per esteso.]
Traduzione inglese
(English translation of the above; passages marked "[Summary]" in the original remain summaries, not translated verbatim quotations. Where the widely-circulated LuatVietnam unofficial English rendering was itself the verified source text — Articles 7, 9 and 10 — that wording is reproduced as previously quoted rather than re-translated.)
Chapter I – General Provisions
Art. 1 – Scope and subjects of application. This Decree provides for the scope, principles, order and procedures for dispute resolution by commercial mediation, commercial mediators, commercial mediation institutions, foreign commercial mediation institutions operating in Vietnam, and State management of commercial mediation activities. [Summary] It applies to mediators, mediation institutions, competent State authorities, and other organisations/persons involved in commercial mediation.
Art. 2 – Disputes eligible for commercial mediation. [Summary] This Decree applies to: 1) disputes arising from commercial activities; 2) disputes between parties at least one of whom engages in commercial activities; 3) other disputes which the law provides may be resolved by mediation.
Art. 3 – Definitions. "Commercial mediation" means a method of resolving commercial disputes agreed upon by the involved parties, with the assistance of a commercial mediator acting as an intermediary, in accordance with this Decree. [Summary] The Decree further defines: the "mediation agreement" (the parties' agreement to resolve, by mediation, a dispute that has arisen or may arise); the "commercial mediator" (a natural person conducting mediation, either as an ad hoc mediator or as a mediator affiliated with a mediation institution); the "successful mediation result", defined as "the agreement between the disputing parties on the resolution, in whole or in part, of the dispute"; as well as the concepts of "ad hoc commercial mediator" and "institutional commercial mediation".
Art. 4 – Principles. Disputing parties participate in mediation on an entirely voluntary basis and are equal in rights and obligations. Information relating to a mediation case must be kept confidential, unless the parties otherwise agree in writing or the law provides otherwise. [Summary] The content of the agreement reached must not violate legal prohibitions or contravene social morality, nor infringe the rights of third parties.
Art. 5 – State policies. The State encourages disputing parties to use commercial mediation to resolve disputes in the commercial field and other disputes which the law allows to be resolved by such means. The State also encourages the mobilisation of resources to support commercial mediation activity and the training of mediators and mediation institutions.
Art. 6 – Conditions for resolving a dispute by commercial mediation. A dispute is resolved by commercial mediation if the parties have a mediation agreement. The parties may agree to resolve a dispute by mediation before, after, or at any point during the dispute-resolution process.
Chapter II – Commercial Mediators (excerpt)
Art. 7 – Criteria for commercial mediators. A person who fully satisfies the following criteria may act as a commercial mediator: a/ Having full civil act capacity as prescribed by the Civil Code; having good moral qualities and prestige, and working in an independent, impartial and objective manner; b/ Possessing a university or higher degree and having at least 2 years' working experience in the discipline he/she has studied; c/ Having mediation skills and knowledge about law, business and commercial practices and relevant issues. [Summary] Persons under criminal prosecution, persons with an uncancelled criminal record, or persons subject to administrative re-education/detention measures may not act as commercial mediators.
Art. 8. [Summary] Governs registration of ad hoc commercial mediators with the provincial Department of Justice of their place of residence, with a 7-working-day processing period.
Art. 9 – Rights and obligations of commercial mediators. Rights: a/ To accept or refuse to carry out commercial mediation activities; b/ To refuse to provide information relating to a dispute, unless the information provision is agreed upon in writing by involved parties or required by law; c/ To enjoy remuneration for commercial mediation activities as agreed upon with disputing parties. Obligations: a/ To comply with law and the codes of ethics and conduct applicable to commercial mediators; to work in an independent, impartial, objective and honest manner; b/ To respect the agreement reached by involved parties if such agreement neither violates law nor contravenes social morality; c/ To keep confidential information about the disputes of which he/she mediates the resolution, unless otherwise agreed upon in writing by involved parties or prescribed by law.
Art. 10 – Prohibited acts. 1. Disclosing information about disputes or clients they know in the mediation process, unless otherwise agreed upon by disputing parties in writing or prescribed by law. 2. Violating the code of ethics applicable to commercial mediators. 3. Receiving or demanding any sum of money or benefit from involved parties in addition to remuneration and costs already agreed upon.
Chapter III – Order and Procedure of Mediation
Art. 11 – Mediation agreement. A mediation agreement may be established in the form of a mediation clause in a contract or in the form of a separate agreement. A mediation agreement must be made in writing.
Art. 12. [Summary] The parties select and appoint the commercial mediator, either directly or through a mediation institution.
Art. 13. [Summary] Rights and obligations of the disputing parties during the mediation process: freedom to choose/replace the mediator, to accept or reject the mediator's proposals, and to terminate the mediation at any time; duty to present truthful facts and cooperate in good faith.
Art. 14 – Mediation order and procedures. Involved parties may select to apply the Mediation Rule of a commercial mediation institution for conducting mediation or reach agreement on the mediation order and procedures. If the parties do not reach such agreement, the commercial mediator may conduct mediation according to the order and procedures he/she finds suitable to the circumstances of the dispute and the aspirations of the parties, which are accepted by the parties.
Art. 15 – Successful mediation result. When attaining a successful mediation result, involved parties shall make a written record thereof. This record is binding on the parties in accordance with the civil law. A written record of successful mediation result must contain the following principal contents: a/ Grounds for conducting mediation; b/ Basic information of involved parties; c/ Major circumstances of the dispute; d/ Agreement reached and solution.
Art. 16 – Recognition of the successful mediation result. A written record of successful mediation result shall be recognized in accordance with the civil procedure law. [Summary, explanatory note] The reference is to Vietnam's 2015 Civil Procedure Code, Articles 416–419, which set out a simplified, non-contentious court procedure for recognising the mediation record; only once recognised by the court does the record acquire the force of an enforceable title under the law on enforcement of civil judgments. An out-of-court commercial mediation agreement is therefore not, by itself, immediately enforceable.
Art. 17. [Summary] Mediation proceedings end when the parties reach agreement, when the mediator considers continuation unnecessary, or at the request of one or more parties.
[Chapters IV, V and VI, of an administrative/organisational nature (Vietnamese mediation institutions; foreign mediation institutions; State management and final provisions, including Article 43 on entry into force on 15 April 2017), are not reproduced in full.]
Traduzione francese
(Traduction des dispositions substantielles rapportées ci-dessus ; les passages marqués « [Résumé] » demeurent des résumés, non des citations littérales traduites.)
Chapitre I – Dispositions générales
Art. 1 – Champ d'application et destinataires. Le présent décret régit le champ, les principes, l'ordre et les procédures de règlement des litiges par la médiation commerciale, les médiateurs commerciaux, les institutions de médiation commerciale, les institutions étrangères de médiation commerciale opérant au Vietnam, ainsi que la gestion étatique de l'activité de médiation commerciale. [Résumé] Il s'applique aux médiateurs, aux institutions de médiation, aux autorités étatiques compétentes et aux autres organisations/personnes concernées.
Art. 2 – Litiges susceptibles de médiation. [Résumé] Le présent décret s'applique : 1) aux litiges découlant d'activités commerciales ; 2) aux litiges entre parties dont l'une au moins exerce une activité commerciale ; 3) aux autres litiges que la loi prévoit de pouvoir régler par la médiation.
Art. 3 – Définitions. La « médiation commerciale » désigne une méthode de règlement des litiges commerciaux convenue par les parties concernées, avec l'assistance d'un médiateur commercial agissant comme intermédiaire, conformément au présent décret. [Résumé] Le décret définit également : l'« accord de médiation » (l'accord des parties de régler par la médiation un litige déjà né ou éventuel) ; le « médiateur commercial » (personne physique conduisant la médiation, à titre ad hoc ou en tant que médiateur rattaché à une institution de médiation) ; le « résultat de médiation réussie », défini comme « l'accord entre les parties au litige sur le règlement, total ou partiel, du litige » ; ainsi que les notions de « médiateur commercial ad hoc » et de « médiation commerciale institutionnelle ».
Art. 4 – Principes. Les parties au litige participent à la médiation sur une base entièrement volontaire et sont égales en droits et obligations. Les informations relatives à une affaire de médiation doivent rester confidentielles, sauf accord écrit contraire des parties ou disposition légale contraire. [Résumé] Le contenu de l'accord conclu ne doit ni violer les interdictions légales ni contrevenir à la morale sociale, ni porter atteinte aux droits des tiers.
Art. 5 – Politiques de l'État. L'État encourage les parties au litige à recourir à la médiation commerciale pour régler les litiges dans le domaine commercial et les autres litiges que la loi permet de régler par ce moyen. L'État encourage également la mobilisation de ressources en faveur de l'activité de médiation commerciale et la formation des médiateurs et des institutions de médiation.
Art. 6 – Conditions de recours à la médiation commerciale. Un litige est réglé par la médiation commerciale si les parties ont conclu un accord de médiation. Les parties peuvent convenir de recourir à la médiation avant la survenance du litige, après celle-ci, ou à tout moment de la procédure de règlement.
Chapitre II – Médiateurs commerciaux (extrait)
Art. 7 – Critères applicables au médiateur commercial. Peut agir en tant que médiateur commercial la personne qui remplit pleinement les critères suivants : a) disposer de la pleine capacité civile d'exercice selon le Code civil ; posséder de bonnes qualités morales et une bonne réputation, et travailler de manière indépendante, impartiale et objective ; b) être titulaire d'un diplôme universitaire ou supérieur et justifier d'au moins 2 ans d'expérience professionnelle dans la discipline étudiée ; c) posséder des compétences en médiation et une connaissance du droit, des pratiques commerciales et des questions connexes. [Résumé] Ne peuvent être médiateurs commerciaux les personnes poursuivies pénalement, celles ayant un casier judiciaire non effacé, ou celles soumises à des mesures administratives de rééducation/internement.
Art. 8. [Résumé] Régit l'enregistrement des médiateurs commerciaux ad hoc auprès du Département de la Justice provincial de leur lieu de résidence, avec un délai de traitement de 7 jours ouvrables.
Art. 9 – Droits et obligations du médiateur commercial. Droits : a) accepter ou refuser d'exercer une activité de médiation commerciale ; b) refuser de fournir des informations relatives à un litige, sauf accord écrit des parties ou obligation légale ; c) percevoir une rémunération pour son activité de médiation commerciale, telle que convenue avec les parties. Obligations : a) respecter la loi et les codes d'éthique et de conduite applicables aux médiateurs commerciaux ; travailler de manière indépendante, impartiale, objective et honnête ; b) respecter l'accord conclu par les parties, pour autant qu'il ne viole pas la loi ni ne contrevienne à la morale sociale ; c) garder confidentielles les informations relatives aux litiges dont il assure la médiation, sauf accord écrit contraire des parties ou disposition légale contraire.
Art. 10 – Actes interdits. 1. Divulguer des informations sur les litiges ou les clients dont le médiateur a connaissance au cours de la médiation, sauf accord écrit contraire des parties ou disposition légale contraire. 2. Violer le code d'éthique applicable aux médiateurs commerciaux. 3. Recevoir ou exiger des parties des sommes d'argent ou des avantages s'ajoutant à la rémunération et aux frais déjà convenus.
Chapitre III – Ordre et procédure de la médiation
Art. 11 – Accord de médiation. L'accord de médiation peut être établi sous la forme d'une clause de médiation insérée dans un contrat, ou sous la forme d'un accord distinct. L'accord de médiation doit être conclu par écrit.
Art. 12. [Résumé] Les parties choisissent et désignent le médiateur commercial, directement ou par l'intermédiaire d'une institution de médiation.
Art. 13. [Résumé] Droits et obligations des parties au litige au cours de la procédure de médiation : liberté de choisir/remplacer le médiateur, d'accepter ou de refuser ses propositions, de mettre fin à la médiation à tout moment ; obligation d'exposer des faits véridiques et de coopérer de bonne foi.
Art. 14 – Ordre et procédure de la médiation. Les parties concernées peuvent choisir d'appliquer le règlement de médiation d'une institution de médiation commerciale pour conduire la médiation, ou convenir elles-mêmes de l'ordre et de la procédure de médiation. Si les parties ne parviennent pas à un tel accord, le médiateur commercial peut conduire la médiation selon l'ordre et la procédure qu'il estime adaptés aux circonstances du litige et aux souhaits des parties, sous réserve de leur acceptation.
Art. 15 – Résultat de médiation réussie. Lorsque les parties parviennent à un résultat de médiation réussie, elles établissent un procès-verbal écrit de ce résultat. Ce procès-verbal est contraignant pour les parties conformément au droit civil. Le procès-verbal écrit de résultat de médiation réussie doit contenir, comme contenu essentiel : a) le fondement juridique de la conduite de la médiation ; b) les informations essentielles d'identification des parties ; c) les principales circonstances du litige ; d) l'accord conclu et la solution retenue.
Art. 16 – Reconnaissance du résultat de médiation réussie. Le procès-verbal écrit de résultat de médiation réussie est examiné aux fins de reconnaissance conformément au droit de la procédure civile. [Résumé, note explicative] Il est renvoyé au Code de procédure civile vietnamien de 2015, articles 416 à 419, qui prévoient une procédure judiciaire simplifiée et non contentieuse de reconnaissance du procès-verbal ; ce n'est qu'après cette reconnaissance que le procès-verbal acquiert force de titre exécutoire en vertu de la loi sur l'exécution des jugements civils. L'accord de médiation commerciale extrajudiciaire n'est donc pas, en lui-même, immédiatement exécutoire.
Art. 17. [Résumé] La procédure de médiation prend fin lorsque les parties parviennent à un accord, lorsque le médiateur estime qu'il est inutile de la poursuivre, ou à la demande d'une ou plusieurs parties.
[Les chapitres IV, V et VI, de nature administrative/organisationnelle (institutions vietnamiennes de médiation, institutions étrangères, gestion étatique et dispositions finales, y compris l'article 43 relatif à l'entrée en vigueur le 15 avril 2017), ne sont pas reproduits intégralement.]
Traduzione spagnola
(Traducción de las disposiciones sustanciales reproducidas arriba; los pasajes marcados «[Resumen]» siguen siendo resúmenes, no citas literales traducidas.)
Capítulo I – Disposiciones generales
Art. 1 – Ámbito de aplicación y destinatarios. El presente Decreto regula el ámbito, los principios, el orden y los procedimientos para la resolución de controversias mediante mediación comercial, los mediadores comerciales, las instituciones de mediación comercial, las instituciones extranjeras de mediación comercial que operan en Vietnam, así como la gestión estatal de la actividad de mediación comercial. [Resumen] Se aplica a los mediadores, a las instituciones de mediación, a las autoridades estatales competentes y a las demás organizaciones/personas implicadas.
Art. 2 – Controversias susceptibles de mediación. [Resumen] El presente Decreto se aplica a: 1) las controversias derivadas de actividades comerciales; 2) las controversias entre partes en las que al menos una desarrolla actividad comercial; 3) las demás controversias que la ley prevea que puedan resolverse mediante mediación.
Art. 3 – Definiciones. Por "mediación comercial" se entiende el método de resolución de controversias comerciales acordado por las partes involucradas, con la asistencia de un mediador comercial que actúa como intermediario, conforme a lo dispuesto en el presente Decreto. [Resumen] El Decreto define además: el "acuerdo de mediación" (el acuerdo de las partes para resolver mediante mediación una controversia ya surgida o eventual); el "mediador comercial" (persona física que conduce la mediación, ya sea como mediador ad hoc o como mediador adscrito a una institución de mediación); el "resultado de mediación exitosa", definido como "el acuerdo entre las partes en controversia sobre la solución, total o parcial, de la controversia"; así como los conceptos de "mediador comercial ad hoc" y "mediación comercial institucional".
Art. 4 – Principios. Las partes en controversia participan en la mediación sobre una base enteramente voluntaria y en condiciones de igualdad de derechos y obligaciones. La información relativa a un caso de mediación debe mantenerse confidencial, salvo que las partes acuerden lo contrario por escrito o la ley disponga otra cosa. [Resumen] El contenido del acuerdo alcanzado no debe violar prohibiciones legales ni contravenir la moral social, ni perjudicar los derechos de terceros.
Art. 5 – Políticas del Estado. El Estado alienta a las partes en controversia a recurrir a la mediación comercial para resolver controversias en el ámbito comercial y otras controversias que la ley permita resolver por esta vía. El Estado también fomenta la movilización de recursos en apoyo de la actividad de mediación comercial y la formación de mediadores e instituciones de mediación.
Art. 6 – Condiciones para recurrir a la mediación comercial. Una controversia se resuelve mediante mediación comercial si las partes cuentan con un acuerdo de mediación. Las partes pueden acordar recurrir a la mediación antes de que surja la controversia, después de surgida, o en cualquier momento del proceso de resolución.
Capítulo II – Mediadores comerciales (extracto)
Art. 7 – Requisitos del mediador comercial. Puede actuar como mediador comercial la persona que reúna plenamente los siguientes requisitos: a) tener plena capacidad civil de obrar conforme al Código Civil; poseer buenas cualidades morales y prestigio, y actuar de manera independiente, imparcial y objetiva; b) poseer un título universitario o superior y contar con al menos 2 años de experiencia laboral en la disciplina cursada; c) poseer habilidades de mediación y conocimiento del derecho, las prácticas comerciales y empresariales y las cuestiones conexas. [Resumen] No pueden ser mediadores comerciales las personas sometidas a proceso penal, las que tengan antecedentes penales no cancelados, o las sujetas a medidas administrativas de reeducación/internamiento.
Art. 8. [Resumen] Regula el registro de los mediadores comerciales ad hoc ante el Departamento de Justicia provincial de su lugar de residencia, con un plazo de tramitación de 7 días hábiles.
Art. 9 – Derechos y obligaciones del mediador comercial. Derechos: a) aceptar o rechazar realizar actividades de mediación comercial; b) negarse a proporcionar información relativa a una controversia, salvo que las partes lo acuerden por escrito o la ley lo exija; c) percibir una remuneración por su actividad de mediación comercial, conforme a lo acordado con las partes. Obligaciones: a) cumplir la ley y los códigos de ética y conducta aplicables a los mediadores comerciales; actuar de manera independiente, imparcial, objetiva y honesta; b) respetar el acuerdo alcanzado por las partes, siempre que no viole la ley ni contravenga la moral social; c) mantener confidencial la información relativa a las controversias cuya mediación conduce, salvo acuerdo escrito contrario de las partes o disposición legal en contrario.
Art. 10 – Actos prohibidos. 1. Divulgar información sobre las controversias o los clientes de los que tenga conocimiento durante el proceso de mediación, salvo acuerdo escrito contrario de las partes o disposición legal en contrario. 2. Vulnerar el código de ética aplicable a los mediadores comerciales. 3. Recibir o exigir a las partes sumas de dinero o beneficios adicionales a la remuneración y los costos ya acordados.
Capítulo III – Orden y procedimiento de la mediación
Art. 11 – Acuerdo de mediación. El acuerdo de mediación puede establecerse en forma de cláusula de mediación incluida en un contrato, o como acuerdo independiente. El acuerdo de mediación debe formalizarse por escrito.
Art. 12. [Resumen] Las partes eligen y designan al mediador comercial, directamente o a través de una institución de mediación.
Art. 13. [Resumen] Derechos y obligaciones de las partes en controversia durante el procedimiento de mediación: libertad de elegir/sustituir al mediador, de aceptar o rechazar sus propuestas, de poner fin a la mediación en cualquier momento; deber de exponer hechos veraces y cooperar de buena fe.
Art. 14 – Orden y procedimiento de la mediación. Las partes involucradas pueden optar por aplicar el Reglamento de Mediación de una institución de mediación comercial para llevar a cabo la mediación, o acordar por sí mismas el orden y el procedimiento de mediación. Si las partes no llegan a tal acuerdo, el mediador comercial puede conducir la mediación conforme al orden y procedimiento que considere adecuados a las circunstancias de la controversia y a las expectativas de las partes, siempre que estas los acepten.
Art. 15 – Resultado de mediación exitosa. Cuando las partes alcanzan un resultado de mediación exitosa, deben levantar un acta escrita de dicho resultado. Esta acta es vinculante para las partes conforme al derecho civil. El acta escrita del resultado de mediación exitosa debe contener, como contenido esencial: a) el fundamento jurídico de la mediación; b) los datos esenciales de identificación de las partes; c) las principales circunstancias de la controversia; d) el acuerdo alcanzado y la solución adoptada.
Art. 16 – Reconocimiento del resultado de mediación exitosa. El acta escrita del resultado de mediación exitosa se somete a examen para su reconocimiento conforme a lo dispuesto por el derecho procesal civil. [Resumen, nota explicativa] La remisión es al Código de Procedimiento Civil de Vietnam de 2015, artículos 416 a 419, que prevén un procedimiento judicial simplificado y no contencioso para el reconocimiento del acta; solo tras dicho reconocimiento el acta adquiere fuerza de título ejecutivo conforme a la ley de ejecución de sentencias civiles. El acuerdo de mediación comercial extrajudicial no es, por tanto, inmediatamente ejecutivo por sí mismo.
Art. 17. [Resumen] El procedimiento de mediación termina cuando las partes alcanzan un acuerdo, cuando el mediador considera innecesario continuar, o a petición de una o varias partes.
[Los Capítulos IV, V y VI, de naturaleza administrativa/organizativa (instituciones vietnamitas de mediación, instituciones extranjeras, gestión estatal y disposiciones finales, incluido el artículo 43 sobre la entrada en vigor el 15 de abril de 2017), no se reproducen íntegramente.]
Atto approvato, non ancora in vigore: Legge 16/2026/QH16 sulla conciliazione di base (Luật Hòa giải ở cơ sở)
Data di verifica: 03/10/2026.
La legge è stata approvata dall'Assemblea nazionale il 24/08/2026 (XVI legislatura, prima sessione straordinaria) ed entra in vigore il 01/03/2027 (art. 34); dalla stessa data cessa di avere efficacia la Legge n. 35/2013/QH13. Disciplina la conciliazione di base (hòa giải ở cơ sở) nei villaggi e nei gruppi residenziali e, ai sensi dell'art. 1 comma 2, non si applica alla conciliazione commerciale, che resta regolata dall'atto descritto sopra. La pagina sarà aggiornata alla data di entrata in vigore.
Atto: Luật Hòa giải ở cơ sở, Luật số 16/2026/QH16, Hà Nội, 24 agosto 2026. Entrata in vigore: 01/03/2027.
Fonti consultate: numero, data ed efficacia confermati dalla scheda ufficiale del Governo (vanban.chinhphu.vn e congbao.chinhphu.vn, con PDF firmato pubblicato su datafiles.chinhphu.vn, disponibile solo come scansione); il testo integrale riportato qui è stato letto sulla banca dati giuridica thuvienphapluat.vn, perché il PDF ufficiale non è leggibile come testo. Fa fede il testo ufficiale pubblicato dagli organi competenti.
Legge 16/2026/QH16 – testo originale (vietnamita)
QUỐC HỘI
CỘNG HÒA XÃ HỘI CHỦ NGHĨA VIỆT NAM
Độc lập - Tự do - Hạnh phúc
Luật số: 16/2026/QH16
Hà Nội, ngày 24 tháng 8 năm 2026.
LUẬT
HÒA GIẢI Ở CƠ SỞ
Căn cứ Hiến pháp nước Cộng hòa xã hội chủ nghĩa Việt Nam đã được sửa đổi, bổ sung một số điều theo Nghị quyết số 203/2025/QH15;
Quốc hội ban hành Luật Hòa giải ở cơ sở.
Điều 1. Phạm vi điều chỉnh
1. Luật này quy định nguyên tắc, chính sách của Nhà nước về hòa giải ở cơ sở; hòa giải viên, tổ hòa giải, người được mời tham gia hòa giải, các bên trong hòa giải ở cơ sở; hoạt động hòa giải ở cơ sở; trách nhiệm của cơ quan, tổ chức trong hòa giải ở cơ sở.
2. Luật này không áp dụng đối với hoạt động hòa giải của tòa án, trọng tài, hòa giải thương mại, hòa giải lao động, hòa giải tại Ủy ban nhân dân xã, phường, đặc khu (sau đây gọi chung là cấp xã) và hoạt động hòa giải được luật khác quy định.
Điều 2. Giải thích từ ngữ
Trong Luật này, các từ ngữ dưới đây được hiểu như sau:
1. Hòa giải ở cơ sở là việc hòa giải viên và người được mời tham gia hòa giải (nếu có) hỗ trợ, giúp đỡ các bên đạt được thỏa thuận, tự nguyện giải quyết mâu thuẫn, tranh chấp, vi phạm pháp luật theo quy định của Luật này.
2. Cơ sở là thôn, xóm, làng, ấp, bản, buôn, bon, phum, sóc (sau đây gọi chung là thôn); tổ dân phố, khu phố, khối phố, khóm, tiểu khu (sau đây gọi chung là tổ dân phố).
3. Các bên là cá nhân, nhóm cá nhân, hộ gia đình, nhóm hộ gia đình, tổ chức có mâu thuẫn, tranh chấp, vi phạm pháp luật theo quy định của Luật này.
4. Hòa giải viên là người được công nhận để thực hiện hoạt động hòa giải ở cơ sở.
5. Tổ hòa giải là tổ chức tự quản của Nhân dân được thành lập ở thôn, tổ dân phố để hoạt động hòa giải ở cơ sở.
6. Người được mời tham gia hòa giải là cá nhân hoặc đại diện cơ quan, tổ chức thực hiện việc tư vấn, hỗ trợ, trực tiếp tham gia vụ, việc hòa giải cùng hòa giải viên.
7. Hòa giải thành là trường hợp các bên đạt được thỏa thuận thông qua hòa giải ở cơ sở.
8. Hòa giải không thành là trường hợp các bên không đạt được thỏa thuận sau khi đã hòa giải ở cơ sở.
Điều 3. Phạm vi hòa giải ở cơ sở
1. Việc hòa giải ở cơ sở được tiến hành đối với các mâu thuẫn, tranh chấp, vi phạm pháp luật, trừ các trường hợp sau đây:
a) Mâu thuẫn, tranh chấp, vi phạm pháp luật xâm phạm lợi ích quốc gia, dân tộc, lợi ích công cộng theo quy định của pháp luật;
b) Mâu thuẫn, tranh chấp phát sinh từ giao dịch dân sự vi phạm điều cấm của luật hoặc trái đạo đức xã hội theo quy định của pháp luật;
c) Vi phạm pháp luật mà theo quy định bị truy cứu trách nhiệm hình sự hoặc bị xử lý vi phạm hành chính, trừ trường hợp pháp luật có quy định khác;
d) Mâu thuẫn, tranh chấp, vi phạm pháp luật khác không được hòa giải ở cơ sở theo quy định của pháp luật.
2. Chính phủ quy định chi tiết Điều này.
Điều 4. Nguyên tắc tổ chức, hoạt động hòa giải ở cơ sở
1. Tôn trọng sự tự nguyện của các bên; không bắt buộc, áp đặt các bên; khách quan, công bằng, kịp thời, có lý, có tình; bảo mật thông tin quy định tại Điều 5 của Luật này.
2. Tuân thủ pháp luật, phù hợp với đạo đức xã hội, phong tục, tập quán tốt đẹp; phát huy tinh thần đoàn kết, tương trợ, giúp đỡ lẫn nhau giữa các thành viên trong gia đình, dòng họ, cộng đồng dân cư; quan tâm đến quyền, lợi ích hợp pháp của trẻ em, phụ nữ, người khuyết tật, người cao tuổi và người dân tộc thiểu số.
3. Tôn trọng ý chí, quyền, lợi ích hợp pháp của các bên; không xâm phạm lợi ích quốc gia, dân tộc, lợi ích công cộng, quyền, lợi ích hợp pháp của người khác.
4. Bảo đảm bình đẳng giới trong tổ chức và hoạt động hòa giải ở cơ sở.
5. Không lợi dụng hòa giải ở cơ sở để ngăn cản các bên liên quan bảo vệ quyền, lợi ích hợp pháp của mình theo quy định của pháp luật hoặc trốn tránh việc bị xử lý vi phạm hành chính, xử lý hình sự, trốn tránh nghĩa vụ với Nhà nước và nghĩa vụ với các cơ quan, tổ chức, cá nhân khác.
6. Hoạt động hòa giải ở cơ sở được tiến hành linh hoạt, thuận lợi cho các bên, phù hợp với tình hình thực tế và đặc điểm của từng vụ, việc hòa giải.
7. Tiếng nói, chữ viết dùng trong hòa giải ở cơ sở là tiếng Việt. Trường hợp các bên là người dân tộc thiểu số dùng tiếng nói, chữ viết của dân tộc mình thì phải có người phiên dịch; các bên là người khuyết tật nghe, nói hoặc khuyết tật nhìn được hỗ trợ để dùng ngôn ngữ ký hiệu, chữ dành riêng cho người khuyết tật.
Điều 5. Bảo mật thông tin trong hòa giải ở cơ sở
1. Hòa giải viên, các bên, người được mời tham gia hòa giải, người phiên dịch và cơ quan, tổ chức, cá nhân liên quan khác có trách nhiệm giữ bí mật nhà nước, bí mật thông tin về đời sống riêng tư, bí mật cá nhân, bí mật gia đình, bí mật kinh doanh của các bên và thông tin khác theo quy định của pháp luật, trừ trường hợp có thỏa thuận hoặc pháp luật có quy định khác.
2. Trong quá trình hòa giải chỉ được ghi chép để phục vụ cho việc hòa giải và phải bảo mật nội dung đã ghi chép, không được ghi âm, ghi hình, trừ trường hợp các bên có thỏa thuận hoặc pháp luật có quy định khác.
3. Cơ quan, tổ chức, cá nhân vi phạm quy định tại khoản 1 và khoản 2 Điều này thì bị xử lý theo quy định của pháp luật.
Điều 6. Chính sách của Nhà nước về hòa giải ở cơ sở
1. Khuyến khích các bên giải quyết mâu thuẫn, tranh chấp thông qua hòa giải ở cơ sở.
2. Khuyến khích những người có uy tín trong gia đình, dòng họ, cộng đồng dân cư; người có trình độ pháp lý, có kiến thức chuyên môn, kiến thức xã hội; người biết tiếng nói, chữ viết của người dân tộc thiểu số, ngôn ngữ ký hiệu, chữ dành riêng cho người khuyết tật và những người có uy tín khác tham gia hòa giải ở cơ sở.
3. Phát huy vai trò nòng cốt của Mặt trận Tổ quốc Việt Nam và các tổ chức thành viên của Mặt trận trong công tác hòa giải ở cơ sở.
4. Tạo điều kiện cho công tác hòa giải ở cơ sở hoạt động hiệu quả; khuyến khích tổ chức, cá nhân đóng góp, hỗ trợ công tác hòa giải ở cơ sở.
5. Khuyến khích ứng dụng công nghệ thông tin, chuyển đổi số; trang bị phương tiện kỹ thuật cho công tác hòa giải ở cơ sở.
Điều 7. Kinh phí cho công tác hòa giải ở cơ sở
1. Nhà nước bảo đảm kinh phí cho công tác hòa giải ở cơ sở từ nguồn ngân sách nhà nước.
Ngân sách trung ương hỗ trợ đối với các địa phương chưa cân đối được ngân sách để thực hiện công tác hòa giải ở cơ sở theo quy định của pháp luật về ngân sách nhà nước.
2. Khuyến khích các cơ quan, tổ chức, doanh nghiệp, cá nhân sử dụng nguồn kinh phí hợp pháp hỗ trợ công tác hòa giải ở cơ sở.
3. Việc quản lý, sử dụng kinh phí cho công tác hòa giải ở cơ sở thực hiện theo quy định của pháp luật về ngân sách nhà nước và quy định khác của pháp luật có liên quan.
4. Chính phủ quy định chi tiết Điều này.
Chương II
HÒA GIẢI VIÊN, TỔ HÒA GIẢI, NGƯỜI ĐƯỢC MỜI THAM GIA HÒA GIẢI, CÁC BÊN TRONG HÒA GIẢI Ở CƠ SỞ
Mục 1. HÒA GIẢI VIÊN
Điều 8. Tiêu chuẩn của hòa giải viên
1. Là công dân Việt Nam cư trú tại cơ sở.
2. Có năng lực hành vi dân sự đầy đủ.
3. Có phẩm chất đạo đức tốt, có uy tín trong cộng đồng dân cư.
4. Có khả năng thuyết phục, vận động Nhân dân; có hiểu biết pháp luật.
5. Không trong thời hạn xử lý kỷ luật, thi hành quyết định xử lý kỷ luật; không trong thời gian bị áp dụng biện pháp xử lý hành chính hoặc bị truy cứu trách nhiệm hình sự hoặc đang chấp hành án hình sự hoặc chưa được xóa án tích.
Điều 9. Bầu hòa giải viên
1. Người có đủ tiêu chuẩn quy định tại Điều 8 của Luật này tự nguyện tham gia hòa giải ở cơ sở có quyền ứng cử hoặc được Ban công tác Mặt trận phối hợp với các tổ chức thành viên của Mặt trận giới thiệu vào danh sách bầu hòa giải viên.
2. Trưởng ban công tác Mặt trận chủ trì, phối hợp với Trưởng thôn, Tổ trưởng tổ dân phố tổ chức bầu hòa giải viên tại thôn, tổ dân phố hoặc tại từng cụm dân cư bằng một hoặc kết hợp một số hình thức sau đây:
a) Biểu quyết công khai hoặc bỏ phiếu kín tại cuộc họp đại diện các hộ gia đình;
b) Phát phiếu lấy ý kiến đại diện các hộ gia đình;
c) Biểu quyết trực tuyến.
3. Kết quả bầu hòa giải viên được xác định như sau:
a) Người được đề nghị công nhận là hòa giải viên phải đạt trên 50% tổng số đại diện hộ gia đình trong thôn, tổ dân phố đồng ý;
b) Trường hợp số người đạt trên 50% tổng số đại diện hộ gia đình trong thôn, tổ dân phố đồng ý nhiều hơn số lượng hòa giải viên trong tổ hòa giải quy định tại khoản 2 Điều 15 của Luật này thì danh sách người được đề nghị công nhận là hòa giải viên được lập theo kết quả bầu từ cao xuống thấp.
4. Trường hợp số người được bầu không bảo đảm thành phần hoặc không đủ số lượng hòa giải viên trong tổ hòa giải quy định tại khoản 1 và khoản 2 Điều 15 của Luật này thì tổ chức bầu bổ sung.
5. Trường hợp tất cả người trong danh sách bầu hòa giải viên không đáp ứng quy định tại điểm a khoản 3 Điều này thì tổ chức bầu lại.
6. Chính phủ quy định chi tiết Điều này.
Điều 10. Chỉ định hòa giải viên
1. Việc chỉ định hòa giải viên thuộc một trong các trường hợp sau đây:
a) Đã tổ chức bầu bổ sung nhưng số người được bầu không bảo đảm thành phần hoặc không đủ số lượng hòa giải viên trong tổ hòa giải quy định tại khoản 1 và khoản 2 Điều 15 của Luật này;
b) Đã tổ chức bầu lại nhưng số người được bầu không bảo đảm thành phần hoặc không đủ số lượng hòa giải viên trong tổ hòa giải quy định tại khoản 1 và khoản 2 Điều 15 của Luật này hoặc tất cả người trong danh sách bầu hòa giải viên không đáp ứng quy định tại điểm a khoản 3 Điều 9 của Luật này;
c) Không thể tổ chức bầu bằng các hình thức quy định tại khoản 2 Điều 9 của Luật này do sự kiện bất khả kháng theo quy định của pháp luật.
2. Người được chỉ định làm hòa giải viên phải có đủ tiêu chuẩn quy định tại Điều 8 của Luật này tự nguyện tham gia hòa giải ở cơ sở và không thuộc trường hợp đã được đưa ra bầu mà không đáp ứng quy định tại điểm a khoản 3 Điều 9 của Luật này.
3. Người thuộc trường hợp quy định tại khoản 2 Điều này có quyền ứng cử hoặc được giới thiệu vào danh sách đề nghị công nhận hòa giải viên.
4. Trưởng ban công tác Mặt trận chủ trì, phối hợp với Trưởng thôn, Tổ trưởng tổ dân phố tổ chức lựa chọn người thuộc trường hợp quy định tại khoản 3 Điều này để giới thiệu vào danh sách đề nghị công nhận hòa giải viên.
5. Chính phủ quy định chi tiết Điều này.
Điều 11. Công nhận hòa giải viên
1. Căn cứ kết quả bầu hòa giải viên quy định tại Điều 9 của Luật này và danh sách giới thiệu đề nghị công nhận hòa giải viên quy định tại khoản 4 Điều 10 của Luật này, Trưởng ban công tác Mặt trận lập danh sách người được đề nghị công nhận hòa giải viên để Chủ tịch Ủy ban nhân dân cấp xã quyết định công nhận hòa giải viên.
2. Quyết định công nhận hòa giải viên được gửi cho Ban thường trực Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cấp xã, Trưởng ban công tác Mặt trận, Trưởng thôn, Tổ trưởng tổ dân phố, hòa giải viên và thông báo công khai ở thôn, tổ dân phố.
3. Đối với hòa giải viên được công nhận thuộc trường hợp chỉ định quy định tại Điều 10 của Luật này, trong thời hạn 03 năm kể từ ngày ban hành quyết định công nhận, Trưởng ban công tác Mặt trận chủ trì tổ chức bầu hòa giải viên quy định tại Điều 9 của Luật này.
4. Chính phủ quy định chi tiết Điều này.
Điều 12. Quyền của hòa giải viên
1. Thực hiện hoạt động hòa giải ở cơ sở.
2. Đề nghị các bên có liên quan cung cấp thông tin, tài liệu liên quan đến vụ, việc hòa giải.
3. Tham gia sinh hoạt, thảo luận và quyết định nội dung, phương thức hoạt động của tổ hòa giải.
4. Được bồi dưỡng, tập huấn kiến thức pháp luật, nghiệp vụ và kỹ năng hòa giải; được cung cấp tài liệu liên quan đến hoạt động hòa giải.
5. Hưởng thù lao theo vụ, việc khi thực hiện hòa giải.
6. Được khen thưởng theo quy định của pháp luật về thi đua, khen thưởng.
7. Được hỗ trợ, tạo điều kiện để khắc phục hậu quả nếu gặp tai nạn hoặc rủi ro ảnh hưởng đến sức khỏe, tính mạng trong khi thực hiện hoạt động hòa giải.
8. Mời người tham gia hòa giải quy định tại Điều 19 của Luật này.
9. Được đề nghị Ủy ban nhân dân cấp xã, Công an cấp xã bảo đảm an ninh, trật tự khi tiến hành hòa giải trong trường hợp nhận thấy mâu thuẫn, tranh chấp, vi phạm pháp luật có thể dẫn đến hành vi bạo lực gây ảnh hưởng đến sức khỏe, tính mạng của hòa giải viên, các bên và những người khác tham gia hòa giải hoặc gây mất trật tự công cộng.
10. Được hỗ trợ khi ứng dụng công nghệ thông tin, chuyển đổi số trong thực hiện các hoạt động hòa giải ở cơ sở bảo đảm phù hợp với điều kiện thực tiễn.
11. Được kiến nghị, đề xuất cơ quan, tổ chức, cá nhân có thẩm quyền về các vấn đề liên quan đến hoạt động hòa giải.
12. Chính phủ quy định chi tiết khoản 5 và khoản 7 Điều này.
Điều 13. Nghĩa vụ của hòa giải viên
1. Tiến hành hòa giải khi có căn cứ quy định tại Điều 23 của Luật này.
2. Tuân thủ các nguyên tắc quy định tại Điều 4 của Luật này.
3. Từ chối tiến hành hòa giải nếu có quyền lợi, nghĩa vụ liên quan đến vụ, việc hòa giải hoặc vì lý do khác dẫn đến không thể bảo đảm khách quan, công bằng trong hòa giải.
4. Thông báo kịp thời cho Tổ trưởng tổ hòa giải trong trường hợp trực tiếp đề nghị Ủy ban nhân dân cấp xã, Công an cấp xã bảo đảm an ninh, trật tự quy định tại khoản 9 Điều 12 của Luật này; phối hợp thực hiện các biện pháp phòng ngừa trong trường hợp nhận thấy mâu thuẫn, tranh chấp có thể dẫn đến hành vi bạo lực gây ảnh hưởng đến sức khỏe, tính mạng của các bên và của những người khác tham gia hòa giải (nếu có) hoặc gây mất trật tự công cộng.
5. Thông báo kịp thời cho Tổ trưởng tổ hòa giải để báo cáo cơ quan có thẩm quyền xử lý trong trường hợp phát hiện mâu thuẫn, tranh chấp có dấu hiệu vi phạm pháp luật hành chính hoặc vi phạm pháp luật hình sự.
6. Đề xuất Ủy ban nhân dân cấp xã hỗ trợ bố trí người phiên dịch theo đề nghị của các bên.
7. Lập văn bản về kết quả hòa giải sau khi kết thúc hòa giải quy định tại Điều 29 của Luật này.
8. Tham gia bồi dưỡng, tập huấn kiến thức pháp luật, nghiệp vụ và kỹ năng hòa giải do cơ quan, tổ chức có thẩm quyền tổ chức.
Điều 14. Thôi làm hòa giải viên, thôi làm Tổ trưởng tổ hòa giải
1. Việc thôi làm hòa giải viên được thực hiện khi thuộc một trong các trường hợp sau đây:
a) Theo nguyện vọng của hòa giải viên;
b) Không còn đáp ứng một trong các tiêu chuẩn của hòa giải viên quy định tại Điều 8 của Luật này;
c) Vi phạm nguyên tắc quy định tại Điều 4 của Luật này.
2. Việc thôi làm Tổ trưởng tổ hòa giải được thực hiện khi thuộc một trong các trường hợp sau đây:
a) Theo nguyện vọng của Tổ trưởng tổ hòa giải;
b) Không hoàn thành nghĩa vụ của Tổ trưởng tổ hòa giải quy định tại Điều 18 của Luật này.
3. Trường hợp thôi làm hòa giải viên quy định tại khoản 1 Điều này thì Tổ trưởng tổ hòa giải đề nghị Trưởng ban công tác Mặt trận chủ trì, phối hợp với Trưởng thôn, Tổ trưởng tổ dân phố có văn bản đề nghị Chủ tịch Ủy ban nhân dân cấp xã quyết định thôi làm hòa giải viên.
4. Trường hợp thôi làm hòa giải viên đối với Tổ trưởng tổ hòa giải quy định tại khoản 1 Điều này và thôi làm Tổ trưởng tổ hòa giải quy định tại khoản 2 Điều này thì Trưởng ban công tác Mặt trận chủ trì, phối hợp với Trưởng thôn, Tổ trưởng tổ dân phố có văn bản đề nghị Chủ tịch Ủy ban nhân dân cấp xã quyết định thôi làm hòa giải viên, thôi làm Tổ trưởng tổ hòa giải.
5. Quyết định thôi làm hòa giải viên, thôi làm Tổ trưởng tổ hòa giải được gửi Ban thường trực Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cấp xã, Trưởng ban công tác Mặt trận, Trưởng thôn, Tổ trưởng tổ dân phố, hòa giải viên và thông báo công khai ở thôn, tổ dân phố.
6. Chính phủ quy định chi tiết Điều này.
Mục 2. TỔ HÒA GIẢI
Điều 15. Tổ chức của tổ hòa giải
1. Tổ hòa giải có Tổ trưởng và các hòa giải viên. Mỗi tổ hòa giải có từ 03 hòa giải viên trở lên, trong đó có hòa giải viên nữ. Đối với địa bàn có nhiều đồng bào dân tộc thiểu số, tổ hòa giải phải có hòa giải viên là người dân tộc thiểu số bảo đảm phù hợp với đặc điểm dân cư của địa phương.
2. Chủ tịch Ủy ban nhân dân cấp xã quyết định số lượng tổ hòa giải trên địa bàn cấp xã, số lượng tổ hòa giải trong một thôn, tổ dân phố và số lượng hòa giải viên trong một tổ hòa giải căn cứ vào đặc điểm, tình hình kinh tế - xã hội, dân số của địa phương và đề nghị của Ban thường trực Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cấp xã.
3. Hằng năm, Trưởng ban công tác Mặt trận chủ trì, phối hợp với Tổ trưởng tổ hòa giải tiến hành rà soát, đánh giá về tổ chức, hoạt động của tổ hòa giải và kiến nghị Ban thường trực Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cấp xã để đề nghị Chủ tịch Ủy ban nhân dân cấp xã kiện toàn tổ hòa giải.
Điều 16. Trách nhiệm của tổ hòa giải
1. Tổ chức thực hiện hòa giải.
2. Tổ chức trao đổi kinh nghiệm, thảo luận các giải pháp để tiến hành hòa giải vụ, việc phức tạp.
3. Phối hợp với Ban công tác Mặt trận, Chi hội Phụ nữ, Chi đoàn Thanh niên, Chi hội Cựu chiến binh, Chi hội Nông dân, Chi hội Người cao tuổi, Tổ bảo vệ an ninh, trật tự, các tổ hòa giải và tổ chức, cá nhân khác trong hoạt động hòa giải ở cơ sở.
4. Kiến nghị với Ban thường trực Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cấp xã, Ủy ban nhân dân cấp xã về hoạt động hòa giải ở cơ sở.
5. Đề nghị khen thưởng tổ hòa giải, hòa giải viên, người được mời tham gia hòa giải có thành tích xuất sắc trong công tác hòa giải ở cơ sở.
Điều 17. Tổ trưởng tổ hòa giải
1. Tổ trưởng tổ hòa giải do hòa giải viên bầu trong số các hòa giải viên để phụ trách tổ hòa giải.
2. Việc bầu Tổ trưởng tổ hòa giải được thực hiện dưới sự chủ trì của Trưởng ban công tác Mặt trận bằng một hoặc kết hợp một số hình thức sau đây:
a) Biểu quyết công khai hoặc bỏ phiếu kín tại cuộc họp;
b) Biểu quyết trực tuyến.
3. Người được đề nghị công nhận là Tổ trưởng tổ hòa giải phải đạt trên 50% tổng số hòa giải viên của tổ hòa giải đồng ý và là người có số phiếu bầu cao nhất.
4. Trưởng ban công tác Mặt trận có văn bản đề nghị công nhận Tổ trưởng tổ hòa giải để Chủ tịch Ủy ban nhân dân cấp xã quyết định công nhận.
5. Quyết định công nhận Tổ trưởng tổ hòa giải được gửi cho Ban thường trực Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cấp xã, Trưởng ban công tác Mặt trận, Trưởng thôn, Tổ trưởng tổ dân phố, Tổ trưởng tổ hòa giải và thông báo công khai ở thôn, tổ dân phố.
6. Chính phủ quy định chi tiết Điều này.
Điều 18. Quyền và nghĩa vụ của Tổ trưởng tổ hòa giải
1. Phân công, phối hợp hoạt động của các hòa giải viên.
2. Đại diện cho tổ hòa giải trong quan hệ với Trưởng ban công tác Mặt trận, Trưởng thôn, Tổ trưởng tổ dân phố và cơ quan, tổ chức, cá nhân khác trong thực hiện trách nhiệm của tổ hòa giải.
3. Đề nghị cho thôi làm hòa giải viên quy định tại khoản 3 Điều 14 của Luật này.
4. Báo cáo kịp thời với Chủ tịch Ủy ban nhân dân cấp xã và cơ quan có thẩm quyền về các vụ, việc quy định tại khoản 5 Điều 13 của Luật này.
5. Báo cáo hằng năm, đột xuất về tổ chức và hoạt động của tổ hòa giải với Ủy ban nhân dân, Ban thường trực Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cấp xã.
6. Phối hợp với Tổ trưởng tổ hòa giải khác để trao đổi kinh nghiệm hoặc tiến hành hòa giải những vụ, việc liên quan đến các thôn, tổ dân phố khác nhau.
7. Thực hiện thủ tục đề nghị thanh toán thù lao theo vụ, việc hòa giải cho hòa giải viên trong tổ hòa giải và cho người được mời tham gia hòa giải quy định tại điểm b khoản 2 Điều 19 của Luật này, kinh phí hoạt động của tổ hòa giải theo quy định của pháp luật.
8. Có các quyền, nghĩa vụ của hòa giải viên quy định tại Điều 12 và Điều 13 của Luật này.
Mục 3. NGƯỜI ĐƯỢC MỜI THAM GIA HÒA GIẢI
Điều 19. Người được mời tham gia hòa giải
1. Những người được mời tham gia hòa giải bao gồm già làng, trưởng bản, chức sắc, chức việc tôn giáo; người có uy tín trong dòng họ, ở nơi sinh sống, nơi làm việc; người biết rõ vụ, việc; người có trình độ pháp lý, có kinh nghiệm, kiến thức chuyên môn, kiến thức xã hội, đại diện của cơ quan, tổ chức có liên quan đến vụ, việc.
2. Hình thức tham gia hòa giải của người được mời bao gồm:
a) Tư vấn, hỗ trợ kiến thức, phương thức, kỹ năng hòa giải cho hòa giải viên;
b) Trực tiếp tham gia hòa giải vụ, việc cùng với hòa giải viên.
3. Việc mời người tham gia hòa giải được thực hiện như sau:
a) Hòa giải viên mời người tham gia hòa giải đối với trường hợp quy định tại điểm a khoản 2 Điều này;
b) Hòa giải viên mời người tham gia hòa giải khi có sự đồng ý của các bên hoặc các bên thống nhất mời đối với trường hợp quy định tại điểm b khoản 2 Điều này. Người được mời tham gia hòa giải không thay thế tư cách chủ trì của hòa giải viên trong quá trình hòa giải vụ, việc.
4. Cơ quan, tổ chức quản lý người được mời tham gia hòa giải có trách nhiệm tạo điều kiện để người được mời tham gia hoạt động hòa giải theo quy định của pháp luật.
Điều 20. Quyền của người được mời tham gia hòa giải
1. Người được mời tham gia hòa giải quy định tại điểm a khoản 2 Điều 19 của Luật này có các quyền quy định tại khoản 6, khoản 11 Điều 12 của Luật này và các quyền sau đây:
a) Đề nghị hòa giải viên cung cấp thông tin, tài liệu liên quan đến vụ, việc hòa giải;
b) Được cơ quan, tổ chức quản lý người được mời tạo điều kiện tham gia hòa giải;
c) Tham gia thảo luận về giải pháp và nội dung hòa giải;
d) Được hỗ trợ tài liệu, phổ biến pháp luật phục vụ hoạt động hòa giải.
2. Người được mời tham gia hòa giải quy định tại điểm b khoản 2 Điều 19 của Luật này có các quyền quy định tại khoản 1 Điều này và các quyền sau đây:
a) Được hưởng thù lao theo vụ, việc khi thực hiện hòa giải;
b) Được hỗ trợ, tạo điều kiện để khắc phục hậu quả nếu gặp tai nạn hoặc rủi ro ảnh hưởng đến sức khỏe, tính mạng trong khi thực hiện hoạt động hòa giải.
3. Chính phủ quy định chi tiết điểm a và điểm b khoản 2 Điều này.
Điều 21. Nghĩa vụ của người được mời tham gia hòa giải
1. Tuân thủ các nguyên tắc quy định tại Điều 4 của Luật này.
2. Từ chối tham gia hòa giải nếu có quyền lợi, nghĩa vụ liên quan đến vụ, việc hòa giải hoặc vì lý do khác dẫn đến không thể bảo đảm khách quan, công bằng trong hòa giải.
3. Phối hợp với hòa giải viên trực tiếp tiến hành hòa giải thực hiện các biện pháp phòng ngừa trong trường hợp nhận thấy mâu thuẫn, tranh chấp có thể dẫn đến hành vi bạo lực gây ảnh hưởng đến sức khỏe, tính mạng của hòa giải viên, của các bên và của những người khác tham gia hòa giải (nếu có) hoặc gây mất trật tự công cộng.
Mục 4. CÁC BÊN TRONG HÒA GIẢI
Điều 22. Quyền và nghĩa vụ của các bên trong hòa giải
1. Các bên trong hòa giải có các quyền sau đây:
a) Lựa chọn, đề xuất hoặc đề nghị thay đổi hòa giải viên, người được mời tham gia hòa giải, người phiên dịch; lựa chọn, đề xuất hình thức, địa điểm, thời gian để tiến hành hòa giải;
b) Đồng ý hoặc từ chối hòa giải; yêu cầu tạm dừng hoặc chấm dứt hòa giải;
c) Yêu cầu việc hòa giải được tiến hành công khai hoặc không công khai;
d) Được bày tỏ ý chí và quyết định về nội dung hòa giải;
đ) Đề nghị hòa giải viên đề xuất Ủy ban nhân dân cấp xã hỗ trợ bố trí người phiên dịch trong trường hợp các bên không thể tự bố trí người phiên dịch;
e) Yêu cầu hòa giải viên lập văn bản về kết quả hòa giải sau khi kết thúc hòa giải;
g) Yêu cầu Tòa án nhân dân có thẩm quyền công nhận kết quả hòa giải thành theo quy định của pháp luật về tố tụng dân sự.
2. Các bên trong hòa giải có các nghĩa vụ sau đây:
a) Trình bày đúng sự thật các tình tiết của vụ, việc; cung cấp thông tin, tài liệu có liên quan;
b) Tôn trọng hòa giải viên, người được mời tham gia hòa giải và quyền của các bên có liên quan;
c) Không gây ảnh hưởng đến an ninh, trật tự trong quá trình hòa giải;
d) Ký tên hoặc điểm chỉ hoặc xác nhận trong trường hợp đồng ý với các nội dung của văn bản về kết quả hòa giải quy định tại khoản 2 Điều 29 của Luật này;
đ) Thực hiện thỏa thuận hòa giải thành quy định tại khoản 1 Điều 30 của Luật này.
Chương III
HOẠT ĐỘNG HÒA GIẢI Ở CƠ SỞ
Điều 23. Căn cứ tiến hành hòa giải
Vụ, việc thuộc phạm vi hòa giải ở cơ sở được hòa giải viên tiến hành hòa giải khi có sự đồng ý của các bên và thuộc một trong các căn cứ sau đây:
1. Một bên hoặc các bên yêu cầu hòa giải.
2. Hòa giải viên chủ động đề xuất hòa giải khi chứng kiến hoặc biết vụ, việc.
3. Theo đề nghị của cơ quan, tổ chức, cá nhân có liên quan.
Điều 24. Phân công hòa giải viên
1. Trong thời hạn 02 ngày, kể từ ngày phát sinh một trong các căn cứ tiến hành hòa giải quy định tại Điều 23 của Luật này, Tổ trưởng tổ hòa giải phân công hòa giải viên tiến hành hòa giải trong trường hợp các bên không lựa chọn hòa giải viên.
2. Tổ trưởng tổ hòa giải không phân công hòa giải viên tiến hành hòa giải nếu có căn cứ cho rằng hòa giải viên có quyền lợi, nghĩa vụ liên quan đến vụ, việc hòa giải hoặc có lý do khác dẫn đến không thể bảo đảm khách quan, công bằng trong hòa giải.
3. Tổ trưởng tổ hòa giải phân công hòa giải viên khác thực hiện việc hòa giải khi thuộc một trong các trường hợp thôi làm hòa giải viên quy định tại khoản 1 Điều 14 của Luật này.
Điều 25. Địa điểm, thời gian hòa giải
1. Địa điểm hòa giải là nơi xảy ra vụ, việc hoặc nơi do các bên hoặc hòa giải viên lựa chọn, bảo đảm thuận lợi cho các bên.
2. Trong thời hạn 03 ngày, kể từ ngày được phân công hoặc tiếp nhận vụ, việc, hòa giải viên bắt đầu tiến hành hòa giải, trừ trường hợp cần thiết phải hòa giải ngay khi biết, chứng kiến vụ, việc hoặc các bên có thỏa thuận khác về thời gian hòa giải.
Điều 26. Hình thức tiến hành và hỗ trợ tham gia hòa giải
1. Hòa giải được tiến hành bằng hình thức trực tiếp, trực tuyến hoặc kết hợp trực tiếp và trực tuyến.
Trường hợp các bên có người dân tộc thiểu số, người khuyết tật cần phải hỗ trợ phiên dịch thì bố trí người phiên dịch hoặc người biết ngôn ngữ ký hiệu, chữ dành riêng cho người khuyết tật để dịch lại và người này được coi là người phiên dịch. Người phiên dịch có trách nhiệm tuân thủ các nguyên tắc quy định tại Điều 4 của Luật này.
Trường hợp các bên có người khuyết tật thì được hỗ trợ phù hợp để tham gia hòa giải.
2. Hòa giải được tiến hành công khai hoặc không công khai theo ý kiến thống nhất của các bên.
3. Tùy thuộc vào vụ, việc cụ thể, trên cơ sở đạo đức xã hội, phong tục, tập quán tốt đẹp của Nhân dân và quy định của pháp luật, hòa giải viên áp dụng các biện pháp thích hợp nhằm giúp các bên hiểu rõ về quyền lợi, trách nhiệm của mỗi bên trong vụ, việc để các bên thỏa thuận việc giải quyết các mâu thuẫn, tranh chấp và tự nguyện thực hiện thỏa thuận.
4. Chính phủ quy định chi tiết khoản 1 Điều này.
Điều 27. Hòa giải giữa các bên cư trú tại thôn, tổ dân phố khác nhau
Trường hợp các bên cư trú tại thôn, tổ dân phố khác nhau thì tổ hòa giải nơi có vụ, việc hoặc nơi tiếp nhận đề nghị hòa giải chủ trì tổ chức hòa giải và thông báo với Trưởng ban công tác Mặt trận nơi có các bên liên quan cử tổ hòa giải phối hợp tổ chức hòa giải.
Điều 28. Kết thúc hòa giải
1. Việc hòa giải kết thúc khi hòa giải thành.
2. Việc hòa giải kết thúc khi hòa giải không thành nếu thuộc một trong các trường hợp sau đây:
a) Một bên hoặc các bên yêu cầu chấm dứt hòa giải;
b) Hòa giải viên quyết định kết thúc hòa giải khi các bên không đạt được thỏa thuận và việc tiếp tục hòa giải cũng không đạt kết quả. Trong trường hợp này, các bên có quyền yêu cầu tiếp tục hòa giải hoặc yêu cầu cơ quan, tổ chức có thẩm quyền giải quyết theo quy định của pháp luật.
Điều 29. Kết quả hòa giải
1. Kết quả hòa giải được thể hiện bằng lời nói, bằng văn bản hoặc bằng hành vi cụ thể.
Kết quả hòa giải được thể hiện dưới hình thức thông điệp dữ liệu theo quy định của pháp luật về giao dịch điện tử được coi là bằng văn bản.
2. Trường hợp một trong các bên đồng ý, hòa giải viên lập văn bản về kết quả hòa giải. Văn bản về kết quả hòa giải gồm các nội dung chính sau đây:
a) Căn cứ tiến hành hòa giải;
b) Thành phần tham gia hòa giải;
c) Nội dung chủ yếu của vụ, việc;
d) Diễn biến của quá trình hòa giải;
đ) Kết quả hòa giải.
3. Trường hợp hòa giải thành, kết quả hòa giải ghi rõ thỏa thuận đạt được và giải pháp thực hiện; quyền, nghĩa vụ của các bên; phương thức, thời hạn thực hiện thỏa thuận; nội dung khác theo thỏa thuận của các bên phù hợp với quy định của pháp luật.
Trường hợp hòa giải không thành, kết quả hòa giải ghi rõ ý kiến, quan điểm của các bên và những nội dung khác có liên quan.
Văn bản về kết quả hòa giải có chữ ký hoặc điểm chỉ hoặc xác nhận của các bên, của hòa giải viên, những người khác tham gia hòa giải (nếu có) và được gửi đến các bên. Trường hợp có người không ký hoặc điểm chỉ hoặc xác nhận thì hòa giải viên ghi rõ lý do trong văn bản.
Điều 30. Thực hiện thỏa thuận hòa giải thành, công nhận kết quả hòa giải thành
1. Các bên có trách nhiệm thực hiện thỏa thuận hòa giải thành. Trong quá trình thực hiện thỏa thuận hòa giải thành, nếu một bên không thể thực hiện được vì sự kiện bất khả kháng hoặc do lỗi của bên kia hoặc các trường hợp khác theo quy định của pháp luật thì có trách nhiệm trao đổi, thỏa thuận với bên kia và thông báo cho hòa giải viên.
2. Trường hợp một hoặc các bên yêu cầu Tòa án nhân dân có thẩm quyền công nhận kết quả hòa giải thành thì thực hiện theo quy định của pháp luật về tố tụng dân sự.
Điều 31. Theo dõi, đôn đốc việc thực hiện thỏa thuận hòa giải thành
Hòa giải viên có trách nhiệm theo dõi, đôn đốc việc thực hiện thỏa thuận hòa giải thành do mình trực tiếp hòa giải; kịp thời thông báo cho Tổ trưởng tổ hòa giải để báo cáo Trưởng ban công tác Mặt trận những vấn đề phát sinh trong quá trình theo dõi, đôn đốc thực hiện.
Chương IV
TRÁCH NHIỆM CỦA CƠ QUAN, TỔ CHỨC TRONG HÒA GIẢI Ở CƠ SỞ
Điều 32. Trách nhiệm quản lý nhà nước về hòa giải ở cơ sở
1. Chính phủ thống nhất quản lý nhà nước về hòa giải ở cơ sở trong phạm vi cả nước.
2. Ủy ban nhân dân các tỉnh, thành phố (sau đây gọi chung là cấp tỉnh) thực hiện quản lý nhà nước về hòa giải ở cơ sở tại tỉnh, thành phố; chủ trì, phối hợp với Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cùng cấp hướng dẫn, tổ chức thực hiện pháp luật về hòa giải ở cơ sở tại địa phương; kiểm tra, đánh giá, sơ kết, tổng kết, khen thưởng, báo cáo về hòa giải ở cơ sở.
3. Ủy ban nhân dân cấp xã thực hiện quản lý nhà nước về hòa giải ở cơ sở tại địa phương; chủ trì, phối hợp với Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam cùng cấp tổ chức thực hiện pháp luật về hòa giải ở cơ sở; lồng ghép thực hiện pháp luật về hòa giải ở cơ sở trong xây dựng, thực hiện hương ước, quy ước của thôn, tổ dân phố; kiểm tra, đánh giá, sơ kết, tổng kết, khen thưởng, báo cáo về hòa giải ở cơ sở.
4. Chính phủ quy định chi tiết Điều này.
Điều 33. Trách nhiệm của Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam các cấp và các tổ chức thành viên của Mặt trận
1. Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam các cấp phối hợp với cơ quan quản lý nhà nước về hòa giải ở cơ sở cùng cấp tham gia thực hiện công tác hòa giải ở cơ sở; vận động tổ chức, cá nhân chấp hành pháp luật, giám sát việc thực hiện pháp luật về hòa giải ở cơ sở; phối hợp kiểm tra, theo dõi, sơ kết, tổng kết, khen thưởng và báo cáo về hòa giải ở cơ sở.
Ủy ban Trung ương Mặt trận Tổ quốc Việt Nam hướng dẫn Ủy ban Mặt trận Tổ quốc Việt Nam các cấp tham gia tổ chức thực hiện pháp luật về hòa giải ở cơ sở.
2. Các tổ chức thành viên của Mặt trận trong phạm vi chức năng, nhiệm vụ của mình có trách nhiệm thực hiện hoạt động hòa giải ở cơ sở theo quy định của pháp luật; vận động các hội viên, đoàn viên tham gia hòa giải ở cơ sở và làm hòa giải viên.
Chương V
ĐIỀU KHOẢN THI HÀNH
Điều 34. Hiệu lực thi hành
1. Luật này có hiệu lực thi hành từ ngày 01 tháng 3 năm 2027.
2. Luật số 35/2013/QH13 hết hiệu lực kể từ ngày Luật này có hiệu lực thi hành, trừ trường hợp quy định tại khoản 2 Điều 35 của Luật này.
Điều 35. Điều khoản chuyển tiếp
1. Kể từ ngày Luật này có hiệu lực thi hành, các tổ hòa giải, hòa giải viên được thành lập, công nhận theo Luật số 35/2013/QH13 được tiếp tục hoạt động mà không phải thành lập, công nhận lại theo quy định của Luật này.
2. Các vụ, việc thuộc phạm vi hòa giải ở cơ sở chưa kết thúc hòa giải trước ngày Luật này có hiệu lực thi hành thì được tiếp tục hòa giải theo quy định của Luật số 35/2013/QH13.
Luật này được Quốc hội nước Cộng hòa xã hội chủ nghĩa Việt Nam khóa XVI, Kỳ họp không thường lệ thứ Nhất thông qua ngày 24 tháng 8 năm 2026.
CHỦ TỊCH QUỐC HỘI
Trần Thanh Mẫn
Legge 16/2026/QH16 – traduzione italiana
Traduzione non ufficiale, elaborata a partire dal testo vietnamita sopra riportato.
REPUBBLICA SOCIALISTA DEL VIETNAM – ASSEMBLEA NAZIONALE
Legge n. 16/2026/QH16 – Hanoi, 24 agosto 2026
LEGGE SULLA CONCILIAZIONE DI BASE
Visto la Costituzione della Repubblica socialista del Vietnam, modificata e integrata ai sensi della Risoluzione n. 203/2025/QH15;
L'Assemblea nazionale promulga la Legge sulla conciliazione di base.
Capitolo I – DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1. Ambito di disciplina
1. La presente legge disciplina i principi e le politiche dello Stato in materia di conciliazione di base; i conciliatori, i gruppi di conciliazione, le persone invitate a partecipare alla conciliazione e le parti nella conciliazione di base; l'attività di conciliazione di base; le responsabilità degli organi e delle organizzazioni nella conciliazione di base.
2. La presente legge non si applica all'attività di conciliazione dei tribunali, dell'arbitrato, alla conciliazione commerciale, alla conciliazione in materia di lavoro, alla conciliazione presso i Comitati popolari di comune, di quartiere e di zona speciale (di seguito denominati complessivamente «livello di comune») né all'attività di conciliazione disciplinata da altre leggi.
Articolo 2. Definizioni
Nella presente legge i seguenti termini si intendono come segue:
1. Conciliazione di base è l'attività con cui il conciliatore e la persona invitata a partecipare alla conciliazione (se presente) sostengono e aiutano le parti a raggiungere un accordo e a risolvere volontariamente contrasti, controversie e violazioni di legge, secondo le disposizioni della presente legge.
2. Base indica il thôn, xóm, làng, ấp, bản, buôn, bon, phum, sóc (di seguito denominati complessivamente «thôn», villaggio); il tổ dân phố, khu phố, khối phố, khóm, tiểu khu (di seguito denominati complessivamente «tổ dân phố», gruppo residenziale).
3. Parti sono le persone fisiche, i gruppi di persone fisiche, le famiglie, i gruppi di famiglie e le organizzazioni che hanno contrasti, controversie o violazioni di legge ai sensi della presente legge.
4. Conciliatore è la persona riconosciuta per svolgere l'attività di conciliazione di base.
5. Gruppo di conciliazione è l'organizzazione di autogestione della popolazione costituita nel thôn o nel tổ dân phố per svolgere l'attività di conciliazione di base.
6. Persona invitata a partecipare alla conciliazione è la persona fisica o il rappresentante di un organo o di un'organizzazione che presta consulenza e sostegno, partecipando direttamente alla vicenda di conciliazione insieme al conciliatore.
7. Conciliazione riuscita è il caso in cui le parti raggiungono un accordo mediante la conciliazione di base.
8. Conciliazione non riuscita è il caso in cui le parti non raggiungono un accordo dopo la conciliazione di base.
Articolo 3. Ambito della conciliazione di base
1. La conciliazione di base riguarda i contrasti, le controversie e le violazioni di legge, ad eccezione dei seguenti casi:
a) contrasti, controversie e violazioni di legge che ledono gli interessi nazionali, di etnia o pubblici secondo la legge;
b) contrasti e controversie derivanti da transazioni civili che violano i divieti di legge o sono contrari alla morale sociale secondo la legge;
c) violazioni di legge per le quali è prevista la responsabilità penale o il trattamento come violazione amministrativa, salvo diversa disposizione di legge;
d) altri contrasti, controversie e violazioni di legge che non possono essere oggetto di conciliazione di base secondo la legge.
2. Il Governo disciplina in dettaglio il presente articolo.
Articolo 4. Principi di organizzazione e attività della conciliazione di base
1. Rispetto della volontarietà delle parti; nessuna imposizione o costrizione nei confronti delle parti; obiettività, equità e tempestività; ragionevolezza e umanità; riservatezza delle informazioni di cui all'articolo 5 della presente legge.
2. Osservanza della legge, conformità alla morale sociale e ai buoni usi e costumi; promozione dello spirito di solidarietà e di reciproco aiuto tra i membri della famiglia, del casato e della comunità residente; attenzione ai diritti e agli interessi legittimi dei minori, delle donne, delle persone con disabilità, degli anziani e delle minoranze etniche.
3. Rispetto della volontà, dei diritti e degli interessi legittimi delle parti; nessuna lesione degli interessi nazionali, di etnia e pubblici, né dei diritti e interessi legittimi altrui.
4. Garanzia della parità di genere nell'organizzazione e nell'attività della conciliazione di base.
5. Divieto di abusare della conciliazione di base per impedire alle parti interessate di tutelare i propri diritti e interessi legittimi secondo la legge, o per sottrarsi a sanzioni amministrative o penali, o per eludere obblighi verso lo Stato e verso altri organi, organizzazioni e persone.
6. L'attività di conciliazione di base è svolta con flessibilità e in modo agevole per le parti, adeguato alla situazione concreta e alle caratteristiche di ciascuna vicenda.
7. La lingua e la scrittura utilizzate nella conciliazione di base sono il vietnamita. Se le parti sono appartenenti a minoranze etniche e usano la lingua e la scrittura della propria etnia, deve essere presente un interprete; le parti con disabilità dell'udito, della parola o della vista sono assistite per utilizzare la lingua dei segni o la scrittura specifica per le persone con disabilità.
Articolo 5. Riservatezza delle informazioni nella conciliazione di base
1. Il conciliatore, le parti, le persone invitate a partecipare alla conciliazione, l'interprete e gli altri organi, organizzazioni e persone interessati hanno la responsabilità di mantenere il segreto di Stato, la riservatezza sulla vita privata, i segreti personali, i segreti di famiglia, i segreti commerciali delle parti e le altre informazioni secondo la legge, salvo accordo o diversa disposizione di legge.
2. Nel corso della conciliazione si possono prendere appunti solo per le esigenze della conciliazione, e il contenuto degli appunti deve essere mantenuto riservato; è vietato registrare in audio o in video, salvo accordo delle parti o diversa disposizione di legge.
3. Gli organi, le organizzazioni e le persone che violano le disposizioni dei commi 1 e 2 del presente articolo sono sanzionati secondo la legge.
Articolo 6. Politiche dello Stato sulla conciliazione di base
1. Incoraggiare le parti a risolvere contrasti e controversie mediante la conciliazione di base.
2. Incoraggiare a partecipare alla conciliazione di base le persone autorevoli nella famiglia, nel casato e nella comunità residente; le persone con preparazione giuridica, conoscenze professionali e sociali; le persone che conoscono la lingua e la scrittura delle minoranze etniche, la lingua dei segni e la scrittura specifica per le persone con disabilità, e altre persone autorevoli.
3. Promuovere il ruolo di perno del Fronte della Patria del Vietnam e delle organizzazioni che ne fanno parte nell'attività di conciliazione di base.
4. Creare le condizioni affinché l'attività di conciliazione di base operi in modo efficace; incoraggiare organizzazioni e persone a contribuire e a sostenere l'attività di conciliazione di base.
5. Incoraggiare l'applicazione delle tecnologie dell'informazione e la trasformazione digitale; dotare l'attività di conciliazione di base di mezzi tecnici.
Articolo 7. Finanziamento dell'attività di conciliazione di base
1. Lo Stato garantisce il finanziamento dell'attività di conciliazione di base con le risorse del bilancio statale. Il bilancio centrale sostiene le località che non riescono a bilanciare il proprio bilancio per l'attività di conciliazione di base, secondo la legge sul bilancio statale.
2. Si incoraggiano organi, organizzazioni, imprese e persone a sostenere l'attività di conciliazione di base con fonti finanziarie lecite.
3. La gestione e l'utilizzo dei fondi per l'attività di conciliazione di base sono effettuati secondo la legge sul bilancio statale e le altre disposizioni di legge pertinenti.
4. Il Governo disciplina in dettaglio il presente articolo.
Capitolo II – CONCILIATORI, GRUPPI DI CONCILIAZIONE, PERSONE INVITATE A PARTECIPARE ALLA CONCILIAZIONE E PARTI NELLA CONCILIAZIONE DI BASE
Sezione 1 – CONCILIATORI
Articolo 8. Requisiti del conciliatore
1. Essere cittadino vietnamita residente alla base.
2. Avere piena capacità di agire.
3. Avere buone qualità morali e autorevolezza nella comunità residente.
4. Avere capacità di persuasione e di mobilitazione della popolazione; avere conoscenza del diritto.
5. Non essere nel periodo di esecuzione di una sanzione disciplinare o di una decisione disciplinare; non essere sottoposto a misure amministrative, né perseguito penalmente, né in esecuzione di una pena, né avere una condanna non ancora cancellata.
Articolo 9. Elezione dei conciliatori
1. La persona che possiede i requisiti dell'articolo 8 della presente legge e partecipa volontariamente alla conciliazione di base ha il diritto di candidarsi o di essere presentata dal Comitato di lavoro del Fronte, in coordinamento con le organizzazioni che ne fanno parte, nella lista per l'elezione dei conciliatori.
2. Il Capo del Comitato di lavoro del Fronte presiede, in coordinamento con il Capo del thôn e il Capo del tổ dân phố, l'organizzazione dell'elezione dei conciliatori nel thôn, nel tổ dân phố o in ciascun gruppo di residenti, con una o più delle seguenti forme:
a) voto palese o a scrutinio segreto in una riunione dei rappresentanti delle famiglie;
b) distribuzione di schede per raccogliere le opinioni dei rappresentanti delle famiglie;
c) voto online.
3. Il risultato dell'elezione dei conciliatori è determinato come segue:
a) la persona proposta per il riconoscimento come conciliatore deve ottenere il consenso di oltre il 50% del totale dei rappresentanti delle famiglie del thôn o del tổ dân phố;
b) se il numero di persone che ottengono il consenso di oltre il 50% del totale dei rappresentanti delle famiglie del thôn o del tổ dân phố supera il numero di conciliatori del gruppo di conciliazione previsto dal comma 2 dell'articolo 15 della presente legge, la lista delle persone proposte per il riconoscimento è formata in base ai risultati dell'elezione, dal più alto al più basso.
4. Se il numero degli eletti non garantisce la composizione o non raggiunge il numero di conciliatori del gruppo di conciliazione previsto dai commi 1 e 2 dell'articolo 15 della presente legge, si organizza un'elezione integrativa.
5. Se nessuna delle persone nella lista per l'elezione dei conciliatori soddisfa quanto previsto dalla lettera a) del comma 3 del presente articolo, si organizza una nuova elezione.
6. Il Governo disciplina in dettaglio il presente articolo.
Articolo 10. Designazione dei conciliatori
1. La designazione del conciliatore avviene in uno dei seguenti casi:
a) è stata organizzata l'elezione integrativa, ma il numero degli eletti non garantisce la composizione o non raggiunge il numero di conciliatori del gruppo di conciliazione previsto dai commi 1 e 2 dell'articolo 15 della presente legge;
b) è stata organizzata una nuova elezione, ma il numero degli eletti non garantisce la composizione o non raggiunge il numero di conciliatori del gruppo di conciliazione previsto dai commi 1 e 2 dell'articolo 15 della presente legge, oppure nessuna delle persone nella lista per l'elezione dei conciliatori soddisfa quanto previsto dalla lettera a) del comma 3 dell'articolo 9 della presente legge;
c) non è possibile organizzare l'elezione con le forme previste dal comma 2 dell'articolo 9 della presente legge a causa di un evento di forza maggiore secondo la legge.
2. La persona designata come conciliatore deve possedere i requisiti dell'articolo 8 della presente legge, partecipare volontariamente alla conciliazione di base e non rientrare tra le persone sottoposte a elezione che non hanno soddisfatto quanto previsto dalla lettera a) del comma 3 dell'articolo 9 della presente legge.
3. La persona di cui al comma 2 del presente articolo ha il diritto di candidarsi o di essere presentata nella lista delle persone proposte per il riconoscimento come conciliatori.
4. Il Capo del Comitato di lavoro del Fronte presiede, in coordinamento con il Capo del thôn e il Capo del tổ dân phố, la selezione delle persone di cui al comma 3 del presente articolo da presentare nella lista delle persone proposte per il riconoscimento come conciliatori.
5. Il Governo disciplina in dettaglio il presente articolo.
Articolo 11. Riconoscimento dei conciliatori
1. Sulla base dei risultati dell'elezione dei conciliatori di cui all'articolo 9 della presente legge e della lista di presentazione per la proposta di riconoscimento di cui al comma 4 dell'articolo 10 della presente legge, il Capo del Comitato di lavoro del Fronte redige la lista delle persone proposte per il riconoscimento come conciliatori, affinché il Presidente del Comitato popolare di comune decida il riconoscimento dei conciliatori.
2. La decisione di riconoscimento dei conciliatori è inviata alla Presidenza permanente del Comitato del Fronte della Patria del Vietnam di comune, al Capo del Comitato di lavoro del Fronte, al Capo del thôn, al Capo del tổ dân phố, al conciliatore, ed è comunicata pubblicamente nel thôn e nel tổ dân phố.
3. Per i conciliatori riconosciuti nei casi di designazione di cui all'articolo 10 della presente legge, entro il termine di 03 anni dalla data di emanazione della decisione di riconoscimento, il Capo del Comitato di lavoro del Fronte presiede l'organizzazione dell'elezione dei conciliatori di cui all'articolo 9 della presente legge.
4. Il Governo disciplina in dettaglio il presente articolo.
Articolo 12. Diritti del conciliatore
1. Svolgere l'attività di conciliazione di base.
2. Chiedere alle parti interessate di fornire informazioni e documenti relativi alla vicenda di conciliazione.
3. Partecipare alle attività e alle discussioni e decidere il contenuto e le modalità di attività del gruppo di conciliazione.
4. Ricevere formazione e aggiornamento in conoscenze giuridiche, competenze professionali e abilità di conciliazione; ricevere documenti relativi all'attività di conciliazione.
5. Percepire un compenso per singola vicenda quando svolge la conciliazione.
6. Ricevere riconoscimenti secondo la legge sull'emulazione e le onorificenze.
7. Ricevere sostegno e agevolazioni per rimediare alle conseguenze in caso di infortunio o rischio che incida sulla salute o sulla vita durante lo svolgimento dell'attività di conciliazione.
8. Invitare le persone a partecipare alla conciliazione di cui all'articolo 19 della presente legge.
9. Chiedere al Comitato popolare di comune e alla Polizia di comune di garantire la sicurezza e l'ordine durante la conciliazione, qualora ritenga che il contrasto, la controversia o la violazione di legge possa condurre a comportamenti violenti che incidano sulla salute o sulla vita del conciliatore, delle parti e di altre persone partecipanti alla conciliazione, o causare disordine pubblico.
10. Ricevere sostegno nell'applicazione delle tecnologie dell'informazione e della trasformazione digitale nello svolgimento delle attività di conciliazione di base, in modo adeguato alle condizioni pratiche.
11. Avanzare raccomandazioni e proposte agli organi, alle organizzazioni e alle persone competenti su questioni relative all'attività di conciliazione.
12. Il Governo disciplina in dettaglio i commi 5 e 7 del presente articolo.
Articolo 13. Obblighi del conciliatore
1. Svolgere la conciliazione quando sussistono i presupposti di cui all'articolo 23 della presente legge.
2. Rispettare i principi di cui all'articolo 4 della presente legge.
3. Rifiutare di svolgere la conciliazione se ha diritti o obblighi connessi alla vicenda di conciliazione o per altri motivi che impediscono di garantire obiettività ed equità nella conciliazione.
4. Informare tempestivamente il Capo del gruppo di conciliazione nel caso in cui chieda direttamente al Comitato popolare di comune e alla Polizia di comune di garantire la sicurezza e l'ordine ai sensi del comma 9 dell'articolo 12 della presente legge; coordinarsi per attuare misure preventive qualora ritenga che il contrasto o la controversia possa condurre a comportamenti violenti che incidano sulla salute o sulla vita delle parti e di altre persone partecipanti alla conciliazione (se presenti), o causare disordine pubblico.
5. Informare tempestivamente il Capo del gruppo di conciliazione, affinché riferisca all'organo competente per il trattamento, qualora rilevi contrasti o controversie con indizi di violazione del diritto amministrativo o del diritto penale.
6. Proporre al Comitato popolare di comune di sostenere la messa a disposizione di un interprete su richiesta delle parti.
7. Redigere il documento sul risultato della conciliazione al termine della conciliazione ai sensi dell'articolo 29 della presente legge.
8. Partecipare alla formazione e all'aggiornamento in conoscenze giuridiche, competenze professionali e abilità di conciliazione organizzati da organi e organizzazioni competenti.
Articolo 14. Cessazione dell'incarico di conciliatore e di Capo del gruppo di conciliazione
1. La cessazione dell'incarico di conciliatore avviene in uno dei seguenti casi:
a) su richiesta del conciliatore;
b) non soddisfa più uno dei requisiti del conciliatore di cui all'articolo 8 della presente legge;
c) viola i principi di cui all'articolo 4 della presente legge.
2. La cessazione dell'incarico di Capo del gruppo di conciliazione avviene in uno dei seguenti casi:
a) su richiesta del Capo del gruppo di conciliazione;
b) non adempie gli obblighi del Capo del gruppo di conciliazione di cui all'articolo 18 della presente legge.
3. Nel caso di cessazione dell'incarico di conciliatore di cui al comma 1 del presente articolo, il Capo del gruppo di conciliazione chiede al Capo del Comitato di lavoro del Fronte, che presiede in coordinamento con il Capo del thôn e il Capo del tổ dân phố, di redigere un documento di richiesta al Presidente del Comitato popolare di comune di decidere la cessazione dell'incarico di conciliatore.
4. Nel caso di cessazione dell'incarico di conciliatore per il Capo del gruppo di conciliazione di cui al comma 1 del presente articolo e di cessazione dell'incarico di Capo del gruppo di conciliazione di cui al comma 2 del presente articolo, il Capo del Comitato di lavoro del Fronte presiede, in coordinamento con il Capo del thôn e il Capo del tổ dân phố, la redazione del documento di richiesta al Presidente del Comitato popolare di comune di decidere la cessazione dell'incarico di conciliatore e di Capo del gruppo di conciliazione.
5. La decisione di cessazione dell'incarico di conciliatore e di Capo del gruppo di conciliazione è inviata alla Presidenza permanente del Comitato del Fronte della Patria del Vietnam di comune, al Capo del Comitato di lavoro del Fronte, al Capo del thôn, al Capo del tổ dân phố, al conciliatore, ed è comunicata pubblicamente nel thôn e nel tổ dân phố.
6. Il Governo disciplina in dettaglio il presente articolo.
Sezione 2 – GRUPPI DI CONCILIAZIONE
Articolo 15. Organizzazione del gruppo di conciliazione
1. Il gruppo di conciliazione è composto da un Capo e da conciliatori. Ogni gruppo di conciliazione ha almeno 03 conciliatori, tra i quali vi è una conciliatrice donna. Nelle aree con numerose minoranze etniche, il gruppo di conciliazione deve includere conciliatori appartenenti a minoranze etniche, in modo adeguato alle caratteristiche della popolazione locale.
2. Il Presidente del Comitato popolare di comune decide il numero dei gruppi di conciliazione nel territorio del comune, il numero dei gruppi di conciliazione in un thôn o tổ dân phố e il numero di conciliatori in un gruppo di conciliazione, in base alle caratteristiche, alla situazione socioeconomica e alla popolazione della località e alla proposta della Presidenza permanente del Comitato del Fronte della Patria del Vietnam di comune.
3. Ogni anno il Capo del Comitato di lavoro del Fronte presiede, in coordinamento con il Capo del gruppo di conciliazione, la verifica e la valutazione dell'organizzazione e dell'attività del gruppo di conciliazione e avanza raccomandazioni alla Presidenza permanente del Comitato del Fronte della Patria del Vietnam di comune affinché chieda al Presidente del Comitato popolare di comune di consolidare il gruppo di conciliazione.
Articolo 16. Responsabilità del gruppo di conciliazione
1. Organizzare lo svolgimento della conciliazione.
2. Organizzare lo scambio di esperienze e la discussione di soluzioni per condurre la conciliazione di vicende complesse.
3. Coordinarsi con il Comitato di lavoro del Fronte, la Sezione delle donne, la Sezione dei giovani, la Sezione dei veterani, la Sezione dei contadini, la Sezione degli anziani, il Gruppo per la tutela della sicurezza e dell'ordine, gli altri gruppi di conciliazione e altre organizzazioni e persone nell'attività di conciliazione di base.
4. Avanzare raccomandazioni alla Presidenza permanente del Comitato del Fronte della Patria del Vietnam di comune e al Comitato popolare di comune sull'attività di conciliazione di base.
5. Proporre riconoscimenti per i gruppi di conciliazione, i conciliatori e le persone invitate a partecipare alla conciliazione che abbiano conseguito risultati eccellenti nell'attività di conciliazione.
Articolo 17. Capo del gruppo di conciliazione
1. Il Capo del gruppo di conciliazione è eletto dai conciliatori tra i conciliatori, per dirigere il gruppo di conciliazione.
2. L'elezione del Capo del gruppo di conciliazione si svolge sotto la presidenza del Capo del Comitato di lavoro del Fronte, con una o più delle seguenti forme:
a) voto palese o a scrutinio segreto in una riunione;
b) voto online.
3. La persona proposta per il riconoscimento come Capo del gruppo di conciliazione deve ottenere il consenso di oltre il 50% del totale dei conciliatori del gruppo di conciliazione ed essere la persona con il maggior numero di voti.
4. Il Capo del Comitato di lavoro del Fronte redige il documento di richiesta di riconoscimento del Capo del gruppo di conciliazione, affinché il Presidente del Comitato popolare di comune decida il riconoscimento.
5. La decisione di riconoscimento del Capo del gruppo di conciliazione è inviata alla Presidenza permanente del Comitato del Fronte della Patria del Vietnam di comune, al Capo del Comitato di lavoro del Fronte, al Capo del thôn, al Capo del tổ dân phố, al Capo del gruppo di conciliazione, ed è comunicata pubblicamente nel thôn e nel tổ dân phố.
6. Il Governo disciplina in dettaglio il presente articolo.
Articolo 18. Diritti e obblighi del Capo del gruppo di conciliazione
1. Assegnare e coordinare l'attività dei conciliatori.
2. Rappresentare il gruppo di conciliazione nei rapporti con il Capo del Comitato di lavoro del Fronte, il Capo del thôn, il Capo del tổ dân phố e altri organi, organizzazioni e persone nell'adempimento delle responsabilità del gruppo di conciliazione.
3. Chiedere la cessazione dell'incarico di conciliatore di cui al comma 3 dell'articolo 14 della presente legge.
4. Riferire tempestivamente al Presidente del Comitato popolare di comune e all'organo competente sulle vicende di cui al comma 5 dell'articolo 13 della presente legge.
5. Riferire annualmente e in via straordinaria sull'organizzazione e sull'attività del gruppo di conciliazione al Comitato popolare e alla Presidenza permanente del Comitato del Fronte della Patria del Vietnam di comune.
6. Coordinarsi con altri Capi di gruppi di conciliazione per scambiare esperienze o per condurre la conciliazione di vicende che riguardano thôn o tổ dân phố diversi.
7. Eseguire la procedura di richiesta del pagamento del compenso per singola vicenda di conciliazione ai conciliatori del gruppo e alle persone invitate a partecipare alla conciliazione di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19 della presente legge, e delle spese di attività del gruppo di conciliazione secondo la legge.
8. Ha i diritti e gli obblighi del conciliatore di cui agli articoli 12 e 13 della presente legge.
Sezione 3 – PERSONE INVITATE A PARTECIPARE ALLA CONCILIAZIONE
Articolo 19. Persone invitate a partecipare alla conciliazione
1. Le persone invitate a partecipare alla conciliazione comprendono: anziani del villaggio, capi di bản, dignitari e addetti religiosi; persone autorevoli nel casato, nel luogo di residenza e nel luogo di lavoro; persone che conoscono bene la vicenda; persone con preparazione giuridica, esperienza, conoscenze professionali e sociali; rappresentanti di organi e organizzazioni connessi alla vicenda.
2. Le forme di partecipazione alla conciliazione delle persone invitate comprendono:
a) consulenza e sostegno al conciliatore in termini di conoscenze, metodi e abilità di conciliazione;
b) partecipazione diretta alla conciliazione della vicenda insieme al conciliatore.
3. L'invito a partecipare alla conciliazione è effettuato come segue:
a) il conciliatore invita la persona a partecipare alla conciliazione nel caso di cui alla lettera a) del comma 2 del presente articolo;
b) il conciliatore invita la persona a partecipare alla conciliazione con il consenso delle parti, oppure le parti concordano di invitarla, nel caso di cui alla lettera b) del comma 2 del presente articolo. La persona invitata a partecipare alla conciliazione non sostituisce la qualità di conduttore del conciliatore nel corso della conciliazione della vicenda.
4. L'organo o l'organizzazione che gestisce la persona invitata a partecipare alla conciliazione ha la responsabilità di creare le condizioni affinché essa partecipi all'attività di conciliazione secondo la legge.
Articolo 20. Diritti della persona invitata a partecipare alla conciliazione
1. La persona invitata a partecipare alla conciliazione di cui alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 19 della presente legge ha i diritti di cui ai commi 6 e 11 dell'articolo 12 della presente legge e i seguenti diritti:
a) chiedere al conciliatore di fornire informazioni e documenti relativi alla vicenda di conciliazione;
b) ricevere dall'organo o dall'organizzazione che la gestisce le condizioni per partecipare alla conciliazione;
c) partecipare alla discussione sulle soluzioni e sul contenuto della conciliazione;
d) ricevere sostegno con documenti e diffusione del diritto al servizio dell'attività di conciliazione.
2. La persona invitata a partecipare alla conciliazione di cui alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 19 della presente legge ha i diritti di cui al comma 1 del presente articolo e i seguenti diritti:
a) percepire un compenso per singola vicenda quando svolge la conciliazione;
b) ricevere sostegno e agevolazioni per rimediare alle conseguenze in caso di infortunio o rischio che incida sulla salute o sulla vita durante lo svolgimento dell'attività di conciliazione.
3. Il Governo disciplina in dettaglio le lettere a) e b) del comma 2 del presente articolo.
Articolo 21. Obblighi della persona invitata a partecipare alla conciliazione
1. Rispettare i principi di cui all'articolo 4 della presente legge.
2. Rifiutare di partecipare alla conciliazione se ha diritti o obblighi connessi alla vicenda di conciliazione o per altri motivi che impediscono di garantire obiettività ed equità nella conciliazione.
3. Coordinarsi con il conciliatore che svolge direttamente la conciliazione per attuare misure preventive qualora ritenga che il contrasto o la controversia possa condurre a comportamenti violenti che incidano sulla salute o sulla vita del conciliatore, delle parti e di altre persone partecipanti alla conciliazione (se presenti), o causare disordine pubblico.
Sezione 4 – LE PARTI NELLA CONCILIAZIONE
Articolo 22. Diritti e obblighi delle parti nella conciliazione
1. Le parti nella conciliazione hanno i seguenti diritti:
a) scegliere, proporre o chiedere la sostituzione del conciliatore, della persona invitata a partecipare alla conciliazione e dell'interprete; scegliere e proporre la forma, il luogo e il tempo della conciliazione;
b) accettare o rifiutare la conciliazione; chiedere la sospensione o la cessazione della conciliazione;
c) chiedere che la conciliazione si svolga in forma pubblica o non pubblica;
d) esprimere la propria volontà e decidere il contenuto della conciliazione;
đ) chiedere al conciliatore di proporre al Comitato popolare di comune di sostenere la messa a disposizione di un interprete qualora le parti non possano provvedervi da sé;
e) chiedere al conciliatore di redigere il documento sul risultato della conciliazione al termine della conciliazione;
g) chiedere al Tribunale popolare competente di riconoscere il risultato della conciliazione riuscita secondo la legge sul procedimento civile.
2. Le parti nella conciliazione hanno i seguenti obblighi:
a) esporre in modo veritiero le circostanze della vicenda; fornire le informazioni e i documenti pertinenti;
b) rispettare il conciliatore, la persona invitata a partecipare alla conciliazione e i diritti delle parti interessate;
c) non incidere sulla sicurezza e sull'ordine nel corso della conciliazione;
d) firmare, apporre l'impronta digitale o confermare, se concordano con il contenuto del documento sul risultato della conciliazione di cui al comma 2 dell'articolo 29 della presente legge;
đ) eseguire l'accordo di conciliazione riuscita di cui al comma 1 dell'articolo 30 della presente legge.
Capitolo III – L'ATTIVITÀ DI CONCILIAZIONE DI BASE
Articolo 23. Presupposti per lo svolgimento della conciliazione
La vicenda rientrante nell'ambito della conciliazione di base è conciliata dal conciliatore con il consenso delle parti e in presenza di uno dei seguenti presupposti:
1. Una parte o le parti richiedono la conciliazione.
2. Il conciliatore propone di sua iniziativa la conciliazione quando assiste o viene a conoscenza della vicenda.
3. Su richiesta di organi, organizzazioni o persone interessati.
Articolo 24. Assegnazione del conciliatore
1. Entro 02 giorni dalla data in cui sorge uno dei presupposti per lo svolgimento della conciliazione di cui all'articolo 23 della presente legge, il Capo del gruppo di conciliazione assegna il conciliatore che svolgerà la conciliazione, qualora le parti non scelgano il conciliatore.
2. Il Capo del gruppo di conciliazione non assegna il conciliatore alla conciliazione se vi sono motivi per ritenere che il conciliatore abbia diritti o obblighi connessi alla vicenda di conciliazione o altri motivi che impediscono di garantire obiettività ed equità nella conciliazione.
3. Il Capo del gruppo di conciliazione assegna un altro conciliatore a svolgere la conciliazione quando ricorre uno dei casi di cessazione dell'incarico di conciliatore di cui al comma 1 dell'articolo 14 della presente legge.
Articolo 25. Luogo e tempo della conciliazione
1. Il luogo della conciliazione è quello in cui è sorta la vicenda o quello scelto dalle parti o dal conciliatore, in modo da agevolare le parti.
2. Entro 03 giorni dalla data dell'assegnazione o del ricevimento della vicenda, il conciliatore inizia la conciliazione, salvo il caso in cui sia necessario conciliare immediatamente al momento in cui si viene a conoscenza o si assiste alla vicenda, oppure le parti abbiano concordato diversamente sul tempo della conciliazione.
Articolo 26. Forma di svolgimento e sostegno alla partecipazione alla conciliazione
1. La conciliazione si svolge in presenza, online o in forma mista (in presenza e online). Se tra le parti vi sono appartenenti a minoranze etniche o persone con disabilità che necessitano di sostegno interpretativo, si dispone un interprete o una persona che conosca la lingua dei segni o la scrittura specifica per le persone con disabilità per tradurre, e tale persona è considerata interprete. L'interprete ha la responsabilità di rispettare i principi di cui all'articolo 4 della presente legge. Se tra le parti vi sono persone con disabilità, esse ricevono un sostegno adeguato per partecipare alla conciliazione.
2. La conciliazione si svolge in forma pubblica o non pubblica secondo l'opinione concorde delle parti.
3. A seconda della vicenda concreta, sulla base della morale sociale, dei buoni usi e costumi della popolazione e delle disposizioni di legge, il conciliatore applica misure idonee ad aiutare le parti a comprendere i diritti e le responsabilità di ciascuna nella vicenda, affinché le parti concordino la risoluzione dei contrasti e delle controversie ed eseguano volontariamente l'accordo.
4. Il Governo disciplina in dettaglio il comma 1 del presente articolo.
Articolo 27. Conciliazione tra parti residenti in thôn o tổ dân phố diversi
Se le parti risiedono in thôn o tổ dân phố diversi, il gruppo di conciliazione del luogo in cui è sorta la vicenda o in cui è stata ricevuta la richiesta di conciliazione presiede l'organizzazione della conciliazione e ne informa il Capo del Comitato di lavoro del Fronte del luogo delle parti interessate, che designa un gruppo di conciliazione per coordinarsi nell'organizzazione della conciliazione.
Articolo 28. Conclusione della conciliazione
1. La conciliazione si conclude quando è riuscita.
2. La conciliazione si conclude come non riuscita in uno dei seguenti casi:
a) una parte o le parti chiedono la cessazione della conciliazione;
b) il conciliatore decide di concludere la conciliazione quando le parti non raggiungono un accordo e la prosecuzione della conciliazione non porterebbe risultati. In tal caso, le parti hanno il diritto di chiedere la prosecuzione della conciliazione o di chiedere all'organo o all'organizzazione competente di risolvere secondo la legge.
Articolo 29. Risultato della conciliazione
1. Il risultato della conciliazione è espresso oralmente, per iscritto o con comportamenti concreti. Il risultato della conciliazione espresso in forma di messaggio di dati secondo la legge sulle transazioni elettroniche è considerato scritto.
2. Se una delle parti è d'accordo, il conciliatore redige il documento sul risultato della conciliazione. Il documento sul risultato della conciliazione comprende i seguenti contenuti principali:
a) i presupposti dello svolgimento della conciliazione;
b) la composizione dei partecipanti alla conciliazione;
c) il contenuto essenziale della vicenda;
d) lo svolgimento del processo di conciliazione;
đ) il risultato della conciliazione.
3. Se la conciliazione è riuscita, il risultato della conciliazione indica chiaramente l'accordo raggiunto e le soluzioni di attuazione; i diritti e gli obblighi delle parti; le modalità e i termini di esecuzione dell'accordo; gli altri contenuti secondo l'accordo delle parti, conformi alle disposizioni di legge. Se la conciliazione non è riuscita, il risultato della conciliazione indica chiaramente le opinioni e i punti di vista delle parti e gli altri contenuti pertinenti. Il documento sul risultato della conciliazione reca la firma o l'impronta digitale o la conferma delle parti, del conciliatore e delle altre persone partecipanti alla conciliazione (se presenti) ed è inviato alle parti. Se qualcuno non firma né appone l'impronta digitale né conferma, il conciliatore ne indica chiaramente il motivo nel documento.
Articolo 30. Esecuzione dell'accordo di conciliazione riuscita e riconoscimento del risultato della conciliazione riuscita
1. Le parti hanno la responsabilità di eseguire l'accordo di conciliazione riuscita. Nel corso dell'esecuzione dell'accordo, se una parte non può eseguirlo per evento di forza maggiore, per colpa dell'altra parte o negli altri casi previsti dalla legge, essa ha la responsabilità di confrontarsi e accordarsi con l'altra parte e di darne comunicazione al conciliatore.
2. Se una o entrambe le parti chiedono al Tribunale popolare competente di riconoscere il risultato della conciliazione riuscita, si procede secondo la legge sul procedimento civile.
Articolo 31. Monitoraggio e sollecito dell'esecuzione dell'accordo di conciliazione riuscita
Il conciliatore ha la responsabilità di monitorare e sollecitare l'esecuzione dell'accordo di conciliazione riuscita da lui direttamente condotta; informa tempestivamente il Capo del gruppo di conciliazione affinché riferisca al Capo del Comitato di lavoro del Fronte le questioni sorte nel corso del monitoraggio e del sollecito dell'esecuzione.
Capitolo IV – RESPONSABILITÀ DEGLI ORGANI E DELLE ORGANIZZAZIONI NELLA CONCILIAZIONE DI BASE
Articolo 32. Responsabilità di gestione statale della conciliazione di base
1. Il Governo gestisce in modo unitario, a livello statale, la conciliazione di base in tutto il paese.
2. I Comitati popolari delle province e delle città (di seguito denominati complessivamente «livello provinciale») esercitano la gestione statale della conciliazione di base nella provincia o città; presiedono, in coordinamento con il Comitato del Fronte della Patria del Vietnam dello stesso livello, la guida e l'organizzazione dell'attuazione della legislazione sulla conciliazione di base a livello locale; effettuano verifiche, valutazioni, bilanci intermedi e finali, riconoscimenti e rapporti sulla conciliazione di base.
3. I Comitati popolari di comune esercitano la gestione statale della conciliazione di base a livello locale; presiedono, in coordinamento con il Comitato del Fronte della Patria del Vietnam dello stesso livello, l'organizzazione dell'attuazione della legislazione sulla conciliazione di base; integrano l'attuazione della legislazione sulla conciliazione di base nell'elaborazione e nell'attuazione dei regolamenti e delle convenzioni del thôn e del tổ dân phố; effettuano verifiche, valutazioni, bilanci intermedi e finali, riconoscimenti e rapporti sulla conciliazione di base.
4. Il Governo disciplina in dettaglio il presente articolo.
Articolo 33. Responsabilità dei Comitati del Fronte della Patria del Vietnam di ogni livello e delle organizzazioni che ne fanno parte
1. I Comitati del Fronte della Patria del Vietnam di ogni livello si coordinano con l'organo di gestione statale della conciliazione di base dello stesso livello nel partecipare all'attività di conciliazione di base; mobilitano organizzazioni e persone al rispetto della legge, vigilano sull'attuazione della legislazione sulla conciliazione di base; si coordinano nelle verifiche, nel monitoraggio, nei bilanci intermedi e finali, nei riconoscimenti e nei rapporti sulla conciliazione di base. Il Comitato centrale del Fronte della Patria del Vietnam guida i Comitati del Fronte della Patria del Vietnam di ogni livello a partecipare all'organizzazione dell'attuazione della legislazione sulla conciliazione di base.
2. Le organizzazioni che fanno parte del Fronte, nell'ambito delle proprie funzioni e compiti, hanno la responsabilità di svolgere l'attività di conciliazione di base secondo la legge; mobilitano i propri iscritti e membri a partecipare alla conciliazione di base e a fare i conciliatori.
Capitolo V – DISPOSIZIONI DI ESECUZIONE
Articolo 34. Efficacia
1. La presente legge entra in vigore dal 1° marzo 2027.
2. La Legge n. 35/2013/QH13 cessa di avere efficacia dalla data di entrata in vigore della presente legge, salvo il caso di cui al comma 2 dell'articolo 35 della presente legge.
Articolo 35. Disposizioni transitorie
1. A decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, i gruppi di conciliazione e i conciliatori costituiti e riconosciuti secondo la Legge n. 35/2013/QH13 continuano a operare senza dover essere costituiti o riconosciuti nuovamente secondo la presente legge.
2. Le vicende rientranti nell'ambito della conciliazione di base la cui conciliazione non si sia conclusa prima della data di entrata in vigore della presente legge continuano a essere conciliate secondo la Legge n. 35/2013/QH13.
La presente legge è stata approvata il 24 agosto 2026 dall'Assemblea nazionale della Repubblica socialista del Vietnam, XVI legislatura, prima sessione straordinaria.
IL PRESIDENTE DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE
Trần Thanh Mẫn