Testi in vigore: Turchia
Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Turchia, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.
Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.
Traduzione italiana
CAPO I – Finalità, ambito di applicazione e definizioni
Art. 1 – Finalità e ambito di applicazione (1) La presente legge ha lo scopo di disciplinare la procedura e i principi applicabili alla risoluzione delle controversie civili mediante mediazione. (2) La presente legge si applica alla risoluzione delle controversie di diritto privato — ivi comprese quelle con elemento di estraneità — vertenti su affari o rapporti di cui le parti possano liberamente disporre. Sono tuttavia escluse dalla mediazione le controversie che comportino un'accusa di violenza domestica.
Art. 2 – Definizioni (1) Ai fini dell'applicazione della presente legge, si intende per: a) Mediatore: la persona fisica che svolge l'attività di mediazione ed è iscritta nell'albo dei mediatori tenuto dal Ministero; b) Mediazione: il metodo volontario di risoluzione delle controversie, condotto con l'intervento di un terzo imparziale e indipendente, in possesso di specifica formazione professionale, che, applicando tecniche sistematiche, riunisce le parti al fine di favorire il dialogo e la negoziazione, instaura tra esse un processo di comunicazione volto a farle comprendere reciprocamente e a consentire loro di elaborare autonomamente la soluzione, potendo altresì, qualora emerga che le parti non riescano a raggiungere una soluzione, formulare una proposta di soluzione; c) Ministero: il Ministero della Giustizia; ç) Direzione di Dipartimento: la Direzione del Dipartimento della Mediazione da istituire presso la Direzione Generale degli Affari Giuridici; d) Direzione Generale: la Direzione Generale degli Affari Giuridici; e) Amministrazione: le amministrazioni e gli enti indicati nelle tabelle (I), (II), (III) e (IV) allegate alla legge n. 5018 del 10/12/2003 sulla gestione finanziaria pubblica e sul controllo, gli enti locali definiti dalla legge n. 5018 e le imprese da questi costituite, gli altri enti, organi, autorità e organismi pubblici istituiti con legge speciale, le imprese economiche pubbliche e le loro società partecipate, aziende e imprese, nonché le altre società di cui più del cinquanta per cento del capitale è di proprietà pubblica; f) Consiglio: il Consiglio della Mediazione; g) Albo: l'albo dei mediatori.
CAPO II – Principi fondamentali della mediazione
Art. 3 – Volontarietà e uguaglianza (1) Le parti sono libere di rivolgersi al mediatore, di proseguire il procedimento, di concluderlo o di rinunciarvi. Resta tuttavia salva la disposizione dell'art. 18/A relativa alla mediazione quale condizione di procedibilità. (2) Le parti godono di uguali diritti sia nel momento in cui si rivolgono al mediatore, sia per l'intera durata del procedimento.
Art. 4 – Riservatezza (1) Salvo diverso accordo delle parti, il mediatore è tenuto a mantenere riservati le informazioni, i documenti e gli altri atti che gli siano stati sottoposti nell'ambito dell'attività di mediazione o che abbia altrimenti acquisito. (2) Salvo diverso accordo, anche le parti e le altre persone che partecipano agli incontri sono tenute al medesimo obbligo di riservatezza.
Art. 5 – Inutilizzabilità di dichiarazioni e documenti (1) Le parti, il mediatore ovvero qualsiasi terzo, compresi coloro che hanno partecipato alla mediazione, non possono, qualora sia successivamente promossa un'azione civile o si faccia ricorso all'arbitrato in relazione alla controversia, produrre come prova né testimoniare in merito a: a) l'invito a partecipare alla mediazione rivolto dalle parti, o la volontà di una parte di parteciparvi; b) le opinioni e le proposte formulate dalle parti al fine di comporre la controversia mediante mediazione; c) le proposte avanzate dalle parti nel corso dell'attività di mediazione, ovvero l'ammissione di un fatto o di una pretesa; ç) i documenti predisposti unicamente in funzione dell'attività di mediazione. (2) Il comma primo si applica indipendentemente dalla forma della dichiarazione o del documento. (3) La divulgazione delle informazioni di cui al comma primo non può essere richiesta né dal giudice, né da un arbitro, né da alcuna autorità amministrativa. Tali dichiarazioni o documenti, anche se prodotti come prova in violazione del comma primo, non possono essere posti a fondamento della decisione. Essi possono tuttavia essere resi noti nella misura in cui ciò sia imposto da una disposizione di legge, ovvero sia necessario per l'attuazione e l'esecuzione dell'accordo raggiunto all'esito della mediazione. (4) I commi precedenti si applicano nel giudizio civile e nell'arbitrato, indipendentemente dal fatto che riguardino o meno l'oggetto della mediazione. (5) Fatte salve le limitazioni di cui al comma primo, le prove altrimenti utilizzabili nel giudizio civile e nell'arbitrato non diventano inammissibili per il solo fatto di essere state prodotte in mediazione.
CAPO III – Diritti e obblighi dei mediatori
Art. 6 – Uso del titolo (1) I mediatori iscritti all'albo hanno diritto di utilizzare il titolo di mediatore e le facoltà da esso derivanti. (2) Il mediatore è tenuto a indicare tale titolo nello svolgimento dell'attività di mediazione. (3) La Direzione di Dipartimento è competente a determinare le aree di specializzazione dei mediatori e la relativa procedura e i relativi criteri.
Art. 7 – Compenso e spese (1) Il mediatore ha diritto a richiedere il compenso e le spese per l'attività svolta. Il mediatore può altresì richiedere un anticipo sul compenso e sulle spese. (2) Salvo diverso accordo, il compenso del mediatore è determinato secondo la Tariffa Minima dei Compensi del Mediatore vigente alla data di conclusione dell'attività, e il compenso e le spese sono a carico delle parti in misura uguale. (3) Il mediatore non può percepire compenso per aver procurato affari a determinate persone o per averle raccomandate in relazione al procedimento di mediazione. Gli atti compiuti in violazione di tale divieto sono nulli.
Art. 8 – Attività di mediazione (1) Il mediatore può incontrarsi e comunicare con ciascuna delle parti separatamente o congiuntamente.
Art. 9 – Diligenza, imparzialità e parità di trattamento (1) Il mediatore svolge il proprio incarico con diligenza, imparzialità e personalmente. (2) La persona incaricata come mediatore, qualora sussistano circostanze rilevanti tali da far dubitare della propria imparzialità, è tenuta a informarne le parti. Nonostante tale comunicazione, qualora le parti lo richiedano congiuntamente, il mediatore può assumere o proseguire l'incarico. (3) Il mediatore è tenuto ad assicurare la parità di trattamento tra le parti. (4) Il mediatore non può, in relazione alla controversia in cui ha svolto tale funzione, assumere successivamente l'incarico di avvocato di una delle parti nel giudizio instaurato su di essa.
Art. 10 – Divieto di pubblicità (1) È vietato ai mediatori compiere qualsiasi iniziativa o atto assimilabile a pubblicità al fine di procacciarsi incarichi e, in particolare, utilizzare, sulle proprie insegne e sulla carta intestata, titoli diversi da quelli di mediatore, avvocato e titoli accademici.
Art. 11 – Obbligo di informazione (1) Il mediatore, all'inizio dell'attività di mediazione, è tenuto a informare adeguatamente le parti sui principi, sul procedimento e sugli esiti della mediazione.
Art. 12 – Contributi all'albo (1) Ai mediatori sono richiesti, all'atto dell'iscrizione all'albo, un contributo d'iscrizione e, per ogni anno, un contributo annuale. (2) Il contributo d'iscrizione e i contributi annuali sono iscritti tra le entrate del bilancio generale.
CAPO IV – L'attività di mediazione
Art. 13 – Ricorso al mediatore (1) Le parti possono accordarsi per rivolgersi a un mediatore prima della proposizione della domanda giudiziale o nel corso del giudizio. Anche il giudice può informare e incoraggiare le parti a rivolgersi a un mediatore. (2) Salvo diverso accordo, se una parte non risponde positivamente entro trenta giorni alla proposta dell'altra di ricorrere alla mediazione, tale proposta si considera respinta. (3) La parte che, per far fronte al compenso della mediazione, necessiti di patrocinio a spese dello Stato, può beneficiarne con decisione del giudice di pace del luogo in cui ha sede l'ufficio di mediazione competente. A tal fine si applicano, in quanto compatibili, gli articoli da 334 a 340 della legge n. 6100 del 12/1/2011 sul codice di procedura civile.
Art. 14 – Nomina del mediatore (1) Salvo diversa procedura concordata, il mediatore o i mediatori sono scelti dalle parti.
Art. 15 – Svolgimento dell'attività di mediazione (1) Il mediatore, una volta nominato, convoca le parti al primo incontro nel più breve tempo possibile. (2) Le parti possono liberamente concordare le modalità della mediazione, purché non contrarie a norme imperative. (3) In assenza di accordo delle parti, il mediatore conduce l'attività di mediazione tenendo conto della natura della controversia, delle esigenze delle parti e delle modalità necessarie per una rapida risoluzione della controversia. (4) Gli atti che, per loro natura, costituiscono esercizio di un potere giurisdizionale riservato al solo giudice non possono essere compiuti dal mediatore. (5) Qualora, dopo la proposizione della domanda, le parti dichiarino di voler ricorrere congiuntamente alla mediazione, il giudizio è sospeso dal giudice per un periodo non superiore a tre mesi. Tale termine può essere prorogato fino a tre mesi su istanza congiunta delle parti. (6) Le parti possono partecipare alle trattative di mediazione personalmente, tramite i loro rappresentanti legali o tramite i loro avvocati. Alle trattative possono altresì essere presenti esperti in grado di contribuire alla risoluzione della controversia. (7) Qualora emerga che le parti non riescano a produrre una soluzione, il mediatore può formulare una proposta di soluzione. (8) Nelle trattative di mediazione, l'amministrazione è rappresentata da una commissione composta da due membri designati dal vertice amministrativo e dal responsabile dell'ufficio legale, o da un avvocato o consulente legale da questi designato. La commissione redige, al termine delle trattative di mediazione, una relazione motivata, che conserva per cinque anni. (9) Le azioni di risarcimento promosse in relazione agli atti compiuti e alle decisioni assunte dai membri della commissione nell'ambito dell'attività di mediazione possono essere proposte esclusivamente nei confronti dello Stato. Lo Stato esercita l'azione di regresso, entro un anno dalla data del pagamento, nei confronti dei membri che, agendo in violazione dei doveri d'ufficio, abbiano abusato delle loro funzioni, per l'importo del risarcimento corrisposto. (10) La procedura e i criteri per l'applicazione del presente articolo sono disciplinati con regolamento emanato dal Ministero.
Art. 16 – Decorrenza dei termini (1) Il procedimento di mediazione, in caso di ricorso al mediatore prima della proposizione della domanda giudiziale, inizia a decorrere dalla data in cui le parti sono state convocate al primo incontro e tra le parti e il mediatore si è raggiunto un accordo sulla prosecuzione del procedimento, documentato con apposito verbale. In caso di ricorso al mediatore dopo la proposizione della domanda giudiziale, il procedimento inizia a decorrere dalla data in cui le parti accettano l'invito del giudice a ricorrere alla mediazione, ovvero dalla data in cui dichiarano per iscritto al giudice, fuori udienza, di essersi accordate per ricorrere al mediatore, o dalla data in cui tale dichiarazione è verbalizzata in udienza. (2) Il periodo compreso tra l'inizio e la conclusione del procedimento di mediazione non è computato ai fini del calcolo dei termini di prescrizione e di decadenza.
Art. 17 – Conclusione dell'attività di mediazione (1) L'attività di mediazione si conclude nei seguenti casi: a) raggiungimento di un accordo tra le parti; b) accertamento da parte del mediatore, dopo aver consultato le parti, dell'inutilità di proseguire ulteriormente gli sforzi di mediazione; c) comunicazione da parte di una delle parti, all'altra parte o al mediatore, della propria volontà di recedere dall'attività di mediazione; ç) cessazione dell'attività di mediazione per accordo delle parti; d) accertamento che la controversia non è suscettibile di mediazione. (2) La circostanza che le parti abbiano raggiunto o meno un accordo, ovvero le modalità di conclusione dell'attività di mediazione, sono documentate con apposito verbale. Il verbale, redatto dal mediatore, è sottoscritto dal mediatore, dalle parti e dai loro rappresentanti legali o avvocati. Qualora il documento non venga sottoscritto dalle parti, dai loro rappresentanti legali o avvocati, esso è sottoscritto dal solo mediatore, con indicazione del motivo. (3) Le parti decidono quali ulteriori elementi, oltre all'esito dell'attività, debbano essere riportati nel verbale redatto al termine della mediazione. Il mediatore fornisce alle parti le necessarie spiegazioni in merito al verbale e ai suoi effetti e, qualora le parti non siano presenti, ne dà loro comunicazione con ogni mezzo di comunicazione. (4) In caso di conclusione dell'attività di mediazione, il mediatore è tenuto a conservare per cinque anni la comunicazione ricevuta in relazione a tale attività, i documenti a lui affidati e in suo possesso, nonché il verbale redatto ai sensi del comma secondo. Il mediatore trasmette alla Direzione Generale copia dell'ultimo verbale redatto al termine dell'attività di mediazione entro un mese dalla conclusione della stessa.
Art. 17/A – Esecutività degli accordi transattivi internazionali (1) Nell'ambito della Convenzione recepita con la legge n. 7282 del 25/2/2021, di approvazione della ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi di transazione internazionale risultanti dalla mediazione, l'esecuzione degli accordi transattivi conclusi a seguito di mediazione richiede necessariamente l'ottenimento dell'attestazione di esecutività dal tribunale commerciale di primo grado. (2) L'attestazione di esecutività può essere richiesta al tribunale del luogo concordato dalle parti oppure, in mancanza, in ordine successivo, al tribunale del luogo di residenza della controparte in Turchia, al tribunale del luogo in cui essa dimora, o, in assenza di residenza o dimora in Turchia, a uno dei tribunali di Ankara, Istanbul o Smirne. (3) L'esame relativo al rilascio dell'attestazione di esecutività è svolto sugli atti, in conformità alle disposizioni della Convenzione e dell'art. 18. Il tribunale può, se necessario, fissare un'udienza indicandone la relativa motivazione.
Art. 17/B – Mediazione nelle controversie relative a beni immobili (1) Sono suscettibili di mediazione le controversie relative al trasferimento di un immobile o alla costituzione di un diritto reale limitato su di esso. (2) Nelle controversie di cui al comma primo, qualora le parti lo concordino per iscritto e il mediatore documenti tale accordo a verbale, su richiesta del mediatore è annotata nel registro fondiario una restrizione della facoltà di disposizione, limitata alla durata del procedimento di mediazione e comunque non superiore a tre mesi dalla data della sua annotazione. Tale annotazione viene cancellata su richiesta del mediatore, in caso di mancato accordo tra le parti o di accordo delle parti sulla sua cancellazione, ovvero automaticamente allo scadere del termine di tre mesi. (3) In caso di accordo delle parti al termine del procedimento di mediazione, l'accordo è redatto nel rispetto delle limitazioni e delle procedure previste dalla legge in materia di trasferimento dell'immobile o di costituzione di un diritto reale limitato su di esso. (4) È obbligatorio ottenere l'attestazione di esecutività dell'accordo, richiesta al giudice di pace del luogo in cui si trova l'immobile. Il giudice, nel proprio esame, verifica il contenuto dell'accordo, la sua idoneità a formare oggetto di mediazione e di esecuzione forzata, nonché il rispetto delle limitazioni e delle procedure previste dalla legge in materia di trasferimento dell'immobile o di costituzione di un diritto reale limitato su di esso; a tal fine può richiedere informazioni o documenti a enti o organismi e fissare, se necessario, un'udienza. (5) Per quanto riguarda le altre questioni relative al rilascio dell'attestazione di esecutività dell'accordo si applica l'art. 18. (6) Una delle parti dell'accordo può, dopo il rilascio dell'attestazione di esecutività, richiedere la trascrizione presso l'ufficio del registro fondiario.
Art. 18 – Esecutività dell'accordo (1) Il contenuto dell'accordo raggiunto al termine dell'attività di mediazione è determinato dalle parti; qualora venga redatto un documento d'accordo, esso è sottoscritto dalle parti e dal mediatore. (2) Qualora le parti raggiungano un accordo al termine dell'attività di mediazione, possono richiedere che venga apposta un'attestazione di esecutività su tale accordo. Se il ricorso alla mediazione è avvenuto prima della proposizione della domanda giudiziale, l'attestazione di esecutività può essere richiesta al giudice di pace del luogo in cui il mediatore ha svolto il proprio incarico. Se il ricorso alla mediazione è avvenuto nel corso del giudizio, l'attestazione può essere richiesta al giudice presso cui il giudizio è pendente. L'accordo munito di tale attestazione è considerato titolo esecutivo equiparato a sentenza. (3) Il rilascio dell'attestazione di esecutività costituisce procedimento di volontaria giurisdizione ed è esaminato sugli atti. Tuttavia, nelle controversie di diritto di famiglia suscettibili di mediazione, l'esame è svolto in udienza. Tale esame è limitato alla verifica dell'idoneità del contenuto dell'accordo a formare oggetto di mediazione e di esecuzione forzata. Per l'istanza al giudice diretta al rilascio dell'attestazione di esecutività, e per l'eventuale appello proposto avverso le relative decisioni, è dovuto un contributo unificato in misura fissa. Qualora le parti intendano utilizzare l'accordo per altro atto ufficiale senza aver ottenuto l'attestazione di esecutività, è dovuta altresì l'imposta di bollo in misura fissa. (4) Salvi i casi in cui la legge impone il rilascio dell'attestazione di esecutività, l'accordo sottoscritto congiuntamente dalle parti e dai loro avvocati e dal mediatore — e, per le controversie commerciali, dagli avvocati e dal mediatore — è considerato titolo esecutivo equiparato a sentenza anche senza tale attestazione. (5) Qualora al termine dell'attività di mediazione sia stato raggiunto un accordo, le parti non possono proporre azione giudiziale relativamente alle questioni oggetto dell'accordo.
CAPO V – La mediazione quale condizione di procedibilità
Art. 18/A – Disposizioni generali (1) Qualora le leggi vigenti stabiliscano, per determinate materie, che il previo ricorso al mediatore costituisca condizione di procedibilità, al relativo procedimento di mediazione si applicano le disposizioni seguenti. (2) L'attore è tenuto ad allegare all'atto introduttivo del giudizio l'originale, o una copia autenticata dal mediatore, del verbale finale attestante il mancato raggiungimento di un accordo al termine dell'attività di mediazione. In mancanza, il giudice invia all'attore un invito contenente l'avvertimento che il verbale finale deve essere prodotto entro il termine perentorio di una settimana, pena il rigetto della domanda per motivi procedurali. Qualora l'attore non ottemperi a tale invito, il giudizio è dichiarato improcedibile senza che l'atto introduttivo sia notificato alla controparte. Qualora risulti che la domanda è stata proposta senza previo ricorso al mediatore, il giudizio è dichiarato improcedibile, per difetto della condizione di procedibilità, senza necessità di alcun ulteriore atto. (3) La Direzione di Dipartimento elenca, tra i mediatori iscritti all'albo che intendano svolgere la mediazione ai sensi del presente articolo, indicandone, ove presenti, le aree di specializzazione, quelli disponibili a operare presso ciascuna commissione di giustizia del tribunale ordinario di primo grado, e comunica gli elenchi alle rispettive presidenze delle commissioni. Le presidenze delle commissioni trasmettono tali elenchi agli uffici di mediazione operanti nel proprio distretto giudiziario e, nei luoghi in cui non sia istituito un ufficio di mediazione, alla cancelleria del giudice di pace incaricata a tal fine. (4) La domanda è presentata all'ufficio di mediazione del luogo in cui ha sede il giudice competente in relazione all'oggetto della controversia, o, in mancanza di ufficio di mediazione, alla cancelleria incaricata a tal fine. (5) Il mediatore è designato dall'ufficio tra quelli indicati nell'elenco comunicato alle presidenze delle commissioni. Tuttavia, qualora le parti si accordino su un determinato mediatore compreso nell'elenco, è designato tale mediatore. (6) La parte istante fornisce all'ufficio di mediazione ogni recapito proprio e, se in suo possesso, quello della controparte. L'ufficio è altresì competente a ricercare i recapiti delle parti risultanti dai registri ufficiali. Gli enti e gli organismi competenti sono tenuti a fornire le informazioni e i documenti richiesti dall'ufficio. (7) I recapiti delle parti sono comunicati dall'ufficio al mediatore designato. Il mediatore si basa su tali recapiti e può, se necessario, effettuare autonomamente ulteriori ricerche. In base alle informazioni in suo possesso, informa le parti in merito alla designazione con ogni mezzo di comunicazione e le convoca al primo incontro. Anche qualora la parte abbia un avvocato, ne informa direttamente anche la parte stessa. Il mediatore documenta le operazioni di informazione e di convocazione. (8) Il mediatore non può d'ufficio esaminare la competenza dell'ufficio che ha effettuato la designazione. La controparte può contestare, al più tardi in occasione del primo incontro, la competenza dell'ufficio di mediazione, presentando i relativi documenti. In tal caso, il mediatore consegna immediatamente il fascicolo all'ufficio affinché sia trasmesso al competente giudice di pace. Il giudice, senza applicazione di contributo unificato, decide in via definitiva, entro una settimana, sull'ufficio competente sulla base dell'esame degli atti, e restituisce il fascicolo all'ufficio. La decisione del giudice è notificata alle parti dall'ufficio ai sensi della legge n. 7201 dell'11/2/1959 sulle notificazioni. In caso di rigetto dell'eccezione di incompetenza, il medesimo mediatore è nuovamente designato e i termini indicati al comma nono decorrono dalla data della nuova designazione. In caso di accoglimento dell'eccezione, è possibile rivolgersi all'ufficio competente entro una settimana dalla notifica della decisione; in tal caso, la data di presentazione della domanda all'ufficio incompetente è considerata come data di presentazione all'ufficio competente. L'ufficio competente designa il mediatore ai sensi del comma quinto. (9) Il mediatore conclude la domanda entro tre settimane dalla data della designazione. Tale termine può essere prorogato dal mediatore, per motivi imperativi, di al massimo una settimana. (10) Il mediatore pone fine all'attività di mediazione e redige il verbale finale, comunicando immediatamente la circostanza all'ufficio di mediazione, nei casi in cui non sia possibile raggiungere le parti, o non si possa tenere l'incontro per assenza delle parti, ovvero le parti raggiungano o meno un accordo. (11) Qualora l'attività di mediazione si concluda per la mancata partecipazione di una delle parti al primo incontro senza giustificato motivo, tale parte è indicata nel verbale finale e, anche qualora risulti parzialmente o totalmente vittoriosa nel giudizio, è responsabile per la metà delle spese processuali che la controparte è tenuta a sostenere. A favore di tale parte è altresì liquidata la metà del compenso per l'assistenza legale determinato secondo la Tariffa Minima Forense. Nei giudizi promossi a seguito di conclusione dell'attività di mediazione per mancata partecipazione di entrambe le parti al primo incontro, le spese processuali sostenute da ciascuna parte restano a suo carico. (12) In caso di accordo delle parti al termine dell'attività di mediazione, il compenso di mediazione, salvo diverso accordo, è a carico delle parti in misura uguale, secondo la Seconda Parte della Tariffa dei Compensi di Mediazione, allegata alla Tariffa Minima dei Compensi del Mediatore. In tal caso, il compenso non può essere inferiore all'importo corrispondente a due ore, determinato secondo la Prima Parte della Tariffa. (13) Nei casi in cui, al termine dell'attività di mediazione, non sia stato possibile raggiungere le parti, non si sia potuto tenere l'incontro per assenza delle parti, ovvero le parti non abbiano raggiunto un accordo all'esito di incontri di durata inferiore a due ore, l'importo del compenso corrispondente a due ore è corrisposto a carico del bilancio del Ministero della Giustizia, secondo la Prima Parte della Tariffa. Qualora gli incontri si siano protratti oltre le due ore senza che le parti abbiano raggiunto un accordo, il compenso relativo alla parte eccedente le due ore è a carico delle parti in misura uguale, salvo diverso accordo, tenuto conto dell'oggetto della controversia, secondo la Prima Parte della Tariffa. Il compenso di mediazione corrisposto a carico del bilancio del Ministero della Giustizia e quello posto a carico delle parti sono considerati spese processuali. (14) Le spese necessarie che l'ufficio di mediazione è tenuto a sostenere ai sensi del presente articolo sono anticipate dal bilancio del Ministero della Giustizia, salvo rimborso: in caso di accordo, da parte delle parti secondo quanto convenuto; in mancanza di accordo, a carico della parte che risulterà successivamente soccombente. (15) Nel periodo compreso tra la presentazione della domanda all'ufficio di mediazione e la data di redazione del verbale finale, la prescrizione resta sospesa e i termini di decadenza non decorrono. (16) Il termine per la proposizione della domanda previsto dal comma primo dell'art. 397 della legge n. 6100, in caso di provvedimento cautelare anteriore alla causa, ovvero dal comma primo dell'art. 264 della legge n. 2004 del 9/6/1932 sull'esecuzione e sul fallimento, in caso di sequestro conservativo, non decorre nel periodo compreso tra la presentazione della domanda all'ufficio di mediazione e la data di redazione del verbale finale. Qualora, successivamente alla presentazione della domanda all'ufficio di mediazione, sia promossa un'esecuzione forzata nei confronti della parte istante in relazione all'oggetto della controversia, e detta parte proponga, entro due settimane dalla data di redazione del verbale finale, domanda di accertamento negativo ai sensi dell'art. 72 della legge n. 2004, con relativa istanza, si applica il comma secondo del medesimo art. 72. (17) Salvo diverso accordo delle parti, gli incontri di mediazione si svolgono nell'ambito territoriale della commissione di giustizia del tribunale ordinario di primo grado cui è collegato l'ufficio che ha designato il mediatore. (18) Nei casi in cui leggi speciali prevedano l'obbligo di ricorrere all'arbitrato o ad altro mezzo alternativo di risoluzione delle controversie, ovvero sussista una convenzione arbitrale, non si applicano le disposizioni relative alla mediazione quale condizione di procedibilità. (19) Restano ferme le disposizioni speciali che, nelle leggi vigenti, prevedono la mediazione quale condizione di procedibilità. (20) Per quanto non previsto dal presente Capo, si applicano, in quanto compatibili, le altre disposizioni della presente legge.
Art. 18/B – Mediazione quale condizione di procedibilità in talune controversie (1) Nelle seguenti controversie, il previo ricorso al mediatore prima della proposizione della domanda giudiziale costituisce condizione di procedibilità: a) le controversie derivanti dal rapporto di locazione, ad eccezione delle disposizioni relative allo sfratto in via esecutiva senza titolo giudiziale ai sensi della legge n. 2004, per gli immobili locati; b) le controversie relative alla divisione di beni mobili e immobili e allo scioglimento della comunione; c) le controversie derivanti dalla legge n. 634 del 23/6/1965 sulla proprietà per piani (condominio); ç) le controversie derivanti dal diritto di vicinato. (2) In caso di accordo delle parti al termine del procedimento di mediazione, l'accordo è redatto nel rispetto delle limitazioni e delle procedure previste dalla legge in relazione all'immobile. (3) È obbligatorio ottenere l'attestazione di esecutività dell'accordo redatto ai sensi del presente articolo; tale attestazione è richiesta, per gli accordi relativi a beni immobili, al giudice di pace del luogo in cui si trova l'immobile e, per gli altri accordi, al giudice di pace del luogo in cui il mediatore ha svolto il proprio incarico. Il giudice, nell'esame relativo agli accordi riguardanti beni immobili, verifica il contenuto dell'accordo, la sua idoneità a formare oggetto di mediazione e di esecuzione forzata, nonché il rispetto delle limitazioni e delle procedure previste dalla legge in relazione all'immobile; a tal fine può richiedere informazioni o documenti a enti o organismi e fissare, se necessario, un'udienza. (4) Per quanto riguarda le altre questioni relative al rilascio dell'attestazione di esecutività dell'accordo si applica l'art. 18. (5) Una delle parti dell'accordo relativo al trasferimento di un immobile o alla costituzione di un diritto reale limitato su di esso può, dopo il rilascio dell'attestazione di esecutività, richiedere la trascrizione presso l'ufficio del registro fondiario.
CAPO VI – L'albo dei mediatori
Art. 19 – Tenuta dell'albo (1) La Direzione di Dipartimento tiene l'albo delle persone abilitate a svolgere la mediazione nelle controversie di diritto privato. Le informazioni relative alle persone iscritte nell'albo sono altresì rese note per via elettronica dalla Direzione di Dipartimento. (2) La procedura e i criteri relativi alla tenuta dell'albo dei mediatori sono disciplinati con regolamento emanato dal Ministero.
Art. 20 – Condizioni per l'iscrizione all'albo (1) L'iscrizione all'albo avviene su domanda scritta dell'interessato alla Direzione di Dipartimento. (2) Per l'iscrizione all'albo dei mediatori è necessario: a) essere cittadino turco; b) essere laureato in giurisprudenza con almeno cinque anni di anzianità professionale; c) avere piena capacità di agire; ç) non essere stato condannato — anche qualora siano decorsi i termini previsti dall'art. 53 della legge n. 5237 del 26/9/2004 sul codice penale turco, e anche in caso di amnistia — per un reato doloso a pena detentiva superiore a un anno, ovvero per reati contro la sicurezza dello Stato, per reati contro l'ordine costituzionale e il suo funzionamento, per peculato, concussione, corruzione, furto, truffa, falso, appropriazione indebita, bancarotta fraudolenta, turbata libertà degli incanti, turbativa dell'esecuzione di un contratto, riciclaggio di proventi di reato o contrabbando, falsa perizia, falsa testimonianza e falso giuramento; d) non avere legami o contatti con organizzazioni terroristiche; e) aver completato la formazione in mediazione e, salvo per coloro che abbiano un'anzianità professionale di venti anni, aver superato l'esame scritto indetto dal Ministero. (3) Il mediatore può iniziare la propria attività a decorrere dalla data di iscrizione all'albo. (4) La Direzione di Dipartimento elenca i mediatori iscritti all'albo in base alle commissioni di giustizia del tribunale ordinario di primo grado presso cui intendano operare, e trasmette gli elenchi alle rispettive presidenze delle commissioni. Un mediatore può essere iscritto in non più di tre elenchi di commissione.
Art. 21 – Cancellazione dall'albo (1) La Direzione di Dipartimento cancella dall'albo il mediatore che, pur non possedendo i requisiti richiesti, sia stato iscritto, ovvero che li abbia successivamente perduti. (2) La Direzione di Dipartimento diffida per iscritto il mediatore che risulti inadempiente agli obblighi previsti dalla presente legge; qualora la diffida non sia osservata, dopo aver sentito le difese del mediatore, richiede, se necessario, al Consiglio la cancellazione del suo nominativo dall'albo. (3) Il mediatore può in qualsiasi momento richiedere la cancellazione dal proprio nominativo dall'albo dei mediatori.
CAPO VII – Formazione in mediazione ed enti formatori
Art. 22 – Formazione in mediazione (1) Per formazione in mediazione si intende la formazione, acquisita dopo il conseguimento della laurea in giurisprudenza, comprendente le conoscenze fondamentali relative allo svolgimento dell'attività di mediazione, le tecniche di comunicazione, i metodi di negoziazione e di risoluzione delle controversie, la psicologia del comportamento, nonché le altre conoscenze teoriche e pratiche indicate dal regolamento.
Art. 23 – Enti formatori (1) La formazione in mediazione è impartita dalle facoltà di giurisprudenza delle università che ne siano dotate, dall'Unione degli Ordini degli Avvocati di Turchia e dall'Accademia di Giustizia di Turchia. Tali enti possono impartire la formazione previa autorizzazione del Ministero. L'elenco degli enti formatori autorizzati è pubblicato per via elettronica. (2) La domanda di autorizzazione è presentata per iscritto. In tale domanda sono forniti, con relativa motivazione, elementi informativi sul programma formativo, sul numero e sulle competenze dei formatori, nonché sulle fonti di finanziamento dell'ente o del programma formativo. (3) Sulla base dei documenti presentati con la domanda, qualora si accerti che la formazione conseguirà il proprio scopo e che sarà garantita la continuità dell'attività formativa presso l'ente, l'autorizzazione è concessa all'ente formatore interessato per un periodo massimo di tre anni.
Art. 24 – Proroga dell'autorizzazione (1) L'ente formatore iscritto può richiedere per iscritto, non prima di un anno e non oltre tre mesi prima della scadenza del periodo di iscrizione, la proroga della validità della propria iscrizione. Qualora dalle relazioni presentate dall'ente ai sensi dell'art. 26 risulti che la formazione in mediazione prosegue con esito positivo e non sussistano le cause di cui all'art. 27, la validità dell'autorizzazione concessa può essere prorogata, di volta in volta, di tre anni. L'ente formatore che abbia presentato tempestiva domanda resta iscritto nell'elenco fino a quando non sia stata adottata una decisione sulla domanda medesima.
Art. 25 – Attestato di formazione (1) Gli enti formatori rilasciano alle persone che abbiano completato con esito positivo la formazione un attestato che ne certifica il completamento della formazione in mediazione.
Art. 26 – Relazione annuale (1) Gli enti formatori presentano ogni anno, nel mese di gennaio, alla Direzione di Dipartimento una relazione sull'ambito, i contenuti e l'esito dell'attività formativa svolta nell'anno precedente.
Art. 27 – Revoca dell'autorizzazione (1) Nei seguenti casi, l'autorizzazione concessa all'ente formatore è revocata dal Consiglio, su richiesta del Ministero: a) accertamento del venir meno o dell'insussistenza di uno dei requisiti richiesti per la concessione dell'autorizzazione; b) mancata erogazione adeguata della formazione; c) commissione di falsificazioni o di gravi irregolarità nel rilascio degli attestati di abilitazione alla mediazione; ç) mancato adempimento, nonostante diffida, dell'obbligo di presentazione della relazione di cui all'art. 26; d) accertamento della mancata garanzia della continuità dell'attività formativa.
CAPO VIII – Organizzazione e funzioni
Art. 28 – Direzione di Dipartimento, Consiglio e uffici di mediazione (1) Per l'espletamento delle funzioni indicate dalla presente legge, è istituita, nell'ambito della Direzione Generale, la Direzione di Dipartimento. (2) Per l'espletamento delle funzioni indicate dalla presente legge in materia di servizi di mediazione, è istituito, nell'ambito del Ministero, il Consiglio della Mediazione. (3) Al fine di informare i richiedenti, designare i mediatori ed espletare le altre funzioni attribuite dalla legge, sono istituiti, presso i palazzi di giustizia ritenuti idonei dal Ministero, uffici di mediazione. Presso tali uffici sono destinati, esclusivamente per il relativo servizio, un cancelliere e il personale necessario, su designazione della commissione di giustizia del tribunale ordinario di primo grado. Gli uffici di mediazione operano sotto la vigilanza e il controllo del giudice di pace designato dal Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri. Nei luoghi ove non sia istituito un ufficio di mediazione, le relative funzioni sono svolte dalla cancelleria del giudice di pace designata dalla commissione di giustizia del tribunale ordinario di primo grado, sotto la vigilanza e il controllo del relativo giudice.
Art. 29 – Struttura della Direzione di Dipartimento (1) La Direzione di Dipartimento è composta da un direttore di dipartimento, da un numero adeguato di giudici istruttori e da altro personale.
Art. 30 – Funzioni della Direzione di Dipartimento (1) Le funzioni della Direzione di Dipartimento sono le seguenti: a) garantire lo svolgimento regolare ed efficiente dei servizi di mediazione; b) curare pubblicazioni in materia di mediazione, promuovere e sostenere gli studi scientifici in tale materia; c) svolgere ogni decisione e atto relativo al funzionamento del Consiglio e collaborare, in relazione alle proprie funzioni, con il Ministero, con altri enti e organismi pubblici, con le università, con gli ordini professionali di natura pubblicistica, con le fondazioni e associazioni che operano per fini di pubblica utilità, nonché con persone fisiche e giuridiche volontarie ritenute idonee; ç) promuovere l'istituto della mediazione, informarne l'opinione pubblica, organizzare o sostenere congressi, simposi e seminari e altre manifestazioni scientifiche nazionali e internazionali in materia; d) monitorare a livello nazionale l'applicazione della mediazione, tenere e pubblicare le relative statistiche; e) sottoporre all'approvazione del Ministero le decisioni relative alle domande presentate dagli enti formatori a tal fine e alle richieste di proroga della validità dell'iscrizione, elencare gli enti formatori in materia di mediazione e pubblicarne l'elenco per via elettronica; f) tenere l'albo dei mediatori, decidere sulle domande di iscrizione, disporre la cancellazione del mediatore dall'albo ai sensi dei commi primo e terzo dell'art. 21, e rendere note per via elettronica le informazioni relative alle persone iscritte nell'albo; g) tenere il registro dei verbali finali redatti dai mediatori al termine dell'attività di mediazione e conservarne copia; ğ) svolgere studi e ricerche sulle leggi e sugli atti regolamentari rientranti nella propria competenza e formulare proposte alla Direzione Generale; h) predisporre la relazione annuale sull'attività svolta e il piano di attività per l'anno successivo, sottoponendoli al Consiglio; ı) predisporre la Tariffa Minima annuale dei Compensi di Mediazione.
Art. 31 – Composizione del Consiglio (1) Il Consiglio è composto dai seguenti membri: a) il Direttore Generale degli Affari Giuridici; b) il Direttore di Dipartimento; c) due giudici, selezionati dal Consiglio dei Giudici e dei Pubblici Ministeri tra i giudici di primo grado in servizio presso i tribunali civili; ç) tre rappresentanti dell'Unione degli Ordini degli Avvocati di Turchia; d) un rappresentante dell'Unione dei Notai di Turchia; e) un docente universitario dell'area del diritto privato, selezionato dal Consiglio dell'Istruzione Superiore; f) tre mediatori selezionati dal Ministro della Giustizia; g) un rappresentante dell'Unione delle Camere e delle Borse di Turchia; ğ) un rappresentante ciascuno, selezionato dalle tre confederazioni sindacali dei lavoratori con il maggior numero di iscritti; h) un rappresentante selezionato dalla confederazione sindacale dei datori di lavoro con il maggior numero di iscritti; ı) un rappresentante della Confederazione turca degli artigiani e dei commercianti; i) il Presidente del Centro di Formazione dell'Accademia di Giustizia di Turchia. (2) Il Presidente può, secondo necessità, invitare esperti alle riunioni del Consiglio. (3) Il Presidente del Consiglio è il Direttore Generale. Nelle riunioni cui il Direttore Generale non partecipi, le funzioni di presidenza sono svolte dal Direttore di Dipartimento. (4) Il Consiglio si riunisce almeno due volte l'anno, nei mesi di marzo e settembre. Il Consiglio può inoltre essere convocato in qualsiasi momento su richiesta del Presidente o di almeno cinque membri. (5) Il Consiglio delibera a maggioranza assoluta dei componenti. Decade dalla carica il membro che, senza giustificato motivo, non partecipi a due riunioni consecutive. (6) La durata dell'incarico dei membri del Consiglio designati al di fuori del Ministero è di tre anni. I membri il cui mandato sia scaduto possono essere nuovamente designati. (7) Le indennità giornaliere, le spese di viaggio, di soggiorno e le altre spese necessarie dei membri del Consiglio che partecipino provenendo da altra sede sono a carico del Ministero, secondo le disposizioni della legge n. 6245 del 10/2/1954 sulle indennità di trasferta. (8) La procedura e i criteri di funzionamento del Consiglio sono disciplinati con regolamento.
Art. 32 – Funzioni del Consiglio (1) Le funzioni del Consiglio sono le seguenti: a) determinare i principi fondamentali dei servizi di mediazione e le regole deontologiche della professione di mediatore; b) determinare i principi fondamentali e gli standard relativi alla formazione in mediazione e all'esame da svolgersi al termine di essa; c) determinare le regole relative alla vigilanza sui mediatori; ç) approvare in via definitiva, apportandovi se necessario modifiche, gli schemi di regolamento predisposti dalla Direzione Generale in attuazione della presente legge; d) revocare le autorizzazioni formative agli enti formatori; e) disporre la cancellazione del mediatore dall'albo ai sensi del comma secondo dell'art. 21; f) determinare il contributo di iscrizione all'albo e i contributi annuali dovuti dai mediatori; g) approvare, apportandovi se necessario modifiche, la Tariffa Minima dei Compensi di Mediazione; ğ) formulare raccomandazioni volte ad accrescere l'efficacia delle attività svolte dalla Direzione di Dipartimento; h) esprimere parere sulla relazione annuale sull'attività e sul piano della Direzione di Dipartimento; ı) individuare i contributi che enti e organismi collegati alle materie indicate nel piano di attività della Direzione di Dipartimento possano fornire in sede di attuazione.
CAPO IX – Disposizioni penali
Art. 33 – Violazione della riservatezza (1) Chiunque, violando l'obbligo di cui all'art. 4, cagioni un danno a un interesse giuridicamente tutelato altrui, è punito con la reclusione fino a sei mesi. (2) Tali reati sono perseguibili a querela.
CAPO X – Disposizioni finali e transitorie
Art. 34 – Istituzione di posti in organico (1) I posti indicati nelle tabelle (1) e (2) allegate sono istituiti e aggiunti alle sezioni relative al Ministero della Giustizia delle tabelle (I) e (II) allegate al decreto legge n. 190 del 13/12/1983 sull'organico generale e sulla relativa procedura.
Art. 35 – Modifiche ad altre leggi (1) Alla lettera d) del primo comma dell'art. 12 della legge n. 1136 del 19/3/1969 sull'avvocatura, dopo il termine "arbitrato" è aggiunto il termine "mediazione,". (2) Nella legge n. 6100 del 12/1/2011 sul codice di procedura civile: a) al primo comma dell'art. 137, dopo il termine "alla conciliazione" è aggiunto "o alla mediazione"; b) al secondo comma dell'art. 140, dopo il termine "alla conciliazione" è aggiunto "o alla mediazione", e al terzo comma, dopo il termine "conciliazione" è aggiunto "o mediazione"; c) al secondo comma dell'art. 320, dopo il termine "invitare le parti alla conciliazione" è aggiunto "o alla mediazione".
Art. 36 – Regolamenti (1) La vigilanza sugli enti formatori in materia di mediazione, la durata, il contenuto e gli standard della formazione, i principi e le regole dell'esame scritto da svolgersi, la tenuta dell'albo dei mediatori e i requisiti richiesti ai mediatori, la vigilanza e il monitoraggio dei mediatori, nonché le altre questioni relative all'applicazione della presente legge, sono disciplinati con regolamenti emanati dal Ministero.
Disposizione transitoria 1 (1) L'istituzione e l'organizzazione sono completate entro due mesi dalla data di pubblicazione della presente legge. (2) Gli enti e organismi previsti dall'art. 31 comunicano alla Direzione Generale, entro due mesi dalla data di pubblicazione della presente legge, i propri rappresentanti destinati a operare in seno al Consiglio. Per i primi tre anni, in luogo dei tre mediatori da selezionare a cura del Ministro della Giustizia, gli enti indicati alle lettere ç), g) e ğ) del primo comma dell'art. 31 comunicano un rappresentante aggiuntivo ciascuno. (3) La durata dell'incarico in seno al Consiglio dei rappresentanti comunicati dagli enti competenti in sostituzione dei mediatori è di un anno. Al termine di tale periodo, il Ministero della Giustizia comunica al Consiglio il nominativo di tre mediatori selezionati. I mediatori così selezionati completano la durata residua dell'incarico dei membri del Consiglio ai quali subentrano. (4) Il Consiglio si riunisce entro tre mesi dal completamento dell'istituzione e dell'organizzazione di cui al comma primo. La data della prima riunione del Consiglio è considerata come data d'inizio del mandato triennale dei membri del Consiglio.
Disposizione transitoria 2 (1) I regolamenti previsti dalla presente legge sono emanati entro tre mesi dalla data della prima riunione del Consiglio.
Disposizione transitoria 3 (1) Le disposizioni dell'art. 18/B, aggiunto alla presente legge dalla legge che ha introdotto la presente disposizione transitoria, relative alla mediazione quale condizione di procedibilità, non si applicano ai giudizi pendenti, alla data di entrata in vigore della presente disposizione, dinanzi ai tribunali di primo grado, alle corti d'appello regionali e alla Corte di Cassazione.
Art. 37 – Entrata in vigore (1) Le disposizioni della presente legge entrano in vigore: a) gli articoli da 28 a 32 e le disposizioni transitorie, alla data di pubblicazione; b) le altre disposizioni, decorso un anno dalla data di pubblicazione.
Art. 38 – Attuazione (1) Le disposizioni della presente legge sono attuate dal Consiglio dei Ministri.
Traduzione inglese
CHAPTER I – Purpose, Scope and Definitions
Article 1 – Purpose and scope (1) The purpose of this Law is to regulate the procedure and principles to be applied in resolving civil disputes through mediation. (2) This Law applies to the resolution of private-law disputes — including those with a foreign element — arising from matters or transactions over which the parties may freely dispose. However, disputes involving an allegation of domestic violence are not suitable for mediation.
Article 2 – Definitions (1) For the purposes of this Law: a) Mediator means the natural person who carries out mediation activity and is registered in the register of mediators kept by the Ministry; b) Mediation means the voluntary dispute resolution method conducted with the participation of an impartial and independent third person who has received specialised training, who brings the parties together with a view to holding discussions and negotiations by applying systematic techniques, establishes a process of communication between them so as to enable them to understand each other and thereby produce their own solution, and who may also put forward a proposed solution where it becomes apparent that the parties are unable to produce a solution; c) Ministry means the Ministry of Justice; ç) Department Directorate means the Mediation Department Directorate to be established within the Directorate General of Legal Affairs; d) Directorate General means the Directorate General of Legal Affairs; e) Administration means the administrations and institutions listed in tables (I), (II), (III) and (IV) annexed to Law No. 5018 of 10/12/2003 on Public Financial Management and Control, the local administrations defined in Law No. 5018 and the enterprises established by them, other public institutions, boards, higher boards and organisations established by special law, State economic enterprises and their affiliated companies, establishments and enterprises, and other partnerships in which more than fifty per cent of the capital is publicly owned; f) Board means the Mediation Board; g) Register means the register of mediators.
CHAPTER II – Basic Principles of Mediation
Article 3 – Voluntariness and equality (1) The parties are free to apply to a mediator, to continue the process, to conclude it, or to withdraw from it. This is, however, without prejudice to Article 18/A on mediation as a precondition for filing a lawsuit. (2) The parties have equal rights both when applying to the mediator and throughout the entire process.
Article 4 – Confidentiality (1) Unless otherwise agreed by the parties, the mediator is obliged to keep confidential the information and documents submitted to, or otherwise obtained by, the mediator within the framework of the mediation activity, as well as other records. (2) Unless otherwise agreed, the parties and the other persons participating in the meetings are likewise obliged to observe such confidentiality.
Article 5 – Inadmissibility of statements or documents (1) The parties, the mediator, or any third person, including those who participated in the mediation, may not put forward as evidence, and may not testify about, the following statements or documents when a civil action is subsequently brought, or arbitration is subsequently resorted to, in connection with the dispute: a) an invitation by the parties to mediation, or the wish of a party to participate in the mediation activity; b) the views and proposals put forward by the parties for resolving the dispute through mediation; c) proposals put forward by the parties during the mediation activity, or the acceptance of any fact or claim; ç) documents prepared solely for the purposes of the mediation activity. (2) Paragraph (1) applies irrespective of the form of the statement or document. (3) Disclosure of the information referred to in paragraph (1) may not be requested by a court, an arbitrator, or any administrative authority. Such statements or documents, even if submitted as evidence contrary to paragraph (1), may not be used as a basis for a decision. However, such information may be disclosed to the extent required by a provision of law, or necessary for the implementation and enforcement of the agreement reached at the end of the mediation process. (4) The preceding paragraphs apply in civil litigation and arbitration, irrespective of whether they relate to the subject matter of the mediation. (5) Subject to the restrictions set out in paragraph (1), evidence that may otherwise be put forward in civil litigation and arbitration does not become inadmissible solely because it was presented in mediation.
CHAPTER III – Rights and Obligations of Mediators
Article 6 – Use of the title (1) Mediators registered in the register are entitled to use the title of mediator and the powers conferred by that title. (2) A mediator must state that title while carrying out mediation activity. (3) The Department Directorate is authorised to determine mediators' fields of specialisation and the procedure and principles relating to specialisation.
Article 7 – Fee and expenses (1) A mediator is entitled to claim a fee and expenses in return for the activity carried out. A mediator may also request an advance on account of the fee and expenses. (2) Unless otherwise agreed, the mediator's fee is determined in accordance with the Minimum Mediator Fee Tariff in force on the date the activity ends, and the fee and expenses are borne equally by the parties. (3) A mediator may not receive a fee in consideration for acting as an intermediary for, or recommending, specific persons in connection with the mediation process. Transactions contrary to this prohibition are void.
Article 8 – Mediation activity (1) A mediator may meet and communicate with each of the parties separately or together.
Article 9 – Duty of diligence, impartiality and personal performance (1) A mediator carries out his or her duty diligently, impartially, and in person. (2) A person appointed as mediator is obliged, where significant circumstances exist that may give rise to doubts as to his or her impartiality, to inform the parties thereof. Notwithstanding such disclosure, where the parties jointly so request, the mediator may undertake, or continue to carry out, that duty. (3) A mediator is obliged to observe equality between the parties. (4) A mediator may not, in a case subsequently brought concerning a dispute in which he or she has acted in that capacity, thereafter act as the lawyer for either party.
Article 10 – Prohibition of advertising (1) It is prohibited for mediators to engage in any undertaking or conduct that may be regarded as advertising for the purpose of obtaining work, and in particular to use, on their signboards and printed stationery, any title other than mediator, lawyer, and academic titles.
Article 11 – Duty to inform (1) At the outset of the mediation activity, a mediator is obliged to duly inform the parties about the fundamentals, process, and outcomes of mediation.
Article 12 – Register fees (1) Mediators are charged a registration fee on registration and an annual fee for each year. (2) The registration fee and annual fees are recorded as revenue of the general budget.
CHAPTER IV – The Mediation Activity
Article 13 – Applying to a mediator (1) The parties may agree to apply to a mediator before a lawsuit is filed or while the lawsuit is pending. The court may also inform and encourage the parties to apply to a mediator. (2) Unless otherwise agreed, if a proposal by one party to apply to a mediator is not answered affirmatively within thirty days, that proposal is deemed rejected. (3) A party who needs legal aid to cover the mediation fee may benefit from legal aid by decision of the civil court of peace of the place where the mediation office is located. Articles 334 to 340 of Law No. 6100 of 12/1/2011 on Civil Procedure apply by analogy in this respect.
Article 14 – Selection of the mediator (1) Unless another procedure is agreed, the mediator or mediators are chosen by the parties.
Article 15 – Conduct of the mediation activity (1) Once selected, the mediator invites the parties to the first meeting as soon as possible. (2) The parties may freely agree on the mediation procedure, provided it is not contrary to mandatory rules of law. (3) If not agreed by the parties, the mediator conducts the mediation activity taking into account the nature of the dispute, the wishes of the parties, and the procedure and principles required for the swift resolution of the dispute. (4) Acts that, by their nature, constitute the exercise of a judicial power that may be performed only by a judge may not be performed by the mediator. (5) Where, after a lawsuit has been filed, the parties declare that they will jointly apply to a mediator, the proceedings are stayed by the court for a period not exceeding three months. This period may be extended up to three months upon the parties' joint request. (6) The parties may participate in mediation negotiations in person, through their legal representatives, or through their lawyers. Experts capable of contributing to the resolution of the dispute may also be present at the negotiations. (7) Where it becomes apparent that the parties are unable to produce a solution, the mediator may put forward a proposed solution. (8) In mediation negotiations, the administration is represented by a commission consisting of two members designated by the head of the administration and the head of the legal unit, or a lawyer or legal counsel designated by the head of the legal unit. The commission draws up a reasoned report at the end of the mediation negotiations and retains it for five years. (9) Compensation claims arising from acts performed and decisions taken by commission members within the scope of the mediation activity may be brought only against the State. The State exercises a right of recourse, within one year of the date of payment, against members who abused their duty by acting contrary to the requirements of their office, for the compensation it has paid. (10) The procedure and principles for the application of this Article are regulated by a regulation issued by the Ministry.
Article 16 – Commencement of time periods (1) Where a mediator is applied to before a lawsuit is filed, the mediation process begins to run from the date on which the parties were invited to the first meeting and an agreement was reached between the parties and the mediator to continue the process, recorded in minutes. Where a mediator is applied to after a lawsuit has been filed, the process begins to run from the date on which the parties accept the court's invitation to mediation, or from the date on which they declare in writing to the court, outside the hearing, that they have agreed to apply to a mediator, or from the date on which such declaration is recorded in the minutes of the hearing. (2) The period elapsing from the commencement to the end of the mediation process is not taken into account in calculating limitation periods and preclusive periods.
Article 17 – Termination of the mediation activity (1) The mediation activity terminates in the following cases: a) the parties reach an agreement; b) the mediator determines, after consulting the parties, that it is unnecessary to expend further effort on mediation; c) one of the parties notifies the other party or the mediator that it is withdrawing from the mediation activity; ç) the parties agree to terminate the mediation activity; d) it is determined that the dispute is not suitable for mediation. (2) Whether or not the parties have reached agreement, or how the mediation activity has otherwise concluded, is recorded in minutes. Those minutes, drawn up by the mediator, are signed by the mediator, the parties, and their legal representatives or lawyers. If the document is not signed by the parties or by their legal representatives or lawyers, it is signed by the mediator alone, stating the reason. (3) The parties decide what matters, other than the outcome of the activity, are to be recorded in the minutes drawn up at the end of the mediation activity. The mediator provides the parties with the necessary explanations regarding those minutes and their consequences and, if the parties are not present, informs the absent parties using any means of communication. (4) On termination of the mediation activity, the mediator must retain, for five years, any notification received in connection with that activity, any documents entrusted to and held by him or her, and the minutes drawn up under paragraph (2). The mediator sends a copy of the final minutes drawn up at the end of the mediation activity to the Directorate General within one month of the termination of that activity.
Article 17/A – Enforceability of international settlement agreements (1) Within the scope of the Convention accepted by Law No. 7282 of 25/2/2021 approving the ratification of the United Nations Convention on International Settlement Agreements Resulting from Mediation, an endorsement of enforceability must be obtained from the commercial court of first instance in order to enforce settlement agreement documents drawn up as a result of mediation. (2) The endorsement of enforceability may be requested from the court of the place agreed by the parties or, in the absence thereof, in the following order, from the court of the place of residence of the other party in Turkey, the court of the place where that party resides, or, where there is no place of residence or abode in Turkey, from one of the courts of Ankara, Istanbul, or Izmir. (3) The examination for the granting of the endorsement of enforceability is conducted on the basis of the case file, in accordance with the provisions of the Convention and Article 18. The court may, where necessary, hold a hearing, stating its reasons for doing so.
Article 17/B – Mediation in disputes relating to immovable property (1) Disputes relating to the transfer of immovable property or the establishment of a limited real right over immovable property are suitable for mediation. (2) In disputes falling within paragraph (1), where the parties so agree in writing and the mediator records that agreement in minutes, a restriction on the power of disposal may, at the mediator's request, be annotated on the land register, limited to the mediation process and not exceeding three months from the date it is entered. This annotation is removed, at the mediator's request, if the parties fail to reach agreement or agree on the removal of the annotation, and otherwise removed automatically at the end of the three-month period. (3) Where the parties reach agreement at the end of the mediation process, the settlement agreement is drawn up having regard to the restrictions and to the procedure and principles laid down by law concerning the transfer of the immovable property or the establishment of a limited real right over it. (4) Obtaining an endorsement of enforceability of the settlement agreement is mandatory, and such endorsement is obtained from the civil court of peace of the place where the immovable property is located. In its examination, the court reviews the content of the agreement, whether it is suitable for mediation and for compulsory enforcement, and whether the restrictions and the procedure and principles laid down by law concerning the transfer of the immovable property or the establishment of a limited real right over it have been complied with; in doing so it may request information or documents from institutions or organisations and, where necessary, hold a hearing. (5) Article 18 applies to other matters relating to the granting of the endorsement of enforceability of the settlement agreement. (6) One of the parties to the settlement agreement may, after the endorsement of enforceability has been granted, request registration with the land registry directorate.
Article 18 – Enforceability of the settlement agreement (1) The scope of the agreement reached at the end of the mediation activity is determined by the parties; where a settlement agreement document is drawn up, it is signed by the parties and by the mediator. (2) Where the parties reach an agreement at the end of the mediation activity, they may request that an endorsement of enforceability be granted in respect of that agreement document. Where mediation was applied for before a lawsuit was filed, the endorsement of enforceability of the agreement may be requested from the civil court of peace of the place where the mediator carried out his or her duty. Where mediation was applied for while the lawsuit was pending, the endorsement of enforceability of the agreement may be requested from the court before which the lawsuit is pending. An agreement bearing this endorsement is deemed to be a document having the force of a court judgment. (3) The granting of the endorsement of enforceability is a matter of non-contentious jurisdiction, and the relevant examination is conducted on the basis of the case file. However, in family-law disputes suitable for mediation, the examination is conducted at a hearing. This examination is limited to whether the content of the agreement is suitable for mediation and for compulsory enforcement. A fixed court fee is charged for an application made to the court for the granting of an endorsement of enforceability on the settlement agreement document, and for any appeal lodged by the party concerned against decisions given on that application. If the parties wish to use the settlement agreement document in another official transaction without having obtained an endorsement of enforceability, a fixed stamp duty is likewise charged. (4) Except in cases where the law makes an endorsement of enforceability mandatory, a settlement agreement document signed jointly by the parties, their lawyers, and the mediator — or, in respect of commercial disputes, by the lawyers and the mediator — is deemed to be a document having the force of a court judgment without the need for an endorsement of enforceability. (5) Where an agreement is reached at the end of the mediation activity, the parties may not bring a lawsuit in respect of the matters agreed upon.
CHAPTER V – Mediation as a Precondition for Filing a Lawsuit
Article 18/A – General provisions (1) Where relevant laws provide that having applied to a mediator is a precondition for filing a lawsuit, the following provisions apply to the mediation process. (2) The claimant must attach to the statement of claim the original, or a copy certified by the mediator, of the final minutes recording that no agreement was reached at the end of the mediation activity. If this obligation is not fulfilled, the court sends the claimant a summons containing a warning that the final minutes must be submitted to the court within a definitive period of one week, failing which the case will be dismissed on procedural grounds. If the requirements of that warning are not fulfilled, the case is dismissed on procedural grounds without the statement of claim being served on the other party. Where it appears that the lawsuit was filed without prior application to a mediator, the case is dismissed on procedural grounds, for lack of the precondition for filing a lawsuit, without any further step being taken. (3) The Department Directorate lists, among mediators registered in the register who wish to carry out mediation under this Article, stating their fields of specialisation where applicable, those willing to work according to the justice commissions of the courts of first instance of ordinary jurisdiction in which they wish to serve, and notifies the lists to the relevant commission chairmanships. The commission chairmanships forward these lists to the mediation offices within their judicial districts, or, in places where no mediation office has been established, to the civil court of peace registrar's office designated to perform that function. (4) The application is made to the mediation office of the place where the competent court is located, having regard to the subject matter of the dispute, or, in places where no mediation office has been established, to the designated registrar's office. (5) The mediator is determined by the office from the list notified to the commission chairmanships. However, if the parties agree on any particular mediator included in the list, that mediator is appointed. (6) The applying party provides the mediation office with all means of contact relating to itself and, if available, to the other party. The office is also authorised to search for the parties' contact details held in official records. The relevant institutions and organisations are obliged to provide the information and documents requested by the office. (7) The parties' contact details are provided to the appointed mediator by the office. The mediator relies on this contact information and may, where necessary, conduct further inquiries on his or her own initiative. Using any means of communication and on the basis of the information available, the mediator informs the parties of the appointment and invites them to the first meeting. Even where a party has a lawyer, the mediator also informs that party directly. The mediator documents the steps taken to inform and invite the parties. (8) The mediator may not, of his or her own motion, take into consideration whether the office that made the appointment has jurisdiction. At the latest at the first meeting, the other party may object to the jurisdiction of the mediation office by submitting the relevant documents. In that event, the mediator immediately delivers the file to the office to be forwarded to the relevant civil court of peace. The court, without charging a court fee, gives a final decision on the basis of the case file, within one week at the latest, on the office having jurisdiction, and returns the file to the office. The court's decision is served on the parties by the office in accordance with Law No. 7201 of 11/2/1959 on Notifications. If the objection to jurisdiction is rejected, the same mediator is reappointed and the periods specified in paragraph (9) run from the date of the new appointment. If the objection is accepted, application may be made to the office having jurisdiction within one week of service of the decision; in that case, the date of application to the office lacking jurisdiction is deemed to be the date of application to the office having jurisdiction. The office having jurisdiction appoints a mediator under paragraph (5). (9) The mediator concludes the application within three weeks of the date of appointment. This period may be extended by the mediator by a maximum of one week, in cases of necessity. (10) The mediator terminates the mediation activity and draws up the final minutes, notifying the mediation office of the outcome immediately, in cases where the parties cannot be reached, or a meeting cannot be held because the parties do not attend, or the parties reach agreement or fail to reach agreement. (11) Where the mediation activity terminates because one of the parties, without valid excuse, fails to attend the first meeting, the party who did not attend is recorded in the final minutes and, even if that party is wholly or partly successful in the lawsuit, that party is liable for half of the litigation costs which the other party is required to pay. In addition, half of the attorney's fee determined in accordance with the Minimum Attorney Fee Tariff is awarded in favour of that party. In lawsuits brought following the termination of a mediation activity because neither party attended the first meeting, each party bears its own litigation costs. (12) Where the parties reach agreement at the end of the mediation activity, the mediation fee, unless otherwise agreed, is borne equally by the parties in accordance with Part Two of the Mediation Fee Tariff annexed to the Minimum Mediator Fee Tariff. In that case, the fee may not be less than the amount corresponding to two hours as determined under Part One of the Tariff. (13) In cases where, at the end of the mediation activity, the parties could not be reached, no meeting could be held because the parties did not attend, or the parties failed to reach agreement following meetings lasting less than two hours, the amount of the two-hour fee is paid from the budget of the Ministry of Justice in accordance with Part One of the Tariff. Where meetings lasting more than two hours end without the parties reaching agreement, the fee for the portion exceeding two hours is, unless otherwise agreed, borne equally by the parties, having regard to the subject matter of the dispute, in accordance with Part One of the Tariff. The mediation fee paid from the budget of the Ministry of Justice and that borne by the parties are treated as litigation costs. (14) The necessary expenses to be incurred by the mediation office under this Article are covered by the budget of the Ministry of Justice, to be reimbursed: where agreement is reached, by the parties in accordance with the agreement; where agreement is not reached, from the party who is subsequently found to be in the wrong. (15) Limitation is suspended, and preclusive periods do not run, during the period from application to the mediation office until the date the final minutes are drawn up. (16) The period for filing a lawsuit specified in the first paragraph of Article 397 of Law No. 6100, in the case of an interim injunction issued before a lawsuit is filed, or in the first paragraph of Article 264 of Law No. 2004 of 9/6/1932 on Enforcement and Bankruptcy, in the case of a precautionary attachment, does not run during the period from application to the mediation office until the date the final minutes are drawn up. Where, after application to the mediation office, enforcement proceedings relating to the subject matter of the dispute are brought against the applying party, and that party, within two weeks of the date the final minutes were drawn up, brings and requests a negative declaratory action under Article 72 of Law No. 2004 against those proceedings, the second paragraph of Article 72 of Law No. 2004 applies. (17) Unless otherwise agreed by the parties, mediation negotiations are conducted within the territorial jurisdiction of the justice commission of the court of first instance of ordinary jurisdiction to which the office that appointed the mediator is attached. (18) Where special laws provide for a mandatory requirement to resort to arbitration or another alternative dispute resolution method, or where an arbitration agreement exists, the provisions on mediation as a precondition for filing a lawsuit do not apply. (19) Special provisions accepted in relevant laws concerning mediation as a precondition for filing a lawsuit remain in force. (20) In matters not provided for in this Chapter, the other provisions of this Law apply to the extent compatible with their nature.
Article 18/B – Mediation as a precondition for filing a lawsuit in certain disputes (1) In the following disputes, having applied to a mediator before a lawsuit is filed is a precondition for filing that lawsuit: a) disputes arising from a tenancy relationship, except for provisions on the eviction of leased immovable property through enforcement proceedings without a judgment under Law No. 2004; b) disputes relating to the partition of movable and immovable property and the termination of co-ownership; c) disputes arising from Law No. 634 of 23/6/1965 on Condominium Ownership; ç) disputes arising from the right of neighbourhood. (2) Where the parties reach agreement at the end of the mediation process, the settlement agreement is drawn up having regard to the restrictions and to the procedure and principles laid down by law concerning the immovable property. (3) Obtaining an endorsement of enforceability of the settlement agreement drawn up under this Article is mandatory; such endorsement is obtained, for settlement agreements relating to immovable property, from the civil court of peace of the place where the immovable property is located, and, for other settlement agreements, from the civil court of peace of the place where the mediator carried out his or her duty. In its examination of settlement agreements relating to immovable property, the court reviews the content of the agreement, whether it is suitable for mediation and for compulsory enforcement, and whether the restrictions and the procedure and principles laid down by law concerning the immovable property have been complied with; in doing so it may request information or documents from institutions or organisations and, where necessary, hold a hearing. (4) Article 18 applies to other matters relating to the granting of the endorsement of enforceability of the settlement agreement. (5) One of the parties to a settlement agreement relating to the transfer of immovable property or the establishment of a limited real right over immovable property may, after the endorsement of enforceability has been granted, request registration with the land registry directorate.
CHAPTER VI – Register of Mediators
Article 19 – Keeping of the register (1) The Department Directorate keeps the register of persons who have obtained the qualification to carry out mediation in private-law disputes. Information relating to persons included in this register is also announced electronically by the Department Directorate. (2) The procedure and principles relating to the keeping of the register of mediators are regulated by a regulation prepared by the Ministry.
Article 20 – Conditions for registration (1) Registration is effected upon written application by the person concerned to the Department Directorate. (2) To be registered in the register of mediators, a person must: a) be a Turkish citizen; b) be a graduate of a faculty of law with at least five years' professional seniority; c) have full legal capacity; ç) not have been convicted — even where the periods specified in Article 53 of Law No. 5237 of 26/9/2004 on the Turkish Criminal Code have elapsed, and even where pardoned — of a wilfully committed offence carrying a prison sentence of more than one year, or of offences against the security of the State, offences against the constitutional order and the functioning of that order, embezzlement, extortion, bribery, theft, fraud, forgery, breach of trust, fraudulent bankruptcy, bid rigging, obstruction of performance of an obligation, laundering of proceeds of crime, or smuggling, giving false expert opinion, perjury, or false oath; d) have no affiliation or contact with terrorist organisations; e) have completed mediation training and — except for persons with twenty years' professional seniority — have passed the written examination held by the Ministry. (3) A mediator may commence his or her activity from the date of registration. (4) The Department Directorate lists mediators included in the register according to the justice commissions of the courts of first instance of ordinary jurisdiction in which they wish to serve, and sends the lists to the relevant commission chairmanships. A mediator may be registered on no more than three commission lists.
Article 21 – Removal from the register (1) The Department Directorate removes from the register a mediator who was registered without meeting the conditions required for mediation, or who has subsequently ceased to meet those conditions. (2) The Department Directorate gives written warning to a mediator whom it determines has failed to fulfil obligations laid down by this Law; if that warning is not complied with, after hearing the mediator's defence, it requests the Board, if necessary, to remove that mediator's name from the register. (3) A mediator may at any time request that his or her name be removed from the register of mediators.
CHAPTER VII – Mediation Training and Training Institutions
Article 22 – Mediation training (1) Mediation training means training taken after completion of a faculty of law, comprising the fundamental knowledge relating to carrying out mediation activity, communication techniques, negotiation and dispute-resolution methods, behavioural psychology, and such other theoretical and practical knowledge as is specified in the regulation.
Article 23 – Training institutions (1) Mediation training is given by faculties of law of universities that have such a faculty, by the Union of Turkish Bar Associations, and by the Justice Academy of Turkey. These institutions may provide such training upon obtaining permission from the Ministry. The list of permitted training institutions is published electronically. (2) Application for permission is made in writing. The application must give reasoned information about the training programme, the number and expertise of the trainers, and the sources of funding of the training institution or programme. (3) On the basis of the documents submitted with the application, where it is determined that the training will achieve its purpose and that continuity of the training activity at the training institution will be ensured, permission is granted to the training institution concerned, valid for a maximum of three years.
Article 24 – Extension of permission (1) A registered training institution may, no earlier than one year and no later than three months before the expiry of its registration period, apply in writing for an extension of the validity of its registration. Where it is apparent from the reports submitted by the training institution under Article 26 that mediation training is being successfully continued and none of the grounds specified in Article 27 exist, the validity of the permission granted may be extended, on each occasion, for three years. A training institution that has applied within the period remains on the list until a decision has been taken on its application.
Article 25 – Certificate of training (1) Training institutions issue a certificate to persons who successfully complete their training, attesting that they have completed the mediation training.
Article 26 – Annual report (1) Every year, in January, training institutions submit to the Department Directorate a report on the scope, content, and success of the training activity they carried out during the preceding year.
Article 27 – Cancellation of permission (1) The permission granted to a training institution is cancelled by the Board, at the Ministry's request, in the following cases: a) it is determined that one of the conditions required for the grant of permission has ceased to exist or was not met; b) the training is not being adequately provided; c) forgery or significant errors are made in issuing mediation authorisation certificates; ç) despite a warning, the obligation to submit the report under Article 26 has not been fulfilled; d) it is determined that continuity of the training activity has not been ensured.
CHAPTER VIII – Establishment and Functions
Article 28 – Department Directorate, Board, and mediation offices (1) To carry out the functions specified in this Law, a Department Directorate is established within the Directorate General. (2) To carry out the functions specified in this Law relating to mediation services, a Mediation Board is established within the Ministry. (3) In order to inform applicants, appoint mediators, and carry out the other duties conferred by law, mediation offices are established, at courthouses deemed appropriate by the Ministry. A registrar and sufficient staff are assigned, to work exclusively at those offices, by the justice commission of the relevant court of first instance of ordinary jurisdiction. Mediation offices operate under the supervision and control of a civil court of peace judge designated by the Council of Judges and Prosecutors. In places where no mediation office has been established, the duties of such offices are performed by the registrar's office of the civil court of peace designated by the justice commission of the court of first instance of ordinary jurisdiction, under the supervision and control of the relevant judge.
Article 29 – Structure of the Department Directorate (1) The Department Directorate consists of a head of department, a sufficient number of examining judges, and other staff.
Article 30 – Functions of the Department Directorate (1) The functions of the Department Directorate are as follows: a) to ensure that mediation services are carried out in a regular and efficient manner; b) to publish material relating to mediation and to encourage and support scientific studies in this field; c) to carry out any decision or action relating to the operation of the Board, and to cooperate, in connection with its duties, with the Ministry, other public institutions and organisations, universities, professional bodies of a public-institution nature, foundations and associations operating for the public benefit, and appropriate voluntary natural and legal persons; ç) to promote the institution of mediation, to inform the public about it, and to organise or support national and international scientific events such as congresses, symposiums, and seminars in this field; d) to monitor the practice of mediation nationwide and to keep and publish related statistics; e) to submit for the Ministry's approval decisions on applications made by institutions wishing to provide mediation training and requests for extension of the validity of their registration, to list training institutions that will provide mediation training, and to publish that list electronically; f) to keep the register of mediators, to decide on applications for registration, to decide on the removal of a mediator from the register under paragraphs (1) and (3) of Article 21, and to announce electronically information relating to persons included in that register; g) to keep records of the final minutes drawn up by mediators at the end of mediation activity, and to retain copies of them; ğ) to conduct studies and research on laws and regulatory measures falling within its remit and to make proposals to the Directorate General; h) to prepare the annual activity report and the activity plan for the following year and to submit them to the Board; ı) to prepare the annual Minimum Mediator Fee Tariff.
Article 31 – Composition of the Board (1) The Board consists of the following members: a) the Director General of Legal Affairs; b) the Head of the Department Directorate; c) two judges selected by the Council of Judges and Prosecutors from among first-class judges serving in civil courts; ç) three representatives of the Union of Turkish Bar Associations; d) one representative of the Union of Turkish Notaries; e) one academic in the field of private law, selected by the Council of Higher Education; f) three mediators selected by the Minister of Justice; g) one representative of the Union of Chambers and Commodity Exchanges of Turkey; ğ) one representative each, selected by the three workers' trade union confederations with the largest membership; h) one representative selected by the employers' trade union confederation with the largest membership; ı) one representative of the Turkish Confederation of Tradesmen and Craftsmen; i) the Head of the Training Centre of the Justice Academy of Turkey. (2) The Chairperson may, as needed, invite experts to Board meetings. (3) The Chairperson of the Board is the Director General. In meetings at which the Director General is not present, the chairing function is carried out by the Head of the Department Directorate. (4) The Board meets at least twice a year, in March and September. The Board may also be convened at any time at the request of the Chairperson or of at least five members. (5) The Board takes decisions by an absolute majority of its full membership. The membership of a member who fails, without valid excuse, to attend two consecutive meetings lapses. (6) The term of office of Board members appointed from outside the Ministry is three years. Members whose term has expired may be reappointed. (7) The daily allowance, travel expenses, accommodation, and other necessary expenses of Board members attending from elsewhere are met by the Ministry in accordance with Law No. 6245 of 10/2/1954 on Travel Expenses. (8) The working procedure and principles of the Board are regulated by a regulation.
Article 32 – Functions of the Board (1) The functions of the Board are as follows: a) to determine the fundamental principles relating to mediation services and the professional rules of mediation; b) to determine the fundamental principles and standards relating to mediation training and the examination held at the end of it; c) to determine the rules relating to the supervision of mediators; ç) to give final form, amending them where necessary, to draft regulations to be issued under this Law and prepared by the Directorate General; d) to cancel the training permission of training institutions; e) to decide on the removal of a mediator from the register under paragraph (2) of Article 21; f) to determine the registration fees and annual fees to be paid by mediators; g) to approve, amending it where necessary, the Minimum Mediator Fee Tariff; ğ) to make recommendations to increase the effectiveness of the activities to be carried out by the Department Directorate; h) to give its opinion on the Department Directorate's annual activity report and plan; ı) to determine the contributions that institutions and organisations concerned with matters in the Department Directorate's activity plan may make to its implementation.
CHAPTER IX – Penal Provisions
Article 33 – Breach of confidentiality (1) A person who, by acting contrary to the obligation laid down in Article 4, causes another person's legally protected interest to be harmed shall be punished by imprisonment for up to six months. (2) Prosecution of this offence is subject to complaint.
CHAPTER X – Final and Transitional Provisions
Article 34 – Creation of posts (1) The posts listed in annexed Lists (1) and (2) are created and added to the sections relating to the Ministry of Justice in Tables (I) and (II) annexed to Decree-Law No. 190 of 13/12/1983 on the General Cadre and its Procedure.
Article 35 – Amendments to other laws (1) In sub-paragraph (d) of the first paragraph of Article 12 of Law No. 1136 of 19/3/1969 on Attorneyship, the word "mediation," is added after the word "Arbitration". (2) In Law No. 6100 of 12/1/2011 on Civil Procedure: a) in the first paragraph of Article 137, the phrase "or to mediation" is added after the word "conciliation"; b) in the second paragraph of Article 140, the phrase "or to mediation" is added after the word "conciliation", and in the third paragraph, the phrase "or mediation" is added after the word "conciliation"; c) in the second paragraph of Article 320, the phrase "or to mediation" is added after the phrase "inviting the parties to conciliation".
Article 36 – Regulations (1) The supervision of institutions providing mediation training, the duration, content, and standards of training, the determination of the principles and rules of the written examination to be held, the organisation of the register of mediators and the conditions required of mediators, the supervision and monitoring of mediators, and other matters relating to the implementation of this Law, are regulated by regulations to be issued by the Ministry.
Provisional Article 1 (1) Establishment and organisation are completed within two months of the date of publication of this Law. (2) The institutions and organisations provided for in Article 31 notify the Directorate General, within two months of the date of publication of this Law, of their representatives to serve on the Board. For the first three years, instead of the three mediators to be selected by the Minister of Justice, the institutions listed in sub-paragraphs (ç), (g), and (ğ) of the first paragraph of Article 31 each notify one additional representative. (3) The term of office on the Board of representatives notified by the relevant institutions in place of mediators is one year. At the end of that period, the Ministry of Justice notifies the Board of the names of three selected mediators. Mediators selected in this manner complete the remaining term of office of the Board members whose places they take. (4) The Board meets within three months of the completion of the establishment and organisation referred to in paragraph (1). The date of the Board's first meeting is deemed to be the starting point of the three-year term of office of Board members.
Provisional Article 2 (1) The regulations provided for in this Law are issued within three months of the Board's first meeting.
Provisional Article 3 (1) The provisions of Article 18/B — added to this Law by the Law that introduced this provisional article — relating to mediation as a precondition for filing a lawsuit, do not apply to cases pending, as of the date this article enters into force, before courts of first instance, regional courts of appeal, or the Court of Cassation.
Article 37 – Entry into force (1) The provisions of this Law enter into force as follows: a) Articles 28 to 32 and the provisional articles, on the date of publication; b) the other provisions, one year after the date of publication.
Article 38 – Implementation (1) The provisions of this Law are implemented by the Council of Ministers.
Traduzione francese
CHAPITRE I – Objet, champ d'application et définitions
Article 1er – Objet et champ d'application (1) La présente loi a pour objet de régler la procédure et les principes applicables au règlement des litiges civils par voie de médiation. (2) La présente loi s'applique au règlement des litiges de droit privé — y compris ceux comportant un élément d'extranéité — nés d'affaires ou d'actes sur lesquels les parties peuvent librement disposer. Toutefois, les litiges comportant une allégation de violence intrafamiliale ne se prêtent pas à la médiation.
Article 2 – Définitions (1) Aux fins de l'application de la présente loi, on entend par : a) Médiateur : la personne physique qui exerce l'activité de médiation et qui est inscrite au registre des médiateurs tenu par le Ministère ; b) Médiation : le mode volontaire de règlement des litiges mis en œuvre avec le concours d'un tiers impartial et indépendant ayant reçu une formation spécialisée, qui, en appliquant des techniques systématiques, réunit les parties en vue d'échanges et de négociations, instaure entre elles un processus de communication leur permettant de se comprendre mutuellement et d'élaborer elles-mêmes leur solution, et qui peut également, lorsqu'il apparaît que les parties ne parviennent pas à trouver une solution, formuler une proposition de solution ; c) Ministère : le Ministère de la Justice ; ç) Direction de département : la Direction du département de la médiation à instituer au sein de la Direction générale des affaires juridiques ; d) Direction générale : la Direction générale des affaires juridiques ; e) Administration : les administrations et organismes figurant aux tableaux (I), (II), (III) et (IV) annexés à la loi n° 5018 du 10/12/2003 relative à la gestion financière publique et au contrôle, les collectivités locales définies par la loi n° 5018 et les entreprises créées par celles-ci, les autres établissements, conseils, hauts conseils et organismes publics créés par une loi spéciale, les entreprises publiques économiques ainsi que leurs filiales, établissements et entreprises, et les autres sociétés dont plus de cinquante pour cent du capital appartient à des personnes publiques ; f) Conseil : le Conseil de la médiation ; g) Registre : le registre des médiateurs.
CHAPITRE II – Principes fondamentaux de la médiation
Article 3 – Caractère volontaire et égalité (1) Les parties sont libres de recourir à un médiateur, de poursuivre le processus, de le conclure ou d'y renoncer. Est toutefois réservée la disposition de l'article 18/A relative à la médiation en tant que condition de recevabilité de l'action. (2) Les parties jouissent de droits égaux tant au moment où elles recourent au médiateur que pendant toute la durée du processus.
Article 4 – Confidentialité (1) Sauf convention contraire des parties, le médiateur est tenu de garder confidentiels les informations, documents et autres pièces qui lui sont soumis dans le cadre de l'activité de médiation ou qu'il a obtenus par un autre moyen. (2) Sauf convention contraire, les parties et les autres personnes participant aux réunions sont également tenues de respecter cette confidentialité.
Article 5 – Inutilisabilité des déclarations ou documents (1) Les parties, le médiateur, ou tout tiers, y compris les personnes ayant participé à la médiation, ne peuvent, lorsqu'une action civile est ultérieurement engagée ou qu'il est recouru à l'arbitrage relativement au litige, produire comme preuve ni témoigner au sujet des déclarations ou documents suivants : a) l'invitation à la médiation adressée par les parties, ou la volonté d'une partie de participer à l'activité de médiation ; b) les avis et propositions formulés par les parties en vue de mettre fin au litige par voie de médiation ; c) les propositions avancées par les parties au cours de l'activité de médiation, ou la reconnaissance d'un fait ou d'une prétention ; ç) les documents établis uniquement aux fins de l'activité de médiation. (2) Le premier alinéa s'applique quelle que soit la forme de la déclaration ou du document. (3) La communication des informations visées au premier alinéa ne peut être exigée ni par le tribunal, ni par un arbitre, ni par aucune autorité administrative. Ces déclarations ou documents, même produits comme preuve en violation du premier alinéa, ne peuvent servir de fondement à une décision. Ils peuvent toutefois être divulgués dans la mesure où une disposition légale l'exige, ou où cela est nécessaire à la mise en œuvre et à l'exécution de l'accord issu de la médiation. (4) Les alinéas précédents s'appliquent en matière civile et arbitrale, que la déclaration ou le document se rapporte ou non à l'objet de la médiation. (5) Sous réserve des restrictions énoncées au premier alinéa, les preuves susceptibles d'être invoquées en matière civile et arbitrale ne deviennent pas irrecevables du seul fait qu'elles ont été produites en médiation.
CHAPITRE III – Droits et obligations des médiateurs
Article 6 – Usage du titre (1) Les médiateurs inscrits au registre ont le droit d'utiliser le titre de médiateur et les prérogatives qui s'y attachent. (2) Le médiateur est tenu d'indiquer ce titre dans l'exercice de son activité de médiation. (3) La Direction de département est compétente pour déterminer les domaines de spécialisation des médiateurs ainsi que la procédure et les principes y afférents.
Article 7 – Honoraires et frais (1) Le médiateur a le droit de réclamer des honoraires et des frais en contrepartie de l'activité exercée. Il peut également demander une avance sur ces honoraires et frais. (2) Sauf convention contraire, les honoraires du médiateur sont déterminés conformément au Tarif minimal des honoraires de médiateur en vigueur à la date de la fin de l'activité, et les honoraires et frais sont supportés à parts égales par les parties. (3) Le médiateur ne peut percevoir de rémunération en contrepartie d'un service d'intermédiation en faveur de certaines personnes ou de la recommandation de certaines personnes en lien avec le processus de médiation. Les actes contraires à cette interdiction sont nuls.
Article 8 – Activité de médiation (1) Le médiateur peut s'entretenir et communiquer avec chacune des parties séparément ou conjointement.
Article 9 – Diligence, impartialité et devoir d'exercice personnel (1) Le médiateur exerce sa mission avec diligence, de manière impartiale et personnellement. (2) La personne désignée en qualité de médiateur est tenue, en présence de circonstances importantes de nature à faire douter de son impartialité, d'en informer les parties. Nonobstant cette information, si les parties le demandent conjointement, le médiateur peut assumer ou poursuivre cette mission. (3) Le médiateur est tenu de veiller à l'égalité entre les parties. (4) Le médiateur ne peut, dans le litige au sujet duquel il est intervenu en cette qualité, assumer par la suite la fonction d'avocat de l'une des parties dans l'instance introduite à ce sujet.
Article 10 – Interdiction de publicité (1) Il est interdit aux médiateurs de se livrer à toute démarche ou tout acte pouvant être assimilé à de la publicité en vue d'obtenir des affaires, et notamment d'utiliser, sur leurs enseignes et documents imprimés, un titre autre que celui de médiateur, d'avocat, ou un titre académique.
Article 11 – Obligation d'information (1) Au début de l'activité de médiation, le médiateur est tenu d'informer dûment les parties sur les principes, le déroulement et les issues de la médiation.
Article 12 – Cotisations du registre (1) Les médiateurs acquittent, lors de leur inscription au registre, un droit d'entrée ainsi qu'une cotisation annuelle pour chaque année. (2) Le droit d'entrée et les cotisations annuelles sont inscrits en recettes au budget général.
CHAPITRE IV – L'activité de médiation
Article 13 – Recours au médiateur (1) Les parties peuvent convenir de recourir à un médiateur avant l'introduction de l'instance ou en cours d'instance. Le tribunal peut également informer et encourager les parties à recourir à un médiateur. (2) Sauf convention contraire, si la proposition de l'une des parties de recourir à un médiateur ne reçoit pas de réponse positive dans un délai de trente jours, cette proposition est réputée rejetée. (3) La partie qui a besoin de l'aide juridictionnelle pour faire face aux honoraires de médiation peut en bénéficier par décision du tribunal d'instance civile du lieu où se trouve le bureau de médiation. Les articles 334 à 340 de la loi n° 6100 du 12/1/2011 relative à la procédure civile s'appliquent par analogie à cet égard.
Article 14 – Choix du médiateur (1) Sauf convention contraire quant à la procédure, le ou les médiateurs sont choisis par les parties.
Article 15 – Déroulement de l'activité de médiation (1) Une fois choisi, le médiateur convoque les parties à la première réunion dans les meilleurs délais. (2) Les parties peuvent librement convenir des modalités de la médiation, sous réserve de ne pas contrevenir aux règles de droit impératives. (3) À défaut d'accord des parties, le médiateur conduit l'activité de médiation en tenant compte de la nature du litige, des souhaits des parties et des modalités nécessaires à un règlement rapide du litige. (4) Les actes qui, de par leur nature, relèvent de l'exercice d'un pouvoir juridictionnel réservé au seul juge ne peuvent être accomplis par le médiateur. (5) Lorsque, après l'introduction de l'instance, les parties déclarent vouloir recourir conjointement à un médiateur, l'instance est suspendue par le tribunal pour une durée n'excédant pas trois mois. Ce délai peut être prorogé jusqu'à trois mois sur demande conjointe des parties. (6) Les parties peuvent participer aux négociations de médiation en personne, par l'intermédiaire de leurs représentants légaux ou de leurs avocats. Des personnes expertes susceptibles de contribuer au règlement du litige peuvent également être présentes aux négociations. (7) Lorsqu'il apparaît que les parties ne parviennent pas à élaborer une solution, le médiateur peut formuler une proposition de solution. (8) Dans les négociations de médiation, l'administration est représentée par une commission composée de deux membres désignés par le responsable de l'administration et du chef de l'unité juridique, ou d'un avocat ou d'un conseiller juridique désigné par ce dernier. La commission établit, à l'issue des négociations de médiation, un rapport motivé qu'elle conserve pendant cinq ans. (9) Les actions en dommages-intérêts fondées sur les actes accomplis et les décisions prises par les membres de la commission dans le cadre de l'activité de médiation ne peuvent être intentées qu'à l'encontre de l'État. L'État exerce, dans un délai d'un an à compter de la date du paiement, un recours contre les membres qui, en agissant contrairement aux exigences de leur fonction, ont abusé de leurs attributions, à hauteur de l'indemnité versée. (10) La procédure et les principes d'application du présent article sont fixés par un règlement pris par le Ministère.
Article 16 – Point de départ des délais (1) Le processus de médiation, en cas de recours au médiateur avant l'introduction de l'instance, commence à courir à compter de la date à laquelle les parties ont été convoquées à la première réunion et où un accord a été trouvé entre les parties et le médiateur sur la poursuite du processus, constaté par un procès-verbal. En cas de recours au médiateur après l'introduction de l'instance, ce processus commence à courir à compter de la date à laquelle les parties acceptent l'invitation du tribunal à recourir à la médiation, ou de la date à laquelle elles déclarent par écrit au tribunal, hors audience, être convenues de recourir au médiateur, ou de la date à laquelle cette déclaration est consignée au procès-verbal d'audience. (2) La période comprise entre le début et la fin du processus de médiation n'est pas prise en compte dans le calcul des délais de prescription et des délais de forclusion.
Article 17 – Fin de l'activité de médiation (1) L'activité de médiation prend fin dans les cas suivants : a) les parties parviennent à un accord ; b) le médiateur constate, après avoir consulté les parties, qu'il est inutile de poursuivre les efforts de médiation ; c) l'une des parties notifie à l'autre partie ou au médiateur son retrait de l'activité de médiation ; ç) les parties conviennent de mettre fin à l'activité de médiation ; d) il est constaté que le litige ne se prête pas à la médiation. (2) Le fait que les parties soient parvenues ou non à un accord, ou les modalités selon lesquelles l'activité de médiation a pris fin, sont constatés par un procès-verbal. Ce document, établi par le médiateur, est signé par le médiateur, les parties, et leurs représentants légaux ou avocats. Si le document n'est pas signé par les parties, leurs représentants légaux ou avocats, il est signé par le seul médiateur, qui en indique le motif. (3) Les parties décident des éléments, autres que l'issue de l'activité, devant figurer au procès-verbal établi à la fin de la médiation. Le médiateur donne aux parties les explications nécessaires sur ce procès-verbal et ses conséquences et, si les parties ne sont pas présentes, en informe les parties absentes par tout moyen de communication. (4) En cas de fin de l'activité de médiation, le médiateur est tenu de conserver, pendant cinq ans, la notification qui lui a été faite relativement à cette activité, les documents qui lui ont été confiés et qu'il détient, ainsi que le procès-verbal établi conformément au deuxième alinéa. Le médiateur transmet à la Direction générale une copie du dernier procès-verbal établi à la fin de l'activité de médiation dans un délai d'un mois à compter de la fin de celle-ci.
Article 17/A – Force exécutoire des accords transactionnels internationaux (1) Dans le cadre de la Convention acceptée par la loi n° 7282 du 25/2/2021 portant approbation de la ratification de la Convention des Nations Unies sur les accords de règlement international issus de la médiation, l'obtention d'une attestation de force exécutoire auprès du tribunal de commerce de première instance est obligatoire pour l'exécution des accords transactionnels établis à l'issue d'une médiation. (2) L'attestation de force exécutoire peut être demandée au tribunal du lieu convenu par les parties ou, à défaut, successivement, au tribunal du lieu du domicile de l'autre partie en Turquie, au tribunal du lieu où elle réside, ou, en l'absence de domicile ou de résidence en Turquie, à l'un des tribunaux d'Ankara, d'Istanbul ou d'Izmir. (3) L'examen relatif à la délivrance de l'attestation de force exécutoire est effectué sur pièces, conformément aux dispositions de la Convention et de l'article 18. Le tribunal peut, si nécessaire, tenir une audience en indiquant les motifs de cette décision.
Article 17/B – Médiation dans les litiges relatifs aux biens immeubles (1) Les litiges relatifs au transfert d'un immeuble ou à la constitution d'un droit réel limité sur un immeuble se prêtent à la médiation. (2) Dans les litiges relevant du premier alinéa, lorsque les parties en conviennent par écrit et que le médiateur consigne cet accord dans un procès-verbal, une restriction du pouvoir de disposition peut, à la demande du médiateur, être inscrite au livre foncier, limitée à la durée du processus de médiation et ne pouvant excéder trois mois à compter de la date de son inscription. Cette inscription est radiée, à la demande du médiateur, en cas de désaccord des parties ou d'accord des parties sur sa radiation, et, à défaut, radiée d'office à l'expiration du délai de trois mois. (3) En cas d'accord des parties à l'issue du processus de médiation, l'acte d'accord est établi dans le respect des restrictions et de la procédure et des principes prévus par la loi en matière de transfert de l'immeuble ou de constitution d'un droit réel limité sur celui-ci. (4) L'obtention de l'attestation de force exécutoire de l'acte d'accord est obligatoire ; elle est demandée au tribunal d'instance civile du lieu où se situe l'immeuble. Le tribunal vérifie, dans son examen, le contenu de l'accord, son aptitude à faire l'objet d'une médiation et d'une exécution forcée, ainsi que le respect des restrictions et de la procédure et des principes prévus par la loi en matière de transfert de l'immeuble ou de constitution d'un droit réel limité sur celui-ci ; il peut à cette fin demander des informations ou documents à des institutions ou organismes et tenir, si nécessaire, une audience. (5) L'article 18 s'applique aux autres questions relatives à la délivrance de l'attestation de force exécutoire de l'acte d'accord. (6) L'une des parties à l'acte d'accord peut, après la délivrance de l'attestation de force exécutoire, demander l'inscription auprès du service du livre foncier.
Article 18 – Force exécutoire de l'acte d'accord (1) Le contenu de l'accord atteint à l'issue de l'activité de médiation est déterminé par les parties ; lorsqu'un acte d'accord est établi, il est signé par les parties et par le médiateur. (2) Lorsque les parties parviennent à un accord à l'issue de l'activité de médiation, elles peuvent demander qu'une attestation de force exécutoire soit apposée sur cet acte d'accord. Si la médiation a été demandée avant l'introduction de l'instance, l'attestation de force exécutoire de l'accord peut être demandée au tribunal d'instance civile du lieu où le médiateur a exercé sa mission. Si la médiation a été demandée en cours d'instance, l'attestation de force exécutoire de l'accord peut être demandée au tribunal saisi de l'instance. L'accord revêtu de cette attestation est considéré comme un document ayant force de jugement. (3) La délivrance de l'attestation de force exécutoire relève de la juridiction gracieuse, et l'examen y afférent est effectué sur pièces. Toutefois, dans les litiges de droit de la famille se prêtant à la médiation, l'examen est effectué avec audience. Cet examen est limité à la question de savoir si le contenu de l'accord se prête à la médiation et à l'exécution forcée. Un droit fixe est perçu au titre de la demande adressée au tribunal aux fins de délivrance de l'attestation de force exécutoire sur l'acte d'accord, ainsi qu'au titre de l'appel formé par la partie intéressée contre les décisions rendues à ce sujet. Si les parties souhaitent utiliser l'acte d'accord dans une autre formalité officielle sans avoir fait apposer l'attestation de force exécutoire, un droit de timbre fixe est également perçu. (4) Sauf dans les cas où la loi impose l'obtention d'une attestation de force exécutoire, l'acte d'accord signé conjointement par les parties, leurs avocats et le médiateur — ou, pour les litiges commerciaux, par les avocats et le médiateur — est considéré comme un document ayant force de jugement sans qu'une attestation de force exécutoire soit requise. (5) Lorsqu'un accord est atteint à l'issue de l'activité de médiation, les parties ne peuvent introduire d'action en justice au sujet des questions sur lesquelles porte l'accord.
CHAPITRE V – La médiation en tant que condition de recevabilité de l'action
Article 18/A – Dispositions générales (1) Lorsque les lois pertinentes prévoient que le fait d'avoir recouru à un médiateur constitue une condition de recevabilité de l'action, les dispositions suivantes s'appliquent au processus de médiation. (2) Le demandeur est tenu de joindre à sa requête introductive d'instance l'original, ou une copie certifiée par le médiateur, du procès-verbal final constatant qu'aucun accord n'a été atteint à l'issue de l'activité de médiation. À défaut, le tribunal adresse au demandeur une convocation comportant l'avertissement que le procès-verbal final doit être produit dans un délai impératif d'une semaine, faute de quoi l'action sera rejetée pour irrecevabilité. Si les exigences de cet avertissement ne sont pas satisfaites, l'action est rejetée pour irrecevabilité sans que la requête introductive soit notifiée à la partie adverse. S'il apparaît que l'action a été introduite sans recours préalable à un médiateur, l'action est rejetée pour irrecevabilité, faute de condition de recevabilité, sans qu'aucun autre acte ne soit nécessaire. (3) La Direction de département dresse, parmi les médiateurs inscrits au registre souhaitant exercer la médiation au titre du présent article, en indiquant le cas échéant leurs domaines de spécialisation, la liste de ceux disposés à exercer selon les commissions de justice des tribunaux de première instance de l'ordre judiciaire où ils souhaitent exercer, et notifie ces listes aux présidences des commissions concernées. Les présidences des commissions transmettent ces listes aux bureaux de médiation relevant de leur ressort judiciaire ou, dans les lieux où aucun bureau de médiation n'a été institué, au greffe du tribunal d'instance civile désigné à cet effet. (4) La demande est présentée au bureau de médiation du lieu où se situe le tribunal compétent au regard de l'objet du litige, ou, dans les lieux où aucun bureau de médiation n'a été institué, au greffe désigné à cet effet. (5) Le médiateur est désigné par le bureau à partir de la liste notifiée aux présidences des commissions. Toutefois, si les parties s'accordent sur un médiateur figurant sur la liste, ce médiateur est désigné. (6) La partie demanderesse fournit au bureau de médiation toutes ses coordonnées et, si elle les possède, celles de la partie adverse. Le bureau est également habilité à rechercher les coordonnées des parties figurant dans les registres officiels. Les institutions et organismes concernés sont tenus de fournir les informations et documents demandés par le bureau. (7) Les coordonnées des parties sont communiquées par le bureau au médiateur désigné. Le médiateur se fonde sur ces coordonnées et peut, en cas de besoin, procéder de sa propre initiative à des recherches complémentaires. Sur la base des informations dont il dispose, il informe les parties de la désignation par tout moyen de communication et les convoque à la première réunion. Même si la partie a un avocat, le médiateur en informe également directement la partie elle-même. Le médiateur consigne dans un document les démarches d'information et de convocation. (8) Le médiateur ne peut relever d'office la compétence ou l'incompétence du bureau qui a procédé à la désignation. La partie adverse peut, au plus tard lors de la première réunion, contester la compétence du bureau de médiation en produisant les documents pertinents. Dans ce cas, le médiateur remet immédiatement le dossier au bureau afin qu'il soit transmis au tribunal d'instance civile compétent. Le tribunal statue de manière définitive, sans percevoir de droit, dans un délai maximal d'une semaine, sur pièces, sur le bureau compétent et restitue le dossier au bureau. La décision du tribunal est notifiée aux parties par le bureau conformément à la loi n° 7201 du 11/2/1959 relative aux notifications. En cas de rejet de l'exception d'incompétence, le même médiateur est de nouveau désigné et les délais mentionnés au neuvième alinéa courent à compter de la date de la nouvelle désignation. En cas d'admission de l'exception, il est possible de saisir le bureau compétent dans un délai d'une semaine à compter de la notification de la décision ; dans ce cas, la date de saisine du bureau incompétent est réputée être la date de saisine du bureau compétent. Le bureau compétent désigne un médiateur conformément au cinquième alinéa. (9) Le médiateur clôture la demande dans un délai de trois semaines à compter de la date de sa désignation. Ce délai peut être prorogé par le médiateur, en cas de nécessité, d'une semaine au maximum. (10) Le médiateur met fin à l'activité de médiation et établit le procès-verbal final, en informant immédiatement le bureau de médiation de la situation, dans les cas où les parties ne peuvent être jointes, où une réunion ne peut avoir lieu faute de comparution des parties, ou lorsque les parties parviennent ou non à un accord. (11) Lorsque l'activité de médiation prend fin en raison de l'absence, sans excuse valable, de l'une des parties à la première réunion, la partie qui n'a pas comparu est mentionnée au procès-verbal final et, même si cette partie obtient partiellement ou totalement gain de cause dans l'instance, elle est tenue à la moitié des dépens que la partie adverse est tenue de supporter. En outre, la moitié des honoraires d'avocat déterminés selon le Tarif minimal des honoraires d'avocat est allouée en faveur de cette partie. Dans les instances introduites à la suite de la fin d'une activité de médiation pour absence des deux parties à la première réunion, les dépens exposés par chacune des parties restent à sa charge. (12) En cas d'accord des parties à l'issue de l'activité de médiation, les honoraires de médiation sont, sauf convention contraire, supportés à parts égales par les parties, conformément à la Deuxième partie du Tarif des honoraires de médiation, annexé au Tarif minimal des honoraires de médiateur. Dans ce cas, les honoraires ne peuvent être inférieurs au montant correspondant à deux heures, déterminé conformément à la Première partie du Tarif. (13) Dans les cas où, à l'issue de l'activité de médiation, les parties n'ont pu être jointes, où aucune réunion n'a pu avoir lieu faute de comparution des parties, ou où les parties ne sont pas parvenues à un accord à l'issue de réunions d'une durée inférieure à deux heures, le montant correspondant aux honoraires de deux heures est payé sur le budget du Ministère de la Justice, conformément à la Première partie du Tarif. Lorsque des réunions d'une durée supérieure à deux heures s'achèvent sans que les parties parviennent à un accord, les honoraires afférents à la partie excédant deux heures sont, sauf convention contraire, supportés à parts égales par les parties, compte tenu de l'objet du litige, conformément à la Première partie du Tarif. Les honoraires de médiation payés sur le budget du Ministère de la Justice et ceux supportés par les parties sont considérés comme des dépens. (14) Les dépenses nécessaires devant être engagées par le bureau de médiation en vertu du présent article sont avancées par le budget du Ministère de la Justice, à charge de remboursement : en cas d'accord, par les parties conformément à l'accord ; à défaut d'accord, par la partie qui se révélera ultérieurement en tort. (15) La prescription est suspendue, et les délais de forclusion ne courent pas, pendant la période comprise entre la saisine du bureau de médiation et la date d'établissement du procès-verbal final. (16) Le délai d'introduction de l'action prévu au premier alinéa de l'article 397 de la loi n° 6100, en cas de mesure conservatoire ordonnée avant l'introduction de l'instance, ou au premier alinéa de l'article 264 de la loi n° 2004 du 9/6/1932 relative à l'exécution et à la faillite, en cas de saisie conservatoire, ne court pas pendant la période comprise entre la saisine du bureau de médiation et la date d'établissement du procès-verbal final. Lorsque, après la saisine du bureau de médiation, des poursuites d'exécution relatives à l'objet du litige sont engagées à l'encontre de la partie demanderesse, et que celle-ci introduit et forme, dans un délai de deux semaines à compter de la date d'établissement du procès-verbal final, une action en constatation négative sur le fondement de l'article 72 de la loi n° 2004 contre ces poursuites, le deuxième alinéa de l'article 72 de la loi n° 2004 s'applique. (17) Sauf convention contraire des parties, les négociations de médiation se déroulent dans le ressort territorial de la commission de justice du tribunal de première instance de l'ordre judiciaire auquel est rattaché le bureau ayant désigné le médiateur. (18) Lorsque des lois spéciales prévoient l'obligation de recourir à l'arbitrage ou à un autre mode alternatif de règlement des litiges, ou lorsqu'il existe une convention d'arbitrage, les dispositions relatives à la médiation en tant que condition de recevabilité de l'action ne s'appliquent pas. (19) Les dispositions spéciales prévues par les lois pertinentes en matière de médiation comme condition de recevabilité de l'action demeurent réservées. (20) Pour les questions non prévues au présent chapitre, les autres dispositions de la présente loi s'appliquent dans la mesure compatible avec leur nature.
Article 18/B – Médiation en tant que condition de recevabilité de l'action dans certains litiges (1) Dans les litiges suivants, le fait d'avoir recouru à un médiateur avant l'introduction de l'instance constitue une condition de recevabilité de l'action : a) les litiges nés d'un rapport de bail, à l'exception des dispositions relatives à l'expulsion des immeubles loués par voie d'exécution forcée sans titre judiciaire en vertu de la loi n° 2004 ; b) les litiges relatifs au partage de biens meubles et immeubles et à la sortie d'indivision ; c) les litiges nés de la loi n° 634 du 23/6/1965 relative à la copropriété par étages ; ç) les litiges nés du droit de voisinage. (2) En cas d'accord des parties à l'issue du processus de médiation, l'acte d'accord est établi dans le respect des restrictions et de la procédure et des principes prévus par la loi relativement à l'immeuble. (3) L'obtention de l'attestation de force exécutoire de l'acte d'accord établi en vertu du présent article est obligatoire ; cette attestation est demandée, pour les actes d'accord relatifs à un immeuble, au tribunal d'instance civile du lieu où se situe l'immeuble, et, pour les autres actes d'accord, au tribunal d'instance civile du lieu où le médiateur a exercé sa mission. Le tribunal vérifie, dans son examen des actes d'accord relatifs à un immeuble, le contenu de l'accord, son aptitude à faire l'objet d'une médiation et d'une exécution forcée, ainsi que le respect des restrictions et de la procédure et des principes prévus par la loi relativement à l'immeuble ; il peut à cette fin demander des informations ou documents à des institutions ou organismes et tenir, si nécessaire, une audience. (4) L'article 18 s'applique aux autres questions relatives à la délivrance de l'attestation de force exécutoire de l'acte d'accord. (5) L'une des parties à un acte d'accord relatif au transfert d'un immeuble ou à la constitution d'un droit réel limité sur un immeuble peut, après la délivrance de l'attestation de force exécutoire, demander l'inscription auprès du service du livre foncier.
CHAPITRE VI – Registre des médiateurs
Article 19 – Tenue du registre (1) La Direction de département tient le registre des personnes ayant acquis la qualification pour exercer la médiation dans les litiges de droit privé. Les informations relatives aux personnes figurant à ce registre sont également rendues publiques par voie électronique par la Direction de département. (2) La procédure et les principes relatifs à la tenue du registre des médiateurs sont fixés par un règlement préparé par le Ministère.
Article 20 – Conditions d'inscription au registre (1) L'inscription au registre est effectuée sur demande écrite de l'intéressé adressée à la Direction de département. (2) Pour être inscrit au registre des médiateurs, il faut : a) être de nationalité turque ; b) être titulaire d'un diplôme de licence en droit et justifier d'au moins cinq années d'ancienneté professionnelle ; c) jouir de la pleine capacité juridique ; ç) ne pas avoir été condamné — même si les délais prévus à l'article 53 de la loi n° 5237 du 26/9/2004 relative au code pénal turc sont écoulés, et même en cas d'amnistie — pour une infraction intentionnelle punie d'une peine d'emprisonnement de plus d'un an, ou pour des infractions contre la sûreté de l'État, des infractions contre l'ordre constitutionnel et son fonctionnement, détournement de fonds publics, concussion, corruption, vol, escroquerie, faux, abus de confiance, banqueroute frauduleuse, entrave à la libre concurrence dans les appels d'offres, entrave à l'exécution d'une prestation, blanchiment de capitaux issus d'une infraction ou contrebande, fausse expertise, faux témoignage et faux serment ; d) n'avoir aucun lien ni contact avec des organisations terroristes ; e) avoir achevé la formation en médiation et — sauf pour les personnes justifiant de vingt années d'ancienneté professionnelle — avoir réussi l'examen écrit organisé par le Ministère. (3) Le médiateur peut commencer son activité à compter de la date de son inscription au registre. (4) La Direction de département dresse la liste des médiateurs inscrits au registre selon les commissions de justice des tribunaux de première instance de l'ordre judiciaire où ils souhaitent exercer, et transmet ces listes aux présidences des commissions concernées. Un médiateur peut s'inscrire sur trois listes de commission au maximum.
Article 21 – Radiation du registre (1) La Direction de département radie du registre le médiateur qui, bien que ne remplissant pas les conditions requises pour la médiation, y a été inscrit, ou qui a ultérieurement cessé de remplir ces conditions. (2) La Direction de département adresse un avertissement écrit au médiateur dont elle constate qu'il ne remplit pas les obligations prévues par la présente loi ; si cet avertissement n'est pas suivi d'effet, après avoir recueilli les observations du médiateur, elle demande, si nécessaire, au Conseil la radiation de son nom du registre. (3) Le médiateur peut à tout moment demander sa radiation du registre des médiateurs.
CHAPITRE VII – Formation à la médiation et organismes de formation
Article 22 – Formation à la médiation (1) On entend par formation à la médiation la formation suivie après l'achèvement des études de droit, comportant les connaissances fondamentales relatives à l'exercice de l'activité de médiation, les techniques de communication, les méthodes de négociation et de règlement des litiges, la psychologie du comportement, ainsi que les autres connaissances théoriques et pratiques précisées par le règlement.
Article 23 – Organismes de formation (1) La formation à la médiation est dispensée par les facultés de droit des universités qui en sont dotées, par l'Union des barreaux de Turquie et par l'Académie de justice de Turquie. Ces organismes peuvent dispenser cette formation après avoir obtenu l'autorisation du Ministère. La liste des organismes de formation autorisés est publiée par voie électronique. (2) La demande d'autorisation est présentée par écrit. Cette demande comporte des informations motivées sur le programme de formation, le nombre et les compétences des formateurs, ainsi que sur les sources de financement de l'organisme ou du programme de formation. (3) Sur la base des documents présentés à l'appui de la demande, lorsqu'il est établi que la formation atteindra son objectif et que la continuité de l'activité de formation au sein de l'organisme sera assurée, l'autorisation est accordée à l'organisme de formation concerné pour une durée maximale de trois ans.
Article 24 – Prorogation de l'autorisation (1) Un organisme de formation inscrit peut, au plus tôt un an et au plus tard trois mois avant l'expiration de la durée de son inscription, demander par écrit la prorogation de la validité de son inscription au registre. Lorsqu'il ressort des rapports présentés par l'organisme en application de l'article 26 que la formation à la médiation se poursuit avec succès et qu'aucun des motifs mentionnés à l'article 27 n'existe, la durée de validité de l'autorisation accordée peut être prorogée, à chaque fois, de trois ans. L'organisme de formation ayant présenté sa demande dans les délais reste inscrit sur la liste jusqu'à ce qu'une décision soit rendue sur cette demande.
Article 25 – Attestation de formation (1) Les organismes de formation délivrent aux personnes ayant achevé avec succès leur formation une attestation certifiant qu'elles ont accompli la formation à la médiation.
Article 26 – Rapport annuel (1) Chaque année, au mois de janvier, les organismes de formation présentent à la Direction de département un rapport sur la portée, le contenu et le succès de l'activité de formation qu'ils ont menée au cours de l'année précédente.
Article 27 – Retrait de l'autorisation (1) Dans les cas suivants, l'autorisation accordée à un organisme de formation est retirée par le Conseil, sur demande du Ministère : a) constatation de la disparition ou de l'absence de l'une des conditions requises pour l'octroi de l'autorisation ; b) formation dispensée de manière insuffisante ; c) commission de falsifications ou d'erreurs importantes dans l'établissement des attestations d'habilitation à la médiation ; ç) non-respect, malgré mise en demeure, de l'obligation de présentation du rapport prévue à l'article 26 ; d) constatation de l'absence de continuité de l'activité de formation.
CHAPITRE VIII – Organisation et attributions
Article 28 – Direction de département, Conseil et bureaux de médiation (1) Afin d'exercer les fonctions prévues par la présente loi, une Direction de département est instituée au sein de la Direction générale. (2) Afin d'exercer les fonctions prévues par la présente loi en matière de services de médiation, un Conseil de la médiation est institué au sein du Ministère. (3) Afin d'informer les demandeurs, de désigner les médiateurs et d'exercer les autres attributions conférées par la loi, des bureaux de médiation sont institués dans les palais de justice jugés appropriés par le Ministère. Un greffier et un personnel suffisant sont affectés, exclusivement à ces bureaux, par la commission de justice du tribunal de première instance de l'ordre judiciaire compétent. Les bureaux de médiation exercent leur activité sous la surveillance et le contrôle d'un juge du tribunal d'instance civile désigné par le Conseil des juges et des procureurs. Dans les lieux où aucun bureau de médiation n'a été institué, les attributions de ces bureaux sont exercées par le greffe du tribunal d'instance civile désigné par la commission de justice du tribunal de première instance de l'ordre judiciaire, sous la surveillance et le contrôle du juge compétent.
Article 29 – Structure de la Direction de département (1) La Direction de département se compose d'un chef de département, d'un nombre suffisant de juges rapporteurs et d'autres personnels.
Article 30 – Attributions de la Direction de département (1) La Direction de département a pour attributions : a) d'assurer l'exercice régulier et efficace des services de médiation ; b) de publier des ouvrages relatifs à la médiation et d'encourager et de soutenir les travaux scientifiques en la matière ; c) d'exécuter toute décision et tout acte relatifs au fonctionnement du Conseil, et de coopérer, dans le cadre de ses attributions, avec le Ministère, d'autres institutions et organismes publics, les universités, les organismes professionnels à caractère d'établissement public, les fondations et associations œuvrant dans l'intérêt public, ainsi qu'avec les personnes physiques et morales bénévoles jugées appropriées ; ç) de faire connaître l'institution de la médiation, d'informer l'opinion publique à ce sujet, et d'organiser ou de soutenir des congrès, colloques et séminaires ainsi que d'autres manifestations scientifiques nationales et internationales en la matière ; d) de suivre l'application de la médiation à l'échelle nationale, et de tenir et publier les statistiques y afférentes ; e) de soumettre à l'approbation du Ministère les décisions relatives aux demandes présentées par les organismes de formation à cette fin, ainsi qu'aux demandes de prorogation de la durée de validité de leur inscription, de dresser la liste des organismes dispensant la formation à la médiation, et de la publier par voie électronique ; f) de tenir le registre des médiateurs, de statuer sur les demandes d'inscription, de décider de la radiation d'un médiateur du registre en application des premier et troisième alinéas de l'article 21, et de rendre publiques par voie électronique les informations relatives aux personnes figurant à ce registre ; g) de tenir le registre des procès-verbaux finaux établis par les médiateurs à l'issue de l'activité de médiation et d'en conserver un exemplaire ; ğ) de mener des études et des recherches sur les lois et actes réglementaires relevant de son domaine de compétence et de formuler des propositions à la Direction générale ; h) d'établir le rapport annuel d'activité et le plan d'activité de l'année suivante et de les soumettre au Conseil ; ı) de préparer le Tarif minimal annuel des honoraires de médiation.
Article 31 – Composition du Conseil (1) Le Conseil se compose des membres suivants : a) le Directeur général des affaires juridiques ; b) le Chef de la Direction de département ; c) deux juges choisis par le Conseil des juges et des procureurs parmi les juges de premier rang en fonction dans les tribunaux civils ; ç) trois représentants de l'Union des barreaux de Turquie ; d) un représentant de l'Union des notaires de Turquie ; e) un membre du corps enseignant du domaine du droit privé, choisi par le Conseil de l'enseignement supérieur ; f) trois médiateurs choisis par le Ministre de la Justice ; g) un représentant de l'Union des chambres et des bourses de Turquie ; ğ) un représentant chacune, choisi par les trois confédérations syndicales de travailleurs comptant le plus grand nombre d'adhérents ; h) un représentant choisi par la confédération syndicale d'employeurs comptant le plus grand nombre d'adhérents ; ı) un représentant de la Confédération turque des artisans et commerçants ; i) le Président du Centre de formation de l'Académie de justice de Turquie. (2) Le Président peut, selon les besoins, inviter des experts aux réunions du Conseil. (3) Le Président du Conseil est le Directeur général. Dans les réunions auxquelles le Directeur général n'assiste pas, la présidence est assurée par le Chef de la Direction de département. (4) Le Conseil se réunit au moins deux fois par an, aux mois de mars et de septembre. Il peut en outre être convoqué à tout moment à la demande du Président ou d'au moins cinq membres. (5) Le Conseil délibère à la majorité absolue de ses membres. Le mandat du membre qui, sans excuse valable, ne participe pas à deux réunions consécutives, prend fin de plein droit. (6) La durée du mandat des membres du Conseil désignés en dehors du Ministère est de trois ans. Les membres dont le mandat est arrivé à expiration peuvent être de nouveau désignés. (7) Les indemnités journalières, frais de déplacement, d'hébergement et autres frais nécessaires des membres du Conseil participant depuis un autre lieu sont pris en charge par le Ministère conformément aux dispositions de la loi n° 6245 du 10/2/1954 relative aux indemnités de déplacement. (8) La procédure et les principes de fonctionnement du Conseil sont fixés par un règlement.
Article 32 – Attributions du Conseil (1) Le Conseil a pour attributions : a) de déterminer les principes fondamentaux relatifs aux services de médiation et les règles déontologiques de la profession de médiateur ; b) de déterminer les principes et normes fondamentaux relatifs à la formation à la médiation et à l'examen organisé à l'issue de celle-ci ; c) de déterminer les règles relatives au contrôle des médiateurs ; ç) de mettre en forme définitive, en y apportant si nécessaire des modifications, les projets de règlements devant être pris en vertu de la présente loi et préparés par la Direction générale ; d) de retirer les autorisations de formation des organismes de formation ; e) de décider de la radiation d'un médiateur du registre en application du deuxième alinéa de l'article 21 ; f) de fixer le droit d'inscription au registre et les cotisations annuelles à acquitter par les médiateurs ; g) d'approuver, en y apportant si nécessaire des modifications, le Tarif minimal des honoraires de médiation ; ğ) de formuler des recommandations visant à accroître l'efficacité des activités menées par la Direction de département ; h) de rendre un avis sur le rapport annuel d'activité et le plan de la Direction de département ; ı) de déterminer les contributions que les institutions et organismes intéressés par les sujets figurant dans le plan d'activité de la Direction de département peuvent apporter à sa mise en œuvre.
CHAPITRE IX – Dispositions pénales
Article 33 – Violation de la confidentialité (1) Quiconque, en agissant contrairement à l'obligation prévue à l'article 4, cause un préjudice à un intérêt juridiquement protégé d'autrui est puni d'une peine d'emprisonnement pouvant aller jusqu'à six mois. (2) La poursuite de cette infraction est subordonnée à une plainte.
CHAPITRE X – Dispositions finales et transitoires
Article 34 – Création de postes (1) Les postes figurant aux listes (1) et (2) annexées sont créés et ajoutés aux sections relatives au Ministère de la Justice des tableaux (I) et (II) annexés au décret-loi n° 190 du 13/12/1983 relatif au cadre général et à sa procédure.
Article 35 – Modifications apportées à d'autres lois (1) Au point d) du premier alinéa de l'article 12 de la loi n° 1136 du 19/3/1969 relative à la profession d'avocat, le terme « médiation, » est ajouté après le terme « Arbitrage ». (2) Dans la loi n° 6100 du 12/1/2011 relative à la procédure civile : a) au premier alinéa de l'article 137, l'expression « ou à la médiation » est ajoutée après le terme « à la conciliation » ; b) au deuxième alinéa de l'article 140, l'expression « ou à la médiation » est ajoutée après le terme « à la conciliation », et au troisième alinéa, l'expression « ou de médiation » est ajoutée après le terme « de conciliation » ; c) au deuxième alinéa de l'article 320, l'expression « ou à la médiation » est ajoutée après l'expression « à inviter les parties à la conciliation ».
Article 36 – Règlements (1) Le contrôle des organismes dispensant la formation à la médiation, la durée, le contenu et les normes de la formation, la détermination des principes et règles de l'examen écrit à organiser, l'organisation du registre des médiateurs et les conditions requises des médiateurs, le contrôle et le suivi des médiateurs, ainsi que les autres questions relatives à l'application de la présente loi, sont réglés par des règlements pris par le Ministère.
Article provisoire 1 (1) La création et l'organisation sont achevées dans un délai de deux mois à compter de la date de publication de la présente loi. (2) Les institutions et organismes prévus à l'article 31 notifient à la Direction générale, dans un délai de deux mois à compter de la date de publication de la présente loi, leurs représentants appelés à siéger au Conseil. Pour les trois premières années, au lieu des trois médiateurs devant être choisis par le Ministre de la Justice, les institutions mentionnées aux points ç), g) et ğ) du premier alinéa de l'article 31 notifient chacune un représentant supplémentaire. (3) La durée du mandat au sein du Conseil des représentants notifiés par les institutions concernées en lieu et place des médiateurs est d'un an. À l'issue de cette période, le Ministère de la Justice notifie au Conseil le nom de trois médiateurs sélectionnés. Les médiateurs ainsi sélectionnés achèvent le mandat restant des membres du Conseil auxquels ils succèdent. (4) Le Conseil se réunit dans un délai de trois mois à compter de l'achèvement de la création et de l'organisation mentionnées au premier alinéa. La date de la première réunion du Conseil est réputée constituer le point de départ du mandat de trois ans des membres du Conseil.
Article provisoire 2 (1) Les règlements prévus par la présente loi sont pris dans un délai de trois mois à compter de la première réunion du Conseil.
Article provisoire 3 (1) Les dispositions de l'article 18/B — ajouté à la présente loi par la loi ayant introduit le présent article provisoire — relatives à la médiation en tant que condition de recevabilité de l'action, ne s'appliquent pas aux instances pendantes, à la date d'entrée en vigueur du présent article, devant les juridictions de première instance, les cours d'appel régionales et la Cour de cassation.
Article 37 – Entrée en vigueur (1) Les dispositions de la présente loi entrent en vigueur : a) les articles 28 à 32 ainsi que les articles provisoires, à la date de sa publication ; b) les autres dispositions, un an après la date de sa publication.
Article 38 – Exécution (1) Les dispositions de la présente loi sont exécutées par le Conseil des ministres.
Traduzione spagnola
CAPÍTULO I – Objeto, ámbito de aplicación y definiciones
Artículo 1 – Objeto y ámbito de aplicación (1) La presente Ley tiene por objeto regular el procedimiento y los principios aplicables a la resolución de controversias civiles mediante mediación. (2) La presente Ley se aplica a la resolución de controversias de derecho privado —incluidas aquellas con elemento de extranjería— derivadas de asuntos o actos sobre los que las partes puedan disponer libremente. No obstante, las controversias que incluyan una alegación de violencia doméstica no son susceptibles de mediación.
Artículo 2 – Definiciones (1) A efectos de la aplicación de la presente Ley, se entenderá por: a) Mediador: la persona física que ejerce la actividad de mediación y que está inscrita en el registro de mediadores llevado por el Ministerio; b) Mediación: el método voluntario de resolución de controversias llevado a cabo con la participación de un tercero imparcial e independiente que haya recibido formación especializada, que, aplicando técnicas sistemáticas, reúne a las partes con el fin de mantener conversaciones y negociaciones, establece entre ellas un proceso de comunicación que les permita comprenderse mutuamente y elaborar así su propia solución, pudiendo también, cuando resulte evidente que las partes no logran alcanzar una solución, formular una propuesta de solución; c) Ministerio: el Ministerio de Justicia; ç) Dirección de Departamento: la Dirección del Departamento de Mediación que se creará dentro de la Dirección General de Asuntos Jurídicos; d) Dirección General: la Dirección General de Asuntos Jurídicos; e) Administración: las administraciones y entidades comprendidas en las tablas (I), (II), (III) y (IV) anexas a la Ley n.º 5018, de 10/12/2003, sobre Gestión Financiera Pública y Control, las administraciones locales definidas en la Ley n.º 5018 y las empresas constituidas por estas, los demás organismos, consejos, consejos superiores y entidades públicas creados por ley especial, las empresas económicas públicas y sus sociedades filiales, establecimientos y empresas, así como las demás sociedades en las que más del cincuenta por ciento del capital sea de titularidad pública; f) Consejo: el Consejo de Mediación; g) Registro: el registro de mediadores.
CAPÍTULO II – Principios fundamentales de la mediación
Artículo 3 – Voluntariedad e igualdad (1) Las partes son libres de acudir a un mediador, de continuar el procedimiento, de concluirlo o de desistir de él. Queda a salvo, no obstante, lo dispuesto en el artículo 18/A relativo a la mediación como requisito de procedibilidad. (2) Las partes gozan de iguales derechos tanto al acudir al mediador como durante todo el procedimiento.
Artículo 4 – Confidencialidad (1) Salvo acuerdo en contrario de las partes, el mediador está obligado a mantener la confidencialidad de la información y los documentos que le sean presentados en el marco de la actividad de mediación, o que obtenga de otro modo, así como de los demás registros. (2) Salvo acuerdo en contrario, las partes y las demás personas que participen en las reuniones están igualmente obligadas a respetar dicha confidencialidad.
Artículo 5 – Inadmisibilidad de declaraciones o documentos (1) Las partes, el mediador o cualquier tercero, incluidas las personas que hayan participado en la mediación, no podrán presentar como prueba ni testificar, en caso de que posteriormente se inicie un procedimiento judicial civil o se recurra al arbitraje en relación con la controversia, sobre las siguientes declaraciones o documentos: a) la invitación a la mediación cursada por las partes, o la voluntad de una parte de participar en la actividad de mediación; b) las opiniones y propuestas formuladas por las partes para resolver la controversia mediante mediación; c) las propuestas formuladas por las partes durante la actividad de mediación, o la aceptación de cualquier hecho o pretensión; ç) los documentos elaborados exclusivamente a los efectos de la actividad de mediación. (2) El apartado primero se aplica con independencia de la forma de la declaración o el documento. (3) La divulgación de la información mencionada en el apartado primero no podrá ser exigida por ningún tribunal, árbitro ni autoridad administrativa. Dichas declaraciones o documentos, aun cuando se presenten como prueba en contra de lo dispuesto en el apartado primero, no podrán servir de fundamento a una resolución. No obstante, dicha información podrá divulgarse en la medida en que así lo exija una disposición legal, o resulte necesario para la ejecución y el cumplimiento del acuerdo alcanzado al término del procedimiento de mediación. (4) Los apartados anteriores se aplican en los procedimientos civiles y en el arbitraje, con independencia de que guarden o no relación con el objeto de la mediación. (5) Sin perjuicio de las limitaciones establecidas en el apartado primero, las pruebas que puedan invocarse en el procedimiento civil y en el arbitraje no devienen inadmisibles por el mero hecho de haber sido presentadas en la mediación.
CAPÍTULO III – Derechos y obligaciones de los mediadores
Artículo 6 – Uso del título (1) Los mediadores inscritos en el registro tienen derecho a utilizar el título de mediador y las facultades que dicho título confiere. (2) El mediador está obligado a indicar dicho título en el ejercicio de la actividad de mediación. (3) La Dirección de Departamento es competente para determinar las áreas de especialización de los mediadores y el procedimiento y los principios correspondientes.
Artículo 7 – Honorarios y gastos (1) El mediador tiene derecho a solicitar honorarios y gastos como contraprestación por la actividad realizada. El mediador podrá asimismo solicitar un anticipo a cuenta de honorarios y gastos. (2) Salvo acuerdo en contrario, los honorarios del mediador se determinarán con arreglo al Arancel Mínimo de Honorarios del Mediador vigente en la fecha de finalización de la actividad, y los honorarios y gastos serán sufragados por las partes a partes iguales. (3) El mediador no podrá percibir honorarios como contraprestación por actuar como intermediario en favor de determinadas personas o por recomendarlas en relación con el procedimiento de mediación. Los actos contrarios a esta prohibición serán nulos.
Artículo 8 – Actividad de mediación (1) El mediador podrá reunirse y comunicarse con cada una de las partes por separado o conjuntamente.
Artículo 9 – Diligencia, imparcialidad y actuación personal (1) El mediador desempeñará su cometido con diligencia, imparcialidad y de forma personal. (2) La persona designada como mediador, cuando concurran circunstancias importantes que puedan generar dudas sobre su imparcialidad, estará obligada a informar de ello a las partes. No obstante dicha comunicación, si las partes lo solicitan conjuntamente, el mediador podrá asumir o continuar desempeñando dicho cometido. (3) El mediador está obligado a velar por la igualdad entre las partes. (4) El mediador no podrá, respecto de la controversia en la que haya intervenido con tal condición, asumir posteriormente la representación letrada de una de las partes en el procedimiento judicial iniciado al respecto.
Artículo 10 – Prohibición de publicidad (1) Se prohíbe a los mediadores realizar cualquier iniciativa o acto que pueda considerarse publicidad con el fin de obtener asuntos y, en particular, utilizar en sus rótulos y papelería, títulos distintos de los de mediador, abogado y títulos académicos.
Artículo 11 – Deber de información (1) Al inicio de la actividad de mediación, el mediador está obligado a informar debidamente a las partes sobre los fundamentos, el procedimiento y los resultados de la mediación.
Artículo 12 – Cuotas del registro (1) Se exigirá a los mediadores, al inscribirse en el registro, una cuota de ingreso y, para cada año, una cuota anual. (2) La cuota de ingreso y las cuotas anuales se registrarán como ingresos del presupuesto general.
CAPÍTULO IV – La actividad de mediación
Artículo 13 – Recurso al mediador (1) Las partes podrán acordar acudir a un mediador antes de la presentación de la demanda o durante la sustanciación del proceso. El tribunal también podrá informar y alentar a las partes a acudir a un mediador. (2) Salvo acuerdo en contrario, si la propuesta de una de las partes de acudir a un mediador no recibe respuesta afirmativa en el plazo de treinta días, dicha propuesta se considerará rechazada. (3) La parte que necesite asistencia jurídica gratuita para hacer frente a los honorarios de mediación podrá beneficiarse de ella mediante resolución del juzgado de paz civil del lugar en que se encuentre la oficina de mediación. A tal efecto se aplicarán, por analogía, los artículos 334 a 340 de la Ley n.º 6100, de 12/1/2011, de Enjuiciamiento Civil.
Artículo 14 – Elección del mediador (1) Salvo que se acuerde otro procedimiento, el mediador o los mediadores serán elegidos por las partes.
Artículo 15 – Desarrollo de la actividad de mediación (1) Una vez elegido, el mediador convocará a las partes a la primera reunión en el plazo más breve posible. (2) Las partes podrán acordar libremente el procedimiento de mediación, siempre que no sea contrario a normas jurídicas imperativas. (3) A falta de acuerdo entre las partes, el mediador dirigirá la actividad de mediación teniendo en cuenta la naturaleza de la controversia, las pretensiones de las partes y el procedimiento necesario para una rápida resolución de la controversia. (4) Los actos que, por su naturaleza, constituyan el ejercicio de una potestad jurisdiccional reservada exclusivamente al juez no podrán ser realizados por el mediador. (5) Cuando, tras la presentación de la demanda, las partes declaren su voluntad de acudir conjuntamente a un mediador, el tribunal suspenderá el proceso por un período no superior a tres meses. Dicho plazo podrá prorrogarse hasta tres meses a petición conjunta de las partes. (6) Las partes podrán participar en las negociaciones de mediación personalmente, a través de sus representantes legales o de sus abogados. También podrán estar presentes en las negociaciones expertos que puedan contribuir a la resolución de la controversia. (7) Cuando resulte evidente que las partes no logran alcanzar una solución, el mediador podrá formular una propuesta de solución. (8) En las negociaciones de mediación, la Administración estará representada por una comisión integrada por dos miembros designados por el responsable superior de la Administración y por el jefe de la unidad jurídica, o por un abogado o asesor jurídico designado por este. La comisión elaborará, al término de las negociaciones de mediación, un informe motivado, que conservará durante cinco años. (9) Las acciones de indemnización derivadas de los actos realizados y las decisiones adoptadas por los miembros de la comisión en el marco de la actividad de mediación solo podrán interponerse frente al Estado. El Estado ejercerá la acción de repetición, en el plazo de un año desde la fecha del pago, frente a los miembros que, actuando en contra de las exigencias de su cargo, hayan abusado de sus funciones, por el importe de la indemnización abonada. (10) El procedimiento y los principios de aplicación de este artículo se regularán mediante reglamento dictado por el Ministerio.
Artículo 16 – Cómputo de los plazos (1) El procedimiento de mediación, en caso de recurso al mediador antes de la presentación de la demanda, comenzará a computarse desde la fecha en que las partes hayan sido convocadas a la primera reunión y se haya alcanzado un acuerdo entre las partes y el mediador sobre la continuación del procedimiento, documentado mediante acta. En caso de recurso al mediador tras la presentación de la demanda, dicho procedimiento comenzará a computarse desde la fecha en que las partes acepten la invitación del tribunal a acudir a mediación, o desde la fecha en que declaren por escrito al tribunal, fuera de la vista, haber acordado acudir al mediador, o desde la fecha en que dicha declaración quede recogida en el acta de la vista. (2) El período comprendido entre el inicio y la conclusión del procedimiento de mediación no se tendrá en cuenta a efectos del cómputo de los plazos de prescripción y de caducidad.
Artículo 17 – Terminación de la actividad de mediación (1) La actividad de mediación terminará en los siguientes casos: a) que las partes alcancen un acuerdo; b) que el mediador constate, tras consultar a las partes, que resulta innecesario continuar realizando esfuerzos de mediación; c) que una de las partes comunique a la otra parte o al mediador su desistimiento de la actividad de mediación; ç) que las partes acuerden poner fin a la actividad de mediación; d) que se constate que la controversia no es susceptible de mediación. (2) El hecho de que las partes hayan alcanzado o no un acuerdo, o el modo en que haya concluido la actividad de mediación, se documentará mediante un acta. Dicha acta, redactada por el mediador, será firmada por el mediador, las partes y sus representantes legales o abogados. Si el documento no es firmado por las partes ni por sus representantes legales o abogados, será firmado únicamente por el mediador, indicando el motivo. (3) Las partes decidirán qué extremos, además del resultado de la actividad, deberán consignarse en el acta redactada al término de la mediación. El mediador proporcionará a las partes las explicaciones necesarias sobre dicha acta y sus efectos y, si las partes no estuvieran presentes, informará de ello a las partes ausentes por cualquier medio de comunicación. (4) En caso de terminación de la actividad de mediación, el mediador estará obligado a conservar durante cinco años la notificación que se le haya hecho en relación con dicha actividad, los documentos que se le hayan confiado y que obren en su poder, así como el acta redactada conforme al apartado segundo. El mediador remitirá a la Dirección General una copia del acta final redactada al término de la actividad de mediación en el plazo de un mes desde la finalización de esta.
Artículo 17/A – Ejecutividad de los acuerdos transaccionales internacionales (1) En el marco del Convenio aceptado mediante la Ley n.º 7282, de 25/2/2021, de aprobación de la ratificación del Convenio de las Naciones Unidas sobre los Acuerdos de Transacción Internacionales Resultantes de la Mediación, será obligatorio obtener del tribunal mercantil de primera instancia la certificación de ejecutividad para la ejecución de los documentos de acuerdo transaccional celebrados a resultas de la mediación. (2) La certificación de ejecutividad podrá solicitarse al tribunal del lugar acordado por las partes o, en su defecto, sucesivamente, al tribunal del lugar de domicilio de la otra parte en Turquía, al tribunal del lugar de su residencia, o, a falta de domicilio o residencia en Turquía, a uno de los tribunales de Ankara, Estambul o Esmirna. (3) El examen relativo a la concesión de la certificación de ejecutividad se realizará sobre la base de las actuaciones, conforme a lo dispuesto en el Convenio y en el artículo 18. El tribunal podrá, cuando sea necesario, celebrar una vista, exponiendo asimismo su motivación.
Artículo 17/B – Mediación en controversias relativas a bienes inmuebles (1) Las controversias relativas a la transmisión de un inmueble o a la constitución de un derecho real limitado sobre un inmueble son susceptibles de mediación. (2) En las controversias comprendidas en el apartado primero, cuando las partes lo acuerden por escrito y el mediador haga constar dicho acuerdo en acta, a petición del mediador podrá anotarse en el registro de la propiedad una restricción de la facultad de disposición, limitada a la duración del procedimiento de mediación y sin que pueda exceder de tres meses desde la fecha de su anotación. Dicha anotación se cancelará, a petición del mediador, en caso de desacuerdo entre las partes o de acuerdo de las partes sobre su cancelación, y, en su defecto, se cancelará automáticamente al término del plazo de tres meses. (3) En caso de acuerdo de las partes al término del procedimiento de mediación, el documento de acuerdo se redactará respetando las limitaciones y el procedimiento y los principios previstos por la ley en relación con la transmisión del inmueble o la constitución de un derecho real limitado sobre él. (4) Será obligatorio obtener la certificación de ejecutividad del documento de acuerdo, la cual se solicitará al juzgado de paz civil del lugar en que se encuentre el inmueble. El tribunal, en su examen, verificará el contenido del acuerdo, su idoneidad para ser objeto de mediación y de ejecución forzosa, así como el cumplimiento de las limitaciones y del procedimiento y los principios previstos por la ley en relación con la transmisión del inmueble o la constitución de un derecho real limitado sobre él; a tal efecto podrá solicitar información o documentos a instituciones u organismos y celebrar, si fuera necesario, una vista. (5) Para las demás cuestiones relativas a la concesión de la certificación de ejecutividad del documento de acuerdo se aplicará el artículo 18. (6) Una de las partes del documento de acuerdo podrá, tras la concesión de la certificación de ejecutividad, solicitar la inscripción ante la dirección del registro de la propiedad.
Artículo 18 – Ejecutividad del documento de acuerdo (1) El contenido del acuerdo alcanzado al término de la actividad de mediación será determinado por las partes; cuando se redacte un documento de acuerdo, este será firmado por las partes y por el mediador. (2) Cuando las partes alcancen un acuerdo al término de la actividad de mediación, podrán solicitar que se expida una certificación de ejecutividad sobre dicho documento de acuerdo. Si se hubiera acudido a la mediación antes de la presentación de la demanda, la certificación de ejecutividad del acuerdo podrá solicitarse al juzgado de paz civil del lugar en que el mediador haya desempeñado su cometido. Si se hubiera acudido a la mediación durante la sustanciación del proceso, la certificación de ejecutividad del acuerdo podrá solicitarse al tribunal ante el que se sustancie el proceso. El acuerdo que incorpore dicha certificación se considerará documento con fuerza de sentencia. (3) La expedición de la certificación de ejecutividad constituye un acto de jurisdicción voluntaria, y el examen correspondiente se realizará sobre la base de las actuaciones. No obstante, en las controversias de derecho de familia susceptibles de mediación, el examen se realizará mediante vista. Dicho examen se limitará a determinar si el contenido del acuerdo es idóneo para ser objeto de mediación y de ejecución forzosa. Se percibirá una tasa fija por la solicitud presentada ante el tribunal para la expedición de la certificación de ejecutividad sobre el documento de acuerdo, así como por el recurso de apelación que, en su caso, interponga la parte interesada contra las resoluciones dictadas al respecto. Si las partes desearan utilizar el documento de acuerdo en otro trámite oficial sin haber obtenido la certificación de ejecutividad, se percibirá igualmente el impuesto de timbre en cuantía fija. (4) Salvo en los casos en que la ley exija obligatoriamente la certificación de ejecutividad, el documento de acuerdo firmado conjuntamente por las partes, sus abogados y el mediador —o, en el caso de controversias mercantiles, por los abogados y el mediador— se considerará documento con fuerza de sentencia sin necesidad de certificación de ejecutividad. (5) Cuando al término de la actividad de mediación se haya alcanzado un acuerdo, las partes no podrán ejercitar acción judicial sobre las cuestiones objeto del acuerdo.
CAPÍTULO V – La mediación como requisito de procedibilidad
Artículo 18/A – Disposiciones generales (1) Cuando las leyes pertinentes establezcan que el haber acudido a un mediador constituye un requisito de procedibilidad, al procedimiento de mediación se aplicarán las disposiciones siguientes. (2) El demandante estará obligado a adjuntar a la demanda el original, o una copia certificada por el mediador, del acta final que acredite que no se ha alcanzado acuerdo al término de la actividad de mediación. En caso de incumplimiento de esta obligación, el tribunal enviará al demandante una citación con la advertencia de que el acta final deberá presentarse ante el tribunal en el plazo perentorio de una semana, so pena de inadmisión de la demanda por defecto procesal. Si no se cumplen los requisitos de dicha advertencia, la demanda se declarará inadmisible por defecto procesal sin que el escrito de demanda sea notificado a la parte contraria. Cuando resulte que la demanda se ha presentado sin haber acudido previamente a un mediador, se declarará la inadmisión de la demanda por falta del requisito de procedibilidad, sin necesidad de ningún otro trámite. (3) La Dirección de Departamento elaborará, entre los mediadores inscritos en el registro que deseen ejercer la mediación conforme a este artículo, indicando en su caso sus áreas de especialización, una relación de aquellos dispuestos a actuar según las comisiones de justicia de los juzgados de primera instancia del orden jurisdiccional civil en las que deseen prestar servicio, y comunicará dichas relaciones a las presidencias de las comisiones correspondientes. Las presidencias de las comisiones remitirán estas relaciones a las oficinas de mediación de su respectivo partido judicial o, en los lugares en que no se haya constituido oficina de mediación, a la secretaría del juzgado de paz civil designada a tal efecto. (4) La solicitud se presentará ante la oficina de mediación del lugar en que se encuentre el tribunal competente en razón del objeto de la controversia, o, en los lugares en que no se haya constituido oficina de mediación, ante la secretaría designada a tal efecto. (5) El mediador será designado por la oficina de entre los incluidos en la relación comunicada a las presidencias de las comisiones. No obstante, si las partes se ponen de acuerdo sobre un mediador determinado incluido en dicha relación, será designado ese mediador. (6) La parte solicitante facilitará a la oficina de mediación todos sus datos de contacto y, en caso de disponer de ellos, los de la parte contraria. La oficina también estará facultada para investigar los datos de contacto de las partes que figuren en los registros oficiales. Las instituciones y organismos correspondientes estarán obligados a facilitar la información y los documentos solicitados por la oficina. (7) Los datos de contacto de las partes serán comunicados por la oficina al mediador designado. El mediador se basará en dichos datos y podrá, cuando sea necesario, realizar por su propia iniciativa averiguaciones adicionales. Con arreglo a la información de que disponga, informará a las partes de la designación por cualquier medio de comunicación y las convocará a la primera reunión. Aunque la parte cuente con abogado, el mediador informará también directamente a la propia parte. El mediador documentará las gestiones de información y convocatoria realizadas. (8) El mediador no podrá apreciar de oficio la competencia de la oficina que haya efectuado la designación. La parte contraria podrá, a más tardar en la primera reunión, impugnar la competencia de la oficina de mediación presentando los documentos pertinentes. En tal caso, el mediador entregará inmediatamente el expediente a la oficina para que sea remitido al juzgado de paz civil competente. El tribunal resolverá con carácter definitivo, sin percepción de tasa, sobre la base del expediente y en el plazo máximo de una semana, sobre la oficina competente, devolviendo el expediente a la oficina. La resolución del tribunal será notificada a las partes por la oficina conforme a lo dispuesto en la Ley n.º 7201, de 11/2/1959, sobre Notificaciones. En caso de desestimación de la impugnación de competencia, se designará nuevamente al mismo mediador y los plazos indicados en el apartado noveno comenzarán a computarse desde la fecha de la nueva designación. En caso de estimación de la impugnación, podrá acudirse a la oficina competente en el plazo de una semana desde la notificación de la resolución; en tal caso, la fecha de presentación de la solicitud ante la oficina incompetente se considerará fecha de presentación ante la oficina competente. La oficina competente designará mediador conforme al apartado quinto. (9) El mediador resolverá la solicitud en el plazo de tres semanas desde la fecha de su designación. Dicho plazo podrá ser prorrogado por el mediador, en casos de necesidad, hasta un máximo de una semana. (10) El mediador pondrá fin a la actividad de mediación y redactará el acta final, comunicando de inmediato lo sucedido a la oficina de mediación, en los casos en que no sea posible localizar a las partes, o no pueda celebrarse la reunión por incomparecencia de las partes, o cuando las partes alcancen o no un acuerdo. (11) Cuando la actividad de mediación termine por la incomparecencia de una de las partes a la primera reunión sin causa justificada, dicha circunstancia se hará constar respecto de la parte incompareciente en el acta final y, aun cuando dicha parte resulte total o parcialmente vencedora en el proceso, será responsable de la mitad de las costas procesales que deba abonar la parte contraria. Asimismo, se le reconocerá a favor de esa parte la mitad de los honorarios de abogado determinados conforme al Arancel Mínimo de Honorarios de Abogado. En los procesos que se inicien a raíz de la terminación de la actividad de mediación por incomparecencia de ambas partes a la primera reunión, las costas procesales en que haya incurrido cada parte correrán a su propio cargo. (12) En caso de acuerdo de las partes al término de la actividad de mediación, los honorarios de mediación, salvo pacto en contrario, serán sufragados por las partes a partes iguales conforme a la Segunda Parte del Arancel de Honorarios de Mediación, anexo al Arancel Mínimo de Honorarios del Mediador. En tal caso, los honorarios no podrán ser inferiores al importe correspondiente a dos horas determinado conforme a la Primera Parte del Arancel. (13) En los casos en que, al término de la actividad de mediación, no haya sido posible localizar a las partes, no haya podido celebrarse la reunión por incomparecencia de las partes, o las partes no hayan alcanzado un acuerdo tras reuniones de duración inferior a dos horas, el importe correspondiente a los honorarios de dos horas se abonará con cargo al presupuesto del Ministerio de Justicia, conforme a la Primera Parte del Arancel. Cuando las reuniones se prolonguen más de dos horas sin que las partes alcancen un acuerdo, los honorarios correspondientes a la parte que exceda de dos horas serán, salvo pacto en contrario, sufragados por las partes a partes iguales, teniendo en cuenta el objeto de la controversia, conforme a la Primera Parte del Arancel. Los honorarios de mediación abonados con cargo al presupuesto del Ministerio de Justicia y los sufragados por las partes se considerarán costas procesales. (14) Los gastos necesarios que deba realizar la oficina de mediación en virtud de este artículo se anticiparán con cargo al presupuesto del Ministerio de Justicia, a reembolsar: en caso de acuerdo, por las partes conforme a lo pactado; en defecto de acuerdo, por la parte que posteriormente resulte responsable. (15) Durante el período comprendido entre la presentación de la solicitud ante la oficina de mediación y la fecha de redacción del acta final, quedará suspendida la prescripción y no correrán los plazos de caducidad. (16) El plazo para el ejercicio de la acción previsto en el apartado primero del artículo 397 de la Ley n.º 6100, en caso de que se haya dictado una medida cautelar antes de la presentación de la demanda, o en el apartado primero del artículo 264 de la Ley n.º 2004, de 9/6/1932, de Ejecución y Quiebra, en caso de embargo preventivo, no correrá durante el período comprendido entre la presentación de la solicitud ante la oficina de mediación y la fecha de redacción del acta final. Cuando, tras la presentación de la solicitud ante la oficina de mediación, se inicie un procedimiento de ejecución relativo al objeto de la controversia contra la parte solicitante, y esta, en el plazo de dos semanas desde la fecha de redacción del acta final, ejercite y solicite una acción declarativa negativa conforme al artículo 72 de la Ley n.º 2004 frente a dicho procedimiento, se aplicará el apartado segundo del artículo 72 de la Ley n.º 2004. (17) Salvo acuerdo en contrario de las partes, las negociaciones de mediación se desarrollarán dentro del ámbito territorial de la comisión de justicia del juzgado de primera instancia del orden jurisdiccional civil al que esté adscrita la oficina que haya designado al mediador. (18) Cuando leyes especiales prevean la obligación de recurrir al arbitraje o a otro medio alternativo de resolución de controversias, o exista un convenio arbitral, no se aplicarán las disposiciones relativas a la mediación como requisito de procedibilidad. (19) Quedan a salvo las disposiciones especiales admitidas en las leyes pertinentes relativas a la mediación como requisito de procedibilidad. (20) En lo no previsto en este Capítulo, se aplicarán, en la medida en que resulten compatibles con su naturaleza, las demás disposiciones de la presente Ley.
Artículo 18/B – Mediación como requisito de procedibilidad en determinadas controversias (1) En las siguientes controversias, el haber acudido a un mediador antes de la presentación de la demanda constituirá requisito de procedibilidad: a) las controversias derivadas de la relación arrendaticia, con excepción de las disposiciones relativas al desahucio de inmuebles arrendados por vía de ejecución sin título judicial conforme a la Ley n.º 2004; b) las controversias relativas a la división de bienes muebles e inmuebles y a la extinción de la comunidad de bienes; c) las controversias derivadas de la Ley n.º 634, de 23/6/1965, sobre Propiedad Horizontal; ç) las controversias derivadas del derecho de vecindad. (2) En caso de acuerdo de las partes al término del procedimiento de mediación, el documento de acuerdo se redactará respetando las limitaciones y el procedimiento y los principios previstos por la ley en relación con el inmueble. (3) Será obligatorio obtener la certificación de ejecutividad del documento de acuerdo redactado en virtud de este artículo; dicha certificación se solicitará, respecto de los documentos de acuerdo relativos a bienes inmuebles, al juzgado de paz civil del lugar en que se encuentre el inmueble y, respecto de los demás documentos de acuerdo, al juzgado de paz civil del lugar en que el mediador haya desempeñado su cometido. El tribunal, en su examen de los documentos de acuerdo relativos a bienes inmuebles, verificará el contenido del acuerdo, su idoneidad para ser objeto de mediación y de ejecución forzosa, así como el cumplimiento de las limitaciones y del procedimiento y los principios previstos por la ley en relación con el inmueble; a tal efecto podrá solicitar información o documentos a instituciones u organismos y celebrar, si fuera necesario, una vista. (4) Para las demás cuestiones relativas a la concesión de la certificación de ejecutividad del documento de acuerdo se aplicará el artículo 18. (5) Una de las partes de un documento de acuerdo relativo a la transmisión de un inmueble o a la constitución de un derecho real limitado sobre un inmueble podrá, tras la concesión de la certificación de ejecutividad, solicitar la inscripción ante la dirección del registro de la propiedad.
CAPÍTULO VI – Registro de mediadores
Artículo 19 – Llevanza del registro (1) La Dirección de Departamento llevará el registro de las personas que hayan obtenido la cualificación para ejercer la mediación en controversias de derecho privado. La información relativa a las personas incluidas en dicho registro será asimismo dada a conocer por vía electrónica por la Dirección de Departamento. (2) El procedimiento y los principios relativos a la llevanza del registro de mediadores se regularán mediante reglamento elaborado por el Ministerio.
Artículo 20 – Requisitos de inscripción en el registro (1) La inscripción en el registro se efectuará previa solicitud escrita del interesado ante la Dirección de Departamento. (2) Para poder inscribirse en el registro de mediadores será necesario: a) ser ciudadano turco; b) ser licenciado en Derecho con una antigüedad profesional mínima de cinco años; c) tener plena capacidad de obrar; ç) no haber sido condenado —aunque hayan transcurrido los plazos previstos en el artículo 53 de la Ley n.º 5237, de 26/9/2004, del Código Penal turco, e incluso en caso de indulto— por delito doloso castigado con pena de prisión superior a un año, o por delitos contra la seguridad del Estado, delitos contra el orden constitucional y su funcionamiento, malversación, concusión, cohecho, hurto, estafa, falsedad, apropiación indebida, quiebra fraudulenta, fraude en licitaciones, fraude en la ejecución de una prestación, blanqueo de capitales procedentes de un delito o contrabando, falso peritaje, falso testimonio y falso juramento; d) no tener afiliación ni contacto con organizaciones terroristas; e) haber completado la formación en mediación y —salvo quienes cuenten con veinte años de antigüedad profesional— haber superado el examen escrito convocado por el Ministerio. (3) El mediador podrá iniciar su actividad a partir de la fecha de inscripción en el registro. (4) La Dirección de Departamento clasificará a los mediadores inscritos en el registro según las comisiones de justicia de los juzgados de primera instancia del orden jurisdiccional civil en las que deseen prestar servicio, y remitirá las relaciones a las presidencias de las comisiones correspondientes. Un mediador podrá inscribirse, como máximo, en tres relaciones de comisión.
Artículo 21 – Baja en el registro (1) La Dirección de Departamento dará de baja en el registro al mediador que, sin reunir los requisitos exigidos para la mediación, hubiera sido inscrito, o que posteriormente hubiera dejado de reunirlos. (2) La Dirección de Departamento apercibirá por escrito al mediador respecto del cual constate el incumplimiento de las obligaciones establecidas por esta Ley; si dicho apercibimiento no fuera atendido, tras oír las alegaciones del mediador, solicitará, si procede, al Consejo la baja de su nombre en el registro. (3) El mediador podrá solicitar en cualquier momento su baja en el registro de mediadores.
CAPÍTULO VII – Formación en mediación y entidades formadoras
Artículo 22 – Formación en mediación (1) Se entenderá por formación en mediación aquella que se curse tras la finalización de los estudios de la facultad de Derecho, y que comprenda los conocimientos fundamentales relativos al ejercicio de la actividad de mediación, las técnicas de comunicación, los métodos de negociación y de resolución de controversias, la psicología del comportamiento, así como los demás conocimientos teóricos y prácticos que se determinen reglamentariamente.
Artículo 23 – Entidades formadoras (1) La formación en mediación será impartida por las facultades de Derecho de las universidades que dispongan de ellas, por la Unión de Colegios de Abogados de Turquía y por la Academia de Justicia de Turquía. Dichas entidades podrán impartir formación previa autorización del Ministerio. La relación de entidades formadoras autorizadas se publicará por vía electrónica. (2) La solicitud de autorización se presentará por escrito. En dicha solicitud se facilitará información motivada sobre el programa formativo, el número y la cualificación de los formadores, y las fuentes de financiación de la entidad o del programa formativo. (3) Sobre la base de los documentos presentados con la solicitud, cuando se constate que la formación alcanzará su finalidad y que se garantizará la continuidad de la actividad formativa en la entidad, se concederá la autorización a la entidad formadora correspondiente por un período máximo de tres años.
Artículo 24 – Prórroga de la autorización (1) La entidad formadora inscrita podrá solicitar por escrito, con una antelación mínima de un año y máxima de tres meses respecto de la finalización del período de inscripción, la prórroga de la vigencia de su inscripción. Cuando de los informes presentados por la entidad conforme al artículo 26 se desprenda que la formación en mediación continúa desarrollándose con éxito y no concurran las causas previstas en el artículo 27, la vigencia de la autorización concedida podrá prorrogarse, en cada ocasión, por tres años. La entidad formadora que haya presentado su solicitud dentro de plazo permanecerá inscrita en la relación hasta que se resuelva sobre dicha solicitud.
Artículo 25 – Certificado de formación (1) Las entidades formadoras expedirán a las personas que hayan completado con éxito su formación un certificado que acredite que han finalizado la formación en mediación.
Artículo 26 – Informe anual (1) Las entidades formadoras presentarán anualmente, en el mes de enero, a la Dirección de Departamento un informe sobre el ámbito, el contenido y el resultado de la actividad formativa realizada durante el año anterior.
Artículo 27 – Revocación de la autorización (1) En los siguientes casos, el Consejo revocará, a instancia del Ministerio, la autorización concedida a una entidad formadora: a) constatación de que ha desaparecido o no concurre alguno de los requisitos exigidos para la concesión de la autorización; b) prestación insuficiente de la formación; c) comisión de falsificaciones o de errores importantes en la expedición de los certificados de habilitación para la mediación; ç) incumplimiento, pese al requerimiento efectuado, de la obligación de presentar el informe previsto en el artículo 26; d) constatación de que no se garantiza la continuidad de la actividad formativa.
CAPÍTULO VIII – Organización y funciones
Artículo 28 – Dirección de Departamento, Consejo y oficinas de mediación (1) Para el cumplimiento de las funciones previstas en la presente Ley, se creará, dentro de la Dirección General, la Dirección de Departamento. (2) Para el cumplimiento de las funciones previstas en la presente Ley en materia de servicios de mediación, se creará, dentro del Ministerio, el Consejo de Mediación. (3) Con el fin de informar a los solicitantes, designar a los mediadores y desempeñar las demás funciones atribuidas por la ley, se crearán oficinas de mediación en los palacios de justicia que el Ministerio considere apropiados. La comisión de justicia del juzgado de primera instancia del orden jurisdiccional civil competente destinará, con dedicación exclusiva a dichas oficinas, un secretario judicial y el personal necesario. Las oficinas de mediación desarrollarán su actividad bajo la supervisión y el control de un juez de paz civil designado por el Consejo de Jueces y Fiscales. En los lugares en que no se haya constituido oficina de mediación, sus funciones serán desempeñadas por la secretaría del juzgado de paz civil designada por la comisión de justicia del juzgado de primera instancia del orden jurisdiccional civil, bajo la supervisión y el control del juez correspondiente.
Artículo 29 – Estructura de la Dirección de Departamento (1) La Dirección de Departamento estará integrada por un director de departamento, un número suficiente de jueces instructores y demás personal.
Artículo 30 – Funciones de la Dirección de Departamento (1) Las funciones de la Dirección de Departamento serán las siguientes: a) garantizar el desarrollo regular y eficiente de los servicios de mediación; b) realizar publicaciones relativas a la mediación y fomentar y apoyar los estudios científicos en esta materia; c) ejecutar cualquier decisión y actuación relativa al funcionamiento del Consejo, y cooperar, en relación con sus funciones, con el Ministerio, otras instituciones y organismos públicos, las universidades, los colegios profesionales de naturaleza pública, las fundaciones y asociaciones que trabajen en beneficio del interés público, así como con las personas físicas y jurídicas voluntarias que se consideren apropiadas; ç) dar a conocer la institución de la mediación, informar a la opinión pública al respecto, y organizar o apoyar congresos, simposios y seminarios y otras manifestaciones científicas nacionales e internacionales en la materia; d) hacer un seguimiento de la aplicación de la mediación a nivel nacional, y llevar y publicar las estadísticas correspondientes; e) someter a la aprobación del Ministerio las decisiones relativas a las solicitudes presentadas a tal fin por las entidades formadoras, así como a las solicitudes de prórroga de la vigencia de su inscripción, elaborar la relación de entidades que impartirán formación en mediación y publicarla por vía electrónica; f) llevar el registro de mediadores, resolver sobre las solicitudes de inscripción, decidir sobre la baja de un mediador en el registro conforme a los apartados primero y tercero del artículo 21, y dar a conocer por vía electrónica la información relativa a las personas incluidas en dicho registro; g) llevar el registro de las actas finales redactadas por los mediadores al término de la actividad de mediación y conservar un ejemplar de cada una de ellas; ğ) realizar estudios e investigaciones sobre las leyes y disposiciones reglamentarias comprendidas en su ámbito de competencia y formular propuestas a la Dirección General; h) elaborar el informe anual de actividad y el plan de actividad del año siguiente, y someterlos al Consejo; ı) elaborar el Arancel Mínimo anual de Honorarios de Mediación.
Artículo 31 – Composición del Consejo (1) El Consejo estará integrado por los siguientes miembros: a) el Director General de Asuntos Jurídicos; b) el Director de Departamento; c) dos jueces seleccionados por el Consejo de Jueces y Fiscales de entre los jueces de primera categoría que presten servicio en los juzgados civiles; ç) tres representantes de la Unión de Colegios de Abogados de Turquía; d) un representante de la Unión de Notarios de Turquía; e) un miembro del profesorado universitario del ámbito del derecho privado, seleccionado por el Consejo de Educación Superior; f) tres mediadores seleccionados por el Ministro de Justicia; g) un representante de la Unión de Cámaras y Bolsas de Turquía; ğ) un representante de cada una de las tres confederaciones sindicales de trabajadores con mayor número de afiliados; h) un representante seleccionado por la confederación sindical de empresarios con mayor número de afiliados; ı) un representante de la Confederación Turca de Artesanos y Comerciantes; i) el Presidente del Centro de Formación de la Academia de Justicia de Turquía. (2) El Presidente podrá, según las necesidades, invitar a expertos a las reuniones del Consejo. (3) El Presidente del Consejo será el Director General. En las reuniones a las que no asista el Director General, la presidencia será ejercida por el Director de Departamento. (4) El Consejo se reunirá al menos dos veces al año, en los meses de marzo y septiembre. Asimismo, podrá ser convocado en cualquier momento a petición del Presidente o de al menos cinco miembros. (5) El Consejo adoptará sus decisiones por mayoría absoluta del número total de miembros. Perderá la condición de miembro quien, sin causa justificada, no asista a dos reuniones consecutivas. (6) La duración del mandato de los miembros del Consejo designados al margen del Ministerio será de tres años. Los miembros cuyo mandato haya expirado podrán ser designados nuevamente. (7) Las dietas, gastos de desplazamiento, alojamiento y demás gastos necesarios de los miembros del Consejo que asistan desde otra localidad correrán a cargo del Ministerio, conforme a lo dispuesto en la Ley n.º 6245, de 10/2/1954, de Dietas de Viaje. (8) El procedimiento y los principios de funcionamiento del Consejo se regularán mediante reglamento.
Artículo 32 – Funciones del Consejo (1) Las funciones del Consejo serán las siguientes: a) determinar los principios fundamentales relativos a los servicios de mediación y las normas deontológicas de la profesión de mediador; b) determinar los principios y estándares fundamentales relativos a la formación en mediación y al examen que se celebre al término de esta; c) determinar las normas relativas a la supervisión de los mediadores; ç) dar forma definitiva, introduciendo si es necesario las modificaciones pertinentes, a los proyectos de reglamento que deban dictarse en virtud de esta Ley y que hayan sido elaborados por la Dirección General; d) revocar las autorizaciones formativas de las entidades formadoras; e) decidir sobre la baja de un mediador en el registro conforme al apartado segundo del artículo 21; f) fijar la cuota de inscripción en el registro y las cuotas anuales que deban abonar los mediadores; g) aprobar, introduciendo si es necesario las modificaciones pertinentes, el Arancel Mínimo de Honorarios de Mediación; ğ) formular recomendaciones destinadas a aumentar la eficacia de las actividades que desarrolle la Dirección de Departamento; h) emitir opinión sobre el informe anual de actividad y el plan de la Dirección de Departamento; ı) determinar las contribuciones que las instituciones y organismos relacionados con las materias incluidas en el plan de actividad de la Dirección de Departamento puedan aportar a su ejecución.
CAPÍTULO IX – Disposiciones penales
Artículo 33 – Vulneración de la confidencialidad (1) Quien, actuando en contra de la obligación establecida en el artículo 4, cause un perjuicio a un interés jurídicamente protegido de otra persona, será castigado con pena de prisión de hasta seis meses. (2) La persecución de este delito estará sujeta a denuncia.
CAPÍTULO X – Disposiciones finales y transitorias
Artículo 34 – Creación de plazas (1) Se crean las plazas que figuran en las listas (1) y (2) anexas, que se incorporan a las secciones relativas al Ministerio de Justicia de las tablas (I) y (II) anexas al Decreto Ley n.º 190, de 13/12/1983, sobre la Plantilla General y su Procedimiento.
Artículo 35 – Modificaciones de otras leyes (1) En la letra d) del párrafo primero del artículo 12 de la Ley n.º 1136, de 19/3/1969, de la Abogacía, se añade, a continuación del término «Arbitraje», el término «mediación,». (2) En la Ley n.º 6100, de 12/1/2011, de Enjuiciamiento Civil: a) en el párrafo primero del artículo 137, se añade la expresión «o a la mediación» a continuación del término «a la conciliación»; b) en el párrafo segundo del artículo 140, se añade la expresión «o a la mediación» a continuación del término «a la conciliación», y en el párrafo tercero, se añade la expresión «o de mediación» a continuación del término «de conciliación»; c) en el párrafo segundo del artículo 320, se añade la expresión «o a la mediación» a continuación de la expresión «invitar a las partes a la conciliación».
Artículo 36 – Reglamentos (1) La supervisión de las entidades que impartan formación en mediación, la duración, el contenido y los estándares de la formación, la determinación de los principios y normas del examen escrito que deba celebrarse, la organización del registro de mediadores y los requisitos exigidos a los mediadores, la supervisión y el seguimiento de los mediadores, así como las demás cuestiones relativas a la aplicación de la presente Ley, se regularán mediante reglamentos dictados por el Ministerio.
Disposición transitoria primera (1) La constitución y organización se completarán en el plazo de dos meses desde la fecha de publicación de la presente Ley. (2) Las instituciones y organismos previstos en el artículo 31 comunicarán a la Dirección General, en el plazo de dos meses desde la fecha de publicación de la presente Ley, sus representantes que hayan de formar parte del Consejo. Durante los tres primeros años, en lugar de los tres mediadores que deba seleccionar el Ministro de Justicia, las instituciones mencionadas en las letras ç), g) y ğ) del párrafo primero del artículo 31 comunicarán cada una un representante adicional. (3) La duración del mandato en el Consejo de los representantes comunicados por las instituciones correspondientes en sustitución de los mediadores será de un año. Al término de dicho período, el Ministerio de Justicia comunicará al Consejo el nombre de tres mediadores seleccionados. Los mediadores así seleccionados completarán el resto del mandato de los miembros del Consejo a quienes sustituyan. (4) El Consejo se reunirá en el plazo de tres meses desde la finalización de la constitución y organización mencionadas en el párrafo primero. La fecha de la primera reunión del Consejo se considerará como el inicio del mandato de tres años de los miembros del Consejo.
Disposición transitoria segunda (1) Los reglamentos previstos en la presente Ley se dictarán en el plazo de tres meses desde la primera reunión del Consejo.
Disposición transitoria tercera (1) Las disposiciones del artículo 18/B —añadido a la presente Ley por la Ley que introdujo esta disposición transitoria— relativas a la mediación como requisito de procedibilidad, no se aplicarán a los procesos que, a la fecha de entrada en vigor de este artículo, se hallen pendientes ante los tribunales de primera instancia, los tribunales regionales de apelación o el Tribunal de Casación.
Artículo 37 – Entrada en vigor (1) Las disposiciones de la presente Ley entrarán en vigor: a) los artículos 28 a 32 y las disposiciones transitorias, en la fecha de su publicación; b) las demás disposiciones, transcurrido un año desde la fecha de su publicación.
Artículo 38 – Ejecución (1) Las disposiciones de la presente Ley serán ejecutadas por el Consejo de Ministros.