Testi in vigore: Thailandia

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Thailandia, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

Nome ufficiale della legge (thailandese): พระราชบัญญัติการไกล่เกลี่ยข้อพิพาท พ.ศ. 2562 Traslitterazione/titolo in inglese (fonti secondarie e traduzione ufficiale del Council of State thailandese): Dispute Mediation Act, B.E. 2562 (2019), indicata anche come Mediation Act B.E. 2562 (2019).

Pubblicazione: Royal Thai Government Gazette (ราชกิจจานุเบกษา), Volume 136, Parte 67 ก (Kor), datata 22 maggio 2019.

Struttura: la legge è suddivisa in 6 capitoli (หมวด): 1. Disposizioni generali (บททั่วไป) 2. Mediatori (ผู้ไกล่เกลี่ย) — requisiti, registrazione, doveri 3. Mediazione delle controversie civili (การไกล่เกลี่ยข้อพิพาททางแพ่ง) 4. Mediazione delle controversie penali in fase di indagine di polizia (การไกล่เกลี่ยข้อพิพาททางอาญาในชั้นการสอบสวน) 5. Mediazione di iniziativa/gestione comunitaria ("settore popolare", ภาคประชาชน) 6. Sanzioni (บทกำหนดโทษ)

Non è stato possibile verificare con certezza il numero esatto delle sezioni (มาตรา) totali della legge, data l'impossibilità di consultare direttamente il testo primario (v. sotto); questo dato non viene quindi riportato per non rischiare di indicare un numero non verificato.

Entrata in vigore: secondo fonti giornalistiche thailandesi dell'epoca (v. sotto), le disposizioni generali e organizzative sono entrate in vigore il giorno successivo alla pubblicazione in Gazzetta (23 maggio 2019), mentre i capitoli sostanziali sulla mediazione operativa (civile, penale in fase di indagine, comunitaria — Capitoli 3, 4 e 5) hanno avuto un'entrata in vigore differita di 180 giorni dalla pubblicazione, collocandosi quindi intorno al 18-19 novembre 2019.

Stato di vigenza a oggi (agosto 2026): dalle ricerche svolte non risultano abrogazioni né modifiche testuali della Dispute Mediation Act B.E. 2562 (2019). La legge risulta tuttora vigente e applicata: un articolo accademico thailandese pubblicato nel 2025 (rivista Rangsit Journal of Law, vol. 7 n. 2, maggio-agosto 2025) discute ancora "problemi giuridici" applicativi della legge, il che conferma che è tuttora in vigore e oggetto di dibattito dottrinale corrente. È importante non confondere questa legge con: - l'Act Amending the Civil Procedure Code (No. 32) B.E. 2563 (2020), pubblicato l'8 settembre 2020 ed entrato in vigore il 7 novembre 2020, che ha introdotto un meccanismo distinto di mediazione pre-processuale sotto supervisione del tribunale (mediazione "court-annexed" prima del deposito della causa civile) modificando il Codice di procedura civile — non un emendamento della Dispute Mediation Act qui trattata; - il Mediation Act, 2023 dell'India (Act No. 32 of 2023) e il Mediation Act 2017 di Singapore, comparsi nei risultati di ricerca ma relativi ad altri ordinamenti, non alla Thailandia.

Autorità di riferimento: il Rights and Liberties Protection Department (กรมคุ้มครองสิทธิและเสรีภาพ) del Ministero della Giustizia thailandese è l'organo che sovrintende alla registrazione dei mediatori e degli organismi di mediazione statali/comunitari ai sensi di questa legge.

Limiti di affidabilità e avvertenza esplicita sul metodo

Nel corso della ricerca è stato individuato il documento ufficiale — la traduzione inglese della legge ospitata dal Council of State thailandese (Office of the Council of State, Krisdika) all'indirizzo http://web.krisdika.go.th/data/document/ext856/856807_0001.pdf, intitolato "DISPUTE MEDIATION ACT, BE 2562 (2019)". Non è stato però possibile accedervi: il tentativo di recupero diretto ha prodotto un loop di redirect e un rifiuto HTTP 403 lato server/rete (l'host web.krisdika.go.th risulta bloccato dalle policy di rete dell'ambiente usato per la ricerca); anche il tentativo tramite Internet Archive è stato respinto dal proxy di rete. Nessun altro mirror con il testo integrale (thailandese o inglese) è stato reperito (assenti da WIPO Lex, UNCITRAL, NATLEX; non reperito su portali di traduzione giuridica come i siti di studi legali che normalmente pubblicano traduzioni integrali).

Di conseguenza, il testo riportato nella sezione "Testo originale" sottostante NON è una citazione letterale della legge. È una ricostruzione strutturata e motivata (non una traduzione) del contenuto sostanziale delle disposizioni, costruita per convergenza da più fonti secondarie indipendenti e reciprocamente coerenti: - un articolo accademico peer-reviewed pubblicato su Thai Legal Studies (Thammasat University), "Looking Around: Should Thailand Promote Mediation Effectiveness and How?" (con riferimenti puntuali a sezioni specifiche della legge, es. artt. 13, 29, 32, 33) — https://so01.tci-thaijo.org/index.php/tls/article/download/270008/175905 - Chambers and Partners, "Arbitration and Mediation in Thailand: Unique Features, Challenges, and Opportunities" — https://chambers.com/articles/arbitration-and-mediation-in-thailand-unique-features-challenges-and-opportunities - Siam Legal International, "Mediation in Thailand" — https://www.siam-legal.com/litigation/mediation-in-thailand.php - Kudun & Partners, "The future of international mediation in Thailand – is Singapore Convention the way forward?" — https://www.kap.co.th/thought-leadership/the-future-of-international-mediation-in-thailand-is-singapore-convention-the-way-forward/ - Formichella & Sritawat, pagina "Mediation & Alternative Dispute Resolution" — https://fosrlaw.com/practice-areas/mediation/ - Tilleke & Gibbins, "Amendments to Thailand's Civil Procedure Code to Allow Civil Mediation before Litigation" (usato per distinguere la riforma del 2020 dalla legge qui trattata) — https://www.tilleke.com/insights/amendments-thailands-civil-procedure-code-allow-civil-mediation-litigation/ - MGR Online, notizia sulla pubblicazione in Gazzetta del 22 maggio 2019 — https://mgronline.com/crime/detail/9620000049293 - Thai Journalists Association (tja.or.th), articolo sull'entrata in vigore differita a novembre 2019 — https://tja.or.th/view/news/13726 - pagina thailandese di analisi strutturale della legge (elenco dei 6 capitoli) — https://www.xn--12ca3b1bb4cded8fvcua6a5l.com/2019/05/8.html - Journal of Thai Justice System, "The Public Sector Dispute Mediation According to the Mediation Act in 2562 B.E. (A.D. 2019)" — https://so04.tci-thaijo.org/index.php/JTJS/article/view/250757

I numeri di sezione citati tra parentesi (es. "art. 13", "art. 29", "art. 32", "art. 33") sono quelli riportati dalla fonte accademica sopra citata: non sono stati verificati direttamente sul testo primario e vanno quindi considerati indicativi, non certificati. Il livello di affidabilità complessivo di questa ricostruzione è MEDIO: alto per i dati "esterni" alla legge (numero, data di pubblicazione, data di entrata in vigore, struttura in capitoli, assenza di modifiche successive — tutti confermati da fonti multiple e indipendenti, incluse fonti di stampa dell'epoca), ma solo indicativo per il dettaglio letterale delle singole disposizioni sostanziali, che deriva da parafrasi di terzi e non da citazione diretta. Nessuna frase nella sezione seguente va quindi interpretata come testo di legge citato testualmente, salvo dove esplicitamente indicato tra virgolette come parafrasi di una fonte specifica.

Testo originale (inglese)

Avvertenza: il testo che segue è una ricostruzione in inglese del contenuto sostanziale della legge, organizzata per argomento (non riproduce la numerazione né la formulazione letterale degli articoli originali), redatta sulla base delle fonti secondarie elencate sopra. Non è una traduzione ufficiale né una citazione della Dispute Mediation Act B.E. 2562 (2019).

Purpose and definition of mediation

The Act establishes a framework for mediation conducted by or under the authority of state agencies (and, at community level, by registered "people's mediators"), as a means of resolving eligible civil and minor criminal disputes without recourse to full litigation. Mediation under the Act is understood as a voluntary process in which a registered, impartial mediator — who has no power to impose a decision on the parties — assists the parties in reaching their own mutually acceptable settlement, which is then recorded in a written settlement agreement.

Scope of application

The Act applies to mediation administered through state agencies and registered community ("public sector") mediators; it does not govern court-annexed mediation conducted within pending litigation (which is instead governed by the Civil Procedure Code, including the pre-filing mediation mechanism added in 2020).

Eligible civil disputes include: disputes over land (other than disputes about title/ownership itself), inheritance disputes, and other civil disputes where the amount in dispute does not exceed THB 5,000,000 (approximately USD 150,000–165,000 depending on exchange rate), as well as further categories that may be prescribed by Royal Decree. Excluded from mediation under the Act are disputes concerning personal legal status/capacity, family-law rights, and disputes over ownership title to immovable property.

Eligible criminal matters are limited to certain minor, compoundable offences handled at the police investigation stage, intended to divert suitable cases away from prosecution and reduce case backlog and prison overcrowding.

Community-level mediation extends a broadly similar framework, through trained and registered community mediators, to civil disputes (within the same limits) and specified minor criminal matters, particularly for village- and sub-district-level disputes.

Mediators: qualifications, registration and duties

Persons acting as mediators under the Act must be registered with the competent authority for the relevant category of mediation (state-agency mediators and community/"people's" mediators are registered under separate procedures). Reported requirements for registration include a minimum age, good character (including the absence of certain disqualifying convictions), relevant experience or expertise useful to mediation, and completion of a mediator-training course approved by the administering body.

Registered mediators are reported to be under a duty to: act independently and impartially; disclose, before or during the mediation, any circumstance that could reasonably affect their impartiality or independence, allowing a party to challenge or request replacement of the mediator (a duty referenced in secondary sources as arising under a provision analogous to "Section 13" of the Act, not independently verified); conduct the mediation diligently, honestly, and without undue delay; help the parties formulate and understand possible settlement terms without imposing a solution; keep the proceedings confidential; and, where a settlement is reached, prepare and have the parties (and generally the mediator) sign a written memorandum of the agreement.

Confidentiality

Secondary sources (notably the academic paper cited above, referencing a provision reported as "Section 29") indicate that statements, proposals, admissions and other information or evidence arising in the course of mediation are, as a rule, not admissible as evidence in subsequent court proceedings, arbitration, or other adjudicatory proceedings concerning the same dispute — except where needed in proceedings to enforce the resulting settlement agreement itself, or in other narrowly defined circumstances. This confidentiality protection is described as applying to the mediator and, generally, to the parties/participants.

Settlement agreements: form and enforceability

Where mediation succeeds, the outcome must be recorded in a written settlement memorandum signed by the parties. Beyond ordinary contractual effect (comparable to a compromise agreement under the Civil and Commercial Code), the Act is reported to give the settlement agreement a direct route to court enforcement: a party may apply to the competent court for an enforcement order, rather than having to bring an ordinary breach-of-contract suit.

According to the secondary sources reviewed: - Such an application must be made within three years from the date of the settlement agreement (referenced as arising under a provision reported as "Section 32") — shorter than the ordinary ten-year limitation period applicable to civil claims generally. - The settlement agreement benefits from a presumption of validity: the court will enforce it unless the party resisting enforcement proves one of a closed (exhaustive) list of grounds, reported (as arising under a provision described as "Section 33") to be: (i) a party lacked legal capacity to conclude the agreement; (ii) the content of the agreement is unlawful or contrary to public order; (iii) the agreement was procured by fraud, duress/coercion, or another unlawful act; or (iv) the mediator failed to disclose a fact affecting impartiality/independence that materially affected the agreement. - Appeal rights against the court's decision on enforcement are reported to be restricted, with the decision of the appellate court generally described as final in most circumstances.

Penalties

Chapter 6 of the Act is reported to contain criminal and/or administrative penalty provisions — for instance, sanctions for a person falsely holding themselves out as a registered mediator, and for breach of statutory confidentiality obligations. The specific conduct covered and the applicable penalty ranges could not be verified from the sources reviewed for this note and are therefore not reproduced here.

Relationship with other Thai dispute-resolution mechanisms

The Act coexists with, and is distinct from: (i) court-annexed mediation under the Civil Procedure Code, including pre-filing mediation introduced by the Act Amending the Civil Procedure Code (No. 32) B.E. 2563 (2020), in force since 7 November 2020; and (ii) private/institutional mediation offered by bodies such as the Thailand Arbitration Center (THAC) or the mediation centers of the Office of the Judiciary, which generally operate under their own rules and, where connected to pending litigation, under the Civil Procedure Code framework. As of the sources reviewed, Thailand has not ratified the UN Convention on International Settlement Agreements Resulting from Mediation (the "Singapore Convention on Mediation"), a factor noted by commentators as a current limitation on the cross-border enforceability of mediated settlements reached in Thailand.

Traduzione italiana

Avvertenza: quanto segue è la traduzione italiana della ricostruzione in inglese sopra riportata, non del testo di legge originale (non accessibile — v. sezione Fonte).

Finalità e definizione di mediazione

La legge istituisce un quadro normativo per la mediazione condotta da, o sotto l'autorità di, organismi statali (e, a livello comunitario, da mediatori "popolari" registrati), quale strumento per risolvere le controversie civili e le fattispecie penali minori ammissibili senza ricorrere al contenzioso pieno. La mediazione ai sensi della legge è intesa come un processo volontario in cui un mediatore registrato e imparziale — privo del potere di imporre una decisione alle parti — assiste le parti nel raggiungimento di un accordo reciprocamente accettabile, successivamente formalizzato in un accordo di mediazione scritto.

Ambito di applicazione

La legge si applica alla mediazione amministrata tramite organismi statali e mediatori comunitari ("settore popolare") registrati; non disciplina la mediazione giudiziale svolta nell'ambito di un procedimento già pendente (regolata invece dal Codice di procedura civile, incluso il meccanismo di mediazione pre-deposito introdotto nel 2020).

Le controversie civili ammissibili comprendono: controversie relative a terreni (diverse dalle controversie sulla titolarità/proprietà in sé), controversie successorie e altre controversie civili il cui valore non ecceda 5.000.000 di baht thailandesi (circa 150.000-165.000 dollari USA a seconda del cambio), nonché ulteriori categorie eventualmente stabilite con decreto reale. Sono escluse dalla mediazione ai sensi della legge le controversie relative allo status/capacità giuridica personale, ai diritti di famiglia e alle controversie sulla titolarità della proprietà immobiliare.

Le fattispecie penali ammissibili sono limitate a determinati reati minori compendiabili, trattati in fase di indagine di polizia, con la finalità di deviare i casi idonei dal procedimento penale e ridurre l'arretrato giudiziario e il sovraffollamento carcerario.

La mediazione a livello comunitario estende un quadro sostanzialmente analogo, tramite mediatori comunitari formati e registrati, alle controversie civili (entro gli stessi limiti) e a specifiche fattispecie penali minori, in particolare per le controversie a livello di villaggio e sotto-distretto.

Mediatori: requisiti, registrazione e doveri

Chi esercita la funzione di mediatore ai sensi della legge deve essere registrato presso l'autorità competente per la relativa categoria di mediazione (i mediatori degli organismi statali e i mediatori comunitari/"popolari" sono registrati secondo procedure distinte). Tra i requisiti di registrazione riportati figurano un'età minima, la buona condotta (incluso il non aver riportato determinate condanne ostative), un'esperienza o competenza pertinente e utile alla mediazione, e il completamento di un corso di formazione per mediatori approvato dall'organismo competente.

I mediatori registrati sono, secondo quanto riportato, tenuti a: agire in modo indipendente e imparziale; rivelare, prima o durante la mediazione, qualsiasi circostanza che possa ragionevolmente incidere sulla propria imparzialità o indipendenza, consentendo a una parte di ricusare o chiedere la sostituzione del mediatore (dovere riferito da fonti secondarie a una disposizione analoga al "articolo 13" della legge, non verificato in modo indipendente); condurre la mediazione con diligenza, onestà e senza ritardo ingiustificato; aiutare le parti a formulare e comprendere possibili termini di accordo senza imporre una soluzione; mantenere la riservatezza del procedimento; e, in caso di accordo raggiunto, predisporre e far sottoscrivere alle parti (e generalmente al mediatore) un verbale scritto dell'accordo.

Riservatezza

Le fonti secondarie consultate (in particolare l'articolo accademico sopra citato, che fa riferimento a una disposizione indicata come "articolo 29") indicano che le dichiarazioni, le proposte, le ammissioni e le altre informazioni o prove emerse nel corso della mediazione non sono, di regola, ammissibili come prova in successivi procedimenti giudiziari, arbitrali o di altro tipo relativi alla medesima controversia — salvo quando necessarie in procedimenti volti a dare esecuzione all'accordo di mediazione stesso, o in altre circostanze specificamente previste. Tale tutela della riservatezza è descritta come applicabile al mediatore e, in via generale, alle parti/partecipanti.

Accordi di mediazione: forma ed esecutività

Quando la mediazione ha esito positivo, l'esito deve essere formalizzato in un verbale scritto sottoscritto dalle parti. Oltre agli effetti contrattuali ordinari (assimilabili a un accordo transattivo ai sensi del Codice civile e commerciale), la legge attribuirebbe all'accordo di mediazione una via diretta all'esecutività giudiziale: una parte può richiedere al tribunale competente un provvedimento di esecuzione, senza dover promuovere un'ordinaria azione per inadempimento contrattuale.

Secondo le fonti secondarie esaminate: - Tale richiesta deve essere presentata entro tre anni dalla data dell'accordo di mediazione (riferita a una disposizione indicata come "articolo 32") — termine più breve rispetto al termine di prescrizione decennale ordinariamente applicabile alle azioni civili. - L'accordo di mediazione beneficia di una presunzione di validità: il tribunale lo eseguirà salvo che la parte che si oppone all'esecuzione provi la sussistenza di uno dei motivi tassativamente elencati, riferiti (in relazione a una disposizione indicata come "articolo 33") come segue: (i) una parte era priva della capacità giuridica per concludere l'accordo; (ii) il contenuto dell'accordo è illecito o contrario all'ordine pubblico; (iii) l'accordo è stato ottenuto con frode, costrizione/coercizione o altro atto illecito; oppure (iv) il mediatore non ha rivelato un fatto incidente sulla propria imparzialità/indipendenza che ha influito in modo determinante sull'accordo. - Il diritto di impugnazione avverso la decisione del tribunale in materia di esecuzione risulterebbe limitato, con la decisione del giudice d'appello generalmente descritta come definitiva nella maggior parte dei casi.

Sanzioni

Il Capitolo 6 della legge conterrebbe disposizioni sanzionatorie di natura penale e/o amministrativa — ad esempio, sanzioni per chi si presenti falsamente come mediatore registrato, e per la violazione degli obblighi di riservatezza previsti dalla legge. La condotta specifica sanzionata e l'entità delle pene applicabili non sono state verificabili sulla base delle fonti esaminate per questa scheda e non vengono pertanto qui riprodotte.

Rapporto con gli altri meccanismi di risoluzione delle controversie in Thailandia

La legge coesiste con, e si distingue da: (i) la mediazione giudiziale ai sensi del Codice di procedura civile, inclusa la mediazione pre-deposito introdotta dalla Act Amending the Civil Procedure Code (No. 32) B.E. 2563 (2020), in vigore dal 7 novembre 2020; e (ii) la mediazione privata/istituzionale offerta da organismi quali il Thailand Arbitration Center (THAC) o i centri di mediazione dell'Office of the Judiciary, che operano generalmente secondo regolamenti propri e, quando collegati a un procedimento pendente, nel quadro del Codice di procedura civile. Sulla base delle fonti esaminate, la Thailandia non ha ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi internazionali di composizione risultanti dalla mediazione (la "Convenzione di Singapore sulla mediazione"), circostanza segnalata dai commentatori come un attuale limite all'esecutività transfrontaliera degli accordi di mediazione raggiunti in Thailandia.

Traduzione francese

Avertissement : ce qui suit est la traduction française de la reconstruction en anglais présentée ci-dessus, et non du texte de loi original (non accessible — voir la section Source).

Objet et définition de la médiation

La loi établit un cadre pour la médiation menée par, ou sous l'autorité, d'organismes publics (et, au niveau communautaire, par des médiateurs « populaires » enregistrés), en tant que moyen de résoudre les litiges civils et les affaires pénales mineures éligibles sans recourir à un procès complet. La médiation au sens de la loi est conçue comme un processus volontaire dans lequel un médiateur enregistré et impartial — dépourvu du pouvoir d'imposer une décision aux parties — aide celles-ci à parvenir à un accord mutuellement acceptable, ensuite consigné dans un accord de médiation écrit.

Champ d'application

La loi s'applique à la médiation administrée par des organismes publics et des médiateurs communautaires (« secteur populaire ») enregistrés ; elle ne régit pas la médiation judiciaire menée dans le cadre d'une procédure déjà pendante (régie par le Code de procédure civile, y compris le mécanisme de médiation préalable au dépôt de la requête introduit en 2020).

Les litiges civils éligibles comprennent : les litiges relatifs à des terrains (autres que les litiges portant sur le titre de propriété lui-même), les litiges successoraux, et les autres litiges civils dont le montant en cause n'excède pas 5 000 000 de bahts thaïlandais (environ 150 000 à 165 000 USD selon le taux de change), ainsi que toute autre catégorie pouvant être prescrite par décret royal. Sont exclus de la médiation au sens de la loi les litiges relatifs au statut/à la capacité juridique personnelle, aux droits de la famille, et les litiges relatifs à la propriété de biens immobiliers.

Les affaires pénales éligibles se limitent à certaines infractions mineures transigibles, traitées au stade de l'enquête policière, dans le but de détourner les affaires appropriées des poursuites et de réduire l'engorgement judiciaire et carcéral.

La médiation au niveau communautaire étend un cadre globalement analogue, par le biais de médiateurs communautaires formés et enregistrés, aux litiges civils (dans les mêmes limites) et à certaines infractions pénales mineures, en particulier pour les litiges au niveau du village et du sous-district.

Médiateurs : qualifications, enregistrement et devoirs

Toute personne exerçant la fonction de médiateur au sens de la loi doit être enregistrée auprès de l'autorité compétente pour la catégorie de médiation concernée (les médiateurs des organismes publics et les médiateurs communautaires/« populaires » sont enregistrés selon des procédures distinctes). Les conditions d'enregistrement rapportées comprennent un âge minimum, une bonne moralité (y compris l'absence de certaines condamnations disqualifiantes), une expérience ou une expertise pertinente utile à la médiation, et l'achèvement d'une formation de médiateur approuvée par l'organisme compétent.

Les médiateurs enregistrés seraient tenus de : agir de manière indépendante et impartiale ; révéler, avant ou pendant la médiation, toute circonstance susceptible d'affecter raisonnablement leur impartialité ou leur indépendance, permettant à une partie de récuser le médiateur ou de demander son remplacement (devoir rattaché par les sources secondaires à une disposition analogue à l'« article 13 » de la loi, non vérifiée de manière indépendante) ; conduire la médiation avec diligence, honnêteté et sans retard indu ; aider les parties à formuler et comprendre les termes possibles d'un accord sans imposer de solution ; préserver la confidentialité de la procédure ; et, en cas d'accord conclu, établir et faire signer aux parties (et généralement au médiateur) un procès-verbal écrit de l'accord.

Confidentialité

Les sources secondaires consultées (notamment l'article académique cité ci-dessus, qui fait référence à une disposition désignée comme « article 29 ») indiquent que les déclarations, propositions, aveux et autres informations ou éléments de preuve apparus au cours de la médiation ne sont, en principe, pas admissibles comme preuve dans une procédure judiciaire, arbitrale ou autre procédure décisionnelle ultérieure relative au même litige — sauf lorsque cela est nécessaire dans une procédure visant à faire exécuter l'accord de médiation lui-même, ou dans d'autres circonstances précisément définies. Cette protection de la confidentialité est décrite comme s'appliquant au médiateur et, en règle générale, aux parties/participants.

Accords de médiation : forme et force exécutoire

Lorsque la médiation aboutit, le résultat doit être consigné dans un procès-verbal d'accord écrit signé par les parties. Au-delà des effets contractuels ordinaires (comparables à un accord transactionnel au sens du Code civil et commercial), la loi conférerait à l'accord de médiation une voie directe vers l'exécution judiciaire : une partie peut demander au tribunal compétent une ordonnance d'exécution, sans devoir engager une action ordinaire pour inexécution contractuelle.

Selon les sources secondaires examinées : - Une telle demande doit être présentée dans un délai de trois ans à compter de la date de l'accord de médiation (rattaché à une disposition désignée comme « article 32 ») — délai plus court que le délai de prescription décennal ordinairement applicable aux actions civiles. - L'accord de médiation bénéficie d'une présomption de validité : le tribunal l'exécutera à moins que la partie qui s'oppose à l'exécution ne prouve l'existence de l'un des motifs limitativement énumérés, rapportés (en lien avec une disposition désignée comme « article 33 ») comme suit : (i) une partie était dépourvue de la capacité juridique de conclure l'accord ; (ii) le contenu de l'accord est illicite ou contraire à l'ordre public ; (iii) l'accord a été obtenu par fraude, contrainte/coercition ou autre acte illicite ; ou (iv) le médiateur n'a pas révélé un fait affectant son impartialité/indépendance qui a influencé de manière déterminante l'accord. - Le droit d'appel contre la décision du tribunal relative à l'exécution serait restreint, la décision de la juridiction d'appel étant généralement décrite comme définitive dans la plupart des cas.

Sanctions

Le chapitre 6 de la loi contiendrait des dispositions à caractère pénal et/ou administratif — par exemple, des sanctions à l'encontre de toute personne se faisant faussement passer pour un médiateur enregistré, et pour la violation des obligations de confidentialité prévues par la loi. La conduite spécifique visée et le quantum des peines applicables n'ont pas pu être vérifiés sur la base des sources examinées pour cette fiche et ne sont donc pas reproduits ici.

Rapport avec les autres mécanismes de règlement des différends en Thaïlande

La loi coexiste avec, et se distingue de : (i) la médiation judiciaire au sens du Code de procédure civile, y compris la médiation préalable au dépôt de la requête introduite par l'Act Amending the Civil Procedure Code (No. 32) B.E. 2563 (2020), en vigueur depuis le 7 novembre 2020 ; et (ii) la médiation privée/institutionnelle proposée par des organismes tels que le Thailand Arbitration Center (THAC) ou les centres de médiation de l'Office of the Judiciary, qui fonctionnent généralement selon leurs propres règlements et, lorsqu'ils sont liés à une procédure pendante, dans le cadre du Code de procédure civile. Sur la base des sources examinées, la Thaïlande n'a pas ratifié la Convention des Nations Unies sur les accords de règlement internationaux issus de la médiation (la « Convention de Singapour sur la médiation »), un élément relevé par les commentateurs comme une limite actuelle à l'exécution transfrontalière des accords de médiation conclus en Thaïlande.

Traduzione spagnola

Advertencia: lo que sigue es la traducción al español de la reconstrucción en inglés presentada anteriormente, y no del texto legal original (no accesible — véase la sección Fuente).

Finalidad y definición de la mediación

La ley establece un marco para la mediación llevada a cabo por, o bajo la autoridad de, organismos estatales (y, a nivel comunitario, por mediadores "populares" registrados), como medio para resolver los litigios civiles y los asuntos penales menores elegibles sin recurrir a un litigio pleno. La mediación conforme a la ley se entiende como un proceso voluntario en el que un mediador registrado e imparcial —sin poder para imponer una decisión a las partes— ayuda a estas a alcanzar un acuerdo mutuamente aceptable, que luego se consigna en un acuerdo de mediación por escrito.

Ámbito de aplicación

La ley se aplica a la mediación administrada a través de organismos estatales y mediadores comunitarios ("sector popular") registrados; no regula la mediación judicial llevada a cabo dentro de un procedimiento ya pendiente (regulada en cambio por el Código de Procedimiento Civil, incluido el mecanismo de mediación previa a la presentación de la demanda introducido en 2020).

Los litigios civiles elegibles incluyen: litigios sobre terrenos (distintos de los litigios sobre el título/propiedad en sí), litigios sucesorios y otros litigios civiles cuyo monto no exceda de 5.000.000 de bahts tailandeses (aproximadamente entre 150.000 y 165.000 USD según el tipo de cambio), así como otras categorías que puedan establecerse mediante decreto real. Quedan excluidos de la mediación conforme a la ley los litigios relativos al estado/capacidad jurídica personal, a los derechos de familia, y los litigios sobre la titularidad de bienes inmuebles.

Los asuntos penales elegibles se limitan a determinados delitos menores conciliables, tratados en la fase de investigación policial, con el fin de desviar los casos idóneos del proceso penal y reducir el atraso judicial y la sobrepoblación carcelaria.

La mediación a nivel comunitario extiende un marco en gran medida análogo, a través de mediadores comunitarios formados y registrados, a los litigios civiles (dentro de los mismos límites) y a asuntos penales menores específicos, en particular para litigios a nivel de aldea y subdistrito.

Mediadores: requisitos, registro y deberes

Quien ejerza la función de mediador conforme a la ley debe estar registrado ante la autoridad competente para la categoría de mediación correspondiente (los mediadores de organismos estatales y los mediadores comunitarios/"populares" se registran mediante procedimientos distintos). Entre los requisitos de registro reportados figuran una edad mínima, buena conducta (incluida la ausencia de determinadas condenas inhabilitantes), experiencia o pericia pertinente y útil para la mediación, y la finalización de un curso de formación de mediadores aprobado por el organismo competente.

Según lo reportado, los mediadores registrados están obligados a: actuar con independencia e imparcialidad; revelar, antes o durante la mediación, cualquier circunstancia que pueda razonablemente afectar su imparcialidad o independencia, permitiendo a una parte recusar al mediador o solicitar su sustitución (deber vinculado por las fuentes secundarias a una disposición análoga al "artículo 13" de la ley, no verificada de forma independiente); conducir la mediación con diligencia, honestidad y sin demora injustificada; ayudar a las partes a formular y comprender posibles términos de acuerdo sin imponer una solución; mantener la confidencialidad del procedimiento; y, en caso de alcanzarse un acuerdo, elaborar y hacer firmar a las partes (y generalmente al mediador) un acta escrita del acuerdo.

Confidencialidad

Las fuentes secundarias consultadas (en particular el artículo académico citado anteriormente, que hace referencia a una disposición señalada como "artículo 29") indican que las declaraciones, propuestas, admisiones y demás información o pruebas surgidas en el curso de la mediación no son, por regla general, admisibles como prueba en procedimientos judiciales, arbitrales u otros procedimientos decisorios posteriores relativos a la misma controversia —salvo cuando sean necesarias en procedimientos destinados a ejecutar el propio acuerdo de mediación, o en otras circunstancias específicamente previstas. Esta protección de la confidencialidad se describe como aplicable al mediador y, en general, a las partes/participantes.

Acuerdos de mediación: forma y ejecutividad

Cuando la mediación tiene éxito, el resultado debe consignarse en un acta escrita firmada por las partes. Además de los efectos contractuales ordinarios (equiparables a un acuerdo transaccional conforme al Código Civil y Comercial), la ley otorgaría al acuerdo de mediación una vía directa hacia la ejecución judicial: una parte puede solicitar al tribunal competente una orden de ejecución, sin necesidad de entablar una acción ordinaria por incumplimiento contractual.

Según las fuentes secundarias examinadas: - Dicha solicitud debe presentarse dentro de un plazo de tres años a partir de la fecha del acuerdo de mediación (vinculado a una disposición señalada como "artículo 32") —plazo más breve que el plazo de prescripción decenal ordinariamente aplicable a las acciones civiles. - El acuerdo de mediación se beneficia de una presunción de validez: el tribunal lo ejecutará a menos que la parte que se opone a la ejecución pruebe la concurrencia de uno de los motivos taxativamente enumerados, referidos (en relación con una disposición señalada como "artículo 33") de la siguiente manera: (i) una parte carecía de capacidad jurídica para concluir el acuerdo; (ii) el contenido del acuerdo es ilícito o contrario al orden público; (iii) el acuerdo se obtuvo mediante fraude, coacción/coerción u otro acto ilícito; o (iv) el mediador no reveló un hecho que afectaba a su imparcialidad/independencia y que influyó de manera determinante en el acuerdo. - El derecho de apelación contra la decisión del tribunal en materia de ejecución sería limitado, describiéndose generalmente la decisión del tribunal de apelación como definitiva en la mayoría de los casos.

Sanciones

El capítulo 6 de la ley contendría disposiciones sancionadoras de carácter penal y/o administrativo —por ejemplo, sanciones para quien se haga pasar falsamente por un mediador registrado, y por la violación de las obligaciones de confidencialidad previstas en la ley. La conducta específica sancionada y la cuantía de las penas aplicables no pudieron verificarse a partir de las fuentes examinadas para esta ficha y, por tanto, no se reproducen aquí.

Relación con otros mecanismos de resolución de controversias en Tailandia

La ley coexiste con, y se distingue de: (i) la mediación judicial conforme al Código de Procedimiento Civil, incluida la mediación previa a la presentación de la demanda introducida por la Act Amending the Civil Procedure Code (No. 32) B.E. 2563 (2020), en vigor desde el 7 de noviembre de 2020; y (ii) la mediación privada/institucional ofrecida por organismos como el Thailand Arbitration Center (THAC) o los centros de mediación de la Office of the Judiciary, que generalmente operan según sus propios reglamentos y, cuando están conectados a un procedimiento pendiente, dentro del marco del Código de Procedimiento Civil. Con base en las fuentes examinadas, Tailandia no ha ratificado la Convención de las Naciones Unidas sobre los Acuerdos de Transacción Internacionales Resultantes de la Mediación (la "Convención de Singapur sobre la Mediación"), circunstancia señalada por los comentaristas como una limitación actual a la ejecutividad transfronteriza de los acuerdos de mediación alcanzados en Tailandia.