Testi in vigore: Sri Lanka

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Sri Lanka, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

Quadro normativo attuale (verificato ad agosto 2026). In Sri Lanka coesistono, in vigore contemporaneamente, tre distinti atti legislativi sulla mediazione, ciascuno con un ambito di applicazione diverso:

  1. Mediation Boards Act, No. 72 of 1988 (e successive modifiche) – istituisce le "Mediation Boards" a livello locale/comunitario, competenti in via obbligatoria (come condizione di procedibilità) per controversie civili di modesto valore e per alcuni reati minori compoundable. È tuttora in vigore; non risultano abrogazioni. Fonti: CommonLII (https://www.commonlii.org/lk/legis/num_act/mba72o1988183/), LawNet Sri Lanka (http://www.lawnet.gov.lk/wp-content/uploads/Law%20Site/4-stats_1956_2006/set4/1988Y0V0C72A.html), Ministry of Justice – Mediation Boards Commission (https://moj.gov.lk/index.php?Itemid=178&catid=12&id=30%3Amediation-boards-commission-ta&lang=en&option=com_content&view=article).
  2. Mediation (Special Categories of Disputes) Act, No. 21 of 2003, certificata il 30 luglio 2003 – estende la mediazione obbligatoria (previa certificazione di mancato accordo) a categorie di controversie individuate con ordinanza ministeriale pubblicata in Gazette (tipicamente controversie pecuniarie, incidenti stradali, controversie di lavoro, controversie fondiarie e familiari sotto soglia). Risulta tuttora in vigore, senza indicazioni di abrogazione. Fonti: ICRC IHL National Practice Database (https://ihl-databases.icrc.org/en/national-practice/mediation-special-categories-disputes-act-no-21-2003-1), Equipo Nizkor (https://www.derechos.org/intlaw/doc/lka5.html), Sri Lanka Law – Revised Statutes (https://www.srilankalaw.lk/revised-statutes/alphabetical-list-of-statutes/703-mediation-special-categories-of-disputes-act.html), testo consolidato LankaLaw (https://lankalaw.net/wp-content/uploads/2025/02/2003Y0V0C21A.html), testo governativo (https://documents.gov.lk/view/acts/2003/7/21-2003_E.pdf).
  3. Mediation (Civil and Commercial Disputes) Act, No. 13 of 2026 – è la normativa più recente e specificamente rivolta alla mediazione civile e commerciale generale (non comunitaria), richiesta esplicitamente dal compito assegnato. Nasce come "Mediation (Civil and Commercial Disputes) Bill", presentato in Parlamento il 3 luglio 2025 (testo del progetto di legge: https://documents.gov.lk/view/bills/2025/7/616-2025_E.pdf), approvato dal Parlamento con voto unanime l'11 giugno 2026 (cfr. Daily FT, "A new Mediation Law for smarter dispute resolution of civil and commercial disputes", https://www.ft.lk/columns/A-new-Mediation-Law-for-smarter-dispute-resolution-of-civil-and-commercial-disputes/4-793641 e Island.lk, https://island.lk/new-mediation-law-for-smarter-dispute-resolution-of-civil-and-commercial-disputes-i/), e certificato dallo Speaker del Parlamento il 30 giugno 2026 come Mediation (Civil and Commercial Disputes) Act, No. 13 of 2026, entrato in vigore alla data di certificazione (cfr. ONLanka, "Sri Lanka Speaker certifies new VAT and mediation laws", https://www.onlanka.com/news/sri-lanka-speaker-certifies-new-vat-and-mediation-laws.html; The Economic Times LK, "Sri Lanka strengthens business confidence with commercial mediation framework", 7 agosto 2026, https://economictimes.lk/index.php/2026/08/07/sri-lanka-strengthens-business-confidence-with-commercial-mediation-framework/; The Sunday Times, "Corporates take a pledge to use mediation to resolve disputes", 9 agosto 2026, https://www.sundaytimes.lk/260809/business-times/corporates-take-a-pledge-to-use-mediation-to-resolve-disputes-651361.html).

L'Act No. 13 of 2026 abroga il Commercial Mediation Centre of Sri Lanka Act, No. 44 of 2000 (sez. 28) e non si applica alle controversie già disciplinate dal Mediation Boards Act 1988 o dal Mediation (Special Categories of Disputes) Act 2003 (sez. 2), che restano quindi in vigore in parallelo per i rispettivi ambiti specifici (mediazione comunitaria/di prossimità e categorie speciali individuate per via amministrativa). L'Act 13/2026 costituisce dunque il quadro generale della mediazione civile e commerciale "ordinaria" (volontaria, convenzionale o su rinvio del giudice) ed è la legge riportata per esteso di seguito, in quanto più pertinente al compito assegnato e in vigore da meno di due mesi rispetto alla data di riferimento (agosto 2026).

Va inoltre segnalata, per completezza, una quarta normativa collegata ma distinta per oggetto: la Recognition and Enforcement of International Settlement Agreements Resulting from Mediation Act, No. 5 of 2024 (certificata il 31 gennaio 2024), che recepisce la Convenzione di Singapore sulla mediazione e disciplina il riconoscimento e l'esecuzione, davanti alla High Court, dei soli accordi di conciliazione internazionali in materia commerciale. Non è oggetto di riproduzione integrale in questa scheda perché disciplina un profilo diverso (esecuzione transfrontaliera) rispetto alla legge generale sulla mediazione civile e commerciale interna, ma è menzionata perché fa parte del medesimo pacchetto normativo di modernizzazione della mediazione in Sri Lanka.

Avvertenza sull'affidabilità del testo riportato. Non è stato possibile accedere direttamente al PDF ufficiale del testo certificato dell'Act No. 13 of 2026 pubblicato su documents.gov.lk (il portale governativo ha bloccato l'accesso automatizzato durante la ricerca, restituendo un errore di verifica non superabile in questa sessione). Il testo sostanziale riportato nella sezione "Testo originale (inglese)" è stato pertanto ricostruito a partire dal testo del progetto di legge (Bill) presentato il 3 luglio 2025, disponibile su documents.gov.lk (https://documents.gov.lk/view/bills/2025/7/616-2025_E.pdf) ed esaminato tramite estrazione assistita del contenuto del PDF, integrato con la conferma di fonti giornalistiche indipendenti (Daily FT, Island.lk, ONLanka, Economic Times LK, Sunday Times) circa l'approvazione, la data di certificazione e il numero definitivo dell'Atto (No. 13 of 2026). In Sri Lanka la numerazione degli articoli e il contenuto sostanziale di un Bill approvato senza emendamenti sostanziali normalmente si mantengono identici nell'Act certificato, salvo la sostituzione del numero provvisorio ("No. of 2025") con il numero definitivo ("No. 13 of 2026") nel titolo breve; non è stato tuttavia possibile verificare in modo diretto e puntuale, articolo per articolo, che nessun emendamento sia stato introdotto in sede di terza lettura parlamentare tra luglio 2025 e giugno 2026. Il testo qui riportato non è quindi una citazione letterale certificata del testo di legge ufficiale, ma una ricostruzione fedele basata su estrazione automatica di un PDF di fonte governativa (il Bill) più verifica incrociata giornalistica dell'entrata in vigore; le porzioni tra virgolette («...») corrispondono a frasi estratte letteralmente dal testo del Bill, mentre le parti non virgolettate sono riassunti/parafrasi ricostruiti del contenuto delle rispettive sezioni. Le disposizioni puramente procedurali o amministrative (per es. dettagli su termini di deposito di atti, modalità di notifica, presunzioni istruttorie minori) sono riassunte anziché tradotte per esteso, come esplicitamente consentito dal compito assegnato; le disposizioni sostanziali (definizione di mediazione, ambito di applicazione, riservatezza, effetti ed esecutività dell'accordo di mediazione, doveri del mediatore) sono riportate nella forma più completa reperita.

Si raccomanda, per un uso professionale o per una citazione in giudizio, di verificare il testo direttamente sul portale documents.gov.lk (sezione Acts, 2026) o presso il Department of Government Printing dello Sri Lanka.

Testo originale (inglese)

MEDIATION (CIVIL AND COMMERCIAL DISPUTES) ACT, No. 13 of 2026

(ricostruito, con le riserve indicate sopra, dal testo del Bill No. 616 del 3 luglio 2025, poi approvato dal Parlamento l'11 giugno 2026 e certificato il 30 giugno 2026)

Long title. "An Act to provide for the Mediation of Civil and Commercial Disputes; to repeal the Commercial Mediation Center of Sri Lanka Act, No. 44 of 2000; and for matters connected therewith or incidental thereto."

Section 1 – Short title. "This Act may be cited as the Mediation (Civil and Commercial Disputes) Act, No. 13 of 2026."

Section 2 – Application. The Act applies to the settlement of civil and commercial disputes by mediation, whether pursuant to a mediation agreement, a voluntary referral by the parties, or a referral by a court. It "shall not apply to the settlement of disputes by mediation in terms of the Mediation Boards Act, No. 72 of 1988, or the Mediation (Special Categories of Disputes) Act, No. 21 of 2003."

Section 3 – Excluded disputes. Mediation under this Act cannot conclusively settle disputes the resolution of which requires terms that can only be given effect by a decree or order of court — including dissolution or nullity of marriage, matters concerning persons of unsound mind, guardianship, adoption, partition of property involving rights in rem, probate or administration of estates, insolvency, admiralty matters in rem, and alleged infringements of fundamental rights. However, "matters relevant to such disputes may be mediated" for the purpose of narrowing issues to be placed before the court.

Section 4 – Mediation agreement. Parties may agree in writing to refer present or future disputes to mediation, whether by a clause in a contract or by a separate agreement, specifying (where relevant) the mediation service provider, procedure and timelines.

Section 5 – Certificate of non-settlement as pre-condition to litigation. Where parties have agreed to mediate, "no proceedings in regard to such dispute shall be instituted in or be entertained by a court, unless a certificate of non-settlement" issued under the Act is produced, save for applications for interim/provisional remedies.

Section 6 – Suspension of prescription. The period between the commencement of mediation and the issuance of a Settlement Agreement or of a certificate of non-settlement is excluded from the computation of any period of prescription (limitation) applicable to the dispute.

Section 7 – Court referral to mediation. A court may, at its discretion and with regard to the circumstances of the case, refer a dispute before it to mediation; the mediation must ordinarily be concluded within 60 days, extendable by order of court; a settlement so reached is recorded as a decree unless grounds for refusal under Section 26 apply.

Section 8 – Initiation of mediation. Mediation is initiated by written notice to a named mediation service provider, by joint nomination of a provider by the parties, or by joint referral; where one party invites another to mediate, the invited party has 30 days to accept.

Section 9 – Appointment of mediator. In principle a single mediator is appointed, unless the parties agree otherwise; failing agreement between the parties on the person of the mediator, the mediation service provider appoints one having regard to the nature of the dispute, the mediator's qualifications and availability.

Section 10 – Commencement of mediation. "Mediation of a dispute shall be deemed to have commenced on the date of appointment of the mediator."

Section 11 – Costs. In awarding costs, a court must take into account whether a party unreasonably refused to participate in, or withdrew from, mediation.

Section 12 – Good faith and cooperation. It is "the obligation and the responsibility of the parties to a mediation to attempt in good faith to settle" the dispute and to observe confidentiality as required by the Act.

Section 13 – Direct participation; representation. Parties are required to participate personally in the mediation, but may be accompanied and advised by representatives, including attorneys-at-law; a corporate party must be represented by a duly authorised officer with written authority to settle.

Section 14 – Obligations of Mediation Service Providers. "A Mediation Service Provider shall provide administrative support to the mediator for the conduct of the mediation and shall, for such purpose, comply with the following requirements," which include adopting rules of procedure and a code of ethics for mediators on its panel; a Mediation Service Provider that fails to comply "shall not entertain applications" for mediation services.

Section 15 – Duties of the mediator. The mediator must conduct the mediation "in a timely, fair, impartial, neutral and cost-effective manner," using appropriate skill and technique, without imposing a solution upon the parties, and must "avoid a conflict of interest," disclosing without delay any actual or perceived conflict of interest to the parties.

Section 16 – Confidentiality. Parties, the mediator, the mediation service provider and any other participant "shall maintain confidentiality with regard to matters discussed during the mediation," including statements made, opinions expressed, and options or proposals for settlement formulated by a party or by the mediator, as well as any party's willingness or unwillingness to accept a proposal. "All statements made … during a mediation shall be made without prejudice, and shall not be admissible in evidence in any court of law or in any arbitration or other dispute resolution process," except that "evidence that is otherwise admissible in arbitral, judicial or other dispute resolution proceedings shall not become inadmissible as a consequence of having been used or disclosed in a mediation." No person may make an audio or video recording of the mediation proceedings, whether conducted in person or virtually.

Section 17 – Termination of mediation. Mediation terminates: (a) when the parties sign a Settlement Agreement; or (b) when the mediator declares the mediation terminated without settlement — because further efforts would be futile, because a party has withdrawn in writing, or upon the parties' joint written request to terminate.

Section 18 – Settlement Agreement: form and content. "Where the parties have reached an agreement on the terms of settlement, the mediator shall, after being satisfied that the parties clearly understand the terms of settlement and obligations arising therefrom, ensure that the terms of the settlement are set out in writing in a Settlement Agreement which shall be signed by the parties," and attested by the mediator.

Section 19 – Effect of the Settlement Agreement. "A Settlement Agreement shall be binding between the parties to such Settlement Agreement, and enforceable in law as a valid contract." Where a party institutes proceedings before a court in respect of a matter already settled by a valid Settlement Agreement, "the court shall have no jurisdiction to hear and determine such matter."

Section 20 – Admissibility as evidence. A Settlement Agreement is admissible in evidence to establish that the dispute has been settled; however, a challenge to its validity is to be raised, and can only succeed, through an application for refusal of entry as a decree under Section 26, and a court seised of related proceedings may stay them pending the outcome of an application to enter the Settlement Agreement as a decree.

Section 21 – Certificate of non-settlement. Where mediation ends without a settlement, the mediator issues a certificate of non-settlement, noting any non-attendance by a party, to which any notice of attendance is annexed; this certificate enables the party to proceed to litigation.

Section 22 – Application for entry of the Settlement Agreement as a decree of court. A party to a Settlement Agreement may, within twelve months of its execution, apply to the High Court to have it entered and given effect to as a decree of court, without prejudice to any other remedy available under the agreement itself.

Section 23 – Documents required. The application must be accompanied by the original, or a duly certified copy, of the Settlement Agreement signed by the parties and attested by the mediator.

Section 24 – Procedure before the High Court. The application proceeds by petition supported by affidavit; any other party to the Settlement Agreement who objects must do so in writing, ordinarily within two weeks, and the matter is set down for hearing within a further two weeks; evidence is ordinarily led by affidavit, though the court may permit oral evidence.

Section 25 – Presumption of authenticity. The signature of a mediator, or of an officer of a mediation service provider, appearing on a Settlement Agreement or related document is presumed genuine, and such persons need not be called to give evidence of authenticity unless the court otherwise directs.

Section 26 – Grounds for refusal to enter a decree. The High Court may refuse to enter the Settlement Agreement as a decree if: a party lacked the capacity to conclude it; the agreement is null and void, inoperative, or incapable of being performed; the agreement is not final and binding, or has been subsequently modified; the obligations under it have already been performed, or are not clear or comprehensible; the relief sought is not in accordance with the terms of the agreement; there was a serious breach by the mediator of applicable standards without which breach the party would not have entered into the agreement; the mediator failed to disclose circumstances raising justifiable doubts as to impartiality or independence, and such failure had a material impact or undue influence on a party; entering the decree would be contrary to public policy of Sri Lanka; or the subject matter of the dispute is not capable of settlement by mediation under this Act.

Section 27 – Entry of decree and enforcement. Where no ground for refusal applies, the High Court enters the Settlement Agreement as a decree, which "may be enforced in the same manner as a decree entered under the provisions of the Civil Procedure Code."

Section 28 – Repeal and transitional provisions. The Commercial Mediation Centre of Sri Lanka Act, No. 44 of 2000 is repealed; the assets, rights, liabilities and obligations of the body established thereunder vest in the State upon the commencement of this Act.

Section 29 – Interpretation (selected definitions). - "Mediation" means "a process, irrespective of the expression used and on whatever basis the process is carried out, whereby parties attempt to reach an amicable settlement of their dispute with the assistance of a third party neutral person or persons lacking the authority to impose upon the parties a solution to the dispute." - "Mediator" means "the third party neutral person appointed to assist in settling a dispute by mediation." - "Mediation Service Provider" means "a person or entity that provides services for the administration of mediations." - "In writing" / "written" includes "the recording of any content in any form, including an electronic communication," provided the information is accessible for subsequent reference. - "Settlement Agreement" refers to the written agreement recording the terms of settlement reached through mediation and signed by the parties as described in Section 18.

Section 30 (non reperito nel testo esaminato del Bill; presumibilmente disposizione finale relativa a regolamenti di attuazione e/o prevalenza del testo in lingua singalese, come di prassi nella legislazione dello Sri Lanka — non verificabile con le fonti consultate).

Nota: le sezioni sopra riassunte in forma non discorsiva (in particolare parti procedurali delle sezioni 4, 7, 8, 9, 11, 13, 21, 23, 24, 25) sono rese in forma sintetica anziché come citazione letterale, trattandosi di disposizioni amministrative/procedurali secondo l'indicazione del compito assegnato.


Per completezza si segnala che il Mediation Boards Act, No. 72 of 1988 istituisce le Mediation Boards locali (organo: la Mediation Boards Commission), competenti — come condizione di procedibilità per talune azioni civili di modesto valore e per la composizione di alcuni reati minori — a tentare la conciliazione tra le parti; l'accordo raggiunto davanti al board ha effetto vincolante e la sua violazione è sanzionabile; il mancato accordo è certificato e consente l'accesso al giudice ordinario. Il Mediation (Special Categories of Disputes) Act, No. 21 of 2003 estende un meccanismo analogo (con "Chief Mediator", certificato di mancato accordo come condizione di procedibilità sotto una soglia di valore fissata dal Ministro, sospensione della prescrizione, inammissibilità delle dichiarazioni rese in mediazione, divieto di rappresentanza legale davanti al board) a categorie di controversie designate con ordinanza ministeriale in Gazette. Entrambi restano espressamente estranei all'ambito applicativo dell'Act No. 13 of 2026 (v. Sezione 2) e non risultano abrogati.

Traduzione italiana

LEGGE SULLA MEDIAZIONE DELLE CONTROVERSIE CIVILI E COMMERCIALI, n. 13 del 2026

(ricostruzione, con le riserve indicate nella sezione "Fonte", dal testo del progetto di legge n. 616 del 3 luglio 2025, approvato dal Parlamento l'11 giugno 2026 e certificato il 30 giugno 2026)

Titolo esteso. "Legge volta a disciplinare la mediazione delle controversie civili e commerciali; ad abrogare la legge istitutiva del Centro di Mediazione Commerciale dello Sri Lanka, n. 44 del 2000; e per le materie ad essa connesse o accessorie."

Articolo 1 – Titolo breve. "La presente legge può essere citata come Legge sulla mediazione delle controversie civili e commerciali, n. 13 del 2026."

Articolo 2 – Ambito di applicazione. La legge si applica alla composizione delle controversie civili e commerciali mediante mediazione, sia essa fondata su un accordo di mediazione, su un deferimento volontario delle parti, o su un rinvio disposto da un giudice. Essa "non si applica alla composizione delle controversie mediante mediazione ai sensi del Mediation Boards Act, n. 72 del 1988, né del Mediation (Special Categories of Disputes) Act, n. 21 del 2003."

Articolo 3 – Controversie escluse. La mediazione disciplinata dalla presente legge non può definire in via conclusiva le controversie la cui composizione richieda clausole eseguibili soltanto mediante decreto o provvedimento del giudice — tra cui lo scioglimento o l'annullamento del matrimonio, questioni riguardanti persone incapaci di intendere e di volere, tutela, adozione, divisione di beni implicante diritti reali (in rem), successioni (istanza di probate o di amministrazione dell'eredità), insolvenza, questioni di diritto marittimo in rem, e presunte violazioni di diritti fondamentali. Tuttavia "le questioni rilevanti per tali controversie possono essere oggetto di mediazione" al fine di circoscrivere le questioni da sottoporre al giudice.

Articolo 4 – Accordo di mediazione. Le parti possono convenire per iscritto di deferire in mediazione controversie presenti o future, mediante clausola contrattuale o accordo separato, specificando ove pertinente il fornitore del servizio di mediazione, la procedura e i termini.

Articolo 5 – Certificato di mancato accordo quale condizione per l'azione giudiziaria. Ove le parti abbiano convenuto di ricorrere alla mediazione, "nessun procedimento relativo a tale controversia può essere promosso dinanzi a un giudice, né essere da questo trattato, salvo che sia prodotto un certificato di mancato accordo" rilasciato ai sensi della legge, fatta salva la richiesta di provvedimenti provvisori o cautelari.

Articolo 6 – Sospensione della prescrizione. Il periodo intercorrente tra l'avvio della mediazione e il rilascio dell'accordo di conciliazione o del certificato di mancato accordo è escluso dal computo di qualsiasi termine di prescrizione applicabile alla controversia.

Articolo 7 – Rinvio giudiziale alla mediazione. Il giudice può, a propria discrezione e tenuto conto delle circostanze della causa, rinviare in mediazione una controversia pendente; la mediazione deve di norma concludersi entro 60 giorni, prorogabili su provvedimento del giudice; l'accordo eventualmente raggiunto è recepito con decreto, salvo che ricorrano i motivi di rifiuto di cui all'articolo 26.

Articolo 8 – Avvio della mediazione. La mediazione è avviata mediante comunicazione scritta a un fornitore del servizio di mediazione nominativamente indicato, mediante nomina congiunta di un fornitore da parte delle parti, oppure mediante deferimento congiunto; qualora una parte inviti l'altra a mediare, quest'ultima dispone di 30 giorni per accettare.

Articolo 9 – Nomina del mediatore. In linea di principio è nominato un unico mediatore, salvo diverso accordo delle parti; in mancanza di accordo tra le parti sulla persona del mediatore, il fornitore del servizio di mediazione provvede alla nomina tenendo conto della natura della controversia, delle qualifiche e della disponibilità del mediatore.

Articolo 10 – Inizio della mediazione. "La mediazione di una controversia si considera avviata alla data di nomina del mediatore."

Articolo 11 – Spese. Nel pronunciarsi sulle spese processuali, il giudice deve tenere conto dell'eventuale rifiuto ingiustificato di una parte di partecipare alla mediazione, o del suo ritiro ingiustificato dalla stessa.

Articolo 12 – Buona fede e collaborazione. È "obbligo e responsabilità delle parti alla mediazione adoperarsi in buona fede per comporre" la controversia, nonché osservare la riservatezza prescritta dalla legge.

Articolo 13 – Partecipazione diretta; rappresentanza. Le parti sono tenute a partecipare personalmente alla mediazione, ma possono essere assistite e accompagnate da rappresentanti, compresi gli avvocati; la parte societaria deve essere rappresentata da un funzionario debitamente autorizzato, munito di mandato scritto a transigere.

Articolo 14 – Obblighi dei fornitori del servizio di mediazione. "Il fornitore del servizio di mediazione fornisce al mediatore il supporto amministrativo necessario allo svolgimento della mediazione e, a tal fine, rispetta i seguenti requisiti", tra cui l'adozione di un regolamento procedurale e di un codice etico per i mediatori iscritti al proprio albo; il fornitore inadempiente "non può trattare domande" di mediazione.

Articolo 15 – Doveri del mediatore. Il mediatore deve condurre la mediazione "in modo tempestivo, equo, imparziale, neutrale ed economicamente efficiente", impiegando adeguate competenze e tecniche, senza imporre alle parti una soluzione, e deve "evitare conflitti di interesse", comunicando senza indugio alle parti ogni conflitto di interesse, reale o percepito.

Articolo 16 – Riservatezza. Le parti, il mediatore, il fornitore del servizio di mediazione e ogni altro partecipante "devono mantenere la riservatezza sulle questioni discusse durante la mediazione", incluse le dichiarazioni rese, le opinioni espresse, e le opzioni o proposte transattive formulate da una parte o dal mediatore, nonché la disponibilità o indisponibilità di una parte ad accettare una proposta. "Tutte le dichiarazioni rese ... durante una mediazione sono rese senza pregiudizio (without prejudice) e non sono ammissibili come prova in alcun procedimento giudiziario, arbitrale o di altra risoluzione delle controversie", fermo restando che "le prove altrimenti ammissibili in procedimenti arbitrali, giudiziari o di altra risoluzione delle controversie non diventano inammissibili per il solo fatto di essere state utilizzate o divulgate in una mediazione". Nessuno può effettuare registrazioni audio o video del procedimento di mediazione, sia esso svolto in presenza o in via telematica.

Articolo 17 – Cessazione della mediazione. La mediazione cessa: (a) quando le parti sottoscrivono un accordo di conciliazione; oppure (b) quando il mediatore dichiara la mediazione conclusa senza accordo — per l'inutilità di ulteriori sforzi, per il ritiro scritto di una parte, o su richiesta scritta congiunta delle parti di porre fine alla mediazione.

Articolo 18 – Accordo di conciliazione: forma e contenuto. "Ove le parti abbiano raggiunto un'intesa sui termini della composizione, il mediatore, dopo essersi accertato che le parti comprendano chiaramente i termini dell'accordo e gli obblighi che ne derivano, provvede affinché i termini della composizione siano formalizzati per iscritto in un accordo di conciliazione sottoscritto dalle parti" e attestato dal mediatore.

Articolo 19 – Effetti dell'accordo di conciliazione. "L'accordo di conciliazione è vincolante tra le parti che lo hanno sottoscritto ed è eseguibile per legge quale contratto valido." Qualora una parte promuova un'azione giudiziaria relativa a una questione già composta da un valido accordo di conciliazione, "il giudice non ha giurisdizione a conoscere e decidere tale questione."

Articolo 20 – Ammissibilità come prova. L'accordo di conciliazione è ammissibile come prova per dimostrare che la controversia è stata composta; tuttavia, la contestazione della sua validità può essere sollevata, e può avere esito favorevole, soltanto mediante domanda di rifiuto dell'iscrizione a decreto ai sensi dell'articolo 26; il giudice investito di un procedimento connesso può sospenderlo in attesa dell'esito della domanda di iscrizione a decreto dell'accordo di conciliazione.

Articolo 21 – Certificato di mancato accordo. Ove la mediazione si concluda senza un accordo, il mediatore rilascia un certificato di mancato accordo, che dà atto dell'eventuale assenza di una parte, cui è allegato l'avviso di convocazione; tale certificato consente alla parte di adire il giudice.

Articolo 22 – Domanda di iscrizione dell'accordo di conciliazione come decreto giudiziale. La parte di un accordo di conciliazione può, entro dodici mesi dalla sua sottoscrizione, presentare istanza alla High Court affinché l'accordo sia iscritto ed abbia efficacia quale decreto giudiziale, fatto salvo ogni altro rimedio previsto dall'accordo stesso.

Articolo 23 – Documentazione richiesta. L'istanza deve essere corredata dall'originale, o da copia debitamente certificata, dell'accordo di conciliazione sottoscritto dalle parti e attestato dal mediatore.

Articolo 24 – Procedimento dinanzi alla High Court. L'istanza si propone mediante ricorso corredato da dichiarazione giurata; l'eventuale opposizione di un'altra parte dell'accordo va formulata per iscritto, di norma entro due settimane, e la causa è fissata per l'udienza nelle due settimane successive; la prova è di norma fornita per dichiarazione giurata, salvo che il giudice consenta la prova orale.

Articolo 25 – Presunzione di autenticità. La firma del mediatore o di un funzionario del fornitore del servizio di mediazione, apposta sull'accordo di conciliazione o su documenti connessi, si presume autentica, e tali soggetti non devono essere convocati a testimoniare sull'autenticità, salvo diversa disposizione del giudice.

Articolo 26 – Motivi di rifiuto dell'iscrizione a decreto. La High Court può rifiutare di iscrivere l'accordo di conciliazione come decreto se: una parte era priva della capacità di concluderlo; l'accordo è nullo, inoperante o ineseguibile; l'accordo non è definitivo e vincolante, o è stato successivamente modificato; gli obblighi da esso derivanti sono già stati adempiuti, o non sono chiari o comprensibili; la tutela richiesta non è conforme ai termini dell'accordo; vi è stata una grave violazione, da parte del mediatore, degli standard applicabili, senza la quale la parte non avrebbe concluso l'accordo; il mediatore non ha rivelato circostanze idonee a far sorgere dubbi giustificati sulla propria imparzialità o indipendenza, e tale omissione ha avuto un impatto rilevante o ha indebitamente influenzato una parte; l'iscrizione a decreto sarebbe contraria all'ordine pubblico dello Sri Lanka; oppure la materia della controversia non è suscettibile di composizione mediante mediazione ai sensi della presente legge.

Articolo 27 – Iscrizione del decreto ed esecuzione. Ove non ricorra alcun motivo di rifiuto, la High Court iscrive l'accordo di conciliazione come decreto, che "può essere eseguito nello stesso modo di un decreto emesso ai sensi del Codice di procedura civile."

Articolo 28 – Abrogazione e disposizioni transitorie. È abrogata la legge istitutiva del Centro di Mediazione Commerciale dello Sri Lanka, n. 44 del 2000; i beni, i diritti, le passività e gli obblighi dell'ente da essa istituito sono trasferiti allo Stato all'entrata in vigore della presente legge.

Articolo 29 – Definizioni (selezione). - "Mediazione": "un procedimento, a prescindere dall'espressione utilizzata e dal fondamento su cui esso è condotto, mediante il quale le parti tentano di raggiungere una composizione amichevole della loro controversia con l'assistenza di uno o più terzi neutrali privi del potere di imporre alle parti una soluzione della controversia." - "Mediatore": "il terzo neutrale nominato per assistere le parti nella composizione di una controversia mediante mediazione." - "Fornitore del servizio di mediazione": "la persona o l'ente che fornisce servizi per l'amministrazione delle mediazioni." - "Per iscritto" / "scritto": comprende "la registrazione di qualsiasi contenuto in qualunque forma, ivi compresa una comunicazione elettronica", purché l'informazione sia accessibile per un successivo utilizzo. - "Accordo di conciliazione": l'accordo scritto che formalizza i termini della composizione raggiunta mediante mediazione, sottoscritto dalle parti secondo quanto previsto dall'articolo 18.

Articolo 30 (non reperito nel testo del progetto di legge esaminato; presumibilmente disposizione finale relativa a regolamenti attuativi e/o alla prevalenza del testo in lingua singalese, secondo la prassi legislativa dello Sri Lanka — non verificabile con le fonti consultate).


Per completezza si segnala che il Mediation Boards Act, n. 72 del 1988 istituisce le Mediation Boards locali (organo di vertice: la Mediation Boards Commission), competenti — quale condizione di procedibilità per talune azioni civili di modesto valore e per la composizione di alcuni reati minori — a tentare la conciliazione tra le parti; l'accordo raggiunto dinanzi al board è vincolante e la sua violazione è sanzionabile; il mancato accordo è certificato e consente l'accesso al giudice ordinario. Il Mediation (Special Categories of Disputes) Act, n. 21 del 2003 estende un meccanismo analogo (con un "Chief Mediator", certificato di mancato accordo quale condizione di procedibilità al di sotto di una soglia di valore fissata dal Ministro, sospensione della prescrizione, inammissibilità delle dichiarazioni rese in mediazione, divieto di rappresentanza legale dinanzi al board) a categorie di controversie individuate con ordinanza ministeriale pubblicata in Gazette. Entrambe le leggi restano espressamente estranee all'ambito di applicazione dell'Act n. 13 del 2026 (cfr. articolo 2) e non risultano abrogate.

Traduzione francese

LOI SUR LA MÉDIATION DES LITIGES CIVILS ET COMMERCIAUX, n° 13 de 2026

(reconstitution, sous les réserves indiquées dans la section « Fonte », à partir du texte du projet de loi n° 616 du 3 juillet 2025, adopté par le Parlement le 11 juin 2026 et certifié le 30 juin 2026)

Intitulé complet. « Loi relative à la médiation des litiges civils et commerciaux ; portant abrogation de la loi instituant le Centre de médiation commerciale du Sri Lanka, n° 44 de 2000 ; et portant sur les matières y afférentes ou accessoires. »

Article 1er – Titre abrégé. « La présente loi peut être citée sous le nom de Loi sur la médiation des litiges civils et commerciaux, n° 13 de 2026. »

Article 2 – Champ d'application. La loi s'applique au règlement des litiges civils et commerciaux par voie de médiation, que celle-ci résulte d'une convention de médiation, d'un renvoi volontaire des parties, ou d'un renvoi ordonné par un tribunal. Elle « ne s'applique pas au règlement des litiges par médiation au titre du Mediation Boards Act, n° 72 de 1988, ni du Mediation (Special Categories of Disputes) Act, n° 21 de 2003. »

Article 3 – Litiges exclus. La médiation régie par la présente loi ne peut régler de manière définitive les litiges dont le règlement exige des clauses ne pouvant produire effet que par décret ou ordonnance du tribunal — notamment la dissolution ou l'annulation du mariage, les questions concernant des personnes atteintes de troubles mentaux, la tutelle, l'adoption, le partage de biens impliquant des droits réels (in rem), les successions (demande d'homologation ou d'administration successorale), l'insolvabilité, les questions de droit maritime in rem, et les allégations d'atteinte aux droits fondamentaux. Toutefois, « les questions pertinentes à ces litiges peuvent faire l'objet d'une médiation » afin de circonscrire les points à soumettre au tribunal.

Article 4 – Convention de médiation. Les parties peuvent convenir par écrit de soumettre à la médiation des litiges présents ou futurs, au moyen d'une clause contractuelle ou d'un accord distinct, précisant le cas échéant le prestataire de services de médiation, la procédure et les délais.

Article 5 – Certificat de non-conciliation comme condition préalable à l'action en justice. Lorsque les parties ont convenu de recourir à la médiation, « aucune procédure relative à ce litige ne peut être introduite devant un tribunal, ni être examinée par celui-ci, sauf production d'un certificat de non-conciliation » délivré en vertu de la loi, sous réserve des demandes de mesures provisoires ou conservatoires.

Article 6 – Suspension de la prescription. La période comprise entre l'engagement de la médiation et la délivrance de l'accord de règlement ou du certificat de non-conciliation est exclue du calcul de tout délai de prescription applicable au litige.

Article 7 – Renvoi judiciaire à la médiation. Le tribunal peut, à sa discrétion et compte tenu des circonstances de l'affaire, renvoyer un litige pendant devant lui à la médiation ; celle-ci doit normalement s'achever dans un délai de 60 jours, prorogeable par ordonnance du tribunal ; l'accord éventuellement conclu est constaté par décret, sauf si l'un des motifs de refus prévus à l'article 26 s'applique.

Article 8 – Engagement de la médiation. La médiation est engagée par notification écrite à un prestataire de services de médiation nommément désigné, par désignation conjointe d'un prestataire par les parties, ou par renvoi conjoint ; lorsqu'une partie invite l'autre à médier, celle-ci dispose de 30 jours pour accepter.

Article 9 – Nomination du médiateur. En principe, un seul médiateur est nommé, sauf convention contraire des parties ; à défaut d'accord entre les parties sur la personne du médiateur, le prestataire de services de médiation procède à sa nomination en tenant compte de la nature du litige, des qualifications et de la disponibilité du médiateur.

Article 10 – Commencement de la médiation. « La médiation d'un litige est réputée avoir commencé à la date de nomination du médiateur. »

Article 11 – Dépens. En statuant sur les dépens, le tribunal doit tenir compte du refus injustifié éventuel d'une partie de participer à la médiation, ou de son retrait injustifié de celle-ci.

Article 12 – Bonne foi et coopération. Les parties à une médiation ont « l'obligation et la responsabilité de tenter de bonne foi de régler » le litige, et de respecter la confidentialité prescrite par la loi.

Article 13 – Participation directe ; représentation. Les parties sont tenues de participer personnellement à la médiation, mais peuvent être assistées et accompagnées de conseils, y compris des avocats ; une partie constituée en société doit être représentée par un préposé dûment habilité, muni d'un mandat écrit pour transiger.

Article 14 – Obligations des prestataires de services de médiation. « Le prestataire de services de médiation fournit au médiateur le soutien administratif nécessaire à la conduite de la médiation et respecte, à cette fin, les exigences suivantes », dont l'adoption d'un règlement de procédure et d'un code de déontologie applicable aux médiateurs inscrits sur son tableau ; le prestataire défaillant « ne peut traiter les demandes » de médiation.

Article 15 – Devoirs du médiateur. Le médiateur doit conduire la médiation « de manière rapide, équitable, impartiale, neutre et économiquement efficace », en mettant en œuvre des compétences et techniques appropriées, sans imposer aux parties une solution, et doit « éviter tout conflit d'intérêts », en signalant sans délai aux parties tout conflit d'intérêts réel ou perçu.

Article 16 – Confidentialité. Les parties, le médiateur, le prestataire de services de médiation et tout autre participant « doivent observer la confidentialité des questions abordées au cours de la médiation », y compris les déclarations faites, les opinions exprimées, ainsi que les options ou propositions de règlement formulées par une partie ou par le médiateur, de même que la volonté ou le refus d'une partie d'accepter une proposition. « Toutes les déclarations faites … au cours d'une médiation sont faites sous réserve de tous droits (without prejudice) et ne sont pas admissibles comme preuve dans une procédure judiciaire, arbitrale ou tout autre mode de règlement des différends », étant précisé que « les éléments de preuve par ailleurs admissibles dans une procédure arbitrale, judiciaire ou autre ne deviennent pas inadmissibles du seul fait d'avoir été utilisés ou divulgués au cours d'une médiation ». Nul ne peut effectuer d'enregistrement audio ou vidéo de la procédure de médiation, qu'elle se déroule en présentiel ou par voie virtuelle.

Article 17 – Fin de la médiation. La médiation prend fin : (a) lorsque les parties signent un accord de règlement ; ou (b) lorsque le médiateur déclare la médiation close sans accord — en raison du caractère vain de la poursuite des efforts, du retrait écrit d'une partie, ou d'une demande écrite conjointe des parties de mettre fin à la médiation.

Article 18 – Accord de règlement : forme et contenu. « Lorsque les parties sont parvenues à un accord sur les termes du règlement, le médiateur, après s'être assuré que les parties comprennent clairement les termes du règlement et les obligations qui en découlent, veille à ce que les termes du règlement soient consignés par écrit dans un accord de règlement signé par les parties » et attesté par le médiateur.

Article 19 – Effets de l'accord de règlement. « L'accord de règlement lie les parties qui l'ont signé et est exécutoire de plein droit comme un contrat valable. » Lorsqu'une partie engage une procédure judiciaire relative à une question déjà réglée par un accord de règlement valable, « le tribunal n'a pas compétence pour connaître de cette question et statuer sur elle. »

Article 20 – Recevabilité comme preuve. L'accord de règlement est recevable comme preuve établissant que le litige a été réglé ; toutefois, la contestation de sa validité ne peut être soulevée, et ne peut aboutir, que par une demande de refus d'homologation en tant que décret au titre de l'article 26 ; le tribunal saisi d'une procédure connexe peut la suspendre dans l'attente de l'issue d'une demande d'homologation de l'accord de règlement.

Article 21 – Certificat de non-conciliation. Lorsque la médiation s'achève sans accord, le médiateur délivre un certificat de non-conciliation, mentionnant l'éventuelle absence d'une partie, auquel est annexé l'avis de convocation ; ce certificat permet à la partie de saisir le tribunal.

Article 22 – Demande d'homologation de l'accord de règlement en tant que décret judiciaire. La partie à un accord de règlement peut, dans les douze mois suivant sa signature, saisir la High Court afin que l'accord soit homologué et produise effet en tant que décret judiciaire, sans préjudice de tout autre recours prévu par l'accord lui-même.

Article 23 – Pièces requises. La demande doit être accompagnée de l'original, ou d'une copie dûment certifiée, de l'accord de règlement signé par les parties et attesté par le médiateur.

Article 24 – Procédure devant la High Court. La demande est formée par requête accompagnée d'une déclaration sous serment ; l'opposition éventuelle d'une autre partie à l'accord doit être formulée par écrit, en principe dans un délai de deux semaines, et l'affaire est fixée pour audience dans les deux semaines suivantes ; la preuve est en principe rapportée par déclaration sous serment, sauf autorisation du tribunal de recourir au témoignage oral.

Article 25 – Présomption d'authenticité. La signature du médiateur ou d'un préposé du prestataire de services de médiation, apposée sur l'accord de règlement ou sur des documents connexes, est présumée authentique, et ces personnes ne sont pas tenues de témoigner de son authenticité, sauf décision contraire du tribunal.

Article 26 – Motifs de refus d'homologation. La High Court peut refuser d'homologuer l'accord de règlement en tant que décret si : une partie était dépourvue de la capacité de le conclure ; l'accord est nul, inopérant ou inexécutable ; l'accord n'est pas définitif et contraignant, ou a été ultérieurement modifié ; les obligations qui en résultent ont déjà été exécutées, ou ne sont pas claires ou compréhensibles ; la réparation demandée n'est pas conforme aux termes de l'accord ; le médiateur a gravement manqué aux normes applicables, manquement sans lequel la partie n'aurait pas conclu l'accord ; le médiateur n'a pas révélé des circonstances de nature à faire naître des doutes légitimes quant à son impartialité ou à son indépendance, et ce manquement a eu une incidence importante ou a indûment influencé une partie ; l'homologation serait contraire à l'ordre public du Sri Lanka ; ou l'objet du litige n'est pas susceptible d'être réglé par médiation au sens de la présente loi.

Article 27 – Homologation du décret et exécution. En l'absence de motif de refus, la High Court homologue l'accord de règlement en tant que décret, lequel « peut être exécuté de la même manière qu'un décret rendu en vertu des dispositions du Code de procédure civile. »

Article 28 – Abrogation et dispositions transitoires. La loi instituant le Centre de médiation commerciale du Sri Lanka, n° 44 de 2000, est abrogée ; les actifs, droits, passifs et obligations de l'organisme qu'elle avait institué sont transférés à l'État à l'entrée en vigueur de la présente loi.

Article 29 – Définitions (sélection). - « Médiation » : « un processus, quelle que soit l'expression employée et quel qu'en soit le fondement, par lequel les parties tentent de parvenir à un règlement amiable de leur litige avec l'assistance d'un ou plusieurs tiers neutres dépourvus du pouvoir d'imposer aux parties une solution au litige. » - « Médiateur » : « le tiers neutre désigné pour aider à régler un litige par médiation. » - « Prestataire de services de médiation » : « la personne ou l'entité qui fournit des services d'administration des médiations. » - « Par écrit » / « écrit » : comprend « l'enregistrement de tout contenu sous quelque forme que ce soit, y compris une communication électronique », pourvu que l'information soit accessible pour une consultation ultérieure. - « Accord de règlement » : l'accord écrit consignant les termes du règlement obtenu par médiation et signé par les parties, tel que décrit à l'article 18.

Article 30 (non retrouvé dans le texte du projet de loi examiné ; il s'agit vraisemblablement d'une disposition finale relative aux règlements d'application et/ou à la prévalence du texte en langue cinghalaise, selon la pratique législative du Sri Lanka — non vérifiable avec les sources consultées).


À titre complémentaire, il convient de signaler que le Mediation Boards Act, n° 72 de 1988 institue les commissions de médiation locales (organe faîtier : la Mediation Boards Commission), compétentes — en tant que condition de recevabilité pour certaines actions civiles de faible valeur et pour la composition de certaines infractions mineures — pour tenter la conciliation entre les parties ; l'accord obtenu devant la commission est contraignant et sa violation est sanctionnable ; l'échec de la conciliation est constaté par certificat et permet la saisine du juge de droit commun. Le Mediation (Special Categories of Disputes) Act, n° 21 de 2003 étend un mécanisme analogue (avec un « Chief Mediator », un certificat de non-conciliation comme condition de recevabilité en deçà d'un seuil de valeur fixé par le ministre, la suspension de la prescription, l'irrecevabilité des déclarations faites en médiation, l'interdiction de la représentation par avocat devant la commission) à des catégories de litiges désignées par arrêté ministériel publié au Journal officiel. Ces deux lois demeurent expressément étrangères au champ d'application de la loi n° 13 de 2026 (cf. article 2) et ne paraissent pas avoir été abrogées.

Traduzione spagnola

LEY DE MEDIACIÓN DE CONTROVERSIAS CIVILES Y COMERCIALES, n.º 13 de 2026

(reconstrucción, con las salvedades indicadas en la sección «Fonte», a partir del texto del proyecto de ley n.º 616 del 3 de julio de 2025, aprobado por el Parlamento el 11 de junio de 2026 y certificado el 30 de junio de 2026)

Título completo. «Ley por la que se regula la mediación de controversias civiles y comerciales; se deroga la ley por la que se creó el Centro de Mediación Comercial de Sri Lanka, n.º 44 de 2000; y se dictan disposiciones conexas o accesorias.»

Artículo 1 – Título abreviado. «La presente ley podrá citarse como Ley de Mediación de Controversias Civiles y Comerciales, n.º 13 de 2026.»

Artículo 2 – Ámbito de aplicación. La ley se aplica a la resolución de controversias civiles y comerciales mediante mediación, ya derive esta de un acuerdo de mediación, de una remisión voluntaria de las partes, o de una remisión ordenada por un tribunal. La ley «no se aplicará a la resolución de controversias mediante mediación en virtud de la Mediation Boards Act, n.º 72 de 1988, ni de la Mediation (Special Categories of Disputes) Act, n.º 21 de 2003.»

Artículo 3 – Controversias excluidas. La mediación regulada por esta ley no puede resolver de manera definitiva las controversias cuya solución exija cláusulas que solo puedan surtir efecto mediante decreto u orden judicial —entre ellas la disolución o nulidad del matrimonio, cuestiones relativas a personas con incapacidad mental, tutela, adopción, partición de bienes que implique derechos reales (in rem), sucesiones (solicitud de declaración de herederos o de administración de la herencia), insolvencia, cuestiones de derecho marítimo in rem, y presuntas vulneraciones de derechos fundamentales—. No obstante, «las cuestiones pertinentes a dichas controversias podrán ser objeto de mediación» a fin de delimitar los puntos que habrán de someterse al tribunal.

Artículo 4 – Acuerdo de mediación. Las partes podrán convenir por escrito someter a mediación controversias presentes o futuras, mediante una cláusula contractual o un acuerdo separado, especificando, cuando proceda, el prestador del servicio de mediación, el procedimiento y los plazos.

Artículo 5 – Certificado de no conciliación como condición previa a la acción judicial. Cuando las partes hayan convenido acudir a la mediación, «no podrá iniciarse ni sustanciarse ante un tribunal ningún procedimiento relativo a dicha controversia, salvo que se presente un certificado de no conciliación» expedido conforme a la ley, sin perjuicio de las solicitudes de medidas provisionales o cautelares.

Artículo 6 – Suspensión de la prescripción. El plazo comprendido entre el inicio de la mediación y la emisión del acuerdo de conciliación o del certificado de no conciliación queda excluido del cómputo de cualquier plazo de prescripción aplicable a la controversia.

Artículo 7 – Remisión judicial a la mediación. El tribunal podrá, a su discreción y atendidas las circunstancias del caso, remitir a mediación una controversia pendiente ante él; la mediación deberá concluirse normalmente en el plazo de 60 días, prorrogable por resolución judicial; el acuerdo que en su caso se alcance se hace constar mediante decreto, salvo que concurra alguno de los motivos de denegación previstos en el artículo 26.

Artículo 8 – Inicio de la mediación. La mediación se inicia mediante notificación escrita a un prestador del servicio de mediación designado nominalmente, mediante designación conjunta de un prestador por las partes, o mediante remisión conjunta; cuando una parte invite a la otra a mediar, esta dispondrá de 30 días para aceptar.

Artículo 9 – Nombramiento del mediador. En principio se nombra un único mediador, salvo acuerdo en contrario de las partes; a falta de acuerdo entre las partes sobre la persona del mediador, el prestador del servicio de mediación procederá a su nombramiento atendiendo a la naturaleza de la controversia y a la cualificación y disponibilidad del mediador.

Artículo 10 – Inicio de la mediación (cómputo). «Se considerará que la mediación de una controversia ha comenzado en la fecha de nombramiento del mediador.»

Artículo 11 – Costas. Al pronunciarse sobre las costas, el tribunal deberá tener en cuenta si una parte se negó injustificadamente a participar en la mediación, o se retiró injustificadamente de ella.

Artículo 12 – Buena fe y colaboración. Constituye «obligación y responsabilidad de las partes en una mediación procurar de buena fe resolver» la controversia, así como observar la confidencialidad exigida por la ley.

Artículo 13 – Participación directa; representación. Las partes deberán participar personalmente en la mediación, si bien podrán ser asistidas y acompañadas por asesores, incluidos abogados; la parte societaria deberá estar representada por un apoderado debidamente autorizado, provisto de mandato escrito para transigir.

Artículo 14 – Obligaciones de los prestadores del servicio de mediación. «El prestador del servicio de mediación proporcionará al mediador el apoyo administrativo necesario para la conducción de la mediación y, a tal efecto, cumplirá los siguientes requisitos», entre ellos la adopción de un reglamento de procedimiento y de un código deontológico para los mediadores inscritos en su registro; el prestador incumplidor «no podrá atender solicitudes» de mediación.

Artículo 15 – Deberes del mediador. El mediador deberá conducir la mediación «de manera oportuna, justa, imparcial, neutral y eficiente en cuanto a costes», empleando las técnicas y competencias adecuadas, sin imponer a las partes una solución, y deberá «evitar todo conflicto de intereses», comunicando sin demora a las partes cualquier conflicto de intereses real o percibido.

Artículo 16 – Confidencialidad. Las partes, el mediador, el prestador del servicio de mediación y cualquier otro participante «deberán mantener la confidencialidad de las cuestiones tratadas durante la mediación», incluidas las declaraciones formuladas, las opiniones expresadas y las opciones o propuestas de solución planteadas por una parte o por el mediador, así como la disposición o falta de disposición de una parte a aceptar una propuesta. «Todas las declaraciones formuladas … durante una mediación se entenderán hechas sin perjuicio de derechos (without prejudice) y no serán admisibles como prueba en ningún procedimiento judicial, arbitral o de otro tipo de resolución de controversias», si bien «las pruebas que de otro modo serían admisibles en procedimientos arbitrales, judiciales o de otro tipo de resolución de controversias no devendrán inadmisibles por el mero hecho de haber sido utilizadas o divulgadas en una mediación». Ninguna persona podrá realizar grabaciones de audio o vídeo del procedimiento de mediación, ya se desarrolle de manera presencial o virtual.

Artículo 17 – Terminación de la mediación. La mediación finaliza: (a) cuando las partes firman un acuerdo de conciliación; o (b) cuando el mediador declara concluida la mediación sin acuerdo —por resultar inútil proseguir los esfuerzos, por el retiro escrito de una parte, o a solicitud escrita conjunta de las partes de poner fin a la mediación—.

Artículo 18 – Acuerdo de conciliación: forma y contenido. «Cuando las partes hayan llegado a un acuerdo sobre los términos de la solución, el mediador, tras cerciorarse de que las partes comprenden claramente los términos del acuerdo y las obligaciones que de él derivan, velará por que dichos términos se consignen por escrito en un acuerdo de conciliación firmado por las partes» y refrendado por el mediador.

Artículo 19 – Efectos del acuerdo de conciliación. «El acuerdo de conciliación será vinculante entre las partes que lo hayan suscrito y será exigible legalmente como un contrato válido.» Cuando una parte inicie una acción judicial respecto de una cuestión ya resuelta mediante un acuerdo de conciliación válido, «el tribunal carecerá de competencia para conocer y decidir dicha cuestión.»

Artículo 20 – Admisibilidad como prueba. El acuerdo de conciliación es admisible como prueba para acreditar que la controversia ha sido resuelta; no obstante, la impugnación de su validez solo podrá plantearse, y solo podrá prosperar, mediante una solicitud de denegación de su elevación a decreto conforme al artículo 26; el tribunal que conozca de un procedimiento conexo podrá suspenderlo a la espera del resultado de la solicitud de elevación a decreto del acuerdo de conciliación.

Artículo 21 – Certificado de no conciliación. Cuando la mediación finalice sin acuerdo, el mediador expedirá un certificado de no conciliación, en el que se hará constar la eventual inasistencia de alguna parte, al que se adjuntará el aviso de citación; dicho certificado habilita a la parte para acudir a la vía judicial.

Artículo 22 – Solicitud de elevación del acuerdo de conciliación a decreto judicial. La parte de un acuerdo de conciliación podrá, dentro de los doce meses siguientes a su suscripción, solicitar al High Court que dicho acuerdo sea elevado a decreto judicial y surta efectos como tal, sin perjuicio de cualquier otro recurso previsto en el propio acuerdo.

Artículo 23 – Documentación requerida. La solicitud deberá ir acompañada del original, o de copia debidamente certificada, del acuerdo de conciliación firmado por las partes y refrendado por el mediador.

Artículo 24 – Procedimiento ante el High Court. La solicitud se tramita mediante petición acompañada de declaración jurada; la oposición que, en su caso, formule otra parte del acuerdo deberá presentarse por escrito, normalmente dentro de dos semanas, y la causa se señalará para audiencia dentro de las dos semanas siguientes; la prueba se practicará normalmente mediante declaración jurada, salvo que el tribunal autorice la prueba testifical oral.

Artículo 25 – Presunción de autenticidad. La firma del mediador o de un funcionario del prestador del servicio de mediación que figure en el acuerdo de conciliación o en documentos conexos se presume auténtica, y dichas personas no estarán obligadas a declarar sobre su autenticidad, salvo que el tribunal disponga lo contrario.

Artículo 26 – Motivos de denegación de la elevación a decreto. El High Court podrá denegar la elevación del acuerdo de conciliación a decreto si: alguna parte carecía de capacidad para celebrarlo; el acuerdo es nulo, inoperante o de imposible cumplimiento; el acuerdo no es definitivo y vinculante, o ha sido modificado con posterioridad; las obligaciones derivadas de él ya han sido cumplidas, o no son claras o comprensibles; la tutela solicitada no se ajusta a los términos del acuerdo; el mediador incurrió en un incumplimiento grave de los estándares aplicables, sin el cual la parte no habría celebrado el acuerdo; el mediador omitió revelar circunstancias que suscitaran dudas justificadas sobre su imparcialidad o independencia, y dicha omisión tuvo una incidencia relevante o influyó indebidamente en una parte; la elevación a decreto sería contraria al orden público de Sri Lanka; o la materia de la controversia no es susceptible de resolverse mediante mediación conforme a la presente ley.

Artículo 27 – Elevación a decreto y ejecución. A falta de motivo de denegación, el High Court elevará el acuerdo de conciliación a decreto, el cual «podrá ejecutarse de la misma manera que un decreto dictado conforme a lo dispuesto en el Código de Procedimiento Civil.»

Artículo 28 – Derogación y disposiciones transitorias. Queda derogada la ley por la que se creó el Centro de Mediación Comercial de Sri Lanka, n.º 44 de 2000; los activos, derechos, pasivos y obligaciones del organismo por ella creado se transfieren al Estado a la entrada en vigor de la presente ley.

Artículo 29 – Definiciones (selección). - «Mediación»: «un proceso, cualquiera que sea la expresión empleada y sobre cualquier base en que se desarrolle, mediante el cual las partes intentan alcanzar una solución amistosa de su controversia con la asistencia de uno o varios terceros neutrales carentes de facultad para imponer a las partes una solución de la controversia.» - «Mediador»: «el tercero neutral designado para asistir en la resolución de una controversia mediante mediación.» - «Prestador del servicio de mediación»: «la persona o entidad que presta servicios de administración de mediaciones.» - «Por escrito» / «escrito»: comprende «el registro de cualquier contenido en cualquier forma, incluida una comunicación electrónica», siempre que la información sea accesible para su consulta posterior. - «Acuerdo de conciliación»: el acuerdo escrito que recoge los términos de la solución alcanzada mediante mediación y firmado por las partes, en los términos descritos en el artículo 18.

Artículo 30 (no localizado en el texto del proyecto de ley examinado; presumiblemente una disposición final relativa a los reglamentos de aplicación y/o a la prevalencia del texto en lengua cingalesa, conforme a la práctica legislativa de Sri Lanka — extremo no verificable con las fuentes consultadas).


A efectos de exhaustividad, cabe señalar que la Mediation Boards Act, n.º 72 de 1988 crea las Juntas de Mediación locales (órgano rector: la Mediation Boards Commission), competentes —como requisito de procedibilidad para determinadas acciones civiles de escasa cuantía y para la composición de ciertos delitos menores— para intentar la conciliación entre las partes; el acuerdo alcanzado ante la Junta es vinculante y su incumplimiento es sancionable; la falta de acuerdo se certifica y habilita el acceso a la jurisdicción ordinaria. La Mediation (Special Categories of Disputes) Act, n.º 21 de 2003 extiende un mecanismo análogo (con un «Chief Mediator», certificado de no conciliación como requisito de procedibilidad por debajo de un umbral de cuantía fijado por el ministro, suspensión de la prescripción, inadmisibilidad de las declaraciones formuladas en mediación, prohibición de representación letrada ante la Junta) a categorías de controversias designadas mediante orden ministerial publicada en el Boletín Oficial. Ambas leyes permanecen expresamente al margen del ámbito de aplicación de la Ley n.º 13 de 2026 (cf. artículo 2) y no constan derogadas.