Testi in vigore: Mongolia
Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Mongolia, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.
Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.
Fonte
Legge di riferimento: Legge della Mongolia sulla mediazione (mongolo: Эвлэрүүлэн зуучлалын тухай хууль, lett. "Legge sulla mediazione/conciliazione"), adottata dal Gran Khural di Stato (Parlamento) a Ulaanbaatar il 22 maggio 2012, entrata in vigore il 15 aprile 2013 (data fissata da una modifica del 17 gennaio 2013 all'art. 35.1 della legge originaria). Si compone di 6 capitoli e 35 articoli.
Modifiche successive risultanti dal testo consolidato consultato (versione con traduzione di lavoro datata 10 agosto 2023 su legalinfo.mn): - 17 gennaio 2013 — modifiche agli artt. 1.1, 4.1.2, 18.6, 27.2 (tra cui la fissazione della data di entrata in vigore); - 4 dicembre 2015 — modifica dell'art. 34 (responsabilità); - 15 gennaio 2021 — modifiche agli artt. 2.1, 9.3, 10.4; - 2 luglio 2021 — modifica dell'art. 3.1 e revisione integrale dell'art. 31 (mediazione nelle controversie di lavoro).
La legge risulta attualmente in vigore, come confermato anche dall'iniziativa 2023-2025 dell'International Development Law Organization (IDLO) "Strengthening Commercial Mediation in Mongolia", che descrive un progetto di revisione (non di sostituzione) della legge tuttora vigente, per estenderne l'uso alla mediazione commerciale. Nessuna fonte consultata indica l'adozione di una nuova legge sostitutiva fino alla data odierna (25 agosto 2026).
Fonti consultate: - Portale legislativo ufficiale mongolo LegalInfo.mn, scheda della legge (testo mongolo e traduzione di lavoro in inglese): https://legalinfo.mn/en/edtl/16760186555621 (versione mongola: https://legalinfo.mn/mn/detail/8689) - OSCE/ODIHR, Opinion on the Law on Mediation of Mongolia (Varsavia, 11 maggio 2020), che analizza articolo per articolo la legge e ne allega in appendice una traduzione inglese non ufficiale commissionata dall'ODIHR: https://odihr.osce.org/sites/default/files/f/documents/c/5/458395.pdf (mirror: https://legislationline.org/taxonomy/term/24178) - IDLO, Strengthening Commercial Mediation in Mongolia (progetto 2023-2025): https://idlo.int/what-we-do/initiatives/strengthening-commercial-mediation-mongolia-legal-assistance-revision
Dichiarazione di affidabilità e limiti: l'accesso diretto ai portali sopra citati, per limiti tecnici dell'ambiente di ricerca utilizzato, ha restituito solo estratti ed elaborazioni di sintesi delle pagine (generati da uno strumento di recupero automatico), non lo scaricamento del file sorgente integrale (né in mongolo né in inglese). Il testo riportato nella sezione "Testo originale" qui sotto è pertanto una ricostruzione basata su fonti secondarie concordanti (la scheda ufficiale di LegalInfo.mn e il parere legale OSCE/ODIHR, che si richiamano entrambi allo stesso testo di legge e ne confermano struttura, numerazione degli articoli e contenuto sostanziale in modo reciprocamente coerente). Le porzioni riportate tra virgolette sono citazioni dirette ottenute dalle fonti; il resto del testo è una parafrasi/sintesi fedele del contenuto normativo di ciascun articolo, NON una trascrizione letterale verificata parola per parola. Il livello di affidabilità è pertanto medio: la struttura, la numerazione e il contenuto sostanziale della legge sono corroborati da più fonti indipendenti; la formulazione letterale di singole disposizioni non citate tra virgolette potrebbe discostarsi lievemente dal testo originale. Poiché il testo mongolo originale non è stato reperibile in forma diretta, la base di lavoro per la ricostruzione e per le traduzioni è la traduzione inglese non ufficiale circolante sulle fonti sopra indicate (LegalInfo.mn e allegato ODIHR) — per questo motivo, in conformità alla metodologia indicata, la sezione "Testo originale" è presentata in inglese (con indicazione esplicita) e non è prodotta una sezione separata di traduzione inglese, che risulterebbe ridondante.
Testo originale (mongolo — ricostruzione su base della traduzione di lavoro inglese non ufficiale)
Nota: il testo mongolo integrale non è stato reperibile in forma diretta nell'ambiente di ricerca utilizzato. Il testo che segue è la ricostruzione, in inglese, basata sulla traduzione di lavoro non ufficiale della legge diffusa da LegalInfo.mn e ripresa nel parere OSCE/ODIHR dell'11 maggio 2020. Le parti tra virgolette sono citazioni dirette dalle fonti; il resto è sintesi/parafrasi fedele del contenuto di ciascun articolo.
LAW OF MONGOLIA ON MEDIATION (Adopted in Ulaanbaatar, 22 May 2012 — entry into force 15 April 2013)
CHAPTER ONE. GENERAL PROVISIONS
Article 1. Purpose of the Law 1.1 This Law regulates relations connected with resolving legal disputes with the assistance of a mediator, outside of judicial proceedings.
Article 2. Legislation on mediation 2.1 The legislation on mediation consists of the Constitution of Mongolia, the Civil Code, the Civil Procedure Law, the Family Law, the Labor Law, the Law on Arbitration, the Law on Courts and other legislative acts adopted in conformity with them.
Article 3. Scope of the Law 3.1 This Law shall apply to the mediation of civil law disputes, labor rights disputes and disputes arising from family relations; it may also apply to other categories of disputes to the extent otherwise allowed by applicable law. Mediation shall not be applied where it would affect the rights and lawful interests of third parties or the public interest.
Article 4. Definitions 4.1 The terms used in this Law shall have the following meaning: 4.1.1 "mediation" means the activity of the mediator who attempts to settle a legal dispute that arose between parties outside of the court; 4.1.2 "party" means a citizen, legal entity or organization not having the status of a legal entity, party to the legal dispute submitted to mediation; 4.1.3 "mediator" means a person meeting the qualification requirements set forth in this Law, selected or appointed to assist the parties in resolving their dispute; 4.1.4 "settlement agreement" means the written document by which the parties record the outcome of the mediation proceedings.
CHAPTER TWO. MEDIATION PROCEEDINGS
Article 5. Objectives and principles of mediation 5.1 The objective of mediation is to help the parties reach an efficient, expeditious and low-cost settlement of their dispute that is acceptable to both of them. 5.2 Mediation proceedings shall be based on the principles of voluntary participation, confidentiality, impartiality of the mediator and equality of the parties.
Article 6. Submission to mediation 6.1 Parties may submit their dispute to a court mediator or to a mediator working within a state body or a non-governmental organization. 6.2 The court shall inform the parties of the possibility of resolving their dispute through mediation both before and during the course of the proceedings.
Article 7. Court mediators 7.1 Mediators working on the staff of, or attached to, the courts of first instance shall conduct mediation of disputes submitted to the court; their activities shall be organized and financed by the judicial administration.
Article 8. Mediators of state bodies and non-governmental organizations 8.1 State bodies and non-governmental organizations may employ or engage qualified mediators to resolve disputes falling within their field of activity.
Article 9. Requirements for mediators 9.1-9.3 A mediator must have full legal capacity, higher education, have completed mediator training and hold a mediator certificate, be registered in the official list of mediators, and have no criminal record; a court mediator must additionally hold a legal professional qualification.
Article 10. Council of Mediators 10.1-10.4 The General Council of Courts shall establish a Council of Mediators composed of five members, including representatives of the judiciary, of the legal profession and of academia, to oversee the selection, training and certification of mediators.
Article 11. Powers of the Council of Mediators 11.1 The Council of Mediators shall approve mediation procedure rules, organize and supervise mediator training, keep the register of mediators, issue mediator certificates and adopt rules of professional conduct for mediators.
CHAPTER THREE. PARTICIPANTS IN MEDIATION PROCEEDINGS
Article 12. Participants 12.1 "The participants in the mediation proceedings shall be the parties to the dispute, their legal representatives, guardians, custodians, third parties whose interests are affected, and other parties." More than one party and more than one mediator may take part in the same proceedings.
Article 13. Rights and duties of the parties 13.1 The parties have the right to freely express their intention to settle, to determine the scope of the negotiation, to choose the mediator, and to refuse or withdraw from mediation at any time. 13.2 The parties are obliged to participate in good faith, to attend the scheduled meetings, and to honor any settlement agreement they have signed.
Article 14. Rights and duties of the mediator 14.1 The mediator has the right to receive a fee for the work performed and to choose the methods used to assist the parties. 14.2 The mediator must remain impartial, must decline to act where proper procedure cannot be observed, and is obliged "not to provide legal advice or assistance to any of the parties."
Article 15. Participation of advocates (lawyers) 15.1 A lawyer assisting a party must explain to the party the consequences of mediation, and may not act as legal adviser in a proceeding that he or she is mediating.
Article 16. Participation of third parties 16.1 Third parties and family members whose interests may be affected may take part in the mediation proceedings with the consent of all parties.
Article 17. Refusal of, and challenge to, a mediator 17.1 A party may refuse or challenge the mediator; the mediator is obliged to withdraw from the proceedings if he or she is unable to remain impartial.
CHAPTER FOUR. MEDIATION PROCEDURE
Article 18. General rules of the proceedings 18.1-18.6 Information obtained by the mediator in the course of the proceedings is confidential; mediation sessions are closed to the public; no party may be coerced into mediation or into a settlement; parties shall be duly summoned to sessions.
Article 19-21. [Further general procedural rules: notification of the parties, conduct of the proceedings, effects of non-appearance.]
Article 22. Application for mediation 22.1 Mediation proceedings are initiated upon a written or oral application by a party, or upon a joint request of the parties, or — once a case has been filed — upon proposal of the judge accepted by the parties.
Article 23. Selection of the mediator 23.1 The mediator is chosen by agreement of the parties from the register of mediators, or is appointed by the court or the competent body where the parties do not agree.
Article 24-25. Conduct of the mediation session; minutes 24.1-25.1 Sessions may be held jointly or separately with each party; the mediator shall keep minutes recording the positions of the parties and any agreement reached.
Article 26. Content of the settlement agreement 26.1 The settlement agreement shall be made in writing, in the Mongolian language, and shall record the subject matter of the dispute, the positions of the parties and the terms of settlement agreed between them.
Article 27. Effect and enforceability of the settlement agreement 27.1-27.2 A settlement agreement reached before a court mediator requires the court's approval to be enforceable; a settlement agreement reached before a mediator of a state body or non-governmental organization is enforceable in accordance with civil procedure legislation.
Article 28. Termination of mediation proceedings 28.1 Mediation proceedings terminate where the parties fail to reach agreement, where a party withdraws or fails to participate, or upon expiry of the time limit set for the proceedings.
Article 29. Costs and fees of mediation 29.1 The activities of court mediators are financed from the state budget; the fees of mediators of state bodies or non-governmental organizations are agreed between the parties and the mediator.
CHAPTER FIVE. MEDIATION IN SPECIFIC CATEGORIES OF DISPUTES
Article 30. Mediation in civil cases pending before a court 30.1 "After a civil case and dispute has been initiated in court, mediation proceedings may" take place where the parties jointly so request, or agree to the judge's proposal to that effect. 30.2 If the parties reach a settlement, "the court shall approve the settlement of the parties and dismiss the case." 30.3 If mediation is unsuccessful, "the court shall adjudicate the case in the usual manner." 30.4 Where the case involves several claims, the parties may submit to mediation all or only some of them. 30.5 A partial settlement reached in the course of the proceedings "shall be reflected in the court decision." 30.6 "The judge shall determine the duration of the mediation proceedings" once the case has been initiated.
Article 31. Mediation in labor disputes (as fully revised by the amendment of 2 July 2021) 31.1 Mediation of individual and collective labor disputes takes place "within the framework of labor rights disputes between" the employer and the employee, in accordance with this Law and the Labor Law. 31.2 The fact that the parties attempted a prior, non-judicial settlement of the labor dispute does not preclude subsequent mediation before a court mediator.
Article 32. Mediation in family disputes 32.1 The fact that mediation of a family dispute was attempted out of court does not preclude subsequent court mediation. 32.2 In cases concerning divorce, the court shall, through the mediator, "implement all the measures for the reconciliation of spouses" before adjudicating the case. 32.3 The court may involve a mediator in disputes concerning alimony, pensions and the division of joint property between spouses. 32.4 Psychologists and other specialists may take part in the reconciliation proceedings between spouses.
CHAPTER SIX. MISCELLANEOUS PROVISIONS
Article 33. Public information on mediation 33.1 Mediators, courts and the competent authorities shall inform the public about mediation and shall promote the amicable settlement of disputes.
Article 34. Liability for violation of the Law (as amended 4 December 2015) 34.1 Persons violating this Law shall be held liable under the legislation on violations and on the legal status of advocates. 34.2 "Damages caused by violation of the law on mediation shall be compensated" in accordance with the Civil Code.
Article 35. Entry into force of the Law 35.1 "This Law shall enter into force on April 15, 2013."
Traduzione italiana
Traduzione non ufficiale, elaborata a partire dalla ricostruzione in lingua inglese sopra riportata.
LEGGE DELLA MONGOLIA SULLA MEDIAZIONE (Adottata a Ulaanbaatar, 22 maggio 2012 — entrata in vigore il 15 aprile 2013)
CAPITOLO PRIMO. DISPOSIZIONI GENERALI
Articolo 1. Finalità della legge 1.1 La presente legge disciplina i rapporti connessi alla risoluzione delle controversie giuridiche con l'assistenza di un mediatore, al di fuori del procedimento giudiziario.
Articolo 2. Normativa sulla mediazione 2.1 La normativa sulla mediazione è costituita dalla Costituzione della Mongolia, dal Codice civile, dalla Legge sulla procedura civile, dalla Legge sulla famiglia, dalla Legge sul lavoro, dalla Legge sull'arbitrato, dalla Legge sui tribunali e dagli altri atti normativi adottati in conformità ad essi.
Articolo 3. Ambito di applicazione 3.1 La presente legge si applica alla mediazione delle controversie di diritto civile, delle controversie in materia di diritti del lavoro e delle controversie derivanti da rapporti familiari; può applicarsi anche ad altre categorie di controversie nella misura consentita dalla legge applicabile. La mediazione non si applica quando pregiudicherebbe i diritti e gli interessi legittimi di terzi o l'interesse pubblico.
Articolo 4. Definizioni 4.1 Ai fini della presente legge, i termini utilizzati hanno il seguente significato: 4.1.1 per "mediazione" si intende l'attività del mediatore che tenta di comporre una controversia giuridica insorta tra le parti al di fuori del tribunale; 4.1.2 per "parte" si intende il cittadino, la persona giuridica o l'organizzazione priva di personalità giuridica, parte della controversia sottoposta a mediazione; 4.1.3 per "mediatore" si intende la persona in possesso dei requisiti di qualificazione previsti dalla presente legge, scelta o nominata per assistere le parti nella composizione della controversia; 4.1.4 per "accordo di conciliazione" si intende il documento scritto con cui le parti registrano l'esito del procedimento di mediazione.
CAPITOLO SECONDO. IL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE
Articolo 5. Obiettivi e principi della mediazione 5.1 La mediazione ha lo scopo di aiutare le parti a raggiungere una composizione della controversia efficace, rapida e poco costosa, accettabile per entrambe. 5.2 Il procedimento di mediazione si fonda sui principi della volontarietà, della riservatezza, dell'imparzialità del mediatore e dell'uguaglianza delle parti.
Articolo 6. Ricorso alla mediazione 6.1 Le parti possono sottoporre la controversia a un mediatore giudiziario o a un mediatore operante presso un organo statale o un'organizzazione non governativa. 6.2 Il tribunale informa le parti della possibilità di risolvere la controversia mediante mediazione, sia prima sia nel corso del procedimento.
Articolo 7. Mediatori giudiziari 7.1 I mediatori operanti presso i tribunali di primo grado, come dipendenti o come collaboratori esterni, svolgono la mediazione delle controversie sottoposte al tribunale; la loro attività è organizzata e finanziata dall'amministrazione giudiziaria.
Articolo 8. Mediatori degli organi statali e delle organizzazioni non governative 8.1 Gli organi statali e le organizzazioni non governative possono impiegare o incaricare mediatori qualificati per risolvere le controversie rientranti nel loro ambito di attività.
Articolo 9. Requisiti dei mediatori 9.1-9.3 Il mediatore deve possedere piena capacità giuridica, un titolo di istruzione superiore, avere completato la formazione per mediatori ed essere titolare del relativo certificato, essere iscritto nell'elenco ufficiale dei mediatori e non avere precedenti penali; il mediatore giudiziario deve inoltre possedere una qualificazione professionale giuridica.
Articolo 10. Consiglio dei mediatori 10.1-10.4 Il Consiglio generale dei tribunali istituisce un Consiglio dei mediatori, composto da cinque membri, tra cui rappresentanti della magistratura, della professione forense e del mondo accademico, con il compito di vigilare sulla selezione, la formazione e la certificazione dei mediatori.
Articolo 11. Poteri del Consiglio dei mediatori 11.1 Il Consiglio dei mediatori approva le regole procedurali della mediazione, organizza e supervisiona la formazione dei mediatori, tiene il registro dei mediatori, rilascia i certificati di mediatore e adotta le regole di condotta professionale dei mediatori.
CAPITOLO TERZO. I PARTECIPANTI AL PROCEDIMENTO DI MEDIAZIONE
Articolo 12. Partecipanti 12.1 "Partecipano al procedimento di mediazione le parti della controversia, i loro rappresentanti legali, i tutori, i curatori, i terzi i cui interessi siano coinvolti, e altri soggetti." Al medesimo procedimento possono prendere parte più di una parte e più di un mediatore.
Articolo 13. Diritti e doveri delle parti 13.1 Le parti hanno diritto di esprimere liberamente la propria intenzione di conciliarsi, di determinare l'oggetto della negoziazione, di scegliere il mediatore e di rifiutare o recedere dalla mediazione in qualsiasi momento. 13.2 Le parti sono tenute a partecipare in buona fede, a presenziare agli incontri fissati e a rispettare l'accordo di conciliazione da esse sottoscritto.
Articolo 14. Diritti e doveri del mediatore 14.1 Il mediatore ha diritto a un compenso per l'attività svolta e può scegliere i metodi con cui assistere le parti. 14.2 Il mediatore deve mantenere l'imparzialità, deve rifiutare l'incarico qualora non possa essere osservata la corretta procedura, ed è tenuto "a non fornire consulenza o assistenza legale ad alcuna delle parti."
Articolo 15. Partecipazione degli avvocati 15.1 L'avvocato che assiste una parte deve spiegarle le conseguenze della mediazione e non può svolgere il ruolo di consulente legale in un procedimento di cui egli stesso sia mediatore.
Articolo 16. Partecipazione di terzi 16.1 I terzi e i familiari i cui interessi possano essere coinvolti possono partecipare al procedimento di mediazione con il consenso di tutte le parti.
Articolo 17. Ricusazione del mediatore 17.1 La parte può rifiutare o ricusare il mediatore; il mediatore è tenuto a ritirarsi dal procedimento qualora non sia in grado di mantenere l'imparzialità.
CAPITOLO QUARTO. LA PROCEDURA DI MEDIAZIONE
Articolo 18. Regole generali del procedimento 18.1-18.6 Le informazioni acquisite dal mediatore nel corso del procedimento sono riservate; le sedute di mediazione non sono pubbliche; nessuna parte può essere costretta alla mediazione o a un accordo; le parti devono essere debitamente convocate alle sedute.
Articoli 19-21. [Ulteriori regole procedurali generali: modalità di convocazione delle parti, svolgimento del procedimento, effetti della mancata comparizione.]
Articolo 22. Domanda di mediazione 22.1 Il procedimento di mediazione si avvia su domanda scritta o orale di una parte, su richiesta congiunta delle parti oppure, quando la causa sia già pendente, su proposta del giudice accettata dalle parti.
Articolo 23. Scelta del mediatore 23.1 Il mediatore è scelto d'intesa tra le parti nell'ambito del registro dei mediatori, oppure è designato dal tribunale o dall'organo competente qualora le parti non raggiungano un'intesa.
Articoli 24-25. Svolgimento della seduta di mediazione; verbale 24.1-25.1 Le sedute possono svolgersi congiuntamente o separatamente con ciascuna parte; il mediatore redige un verbale in cui sono registrate le posizioni delle parti ed eventuali accordi raggiunti.
Articolo 26. Contenuto dell'accordo di conciliazione 26.1 L'accordo di conciliazione è redatto per iscritto, in lingua mongola, e riporta l'oggetto della controversia, le posizioni delle parti e i termini della conciliazione concordata tra loro.
Articolo 27. Efficacia ed esecutività dell'accordo di conciliazione 27.1-27.2 L'accordo di conciliazione raggiunto dinanzi a un mediatore giudiziario necessita dell'approvazione del tribunale per essere esecutivo; l'accordo raggiunto dinanzi a un mediatore di un organo statale o di un'organizzazione non governativa è esecutivo secondo la legislazione sulla procedura civile.
Articolo 28. Cessazione del procedimento di mediazione 28.1 Il procedimento di mediazione cessa quando le parti non raggiungono un accordo, quando una parte recede o non partecipa, oppure alla scadenza del termine fissato per il procedimento.
Articolo 29. Costi e compensi della mediazione 29.1 L'attività dei mediatori giudiziari è finanziata dal bilancio dello Stato; i compensi dei mediatori degli organi statali o delle organizzazioni non governative sono concordati tra le parti e il mediatore.
CAPITOLO QUINTO. LA MEDIAZIONE IN SPECIFICHE CATEGORIE DI CONTROVERSIE
Articolo 30. Mediazione nelle cause civili pendenti dinanzi al tribunale 30.1 "Dopo l'instaurazione di una causa civile dinanzi al tribunale, il procedimento di mediazione può" avere luogo quando le parti lo richiedano congiuntamente o accettino la relativa proposta del giudice. 30.2 Se le parti raggiungono un accordo, "il tribunale approva l'accordo delle parti ed estingue il giudizio." 30.3 Se la mediazione non ha esito positivo, "il tribunale decide la causa secondo le forme ordinarie." 30.4 Quando la causa comprende più domande, le parti possono sottoporre a mediazione tutte le domande o solo alcune di esse. 30.5 Un accordo parziale raggiunto nel corso del procedimento "è riportato nella decisione del tribunale." 30.6 "Il giudice determina la durata del procedimento di mediazione" una volta instaurata la causa.
Articolo 31. Mediazione nelle controversie di lavoro (nella versione integralmente rivista dalla modifica del 2 luglio 2021) 31.1 La mediazione delle controversie di lavoro individuali e collettive si svolge "nell'ambito delle controversie in materia di diritti del lavoro tra" datore di lavoro e lavoratore, in conformità alla presente legge e alla Legge sul lavoro. 31.2 Il previo tentativo, non giudiziale, di composizione della controversia di lavoro non preclude la successiva mediazione dinanzi a un mediatore giudiziario.
Articolo 32. Mediazione nelle controversie familiari 32.1 Il previo tentativo extragiudiziale di mediazione familiare non preclude la successiva mediazione giudiziale. 32.2 Nelle cause di divorzio il tribunale, per mezzo del mediatore, "adotta tutte le misure per la riconciliazione dei coniugi" prima di decidere la causa. 32.3 Il tribunale può coinvolgere un mediatore nelle controversie relative agli alimenti, alle pensioni e alla divisione dei beni comuni dei coniugi. 32.4 Psicologi e altri specialisti possono partecipare al procedimento di riconciliazione tra i coniugi.
CAPITOLO SESTO. DISPOSIZIONI VARIE
Articolo 33. Informazione del pubblico sulla mediazione 33.1 I mediatori, i tribunali e le autorità competenti informano il pubblico sulla mediazione e ne promuovono il ricorso per la composizione amichevole delle controversie.
Articolo 34. Responsabilità per violazione della legge (nel testo modificato il 4 dicembre 2015) 34.1 Chi viola la presente legge risponde ai sensi della normativa sulle violazioni amministrative e sullo statuto giuridico degli avvocati. 34.2 "Il danno causato dalla violazione della legge sulla mediazione è risarcito" in conformità al Codice civile.
Articolo 35. Entrata in vigore della legge 35.1 "La presente legge entra in vigore il 15 aprile 2013."
Traduzione non ufficiale.
Traduzione inglese
Not produced separately: the working reconstruction shown above under "Testo originale" is itself in English (the unofficial working translation used as the base text, since the original Mongolian text could not be directly retrieved — see "Fonte"). Reproducing it again here would be redundant; please refer to the "Testo originale" section for the English text.
Traduzione francese
Traduction non officielle, établie à partir de la reconstruction en langue anglaise reproduite ci-dessus.
LOI DE LA MONGOLIE SUR LA MÉDIATION (Adoptée à Oulan-Bator, le 22 mai 2012 — entrée en vigueur le 15 avril 2013)
CHAPITRE PREMIER. DISPOSITIONS GÉNÉRALES
Article 1er. Objet de la loi 1.1 La présente loi régit les rapports liés au règlement des litiges juridiques avec l'assistance d'un médiateur, en dehors de la procédure judiciaire.
Article 2. Législation applicable à la médiation 2.1 La législation relative à la médiation comprend la Constitution de la Mongolie, le Code civil, la loi de procédure civile, la loi sur la famille, le code du travail, la loi sur l'arbitrage, la loi sur les tribunaux et les autres actes normatifs adoptés conformément à ceux-ci.
Article 3. Champ d'application 3.1 La présente loi s'applique à la médiation des litiges de droit civil, des litiges relatifs aux droits du travail et des litiges découlant des relations familiales ; elle peut également s'appliquer à d'autres catégories de litiges dans la mesure permise par la loi applicable. La médiation ne s'applique pas lorsqu'elle porterait atteinte aux droits et intérêts légitimes de tiers ou à l'intérêt public.
Article 4. Définitions 4.1 Aux fins de la présente loi, les termes utilisés ont la signification suivante : 4.1.1 la « médiation » désigne l'activité du médiateur qui tente de régler un litige juridique survenu entre les parties en dehors du tribunal ; 4.1.2 la « partie » désigne le citoyen, la personne morale ou l'organisation dépourvue de personnalité juridique, partie au litige soumis à la médiation ; 4.1.3 le « médiateur » désigne la personne remplissant les conditions de qualification prévues par la présente loi, choisie ou nommée pour aider les parties à régler leur litige ; 4.1.4 l'« accord de règlement » désigne le document écrit par lequel les parties consignent le résultat de la procédure de médiation.
CHAPITRE II. LA PROCÉDURE DE MÉDIATION
Article 5. Objectifs et principes de la médiation 5.1 La médiation a pour objectif d'aider les parties à parvenir à un règlement de leur litige efficace, rapide et peu coûteux, acceptable pour les deux parties. 5.2 La procédure de médiation repose sur les principes du volontariat, de la confidentialité, de l'impartialité du médiateur et de l'égalité des parties.
Article 6. Recours à la médiation 6.1 Les parties peuvent soumettre leur litige à un médiateur judiciaire ou à un médiateur exerçant au sein d'un organe de l'État ou d'une organisation non gouvernementale. 6.2 Le tribunal informe les parties de la possibilité de régler leur litige par la médiation, tant avant que pendant la procédure.
Article 7. Médiateurs judiciaires 7.1 Les médiateurs exerçant auprès des tribunaux de première instance, en tant qu'agents ou collaborateurs externes, assurent la médiation des litiges soumis au tribunal ; leur activité est organisée et financée par l'administration judiciaire.
Article 8. Médiateurs des organes de l'État et des organisations non gouvernementales 8.1 Les organes de l'État et les organisations non gouvernementales peuvent employer ou engager des médiateurs qualifiés pour régler les litiges relevant de leur domaine d'activité.
Article 9. Conditions requises pour être médiateur 9.1-9.3 Le médiateur doit jouir de la pleine capacité juridique, posséder un diplôme d'enseignement supérieur, avoir suivi la formation de médiateur et être titulaire du certificat correspondant, être inscrit sur la liste officielle des médiateurs et ne pas avoir de casier judiciaire ; le médiateur judiciaire doit en outre posséder une qualification professionnelle juridique.
Article 10. Conseil des médiateurs 10.1-10.4 Le Conseil général des tribunaux institue un Conseil des médiateurs, composé de cinq membres, comprenant des représentants du corps judiciaire, de la profession juridique et du monde universitaire, chargé de superviser la sélection, la formation et la certification des médiateurs.
Article 11. Pouvoirs du Conseil des médiateurs 11.1 Le Conseil des médiateurs approuve les règles de procédure de médiation, organise et supervise la formation des médiateurs, tient le registre des médiateurs, délivre les certificats de médiateur et adopte les règles de déontologie professionnelle des médiateurs.
CHAPITRE III. LES PARTICIPANTS À LA PROCÉDURE DE MÉDIATION
Article 12. Participants 12.1 « Participent à la procédure de médiation les parties au litige, leurs représentants légaux, les tuteurs, les curateurs, les tiers dont les intérêts sont concernés, et d'autres personnes. » Plusieurs parties et plusieurs médiateurs peuvent prendre part à la même procédure.
Article 13. Droits et obligations des parties 13.1 Les parties ont le droit d'exprimer librement leur intention de se concilier, de déterminer l'objet de la négociation, de choisir le médiateur et de refuser ou de se retirer de la médiation à tout moment. 13.2 Les parties sont tenues de participer de bonne foi, d'assister aux réunions fixées et de respecter l'accord de règlement qu'elles ont signé.
Article 14. Droits et obligations du médiateur 14.1 Le médiateur a droit à une rémunération pour le travail accompli et peut choisir les méthodes utilisées pour aider les parties. 14.2 Le médiateur doit demeurer impartial, doit refuser d'intervenir lorsque la procédure régulière ne peut être respectée, et est tenu « de ne fournir de conseil ou d'assistance juridique à aucune des parties ».
Article 15. Participation des avocats 15.1 L'avocat assistant une partie doit lui expliquer les conséquences de la médiation et ne peut exercer le rôle de conseil juridique dans une procédure qu'il médie lui-même.
Article 16. Participation de tiers 16.1 Les tiers et les membres de la famille dont les intérêts peuvent être concernés peuvent participer à la procédure de médiation avec le consentement de toutes les parties.
Article 17. Récusation du médiateur 17.1 La partie peut refuser ou récuser le médiateur ; le médiateur est tenu de se retirer de la procédure s'il ne peut demeurer impartial.
CHAPITRE IV. LA PROCÉDURE DE MÉDIATION
Article 18. Règles générales de la procédure 18.1-18.6 Les informations recueillies par le médiateur au cours de la procédure sont confidentielles ; les séances de médiation ne sont pas publiques ; aucune partie ne peut être contrainte à la médiation ou à un accord ; les parties doivent être dûment convoquées aux séances.
Articles 19 à 21. [Autres règles procédurales générales : modalités de convocation des parties, déroulement de la procédure, effets du défaut de comparution.]
Article 22. Demande de médiation 22.1 La procédure de médiation est engagée sur demande écrite ou orale d'une partie, sur demande conjointe des parties ou, lorsque l'affaire est déjà pendante, sur proposition du juge acceptée par les parties.
Article 23. Choix du médiateur 23.1 Le médiateur est choisi d'un commun accord entre les parties parmi le registre des médiateurs, ou est désigné par le tribunal ou l'organe compétent si les parties ne parviennent pas à un accord.
Articles 24-25. Déroulement de la séance de médiation ; procès-verbal 24.1-25.1 Les séances peuvent se tenir conjointement ou séparément avec chaque partie ; le médiateur dresse un procès-verbal consignant les positions des parties et tout accord obtenu.
Article 26. Contenu de l'accord de règlement 26.1 L'accord de règlement est établi par écrit, en langue mongole, et mentionne l'objet du litige, les positions des parties et les termes du règlement convenu entre elles.
Article 27. Effet et force exécutoire de l'accord de règlement 27.1-27.2 L'accord de règlement conclu devant un médiateur judiciaire doit être approuvé par le tribunal pour être exécutoire ; l'accord conclu devant un médiateur d'un organe de l'État ou d'une organisation non gouvernementale est exécutoire conformément à la législation de procédure civile.
Article 28. Fin de la procédure de médiation 28.1 La procédure de médiation prend fin lorsque les parties ne parviennent pas à un accord, lorsqu'une partie se retire ou ne participe pas, ou à l'expiration du délai fixé pour la procédure.
Article 29. Frais et honoraires de la médiation 29.1 L'activité des médiateurs judiciaires est financée par le budget de l'État ; les honoraires des médiateurs des organes de l'État ou des organisations non gouvernementales sont convenus entre les parties et le médiateur.
CHAPITRE V. LA MÉDIATION DANS DES CATÉGORIES PARTICULIÈRES DE LITIGES
Article 30. Médiation dans les affaires civiles pendantes devant le tribunal 30.1 « Après l'introduction d'une affaire civile devant le tribunal, la procédure de médiation peut » avoir lieu lorsque les parties en font conjointement la demande ou acceptent la proposition en ce sens du juge. 30.2 Si les parties parviennent à un règlement, « le tribunal approuve l'accord des parties et met fin à l'instance ». 30.3 Si la médiation échoue, « le tribunal statue sur l'affaire selon la procédure ordinaire ». 30.4 Lorsque l'affaire comporte plusieurs demandes, les parties peuvent soumettre à la médiation la totalité ou seulement certaines d'entre elles. 30.5 Un règlement partiel intervenu au cours de la procédure « est consigné dans la décision du tribunal ». 30.6 « Le juge détermine la durée de la procédure de médiation » une fois l'affaire introduite.
Article 31. Médiation dans les litiges du travail (dans sa version intégralement révisée par la modification du 2 juillet 2021) 31.1 La médiation des litiges individuels et collectifs du travail se déroule « dans le cadre des litiges relatifs aux droits du travail entre » l'employeur et le salarié, conformément à la présente loi et au code du travail. 31.2 La tentative préalable, non judiciaire, de règlement du litige du travail ne fait pas obstacle à une médiation ultérieure devant un médiateur judiciaire.
Article 32. Médiation dans les litiges familiaux 32.1 La tentative préalable de médiation familiale extrajudiciaire ne fait pas obstacle à une médiation judiciaire ultérieure. 32.2 Dans les affaires de divorce, le tribunal, par l'intermédiaire du médiateur, « met en œuvre toutes les mesures en vue de la réconciliation des époux » avant de statuer sur l'affaire. 32.3 Le tribunal peut faire intervenir un médiateur dans les litiges relatifs à la pension alimentaire, aux pensions et au partage des biens communs des époux. 32.4 Des psychologues et d'autres spécialistes peuvent participer à la procédure de réconciliation entre époux.
CHAPITRE VI. DISPOSITIONS DIVERSES
Article 33. Information du public sur la médiation 33.1 Les médiateurs, les tribunaux et les autorités compétentes informent le public sur la médiation et en favorisent le recours pour le règlement amiable des litiges.
Article 34. Responsabilité en cas de violation de la loi (dans sa version modifiée le 4 décembre 2015) 34.1 Quiconque enfreint la présente loi engage sa responsabilité conformément à la législation relative aux infractions et au statut juridique des avocats. 34.2 « Le préjudice causé par la violation de la loi sur la médiation est réparé » conformément au Code civil.
Article 35. Entrée en vigueur de la loi 35.1 « La présente loi entre en vigueur le 15 avril 2013. »
Traduction non officielle.
Traduzione spagnola
Traducción no oficial, elaborada a partir de la reconstrucción en lengua inglesa reproducida más arriba.
LEY DE MONGOLIA SOBRE LA MEDIACIÓN (Adoptada en Ulán Bator, el 22 de mayo de 2012 — entrada en vigor el 15 de abril de 2013)
CAPÍTULO PRIMERO. DISPOSICIONES GENERALES
Artículo 1. Objeto de la ley 1.1 La presente ley regula las relaciones vinculadas a la resolución de controversias jurídicas con la asistencia de un mediador, fuera del procedimiento judicial.
Artículo 2. Legislación sobre la mediación 2.1 La legislación sobre la mediación está constituida por la Constitución de Mongolia, el Código Civil, la Ley de Procedimiento Civil, la Ley de Familia, la Ley del Trabajo, la Ley de Arbitraje, la Ley de Tribunales y los demás actos normativos dictados de conformidad con ellos.
Artículo 3. Ámbito de aplicación 3.1 La presente ley se aplica a la mediación de las controversias de derecho civil, de las controversias en materia de derechos laborales y de las controversias derivadas de las relaciones familiares; también puede aplicarse a otras categorías de controversias en la medida en que lo permita la legislación aplicable. La mediación no se aplicará cuando pueda afectar los derechos e intereses legítimos de terceros o el interés público.
Artículo 4. Definiciones 4.1 A los efectos de la presente ley, los términos empleados tienen el siguiente significado: 4.1.1 «mediación» significa la actividad del mediador que intenta resolver una controversia jurídica surgida entre las partes fuera del tribunal; 4.1.2 «parte» significa el ciudadano, la persona jurídica o la organización sin personalidad jurídica, parte de la controversia sometida a mediación; 4.1.3 «mediador» significa la persona que reúne los requisitos de cualificación previstos en la presente ley, elegida o designada para asistir a las partes en la resolución de su controversia; 4.1.4 «acuerdo de conciliación» significa el documento escrito mediante el cual las partes dejan constancia del resultado del procedimiento de mediación.
CAPÍTULO SEGUNDO. EL PROCEDIMIENTO DE MEDIACIÓN
Artículo 5. Objetivos y principios de la mediación 5.1 La mediación tiene por objeto ayudar a las partes a alcanzar una resolución de su controversia eficaz, rápida y de bajo costo, aceptable para ambas. 5.2 El procedimiento de mediación se basa en los principios de voluntariedad, confidencialidad, imparcialidad del mediador e igualdad de las partes.
Artículo 6. Recurso a la mediación 6.1 Las partes pueden someter su controversia a un mediador judicial o a un mediador que preste servicio en un órgano estatal o en una organización no gubernamental. 6.2 El tribunal informará a las partes de la posibilidad de resolver su controversia mediante mediación, tanto antes como durante el procedimiento.
Artículo 7. Mediadores judiciales 7.1 Los mediadores que prestan servicio en los tribunales de primera instancia, como funcionarios o como colaboradores externos, llevan a cabo la mediación de las controversias sometidas al tribunal; su actividad es organizada y financiada por la administración judicial.
Artículo 8. Mediadores de los órganos estatales y de las organizaciones no gubernamentales 8.1 Los órganos estatales y las organizaciones no gubernamentales pueden emplear o contratar a mediadores cualificados para resolver las controversias propias de su ámbito de actividad.
Artículo 9. Requisitos de los mediadores 9.1-9.3 El mediador debe tener plena capacidad jurídica, poseer título de educación superior, haber completado la formación de mediador y ser titular del certificado correspondiente, estar inscrito en la lista oficial de mediadores y carecer de antecedentes penales; el mediador judicial debe además poseer una cualificación profesional jurídica.
Artículo 10. Consejo de Mediadores 10.1-10.4 El Consejo General de Tribunales instituye un Consejo de Mediadores, compuesto por cinco miembros, entre ellos representantes del poder judicial, de la abogacía y del ámbito académico, encargado de supervisar la selección, la formación y la certificación de los mediadores.
Artículo 11. Facultades del Consejo de Mediadores 11.1 El Consejo de Mediadores aprueba las normas de procedimiento de mediación, organiza y supervisa la formación de los mediadores, lleva el registro de mediadores, expide los certificados de mediador y adopta las normas de conducta profesional de los mediadores.
CAPÍTULO TERCERO. LOS PARTICIPANTES EN EL PROCEDIMIENTO DE MEDIACIÓN
Artículo 12. Participantes 12.1 «Son participantes en el procedimiento de mediación las partes de la controversia, sus representantes legales, los tutores, los curadores, los terceros cuyos intereses se vean afectados, y otras personas.» En el mismo procedimiento pueden intervenir más de una parte y más de un mediador.
Artículo 13. Derechos y deberes de las partes 13.1 Las partes tienen derecho a expresar libremente su intención de conciliarse, a determinar el objeto de la negociación, a elegir al mediador y a rechazar la mediación o retirarse de ella en cualquier momento. 13.2 Las partes están obligadas a participar de buena fe, a asistir a las reuniones fijadas y a cumplir el acuerdo de conciliación que hayan suscrito.
Artículo 14. Derechos y deberes del mediador 14.1 El mediador tiene derecho a percibir honorarios por el trabajo realizado y puede elegir los métodos que utiliza para asistir a las partes. 14.2 El mediador debe mantener la imparcialidad, debe abstenerse de actuar cuando no pueda observarse el procedimiento adecuado, y está obligado «a no prestar asesoramiento ni asistencia jurídica a ninguna de las partes».
Artículo 15. Participación de los abogados 15.1 El abogado que asista a una parte debe explicarle las consecuencias de la mediación y no puede desempeñar el papel de asesor jurídico en un procedimiento que él mismo medie.
Artículo 16. Participación de terceros 16.1 Los terceros y los familiares cuyos intereses puedan verse afectados pueden participar en el procedimiento de mediación con el consentimiento de todas las partes.
Artículo 17. Recusación del mediador 17.1 La parte puede rechazar o recusar al mediador; el mediador está obligado a retirarse del procedimiento si no puede mantener la imparcialidad.
CAPÍTULO CUARTO. EL PROCEDIMIENTO DE MEDIACIÓN
Artículo 18. Reglas generales del procedimiento 18.1-18.6 La información obtenida por el mediador en el curso del procedimiento es confidencial; las sesiones de mediación no son públicas; ninguna parte puede ser obligada a la mediación o a un acuerdo; las partes deben ser debidamente citadas a las sesiones.
Artículos 19 a 21. [Otras reglas procedimentales generales: forma de citación de las partes, desarrollo del procedimiento, efectos de la incomparecencia.]
Artículo 22. Solicitud de mediación 22.1 El procedimiento de mediación se inicia mediante solicitud escrita u oral de una parte, mediante solicitud conjunta de las partes o, cuando el asunto ya esté pendiente ante el tribunal, mediante propuesta del juez aceptada por las partes.
Artículo 23. Elección del mediador 23.1 El mediador es elegido de común acuerdo entre las partes de entre el registro de mediadores, o es designado por el tribunal o el órgano competente cuando las partes no lleguen a un acuerdo.
Artículos 24-25. Desarrollo de la sesión de mediación; acta 24.1-25.1 Las sesiones pueden celebrarse conjuntamente o por separado con cada parte; el mediador levanta acta en la que se registran las posiciones de las partes y cualquier acuerdo alcanzado.
Artículo 26. Contenido del acuerdo de conciliación 26.1 El acuerdo de conciliación se redacta por escrito, en lengua mongola, y recoge el objeto de la controversia, las posiciones de las partes y los términos de la conciliación acordada entre ellas.
Artículo 27. Eficacia y ejecutividad del acuerdo de conciliación 27.1-27.2 El acuerdo de conciliación alcanzado ante un mediador judicial requiere la aprobación del tribunal para ser ejecutivo; el acuerdo alcanzado ante un mediador de un órgano estatal o de una organización no gubernamental es ejecutivo conforme a la legislación de procedimiento civil.
Artículo 28. Terminación del procedimiento de mediación 28.1 El procedimiento de mediación termina cuando las partes no logran un acuerdo, cuando una parte se retira o no participa, o al vencer el plazo fijado para el procedimiento.
Artículo 29. Costas y honorarios de la mediación 29.1 La actividad de los mediadores judiciales se financia con cargo al presupuesto del Estado; los honorarios de los mediadores de los órganos estatales o de las organizaciones no gubernamentales se acuerdan entre las partes y el mediador.
CAPÍTULO QUINTO. LA MEDIACIÓN EN CATEGORÍAS ESPECÍFICAS DE CONTROVERSIAS
Artículo 30. Mediación en asuntos civiles pendientes ante el tribunal 30.1 «Una vez iniciado un asunto civil ante el tribunal, el procedimiento de mediación podrá» tener lugar cuando las partes lo soliciten conjuntamente o acepten la propuesta del juez en ese sentido. 30.2 Si las partes alcanzan un acuerdo, «el tribunal aprobará el acuerdo de las partes y sobreseerá el asunto». 30.3 Si la mediación no tiene éxito, «el tribunal resolverá el asunto por el procedimiento ordinario». 30.4 Cuando el asunto comprenda varias pretensiones, las partes pueden someter a mediación todas ellas o solo algunas. 30.5 Un acuerdo parcial alcanzado en el curso del procedimiento «se reflejará en la resolución judicial». 30.6 «El juez determinará la duración del procedimiento de mediación» una vez iniciado el asunto.
Artículo 31. Mediación en las controversias laborales (en su versión íntegramente revisada por la modificación de 2 de julio de 2021) 31.1 La mediación de las controversias laborales individuales y colectivas se desarrolla «en el marco de las controversias en materia de derechos laborales entre» el empleador y el trabajador, conforme a la presente ley y a la Ley del Trabajo. 31.2 El intento previo, no judicial, de resolución de la controversia laboral no impide una mediación posterior ante un mediador judicial.
Artículo 32. Mediación en las controversias familiares 32.1 El intento previo de mediación familiar extrajudicial no impide una mediación judicial posterior. 32.2 En los asuntos de divorcio, el tribunal, por medio del mediador, «pondrá en práctica todas las medidas para la reconciliación de los cónyuges» antes de resolver el asunto. 32.3 El tribunal puede hacer intervenir a un mediador en las controversias relativas a alimentos, pensiones y división de los bienes comunes de los cónyuges. 32.4 Psicólogos y otros especialistas pueden participar en el procedimiento de reconciliación entre los cónyuges.
CAPÍTULO SEXTO. DISPOSICIONES VARIAS
Artículo 33. Información pública sobre la mediación 33.1 Los mediadores, los tribunales y las autoridades competentes informarán al público sobre la mediación y promoverán la resolución amistosa de las controversias.
Artículo 34. Responsabilidad por infracción de la ley (en su versión modificada el 4 de diciembre de 2015) 34.1 Quien infrinja la presente ley incurrirá en responsabilidad conforme a la legislación sobre infracciones y sobre el estatuto jurídico de los abogados. 34.2 «El daño causado por la infracción de la ley sobre mediación será resarcido» de conformidad con el Código Civil.
Artículo 35. Entrada en vigor de la ley 35.1 «La presente ley entrará en vigor el 15 de abril de 2013.»
Traducción no oficial.