Testi in vigore: Italia

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Italia, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

Decreto Legislativo 4 marzo 2010, n. 28 — "Attuazione dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69, in materia di mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili e commerciali." Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 53 del 5 marzo 2010; in vigore dal 20 marzo 2010.

Testo vigente, come risultante dalle modifiche apportate, in particolare, da: - D.Lgs. 10 ottobre 2022, n. 149 ("riforma Cartabia", attuativa della L. 26 novembre 2021, n. 206), in vigore dal 30 giugno 2023; - D.Lgs. 27 dicembre 2024, n. 216 (disposizioni integrative e correttive al D.Lgs. 149/2022 — c.d. "correttivo Cartabia mediazione").

Fonte consultata: Normattiva.it, banca dati ufficiale della normativa vigente della Repubblica Italiana — pagina "Vigente al 16 agosto 2026 (ultimo aggiornamento pubblicato il 12 agosto 2025)": https://www.normattiva.it/atto/caricaDettaglioAtto?atto.dataPubblicazioneGazzetta=2010-03-05&atto.codiceRedazionale=010G0050&tipoDettaglio=vigente

Il testo articolo per articolo è stato ricostruito e incrociato su due fonti giuridiche secondarie che riproducono il testo consolidato vigente (aggiornato al correttivo D.Lgs. 216/2024), usate per la verifica letterale comma per comma: - Jurinote.it — https://jurinote.it/atti/dlgs-28-2010/ - Brocardi.it — https://www.brocardi.it/mediazione-controversie-civili-commerciali/ - Mondo ADR — https://www.mondoadr.it/d-lgs-n-28-2010-disposizioni-integrative-e-correttive-testo-coordinato-alla-riforma-cartabia-2022/

Nota di cautela metodologica: Normattiva.it non ha reso accessibile in questa sessione l'esportazione automatica del testo integrale in un'unica pagina (l'export richiede una sessione interattiva); la sua pagina di dettaglio ha però confermato in modo affidabile (a) la vigenza dell'atto al 16 agosto 2026, (b) l'indice completo e ufficiale di tutti gli articoli (compresi 5-bis…5-sexies, 8-bis, 8-ter, 11-bis, 12-bis, 15-bis…15-undecies, 16-bis), usato qui per controllare che nessun articolo fosse omesso o inventato. Il testo letterale di ciascun articolo è stato invece trascritto dalle fonti giuridiche secondarie sopra elencate, ciascuna delle quali dichiara di riportare il testo coordinato con il correttivo D.Lgs. 216/2024, e i risultati sono risultati coincidenti tra loro dove incrociati. Si segnala inoltre che l'art. 24 (disposizioni transitorie sull'entrata in efficacia della mediazione obbligatoria del testo originario 2010) è stato dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte Costituzionale con sentenza n. 272/2012 (G.U. 12 dicembre 2012) per eccesso di delega, e non è quindi più applicabile, pur restando stampato nel testo dell'atto; è riportato qui solo a fini di completezza documentale, con espressa avvertenza. Si raccomanda, prima di qualunque uso professionale, la verifica diretta su Normattiva.it o sulla Gazzetta Ufficiale.

Testo originale (italiano)

CAPO I — Disposizioni generali

Art. 1 — Definizioni

  1. Ai fini del presente decreto legislativo, si intende per: a) mediazione: l'attività, comunque denominata, svolta da un terzo imparziale e finalizzata ad assistere due o più soggetti nella ricerca di un accordo amichevole per la composizione di una controversia, anche con formulazione di una proposta per la risoluzione della stessa; b) mediatore: la persona o le persone fisiche che, individualmente o collegialmente, svolgono la mediazione rimanendo prive, in ogni caso, del potere di rendere giudizi o decisioni vincolanti per i destinatari del servizio medesimo; c) conciliazione: la composizione di una controversia a seguito dello svolgimento della mediazione; d) organismo: l'ente pubblico o privato, presso il quale può svolgersi il procedimento di mediazione ai sensi del presente decreto; e) registro: il registro degli organismi istituito con decreto del Ministro della giustizia ai sensi dell'articolo 16 del presente decreto, nonché, sino all'emanazione di tale decreto, il registro degli organismi istituito con il decreto del Ministro della giustizia 23 luglio 2004, n. 222.

Art. 2 — Controversie oggetto di mediazione

  1. Chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile e commerciale vertente su diritti disponibili, secondo le disposizioni del presente decreto.

  2. Il presente decreto non preclude le negoziazioni volontarie e paritetiche relative alle controversie civili e commerciali, né le procedure di reclamo e di conciliazione previste dalle carte dei servizi.

CAPO II — Del procedimento di mediazione

Art. 3 — Disciplina applicabile e forma degli atti

  1. Al procedimento di mediazione si applica il regolamento dell'organismo scelto dalle parti, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 8.

  2. Il regolamento deve in ogni caso garantire la riservatezza del procedimento ai sensi dell'articolo 9, nonché modalità di nomina del mediatore che ne assicurano l'imparzialità, l'indipendenza e l'idoneità al corretto e sollecito espletamento dell'incarico.

  3. Gli atti del procedimento di mediazione non sono soggetti a formalità.

  4. La mediazione può svolgersi secondo modalità telematiche previste dal regolamento dell'organismo, nel rispetto dell'articolo 8-bis e gli incontri di mediazione possono svolgersi con modalità audiovisive da remoto, nel rispetto dell'articolo 8-ter.

Art. 4 — Accesso alla mediazione

  1. La domanda di mediazione relativa alle controversie di cui all'articolo 2 è depositata da una delle parti presso un organismo nel luogo del giudice territorialmente competente per la controversia. In caso di più domande relative alla stessa controversia, la mediazione si svolge davanti all'organismo territorialmente competente presso il quale è stata presentata la prima domanda. La competenza dell'organismo è derogabile su accordo delle parti. Per determinare il tempo della domanda si ha riguardo alla data del deposito.

  2. La domanda di mediazione deve indicare l'organismo, le parti, l'oggetto e le ragioni della pretesa.

  3. All'atto del conferimento dell'incarico, l'avvocato è tenuto a informare l'assistito della possibilità di avvalersi del procedimento di mediazione disciplinato dal presente decreto e delle agevolazioni fiscali di cui agli articoli 17 e 20. L'avvocato informa altresì l'assistito dei casi in cui l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. L'informazione deve essere fornita chiaramente e per iscritto. In caso di violazione degli obblighi di informazione, il contratto tra l'avvocato e l'assistito è annullabile. Il documento che contiene l'informazione è sottoscritto dall'assistito e deve essere allegato all'atto introduttivo dell'eventuale giudizio. Il giudice che verifica la mancata allegazione del documento, se non provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 2, informa la parte della facoltà di chiedere la mediazione.

Art. 5 — Condizione di procedibilità e rapporti con il processo

  1. Chi intende esercitare in giudizio un'azione relativa a una controversia in materia di condominio, diritti reali, divisione, successioni ereditarie, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto di aziende, risarcimento del danno derivante da responsabilità medica e sanitaria e da diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, bancari e finanziari, associazione in partecipazione, consorzio, franchising, opera, rete, somministrazione, società di persone e subfornitura, è tenuto preliminarmente a esperire il procedimento di mediazione ai sensi del presente capo.

  2. Nelle controversie di cui al comma 1 l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda introduttiva del giudizio. L'improcedibilità è eccepita dal convenuto, a pena di decadenza, o rilevata d'ufficio dal giudice, non oltre la prima udienza. Il giudice, quando rileva che la mediazione non è stata esperita o è già iniziata, ma non si è conclusa, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6. A tale udienza, il giudice accerta se la condizione di procedibilità è stata soddisfatta e, in mancanza, dichiara l'improcedibilità della domanda giudiziale.

  3. Per assolvere alla condizione di procedibilità le parti possono anche esperire, per le materie e nei limiti ivi regolamentati, le procedure previste: a) dall'articolo 128-bis del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385; b) dall'articolo 32-ter del decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58; c) dall'articolo 187.1 del decreto legislativo 7 settembre 2005, n. 209; d) dall'articolo 2, comma 24, lettera b), della legge 14 novembre 1995, n. 481; d-bis) dall'articolo 1, comma 11, della legge 31 luglio 1997, n. 249.

  4. Quando l'esperimento del procedimento di mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale, la condizione si considera avverata se il primo incontro dinanzi al mediatore si conclude senza l'accordo di conciliazione.

  5. Lo svolgimento della mediazione non preclude in ogni caso la concessione dei provvedimenti urgenti e cautelari, né la trascrizione della domanda giudiziale.

  6. Il comma 1 e l'articolo 5-quater non si applicano: a) nei procedimenti per ingiunzione, inclusa l'opposizione, fino alla pronuncia sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione, secondo quanto previsto dall'articolo 5-bis; b) nei procedimenti per convalida di licenza o sfratto, fino al mutamento del rito di cui all'articolo 667 del codice di procedura civile; c) nei procedimenti di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite, di cui all'articolo 696-bis del codice di procedura civile; d) nei procedimenti possessori, fino alla pronuncia dei provvedimenti di cui all'articolo 703, terzo comma, del codice di procedura civile; e) nei procedimenti di opposizione o incidentali di cognizione relativi all'esecuzione forzata; f) nei procedimenti in camera di consiglio; g) nell'azione civile esercitata nel processo penale; h) nell'azione inibitoria di cui all'articolo 37 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206.

Art. 5-bis — Procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo

  1. Quando l'azione di cui all'articolo 5, comma 1, è stata introdotta con ricorso per decreto ingiuntivo, nel procedimento di opposizione l'onere di presentare la domanda di mediazione grava sulla parte che ha proposto ricorso per decreto ingiuntivo. Il giudice alla prima udienza provvede sulle istanze di concessione e sospensione della provvisoria esecuzione se formulate e, accertato il mancato esperimento del tentativo obbligatorio di mediazione, fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6. A tale udienza, se la mediazione non è stata esperita, dichiara l'improcedibilità della domanda giudiziale proposta con il ricorso per decreto ingiuntivo, revoca il decreto opposto e provvede sulle spese.

Art. 5-ter — Legittimazione in mediazione dell'amministratore di condominio

  1. L'amministratore del condominio è legittimato ad attivare un procedimento di mediazione, ad aderirvi e a parteciparvi. Il verbale al quale è allegato l'accordo di conciliazione o la proposta conciliativa del mediatore sono sottoposti all'approvazione dell'assemblea condominiale, la quale delibera entro il termine fissato nell'accordo o nella proposta con le maggioranze previste dall'articolo 1136 del Codice Civile. In caso di mancata approvazione entro tale termine la conciliazione si intende non conclusa.

Art. 5-quater — Mediazione demandata dal giudice

  1. Il giudice, anche in sede di giudizio di appello, fino al momento della precisazione delle conclusioni, valutata la natura della causa, lo stato dell'istruzione, il comportamento delle parti e ogni altra circostanza, può disporre, con ordinanza motivata, l'esperimento di un procedimento di mediazione. Con la stessa ordinanza fissa la successiva udienza dopo la scadenza del termine di cui all'articolo 6.

  2. La mediazione demandata dal giudice è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Si applica l'articolo 5, commi 4, 5 e 6.

  3. All'udienza di cui al comma 1, quando la mediazione non risulta esperita, il giudice dichiara l'improcedibilità della domanda giudiziale.

Art. 5-quinquies — Formazione del magistrato, valutazione del contenzioso definito con mediazione demandata e collaborazione

  1. Il magistrato cura la propria formazione e il proprio aggiornamento in materia di mediazione con la frequentazione di seminari e corsi, organizzati dalla Scuola superiore della magistratura, anche attraverso le strutture didattiche di formazione decentrata.

  2. Ai fini della valutazione di cui all'articolo 11 del decreto legislativo 5 aprile 2006, n. 160, la frequentazione di seminari e corsi di cui al comma 1, il numero e la qualità degli affari definiti con ordinanza di mediazione o mediante accordi conciliativi costituiscono, rispettivamente, indicatori di impegno, capacità e laboriosità del magistrato.

  3. Le ordinanze con cui il magistrato demanda le parti in mediazione e le controversie definite a seguito della loro adozione sono oggetto di specifica rilevazione statistica.

  4. Il capo dell'ufficio giudiziario può promuovere, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, progetti di collaborazione con università, ordini degli avvocati, organismi di mediazione, enti di formazione e altri enti e associazioni professionali e di categoria, nel rispetto della reciproca autonomia, per favorire il ricorso alla mediazione demandata e la formazione in materia di mediazione.

Art. 5-sexies — Mediazione su clausola contrattuale o statutaria

  1. Quando il contratto, lo statuto o l'atto costitutivo dell'ente pubblico o privato prevedono una clausola di mediazione, l'esperimento della mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale. Se il tentativo di conciliazione non risulta esperito, il giudice o l'arbitro, su eccezione di parte entro la prima udienza, provvede ai sensi dell'articolo 5, comma 2. Si applica l'articolo 5, commi 4, 5 e 6.

  2. La domanda di mediazione è presentata all'organismo indicato dalla clausola se iscritto nel registro ovvero, in mancanza, all'organismo individuato ai sensi dell'articolo 4, comma 1.

Art. 6 — Durata

  1. Il procedimento di mediazione ha una durata di sei mesi, prorogabile dopo la sua instaurazione e prima della sua scadenza, fermo quanto previsto dal comma 2, per periodi di volta in volta non superiori a tre mesi.

  2. Quando il giudice procede ai sensi dell'articolo 5, comma 2, o dell'articolo 5-quater, comma 1, il procedimento di mediazione ha una durata di sei mesi, prorogabile dopo la sua instaurazione e prima della sua scadenza, per una sola volta, di ulteriori tre mesi.

  3. Il termine di durata del procedimento di mediazione non è soggetto a sospensione feriale. Il predetto termine nel caso di cui al comma 1 decorre dalla data di deposito della domanda di mediazione e, nel caso di cui al comma 2, decorre dalla data di deposito dell'ordinanza con la quale il giudice adotta i provvedimenti previsti dall'articolo 5, comma 2 o dall'articolo 5-quater, comma 1.

  4. La proroga ai sensi dei commi 1 e 2 risulta da accordo scritto delle parti allegato al verbale di mediazione o risultante da esso. Nei casi di cui al comma 2, le parti comunicano al giudice la proroga del termine mediante produzione in giudizio dell'accordo scritto o del verbale da cui esso risulta.

Art. 7 — Effetti sulla ragionevole durata del processo

  1. Il periodo di cui all'articolo 6 e il periodo del rinvio disposto dal giudice ai sensi dell'articolo 5, comma 2 e dell'articolo 5-quater, comma 1, non si computano ai fini di cui all'articolo 2 della legge 24 marzo 2001, n. 89.

Art. 8 — Procedimento

  1. All'atto della presentazione della domanda di mediazione, il responsabile dell'organismo designa un mediatore e fissa il primo incontro tra le parti, che deve tenersi non prima di venti e non oltre quaranta giorni dal deposito della domanda, salvo diversa concorde indicazione delle parti. La domanda di mediazione, la designazione del mediatore, la sede e l'orario dell'incontro, le modalità di svolgimento della procedura, e la data del primo incontro e ogni altra informazione utile sono comunicate alle parti, a cura dell'organismo, con ogni mezzo idoneo ad assicurarne la ricezione. Nelle controversie che richiedono specifiche competenze tecniche, l'organismo può nominare uno o più mediatori ausiliari.

  2. Dal momento in cui la comunicazione di cui al comma 1 perviene a conoscenza delle parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione gli effetti della domanda giudiziale e impedisce la decadenza per una sola volta. La parte può a tal fine comunicare all'altra parte la domanda di mediazione già presentata all'organismo di mediazione, fermo l'obbligo dell'organismo di procedere ai sensi del comma 1.

  3. Il procedimento si svolge senza formalità presso la sede dell'organismo di mediazione o nel luogo indicato dal regolamento di procedura dell'organismo.

  4. Le parti partecipano personalmente alla procedura di mediazione. In presenza di giustificati motivi, possono delegare un rappresentante a conoscenza dei fatti e munito dei poteri necessari per la composizione della controversia. I soggetti diversi dalle persone fisiche partecipano alla procedura di mediazione avvalendosi di rappresentanti o delegati a conoscenza dei fatti e muniti dei poteri necessari per la composizione della controversia. Ove necessario, il mediatore chiede alle parti di dichiarare i poteri di rappresentanza e ne dà atto a verbale.

4-bis. La delega per la partecipazione all'incontro ai sensi del comma 4 è conferita con atto sottoscritto con firma non autenticata e contiene gli estremi del documento di identità del delegante. Nei casi di cui all'articolo 11, comma 7, il delegante può conferire la delega con firma autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. Il delegato a partecipare all'incontro di mediazione cura la presentazione e la consegna della delega conferita in conformità al presente comma, unitamente a copia non autenticata del proprio documento di identità, per la loro acquisizione agli atti della procedura.

  1. Nei casi previsti dall'articolo 5, comma 1, e quando la mediazione è demandata dal giudice, le parti sono assistite dai rispettivi avvocati.

  2. Al primo incontro, il mediatore espone la funzione e le modalità di svolgimento della mediazione, e si adopera affinché le parti raggiungano un accordo di conciliazione. Le parti e gli avvocati che le assistono cooperano in buona fede e lealmente al fine di realizzare un effettivo confronto sulle questioni controverse. Del primo incontro è redatto, a cura del mediatore, verbale sottoscritto da tutti i partecipanti.

  3. Il mediatore può avvalersi di esperti iscritti negli albi dei consulenti presso i tribunali. Il regolamento di procedura dell'organismo deve prevedere le modalità di calcolo e liquidazione dei compensi spettanti agli esperti. Al momento della nomina dell'esperto, le parti possono convenire la producibilità in giudizio della sua relazione, anche in deroga all'articolo 9. In tal caso, la relazione è valutata ai sensi dell'articolo 116, comma primo, del codice di procedura civile.

Art. 8-bis — Mediazione in modalità telematica

  1. Quando la mediazione, con il consenso delle parti, si svolge in modalità telematica, gli atti del procedimento sono formati dal mediatore e sottoscritti in conformità al presente decreto nel rispetto delle disposizioni del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82.

  2. A conclusione del procedimento il mediatore forma un documento informatico contenente il verbale e l'eventuale accordo per l'apposizione della firma da parte dei soggetti che vi sono tenuti. Il documento è immediatamente firmato e restituito al mediatore.

  3. Il mediatore, ricevuto il documento di cui al comma 2, verificata l'apposizione, la validità e l'integrità delle firme, appone la propria firma e ne cura il deposito presso la segreteria dell'organismo che lo invia alle parti e ai loro avvocati, se nominati.

  4. La conservazione e l'esibizione dei documenti del procedimento di mediazione svolto con modalità telematiche avvengono, a cura dell'organismo di mediazione, in conformità all'articolo 43 del decreto legislativo n. 82 del 2005.

Art. 8-ter — Incontri di mediazione con modalità audiovisive da remoto

  1. Ciascuna parte può sempre chiedere al responsabile dell'organismo di mediazione di partecipare agli incontri con collegamento audiovisivo da remoto.

  2. I sistemi di collegamento audiovisivo utilizzati per gli incontri di cui al comma 1 assicurano la contestuale, effettiva e reciproca udibilità e visibilità delle persone collegate.

  3. Al di fuori dei casi disciplinati dall'articolo 8-bis, quando il mediatore è tenuto ad acquisire le firme dei partecipanti per gli atti formati durante un incontro al quale una o più parti partecipano con le modalità previste dal presente articolo, con il consenso di tutte le parti, le firme sono apposte nel rispetto delle disposizioni del codice dell'amministrazione digitale, di cui al decreto legislativo 7 marzo 2005, n. 82 e nel rispetto dell'articolo 8-bis, commi 2 e 3, salvo quanto previsto dal comma 4.

  4. Se non vi è il consenso previsto dal comma 3, le firme di tutti i partecipanti sono apposte in modalità analogica avanti al mediatore.

  5. Le parti cooperano in buona fede e lealmente affinché gli atti formati durante un incontro al quale una o più parti partecipano con le modalità previste dal presente articolo siano firmati senza indugio.

Art. 9 — Dovere di riservatezza

  1. Chiunque presta la propria opera o il proprio servizio nell'organismo o partecipa al procedimento di mediazione è tenuto all'obbligo di riservatezza rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite durante il procedimento medesimo.

  2. Rispetto alle dichiarazioni rese e alle informazioni acquisite nel corso delle sessioni separate e salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni, il mediatore è altresì tenuto alla riservatezza nei confronti delle altre parti.

Art. 10 — Inutilizzabilità e segreto professionale

  1. Le dichiarazioni rese o le informazioni acquisite nel corso del procedimento di mediazione non possono essere utilizzate nel giudizio avente il medesimo oggetto anche parziale, iniziato, riassunto o proseguito dopo l'insuccesso della mediazione, salvo consenso della parte dichiarante o dalla quale provengono le informazioni. Sul contenuto delle dichiarazioni e delle informazioni di cui al presente comma non è ammessa prova testimoniale e non può essere deferito giuramento decisorio.

  2. Il mediatore non può essere tenuto a deporre sul contenuto delle dichiarazioni rese e delle informazioni acquisite nel procedimento di mediazione, né davanti all'autorità giudiziaria né davanti ad altra autorità. Al mediatore si applicano le disposizioni dell'articolo 200 del codice di procedura penale e si estendono le garanzie previste per il difensore dalle disposizioni dell'articolo 103 del codice di procedura penale in quanto applicabili.

Art. 11 — Conclusione del procedimento

  1. Se è raggiunto un accordo di conciliazione, il mediatore forma processo verbale al quale è allegato il testo dell'accordo medesimo. Quando l'accordo non è raggiunto, il mediatore ne dà atto nel verbale e può formulare una proposta di conciliazione da allegare al verbale. In ogni caso, il mediatore formula una proposta di conciliazione se le parti gliene fanno concorde richiesta in qualunque momento del procedimento. Prima della formulazione della proposta, il mediatore informa le parti delle possibili conseguenze di cui all'articolo 13.

  2. La proposta di conciliazione è comunicata alle parti per iscritto. Le parti fanno pervenire al mediatore, per iscritto ed entro sette giorni dalla comunicazione o nel maggior termine indicato dal mediatore, l'accettazione o il rifiuto della proposta. In mancanza di risposta nel termine, la proposta si ha per rifiutata. Salvo diverso accordo delle parti, la proposta non può contenere alcun riferimento alle dichiarazioni rese o alle informazioni acquisite nel corso del procedimento.

  3. L'accordo di conciliazione contiene l'indicazione del relativo valore.

  4. Il verbale conclusivo della mediazione al quale è allegato, l'eventuale accordo, è sottoscritto dalle parti, dai loro avvocati e dagli altri partecipanti alla procedura nonché dal mediatore, il quale fermo quanto previsto dall'articolo 8-bis certifica l'autografia della sottoscrizione delle parti o la loro impossibilità di sottoscrivere e, senza indugio, ne cura il deposito presso la segreteria dell'organismo. Nel verbale il mediatore dà atto della presenza di coloro che hanno partecipato agli incontri e delle parti che, pur regolarmente invitate, sono rimaste assenti.

4-bis. Quando la mediazione si conclude senza la conciliazione la domanda giudiziale deve essere proposta entro il medesimo termine di decadenza di cui all'articolo 8, comma 2, decorrente dal deposito del verbale conclusivo della mediazione presso la segreteria dell'organismo.

  1. Salvo quanto previsto dall'articolo 8-bis, il verbale in formato analogico e l'eventuale accordo a esso allegato sono redatti in tanti originali quante sono le parti che partecipano alla mediazione, oltre a un originale per il deposito presso l'organismo.

  2. Del verbale e dell'eventuale accordo ad esso allegati depositati presso la segreteria dell'organismo è rilasciata copia alle parti che lo richiedono. È fatto obbligo all'organismo di conservare copia degli atti dei procedimenti trattati per almeno un triennio dalla data della loro conclusione.

  3. Se con l'accordo le parti concludono uno dei contratti o compiono uno degli atti previsti dall'articolo 2643 del codice civile, per procedere alla trascrizione dello stesso la sottoscrizione dell'accordo di conciliazione deve essere autenticata da un pubblico ufficiale a ciò autorizzato. L'accordo raggiunto, anche a seguito della proposta del mediatore, può prevedere il pagamento di una somma di denaro per ogni violazione o inosservanza degli obblighi stabiliti ovvero per il ritardo nel loro adempimento.

Art. 11-bis — Accordo di conciliazione sottoscritto dalle amministrazioni pubbliche

  1. Ai rappresentanti delle amministrazioni pubbliche, di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, che sottoscrivono un accordo di conciliazione si applica l'articolo 1, comma 1.1 della legge 14 gennaio 1994, n. 20.

Art. 12 — Efficacia esecutiva ed esecuzione

  1. Ove tutte le parti aderenti alla mediazione siano assistite dagli avvocati, l'accordo che sia stato sottoscritto dalle parti e dagli stessi avvocati, anche con le modalità di cui all'articolo 8-bis, costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, l'esecuzione per consegna e rilascio, l'esecuzione degli obblighi di fare e non fare, nonché per l'iscrizione di ipoteca giudiziale. Gli avvocati attestano e certificano la conformità dell'accordo alle norme imperative e all'ordine pubblico. L'accordo di cui al presente comma deve essere integralmente trascritto nel precetto ai sensi dell'articolo 480, secondo comma, del codice di procedura civile. L'avvocato certifica la conformità all'originale della copia dell'accordo trasmessa con modalità telematiche all'ufficiale giudiziario, ai sensi degli articoli 196-decies e 196-undecies del regio decreto 18 dicembre 1941, n. 1368, recante disposizioni per l'attuazione del codice di procedura civile e disposizioni transitorie.

1-bis. Quando le parti aderenti alla mediazione non sono tutte assistite dagli avvocati l'accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, con decreto del presidente del tribunale del luogo dove ha sede l'organismo di mediazione avanti al quale l'accordo è stato raggiunto, previo accertamento della regolarità formale e del rispetto delle norme imperative e dell'ordine pubblico.

1-ter. Nelle controversie transfrontaliere di cui all'articolo 2 della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 maggio 2008, l'accordo allegato al verbale è omologato, su istanza di parte, in conformità al comma 1-bis.

  1. Con l'omologazione l'accordo costituisce titolo esecutivo per l'espropriazione forzata, per l'esecuzione in forma specifica e per l'iscrizione di ipoteca giudiziale.

Art. 12-bis — Conseguenze processuali della mancata partecipazione al procedimento di mediazione

  1. Dalla mancata partecipazione senza giustificato motivo al primo incontro del procedimento di mediazione, il giudice può desumere argomenti di prova nel successivo giudizio ai sensi dell'articolo 116, secondo comma, del codice di procedura civile.

  2. Quando la mediazione costituisce condizione di procedibilità, il giudice condanna la parte costituita che non ha partecipato al primo incontro senza giustificato motivo al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di una somma di importo corrispondente al doppio del contributo unificato dovuto per il giudizio.

  3. Nei casi di cui al comma 2, con il provvedimento che definisce il giudizio, il giudice, se richiesto, può altresì condannare la parte soccombente che non ha partecipato al primo incontro di mediazione al pagamento in favore della controparte di una somma equitativamente determinata in misura non superiore nel massimo alle spese del giudizio maturate dopo la conclusione del procedimento di mediazione.

  4. Quando provvede ai sensi del comma 2, il giudice trasmette copia del provvedimento adottato nei confronti di una delle amministrazioni pubbliche di cui all'articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, al pubblico ministero presso la sezione giurisdizionale della Corte dei conti, e copia del provvedimento adottato nei confronti di uno dei soggetti vigilati all'autorità di vigilanza competente.

Art. 13 — Spese processuali in caso di rifiuto della proposta di conciliazione

  1. Quando il provvedimento che definisce il giudizio corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice esclude la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice che ha rifiutato la proposta, riferibili al periodo successivo alla formulazione della stessa, e la condanna al rimborso delle spese sostenute dalla parte soccombente relative allo stesso periodo, nonché al versamento all'entrata del bilancio dello Stato di un'ulteriore somma di importo corrispondente al contributo unificato dovuto. Resta ferma l'applicabilità degli articoli 92 e 96, commi primo, secondo e terzo, del codice di procedura civile. Le disposizioni di cui al presente comma si applicano altresì alle spese per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto di cui all'articolo 8, comma 4.

  2. Quando il provvedimento che definisce il giudizio non corrisponde interamente al contenuto della proposta, il giudice, se ricorrono gravi ed eccezionali ragioni, può nondimeno escludere la ripetizione delle spese sostenute dalla parte vincitrice per l'indennità corrisposta al mediatore e per il compenso dovuto all'esperto di cui all'articolo 8, comma 4. Il giudice deve indicare esplicitamente, nella motivazione, le ragioni del provvedimento sulle spese di cui al periodo precedente.

  3. Salvo diverso accordo, le disposizioni dei commi 1 e 2 non si applicano ai procedimenti davanti agli arbitri.

Art. 14 — Obblighi del mediatore

  1. Al mediatore e ai suoi ausiliari è fatto divieto di assumere diritti o obblighi connessi, direttamente o indirettamente, con gli affari trattati, fatta eccezione per quelli strettamente inerenti alla prestazione dell'opera o del servizio; è fatto loro divieto di percepire compensi direttamente dalle parti.

  2. Al mediatore è fatto, altresì, obbligo di: a) sottoscrivere, per ciascun affare per il quale è designato, una dichiarazione di indipendenza e di imparzialità secondo le formule previste dal regolamento di procedura applicabile, nonché gli ulteriori impegni eventualmente previsti dal medesimo regolamento; b) comunicare immediatamente al responsabile dell'organismo e alle parti tutte le circostanze, emerse durante la procedura, idonee ad incidere sulla sua indipendenza e imparzialità; c) formulare le proposte di conciliazione nel rispetto del limite dell'ordine pubblico e delle norme imperative; d) corrispondere immediatamente a ogni richiesta organizzativa del responsabile dell'organismo.

  3. Su istanza di parte, il responsabile dell'organismo provvede alla eventuale sostituzione del mediatore.

Art. 15 — Mediazione nell'azione di classe

  1. Quando è esercitata l'azione di classe prevista dall'articolo 840-bis del codice di procedura civile, la conciliazione, intervenuta dopo la scadenza del termine per l'adesione, ha effetto anche nei confronti degli aderenti che vi abbiano espressamente consentito.

CAPO II-BIS — Disposizioni sul patrocinio a spese dello Stato nella mediazione civile e commerciale

Art. 15-bis — Istituzione del patrocinio e ambito di applicabilità

  1. È assicurato, alle condizioni stabilite nel presente capo, al cittadino italiano non abbiente, il patrocinio a spese dello Stato per l'assistenza dell'avvocato nel procedimento di mediazione nei casi di cui all'articolo 5, comma 1, se è raggiunto l'accordo di conciliazione. Il patrocinio a spese dello Stato è altresì assicurato allo straniero regolarmente soggiornante sul territorio nazionale al momento del sorgere del rapporto o del fatto oggetto del procedimento di mediazione, all'apolide e ad enti o associazioni che non perseguono scopi di lucro e non esercitano attività economica.

  2. L'ammissione al patrocinio è esclusa nelle controversie per cessione di crediti e ragioni altrui, ad eccezione del caso in cui la cessione appare indubbiamente fatta in pagamento di crediti o ragioni preesistenti.

Art. 15-ter — Condizioni reddituali per l'ammissione

  1. Può essere ammesso al patrocinio chi è titolare di un reddito imponibile ai fini dell'imposta sul reddito delle persone fisiche, risultante dall'ultima dichiarazione, non superiore all'importo indicato dall'articolo 76 e 77 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.

Art. 15-quater — Istanza per l'ammissione anticipata

  1. L'interessato che si trova nelle condizioni indicate nell'articolo 15-ter può chiedere di essere ammesso al patrocinio a spese dello Stato al fine di proporre domanda di mediazione o di partecipare al relativo procedimento, nei casi di cui all'articolo 5, comma 1.

  2. L'istanza per l'ammissione, a pena di inammissibilità, è redatta e sottoscritta in conformità agli articoli 78, comma 2, e 79, comma 1, lettere b), c) e d), del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002, e contiene le enunciazioni in fatto e in diritto utili a valutare la non manifesta infondatezza della pretesa che si intende far valere.

  3. Per i redditi prodotti all'estero, il cittadino di Stato non appartenente all'Unione europea o l'apolide, a pena di inammissibilità, correda l'istanza per l'ammissione con una certificazione dell'autorità consolare competente che attesta la veridicità di quanto in essa indicato. In caso di impossibilità di presentare tale certificazione, l'istanza è corredata da una dichiarazione sostitutiva di certificazione, redatta ai sensi dell'articolo 47 del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445.

Art. 15-quinquies — Organo competente a ricevere l'istanza per l'ammissione anticipata e nomina dell'avvocato

  1. L'istanza per l'ammissione anticipata è presentata, o personalmente o a mezzo raccomandata o a mezzo posta elettronica certificata o con altro servizio elettronico di recapito certificato qualificato, dall'interessato o dall'avvocato che ne ha autenticato la firma, al consiglio dell'ordine degli avvocati del luogo dove ha sede l'organismo di mediazione competente individuato in conformità all'articolo 4, comma 1.

1-bis. L'interessato, se il consiglio dell'ordine degli avvocati competente a provvedere in via anticipata lo richiede, è tenuto, a pena di inammissibilità dell'istanza, a produrre la documentazione necessaria ad accertare la veridicità di quanto in essa indicato.

  1. Entro venti giorni dalla presentazione dell'istanza per l'ammissione, il consiglio dell'ordine degli avvocati, verificatane l'ammissibilità, ammette l'interessato al patrocinio, in via anticipata e provvisoria, e gliene dà immediata comunicazione.

2-bis. Copia dell'atto con il quale il consiglio dell'ordine accoglie l'istanza di ammissione anticipata è trasmessa all'ufficio finanziario competente per le verifiche previste dall'articolo 127 del testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di spese di giustizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.

  1. Chi è ammesso al patrocinio può nominare un avvocato scelto tra gli iscritti negli elenchi degli avvocati per il patrocinio a spese dello Stato.

3-bis. Quando l'avvocato nominato dall'interessato è iscritto in un elenco di un distretto di corte d'appello diverso da quello in cui ha sede l'organismo di mediazione competente ai sensi dell'articolo 4, comma 1, non sono dovute le spese e le indennità di trasferta previste dai parametri forensi.

Art. 15-sexies — Ricorso avverso il rigetto dell'istanza per l'ammissione anticipata

  1. Contro il rigetto dell'istanza per l'ammissione anticipata, l'interessato può proporre ricorso, entro venti giorni dalla comunicazione, avanti al presidente del tribunale del luogo in cui ha sede il consiglio dell'ordine che ha adottato il provvedimento. Si applica l'articolo 99, commi 2, 3 e 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002.

Art. 15-septies — Effetti dell'ammissione anticipata e sua conferma

  1. L'ammissione anticipata al patrocinio è valida per l'intero procedimento di mediazione.

  2. Le indennità di cui all'articolo 17, commi 3 e 4, non sono dovute dalla parte ammessa in via anticipata al patrocinio.

  3. Quando è raggiunto l'accordo di conciliazione, l'ammissione è confermata, su istanza dell'avvocato, dal consiglio dell'ordine che ha deliberato l'ammissione anticipata, mediante apposizione del visto di congruità sulla parcella.

  4. L'istanza di conferma indica l'ammontare del compenso richiesto dall'avvocato ed è corredata dall'accordo di conciliazione. Il consiglio dell'ordine, verificata la completezza della documentazione e la congruità del compenso in base al valore dell'accordo indicato ai sensi dell'articolo 11, comma 3, conferma l'ammissione e trasmette copia della parcella vistata all'ufficio competente del Ministero della giustizia perché proceda alle verifiche ritenute necessarie e all'organismo di mediazione. L'interessato se il Ministero lo richiede, è tenuto, a pena di inammissibilità dell'istanza, a produrre la documentazione necessaria ad accertare la veridicità di quanto in essa indicato.

  5. L'avvocato non può chiedere né percepire dal proprio assistito compensi o rimborsi a qualunque titolo, diversi da quelli previsti dal presente capo. Ogni patto contrario è nullo e si applica l'articolo 85, comma 3, del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002.

Art. 15-octies — Determinazione, liquidazione e pagamento dell'onorario e delle spese dell'avvocato

  1. Con decreto del Ministro della giustizia, adottato di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, entro sei mesi dall'entrata in vigore delle disposizioni attuative della legge 26 novembre 2021, n. 206, sono stabiliti gli importi spettanti all'avvocato della parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato a titolo di onorario e spese. Con il medesimo decreto sono stabilite le modalità di liquidazione e di pagamento, anche mediante riconoscimento di credito di imposta o di compensazione, delle somme determinate ai sensi del presente articolo, nonché le modalità e i contenuti della relativa richiesta e i controlli applicabili, anche di autenticità.

Art. 15-novies — Revoca del provvedimento di ammissione e ricorso avverso il relativo decreto

  1. L'insussistenza dei presupposti per l'ammissione di cui all'articolo 15-ter, da chiunque accertata, anche a seguito dei controlli di cui all'articolo 15-decies, comma 2, è comunicata al consiglio dell'ordine che ha deliberato l'ammissione.

  2. Le sopravvenute modifiche delle condizioni reddituali che escludono l'ammissione al patrocinio sono immediatamente comunicate dalla parte ammessa o dal suo avvocato al consiglio dell'ordine che ha deliberato l'ammissione in via anticipata.

  3. Ricevute le comunicazioni previste dai commi 1 e 2, il consiglio dell'ordine, effettuate le verifiche ritenute necessarie, revoca l'ammissione e ne dà comunicazione all'interessato, all'avvocato e all'organismo di mediazione.

  4. Contro il provvedimento di revoca l'interessato può proporre ricorso, entro venti giorni dalla comunicazione, avanti al presidente del tribunale del luogo in cui ha sede il consiglio dell'ordine che lo ha adottato. Si applica l'articolo 99, commi 2, 3 e 4, del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002.

Art. 15-decies — Sanzioni e controlli da parte della Guardia di finanza

  1. Chiunque, al fine di ottenere o mantenere l'ammissione al patrocinio a spese dello Stato, formula l'istanza per l'ammissione corredata dalla dichiarazione sostitutiva di certificazione, attestante falsamente la sussistenza delle condizioni di reddito previste, è punito ai sensi dell'articolo 125, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica n. 115 del 2002.

  2. Si applica l'articolo 88 del decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 2002, n. 115.

Art. 15-undecies — Disposizioni finanziarie

  1. All'onere derivante dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente capo, valutato in 2.082.780 euro annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per l'attuazione della delega per l'efficienza del processo civile di cui all'articolo 1, comma 39, della legge 26 novembre 2021, n. 206.

CAPO III — Organismi di mediazione ed enti di formazione

Art. 16 — Organismi di mediazione e registro. Elenco dei formatori

  1. Gli enti pubblici o privati, che diano garanzie di serietà ed efficienza, sono abilitati a costituire organismi deputati, su istanza della parte interessata, a gestire il procedimento di mediazione nelle materie di cui all'articolo 2 del presente decreto. Gli organismi devono essere iscritti nel registro.

1-bis. Ai fini dell'abilitazione di cui al comma 1 e del suo mantenimento, costituiscono requisiti di serietà: a) l'onorabilità dei soci, degli amministratori, dei responsabili e dei mediatori degli organismi; b) la previsione, nell'oggetto sociale o nello scopo associativo, dello svolgimento in via esclusiva di servizi di mediazione, conciliazione o risoluzione alternativa delle controversie e di formazione nei medesimi ambiti; c) l'impegno dell'organismo a non prestare i servizi di mediazione, conciliazione e risoluzione alternativa delle controversie quando ha un interesse nella lite.

1-ter. Ai fini di cui al comma 1 costituiscono requisiti di efficienza dell'organismo l'adeguatezza dell'organizzazione, la capacità finanziaria, la qualità del servizio, la trasparenza organizzativa, amministrativa e contabile, nonché la qualificazione professionale del responsabile dell'organismo e quella dei mediatori.

  1. La formazione del registro e la sua revisione, l'iscrizione, la sospensione e la cancellazione degli iscritti, l'istituzione di separate sezioni del registro per la trattazione degli affari che richiedono specifiche competenze anche in materia di consumo e internazionali, nonché la determinazione delle indennità spettanti agli organismi sono disciplinati con appositi decreti del Ministro della giustizia, di concerto, relativamente alla materia del consumo, con il Ministro dello sviluppo economico. Fino all'adozione di tali decreti si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni dei decreti del Ministro della giustizia 23 luglio 2004, n. 222 e 23 luglio 2004, n. 223. A tali disposizioni si conformano, sino alla medesima data, gli organismi di composizione extragiudiziale previsti dall'articolo 141 del codice del consumo, di cui al decreto legislativo 6 settembre 2005, n. 206, e successive modificazioni.

  2. L'organismo, unitamente alla domanda di iscrizione nel registro, deposita presso il Ministero della giustizia il proprio regolamento di procedura e il codice etico, comunicando ogni successiva variazione. Nel regolamento devono essere previste, fermo quanto stabilito dal presente decreto, le procedure telematiche eventualmente utilizzate dall'organismo, in modo da garantire la sicurezza delle comunicazioni e il rispetto della riservatezza dei dati. Al regolamento devono essere allegate le tabelle delle indennità spettanti agli organismi costituiti da enti privati e dei relativi criteri di calcolo, proposte per l'approvazione a norma dell'articolo 17. Ai fini dell'iscrizione nel registro il Ministero della giustizia valuta l'idoneità del regolamento.

  3. La vigilanza sul registro è esercitata dal Ministero della giustizia e, con riferimento alla sezione per la trattazione degli affari in materia di consumo di cui al comma 2, anche dal Ministero dello sviluppo economico.

4-bis. Gli avvocati iscritti all'albo sono di diritto mediatori. Gli avvocati iscritti ad organismi di mediazione devono essere adeguatamente formati in materia di mediazione e mantenere la propria preparazione con percorsi di aggiornamento teorico-pratici a ciò finalizzati, nel rispetto di quanto previsto dall'articolo 62 del codice deontologico forense. Dall'attuazione della presente disposizione non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.

  1. Presso il Ministero della giustizia è istituito, con decreto ministeriale, l'elenco dei formatori per la mediazione. Il decreto, in conformità all'articolo 16-bis, stabilisce i criteri per l'iscrizione, la sospensione e la cancellazione degli iscritti, nonché per lo svolgimento dell'attività di formazione, in modo da garantire elevati livelli di formazione dei mediatori. Con lo stesso decreto, è stabilita la data a decorrere dalla quale la partecipazione all'attività di formazione di cui al presente comma costituisce per il mediatore requisito di qualificazione professionale.

  2. L'istituzione e la tenuta del registro e dell'elenco dei formatori avvengono nell'ambito delle risorse umane, finanziarie e strumentali già esistenti, e disponibili a legislazione vigente, presso il Ministero della giustizia e il Ministero dello sviluppo economico, per la parte di rispettiva competenza, e, comunque, senza nuovi o maggiori oneri per il bilancio dello Stato.

Art. 16-bis — Enti di formazione

  1. Sono abilitati a iscriversi nell'elenco degli enti di formazione in materia di mediazione gli enti pubblici o privati che danno garanzie di serietà ed efficienza, come definiti dall'articolo 16, commi 1-bis e 1-ter.

  2. Ai fini di cui al comma 1, l'ente di formazione è altresì tenuto a nominare un responsabile scientifico di chiara fama ed esperienza in materia di mediazione, conciliazione o risoluzione alternativa delle controversie, il quale assicura la qualità della formazione erogata dall'ente, la completezza, l'adeguatezza e l'aggiornamento del percorso formativo offerto e la competenza ed esperienza dei formatori, maturate anche all'estero. Il responsabile comunica periodicamente il programma formativo e i nominativi dei formatori scelti al Ministero della giustizia, secondo le previsioni del decreto di cui all'articolo 16, comma 2.

  3. Il decreto di cui all'articolo 16, comma 2, stabilisce altresì i requisiti di qualificazione dei mediatori e dei formatori necessari per l'iscrizione, e il mantenimento dell'iscrizione, nei rispettivi elenchi.

Art. 17 — Risorse, regime tributario e indennità

  1. Tutti gli atti, documenti e provvedimenti relativi al procedimento di mediazione sono esenti dall'imposta di bollo e da ogni spesa, tassa o diritto di qualsiasi specie e natura.

  2. Il verbale contenente l'accordo di conciliazione è esente dall'imposta di registro entro il limite di valore di centomila euro, altrimenti l'imposta è dovuta per la parte eccedente.

  3. Ciascuna parte, al momento della presentazione della domanda di mediazione o al momento dell'adesione, corrisponde all'organismo, oltre alle spese documentate, un importo a titolo di indennità comprendente le spese di avvio e le spese di mediazione per lo svolgimento del primo incontro. Quando la mediazione si conclude senza l'accordo al primo incontro, le parti non sono tenute a corrispondere importi ulteriori.

  4. Il regolamento dell'organismo di mediazione indica le ulteriori spese di mediazione dovute dalle parti per la conclusione dell'accordo di conciliazione e per gli incontri successivi al primo.

  5. Con il decreto di cui all'articolo 16, comma 2, sono determinati: a) l'ammontare minimo e massimo delle indennità spettanti agli organismi pubblici, il criterio di calcolo e le modalità di ripartizione tra le parti; b) i criteri per l'approvazione delle tabelle delle indennità proposte dagli organismi costituiti da enti privati; c) gli importi a titolo di indennità per le spese di avvio e per le spese di mediazione per il primo incontro; d) le maggiorazioni massime dell'indennità dovute, non superiori al 25 per cento, nell'ipotesi di successo della mediazione; e) le riduzioni minime delle indennità dovute nelle ipotesi in cui la mediazione è condizione di procedibilità ai sensi dell'articolo 5, comma 1, ovvero è demandata dal giudice; f) i criteri per la determinazione del valore dell'accordo di conciliazione ai sensi dell'articolo 11, comma 3.

  6. Quando la mediazione è condizione di procedibilità della domanda giudiziale ai sensi dell'articolo 5, comma 1, ovvero dell'articolo 5-quater, comma 2, all'organismo non è dovuta alcuna indennità dalla parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato.

  7. Il Ministero della giustizia provvede, nell'ambito delle proprie attività istituzionali, al monitoraggio delle mediazioni concernenti i soggetti esonerati dal pagamento dell'indennità di mediazione.

  8. L'ammontare dell'indennità può essere rideterminato ogni tre anni in relazione alla variazione, accertata dall'Istituto nazionale di statistica, dell'indice dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati, verificatasi nel triennio precedente.

  9. Per l'attuazione delle disposizioni di cui ai commi 1 e 2, è autorizzata la spesa di 5,9 milioni di euro per l'anno 2010, di 7,018 milioni di euro per gli anni dal 2011 al 2022 e di 13,098 milioni di euro a decorrere dall'anno 2023, cui si provvede: a) quanto a 5,9 milioni di euro per l'anno 2010 e 7,018 milioni di euro a decorrere dall'anno 2011 mediante corrispondente riduzione della quota delle risorse del «Fondo unico giustizia» di cui all'articolo 2, comma 7, lettera b) del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181, che, a tale fine, resta acquisita all'entrata del bilancio dello Stato; b) quanto a 6,08 milioni di euro a decorrere dall'anno 2023 mediante corrispondente riduzione del Fondo per l'attuazione della delega per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie, nonché in materia di esecuzione forzata istituito nello Stato di previsione del Ministero della giustizia in attuazione della legge 26 novembre 2021, n. 206.

Art. 18 — Organismi presso i tribunali

  1. I consigli degli ordini degli avvocati possono istituire organismi presso ciascun tribunale, avvalendosi di proprio personale e utilizzando i locali loro messi a disposizione dal presidente del tribunale. Gli organismi presso i tribunali sono iscritti al registro a semplice domanda, nel rispetto dei criteri stabiliti dai decreti di cui all'articolo 16.

Art. 19 — Organismi presso i consigli degli ordini professionali e presso le camere di commercio

  1. I consigli degli ordini professionali possono istituire, per le materie riservate alla loro competenza, previa autorizzazione del Ministero della giustizia, organismi speciali, avvalendosi di proprio personale e utilizzando locali nella propria disponibilità.

  2. Gli organismi di cui al comma 1 e gli organismi istituiti ai sensi dell'articolo 2, comma 4, della legge 29 dicembre 1993, n. 580, dalle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura sono iscritti al registro a semplice domanda, nel rispetto dei criteri stabiliti dai decreti di cui all'articolo 16.

CAPO IV — Disposizioni in materia fiscale e informativa

Art. 20 — Credito d'imposta in favore delle parti e degli organismi di mediazione

  1. Alle parti è riconosciuto, quando è raggiunto l'accordo di conciliazione, un credito d'imposta commisurato all'indennità corrisposta ai sensi dell'articolo 17, commi 3 e 4, fino a concorrenza di euro seicento. Nei casi di cui all'articolo 5, comma 1, e quando la mediazione è demandata dal giudice, alle parti è altresì riconosciuto un credito d'imposta commisurato al compenso corrisposto al proprio avvocato per l'assistenza nella procedura di mediazione, nei limiti previsti dai parametri forensi e fino a concorrenza di euro seicento.

  2. I crediti d'imposta previsti dal comma 1 sono utilizzabili dalla parte nel limite complessivo di euro seicento per procedura e fino ad un importo massimo annuale di euro duemilaquattrocento per le persone fisiche e di euro ventiquattromila per le persone giuridiche. In caso di insuccesso della mediazione i crediti d'imposta sono ridotti della metà.

  3. È riconosciuto un ulteriore credito d'imposta commisurato al contributo unificato versato dalla parte del giudizio estinto a seguito della conclusione di un accordo di conciliazione, nel limite dell'importo versato e fino a concorrenza di euro cinquecentodiciotto.

  4. Agli organismi di mediazione è riconosciuto un credito d'imposta commisurato all'indennità non esigibile dalla parte ammessa al patrocinio a spese dello Stato ai sensi dell'articolo 15-septies, comma 2, fino a un importo massimo annuale di euro ventiquattromila.

  5. Con decreto del Ministro della giustizia, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, da adottare entro sei mesi dall'entrata in vigore delle disposizioni attuative della legge 26 novembre 2021, n. 206, recante delega al Governo per l'efficienza del processo civile e per la revisione della disciplina degli strumenti di risoluzione alternativa delle controversie e misure urgenti di razionalizzazione dei procedimenti in materia di diritti delle persone e delle famiglie nonché in materia di esecuzione forzata, sono stabilite le modalità di riconoscimento dei crediti d'imposta di cui al presente articolo, la documentazione da esibire a corredo della richiesta e i controlli sull'autenticità della stessa, nonché le modalità di trasmissione in via telematica all'Agenzia delle entrate dell'elenco dei beneficiari e dei relativi importi a ciascuno comunicati.

  6. All'onere derivante dall'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo, valutato in euro 51.821.400 annui a decorrere dall'anno 2023, si provvede mediante corrispondente riduzione del Fondo per l'attuazione della delega per l'efficienza del processo civile di cui all'articolo 1, comma 39, della legge 26 novembre 2021, n. 206.

  7. Il Ministero della giustizia provvede annualmente al versamento dell'importo corrispondente all'ammontare delle risorse destinate ai crediti d'imposta sulla contabilità speciale n. 1778 «Agenzia delle entrate — Fondi di bilancio».

Art. 21 — Informazioni al pubblico

  1. Il Ministero della giustizia cura, attraverso il Dipartimento per l'informazione e l'editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri e con i fondi previsti dalla legge 7 giugno 2000, n. 150, la divulgazione al pubblico attraverso apposite campagne pubblicitarie, in particolare via internet, di informazioni sul procedimento di mediazione e sugli organismi abilitati a svolgerlo.

CAPO V — Abrogazioni, coordinamenti e disposizioni transitorie

Art. 22 — Obblighi di segnalazione per la prevenzione del sistema finanziario

  1. All'articolo 10, comma 2, lettera e), del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, dopo il numero 5) è aggiunto il seguente: «5-bis) mediazione, ai sensi dell'articolo 60 della legge 18 giugno 2009, n. 69;».

Art. 23 — Abrogazioni

  1. Sono abrogati gli articoli da 38 a 40 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e i rinvii operati dalla legge a tali articoli si intendono riferiti alle corrispondenti disposizioni del presente decreto.

  2. Restano ferme le disposizioni che prevedono i procedimenti obbligatori di conciliazione e mediazione, comunque denominati, nonché le disposizioni concernenti i procedimenti di conciliazione relativi alle controversie di cui all'articolo 409 del codice di procedura civile. I procedimenti di cui al periodo precedente sono esperiti in luogo di quelli previsti dal presente decreto.

Art. 24 — Disposizioni transitorie (NOTA: articolo dichiarato costituzionalmente illegittimo dalla Corte Costituzionale, sentenza n. 272 del 24 ottobre 2012, pubblicata in G.U. il 12 dicembre 2012, per eccesso di delega legislativa; non più applicabile, riportato qui a soli fini di completezza documentale del testo dell'atto)

  1. Le disposizioni di cui all'articolo 5, comma 1, acquistano efficacia decorsi dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto e si applicano ai processi successivamente iniziati.

Traduzione inglese

UNOFFICIAL TRANSLATION — NOT LEGALLY BINDING. This is a private, non-certified English translation, provided for information purposes only, of Legislative Decree No. 28 of 4 March 2010 (Italy), as currently in force. It has no official status and creates no rights or obligations. In case of any discrepancy, conflict, or doubt, only the original Italian text published in the Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana and available on Normattiva.it is authoritative and legally binding. Users requiring legal certainty must consult a qualified Italian lawyer and the official Italian text.

CHAPTER I — General provisions

Article 1 — Definitions

  1. For the purposes of this legislative decree, the following definitions apply: a) "mediation" means the activity, however named, carried out by an impartial third party and aimed at assisting two or more persons in seeking an amicable agreement for the settlement of a dispute, including through the formulation of a proposal for its resolution; b) "mediator" means the natural person or persons who, individually or jointly, conduct the mediation, remaining in any case without the power to render judgments or decisions binding on the recipients of the service; c) "conciliation" means the settlement of a dispute following the conduct of mediation; d) "body" (organismo) means the public or private entity before which mediation proceedings under this decree may be conducted; e) "register" means the register of bodies established by decree of the Minister of Justice pursuant to Article 16 of this decree, as well as, pending the issuance of that decree, the register of bodies established by decree of the Minister of Justice of 23 July 2004, No. 222.

Article 2 — Disputes subject to mediation

  1. Anyone may have recourse to mediation for the settlement of a civil or commercial dispute concerning disposable rights, in accordance with the provisions of this decree.

  2. This decree does not preclude voluntary and equal-standing negotiations relating to civil and commercial disputes, nor the complaint and conciliation procedures provided for by service charters.

CHAPTER II — Mediation proceedings

Article 3 — Applicable rules and form of acts

  1. Mediation proceedings are governed by the rules of procedure of the body chosen by the parties, in compliance with the provisions of Article 8.

  2. The rules of procedure must in any case guarantee the confidentiality of the proceedings pursuant to Article 9, as well as methods for appointing the mediator that ensure his or her impartiality, independence and fitness for the correct and prompt performance of the assignment.

  3. Acts of the mediation proceedings are not subject to formal requirements.

  4. Mediation may be conducted by electronic means as provided for by the rules of procedure of the body, in compliance with Article 8-bis, and mediation meetings may be conducted by remote audiovisual means, in compliance with Article 8-ter.

Article 4 — Access to mediation

  1. An application for mediation relating to the disputes referred to in Article 2 is filed by one of the parties with a body located within the territorial jurisdiction of the court competent for the dispute. Where more than one application relating to the same dispute is filed, mediation is conducted before the territorially competent body with which the first application was filed. The territorial competence of the body may be derogated from by agreement of the parties. To determine the time of the application, regard is had to the date of filing.

  2. The application for mediation must indicate the body, the parties, the subject matter and the grounds of the claim.

  3. When accepting the retainer, the lawyer is required to inform the client of the possibility of having recourse to the mediation proceedings governed by this decree and of the tax benefits under Articles 17 and 20. The lawyer must also inform the client of the cases in which recourse to mediation is a condition for the admissibility of the judicial claim. The information must be given clearly and in writing. Breach of these information duties renders the contract between the lawyer and the client voidable. The document containing the information is signed by the client and must be attached to the document instituting any subsequent proceedings. A judge who finds that the document has not been attached, if he or she does not proceed under Article 5, paragraph 2, informs the party of the right to request mediation.

Article 5 — Condition for the admissibility of the claim and relationship with court proceedings

  1. A person intending to bring a court action concerning a dispute relating to condominium, rights in rem, division of property, succession, family agreements (patti di famiglia), lease, loan for use, business leasing, compensation for damage arising from medical and healthcare liability and from defamation by means of the press or other means of publicity, insurance, banking and financial contracts, silent partnerships (associazione in partecipazione), consortia, franchising, contracts for work (opera), network contracts, supply contracts, partnerships (società di persone) and subcontracting, must first attempt mediation proceedings under this Chapter.

  2. In the disputes referred to in paragraph 1, having attempted mediation proceedings is a condition for the admissibility of the claim instituting the proceedings. Inadmissibility must be raised by the defendant, on pain of forfeiture, or must be raised by the court of its own motion, no later than the first hearing. Where the court finds that mediation has not been attempted, or has been commenced but not concluded, it sets the next hearing after expiry of the time limit referred to in Article 6. At that hearing, the court ascertains whether the condition for admissibility has been satisfied and, if not, declares the claim inadmissible.

  3. In order to satisfy the condition for admissibility, the parties may also have recourse, for the matters and within the limits regulated therein, to the procedures provided for by: a) Article 128-bis of Legislative Decree No. 385 of 1 September 1993; b) Article 32-ter of Legislative Decree No. 58 of 24 February 1998; c) Article 187.1 of Legislative Decree No. 209 of 7 September 2005; d) Article 2, paragraph 24, letter b), of Law No. 481 of 14 November 1995; d-bis) Article 1, paragraph 11, of Law No. 249 of 31 July 1997.

  4. Where having attempted mediation proceedings is a condition for the admissibility of the judicial claim, the condition is deemed satisfied if the first meeting before the mediator ends without a conciliation agreement.

  5. The conduct of mediation does not in any case preclude the granting of urgent and interim measures, nor the registration (trascrizione) of the judicial claim.

  6. Paragraph 1 and Article 5-quater do not apply: a) to proceedings for an order for payment (procedimento per ingiunzione), including opposition proceedings, until the ruling on any applications for the grant and suspension of provisional enforcement, in accordance with Article 5-bis; b) to proceedings for validation of a notice to vacate premises or eviction, until the change of procedure under Article 667 of the Code of Civil Procedure; c) to proceedings for preliminary technical expert assessment for the purposes of settling the dispute, under Article 696-bis of the Code of Civil Procedure; d) to possessory proceedings, until the measures under Article 703, third paragraph, of the Code of Civil Procedure are issued; e) to opposition proceedings or incidental cognition proceedings relating to enforcement; f) to proceedings in chambers (camera di consiglio); g) to civil actions brought within criminal proceedings; h) to injunctive actions under Article 37 of the Consumer Code, Legislative Decree No. 206 of 6 September 2005.

Article 5-bis — Opposition proceedings against an order for payment

  1. Where the action referred to in Article 5, paragraph 1, has been brought by an application for an order for payment, in the opposition proceedings the burden of filing the application for mediation lies with the party who applied for the order for payment. At the first hearing, the court rules on any applications for the grant and suspension of provisional enforcement, if made, and, having found that the compulsory attempt at mediation has not been undertaken, sets the next hearing after expiry of the time limit referred to in Article 6. At that hearing, if mediation has not been attempted, the court declares inadmissible the judicial claim brought by the application for an order for payment, revokes the order under opposition, and rules on costs.

Article 5-ter — Standing of the condominium administrator in mediation

  1. The administrator of a condominium is entitled to initiate mediation proceedings, to join them and to participate in them. The minutes to which the conciliation agreement or the mediator's settlement proposal is attached must be submitted for approval to the condominium assembly, which must resolve within the time limit set in the agreement or the proposal, with the majorities provided for by Article 1136 of the Civil Code. If approval is not given within that time limit, the conciliation is deemed not to have been concluded.

Article 5-quater — Mediation ordered by the court

  1. The court, including on appeal, up to the point at which the parties' final submissions are made, having assessed the nature of the case, the state of the evidence-taking, the conduct of the parties and any other circumstance, may order, by reasoned order, that mediation proceedings be attempted. In the same order, it sets the next hearing after expiry of the time limit referred to in Article 6.

  2. Mediation ordered by the court is a condition for the admissibility of the judicial claim. Article 5, paragraphs 4, 5 and 6, apply.

  3. At the hearing referred to in paragraph 1, where mediation has not been attempted, the court declares the judicial claim inadmissible.

Article 5-quinquies — Training of judges, assessment of litigation resolved through court-ordered mediation, and cooperation

  1. Judges must pursue their own training and professional development in mediation through attendance at seminars and courses organised by the Higher School of the Judiciary (Scuola superiore della magistratura), including through its decentralised training facilities.

  2. For the purposes of the assessment under Article 11 of Legislative Decree No. 160 of 5 April 2006, attendance at the seminars and courses referred to in paragraph 1, and the number and quality of matters resolved by an order for mediation or by conciliation agreements, constitute, respectively, indicators of the judge's commitment, ability and industriousness.

  3. Orders by which a judge refers parties to mediation, and disputes resolved following such orders, are subject to specific statistical monitoring.

  4. The head of the judicial office may promote, at no new or increased cost to the public finances, collaborative projects with universities, bar councils, mediation bodies, training providers and other professional and trade bodies and associations, in a manner respecting each party's autonomy, in order to encourage recourse to court-ordered mediation and training in mediation.

Article 5-sexies — Mediation arising from a contractual or by-law clause

  1. Where a contract, by-laws or the instrument of incorporation of a public or private entity provide for a mediation clause, having attempted mediation is a condition for the admissibility of the judicial claim. If the attempt at conciliation has not been made, the court or the arbitrator, on the objection of a party raised no later than the first hearing, proceeds in accordance with Article 5, paragraph 2. Article 5, paragraphs 4, 5 and 6, apply.

  2. The application for mediation is filed with the body indicated in the clause, if it is registered, or, failing that, with the body identified in accordance with Article 4, paragraph 1.

Article 6 — Duration

  1. Mediation proceedings last six months, extendable, after they have commenced and before their expiry, subject to paragraph 2, for periods each not exceeding three months.

  2. Where the court proceeds under Article 5, paragraph 2, or Article 5-quater, paragraph 1, mediation proceedings last six months, extendable, after they have commenced and before their expiry, once only, by a further three months.

  3. The time limit for the duration of mediation proceedings is not subject to the summer suspension of terms (sospensione feriale). That time limit, in the case referred to in paragraph 1, runs from the date of filing of the application for mediation and, in the case referred to in paragraph 2, runs from the date of filing of the order by which the court adopts the measures provided for by Article 5, paragraph 2, or Article 5-quater, paragraph 1.

  4. The extension under paragraphs 1 and 2 results from a written agreement of the parties attached to, or apparent from, the mediation record. In the cases referred to in paragraph 2, the parties notify the court of the extension of the time limit by producing in the proceedings the written agreement or the record from which it appears.

Article 7 — Effects on the reasonable duration of proceedings

  1. The period referred to in Article 6, and the period of adjournment ordered by the court under Article 5, paragraph 2, and Article 5-quater, paragraph 1, are not counted for the purposes of Article 2 of Law No. 89 of 24 March 2001 [the "Pinto Law" on compensation for excessive length of proceedings].

Article 8 — Proceedings

  1. Upon the filing of the application for mediation, the person in charge of the body designates a mediator and sets the first meeting between the parties, which must be held not earlier than twenty and not later than forty days after the filing of the application, unless the parties jointly indicate otherwise. The application for mediation, the designation of the mediator, the venue and time of the meeting, the manner in which the procedure is to be conducted, the date of the first meeting and any other useful information are communicated to the parties by the body, by any means suitable to ensure receipt. In disputes requiring specific technical expertise, the body may appoint one or more auxiliary mediators.

  2. From the moment the communication referred to in paragraph 1 comes to the knowledge of the parties, the application for mediation has, as regards limitation periods, the effects of a judicial claim and prevents forfeiture, once only. For this purpose, a party may notify the other party of the application for mediation already filed with the mediation body, without prejudice to the body's obligation to proceed under paragraph 1.

  3. The proceedings are conducted without formal requirements at the seat of the mediation body or at the place indicated by the body's rules of procedure.

  4. The parties participate in the mediation procedure in person. Where there are justified reasons, they may delegate a representative who is aware of the facts and vested with the powers necessary to settle the dispute. Entities other than natural persons participate in the mediation procedure through representatives or delegates who are aware of the facts and vested with the powers necessary to settle the dispute. Where necessary, the mediator asks the parties to state their powers of representation and records this in the minutes.

4-bis. The proxy for participation in the meeting under paragraph 4 is granted by an instrument signed with a non-authenticated signature and containing the details of the grantor's identity document. In the cases referred to in Article 11, paragraph 7, the grantor may grant the proxy with a signature authenticated by a public official authorised for that purpose. The proxy-holder attending the mediation meeting is responsible for presenting and delivering the proxy granted in accordance with this paragraph, together with an uncertified copy of his or her own identity document, for their inclusion in the file of the procedure.

  1. In the cases provided for by Article 5, paragraph 1, and where mediation is ordered by the court, the parties are assisted by their respective lawyers.

  2. At the first meeting, the mediator explains the function and manner of conducting the mediation, and endeavours to help the parties reach a conciliation agreement. The parties and the lawyers assisting them cooperate in good faith and fairly with a view to achieving an effective discussion of the matters in dispute. Minutes of the first meeting are drawn up by the mediator and signed by all participants.

  3. The mediator may make use of experts registered on the rolls of court-appointed experts. The body's rules of procedure must set out the method for calculating and settling the fees payable to experts. When the expert is appointed, the parties may agree that his or her report may be produced in court proceedings, even by way of derogation from Article 9. In that case, the report is assessed in accordance with Article 116, first paragraph, of the Code of Civil Procedure.

Article 8-bis — Mediation by electronic means

  1. Where mediation, with the consent of the parties, is conducted by electronic means, the acts of the proceedings are prepared by the mediator and signed in accordance with this decree, in compliance with the Digital Administration Code, Legislative Decree No. 82 of 7 March 2005.

  2. At the conclusion of the proceedings the mediator prepares an electronic document containing the minutes and any agreement, for signature by the persons required to sign it. The document is signed immediately and returned to the mediator.

  3. The mediator, having received the document referred to in paragraph 2, having verified the affixing, validity and integrity of the signatures, affixes his or her own signature and arranges for it to be filed with the secretariat of the body, which sends it to the parties and their lawyers, if appointed.

  4. The retention and production of the documents of mediation proceedings conducted by electronic means are carried out, by the mediation body, in accordance with Article 43 of Legislative Decree No. 82 of 2005.

Article 8-ter — Mediation meetings by remote audiovisual means

  1. Each party may always request the person in charge of the mediation body to be allowed to participate in meetings by remote audiovisual link.

  2. The audiovisual link systems used for the meetings referred to in paragraph 1 must ensure the simultaneous, effective and mutual audibility and visibility of the persons connected.

  3. Outside the cases governed by Article 8-bis, where the mediator is required to obtain the signatures of participants for acts prepared during a meeting in which one or more parties participate in the manner provided for by this Article, with the consent of all parties, the signatures are affixed in compliance with the Digital Administration Code, Legislative Decree No. 82 of 7 March 2005, and in compliance with Article 8-bis, paragraphs 2 and 3, save as provided in paragraph 4.

  4. If the consent referred to in paragraph 3 is not given, the signatures of all participants are affixed in handwritten (analogue) form before the mediator.

  5. The parties cooperate in good faith and fairly so that acts prepared during a meeting in which one or more parties participate in the manner provided for by this Article are signed without delay.

Article 9 — Duty of confidentiality

  1. Anyone who provides services or performs duties within the body, or who takes part in the mediation proceedings, is bound by the duty of confidentiality with respect to statements made and information obtained during the proceedings.

  2. As regards statements made and information obtained during separate sessions, and save with the consent of the party making the statement or from whom the information originates, the mediator is likewise bound to confidentiality vis-à-vis the other parties.

Article 10 — Inadmissibility as evidence and professional secrecy

  1. Statements made or information obtained during mediation proceedings may not be used in proceedings having the same subject matter, even partially, commenced, resumed or continued after the mediation has failed, save with the consent of the party making the statement or from whom the information originates. No witness evidence is admissible, and no decisive oath may be tendered, as to the content of the statements and information referred to in this paragraph.

  2. The mediator may not be required to testify as to the content of statements made and information obtained in the mediation proceedings, either before the judicial authority or before any other authority. The provisions of Article 200 of the Code of Criminal Procedure apply to the mediator, and the safeguards provided for defence counsel by Article 103 of the Code of Criminal Procedure extend to the mediator, insofar as applicable.

Article 11 — Conclusion of the proceedings

  1. If a conciliation agreement is reached, the mediator draws up minutes to which the text of the agreement is attached. Where no agreement is reached, the mediator records this in the minutes and may formulate a conciliation proposal to be attached to the minutes. In any case, the mediator formulates a conciliation proposal if the parties jointly so request at any time during the proceedings. Before formulating the proposal, the mediator informs the parties of the possible consequences referred to in Article 13.

  2. The conciliation proposal is communicated to the parties in writing. The parties must send the mediator, in writing and within seven days of the communication, or within the longer period indicated by the mediator, their acceptance or rejection of the proposal. In the absence of a reply within that time limit, the proposal is deemed rejected. Save as otherwise agreed by the parties, the proposal may not contain any reference to statements made or information obtained during the proceedings.

  3. The conciliation agreement must indicate its value.

  4. The final minutes of the mediation, to which any agreement is attached, are signed by the parties, by their lawyers and by the other participants in the procedure, as well as by the mediator, who — subject to Article 8-bis — certifies the authenticity of the parties' signatures or their inability to sign and, without delay, arranges for it to be filed with the secretariat of the body. In the minutes the mediator records the presence of those who took part in the meetings and of the parties who, although duly invited, remained absent.

4-bis. Where mediation is concluded without conciliation, the judicial claim must be brought within the same limitation period referred to in Article 8, paragraph 2, running from the filing of the final mediation minutes with the secretariat of the body.

  1. Save as provided in Article 8-bis, the minutes in analogue (paper) form, and any agreement attached to them, are drawn up in as many originals as there are parties participating in the mediation, plus one original to be filed with the body.

  2. Copies of the minutes and of any agreement attached thereto, filed with the secretariat of the body, are issued to parties who request them. The body is required to keep copies of the documents of the proceedings handled for at least three years from the date of their conclusion.

  3. If, by the agreement, the parties conclude one of the contracts or perform one of the acts referred to in Article 2643 of the Civil Code, in order to proceed with its registration (trascrizione) the signature on the conciliation agreement must be authenticated by a public official authorised for that purpose. The agreement reached, including following the mediator's proposal, may provide for the payment of a sum of money for each breach or non-compliance with the obligations laid down, or for delay in performing them.

Article 11-bis — Conciliation agreement signed by public administrations

  1. Article 1, paragraph 1.1, of Law No. 20 of 14 January 1994, applies to representatives of public administrations, as referred to in Article 1, paragraph 2, of Legislative Decree No. 165 of 30 March 2001, who sign a conciliation agreement.

Article 12 — Enforceability and enforcement

  1. Where all parties joining the mediation are assisted by lawyers, an agreement signed by the parties and by those lawyers, including by the means referred to in Article 8-bis, constitutes an enforceable title for compulsory expropriation, enforcement for delivery and release of property, enforcement of obligations to do or not to do, and for the registration of a judicial mortgage. The lawyers certify and attest the agreement's compliance with mandatory rules and public policy. The agreement referred to in this paragraph must be fully reproduced in the enforcement notice (precetto) pursuant to Article 480, second paragraph, of the Code of Civil Procedure. The lawyer certifies that the copy of the agreement transmitted electronically to the bailiff conforms to the original, pursuant to Articles 196-decies and 196-undecies of Royal Decree No. 1368 of 18 December 1941, containing provisions for the implementation of the Code of Civil Procedure and transitional provisions.

1-bis. Where the parties joining the mediation are not all assisted by lawyers, the agreement attached to the minutes is approved (omologato), on application by a party, by decree of the president of the tribunal of the place where the mediation body before which the agreement was reached has its seat, following verification of its formal regularity and of compliance with mandatory rules and public policy.

1-ter. In cross-border disputes referred to in Article 2 of Directive 2008/52/EC of the European Parliament and of the Council of 21 May 2008, the agreement attached to the minutes is approved, on application by a party, in accordance with paragraph 1-bis.

  1. Upon approval, the agreement constitutes an enforceable title for compulsory expropriation, for enforcement in specific form, and for the registration of a judicial mortgage.

Article 12-bis — Procedural consequences of failure to participate in mediation proceedings

  1. From a party's failure, without justified reason, to participate in the first meeting of the mediation proceedings, the court may draw evidentiary inferences in the subsequent proceedings pursuant to Article 116, second paragraph, of the Code of Civil Procedure.

  2. Where mediation is a condition for admissibility, the court orders the appearing party that failed, without justified reason, to participate in the first meeting to pay into the State budget a sum equal to twice the unified court fee (contributo unificato) due for the proceedings.

  3. In the cases referred to in paragraph 2, in the order concluding the proceedings, the court, if requested, may also order the losing party who failed to participate in the first mediation meeting to pay the other party a sum, equitably determined, not exceeding the costs of the proceedings accrued after the conclusion of the mediation proceedings.

  4. Where the court makes an order under paragraph 2, it transmits a copy of the order made against one of the public administrations referred to in Article 1, paragraph 2, of Legislative Decree No. 165 of 30 March 2001, to the public prosecutor at the judicial section of the Court of Auditors (Corte dei conti), and a copy of the order made against one of the supervised entities to the competent supervisory authority.

Article 13 — Costs of proceedings in the event of rejection of the conciliation proposal

  1. Where the decision concluding the proceedings corresponds entirely to the content of the proposal, the court excludes recovery of the costs incurred, relating to the period following the formulation of the proposal, by the successful party who rejected the proposal, and orders that party to reimburse the costs incurred by the unsuccessful party relating to the same period, as well as to pay into the State budget a further sum equal to the unified court fee due. Articles 92 and 96, first, second and third paragraphs, of the Code of Civil Procedure remain applicable. The provisions of this paragraph also apply to the costs of the fee paid to the mediator and of the fee due to the expert referred to in Article 8, paragraph 4.

  2. Where the decision concluding the proceedings does not correspond entirely to the content of the proposal, the court, if serious and exceptional reasons exist, may nonetheless exclude recovery of the costs incurred by the successful party for the fee paid to the mediator and for the fee due to the expert referred to in Article 8, paragraph 4. The court must explicitly state, in its reasoning, the grounds for its decision on costs under the preceding sentence.

  3. Save as otherwise agreed, the provisions of paragraphs 1 and 2 do not apply to arbitration proceedings.

Article 14 — Obligations of the mediator

  1. The mediator and his or her assistants are prohibited from assuming rights or obligations connected, directly or indirectly, with the matters dealt with, except those strictly inherent in the performance of their work or service; they are prohibited from receiving payment directly from the parties.

  2. The mediator is also required to: a) sign, for each matter for which he or she is designated, a declaration of independence and impartiality in accordance with the forms provided for by the applicable rules of procedure, as well as any further undertakings that those rules may provide; b) immediately notify the person in charge of the body and the parties of all circumstances arising during the procedure that are liable to affect his or her independence and impartiality; c) formulate conciliation proposals in compliance with the limits of public policy and mandatory rules; d) comply promptly with every organisational request of the person in charge of the body.

  3. On application by a party, the person in charge of the body arranges, where appropriate, for the replacement of the mediator.

Article 15 — Mediation in class actions

  1. Where the class action provided for by Article 840-bis of the Code of Civil Procedure is brought, a conciliation occurring after expiry of the time limit for opting in also takes effect with respect to those who opted in and who have expressly consented to it.

CHAPTER II-BIS — Provisions on legal aid at the expense of the State in civil and commercial mediation

Article 15-bis — Establishment of legal aid and scope of application

  1. Subject to the conditions laid down in this Chapter, legal aid at the expense of the State for the assistance of a lawyer in mediation proceedings in the cases referred to in Article 5, paragraph 1, is guaranteed to an Italian citizen without sufficient means, if a conciliation agreement is reached. Legal aid at the expense of the State is likewise guaranteed to a foreign national lawfully resident in Italian territory at the time the relationship or the fact that is the subject of the mediation proceedings arose, to a stateless person, and to non-profit entities or associations that do not carry on an economic activity.

  2. Admission to legal aid is excluded in disputes concerning the assignment of claims or rights belonging to others, except where the assignment clearly appears to have been made in payment of pre-existing claims or rights.

Article 15-ter — Income conditions for admission

  1. A person may be admitted to legal aid whose taxable income for personal income tax purposes, as shown in the most recent tax return, does not exceed the amount indicated in Articles 76 and 77 of the consolidated text of legislative and regulatory provisions on legal costs, approved by Decree of the President of the Republic No. 115 of 30 May 2002.

Article 15-quater — Application for advance admission

  1. A person meeting the conditions set out in Article 15-ter may apply to be admitted to legal aid at the expense of the State in order to bring an application for mediation or to participate in the related proceedings, in the cases referred to in Article 5, paragraph 1.

  2. The application for admission, on pain of inadmissibility, is drawn up and signed in accordance with Article 78, paragraph 2, and Article 79, paragraph 1, letters b), c) and d), of Decree of the President of the Republic No. 115 of 2002, and must contain the statements of fact and law useful for assessing that the claim to be asserted is not manifestly unfounded.

  3. As regards income earned abroad, a national of a State not belonging to the European Union or a stateless person must, on pain of inadmissibility, accompany the application for admission with a certificate from the competent consular authority attesting the truthfulness of what is stated therein. Where it is impossible to produce such a certificate, the application must be accompanied by a declaration in lieu of certification, drawn up pursuant to Article 47 of Decree of the President of the Republic No. 445 of 28 December 2000.

Article 15-quinquies — Body competent to receive the application for advance admission and appointment of the lawyer

  1. The application for advance admission is submitted, either in person or by registered letter or by certified electronic mail or by another qualified certified electronic delivery service, by the person concerned or by the lawyer who has authenticated his or her signature, to the bar council (consiglio dell'ordine degli avvocati) of the place where the competent mediation body, identified in accordance with Article 4, paragraph 1, has its seat.

1-bis. If the bar council competent to rule on advance admission so requests, the person concerned is required, on pain of inadmissibility of the application, to produce the documentation necessary to establish the truthfulness of what is stated therein.

  1. Within twenty days of the submission of the application for admission, the bar council, having verified its admissibility, admits the person concerned to legal aid on an advance and provisional basis, and gives immediate notice thereof.

2-bis. A copy of the act by which the bar council grants the application for advance admission is transmitted to the competent tax office for the verifications provided for by Article 127 of the consolidated text of legislative and regulatory provisions on legal costs, approved by Decree of the President of the Republic No. 115 of 30 May 2002.

  1. A person admitted to legal aid may appoint a lawyer chosen from those registered on the lists of lawyers for legal aid at the expense of the State.

3-bis. Where the lawyer appointed by the person concerned is registered on a list of a court of appeal district other than that in which the competent mediation body under Article 4, paragraph 1, has its seat, travel expenses and allowances provided for by the forensic tariff parameters are not due.

Article 15-sexies — Appeal against rejection of the application for advance admission

  1. Against rejection of the application for advance admission, the person concerned may lodge an appeal, within twenty days of notification, before the president of the tribunal of the place where the bar council that adopted the decision has its seat. Article 99, paragraphs 2, 3 and 4, of Decree of the President of the Republic No. 115 of 2002, applies.

Article 15-septies — Effects of advance admission and its confirmation

  1. Advance admission to legal aid is valid for the entire mediation proceedings.

  2. The fees referred to in Article 17, paragraphs 3 and 4, are not due from a party admitted to legal aid on an advance basis.

  3. Where a conciliation agreement is reached, admission is confirmed, on application by the lawyer, by the bar council that resolved on the advance admission, by affixing a certificate of appropriateness (visto di congruità) on the fee note.

  4. The application for confirmation indicates the amount of the fee requested by the lawyer and is accompanied by the conciliation agreement. The bar council, having verified the completeness of the documentation and the appropriateness of the fee by reference to the value of the agreement indicated pursuant to Article 11, paragraph 3, confirms the admission and transmits a copy of the endorsed fee note to the competent office of the Ministry of Justice, so that it may carry out any verifications considered necessary, and to the mediation body. If the Ministry so requests, the person concerned is required, on pain of inadmissibility of the application, to produce the documentation necessary to establish the truthfulness of what is stated therein.

  5. The lawyer may not request or receive from his or her client any fees or reimbursements of any kind other than those provided for by this Chapter. Any agreement to the contrary is void, and Article 85, paragraph 3, of Decree of the President of the Republic No. 115 of 2002, applies.

Article 15-octies — Determination, assessment and payment of the lawyer's fee and expenses

  1. By decree of the Minister of Justice, adopted jointly with the Minister of Economy and Finance, within six months of the entry into force of the implementing provisions of Law No. 206 of 26 November 2021, the amounts due to the lawyer of a party admitted to legal aid at the expense of the State, by way of fee and expenses, are established. The same decree establishes the methods of assessment and payment, including by recognition of a tax credit or by set-off, of the amounts determined under this Article, as well as the manner and content of the relevant application and the applicable controls, including as to authenticity.

Article 15-novies — Revocation of the admission order and appeal against the related decree

  1. The absence of the requirements for admission under Article 15-ter, however ascertained, including as a result of the controls referred to in Article 15-decies, paragraph 2, is communicated to the bar council that resolved on the admission.

  2. Subsequent changes in income conditions that exclude admission to legal aid must be immediately communicated by the admitted party or by his or her lawyer to the bar council that resolved on the advance admission.

  3. Having received the communications provided for by paragraphs 1 and 2, the bar council, having carried out any verifications considered necessary, revokes the admission and gives notice thereof to the person concerned, to the lawyer and to the mediation body.

  4. Against the revocation order, the person concerned may lodge an appeal, within twenty days of notification, before the president of the tribunal of the place where the bar council that adopted it has its seat. Article 99, paragraphs 2, 3 and 4, of Decree of the President of the Republic No. 115 of 2002, applies.

Article 15-decies — Penalties and controls by the Financial Police (Guardia di Finanza)

  1. Anyone who, in order to obtain or maintain admission to legal aid at the expense of the State, submits the application for admission accompanied by a declaration in lieu of certification falsely attesting the existence of the required income conditions, is punished pursuant to Article 125, paragraph 1, of Decree of the President of the Republic No. 115 of 2002.

  2. Article 88 of Decree of the President of the Republic No. 115 of 30 May 2002, applies.

Article 15-undecies — Financial provisions

  1. The cost arising from implementation of the provisions of this Chapter, estimated at €2,082,780 per year from 2023, is met by a corresponding reduction of the Fund for implementing the delegation for the efficiency of civil proceedings referred to in Article 1, paragraph 39, of Law No. 206 of 26 November 2021.

CHAPTER III — Mediation bodies and training providers

Article 16 — Mediation bodies and register. List of trainers

  1. Public or private entities that provide guarantees of seriousness and efficiency are authorised to establish bodies entrusted, on application by the interested party, with conducting mediation proceedings in the matters referred to in Article 2 of this decree. Bodies must be registered on the register.

1-bis. For the purposes of the authorisation referred to in paragraph 1 and its maintenance, the following constitute requirements of seriousness: a) the good repute of the members, administrators, persons in charge and mediators of the bodies; b) the provision, in the corporate purpose or associative aim, for the exclusive provision of mediation, conciliation or alternative dispute resolution services and of training in the same fields; c) the body's undertaking not to provide mediation, conciliation and alternative dispute resolution services where it has an interest in the dispute.

1-ter. For the purposes of paragraph 1, the following constitute requirements of efficiency of the body: the adequacy of its organisation, its financial capacity, the quality of the service, organisational, administrative and accounting transparency, and the professional qualification of the person in charge of the body and of the mediators.

  1. The establishment of the register and its review, the registration, suspension and cancellation of registrants, the creation of separate sections of the register for matters requiring specific expertise, including in consumer and international matters, as well as the determination of the fees due to bodies, are governed by specific decrees of the Minister of Justice, adopted jointly, as regards consumer matters, with the Minister of Economic Development. Pending the adoption of such decrees, the provisions of the decrees of the Minister of Justice No. 222 of 23 July 2004 and No. 223 of 23 July 2004 apply, insofar as compatible. Until the same date, the out-of-court settlement bodies provided for by Article 141 of the Consumer Code, Legislative Decree No. 206 of 6 September 2005, and subsequent amendments, comply with those provisions.

  2. The body, together with its application for registration on the register, files with the Ministry of Justice its own rules of procedure and code of ethics, notifying any subsequent change. The rules of procedure must set out, without prejudice to the provisions of this decree, any electronic procedures used by the body, so as to ensure the security of communications and respect for the confidentiality of data. The rules of procedure must have attached to them the tables of fees due to bodies established by private entities, and the related calculation criteria, submitted for approval under Article 17. For the purposes of registration on the register, the Ministry of Justice assesses the adequacy of the rules of procedure.

  3. Supervision of the register is exercised by the Ministry of Justice and, as regards the section for consumer matters referred to in paragraph 2, also by the Ministry of Economic Development.

4-bis. Lawyers registered on the bar roll are mediators by operation of law. Lawyers registered with mediation bodies must be adequately trained in mediation and must maintain their preparation through theoretical and practical refresher programmes to that end, in compliance with Article 62 of the forensic code of ethics. Implementation of this provision must not give rise to new or increased costs to the public finances.

  1. A list of mediation trainers is established at the Ministry of Justice by ministerial decree. The decree, in accordance with Article 16-bis, establishes the criteria for registration, suspension and cancellation of registrants, and for the conduct of training activity, so as to ensure high standards of mediator training. The same decree establishes the date from which participation in the training activity referred to in this paragraph constitutes a professional qualification requirement for the mediator.

  2. The establishment and maintenance of the register and of the list of trainers are carried out within the existing human, financial and instrumental resources available under current legislation at the Ministry of Justice and at the Ministry of Economic Development, for the respective areas of competence, and, in any case, without new or increased costs to the State budget.

Article 16-bis — Training providers

  1. Public or private entities that provide guarantees of seriousness and efficiency, as defined by Article 16, paragraphs 1-bis and 1-ter, are authorised to register on the list of training providers in mediation.

  2. For the purposes of paragraph 1, the training provider must also appoint a scientific director of recognised standing and experience in mediation, conciliation or alternative dispute resolution, who ensures the quality of the training provided by the entity, the completeness, adequacy and updating of the training programme offered, and the competence and experience of the trainers, including experience gained abroad. The scientific director periodically communicates the training programme and the names of the chosen trainers to the Ministry of Justice, in accordance with the decree referred to in Article 16, paragraph 2.

  3. The decree referred to in Article 16, paragraph 2, also establishes the qualification requirements for mediators and trainers necessary for registration on, and maintenance of registration on, the respective lists.

Article 17 — Resources, tax treatment and fees

  1. All acts, documents and measures relating to mediation proceedings are exempt from stamp duty and from any expense, tax or charge of any kind or nature.

  2. The minutes containing the conciliation agreement are exempt from registration tax up to a value of one hundred thousand euros; beyond that amount, the tax is due on the excess.

  3. Each party, when filing the application for mediation or upon joining it, pays the body, in addition to documented expenses, an amount by way of fee comprising the start-up costs and the mediation costs for the conduct of the first meeting. Where mediation is concluded without agreement at the first meeting, the parties are not required to pay any further amounts.

  4. The body's rules of procedure indicate the further mediation costs due from the parties for the conclusion of the conciliation agreement and for meetings after the first.

  5. The decree referred to in Article 16, paragraph 2, determines: a) the minimum and maximum amount of the fees due to public bodies, the method of calculation, and the arrangements for apportionment between the parties; b) the criteria for approving the fee tables proposed by bodies established by private entities; c) the amounts due by way of fee for start-up costs and for the mediation costs of the first meeting; d) the maximum surcharges on the fee due, not exceeding 25 per cent, where mediation is successful; e) the minimum reductions in the fees due where mediation is a condition for admissibility under Article 5, paragraph 1, or is ordered by the court; f) the criteria for determining the value of the conciliation agreement under Article 11, paragraph 3.

  6. Where mediation is a condition for the admissibility of the judicial claim under Article 5, paragraph 1, or Article 5-quater, paragraph 2, no fee is due to the body from a party admitted to legal aid at the expense of the State.

  7. The Ministry of Justice, in the exercise of its institutional activities, monitors mediations concerning persons exempted from payment of the mediation fee.

  8. The amount of the fee may be redetermined every three years in relation to the change, ascertained by the National Institute of Statistics, in the consumer price index for households of blue-collar and white-collar workers occurring in the preceding three years.

  9. To implement the provisions of paragraphs 1 and 2, expenditure of €5.9 million is authorised for 2010, of €7.018 million for the years from 2011 to 2022, and of €13.098 million from 2023, funded as follows: a) €5.9 million for 2010 and €7.018 million from 2011 by a corresponding reduction of the share of the resources of the "Single Justice Fund" (Fondo unico giustizia) referred to in Article 2, paragraph 7, letter b), of Decree-Law No. 143 of 16 September 2008, converted, with amendments, by Law No. 181 of 13 November 2008, which, for this purpose, remains credited to State budget revenue; b) €6.08 million from 2023 by a corresponding reduction of the Fund for implementing the delegation for the efficiency of civil proceedings and for the revision of alternative dispute resolution instruments and urgent measures for streamlining proceedings concerning the rights of persons and families and enforcement proceedings, established in the forecast estimates of the Ministry of Justice pursuant to Law No. 206 of 26 November 2021.

Article 18 — Bodies established at tribunals

  1. Bar councils may establish bodies at each tribunal, using their own staff and premises made available to them by the president of the tribunal. Bodies established at tribunals are registered on the register upon simple application, in compliance with the criteria laid down by the decrees referred to in Article 16.

Article 19 — Bodies established by professional bodies and chambers of commerce

  1. Professional bodies (consigli degli ordini professionali) may establish, for matters within their exclusive competence and subject to prior authorisation of the Ministry of Justice, special bodies, using their own staff and premises at their disposal.

  2. The bodies referred to in paragraph 1, and the bodies established under Article 2, paragraph 4, of Law No. 580 of 29 December 1993, by chambers of commerce, industry, crafts and agriculture, are registered on the register upon simple application, in compliance with the criteria laid down by the decrees referred to in Article 16.

CHAPTER IV — Tax and public-information provisions

Article 20 — Tax credit for the parties and for mediation bodies

  1. Where a conciliation agreement is reached, the parties are granted a tax credit calculated by reference to the fee paid under Article 17, paragraphs 3 and 4, up to a maximum of €600. In the cases referred to in Article 5, paragraph 1, and where mediation is ordered by the court, the parties are also granted a tax credit calculated by reference to the fee paid to their own lawyer for assistance in the mediation procedure, within the limits provided for by the forensic tariff parameters and up to a maximum of €600.

  2. The tax credits provided for by paragraph 1 may be used by a party up to an overall limit of €600 per procedure and up to a maximum annual amount of €2,400 for natural persons and €24,000 for legal persons. Where mediation is unsuccessful, the tax credits are reduced by half.

  3. A further tax credit is granted, calculated by reference to the unified court fee paid by the party in proceedings discontinued following the conclusion of a conciliation agreement, within the limit of the amount paid and up to a maximum of €518.

  4. Mediation bodies are granted a tax credit calculated by reference to the fee that cannot be claimed from a party admitted to legal aid at the expense of the State pursuant to Article 15-septies, paragraph 2, up to a maximum annual amount of €24,000.

  5. By decree of the Minister of Justice, adopted jointly with the Minister of Economy and Finance, to be issued within six months of the entry into force of the implementing provisions of Law No. 206 of 26 November 2021, containing a delegation to the Government for the efficiency of civil proceedings and for the revision of alternative dispute resolution instruments and urgent measures for streamlining proceedings concerning the rights of persons and families and enforcement proceedings, the arrangements for granting the tax credits under this Article are established, together with the documentation to be produced in support of the request and the controls on its authenticity, as well as the arrangements for the electronic transmission to the Revenue Agency of the list of beneficiaries and the respective amounts notified to each.

  6. The cost arising from implementation of this Article, estimated at €51,821,400 per year from 2023, is met by a corresponding reduction of the Fund for implementing the delegation for the efficiency of civil proceedings referred to in Article 1, paragraph 39, of Law No. 206 of 26 November 2021.

  7. The Ministry of Justice annually pays the amount corresponding to the resources allocated to the tax credits into special account No. 1778 "Revenue Agency — Budget Funds".

Article 21 — Public information

  1. The Ministry of Justice, through the Department for Information and Publishing of the Presidency of the Council of Ministers and with the funds provided for by Law No. 150 of 7 June 2000, arranges for public dissemination, through dedicated publicity campaigns, in particular via the internet, of information on mediation proceedings and on the bodies authorised to conduct them.

CHAPTER V — Repeals, coordination and transitional provisions

Article 22 — Reporting obligations for the prevention of the financial system's misuse

  1. In Article 10, paragraph 2, letter e), of Legislative Decree No. 231 of 21 November 2007, after number 5) the following is added: "5-bis) mediation, pursuant to Article 60 of Law No. 69 of 18 June 2009;".

Article 23 — Repeals

  1. Articles 38 to 40 of Legislative Decree No. 5 of 17 January 2003 are repealed, and references made by law to those articles are deemed to refer to the corresponding provisions of this decree.

  2. The provisions establishing compulsory conciliation and mediation proceedings, however named, remain unaffected, as do the provisions concerning conciliation proceedings relating to the disputes referred to in Article 409 of the Code of Civil Procedure. The proceedings referred to in the preceding sentence are conducted in place of those provided for by this decree.

Article 24 — Transitional provisions (NOTE: this Article was declared unconstitutional by the Constitutional Court, judgment No. 272 of 24 October 2012, published in the Official Gazette on 12 December 2012, for exceeding the scope of the legislative delegation; it is no longer applicable and is reproduced here solely for the sake of documentary completeness of the text of the decree)

  1. The provisions of Article 5, paragraph 1, take effect twelve months after the entry into force of this decree and apply to proceedings commenced thereafter.

Traduzione francese

TRADUCTION NON OFFICIELLE — SANS VALEUR JURIDIQUE CONTRAIGNANTE. Il s'agit d'une traduction française privée et non certifiée, fournie à titre purement informatif, du décret législatif italien n° 28 du 4 mars 2010, dans sa version actuellement en vigueur. Elle n'a aucun caractère officiel et ne crée aucun droit ni obligation. En cas de divergence, de contradiction ou de doute, seul le texte original italien publié à la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana et disponible sur Normattiva.it fait foi et a valeur juridique contraignante. Toute personne ayant besoin d'une certitude juridique doit consulter un avocat italien qualifié et le texte officiel italien.

CHAPITRE I — Dispositions générales

Article 1er — Définitions

  1. Aux fins du présent décret législatif, on entend par : a) « médiation » : l'activité, quelle que soit sa dénomination, exercée par un tiers impartial et visant à aider deux ou plusieurs personnes à rechercher un accord amiable pour le règlement d'un litige, y compris par la formulation d'une proposition de résolution de celui-ci ; b) « médiateur » : la ou les personnes physiques qui, individuellement ou collégialement, exercent la médiation, sans jamais disposer du pouvoir de rendre des jugements ou des décisions contraignants pour les destinataires du service ; c) « conciliation » : le règlement d'un litige à la suite du déroulement de la médiation ; d) « organisme » : l'entité publique ou privée auprès de laquelle peut se dérouler la procédure de médiation au sens du présent décret ; e) « registre » : le registre des organismes institué par décret du ministre de la Justice en application de l'article 16 du présent décret, ainsi que, jusqu'à l'adoption de ce décret, le registre des organismes institué par le décret du ministre de la Justice du 23 juillet 2004, n° 222.

Article 2 — Litiges relevant de la médiation

  1. Toute personne peut avoir recours à la médiation pour le règlement d'un litige civil ou commercial portant sur des droits disponibles, conformément aux dispositions du présent décret.

  2. Le présent décret ne fait pas obstacle aux négociations volontaires et paritaires relatives aux litiges civils et commerciaux, ni aux procédures de réclamation et de conciliation prévues par les chartes des services.

CHAPITRE II — De la procédure de médiation

Article 3 — Règles applicables et forme des actes

  1. La procédure de médiation est régie par le règlement de l'organisme choisi par les parties, dans le respect des dispositions de l'article 8.

  2. Le règlement doit en tout état de cause garantir la confidentialité de la procédure au sens de l'article 9, ainsi que des modalités de désignation du médiateur assurant son impartialité, son indépendance et son aptitude à l'exécution correcte et diligente de sa mission.

  3. Les actes de la procédure de médiation ne sont soumis à aucune formalité.

  4. La médiation peut se dérouler selon des modalités télématiques prévues par le règlement de l'organisme, dans le respect de l'article 8-bis, et les réunions de médiation peuvent se dérouler par des moyens audiovisuels à distance, dans le respect de l'article 8-ter.

Article 4 — Accès à la médiation

  1. La demande de médiation relative aux litiges visés à l'article 2 est déposée par l'une des parties auprès d'un organisme du ressort territorial du juge compétent pour le litige. En cas de pluralité de demandes relatives au même litige, la médiation se déroule devant l'organisme territorialement compétent auprès duquel la première demande a été présentée. La compétence territoriale de l'organisme peut être dérogée par accord des parties. Pour déterminer la date de la demande, il est tenu compte de la date du dépôt.

  2. La demande de médiation doit indiquer l'organisme, les parties, l'objet et les motifs de la prétention.

  3. Lors de la constitution du mandat, l'avocat est tenu d'informer son client de la possibilité de recourir à la procédure de médiation régie par le présent décret et des avantages fiscaux prévus aux articles 17 et 20. L'avocat informe également son client des cas dans lesquels le recours à la médiation constitue une condition de recevabilité de la demande judiciaire. L'information doit être fournie clairement et par écrit. En cas de manquement aux obligations d'information, le contrat entre l'avocat et son client est annulable. Le document contenant l'information est signé par le client et doit être annexé à l'acte introductif de l'éventuelle instance. Le juge qui constate l'absence d'annexion du document, s'il ne statue pas conformément à l'article 5, alinéa 2, informe la partie de la faculté de demander la médiation.

Article 5 — Condition de recevabilité et rapports avec le procès

  1. Quiconque entend exercer en justice une action relative à un litige en matière de copropriété, de droits réels, de partage, de successions, de pactes de famille (patti di famiglia), de bail, de commodat, de location d'entreprises, de réparation du dommage résultant de la responsabilité médicale et sanitaire et de la diffamation par voie de presse ou par tout autre moyen de publicité, de contrats d'assurance, bancaires et financiers, d'association en participation, de consortium, de franchise, de contrat d'entreprise (opera), de contrat de réseau, de fourniture, de sociétés de personnes et de sous-traitance, est tenu de tenter préalablement la procédure de médiation au sens du présent chapitre.

  2. Dans les litiges visés à l'alinéa 1, le recours à la procédure de médiation constitue une condition de recevabilité de la demande introductive d'instance. L'irrecevabilité est soulevée par le défendeur, à peine de forclusion, ou relevée d'office par le juge, au plus tard à la première audience. Lorsque le juge constate que la médiation n'a pas été tentée, ou a été engagée mais non conclue, il fixe l'audience suivante après l'expiration du délai visé à l'article 6. À cette audience, le juge vérifie si la condition de recevabilité a été satisfaite et, à défaut, déclare la demande judiciaire irrecevable.

  3. Pour satisfaire à la condition de recevabilité, les parties peuvent également recourir, pour les matières et dans les limites qui y sont réglementées, aux procédures prévues : a) par l'article 128-bis du décret législatif n° 385 du 1er septembre 1993 ; b) par l'article 32-ter du décret législatif n° 58 du 24 février 1998 ; c) par l'article 187.1 du décret législatif n° 209 du 7 septembre 2005 ; d) par l'article 2, alinéa 24, lettre b), de la loi n° 481 du 14 novembre 1995 ; d-bis) par l'article 1er, alinéa 11, de la loi n° 249 du 31 juillet 1997.

  4. Lorsque le recours à la procédure de médiation constitue une condition de recevabilité de la demande judiciaire, la condition est réputée satisfaite si la première réunion devant le médiateur se termine sans accord de conciliation.

  5. Le déroulement de la médiation ne fait en aucun cas obstacle à l'octroi de mesures urgentes et conservatoires, ni à la transcription de la demande judiciaire.

  6. L'alinéa 1 et l'article 5-quater ne s'appliquent pas : a) aux procédures d'injonction, y compris l'opposition, jusqu'au prononcé sur les demandes d'octroi et de suspension de l'exécution provisoire, conformément à l'article 5-bis ; b) aux procédures de validation de congé ou d'expulsion, jusqu'au changement de rite visé à l'article 667 du code de procédure civile ; c) aux procédures d'expertise technique préventive aux fins du règlement du litige, visées à l'article 696-bis du code de procédure civile ; d) aux procédures possessoires, jusqu'au prononcé des mesures visées à l'article 703, troisième alinéa, du code de procédure civile ; e) aux procédures d'opposition ou incidentes de connaissance relatives à l'exécution forcée ; f) aux procédures en chambre du conseil ; g) à l'action civile exercée dans le procès pénal ; h) à l'action en cessation visée à l'article 37 du code de la consommation, décret législatif n° 206 du 6 septembre 2005.

Article 5-bis — Procédure d'opposition à une injonction de payer

  1. Lorsque l'action visée à l'article 5, alinéa 1, a été introduite par une requête en injonction de payer, dans la procédure d'opposition, la charge de présenter la demande de médiation incombe à la partie qui a formé la requête en injonction de payer. À la première audience, le juge statue sur les demandes d'octroi et de suspension de l'exécution provisoire, si elles sont formulées et, ayant constaté que la tentative obligatoire de médiation n'a pas été effectuée, fixe l'audience suivante après l'expiration du délai visé à l'article 6. À cette audience, si la médiation n'a pas été tentée, il déclare irrecevable la demande judiciaire formée par la requête en injonction de payer, révoque l'ordonnance faisant l'objet de l'opposition et statue sur les dépens.

Article 5-ter — Qualité pour agir en médiation du syndic de copropriété

  1. Le syndic de la copropriété a qualité pour engager une procédure de médiation, y adhérer et y participer. Le procès-verbal auquel est annexé l'accord de conciliation ou la proposition de conciliation du médiateur est soumis à l'approbation de l'assemblée des copropriétaires, qui délibère dans le délai fixé dans l'accord ou la proposition, aux majorités prévues à l'article 1136 du code civil. En l'absence d'approbation dans ce délai, la conciliation est réputée non conclue.

Article 5-quater — Médiation ordonnée par le juge

  1. Le juge, y compris en instance d'appel, jusqu'au moment de la fixation des conclusions, ayant évalué la nature de l'affaire, l'état de l'instruction, le comportement des parties et toute autre circonstance, peut ordonner, par ordonnance motivée, le recours à une procédure de médiation. Par la même ordonnance, il fixe l'audience suivante après l'expiration du délai visé à l'article 6.

  2. La médiation ordonnée par le juge constitue une condition de recevabilité de la demande judiciaire. L'article 5, alinéas 4, 5 et 6, s'applique.

  3. À l'audience visée à l'alinéa 1, lorsque la médiation n'a pas été tentée, le juge déclare la demande judiciaire irrecevable.

Article 5-quinquies — Formation du magistrat, évaluation du contentieux réglé par médiation ordonnée par le juge, et coopération

  1. Le magistrat assure sa propre formation et son perfectionnement en matière de médiation par la participation à des séminaires et des stages, organisés par l'École supérieure de la magistrature, y compris par l'intermédiaire des structures pédagogiques de formation décentralisée.

  2. Aux fins de l'évaluation visée à l'article 11 du décret législatif n° 160 du 5 avril 2006, la participation aux séminaires et stages visés à l'alinéa 1, le nombre et la qualité des affaires réglées par ordonnance de médiation ou par des accords de conciliation constituent, respectivement, des indicateurs de l'engagement, de la capacité et de l'assiduité du magistrat.

  3. Les ordonnances par lesquelles le magistrat renvoie les parties en médiation, ainsi que les litiges réglés à la suite de leur adoption, font l'objet d'un suivi statistique spécifique.

  4. Le chef de la juridiction peut promouvoir, sans charge nouvelle ou accrue pour les finances publiques, des projets de collaboration avec les universités, les ordres des avocats, les organismes de médiation, les organismes de formation et d'autres organismes et associations professionnelles et de catégorie, dans le respect de l'autonomie réciproque, afin de favoriser le recours à la médiation ordonnée par le juge et la formation en matière de médiation.

Article 5-sexies — Médiation résultant d'une clause contractuelle ou statutaire

  1. Lorsque le contrat, les statuts ou l'acte constitutif de l'entité publique ou privée prévoient une clause de médiation, le recours à la médiation constitue une condition de recevabilité de la demande judiciaire. Si la tentative de conciliation n'a pas été effectuée, le juge ou l'arbitre, sur exception soulevée par une partie au plus tard à la première audience, statue conformément à l'article 5, alinéa 2. L'article 5, alinéas 4, 5 et 6, s'applique.

  2. La demande de médiation est présentée à l'organisme indiqué par la clause s'il est inscrit au registre ou, à défaut, à l'organisme déterminé conformément à l'article 4, alinéa 1.

Article 6 — Durée

  1. La procédure de médiation a une durée de six mois, prorogeable après son engagement et avant son expiration, sous réserve de l'alinéa 2, par périodes n'excédant pas trois mois chacune.

  2. Lorsque le juge procède conformément à l'article 5, alinéa 2, ou à l'article 5-quater, alinéa 1, la procédure de médiation a une durée de six mois, prorogeable après son engagement et avant son expiration, une seule fois, de trois mois supplémentaires.

  3. Le délai de durée de la procédure de médiation n'est pas soumis à la suspension des délais pendant les vacances judiciaires. Ce délai, dans le cas visé à l'alinéa 1, court à compter de la date de dépôt de la demande de médiation et, dans le cas visé à l'alinéa 2, court à compter de la date de dépôt de l'ordonnance par laquelle le juge adopte les mesures prévues à l'article 5, alinéa 2, ou à l'article 5-quater, alinéa 1.

  4. La prorogation prévue aux alinéas 1 et 2 résulte d'un accord écrit des parties annexé au procès-verbal de médiation ou en ressortant. Dans les cas visés à l'alinéa 2, les parties communiquent au juge la prorogation du délai en produisant en justice l'accord écrit ou le procès-verbal dont il ressort.

Article 7 — Effets sur la durée raisonnable du procès

  1. La période visée à l'article 6, ainsi que la période de renvoi ordonnée par le juge en application de l'article 5, alinéa 2, et de l'article 5-quater, alinéa 1, ne sont pas comptabilisées aux fins de l'article 2 de la loi n° 89 du 24 mars 2001 [loi « Pinto » relative à l'indemnisation pour durée excessive des procédures].

Article 8 — Procédure

  1. Lors du dépôt de la demande de médiation, le responsable de l'organisme désigne un médiateur et fixe la première réunion entre les parties, laquelle doit se tenir au plus tôt vingt jours et au plus tard quarante jours après le dépôt de la demande, sauf indication contraire concordante des parties. La demande de médiation, la désignation du médiateur, le lieu et l'heure de la réunion, les modalités de déroulement de la procédure, la date de la première réunion et toute autre information utile sont communiqués aux parties par l'organisme, par tout moyen propre à en assurer la réception. Dans les litiges nécessitant des compétences techniques spécifiques, l'organisme peut nommer un ou plusieurs médiateurs auxiliaires.

  2. À compter du moment où la communication visée à l'alinéa 1 parvient à la connaissance des parties, la demande de médiation produit, sur la prescription, les effets de la demande judiciaire et empêche la forclusion, une seule fois. La partie peut à cette fin communiquer à l'autre partie la demande de médiation déjà présentée à l'organisme de médiation, sans préjudice de l'obligation de l'organisme de procéder conformément à l'alinéa 1.

  3. La procédure se déroule sans formalité au siège de l'organisme de médiation ou au lieu indiqué par le règlement de procédure de l'organisme.

  4. Les parties participent personnellement à la procédure de médiation. En présence de motifs justifiés, elles peuvent déléguer un représentant informé des faits et muni des pouvoirs nécessaires pour le règlement du litige. Les personnes autres que les personnes physiques participent à la procédure de médiation par l'intermédiaire de représentants ou de délégués informés des faits et munis des pouvoirs nécessaires pour le règlement du litige. Si nécessaire, le médiateur demande aux parties de déclarer leurs pouvoirs de représentation et en fait mention au procès-verbal.

4-bis. La procuration pour participer à la réunion au sens de l'alinéa 4 est conférée par un acte signé d'une signature non authentifiée et contenant les références de la pièce d'identité du mandant. Dans les cas visés à l'article 11, alinéa 7, le mandant peut conférer la procuration avec une signature authentifiée par un officier public habilité à cet effet. Le mandataire participant à la réunion de médiation est chargé de présenter et de remettre la procuration conférée conformément au présent alinéa, accompagnée d'une copie non authentifiée de sa propre pièce d'identité, pour leur versement au dossier de la procédure.

  1. Dans les cas prévus à l'article 5, alinéa 1, et lorsque la médiation est ordonnée par le juge, les parties sont assistées par leurs avocats respectifs.

  2. Lors de la première réunion, le médiateur expose la fonction et les modalités de déroulement de la médiation, et s'efforce d'amener les parties à conclure un accord de conciliation. Les parties et les avocats qui les assistent coopèrent de bonne foi et loyalement afin de réaliser une confrontation effective sur les questions litigieuses. Un procès-verbal de la première réunion est établi par le médiateur et signé par tous les participants.

  3. Le médiateur peut recourir à des experts inscrits sur les listes des experts près les tribunaux. Le règlement de procédure de l'organisme doit prévoir les modalités de calcul et de liquidation des honoraires dus aux experts. Lors de la nomination de l'expert, les parties peuvent convenir de la production en justice de son rapport, y compris par dérogation à l'article 9. Dans ce cas, le rapport est apprécié conformément à l'article 116, premier alinéa, du code de procédure civile.

Article 8-bis — Médiation par voie télématique

  1. Lorsque la médiation, avec le consentement des parties, se déroule par voie télématique, les actes de la procédure sont établis par le médiateur et signés conformément au présent décret, dans le respect des dispositions du code de l'administration numérique, décret législatif n° 82 du 7 mars 2005.

  2. À l'issue de la procédure, le médiateur établit un document informatique contenant le procès-verbal et l'éventuel accord, pour l'apposition de la signature par les personnes tenues d'y procéder. Le document est immédiatement signé et retourné au médiateur.

  3. Le médiateur, après réception du document visé à l'alinéa 2, ayant vérifié l'apposition, la validité et l'intégrité des signatures, appose sa propre signature et en assure le dépôt auprès du secrétariat de l'organisme, qui l'envoie aux parties et à leurs avocats, s'ils sont désignés.

  4. La conservation et la production des documents de la procédure de médiation menée par voie télématique sont assurées, par l'organisme de médiation, conformément à l'article 43 du décret législatif n° 82 de 2005.

Article 8-ter — Réunions de médiation par des moyens audiovisuels à distance

  1. Chaque partie peut toujours demander au responsable de l'organisme de médiation de participer aux réunions par liaison audiovisuelle à distance.

  2. Les systèmes de liaison audiovisuelle utilisés pour les réunions visées à l'alinéa 1 assurent l'audibilité et la visibilité simultanées, effectives et réciproques des personnes connectées.

  3. En dehors des cas régis par l'article 8-bis, lorsque le médiateur est tenu de recueillir les signatures des participants pour les actes établis au cours d'une réunion à laquelle une ou plusieurs parties participent selon les modalités prévues au présent article, avec le consentement de toutes les parties, les signatures sont apposées dans le respect des dispositions du code de l'administration numérique, décret législatif n° 82 du 7 mars 2005, et dans le respect de l'article 8-bis, alinéas 2 et 3, sous réserve de l'alinéa 4.

  4. En l'absence du consentement visé à l'alinéa 3, les signatures de tous les participants sont apposées de manière manuscrite (analogique) devant le médiateur.

  5. Les parties coopèrent de bonne foi et loyalement afin que les actes établis au cours d'une réunion à laquelle une ou plusieurs parties participent selon les modalités prévues au présent article soient signés sans délai.

Article 9 — Devoir de confidentialité

  1. Toute personne qui fournit son travail ou son service au sein de l'organisme, ou qui participe à la procédure de médiation, est tenue à l'obligation de confidentialité à l'égard des déclarations faites et des informations recueillies au cours de la procédure.

  2. En ce qui concerne les déclarations faites et les informations recueillies au cours des séances séparées, et sauf consentement de la partie déclarante ou dont proviennent les informations, le médiateur est également tenu à la confidentialité à l'égard des autres parties.

Article 10 — Inutilisabilité et secret professionnel

  1. Les déclarations faites ou les informations recueillies au cours de la procédure de médiation ne peuvent être utilisées dans une instance ayant le même objet, même partiellement, engagée, reprise ou poursuivie après l'échec de la médiation, sauf consentement de la partie déclarante ou dont proviennent les informations. La preuve par témoins n'est pas admise, et le serment décisoire ne peut être déféré, quant au contenu des déclarations et informations visées au présent alinéa.

  2. Le médiateur ne peut être tenu de témoigner sur le contenu des déclarations faites et des informations recueillies dans la procédure de médiation, ni devant l'autorité judiciaire ni devant toute autre autorité. Les dispositions de l'article 200 du code de procédure pénale s'appliquent au médiateur, et les garanties prévues pour le défenseur par les dispositions de l'article 103 du code de procédure pénale lui sont étendues, dans la mesure où elles sont applicables.

Article 11 — Conclusion de la procédure

  1. Si un accord de conciliation est trouvé, le médiateur établit un procès-verbal auquel est annexé le texte de cet accord. Lorsque l'accord n'est pas trouvé, le médiateur en fait mention dans le procès-verbal et peut formuler une proposition de conciliation à annexer au procès-verbal. En tout état de cause, le médiateur formule une proposition de conciliation si les parties le lui demandent conjointement à tout moment de la procédure. Avant de formuler la proposition, le médiateur informe les parties des conséquences possibles visées à l'article 13.

  2. La proposition de conciliation est communiquée aux parties par écrit. Les parties font parvenir au médiateur, par écrit et dans les sept jours de la communication ou dans le délai plus long indiqué par le médiateur, leur acceptation ou leur refus de la proposition. À défaut de réponse dans ce délai, la proposition est réputée refusée. Sauf accord contraire des parties, la proposition ne peut contenir aucune référence aux déclarations faites ou aux informations recueillies au cours de la procédure.

  3. L'accord de conciliation contient l'indication de sa valeur.

  4. Le procès-verbal final de la médiation, auquel est annexé l'éventuel accord, est signé par les parties, par leurs avocats et par les autres participants à la procédure, ainsi que par le médiateur, lequel, sous réserve de l'article 8-bis, certifie l'authenticité de la signature des parties ou leur impossibilité de signer et en assure, sans délai, le dépôt auprès du secrétariat de l'organisme. Dans le procès-verbal, le médiateur mentionne la présence de ceux qui ont participé aux réunions et des parties qui, bien que régulièrement invitées, sont restées absentes.

4-bis. Lorsque la médiation se conclut sans conciliation, la demande judiciaire doit être formée dans le même délai de forclusion que celui visé à l'article 8, alinéa 2, courant à compter du dépôt du procès-verbal final de la médiation auprès du secrétariat de l'organisme.

  1. Sous réserve de l'article 8-bis, le procès-verbal établi sous forme papier, et l'éventuel accord qui y est annexé, sont rédigés en autant d'originaux qu'il y a de parties participant à la médiation, plus un original destiné au dépôt auprès de l'organisme.

  2. Une copie du procès-verbal et de l'éventuel accord qui y est annexé, déposés auprès du secrétariat de l'organisme, est délivrée aux parties qui en font la demande. L'organisme est tenu de conserver copie des actes des procédures traitées pendant au moins trois ans à compter de la date de leur conclusion.

  3. Si, par l'accord, les parties concluent l'un des contrats ou accomplissent l'un des actes visés à l'article 2643 du code civil, aux fins de sa transcription, la signature de l'accord de conciliation doit être authentifiée par un officier public habilité à cet effet. L'accord conclu, y compris à la suite de la proposition du médiateur, peut prévoir le paiement d'une somme d'argent pour chaque violation ou inobservation des obligations établies, ou pour le retard dans leur exécution.

Article 11-bis — Accord de conciliation signé par les administrations publiques

  1. L'article 1er, alinéa 1.1, de la loi n° 20 du 14 janvier 1994, s'applique aux représentants des administrations publiques, visées à l'article 1er, alinéa 2, du décret législatif n° 165 du 30 mars 2001, qui signent un accord de conciliation.

Article 12 — Force exécutoire et exécution

  1. Lorsque toutes les parties adhérant à la médiation sont assistées par des avocats, l'accord signé par les parties et par ces avocats, y compris selon les modalités visées à l'article 8-bis, constitue un titre exécutoire pour la saisie forcée, l'exécution pour délivrance et remise, l'exécution des obligations de faire et de ne pas faire, ainsi que pour l'inscription d'une hypothèque judiciaire. Les avocats attestent et certifient la conformité de l'accord aux normes impératives et à l'ordre public. L'accord visé au présent alinéa doit être intégralement reproduit dans le commandement de payer (precetto), conformément à l'article 480, deuxième alinéa, du code de procédure civile. L'avocat certifie la conformité à l'original de la copie de l'accord transmise par voie télématique à l'huissier de justice, conformément aux articles 196-decies et 196-undecies du décret royal n° 1368 du 18 décembre 1941, portant dispositions pour la mise en œuvre du code de procédure civile et dispositions transitoires.

1-bis. Lorsque les parties adhérant à la médiation ne sont pas toutes assistées par des avocats, l'accord annexé au procès-verbal est homologué, sur requête d'une partie, par décret du président du tribunal du lieu où a son siège l'organisme de médiation devant lequel l'accord a été trouvé, après vérification de sa régularité formelle et du respect des normes impératives et de l'ordre public.

1-ter. Dans les litiges transfrontaliers visés à l'article 2 de la directive 2008/52/CE du Parlement européen et du Conseil du 21 mai 2008, l'accord annexé au procès-verbal est homologué, sur requête d'une partie, conformément à l'alinéa 1-bis.

  1. Après homologation, l'accord constitue un titre exécutoire pour la saisie forcée, pour l'exécution en nature et pour l'inscription d'une hypothèque judiciaire.

Article 12-bis — Conséquences processuelles de la non-participation à la procédure de médiation

  1. De la non-participation, sans motif justifié, à la première réunion de la procédure de médiation, le juge peut déduire des éléments de preuve dans l'instance ultérieure, conformément à l'article 116, deuxième alinéa, du code de procédure civile.

  2. Lorsque la médiation constitue une condition de recevabilité, le juge condamne la partie comparante qui n'a pas participé, sans motif justifié, à la première réunion à verser au budget de l'État une somme correspondant au double de la contribution unifiée (contributo unificato) due pour l'instance.

  3. Dans les cas visés à l'alinéa 2, par la décision qui met fin à l'instance, le juge, si la demande lui en est faite, peut également condamner la partie succombante qui n'a pas participé à la première réunion de médiation à payer à la partie adverse une somme équitablement fixée, ne pouvant excéder les dépens de l'instance exposés après la conclusion de la procédure de médiation.

  4. Lorsqu'il statue conformément à l'alinéa 2, le juge transmet copie de la décision rendue à l'encontre de l'une des administrations publiques visées à l'article 1er, alinéa 2, du décret législatif n° 165 du 30 mars 2001, au ministère public près la section juridictionnelle de la Cour des comptes, et copie de la décision rendue à l'encontre de l'un des organismes soumis à surveillance à l'autorité de surveillance compétente.

Article 13 — Dépens en cas de refus de la proposition de conciliation

  1. Lorsque la décision qui met fin à l'instance correspond entièrement au contenu de la proposition, le juge exclut la répétition des dépens exposés, pour la période postérieure à la formulation de la proposition, par la partie gagnante qui a refusé la proposition, et la condamne au remboursement des dépens exposés pour la même période par la partie perdante, ainsi qu'au versement, au budget de l'État, d'une somme supplémentaire correspondant à la contribution unifiée due. Les articles 92 et 96, premier, deuxième et troisième alinéas, du code de procédure civile demeurent applicables. Les dispositions du présent alinéa s'appliquent également aux dépens relatifs à l'indemnité versée au médiateur et aux honoraires dus à l'expert visé à l'article 8, alinéa 4.

  2. Lorsque la décision qui met fin à l'instance ne correspond pas entièrement au contenu de la proposition, le juge, si des raisons graves et exceptionnelles existent, peut néanmoins exclure la répétition des dépens exposés par la partie gagnante au titre de l'indemnité versée au médiateur et des honoraires dus à l'expert visé à l'article 8, alinéa 4. Le juge doit indiquer explicitement, dans les motifs, les raisons de sa décision sur les dépens visés à la phrase précédente.

  3. Sauf accord contraire, les dispositions des alinéas 1 et 2 ne s'appliquent pas aux procédures devant les arbitres.

Article 14 — Obligations du médiateur

  1. Il est interdit au médiateur et à ses collaborateurs d'assumer des droits ou des obligations liés, directement ou indirectement, aux affaires traitées, à l'exception de ceux strictement inhérents à la prestation de son travail ou de son service ; il leur est interdit de percevoir une rémunération directement des parties.

  2. Le médiateur est en outre tenu : a) de signer, pour chaque affaire pour laquelle il est désigné, une déclaration d'indépendance et d'impartialité selon les formules prévues par le règlement de procédure applicable, ainsi que tout engagement supplémentaire éventuellement prévu par ce règlement ; b) de communiquer immédiatement au responsable de l'organisme et aux parties toutes circonstances, apparues au cours de la procédure, de nature à porter atteinte à son indépendance et à son impartialité ; c) de formuler les propositions de conciliation dans le respect des limites de l'ordre public et des normes impératives ; d) de répondre immédiatement à toute demande organisationnelle du responsable de l'organisme.

  3. Sur requête d'une partie, le responsable de l'organisme procède, le cas échéant, au remplacement du médiateur.

Article 15 — Médiation dans l'action de groupe

  1. Lorsque l'action de groupe (azione di classe) prévue à l'article 840-bis du code de procédure civile est exercée, la conciliation intervenue après l'expiration du délai d'adhésion produit également ses effets à l'égard des adhérents qui y ont expressément consenti.

CHAPITRE II-BIS — Dispositions relatives à l'aide juridictionnelle dans la médiation civile et commerciale

Article 15-bis — Institution de l'aide juridictionnelle et champ d'application

  1. L'aide juridictionnelle, aux conditions fixées dans le présent chapitre, est garantie au citoyen italien sans ressources suffisantes, pour l'assistance d'un avocat dans la procédure de médiation dans les cas visés à l'article 5, alinéa 1, si un accord de conciliation est trouvé. L'aide juridictionnelle est également garantie à l'étranger régulièrement présent sur le territoire national au moment de la naissance du rapport ou du fait objet de la procédure de médiation, à l'apatride, ainsi qu'aux entités ou associations sans but lucratif n'exerçant pas d'activité économique.

  2. L'admission à l'aide juridictionnelle est exclue dans les litiges relatifs à la cession de créances ou de droits d'autrui, sauf lorsque la cession apparaît indubitablement faite en paiement de créances ou de droits préexistants.

Article 15-ter — Conditions de ressources pour l'admission

  1. Peut être admise à l'aide juridictionnelle toute personne dont le revenu imposable aux fins de l'impôt sur le revenu des personnes physiques, tel qu'il résulte de la dernière déclaration, n'excède pas le montant indiqué aux articles 76 et 77 du texte unique des dispositions législatives et réglementaires en matière de frais de justice, approuvé par décret du Président de la République n° 115 du 30 mai 2002.

Article 15-quater — Demande d'admission anticipée

  1. La personne se trouvant dans les conditions indiquées à l'article 15-ter peut demander à être admise à l'aide juridictionnelle afin de présenter une demande de médiation ou de participer à la procédure y afférente, dans les cas visés à l'article 5, alinéa 1.

  2. La demande d'admission, à peine d'irrecevabilité, est établie et signée conformément à l'article 78, alinéa 2, et à l'article 79, alinéa 1, lettres b), c) et d), du décret du Président de la République n° 115 de 2002, et contient les éléments de fait et de droit utiles pour apprécier que la prétention à faire valoir n'est pas manifestement dénuée de fondement.

  3. Pour les revenus produits à l'étranger, le ressortissant d'un État non membre de l'Union européenne ou l'apatride doit, à peine d'irrecevabilité, joindre à la demande d'admission une attestation de l'autorité consulaire compétente certifiant la véracité de ce qui y est indiqué. En cas d'impossibilité de produire cette attestation, la demande est accompagnée d'une déclaration sur l'honneur tenant lieu de certification, établie conformément à l'article 47 du décret du Président de la République n° 445 du 28 décembre 2000.

Article 15-quinquies — Organe compétent pour recevoir la demande d'admission anticipée et désignation de l'avocat

  1. La demande d'admission anticipée est présentée, en personne ou par lettre recommandée ou par courrier électronique certifié ou par un autre service électronique de remise certifiée qualifié, par la personne intéressée ou par l'avocat qui a authentifié sa signature, au conseil de l'ordre des avocats du lieu où a son siège l'organisme de médiation compétent, déterminé conformément à l'article 4, alinéa 1.

1-bis. Si le conseil de l'ordre des avocats compétent pour statuer à titre anticipé le demande, la personne intéressée est tenue, à peine d'irrecevabilité de la demande, de produire les documents nécessaires pour établir la véracité de ce qui y est indiqué.

  1. Dans les vingt jours de la présentation de la demande d'admission, le conseil de l'ordre des avocats, après en avoir vérifié la recevabilité, admet la personne intéressée à l'aide juridictionnelle, à titre anticipé et provisoire, et lui en donne immédiatement communication.

2-bis. Une copie de l'acte par lequel le conseil de l'ordre accueille la demande d'admission anticipée est transmise au bureau des impôts compétent pour les vérifications prévues à l'article 127 du texte unique des dispositions législatives et réglementaires en matière de frais de justice, approuvé par décret du Président de la République n° 115 du 30 mai 2002.

  1. La personne admise à l'aide juridictionnelle peut désigner un avocat choisi parmi ceux inscrits sur les listes des avocats pour l'aide juridictionnelle.

3-bis. Lorsque l'avocat désigné par la personne intéressée est inscrit sur une liste d'un ressort de cour d'appel différent de celui où a son siège l'organisme de médiation compétent au sens de l'article 4, alinéa 1, les frais et indemnités de déplacement prévus par les barèmes professionnels ne sont pas dus.

Article 15-sexies — Recours contre le rejet de la demande d'admission anticipée

  1. Contre le rejet de la demande d'admission anticipée, la personne intéressée peut former un recours, dans les vingt jours de la communication, devant le président du tribunal du lieu où a son siège le conseil de l'ordre qui a adopté la décision. L'article 99, alinéas 2, 3 et 4, du décret du Président de la République n° 115 de 2002, s'applique.

Article 15-septies — Effets de l'admission anticipée et de sa confirmation

  1. L'admission anticipée à l'aide juridictionnelle est valable pour l'ensemble de la procédure de médiation.

  2. Les indemnités visées à l'article 17, alinéas 3 et 4, ne sont pas dues par la partie admise à titre anticipé à l'aide juridictionnelle.

  3. Lorsqu'un accord de conciliation est trouvé, l'admission est confirmée, sur requête de l'avocat, par le conseil de l'ordre qui a délibéré sur l'admission anticipée, par apposition du visa de conformité sur la note d'honoraires.

  4. La demande de confirmation indique le montant des honoraires demandés par l'avocat et est accompagnée de l'accord de conciliation. Le conseil de l'ordre, après avoir vérifié l'exhaustivité des documents et le caractère approprié des honoraires au regard de la valeur de l'accord indiquée conformément à l'article 11, alinéa 3, confirme l'admission et transmet copie de la note d'honoraires visée au bureau compétent du ministère de la Justice pour qu'il procède aux vérifications jugées nécessaires, ainsi qu'à l'organisme de médiation. Si le ministère le demande, la personne intéressée est tenue, à peine d'irrecevabilité de la demande, de produire les documents nécessaires pour établir la véracité de ce qui y est indiqué.

  5. L'avocat ne peut demander ni percevoir de son client des honoraires ou remboursements, à quelque titre que ce soit, autres que ceux prévus par le présent chapitre. Toute clause contraire est nulle et l'article 85, alinéa 3, du décret du Président de la République n° 115 de 2002, s'applique.

Article 15-octies — Détermination, liquidation et paiement des honoraires et frais de l'avocat

  1. Par décret du ministre de la Justice, pris conjointement avec le ministre de l'Économie et des Finances, dans les six mois de l'entrée en vigueur des dispositions d'application de la loi n° 206 du 26 novembre 2021, sont fixés les montants dus à l'avocat de la partie admise à l'aide juridictionnelle au titre des honoraires et frais. Le même décret fixe les modalités de liquidation et de paiement, y compris par reconnaissance d'un crédit d'impôt ou par compensation, des sommes déterminées en application du présent article, ainsi que les modalités et le contenu de la demande y afférente et les contrôles applicables, y compris quant à l'authenticité.

Article 15-novies — Révocation de la décision d'admission et recours contre le décret y afférent

  1. L'absence des conditions d'admission visées à l'article 15-ter, quelle que soit la manière dont elle est constatée, y compris à la suite des contrôles visés à l'article 15-decies, alinéa 2, est communiquée au conseil de l'ordre qui a délibéré sur l'admission.

  2. Les modifications ultérieures des conditions de ressources excluant l'admission à l'aide juridictionnelle doivent être immédiatement communiquées par la partie admise ou par son avocat au conseil de l'ordre qui a délibéré sur l'admission anticipée.

  3. Après réception des communications prévues aux alinéas 1 et 2, le conseil de l'ordre, après avoir procédé aux vérifications jugées nécessaires, révoque l'admission et en donne communication à la personne intéressée, à l'avocat et à l'organisme de médiation.

  4. Contre la décision de révocation, la personne intéressée peut former un recours, dans les vingt jours de la communication, devant le président du tribunal du lieu où a son siège le conseil de l'ordre qui l'a adoptée. L'article 99, alinéas 2, 3 et 4, du décret du Président de la République n° 115 de 2002, s'applique.

Article 15-decies — Sanctions et contrôles de la Guardia di Finanza

  1. Quiconque, afin d'obtenir ou de maintenir l'admission à l'aide juridictionnelle, présente la demande d'admission accompagnée de la déclaration sur l'honneur tenant lieu de certification, attestant faussement l'existence des conditions de ressources requises, est puni conformément à l'article 125, alinéa 1, du décret du Président de la République n° 115 de 2002.

  2. L'article 88 du décret du Président de la République n° 115 du 30 mai 2002, s'applique.

Article 15-undecies — Dispositions financières

  1. La charge résultant de la mise en œuvre des dispositions du présent chapitre, évaluée à 2 082 780 euros par an à compter de 2023, est couverte par une réduction correspondante du Fonds pour la mise en œuvre de la délégation pour l'efficacité de la procédure civile visé à l'article 1er, alinéa 39, de la loi n° 206 du 26 novembre 2021.

CHAPITRE III — Organismes de médiation et organismes de formation

Article 16 — Organismes de médiation et registre. Liste des formateurs

  1. Les entités publiques ou privées qui offrent des garanties de sérieux et d'efficacité sont habilitées à constituer des organismes chargés, sur requête de la partie intéressée, de conduire la procédure de médiation dans les matières visées à l'article 2 du présent décret. Les organismes doivent être inscrits au registre.

1-bis. Aux fins de l'habilitation visée à l'alinéa 1 et de son maintien, constituent des exigences de sérieux : a) l'honorabilité des associés, administrateurs, responsables et médiateurs des organismes ; b) la prévision, dans l'objet social ou le but associatif, de l'exercice exclusif de services de médiation, de conciliation ou de règlement alternatif des litiges et de formation dans ces mêmes domaines ; c) l'engagement de l'organisme à ne pas fournir de services de médiation, de conciliation et de règlement alternatif des litiges lorsqu'il a un intérêt dans le litige.

1-ter. Aux fins de l'alinéa 1, constituent des exigences d'efficacité de l'organisme l'adéquation de son organisation, sa capacité financière, la qualité du service, la transparence organisationnelle, administrative et comptable, ainsi que la qualification professionnelle du responsable de l'organisme et celle des médiateurs.

  1. La constitution du registre et sa révision, l'inscription, la suspension et la radiation des inscrits, l'institution de sections distinctes du registre pour le traitement des affaires nécessitant des compétences spécifiques, y compris en matière de consommation et internationale, ainsi que la détermination des indemnités dues aux organismes, sont régies par des décrets spécifiques du ministre de la Justice, pris conjointement, pour ce qui concerne la matière de la consommation, avec le ministre du Développement économique. Jusqu'à l'adoption de ces décrets, s'appliquent, dans la mesure où elles sont compatibles, les dispositions des décrets du ministre de la Justice n° 222 du 23 juillet 2004 et n° 223 du 23 juillet 2004. Jusqu'à cette même date, les organismes de règlement extrajudiciaire prévus par l'article 141 du code de la consommation, décret législatif n° 206 du 6 septembre 2005, et ses modifications ultérieures, se conforment à ces dispositions.

  2. L'organisme, avec sa demande d'inscription au registre, dépose auprès du ministère de la Justice son règlement de procédure et son code de déontologie, en communiquant toute modification ultérieure. Le règlement doit prévoir, sans préjudice de ce qui est établi par le présent décret, les procédures télématiques éventuellement utilisées par l'organisme, de manière à garantir la sécurité des communications et le respect de la confidentialité des données. Le règlement doit avoir en annexe les barèmes des indemnités dues aux organismes constitués par des entités privées et leurs critères de calcul, soumis pour approbation en application de l'article 17. Aux fins de l'inscription au registre, le ministère de la Justice apprécie l'adéquation du règlement.

  3. La surveillance du registre est exercée par le ministère de la Justice et, en ce qui concerne la section pour le traitement des affaires en matière de consommation visée à l'alinéa 2, également par le ministère du Développement économique.

4-bis. Les avocats inscrits au barreau sont médiateurs de plein droit. Les avocats inscrits auprès d'organismes de médiation doivent être adéquatement formés en matière de médiation et maintenir leur préparation par des parcours de perfectionnement théorique et pratique à cette fin, dans le respect de l'article 62 du code de déontologie forensique. La mise en œuvre de la présente disposition ne doit entraîner aucune charge nouvelle ou accrue pour les finances publiques.

  1. Il est institué auprès du ministère de la Justice, par décret ministériel, la liste des formateurs pour la médiation. Le décret, conformément à l'article 16-bis, fixe les critères d'inscription, de suspension et de radiation des inscrits, ainsi que pour l'exercice de l'activité de formation, de manière à garantir des niveaux élevés de formation des médiateurs. Le même décret fixe la date à compter de laquelle la participation à l'activité de formation visée au présent alinéa constitue, pour le médiateur, une exigence de qualification professionnelle.

  2. L'institution et la tenue du registre et de la liste des formateurs sont assurées dans le cadre des ressources humaines, financières et matérielles déjà existantes et disponibles selon la législation en vigueur, auprès du ministère de la Justice et du ministère du Développement économique, pour la part relevant de leur compétence respective, et, en tout état de cause, sans charge nouvelle ou accrue pour le budget de l'État.

Article 16-bis — Organismes de formation

  1. Sont habilitées à s'inscrire sur la liste des organismes de formation en matière de médiation les entités publiques ou privées qui offrent des garanties de sérieux et d'efficacité, telles que définies à l'article 16, alinéas 1-bis et 1-ter.

  2. Aux fins de l'alinéa 1, l'organisme de formation est également tenu de désigner un responsable scientifique de notoriété et d'expérience reconnues en matière de médiation, de conciliation ou de règlement alternatif des litiges, qui assure la qualité de la formation dispensée par l'organisme, l'exhaustivité, l'adéquation et l'actualisation du parcours de formation proposé, ainsi que la compétence et l'expérience des formateurs, y compris acquises à l'étranger. Le responsable communique périodiquement le programme de formation et les noms des formateurs choisis au ministère de la Justice, selon les modalités prévues par le décret visé à l'article 16, alinéa 2.

  3. Le décret visé à l'article 16, alinéa 2, fixe également les conditions de qualification des médiateurs et des formateurs nécessaires pour l'inscription et le maintien de l'inscription sur les listes respectives.

Article 17 — Ressources, régime fiscal et indemnités

  1. Tous les actes, documents et décisions relatifs à la procédure de médiation sont exonérés du droit de timbre et de toute dépense, taxe ou droit de quelque nature que ce soit.

  2. Le procès-verbal contenant l'accord de conciliation est exonéré du droit d'enregistrement dans la limite d'une valeur de cent mille euros ; au-delà, le droit est dû pour la partie excédentaire.

  3. Chaque partie, au moment de la présentation de la demande de médiation ou au moment de son adhésion, verse à l'organisme, outre les frais justifiés, un montant à titre d'indemnité comprenant les frais de démarrage et les frais de médiation pour le déroulement de la première réunion. Lorsque la médiation se conclut sans accord à la première réunion, les parties ne sont tenues de verser aucun montant supplémentaire.

  4. Le règlement de l'organisme de médiation indique les frais de médiation supplémentaires dus par les parties pour la conclusion de l'accord de conciliation et pour les réunions postérieures à la première.

  5. Le décret visé à l'article 16, alinéa 2, détermine : a) le montant minimal et maximal des indemnités dues aux organismes publics, le mode de calcul et les modalités de répartition entre les parties ; b) les critères d'approbation des barèmes d'indemnités proposés par les organismes constitués par des entités privées ; c) les montants dus à titre d'indemnité pour les frais de démarrage et pour les frais de médiation de la première réunion ; d) les majorations maximales de l'indemnité due, n'excédant pas 25 pour cent, en cas de succès de la médiation ; e) les réductions minimales des indemnités dues lorsque la médiation constitue une condition de recevabilité au sens de l'article 5, alinéa 1, ou est ordonnée par le juge ; f) les critères de détermination de la valeur de l'accord de conciliation au sens de l'article 11, alinéa 3.

  6. Lorsque la médiation constitue une condition de recevabilité de la demande judiciaire au sens de l'article 5, alinéa 1, ou de l'article 5-quater, alinéa 2, aucune indemnité n'est due à l'organisme par la partie admise à l'aide juridictionnelle.

  7. Le ministère de la Justice assure, dans le cadre de ses activités institutionnelles, le suivi des médiations concernant les personnes exonérées du paiement de l'indemnité de médiation.

  8. Le montant de l'indemnité peut être révisé tous les trois ans en fonction de la variation, constatée par l'Institut national de la statistique, de l'indice des prix à la consommation des ménages d'ouvriers et d'employés, intervenue au cours des trois années précédentes.

  9. Pour la mise en œuvre des dispositions des alinéas 1 et 2, une dépense de 5,9 millions d'euros est autorisée pour l'année 2010, de 7,018 millions d'euros pour les années 2011 à 2022, et de 13,098 millions d'euros à compter de 2023, financée comme suit : a) à hauteur de 5,9 millions d'euros pour 2010 et de 7,018 millions d'euros à compter de 2011, par une réduction correspondante de la part des ressources du « Fonds unique justice » visé à l'article 2, alinéa 7, lettre b), du décret-loi n° 143 du 16 septembre 2008, converti, avec modifications, par la loi n° 181 du 13 novembre 2008, qui, à cette fin, reste affectée aux recettes du budget de l'État ; b) à hauteur de 6,08 millions d'euros à compter de 2023, par une réduction correspondante du Fonds pour la mise en œuvre de la délégation pour l'efficacité de la procédure civile et pour la révision de la réglementation des instruments de règlement alternatif des litiges et mesures urgentes de rationalisation des procédures en matière de droits des personnes et des familles, ainsi qu'en matière d'exécution forcée, institué dans l'état de prévision du ministère de la Justice en application de la loi n° 206 du 26 novembre 2021.

Article 18 — Organismes institués près des tribunaux

  1. Les conseils des ordres des avocats peuvent instituer des organismes près chaque tribunal, en utilisant leur propre personnel et les locaux mis à leur disposition par le président du tribunal. Les organismes institués près des tribunaux sont inscrits au registre sur simple demande, dans le respect des critères fixés par les décrets visés à l'article 16.

Article 19 — Organismes institués près des ordres professionnels et des chambres de commerce

  1. Les ordres professionnels peuvent instituer, pour les matières relevant de leur compétence exclusive, après autorisation préalable du ministère de la Justice, des organismes spéciaux, en utilisant leur propre personnel et des locaux à leur disposition.

  2. Les organismes visés à l'alinéa 1, et les organismes institués en application de l'article 2, alinéa 4, de la loi n° 580 du 29 décembre 1993, par les chambres de commerce, d'industrie, d'artisanat et d'agriculture, sont inscrits au registre sur simple demande, dans le respect des critères fixés par les décrets visés à l'article 16.

CHAPITRE IV — Dispositions en matière fiscale et d'information

Article 20 — Crédit d'impôt en faveur des parties et des organismes de médiation

  1. Lorsqu'un accord de conciliation est trouvé, un crédit d'impôt est reconnu aux parties, calculé sur l'indemnité versée en application de l'article 17, alinéas 3 et 4, jusqu'à concurrence de six cents euros. Dans les cas visés à l'article 5, alinéa 1, et lorsque la médiation est ordonnée par le juge, un crédit d'impôt est également reconnu aux parties, calculé sur les honoraires versés à leur avocat pour l'assistance dans la procédure de médiation, dans les limites prévues par les barèmes professionnels et jusqu'à concurrence de six cents euros.

  2. Les crédits d'impôt prévus à l'alinéa 1 sont utilisables par la partie dans la limite globale de six cents euros par procédure et jusqu'à un montant maximal annuel de deux mille quatre cents euros pour les personnes physiques et de vingt-quatre mille euros pour les personnes morales. En cas d'échec de la médiation, les crédits d'impôt sont réduits de moitié.

  3. Un crédit d'impôt supplémentaire est reconnu, calculé sur la contribution unifiée versée par la partie à l'instance éteinte à la suite de la conclusion d'un accord de conciliation, dans la limite du montant versé et jusqu'à concurrence de cinq cent dix-huit euros.

  4. Un crédit d'impôt est reconnu aux organismes de médiation, calculé sur l'indemnité non exigible de la partie admise à l'aide juridictionnelle en application de l'article 15-septies, alinéa 2, jusqu'à un montant maximal annuel de vingt-quatre mille euros.

  5. Par décret du ministre de la Justice, pris conjointement avec le ministre de l'Économie et des Finances, à adopter dans les six mois de l'entrée en vigueur des dispositions d'application de la loi n° 206 du 26 novembre 2021, portant délégation au gouvernement pour l'efficacité de la procédure civile et pour la révision de la réglementation des instruments de règlement alternatif des litiges et mesures urgentes de rationalisation des procédures en matière de droits des personnes et des familles ainsi qu'en matière d'exécution forcée, sont fixées les modalités de reconnaissance des crédits d'impôt visés au présent article, les documents à produire à l'appui de la demande et les contrôles portant sur leur authenticité, ainsi que les modalités de transmission par voie télématique à l'Agence des recettes de la liste des bénéficiaires et des montants respectifs qui leur sont communiqués.

  6. La charge résultant de la mise en œuvre du présent article, évaluée à 51 821 400 euros par an à compter de 2023, est couverte par une réduction correspondante du Fonds pour la mise en œuvre de la délégation pour l'efficacité de la procédure civile visé à l'article 1er, alinéa 39, de la loi n° 206 du 26 novembre 2021.

  7. Le ministère de la Justice procède annuellement au versement du montant correspondant aux ressources destinées aux crédits d'impôt sur le compte spécial n° 1778 « Agence des recettes — Fonds budgétaires ».

Article 21 — Information du public

  1. Le ministère de la Justice assure, par l'intermédiaire du Département de l'information et de l'édition de la Présidence du Conseil des ministres et avec les fonds prévus par la loi n° 150 du 7 juin 2000, la diffusion au public, au moyen de campagnes publicitaires spécifiques, notamment par internet, d'informations sur la procédure de médiation et sur les organismes habilités à la conduire.

CHAPITRE V — Abrogations, coordinations et dispositions transitoires

Article 22 — Obligations de déclaration pour la prévention du système financier

  1. À l'article 10, alinéa 2, lettre e), du décret législatif n° 231 du 21 novembre 2007, après le numéro 5), est ajouté le numéro suivant : « 5-bis) médiation, au sens de l'article 60 de la loi n° 69 du 18 juin 2009 ; ».

Article 23 — Abrogations

  1. Les articles 38 à 40 du décret législatif n° 5 du 17 janvier 2003 sont abrogés, et les renvois opérés par la loi à ces articles s'entendent faits aux dispositions correspondantes du présent décret.

  2. Restent en vigueur les dispositions prévoyant des procédures obligatoires de conciliation et de médiation, quelle que soit leur dénomination, ainsi que les dispositions concernant les procédures de conciliation relatives aux litiges visés à l'article 409 du code de procédure civile. Les procédures visées à la phrase précédente sont mises en œuvre à la place de celles prévues par le présent décret.

Article 24 — Dispositions transitoires (NOTE : cet article a été déclaré inconstitutionnel par la Cour constitutionnelle, arrêt n° 272 du 24 octobre 2012, publié au Journal officiel le 12 décembre 2012, pour excès de délégation législative ; il n'est plus applicable et est reproduit ici uniquement à des fins d'exhaustivité documentaire du texte du décret)

  1. Les dispositions de l'article 5, alinéa 1, prennent effet douze mois après l'entrée en vigueur du présent décret et s'appliquent aux instances engagées postérieurement.

Traduzione spagnola

TRADUCCIÓN NO OFICIAL — SIN VALOR JURÍDICO VINCULANTE. Se trata de una traducción al español privada y no certificada, ofrecida únicamente con fines informativos, del Decreto Legislativo italiano n.º 28, de 4 de marzo de 2010, en su versión actualmente vigente. Carece de todo carácter oficial y no genera derechos ni obligaciones. En caso de cualquier discrepancia, contradicción o duda, solo el texto original en italiano publicado en la Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana y disponible en Normattiva.it es auténtico y jurídicamente vinculante. Quien necesite certeza jurídica debe consultar a un abogado italiano cualificado y el texto oficial italiano.

CAPÍTULO I — Disposiciones generales

Artículo 1 — Definiciones

  1. A los efectos del presente decreto legislativo, se entiende por: a) «mediación»: la actividad, cualquiera que sea su denominación, desarrollada por un tercero imparcial y dirigida a ayudar a dos o más sujetos a buscar un acuerdo amistoso para la composición de una controversia, incluso mediante la formulación de una propuesta para su resolución; b) «mediador»: la persona o personas físicas que, individual o colegiadamente, llevan a cabo la mediación, careciendo en todo caso de la facultad de dictar juicios o decisiones vinculantes para los destinatarios del servicio; c) «conciliación»: la composición de una controversia como resultado del desarrollo de la mediación; d) «organismo»: la entidad pública o privada ante la cual puede desarrollarse el procedimiento de mediación conforme al presente decreto; e) «registro»: el registro de organismos instituido mediante decreto del Ministro de Justicia con arreglo al artículo 16 del presente decreto, así como, hasta la emanación de dicho decreto, el registro de organismos instituido mediante el decreto del Ministro de Justicia de 23 de julio de 2004, n.º 222.

Artículo 2 — Controversias objeto de mediación

  1. Cualquier persona puede acceder a la mediación para la conciliación de una controversia civil y mercantil relativa a derechos disponibles, conforme a lo dispuesto en el presente decreto.

  2. El presente decreto no impide las negociaciones voluntarias y paritarias relativas a controversias civiles y mercantiles, ni los procedimientos de reclamación y conciliación previstos por las cartas de servicios.

CAPÍTULO II — Del procedimiento de mediación

Artículo 3 — Normativa aplicable y forma de los actos

  1. Al procedimiento de mediación se aplica el reglamento del organismo elegido por las partes, con observancia de lo dispuesto en el artículo 8.

  2. El reglamento debe en todo caso garantizar la confidencialidad del procedimiento conforme al artículo 9, así como modalidades de designación del mediador que aseguren su imparcialidad, independencia e idoneidad para el correcto y diligente cumplimiento del encargo.

  3. Los actos del procedimiento de mediación no están sujetos a formalidades.

  4. La mediación puede desarrollarse mediante modalidades telemáticas previstas por el reglamento del organismo, con observancia del artículo 8-bis, y los encuentros de mediación pueden desarrollarse mediante modalidades audiovisuales a distancia, con observancia del artículo 8-ter.

Artículo 4 — Acceso a la mediación

  1. La solicitud de mediación relativa a las controversias a que se refiere el artículo 2 se presenta por una de las partes ante un organismo del lugar del juez territorialmente competente para la controversia. En caso de varias solicitudes relativas a la misma controversia, la mediación se desarrolla ante el organismo territorialmente competente ante el cual se haya presentado la primera solicitud. La competencia territorial del organismo puede excluirse por acuerdo de las partes. Para determinar el momento de la solicitud se atiende a la fecha de su presentación.

  2. La solicitud de mediación debe indicar el organismo, las partes, el objeto y las razones de la pretensión.

  3. En el momento de aceptar el encargo, el abogado está obligado a informar a su cliente de la posibilidad de recurrir al procedimiento de mediación regulado por el presente decreto y de los beneficios fiscales previstos en los artículos 17 y 20. El abogado informa asimismo a su cliente de los casos en que el ejercicio del procedimiento de mediación constituye condición de procedibilidad de la demanda judicial. La información debe facilitarse de forma clara y por escrito. En caso de incumplimiento de los deberes de información, el contrato entre el abogado y el cliente es anulable. El documento que contiene la información es suscrito por el cliente y debe adjuntarse al escrito introductorio del eventual proceso. El juez que compruebe la falta de dicho documento, si no procede conforme al artículo 5, apartado 2, informa a la parte de la facultad de solicitar la mediación.

Artículo 5 — Condición de procedibilidad y relación con el proceso

  1. Quien pretenda ejercer en juicio una acción relativa a una controversia en materia de propiedad horizontal, derechos reales, división, sucesiones hereditarias, pactos de familia, arrendamiento, comodato, arrendamiento de empresas, resarcimiento del daño derivado de responsabilidad médica y sanitaria y de difamación por medio de la prensa u otro medio de publicidad, contratos de seguro, bancarios y financieros, asociación en participación, consorcio, franquicia, contrato de obra, contrato de red, suministro, sociedades de personas y subcontratación, está obligado a intentar previamente el procedimiento de mediación conforme al presente capítulo.

  2. En las controversias a que se refiere el apartado 1, el haber intentado el procedimiento de mediación constituye condición de procedibilidad de la demanda que da inicio al proceso. La improcedibilidad debe ser alegada por el demandado, bajo pena de caducidad, o apreciada de oficio por el juez, a más tardar en la primera audiencia. El juez, cuando comprueba que la mediación no se ha intentado o se ha iniciado pero no concluido, fija la audiencia siguiente después de expirar el plazo previsto en el artículo 6. En dicha audiencia, el juez comprueba si se ha cumplido la condición de procedibilidad y, en su defecto, declara la improcedencia de la demanda judicial.

  3. Para cumplir la condición de procedibilidad, las partes también pueden recurrir, para las materias y dentro de los límites allí regulados, a los procedimientos previstos: a) por el artículo 128-bis del Decreto Legislativo n.º 385, de 1 de septiembre de 1993; b) por el artículo 32-ter del Decreto Legislativo n.º 58, de 24 de febrero de 1998; c) por el artículo 187.1 del Decreto Legislativo n.º 209, de 7 de septiembre de 2005; d) por el artículo 2, apartado 24, letra b), de la Ley n.º 481, de 14 de noviembre de 1995; d-bis) por el artículo 1, apartado 11, de la Ley n.º 249, de 31 de julio de 1997.

  4. Cuando el ejercicio del procedimiento de mediación constituye condición de procedibilidad de la demanda judicial, la condición se considera cumplida si el primer encuentro ante el mediador concluye sin acuerdo de conciliación.

  5. El desarrollo de la mediación no impide en ningún caso la concesión de medidas urgentes y cautelares, ni la anotación registral (trascrizione) de la demanda judicial.

  6. El apartado 1 y el artículo 5-quater no se aplican: a) a los procedimientos de requerimiento de pago (procedimiento por ingiunzione), incluida la oposición, hasta el pronunciamiento sobre las solicitudes de concesión y suspensión de la ejecución provisional, conforme a lo previsto en el artículo 5-bis; b) a los procedimientos de convalidación de desahucio, hasta el cambio de procedimiento previsto en el artículo 667 del Código de Procedimiento Civil; c) a los procedimientos de pericia técnica preventiva a efectos de la composición del litigio, previstos en el artículo 696-bis del Código de Procedimiento Civil; d) a los procedimientos posesorios, hasta el pronunciamiento de las medidas previstas en el artículo 703, párrafo tercero, del Código de Procedimiento Civil; e) a los procedimientos de oposición o incidentales de conocimiento relativos a la ejecución forzosa; f) a los procedimientos en cámara del consejo (camera di consiglio); g) a la acción civil ejercida en el proceso penal; h) a la acción de cesación prevista en el artículo 37 del Código del Consumo, Decreto Legislativo n.º 206, de 6 de septiembre de 2005.

Artículo 5-bis — Procedimiento de oposición al requerimiento de pago

  1. Cuando la acción a que se refiere el artículo 5, apartado 1, se haya ejercitado mediante solicitud de requerimiento de pago, en el procedimiento de oposición la carga de presentar la solicitud de mediación recae sobre la parte que haya solicitado el requerimiento de pago. El juez, en la primera audiencia, resuelve sobre las solicitudes de concesión y suspensión de la ejecución provisional, si se hubieran formulado y, comprobado que no se ha intentado la mediación obligatoria, fija la audiencia siguiente después de expirar el plazo previsto en el artículo 6. En dicha audiencia, si la mediación no se ha intentado, declara improcedente la demanda judicial formulada mediante la solicitud de requerimiento de pago, revoca el requerimiento objeto de oposición y resuelve sobre las costas.

Artículo 5-ter — Legitimación en mediación del administrador de la comunidad de propietarios

  1. El administrador de la comunidad de propietarios está legitimado para iniciar un procedimiento de mediación, adherirse a él y participar en él. El acta a la que se adjunte el acuerdo de conciliación o la propuesta conciliadora del mediador se somete a la aprobación de la junta de propietarios, la cual debe resolver dentro del plazo fijado en el acuerdo o en la propuesta, con las mayorías previstas en el artículo 1136 del Código Civil. Si no se produce la aprobación dentro de dicho plazo, la conciliación se entiende no concluida.

Artículo 5-quater — Mediación ordenada por el juez

  1. El juez, incluso en fase de apelación, hasta el momento de la formulación de conclusiones, valorando la naturaleza del asunto, el estado de la instrucción, el comportamiento de las partes y cualquier otra circunstancia, puede disponer, mediante auto motivado, el intento de un procedimiento de mediación. Mediante el mismo auto fija la audiencia siguiente después de expirar el plazo previsto en el artículo 6.

  2. La mediación ordenada por el juez constituye condición de procedibilidad de la demanda judicial. Se aplica el artículo 5, apartados 4, 5 y 6.

  3. En la audiencia a que se refiere el apartado 1, cuando la mediación no se haya intentado, el juez declara improcedente la demanda judicial.

Artículo 5-quinquies — Formación del magistrado, valoración del litigio resuelto mediante mediación ordenada judicialmente, y colaboración

  1. El magistrado atiende a su propia formación y actualización en materia de mediación mediante la asistencia a seminarios y cursos, organizados por la Escuela Superior de la Magistratura, incluso a través de las estructuras didácticas de formación descentralizada.

  2. A efectos de la evaluación prevista en el artículo 11 del Decreto Legislativo n.º 160, de 5 de abril de 2006, la asistencia a los seminarios y cursos a que se refiere el apartado 1, así como el número y la calidad de los asuntos resueltos mediante auto de mediación o mediante acuerdos conciliatorios, constituyen, respectivamente, indicadores de compromiso, capacidad y laboriosidad del magistrado.

  3. Los autos mediante los cuales el magistrado remite a las partes a mediación, y las controversias resueltas a raíz de su adopción, son objeto de un seguimiento estadístico específico.

  4. El titular de la oficina judicial puede promover, sin nuevos costes ni mayores cargas para la hacienda pública, proyectos de colaboración con universidades, colegios de abogados, organismos de mediación, entidades de formación y otras entidades y asociaciones profesionales y sectoriales, respetando la autonomía recíproca, para favorecer el recurso a la mediación ordenada judicialmente y la formación en materia de mediación.

Artículo 5-sexies — Mediación derivada de cláusula contractual o estatutaria

  1. Cuando el contrato, los estatutos o el acto constitutivo del ente público o privado prevean una cláusula de mediación, el intento de mediación constituye condición de procedibilidad de la demanda judicial. Si el intento de conciliación no se ha llevado a cabo, el juez o el árbitro, previa excepción de parte formulada a más tardar en la primera audiencia, procede conforme al artículo 5, apartado 2. Se aplica el artículo 5, apartados 4, 5 y 6.

  2. La solicitud de mediación se presenta ante el organismo indicado en la cláusula si está inscrito en el registro o, en su defecto, ante el organismo determinado conforme al artículo 4, apartado 1.

Artículo 6 — Duración

  1. El procedimiento de mediación tiene una duración de seis meses, prorrogable tras su inicio y antes de su vencimiento, sin perjuicio de lo dispuesto en el apartado 2, por períodos no superiores cada uno a tres meses.

  2. Cuando el juez proceda conforme al artículo 5, apartado 2, o al artículo 5-quater, apartado 1, el procedimiento de mediación tiene una duración de seis meses, prorrogable tras su inicio y antes de su vencimiento, por una sola vez, por otros tres meses.

  3. El plazo de duración del procedimiento de mediación no está sujeto a la suspensión vacacional. Dicho plazo, en el caso previsto en el apartado 1, corre desde la fecha de presentación de la solicitud de mediación y, en el caso previsto en el apartado 2, corre desde la fecha de presentación del auto mediante el cual el juez adopta las medidas previstas en el artículo 5, apartado 2, o en el artículo 5-quater, apartado 1.

  4. La prórroga a que se refieren los apartados 1 y 2 resulta de un acuerdo escrito de las partes adjuntado al acta de mediación o que resulte de ella. En los casos previstos en el apartado 2, las partes comunican al juez la prórroga del plazo mediante la aportación al proceso del acuerdo escrito o del acta de la que resulte.

Artículo 7 — Efectos sobre la duración razonable del proceso

  1. El período a que se refiere el artículo 6, y el período de aplazamiento dispuesto por el juez conforme al artículo 5, apartado 2, y al artículo 5-quater, apartado 1, no se computan a los efectos del artículo 2 de la Ley n.º 89, de 24 de marzo de 2001 [ley «Pinto», sobre indemnización por duración excesiva de los procesos].

Artículo 8 — Procedimiento

  1. En el momento de la presentación de la solicitud de mediación, el responsable del organismo designa un mediador y fija el primer encuentro entre las partes, que debe celebrarse no antes de veinte ni después de cuarenta días desde la presentación de la solicitud, salvo indicación conjunta distinta de las partes. La solicitud de mediación, la designación del mediador, el lugar y el horario del encuentro, las modalidades de desarrollo del procedimiento, la fecha del primer encuentro y cualquier otra información útil se comunican a las partes, por el organismo, por cualquier medio idóneo para asegurar su recepción. En las controversias que requieran competencias técnicas específicas, el organismo puede nombrar uno o más mediadores auxiliares.

  2. Desde el momento en que la comunicación a que se refiere el apartado 1 llega a conocimiento de las partes, la solicitud de mediación produce, respecto de la prescripción, los efectos de la demanda judicial e impide la caducidad, por una sola vez. La parte puede, a tal efecto, comunicar a la otra parte la solicitud de mediación ya presentada ante el organismo de mediación, sin perjuicio de la obligación del organismo de proceder conforme al apartado 1.

  3. El procedimiento se desarrolla sin formalidades en la sede del organismo de mediación o en el lugar indicado por el reglamento de procedimiento del organismo.

  4. Las partes participan personalmente en el procedimiento de mediación. En presencia de motivos justificados, pueden delegar en un representante que conozca los hechos y esté dotado de los poderes necesarios para la composición de la controversia. Los sujetos distintos de las personas físicas participan en el procedimiento de mediación mediante representantes o delegados que conozcan los hechos y estén dotados de los poderes necesarios para la composición de la controversia. Cuando sea necesario, el mediador pide a las partes que declaren los poderes de representación y así lo hace constar en el acta.

4-bis. El poder para la participación en el encuentro conforme al apartado 4 se otorga mediante documento firmado con firma no autenticada y contiene los datos del documento de identidad del poderdante. En los casos a que se refiere el artículo 11, apartado 7, el poderdante puede otorgar el poder con firma autenticada por un funcionario público autorizado a tal efecto. El apoderado que participe en el encuentro de mediación se encarga de presentar y entregar el poder otorgado conforme al presente apartado, junto con copia no autenticada de su propio documento de identidad, para su incorporación al expediente del procedimiento.

  1. En los casos previstos en el artículo 5, apartado 1, y cuando la mediación sea ordenada por el juez, las partes son asistidas por sus respectivos abogados.

  2. En el primer encuentro, el mediador expone la función y las modalidades de desarrollo de la mediación, y se esfuerza en que las partes alcancen un acuerdo de conciliación. Las partes y los abogados que las asisten cooperan de buena fe y lealmente con el fin de lograr una confrontación efectiva sobre las cuestiones controvertidas. Del primer encuentro se levanta, a cargo del mediador, acta suscrita por todos los participantes.

  3. El mediador puede recurrir a expertos inscritos en los listados de peritos de los tribunales. El reglamento de procedimiento del organismo debe prever las modalidades de cálculo y liquidación de los honorarios que correspondan a los expertos. En el momento de la designación del experto, las partes pueden acordar la posibilidad de aportar su informe al proceso, incluso como excepción a lo dispuesto en el artículo 9. En tal caso, el informe se valora conforme al artículo 116, párrafo primero, del Código de Procedimiento Civil.

Artículo 8-bis — Mediación por vía telemática

  1. Cuando la mediación, con el consentimiento de las partes, se desarrolle por vía telemática, los actos del procedimiento son formados por el mediador y suscritos conforme al presente decreto, con observancia de lo dispuesto en el código de la administración digital, Decreto Legislativo n.º 82, de 7 de marzo de 2005.

  2. Al concluir el procedimiento, el mediador forma un documento informático que contiene el acta y el eventual acuerdo, para la firma de los sujetos obligados a suscribirlo. El documento se firma inmediatamente y se devuelve al mediador.

  3. El mediador, recibido el documento a que se refiere el apartado 2, comprobados la inserción, validez e integridad de las firmas, estampa su propia firma y se encarga de su depósito ante la secretaría del organismo, que lo envía a las partes y a sus abogados, si los hubiera designado.

  4. La conservación y exhibición de los documentos del procedimiento de mediación desarrollado por vía telemática corresponden al organismo de mediación, conforme al artículo 43 del Decreto Legislativo n.º 82 de 2005.

Artículo 8-ter — Encuentros de mediación mediante modalidades audiovisuales a distancia

  1. Cada parte puede solicitar siempre al responsable del organismo de mediación participar en los encuentros mediante conexión audiovisual a distancia.

  2. Los sistemas de conexión audiovisual utilizados para los encuentros a que se refiere el apartado 1 garantizan la audibilidad y visibilidad simultáneas, efectivas y recíprocas de las personas conectadas.

  3. Fuera de los casos regulados por el artículo 8-bis, cuando el mediador esté obligado a obtener las firmas de los participantes para los actos formados durante un encuentro en el que una o más partes participen conforme a las modalidades previstas en el presente artículo, con el consentimiento de todas las partes, las firmas se estampan con observancia de lo dispuesto en el código de la administración digital, Decreto Legislativo n.º 82, de 7 de marzo de 2005, y con observancia del artículo 8-bis, apartados 2 y 3, salvo lo dispuesto en el apartado 4.

  4. Si no existe el consentimiento previsto en el apartado 3, las firmas de todos los participantes se estampan en modalidad manuscrita (analógica) ante el mediador.

  5. Las partes cooperan de buena fe y lealmente para que los actos formados durante un encuentro en el que una o más partes participen conforme a las modalidades previstas en el presente artículo se firmen sin dilación.

Artículo 9 — Deber de confidencialidad

  1. Quien preste su trabajo o su servicio en el organismo, o participe en el procedimiento de mediación, está sujeto al deber de confidencialidad respecto de las declaraciones realizadas y de la información obtenida durante dicho procedimiento.

  2. Respecto de las declaraciones realizadas y de la información obtenida durante las sesiones separadas, y salvo consentimiento de la parte declarante o de aquella de la que proceda la información, el mediador está asimismo obligado a la confidencialidad frente a las demás partes.

Artículo 10 — Inutilizabilidad y secreto profesional

  1. Las declaraciones realizadas o la información obtenida en el curso del procedimiento de mediación no pueden utilizarse en el proceso que tenga el mismo objeto, aunque sea parcial, iniciado, reanudado o proseguido después del fracaso de la mediación, salvo consentimiento de la parte declarante o de aquella de la que proceda la información. Sobre el contenido de las declaraciones e informaciones a que se refiere el presente apartado no se admite prueba testifical ni puede deferirse juramento decisorio.

  2. El mediador no puede ser obligado a declarar sobre el contenido de las declaraciones realizadas y de la información obtenida en el procedimiento de mediación, ni ante la autoridad judicial ni ante ninguna otra autoridad. Al mediador se aplican las disposiciones del artículo 200 del Código de Procedimiento Penal y se le extienden las garantías previstas para el defensor por las disposiciones del artículo 103 del Código de Procedimiento Penal, en cuanto le sean aplicables.

Artículo 11 — Conclusión del procedimiento

  1. Si se alcanza un acuerdo de conciliación, el mediador forma un acta a la que se adjunta el texto de dicho acuerdo. Cuando no se alcance el acuerdo, el mediador lo hace constar en el acta y puede formular una propuesta de conciliación que se adjunta al acta. En todo caso, el mediador formula una propuesta de conciliación si las partes se lo solicitan conjuntamente en cualquier momento del procedimiento. Antes de formular la propuesta, el mediador informa a las partes de las posibles consecuencias previstas en el artículo 13.

  2. La propuesta de conciliación se comunica a las partes por escrito. Las partes hacen llegar al mediador, por escrito y dentro de los siete días siguientes a la comunicación o en el plazo mayor que indique el mediador, la aceptación o el rechazo de la propuesta. A falta de respuesta dentro del plazo, la propuesta se considera rechazada. Salvo acuerdo distinto de las partes, la propuesta no puede contener ninguna referencia a las declaraciones realizadas ni a la información obtenida en el curso del procedimiento.

  3. El acuerdo de conciliación contiene la indicación de su valor.

  4. El acta final de la mediación, a la que se adjunta el eventual acuerdo, es suscrita por las partes, por sus abogados y por los demás participantes en el procedimiento, así como por el mediador, quien, sin perjuicio de lo previsto en el artículo 8-bis, certifica la autenticidad de la firma de las partes o su imposibilidad de firmar y, sin dilación, se encarga de su depósito ante la secretaría del organismo. En el acta el mediador hace constar la presencia de quienes hayan participado en los encuentros y de las partes que, aun debidamente citadas, hayan permanecido ausentes.

4-bis. Cuando la mediación concluya sin conciliación, la demanda judicial debe presentarse dentro del mismo plazo de caducidad previsto en el artículo 8, apartado 2, que corre desde el depósito del acta final de la mediación ante la secretaría del organismo.

  1. Sin perjuicio de lo previsto en el artículo 8-bis, el acta en formato papel, y el eventual acuerdo adjunto a ella, se redactan en tantos originales como partes participen en la mediación, además de un original para su depósito ante el organismo.

  2. Se expide copia del acta y del eventual acuerdo adjunto, depositados ante la secretaría del organismo, a las partes que la soliciten. El organismo está obligado a conservar copia de los documentos de los procedimientos tramitados durante al menos tres años desde la fecha de su conclusión.

  3. Si mediante el acuerdo las partes concluyen uno de los contratos o realizan uno de los actos previstos en el artículo 2643 del Código Civil, para proceder a su inscripción registral la firma del acuerdo de conciliación debe ser autenticada por un funcionario público autorizado a tal efecto. El acuerdo alcanzado, incluso a raíz de la propuesta del mediador, puede prever el pago de una suma de dinero por cada infracción o incumplimiento de las obligaciones establecidas, o por el retraso en su cumplimiento.

Artículo 11-bis — Acuerdo de conciliación suscrito por las administraciones públicas

  1. A los representantes de las administraciones públicas, a que se refiere el artículo 1, apartado 2, del Decreto Legislativo n.º 165, de 30 de marzo de 2001, que suscriban un acuerdo de conciliación se aplica el artículo 1, apartado 1.1, de la Ley n.º 20, de 14 de enero de 1994.

Artículo 12 — Eficacia ejecutiva y ejecución

  1. Cuando todas las partes adheridas a la mediación estén asistidas por abogados, el acuerdo suscrito por las partes y por dichos abogados, incluso mediante las modalidades a que se refiere el artículo 8-bis, constituye título ejecutivo para el embargo forzoso, la ejecución para entrega y restitución de bienes, la ejecución de las obligaciones de hacer y no hacer, así como para la inscripción de hipoteca judicial. Los abogados dan fe y certifican la conformidad del acuerdo con las normas imperativas y el orden público. El acuerdo a que se refiere el presente apartado debe transcribirse íntegramente en el requerimiento de pago (precetto) conforme al artículo 480, párrafo segundo, del Código de Procedimiento Civil. El abogado certifica la conformidad con el original de la copia del acuerdo transmitida por vía telemática al agente judicial, conforme a los artículos 196-decies y 196-undecies del Real Decreto n.º 1368, de 18 de diciembre de 1941, que contiene disposiciones para la aplicación del Código de Procedimiento Civil y disposiciones transitorias.

1-bis. Cuando las partes adheridas a la mediación no estén todas asistidas por abogados, el acuerdo adjunto al acta se homologa, a instancia de parte, mediante decreto del presidente del tribunal del lugar donde tenga su sede el organismo de mediación ante el cual se haya alcanzado el acuerdo, previa comprobación de su regularidad formal y del respeto de las normas imperativas y del orden público.

1-ter. En las controversias transfronterizas a que se refiere el artículo 2 de la Directiva 2008/52/CE del Parlamento Europeo y del Consejo, de 21 de mayo de 2008, el acuerdo adjunto al acta se homologa, a instancia de parte, conforme al apartado 1-bis.

  1. Con la homologación, el acuerdo constituye título ejecutivo para el embargo forzoso, para la ejecución en forma específica y para la inscripción de hipoteca judicial.

Artículo 12-bis — Consecuencias procesales de la falta de participación en el procedimiento de mediación

  1. De la falta de participación, sin motivo justificado, en el primer encuentro del procedimiento de mediación, el juez puede deducir argumentos de prueba en el proceso posterior conforme al artículo 116, párrafo segundo, del Código de Procedimiento Civil.

  2. Cuando la mediación constituya condición de procedibilidad, el juez condena a la parte personada que no haya participado, sin motivo justificado, en el primer encuentro, a abonar a los ingresos del presupuesto del Estado una suma equivalente al doble de la tasa judicial unificada (contributo unificato) debida por el proceso.

  3. En los casos a que se refiere el apartado 2, mediante la resolución que ponga fin al proceso, el juez, si así se le solicita, puede además condenar a la parte perdedora que no haya participado en el primer encuentro de mediación al pago, a favor de la contraparte, de una suma determinada equitativamente, que no exceda de las costas del proceso devengadas después de la conclusión del procedimiento de mediación.

  4. Cuando resuelva conforme al apartado 2, el juez remite copia de la resolución adoptada frente a una de las administraciones públicas a que se refiere el artículo 1, apartado 2, del Decreto Legislativo n.º 165, de 30 de marzo de 2001, al ministerio fiscal ante la sección jurisdiccional del Tribunal de Cuentas (Corte dei conti), y copia de la resolución adoptada frente a uno de los sujetos sometidos a supervisión, a la autoridad de supervisión competente.

Artículo 13 — Costas procesales en caso de rechazo de la propuesta de conciliación

  1. Cuando la resolución que ponga fin al proceso corresponda íntegramente al contenido de la propuesta, el juez excluye el resarcimiento de las costas soportadas, referidas al período posterior a la formulación de la propuesta, por la parte vencedora que hubiera rechazado la propuesta, y la condena al reembolso de las costas soportadas por la parte vencida relativas al mismo período, así como al pago a los ingresos del presupuesto del Estado de una suma adicional equivalente a la tasa judicial unificada debida. Sigue siendo de aplicación lo dispuesto en los artículos 92 y 96, párrafos primero, segundo y tercero, del Código de Procedimiento Civil. Las disposiciones del presente apartado se aplican también a las costas correspondientes a la indemnización abonada al mediador y a los honorarios debidos al experto a que se refiere el artículo 8, apartado 4.

  2. Cuando la resolución que ponga fin al proceso no corresponda íntegramente al contenido de la propuesta, el juez, si concurren razones graves y excepcionales, puede no obstante excluir el resarcimiento de las costas soportadas por la parte vencedora en concepto de indemnización abonada al mediador y de honorarios debidos al experto a que se refiere el artículo 8, apartado 4. El juez debe indicar explícitamente, en la motivación, las razones de la decisión sobre las costas a que se refiere la frase anterior.

  3. Salvo acuerdo distinto, las disposiciones de los apartados 1 y 2 no se aplican a los procedimientos ante árbitros.

Artículo 14 — Obligaciones del mediador

  1. Al mediador y a sus auxiliares les está prohibido asumir derechos u obligaciones relacionados, directa o indirectamente, con los asuntos tratados, con excepción de los estrictamente inherentes a la prestación de su trabajo o servicio; les está prohibido percibir retribuciones directamente de las partes.

  2. El mediador está obligado, además, a: a) suscribir, para cada asunto para el que sea designado, una declaración de independencia e imparcialidad conforme a las fórmulas previstas por el reglamento de procedimiento aplicable, así como los demás compromisos que en su caso prevea dicho reglamento; b) comunicar inmediatamente al responsable del organismo y a las partes todas las circunstancias, surgidas durante el procedimiento, que puedan afectar a su independencia e imparcialidad; c) formular las propuestas de conciliación con observancia del límite del orden público y de las normas imperativas; d) atender inmediatamente a toda solicitud organizativa del responsable del organismo.

  3. A instancia de parte, el responsable del organismo procede, en su caso, a la sustitución del mediador.

Artículo 15 — Mediación en la acción de clase

  1. Cuando se ejercite la acción de clase prevista en el artículo 840-bis del Código de Procedimiento Civil, la conciliación producida después de expirar el plazo de adhesión surte efecto también respecto de los adherentes que hayan prestado su consentimiento expreso a ella.

CAPÍTULO II-BIS — Disposiciones sobre la asistencia jurídica gratuita en la mediación civil y mercantil

Artículo 15-bis — Institución de la asistencia jurídica gratuita y ámbito de aplicación

  1. Se garantiza, en las condiciones establecidas en el presente capítulo, al ciudadano italiano carente de recursos, la asistencia jurídica gratuita para la asistencia de abogado en el procedimiento de mediación en los casos a que se refiere el artículo 5, apartado 1, si se alcanza el acuerdo de conciliación. La asistencia jurídica gratuita se garantiza asimismo al extranjero que resida regularmente en territorio nacional en el momento en que surja la relación o el hecho objeto del procedimiento de mediación, al apátrida y a los entes o asociaciones que no persigan fines de lucro y no ejerzan actividad económica.

  2. Se excluye la admisión a la asistencia jurídica gratuita en las controversias por cesión de créditos o derechos ajenos, salvo cuando la cesión aparezca indudablemente realizada en pago de créditos o derechos preexistentes.

Artículo 15-ter — Condiciones de renta para la admisión

  1. Puede ser admitida a la asistencia jurídica gratuita quien sea titular de una renta imponible a efectos del impuesto sobre la renta de las personas físicas, resultante de la última declaración, no superior al importe indicado en los artículos 76 y 77 del texto único de las disposiciones legislativas y reglamentarias en materia de gastos de justicia, aprobado por Decreto del Presidente de la República n.º 115, de 30 de mayo de 2002.

Artículo 15-quater — Solicitud de admisión anticipada

  1. La persona interesada que se encuentre en las condiciones indicadas en el artículo 15-ter puede solicitar ser admitida a la asistencia jurídica gratuita a fin de presentar una solicitud de mediación o de participar en el procedimiento correspondiente, en los casos a que se refiere el artículo 5, apartado 1.

  2. La solicitud de admisión, bajo pena de inadmisibilidad, se redacta y suscribe conforme al artículo 78, apartado 2, y al artículo 79, apartado 1, letras b), c) y d), del Decreto del Presidente de la República n.º 115 de 2002, y contiene las alegaciones de hecho y de derecho útiles para valorar que la pretensión que se pretende hacer valer no carece manifiestamente de fundamento.

  3. Respecto de las rentas obtenidas en el extranjero, el nacional de un Estado no perteneciente a la Unión Europea o el apátrida debe, bajo pena de inadmisibilidad, acompañar la solicitud de admisión con una certificación de la autoridad consular competente que acredite la veracidad de lo indicado en ella. En caso de imposibilidad de presentar dicha certificación, la solicitud se acompaña de una declaración sustitutiva de certificación, redactada conforme al artículo 47 del Decreto del Presidente de la República n.º 445, de 28 de diciembre de 2000.

Artículo 15-quinquies — Órgano competente para recibir la solicitud de admisión anticipada y designación del abogado

  1. La solicitud de admisión anticipada se presenta, personalmente o por correo certificado o por correo electrónico certificado o mediante otro servicio electrónico de entrega certificada cualificado, por la persona interesada o por el abogado que haya autenticado su firma, ante el colegio de abogados del lugar donde tenga su sede el organismo de mediación competente, determinado conforme al artículo 4, apartado 1.

1-bis. La persona interesada, si el colegio de abogados competente para resolver de forma anticipada así lo requiere, está obligada, bajo pena de inadmisibilidad de la solicitud, a aportar la documentación necesaria para acreditar la veracidad de lo indicado en ella.

  1. Dentro de los veinte días siguientes a la presentación de la solicitud de admisión, el colegio de abogados, verificada su admisibilidad, admite a la persona interesada a la asistencia jurídica gratuita, con carácter anticipado y provisional, y se lo comunica de inmediato.

2-bis. Copia del acto mediante el cual el colegio de abogados estime la solicitud de admisión anticipada se transmite a la oficina tributaria competente para las verificaciones previstas en el artículo 127 del texto único de las disposiciones legislativas y reglamentarias en materia de gastos de justicia, aprobado por Decreto del Presidente de la República n.º 115, de 30 de mayo de 2002.

  1. Quien sea admitido a la asistencia jurídica gratuita puede designar a un abogado elegido entre los inscritos en las listas de abogados para la asistencia jurídica gratuita.

3-bis. Cuando el abogado designado por la persona interesada esté inscrito en una lista de un distrito de tribunal de apelación distinto de aquel en que tenga su sede el organismo de mediación competente conforme al artículo 4, apartado 1, no se deben los gastos e indemnizaciones de desplazamiento previstos por los baremos forenses.

Artículo 15-sexies — Recurso contra la denegación de la solicitud de admisión anticipada

  1. Contra la denegación de la solicitud de admisión anticipada, la persona interesada puede interponer recurso, dentro de los veinte días siguientes a la comunicación, ante el presidente del tribunal del lugar en que tenga su sede el colegio de abogados que haya adoptado la resolución. Se aplica el artículo 99, apartados 2, 3 y 4, del Decreto del Presidente de la República n.º 115 de 2002.

Artículo 15-septies — Efectos de la admisión anticipada y su confirmación

  1. La admisión anticipada a la asistencia jurídica gratuita es válida para todo el procedimiento de mediación.

  2. Las indemnizaciones a que se refiere el artículo 17, apartados 3 y 4, no son debidas por la parte admitida con carácter anticipado a la asistencia jurídica gratuita.

  3. Cuando se alcance el acuerdo de conciliación, la admisión se confirma, a instancia del abogado, por el colegio de abogados que haya acordado la admisión anticipada, mediante la estampación del visto de conformidad en la minuta de honorarios.

  4. La solicitud de confirmación indica el importe de los honorarios solicitados por el abogado y se acompaña del acuerdo de conciliación. El colegio de abogados, verificada la integridad de la documentación y la adecuación de los honorarios en función del valor del acuerdo indicado conforme al artículo 11, apartado 3, confirma la admisión y remite copia de la minuta visada a la oficina competente del Ministerio de Justicia para que proceda a las verificaciones que estime necesarias, y al organismo de mediación. La persona interesada, si el Ministerio así lo requiere, está obligada, bajo pena de inadmisibilidad de la solicitud, a aportar la documentación necesaria para acreditar la veracidad de lo indicado en ella.

  5. El abogado no puede solicitar ni percibir de su cliente honorarios o reembolsos, a ningún título, distintos de los previstos en el presente capítulo. Todo pacto en contrario es nulo y se aplica el artículo 85, apartado 3, del Decreto del Presidente de la República n.º 115 de 2002.

Artículo 15-octies — Determinación, liquidación y pago de los honorarios y gastos del abogado

  1. Mediante decreto del Ministro de Justicia, adoptado de común acuerdo con el Ministro de Economía y Hacienda, dentro de los seis meses siguientes a la entrada en vigor de las disposiciones de desarrollo de la Ley n.º 206, de 26 de noviembre de 2021, se establecen los importes que corresponden al abogado de la parte admitida a la asistencia jurídica gratuita en concepto de honorarios y gastos. Mediante el mismo decreto se establecen las modalidades de liquidación y pago, también mediante reconocimiento de un crédito fiscal o de compensación, de las sumas determinadas conforme al presente artículo, así como las modalidades y el contenido de la correspondiente solicitud y los controles aplicables, incluidos los de autenticidad.

Artículo 15-novies — Revocación de la resolución de admisión y recurso contra el decreto correspondiente

  1. La inexistencia de los requisitos para la admisión a que se refiere el artículo 15-ter, comprobada por cualquier vía, incluso a raíz de los controles a que se refiere el artículo 15-decies, apartado 2, se comunica al colegio de abogados que haya acordado la admisión.

  2. Las modificaciones sobrevenidas de las condiciones de renta que excluyan la admisión a la asistencia jurídica gratuita deben ser comunicadas de inmediato por la parte admitida o por su abogado al colegio de abogados que haya acordado la admisión anticipada.

  3. Recibidas las comunicaciones previstas en los apartados 1 y 2, el colegio de abogados, realizadas las verificaciones que estime necesarias, revoca la admisión y lo comunica a la persona interesada, al abogado y al organismo de mediación.

  4. Contra la resolución de revocación, la persona interesada puede interponer recurso, dentro de los veinte días siguientes a la comunicación, ante el presidente del tribunal del lugar en que tenga su sede el colegio de abogados que la haya adoptado. Se aplica el artículo 99, apartados 2, 3 y 4, del Decreto del Presidente de la República n.º 115 de 2002.

Artículo 15-decies — Sanciones y controles de la Guardia di Finanza

  1. Quien, con el fin de obtener o mantener la admisión a la asistencia jurídica gratuita, formule la solicitud de admisión acompañada de la declaración sustitutiva de certificación, atestiguando falsamente la concurrencia de las condiciones de renta exigidas, es sancionado conforme al artículo 125, apartado 1, del Decreto del Presidente de la República n.º 115 de 2002.

  2. Se aplica el artículo 88 del Decreto del Presidente de la República n.º 115, de 30 de mayo de 2002.

Artículo 15-undecies — Disposiciones financieras

  1. A la carga derivada de la aplicación de las disposiciones del presente capítulo, evaluada en 2.082.780 euros anuales a partir del año 2023, se hace frente mediante la correspondiente reducción del Fondo para la aplicación de la delegación para la eficiencia del proceso civil a que se refiere el artículo 1, apartado 39, de la Ley n.º 206, de 26 de noviembre de 2021.

CAPÍTULO III — Organismos de mediación y entidades de formación

Artículo 16 — Organismos de mediación y registro. Lista de formadores

  1. Los entes públicos o privados que ofrezcan garantías de seriedad y eficiencia están habilitados para constituir organismos encargados, a instancia de la parte interesada, de gestionar el procedimiento de mediación en las materias a que se refiere el artículo 2 del presente decreto. Los organismos deben estar inscritos en el registro.

1-bis. A los efectos de la habilitación a que se refiere el apartado 1 y de su mantenimiento, constituyen requisitos de seriedad: a) la honorabilidad de los socios, administradores, responsables y mediadores de los organismos; b) la previsión, en el objeto social o en el fin asociativo, del ejercicio con carácter exclusivo de servicios de mediación, conciliación o resolución alternativa de controversias y de formación en dichos ámbitos; c) el compromiso del organismo de no prestar servicios de mediación, conciliación y resolución alternativa de controversias cuando tenga interés en el litigio.

1-ter. A los efectos del apartado 1, constituyen requisitos de eficiencia del organismo la adecuación de su organización, su capacidad financiera, la calidad del servicio, la transparencia organizativa, administrativa y contable, así como la cualificación profesional del responsable del organismo y de los mediadores.

  1. La formación del registro y su revisión, la inscripción, la suspensión y la cancelación de los inscritos, la creación de secciones separadas del registro para el tratamiento de los asuntos que requieran competencias específicas, también en materia de consumo e internacionales, así como la determinación de las indemnizaciones que correspondan a los organismos, se regulan mediante decretos específicos del Ministro de Justicia, adoptados de común acuerdo, en lo relativo a la materia de consumo, con el Ministro de Desarrollo Económico. Hasta la adopción de dichos decretos se aplican, en cuanto sean compatibles, las disposiciones de los decretos del Ministro de Justicia n.º 222, de 23 de julio de 2004, y n.º 223, de 23 de julio de 2004. A dichas disposiciones se ajustan, hasta esa misma fecha, los organismos de resolución extrajudicial previstos en el artículo 141 del Código del Consumo, Decreto Legislativo n.º 206, de 6 de septiembre de 2005, y sus modificaciones posteriores.

  2. El organismo, junto con la solicitud de inscripción en el registro, deposita ante el Ministerio de Justicia su propio reglamento de procedimiento y su código ético, comunicando cualquier modificación posterior. En el reglamento deben preverse, sin perjuicio de lo establecido en el presente decreto, los procedimientos telemáticos que en su caso utilice el organismo, de manera que se garantice la seguridad de las comunicaciones y el respeto de la confidencialidad de los datos. Al reglamento deben adjuntarse los baremos de las indemnizaciones que correspondan a los organismos constituidos por entidades privadas y sus correspondientes criterios de cálculo, propuestos para su aprobación conforme al artículo 17. A efectos de la inscripción en el registro, el Ministerio de Justicia valora la idoneidad del reglamento.

  3. La vigilancia del registro corresponde al Ministerio de Justicia y, en lo relativo a la sección para el tratamiento de asuntos en materia de consumo a que se refiere el apartado 2, también al Ministerio de Desarrollo Económico.

4-bis. Los abogados inscritos en el colegio son mediadores de pleno derecho. Los abogados inscritos en organismos de mediación deben estar adecuadamente formados en materia de mediación y mantener su preparación mediante itinerarios de actualización teórico-prácticos destinados a tal fin, con observancia de lo previsto en el artículo 62 del código deontológico forense. De la aplicación de la presente disposición no deben derivarse nuevos costes ni mayores cargas para la hacienda pública.

  1. Se instituye ante el Ministerio de Justicia, mediante decreto ministerial, la lista de formadores para la mediación. El decreto, conforme al artículo 16-bis, establece los criterios de inscripción, suspensión y cancelación de los inscritos, así como para el desarrollo de la actividad de formación, de manera que se garanticen niveles elevados de formación de los mediadores. Mediante el mismo decreto se establece la fecha a partir de la cual la participación en la actividad de formación a que se refiere el presente apartado constituye, para el mediador, un requisito de cualificación profesional.

  2. La institución y el mantenimiento del registro y de la lista de formadores se llevan a cabo dentro de los recursos humanos, financieros e instrumentales ya existentes y disponibles conforme a la legislación vigente, en el Ministerio de Justicia y en el Ministerio de Desarrollo Económico, por la parte que corresponda a cada uno según su competencia, y, en todo caso, sin nuevos costes ni mayores cargas para el presupuesto del Estado.

Artículo 16-bis — Entidades de formación

  1. Están habilitadas para inscribirse en la lista de entidades de formación en materia de mediación los entes públicos o privados que ofrezcan garantías de seriedad y eficiencia, tal como se definen en el artículo 16, apartados 1-bis y 1-ter.

  2. A los efectos del apartado 1, la entidad de formación está obligada además a designar a un responsable científico de reconocido prestigio y experiencia en materia de mediación, conciliación o resolución alternativa de controversias, que garantice la calidad de la formación impartida por la entidad, la integridad, adecuación y actualización del itinerario formativo ofrecido, y la competencia y experiencia de los formadores, incluida la adquirida en el extranjero. El responsable comunica periódicamente el programa formativo y los nombres de los formadores elegidos al Ministerio de Justicia, según lo previsto en el decreto a que se refiere el artículo 16, apartado 2.

  3. El decreto a que se refiere el artículo 16, apartado 2, establece también los requisitos de cualificación de los mediadores y de los formadores necesarios para la inscripción, y el mantenimiento de la inscripción, en las respectivas listas.

Artículo 17 — Recursos, régimen tributario e indemnizaciones

  1. Todos los actos, documentos y resoluciones relativos al procedimiento de mediación están exentos del impuesto de timbre y de cualquier gasto, tasa o tributo de cualquier naturaleza.

  2. El acta que contenga el acuerdo de conciliación está exenta del impuesto sobre transmisiones dentro del límite de valor de cien mil euros; por encima de ese límite, el impuesto se debe por la parte que lo exceda.

  3. Cada parte, en el momento de presentar la solicitud de mediación o en el momento de adherirse a ella, abona al organismo, además de los gastos documentados, un importe en concepto de indemnización que comprende los gastos de apertura y los gastos de mediación por el desarrollo del primer encuentro. Cuando la mediación concluya sin acuerdo en el primer encuentro, las partes no están obligadas a abonar importes adicionales.

  4. El reglamento del organismo de mediación indica los gastos de mediación adicionales debidos por las partes por la conclusión del acuerdo de conciliación y por los encuentros posteriores al primero.

  5. Mediante el decreto a que se refiere el artículo 16, apartado 2, se determinan: a) el importe mínimo y máximo de las indemnizaciones que corresponden a los organismos públicos, el criterio de cálculo y las modalidades de reparto entre las partes; b) los criterios para la aprobación de los baremos de indemnizaciones propuestos por los organismos constituidos por entidades privadas; c) los importes en concepto de indemnización por los gastos de apertura y por los gastos de mediación del primer encuentro; d) los recargos máximos de la indemnización debida, no superiores al 25 por ciento, en caso de éxito de la mediación; e) las reducciones mínimas de las indemnizaciones debidas en los casos en que la mediación constituya condición de procedibilidad conforme al artículo 5, apartado 1, o sea ordenada por el juez; f) los criterios para la determinación del valor del acuerdo de conciliación conforme al artículo 11, apartado 3.

  6. Cuando la mediación constituya condición de procedibilidad de la demanda judicial conforme al artículo 5, apartado 1, o al artículo 5-quater, apartado 2, no se debe indemnización alguna al organismo por la parte admitida a la asistencia jurídica gratuita.

  7. El Ministerio de Justicia lleva a cabo, en el marco de sus actividades institucionales, el seguimiento de las mediaciones relativas a los sujetos exonerados del pago de la indemnización de mediación.

  8. El importe de la indemnización puede ser reajustado cada tres años en función de la variación, comprobada por el Instituto Nacional de Estadística, del índice de precios al consumo para las familias de obreros y empleados, producida en el trienio precedente.

  9. Para la aplicación de lo dispuesto en los apartados 1 y 2, se autoriza un gasto de 5,9 millones de euros para el año 2010, de 7,018 millones de euros para los años 2011 a 2022, y de 13,098 millones de euros a partir de 2023, al que se hace frente: a) por 5,9 millones de euros para 2010 y 7,018 millones de euros a partir de 2011, mediante la correspondiente reducción de la parte de los recursos del «Fondo Único de Justicia» a que se refiere el artículo 2, apartado 7, letra b), del Decreto-Ley n.º 143, de 16 de septiembre de 2008, convertido, con modificaciones, por la Ley n.º 181, de 13 de noviembre de 2008, que, a tal fin, queda afectado a los ingresos del presupuesto del Estado; b) por 6,08 millones de euros a partir de 2023, mediante la correspondiente reducción del Fondo para la aplicación de la delegación para la eficiencia del proceso civil y para la revisión de la regulación de los instrumentos de resolución alternativa de controversias y medidas urgentes de racionalización de los procedimientos en materia de derechos de las personas y de las familias, así como en materia de ejecución forzosa, instituido en el estado de previsión del Ministerio de Justicia en aplicación de la Ley n.º 206, de 26 de noviembre de 2021.

Artículo 18 — Organismos constituidos en los tribunales

  1. Los colegios de abogados pueden constituir organismos en cada tribunal, utilizando su propio personal y los locales puestos a su disposición por el presidente del tribunal. Los organismos constituidos en los tribunales se inscriben en el registro mediante simple solicitud, con observancia de los criterios establecidos por los decretos a que se refiere el artículo 16.

Artículo 19 — Organismos constituidos en los colegios profesionales y en las cámaras de comercio

  1. Los colegios profesionales pueden constituir, para las materias reservadas a su competencia, previa autorización del Ministerio de Justicia, organismos especiales, utilizando su propio personal y locales de su disposición.

  2. Los organismos a que se refiere el apartado 1, y los organismos constituidos conforme al artículo 2, apartado 4, de la Ley n.º 580, de 29 de diciembre de 1993, por las cámaras de comercio, industria, artesanía y agricultura, se inscriben en el registro mediante simple solicitud, con observancia de los criterios establecidos por los decretos a que se refiere el artículo 16.

CAPÍTULO IV — Disposiciones en materia fiscal e informativa

Artículo 20 — Crédito fiscal a favor de las partes y de los organismos de mediación

  1. A las partes se les reconoce, cuando se alcance el acuerdo de conciliación, un crédito fiscal calculado sobre la indemnización abonada conforme al artículo 17, apartados 3 y 4, hasta un máximo de seiscientos euros. En los casos a que se refiere el artículo 5, apartado 1, y cuando la mediación sea ordenada por el juez, a las partes se les reconoce asimismo un crédito fiscal calculado sobre los honorarios abonados a su abogado por la asistencia en el procedimiento de mediación, dentro de los límites previstos por los baremos forenses y hasta un máximo de seiscientos euros.

  2. Los créditos fiscales previstos en el apartado 1 pueden ser utilizados por la parte dentro del límite global de seiscientos euros por procedimiento y hasta un importe máximo anual de dos mil cuatrocientos euros para las personas físicas y de veinticuatro mil euros para las personas jurídicas. En caso de fracaso de la mediación, los créditos fiscales se reducen a la mitad.

  3. Se reconoce un crédito fiscal adicional, calculado sobre la tasa judicial unificada abonada por la parte del proceso extinguido a raíz de la conclusión de un acuerdo de conciliación, dentro del límite del importe abonado y hasta un máximo de quinientos dieciocho euros.

  4. A los organismos de mediación se les reconoce un crédito fiscal calculado sobre la indemnización no exigible a la parte admitida a la asistencia jurídica gratuita conforme al artículo 15-septies, apartado 2, hasta un importe máximo anual de veinticuatro mil euros.

  5. Mediante decreto del Ministro de Justicia, de común acuerdo con el Ministro de Economía y Hacienda, que se adoptará dentro de los seis meses siguientes a la entrada en vigor de las disposiciones de desarrollo de la Ley n.º 206, de 26 de noviembre de 2021, por la que se delega en el Gobierno la eficiencia del proceso civil y la revisión de la regulación de los instrumentos de resolución alternativa de controversias y medidas urgentes de racionalización de los procedimientos en materia de derechos de las personas y de las familias, así como en materia de ejecución forzosa, se establecen las modalidades de reconocimiento de los créditos fiscales a que se refiere el presente artículo, la documentación que debe aportarse en apoyo de la solicitud y los controles sobre su autenticidad, así como las modalidades de transmisión por vía telemática a la Agencia Tributaria de la lista de beneficiarios y de los importes respectivos comunicados a cada uno.

  6. A la carga derivada de la aplicación del presente artículo, evaluada en 51.821.400 euros anuales a partir de 2023, se hace frente mediante la correspondiente reducción del Fondo para la aplicación de la delegación para la eficiencia del proceso civil a que se refiere el artículo 1, apartado 39, de la Ley n.º 206, de 26 de noviembre de 2021.

  7. El Ministerio de Justicia procede anualmente al ingreso del importe correspondiente a los recursos destinados a los créditos fiscales en la contabilidad especial n.º 1778 «Agencia Tributaria — Fondos presupuestarios».

Artículo 21 — Información al público

  1. El Ministerio de Justicia, a través del Departamento de Información y Publicaciones de la Presidencia del Consejo de Ministros y con los fondos previstos por la Ley n.º 150, de 7 de junio de 2000, se encarga de la divulgación al público, mediante campañas publicitarias específicas, en particular a través de internet, de información sobre el procedimiento de mediación y sobre los organismos habilitados para llevarlo a cabo.

CAPÍTULO V — Derogaciones, coordinación y disposiciones transitorias

Artículo 22 — Obligaciones de comunicación para la prevención del sistema financiero

  1. En el artículo 10, apartado 2, letra e), del Decreto Legislativo n.º 231, de 21 de noviembre de 2007, después del número 5) se añade el siguiente: «5-bis) mediación, conforme al artículo 60 de la Ley n.º 69, de 18 de junio de 2009;».

Artículo 23 — Derogaciones

  1. Quedan derogados los artículos 38 a 40 del Decreto Legislativo n.º 5, de 17 de enero de 2003, y las remisiones que la ley efectúe a dichos artículos se entienden referidas a las correspondientes disposiciones del presente decreto.

  2. Permanecen en vigor las disposiciones que prevén procedimientos obligatorios de conciliación y mediación, cualquiera que sea su denominación, así como las disposiciones relativas a los procedimientos de conciliación relativos a las controversias a que se refiere el artículo 409 del Código de Procedimiento Civil. Los procedimientos a que se refiere el período anterior se llevan a cabo en lugar de los previstos en el presente decreto.

Artículo 24 — Disposiciones transitorias (NOTA: este artículo fue declarado inconstitucional por el Tribunal Constitucional, sentencia n.º 272, de 24 de octubre de 2012, publicada en el Boletín Oficial el 12 de diciembre de 2012, por exceso en el ejercicio de la delegación legislativa; ya no es aplicable y se reproduce aquí únicamente a efectos de exhaustividad documental del texto del decreto)

  1. Las disposiciones del artículo 5, apartado 1, adquieren eficacia transcurridos doce meses desde la fecha de entrada en vigor del presente decreto y se aplican a los procesos iniciados con posterioridad.