Testi in vigore: Estonia

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Estonia, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

Nome ufficiale della legge: Lepitusseadus ("Legge sulla conciliazione" / Conciliation Act). Si tratta di una legge speciale dedicata esclusivamente alla conciliazione/mediazione in materia civile (non è un estratto di un codice più ampio).

Iter e pubblicazione: approvata dal Riigikogu (Parlamento estone) il 18 novembre 2009; promulgata con decisione del Presidente della Repubblica n. 562 del 3 dicembre 2009; pubblicata in RT I 2009, 59, 385 (Riigi Teataja, Gazzetta ufficiale estone). Entrata in vigore: 1° gennaio 2010.

Stato delle modifiche più recenti (verificato al 25 agosto 2026): - RT I, 29.06.2014, 109, in vigore dal 1° luglio 2014: modifica di carattere puramente terminologico/organizzativo (in base al § 107³, comma 4, della legge sul Governo della Repubblica, le parole "Ministro della Giustizia" sono state sostituite, nei §§ 16–18, con "il Ministro competente per il settore"). Non incide sul contenuto sostanziale della legge. - Atto approvato il 22 novembre 2021, pubblicato in RT I, 10.12.2021, 1, in vigore dal 1° settembre 2022: risulta collegato, in base alle fonti consultate, all'introduzione della Riikliku perelepitusteenuse seadus (legge sul servizio statale di conciliazione familiare), un atto distinto relativo alla mediazione familiare finanziata dallo Stato. La traduzione inglese ufficiale aggiornata al 14 luglio 2022 (v. sotto) risulta modificata rispetto al testo originario del 2009 quantomeno al § 4 (comma 9, relativo all'obbligo di segnalazione di un minore bisognoso di assistenza o in pericolo ai sensi della legge sulla tutela dei minori), assente nel testo estone del 2009 qui riprodotto: si tratta dell'unica discrepanza sostanziale individuata con certezza fra le due versioni disponibili. - Non sono state reperite, nelle ricerche svolte in data 25 agosto 2026, modifiche alla Lepitusseadus successive al settembre 2022. La direttiva UE 2025/2647 (che modifica la direttiva 2013/11/UE sull'ADR per i consumatori) risulta adottata a livello UE ma riguarda gli organismi ADR in materia di consumo, non la conciliazione civile-commerciale generale disciplinata dalla Lepitusseadus; non risulta, dalle fonti consultate, che il suo recepimento estone sia già stato completato alla data della presente ricerca.

Fonti consultate e limiti della ricerca (avvertenza di cautela — punto 5 dell'incarico): Il portale ufficiale riigiteataja.ee (fonte primaria) è interamente reso via JavaScript e non è risultato accessibile con gli strumenti automatici disponibili in questa sessione di ricerca (né le pagine "consolide", né le pagine /akt/...), circostanza già annotata in una ricerca precedente su questo stesso progetto. Sono state quindi utilizzate le seguenti fonti secondarie, tra loro incrociate: - NATLEX (banca dati dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro), scheda "Estonia — Conciliation Act of 18 November 2009" (rif. EST-2009-L-84963), che ospita due documenti forniti dalle autorità estoni tramite Riigi Teataja: (a) il testo estone, corrispondente al testo originariamente adottato il 18.11.2009 (RT I 2009, 59, 385); (b) una traduzione inglese ufficiale "aggiornata" (as amended), pubblicata dal servizio di traduzione di Riigi Teataja il 14.07.2022, con indicazione "in force from 01.09.2022" e "in force until: in force" (nessuna modifica successiva registrata), che incorpora sia la modifica del 2014 sia quella del 2021/2022 sopra descritte. - Il contesto della modifica 2021/2022 è stato riscontrato tramite fonti secondarie estoni reperite via ricerca web (Riigikogu, Vikipeedia) relative alla Riikliku perelepitusteenuse seadus.

Conseguenza per il testo qui riprodotto: il testo estone sotto riportato è quello originariamente adottato nel 2009, trascritto fedelmente dal documento ufficiale sopra citato; è quasi integralmente coincidente con il testo tuttora in vigore, con le uniche differenze accertate segnalate in nota puntuale (terminologia ministeriale ai §§ 16–18; § 4 comma 9). Le quattro traduzioni (italiano, inglese, francese, spagnolo) riproducono invece il contenuto sostanziale della legge come attualmente in vigore, sulla base della traduzione inglese ufficiale aggiornata al 2022, in modo da offrire al lettore il diritto effettivamente applicabile; le differenze rispetto al testo estone del 2009 qui riportato sono segnalate in nota. Si raccomanda, prima di un uso professionale o ufficiale del testo, una verifica diretta su riigiteataja.ee (sezione "Lepitusseadus", versione consolidata) o tramite un professionista legale estone.

Struttura della legge: 6 capitoli, §§ 1–36. I §§ 30–35 (capitolo 6, prima parte) sono disposizioni di attuazione che modificano altri atti legislativi (Codice di procedura civile; legge sulla parte generale del Codice civile; legge sul notariato; legge sull'Ordine degli avvocati; Codice di procedura esecutiva; legge sulla tutela dei minori) inserendovi rinvii alla Lepitusseadus: non contengono disciplina autonoma della conciliazione e non sono pertanto riprodotti per esteso, essendo estranei al contenuto sostanziale della mediazione civile-commerciale oggetto del presente dossier; il loro oggetto è indicato di seguito a titolo informativo. Il solo § 36 (entrata in vigore) è riprodotto e tradotto integralmente.

§§ 30–35 (indicazione sommaria, non tradotti per esteso): § 30 modifica il Codice di procedura civile (tsiviilkohtumenetluse seadustik); § 31 modifica la legge sulla parte generale del Codice civile (tsiviilseadustiku üldosa seadus); § 32 modifica la legge sul notariato (notariaadiseadus); § 33 modifica la legge sull'Ordine degli avvocati (advokatuuriseadus); § 34 modifica il Codice di procedura esecutiva (täitemenetluse seadustik); § 35 modifica la legge sulla tutela dei minori (lastekaitseseadus).

URL/fonti consultate: - https://natlex.ilo.org/dyn/natlex2/r/natlex/fe/details?p3_isn=84963 (scheda NATLEX-ILO) - https://natlex.ilo.org/dyn/natlex2/natlex2/files/download/84963/EST84963%20Estonian.pdf (testo estone, come originariamente adottato, fornito dalle autorità estoni via Riigi Teataja) - https://natlex.ilo.org/dyn/natlex2/natlex2/files/download/84963/EST-84963.pdf (traduzione inglese ufficiale, aggiornata, pubblicata da Riigi Teataja il 14.07.2022, in vigore dall'1.9.2022) - https://www.riigiteataja.ee/en/eli/530102013028/consolide e https://www.riigiteataja.ee/en/eli/ee/Riigikogu/act/514072022002/consolide (pagine ufficiali della versione consolidata, individuate ma non accessibili con gli strumenti disponibili — richiedono JavaScript) - https://e-justice.europa.eu/topics/taking-legal-action/mediation/mediation-eu-countries/ee_en (Portale europeo della giustizia elettronica — conferma la Lepitusseadus quale atto di recepimento della direttiva 2008/52/CE in Estonia)


Testo originale (estone)

Testo come originariamente adottato il 18 novembre 2009 (RT I 2009, 59, 385), trascritto dal documento ufficiale indicato in nota. Cfr. le avvertenze di cui sopra circa le due modifiche successive non integralmente riscontrabili in lingua estone in questa sessione di ricerca.

LEPITUSSEADUS

Vastu võetud 18. novembril 2009. a.

1. peatükk — ÜLDSÄTTED

§ 1. Seaduse reguleerimisala

(1) Käesoleva seadusega reguleeritakse lepitusmenetlust tsiviilasjades, sealhulgas käesolevas seaduses ettenähtud korras läbiviidud lepitusmenetluse õiguslikke tagajärgi.

(2) Lepitusmenetlus käesoleva seaduse tähenduses on poolte vabatahtlikkusel põhinev tegevus, mille käigus käesoleva seaduse §-s 2 sätestatud erapooletu isik (edaspidi lepitaja) toetab lepitusosaliste suhtlust eesmärgiga aidata neil leida vaidlusküsimusele lahendus. Lepitaja võib lepituse asjaolude ja lepitusmenetluse kulgemise põhjal esitada pooltele omapoolse lahendusettepaneku.

(3) Lepitusmenetlusega tsiviilasjas on tegu juhul, kui vaidlus tuleneb eraõigussuhtest ning on lahendatav maakohtus.

(4) Seaduses sätestatud juhul on lepitusmenetlus kohustuslik kohtueelne menetlus.

§ 2. Lepitaja

Lepitajaks käesoleva seaduse tähenduses on: 1) füüsiline isik, kellele pooled on teinud ülesandeks käesoleva seaduse § 1 lõikes 2 kirjeldatud tegevuse. Lepitaja võib tegutseda juriidilise isiku kaudu, olles sellega töö- või muus lepingulises suhtes; 2) vandeadvokaat käesoleva seaduse §-s 17 nimetatud juhul; 3) notar käesoleva seaduse §-s 16 nimetatud juhul; 4) seaduses sätestatud juhul riigi või kohaliku omavalitsuse lepitusorgan.

2. peatükk — LEPITAJA KOHUSTUSED

§ 3. Sõltumatus ja erapooletus

(1) Lepitaja peab olema sõltumatu ning lepitusosaliste suhtes erapooletu. Lepitaja ei tohi lepitusmenetlust läbi viia juhul, kui esinevad tsiviilkohtumenetluse seadustiku §-s 23 nimetatud asjaolud.

(2) Lepitaja ei tohi suunata lepituse käiku viisil, mis loob lepitusosalistes ettekujutuse, nagu oleks lepitaja näol tegu poolte suhtes otsustuspädeva isikuga.

(3) Notarist ja vandeadvokaadist lepitajad lähtuvad lisaks käesoleva paragrahvi lõigetes 1 ja 2 sätestatule nende ametitegevust reguleerivatest õigusaktidest tulenevatest erapooletuse ning sõltumatuse nõuetest.

§ 4. Lepitusmenetluse konfidentsiaalsus

(1) Lepitusläbirääkimised ei ole avalikud.

(2) Lepitajal on vaikimiskohustus lepitusmenetluse asjaolude suhtes, mis on talle teatavaks saanud kas lepitusmenetluse käigus või väljaspool seda. Kohustus laieneb käesoleva seaduse § 2 punktis 1 nimetatud juriidilisele isikule.

(3) Lepitaja annab andmeid lepitusmenetluse asjaolude kohta ainult lepitusosalistele ja nende esindajatele.

(4) Tunnistajana ülekuulatavale lepitajale ei või talle lepitusmenetluse käigus teatavaks saanud asjaolude kohta küsimusi esitada ega temalt seletust nõuda.

(5) Kohus võib kohustada lepitajat andma andmeid lepitusmenetluse asjaolude kohta neis kohtu menetluses olevates kriminaal-, tsiviil- või haldusasjades, milles seda õigustab kaalukas avalik huvi, eeskätt kui on tegu lapse huvide kaitsega või ohuga isiku elule ja tervisele.

(6) Kohtu määruse alusel annab lepitaja lepitusmenetluse asjaolude kohta andmeid uurimisorganitele.

(7) Lepitusosaline või tema õigusjärglane või esindaja võib lepitaja vabastada toimingu saladuses hoidmise kohustusest, esitades selle kohta kirjaliku nõusoleku. Kui lepitusosaline on surnud ning tal ei ole õigusjärglasi või kui temaga ühendusse astumine ei ole võimalik, võib kohus vabastada lepitaja saladuse hoidmise kohustusest. Kohus võib lepitaja taotlusel vabastada ta lepitusmenetlusega seotud andmete saladuses hoidmisest ka muudel kaalukatel põhjustel. Avaldus saladuse hoidmise kohustusest vabastamiseks esitatakse lepitaja üldise kohtualluvuse järgi. Kohus lahendab avalduse hagita menetluse korras.

(8) Lepitusmenetluse andmete saladuses hoidmise kohustus laieneb kolmandatele isikutele, kelle valduses on käesoleva paragrahvi lõikes 2 nimetatud andmeid sisaldavaid dokumente või kellel on neile juurdepääs, kui seadusega ei ole sätestatud teisiti. Nimetatud isikud avaldavad lõikes 2 nimetatud andmeid analoogselt lõigetes 3–7 sätestatule, kui muu seadusega ei ole sätestatud teisiti.

[Nota: la traduzione inglese ufficiale aggiornata al 2022 riporta un ulteriore comma (9), relativo alla facoltà del lepitaja di effettuare le segnalazioni previste dalla legge sulla tutela dei minori per un minore bisognoso di assistenza o in pericolo, assente nel testo estone del 2009 qui trascritto: v. avvertenza in "Fonte" e testo nelle traduzioni sottostanti.]

§ 5. Suhtlemine lepitusosalistega

(1) Lepitaja võib suhelda lepitusmenetluse käigus kõigi lepitusosalistega koos või igaühega eraldi.

(2) Lepitaja võib talle lepitusosalise poolt lepitusmenetluse aluseks olevate asjaolude kohta antud teavet edastada teisele lepitusosalisele. Lepitaja ei või sellist teavet teisele lepitusosalisele avaldada juhul, kui lepitusosaline andis lepitajale selle teabe koos keeluga seda teisele lepitusosalisele edastada.

§ 6. Samas asjas esindamise keeld

Lepitajal on keelatud esindada lepitusosalist lepitusmenetluse aluseks olevaid asjaolusid käsitlevas muus menetluses.

§ 7. Selgituskohustus

Lepitusmenetlust alustades on lepitaja kohustatud selgitama lepitusosalistele lepitusmenetluse olemust ja õiguslikke tagajärgi ning lepitaja tasustamisega seonduvat.

§ 8. Dokumenteerimiskohustus

(1) Lepitaja on kohustatud lühidalt dokumenteerima lepitusmenetluse kulgemise, sealhulgas fikseerima lepitusmenetluse alguse ja lõpu.

(2) Lepitaja on kohustatud säilitama lepitusmenetluse dokumentatsiooni vähemalt viis aastat.

(3) Notarid ja vandeadvokaadid lähtuvad nende ametitegevust reguleerivates õigusaktides ettenähtud regulatsioonist ametitegevusega seotud dokumentide koostamise, säilitamise ja arhiveerimise kohta.

§ 9. Lepitustasu

(1) Lepitusmenetluse läbiviimise ja sellega seotud kulude eest maksavad lepitusosalised lepitajale kokkulepitud tasu. Lepitaja võib nõuda pooltelt lepitustasu ettemaksu.

(2) Lepitusosalised vastutavad kokkulepitud tasu maksmise eest lepitaja või käesoleva seaduse § 2 punktis 1 nimetatud juriidilise isiku ees solidaarselt. Lepitusosalised teineteise kulusid ei hüvita, välja arvatud, kui nad lepivad kokku teisiti.

(3) Kui lepitusmenetlus viiakse läbi kohtumenetluse raames, reguleerivad hilisemat kulude jaotumist poolte vahel tsiviilkohtumenetluse seadustiku normid.

§ 10. Vastutus

(1) Lepitaja ja käesoleva seaduse § 2 punktis 1 nimetatud juriidiline isik vastutavad käesoleva seaduse 2. ja 3. peatükis sätestatud tingimuste süülisest rikkumisest tekkinud kahju eest solidaarselt.

(2) Lepitaja ja käesoleva seaduse § 2 punktis 1 nimetatud juriidiline isik ei vastuta lepitusmenetluse käigus sõlmitud ebasoodsa kokkuleppe tõttu lepitusosalisele tekkinud kahju eest või kokkuleppe sõlmimata jäämise tõttu lepitusosalisele tekkinud kahju eest, välja arvatud juhul, kui sellise kahju on põhjustanud lepitusmenetluse tingimuste rikkumine lepitaja või § 2 punktis 1 nimetatud juriidilise isiku poolt.

(3) Käesoleva paragrahvi lõigetes 1 ja 2 sätestatust lepitusosalise kahjuks kõrvalekalduv kokkulepe on tühine.

3. peatükk — LEPITUSMENETLUSE KÄIK

§ 11. Lepitusmenetluse algus ja lõpp

(1) Lepitusmenetlus algab, kui lepitusosalised on jõudnud kokkuleppele asja lahendamises lepitaja juures ning lepitaja on alustanud lepitusmenetluse läbiviimist. Lepitusmenetlus loetakse alanuks ka käesoleva paragrahvi lõike 2 esimeses lauses sätestatud juhul.

(2) Kui kohus on suunanud isikud asja lahendamiseks lepitajat kasutama, võib lepitaja ühe poole taotlusel tegutseda käesoleva seaduse § 12 lõigete 3 ja 4 kohaselt, et selgitada välja teise poole valmisolek osaleda lepitusmenetluses. Lepitaja võib sel viisil tegutseda ka siis, kui isikut ei ole tema juurde suunanud kohus.

(3) Lepitusmenetlus loetakse lõppenuks juhul, kui: 1) lepitusosalised jõuavad lepitusmenetluse käigus kokkuleppele; 2) lepitusosaline avaldab tahet lepitusmenetlus katkestada; 3) lepitaja katkestab lepitusmenetluse käesoleva paragrahvi lõikes 4 või 5 nimetatud juhul.

(4) Lepitaja võib lepitusmenetluse katkestada üksnes mõjuval põhjusel, eelkõige juhul, kui kokkuleppe saavutamine lepitusosaliste vahel on vähe tõenäoline või kui kõiki asjaolusid arvesse võttes ja lepitusosaliste huve kaaludes ei või oodata, et lepitaja jätkaks lepitusmenetlust, või kui juhtum ei sobi olemuslikult lepitusmenetluseks.

(5) Kui lepitajale tasumiseks on isikule antud riigipoolset menetlusabi, võib lepitaja lugeda lepitusmenetluse lõppenuks juhul, kui lepitusmenetluse algusest on möödas vähemalt kolm kuud.

§ 12. Lepitusmenetluse edutuse tõend

(1) Lepitusosalise soovil väljastab lepitaja dokumendi, mis kinnitab lepitusmenetluse edutust (edaspidi tõend).

(2) Tõend väljastatakse juhul, kui lepitusmenetlus loetakse lõppenuks vastavalt käesoleva seaduse § 11 lõike 3 punktile 2 või 3.

(3) Kohtu poolt lepitaja juurde suunatud isiku taotlusel väljastab lepitaja tõendi ka juhul, kui: 1) lepitaja poole on pöördunud üks pooltest; 2) lepitaja on teinud kõik, et teavitada teist poolt soovist viia läbi lepitusmenetlus, edastades talle teate lepitusläbirääkimiste aja ja koha kohta; 3) teine pool teatab, et ei soovi menetluses osaleda, või jätab mõjuva põhjuseta lepitusläbirääkimistele ilmumata või näitab oma käitumisega muul viisil soovimatust osaleda lepitusmenetluses.

(4) Käesoleva paragrahvi lõike 3 punktis 2 nimetatud teade edastatakse teisele poolele lepitaja juurde ilmunud isiku nimetatud või lepitajale teadaoleval aadressil tähitud kirjaga.

§ 13. Kokkuleppe saavutamine

(1) Lepitaja formuleerib lepitusosaliste soovil kirjalikult kokkuleppe, mille lepitusosalised ja lepitaja allkirjastavad.

(2) Lepitusosaliste soovil tõestab lepitusmenetluse läbiviinud notar saavutatud kokkuleppe tõestamisseaduses ettenähtud korra kohaselt.

§ 14. Täitedokument

(1) Käesoleva seaduse § 2 punktides 2 ja 3 nimetatud lepitaja vahendusel toimunud lepitusmenetluse tulemusel sõlmitud kokkuleppe tunnistab täidetavaks maakohus vastavalt tsiviilkohtumenetluse seadustiku §-le 6271, tingimusel, et see on sõlmitud varalise nõude kohta. Kokkuleppe mittevaralise nõude kohta tunnistab maakohus täidetavaks üksnes juhul, kui lepitusosalised võivad vaidluse eseme suhtes sõlmida kompromissi. Kokkulepet, mille esemeks on eluruumi üürilepingu kehtivuse ja ülesütlemise ning eluruumi vabastamise vaidlus, kohus ei kinnita.

(2) Maakohus võib käesoleva seaduse § 2 punktis 1 nimetatud isiku vahendusel sõlmitud kokkuleppe täidetavaks tunnistada vastavalt tsiviilkohtumenetluse seadustiku §-le 6272.

(3) Käesoleva seaduse § 2 punktides 2 ja 3 nimetatud lepitaja vahendusel toimunud lepitusmenetluse tulemusel varalise nõude kohta sõlmitud kokkuleppe tõestab notar lepitusosaliste taotluse alusel tõestamisseaduses sätestatud korras koos võlgniku kohustusega alluda kohesele sundtäitmisele. Notar kontrollib, kas kokkulepe on sõlmitud lepitusmenetluse tulemusel.

(4) Käesoleva seaduse § 2 punktides 2 ja 3 nimetatud lepitaja vahendusel toimunud lepitusmenetluse tulemusel mittevaralise nõude kohta sõlmitud kokkuleppe koos võlgniku kohustusega alluda kohesele sundtäitmisele tõestab notar üksnes juhul, kui lepitusosalised võivad vaidluse eseme suhtes sõlmida kompromissi. Notar kontrollib, kas kokkulepe on sõlmitud lepitusmenetluse tulemusel.

(5) Käesoleva seaduse § 2 punktides 2 ja 3 nimetatud lepitaja vahendusel toimunud lepitusmenetluse tulemusel sõlmitud kokkulepet, mille esemeks on eluruumi üürilepingu kehtivuse ja ülesütlemise ning eluruumi vabastamise vaidlus, notar täidetavaks ei tunnista. Notar kontrollib, kas kokkulepe on sõlmitud lepitusmenetluse tulemusel.

(6) Kui kokkulepe on sõlmitud ajal, kui samas asjas on pooleli kohtumenetlus, võivad lepitusosalised vastavalt tsiviilkohtumenetluse seadustiku §-le 430 lasta kokkuleppe kinnitada kompromissina asja arutanud kohtus.

§ 15. Aegumine

(1) Käesolevas seaduses sätestatud lepitusmenetlus on käsitletav tsiviilseadustiku üldosa seaduse § 160 lõike 2 punktis 4 nimetatud kohtueelse menetlusena.

(2) Käesolevas seaduses sätestatud lepitusmenetlus on käsitletav läbirääkimistena tsiviilseadustiku üldosa seaduse § 167 tähenduses.

4. peatükk — NOTAR JA VANDEADVOKAAT LEPITAJANA

§ 16. Notar lepitajana

(1) Notari avalduse alusel registreerib Notarite Koda notari lepitajana. Andmed lepitajana tegutseda soovivate notarite kohta edastatakse justiitsministrile. [Alates 1.7.2014, RT I, 29.06.2014, 109, asendati sõnad "justiitsministrile"/"justiitsminister" §§-des 16–18 sõnadega "valdkonna eest vastutavale ministrile"/"valdkonna eest vastutav minister".]

(2) Notarite Koda ja Justiitsministeerium avaldavad andmed notaritest lepitajate kohta oma veebilehel.

(3) Notari poolt lepitustegevuse läbiviimise suhtes, sealhulgas selle tegevusega kaasneva varalise vastutuse suhtes, kohaldatakse lisaks käesolevale seadusele notari ametitegevust reguleerivate õigusaktide sätteid.

(4) Notar võib lepituse läbiviimisest keelduda. Kui notar on asunud lepitust läbi viima, võib ta selle läbiviimise katkestada üksnes seaduses sätestatud juhul, sealhulgas käesoleva seaduse § 11 lõigetes 4 ja 5 nimetatud juhul.

§ 17. Vandeadvokaat lepitajana

(1) Vandeadvokaat võib tegutseda lepitajana käesoleva seaduse mõistes, kui ta on esitanud Eesti Advokatuuri juhatusele vastavasisulise avalduse. Andmed lepitusteenust osutada soovivate vandeadvokaatide kohta edastatakse justiitsministrile.

(2) Eesti Advokatuur ja Justiitsministeerium avaldavad andmed vandeadvokaatidest lepitajate kohta oma veebilehel.

(3) Vandeadvokaadi lepitajana tegutsemise suhtes, sealhulgas selle tegevusega kaasneva varalise vastutuse suhtes, kohaldatakse lisaks käesolevale seadusele advokaadi ametitegevust reguleerivate õigusaktide vastavaid sätteid.

§ 18. Järelevalve

(1) Notari lepitajana tegutsemise üle teostab järelevalvet justiitsminister vastavalt notariaadiseaduses ja notari distsiplinaarvastutuse seaduses sätestatud notari ametitegevuse järelevalve regulatsioonile.

(2) Vandeadvokaadi lepitajana tegutsemise üle teostavad järelevalvet Eesti Advokatuur ja justiitsminister vastavalt advokatuuriseaduses sätestatud advokaadi kutsetegevuse järelevalve regulatsioonile.

5. peatükk — MENETLUS LEPITUSORGANIS

§ 19. Lepitusorgan

(1) Lepitusorgan käesoleva seaduse tähenduses on õigusaktis sätestatud riigi või kohaliku omavalitsuse organi juures asuv üksus, mis tegutseb lepitajana käesoleva seaduse § 1 lõikes 3 nimetatud valdkonnas.

(2) Käesolevas peatükis sätestatud menetluskorda kohaldatakse lepitusorganis toimuvale menetlusele juhul, kui see on sätestatud lepitusorgani tegevust reguleerivas õigusaktis. Menetluskorda kohaldatakse lepitusorgani tegevust reguleerivas õigusaktis sätestatud erisustega.

(3) Lepitusmenetlust läbiviiva isiku suhtes kohaldatakse käesoleva seaduse § 3.

(4) Lepitusmenetluse konfidentsiaalsusele kohaldatakse käesoleva seaduse § 4.

§ 20. Pöördumine lepitusorgani poole

(1) Lepitusorganisse pöördunud isik (edaspidi avaldaja) esitab lepitusorganile kirjaliku avalduse, kus on märgitud: 1) avaldaja nimi, elukoht ja muud kontaktandmed; 2) teise poole nimi ja elu-, asu- või tegevuskoht; 3) vaidluse aluseks olevad asjaolud; 4) avaldaja poolt taotletu ning asjaolud, millega ta oma taotlust põhjendab.

(2) Avaldusele võib lisada dokumentaalseid tõendeid, sealhulgas teise poolega peetud seniste läbirääkimiste käiku kajastavaid dokumente, nagu teise poole vastus avaldaja taotlusele.

(3) Avaldaja võib avalduses välja pakkuda omapoolse lepitusettepaneku.

(4) Kui avaldajal on esindaja, lisatakse avaldusele esindaja volikiri.

§ 21. Avalduse menetlusse võtmisest keeldumine

(1) Lepitusorgan ei võta avaldust menetlusse, kui: 1) vaidluse lahendamine ei kuulu tema pädevusse või 2) samas vaidluses on jõustunud kohtuotsus.

(2) Avalduse menetlusse võtmisest keeldumisest ja selle põhjusest teavitatakse viivitamata avaldajat.

(3) Kui avaldus ei sisalda kõiki vajaminevaid andmeid, annab lepitusorgan tähtaja nende esitamiseks. Kui avaldaja neid määratud tähtaja jooksul ei esita, võib lepitusorgan keelduda asja menetlemast, teavitades sellest avaldajat.

§ 22. Lepitusmenetluse alustamine

(1) Pärast avalduse menetlusse võtmist edastab lepitusorgan avalduse ärakirja viivitamata avalduses märgitud teisele poolele ning annab mõistliku tähtaja kirjaliku vastuse esitamiseks. Vastuses võetakse seisukoht avalduses sisalduvate väidete ja võimaliku lepitusettepaneku kohta.

(2) Seaduses sätestatud juhtudel ja korras võib lepitusorgan poolt kohustada menetluses osalema.

(3) Lepitusorgan selgitab teisele poolele asjaolusid, mis on seotud menetluse lepitusliku iseloomu, selle tulemuste õigusliku siduvuse ning menetluses osalemise kohustuslikkusega.

(4) Vastuses võib teine pool teha ettepanekuid vaidluse lahendamiseks kokkuleppe sõlmimise teel.

(5) Lepitusorgan edastab käesoleva paragrahvi lõikes 1 nimetatud vastuse ärakirja avaldajale. Avaldaja teatab määratud tähtaja jooksul lepitusorganile, kas ta nõustub teise poole pakutud lahendusettepanekuga.

(6) Kui avaldaja ja teine pool nõustuvad käesoleva seaduse § 20 lõikes 3 või käesoleva paragrahvi lõikes 4 nimetatud ettepanekuga, vormistab lepitusorgan kirjalikult pooltevahelise kokkuleppe vastavalt käesoleva seaduse §-le 26.

§ 23. Lepituskohtumine

(1) Kui avaldaja ja teine pool ei ole kokkulepet saavutanud vastavalt käesoleva seaduse § 22 lõikele 6, korraldab lepitusorgan poolte lepitamiseks kohtumise, kus osalevad avaldaja ja teine pool või nende esindajad. Esindaja võib poole asemel kohtumisel osaleda üksnes siis, kui tal on volitus lepituskokkuleppe sõlmimiseks.

(2) Lepitusorgan määrab kohtumise toimumise aja ja koha ning saadab avaldajale ja teisele poolele kutsed. Kui poole kohaleilmumine on kohustuslik, tuleb seda ja kohtumisele ilmumata jätmise tagajärgi poolele kutses selgitada. Kohtumine korraldatakse ühe kuu jooksul avalduse esitamisest arvates. Põhjendatud juhtudel võib seda aega pikendada.

(3) Poole põhjendatud taotlusel või muul olulisel põhjusel võib käesoleva paragrahvi lõikes 2 nimetatud tähtaeg olla pikem.

(4) Lepitusmenetluse käigus toimuv kohtumine on kinnine.

(5) Kohtumist juhatab lepitusorgani määratud isik, kes kuulab ära poolte väited ning tutvub esitatud dokumentide ja muude tõenditega.

§ 24. Erialaasjatundjad ja tunnistajad

(1) Poole soovil ning tingimusel, et lepitusorgan peab seda otstarbekaks, võidakse tellida erialaasjatundjalt vaidluse asjaolude selgitamiseks ekspertiis. Lepitusorgan võib selle kohta ära kuulata teise poole arvamuse.

(2) Käesoleva paragrahvi lõikes 1 sätestatud korras võidakse kutsuda lepituskohtumisele ja ära kuulata tunnistajad ning erialaasjatundjad.

(3) Tunnistaja- ja ekspertiisikulud tasuvad pooled ette. Kui kokku ei lepita teisiti, tasub kulud pool, kelle taotlusel tunnistaja või erialaasjatundja menetlusse kaasati.

§ 25. Vaidluse lahendamise ja lepituskokkuleppe sõlmimise ettepanek

(1) Kui pooled ei suuda jõuda lepituskohtumisel kokkuleppele, võib lepitusorgan esitada pooltele lepitusettepaneku, kui see on tema hinnangul konkreetse vaidluse asjaolusid arvestades mõistlik. Lepitusorgan selgitab pooltele lepitusettepaneku sisu.

(2) Käesoleva paragrahvi lõikes 1 nimetatud ettepaneku võib pooltele esitada ka pärast lepituskohtumist. Sellisel juhul teatab lepitusorgan lepituskohtumisel tähtaja, mille jooksul lepitusettepanek pooltele edastatakse.

(3) Kui see on vaidluse ja lepitusmenetluse asjaolusid arvestades mõistlik ja õiglane, võib lepitusorgan lepitusettepanekus teha pooltele ettepaneku hüvitada mõistlikud ekspertiisi-, tõlgi- ja tunnistajakulud, mille on teinud või peab tegema teine pool.

(4) Lepitusorgan selgitab pooltele käesoleva seaduse §-s 26 sätestatud lepituskokkuleppe kinnitamise õiguslikku tähendust.

(5) Pooled võivad kümne tööpäeva jooksul lepitusorgani ettepaneku saamisest arvates või lepitusorgani määratud muu pikema tähtaja jooksul esitada ettepaneku kohta oma seisukoha, mis väljendab nõustumist või mittenõustumist. Seisukoha esitamata jätmist käsitatakse ettepanekuga mittenõustumisena.

(6) Kui pooled ei ole väljendanud oma nõustumist lepitusettepanekuga käesoleva paragrahvi lõikes 5 sätestatud tähtaja jooksul, sedastab lepitusorgan, et kokkulepet ei saavutatud, ning teeb selle asjaolu pooltele teatavaks.

§ 26. Kokkuleppe kinnitamine

Kui pooled nõustuvad lepitusettepanekuga, kinnitab lepitusorgan kokkuleppe ja teeb selle pooltele kirjalikult teatavaks, edastades neile kokkuleppe ärakirjad.

§ 27. Lepitusmenetluse lõppemine

(1) Lepitusorgan peab lepitusmenetlust lõppenuks: 1) kui pool avaldab lepitusorganile soovi menetlus katkestada; 2) kui poole käitumisest ilmneb tema soovimatus menetluses osaleda, eelkõige, kui ta ei esita lepitusorganile kirjalikku vastust määratud tähtaja jooksul, jätab mõjuva põhjuseta tegemata menetlustoimingu või takistab lepitusmenetluse korraldamist muul viisil; 3) käesoleva seaduse § 25 lõikes 6 nimetatud juhul; 4) käesoleva seaduse §-s 26 nimetatud juhul.

(2) Lepitusorgan teavitab pooli käesoleva paragrahvi lõike 1 punktides 1 ja 2 nimetatud juhtudel lepitusmenetluse lõppemisest.

(3) Kui isikut on seaduses sätestatud juhtudel ja korras kohustatud lepitusmenetluses ja ka lepituskohtumisel osalema, siis ei või käesoleva paragrahvi lõike 1 punktide 1 ja 2 alusel lepitusmenetlust lõpetada enne, kui lepitusorgan on käesoleva seaduse § 25 lõike 1 kohaselt esitanud lepitusettepaneku.

§ 28. Kokkuleppe täitmine

(1) Lepitusorgani kinnitatud kokkulepe on pooltele täitmiseks kohustuslik. Kokkulepe täidetakse 30 päeva jooksul kokkuleppe ärakirja edastamise päevale järgnevast päevast arvates, kui kokkuleppes ei ole määratud teist tähtaega.

(2) Kui kokkulepet ei ole käesoleva paragrahvi lõikes 1 nimetatud tähtaja jooksul täidetud, võib pool esitada lepitusorgani kinnitatud kokkuleppe kohtutäiturile täitmiseks täitemenetluse seadustikus sätestatud korras.

§ 29. Kohtusse pöördumine

(1) Kui lepitusmenetlus on katkestatud või kui lepitusorgan on sedastanud, et kokkuleppele ei ole jõutud, on poolel õigus pöörduda oma õiguste kaitseks kohtusse.

(2) Pool võib lepitusorgani kinnitatud kokkuleppe kohtus vaidlustada juhul, kui lepitusorgan on oluliselt rikkunud lepitusmenetluse normi ja see rikkumine mõjutas või võis mõjutada kokkuleppe sisu.

(3) Avalduse lepitusorgani poolt lepitusmenetluse normi olulise rikkumise tuvastamiseks võib esitada lepitusorgani asukohajärgsele maakohtule 30 päeva jooksul kokkuleppe kinnitamise teatavakstegemisest arvates. Avaldus vaadatakse läbi hagita menetluses.

(4) Kui kohus tuvastab lepitusorgani poolt lepitusmenetluse normi olulise rikkumise, mis mõjutas või võis mõjutada kokkuleppe sisu, loetakse lepitusorgani kinnitatud kokkulepe tühiseks ning poolel on õigus kohtumääruse jõustumisest alates pöörduda oma õiguste kaitseks kohtusse.

6. peatükk — RAKENDUSSÄTTED

(§§ 30–35: teiste seaduste muutmine — vt kokkuvõte jaotises "Fonte". Täistekstina on esitatud üksnes § 36.)

§ 36. Seaduse jõustumine

Käesolev seadus jõustub 2010. aasta 1. jaanuaril.


Traduzione italiana

AVVISO — TRADUZIONE NON UFFICIALE. Il testo che segue è una traduzione non ufficiale in lingua italiana, realizzata con l'assistenza di intelligenza artificiale, a scopo puramente informativo. Non è stata certificata da un traduttore giurato né approvata da alcuna autorità estone o italiana e non ha alcun valore legale né carattere vincolante. La sola lingua ufficiale della legge è l'estone; in caso di qualsiasi discrepanza, dubbio interpretativo o utilizzo professionale/giudiziario, fa fede esclusivamente il testo ufficiale estone pubblicato su Riigi Teataja (www.riigiteataja.ee, voce "Lepitusseadus"). Questa traduzione riflette il contenuto sostanziale della legge come risultante dalla traduzione inglese ufficiale aggiornata al 2022 (v. sezione "Fonte"); per i punti in cui tale versione differisce dal testo estone del 2009 sopra riportato è inserita un'annotazione specifica.

LEGGE SULLA CONCILIAZIONE (Lepitusseadus)

Approvata il 18 novembre 2009.

Capitolo 1 — Disposizioni generali

§ 1. Ambito di applicazione della legge

(1) La presente legge disciplina il procedimento di conciliazione in materia civile, compresi gli effetti giuridici del procedimento di conciliazione svolto secondo le modalità previste dalla presente legge.

(2) Ai sensi della presente legge, per "procedimento di conciliazione" si intende un'attività fondata sulla volontarietà delle parti, nel corso della quale un soggetto imparziale ai sensi del § 2 della presente legge (di seguito "conciliatore") favorisce la comunicazione tra le parti del procedimento di conciliazione allo scopo di aiutarle a trovare una soluzione alla controversia. Il conciliatore può, sulla base delle circostanze della conciliazione e dello svolgimento del procedimento, presentare alle parti una propria proposta di soluzione.

(3) Si ha procedimento di conciliazione in materia civile quando la controversia deriva da un rapporto di diritto privato ed è decidibile dal tribunale distrettuale (maakohus).

(4) Nei casi previsti dalla legge, il procedimento di conciliazione costituisce un procedimento obbligatorio preliminare all'azione giudiziaria.

§ 2. Il conciliatore

Ai sensi della presente legge, è conciliatore: 1) la persona fisica alla quale le parti abbiano affidato lo svolgimento dell'attività descritta al § 1, comma 2, della presente legge. Il conciliatore può operare per il tramite di una persona giuridica, essendo con essa in un rapporto di lavoro o in altro rapporto contrattuale; 2) l'avvocato, nel caso previsto dal § 17 della presente legge; 3) il notaio, nel caso previsto dal § 16 della presente legge; 4) nei casi previsti dalla legge, l'organo di conciliazione dello Stato o di un ente locale.

Capitolo 2 — Obblighi del conciliatore

§ 3. Indipendenza e imparzialità

(1) Il conciliatore deve essere indipendente e imparziale nei confronti delle parti del procedimento di conciliazione. Il conciliatore non può condurre il procedimento di conciliazione qualora ricorrano le circostanze indicate al § 23 del Codice di procedura civile.

(2) Il conciliatore non può dirigere lo svolgimento della conciliazione in modo tale da ingenerare nelle parti l'impressione che il conciliatore abbia il potere di adottare decisioni vincolanti nei loro confronti.

(3) Oltre a quanto previsto dai commi 1 e 2 del presente paragrafo, il notaio e l'avvocato che agiscono come conciliatori osservano altresì i requisiti di imparzialità e indipendenza stabiliti dagli atti normativi che disciplinano la loro attività professionale.

§ 4. Riservatezza del procedimento di conciliazione

(1) Le trattative di conciliazione non sono pubbliche.

(2) Il conciliatore ha l'obbligo di riservatezza riguardo alle circostanze del procedimento di conciliazione di cui sia venuto a conoscenza nel corso del procedimento o al di fuori di esso. L'obbligo si estende alla persona giuridica di cui al § 2, punto 1, della presente legge.

(3) Il conciliatore fornisce informazioni sulle circostanze del procedimento di conciliazione solo alle parti del procedimento e ai loro rappresentanti.

(4) Al conciliatore sentito come testimone non possono essere rivolte domande né può essergli richiesta una spiegazione in merito a circostanze di cui sia venuto a conoscenza nel corso del procedimento di conciliazione.

(5) Il tribunale che tratti un procedimento penale, civile o amministrativo può ordinare al conciliatore di fornire informazioni sulle circostanze del procedimento di conciliazione nei casi in cui ciò sia giustificato da un rilevante interesse pubblico, in particolare qualora sia in gioco la tutela degli interessi del minore o un pericolo per la vita o la salute di una persona.

(6) Su ordine del tribunale, il conciliatore fornisce agli organi inquirenti le informazioni sulle circostanze del procedimento di conciliazione.

(7) La parte del procedimento di conciliazione, il suo successore o il suo rappresentante possono liberare il conciliatore dall'obbligo di riservatezza su un determinato atto, presentando a tal fine un consenso scritto. Se la parte è deceduta e non ha successori, o se non è possibile mettersi in contatto con essa, il conciliatore può essere liberato dall'obbligo di riservatezza dal tribunale. Il tribunale può altresì, su istanza del conciliatore, liberarlo dall'obbligo di riservatezza sui dati relativi al procedimento di conciliazione anche per altri motivi rilevanti. L'istanza di esonero dall'obbligo di riservatezza è presentata secondo le regole generali sulla competenza territoriale del conciliatore. Il tribunale decide sull'istanza secondo il procedimento in camera di consiglio (hagita menetlus).

(8) L'obbligo di riservatezza sui dati del procedimento di conciliazione si estende ai terzi che siano in possesso di documenti contenenti i dati di cui al comma 2 del presente paragrafo o che vi abbiano accesso, salvo che la legge disponga diversamente. Tali soggetti divulgano i dati di cui al comma 2 in modo analogo a quanto previsto dai commi 3-7, salvo che un'altra legge disponga diversamente.

(9) [Comma presente nella traduzione inglese ufficiale aggiornata al 2022, non riscontrato nel testo estone del 2009 sopra riportato — v. avvertenza in "Fonte"] L'obbligo di riservatezza del conciliatore non gli impedisce di effettuare la segnalazione prevista dal § 27, comma 1, della legge sulla tutela dei minori (Lastekaitseseadus) relativa a un minore bisognoso di assistenza, né quella prevista dal § 31, comma 1, della medesima legge relativa a un minore in pericolo, anche qualora le circostanze da cui risulti che il minore ha bisogno di assistenza o è in pericolo siano venute a conoscenza del conciliatore nel corso del procedimento di conciliazione.

§ 5. Comunicazione con le parti del procedimento di conciliazione

(1) Nel corso del procedimento di conciliazione, il conciliatore può comunicare con tutte le parti congiuntamente o con ciascuna di esse separatamente.

(2) Il conciliatore può trasmettere all'altra parte del procedimento di conciliazione le informazioni relative alle circostanze poste a fondamento del procedimento che gli siano state fornite da una parte. Il conciliatore non può divulgare tali informazioni all'altra parte qualora la parte che gliele ha fornite abbia al contempo vietato al conciliatore di trasmetterle all'altra parte.

§ 6. Divieto di rappresentanza nello stesso affare

È vietato al conciliatore rappresentare una parte del procedimento di conciliazione in un diverso procedimento avente ad oggetto le circostanze poste a fondamento del procedimento di conciliazione.

§ 7. Obbligo di informazione

All'avvio del procedimento di conciliazione, il conciliatore è tenuto a spiegare alle parti la natura e gli effetti giuridici del procedimento, nonché le modalità relative al proprio compenso.

§ 8. Obbligo di documentazione

(1) Il conciliatore è tenuto a documentare sinteticamente lo svolgimento del procedimento di conciliazione, fissando in particolare l'inizio e la fine del procedimento.

(2) Il conciliatore è tenuto a conservare la documentazione del procedimento di conciliazione per almeno cinque anni.

(3) I notai e gli avvocati osservano, quanto alla redazione, conservazione e archiviazione dei documenti relativi alla loro attività professionale, la disciplina prevista dagli atti normativi che regolano tale attività.

§ 9. Compenso di conciliazione

(1) Per lo svolgimento del procedimento di conciliazione e per i costi ad esso connessi, le parti corrispondono al conciliatore il compenso concordato. Il conciliatore può richiedere alle parti un anticipo sul compenso di conciliazione.

(2) Le parti del procedimento di conciliazione rispondono in solido, nei confronti del conciliatore o della persona giuridica di cui al § 2, punto 1, della presente legge, del pagamento del compenso concordato. Le parti non sono tenute a rimborsarsi reciprocamente le spese, salvo diverso accordo.

(3) Qualora il procedimento di conciliazione sia svolto nell'ambito di un procedimento giudiziario, la successiva ripartizione delle spese tra le parti è disciplinata dalle norme del Codice di procedura civile.

§ 10. Responsabilità

(1) Il conciliatore e la persona giuridica di cui al § 2, punto 1, della presente legge rispondono in solido del danno cagionato dalla violazione colposa dei requisiti previsti dai capitoli 2 e 3 della presente legge.

(2) Il conciliatore e la persona giuridica di cui al § 2, punto 1, della presente legge non rispondono del danno subito da una parte del procedimento di conciliazione a causa di un accordo sfavorevole concluso nel corso del procedimento, né del danno subito da una parte a causa della mancata conclusione di un accordo, salvo che tale danno sia stato causato dalla violazione delle regole del procedimento di conciliazione da parte del conciliatore o della persona giuridica di cui al § 2, punto 1.

(3) È nullo ogni accordo che deroghi, a danno di una parte del procedimento di conciliazione, a quanto previsto dai commi 1 e 2 del presente paragrafo.

Capitolo 3 — Svolgimento del procedimento di conciliazione

§ 11. Inizio e fine del procedimento di conciliazione

(1) Il procedimento di conciliazione ha inizio quando le parti sono giunte a un accordo per rivolgersi al conciliatore per la definizione della controversia e il conciliatore ha avviato lo svolgimento del procedimento. Il procedimento di conciliazione si considera iniziato anche nel caso previsto dal comma 2, primo periodo, del presente paragrafo.

(2) Qualora il tribunale abbia indirizzato le parti a rivolgersi a un conciliatore per la definizione della controversia, il conciliatore può, su istanza di una parte, agire ai sensi del § 12, commi 3 e 4, della presente legge al fine di accertare la disponibilità dell'altra parte a partecipare al procedimento di conciliazione. Il conciliatore può agire in tal modo anche quando la parte non gli sia stata indirizzata dal tribunale.

(3) Il procedimento di conciliazione si considera concluso quando: 1) le parti raggiungono un accordo nel corso del procedimento; 2) una parte manifesta la volontà di interrompere il procedimento; 3) il conciliatore interrompe il procedimento nei casi di cui ai commi 4 o 5 del presente paragrafo.

(4) Il conciliatore può interrompere il procedimento di conciliazione soltanto per un motivo valido, in particolare quando la probabilità che le parti raggiungano un accordo sia scarsa, oppure quando, tenuto conto di tutte le circostanze e ponderati gli interessi delle parti, non si possa ragionevolmente pretendere che il conciliatore prosegua il procedimento, o quando la natura del caso lo renda inidoneo al procedimento di conciliazione.

(5) Qualora a una persona sia stato concesso dallo Stato un aiuto economico per il pagamento del conciliatore, il conciliatore può dichiarare concluso il procedimento di conciliazione trascorsi almeno tre mesi dal suo inizio.

§ 12. Attestato di esito negativo del procedimento di conciliazione

(1) Su istanza di una parte del procedimento di conciliazione, il conciliatore rilascia un documento che attesta l'esito negativo del procedimento di conciliazione (di seguito "attestato").

(2) L'attestato è rilasciato quando il procedimento di conciliazione si considera concluso ai sensi del § 11, comma 3, punti 2 o 3, della presente legge.

(3) Su istanza della parte indirizzata al conciliatore dal tribunale, il conciliatore rilascia l'attestato anche quando: 1) il conciliatore sia stato contattato da una delle parti; 2) il conciliatore abbia fatto tutto il possibile per informare l'altra parte della proposta di svolgere il procedimento di conciliazione, trasmettendole una comunicazione sulla data e sul luogo delle trattative di conciliazione; 3) l'altra parte dichiari di non voler partecipare al procedimento, oppure non compaia senza giustificato motivo alle trattative di conciliazione, o dimostri altrimenti, con il proprio comportamento, la propria indisponibilità a partecipare al procedimento.

(4) La comunicazione di cui al comma 3, punto 2, del presente paragrafo è trasmessa all'altra parte mediante lettera raccomandata, all'indirizzo indicato dalla parte che si è rivolta al conciliatore o all'indirizzo conosciuto dal conciliatore.

§ 13. Raggiungimento dell'accordo

(1) Su richiesta delle parti del procedimento di conciliazione, il conciliatore redige per iscritto l'accordo di conciliazione, sottoscritto dal conciliatore e dalle parti.

(2) Su richiesta delle parti del procedimento di conciliazione, il notaio che ha condotto il procedimento autentica l'accordo di conciliazione secondo le modalità previste dalla legge sull'autenticazione (tõestamisseadus).

§ 14. Titolo esecutivo

(1) L'accordo raggiunto dalle parti a seguito del procedimento di conciliazione condotto da un conciliatore di cui al § 2, punti 2 e 3, della presente legge, è dichiarato esecutivo dal tribunale distrettuale ai sensi del § 627¹ del Codice di procedura civile, a condizione che l'accordo riguardi un credito pecuniario. L'accordo relativo a un credito non pecuniario è dichiarato esecutivo dal tribunale distrettuale soltanto se le parti del procedimento di conciliazione sono nella posizione di poter concludere una transazione sull'oggetto della controversia. Il tribunale non omologa gli accordi relativi a controversie sulla validità del contratto di locazione di un immobile residenziale, sulla sua risoluzione o sul rilascio dell'immobile residenziale.

(2) L'accordo raggiunto dalle parti a seguito del procedimento di conciliazione condotto da un soggetto di cui al § 2, punto 1, della presente legge può essere dichiarato esecutivo dal tribunale distrettuale ai sensi del § 627² del Codice di procedura civile.

(3) L'accordo relativo a un credito patrimoniale, raggiunto dalle parti a seguito del procedimento di conciliazione condotto da un conciliatore di cui al § 2, punti 2 o 3, della presente legge, unitamente all'obbligo del debitore di sottoporsi all'esecuzione immediata, è autenticato dal notaio su istanza delle parti secondo le modalità previste dalla legge sull'autenticazione. Il notaio verifica se l'accordo sia stato concluso a seguito di un procedimento di conciliazione.

(4) L'accordo relativo a un credito non patrimoniale, raggiunto dalle parti a seguito del procedimento di conciliazione condotto da un conciliatore di cui al § 2, punti 2 o 3, della presente legge, unitamente all'obbligo del debitore di sottoporsi all'esecuzione immediata, è autenticato dal notaio soltanto se le parti del procedimento di conciliazione sono nella posizione di poter concludere una transazione sull'oggetto della controversia. Il notaio verifica se l'accordo sia stato concluso a seguito di un procedimento di conciliazione.

(5) Il notaio non dichiara esecutivo l'accordo raggiunto dalle parti a seguito del procedimento di conciliazione condotto da un conciliatore di cui al § 2, punti 2 o 3, della presente legge, qualora abbia ad oggetto una controversia sulla validità del contratto di locazione di un immobile residenziale, sulla sua risoluzione o sul rilascio dell'immobile residenziale. Il notaio verifica se l'accordo sia stato concluso a seguito di un procedimento di conciliazione.

(6) Qualora l'accordo di conciliazione sia concluso mentre la controversia è pendente dinanzi al tribunale, le parti del procedimento di conciliazione possono, ai sensi del § 430 del Codice di procedura civile, far omologare l'accordo di conciliazione come transazione dal tribunale che tratta la causa.

§ 15. Prescrizione

(1) Il procedimento di conciliazione previsto dalla presente legge è considerato procedimento precontenzioso ai sensi del § 160, comma 2, punto 4, della legge sulla parte generale del Codice civile.

(2) Il procedimento di conciliazione previsto dalla presente legge è considerato negoziazione ai sensi del § 167 della legge sulla parte generale del Codice civile.

Capitolo 4 — Il notaio e l'avvocato come conciliatori

§ 16. Il notaio come conciliatore

(1) La Camera dei notai iscrive il notaio come conciliatore su domanda di quest'ultimo. I dati relativi ai notai disponibili ad agire come conciliatori sono trasmessi al Ministro competente per il settore. [Fino al 30.6.2014 la legge indicava il "Ministro della Giustizia"; dall'1.7.2014 (RT I, 29.06.2014, 109) tale riferimento è stato sostituito, nei §§ 16-18, dal "Ministro competente per il settore", modifica di natura puramente organizzativa.]

(2) La Camera dei notai e il Ministero della Giustizia pubblicano sul proprio sito web i dati relativi ai notai conciliatori.

(3) Allo svolgimento dell'attività di conciliazione da parte del notaio, compresa la connessa responsabilità patrimoniale, si applicano, oltre alla presente legge, le disposizioni degli atti normativi che disciplinano l'attività notarile.

(4) Il notaio può rifiutare di condurre la conciliazione. Se il notaio ha iniziato a condurre la conciliazione, può interromperla soltanto nei casi previsti dalla legge, compresi quelli di cui al § 11, commi 4 e 5, della presente legge.

§ 17. L'avvocato come conciliatore

(1) L'avvocato può agire come conciliatore ai sensi della presente legge se ha presentato una domanda in tal senso al consiglio dell'Ordine degli avvocati estone. I dati relativi agli avvocati disponibili a fornire servizi di conciliazione sono trasmessi al Ministro competente per il settore.

(2) L'Ordine degli avvocati estone e il Ministero della Giustizia pubblicano sul proprio sito web i dati relativi agli avvocati conciliatori.

(3) All'esercizio dell'attività di conciliazione da parte dell'avvocato, compresa la connessa responsabilità patrimoniale, si applicano, oltre alla presente legge, le corrispondenti disposizioni degli atti normativi che disciplinano l'attività forense.

§ 18. Vigilanza

(1) La vigilanza sull'attività di conciliazione svolta dal notaio è esercitata dal Ministro competente per il settore, secondo la disciplina della vigilanza sull'attività notarile prevista dalla legge sul notariato e dalla legge sulla responsabilità disciplinare dei notai.

(2) La vigilanza sull'attività di conciliazione svolta dall'avvocato è esercitata dall'Ordine degli avvocati estone e dal Ministro competente per il settore, secondo la disciplina della vigilanza sull'attività professionale forense prevista dalla legge sull'Ordine degli avvocati.

Capitolo 5 — Procedimento dinanzi all'organo di conciliazione

§ 19. Organo di conciliazione

(1) Ai sensi della presente legge, per organo di conciliazione si intende un'unità istituita da un atto normativo e incardinata presso un organo dello Stato o di un ente locale, che agisce come conciliatore nell'ambito di cui al § 1, comma 3, della presente legge.

(2) Qualora l'atto normativo che disciplina l'attività dell'organo di conciliazione lo preveda, al procedimento dinanzi a tale organo si applicano le regole procedurali stabilite dal presente capitolo. Le regole si applicano con le specificità previste dall'atto normativo che disciplina l'attività dell'organo.

(3) Al soggetto che conduce il procedimento di conciliazione si applica il § 3 della presente legge.

(4) Alla riservatezza del procedimento di conciliazione si applica il § 4 della presente legge.

§ 20. Ricorso all'organo di conciliazione

(1) Chi si rivolge a un organo di conciliazione (di seguito "il richiedente") presenta a tale organo una domanda scritta, indicando: 1) il nome, la residenza e gli altri dati di contatto del richiedente; 2) il nome e il domicilio, la sede o il luogo di attività dell'altra parte; 3) le circostanze poste a fondamento della controversia; 4) quanto richiesto dal richiedente e le circostanze a fondamento della sua richiesta.

(2) Alla domanda possono essere allegate prove documentali, compresi i documenti che riflettono lo svolgimento delle trattative eventualmente già tenute con l'altra parte, come la risposta di quest'ultima alla richiesta del richiedente.

(3) Nella domanda, il richiedente può formulare una propria proposta di conciliazione.

(4) Qualora il richiedente agisca tramite un rappresentante, alla domanda è allegata la procura del rappresentante.

§ 21. Rigetto della domanda

(1) L'organo di conciliazione non ammette la domanda al procedimento se: 1) la definizione della controversia non rientra nella sua competenza, oppure 2) sulla medesima controversia è passata in giudicato una sentenza.

(2) Il richiedente è informato senza indugio del rigetto della domanda e dei relativi motivi.

(3) Qualora la domanda non contenga tutti i dati necessari, l'organo di conciliazione assegna un termine per la loro presentazione. Se il richiedente non li presenta entro il termine fissato, l'organo di conciliazione può rifiutarsi di trattare l'affare, informandone il richiedente.

§ 22. Avvio del procedimento di conciliazione

(1) Dopo aver ammesso la domanda, l'organo di conciliazione trasmette senza indugio copia della domanda all'altra parte indicata nella domanda e le assegna un termine ragionevole per presentare una risposta scritta. Nella risposta viene presa posizione sulle affermazioni contenute nella domanda e sull'eventuale proposta di conciliazione.

(2) Nei casi e secondo le modalità previste dalla legge, l'organo di conciliazione può obbligare una parte a partecipare al procedimento.

(3) L'organo di conciliazione spiega all'altra parte le circostanze relative alla natura conciliativa del procedimento, all'efficacia giuridica dei suoi risultati e all'eventuale obbligatorietà della partecipazione al procedimento.

(4) Nella risposta, l'altra parte può formulare proposte per la definizione della controversia mediante la conclusione di un accordo.

(5) L'organo di conciliazione trasmette al richiedente copia della risposta di cui al comma 1 del presente paragrafo. Il richiedente comunica all'organo di conciliazione, entro il termine fissato, se accetta la proposta di soluzione formulata dall'altra parte.

(6) Se il richiedente e l'altra parte accettano la proposta di cui al § 20, comma 3, o al comma 4 del presente paragrafo, l'organo di conciliazione redige per iscritto l'accordo tra le parti ai sensi del § 26 della presente legge.

§ 23. Incontro di conciliazione

(1) Se il richiedente e l'altra parte non hanno raggiunto un accordo ai sensi del § 22, comma 6, della presente legge, l'organo di conciliazione organizza un incontro di conciliazione tra il richiedente e l'altra parte o i loro rappresentanti. Un rappresentante può partecipare all'incontro al posto della parte soltanto se dispone del potere di concludere l'accordo di conciliazione.

(2) L'organo di conciliazione fissa la data e il luogo dell'incontro e invia gli avvisi al richiedente e all'altra parte. Se la comparizione all'incontro è obbligatoria, ciò e le conseguenze della mancata comparizione devono essere spiegate nell'avviso. L'incontro è organizzato entro un mese dalla presentazione della domanda. In casi giustificati, tale termine può essere prorogato.

(3) Su istanza motivata di una parte, o per altro motivo rilevante, il termine di cui al comma 2 del presente paragrafo può essere più lungo.

(4) Gli incontri che si tengono nel corso del procedimento di conciliazione sono a porte chiuse.

(5) L'incontro è presieduto da un soggetto designato dall'organo di conciliazione, che ascolta le affermazioni delle parti e prende visione dei documenti e delle altre prove presentate.

§ 24. Periti ed esperti e testimoni

(1) Su richiesta di una parte, e a condizione che l'organo di conciliazione lo ritenga opportuno, può essere richiesta a un esperto una perizia per chiarire le circostanze della controversia. L'organo di conciliazione può sentire in merito il parere dell'altra parte.

(2) Con le modalità previste dal comma 1 del presente paragrafo, possono essere convocati e sentiti all'incontro di conciliazione testimoni ed esperti.

(3) Le spese per testimoni e periti sono anticipate dalle parti. Salvo diverso accordo, le spese sono a carico della parte su istanza della quale il testimone o l'esperto è stato coinvolto nel procedimento.

§ 25. Proposta di soluzione della controversia e di conclusione dell'accordo di conciliazione

(1) Se le parti non raggiungono un accordo nel corso dell'incontro di conciliazione, l'organo di conciliazione può presentare alle parti una proposta di conciliazione, qualora la ritenga ragionevole tenuto conto delle circostanze della controversia. L'organo di conciliazione spiega alle parti il contenuto della proposta di conciliazione.

(2) La proposta di cui al comma 1 del presente paragrafo può essere presentata alle parti anche dopo lo svolgimento dell'incontro di conciliazione. In tal caso, l'organo di conciliazione comunica durante l'incontro il termine entro il quale la proposta di conciliazione sarà trasmessa alle parti.

(3) Qualora ciò sia giusto e ragionevole tenuto conto delle circostanze della controversia e del procedimento di conciliazione, l'organo di conciliazione può proporre nell'accordo che una parte rimborsi all'altra le spese ragionevoli di perizia, traduzione e testimonianza sostenute o da sostenere da quest'ultima.

(4) L'organo di conciliazione spiega alle parti il significato giuridico dell'omologazione dell'accordo di conciliazione ai sensi del § 26 della presente legge.

(5) Le parti possono, entro dieci giorni lavorativi dal ricevimento della proposta o entro un più lungo termine fissato dall'organo di conciliazione, comunicare la propria posizione in merito, accettando o rifiutando la proposta. La mancata risposta è considerata rifiuto della proposta.

(6) Se le parti non hanno espresso la propria accettazione della proposta di conciliazione entro il termine di cui al comma 5 del presente paragrafo, l'organo di conciliazione constata che l'accordo non è stato raggiunto e ne dà comunicazione alle parti.

§ 26. Omologazione dell'accordo

Se le parti accettano la proposta di conciliazione, l'organo di conciliazione omologa l'accordo di conciliazione e lo comunica per iscritto alle parti, trasmettendo loro copia dell'accordo.

§ 27. Chiusura del procedimento di conciliazione

(1) L'organo di conciliazione considera chiuso il procedimento di conciliazione quando: 1) una parte comunica all'organo di conciliazione la volontà di interrompere il procedimento; 2) dal comportamento di una parte risulti la sua indisponibilità a partecipare al procedimento, in particolare quando essa non presenti una risposta scritta all'organo di conciliazione entro il termine fissato, ometta senza giustificato motivo di compiere un atto del procedimento, o ostacoli altrimenti lo svolgimento del procedimento di conciliazione; 3) nel caso di cui al § 25, comma 6, della presente legge; 4) nel caso di cui al § 26 della presente legge.

(2) Nei casi di cui al comma 1, punti 1 e 2, del presente paragrafo, l'organo di conciliazione informa le parti della chiusura del procedimento di conciliazione.

(3) Qualora una persona sia stata obbligata, nei casi e secondo le modalità previste dalla legge, a partecipare al procedimento di conciliazione e all'incontro di conciliazione, il procedimento non può essere chiuso ai sensi del comma 1, punti 1 e 2, del presente paragrafo prima che l'organo di conciliazione abbia presentato la proposta di conciliazione ai sensi del § 25, comma 1, della presente legge.

§ 28. Esecuzione dell'accordo

(1) L'accordo omologato dall'organo di conciliazione è vincolante per le parti, che sono tenute ad eseguirlo. L'accordo è eseguito entro 30 giorni dal giorno successivo alla trasmissione della copia dell'accordo, salvo che l'accordo stabilisca un termine diverso.

(2) Se l'accordo non è eseguito entro il termine di cui al comma 1 del presente paragrafo, una parte può presentare l'accordo omologato dall'organo di conciliazione all'ufficiale giudiziario per l'esecuzione, secondo le modalità previste dal Codice di procedura esecutiva.

§ 29. Ricorso al tribunale

(1) Quando il procedimento di conciliazione è stato interrotto, o quando l'organo di conciliazione ha constatato che non è stato raggiunto un accordo, le parti hanno diritto di adire il tribunale per la tutela dei propri diritti.

(2) Una parte può impugnare dinanzi al tribunale l'accordo omologato dall'organo di conciliazione, qualora quest'ultimo abbia violato in modo sostanziale una norma del procedimento di conciliazione e tale violazione abbia influito, o abbia potuto influire, sul contenuto dell'accordo.

(3) La domanda diretta ad accertare la violazione sostanziale, da parte dell'organo di conciliazione, di una norma del procedimento di conciliazione può essere presentata al tribunale distrettuale competente per il luogo in cui ha sede l'organo di conciliazione, entro 30 giorni dalla comunicazione dell'omologazione dell'accordo. La domanda è esaminata secondo il procedimento in camera di consiglio (hagita menetlus).

(4) Se il tribunale accerta che l'organo di conciliazione ha commesso una violazione sostanziale di una norma del procedimento di conciliazione, che ha influito o ha potuto influire sul contenuto dell'accordo di conciliazione, l'accordo omologato dall'organo di conciliazione è dichiarato nullo e la parte ha diritto di adire il tribunale per la tutela dei propri diritti a partire dal passaggio in giudicato della relativa ordinanza.

Capitolo 6 — Disposizioni di attuazione

(§§ 30-35: modifiche recate ad altri atti legislativi — Codice di procedura civile, legge sulla parte generale del Codice civile, legge sul notariato, legge sull'Ordine degli avvocati, Codice di procedura esecutiva, legge sulla tutela dei minori. Non riprodotte per esteso: v. "Fonte".)

§ 36. Entrata in vigore della legge

La presente legge entra in vigore il 1° gennaio 2010.


Traduzione inglese

NOTICE — UNOFFICIAL TRANSLATION. The text below is an unofficial English translation, prepared with the assistance of artificial intelligence, for informational purposes only. It has not been certified by a sworn translator and has not been approved by any Estonian or other authority, and it has no legal value and is not binding. The sole official language of the Act is Estonian; in the event of any discrepancy, interpretive doubt, or professional/judicial use, only the official Estonian text published on Riigi Teataja (www.riigiteataja.ee, "Lepitusseadus") is authoritative. This translation is based on, and closely follows, the official English translation "as amended" published by Riigi Teataja's translation service on 14 July 2022 (in force from 1 September 2022) — itself a translation service provided by the Estonian State, likewise stated by Riigi Teataja to be non-binding; the source text of that official translation has been reproduced here, lightly reformatted for consistency with the rest of this dossier. Points where it differs from the 2009-as-adopted Estonian text reproduced above are marked.

CONCILIATION ACT (Lepitusseadus)

Passed 18 November 2009.

Chapter 1 — General provisions

§ 1. Scope of application of this Act

(1) This Act governs conciliation proceedings in civil cases, including the legal consequences of conciliation proceedings conducted in accordance with the rules prescribed by this Act.

(2) For the purposes of this Act, 'conciliation proceedings' means a voluntary process in the course of which an impartial third party, provided for by § 2 of this Act (hereinafter, 'conciliator'), facilitates communication between parties to conciliation proceedings with the purpose of assisting them in finding a solution to their dispute. A conciliator may, based on the circumstances of conciliation and the progress of conciliation proceedings, make their own proposal to the parties concerning resolution of the dispute.

(3) Conciliation proceedings are proceedings in a civil case if the dispute concerned arises from a private law relationship and can be disposed of by the district court.

(4) In situations provided for by law, conciliation proceedings are mandatory pre-action proceedings.

§ 2. Conciliator

For the purposes of this Act, a conciliator is: 1) a natural person to whom the parties have entrusted the task of carrying out the activity described in subsection 2 of § 1 of this Act. A conciliator may act through a legal person, being employed by the legal person or holding a contract of another type with the legal person; 2) an attorney-at-law in the situation described in § 17 of this Act; 3) a notary in the situation described in § 16 of this Act; 4) in situations provided for by law, a conciliation body of the State or of a local authority.

Chapter 2 — Obligations of the conciliator

§ 3. Independence and impartiality

(1) The conciliator must be independent and impartial towards parties to conciliation proceedings. The conciliator may not conduct conciliation proceedings in situations listed in § 23 of the Code of Civil Procedure.

(2) The conciliator may not direct the course of conciliation in a manner that gives the parties an impression that the conciliator has power to make binding decisions in respect of the principal parties.

(3) In addition to requirements set out in subsections 1 and 2 of this section, notaries and attorneys-at-law who perform the duties of conciliator must also observe the independence and impartiality requirements established by legislation which governs their professional activities.

§ 4. Confidentiality of conciliation proceedings

(1) Conciliation negotiations are not public.

(2) The conciliator has a duty of confidentiality in respect of the facts of the conciliation proceedings which have become known to them in the course of proceedings or outside the proceedings. The duty of confidentiality also extends to legal persons mentioned in subsection 1 of § 2 of this Act.

(3) The conciliator provides information regarding the facts of the conciliation proceedings only to the parties to those proceedings and their representatives.

(4) A conciliator who is examined as a witness may not be asked questions about or required to explain any circumstances of conciliation proceedings which have become known to them in the course of those proceedings.

(5) A court which is hearing a criminal, civil or administrative case may order the conciliator to provide information regarding the circumstances of conciliation proceedings if this is justified by a substantial public interest, especially where the protection of a child's interests or a threat to a person's health or life is concerned.

(6) When ordered to do so by the court, the conciliator must provide information regarding the circumstances of conciliation proceedings to investigative bodies.

(7) A party to conciliation proceedings or their successor or representative may release the conciliator from the duty of confidentiality in respect of a procedural operation by providing a corresponding written consent. Where a party is deceased and has no successors, or where it is not possible to establish communication with the party, the conciliator may be released from the duty of confidentiality by the court. On a petition of the conciliator, the court may also release the conciliator from the duty of confidentiality in respect of the circumstances of conciliation proceedings for other compelling reasons. The petition is filed according to general rules of jurisdiction as applicable to the conciliator. The court disposes of the petition under the action-by-petition procedure.

(8) Unless otherwise provided by law, the duty of confidentiality in respect of the facts of conciliation proceedings also extends to third parties who have in their possession documents containing information mentioned in subsection 2 of this section or who have access to such documents. Such parties disclose the information mentioned in subsection 2 analogously to what has been provided by subsections 3–7, unless another Act provides otherwise.

(9) [Subsection present in the official English translation as amended in 2022, not found in the 2009-as-adopted Estonian text reproduced above — see "Fonte"] The conciliator's duty of confidentiality does not bar the conciliator from making the notification provided for by subsection 1 of § 27 of the Child Protection Act concerning a child in need of assistance, and by subsection 1 of § 31 of that Act concerning a child in danger, even where the circumstances that indicate that the child is in need of assistance or in danger become known to the conciliator in the course of conciliation proceedings.

§ 5. Communication with parties to conciliation proceedings

(1) In the course of conciliation proceedings the conciliator may communicate with all parties jointly or with each party separately.

(2) The conciliator may transmit to another party to conciliation proceedings any information regarding circumstances that serve as the cause of those proceedings that has been provided to the conciliator by a party. The conciliator may not disclose such information to the other party if the party who provided the information to the conciliator at the same time prohibited the conciliator from disclosing it to the other party.

§ 6. Prohibition to represent a party to conciliation proceedings in different proceedings

The conciliator is prohibited from representing a party to conciliation proceedings in different proceedings which concern the facts that are the cause of conciliation proceedings.

§ 7. Obligation to explain

When the conciliator commences conciliation proceedings, they must explain to the parties the nature and legal consequences of the proceedings and the arrangements concerning the conciliator's remuneration.

§ 8. Duty to document

(1) The conciliator must briefly document the course of conciliation proceedings, among other things noting the beginning and end of the proceedings.

(2) The conciliator must preserve the documentation of conciliation proceedings for at least five years.

(3) Notaries and attorneys-at-law follow the rules provided by the legislation governing their professional activities regarding preparation, preservation and archiving of documents related to their professional activities.

§ 9. Conciliation fee

(1) The parties to conciliation proceedings pay the conciliator a previously agreed-upon fee for the conciliator's services in conducting the proceedings and to cover the related costs. The conciliator may require the parties to make an advance payment towards the conciliation fee.

(2) The parties to conciliation proceedings are jointly and severally liable for payment of the agreed-upon fee to the conciliator or the legal person mentioned in subsection 1 of § 2 of this Act. Unless they agree otherwise, the parties are not required to reimburse one another's costs.

(3) When conciliation proceedings are conducted as part of court proceedings, any subsequent distribution of costs between the parties to such proceedings is governed by the provisions of the Code of Civil Procedure.

§ 10. Liability

(1) The conciliator and the legal person mentioned in subsection 1 of § 2 of this Act are held jointly and severally liable for any harm caused by negligent or intentional breach of the requirements provided by Chapters 2 and 3 of this Act.

(2) The conciliator and the legal person mentioned in subsection 1 of § 2 of this Act are not liable for any harm suffered by a party to conciliation proceedings as a result of an unfavourable agreement concluded in the course of the proceedings or for any harm suffered by a party to proceedings as a result of not having concluded an agreement, except where such harm is caused by a breach of the requirements of the proceedings by the conciliator or by the legal person mentioned in clause 1 of § 2 of this Act.

(3) Any agreement which derogates from subsections 1 and 2 of this section to the detriment of a party to conciliation proceedings is void.

Chapter 3 — Course of conciliation proceedings

§ 11. Beginning and end of conciliation proceedings

(1) Conciliation proceedings begin when parties to those proceedings have reached an agreement to refer the dispute to a conciliator and conciliation proceedings have been opened by the conciliator. Conciliation proceedings are also deemed to have begun in the situation provided for by the first sentence of subsection 2 of this section.

(2) Where the court has directed the parties to take the case to a conciliator, the conciliator may, on an application of a principal party, act in accordance with subsections 3 and 4 of § 12 of this Act in order to establish the willingness of the other party to participate in conciliation proceedings. The conciliator may also act in this manner if the party concerned has not been directed to them by the court.

(3) Conciliation proceedings are deemed to have ended when: 1) the parties reach an agreement in the course of the proceedings; 2) a party manifests its volition to discontinue the proceedings; 3) the conciliator discontinues the proceedings in situations mentioned in subsection 4 or 5 of this section.

(4) The conciliator may discontinue conciliation proceedings only for a valid reason, primarily when the likelihood of the parties reaching an agreement is low or where, all things considered, and taking into account the interests of the parties, the conciliator cannot be expected to continue the proceedings, or where the nature of the case makes it unsuitable for conciliation proceedings.

(5) Where a person has been granted financial aid by the State to pay for the services of a conciliator, the conciliator may declare conciliation proceedings to have ended when at least three months have elapsed from the beginning of proceedings.

§ 12. Certificate of unsuccessful conciliation proceedings

(1) On an application of a party to conciliation proceedings, the conciliator issues a document which states that conciliation proceedings have been unsuccessful (hereinafter, 'certificate').

(2) The certificate is issued when conciliation proceedings are deemed to have ended by virtue of clauses 2 and 3 of subsection 3 of § 11 of this Act.

(3) On an application of a party who has been directed to the conciliator by the court, the conciliator issues the certificate also when: 1) the conciliator has been approached by one of the principal parties; 2) the conciliator has done everything in their power to inform the other principal party of the proposed conciliation proceedings, and has transmitted to that party a notice regarding the time and place of conciliation negotiations; 3) the other principal party announces that they do not intend to participate in the proceedings or, without a valid reason, does not appear for conciliation negotiations or otherwise demonstrates its unwillingness to participate in proceedings by their conduct.

(4) The notice mentioned in clause 2 of subsection 3 of this section is transmitted to the other party by registered letter to the address stated by the party who approached the conciliator, or to an address known to the conciliator.

§ 13. Reaching an agreement

(1) Where the parties to conciliation proceedings request this, the conciliator draws up a written conciliation agreement which is signed by the conciliator and the parties.

(2) Where the parties to conciliation proceedings request this, the notary who conducted the proceedings authenticates the conciliation agreement following the rules provided by the Notarisation Act.

§ 14. Enforceable title

(1) A conciliation agreement reached between the parties as a result of conciliation proceedings conducted by a conciliator mentioned in clauses 2 and 3 of § 2 of this Act is declared enforceable by the district court under § 6271 of the Code of Civil Procedure, provided the agreement concerns a pecuniary claim. A conciliation agreement concerning a non-pecuniary claim is declared enforceable by the district court only if the parties to conciliation proceedings are in a position to make a compromise agreement concerning the subject matter of the dispute. The court does not approve conciliation agreements which concern disputes regarding the validity of residential lease contracts, their cancellation or vacation of residential premises.

(2) A conciliation agreement reached between the parties as a result of conciliation proceedings conducted by a person mentioned in clause 1 of § 2 of this Act may be declared enforceable by the district court under § 6272 of the Code of Civil Procedure.

(3) A conciliation agreement reached between the parties as a result of conciliation proceedings conducted by a conciliator mentioned in clause 2 or 3 of § 2 of this Act concerning a property claim, together with the debtor's obligation to consent to immediate enforcement, is authenticated by the notary on an application of the parties following the rules provided by the Notarisation Act. The notary verifies whether the agreement was concluded as a result of conciliation proceedings.

(4) A conciliation agreement reached between the parties as a result of conciliation proceedings conducted by a conciliator mentioned in clause 2 or 3 of § 2 of this Act concerning a non-pecuniary claim, together with the debtor's obligation to consent to immediate enforcement, is authenticated by the notary only if the parties to conciliation proceedings are in a position to conclude a compromise agreement concerning the subject matter of the dispute. The notary verifies whether the agreement was concluded as a result of conciliation proceedings.

(5) A notary does not declare enforceable any conciliation agreements reached between the parties as a result of conciliation proceedings conducted by a conciliator mentioned in clause 2 or 3 of § 2 of this Act concerning disputes regarding the validity of residential lease contracts, their cancellation or vacation of residential premises. The notary verifies whether the agreement was concluded as a result of conciliation proceedings.

(6) Where a conciliation agreement is concluded at the time when the dispute is pending before the court, the parties to conciliation proceedings may, following § 430 of the Code of Civil Procedure, have the conciliation agreement approved by the court hearing the case as a compromise agreement.

§ 15. Limitation period

(1) Any conciliation proceedings provided for by this Act are regarded as pre-action proceedings mentioned in clause 4 of subsection 2 of § 160 of the General Part of the Civil Code Act.

(2) Any conciliation proceedings provided for by this Act are to be regarded as negotiations for the purposes of § 167 of the General Part of the Civil Code Act.

Chapter 4 — Notaries and attorneys-at-law as conciliators

§ 16. Notaries as conciliators

(1) A notary is registered as a conciliator by the Chamber of Notaries on a corresponding application of the notary. Information regarding notaries who are willing to act as conciliators is transmitted to the Minister in charge of the policy sector. [Until 30 June 2014 the Act referred to the "Minister of Justice"; from 1 July 2014 (RT I, 29.06.2014, 109) this was replaced, in §§ 16-18, with "the Minister in charge of the policy sector" — a purely organisational change.]

(2) Information regarding notaries who act as conciliators is to be published by the Chamber of Notaries and the Ministry of Justice on their respective websites.

(3) In addition to this Act, the conduct of conciliation work by notaries, including any tangible liabilities entailed by such work, is subject to provisions of the legislation governing notaries' professional activities.

(4) A notary may refuse to conduct conciliation proceedings. Where a notary has commenced conciliation, they may discontinue it only in situations provided for by law, including in the situations mentioned in subsections 4 and 5 of § 11 of this Act.

§ 17. Attorneys-at-law as conciliators

(1) An attorney-at-law may work as a conciliator within the meaning of this Act if they have filed a corresponding application with the Board of the Estonian Bar Association. Information regarding attorneys-at-law who are willing to provide conciliation services is transmitted to the Minister in charge of the policy sector.

(2) Information regarding attorneys-at-law who act as conciliators is to be published by the Estonian Bar Association and the Ministry of Justice on their respective websites.

(3) In addition to this Act, the conduct of conciliation work by attorneys-at-law, including any tangible liabilities entailed by such work, is subject to provisions of the legislation governing professional activities of attorneys-at-law.

§ 18. Oversight

(1) Oversight in respect of a notary's work as conciliator is performed by the Minister in charge of the policy sector following the rules regarding oversight of notaries' professional activities as set out in the Notaries Act and in the Notaries' Disciplinary Liability Act.

(2) Oversight in respect of an attorney-at-law's work as conciliator is performed by the Estonian Bar Association and by the Minister in charge of the policy sector following the rules regarding oversight of professional activities of attorneys-at-law as set out in the Bar Association Act.

Chapter 5 — Proceedings before a conciliation body

§ 19. Conciliation body

(1) A conciliation body within the meaning of this Act is a unit which is provided for by legislation and is affiliated to an authority of the State or of a local authority and acts as a conciliator in the field mentioned in subsection 3 of § 1 of this Act.

(2) Where the legislation governing the activities of the conciliation body prescribes this, the rules of procedure provided by this Chapter apply to proceedings before the body. The rules apply without prejudice to special rules established by the legislation governing the activities of the body.

(3) The individual who conducts conciliation proceedings must observe § 3 of this Act.

(4) The confidentiality of conciliation proceedings is governed by § 4 of this Act.

§ 20. Approaching a conciliation body

(1) A person who approaches a conciliation body (hereinafter, 'the applicant') must do so in writing, stating: 1) the name, address and other contact information of the applicant; 2) the name, address and other contact information of the other party; 3) the facts of the dispute; 4) the applicant's request and the facts on which it is founded.

(2) Documentary evidence may be annexed to the application, including documents recording the course of any negotiations conducted so far with the other party, such as the other party's reply to the applicant's request.

(3) In the application, the applicant may put forward their own proposal for a conciliation agreement.

(4) Where the applicant acts through a representative, the representative's power of attorney must be annexed to the application.

§ 21. Rejecting an application

(1) The conciliation body rejects the application if: 1) the body does not have the power to deal with the dispute or 2) a judgment has entered into effect concerning the dispute.

(2) The applicant must be informed without delay of rejection of their application and of the reason for its rejection.

(3) Where an application does not include all of the information that is required, the conciliation body must give the applicant a time limit by which they are required to provide the missing information. If the applicant does not provide it within the time limit, the conciliation body may reject the case, notifying this to the applicant.

§ 22. Commencing conciliation proceedings

(1) After having accepted an application, the conciliation body, without delay, transmits a copy of the application to the other party and gives a reasonable time limit for the other party to provide a written reply. The written reply must include the other party's position in respect of the assertions included in the application and any conciliation proposals made.

(2) In situations and following the rules provided by law a conciliation body may order a party to participate in proceedings.

(3) The conciliation body must explain to the other party the facts related to the conciliatory character and legally binding effects of, as well as the duty to participate in, proceedings.

(4) In the reply, the other party may make proposals to resolve the dispute by way of entering a conciliation agreement.

(5) The conciliation body transmits a copy of the reply mentioned in subsection 1 of this section to the applicant. The applicant must inform the conciliation body within the established time limit whether they agree to the proposal which the other party has made to resolve the dispute.

(6) If the applicant and the other party agree to the proposal mentioned in subsection 3 of § 20 or in subsection 4 of this section, the conciliation body draws up the agreement between the parties in writing in accordance with § 26 of this Act.

§ 23. Conciliation meeting

(1) If the applicant and the other party have not reached an agreement under subsection 6 of § 22 of this Act, the conciliation body arranges a conciliation meeting between the applicant and the other party or their representatives. A representative may participate in the meeting only if they have authority to execute a conciliation agreement on behalf of the party they represent.

(2) The conciliation body sets the time and place of the meeting and summons the applicant and the other party. If appearance at the meeting is mandatory, this and the consequences of failure to appear at the meeting must be explained in the summons. The meeting must be arranged within one month following the filing of the application. This time limit may be extended for a valid reason.

(3) At the reasoned request of a party, or in the presence of another valid reason, the time limit mentioned in subsection 2 of this section may be longer.

(4) Any meetings which take place during conciliation proceedings are closed meetings.

(5) A meeting is chaired by the person who has been appointed by the conciliation body and who hears the parties' assertions and acquaints themselves with any documents or other evidence presented in the case.

§ 24. Specialist witnesses and witnesses

(1) On an application of a principal party and provided that the conciliation body deems it necessary, an expert assessment may be commissioned from a specialist witness to clarify the facts of the dispute. The conciliation body may hear the view of the other principal party concerning the application.

(2) Specialist witnesses and witnesses may be summoned to participate, and heard, in a conciliation meeting following the rules provided by subsection 1 of this section.

(3) Any specialist witness or witness costs must be paid by the parties in advance. Unless agreed otherwise, the costs are paid by the party on whose application the witness was summoned in the proceedings.

§ 25. Proposal to resolve the dispute and conclude a conciliation agreement

(1) If the principal parties do not reach an agreement during a conciliation meeting, the conciliation body may make a conciliation proposal to the parties, should it deem the making of such a proposal reasonable considering the facts of the dispute. The conciliation body must explain the content of the conciliation proposal to the parties.

(2) The proposal mentioned in subsection 1 of this section may also be made to the principal parties after a conciliation meeting has taken place. In this case, the conciliation body must announce during the meeting the time limit within which a conciliation proposal will be transmitted to the parties.

(3) If it is just and reasonable in light of the facts of the dispute and the circumstances of conciliation proceedings, the conciliation body may recommend in the proposed agreement that a principal party reimburse the other party's reasonable expert assessment, translation and witness costs which have been or are to be paid by that party.

(4) The conciliation body must explain to the principal parties the legal significance of approving the conciliation agreement mentioned in § 26 of this Act.

(5) The parties may within ten working days following the date of receiving the proposal or within a longer time limit set by the conciliation body respond to the proposal by either accepting or rejecting it. Failure to respond is regarded as rejection of the proposal.

(6) If the parties have not expressed their acceptance of the conciliation proposal within the time limit provided by subsection 5 of this section, the conciliation body concludes that agreement has not been reached and communicates this to the parties.

§ 26. Approving the conciliation agreement

Where the parties accept the conciliation proposal, the conciliation body approves the conciliation agreement and communicates it to the parties in writing by transmitting to them copies of the agreement.

§ 27. End of conciliation proceedings

(1) The conciliation body deems conciliation proceedings to have ended: 1) when a party declares to the conciliation body that it intends to discontinue proceedings; 2) when a party's conduct demonstrates an unwillingness to participate in proceedings, primarily when the party does not provide a written reply to the conciliation body within the set time limit, or fails to perform a required procedural operation without a valid reason or otherwise obstructs the conduct of conciliation proceedings; 3) in the situation mentioned in subsection 6 of § 25 of this Act; 4) in the situation mentioned in § 26 of this Act.

(2) Where conciliation proceedings end by virtue of clause 1 or 2 of subsection 1 of this section, the conciliation body informs the parties of the end of proceedings.

(3) Where a person has been ordered to participate in conciliation proceedings in a situation and according to the rules provided by law, such proceedings may not be ended under clauses 1 or 2 of subsection 1 of this section before the conciliation body has presented a conciliation proposal according to subsection 1 of § 25 of this Act.

§ 28. Performing the conciliation agreement

(1) A conciliation agreement approved by a conciliation body is binding on the parties and must be performed by them. The agreement must be performed within 30 days following the day when copies of the agreement were transmitted to the parties, unless a different time limit is stipulated in the agreement.

(2) If the conciliation agreement is not performed within the time limit mentioned in subsection 1 of this section, a party to the agreement may present the conciliation agreement that has been approved by a conciliation body to an enforcement agent for enforcement following the rules provided by the Code of Enforcement Procedure.

§ 29. Judicial remedies

(1) When conciliation proceedings have been discontinued or when the conciliation body has concluded that no agreement has been reached, the principal parties have a right to seek a judicial remedy.

(2) A principal party may contest, before the court, a conciliation agreement approved by the conciliation body if the conciliation body has committed a material breach of the rules of conciliation procedure and that breach has affected or could have affected the substance of the agreement.

(3) A petition for a declaration that a material breach of the conciliation procedure has been committed by the conciliation body may be filed with the district court that serves the area in which the conciliation body has its seat within 30 days following announcement of approval of the conciliation agreement. The petition is disposed of under the action-by-petition procedure.

(4) If the court finds that the conciliation body has committed a material breach of the rules of conciliation procedure, which has affected or may have affected the substance of the conciliation agreement, the agreement that was approved by the conciliation body is declared void and the principal party has a right to seek a judicial remedy as soon as the corresponding order has entered into effect.

Chapter 6 — Implementing provisions

(§§ 30-35: consequential amendments to other legislation — the Code of Civil Procedure, the General Part of the Civil Code Act, the Notaries Act, the Bar Association Act, the Code of Enforcement Procedure, and the Child Protection Act. Not reproduced in full: see "Fonte".)

§ 36. Entry into force of this Act

This Act enters into force on 1 January 2010.


Traduzione francese

AVIS — TRADUCTION NON OFFICIELLE. Le texte qui suit est une traduction non officielle en langue française, réalisée avec l'assistance de l'intelligence artificielle, à des fins purement informatives. Elle n'a été certifiée par aucun traducteur assermenté ni approuvée par aucune autorité estonienne ou autre, et elle n'a aucune valeur juridique et n'est pas contraignante. La seule langue officielle de la loi est l'estonien ; en cas de divergence, de doute d'interprétation ou d'utilisation professionnelle ou judiciaire, seul le texte officiel estonien publié sur Riigi Teataja (www.riigiteataja.ee, « Lepitusseadus ») fait foi. Cette traduction reflète le contenu substantiel de la loi tel qu'il résulte de la traduction anglaise officielle actualisée en 2022 (voir la section « Fonte ») ; les points où celle-ci diffère du texte estonien de 2009 reproduit ci-dessus sont signalés par une annotation spécifique.

LOI SUR LA CONCILIATION (Lepitusseadus)

Adoptée le 18 novembre 2009.

Chapitre 1 — Dispositions générales

§ 1. Champ d'application de la loi

(1) La présente loi régit la procédure de conciliation en matière civile, y compris les effets juridiques de la procédure de conciliation menée selon les modalités prévues par la présente loi.

(2) Au sens de la présente loi, on entend par « procédure de conciliation » une activité fondée sur le volontariat des parties, au cours de laquelle une personne impartiale au sens du § 2 de la présente loi (ci-après « le conciliateur ») favorise la communication entre les parties à la procédure de conciliation afin de les aider à trouver une solution à leur différend. Le conciliateur peut, sur la base des circonstances de la conciliation et du déroulement de la procédure, présenter aux parties sa propre proposition de solution.

(3) La procédure de conciliation relève de la matière civile lorsque le litige découle d'un rapport de droit privé et est susceptible d'être tranché par le tribunal de district (maakohus).

(4) Dans les cas prévus par la loi, la procédure de conciliation constitue une procédure préalable obligatoire à l'action en justice.

§ 2. Le conciliateur

Au sens de la présente loi, est conciliateur : 1) la personne physique à qui les parties ont confié l'exécution de l'activité décrite au § 1, alinéa 2, de la présente loi. Le conciliateur peut agir par l'intermédiaire d'une personne morale, avec laquelle il est lié par un contrat de travail ou un autre contrat ; 2) l'avocat, dans le cas prévu au § 17 de la présente loi ; 3) le notaire, dans le cas prévu au § 16 de la présente loi ; 4) dans les cas prévus par la loi, l'organe de conciliation de l'État ou d'une collectivité locale.

Chapitre 2 — Obligations du conciliateur

§ 3. Indépendance et impartialité

(1) Le conciliateur doit être indépendant et impartial à l'égard des parties à la procédure de conciliation. Le conciliateur ne peut mener la procédure de conciliation dans les situations énumérées au § 23 du Code de procédure civile.

(2) Le conciliateur ne peut orienter le déroulement de la conciliation d'une manière qui donne aux parties l'impression que le conciliateur dispose du pouvoir de rendre des décisions contraignantes à leur égard.

(3) Outre les exigences prévues aux alinéas 1 et 2 du présent paragraphe, le notaire et l'avocat agissant en qualité de conciliateur doivent également respecter les exigences d'indépendance et d'impartialité établies par les actes normatifs régissant leur activité professionnelle.

§ 4. Confidentialité de la procédure de conciliation

(1) Les négociations de conciliation ne sont pas publiques.

(2) Le conciliateur est tenu à une obligation de confidentialité concernant les circonstances de la procédure de conciliation dont il a eu connaissance au cours de la procédure ou en dehors de celle-ci. Cette obligation s'étend à la personne morale mentionnée au § 2, point 1, de la présente loi.

(3) Le conciliateur ne communique des informations sur les circonstances de la procédure de conciliation qu'aux parties à la procédure et à leurs représentants.

(4) Le conciliateur entendu comme témoin ne peut se voir poser des questions ni être tenu de fournir des explications sur des circonstances dont il a eu connaissance au cours de la procédure de conciliation.

(5) Le tribunal saisi d'une affaire pénale, civile ou administrative peut ordonner au conciliateur de fournir des informations sur les circonstances de la procédure de conciliation lorsque cela se justifie par un intérêt public important, notamment lorsque la protection des intérêts de l'enfant ou un danger pour la vie ou la santé d'une personne est en cause.

(6) Sur ordonnance du tribunal, le conciliateur fournit aux organes d'enquête des informations sur les circonstances de la procédure de conciliation.

(7) La partie à la procédure de conciliation, son ayant droit ou son représentant peuvent délier le conciliateur de son obligation de confidentialité pour un acte déterminé, moyennant un consentement écrit à cet effet. Si la partie est décédée et n'a pas d'ayants droit, ou s'il n'est pas possible d'entrer en contact avec elle, le tribunal peut délier le conciliateur de son obligation de confidentialité. Le tribunal peut également, à la demande du conciliateur, le délier de son obligation de confidentialité concernant les données relatives à la procédure de conciliation pour d'autres motifs sérieux. La demande de dispense de l'obligation de confidentialité est présentée selon les règles générales de compétence territoriale applicables au conciliateur. Le tribunal statue sur la demande selon la procédure gracieuse (hagita menetlus).

(8) L'obligation de confidentialité relative aux données de la procédure de conciliation s'étend aux tiers qui détiennent des documents contenant les données mentionnées à l'alinéa 2 du présent paragraphe ou qui y ont accès, sauf disposition contraire de la loi. Ces personnes communiquent les données mentionnées à l'alinéa 2 par analogie avec ce qui est prévu aux alinéas 3 à 7, sauf disposition contraire d'une autre loi.

(9) [Alinéa figurant dans la traduction anglaise officielle actualisée en 2022, non retrouvé dans le texte estonien de 2009 reproduit ci-dessus — voir « Fonte »] L'obligation de confidentialité du conciliateur ne fait pas obstacle à ce qu'il procède au signalement prévu au § 27, alinéa 1, de la loi sur la protection de l'enfance (Lastekaitseseadus) concernant un enfant ayant besoin d'aide, ni à celui prévu au § 31, alinéa 1, de la même loi concernant un enfant en danger, même lorsque les circonstances révélant que l'enfant a besoin d'aide ou est en danger sont venues à la connaissance du conciliateur au cours de la procédure de conciliation.

§ 5. Communication avec les parties à la procédure de conciliation

(1) Au cours de la procédure de conciliation, le conciliateur peut communiquer avec toutes les parties conjointement ou avec chacune d'elles séparément.

(2) Le conciliateur peut transmettre à l'autre partie à la procédure de conciliation les informations relatives aux circonstances à l'origine de la procédure qui lui ont été fournies par une partie. Le conciliateur ne peut divulguer ces informations à l'autre partie lorsque la partie qui les lui a fournies lui a en même temps interdit de les transmettre à l'autre partie.

§ 6. Interdiction de représentation dans la même affaire

Il est interdit au conciliateur de représenter une partie à la procédure de conciliation dans une autre procédure portant sur les circonstances à l'origine de la procédure de conciliation.

§ 7. Obligation d'information

Au début de la procédure de conciliation, le conciliateur est tenu d'expliquer aux parties la nature et les effets juridiques de la procédure, ainsi que les modalités relatives à sa rémunération.

§ 8. Obligation de documentation

(1) Le conciliateur est tenu de documenter brièvement le déroulement de la procédure de conciliation, en fixant notamment le début et la fin de la procédure.

(2) Le conciliateur est tenu de conserver la documentation de la procédure de conciliation pendant au moins cinq ans.

(3) Les notaires et les avocats respectent, pour l'établissement, la conservation et l'archivage des documents relatifs à leur activité professionnelle, la réglementation prévue par les actes normatifs régissant cette activité.

§ 9. Honoraires de conciliation

(1) Pour la conduite de la procédure de conciliation et les frais y afférents, les parties versent au conciliateur les honoraires convenus. Le conciliateur peut exiger des parties une avance sur les honoraires de conciliation.

(2) Les parties à la procédure de conciliation sont solidairement responsables, envers le conciliateur ou la personne morale mentionnée au § 2, point 1, de la présente loi, du paiement des honoraires convenus. Sauf convention contraire, les parties ne sont pas tenues de se rembourser mutuellement leurs frais.

(3) Lorsque la procédure de conciliation est menée dans le cadre d'une procédure judiciaire, la répartition ultérieure des frais entre les parties est régie par les dispositions du Code de procédure civile.

§ 10. Responsabilité

(1) Le conciliateur et la personne morale mentionnée au § 2, point 1, de la présente loi sont solidairement responsables du dommage causé par la violation fautive des exigences prévues aux chapitres 2 et 3 de la présente loi.

(2) Le conciliateur et la personne morale mentionnée au § 2, point 1, de la présente loi ne sont pas responsables du dommage subi par une partie à la procédure de conciliation du fait d'un accord défavorable conclu au cours de la procédure, ni du dommage subi par une partie du fait de l'absence de conclusion d'un accord, sauf si ce dommage résulte d'une violation des règles de la procédure de conciliation par le conciliateur ou par la personne morale mentionnée au § 2, point 1.

(3) Est nulle toute convention qui déroge, au détriment d'une partie à la procédure de conciliation, aux dispositions des alinéas 1 et 2 du présent paragraphe.

Chapitre 3 — Déroulement de la procédure de conciliation

§ 11. Début et fin de la procédure de conciliation

(1) La procédure de conciliation commence lorsque les parties sont parvenues à un accord pour soumettre le litige à un conciliateur et que le conciliateur a engagé la procédure de conciliation. La procédure de conciliation est également réputée avoir commencé dans le cas prévu à la première phrase de l'alinéa 2 du présent paragraphe.

(2) Lorsque le tribunal a orienté les parties vers un conciliateur pour le règlement du litige, le conciliateur peut, à la demande d'une partie, agir conformément au § 12, alinéas 3 et 4, de la présente loi afin d'établir la disposition de l'autre partie à participer à la procédure de conciliation. Le conciliateur peut agir de cette manière même si la partie ne lui a pas été adressée par le tribunal.

(3) La procédure de conciliation est réputée terminée lorsque : 1) les parties parviennent à un accord au cours de la procédure ; 2) une partie manifeste sa volonté d'interrompre la procédure ; 3) le conciliateur interrompt la procédure dans les cas visés aux alinéas 4 ou 5 du présent paragraphe.

(4) Le conciliateur ne peut interrompre la procédure de conciliation que pour un motif valable, notamment lorsque la probabilité que les parties parviennent à un accord est faible, ou lorsque, compte tenu de l'ensemble des circonstances et des intérêts des parties, on ne peut raisonnablement attendre du conciliateur qu'il poursuive la procédure, ou lorsque la nature de l'affaire la rend impropre à la conciliation.

(5) Lorsqu'une personne a bénéficié d'une aide financière de l'État pour rémunérer le conciliateur, celui-ci peut déclarer la procédure de conciliation terminée lorsque trois mois au moins se sont écoulés depuis le début de la procédure.

§ 12. Attestation d'échec de la procédure de conciliation

(1) À la demande d'une partie à la procédure de conciliation, le conciliateur délivre un document attestant l'échec de la procédure de conciliation (ci-après « l'attestation »).

(2) L'attestation est délivrée lorsque la procédure de conciliation est réputée terminée en vertu du § 11, alinéa 3, points 2 ou 3, de la présente loi.

(3) À la demande de la partie orientée vers le conciliateur par le tribunal, le conciliateur délivre également l'attestation lorsque : 1) le conciliateur a été contacté par l'une des parties ; 2) le conciliateur a fait tout ce qui était en son pouvoir pour informer l'autre partie de la proposition de mener une procédure de conciliation, en lui transmettant un avis relatif à la date et au lieu des négociations de conciliation ; 3) l'autre partie déclare ne pas vouloir participer à la procédure, ou ne se présente pas, sans motif valable, aux négociations de conciliation, ou manifeste autrement, par son comportement, son absence de volonté de participer à la procédure.

(4) L'avis mentionné au point 2 de l'alinéa 3 du présent paragraphe est transmis à l'autre partie par lettre recommandée, à l'adresse indiquée par la partie qui s'est adressée au conciliateur ou à une adresse connue du conciliateur.

§ 13. Conclusion de l'accord

(1) À la demande des parties à la procédure de conciliation, le conciliateur rédige par écrit l'accord de conciliation, signé par le conciliateur et par les parties.

(2) À la demande des parties à la procédure de conciliation, le notaire ayant mené la procédure authentifie l'accord de conciliation selon les modalités prévues par la loi sur l'authentification (tõestamisseadus).

§ 14. Titre exécutoire

(1) L'accord conclu entre les parties à l'issue d'une procédure de conciliation menée par un conciliateur mentionné au § 2, points 2 et 3, de la présente loi, est déclaré exécutoire par le tribunal de district conformément au § 627¹ du Code de procédure civile, à condition que l'accord porte sur une créance pécuniaire. Un accord portant sur une créance non pécuniaire n'est déclaré exécutoire par le tribunal de district que si les parties à la procédure de conciliation sont en mesure de conclure une transaction sur l'objet du litige. Le tribunal n'homologue pas les accords portant sur des litiges relatifs à la validité d'un contrat de bail d'habitation, à sa résiliation ou à la libération du logement.

(2) L'accord conclu entre les parties à l'issue d'une procédure de conciliation menée par une personne mentionnée au § 2, point 1, de la présente loi peut être déclaré exécutoire par le tribunal de district conformément au § 627² du Code de procédure civile.

(3) L'accord portant sur une créance patrimoniale, conclu entre les parties à l'issue d'une procédure de conciliation menée par un conciliateur mentionné au § 2, points 2 ou 3, de la présente loi, assorti de l'obligation du débiteur de se soumettre à l'exécution immédiate, est authentifié par le notaire à la demande des parties selon les modalités prévues par la loi sur l'authentification. Le notaire vérifie si l'accord a été conclu à l'issue d'une procédure de conciliation.

(4) L'accord portant sur une créance non patrimoniale, conclu entre les parties à l'issue d'une procédure de conciliation menée par un conciliateur mentionné au § 2, points 2 ou 3, de la présente loi, assorti de l'obligation du débiteur de se soumettre à l'exécution immédiate, n'est authentifié par le notaire que si les parties à la procédure de conciliation sont en mesure de conclure une transaction sur l'objet du litige. Le notaire vérifie si l'accord a été conclu à l'issue d'une procédure de conciliation.

(5) Le notaire ne déclare pas exécutoire l'accord conclu entre les parties à l'issue d'une procédure de conciliation menée par un conciliateur mentionné au § 2, points 2 ou 3, de la présente loi, lorsqu'il porte sur un litige relatif à la validité d'un contrat de bail d'habitation, à sa résiliation ou à la libération du logement. Le notaire vérifie si l'accord a été conclu à l'issue d'une procédure de conciliation.

(6) Lorsque l'accord de conciliation est conclu alors que le litige est pendant devant le tribunal, les parties à la procédure de conciliation peuvent, conformément au § 430 du Code de procédure civile, faire homologuer l'accord de conciliation comme transaction par le tribunal saisi de l'affaire.

§ 15. Prescription

(1) La procédure de conciliation prévue par la présente loi est considérée comme la procédure précontentieuse mentionnée au § 160, alinéa 2, point 4, de la loi sur la partie générale du Code civil.

(2) La procédure de conciliation prévue par la présente loi est considérée comme une négociation au sens du § 167 de la loi sur la partie générale du Code civil.

Chapitre 4 — Le notaire et l'avocat en tant que conciliateurs

§ 16. Le notaire en tant que conciliateur

(1) La Chambre des notaires enregistre le notaire en qualité de conciliateur sur demande de celui-ci. Les données relatives aux notaires disposés à agir en qualité de conciliateurs sont transmises au ministre chargé du secteur concerné. [Jusqu'au 30 juin 2014, la loi visait le « ministre de la Justice » ; à compter du 1er juillet 2014 (RT I, 29.06.2014, 109), cette référence a été remplacée, aux §§ 16 à 18, par « le ministre chargé du secteur concerné » — modification de nature purement organisationnelle.]

(2) La Chambre des notaires et le ministère de la Justice publient sur leur site internet respectif les données relatives aux notaires conciliateurs.

(3) À l'exercice de l'activité de conciliation par le notaire, y compris la responsabilité patrimoniale y afférente, s'appliquent, outre la présente loi, les dispositions des actes normatifs régissant l'activité notariale.

(4) Le notaire peut refuser de mener la conciliation. Si le notaire a entamé la conciliation, il ne peut l'interrompre que dans les cas prévus par la loi, y compris ceux mentionnés au § 11, alinéas 4 et 5, de la présente loi.

§ 17. L'avocat en tant que conciliateur

(1) L'avocat peut exercer les fonctions de conciliateur au sens de la présente loi s'il a présenté une demande en ce sens au conseil de l'Ordre des avocats d'Estonie. Les données relatives aux avocats disposés à fournir des services de conciliation sont transmises au ministre chargé du secteur concerné.

(2) L'Ordre des avocats d'Estonie et le ministère de la Justice publient sur leur site internet respectif les données relatives aux avocats conciliateurs.

(3) À l'exercice de l'activité de conciliation par l'avocat, y compris la responsabilité patrimoniale y afférente, s'appliquent, outre la présente loi, les dispositions correspondantes des actes normatifs régissant l'activité d'avocat.

§ 18. Contrôle

(1) Le contrôle de l'activité de conciliation exercée par le notaire est assuré par le ministre chargé du secteur concerné, conformément aux règles de contrôle de l'activité notariale prévues par la loi sur le notariat et par la loi sur la responsabilité disciplinaire des notaires.

(2) Le contrôle de l'activité de conciliation exercée par l'avocat est assuré par l'Ordre des avocats d'Estonie et par le ministre chargé du secteur concerné, conformément aux règles de contrôle de l'activité professionnelle des avocats prévues par la loi sur l'Ordre des avocats.

Chapitre 5 — Procédure devant l'organe de conciliation

§ 19. Organe de conciliation

(1) Au sens de la présente loi, on entend par organe de conciliation une unité instituée par un acte normatif et rattachée à un organe de l'État ou d'une collectivité locale, qui agit en qualité de conciliateur dans le domaine mentionné au § 1, alinéa 3, de la présente loi.

(2) Lorsque l'acte normatif régissant l'activité de l'organe de conciliation le prévoit, les règles de procédure établies par le présent chapitre s'appliquent à la procédure devant cet organe. Ces règles s'appliquent sous réserve des particularités prévues par l'acte normatif régissant l'activité de l'organe.

(3) À la personne qui mène la procédure de conciliation s'applique le § 3 de la présente loi.

(4) À la confidentialité de la procédure de conciliation s'applique le § 4 de la présente loi.

§ 20. Saisine de l'organe de conciliation

(1) La personne qui saisit un organe de conciliation (ci-après « le demandeur ») lui adresse une demande écrite indiquant : 1) le nom, le domicile et les autres coordonnées du demandeur ; 2) le nom et le domicile, le siège ou le lieu d'activité de l'autre partie ; 3) les circonstances à l'origine du litige ; 4) ce que demande le demandeur et les circonstances sur lesquelles il fonde sa demande.

(2) Des preuves documentaires peuvent être jointes à la demande, y compris des documents relatant le déroulement de négociations déjà menées avec l'autre partie, tels que la réponse de celle-ci à la demande du demandeur.

(3) Dans sa demande, le demandeur peut formuler sa propre proposition de conciliation.

(4) Lorsque le demandeur agit par l'intermédiaire d'un représentant, la procuration de ce dernier est jointe à la demande.

§ 21. Rejet de la demande

(1) L'organe de conciliation n'admet pas la demande à la procédure si : 1) le règlement du litige ne relève pas de sa compétence, ou 2) un jugement est passé en force de chose jugée sur le même litige.

(2) Le demandeur est informé sans délai du rejet de sa demande et des motifs de celui-ci.

(3) Lorsque la demande ne contient pas toutes les informations requises, l'organe de conciliation impartit un délai pour leur production. Si le demandeur ne les produit pas dans ce délai, l'organe de conciliation peut refuser de traiter l'affaire, en en informant le demandeur.

§ 22. Ouverture de la procédure de conciliation

(1) Après avoir admis la demande, l'organe de conciliation transmet sans délai une copie de la demande à l'autre partie mentionnée dans la demande et lui accorde un délai raisonnable pour présenter une réponse écrite. La réponse doit prendre position sur les allégations contenues dans la demande et sur toute proposition de conciliation.

(2) Dans les cas et selon les modalités prévus par la loi, l'organe de conciliation peut obliger une partie à participer à la procédure.

(3) L'organe de conciliation explique à l'autre partie les circonstances relatives au caractère conciliatoire de la procédure, à la force obligatoire juridique de ses résultats ainsi qu'au caractère obligatoire, le cas échéant, de la participation à la procédure.

(4) Dans sa réponse, l'autre partie peut formuler des propositions en vue de régler le litige par la conclusion d'un accord.

(5) L'organe de conciliation transmet au demandeur une copie de la réponse mentionnée à l'alinéa 1 du présent paragraphe. Le demandeur informe l'organe de conciliation, dans le délai imparti, s'il accepte la proposition de règlement formulée par l'autre partie.

(6) Si le demandeur et l'autre partie acceptent la proposition mentionnée au § 20, alinéa 3, ou à l'alinéa 4 du présent paragraphe, l'organe de conciliation formalise par écrit l'accord entre les parties conformément au § 26 de la présente loi.

§ 23. Réunion de conciliation

(1) Si le demandeur et l'autre partie ne sont pas parvenus à un accord conformément au § 22, alinéa 6, de la présente loi, l'organe de conciliation organise une réunion de conciliation entre le demandeur et l'autre partie ou leurs représentants. Un représentant ne peut participer à la réunion à la place d'une partie que s'il dispose du pouvoir de conclure l'accord de conciliation.

(2) L'organe de conciliation fixe la date et le lieu de la réunion et adresse les convocations au demandeur et à l'autre partie. Si la comparution à la réunion est obligatoire, ce fait et les conséquences du défaut de comparution doivent être expliqués dans la convocation. La réunion est organisée dans le mois suivant le dépôt de la demande. Ce délai peut être prorogé pour un motif justifié.

(3) Sur demande motivée d'une partie, ou pour tout autre motif sérieux, le délai mentionné à l'alinéa 2 du présent paragraphe peut être plus long.

(4) Les réunions tenues au cours de la procédure de conciliation ne sont pas publiques.

(5) La réunion est présidée par une personne désignée par l'organe de conciliation, qui entend les allégations des parties et prend connaissance des documents et autres preuves présentés.

§ 24. Experts et témoins

(1) À la demande d'une partie, et à condition que l'organe de conciliation le juge opportun, une expertise peut être commandée à un expert afin de clarifier les circonstances du litige. L'organe de conciliation peut recueillir l'avis de l'autre partie à ce sujet.

(2) Selon les modalités prévues à l'alinéa 1 du présent paragraphe, des témoins et des experts peuvent être convoqués et entendus lors de la réunion de conciliation.

(3) Les frais de témoins et d'expertise sont avancés par les parties. Sauf convention contraire, ces frais sont supportés par la partie à la demande de laquelle le témoin ou l'expert a été associé à la procédure.

§ 25. Proposition de règlement du litige et de conclusion de l'accord de conciliation

(1) Si les parties ne parviennent pas à un accord au cours de la réunion de conciliation, l'organe de conciliation peut leur soumettre une proposition de conciliation, s'il l'estime raisonnable compte tenu des circonstances du litige. L'organe de conciliation explique aux parties le contenu de la proposition de conciliation.

(2) La proposition mentionnée à l'alinéa 1 du présent paragraphe peut également être soumise aux parties après la tenue de la réunion de conciliation. Dans ce cas, l'organe de conciliation indique lors de la réunion le délai dans lequel la proposition de conciliation sera transmise aux parties.

(3) Lorsque cela est juste et raisonnable compte tenu des circonstances du litige et de la procédure de conciliation, l'organe de conciliation peut proposer, dans l'accord, qu'une partie rembourse à l'autre les frais raisonnables d'expertise, de traduction et de témoignage que cette dernière a engagés ou doit engager.

(4) L'organe de conciliation explique aux parties la portée juridique de l'homologation de l'accord de conciliation mentionnée au § 26 de la présente loi.

(5) Les parties peuvent, dans un délai de dix jours ouvrables à compter de la réception de la proposition, ou dans un délai plus long fixé par l'organe de conciliation, faire connaître leur position sur la proposition, en l'acceptant ou en la rejetant. L'absence de réponse est considérée comme un rejet de la proposition.

(6) Si les parties n'ont pas exprimé leur acceptation de la proposition de conciliation dans le délai mentionné à l'alinéa 5 du présent paragraphe, l'organe de conciliation constate qu'aucun accord n'a été trouvé et en informe les parties.

§ 26. Homologation de l'accord

Si les parties acceptent la proposition de conciliation, l'organe de conciliation homologue l'accord de conciliation et le communique par écrit aux parties, en leur transmettant une copie de l'accord.

§ 27. Clôture de la procédure de conciliation

(1) L'organe de conciliation considère la procédure de conciliation comme close lorsque : 1) une partie déclare à l'organe de conciliation son intention d'interrompre la procédure ; 2) le comportement d'une partie révèle son absence de volonté de participer à la procédure, notamment lorsqu'elle ne présente pas de réponse écrite à l'organe de conciliation dans le délai imparti, omet sans motif valable d'accomplir un acte de procédure, ou fait obstacle de toute autre manière au déroulement de la procédure de conciliation ; 3) dans le cas mentionné au § 25, alinéa 6, de la présente loi ; 4) dans le cas mentionné au § 26 de la présente loi.

(2) Dans les cas mentionnés aux points 1 et 2 de l'alinéa 1 du présent paragraphe, l'organe de conciliation informe les parties de la clôture de la procédure de conciliation.

(3) Lorsqu'une personne a été tenue, dans les cas et selon les modalités prévus par la loi, de participer à la procédure de conciliation et à la réunion de conciliation, la procédure ne peut être close en vertu des points 1 et 2 de l'alinéa 1 du présent paragraphe avant que l'organe de conciliation ait présenté la proposition de conciliation conformément au § 25, alinéa 1, de la présente loi.

§ 28. Exécution de l'accord

(1) L'accord homologué par l'organe de conciliation est contraignant pour les parties, qui sont tenues de l'exécuter. L'accord est exécuté dans les 30 jours suivant le jour de la transmission de la copie de l'accord, sauf si l'accord fixe un autre délai.

(2) Si l'accord n'est pas exécuté dans le délai mentionné à l'alinéa 1 du présent paragraphe, une partie peut présenter l'accord homologué par l'organe de conciliation à l'huissier de justice aux fins d'exécution, selon les modalités prévues par le Code de procédure d'exécution.

§ 29. Recours judiciaire

(1) Lorsque la procédure de conciliation a été interrompue, ou lorsque l'organe de conciliation a constaté qu'aucun accord n'a été trouvé, les parties ont le droit de saisir le tribunal pour la protection de leurs droits.

(2) Une partie peut contester devant le tribunal l'accord homologué par l'organe de conciliation, si celui-ci a commis une violation substantielle des règles de la procédure de conciliation et que cette violation a affecté ou a pu affecter le contenu de l'accord.

(3) La demande tendant à faire constater une violation substantielle, par l'organe de conciliation, d'une règle de la procédure de conciliation peut être présentée au tribunal de district compétent pour le lieu où l'organe de conciliation a son siège, dans un délai de 30 jours à compter de la communication de l'homologation de l'accord. La demande est examinée selon la procédure gracieuse (hagita menetlus).

(4) Si le tribunal constate que l'organe de conciliation a commis une violation substantielle d'une règle de la procédure de conciliation, qui a affecté ou a pu affecter le contenu de l'accord de conciliation, l'accord homologué par l'organe de conciliation est déclaré nul et la partie a le droit de saisir le tribunal pour la protection de ses droits dès l'entrée en vigueur de l'ordonnance correspondante.

Chapitre 6 — Dispositions d'application

(§§ 30-35 : modifications apportées à d'autres actes législatifs — Code de procédure civile, loi sur la partie générale du Code civil, loi sur le notariat, loi sur l'Ordre des avocats, Code de procédure d'exécution, loi sur la protection de l'enfance. Non reproduites intégralement : voir « Fonte ».)

§ 36. Entrée en vigueur de la loi

La présente loi entre en vigueur le 1er janvier 2010.


Traduzione spagnola

AVISO — TRADUCCIÓN NO OFICIAL. El texto que sigue es una traducción no oficial al español, realizada con la asistencia de inteligencia artificial, con fines meramente informativos. No ha sido certificada por un traductor jurado ni aprobada por ninguna autoridad estonia u otra, y carece de valor jurídico y no es vinculante. El único idioma oficial de la ley es el estonio; en caso de cualquier discrepancia, duda interpretativa o uso profesional/judicial, prevalece exclusivamente el texto oficial estonio publicado en Riigi Teataja (www.riigiteataja.ee, "Lepitusseadus"). Esta traducción refleja el contenido sustantivo de la ley tal como resulta de la traducción inglesa oficial actualizada en 2022 (véase la sección "Fonte"); los puntos en que esta difiere del texto estonio de 2009 reproducido más arriba se señalan mediante una anotación específica.

LEY DE CONCILIACIÓN (Lepitusseadus)

Aprobada el 18 de noviembre de 2009.

Capítulo 1 — Disposiciones generales

§ 1. Ámbito de aplicación de la ley

(1) La presente ley regula el procedimiento de conciliación en asuntos civiles, incluidos los efectos jurídicos del procedimiento de conciliación llevado a cabo conforme a las normas previstas en esta ley.

(2) A los efectos de la presente ley, se entiende por "procedimiento de conciliación" una actividad basada en la voluntariedad de las partes, en cuyo transcurso una persona imparcial en el sentido del § 2 de la presente ley (en adelante, "el conciliador") facilita la comunicación entre las partes del procedimiento de conciliación con el fin de ayudarlas a encontrar una solución a la controversia. El conciliador podrá, sobre la base de las circunstancias de la conciliación y del desarrollo del procedimiento, presentar a las partes una propuesta propia de solución.

(3) Existe procedimiento de conciliación en materia civil cuando la controversia derive de una relación de derecho privado y sea susceptible de ser resuelta por el tribunal de distrito (maakohus).

(4) En los casos previstos por la ley, el procedimiento de conciliación constituye un procedimiento previo obligatorio a la vía judicial.

§ 2. El conciliador

A los efectos de la presente ley, es conciliador: 1) la persona física a quien las partes hayan encomendado la actividad descrita en el § 1, apartado 2, de la presente ley. El conciliador podrá actuar por medio de una persona jurídica, con la que mantenga una relación laboral u otra relación contractual; 2) el abogado, en el supuesto previsto en el § 17 de la presente ley; 3) el notario, en el supuesto previsto en el § 16 de la presente ley; 4) en los casos previstos por la ley, el órgano de conciliación del Estado o de un ente local.

Capítulo 2 — Obligaciones del conciliador

§ 3. Independencia e imparcialidad

(1) El conciliador debe ser independiente e imparcial respecto de las partes del procedimiento de conciliación. El conciliador no podrá dirigir el procedimiento de conciliación cuando concurran las circunstancias enumeradas en el § 23 del Código de Procedimiento Civil.

(2) El conciliador no podrá dirigir el desarrollo de la conciliación de manera que dé a las partes la impresión de que el conciliador tiene poder para adoptar decisiones vinculantes respecto de ellas.

(3) Además de lo dispuesto en los apartados 1 y 2 del presente parágrafo, el notario y el abogado que actúen como conciliadores deberán observar asimismo los requisitos de independencia e imparcialidad establecidos por las normas que rigen su actividad profesional.

§ 4. Confidencialidad del procedimiento de conciliación

(1) Las negociaciones de conciliación no son públicas.

(2) El conciliador tiene el deber de confidencialidad respecto de las circunstancias del procedimiento de conciliación que hayan llegado a su conocimiento durante el procedimiento o fuera de él. Este deber se extiende a la persona jurídica mencionada en el § 2, punto 1, de la presente ley.

(3) El conciliador proporciona información sobre las circunstancias del procedimiento de conciliación únicamente a las partes del procedimiento y a sus representantes.

(4) Al conciliador que sea interrogado como testigo no se le podrán formular preguntas ni exigir explicaciones sobre circunstancias que hayan llegado a su conocimiento durante el procedimiento de conciliación.

(5) El tribunal que conozca de un asunto penal, civil o administrativo podrá ordenar al conciliador que proporcione información sobre las circunstancias del procedimiento de conciliación cuando ello se justifique por un interés público relevante, en particular cuando esté en juego la protección del interés del menor o un peligro para la vida o la salud de una persona.

(6) Por orden del tribunal, el conciliador proporcionará a los órganos de investigación información sobre las circunstancias del procedimiento de conciliación.

(7) La parte del procedimiento de conciliación, su causahabiente o su representante podrán liberar al conciliador del deber de confidencialidad respecto de un acto determinado, mediante consentimiento escrito a tal efecto. Si la parte hubiera fallecido sin causahabientes, o si no fuera posible contactar con ella, el tribunal podrá liberar al conciliador del deber de confidencialidad. El tribunal podrá asimismo, a petición del conciliador, liberarlo del deber de confidencialidad sobre los datos relativos al procedimiento de conciliación por otros motivos justificados. La solicitud de exención del deber de confidencialidad se presentará conforme a las reglas generales de competencia territorial aplicables al conciliador. El tribunal resolverá la solicitud conforme al procedimiento de jurisdicción voluntaria (hagita menetlus).

(8) El deber de confidencialidad sobre los datos del procedimiento de conciliación se extiende a los terceros que posean documentos que contengan los datos mencionados en el apartado 2 del presente parágrafo o que tengan acceso a ellos, salvo que la ley disponga otra cosa. Dichas personas divulgarán los datos mencionados en el apartado 2 de forma análoga a lo dispuesto en los apartados 3 a 7, salvo que otra ley disponga lo contrario.

(9) [Apartado presente en la traducción inglesa oficial actualizada en 2022, no hallado en el texto estonio de 2009 reproducido más arriba — véase "Fonte"] El deber de confidencialidad del conciliador no le impide efectuar la notificación prevista en el § 27, apartado 1, de la Ley de Protección de la Infancia (Lastekaitseseadus) respecto de un menor que necesite asistencia, ni la prevista en el § 31, apartado 1, de la misma ley respecto de un menor en peligro, incluso cuando las circunstancias que indiquen que el menor necesita asistencia o está en peligro hayan llegado a conocimiento del conciliador durante el procedimiento de conciliación.

§ 5. Comunicación con las partes del procedimiento de conciliación

(1) En el curso del procedimiento de conciliación, el conciliador podrá comunicarse con todas las partes conjuntamente o con cada una de ellas por separado.

(2) El conciliador podrá transmitir a la otra parte del procedimiento de conciliación la información relativa a las circunstancias que originan el procedimiento que le haya sido facilitada por una parte. El conciliador no podrá divulgar dicha información a la otra parte cuando la parte que se la facilitó le haya prohibido al mismo tiempo transmitirla a la otra parte.

§ 6. Prohibición de representación en el mismo asunto

Queda prohibido al conciliador representar a una parte del procedimiento de conciliación en otro procedimiento relativo a las circunstancias que originan el procedimiento de conciliación.

§ 7. Deber de información

Al iniciar el procedimiento de conciliación, el conciliador está obligado a explicar a las partes la naturaleza y los efectos jurídicos del procedimiento, así como las condiciones relativas a su remuneración.

§ 8. Deber de documentación

(1) El conciliador está obligado a documentar brevemente el desarrollo del procedimiento de conciliación, dejando constancia en particular del inicio y del fin del procedimiento.

(2) El conciliador está obligado a conservar la documentación del procedimiento de conciliación durante al menos cinco años.

(3) Los notarios y los abogados observarán, en cuanto a la elaboración, conservación y archivo de los documentos relativos a su actividad profesional, la normativa prevista en los actos normativos que regulan dicha actividad.

§ 9. Honorarios de conciliación

(1) Por la realización del procedimiento de conciliación y los gastos relacionados con él, las partes abonan al conciliador los honorarios acordados. El conciliador podrá exigir a las partes un anticipo a cuenta de los honorarios de conciliación.

(2) Las partes del procedimiento de conciliación responden solidariamente, frente al conciliador o a la persona jurídica mencionada en el § 2, punto 1, de la presente ley, del pago de los honorarios acordados. Salvo pacto en contrario, las partes no están obligadas a reembolsarse mutuamente los gastos.

(3) Cuando el procedimiento de conciliación se lleve a cabo en el marco de un proceso judicial, la posterior distribución de las costas entre las partes se regirá por las normas del Código de Procedimiento Civil.

§ 10. Responsabilidad

(1) El conciliador y la persona jurídica mencionada en el § 2, punto 1, de la presente ley responden solidariamente del daño causado por el incumplimiento culposo de los requisitos previstos en los capítulos 2 y 3 de la presente ley.

(2) El conciliador y la persona jurídica mencionada en el § 2, punto 1, de la presente ley no responden del daño sufrido por una parte del procedimiento de conciliación a causa de un acuerdo desfavorable celebrado en el curso del procedimiento, ni del daño sufrido por una parte a causa de la falta de celebración de un acuerdo, salvo que dicho daño haya sido causado por el incumplimiento de las normas del procedimiento de conciliación por parte del conciliador o de la persona jurídica mencionada en el § 2, punto 1.

(3) Es nulo todo pacto que se aparte, en perjuicio de una parte del procedimiento de conciliación, de lo dispuesto en los apartados 1 y 2 del presente parágrafo.

Capítulo 3 — Desarrollo del procedimiento de conciliación

§ 11. Inicio y fin del procedimiento de conciliación

(1) El procedimiento de conciliación comienza cuando las partes han llegado a un acuerdo para someter la controversia a un conciliador y este ha iniciado el procedimiento de conciliación. El procedimiento de conciliación se considera igualmente iniciado en el supuesto previsto en la primera frase del apartado 2 del presente parágrafo.

(2) Cuando el tribunal haya remitido a las partes a un conciliador para la resolución de la controversia, el conciliador podrá, a petición de una de las partes, actuar conforme al § 12, apartados 3 y 4, de la presente ley, con el fin de determinar la disposición de la otra parte a participar en el procedimiento de conciliación. El conciliador podrá actuar de este modo también cuando la parte no le haya sido remitida por el tribunal.

(3) El procedimiento de conciliación se considera terminado cuando: 1) las partes alcancen un acuerdo en el curso del procedimiento; 2) una parte manifieste su voluntad de interrumpir el procedimiento; 3) el conciliador interrumpa el procedimiento en los supuestos previstos en los apartados 4 o 5 del presente parágrafo.

(4) El conciliador solo podrá interrumpir el procedimiento de conciliación por un motivo justificado, en particular cuando la probabilidad de que las partes alcancen un acuerdo sea escasa, o cuando, teniendo en cuenta todas las circunstancias y ponderados los intereses de las partes, no quepa esperar razonablemente que el conciliador continúe el procedimiento, o cuando la naturaleza del asunto lo haga inadecuado para la conciliación.

(5) Cuando a una persona se le haya concedido ayuda económica estatal para el pago del conciliador, este podrá declarar terminado el procedimiento de conciliación una vez transcurridos al menos tres meses desde su inicio.

§ 12. Certificado de fracaso del procedimiento de conciliación

(1) A petición de una parte del procedimiento de conciliación, el conciliador expedirá un documento que acredite el fracaso del procedimiento de conciliación (en adelante, "el certificado").

(2) El certificado se expedirá cuando el procedimiento de conciliación se considere terminado conforme al § 11, apartado 3, puntos 2 o 3, de la presente ley.

(3) A petición de la parte remitida al conciliador por el tribunal, el conciliador expedirá igualmente el certificado cuando: 1) el conciliador haya sido contactado por una de las partes; 2) el conciliador haya hecho todo lo posible por informar a la otra parte de la propuesta de llevar a cabo el procedimiento de conciliación, transmitiéndole un aviso sobre la fecha y el lugar de las negociaciones de conciliación; 3) la otra parte declare que no desea participar en el procedimiento, o no comparezca sin motivo justificado a las negociaciones de conciliación, o demuestre de otro modo, mediante su conducta, su falta de voluntad de participar en el procedimiento.

(4) El aviso mencionado en el punto 2 del apartado 3 del presente parágrafo se transmitirá a la otra parte mediante carta certificada, a la dirección indicada por la parte que se dirigió al conciliador o a una dirección conocida por el conciliador.

§ 13. Consecución del acuerdo

(1) A petición de las partes del procedimiento de conciliación, el conciliador redactará por escrito el acuerdo de conciliación, firmado por el conciliador y por las partes.

(2) A petición de las partes del procedimiento de conciliación, el notario que haya dirigido el procedimiento autenticará el acuerdo de conciliación conforme al procedimiento previsto en la ley de autenticación (tõestamisseadus).

§ 14. Título ejecutivo

(1) El acuerdo alcanzado entre las partes a resultas de un procedimiento de conciliación dirigido por un conciliador de los mencionados en el § 2, puntos 2 y 3, de la presente ley, será declarado ejecutivo por el tribunal de distrito conforme al § 627¹ del Código de Procedimiento Civil, siempre que el acuerdo se refiera a un crédito pecuniario. Un acuerdo relativo a un crédito no pecuniario solo será declarado ejecutivo por el tribunal de distrito si las partes del procedimiento de conciliación están en condiciones de celebrar una transacción sobre el objeto de la controversia. El tribunal no homologará los acuerdos relativos a controversias sobre la validez de un contrato de arrendamiento de vivienda, su resolución o el desalojo de la vivienda.

(2) El acuerdo alcanzado entre las partes a resultas de un procedimiento de conciliación dirigido por una persona de las mencionadas en el § 2, punto 1, de la presente ley podrá ser declarado ejecutivo por el tribunal de distrito conforme al § 627² del Código de Procedimiento Civil.

(3) El acuerdo relativo a un crédito patrimonial, alcanzado entre las partes a resultas de un procedimiento de conciliación dirigido por un conciliador de los mencionados en el § 2, puntos 2 o 3, de la presente ley, junto con la obligación del deudor de someterse a la ejecución inmediata, será autenticado por el notario a petición de las partes conforme al procedimiento previsto en la ley de autenticación. El notario verificará si el acuerdo se celebró a resultas de un procedimiento de conciliación.

(4) El acuerdo relativo a un crédito no patrimonial, alcanzado entre las partes a resultas de un procedimiento de conciliación dirigido por un conciliador de los mencionados en el § 2, puntos 2 o 3, de la presente ley, junto con la obligación del deudor de someterse a la ejecución inmediata, solo será autenticado por el notario si las partes del procedimiento de conciliación están en condiciones de celebrar una transacción sobre el objeto de la controversia. El notario verificará si el acuerdo se celebró a resultas de un procedimiento de conciliación.

(5) El notario no declarará ejecutivo el acuerdo alcanzado entre las partes a resultas de un procedimiento de conciliación dirigido por un conciliador de los mencionados en el § 2, puntos 2 o 3, de la presente ley, cuando verse sobre una controversia relativa a la validez de un contrato de arrendamiento de vivienda, su resolución o el desalojo de la vivienda. El notario verificará si el acuerdo se celebró a resultas de un procedimiento de conciliación.

(6) Cuando el acuerdo de conciliación se celebre mientras la controversia se encuentre pendiente ante el tribunal, las partes del procedimiento de conciliación podrán, conforme al § 430 del Código de Procedimiento Civil, hacer que el tribunal que conozca del asunto homologue el acuerdo de conciliación como transacción.

§ 15. Prescripción

(1) El procedimiento de conciliación previsto en la presente ley se considera el procedimiento previo al proceso mencionado en el § 160, apartado 2, punto 4, de la Ley de la Parte General del Código Civil.

(2) El procedimiento de conciliación previsto en la presente ley se considera una negociación a los efectos del § 167 de la Ley de la Parte General del Código Civil.

Capítulo 4 — El notario y el abogado como conciliadores

§ 16. El notario como conciliador

(1) La Cámara de Notarios inscribe al notario como conciliador a petición de este. Los datos relativos a los notarios dispuestos a actuar como conciliadores se transmiten al Ministro competente en la materia. [Hasta el 30 de junio de 2014 la ley se refería al "Ministro de Justicia"; desde el 1 de julio de 2014 (RT I, 29.06.2014, 109) esta referencia fue sustituida, en los §§ 16 a 18, por "el Ministro competente en la materia" — modificación de naturaleza puramente organizativa.]

(2) La Cámara de Notarios y el Ministerio de Justicia publican en su respectivo sitio web los datos relativos a los notarios conciliadores.

(3) Al ejercicio de la actividad de conciliación por el notario, incluida la responsabilidad patrimonial derivada de ella, se aplican, además de la presente ley, las disposiciones de las normas que regulan la actividad notarial.

(4) El notario podrá negarse a dirigir la conciliación. Si el notario hubiera comenzado a dirigir la conciliación, solo podrá interrumpirla en los casos previstos por la ley, incluidos los mencionados en el § 11, apartados 4 y 5, de la presente ley.

§ 17. El abogado como conciliador

(1) El abogado podrá actuar como conciliador en el sentido de la presente ley si ha presentado la correspondiente solicitud ante la junta directiva del Colegio de Abogados de Estonia. Los datos relativos a los abogados dispuestos a prestar servicios de conciliación se transmiten al Ministro competente en la materia.

(2) El Colegio de Abogados de Estonia y el Ministerio de Justicia publican en su respectivo sitio web los datos relativos a los abogados conciliadores.

(3) Al ejercicio de la actividad de conciliación por el abogado, incluida la responsabilidad patrimonial derivada de ella, se aplican, además de la presente ley, las disposiciones correspondientes de las normas que regulan la abogacía.

§ 18. Supervisión

(1) La supervisión de la actividad de conciliación ejercida por el notario corresponde al Ministro competente en la materia, conforme al régimen de supervisión de la actividad notarial previsto en la Ley del Notariado y en la Ley de Responsabilidad Disciplinaria de los Notarios.

(2) La supervisión de la actividad de conciliación ejercida por el abogado corresponde al Colegio de Abogados de Estonia y al Ministro competente en la materia, conforme al régimen de supervisión de la actividad profesional de los abogados previsto en la Ley del Colegio de Abogados.

Capítulo 5 — Procedimiento ante el órgano de conciliación

§ 19. Órgano de conciliación

(1) A los efectos de la presente ley, se entiende por órgano de conciliación una unidad instituida por una norma y adscrita a un órgano del Estado o de un ente local, que actúa como conciliador en el ámbito mencionado en el § 1, apartado 3, de la presente ley.

(2) Cuando la norma que regule la actividad del órgano de conciliación así lo prevea, se aplicarán al procedimiento ante dicho órgano las normas de procedimiento establecidas en el presente capítulo. Estas normas se aplicarán con las particularidades previstas en la norma que regule la actividad del órgano.

(3) A la persona que dirija el procedimiento de conciliación se le aplicará el § 3 de la presente ley.

(4) A la confidencialidad del procedimiento de conciliación se le aplicará el § 4 de la presente ley.

§ 20. Recurso al órgano de conciliación

(1) Quien se dirija a un órgano de conciliación (en adelante, "el solicitante") le presentará una solicitud por escrito en la que se indiquen: 1) el nombre, el domicilio y los demás datos de contacto del solicitante; 2) el nombre y el domicilio, sede o lugar de actividad de la otra parte; 3) las circunstancias que originan la controversia; 4) lo solicitado por el solicitante y las circunstancias en que fundamenta su solicitud.

(2) A la solicitud podrán adjuntarse pruebas documentales, incluidos documentos que reflejen el desarrollo de las negociaciones ya mantenidas con la otra parte, como la respuesta de esta a la solicitud del solicitante.

(3) En la solicitud, el solicitante podrá formular su propia propuesta de conciliación.

(4) Cuando el solicitante actúe por medio de un representante, se adjuntará a la solicitud el poder de representación.

§ 21. Denegación de la admisión de la solicitud

(1) El órgano de conciliación no admitirá a trámite la solicitud si: 1) la resolución de la controversia no es de su competencia, o 2) existe sentencia firme sobre la misma controversia.

(2) Se informará sin demora al solicitante de la denegación de su solicitud y de los motivos de esta.

(3) Cuando la solicitud no contenga toda la información necesaria, el órgano de conciliación fijará un plazo para su presentación. Si el solicitante no la presenta dentro de dicho plazo, el órgano de conciliación podrá negarse a tramitar el asunto, informando de ello al solicitante.

§ 22. Inicio del procedimiento de conciliación

(1) Tras admitir la solicitud, el órgano de conciliación transmitirá sin demora una copia de esta a la otra parte indicada en la solicitud y le concederá un plazo razonable para presentar una respuesta por escrito. En la respuesta se tomará posición sobre las alegaciones contenidas en la solicitud y sobre cualquier propuesta de conciliación.

(2) En los casos y con arreglo al procedimiento previstos por la ley, el órgano de conciliación podrá obligar a una parte a participar en el procedimiento.

(3) El órgano de conciliación explicará a la otra parte las circunstancias relativas al carácter conciliador del procedimiento, a la eficacia jurídica de sus resultados y, en su caso, al carácter obligatorio de la participación en el procedimiento.

(4) En su respuesta, la otra parte podrá formular propuestas para resolver la controversia mediante la celebración de un acuerdo.

(5) El órgano de conciliación transmitirá al solicitante una copia de la respuesta mencionada en el apartado 1 del presente parágrafo. El solicitante comunicará al órgano de conciliación, dentro del plazo fijado, si acepta la propuesta de solución formulada por la otra parte.

(6) Si el solicitante y la otra parte aceptan la propuesta mencionada en el § 20, apartado 3, o en el apartado 4 del presente parágrafo, el órgano de conciliación formalizará por escrito el acuerdo entre las partes conforme al § 26 de la presente ley.

§ 23. Reunión de conciliación

(1) Si el solicitante y la otra parte no hubieran alcanzado un acuerdo conforme al § 22, apartado 6, de la presente ley, el órgano de conciliación organizará una reunión de conciliación entre el solicitante y la otra parte o sus representantes. Un representante solo podrá participar en la reunión en lugar de una parte si dispone de poder para celebrar el acuerdo de conciliación.

(2) El órgano de conciliación fijará la fecha y el lugar de la reunión y remitirá las citaciones al solicitante y a la otra parte. Si la comparecencia a la reunión es obligatoria, este hecho y las consecuencias de la incomparecencia deberán explicarse en la citación. La reunión se organizará dentro del mes siguiente a la presentación de la solicitud. Este plazo podrá prorrogarse por motivo justificado.

(3) A petición motivada de una parte, o por otro motivo relevante, el plazo mencionado en el apartado 2 del presente parágrafo podrá ser más largo.

(4) Las reuniones celebradas en el curso del procedimiento de conciliación no son públicas.

(5) La reunión será presidida por la persona designada por el órgano de conciliación, quien oirá las alegaciones de las partes y examinará los documentos y demás pruebas presentadas.

§ 24. Peritos y testigos

(1) A petición de una parte, y siempre que el órgano de conciliación lo considere oportuno, podrá encargarse a un perito la elaboración de un dictamen pericial para esclarecer las circunstancias de la controversia. El órgano de conciliación podrá oír al respecto la opinión de la otra parte.

(2) Conforme al procedimiento previsto en el apartado 1 del presente parágrafo, podrán citarse y oírse testigos y peritos en la reunión de conciliación.

(3) Los gastos de testigos y peritos serán anticipados por las partes. Salvo pacto en contrario, dichos gastos correrán a cargo de la parte a cuya instancia el testigo o el perito hubiera sido incorporado al procedimiento.

§ 25. Propuesta de resolución de la controversia y de celebración del acuerdo de conciliación

(1) Si las partes no alcanzan un acuerdo durante la reunión de conciliación, el órgano de conciliación podrá presentarles una propuesta de conciliación, si la considera razonable teniendo en cuenta las circunstancias de la controversia. El órgano de conciliación explicará a las partes el contenido de la propuesta de conciliación.

(2) La propuesta mencionada en el apartado 1 del presente parágrafo también podrá presentarse a las partes después de celebrada la reunión de conciliación. En tal caso, el órgano de conciliación indicará durante la reunión el plazo dentro del cual se transmitirá la propuesta de conciliación a las partes.

(3) Cuando resulte justo y razonable atendidas las circunstancias de la controversia y del procedimiento de conciliación, el órgano de conciliación podrá proponer en el acuerdo que una parte reembolse a la otra los gastos razonables de peritaje, traducción y testigos en que esta haya incurrido o deba incurrir.

(4) El órgano de conciliación explicará a las partes el significado jurídico de la homologación del acuerdo de conciliación conforme al § 26 de la presente ley.

(5) Las partes podrán, dentro de los diez días hábiles siguientes a la recepción de la propuesta, o dentro de un plazo más largo fijado por el órgano de conciliación, manifestar su posición al respecto, aceptando o rechazando la propuesta. La falta de respuesta se considerará rechazo de la propuesta.

(6) Si las partes no hubieran manifestado su aceptación de la propuesta de conciliación dentro del plazo mencionado en el apartado 5 del presente parágrafo, el órgano de conciliación declarará que no se ha alcanzado un acuerdo y lo comunicará a las partes.

§ 26. Homologación del acuerdo

Si las partes aceptan la propuesta de conciliación, el órgano de conciliación homologará el acuerdo de conciliación y lo comunicará por escrito a las partes, remitiéndoles copia del acuerdo.

§ 27. Terminación del procedimiento de conciliación

(1) El órgano de conciliación considerará terminado el procedimiento de conciliación cuando: 1) una parte declare al órgano de conciliación su intención de interrumpir el procedimiento; 2) la conducta de una parte revele su falta de voluntad de participar en el procedimiento, en particular cuando no presente respuesta escrita al órgano de conciliación dentro del plazo fijado, omita sin motivo justificado la realización de un acto procesal, u obstaculice de otro modo el desarrollo del procedimiento de conciliación; 3) en el supuesto mencionado en el § 25, apartado 6, de la presente ley; 4) en el supuesto mencionado en el § 26 de la presente ley.

(2) En los casos mencionados en los puntos 1 y 2 del apartado 1 del presente parágrafo, el órgano de conciliación informará a las partes de la terminación del procedimiento de conciliación.

(3) Cuando una persona haya sido obligada, en los casos y conforme al procedimiento previstos por la ley, a participar en el procedimiento de conciliación y en la reunión de conciliación, el procedimiento no podrá darse por terminado conforme a los puntos 1 y 2 del apartado 1 del presente parágrafo antes de que el órgano de conciliación haya presentado la propuesta de conciliación conforme al § 25, apartado 1, de la presente ley.

§ 28. Cumplimiento del acuerdo

(1) El acuerdo homologado por el órgano de conciliación será vinculante para las partes, que estarán obligadas a cumplirlo. El acuerdo se cumplirá dentro de los 30 días siguientes al día de la transmisión de la copia del acuerdo, salvo que en este se establezca un plazo distinto.

(2) Si el acuerdo no se cumple dentro del plazo mencionado en el apartado 1 del presente parágrafo, una parte podrá presentar el acuerdo homologado por el órgano de conciliación al agente de ejecución para su ejecución, conforme al procedimiento previsto en el Código de Procedimiento de Ejecución.

§ 29. Recurso judicial

(1) Cuando el procedimiento de conciliación haya sido interrumpido, o cuando el órgano de conciliación haya declarado que no se ha alcanzado un acuerdo, las partes tendrán derecho a acudir al tribunal para la protección de sus derechos.

(2) Una parte podrá impugnar ante el tribunal el acuerdo homologado por el órgano de conciliación si este hubiera cometido una infracción sustancial de las normas del procedimiento de conciliación y dicha infracción hubiera afectado o hubiera podido afectar al contenido del acuerdo.

(3) La solicitud para que se declare que el órgano de conciliación ha cometido una infracción sustancial de una norma del procedimiento de conciliación podrá presentarse ante el tribunal de distrito competente por el lugar en que tenga su sede el órgano de conciliación, dentro de los 30 días siguientes a la comunicación de la homologación del acuerdo. La solicitud se examinará conforme al procedimiento de jurisdicción voluntaria (hagita menetlus).

(4) Si el tribunal declara que el órgano de conciliación ha cometido una infracción sustancial de una norma del procedimiento de conciliación, que afectó o pudo afectar al contenido del acuerdo de conciliación, el acuerdo homologado por el órgano de conciliación será declarado nulo y la parte tendrá derecho a acudir al tribunal para la protección de sus derechos desde la entrada en vigor del auto correspondiente.

Capítulo 6 — Disposiciones de aplicación

(§§ 30-35: modificaciones introducidas en otros actos legislativos — Código de Procedimiento Civil, Ley de la Parte General del Código Civil, Ley del Notariado, Ley del Colegio de Abogados, Código de Procedimiento de Ejecución, Ley de Protección de la Infancia. No se reproducen íntegramente: véase "Fonte".)

§ 36. Entrada en vigor de la ley

La presente ley entra en vigor el 1 de enero de 2010.