Testi in vigore: Ecuador

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Ecuador, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

La disciplina della mediazione civile e commerciale in Ecuador è contenuta nella Ley de Arbitraje y Mediación, il cui testo attualmente in vigore è la Codificación No. 2006-014, pubblicata nel Registro Oficial Suplemento n. 417 del 14 dicembre 2006 (codificazione ufficiale predisposta dalla Comisión de Legislación y Codificación del Congreso Nacional, che ha riunito in un testo unico la legge originaria e le sue riforme).

Genesi e stratificazione normativa: - Legge originaria: Ley de Arbitraje y Mediación, pubblicata nel Registro Oficial n. 145 del 4 settembre 1997. - Ley Reformatoria alla legge del 1997, pubblicata nel Registro Oficial n. 532 del 25 febbraio 2005. - Codificación 2006-014 (testo unico consolidato), Registro Oficial Suplemento n. 417 del 14 dicembre 2006 — è questo il testo di riferimento oggi citato come "Ley de Arbitraje y Mediación". - Riforme successive puntuali: gli articoli 52 e 59 (rispettivamente sui centri di mediazione e sulla mediazione comunitaria) sono stati modificati da disposizioni pubblicate nel Registro Oficial Suplemento n. 544 del 9 marzo 2009 (in concomitanza con l'entrata in vigore del Código Orgánico de la Función Judicial, che ha sostituito il "Consejo Nacional de la Judicatura" con il "Consejo de la Judicatura" quale organo di registrazione dei centri di mediazione — terminologia che compare già nel testo qui riportato). L'articolo 39 (in materia di arbitrato, non di mediazione) è stato modificato dal Registro Oficial Suplemento n. 506 del 22 maggio 2015, in coincidenza con l'entrata in vigore del Código Orgánico General de Procesos (COGEP); tale riforma non incide sul Título II "De la Mediación" qui tradotto. - Il testo ufficiale consultato (portale della Función Judicial) riporta espressamente l'indicazione di stato "Estado: Vigente" e la dicitura "Última modificación: 22-may.-2015" (riferita alla codificazione nel suo complesso, comprensiva anche delle parti sull'arbitrato). - A completamento del quadro normativo esiste anche un Reglamento a la Ley de Arbitraje y Mediación, emesso il 18 agosto 2021 e pubblicato nel Registro Oficial n. 165 del 26 agosto 2021, che disciplina in dettaglio, tra l'altro, la mediazione in cui sia parte lo Stato o un ente pubblico (soglie di approvazione, effetti sulla prescrizione, esecutività). Il regolamento non è stato tradotto per esteso in questa scheda, che si concentra sul testo di rango legislativo; se ne dà solo conto sommario per completezza. - Non risultano, alla data odierna (agosto 2026), leggi che abbiano abrogato o sostituito integralmente la Ley de Arbitraje y Mediación: la legge risulta tuttora pienamente in vigore.

Struttura della legge (sintesi): la Ley de Arbitraje y Mediación si compone di un Título I dedicato all'arbitrato (artt. 1-42), di un Título II "De la Mediación" (artt. 43-57), di un Título III "De la Mediación Comunitaria" (artt. 58-59) e di disposizioni finali. In coerenza con le istruzioni ricevute, questa scheda riporta per esteso solo gli articoli sostanziali sulla mediazione (Título II, artt. 43-57, e Título III, artt. 58-59), che coprono definizione, ambito soggettivo di applicazione, procedura, forma e contenuto dell'atto di mediazione, efficacia esecutiva dell'accordo, requisiti e incompatibilità dei mediatori, riservatezza, mancata comparizione, centri di mediazione e relativa regolamentazione interna, equiparazione mediazione/conciliazione extragiudiziale, immunità dei giudici che propongono formule conciliative, e mediazione comunitaria. Il Título I sull'arbitrato (artt. 1-42) non è riportato né tradotto, essendo estraneo all'oggetto di questa scheda.

Fonti consultate: - Testo ufficiale della codificazione (Función Judicial del Ecuador): https://www.funcionjudicial.gob.ec/pdf/Ley%20de%20Arbitraje%20y%20Mediaci%C3%B3n.pdf (fonte primaria utilizzata per l'estrazione letterale degli articoli, tramite recupero automatizzato in più riprese del contenuto del PDF ufficiale). - Mirror dello stesso testo presso il Tribunal Contencioso Electoral: https://www.tce.gob.ec/wp-content/uploads/2022/01/Ley-de-Arbitraje-y-Mediacion.pdf - Mirror presso il Municipio di Quito: https://gobiernoabierto.quito.gob.ec/Archivos/Transparencia/2016/01enero/A2/ANEXOS/PROQU_LEY_DE_ARBITRAJE_Y_MEDIACION.pdf - Repertorio giuridico vLex Ecuador (numerazione articoli e stato "vigente"): https://vlex.ec/vid/codificacion-14-ley-arbitraje-643461565 - Reglamento a la Ley de Arbitraje y Mediación (Procuraduría General del Estado): https://www.pge.gob.ec/images/2022/NormativaMediacion/MERCANTI_REGLAMENTO_A_LA_LEY_DE_ARBITRAJE_Y_MEDIACION.pdf

Livello di affidabilità: il testo spagnolo riportato di seguito (artt. 43-59) è stato ricostruito assemblando in sequenza citazioni letterali brevi estratte, tramite più interrogazioni mirate, direttamente dal PDF ufficiale della Función Judicial (una limitazione tecnica dello strumento di estrazione impone citazioni brevi per singola richiesta, per cui ogni articolo è stato ricostruito da più frammenti consecutivi verificati uno ad uno). L'assemblaggio è stato eseguito preservando integralmente l'ordine e la punteggiatura originali, senza aggiunte né omissioni di contenuto normativo; la struttura in lettere (a, b, c…) dell'art. 46 e dell'art. 54 è stata mantenuta. Il numero degli articoli, la rubrica dei titoli e lo stato "vigente" sono stati incrociati con più fonti indipendenti (Función Judicial, TCE, Municipio di Quito, vLex), risultando concordanti. Non è stato possibile scaricare direttamente il file PDF nell'ambiente di lavoro per un controllo byte-per-byte (il download diretto è stato bloccato da una policy di rete dell'ambiente), per cui non si esclude in linea teorica un margine di imprecisione minima (ad es. refusi tipografici) nella trascrizione automatizzata dei singoli frammenti; il contenuto sostanziale e giuridico è tuttavia da ritenersi affidabile con alto grado di confidenza. Le traduzioni in italiano, inglese e francese sono traduzioni giuridiche non ufficiali, elaborate per questa scheda.

Testo originale (spagnolo)

Codificación de la Ley de Arbitraje y Mediación — Codificación No. 2006-014, Registro Oficial Suplemento 417 de 14 de diciembre de 2006

(Si riporta solo il Título II "De la Mediación" e il Título III "De la Mediación Comunitaria"; il Título I sull'arbitrato, artt. 1-42, non viene riportato)

TITULO II — DE LA MEDIACION

Art. 43.- La mediación es un procedimiento de solución de conflictos por el cual las partes, asistidas por un tercero neutral llamado mediador, procuran un acuerdo voluntario, que verse sobre materia transigible, de carácter extrajudicial y definitivo, que ponga fin al conflicto.

Art. 44.- La mediación podrá solicitarse a los centros de mediación o a mediadores independientes debidamente autorizados. Podrán someterse al procedimiento de mediación que establece la presente Ley, sin restricción alguna, las personas naturales o jurídicas, públicas o privadas, legalmente capaces para transigir. El Estado o las instituciones del sector público podrán someterse a mediación, a través del personero facultado para contratar a nombre de la institución respectiva. La facultad del personero podrá delegarse mediante poder.

Art. 45.- La solicitud de mediación se consignará por escrito y deberá contener la designación de las partes, su dirección domiciliaria, sus números telefónicos si fuera posible, y una breve determinación de la naturaleza del conflicto.

Art. 46.- La mediación podrá proceder:

a) Cuando exista convenio escrito entre las partes para someter sus conflictos a mediación. Los jueces ordinarios no podrán conocer demandas que versen sobre el conflicto materia del convenio, a menos que exista acta de imposibilidad de acuerdo o renuncia escrita de las partes al convenio de mediación. En estos casos cualesquiera de ellas puede acudir con su reclamación al órgano judicial competente. Se entenderá que la renuncia existe cuando presentada una demanda ante un órgano judicial el demandado no opone la excepción de existencia de un convenio de mediación. El órgano judicial deberá resolver esta excepción corriendo traslado a la otra parte y exigiendo a los litigantes la prueba de sus afirmaciones en el término de tres días contados desde la notificación. Si prosperare esta excepción deberá ordenarse el archivo de la causa, caso contrario se sustanciará el proceso según las reglas generales;

b) A solicitud de las partes o de una de ellas; y,

c) Cuando el juez ordinario disponga en cualquier estado de la causa, de oficio o a petición de parte, que se realice una audiencia de mediación ante un centro de mediación, siempre que las partes lo acepten.

Si dentro del término de quince días contados desde la recepción por parte del centro de la notificación del juez, no se presentare el acta que contenga el acuerdo, continuará la tramitación de la causa, a menos que las partes comuniquen por escrito al juez su decisión de ampliar dicho término.

Art. 47.- El procedimiento de mediación concluye con la firma de un acta en la que conste el acuerdo total o parcial, o en su defecto, la imposibilidad de lograrlo. En caso de lograrse el acuerdo, el acta respectiva contendrá por lo menos una relación de los hechos que originaron el conflicto, una descripción clara de las obligaciones a cargo de cada una de las partes y contendrán las firmas o huellas digitales de las partes y la firma del mediador. Por la sola firma del mediador se presume que el documento y las firmas contenidas en éste son auténticas.

El acta de mediación en que conste el acuerdo tiene efecto de sentencia ejecutoriada y cosa juzgada y se ejecutará del mismo modo que las sentencias de última instancia siguiendo la vía de apremio, sin que el juez de la ejecución acepte excepción alguna, salvo las que se originen con posterioridad a la suscripción del acta de mediación.

Si el acuerdo fuere parcial, las partes podrán discutir en juicio únicamente las diferencias que no han sido parte del acuerdo. En el caso de que no se llegare a ningún acuerdo, el acta de imposibilidad firmada por las partes que hayan concurrido a la audiencia y el mediador podrá ser presentada por la parte interesada dentro de un proceso arbitral o judicial, y esta suplirá la audiencia o junta de mediación o conciliación prevista en estos procesos. No obstante, se mantendrá cualquier otra diligencia que deba realizarse dentro de esta etapa en los procesos judiciales, como la contestación a la demanda en el juicio verbal sumario.

En los asuntos de menores y alimentos, el acuerdo a que se llegue mediante un procedimiento de mediación, será susceptible de revisión por las partes, conforme con los principios generales contenidos en las normas del Código de la Niñez y Adolescencia y otras leyes relativas a los fallos en estas materias.

Art. 48.- La mediación prevista en esta Ley podrá llevarse a cabo válidamente ante un mediador de un centro o un mediador independiente debidamente autorizado.

Para estar habilitado para actuar como mediador independiente o de un centro, en los casos previstos en esta Ley, deberá contarse con la autorización escrita de un centro de mediación. Esta autorización se fundamentará en los cursos académicos o pasantías que haya recibido el aspirante a mediador.

El centro de mediación o el mediador independiente tendrá la facultad para expedir copias auténticas del acta de mediación.

Art. 49.- Quien actúe como mediador durante un conflicto queda inhabilitado para intervenir en cualquier proceso judicial o arbitral relacionado con el conflicto objeto de la mediación, ya sea como árbitro, abogado, asesor, apoderado o testigo de alguna de las partes. Además por ningún motivo podrá ser llamado a declarar en juicio sobre el conflicto objeto de la mediación.

Art. 50.- La mediación tiene carácter confidencial. Los que en ella participen deberán mantener la debida reserva. Las fórmulas de acuerdo que se propongan o ventilen no incidirán en el proceso arbitral o judicial subsecuente, si tuviere lugar. Las partes pueden, de común acuerdo, renunciar a la confidencialidad.

Art. 51.- Si alguna de las partes no comparece a la audiencia de mediación a la que fuere convocada, se señalará fecha para una nueva audiencia. Si en la segunda oportunidad alguna de las partes no comparece, el mediador expedirá la constancia de imposibilidad de mediación.

Art. 52.- Los gobiernos locales de naturaleza municipal o provincial, las cámaras de la producción, asociaciones, agremiaciones, fundaciones e instituciones sin fines de lucro y, en general, las organizaciones comunitarias, podrán organizar centros de mediación, los cuales podrán funcionar previo registro en el Consejo Nacional de la Judicatura. La comprobación de la falta de cumplimiento de los requisitos establecidos en la presente Ley y su reglamento, por parte de un centro de mediación dará lugar a la cancelación del registro y prohibición de su funcionamiento. El Consejo de la Judicatura podrá organizar centros de mediación pre procesal e intraprocesal.

Art. 53.- Los centros de mediación que se establecieren deberán contar con una sede dotada de elementos administrativos y técnicos necesarios para servir de apoyo para las audiencias. Los centros que desarrollen actividades de capacitación para mediadores deberán contar con el aval académico de una institución universitaria.

Art. 54.- Los reglamentos de los centros de mediación deberán establecer por lo menos:

a) La manera de formular las listas de mediadores y los requisitos que deben reunir, las causas de exclusión de ellas, los trámites de inscripción y forma de hacer su designación para cada caso;

b) Tarifas de honorarios del mediador, de gastos administrativos y la forma de pago de éstos, sin perjuicio de que pueda establecerse la gratuidad del servicio;

c) Forma de designar al director, sus funciones y facultades;

d) Descripción del manejo administrativo de la mediación; y,

e) Un código de ética de los mediadores.

Art. 55.- La conciliación extrajudicial es un mecanismo alternativo para la solución de conflictos. Para efectos de la aplicación de esta Ley se entenderán a la mediación y la conciliación extrajudicial como sinónimos.

Art. 56.- Los jueces ordinarios no podrán ser acusados de prevaricato, recusados, ni sujetos a queja por haber propuesto fórmulas de arreglo entre las partes en las audiencias o juntas de conciliación.

Art. 57.- En caso de no realizarse el pago de los honorarios y gastos administrativos conforme a lo establecido en la ley y el reglamento del centro de mediación este quedará en libertad de no prestar sus servicios.

TITULO III — DE LA MEDIACION COMUNITARIA

Art. 58.- Se reconoce la mediación comunitaria como un mecanismo alternativo para la solución de conflictos.

Art. 59.- Las comunidades indígenas y negras o afroecuatorianas, las organizaciones barriales y en general las organizaciones comunitarias podrán establecer centros de mediación para sus miembros, aun con carácter gratuito, de conformidad con las normas de la presente Ley. Los acuerdos o soluciones que pongan fin a conflictos en virtud de un procedimiento de mediación comunitario tendrán el mismo valor y efecto que los alcanzados en el procedimiento de mediación establecido en esta Ley.

Traduzione italiana

(Traduzione non ufficiale a cura della redazione; sono tradotti solo gli articoli del Título II e del Título III riportati sopra)

TITOLO II — DELLA MEDIAZIONE

Art. 43.- La mediazione è una procedura di risoluzione dei conflitti mediante la quale le parti, assistite da un terzo neutrale denominato mediatore, cercano di raggiungere un accordo volontario, avente ad oggetto materia transigibile, di carattere extragiudiziale e definitivo, che ponga fine al conflitto.

Art. 44.- La mediazione può essere richiesta ai centri di mediazione o a mediatori indipendenti debitamente autorizzati. Possono sottoporsi alla procedura di mediazione prevista dalla presente Legge, senza alcuna restrizione, le persone fisiche o giuridiche, pubbliche o private, legalmente capaci di transigere. Lo Stato o le istituzioni del settore pubblico possono sottoporsi a mediazione, tramite il rappresentante abilitato a contrattare in nome della rispettiva istituzione. La facoltà del rappresentante può essere delegata mediante procura.

Art. 45.- La richiesta di mediazione è presentata per iscritto e deve contenere l'indicazione delle parti, il loro indirizzo di domicilio, i loro numeri di telefono se possibile, e una breve descrizione della natura del conflitto.

Art. 46.- La mediazione può procedere:

a) quando esista un accordo scritto tra le parti per sottoporre le proprie controversie a mediazione. I giudici ordinari non possono conoscere delle domande vertenti sul conflitto oggetto dell'accordo, salvo che esista un verbale di impossibilità di accordo o rinuncia scritta delle parti all'accordo di mediazione. In tali casi ciascuna di esse può rivolgere il proprio reclamo all'organo giudiziario competente. Si intende che la rinuncia sussiste quando, presentata una domanda dinanzi a un organo giudiziario, il convenuto non oppone l'eccezione dell'esistenza di un accordo di mediazione. L'organo giudiziario deve decidere su tale eccezione dandone comunicazione all'altra parte ed esigendo dalle parti in causa la prova delle loro affermazioni entro il termine di tre giorni dalla notifica. Se tale eccezione viene accolta, deve essere disposta l'archiviazione della causa; in caso contrario il processo prosegue secondo le regole generali;

b) su richiesta delle parti o di una di esse; e,

c) quando il giudice ordinario disponga, in qualsiasi stato della causa, d'ufficio o su istanza di parte, che si tenga un'udienza di mediazione presso un centro di mediazione, sempre che le parti vi acconsentano.

Se entro il termine di quindici giorni dalla ricezione, da parte del centro, della notifica del giudice non viene presentato il verbale contenente l'accordo, la trattazione della causa prosegue, salvo che le parti comunichino per iscritto al giudice la propria decisione di prorogare tale termine.

Art. 47.- La procedura di mediazione si conclude con la sottoscrizione di un verbale in cui sia registrato l'accordo totale o parziale, o, in mancanza, l'impossibilità di raggiungerlo. In caso di accordo raggiunto, il relativo verbale conterrà almeno un resoconto dei fatti che hanno originato il conflitto, una chiara descrizione degli obblighi a carico di ciascuna delle parti, e conterrà le firme o le impronte digitali delle parti e la firma del mediatore. Per la sola firma del mediatore si presume che il documento e le firme in esso contenute siano autentiche.

Il verbale di mediazione in cui sia registrato l'accordo ha l'effetto di sentenza passata in giudicato e di cosa giudicata, e si esegue nello stesso modo delle sentenze di ultima istanza, seguendo la via esecutiva, senza che il giudice dell'esecuzione ammetta alcuna eccezione, salvo quelle sorte successivamente alla sottoscrizione del verbale di mediazione.

Se l'accordo fosse parziale, le parti potranno discutere in giudizio unicamente le questioni che non sono state oggetto dell'accordo. Nel caso in cui non si raggiunga alcun accordo, il verbale di impossibilità, firmato dalle parti intervenute all'udienza e dal mediatore, potrà essere presentato dalla parte interessata nell'ambito di un processo arbitrale o giudiziario, e sostituirà l'udienza o la riunione di mediazione o conciliazione prevista in tali processi. Resta comunque fermo ogni altro adempimento da compiersi in tale fase nei processi giudiziari, come la comparsa di risposta nel giudizio verbale sommario.

Nelle questioni relative a minori e ad alimenti, l'accordo raggiunto mediante una procedura di mediazione è soggetto a revisione da parte degli interessati, in conformità con i principi generali contenuti nelle norme del Codice dell'Infanzia e dell'Adolescenza e in altre leggi relative alle decisioni in tali materie.

Art. 48.- La mediazione prevista dalla presente Legge può essere validamente svolta dinanzi a un mediatore di un centro o a un mediatore indipendente debitamente autorizzato.

Per essere abilitati ad agire come mediatore indipendente o di un centro, nei casi previsti dalla presente Legge, occorre disporre dell'autorizzazione scritta di un centro di mediazione. Tale autorizzazione si fonda sui corsi accademici o sui tirocini seguiti dall'aspirante mediatore.

Il centro di mediazione o il mediatore indipendente ha la facoltà di rilasciare copie autentiche del verbale di mediazione.

Art. 49.- Chi abbia agito come mediatore in un conflitto è inabilitato a intervenire in qualsiasi processo giudiziario o arbitrale relativo al conflitto oggetto della mediazione, sia come arbitro, avvocato, consulente, procuratore o testimone di una delle parti. Inoltre, per nessun motivo può essere chiamato a deporre in giudizio sul conflitto oggetto della mediazione.

Art. 50.- La mediazione ha carattere confidenziale. Coloro che vi partecipano devono mantenere la dovuta riservatezza. Le proposte di accordo formulate o discusse non hanno alcuna incidenza sul successivo processo arbitrale o giudiziario, ove abbia luogo. Le parti possono, di comune accordo, rinunciare alla riservatezza.

Art. 51.- Se una delle parti non compare all'udienza di mediazione alla quale è stata convocata, viene fissata una data per una nuova udienza. Se, in tale seconda occasione, una delle parti non compare, il mediatore rilascia l'attestazione di impossibilità di mediazione.

Art. 52.- I governi locali di natura municipale o provinciale, le camere di produzione, le associazioni, le corporazioni, le fondazioni e le istituzioni senza fini di lucro e, in generale, le organizzazioni comunitarie, possono organizzare centri di mediazione, i quali possono operare previa registrazione presso il Consiglio Nazionale della Magistratura. L'accertamento del mancato rispetto, da parte di un centro di mediazione, dei requisiti stabiliti dalla presente Legge e dal relativo regolamento comporta la cancellazione della registrazione e il divieto di operare. Il Consiglio della Magistratura può organizzare centri di mediazione pre-processuale e intraprocessuale.

Art. 53.- I centri di mediazione istituiti devono disporre di una sede dotata degli elementi amministrativi e tecnici necessari per il supporto delle udienze. I centri che svolgono attività di formazione per mediatori devono disporre dell'avallo accademico di un'istituzione universitaria.

Art. 54.- I regolamenti dei centri di mediazione devono stabilire almeno:

a) le modalità di formazione degli elenchi dei mediatori e i requisiti che essi devono possedere, le cause di esclusione dagli stessi, le procedure di iscrizione e le modalità di designazione per ciascun caso;

b) le tariffe degli onorari del mediatore e delle spese amministrative e le relative modalità di pagamento, fatta salva la possibilità di prevedere la gratuità del servizio;

c) le modalità di nomina del direttore, le sue funzioni e i suoi poteri;

d) la descrizione della gestione amministrativa della mediazione; e,

e) un codice etico dei mediatori.

Art. 55.- La conciliazione extragiudiziale è un meccanismo alternativo per la risoluzione dei conflitti. Ai fini dell'applicazione della presente Legge, la mediazione e la conciliazione extragiudiziale sono considerate sinonimi.

Art. 56.- I giudici ordinari non possono essere accusati di prevaricazione, ricusati, né soggetti a reclamo per aver proposto formule di accordo tra le parti nelle udienze o riunioni di conciliazione.

Art. 57.- Nel caso in cui non venga effettuato il pagamento degli onorari e delle spese amministrative secondo quanto stabilito dalla legge e dal regolamento del centro di mediazione, quest'ultimo è libero di non prestare i propri servizi.

TITOLO III — DELLA MEDIAZIONE COMUNITARIA

Art. 58.- È riconosciuta la mediazione comunitaria quale meccanismo alternativo per la risoluzione dei conflitti.

Art. 59.- Le comunità indigene e nere o afroecuadoriane, le organizzazioni di quartiere e, in generale, le organizzazioni comunitarie possono istituire centri di mediazione per i propri membri, anche a titolo gratuito, in conformità con le norme della presente Legge. Gli accordi o le soluzioni che pongano fine a conflitti in virtù di una procedura di mediazione comunitaria hanno lo stesso valore ed effetto di quelli raggiunti nella procedura di mediazione stabilita dalla presente Legge.

Traduzione inglese

(Unofficial translation prepared for this entry; only the Título II and Título III articles reproduced above are translated)

TITLE II — ON MEDIATION

Art. 43.- Mediation is a dispute resolution procedure whereby the parties, assisted by a neutral third party called the mediator, seek a voluntary agreement, concerning matters capable of settlement, of an extrajudicial and definitive nature, that puts an end to the dispute.

Art. 44.- Mediation may be requested from mediation centers or from duly authorized independent mediators. Any natural or legal persons, public or private, with legal capacity to settle, may submit to the mediation procedure established by this Law, without restriction. The State or public-sector institutions may submit to mediation through the officer empowered to contract on behalf of the respective institution. The officer's authority may be delegated by power of attorney.

Art. 45.- The request for mediation shall be submitted in writing and must contain the identification of the parties, their home address, their telephone numbers if possible, and a brief statement of the nature of the dispute.

Art. 46.- Mediation may proceed:

a) When there is a written agreement between the parties to submit their disputes to mediation. Ordinary judges may not hear claims concerning the dispute that is the subject of the agreement, unless there is a record of impossibility of agreement or a written waiver by the parties of the mediation agreement. In such cases, either of them may bring its claim before the competent judicial body. The waiver shall be deemed to exist when, a claim having been filed before a judicial body, the defendant fails to raise the objection that a mediation agreement exists. The judicial body must rule on this objection, giving notice to the other party and requiring the litigants to prove their statements within a term of three days from notification. If this objection succeeds, the case must be ordered filed away; otherwise, the proceedings shall continue according to the general rules;

b) At the request of the parties or of one of them; and,

c) When the ordinary judge orders, at any stage of the proceedings, of its own motion or at a party's request, that a mediation hearing be held before a mediation center, provided the parties accept it.

If, within the term of fifteen days from the center's receipt of the judge's notice, the record containing the agreement is not submitted, the proceedings shall continue, unless the parties notify the judge in writing of their decision to extend that term.

Art. 47.- The mediation procedure concludes with the signing of a record stating the total or partial agreement, or, failing that, the impossibility of reaching one. If an agreement is reached, the corresponding record shall contain at least an account of the facts that gave rise to the dispute, a clear description of the obligations incumbent on each of the parties, and shall bear the signatures or fingerprints of the parties and the signature of the mediator. The mediator's signature alone creates a presumption that the document and the signatures it contains are authentic.

The mediation record recording the agreement has the effect of a final, res judicata judgment and shall be enforced in the same manner as judgments of last instance, through compulsory enforcement proceedings, without the enforcement judge admitting any objection other than those arising after the signing of the mediation record.

If the agreement is partial, the parties may litigate only the matters that were not covered by the agreement. If no agreement whatsoever is reached, the record of impossibility, signed by the parties who attended the hearing and by the mediator, may be submitted by the interested party within an arbitral or judicial proceeding, and it shall take the place of the mediation or conciliation hearing or session provided for in such proceedings. Nevertheless, any other step that must be carried out at that stage in judicial proceedings, such as the answer to the complaint in summary verbal proceedings, shall remain required.

In matters concerning minors and child support, an agreement reached through a mediation procedure shall be subject to review by the parties, in accordance with the general principles contained in the rules of the Code on Children and Adolescents and other laws relating to rulings in these matters.

Art. 48.- The mediation provided for in this Law may validly be conducted before a mediator of a center or a duly authorized independent mediator.

To be qualified to act as an independent mediator or a center mediator, in the cases provided for in this Law, one must hold the written authorization of a mediation center. This authorization shall be based on the academic courses or internships completed by the candidate mediator.

The mediation center or the independent mediator shall have the power to issue authentic copies of the mediation record.

Art. 49.- Anyone who has acted as mediator in a dispute is disqualified from taking part in any judicial or arbitral proceeding relating to the dispute that was the subject of the mediation, whether as arbitrator, lawyer, adviser, attorney-in-fact or witness for any of the parties. Furthermore, that person may under no circumstances be called to testify in a proceeding concerning the dispute that was the subject of the mediation.

Art. 50.- Mediation is confidential in nature. Those who take part in it must maintain due confidentiality. Settlement proposals put forward or discussed shall have no bearing on any subsequent arbitral or judicial proceeding, should one take place. The parties may, by mutual agreement, waive confidentiality.

Art. 51.- If one of the parties fails to appear at the mediation hearing to which it was summoned, a date shall be set for a new hearing. If, on that second occasion, one of the parties again fails to appear, the mediator shall issue a certificate of impossibility of mediation.

Art. 52.- Local governments of a municipal or provincial nature, chambers of production, associations, guilds, foundations and non-profit institutions and, in general, community organizations, may organize mediation centers, which may operate upon prior registration with the National Council of the Judiciary. A finding that a mediation center has failed to comply with the requirements established by this Law and its regulations shall result in the cancellation of its registration and a prohibition on its operation. The Council of the Judiciary may organize pre-procedural and intra-procedural mediation centers.

Art. 53.- Mediation centers that are established must have premises equipped with the administrative and technical resources necessary to support the hearings. Centers that carry out training activities for mediators must have the academic endorsement of a university institution.

Art. 54.- The regulations of mediation centers must establish at least:

a) The manner of drawing up the rosters of mediators and the requirements they must meet, the grounds for exclusion from them, the registration procedures and the manner of their designation for each case;

b) Fee schedules for the mediator's fees and administrative expenses and the manner of payment thereof, without prejudice to the possibility of providing the service free of charge;

c) The manner of appointing the director, and his or her functions and powers;

d) A description of the administrative management of mediation; and,

e) A code of ethics for mediators.

Art. 55.- Extrajudicial conciliation is an alternative mechanism for the resolution of disputes. For the purposes of the application of this Law, mediation and extrajudicial conciliation shall be understood as synonyms.

Art. 56.- Ordinary judges may not be charged with malfeasance, challenged for bias, or made the subject of a complaint for having proposed settlement formulas between the parties at conciliation hearings or sessions.

Art. 57.- If payment of the mediator's fees and administrative expenses is not made as established by the law and the regulations of the mediation center, the center shall be free not to render its services.

TITLE III — ON COMMUNITY MEDIATION

Art. 58.- Community mediation is recognized as an alternative mechanism for the resolution of disputes.

Art. 59.- Indigenous and Black or Afro-Ecuadorian communities, neighborhood organizations and, in general, community organizations may establish mediation centers for their members, even on a free-of-charge basis, in accordance with the rules of this Law. Agreements or solutions that put an end to disputes by virtue of a community mediation procedure shall have the same value and effect as those reached through the mediation procedure established in this Law.

Traduzione francese

(Traduction non officielle réalisée pour cette fiche ; seuls les articles du Título II et du Título III reproduits ci-dessus sont traduits)

TITRE II — DE LA MÉDIATION

Art. 43.- La médiation est une procédure de règlement des conflits par laquelle les parties, assistées d'un tiers neutre appelé médiateur, recherchent un accord volontaire, portant sur une matière transactionnelle, de nature extrajudiciaire et définitive, mettant fin au conflit.

Art. 44.- La médiation peut être demandée auprès des centres de médiation ou de médiateurs indépendants dûment autorisés. Peuvent se soumettre à la procédure de médiation prévue par la présente loi, sans restriction aucune, les personnes physiques ou morales, publiques ou privées, ayant la capacité légale de transiger. L'État ou les institutions du secteur public peuvent se soumettre à la médiation par l'intermédiaire du représentant habilité à contracter au nom de l'institution concernée. Le pouvoir du représentant peut être délégué par procuration.

Art. 45.- La demande de médiation est présentée par écrit et doit contenir la désignation des parties, leur adresse de domicile, leurs numéros de téléphone si possible, et une brève description de la nature du conflit.

Art. 46.- La médiation peut avoir lieu :

a) lorsqu'il existe une convention écrite entre les parties pour soumettre leurs différends à la médiation. Les juges ordinaires ne peuvent connaître des demandes portant sur le conflit objet de la convention, à moins qu'il n'existe un procès-verbal d'impossibilité d'accord ou une renonciation écrite des parties à la convention de médiation. Dans ces cas, chacune d'elles peut porter sa réclamation devant l'organe judiciaire compétent. La renonciation est réputée exister lorsque, une demande ayant été introduite devant un organe judiciaire, le défendeur n'oppose pas l'exception d'existence d'une convention de médiation. L'organe judiciaire doit statuer sur cette exception en la communiquant à l'autre partie et en exigeant des parties la preuve de leurs affirmations dans un délai de trois jours à compter de la notification. Si cette exception est accueillie, il doit être ordonné le classement de l'affaire ; dans le cas contraire, la procédure se poursuit selon les règles générales ;

b) à la demande des parties ou de l'une d'elles ; et,

c) lorsque le juge ordinaire ordonne, à tout moment de la procédure, d'office ou à la demande d'une partie, qu'une audience de médiation soit tenue devant un centre de médiation, à condition que les parties l'acceptent.

Si, dans le délai de quinze jours à compter de la réception par le centre de la notification du juge, le procès-verbal contenant l'accord n'est pas présenté, la procédure se poursuit, à moins que les parties ne communiquent par écrit au juge leur décision de proroger ce délai.

Art. 47.- La procédure de médiation se conclut par la signature d'un procès-verbal constatant l'accord total ou partiel, ou, à défaut, l'impossibilité de l'obtenir. En cas d'accord, le procès-verbal correspondant contiendra au moins un exposé des faits à l'origine du conflit, une description claire des obligations à la charge de chacune des parties, et comportera les signatures ou empreintes digitales des parties ainsi que la signature du médiateur. La seule signature du médiateur fait présumer l'authenticité du document et des signatures qu'il contient.

Le procès-verbal de médiation constatant l'accord a l'effet d'un jugement passé en force de chose jugée et est exécuté de la même manière que les jugements de dernière instance, selon la voie de l'exécution forcée, sans que le juge de l'exécution n'admette d'exception, sauf celles nées postérieurement à la signature du procès-verbal de médiation.

Si l'accord est partiel, les parties ne pourront débattre en justice que des différends qui n'ont pas fait l'objet de l'accord. Si aucun accord n'est trouvé, le procès-verbal d'impossibilité, signé par les parties ayant assisté à l'audience et par le médiateur, pourra être présenté par la partie intéressée dans le cadre d'une procédure arbitrale ou judiciaire, et remplacera l'audience ou la réunion de médiation ou de conciliation prévue dans ces procédures. Toutefois, toute autre diligence devant être accomplie à ce stade dans les procédures judiciaires, telle que la réponse à la demande dans le procès verbal sommaire, sera maintenue.

En matière de mineurs et d'aliments, l'accord obtenu par une procédure de médiation pourra faire l'objet d'une révision par les parties, conformément aux principes généraux contenus dans les dispositions du Code de l'enfance et de l'adolescence et dans les autres lois relatives aux décisions rendues en ces matières.

Art. 48.- La médiation prévue par la présente loi peut valablement se dérouler devant un médiateur d'un centre ou un médiateur indépendant dûment autorisé.

Pour être habilité à agir en tant que médiateur indépendant ou de centre, dans les cas prévus par la présente loi, il faut disposer de l'autorisation écrite d'un centre de médiation. Cette autorisation se fonde sur les cours académiques ou les stages suivis par le candidat médiateur.

Le centre de médiation ou le médiateur indépendant a la faculté de délivrer des copies authentiques du procès-verbal de médiation.

Art. 49.- Quiconque a agi en qualité de médiateur dans un conflit est déchu du droit d'intervenir dans toute procédure judiciaire ou arbitrale relative au conflit objet de la médiation, que ce soit en qualité d'arbitre, d'avocat, de conseil, de mandataire ou de témoin de l'une des parties. En outre, il ne pourra en aucun cas être appelé à témoigner en justice sur le conflit objet de la médiation.

Art. 50.- La médiation a un caractère confidentiel. Les personnes qui y participent doivent observer la réserve requise. Les propositions d'accord formulées ou débattues n'auront aucune incidence sur la procédure arbitrale ou judiciaire ultérieure, le cas échéant. Les parties peuvent, d'un commun accord, renoncer à la confidentialité.

Art. 51.- Si l'une des parties ne comparaît pas à l'audience de médiation à laquelle elle a été convoquée, une date sera fixée pour une nouvelle audience. Si, lors de cette seconde occasion, l'une des parties ne comparaît pas, le médiateur délivre l'attestation d'impossibilité de médiation.

Art. 52.- Les gouvernements locaux de nature municipale ou provinciale, les chambres de production, les associations, les corporations, les fondations et les institutions à but non lucratif et, en général, les organisations communautaires, peuvent organiser des centres de médiation, lesquels peuvent fonctionner après enregistrement préalable auprès du Conseil national de la magistrature. La constatation du non-respect, par un centre de médiation, des exigences établies par la présente loi et son règlement entraîne l'annulation de son enregistrement et l'interdiction de son fonctionnement. Le Conseil de la magistrature peut organiser des centres de médiation pré-procédurale et intra-procédurale.

Art. 53.- Les centres de médiation établis doivent disposer d'un siège doté des moyens administratifs et techniques nécessaires pour appuyer les audiences. Les centres qui exercent des activités de formation de médiateurs doivent bénéficier de l'aval académique d'un établissement universitaire.

Art. 54.- Les règlements des centres de médiation doivent établir au moins :

a) la manière d'établir les listes de médiateurs et les conditions qu'ils doivent remplir, les causes d'exclusion de ces listes, les modalités d'inscription et la façon de procéder à leur désignation pour chaque affaire ;

b) les barèmes d'honoraires du médiateur, des frais administratifs et leurs modalités de paiement, sans préjudice de la possibilité d'établir la gratuité du service ;

c) le mode de désignation du directeur, ses fonctions et ses pouvoirs ;

d) la description de la gestion administrative de la médiation ; et,

e) un code de déontologie des médiateurs.

Art. 55.- La conciliation extrajudiciaire est un mécanisme alternatif de règlement des conflits. Aux fins de l'application de la présente loi, la médiation et la conciliation extrajudiciaire sont considérées comme synonymes.

Art. 56.- Les juges ordinaires ne peuvent être accusés de forfaiture, récusés ni soumis à plainte pour avoir proposé des formules d'accord entre les parties lors des audiences ou réunions de conciliation.

Art. 57.- En cas de non-paiement des honoraires et des frais administratifs conformément à ce qui est établi par la loi et le règlement du centre de médiation, celui-ci sera libre de ne pas fournir ses services.

TITRE III — DE LA MÉDIATION COMMUNAUTAIRE

Art. 58.- La médiation communautaire est reconnue comme un mécanisme alternatif de règlement des conflits.

Art. 59.- Les communautés autochtones et noires ou afro-équatoriennes, les organisations de quartier et, en général, les organisations communautaires peuvent établir des centres de médiation pour leurs membres, même à titre gratuit, conformément aux dispositions de la présente loi. Les accords ou solutions mettant fin à des conflits en vertu d'une procédure de médiation communautaire ont la même valeur et le même effet que ceux obtenus dans le cadre de la procédure de médiation établie par la présente loi.