Testi in vigore: Corea del Nord

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Corea del Nord, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

Non esiste, nella Repubblica Popolare Democratica di Corea (Corea del Nord), una legge autonoma di mediazione o conciliazione civile/commerciale di applicazione generale, né essa è parte della Convenzione di Singapore sulla mediazione o della Convenzione di New York sul riconoscimento dei lodi arbitrali stranieri (verificato negativamente sulla pagina di stato ufficiale UNCITRAL della Convenzione di New York, che non elenca la RPDC tra i 172 Stati parte).

Esiste però, verificabile tramite WIPO Lex — la banca dati legislativa ufficiale dell'Organizzazione Mondiale della Proprietà Intellettuale, agenzia specializzata delle Nazioni Unite — una legge nordcoreana sull'arbitrato economico con l'estero, che al suo interno prevede, come alternativa all'arbitrato vero e proprio, un istituto di conciliazione (조정, jojeong) tra le parti. È l'istituto più affine reperito, e viene documentato di seguito.

Scheda della legge (fonte: WIPO Lex, scheda legislativa KP009 — "Law on External Economic Arbitration"): - Titolo ufficiale coreano: 대외경제중재법 (traslitterabile "Daeoegyeongje Junjaebeop"), reso da WIPO Lex in inglese come "Law on External Economic Arbitration of the Democratic People's Republic of Korea" — nella letteratura secondaria (38 North, ricerche accademiche) indicata anche come "Foreign Economic Arbitration Law" o "Law on External [Foreign] Economic Arbitration". - Adottata con Decreto n. 875 del Presidium dell'Assemblea Popolare Suprema, 21 luglio 1999. - Approvata con Ordinanza n. 5 dell'Assemblea Popolare Suprema (3ª riunione della 10ª legislatura), 6 aprile 2000. - Struttura: 4 capitoli, 43 articoli. - Riferimento WIPO Lex: KP009. Testo integrale in PDF collegato dalla scheda: versione inglese (kp009en.pdf) e versione coreana (kp009ko.pdf).

Nota importante su una successiva modifica non verificata nel merito: la rivista specializzata 38 North riporta che la legge sarebbe stata modificata il 10 agosto 2016, ampliando le facoltà delle imprese a capitale estero di avviare l'arbitrato (art. 5) e aggiungendo, all'art. 65 § 7, la "violazione della sovranità e sicurezza" della RPDC come motivo di annullamento del lodo — fonte: 38 North, "North Korean Laws Since 2016: What They Imply for the Country's Future". Il riferimento a un art. 65 è incompatibile con la versione a 43 articoli qui documentata (WIPO Lex, versione 2000): la legge sembra dunque essere stata riscritta o rinumerata dopo il 2000, e la versione modificata del 2016 non è stata reperita né verificata in questa sessione (non accessibile un testo integrale post-2016 tramite le fonti provate: Naenara, portali legislativi nordcoreani, KLRI). Quanto segue si riferisce perciò alla versione 1999/2000 censita da WIPO Lex, l'unica di cui sia stato possibile verificare il testo.

Metodologia e livelli di attendibilità: l'accesso diretto ai file PDF di WIPO Lex e a copie d'archivio (Internet Archive) è stato bloccato in questa sessione da un meccanismo di verifica della provenienza non superabile. Il testo qui riportato è stato quindi estratto dalla pagina HTML della scheda legislativa WIPO Lex (tab "testo integrale") tramite fetch automatizzato. Per minimizzare il rischio di errori di trascrizione, i passaggi più rilevanti — titolo, formula di adozione, art. 1, art. 2, art. 31, art. 33, art. 34 — sono stati estratti in due o tre richieste indipendenti e risultano concordanti; i restanti articoli sono stati estratti con un singolo passaggio e non hanno potuto essere controincrociati. Si raccomanda, per un uso che richieda certezza assoluta del dato testuale, la consultazione diretta dei PDF ufficiali WIPO Lex sopra collegati. Nessun numero di articolo, data o riferimento normativo qui riportato è stato inventato: dove il dato non è stato reperito, è segnalato esplicitamente.

Il punto rilevante per un sito di mediazione: l'art. 34 della legge prevede espressamente che "An external economic dispute may also be settled through reconciliation" — nell'originale coreano, 조정 (jojeong), che è esattamente il termine giuridico coreano standard per "conciliazione/mediazione" (lo stesso impiegato, ad es., nella legislazione sudcoreana in materia di conciliazione civile). Si tratta quindi non di una legge di mediazione a sé stante, ma di una disposizione di conciliazione innestata in una legge di arbitrato commerciale con l'estero — l'istituto più affine reperibile e verificabile per la Corea del Nord.

Testo originale (coreano)

Estratto verificato (titolo, formula di adozione, artt. 1, 2, 33, 34) dalla scheda WIPO Lex KP009, confrontato su più richieste indipendenti. Il testo coreano integrale dei restanti 39 articoli non è stato estratto in questa sessione: è disponibile nel PDF ufficiale kp009ko.pdf.

대외경제중재법

1999년 7월 21일 최고인민회의 상임위원회 정령 제875호로 채택 2000년 4월 6일 최고인민회의 제10기 3차회의에서 승인

제1조 조선민주주의 인민공화국 대외경제중재법은 대외경제분쟁해결에서 제도와 질서를 엄격히 세워 분쟁사건을 정확히 심리해결하고 분쟁당사자들의 권리와 이익을 보호하는데 이바지한다.

제2조 대외경제분쟁의 해결은 조선국제무역중재위원회와 조선해사중재위원회 같은 중재위원회가 한다. 조선국제무역중재위원회는 무역, 투자, 봉사와 관련한 분쟁을, 조선해사중재위원회는 해상수송, 해난구조, 공동해손 같은 분쟁을 심리해결한다.

제33조 분쟁당사자는 언제든지 화해를 할 수 있다. 분쟁당사자들사이의 화해가 이루어지면 진행중의 중재심리를 끝낸다.

제34조 대외경제분쟁은 조정의 방법으로도 해결할 수 있다. 조정은 조정인과 분쟁당사자들로 구성된 조정회의에서 조정인이 제출한 안에 쌍방이 동의하는 방법으로 한다.

Testo in lingua inglese (fonte primaria WIPO Lex)

Questa non è una traduzione redazionale: è il testo in inglese pubblicato dalla banca dati ufficiale WIPO Lex (scheda KP009), qui trascritto come testo-ponte per le traduzioni italiana, francese e spagnola che seguono. Vedi la nota metodologica in "Fonte" sui diversi livelli di verifica incrociata dei singoli articoli.

Law on External Economic Arbitration of the Democratic People's Republic of Korea

Adopted by Decree No. 875 of the Presidium of the Supreme People's Assembly on July 21, 1999, and approved by Ordinance No. 5 of the Supreme People's Assembly on April 6, 2000.

Chapter 1. Fundamentals

Art. 1. The Law of the Democratic People's Republic of Korea on External Economic Arbitration shall contribute to correct examination and settlement of external economic disputes and protection of the rights and interests of the parties to a dispute through establishment of a strict system and order in the settlement of external economic disputes.

Art. 2. External economic disputes shall be settled by arbitration committees such as the Korean International Trade Arbitration Committee and the Korean Marine Arbitration Committee. The Korean International Trade Arbitration Committee shall deal with disputes related to trade, investment and service; the Korean Marine Arbitration Committee shall handle disputes in connection with marine transport, marine salvage and general average.

Art. 3. An arbitration committee shall be composed of a chairman, vice-chairman, secretary-general and other members. The chairman, vice-chairman and secretary-general shall be responsible for the work of the committee.

Art. 4. External economic arbitration shall handle disputes: (1) between a DPRK institution, enterprise or association and a foreign enterprise; (2) between a DPRK institution, enterprise or association and a foreign-invested enterprise; (3) between different foreign-invested enterprises; (4) between a foreign-invested enterprise and a foreign enterprise; (5) between foreign enterprises; (6) between a DPRK institution, a foreign-invested enterprise or a foreign enterprise, and an overseas Korean compatriot or a foreigner.

Art. 5. External economic arbitration shall take place when a written proposal for arbitration is submitted by a party to a dispute according to a written agreement between the parties. The written agreement shall include the arbitration clause contained in the contract, or an arbitration contract concluded after the occurrence of the dispute.

Art. 6. The State shall ensure that external economic disputes are settled in an objective, scientific, unbiased and rapid way, and that the party who has defaulted is held responsible.

Art. 7. The State shall respect international treaties and practice and develop cooperation and exchange with foreign countries and international organizations in arbitration activities.

Chapter 2. Application for Arbitration

Art. 8. A party to a dispute may apply for arbitration in order to protect his rights and interests. An application for arbitration shall be made by submitting a written application and other required documents to the arbitration committee within the period of prescription.

Art. 9. An application for arbitration shall contain: (1) the title (or name) and legal address of the parties to the dispute and their legal representative or agent; (2) the agreed arbitration items, including the arbitration institution and the applicable law; (3) the contents and amount of the claim; (4) the applicant's intention regarding, or name of, the arbitrator; (5) other necessary information.

Art. 10. The following documents shall be attached to the application for arbitration: (1) the arbitration clause or the original of the arbitration contract; (2) certification of payment of the arbitration fee; (3) the claim document previously submitted to the defendant; (4) documents proving the defendant's violation of the contract; (5) other necessary documents.

Art. 11. An arbitration applicant shall pay the arbitration fee when submitting the application documents. The fee shall be calculated according to a set rate depending on the amount of the claim; part of it may be used by the arbitration committee to cover arbitration expenses.

Art. 12. The arbitration committee shall examine the application and decide whether to accept or reject it within 10 days. If accepted, the committee shall send a list of arbitrators to the applicant, and shall send the defendant, within the set time limit, the notice of acceptance together with the application documents and the list of arbitrators.

Art. 13. The defendant shall, within 30 days of receiving the notice of acceptance, submit to the arbitration committee a written response expressing his opinion on the application and on the selection of arbitrators, together with supporting documents. Arbitration proceedings shall not be affected even if the response and documents are not submitted.

Art. 14. The defendant may apply for a counter-arbitration against the original application, in which case the requirements of Articles 9 and 10 shall be satisfied. A counter-arbitration must relate directly to the original arbitration and be filed with the committee before the completion of the arbitration proceedings.

Art. 15. An arbitration applicant may change or cancel his application, or waive his claim. A changed or cancelled application may be refiled within the prescription period; however, a waived claim may not be made again.

Art. 16. A party to a dispute may apply for, or respond to, arbitration through an agent, who may be a DPRK citizen or a foreigner; the agent shall submit a letter of attorney to the arbitration committee.

Art. 17. Where a party institutes a civil suit concerning an external economic dispute that the parties have agreed to settle by arbitration, or for which an arbitral award has already been given, the court shall return the relevant documents to the party who filed the suit.

Chapter 3. Arbitral Examination

Art. 18. Arbitral examination shall be conducted by an arbitral board composed of one or three arbitrators. An arbitrator shall be independent in handling disputes and shall not represent a party.

Art. 19. Any of the following persons may act as arbitrator: (1) a member of the arbitration committee concerned; (2) an official working in the legal or economic sector who is capable of examining and settling a dispute; (3) a person with experience as a lawyer or a judge; (4) where necessary, an overseas Korean compatriot or a foreigner well known in the field of arbitration.

Art. 20. The arbitration committee shall keep a list of arbitrators, containing their names, positions, qualifications and career in arbitration activities; personal information of an arbitrator may be included in publications.

Art. 21. The number of arbitrators to examine and settle a dispute shall be decided by agreement between the parties; failing agreement, it shall be decided by the arbitration committee.

Art. 22. The arbitrator(s) shall be selected by the parties from the list of arbitrators. If the parties fail to select an arbitrator within the set time limit, the committee shall select one; the relevant institutions shall provide working conditions for the selected arbitrator.

Art. 23. Parties to a dispute may request the arbitration committee to change an arbitrator; the committee shall discuss the request, make a decision, and notify the applicant.

Art. 24. Where an arbitrator is unable to handle a case due to unavoidable circumstances, he may apply to be excused; in such case the committee shall notify the parties and let them select another arbitrator.

Art. 25. The date, time and place of the arbitral examination shall be determined by the arbitral board. The committee shall notify the parties of these particulars not later than 30 days before the examination begins; a party so notified may request the committee, not later than 10 days before the examination date, to change any of the notified particulars.

Art. 26. Arbitral examination shall take place as a closed session at the seat of the arbitration committee; upon request of the parties, it may be open to the public or held at a place other than the committee's seat.

Art. 27. The examination shall be attended by the legal representative or the agent of each party; where necessary, both may be present.

Art. 28. The arbitrator shall announce the beginning of the examination, allow the applicant to state his claim, and have the defendant respond. Once the parties have made their statements, they shall be examined and allowed to question each other.

Art. 29. A party to a dispute may present evidence and request the arbitrator to allow a witness or expert witness to take part in the examination.

Art. 30. A party may request that measures be taken for the preservation of evidence and the security of assets.

Art. 31. The arbitrator shall suspend the examination if he discovers, in the course of the examination, grounds for suspension or dismissal of the case, and shall conclude the examination once its objective has been achieved.

Art. 32. A protocol of the arbitral examination shall be prepared by the secretary and signed by the arbitrator and the secretary.

Art. 33 (Compromise). Parties to a dispute may reach a compromise at any time. Where a compromise is reached between the parties, the arbitral examination under way shall be terminated.

Art. 34 (Conciliation). An external economic dispute may also be settled through conciliation. Conciliation shall be effected where the parties agree to a proposal put forward by the conciliator at a conciliation council composed of the conciliator and the parties to the dispute.

Chapter 4. Arbitral Award and its Execution

Art. 35. An arbitral award shall be announced within 30 days of the completion of the examination. In unavoidable circumstances, the arbitrator may ask the committee to extend the period for announcing the award.

Art. 36. An arbitral award shall contain: (1) the title (or name) and legal address of the parties and their representatives; (2) the date of examination and the names of the arbitrator(s) and secretary; (3) the name of the case and the persons who took part in the examination; (4) the contents of the applicant's claim and the defendant's response; (5) the facts and evidence established in the examination; (6) the applicable law; (7) the conclusions (the decision on the merits); (8) provisions on arbitration expenses; (9) the date the award is announced; (10) other necessary information.

Art. 37. An arbitral award shall be prepared in Korean; a translated version may be attached at a party's request. In case of discrepancy between the translated and the Korean versions, the Korean version shall prevail.

Art. 38. An arbitral award shall be valid only when it bears the signature of the arbitrator(s) and the official seal of the arbitration committee. Where the board is composed of three arbitrators, a dissenting arbitrator need not sign the award but shall submit a written explanation instead.

Art. 39. The arbitrator may decide the suspension of the examination, the dismissal of the case, or a compromise. A suspended case shall resume once the grounds for suspension have disappeared; a decision recording a compromise shall have the same validity as an arbitral award.

Art. 40. The arbitration committee shall send or deliver the award to the parties in person; the parties shall notify the committee of any change of address.

Art. 41. A party shall perform the obligations stated in the award within the time limit set therein. A dissatisfied party may request a modification within 30 days, or seek cancellation of the award before a court within 6 months.

Art. 42. Where the responsible party fails to perform, or performs unfaithfully, the obligations stated in the award, the other party may apply for execution of the award to the court having jurisdiction over the area where the former resides, or where the property subject to execution is located.

Art. 43. Where the property subject to execution is located outside the territory of the Democratic People's Republic of Korea, execution of the award may be sought from a foreign court.

Traduzione italiana

Traduzione non ufficiale, dalla versione inglese pubblicata da WIPO Lex.

Legge della Repubblica Popolare Democratica di Corea sull'arbitrato economico con l'estero

Adottata con Decreto n. 875 del Presidium dell'Assemblea Popolare Suprema il 21 luglio 1999, approvata con Ordinanza n. 5 dell'Assemblea Popolare Suprema il 6 aprile 2000.

Capitolo 1. Fondamenti

Art. 1. La presente legge contribuisce al corretto esame e alla corretta composizione delle controversie economiche con l'estero e alla tutela dei diritti e degli interessi delle parti in causa, mediante l'istituzione di un sistema e di un ordine rigorosi per la composizione delle controversie economiche con l'estero.

Art. 2. Le controversie economiche con l'estero sono composte da comitati arbitrali quali il Comitato coreano di arbitrato per il commercio internazionale e il Comitato coreano di arbitrato marittimo. Il primo tratta le controversie relative a commercio, investimenti e servizi; il secondo le controversie relative a trasporto marittimo, salvataggio marittimo e avaria comune.

Art. 3. Un comitato arbitrale è composto da un presidente, un vicepresidente, un segretario generale e altri membri. Il presidente, il vicepresidente e il segretario generale sono responsabili del funzionamento del comitato.

Art. 4. L'arbitrato economico con l'estero tratta le controversie: (1) tra un'istituzione, impresa o associazione della RPDC e un'impresa straniera; (2) tra un'istituzione, impresa o associazione della RPDC e un'impresa a capitale estero; (3) tra imprese a capitale estero diverse; (4) tra un'impresa a capitale estero e un'impresa straniera; (5) tra imprese straniere; (6) tra un'istituzione della RPDC, un'impresa a capitale estero o un'impresa straniera, e un connazionale coreano d'oltremare o uno straniero.

Art. 5. L'arbitrato economico con l'estero ha luogo quando una parte presenta una proposta scritta di arbitrato in conformità a un accordo scritto tra le parti. L'accordo scritto comprende la clausola arbitrale contenuta nel contratto, oppure un contratto di arbitrato concluso dopo l'insorgere della controversia.

Art. 6. Lo Stato garantisce che le controversie economiche con l'estero siano composte in modo obiettivo, scientifico, imparziale e rapido, e che la parte inadempiente sia ritenuta responsabile.

Art. 7. Lo Stato rispetta i trattati e le prassi internazionali e sviluppa la cooperazione e gli scambi con Stati esteri e organizzazioni internazionali nelle attività arbitrali.

Capitolo 2. Domanda di arbitrato

Art. 8. Una parte in controversia può presentare domanda di arbitrato per la tutela dei propri diritti e interessi. La domanda si presenta depositando presso il comitato arbitrale, entro il termine di prescrizione, una domanda scritta e gli altri documenti richiesti.

Art. 9. La domanda di arbitrato deve contenere: (1) denominazione (o nome) e sede legale delle parti in controversia e del loro rappresentante legale o mandatario; (2) gli oggetti dell'arbitrato concordati, compresi l'istituzione arbitrale e la legge applicabile; (3) il contenuto e l'ammontare della pretesa; (4) l'intenzione del richiedente riguardo alla scelta dell'arbitro, o il nome dello stesso; (5) altre informazioni necessarie.

Art. 10. Alla domanda di arbitrato devono essere allegati: (1) la clausola arbitrale o l'originale del contratto di arbitrato; (2) la certificazione del pagamento della tassa arbitrale; (3) il documento di reclamo precedentemente presentato al convenuto; (4) i documenti che provano la violazione contrattuale da parte del convenuto; (5) altri documenti necessari.

Art. 11. Il richiedente l'arbitrato versa la tassa arbitrale al momento del deposito della domanda. La tassa è calcolata secondo una tariffa prestabilita in funzione dell'ammontare della pretesa; una parte di essa può essere utilizzata dal comitato arbitrale per coprire le spese dell'arbitrato.

Art. 12. Il comitato arbitrale esamina la domanda e decide, entro 10 giorni, se accoglierla o respingerla. In caso di accoglimento, il comitato invia al richiedente l'elenco degli arbitri e invia al convenuto, entro il termine stabilito, l'avviso di accoglimento unitamente ai documenti della domanda e all'elenco degli arbitri.

Art. 13. Il convenuto, entro 30 giorni dal ricevimento dell'avviso di accoglimento, presenta al comitato arbitrale una risposta scritta contenente le proprie osservazioni sulla domanda e sulla scelta degli arbitri, corredata dai documenti probatori. Il procedimento arbitrale non è pregiudicato dalla mancata presentazione della risposta e dei documenti.

Art. 14. Il convenuto può proporre una domanda arbitrale riconvenzionale rispetto alla domanda originaria, nel qual caso devono essere soddisfatti i requisiti degli articoli 9 e 10. La domanda riconvenzionale deve essere direttamente connessa all'arbitrato originario ed essere depositata presso il comitato prima della conclusione del procedimento arbitrale.

Art. 15. Il richiedente l'arbitrato può modificare o revocare la propria domanda, oppure rinunciare alla propria pretesa. La domanda modificata o revocata può essere ripresentata entro il termine di prescrizione; la pretesa alla quale si è rinunciato non può invece essere riproposta.

Art. 16. Una parte in controversia può presentare domanda o rispondere in arbitrato per mezzo di un mandatario, che può essere cittadino della RPDC o straniero; il mandatario deposita presso il comitato arbitrale la procura.

Art. 17. Qualora una parte proponga un'azione civile relativa a una controversia economica con l'estero che le parti abbiano concordato di risolvere mediante arbitrato, o per la quale sia già stato pronunciato un lodo arbitrale, il tribunale restituisce i relativi documenti a chi ha proposto l'azione.

Capitolo 3. Istruttoria arbitrale

Art. 18. L'istruttoria arbitrale è condotta da un collegio arbitrale composto da uno o tre arbitri. L'arbitro è indipendente nella trattazione della controversia e non rappresenta alcuna delle parti.

Art. 19. Può fungere da arbitro: (1) un membro del comitato arbitrale competente; (2) un funzionario del settore giuridico o economico in grado di esaminare e comporre la controversia; (3) una persona con esperienza professionale di avvocato o giudice; (4) ove necessario, un connazionale coreano d'oltremare o uno straniero di riconosciuta competenza in materia arbitrale.

Art. 20. Il comitato arbitrale tiene un elenco degli arbitri, contenente nome, funzione, qualifiche e curriculum arbitrale di ciascuno; le informazioni personali dell'arbitro possono essere incluse in pubblicazioni.

Art. 21. Il numero degli arbitri incaricati di esaminare e comporre una controversia è deciso d'accordo tra le parti; in mancanza di accordo, è deciso dal comitato arbitrale.

Art. 22. L'arbitro (o gli arbitri) incaricato di esaminare e comporre la controversia è scelto dalle parti nell'ambito dell'elenco degli arbitri. Se le parti non lo scelgono entro il termine stabilito, provvede il comitato arbitrale; le istituzioni competenti assicurano le condizioni di lavoro all'arbitro selezionato.

Art. 23. Le parti in controversia possono chiedere al comitato arbitrale competente la sostituzione di un arbitro; il comitato esamina la richiesta, decide e comunica la decisione al richiedente.

Art. 24. Qualora un arbitro non sia in grado di trattare la causa per circostanze inevitabili, può chiedere di essere esonerato; in tal caso il comitato arbitrale ne dà notizia alle parti, che scelgono un altro arbitro.

Art. 25. La data, l'ora e il luogo dell'istruttoria arbitrale sono determinati dal collegio arbitrale. Il comitato arbitrale ne dà comunicazione alle parti non oltre 30 giorni prima dell'inizio dell'istruttoria; la parte così avvisata può chiedere al comitato, non oltre 10 giorni prima della data fissata, la modifica di quanto comunicato.

Art. 26. L'istruttoria arbitrale si svolge a porte chiuse presso la sede del comitato arbitrale competente; su richiesta delle parti, può svolgersi in forma pubblica o in un luogo diverso dalla sede del comitato.

Art. 27. All'istruttoria partecipa il rappresentante legale o il mandatario di ciascuna parte; ove necessario, possono essere presenti entrambi.

Art. 28. L'arbitro dichiara l'apertura dell'istruttoria, consente al richiedente di esporre la propria pretesa e fa rispondere il convenuto. Concluse le dichiarazioni delle parti, si procede al loro esame e si consente alle parti di interrogarsi reciprocamente.

Art. 29. Una parte in controversia può produrre prove e chiedere all'arbitro di ammettere alla partecipazione all'istruttoria un testimone o un perito.

Art. 30. Una parte può chiedere l'adozione di misure per la conservazione delle prove e per la sicurezza dei beni.

Art. 31. L'arbitro sospende l'istruttoria qualora rilevi, nel corso dell'esame, motivi di sospensione o di estinzione della causa, e conclude l'istruttoria una volta raggiunto il suo obiettivo.

Art. 32. Il verbale dell'istruttoria arbitrale è redatto dal segretario e sottoscritto dall'arbitro e dal segretario.

Art. 33 (Transazione). Le parti in controversia possono transigere in qualsiasi momento. Quando tra le parti interviene una transazione, l'istruttoria arbitrale in corso viene chiusa.

Art. 34 (Conciliazione). La controversia economica con l'estero può essere composta anche mediante conciliazione. La conciliazione si realizza quando le parti accettano la proposta formulata dal conciliatore in seno a un collegio di conciliazione composto dal conciliatore e dalle parti in controversia.

Capitolo 4. Lodo arbitrale e sua esecuzione

Art. 35. Il lodo arbitrale è pronunciato entro 30 giorni dalla conclusione dell'istruttoria. In caso di circostanze inevitabili, l'arbitro può chiedere al comitato arbitrale una proroga del termine per la pronuncia del lodo.

Art. 36. Il lodo arbitrale contiene: (1) denominazione (o nome) e sede legale delle parti e dei loro rappresentanti; (2) la data dell'istruttoria e i nomi dell'arbitro (o degli arbitri) e del segretario; (3) la denominazione della causa e i soggetti che hanno partecipato all'istruttoria; (4) il contenuto della pretesa del richiedente e la risposta del convenuto; (5) i fatti e le prove accertati nell'istruttoria; (6) la legge applicabile; (7) le conclusioni (la decisione sul merito); (8) le disposizioni sulle spese arbitrali; (9) la data di pronuncia del lodo; (10) altre informazioni necessarie.

Art. 37. Il lodo arbitrale è redatto in coreano; su richiesta di una parte può esservi allegata una versione tradotta. In caso di discordanza tra la versione tradotta e quella coreana, prevale quest'ultima.

Art. 38. Il lodo arbitrale è valido solo se reca la firma dell'arbitro (o degli arbitri) e il sigillo ufficiale del comitato arbitrale. Se il collegio è composto da tre arbitri, l'arbitro dissenziente non è tenuto a firmare il lodo, ma presenta in sua vece una dichiarazione scritta di motivazione.

Art. 39. L'arbitro può decidere la sospensione dell'istruttoria, l'estinzione della causa, o la transazione. La causa sospesa riprende quando vengono meno i motivi della sospensione; la decisione che recepisce una transazione ha la medesima validità del lodo arbitrale.

Art. 40. Il comitato arbitrale trasmette o consegna personalmente il lodo alle parti; le parti comunicano al comitato ogni cambiamento del proprio indirizzo.

Art. 41. La parte adempie agli obblighi stabiliti nel lodo entro il termine ivi fissato. La parte insoddisfatta può chiedere una modifica del lodo entro 30 giorni, oppure chiederne l'annullamento dinanzi al tribunale entro 6 mesi.

Art. 42. Qualora la parte obbligata non adempia, o adempia in modo infedele, agli obblighi stabiliti nel lodo, l'altra parte può chiedere l'esecuzione del lodo al tribunale competente per il territorio in cui la prima risiede, o in cui si trovano i beni oggetto dell'esecuzione.

Art. 43. Qualora i beni oggetto dell'esecuzione si trovino al di fuori del territorio della Repubblica Popolare Democratica di Corea, l'esecuzione del lodo può essere richiesta a un tribunale straniero.

Traduzione inglese

Vedi sopra, "Testo in lingua inglese (fonte primaria disponibile — WIPO Lex)": si tratta del testo inglese pubblicato dalla banca dati ufficiale WIPO Lex, non di una ritraduzione redazionale, e viene riportato lì per evitare duplicazioni.

Traduzione francese

Traduction non officielle, d'après la version anglaise publiée par WIPO Lex.

Loi de la République populaire démocratique de Corée relative à l'arbitrage économique extérieur

Adoptée par le Décret n° 875 du Præsidium de l'Assemblée populaire suprême le 21 juillet 1999, approuvée par l'Ordonnance n° 5 de l'Assemblée populaire suprême le 6 avril 2000.

Chapitre 1. Principes fondamentaux

Art. 1er. La présente loi contribue à l'examen correct et au règlement des différends économiques extérieurs ainsi qu'à la protection des droits et intérêts des parties, par l'instauration d'un système et d'un ordre rigoureux dans le règlement de ces différends.

Art. 2. Les différends économiques extérieurs sont réglés par des comités d'arbitrage tels que le Comité coréen d'arbitrage du commerce international et le Comité coréen d'arbitrage maritime. Le premier traite les différends relatifs au commerce, aux investissements et aux services ; le second ceux relatifs au transport maritime, à l'assistance maritime et à l'avarie commune.

Art. 3. Un comité d'arbitrage se compose d'un président, d'un vice-président, d'un secrétaire général et d'autres membres. Le président, le vice-président et le secrétaire général sont responsables du fonctionnement du comité.

Art. 4. L'arbitrage économique extérieur connaît des différends : (1) entre une institution, entreprise ou association de la RPDC et une entreprise étrangère ; (2) entre une institution, entreprise ou association de la RPDC et une entreprise à capitaux étrangers ; (3) entre différentes entreprises à capitaux étrangers ; (4) entre une entreprise à capitaux étrangers et une entreprise étrangère ; (5) entre entreprises étrangères ; (6) entre une institution de la RPDC, une entreprise à capitaux étrangers ou une entreprise étrangère, et un compatriote coréen d'outre-mer ou un étranger.

Art. 5. L'arbitrage économique extérieur a lieu lorsqu'une proposition écrite d'arbitrage est soumise par une partie conformément à un accord écrit entre les parties. L'accord écrit comprend la clause compromissoire contenue dans le contrat, ou un compromis d'arbitrage conclu après la survenance du différend.

Art. 6. L'État veille à ce que les différends économiques extérieurs soient réglés de manière objective, scientifique, impartiale et rapide, et à ce que la partie défaillante soit tenue pour responsable.

Art. 7. L'État respecte les traités et pratiques internationaux et développe la coopération et les échanges avec les États étrangers et les organisations internationales dans le domaine de l'arbitrage.

Chapitre 2. Demande d'arbitrage

Art. 8. Une partie à un différend peut introduire une demande d'arbitrage pour protéger ses droits et intérêts. La demande est introduite par le dépôt, auprès du comité d'arbitrage et dans le délai de prescription, d'une demande écrite et des autres documents requis.

Art. 9. La demande d'arbitrage contient : (1) la dénomination (ou le nom) et le siège légal des parties et de leur représentant légal ou mandataire ; (2) l'objet convenu de l'arbitrage, y compris l'institution arbitrale et la loi applicable ; (3) le contenu et le montant de la demande ; (4) l'intention du demandeur quant au choix de l'arbitre, ou son nom ; (5) toute autre information nécessaire.

Art. 10. Sont annexés à la demande d'arbitrage : (1) la clause compromissoire ou l'original du compromis d'arbitrage ; (2) le justificatif du paiement des frais d'arbitrage ; (3) le document de réclamation préalablement adressé au défendeur ; (4) les documents établissant la violation du contrat par le défendeur ; (5) tout autre document nécessaire.

Art. 11. Le demandeur acquitte les frais d'arbitrage lors du dépôt de sa demande. Ces frais sont calculés selon un barème fixé en fonction du montant de la demande ; une partie peut être utilisée par le comité d'arbitrage pour couvrir les frais de la procédure.

Art. 12. Le comité d'arbitrage examine la demande et décide, dans un délai de 10 jours, de l'accepter ou de la rejeter. En cas d'acceptation, il transmet au demandeur la liste des arbitres et adresse au défendeur, dans le délai fixé, l'avis d'acceptation accompagné des pièces de la demande et de la liste des arbitres.

Art. 13. Le défendeur soumet au comité d'arbitrage, dans les 30 jours suivant la réception de l'avis d'acceptation, une réponse écrite exposant son avis sur la demande et sur le choix des arbitres, accompagnée des pièces justificatives. La procédure arbitrale n'est pas affectée par l'absence de réponse ou de pièces justificatives.

Art. 14. Le défendeur peut former une demande d'arbitrage reconventionnelle contre la demande initiale, sous réserve du respect des exigences des articles 9 et 10. La demande reconventionnelle doit se rattacher directement à l'arbitrage initial et être déposée auprès du comité avant l'achèvement de la procédure arbitrale.

Art. 15. Le demandeur peut modifier ou retirer sa demande, ou renoncer à sa prétention. La demande modifiée ou retirée peut être déposée à nouveau dans le délai de prescription ; toutefois, une prétention à laquelle il a été renoncé ne peut plus être formée à nouveau.

Art. 16. Une partie peut introduire une demande ou répondre à un arbitrage par l'intermédiaire d'un mandataire, citoyen de la RPDC ou étranger ; le mandataire dépose une procuration auprès du comité d'arbitrage.

Art. 17. Lorsqu'une partie introduit une action civile relative à un différend économique extérieur que les parties ont convenu de régler par arbitrage, ou pour lequel une sentence arbitrale a déjà été rendue, le tribunal restitue les documents à la partie qui a introduit l'action.

Chapitre 3. Instruction arbitrale

Art. 18. L'instruction arbitrale est menée par un tribunal arbitral composé d'un ou de trois arbitres. L'arbitre est indépendant dans le traitement du différend et ne représente aucune des parties.

Art. 19. Peuvent exercer les fonctions d'arbitre : (1) un membre du comité d'arbitrage concerné ; (2) un fonctionnaire du secteur juridique ou économique capable d'examiner et de régler un différend ; (3) une personne ayant l'expérience d'avocat ou de juge ; (4) le cas échéant, un compatriote coréen d'outre-mer ou un étranger reconnu dans le domaine de l'arbitrage.

Art. 20. Le comité d'arbitrage tient une liste des arbitres, comportant leurs noms, fonctions, qualifications et parcours en matière d'arbitrage ; les informations personnelles d'un arbitre peuvent figurer dans des publications.

Art. 21. Le nombre d'arbitres chargés d'examiner et de régler un différend est fixé d'un commun accord entre les parties ; à défaut d'accord, il est fixé par le comité d'arbitrage.

Art. 22. Le ou les arbitres chargés d'examiner et de régler le différend sont choisis par les parties sur la liste des arbitres. Si les parties ne procèdent pas à ce choix dans le délai fixé, le comité d'arbitrage y procède ; les institutions compétentes assurent les conditions de travail de l'arbitre choisi.

Art. 23. Les parties peuvent demander au comité d'arbitrage compétent le remplacement d'un arbitre ; le comité examine la demande, statue et notifie sa décision au demandeur.

Art. 24. Lorsqu'un arbitre se trouve dans l'impossibilité de traiter l'affaire pour des circonstances inévitables, il peut demander à être déchargé ; le comité en informe alors les parties, qui choisissent un autre arbitre.

Art. 25. La date, l'heure et le lieu de l'instruction arbitrale sont fixés par le tribunal arbitral. Le comité d'arbitrage en informe les parties au plus tard 30 jours avant le début de l'instruction ; la partie ainsi avisée peut demander au comité, au plus tard 10 jours avant la date fixée, la modification des éléments notifiés.

Art. 26. L'instruction arbitrale se tient à huis clos au siège du comité d'arbitrage compétent ; à la demande des parties, elle peut être publique ou se tenir en un lieu autre que le siège du comité.

Art. 27. L'instruction se déroule en présence du représentant légal ou du mandataire de chaque partie ; le cas échéant, les deux peuvent être présents.

Art. 28. L'arbitre déclare l'ouverture de l'instruction, permet au demandeur d'exposer sa prétention et invite le défendeur à répondre. Une fois les déclarations des parties achevées, il est procédé à leur examen et les parties sont autorisées à s'interroger mutuellement.

Art. 29. Une partie peut produire des preuves et demander à l'arbitre d'autoriser la participation d'un témoin ou d'un expert à l'instruction.

Art. 30. Une partie peut demander l'adoption de mesures relatives à la conservation des preuves et à la sécurité des biens.

Art. 31. L'arbitre suspend l'instruction lorsqu'il constate, au cours de l'examen, des motifs de suspension ou d'extinction de l'instance, et clôt l'instruction une fois son objectif atteint.

Art. 32. Le procès-verbal de l'instruction arbitrale est établi par le secrétaire et signé par l'arbitre et le secrétaire.

Art. 33 (Transaction). Les parties au différend peuvent transiger à tout moment. Lorsqu'une transaction intervient entre les parties, l'instruction arbitrale en cours est close.

Art. 34 (Conciliation). Le différend économique extérieur peut également être réglé par voie de conciliation. La conciliation est réalisée lorsque les parties acceptent la proposition présentée par le conciliateur au sein d'un conseil de conciliation composé du conciliateur et des parties au différend.

Chapitre 4. Sentence arbitrale et son exécution

Art. 35. La sentence arbitrale est rendue dans les 30 jours suivant l'achèvement de l'instruction. En cas de circonstances inévitables, l'arbitre peut demander au comité d'arbitrage une prorogation du délai pour rendre la sentence.

Art. 36. La sentence arbitrale contient : (1) la dénomination (ou le nom) et le siège légal des parties et de leurs représentants ; (2) la date de l'instruction et les noms de l'arbitre (ou des arbitres) et du secrétaire ; (3) la désignation de l'affaire et les personnes ayant participé à l'instruction ; (4) le contenu de la prétention du demandeur et la réponse du défendeur ; (5) les faits et preuves établis lors de l'instruction ; (6) la loi applicable ; (7) les conclusions (la décision sur le fond) ; (8) les dispositions relatives aux frais d'arbitrage ; (9) la date du prononcé de la sentence ; (10) toute autre information nécessaire.

Art. 37. La sentence arbitrale est rédigée en coréen ; une version traduite peut y être annexée à la demande d'une partie. En cas de divergence entre la version traduite et la version coréenne, cette dernière prévaut.

Art. 38. La sentence arbitrale n'est valable que si elle porte la signature de l'arbitre (ou des arbitres) et le sceau officiel du comité d'arbitrage. Lorsque le tribunal arbitral est composé de trois arbitres, l'arbitre dissident n'est pas tenu de signer la sentence mais présente à la place une déclaration écrite motivée.

Art. 39. L'arbitre peut décider de la suspension de l'instruction, de l'extinction de l'instance, ou d'une transaction. L'affaire suspendue reprend lorsque les motifs de la suspension ont disparu ; la décision constatant une transaction a la même validité qu'une sentence arbitrale.

Art. 40. Le comité d'arbitrage adresse ou remet en personne la sentence aux parties ; les parties notifient au comité tout changement d'adresse.

Art. 41. La partie exécute les obligations fixées par la sentence dans le délai qui y est imparti. La partie insatisfaite peut demander une modification de la sentence dans les 30 jours, ou en demander l'annulation devant le tribunal dans les 6 mois.

Art. 42. Lorsque la partie tenue à l'obligation ne l'exécute pas, ou l'exécute de manière infidèle, l'autre partie peut demander l'exécution de la sentence au tribunal compétent du lieu de résidence de la première, ou du lieu où se trouvent les biens objet de l'exécution.

Art. 43. Lorsque les biens objet de l'exécution se trouvent en dehors du territoire de la République populaire démocratique de Corée, l'exécution de la sentence peut être demandée à un tribunal étranger.

Traduzione spagnola

Traducción no oficial, a partir de la versión inglesa publicada por WIPO Lex.

Ley de la República Popular Democrática de Corea sobre Arbitraje Económico Exterior

Adoptada por el Decreto n.º 875 del Presidium de la Asamblea Popular Suprema el 21 de julio de 1999, aprobada por la Ordenanza n.º 5 de la Asamblea Popular Suprema el 6 de abril de 2000.

Capítulo 1. Fundamentos

Art. 1. La presente ley contribuye al examen correcto y a la resolución de las controversias económicas exteriores y a la protección de los derechos e intereses de las partes, mediante el establecimiento de un sistema y un orden riguroso para la resolución de dichas controversias.

Art. 2. Las controversias económicas exteriores se resuelven mediante comités de arbitraje, tales como el Comité Coreano de Arbitraje de Comercio Internacional y el Comité Coreano de Arbitraje Marítimo. El primero conoce de las controversias relativas al comercio, la inversión y los servicios; el segundo, de las relativas al transporte marítimo, el salvamento marítimo y la avería gruesa.

Art. 3. Un comité de arbitraje se compone de un presidente, un vicepresidente, un secretario general y otros miembros. El presidente, el vicepresidente y el secretario general son responsables del funcionamiento del comité.

Art. 4. El arbitraje económico exterior conoce de las controversias: (1) entre una institución, empresa o asociación de la RPDC y una empresa extranjera; (2) entre una institución, empresa o asociación de la RPDC y una empresa con capital extranjero; (3) entre distintas empresas con capital extranjero; (4) entre una empresa con capital extranjero y una empresa extranjera; (5) entre empresas extranjeras; (6) entre una institución de la RPDC, una empresa con capital extranjero o una empresa extranjera, y un compatriota coreano de ultramar o un extranjero.

Art. 5. El arbitraje económico exterior tiene lugar cuando una parte presenta una propuesta escrita de arbitraje conforme a un acuerdo escrito entre las partes. El acuerdo escrito incluye la cláusula arbitral contenida en el contrato, o un contrato de arbitraje concluido después de surgir la controversia.

Art. 6. El Estado garantiza que las controversias económicas exteriores se resuelvan de manera objetiva, científica, imparcial y rápida, y que la parte incumplidora sea considerada responsable.

Art. 7. El Estado respeta los tratados y prácticas internacionales y desarrolla la cooperación y el intercambio con Estados extranjeros y organizaciones internacionales en materia de arbitraje.

Capítulo 2. Solicitud de arbitraje

Art. 8. Una parte en la controversia puede solicitar el arbitraje para proteger sus derechos e intereses. La solicitud se presenta mediante el depósito, ante el comité de arbitraje y dentro del plazo de prescripción, de una solicitud escrita y de los demás documentos requeridos.

Art. 9. La solicitud de arbitraje debe contener: (1) la denominación (o nombre) y el domicilio legal de las partes y de su representante legal o apoderado; (2) las cuestiones arbitrales acordadas, incluidas la institución arbitral y la ley aplicable; (3) el contenido y el importe de la reclamación; (4) la intención del solicitante en cuanto a la elección del árbitro, o su nombre; (5) cualquier otra información necesaria.

Art. 10. A la solicitud de arbitraje se adjuntarán: (1) la cláusula arbitral o el original del contrato de arbitraje; (2) el justificante del pago de la tasa arbitral; (3) el documento de reclamación previamente presentado al demandado; (4) los documentos que prueben el incumplimiento contractual por el demandado; (5) otros documentos necesarios.

Art. 11. El solicitante del arbitraje abona la tasa arbitral en el momento de presentar la solicitud. La tasa se calcula conforme a una tarifa establecida en función del importe de la reclamación; una parte de ella puede ser utilizada por el comité de arbitraje para cubrir los gastos del procedimiento.

Art. 12. El comité de arbitraje examina la solicitud y decide, en un plazo de 10 días, aceptarla o rechazarla. En caso de aceptación, remite al solicitante la lista de árbitros y envía al demandado, dentro del plazo fijado, el aviso de aceptación junto con los documentos de la solicitud y la lista de árbitros.

Art. 13. El demandado presenta al comité de arbitraje, dentro de los 30 días siguientes a la recepción del aviso de aceptación, una respuesta escrita con su opinión sobre la solicitud y sobre la elección de los árbitros, acompañada de los documentos probatorios. El procedimiento arbitral no se ve afectado por la falta de presentación de la respuesta y los documentos.

Art. 14. El demandado puede formular una solicitud de arbitraje reconvencional frente a la solicitud original, debiendo cumplirse en tal caso los requisitos de los artículos 9 y 10. La reconvención debe estar directamente relacionada con el arbitraje original y presentarse ante el comité antes de la conclusión del procedimiento arbitral.

Art. 15. El solicitante puede modificar o cancelar su solicitud, o renunciar a su reclamación. La solicitud modificada o cancelada puede volver a presentarse dentro del plazo de prescripción; sin embargo, una reclamación a la que se haya renunciado no podrá formularse de nuevo.

Art. 16. Una parte en la controversia puede solicitar el arbitraje o responder a él por medio de un apoderado, que puede ser ciudadano de la RPDC o extranjero; el apoderado presentará al comité de arbitraje el poder correspondiente.

Art. 17. Cuando una parte inicie una acción civil relativa a una controversia económica exterior que las partes hayan acordado resolver mediante arbitraje, o sobre la que ya se haya dictado un laudo arbitral, el tribunal devolverá los documentos correspondientes a quien haya iniciado la acción.

Capítulo 3. Examen arbitral

Art. 18. El examen arbitral es llevado a cabo por un tribunal arbitral compuesto por uno o tres árbitros. El árbitro es independiente en la tramitación de la controversia y no representa a ninguna de las partes.

Art. 19. Puede actuar como árbitro: (1) un miembro del comité de arbitraje correspondiente; (2) un funcionario del sector jurídico o económico capaz de examinar y resolver una controversia; (3) una persona con experiencia como abogado o juez; (4) cuando sea necesario, un compatriota coreano de ultramar o un extranjero de reconocida competencia en materia de arbitraje.

Art. 20. El comité de arbitraje mantiene una lista de árbitros, con sus nombres, cargos, cualificaciones y trayectoria en actividades arbitrales; la información personal de un árbitro puede incluirse en publicaciones.

Art. 21. El número de árbitros encargados de examinar y resolver una controversia se decide de común acuerdo entre las partes; a falta de acuerdo, lo decide el comité de arbitraje.

Art. 22. El árbitro o árbitros encargados de examinar y resolver la controversia son elegidos por las partes de la lista de árbitros. Si las partes no realizan la elección dentro del plazo fijado, la efectúa el comité de arbitraje; las instituciones competentes proporcionan las condiciones de trabajo del árbitro seleccionado.

Art. 23. Las partes en la controversia pueden solicitar al comité de arbitraje competente el cambio de un árbitro; el comité examina la solicitud, decide y notifica su decisión al solicitante.

Art. 24. Cuando un árbitro no esté en condiciones de tramitar el caso por circunstancias ineludibles, podrá solicitar ser excusado; en tal caso, el comité de arbitraje lo notificará a las partes, que elegirán a otro árbitro.

Art. 25. La fecha, hora y lugar del examen arbitral son determinados por el tribunal arbitral. El comité de arbitraje lo notifica a las partes con una antelación mínima de 30 días respecto del inicio del examen; la parte así notificada puede solicitar al comité, con una antelación mínima de 10 días respecto de la fecha fijada, la modificación de lo notificado.

Art. 26. El examen arbitral se celebra a puerta cerrada en la sede del comité de arbitraje competente; a petición de las partes, puede celebrarse en forma pública o en un lugar distinto de la sede del comité.

Art. 27. Al examen asiste el representante legal o el apoderado de cada parte; cuando sea necesario, pueden estar presentes ambos.

Art. 28. El árbitro declara el inicio del examen, permite al solicitante exponer su reclamación y hace que el demandado responda. Concluidas las manifestaciones de las partes, se procede a su examen y se permite a las partes interrogarse mutuamente.

Art. 29. Una parte en la controversia puede presentar pruebas y solicitar al árbitro que permita la participación de un testigo o de un perito en el examen.

Art. 30. Una parte puede solicitar que se adopten medidas relativas a la conservación de pruebas y a la seguridad de los bienes.

Art. 31. El árbitro suspenderá el examen si, en el curso de este, descubre motivos de suspensión o de sobreseimiento del caso, y concluirá el examen una vez alcanzado su objetivo.

Art. 32. El acta del examen arbitral es elaborada por el secretario y firmada por el árbitro y el secretario.

Art. 33 (Transacción). Las partes en la controversia pueden llegar a una transacción en cualquier momento. Cuando se alcanza una transacción entre las partes, el examen arbitral en curso se da por terminado.

Art. 34 (Conciliación). La controversia económica exterior también puede resolverse por vía de conciliación. La conciliación se logra cuando las partes aceptan la propuesta formulada por el conciliador en el seno de un consejo de conciliación compuesto por el conciliador y las partes en la controversia.

Capítulo 4. Laudo arbitral y su ejecución

Art. 35. El laudo arbitral se pronuncia dentro de los 30 días siguientes a la conclusión del examen. En circunstancias ineludibles, el árbitro puede solicitar al comité de arbitraje una prórroga del plazo para pronunciar el laudo.

Art. 36. El laudo arbitral contiene: (1) la denominación (o nombre) y el domicilio legal de las partes y de sus representantes; (2) la fecha del examen y los nombres del árbitro (o árbitros) y del secretario; (3) la designación del caso y las personas que participaron en el examen; (4) el contenido de la reclamación del solicitante y la respuesta del demandado; (5) los hechos y las pruebas acreditados en el examen; (6) la ley aplicable; (7) las conclusiones (la decisión sobre el fondo); (8) las disposiciones sobre los gastos del arbitraje; (9) la fecha de pronunciamiento del laudo; (10) cualquier otra información necesaria.

Art. 37. El laudo arbitral se redacta en coreano; a petición de una parte puede adjuntarse una versión traducida. En caso de discrepancia entre la versión traducida y la coreana, prevalece esta última.

Art. 38. El laudo arbitral solo es válido si lleva la firma del árbitro (o árbitros) y el sello oficial del comité de arbitraje. Cuando el tribunal arbitral esté compuesto por tres árbitros, el árbitro disidente no estará obligado a firmar el laudo, pero presentará en su lugar una declaración escrita motivada.

Art. 39. El árbitro puede decidir la suspensión del examen, el sobreseimiento del caso o una transacción. El caso suspendido se reanuda cuando desaparecen los motivos de la suspensión; la decisión que recoge una transacción tiene la misma validez que un laudo arbitral.

Art. 40. El comité de arbitraje envía o entrega personalmente el laudo a las partes; las partes notifican al comité cualquier cambio de domicilio.

Art. 41. La parte cumple las obligaciones establecidas en el laudo dentro del plazo fijado en este. La parte disconforme puede solicitar una modificación del laudo dentro de los 30 días, o solicitar su anulación ante el tribunal dentro de los 6 meses.

Art. 42. Cuando la parte obligada no cumpla, o cumpla de manera infiel, las obligaciones establecidas en el laudo, la otra parte puede solicitar la ejecución del laudo ante el tribunal competente del lugar donde resida la primera, o donde se encuentren los bienes objeto de la ejecución.

Art. 43. Cuando los bienes objeto de la ejecución se encuentren fuera del territorio de la República Popular Democrática de Corea, la ejecución del laudo puede solicitarse ante un tribunal extranjero.