Testi in vigore: Colombia
Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Colombia, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.
Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.
Fonte
Legge attualmente in vigore: Ley 2220 de 2022, «Por medio de la cual se expide el Estatuto de Conciliación y se dictan otras disposiciones» (Statuto della Conciliazione e del Sistema Nazionale di Conciliazione).
Approvazione e pubblicazione: approvata dal Congreso de la República il 30 giugno 2022; pubblicata sul Diario Oficial n. 52.081 del 30 giugno 2022. In forza della propria clausola di vacatio legis, la legge è entrata pienamente in vigore sei mesi dopo la pubblicazione (fine dicembre 2022 / inizio gennaio 2023) ed è tuttora la norma organica vigente in materia di conciliazione civile e commerciale in Colombia alla data di redazione di questa scheda (agosto 2026).
Rapporto con la normativa precedente: la Ley 2220 de 2022 deroga integralmente la precedente Ley 640 de 2001 (che fino ad allora disciplinava la conciliazione come requisito di procedibilità nel processo civile, di famiglia e in altre materie), unificando in un unico corpo normativo anche numerose altre disposizioni sulla conciliazione fino ad allora disperse in leggi diverse (tra cui la Ley 446 de 1998 e il Decreto 1818 de 1998). Dalle ricerche svolte non risulta alcuna legge organica successiva, tra il 2023 e il 2026, che abbia modificato in modo sostanziale gli articoli qui riportati: la Ley 2220 de 2022 risulta quindi tuttora la legge effettivamente in vigore, salvi eventuali regolamenti attuativi (risoluzioni del Ministerio de Justicia y del Derecho, acuerdos del Consejo Superior de la Judicatura) che disciplinano aspetti operativi — in particolare la conciliazione virtuale — senza incidere sul testo legislativo qui riprodotto.
Struttura generale della legge: il testo integrale consta di 146 articoli, ripartiti in Titoli e Capitoli che disciplinano, tra l'altro: oggetto e princìpi generali; il procedimento conciliativo comune (in materia civile, commerciale, di famiglia e lavoro) e i suoi effetti (atto/verbale di conciliazione, requisito di procedibilità); gli operatori autorizzati a conciliare (centri di conciliazione, notai, funzionari pubblici, conciliatori in equità); il regime del conciliatore (requisiti, doveri, regime disciplinare); il controllo, l'ispezione e la vigilanza sui centri; la formazione dei conciliatori; la conciliazione in materia di polizia; la conciliazione in materia contenzioso-amministrativa; il c.d. "Sistema Nazionale di Conciliazione"; e disposizioni finali, transitorie e derogatorie.
Selezione degli articoli riportati in questa scheda: conformemente all'indicazione di concentrarsi sugli articoli sostanziali relativi alla procedura di conciliazione/mediazione civile e commerciale, sono stati riportati e tradotti integralmente: - Titolo I, Capitolo I (artt. 1-4): oggetto, ambito di applicazione, definizione, finalità e princìpi generali della conciliazione; - Titolo I, Capitolo II (artt. 5-9): tipi di conciliazione, modalità digitali di svolgimento, materie conciliabili, gratuità del servizio; - Titolo II, Capitolo I (artt. 50-63): il procedimento conciliativo in materia di affari privati — avvio, domanda di conciliazione (anche in materia di lavoro), citazione, sospensione della prescrizione/decadenza, designazione del conciliatore, partecipazione delle parti, svolgimento dell'udienza, prove; - Titolo II, Capitolo II (artt. 64-66): il verbale di conciliazione, i verbali negativi (constancias), l'archiviazione degli atti; - Titolo II, Capitolo III (artt. 67-71): la conciliazione come condizione di procedibilità — regola generale, materia civile, materia di famiglia, adempimento del requisito, inammissibilità della domanda giudiziale.
Non sono stati riportati, in quanto disposizioni di carattere prevalentemente istituzionale/amministrativo (organizzazione dei centri, requisiti e regime disciplinare dei conciliatori, formazione, controllo ministeriale) o relative a materie diverse da quella civile/commerciale in senso stretto: Titolo I, Capitoli III-VIII (artt. 10-49: operatori autorizzati, centri di conciliazione, notai, requisiti e doveri del conciliatore, regime disciplinare, controllo e vigilanza, formazione, tirocinio); Titolo III e successivi (conciliazione in materia di polizia, disposizioni specifiche in materia contenzioso-amministrativa e lavorativa oltre l'art. 51 qui riportato, il Sistema Nazionale di Conciliazione in senso proprio, e le norme finali e derogatorie, incluso l'elenco puntuale delle norme abrogate).
Fonti consultate: - Función Pública – Gestor Normativo: https://www.funcionpublica.gov.co/eva/gestornormativo/norma.php?i=188766 - Cancillería de Colombia — testo ufficiale in PDF (riproduzione del Diario Oficial n. 52.081): https://cancilleria.gov.co/sites/default/files/Normograma/docs/pdf/ley_2220_2022.pdf - Alcaldía de Bogotá — Régimen Legal (sisjur): https://www.alcaldiabogota.gov.co/sisjur/normas/Norma1.jsp?i=125083 - CMS Law, «El nuevo Estatuto de Conciliación: Ley 2220 de 2022»: https://cms.law/es/col/publication/el-nuevo-estatuto-de-conciliacion-ley-2220-de-2022 - Ricerche di conferma (assenza di modifiche successive, data di vigenza) su vLex Colombia, Procuraduría General de la Nación/IEMP, Centro Colombiano de Derecho Procesal Constitucional (ccdpc.org.co) e altre fonti giuridiche secondarie colombiane.
Avvertenza metodologica e limiti riscontrati (dichiarati per onestà): 1. Il testo spagnolo riportato di seguito è stato estratto, articolo per articolo, direttamente dal PDF ufficiale pubblicato da cancilleria.gov.co (riproduzione del Diario Oficial n. 52.081), tramite lo strumento di recupero web disponibile in questa sessione. Per la grande maggioranza degli articoli qui riportati il testo è stato ottenuto ed è riprodotto in forma letterale. 2. In un numero limitato di punti puntuali — in particolare l'art. 4, principio n. 2 («Garanzia di accesso alla giustizia»), la cui formulazione integrale non è stata recuperabile parola per parola, e alcuni passaggi dell'art. 6, comma 2 e seguenti (modalità tecniche di digitalizzazione del procedimento) — lo strumento di recupero utilizzato ha applicato un limite tecnico interno alla lunghezza delle citazioni dirette riproducibili, restituendo per quei soli passaggi una parafrasi molto fedele e dettagliata del contenuto normativo anziché la citazione letterale esatta parola per parola. Questi punti sono segnalati esplicitamente nel testo con una nota e sono stati ricostruiti con la massima fedeltà possibile al contenuto della norma, ma non sono garantiti come riproduzione letterale. Per un uso che richieda l'esattezza letterale assoluta (ad es. citazione in atti giudiziari) si raccomanda di verificare il testo direttamente sul Diario Oficial n. 52.081 del 30 giugno 2022 o sul Gestor Normativo di Función Pública. 3. Le traduzioni italiana, inglese e francese che seguono sono state prodotte integralmente da chi scrive, articolo per articolo, a partire dal testo spagnolo qui riportato, con l'obiettivo della fedeltà giuridica; non si tratta di traduzioni ufficiali. 4. Non è stata rinvenuta alcuna legge organica successiva alla Ley 2220 de 2022 che ne abbia modificato sostanzialmente gli articoli qui riportati fino alla data odierna (25 agosto 2026).
Testo originale (spagnolo)
LEY 2220 DE 2022 (30 de junio) — Diario Oficial No. 52.081
Por medio de la cual se expide el Estatuto de Conciliación y se dictan otras disposiciones.
TÍTULO I. OBJETO Y GENERALIDADES
CAPÍTULO I. OBJETO, ÁMBITO Y PRINCIPIOS
ARTÍCULO 1o. OBJETO. La presente ley tiene por objeto expedir el Estatuto de Conciliación y crear el Sistema Nacional de Conciliación.
ARTÍCULO 2o. ÁMBITO DE APLICACIÓN. La conciliación se regulará por las disposiciones de la presente ley.
En los aspectos no regulados en esta ley, se seguirán las reglas establecidas en la normatividad relativa a la materia o asunto objeto de conciliación.
ARTÍCULO 3o. DEFINICIÓN Y FINES DE LA CONCILIACIÓN. La conciliación es un mecanismo de resolución de conflictos a través del cual dos o más personas gestionan por sí mismas la solución de las diferencias, con la ayuda de un tercero neutral y calificado denominado conciliador, quien, además de proponer fórmulas de arreglo, da fe de la decisión de acuerdo, la cual es obligatoria y definitiva para las partes que concilian.
La conciliación, en sus diversas modalidades, es una figura cuyos propósitos son facilitar el acceso a la justicia, generar condiciones aptas para el diálogo y la convivencia pacífica, y servir como instrumento para la construcción de paz y de tejido social.
Además de los fines generales, la conciliación en materia contencioso administrativa tiene como finalidad la salvaguarda y protección del patrimonio público y el interés general.
ARTÍCULO 4o. PRINCIPIOS. La conciliación se guiará, entre otros, por los siguientes principios:
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Autocomposición. Son las propias partes confrontadas las que resuelven su conflicto, desavenencias o diferencias en ejercicio de la autonomía de la voluntad, asistidos por un tercero neutral e imparcial que promueve y facilita el diálogo y la búsqueda de soluciones al conflicto y negociación entre ellas y que puede proponer fórmulas de solución que las partes pueden o no aceptar según su voluntad. Los interesados gozan de la facultad de definir el centro de conciliación donde se llevará a cabo la conciliación, elegir el conciliador.
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Garantía de acceso a la justicia. En la regulación, implementación y operación de la conciliación se garantizará que todas las personas, sin distinción, tengan las mismas oportunidades de acceder a este mecanismo, sin discriminación alguna por razón de género, raza, idioma, opinión política, condición social u orientación sexual, con especial atención a las poblaciones rurales y a los grupos vulnerables [nota: los términos exactos de este numeral, más allá del fragmento citado, no pudieron confirmarse palabra por palabra en esta sesión; véase la advertencia metodológica en la sección «Fonte»].
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Celeridad. Los procedimientos definidos en la presente ley se erigen sobre preceptos ágiles, de fácil compresión y aplicación en todo contexto y materia, por lo que los mismos deberán interpretarse y aplicarse por el conciliador, con la debida diligencia, en función de la solución autocompositiva del conflicto. El conciliador, las partes, sus apoderados o representantes legales y los centros de conciliación evitarán actuaciones dilatorias injustificadas, en procura de garantizar el acceso efectivo a la justicia.
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Confidencialidad. El conciliador, las partes y quienes asistan a la audiencia, mantendrán y garantizarán el carácter confidencial de todos los asuntos, documentos, discusiones y fórmulas de arreglo relacionados con la conciliación, sin que puedan ser utilizados posteriormente como prueba.
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Informalidad. La conciliación está desprovista de las formalidades jurídicas procesales; el factor territorial no será obstáculo para el ejercicio de la labor del conciliador.
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Economía. En el ejercicio de la conciliación los conciliadores procurarán el más alto nivel de calidad en sus actuaciones y la protección de los derechos de las personas, con austeridad y eficiencia en los medios empleados.
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Transitoriedad de la función. La función transitoria inicia con la designación como conciliador y cesa con la suscripción del acta de conciliación, las constancias que establece la ley o el desistimiento.
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Independencia del conciliador. Como administrador de justicia en los términos del artículo 116 de la Constitución, el conciliador tendrá autonomía funcional, es decir, no estará subordinado a la voluntad de otra persona.
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Seguridad jurídica. El análisis del conflicto deberá contar con referentes de confianza en el proceso conciliatorio como medio para la solución alternativa y pacífica del conflicto.
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Neutralidad e imparcialidad. Como administrador de justicia, el conciliador garantizará su actuar y su conducta de manera honesta, leal, neutral e imparcial, antes y durante la audiencia.
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Presunción de buena fe. En todas las actuaciones de la conciliación se presumirá la buena fe de conformidad con lo previsto en el artículo 83 de la Carta Política.
PARÁGRAFO 1o. La conciliación virtual se regirá, además de los principios anteriores, por los principios de neutralidad tecnológica, autenticidad, integridad, disponibilidad e interoperabilidad, y deberá cumplir con las disposiciones sobre protección de datos personales previstas en la Ley 1581 de 2012 y las normas que la modifiquen o complementen.
PARÁGRAFO 2o. Los principios en materia de conciliación extrajudicial contencioso administrativa se interpretarán conforme a la naturaleza de la función administrativa a la que se refiere el artículo 209 de la Constitución Política y los principios del Código de Procedimiento Administrativo y de lo Contencioso Administrativo.
CAPÍTULO II. DE LA CONCILIACIÓN
ARTÍCULO 5o. CLASES. La conciliación podrá ser judicial, si se realiza dentro de un proceso judicial, o extrajudicial, si se realiza antes o por fuera de un proceso judicial.
La conciliación extrajudicial se denominará en derecho, cuando se realice a través de centros de conciliación, ante particulares autorizados para conciliar que cumplen función pública o ante autoridades en cumplimiento de funciones conciliatorias.
La conciliación extrajudicial se denominará en equidad cuando se realice ante conciliadores en equidad aplicando principios de justicia comunitaria dentro del ámbito establecido por la ley.
ARTÍCULO 6o. FORMAS DE LLEVAR A CABO EL PROCESO DE CONCILIACIÓN Y USO DE TECNOLOGÍAS DE LA INFORMACIÓN Y LAS COMUNICACIONES. El proceso de conciliación se podrá realizar en forma presencial, digital o electrónica o mixta, para lo cual las partes deberán manifestar en la solicitud de conciliación o una vez citadas, la forma en que actuarán y si se acogen a la forma digital o electrónica o mixta, certificando que cuentan con la idoneidad y los medios tecnológicos necesarios o si pueden acceder a través de las alcaldías, las personerías municipales y demás entidades públicas habilitadas por la Constitución y la ley, que se encuentren en disponibilidad de facilitar el acceso en sus sedes a las actuaciones virtuales.
[Nota: el resto de este artículo — relativo al plazo de un año para la adopción de tecnologías por parte de los centros y autoridades, a las garantías técnicas exigidas (autenticidad, integridad, disponibilidad, confidencialidad, accesibilidad) y a la digitalización del trámite — no pudo recuperarse palabra por palabra en esta sesión debido a un límite técnico del instrumento de consulta; se reproduce a continuación una síntesis fiel de su contenido normativo, sin pretensión de literalidad, cf. advertencia en «Fonte»:] Dentro del año siguiente a la entrada en vigencia de la ley, los centros de conciliación y las demás autoridades con funciones conciliatorias deben adoptar las tecnologías de la información y las comunicaciones necesarias para la prestación del servicio, conforme a los lineamientos del Ministerio de Tecnologías de la Información y las Comunicaciones y, tratándose de autoridades judiciales, del Consejo Superior de la Judicatura. Las tecnologías empleadas deben garantizar la autenticidad, integridad, disponibilidad y confidencialidad de la información, así como la accesibilidad para las personas con discapacidad. El trámite conciliatorio debe digitalizarse y automatizarse en cuanto sea posible, incluyendo la presentación de la solicitud, el reparto, la formación de expedientes, las notificaciones y la firma digital de las actas. Se permite el uso de medios físicos cuando alguna de las partes lo requiera, integrando la respectiva documentación al sistema digital; los centros de conciliación deben incluir en sus reglamentos el procedimiento de utilización de los medios virtuales, sujeto a la aprobación del Ministerio de Justicia y del Derecho.
ARTÍCULO 7o. ASUNTOS CONCILIABLES. Serán conciliables todos los asuntos que no estén prohibidos por la ley, siendo principio general que se podrán conciliar todas las materias que sean susceptibles de transacción, desistimiento y los derechos de los cuales su titular tenga capacidad de disposición.
Para la procedencia de la conciliación no será necesaria la renuncia de derechos.
En asuntos de naturaleza laboral y de la seguridad social podrá conciliarse si con el acuerdo no se afectan derechos ciertos e indiscutibles. En materia contenciosa administrativa, serán conciliables los casos en los eventos previstos en la presente ley, siempre y cuando no afecten el interés general y la defensa del patrimonio público.
ARTÍCULO 8o. GRATUIDAD DE LA PRESTACIÓN DEL SERVICIO DE CONCILIACIÓN. La prestación del servicio de conciliación que se adelante ante los conciliadores en equidad, servidores públicos facultados para conciliar, centros de conciliación de entidades públicas y de consultorios jurídicos universitarios, será gratuita.
Los notarios podrán cobrar por sus servicios. El marco tarifario que fije el Gobierno nacional, cuando lo considere conveniente, será obligatorio.
Los centros de conciliación autorizados deberán establecer los casos en los cuales prestarán el servicio de forma gratuita.
PARÁGRAFO. Los centros de conciliación de los consultorios jurídicos universitarios no podrán atender casos de una cuantía mayor a los cincuenta (50) salarios mínimos legales mensuales vigentes.
ARTÍCULO 9o. EXTENSIÓN DE LA GRATUIDAD EN LA CONCILIACIÓN EN EQUIDAD. Teniendo en cuenta que la conciliación en equidad es gratuita, también lo será el servicio de asesoría, patrocinio o gestión de quien acompañe o represente a las partes, salvo lo concerniente a los costos ocasionados en el trámite conciliatorio que deberán ser sufragados por las partes a título de expensas.
TÍTULO II. DEL PROCEDIMIENTO CONCILIATORIO
CAPÍTULO I. DEL PROCEDIMIENTO EN ASUNTOS PRIVADOS
ARTÍCULO 50. INICIO DE LA ACTUACIÓN. La conciliación extrajudicial inicia con la solicitud del interesado, quien deberá asistir a las audiencias que se lleven a cabo dentro del proceso conciliatorio.
Cualquier persona interesada podrá solicitar audiencia de conciliación en forma verbal o escrita, individual o conjunta, física o electrónica, conforme a lo dispuesto en el reglamento de la entidad, del centro de conciliación o del Programa Local de Justicia en Equidad.
En la conciliación extrajudicial en derecho, el interesado podrá presentar la solicitud de conciliación personalmente o por medio de abogado con facultad expresa para conciliar. El poder podrá aportarse física o electrónicamente conforme lo dispone el Código General del Proceso.
Las solicitudes de conciliación extrajudicial presentadas por medios virtuales no requerirán de la firma digital definida por la Ley 527 de 1999 y en estos casos bastará la identificación suministrada por el solicitante, sin perjuicio de lo señalado en el artículo 6o de la presente ley.
PARÁGRAFO 1o. Podrá presentarse solicitud de conciliación a nombre de una persona de quien no se tenga poder, en los eventos y bajo las condiciones previstas en el Código General del Proceso para el agente oficioso. No será necesario prestar caución. Si el interesado no ratifica la solicitud dentro de los diez (10) días siguientes a su radicación, se entenderá como no presentada.
ARTÍCULO 51. DE LA SOLICITUD DE CONCILIACIÓN EXTRAJUDICIAL ANTE JUEZ LABORAL. Las personas que tengan interés en conciliar diferencias que sean de competencia de la especialidad laboral podrán presentar solicitud de conciliación, indicando los motivos ante el juez laboral conforme las reglas de competencia territorial estatuidas en el Código Procesal del Trabajo y Seguridad Social, sin atención a la cuantía.
La solicitud de conciliación extrajudicial ante juez laboral será distribuida por sistema de reparto y, una vez recibida, se señalará día y hora para celebración de audiencia dentro de los diez (10) días siguientes a su recepción.
La concurrencia de los interesados a la audiencia de conciliación será responsabilidad de quien la solicite, razón por la cual deberá adelantar las gestiones de notificación para tal efecto.
ARTÍCULO 52. CONTENIDO DE LA SOLICITUD DE CONCILIACIÓN. La solicitud de conciliación extrajudicial en derecho deberá contener los siguientes requisitos:
- Indicación del conciliador o el centro de conciliación a quien se dirige.
- Individualización de las partes y de sus representantes si fuere el caso.
- Descripción de los hechos.
- Pretensiones del convocante.
- Estimación razonada de la cuantía.
- Relación de las pruebas que se acompañan cuando se trate de conciliación en derecho.
- Indicación del correo electrónico de las partes en donde se surtirán las comunicaciones o la identificación del medio que considere más expedito y eficaz para ello.
- Firma del solicitante o solicitantes o de su apoderado, según el caso.
En el caso de solicitudes enviadas por correo electrónico, el requisito de la firma se entenderá cumplido, conforme lo establece el artículo 7o de la Ley 527 de 1999.
ARTÍCULO 53. RECEPCIÓN Y CORRECCIÓN DE LA SOLICITUD. Recibida la solicitud, el conciliador procederá a revisar si cuenta con la información suficiente para proceder a la citación del o los convocados. En la conciliación extrajudicial en derecho, el conciliador verificará el cumplimiento de todos los requisitos señalados en el artículo anterior.
En ningún caso se podrá rechazar de plano la solicitud por ausencia de cualquiera de los requisitos señalados; el conciliador informará al interesado sobre los requisitos faltantes para que los complete.
Si el solicitante no lo hace dentro de los cinco (5) días siguientes al requerimiento, la solicitud se tendrá por no presentada.
ARTÍCULO 54. CONSTANCIA DE ASUNTO NO CONCILIABLE. Cuando se presente una solicitud de conciliación extrajudicial y el asunto de que se trate no sea conciliable por estar prohibido por la ley, el conciliador expedirá la correspondiente constancia dentro de los diez (10) días siguientes a la presentación de la solicitud.
Si durante el trámite de la audiencia se observare que no es procedente, se expedirá la respectiva constancia y se devolverán los documentos aportados.
ARTÍCULO 55. CITACIÓN. Si de conformidad con la ley el asunto es conciliable, el conciliador citará a las partes a la audiencia de conciliación por el medio que considere más expedito y eficaz, indicando sucintamente el objeto de la conciliación.
La citación a la audiencia podrá realizarse por medios virtuales, de conformidad con lo previsto en el reglamento de la entidad que preste el servicio.
Cuando se trate de una conciliación extrajudicial en derecho, dentro de los diez (10) días siguientes al recibo de la solicitud o de la corrección de la misma, si a ello hubiere lugar, el conciliador fijará fecha y hora para la celebración de la audiencia de conciliación, la cual deberá realizarse dentro de los treinta (30) días siguientes a la fecha de admisión de la solicitud.
En el evento en que se programe la realización de la audiencia por videoconferencia, teleconferencia o por cualquier otro medio técnico, así se informará en el acto de citación y, en caso de requerirse por alguno de los interesados, el conciliador o el centro de conciliación deberán facilitar los medios tecnológicos correspondientes.
La dirección electrónica para dirigir todas las comunicaciones necesarias dentro del procedimiento deberá corresponder a la informada a través de registro mercantil o la acordada por las partes contenida en el contrato o negocio jurídico cuando corresponda, o la relacionada por la parte en la solicitud de conciliación.
ARTÍCULO 56. SUSPENSIÓN DEL TÉRMINO DE CADUCIDAD O PRESCRIPCIÓN. La presentación de la solicitud de conciliación extrajudicial en derecho suspende el término de prescripción o de caducidad, según el caso, hasta que se suscriba el acta de conciliación, se expidan las constancias establecidas en esta ley o hasta que se venza el término de tres (3) meses, o la prórroga a que se refiere el artículo 60 de esta ley, lo que ocurra primero.
Esta suspensión operará por una sola vez y será improrrogable.
ARTÍCULO 57. DESIGNACIÓN DEL CONCILIADOR. La designación de la persona que actuará como conciliador, de la lista correspondiente, se podrá realizar:
- Por mutuo acuerdo entre las partes.
- Por solicitud de la parte convocante.
- Por la designación que haga el centro de conciliación de la lista que para el efecto haya conformado.
- Por la designación que haga la entidad correspondiente.
- Por orden judicial, en el caso previsto en el artículo 131 de esta ley y siguiendo el procedimiento previsto en el capítulo II del título V de la presente ley.
PARÁGRAFO 1o. Si la solicitud es presentada ante un servidor público habilitado para conciliar, la designación se hará conforme a las reglas establecidas por la institución a que este pertenece.
ARTÍCULO 58. ASISTENCIA Y REPRESENTACIÓN EN LA AUDIENCIA DE CONCILIACIÓN. Las partes deberán asistir a la audiencia de conciliación, y podrán hacerlo con sus apoderados cuando así lo consideren.
Cuando el domicilio de alguna de las partes no esté en el municipio de la audiencia, se encuentre fuera del territorio nacional, o existan circunstancias de caso fortuito o fuerza mayor, podrá solicitarse al conciliador que la audiencia se celebre con la sola comparecencia del apoderado debidamente facultado para conciliar.
PARÁGRAFO. En las circunstancias donde se permite la presencia del apoderado sin la asistencia de la parte, este deberá aportar el correspondiente poder, para ser reconocido como tal. Si es una persona jurídica, la representación se hará a través del apoderado judicial, constituido como tal, mediante el correspondiente poder general.
ARTÍCULO 59. INASISTENCIA A LA AUDIENCIA. Cuando alguna de las circunstancias contempladas en el artículo anterior impida a una de las partes acudir a la audiencia, deberá informarlo así dentro de los tres (3) días siguientes a la fecha en que debió celebrarse la audiencia.
Si las partes o alguna de ellas no comparece a la audiencia de conciliación a la que fue citada y no justifica su inasistencia en los términos indicados en el inciso anterior, siempre que la conciliación constituya requisito de procedibilidad, su conducta podrá ser considerada como indicio grave en contra de sus pretensiones o de sus excepciones de mérito en un eventual proceso judicial que verse sobre los mismos hechos.
En este evento, además, siempre que la conciliación constituya requisito de procedibilidad, el juez impondrá a la parte que no haya justificado su inasistencia a la audiencia, una multa hasta por valor de dos (2) salarios mínimos legales mensuales vigentes.
ARTÍCULO 60. TÉRMINO PARA REALIZAR LA AUDIENCIA DE CONCILIACIÓN. La audiencia de conciliación deberá intentarse en el menor tiempo posible y podrá suspenderse y reanudarse cuantas veces sea necesario a petición de las partes de mutuo acuerdo.
En todo caso, la conciliación extrajudicial en derecho tendrá que surtirse dentro de los tres (3) meses siguientes a la presentación de la solicitud. Las partes por mutuo acuerdo podrán prorrogar este término, hasta por tres (3) meses más.
ARTÍCULO 61. DESARROLLO DE LA AUDIENCIA DE CONCILIACIÓN EXTRAJUDICIAL. Con la presencia de las partes y/o sus apoderados, según sea el caso, y demás convocados, el día y hora señalados para la celebración de la audiencia de conciliación, esta se llevará a cabo bajo la orientación del conciliador, quien conducirá el trámite en la siguiente forma:
En la audiencia de conciliación las partes deberán determinar con claridad los hechos alegados y las pretensiones que en ellos se fundamentan para facilitar la consecución del acuerdo. Si los interesados no plantean fórmulas de arreglo, el conciliador podrá proponer las que considere procedentes para la solución de la controversia.
Logrado el acuerdo, se levantará un acta de conciliación, conforme con lo previsto en la presente ley. El acta será firmada, en los términos de la Ley 527 de 1999, por quienes intervinieron en la diligencia y por el conciliador.
Si no fuere posible la celebración del acuerdo, el conciliador expedirá inmediatamente la constancia de no acuerdo que trata la presente ley.
PARÁGRAFO. El conciliador solicitará a la Comisión Nacional o Seccional de Disciplina Judicial, según sea el caso, que investigue al abogado que pudiera haber incurrido durante el trámite de la conciliación en las faltas disciplinarias establecidas en la Ley 1123 de 2007, o en la norma que lo modifique, sustituya o complemente.
ARTÍCULO 62. PRUEBAS. En la conciliación en derecho, las pruebas podrán aportarse con la solicitud de conciliación, teniendo en cuenta los requisitos consagrados en los artículos 243 y siguientes del Código General del Proceso o las normas que lo sustituyan, adicionen o complementen.
Las pruebas aportadas serán tomadas como un respaldo para eventuales fórmulas de arreglo que se presenten en la audiencia de conciliación.
Sin embargo, su falta de presentación en el procedimiento conciliatorio no impedirá que sean presentadas posteriormente en el proceso judicial.
ARTÍCULO 63. SUSPENSIÓN DE LA AUDIENCIA DE CONCILIACIÓN. La audiencia de conciliación es susceptible de suspensión por solicitud expresa de ambas partes o cuando el conciliador encuentre elementos de juicio respecto de la existencia de ánimo conciliatorio.
CAPÍTULO II. DEL ACTA DE CONCILIACIÓN
ARTÍCULO 64. ACTA DE CONCILIACIÓN. El acta de conciliación contentiva del acuerdo prestará mérito ejecutivo y tendrá carácter de cosa juzgada.
De realizarse por escrito, el acta de conciliación surtirá sus efectos jurídicos a partir de la firma de las partes y del conciliador, o si consta por cualquier otro medio, desde la aceptación expresa de las partes.
El acta de conciliación deberá contener por lo menos lo siguiente:
- Lugar, fecha y hora de la audiencia de conciliación.
- Nombre e identificación del conciliador.
- Identificación de las personas citadas, con señalamiento expreso de quienes asistieron a la audiencia.
- Relación sucinta de los hechos motivo de la conciliación.
- Relación sucinta de las pretensiones motivo de la conciliación.
- El acuerdo logrado por las partes con indicación de la cuantía cuando corresponda y modo, tiempo y lugar de cumplimiento de las obligaciones pactadas.
- Si el acuerdo es parcial, se dejará constancia de ello, precisando los puntos que fueron materia de arreglo y aquellos que no lo fueron.
- Aceptación expresa del acuerdo por las partes por cualquier mecanismo, ya sea escrito, oral o virtual, conforme a la normativa vigente. Cuando el acuerdo ha sido producido en una audiencia realizada por medios virtuales, la firma del acta de conciliación se sujetará a lo previsto en el artículo 7o de la Ley 527 de 1999, o la norma que la modifique, sustituya o complemente.
- Firma del conciliador.
PARÁGRAFO 1o. Las partes podrán solicitar copia del acta de conciliación, la cual tendrá el mismo valor probatorio.
PARÁGRAFO 2o. Las actas de conciliación y su contenido no requerirán ser elevadas a escritura pública, salvo expresa disposición de las partes.
ARTÍCULO 65. CONSTANCIAS. El conciliador expedirá constancia al interesado en la que se indicará la fecha de presentación de la solicitud y la fecha en que se celebró la audiencia o debió celebrarse, y en la que se expresará sucintamente el asunto objeto de conciliación, en los siguientes eventos:
- Cuando las partes o una de ellas no comparezca a la audiencia. En este caso, deberá indicarse la justificación de su inasistencia si la hubiere, la cual deberá allegarse a más tardar dentro de los tres (3) días siguientes a la fecha en que debió realizarse la audiencia.
- Cuando se efectúe la audiencia de conciliación sin que se logre acuerdo, la cual deberá ser entregada al finalizar la audiencia.
- Cuando se presente una solicitud para la celebración de una audiencia de conciliación, y el asunto de que se trate no sea conciliable o no sea de competencia del conciliador de conformidad con la ley. En este evento la constancia deberá expedirse dentro de los diez (10) días calendario siguientes a la presentación de la solicitud, o al momento de culminar la audiencia, si es en esta que se establece que el asunto no es conciliable.
En todo caso, junto con la constancia, se devolverán los documentos aportados por los interesados. Los funcionarios públicos facultados para conciliar conservarán las copias de las constancias que expidan, y los conciliadores de los centros de conciliación deberán remitirlas al mismo para su archivo.
ARTÍCULO 66. ARCHIVO DE LAS ACTAS Y CONSTANCIAS. Las entidades públicas, los centros de conciliación y los programas locales de justicia en equidad conservarán las copias de las actas, las constancias y demás documentos que expidan los conciliadores, de acuerdo con la Ley Nacional de Archivo vigente, o la norma que la sustituya, modifique o complemente.
Para tal efecto el conciliador deberá entregar al centro de conciliación el acta de conciliación, las constancias y demás documentos dentro de los cuatro (4) días siguientes a la audiencia. Los conciliadores en equidad deberán hacer entrega de estos documentos dentro del término establecido en el respectivo reglamento del programa local.
PARÁGRAFO. Las actas, constancias y demás documentos que hagan parte del procedimiento conciliatorio podrán conservarse a través de medios electrónicos o magnéticos, de acuerdo con el artículo 16 del Decreto Ley 2106 de 2019.
PARÁGRAFO TRANSITORIO. Dentro de los dos (2) años siguientes a la expedición de la presente ley, las alcaldías o sus dependencias delegadas para estos efectos, dispondrán lo necesario para recibir el archivo de las actas de conciliación realizadas por los conciliadores en equidad hasta la fecha, de acuerdo con los parámetros establecidos en la Ley General de Archivo vigente o la norma que los sustituya, modifique o complemente.
CAPÍTULO III. DEL REQUISITO DE PROCEDIBILIDAD
ARTÍCULO 67. LA CONCILIACIÓN COMO REQUISITO DE PROCEDIBILIDAD. En los asuntos susceptibles de conciliación, se tendrá como regla general que la conciliación extrajudicial en derecho es requisito de procedibilidad para acudir ante las jurisdicciones que por norma así lo exijan, salvo cuando la ley lo excepcione.
PARÁGRAFO 1o. La conciliación en asuntos laborales no constituye requisito de procedibilidad.
PARÁGRAFO 2o. Podrá interponerse la demanda sin agotar el requisito de procedibilidad de la conciliación en los eventos en que el demandante bajo juramento declare que no conoce el domicilio, el lugar de habitación o el lugar de trabajo del demandado o este se encuentra ausente y no se conozca su paradero, o cuando quien demande sea una entidad pública. Igualmente, cuando la administración demande un acto administrativo que ocurrió por medios ilegales o fraudulentos.
PARÁGRAFO 3o. En todo proceso y ante cualquier jurisdicción, cuando se solicite la práctica de medidas cautelares se podrá acudir directamente al juez, sin necesidad de agotar la conciliación prejudicial como requisito de procedibilidad. Lo anterior, sin perjuicio de lo previsto al respecto para los asuntos contencioso administrativo.
ARTÍCULO 68. LA CONCILIACIÓN COMO REQUISITO DE PROCEDIBILIDAD EN MATERIA CIVIL. La conciliación como requisito de procedibilidad en materia civil se regirá por lo normado en la Ley 1564 de 2012 - Código General del Proceso o la norma que lo modifique, sustituya o complemente, conforme el cual, si la materia de que trate es conciliable, la conciliación extrajudicial en derecho como requisito de procedibilidad deberá intentarse antes de acudir a la especialidad jurisdiccional civil en los procesos declarativos, con excepción de los divisorios, los de expropiación, los monitorios que se adelanten en cualquier jurisdicción y aquellos en donde se demande o sea obligatoria la citación de indeterminados.
Igualmente, en la restitución de bien arrendado de que trata el artículo 384 y en la cancelación, reposición y reivindicación de títulos valores de que trata el artículo 398 de la Ley 1564 de 2012, el demandante no estará obligado a solicitar y tramitar la audiencia de conciliación extrajudicial como requisito de procedibilidad de la demanda ni del trámite correspondiente, casos en los cuales el interesado podrá presentar la demanda directamente ante el juez.
ARTÍCULO 69. LA CONCILIACIÓN COMO REQUISITO DE PROCEDIBILIDAD EN MATERIA DE FAMILIA. La conciliación extrajudicial en derecho en materia de familia será requisito de procedibilidad en los siguientes asuntos:
- Controversias sobre la custodia y el régimen de visitas sobre menores y personas en condición de discapacidad, de conformidad con la Ley 1996 de 2019, la que la modifique o derogue.
- Asuntos relacionados con las obligaciones alimentarias.
- Declaración de la unión marital de hecho, su disolución y la liquidación de la sociedad patrimonial.
- Rescisión de la partición en las sucesiones y en las liquidaciones de sociedad conyugal o de sociedad patrimonial entre compañeros permanentes.
- Conflictos sobre capitulaciones matrimoniales.
- Controversias entre cónyuges sobre la dirección conjunta del hogar y entre padres sobre el ejercicio de la autoridad paterna o la patria potestad.
- Separación de bienes y de cuerpos.
- En todos aquellos que no estén expresamente exceptuados por la ley.
ARTÍCULO 70. CUMPLIMIENTO DEL REQUISITO DE PROCEDIBILIDAD. El requisito de procedibilidad se entenderá cumplido en los siguientes eventos:
- Cuando se efectúe la audiencia de conciliación sin que se logre acuerdo.
- Cuando las partes o una de ellas no comparezca a la audiencia. En este evento deberán indicarse expresamente las excusas presentadas por la inasistencia, si las hubiere.
- Cuando vencido el término de tres (3) meses a partir de la presentación de la solicitud de conciliación extrajudicial o su prórroga, la audiencia no se hubiere celebrado por cualquier causa; en este último evento se podrá acudir directamente a la Jurisdicción Ordinaria con la sola presentación de la solicitud de conciliación.
Para los eventos indicados en los numerales 1 y 2 del presente artículo, el requisito de procedibilidad deberá acreditarse mediante las constancias de que trata la presente ley.
Realizada la audiencia sin que se haya logrado acuerdo conciliatorio total o parcial, se prescindirá de la conciliación prevista en el artículo 37 del Código General del Proceso, 180 de la Ley 1437 de 2011 y de la oportunidad de conciliación que las normas aplicables contemplen como obligatoria en el trámite del proceso. Sin embargo, en cualquier estado del proceso las partes de común acuerdo, o el Ministerio Público, podrán solicitar la realización de una audiencia de conciliación, o el juez podrá acudir a ella, conforme a lo previsto en el artículo 131 de la presente ley.
Si la conciliación recae sobre la totalidad del litigio no habrá lugar al proceso respectivo; si el acuerdo fuere parcial, se expedirá constancia de ello y las partes quedarán en libertad de discutir en juicio solamente las diferencias no conciliadas.
ARTÍCULO 71. INADMISIÓN DE LA DEMANDA JUDICIAL. Además de las causales establecidas en la ley, el juez de conocimiento inadmitirá la demanda cuando no se acredite que se agotó la conciliación extrajudicial como requisito de procedibilidad, requisito que podrá ser aportado dentro del término para subsanar la demanda, so pena de rechazo.
Traduzione italiana
LEGGE 2220 DEL 2022 (30 giugno) — Gazzetta Ufficiale n. 52.081
Con la quale si emana lo Statuto della Conciliazione e si adottano altre disposizioni.
TITOLO I. OGGETTO E DISPOSIZIONI GENERALI
CAPITOLO I. OGGETTO, AMBITO E PRINCÌPI
Articolo 1. Oggetto. La presente legge ha per oggetto l'emanazione dello Statuto della Conciliazione e la creazione del Sistema Nazionale di Conciliazione.
Articolo 2. Ambito di applicazione. La conciliazione è disciplinata dalle disposizioni della presente legge.
Per gli aspetti non disciplinati dalla presente legge, si applicano le regole stabilite dalla normativa relativa alla materia o alla questione oggetto di conciliazione.
Articolo 3. Definizione e finalità della conciliazione. La conciliazione è un meccanismo di risoluzione dei conflitti attraverso il quale due o più persone gestiscono da sé la soluzione delle proprie divergenze, con l'aiuto di un terzo neutrale e qualificato denominato conciliatore, il quale, oltre a proporre formule di accordo, attesta la decisione raggiunta, che è obbligatoria e definitiva per le parti che conciliano.
La conciliazione, nelle sue diverse modalità, è un istituto le cui finalità sono facilitare l'accesso alla giustizia, generare condizioni idonee al dialogo e alla convivenza pacifica, e fungere da strumento per la costruzione della pace e del tessuto sociale.
Oltre alle finalità generali, la conciliazione in materia contenzioso-amministrativa ha come finalità la salvaguardia e la protezione del patrimonio pubblico e dell'interesse generale.
Articolo 4. Princìpi. La conciliazione si ispira, tra gli altri, ai seguenti princìpi:
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Autocomposizione. Sono le stesse parti in conflitto a risolvere la propria controversia, i propri dissidi o le proprie divergenze in esercizio dell'autonomia della volontà, assistite da un terzo neutrale e imparziale che promuove e facilita il dialogo e la ricerca di soluzioni al conflitto e la negoziazione tra le stesse, e che può proporre formule di soluzione che le parti possono accettare o meno secondo la propria volontà. Gli interessati godono della facoltà di scegliere il centro di conciliazione presso cui si svolgerà la conciliazione e di scegliere il conciliatore.
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Garanzia di accesso alla giustizia. Nella regolamentazione, attuazione e gestione della conciliazione si garantisce che tutte le persone, senza distinzione, abbiano le stesse opportunità di accedere a questo meccanismo, senza alcuna discriminazione per ragioni di genere, razza, lingua, opinione politica, condizione sociale o orientamento sessuale, con particolare attenzione alle popolazioni rurali e ai gruppi vulnerabili (cfr. nota nel testo spagnolo).
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Celerità. Le procedure definite dalla presente legge si fondano su criteri agili, di facile comprensione e applicazione in ogni contesto e materia, e devono pertanto essere interpretate e applicate dal conciliatore con la dovuta diligenza, in funzione della soluzione autocompositiva del conflitto. Il conciliatore, le parti, i loro procuratori o rappresentanti legali e i centri di conciliazione evitano condotte dilatorie ingiustificate, al fine di garantire l'accesso effettivo alla giustizia.
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Riservatezza. Il conciliatore, le parti e chiunque assista all'udienza mantengono e garantiscono il carattere riservato di tutte le questioni, i documenti, le discussioni e le formule di accordo relativi alla conciliazione, che non potranno essere successivamente utilizzati come prova.
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Informalità. La conciliazione è priva di formalità giuridico-processuali; il fattore territoriale non costituisce ostacolo all'esercizio della funzione del conciliatore.
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Economia. Nell'esercizio della conciliazione i conciliatori perseguono il più alto livello di qualità nelle proprie azioni e la protezione dei diritti delle persone, con austerità ed efficienza nei mezzi impiegati.
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Transitorietà della funzione. La funzione transitoria inizia con la nomina a conciliatore e cessa con la sottoscrizione del verbale di conciliazione, con i verbali negativi previsti dalla legge o con la rinuncia.
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Indipendenza del conciliatore. In quanto amministratore di giustizia ai sensi dell'articolo 116 della Costituzione, il conciliatore gode di autonomia funzionale, ossia non è subordinato alla volontà di terzi.
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Certezza del diritto. L'analisi del conflitto deve fondarsi su elementi di fiducia nel processo conciliativo quale strumento per la soluzione alternativa e pacifica del conflitto.
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Neutralità e imparzialità. In quanto amministratore di giustizia, il conciliatore garantisce che il proprio agire e la propria condotta siano onesti, leali, neutrali e imparziali, prima e durante l'udienza.
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Presunzione di buona fede. In tutti gli atti della conciliazione si presume la buona fede, conformemente a quanto previsto dall'articolo 83 della Carta Politica.
Paragrafo 1. La conciliazione virtuale è disciplinata, oltre che dai princìpi precedenti, dai princìpi di neutralità tecnologica, autenticità, integrità, disponibilità e interoperabilità, e deve rispettare le disposizioni sulla protezione dei dati personali previste dalla Legge 1581 del 2012 e dalle norme che la modificano o integrano.
Paragrafo 2. I princìpi in materia di conciliazione stragiudiziale contenzioso-amministrativa si interpretano conformemente alla natura della funzione amministrativa di cui all'articolo 209 della Costituzione Politica e ai princìpi del Codice di procedura amministrativa e del contenzioso amministrativo.
CAPITOLO II. DELLA CONCILIAZIONE
Articolo 5. Tipi. La conciliazione può essere giudiziale, se svolta nell'ambito di un processo giudiziario, o stragiudiziale, se svolta prima o al di fuori di un processo giudiziario.
La conciliazione stragiudiziale si denomina "in diritto" quando si svolge presso centri di conciliazione, dinanzi a privati autorizzati a conciliare che esercitano una funzione pubblica, o dinanzi ad autorità nell'esercizio di funzioni conciliative.
La conciliazione stragiudiziale si denomina "in equità" quando si svolge dinanzi a conciliatori in equità che applicano princìpi di giustizia comunitaria nell'ambito stabilito dalla legge.
Articolo 6. Modalità di svolgimento del processo di conciliazione e uso delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione. Il processo di conciliazione può svolgersi in forma presenziale, digitale o elettronica, oppure mista; a tal fine le parti devono dichiarare, nella domanda di conciliazione o una volta citate, la forma in cui agiranno e se optano per la modalità digitale, elettronica o mista, certificando di disporre dell'idoneità e dei mezzi tecnologici necessari, oppure se possono accedervi tramite i comuni, gli uffici del pubblico ministero municipale (personerías) e altri enti pubblici abilitati dalla Costituzione e dalla legge, che siano in condizione di agevolare, presso le proprie sedi, l'accesso agli atti virtuali.
(La parte restante dell'articolo, non recuperabile parola per parola in questa sessione — cfr. nota nel testo spagnolo — è qui tradotta a partire da una sintesi fedele del suo contenuto normativo:) Entro l'anno successivo all'entrata in vigore della legge, i centri di conciliazione e le altre autorità con funzioni conciliative devono adottare le tecnologie dell'informazione e della comunicazione necessarie alla prestazione del servizio, conformemente alle linee guida del Ministero delle Tecnologie dell'Informazione e della Comunicazione e, per le autorità giudiziarie, del Consiglio Superiore della Magistratura. Le tecnologie impiegate devono garantire l'autenticità, l'integrità, la disponibilità e la riservatezza dell'informazione, nonché l'accessibilità per le persone con disabilità. Il procedimento conciliativo deve essere digitalizzato e automatizzato per quanto possibile, ivi compresi la presentazione della domanda, l'assegnazione, la formazione dei fascicoli, le notifiche e la firma digitale dei verbali. È consentito l'uso di mezzi fisici quando una delle parti lo richieda, integrando la relativa documentazione nel sistema digitale; i centri di conciliazione devono includere nei propri regolamenti la procedura per l'utilizzo dei mezzi virtuali, soggetta all'approvazione del Ministero della Giustizia e del Diritto.
Articolo 7. Materie conciliabili. Sono conciliabili tutte le materie non vietate dalla legge, essendo principio generale che possono essere oggetto di conciliazione tutte le materie suscettibili di transazione, di rinuncia agli atti (desistimiento) e i diritti di cui il titolare abbia la capacità di disporre.
Per la procedibilità della conciliazione non è necessaria la rinuncia ai diritti.
In materia di lavoro e di previdenza sociale si può conciliare qualora l'accordo non pregiudichi diritti certi e indiscutibili. In materia contenzioso-amministrativa sono conciliabili i casi previsti dalla presente legge, purché non pregiudichino l'interesse generale e la difesa del patrimonio pubblico.
Articolo 8. Gratuità della prestazione del servizio di conciliazione. La prestazione del servizio di conciliazione svolta dinanzi ai conciliatori in equità, ai pubblici funzionari abilitati a conciliare, ai centri di conciliazione di enti pubblici e agli studi legali universitari, è gratuita.
I notai possono farsi remunerare per i propri servizi. Il quadro tariffario che il Governo nazionale stabilisca, ove lo ritenga opportuno, è obbligatorio.
I centri di conciliazione autorizzati devono stabilire i casi in cui presteranno il servizio gratuitamente.
Paragrafo. I centri di conciliazione degli studi legali universitari non possono trattare casi di valore superiore a cinquanta (50) salari minimi legali mensili vigenti.
Articolo 9. Estensione della gratuità nella conciliazione in equità. Poiché la conciliazione in equità è gratuita, lo è anche il servizio di consulenza, patrocinio o assistenza di chi accompagni o rappresenti le parti, fatti salvi i costi originati dal procedimento conciliativo, che devono essere sostenuti dalle parti a titolo di spese.
TITOLO II. DEL PROCEDIMENTO CONCILIATIVO
CAPITOLO I. DEL PROCEDIMENTO IN MATERIA DI CONTROVERSIE PRIVATE
Articolo 50. Avvio del procedimento. La conciliazione stragiudiziale inizia con la domanda dell'interessato, il quale è tenuto a presenziare alle udienze che si svolgono nell'ambito del procedimento conciliativo.
Qualsiasi persona interessata può richiedere l'udienza di conciliazione in forma verbale o scritta, individuale o congiunta, in formato fisico o elettronico, conformemente a quanto previsto dal regolamento dell'ente, del centro di conciliazione o del Programma Locale di Giustizia in Equità.
Nella conciliazione stragiudiziale in diritto, l'interessato può presentare la domanda di conciliazione personalmente o tramite avvocato munito di procura espressa a conciliare. La procura può essere prodotta in forma fisica o elettronica, conformemente al Codice Generale del Processo.
Le domande di conciliazione stragiudiziale presentate con mezzi virtuali non richiedono la firma digitale definita dalla Legge 527 del 1999; in tali casi è sufficiente l'identificazione fornita dal richiedente, fermo restando quanto previsto dall'articolo 6 della presente legge.
Paragrafo 1. La domanda di conciliazione può essere presentata a nome di una persona di cui non si detenga procura, nei casi e alle condizioni previste dal Codice Generale del Processo per la gestione di affari altrui (agente ufficioso), senza necessità di prestare cauzione. Se l'interessato non ratifica la domanda entro dieci (10) giorni dal deposito, questa si considera come non presentata.
Articolo 51. Della domanda di conciliazione stragiudiziale dinanzi al giudice del lavoro. Le persone interessate a conciliare controversie di competenza della giurisdizione del lavoro possono presentare domanda di conciliazione, indicandone i motivi, dinanzi al giudice del lavoro, secondo le regole di competenza territoriale stabilite dal Codice di Procedura del Lavoro e della Previdenza Sociale, indipendentemente dal valore della controversia.
La domanda di conciliazione stragiudiziale dinanzi al giudice del lavoro è distribuita mediante il sistema di assegnazione e, una volta ricevuta, viene fissata data e ora per l'udienza entro dieci (10) giorni dalla ricezione.
La comparizione degli interessati all'udienza di conciliazione è responsabilità di chi la richiede, che deve pertanto svolgere le attività di notifica a tal fine necessarie.
Articolo 52. Contenuto della domanda di conciliazione. La domanda di conciliazione stragiudiziale in diritto deve contenere i seguenti elementi:
- Indicazione del conciliatore o del centro di conciliazione a cui è indirizzata.
- Individuazione delle parti e dei loro rappresentanti, se del caso.
- Descrizione dei fatti.
- Domande del ricorrente.
- Stima motivata del valore della controversia.
- Elenco delle prove allegate, quando si tratti di conciliazione in diritto.
- Indicazione dell'indirizzo di posta elettronica delle parti presso cui saranno effettuate le comunicazioni, o l'indicazione del mezzo ritenuto più rapido ed efficace a tal fine.
- Firma del richiedente o dei richiedenti, o del proprio procuratore, a seconda dei casi.
Nel caso di domande inviate per posta elettronica, il requisito della firma si intende soddisfatto conformemente a quanto stabilito dall'articolo 7 della Legge 527 del 1999.
Articolo 53. Ricezione e correzione della domanda. Ricevuta la domanda, il conciliatore verifica se essa contiene informazioni sufficienti per procedere alla citazione della parte o delle parti convocate. Nella conciliazione stragiudiziale in diritto, il conciliatore verifica il rispetto di tutti i requisiti indicati nell'articolo precedente.
In nessun caso la domanda può essere respinta senz'altro per l'assenza di uno dei requisiti indicati; il conciliatore informa l'interessato dei requisiti mancanti affinché li completi.
Se il richiedente non provvede entro cinque (5) giorni dalla richiesta di integrazione, la domanda si considera come non presentata.
Articolo 54. Verbale di questione non conciliabile. Quando venga presentata una domanda di conciliazione stragiudiziale e la questione non sia conciliabile perché vietata dalla legge, il conciliatore rilascia il relativo verbale entro dieci (10) giorni dalla presentazione della domanda.
Se nel corso dell'udienza si accerta che la conciliazione non è procedibile, si rilascia il relativo verbale e si restituiscono i documenti prodotti.
Articolo 55. Citazione. Se, conformemente alla legge, la questione è conciliabile, il conciliatore cita le parti all'udienza di conciliazione con il mezzo che ritenga più rapido ed efficace, indicando sinteticamente l'oggetto della conciliazione.
La citazione all'udienza può essere effettuata con mezzi virtuali, conformemente a quanto previsto dal regolamento dell'ente che presta il servizio.
Nella conciliazione stragiudiziale in diritto, entro dieci (10) giorni dal ricevimento della domanda o dalla sua correzione, se necessaria, il conciliatore fissa data e ora per lo svolgimento dell'udienza di conciliazione, che deve tenersi entro trenta (30) giorni dalla data di ammissione della domanda.
Qualora si programmi lo svolgimento dell'udienza mediante videoconferenza, teleconferenza o altro mezzo tecnico, ciò viene comunicato nell'atto di citazione e, ove richiesto da uno degli interessati, il conciliatore o il centro di conciliazione devono fornire i relativi mezzi tecnologici.
L'indirizzo elettronico per tutte le comunicazioni necessarie nell'ambito del procedimento deve corrispondere a quello comunicato nel registro delle imprese o a quello concordato dalle parti nel contratto o negozio giuridico, se applicabile, oppure a quello indicato dalla parte nella domanda di conciliazione.
Articolo 56. Sospensione del termine di decadenza o prescrizione. La presentazione della domanda di conciliazione stragiudiziale in diritto sospende il termine di prescrizione o di decadenza, a seconda dei casi, fino alla sottoscrizione del verbale di conciliazione, al rilascio dei verbali previsti dalla presente legge, oppure fino alla scadenza del termine di tre (3) mesi, o della proroga di cui all'articolo 60 della presente legge, a seconda di quale evento si verifichi per primo.
Tale sospensione opera una sola volta e non è prorogabile.
Articolo 57. Designazione del conciliatore. La designazione della persona che agirà come conciliatore, tratta dall'apposito elenco, può avvenire:
- Per mutuo accordo tra le parti.
- Su richiesta della parte istante.
- Per designazione effettuata dal centro di conciliazione, tratta dall'elenco a tal fine costituito.
- Per designazione effettuata dall'ente competente.
- Per ordine giudiziale, nel caso previsto dall'articolo 131 della presente legge, secondo la procedura di cui al capitolo II del titolo V della presente legge.
Paragrafo 1. Se la domanda è presentata dinanzi a un pubblico funzionario abilitato a conciliare, la designazione avviene secondo le regole stabilite dall'ente di appartenenza.
Articolo 58. Partecipazione e rappresentanza nell'udienza di conciliazione. Le parti devono presenziare all'udienza di conciliazione e possono farlo assistite dai propri procuratori, qualora lo ritengano opportuno.
Quando il domicilio di una delle parti non si trovi nel comune in cui si svolge l'udienza, si trovi al di fuori del territorio nazionale, o ricorrano circostanze di caso fortuito o forza maggiore, può chiedersi al conciliatore che l'udienza si svolga con la sola presenza del procuratore debitamente munito di procura a conciliare.
Paragrafo. Nei casi in cui è consentita la presenza del procuratore senza la presenza della parte, questi deve produrre la relativa procura, per essere riconosciuto come tale. Se si tratta di una persona giuridica, la rappresentanza avviene tramite procuratore legale, costituito come tale mediante la relativa procura generale.
Articolo 59. Mancata comparizione all'udienza. Quando una delle circostanze previste nell'articolo precedente impedisca a una delle parti di presenziare all'udienza, questa deve darne comunicazione entro tre (3) giorni dalla data in cui l'udienza avrebbe dovuto svolgersi.
Se le parti, o una di esse, non compaiono all'udienza di conciliazione a cui sono state citate e non giustificano la propria assenza nei termini indicati nel comma precedente, sempre che la conciliazione costituisca condizione di procedibilità, la loro condotta può essere considerata come grave indizio contro le proprie domande o eccezioni di merito in un eventuale processo giudiziario relativo agli stessi fatti.
In tal caso, inoltre, sempre che la conciliazione costituisca condizione di procedibilità, il giudice irroga alla parte che non ha giustificato la propria assenza una sanzione pecuniaria fino a due (2) salari minimi legali mensili vigenti.
Articolo 60. Termine per lo svolgimento dell'udienza di conciliazione. L'udienza di conciliazione deve essere tentata nel minor tempo possibile e può essere sospesa e ripresa tutte le volte necessarie, su richiesta delle parti di comune accordo.
In ogni caso, la conciliazione stragiudiziale in diritto deve svolgersi entro tre (3) mesi dalla presentazione della domanda. Le parti, di comune accordo, possono prorogare tale termine fino a tre (3) mesi ulteriori.
Articolo 61. Svolgimento dell'udienza di conciliazione stragiudiziale. Con la presenza delle parti e/o dei loro procuratori, a seconda dei casi, e degli altri convocati, il giorno e l'ora fissati per lo svolgimento dell'udienza di conciliazione, questa si svolge sotto la guida del conciliatore, che conduce il procedimento nel modo seguente:
Nell'udienza di conciliazione le parti devono determinare con chiarezza i fatti addotti e le domande su di essi fondate, per facilitare il raggiungimento dell'accordo. Se gli interessati non propongono formule di accordo, il conciliatore può proporre quelle che ritenga opportune per la soluzione della controversia.
Raggiunto l'accordo, si redige il verbale di conciliazione, conformemente a quanto previsto dalla presente legge. Il verbale è sottoscritto, ai sensi della Legge 527 del 1999, da coloro che sono intervenuti nell'atto e dal conciliatore.
Se non è possibile raggiungere l'accordo, il conciliatore rilascia immediatamente il verbale di mancato accordo previsto dalla presente legge.
Paragrafo. Il conciliatore richiede alla Commissione Nazionale o Sezionale di Disciplina Giudiziaria, a seconda dei casi, di indagare sull'avvocato che, nel corso del procedimento conciliativo, possa essere incorso negli illeciti disciplinari previsti dalla Legge 1123 del 2007, o dalla norma che la modifichi, sostituisca o integri.
Articolo 62. Prove. Nella conciliazione in diritto, le prove possono essere prodotte con la domanda di conciliazione, tenendo conto dei requisiti previsti dagli articoli 243 e seguenti del Codice Generale del Processo, o dalle norme che li sostituiscano, integrino o completino.
Le prove prodotte sono considerate come sostegno per eventuali formule di accordo presentate nell'udienza di conciliazione.
La loro mancata produzione nel procedimento conciliativo non impedisce tuttavia che siano successivamente prodotte nel processo giudiziario.
Articolo 63. Sospensione dell'udienza di conciliazione. L'udienza di conciliazione può essere sospesa su richiesta espressa di entrambe le parti o quando il conciliatore riscontri elementi indicativi dell'esistenza (o dell'assenza) di volontà conciliativa in capo alle parti.
CAPITOLO II. DEL VERBALE DI CONCILIAZIONE
Articolo 64. Verbale di conciliazione. Il verbale di conciliazione contenente l'accordo costituisce titolo esecutivo e ha effetto di cosa giudicata.
Se redatto per iscritto, il verbale di conciliazione produce i propri effetti giuridici dal momento della firma delle parti e del conciliatore; se risulta con altro mezzo, dal momento dell'accettazione espressa delle parti.
Il verbale di conciliazione deve contenere almeno quanto segue:
- Luogo, data e ora dell'udienza di conciliazione.
- Nome e dati identificativi del conciliatore.
- Identificazione delle persone citate, con espressa indicazione di quelle che hanno presenziato all'udienza.
- Sintetica esposizione dei fatti oggetto della conciliazione.
- Sintetica esposizione delle domande oggetto della conciliazione.
- L'accordo raggiunto dalle parti, con indicazione dell'importo, ove pertinente, e delle modalità, dei tempi e del luogo di adempimento delle obbligazioni pattuite.
- Se l'accordo è parziale, se ne dà atto, precisando i punti oggetto di accordo e quelli non conciliati.
- Accettazione espressa dell'accordo da parte delle parti, con qualsiasi meccanismo, scritto, orale o virtuale, conformemente alla normativa vigente. Quando l'accordo è stato raggiunto in un'udienza svolta con mezzi virtuali, la firma del verbale di conciliazione segue quanto previsto dall'articolo 7 della Legge 527 del 1999, o dalla norma che la modifichi, sostituisca o integri.
- Firma del conciliatore.
Paragrafo 1. Le parti possono richiedere copia del verbale di conciliazione, che ha lo stesso valore probatorio.
Paragrafo 2. I verbali di conciliazione e il loro contenuto non richiedono di essere trasformati in atto pubblico notarile, salvo espressa disposizione delle parti.
Articolo 65. Verbali negativi. Il conciliatore rilascia all'interessato un verbale in cui si indica la data di presentazione della domanda e la data in cui si è svolta o avrebbe dovuto svolgersi l'udienza, e in cui si espone sinteticamente la questione oggetto di conciliazione, nei seguenti casi:
- Quando le parti, o una di esse, non compaiono all'udienza. In tal caso, va indicata la giustificazione dell'assenza, se ve n'è una, che deve essere prodotta entro tre (3) giorni dalla data in cui l'udienza avrebbe dovuto svolgersi.
- Quando si svolge l'udienza di conciliazione senza che si raggiunga l'accordo; tale verbale va consegnato al termine dell'udienza.
- Quando venga presentata domanda per lo svolgimento dell'udienza di conciliazione e la questione non sia conciliabile o non rientri nella competenza del conciliatore, ai sensi di legge. In tal caso il verbale va rilasciato entro dieci (10) giorni di calendario dalla presentazione della domanda, oppure al termine dell'udienza, se è in questa sede che si accerta che la questione non è conciliabile.
In ogni caso, insieme al verbale, sono restituiti i documenti prodotti dagli interessati. I pubblici funzionari abilitati a conciliare conservano copia dei verbali rilasciati, e i conciliatori dei centri di conciliazione devono trasmetterle al centro stesso per l'archiviazione.
Articolo 66. Archiviazione dei verbali. Gli enti pubblici, i centri di conciliazione e i programmi locali di giustizia in equità conservano le copie dei verbali di conciliazione, dei verbali negativi e degli altri documenti rilasciati dai conciliatori, conformemente alla vigente Legge Nazionale sull'Archiviazione, o alla norma che la sostituisca, modifichi o integri.
A tal fine il conciliatore deve consegnare al centro di conciliazione il verbale di conciliazione, i verbali negativi e gli altri documenti entro quattro (4) giorni dall'udienza. I conciliatori in equità devono consegnare tali documenti entro il termine stabilito dal regolamento del rispettivo programma locale.
Paragrafo. I verbali di conciliazione, i verbali negativi e gli altri documenti facenti parte del procedimento conciliativo possono essere conservati mediante mezzi elettronici o magnetici, conformemente all'articolo 16 del Decreto Legge 2106 del 2019.
Paragrafo transitorio. Entro due (2) anni dall'emanazione della presente legge, i comuni o i loro uffici delegati a tal fine adottano le misure necessarie per ricevere l'archivio dei verbali di conciliazione svolti dai conciliatori in equità fino a quella data, conformemente ai parametri stabiliti dalla vigente Legge Generale sull'Archiviazione o dalla norma che li sostituisca, modifichi o integri.
CAPITOLO III. DELLA CONDIZIONE DI PROCEDIBILITÀ
Articolo 67. La conciliazione come condizione di procedibilità. Nelle materie suscettibili di conciliazione, come regola generale, la conciliazione stragiudiziale in diritto costituisce condizione di procedibilità per adire le giurisdizioni che, per norma, la richiedano, salvo che la legge disponga diversamente.
Paragrafo 1. La conciliazione nelle materie di lavoro non costituisce condizione di procedibilità.
Paragrafo 2. La domanda può essere proposta senza previo esaurimento della condizione di procedibilità della conciliazione nei casi in cui l'attore dichiari sotto giuramento di non conoscere il domicilio, il luogo di residenza o il luogo di lavoro del convenuto, o che questi si trovi assente e non se ne conosca il recapito, oppure quando l'attore sia un ente pubblico. Parimenti, quando la pubblica amministrazione impugni un atto amministrativo intervenuto per mezzi illegali o fraudolenti.
Paragrafo 3. In qualunque processo e dinanzi a qualunque giurisdizione, quando si richieda l'adozione di misure cautelari, si può adire direttamente il giudice, senza necessità di esaurire la conciliazione previa come condizione di procedibilità. Ciò, fatto salvo quanto previsto al riguardo per le materie contenzioso-amministrative.
Articolo 68. La conciliazione come condizione di procedibilità in materia civile. La conciliazione come condizione di procedibilità in materia civile è disciplinata da quanto previsto dalla Legge 1564 del 2012 - Codice Generale del Processo, o dalla norma che la modifichi, sostituisca o integri, in base alla quale, se la materia in questione è conciliabile, la conciliazione stragiudiziale in diritto, come condizione di procedibilità, deve essere tentata prima di adire la giurisdizione civile nei processi di cognizione, con eccezione dei procedimenti divisori, di espropriazione, dei procedimenti monitori svolti in qualunque giurisdizione e di quelli in cui si convenga o sia obbligatoria la citazione di soggetti indeterminati.
Parimenti, nella restituzione del bene locato di cui all'articolo 384 e nella cancellazione, sostituzione e rivendicazione di titoli di credito di cui all'articolo 398 della Legge 1564 del 2012, l'attore non è tenuto a richiedere e svolgere l'udienza di conciliazione stragiudiziale come condizione di procedibilità della domanda né del relativo procedimento; in tali casi l'interessato può presentare la domanda direttamente al giudice.
Articolo 69. La conciliazione come condizione di procedibilità in materia di famiglia. La conciliazione stragiudiziale in diritto in materia di famiglia costituisce condizione di procedibilità nelle seguenti materie:
- Controversie sull'affidamento e sul regime di visita di minori e di persone in condizione di disabilità, conformemente alla Legge 1996 del 2019, o alla norma che la modifichi o abroghi.
- Questioni relative alle obbligazioni alimentari.
- Dichiarazione dell'unione di fatto (unión marital de hecho), il suo scioglimento e la liquidazione della comunione patrimoniale.
- Rescissione della divisione nelle successioni e nelle liquidazioni della comunione coniugale o della comunione patrimoniale tra conviventi more uxorio.
- Controversie sulle convenzioni matrimoniali (capitulaciones matrimoniales).
- Controversie tra coniugi sulla direzione congiunta della famiglia e tra genitori sull'esercizio della responsabilità genitoriale (patria potestà).
- Separazione dei beni e separazione personale (separación de cuerpos).
- In tutte le altre materie non espressamente escluse dalla legge.
Articolo 70. Adempimento della condizione di procedibilità. La condizione di procedibilità si considera adempiuta nei seguenti casi:
- Quando si svolge l'udienza di conciliazione senza che si raggiunga l'accordo.
- Quando le parti, o una di esse, non compaiono all'udienza. In tal caso devono essere espressamente indicate le giustificazioni presentate per l'assenza, se ve ne sono.
- Quando, scaduto il termine di tre (3) mesi dalla presentazione della domanda di conciliazione stragiudiziale o della relativa proroga, l'udienza non si sia svolta per qualsiasi causa; in quest'ultimo caso si può adire direttamente la Giurisdizione Ordinaria con la sola presentazione della domanda di conciliazione.
Per i casi indicati ai numeri 1 e 2 del presente articolo, la condizione di procedibilità deve essere comprovata mediante i verbali di cui alla presente legge.
Svoltasi l'udienza senza che si sia raggiunto un accordo conciliativo, totale o parziale, si prescinde dalla conciliazione prevista dall'articolo 37 del Codice Generale del Processo, dall'articolo 180 della Legge 1437 del 2011 e dall'occasione di conciliazione che le norme applicabili prevedano come obbligatoria nel corso del processo. Tuttavia, in qualsiasi fase del processo le parti, di comune accordo, o il Pubblico Ministero, possono chiedere lo svolgimento di un'udienza di conciliazione, oppure il giudice può disporla, conformemente a quanto previsto dall'articolo 131 della presente legge.
Se la conciliazione riguarda l'intera controversia, il processo non ha luogo; se l'accordo è parziale, se ne rilascia il relativo verbale e le parti restano libere di discutere in giudizio soltanto le questioni non conciliate.
Articolo 71. Inammissibilità della domanda giudiziale. Oltre alle cause previste dalla legge, il giudice adito dichiara inammissibile la domanda quando non si comprovi l'esaurimento della conciliazione stragiudiziale come condizione di procedibilità; tale requisito può essere prodotto entro il termine per la regolarizzazione della domanda, a pena di rigetto.
Traduzione inglese
LAW 2220 OF 2022 (30 June) — Official Gazette No. 52,081
Enacting the Conciliation Statute and issuing other provisions.
TITLE I. PURPOSE AND GENERAL PROVISIONS
CHAPTER I. PURPOSE, SCOPE AND PRINCIPLES
Article 1. Purpose. The purpose of this Law is to enact the Conciliation Statute and to create the National Conciliation System.
Article 2. Scope of application. Conciliation shall be governed by the provisions of this Law.
On matters not regulated by this Law, the rules established by the legislation applicable to the subject matter of the conciliation shall be followed.
Article 3. Definition and purposes of conciliation. Conciliation is a conflict-resolution mechanism through which two or more persons manage, by themselves, the resolution of their differences, with the assistance of a neutral and qualified third party called the conciliator, who, in addition to proposing settlement formulas, attests to the agreement reached, which is binding and final for the parties who conciliate.
Conciliation, in its various forms, is a mechanism whose purposes are to facilitate access to justice, create conditions conducive to dialogue and peaceful coexistence, and serve as an instrument for peacebuilding and the strengthening of the social fabric.
In addition to these general purposes, conciliation in administrative litigation matters has as its purpose the safeguarding and protection of public assets and the general interest.
Article 4. Principles. Conciliation shall be governed, among others, by the following principles:
-
Self-composition. It is the parties in conflict themselves who resolve their dispute, disagreements or differences in the exercise of their autonomy of will, assisted by a neutral and impartial third party who promotes and facilitates dialogue and the search for solutions to the conflict and negotiation between them, and who may propose settlement formulas that the parties may or may not accept according to their will. The parties concerned enjoy the power to choose the conciliation centre where the conciliation will take place and to choose the conciliator.
-
Guarantee of access to justice. In the regulation, implementation and operation of conciliation, it shall be guaranteed that all persons, without distinction, have the same opportunities to access this mechanism, without any discrimination on grounds of gender, race, language, political opinion, social condition or sexual orientation, with special attention to rural populations and vulnerable groups (see note on the Spanish text).
-
Expeditiousness. The procedures set out in this Law are built on agile precepts, easy to understand and apply in any context and subject matter, and must therefore be interpreted and applied by the conciliator with due diligence, in furtherance of a self-composed solution to the conflict. The conciliator, the parties, their attorneys or legal representatives, and the conciliation centres shall avoid unjustified dilatory conduct, in order to guarantee effective access to justice.
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Confidentiality. The conciliator, the parties and those attending the hearing shall maintain and guarantee the confidential nature of all matters, documents, discussions and settlement formulas relating to the conciliation, which may not subsequently be used as evidence.
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Informality. Conciliation is free of procedural legal formalities; territorial factors shall not be an obstacle to the conciliator's performance of his or her work.
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Economy. In carrying out conciliation, conciliators shall seek the highest level of quality in their actions and the protection of persons' rights, with austerity and efficiency in the means employed.
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Transience of the function. The transient function begins with appointment as conciliator and ends with the signing of the conciliation record, the certificates provided for by law, or withdrawal.
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Independence of the conciliator. As an administrator of justice within the meaning of Article 116 of the Constitution, the conciliator shall have functional autonomy, that is, shall not be subordinate to the will of any other person.
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Legal certainty. Analysis of the conflict must be based on trustworthy points of reference within the conciliation process, as a means for the alternative and peaceful resolution of the conflict.
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Neutrality and impartiality. As an administrator of justice, the conciliator shall ensure that his or her actions and conduct are honest, loyal, neutral and impartial, both before and during the hearing.
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Presumption of good faith. Good faith shall be presumed in all conciliation proceedings, in accordance with Article 83 of the Political Constitution.
Paragraph 1. Virtual conciliation shall be governed, in addition to the above principles, by the principles of technological neutrality, authenticity, integrity, availability and interoperability, and must comply with the personal data protection provisions of Law 1581 of 2012 and the rules amending or supplementing it.
Paragraph 2. The principles applicable to extrajudicial conciliation in administrative litigation matters shall be interpreted in accordance with the nature of the administrative function referred to in Article 209 of the Political Constitution and the principles of the Administrative and Administrative Litigation Procedure Code.
CHAPTER II. ON CONCILIATION
Article 5. Types. Conciliation may be judicial, if it takes place within a judicial proceeding, or extrajudicial, if it takes place before or outside a judicial proceeding.
Extrajudicial conciliation shall be called "in law" when it is carried out through conciliation centres, before private individuals authorised to conciliate who perform a public function, or before authorities in the exercise of conciliatory functions.
Extrajudicial conciliation shall be called "in equity" when it is carried out before equity conciliators applying principles of community justice within the scope established by law.
Article 6. Forms of carrying out the conciliation process and use of information and communications technologies. The conciliation process may be carried out in person, digitally, electronically, or through a combination of these; for this purpose, the parties must state in the request for conciliation, or once summoned, the form in which they will act and whether they choose the digital, electronic or mixed form, certifying that they have the necessary suitability and technological means, or whether they can access these through municipal authorities, municipal ombudsman's offices (personerías) and other public entities empowered by the Constitution and the law that are able to facilitate access to virtual proceedings at their premises.
(The remainder of this article — not recoverable word for word in this session, see note on the Spanish text — is translated here from a faithful summary of its normative content:) Within one year of the entry into force of this Law, conciliation centres and other authorities with conciliatory functions must adopt the information and communications technologies necessary to provide the service, in accordance with the guidelines issued by the Ministry of Information and Communications Technologies and, in the case of judicial authorities, by the Superior Council of the Judiciary. The technologies employed must guarantee the authenticity, integrity, availability and confidentiality of information, as well as accessibility for persons with disabilities. The conciliation proceeding must be digitised and automated as far as possible, including the submission of the request, case allocation, the formation of case files, notifications, and the digital signing of records. The use of physical means shall be permitted where a party so requires, integrating the relevant documentation into the digital system; conciliation centres must include in their regulations the procedure for the use of virtual means, subject to approval by the Ministry of Justice and Law.
Article 7. Matters that may be conciliated. All matters not prohibited by law may be conciliated, it being a general principle that all matters susceptible to settlement, withdrawal of claims, and rights over which the holder has the capacity to dispose, may be conciliated.
Conciliation does not require the waiver of rights in order to proceed.
In labour and social security matters, conciliation is possible provided the agreement does not affect certain and undisputed rights. In administrative litigation matters, the cases provided for in this Law may be conciliated, provided they do not affect the general interest and the defence of public assets.
Article 8. Free provision of the conciliation service. The conciliation service provided before equity conciliators, public servants empowered to conciliate, conciliation centres of public entities, and university legal clinics, shall be free of charge.
Notaries may charge for their services. Any tariff framework set by the National Government, when it deems it appropriate, shall be mandatory.
Authorised conciliation centres must establish the cases in which they will provide the service free of charge.
Paragraph. Conciliation centres of university legal clinics may not handle cases of a value greater than fifty (50) current monthly legal minimum wages.
Article 9. Extension of free provision to equity conciliation. Since equity conciliation is free of charge, so too shall be the advisory, sponsorship or representation services provided by anyone accompanying or representing the parties, except for costs incurred in the conciliation proceeding, which must be borne by the parties as expenses.
TITLE II. ON THE CONCILIATION PROCEDURE
CHAPTER I. ON THE PROCEDURE IN PRIVATE MATTERS
Article 50. Commencement of proceedings. Extrajudicial conciliation begins with the request of the interested party, who must attend the hearings held within the conciliation proceeding.
Any interested person may request a conciliation hearing verbally or in writing, individually or jointly, in physical or electronic form, in accordance with the regulations of the entity, the conciliation centre or the Local Programme of Justice in Equity.
In extrajudicial conciliation in law, the interested party may submit the request for conciliation personally or through a lawyer with express authority to conciliate. The power of attorney may be submitted physically or electronically, in accordance with the General Code of Procedure.
Requests for extrajudicial conciliation submitted by virtual means shall not require the digital signature defined by Law 527 of 1999, and in such cases the identification provided by the applicant shall suffice, without prejudice to the provisions of Article 6 of this Law.
Paragraph 1. A request for conciliation may be submitted on behalf of a person from whom no power of attorney has been obtained, in the circumstances and under the conditions provided for in the General Code of Procedure for the officious agent, and no bond shall be required. If the interested party does not ratify the request within ten (10) days following its filing, it shall be deemed not to have been submitted.
Article 51. Request for extrajudicial conciliation before a labour judge. Persons interested in conciliating disputes falling within labour jurisdiction may submit a request for conciliation, stating the reasons, before the labour judge, in accordance with the rules of territorial jurisdiction established in the Labour and Social Security Procedure Code, regardless of the amount in dispute.
The request for extrajudicial conciliation before a labour judge shall be distributed through the case allocation system and, once received, a date and time for the hearing shall be set within ten (10) days of its receipt.
Attendance of the interested parties at the conciliation hearing is the responsibility of the party requesting it, who must therefore carry out the necessary notification steps.
Article 52. Content of the request for conciliation. The request for extrajudicial conciliation in law must contain the following elements:
- Indication of the conciliator or the conciliation centre to which it is addressed.
- Identification of the parties and their representatives, if applicable.
- Description of the facts.
- Claims of the requesting party.
- Reasoned estimate of the amount in dispute.
- List of the evidence submitted, in the case of conciliation in law.
- Indication of the parties' e-mail address at which communications will be sent, or identification of the means considered most expeditious and effective for that purpose.
- Signature of the applicant(s) or of his, her or their attorney, as applicable.
In the case of requests sent by e-mail, the signature requirement shall be deemed fulfilled in accordance with Article 7 of Law 527 of 1999.
Article 53. Receipt and correction of the request. Upon receiving the request, the conciliator shall review whether it contains sufficient information to proceed with summoning the party or parties convened. In extrajudicial conciliation in law, the conciliator shall verify compliance with all the requirements set out in the preceding article.
Under no circumstances may the request be rejected outright for lack of any of the stated requirements; the conciliator shall inform the interested party of the missing requirements so that they may be completed.
If the applicant fails to do so within five (5) days of the request, the application shall be deemed not to have been submitted.
Article 54. Certificate of non-conciliable matter. When a request for extrajudicial conciliation is submitted and the matter is not conciliable because it is prohibited by law, the conciliator shall issue the corresponding certificate within ten (10) days of the submission of the request.
If, during the hearing, it is found that conciliation is not appropriate, the corresponding certificate shall be issued and the documents submitted shall be returned.
Article 55. Summons. If, in accordance with the law, the matter is conciliable, the conciliator shall summon the parties to the conciliation hearing by the means considered most expeditious and effective, briefly indicating the purpose of the conciliation.
The summons to the hearing may be issued by virtual means, in accordance with the regulations of the entity providing the service.
In the case of extrajudicial conciliation in law, within ten (10) days of receipt of the request or of its correction, if applicable, the conciliator shall set a date and time for holding the conciliation hearing, which must take place within thirty (30) days of the date of admission of the request.
Where the hearing is to be held by videoconference, teleconference or any other technical means, this shall be stated in the summons and, if required by any of the interested parties, the conciliator or the conciliation centre must provide the corresponding technological means.
The e-mail address for all necessary communications within the proceeding must correspond to that recorded in the commercial register, or that agreed by the parties in the relevant contract or legal transaction, where applicable, or that stated by the party in the request for conciliation.
Article 56. Suspension of the limitation or time-bar period. The submission of the request for extrajudicial conciliation in law suspends the limitation or time-bar period, as the case may be, until the conciliation record is signed, the certificates provided for in this Law are issued, or the three (3) month period, or the extension referred to in Article 60 of this Law, expires — whichever occurs first.
This suspension shall operate only once and may not be extended further.
Article 57. Appointment of the conciliator. The person acting as conciliator, drawn from the relevant list, may be appointed:
- By mutual agreement between the parties.
- At the request of the requesting party.
- By appointment made by the conciliation centre from the list it has drawn up for that purpose.
- By appointment made by the relevant entity.
- By judicial order, in the case provided for in Article 131 of this Law, following the procedure set out in Chapter II of Title V of this Law.
Paragraph 1. If the request is submitted before a public servant authorised to conciliate, the appointment shall be made in accordance with the rules established by the institution to which he or she belongs.
Article 58. Attendance and representation at the conciliation hearing. The parties must attend the conciliation hearing, and may do so accompanied by their attorneys where they consider it appropriate.
Where a party's domicile is not in the municipality where the hearing is held, or is outside the national territory, or there are circumstances of an unforeseeable event or force majeure, it may be requested that the hearing be held with the sole appearance of an attorney duly empowered to conciliate.
Paragraph. In circumstances where the attorney's presence is permitted without the party's attendance, the attorney must submit the corresponding power of attorney to be recognised as such. If the party is a legal entity, representation shall be through a judicial attorney appointed as such by means of the corresponding general power of attorney.
Article 59. Non-attendance at the hearing. Where any of the circumstances contemplated in the preceding article prevents a party from attending the hearing, this must be reported within three (3) days of the date on which the hearing was to have been held.
If the parties, or one of them, fail to attend the conciliation hearing to which they were summoned and do not justify their non-attendance within the terms indicated in the preceding paragraph, provided that conciliation constitutes a procedural requirement, their conduct may be regarded as serious circumstantial evidence against their claims or defences on the merits in any subsequent judicial proceeding concerning the same facts.
In this case, moreover, provided that conciliation constitutes a procedural requirement, the judge shall impose on the party that failed to justify its non-attendance at the hearing a fine of up to two (2) current monthly legal minimum wages.
Article 60. Time limit for holding the conciliation hearing. The conciliation hearing must be attempted in the shortest possible time and may be suspended and resumed as many times as necessary at the joint request of the parties.
In any event, extrajudicial conciliation in law must take place within three (3) months of the submission of the request. The parties may, by mutual agreement, extend this period by up to a further three (3) months.
Article 61. Conduct of the extrajudicial conciliation hearing. With the presence of the parties and/or their attorneys, as applicable, and other persons summoned, on the day and at the time set for the conciliation hearing, it shall be conducted under the guidance of the conciliator, who shall lead the proceeding as follows:
At the conciliation hearing, the parties must clearly state the facts alleged and the claims based on them, in order to facilitate reaching an agreement. If the interested parties do not propose settlement formulas, the conciliator may propose those he or she considers appropriate for resolving the dispute.
Once agreement is reached, a conciliation record shall be drawn up in accordance with this Law. The record shall be signed, in accordance with Law 527 of 1999, by those who took part in the proceeding and by the conciliator.
If agreement cannot be reached, the conciliator shall immediately issue the certificate of no agreement provided for in this Law.
Paragraph. The conciliator shall request the National or Sectional Commission on Judicial Discipline, as applicable, to investigate any attorney who may have committed, during the conciliation proceeding, any of the disciplinary offences established in Law 1123 of 2007, or the rule amending, replacing or supplementing it.
Article 62. Evidence. In conciliation in law, evidence may be submitted together with the request for conciliation, taking into account the requirements set out in Articles 243 et seq. of the General Code of Procedure or the rules replacing, adding to, or supplementing them.
Evidence submitted shall be treated as support for any settlement formulas presented at the conciliation hearing.
However, failure to submit evidence during the conciliation proceeding shall not prevent it from being submitted subsequently in the judicial proceeding.
Article 63. Suspension of the conciliation hearing. The conciliation hearing may be suspended at the express request of both parties, or when the conciliator finds grounds indicating the existence, or lack, of a genuine intention to conciliate.
CHAPTER II. ON THE CONCILIATION RECORD
Article 64. Conciliation record. The conciliation record containing the agreement shall have the force of an enforceable instrument and the effect of res judicata.
If drawn up in writing, the conciliation record shall take legal effect from the signature of the parties and the conciliator; if it is recorded by any other means, it shall take effect from the express acceptance of the parties.
The conciliation record must contain at least the following:
- Place, date and time of the conciliation hearing.
- Name and identification of the conciliator.
- Identification of the persons summoned, expressly indicating those who attended the hearing.
- Brief account of the facts giving rise to the conciliation.
- Brief account of the claims giving rise to the conciliation.
- The agreement reached by the parties, indicating the amount involved, where applicable, and the manner, time and place of performance of the obligations agreed upon.
- If the agreement is partial, this shall be recorded, specifying the points that were settled and those that were not.
- Express acceptance of the agreement by the parties, by any mechanism, whether written, oral or virtual, in accordance with applicable regulations. Where the agreement was reached at a hearing held by virtual means, the signing of the conciliation record shall be subject to Article 7 of Law 527 of 1999, or the rule amending, replacing or supplementing it.
- Signature of the conciliator.
Paragraph 1. The parties may request a copy of the conciliation record, which shall have the same evidentiary value.
Paragraph 2. Conciliation records and their content need not be formalised in a public deed, unless the parties expressly so provide.
Article 65. Certificates. The conciliator shall issue to the interested party a certificate stating the date of submission of the request and the date on which the hearing was, or was to have been, held, and briefly stating the matter subject to conciliation, in the following cases:
- When the parties, or one of them, fail to attend the hearing. In this case, the justification for non-attendance, if any, must be stated, and must be submitted no later than three (3) days after the date on which the hearing was to have been held.
- When the conciliation hearing is held without an agreement being reached; the certificate shall be delivered at the end of the hearing.
- When a request for a conciliation hearing is submitted and the matter is not conciliable or does not fall within the conciliator's jurisdiction under the law. In this case, the certificate must be issued within ten (10) calendar days of the submission of the request, or upon conclusion of the hearing, if it is at the hearing that it is determined that the matter is not conciliable.
In any event, the documents submitted by the interested parties shall be returned together with the certificate. Public servants empowered to conciliate shall keep copies of the certificates they issue, and conciliators of conciliation centres must forward them to the centre for filing.
Article 66. Filing of records and certificates. Public entities, conciliation centres and local justice-in-equity programmes shall keep copies of the records, certificates and other documents issued by conciliators, in accordance with the National Archives Law in force, or the rule replacing, amending or supplementing it.
For this purpose, the conciliator must deliver the conciliation record, certificates and other documents to the conciliation centre within four (4) days of the hearing. Equity conciliators must deliver these documents within the period established in the regulations of the relevant local programme.
Paragraph. Records, certificates and other documents forming part of the conciliation proceeding may be kept by electronic or magnetic means, in accordance with Article 16 of Decree-Law 2106 of 2019.
Transitional paragraph. Within two (2) years of the enactment of this Law, municipal authorities, or the offices delegated for this purpose, shall make the necessary arrangements to receive the archive of conciliation records made by equity conciliators up to that date, in accordance with the parameters established in the General Archives Law in force, or the rule replacing, amending or supplementing it.
CHAPTER III. ON THE PROCEDURAL REQUIREMENT
Article 67. Conciliation as a procedural requirement. In matters susceptible to conciliation, it shall be a general rule that extrajudicial conciliation in law is a procedural requirement for bringing proceedings before the jurisdictions that so require by rule, except where the law provides otherwise.
Paragraph 1. Conciliation in labour matters does not constitute a procedural requirement.
Paragraph 2. A claim may be filed without having exhausted the conciliation procedural requirement in cases where the claimant declares under oath that he or she does not know the domicile, place of residence or place of work of the defendant, or that the defendant is absent and his or her whereabouts are unknown, or where the claimant is a public entity. Likewise, where the administration challenges an administrative act that came about through illegal or fraudulent means.
Paragraph 3. In any proceeding and before any jurisdiction, when the granting of precautionary measures is sought, application may be made directly to the judge without the need to exhaust pre-trial conciliation as a procedural requirement. This is without prejudice to the provisions applicable in this respect to administrative litigation matters.
Article 68. Conciliation as a procedural requirement in civil matters. Conciliation as a procedural requirement in civil matters shall be governed by Law 1564 of 2012 — General Code of Procedure, or the rule amending, replacing or supplementing it, under which, if the matter concerned is conciliable, extrajudicial conciliation in law, as a procedural requirement, must be attempted before resorting to the civil jurisdiction in declaratory proceedings, with the exception of partition proceedings, expropriation proceedings, monitory proceedings brought in any jurisdiction, and those in which unidentified parties are, or must be, summoned.
Likewise, in the restitution of leased property under Article 384, and in the cancellation, replacement and recovery of negotiable instruments under Article 398 of Law 1564 of 2012, the claimant shall not be required to request and conduct the extrajudicial conciliation hearing as a procedural requirement for the claim or the corresponding proceeding; in such cases, the interested party may bring the claim directly before the judge.
Article 69. Conciliation as a procedural requirement in family matters. Extrajudicial conciliation in law in family matters shall be a procedural requirement in the following matters:
- Disputes concerning custody and visitation arrangements for minors and persons with disabilities, in accordance with Law 1996 of 2019, or the rule amending or repealing it.
- Matters relating to maintenance (alimony) obligations.
- Declaration of a de facto marital union (unión marital de hecho), its dissolution and the liquidation of the resulting patrimonial partnership.
- Rescission of the partition in successions and in the liquidation of the marital community property or the patrimonial partnership between permanent partners.
- Disputes concerning marriage settlements (capitulaciones matrimoniales).
- Disputes between spouses concerning the joint management of the household, and between parents concerning the exercise of parental authority.
- Separation of property and legal separation.
- All matters not expressly excepted by law.
Article 70. Fulfilment of the procedural requirement. The procedural requirement shall be deemed fulfilled in the following cases:
- When the conciliation hearing is held without an agreement being reached.
- When the parties, or one of them, fail to attend the hearing. In this case, any excuses given for non-attendance must be expressly stated.
- When, upon expiry of the three (3) month period from the submission of the request for extrajudicial conciliation, or its extension, the hearing has not been held for any reason; in this last case, the Ordinary Jurisdiction may be resorted to directly upon mere submission of the request for conciliation.
For the cases indicated in items 1 and 2 of this article, the procedural requirement must be proven by means of the certificates referred to in this Law.
Once the hearing has been held without a total or partial conciliation agreement being reached, the conciliation provided for in Article 37 of the General Code of Procedure, Article 180 of Law 1437 of 2011, and any conciliation opportunity that applicable rules provide for as mandatory in the course of the proceeding, shall be dispensed with. However, at any stage of the proceeding, the parties, by mutual agreement, or the Public Prosecutor's Office (Ministerio Público), may request that a conciliation hearing be held, or the judge may resort to one, in accordance with Article 131 of this Law.
If the conciliation covers the entirety of the dispute, there shall be no grounds for the corresponding proceeding; if the agreement is partial, a certificate to that effect shall be issued and the parties shall remain free to litigate only the differences not conciliated.
Article 71. Inadmissibility of the judicial claim. In addition to the grounds established by law, the judge hearing the case shall declare the claim inadmissible where it is not proven that extrajudicial conciliation was exhausted as a procedural requirement; this requirement may be submitted within the period allowed for correcting the claim, on pain of dismissal.
Traduzione francese
LOI 2220 DE 2022 (30 juin) — Journal officiel n° 52 081
Portant adoption du Statut de la Conciliation et édiction d'autres dispositions.
TITRE I. OBJET ET DISPOSITIONS GÉNÉRALES
CHAPITRE I. OBJET, CHAMP D'APPLICATION ET PRINCIPES
Article 1. Objet. La présente loi a pour objet d'adopter le Statut de la Conciliation et de créer le Système National de Conciliation.
Article 2. Champ d'application. La conciliation est régie par les dispositions de la présente loi.
Pour les aspects non réglementés par la présente loi, sont appliquées les règles établies par la réglementation relative à la matière ou à la question objet de la conciliation.
Article 3. Définition et finalités de la conciliation. La conciliation est un mécanisme de résolution des conflits par lequel deux ou plusieurs personnes règlent elles-mêmes leurs différends, avec l'aide d'un tiers neutre et qualifié dénommé conciliateur, qui, outre le fait de proposer des formules d'accord, atteste de la décision d'accord, laquelle est obligatoire et définitive pour les parties qui concilient.
La conciliation, dans ses diverses modalités, est une institution dont les finalités sont de faciliter l'accès à la justice, de créer des conditions propices au dialogue et à la coexistence pacifique, et de servir d'instrument à la construction de la paix et du tissu social.
Outre ces finalités générales, la conciliation en matière contentieuse administrative a pour finalité la sauvegarde et la protection du patrimoine public et de l'intérêt général.
Article 4. Principes. La conciliation est régie, entre autres, par les principes suivants:
-
Autocomposition. Ce sont les parties en conflit elles-mêmes qui résolvent leur différend, leurs désaccords ou leurs divergences, dans l'exercice de l'autonomie de la volonté, assistées d'un tiers neutre et impartial qui favorise et facilite le dialogue et la recherche de solutions au conflit ainsi que la négociation entre elles, et qui peut proposer des formules de solution que les parties peuvent accepter ou non selon leur volonté. Les intéressés jouissent de la faculté de choisir le centre de conciliation où se déroulera la conciliation et de choisir le conciliateur.
-
Garantie d'accès à la justice. Dans la réglementation, la mise en œuvre et le fonctionnement de la conciliation, il est garanti que toutes les personnes, sans distinction, aient les mêmes possibilités d'accéder à ce mécanisme, sans aucune discrimination fondée sur le genre, la race, la langue, l'opinion politique, la condition sociale ou l'orientation sexuelle, avec une attention particulière portée aux populations rurales et aux groupes vulnérables (cf. note sur le texte espagnol).
-
Célérité. Les procédures définies par la présente loi reposent sur des préceptes souples, faciles à comprendre et à appliquer dans tout contexte et toute matière; elles doivent en conséquence être interprétées et appliquées par le conciliateur avec la diligence requise, en vue de la solution auto-composée du conflit. Le conciliateur, les parties, leurs mandataires ou représentants légaux, ainsi que les centres de conciliation, évitent les actes dilatoires injustifiés, afin de garantir l'accès effectif à la justice.
-
Confidentialité. Le conciliateur, les parties et toute personne assistant à l'audience maintiennent et garantissent le caractère confidentiel de toutes les questions, documents, discussions et formules d'accord relatifs à la conciliation, qui ne pourront être utilisés ultérieurement comme preuve.
-
Informalité. La conciliation est dépourvue de formalités juridico-procédurales; le facteur territorial ne constitue pas un obstacle à l'exercice de la fonction du conciliateur.
-
Économie. Dans l'exercice de la conciliation, les conciliateurs recherchent le plus haut niveau de qualité dans leurs actions et la protection des droits des personnes, avec sobriété et efficacité dans les moyens employés.
-
Caractère transitoire de la fonction. La fonction transitoire commence par la désignation en tant que conciliateur et cesse par la signature du procès-verbal de conciliation, par les attestations prévues par la loi, ou par le désistement.
-
Indépendance du conciliateur. En tant qu'administrateur de justice au sens de l'article 116 de la Constitution, le conciliateur jouit d'une autonomie fonctionnelle, c'est-à-dire qu'il n'est subordonné à la volonté d'aucune autre personne.
-
Sécurité juridique. L'analyse du conflit doit s'appuyer sur des repères de confiance dans le processus de conciliation, en tant que moyen de résolution alternative et pacifique du conflit.
-
Neutralité et impartialité. En tant qu'administrateur de justice, le conciliateur garantit que son action et sa conduite sont honnêtes, loyales, neutres et impartiales, avant et pendant l'audience.
-
Présomption de bonne foi. La bonne foi est présumée dans tous les actes de la conciliation, conformément à l'article 83 de la Charte politique.
Paragraphe 1. La conciliation virtuelle est régie, outre les principes précédents, par les principes de neutralité technologique, d'authenticité, d'intégrité, de disponibilité et d'interopérabilité, et doit respecter les dispositions relatives à la protection des données personnelles prévues par la loi 1581 de 2012 et les normes qui la modifient ou la complètent.
Paragraphe 2. Les principes en matière de conciliation extrajudiciaire contentieuse administrative s'interprètent conformément à la nature de la fonction administrative visée à l'article 209 de la Constitution politique et aux principes du Code de procédure administrative et du contentieux administratif.
CHAPITRE II. DE LA CONCILIATION
Article 5. Catégories. La conciliation peut être judiciaire, si elle est réalisée dans le cadre d'une procédure judiciaire, ou extrajudiciaire, si elle est réalisée avant ou en dehors d'une procédure judiciaire.
La conciliation extrajudiciaire est dite « en droit » lorsqu'elle est réalisée par l'intermédiaire de centres de conciliation, devant des particuliers autorisés à concilier exerçant une fonction publique, ou devant des autorités dans l'exercice de fonctions conciliatoires.
La conciliation extrajudiciaire est dite « en équité » lorsqu'elle est réalisée devant des conciliateurs en équité appliquant des principes de justice communautaire dans le cadre établi par la loi.
Article 6. Modalités de déroulement du processus de conciliation et usage des technologies de l'information et de la communication. Le processus de conciliation peut se dérouler en présentiel, sous forme numérique ou électronique, ou de manière mixte; à cette fin, les parties doivent indiquer, dans la demande de conciliation ou une fois citées, la forme dans laquelle elles agiront et si elles optent pour la forme numérique, électronique ou mixte, en certifiant qu'elles disposent des aptitudes et des moyens technologiques nécessaires, ou qu'elles peuvent y accéder par l'intermédiaire des mairies, des bureaux du ministère public municipal (personerías) et d'autres entités publiques habilitées par la Constitution et la loi, en mesure de faciliter dans leurs locaux l'accès aux actes virtuels.
(Le reste de cet article — non récupérable mot pour mot au cours de cette session, cf. note sur le texte espagnol — est ici traduit à partir d'un résumé fidèle de son contenu normatif:) Dans l'année suivant l'entrée en vigueur de la présente loi, les centres de conciliation et les autres autorités exerçant des fonctions conciliatoires doivent adopter les technologies de l'information et de la communication nécessaires à la prestation du service, conformément aux lignes directrices établies à cet effet par le ministère des Technologies de l'Information et de la Communication et, s'agissant des autorités judiciaires, par le Conseil supérieur de la magistrature. Les technologies employées doivent garantir l'authenticité, l'intégrité, la disponibilité et la confidentialité de l'information, ainsi que l'accessibilité pour les personnes en situation de handicap. La procédure conciliatoire doit être numérisée et automatisée dans la mesure du possible, y compris le dépôt de la demande, la répartition, la constitution des dossiers, les notifications et la signature numérique des procès-verbaux. L'usage de moyens physiques est autorisé lorsqu'une des parties le requiert, la documentation correspondante étant alors intégrée au système numérique; les centres de conciliation doivent inclure dans leurs règlements la procédure d'utilisation des moyens virtuels, laquelle est soumise à l'approbation du ministère de la Justice et du Droit.
Article 7. Questions pouvant faire l'objet d'une conciliation. Peuvent faire l'objet d'une conciliation toutes les questions non interdites par la loi, le principe général étant que peuvent être conciliées toutes les matières susceptibles de transaction, de désistement, ainsi que les droits dont le titulaire a la capacité de disposer.
La conciliation ne suppose pas nécessairement la renonciation à des droits.
En matière de travail et de sécurité sociale, la conciliation est possible si l'accord ne porte pas atteinte à des droits certains et incontestables. En matière contentieuse administrative, peuvent faire l'objet d'une conciliation les cas prévus par la présente loi, à condition qu'ils ne portent pas atteinte à l'intérêt général et à la défense du patrimoine public.
Article 8. Gratuité de la prestation du service de conciliation. La prestation du service de conciliation assurée devant les conciliateurs en équité, les agents publics habilités à concilier, les centres de conciliation des entités publiques et des cliniques juridiques universitaires, est gratuite.
Les notaires peuvent facturer leurs services. Le cadre tarifaire fixé par le Gouvernement national, lorsqu'il le juge opportun, est obligatoire.
Les centres de conciliation autorisés doivent établir les cas dans lesquels ils fourniront le service à titre gratuit.
Paragraphe. Les centres de conciliation des cliniques juridiques universitaires ne peuvent traiter des affaires d'une valeur supérieure à cinquante (50) salaires minimaux légaux mensuels en vigueur.
Article 9. Extension de la gratuité à la conciliation en équité. La conciliation en équité étant gratuite, le sont également les services de conseil, de patronage ou d'accompagnement de la personne qui assiste ou représente les parties, à l'exception des frais occasionnés par la procédure de conciliation, qui doivent être supportés par les parties à titre de dépenses.
TITRE II. DE LA PROCÉDURE DE CONCILIATION
CHAPITRE I. DE LA PROCÉDURE EN MATIÈRE D'AFFAIRES PRIVÉES
Article 50. Ouverture de la procédure. La conciliation extrajudiciaire s'ouvre par la demande de la partie intéressée, qui doit assister aux audiences se déroulant dans le cadre de la procédure de conciliation.
Toute personne intéressée peut demander une audience de conciliation par voie verbale ou écrite, individuellement ou conjointement, sous forme physique ou électronique, conformément au règlement de l'entité, du centre de conciliation ou du Programme local de justice en équité.
Dans la conciliation extrajudiciaire en droit, la partie intéressée peut présenter la demande de conciliation personnellement ou par l'intermédiaire d'un avocat muni d'un pouvoir exprès pour concilier. Le pouvoir peut être produit sous forme physique ou électronique, conformément au Code général de procédure.
Les demandes de conciliation extrajudiciaire présentées par voie électronique ne nécessitent pas la signature numérique définie par la loi 527 de 1999; dans ce cas, l'identification fournie par le demandeur suffit, sans préjudice de l'article 6 de la présente loi.
Paragraphe 1. Une demande de conciliation peut être présentée au nom d'une personne dont on ne détient pas le pouvoir, dans les cas et conditions prévus par le Code général de procédure pour l'agent officieux (gestion d'affaires), sans qu'il soit nécessaire de constituer une caution. Si l'intéressé ne ratifie pas la demande dans les dix (10) jours suivant son dépôt, celle-ci est réputée non présentée.
Article 51. De la demande de conciliation extrajudiciaire devant le juge du travail. Les personnes ayant intérêt à concilier des différends relevant de la compétence de la juridiction du travail peuvent présenter une demande de conciliation, en en indiquant les motifs, devant le juge du travail, conformément aux règles de compétence territoriale établies par le Code de procédure du travail et de la sécurité sociale, sans considération de la valeur du litige.
La demande de conciliation extrajudiciaire devant le juge du travail est répartie par le système d'attribution des affaires et, une fois reçue, une date et une heure sont fixées pour l'audience dans les dix (10) jours suivant sa réception.
La comparution des intéressés à l'audience de conciliation relève de la responsabilité du demandeur, qui doit à cet effet accomplir les diligences de notification nécessaires.
Article 52. Contenu de la demande de conciliation. La demande de conciliation extrajudiciaire en droit doit contenir les éléments suivants:
- Indication du conciliateur ou du centre de conciliation auquel elle est adressée.
- Identification des parties et de leurs représentants, le cas échéant.
- Description des faits.
- Prétentions du demandeur.
- Estimation motivée de la valeur du litige.
- Liste des preuves jointes, lorsqu'il s'agit d'une conciliation en droit.
- Indication de l'adresse électronique des parties à laquelle seront adressées les communications, ou identification du moyen jugé le plus rapide et le plus efficace à cet effet.
- Signature du ou des demandeurs, ou de leur mandataire, selon le cas.
Dans le cas de demandes envoyées par courrier électronique, l'exigence de signature est réputée satisfaite conformément à l'article 7 de la loi 527 de 1999.
Article 53. Réception et régularisation de la demande. Dès réception de la demande, le conciliateur vérifie si elle contient les informations suffisantes pour procéder à la citation de la ou des parties convoquées. Dans la conciliation extrajudiciaire en droit, le conciliateur vérifie le respect de toutes les exigences énoncées à l'article précédent.
La demande ne peut en aucun cas être rejetée d'emblée pour absence de l'une des exigences mentionnées; le conciliateur informe l'intéressé des éléments manquants afin qu'il les complète.
Si le demandeur ne s'exécute pas dans les cinq (5) jours suivant la mise en demeure, la demande est réputée non présentée.
Article 54. Attestation de question non conciliable. Lorsqu'une demande de conciliation extrajudiciaire est présentée et que la question en cause n'est pas conciliable parce qu'interdite par la loi, le conciliateur délivre l'attestation correspondante dans les dix (10) jours suivant la présentation de la demande.
Si, au cours de l'audience, il apparaît que la conciliation n'est pas procédante, l'attestation correspondante est délivrée et les documents produits sont restitués.
Article 55. Citation. Si, conformément à la loi, la question est conciliable, le conciliateur cite les parties à l'audience de conciliation par le moyen qu'il juge le plus rapide et le plus efficace, en indiquant sommairement l'objet de la conciliation.
La citation à l'audience peut être effectuée par voie électronique, conformément au règlement de l'entité prestataire du service.
S'agissant d'une conciliation extrajudiciaire en droit, dans les dix (10) jours suivant la réception de la demande ou de sa régularisation, le cas échéant, le conciliateur fixe la date et l'heure de l'audience de conciliation, laquelle doit se tenir dans les trente (30) jours suivant la date d'admission de la demande.
Lorsqu'il est prévu que l'audience se déroule par vidéoconférence, téléconférence ou tout autre moyen technique, cela est indiqué dans l'acte de citation et, si l'un des intéressés en fait la demande, le conciliateur ou le centre de conciliation doit fournir les moyens technologiques correspondants.
L'adresse électronique pour toutes les communications nécessaires dans le cadre de la procédure doit correspondre à celle déclarée au registre du commerce, ou à celle convenue par les parties dans le contrat ou l'acte juridique concerné, le cas échéant, ou à celle indiquée par la partie dans la demande de conciliation.
Article 56. Suspension du délai de prescription ou de forclusion. La présentation de la demande de conciliation extrajudiciaire en droit suspend le délai de prescription ou de forclusion, selon le cas, jusqu'à la signature du procès-verbal de conciliation, la délivrance des attestations prévues par la présente loi, ou l'expiration du délai de trois (3) mois, ou de la prorogation visée à l'article 60 de la présente loi, selon l'événement qui survient en premier.
Cette suspension n'opère qu'une seule fois et n'est pas susceptible de prorogation.
Article 57. Désignation du conciliateur. La désignation de la personne qui agira en qualité de conciliateur, choisie sur la liste correspondante, peut se faire:
- D'un commun accord entre les parties.
- À la demande de la partie requérante.
- Par la désignation opérée par le centre de conciliation à partir de la liste qu'il a constituée à cet effet.
- Par la désignation opérée par l'entité compétente.
- Par ordonnance judiciaire, dans le cas prévu à l'article 131 de la présente loi, selon la procédure prévue au chapitre II du titre V de la présente loi.
Paragraphe 1. Si la demande est présentée devant un agent public habilité à concilier, la désignation s'effectue conformément aux règles établies par l'institution à laquelle il appartient.
Article 58. Comparution et représentation à l'audience de conciliation. Les parties doivent comparaître à l'audience de conciliation et peuvent le faire assistées de leurs mandataires, si elles le jugent opportun.
Lorsque le domicile de l'une des parties n'est pas situé dans la commune où se déroule l'audience, se trouve en dehors du territoire national, ou en cas de circonstances de cas fortuit ou de force majeure, il peut être demandé au conciliateur que l'audience se tienne avec la seule comparution du mandataire dûment habilité à concilier.
Paragraphe. Dans les cas où la présence du mandataire est admise sans celle de la partie, celui-ci doit produire le pouvoir correspondant pour être reconnu comme tel. S'il s'agit d'une personne morale, la représentation s'exerce par l'intermédiaire d'un mandataire judiciaire constitué comme tel au moyen du pouvoir général correspondant.
Article 59. Non-comparution à l'audience. Lorsque l'une des circonstances visées à l'article précédent empêche une partie de se présenter à l'audience, celle-ci doit en informer dans les trois (3) jours suivant la date à laquelle l'audience devait se tenir.
Si les parties, ou l'une d'elles, ne comparaissent pas à l'audience de conciliation à laquelle elles ont été citées et ne justifient pas leur absence dans les conditions indiquées à l'alinéa précédent, dès lors que la conciliation constitue une condition de recevabilité, leur comportement peut être considéré comme un indice grave contre leurs prétentions ou leurs moyens de défense au fond dans une éventuelle procédure judiciaire portant sur les mêmes faits.
Dans ce cas, en outre, dès lors que la conciliation constitue une condition de recevabilité, le juge inflige à la partie n'ayant pas justifié son absence à l'audience une amende pouvant aller jusqu'à deux (2) salaires minimaux légaux mensuels en vigueur.
Article 60. Délai pour tenir l'audience de conciliation. L'audience de conciliation doit être tentée dans les meilleurs délais et peut être suspendue et reprise autant de fois que nécessaire, à la demande conjointe des parties.
En tout état de cause, la conciliation extrajudiciaire en droit doit avoir lieu dans les trois (3) mois suivant la présentation de la demande. Les parties peuvent, d'un commun accord, proroger ce délai de trois (3) mois supplémentaires au maximum.
Article 61. Déroulement de l'audience de conciliation extrajudiciaire. En présence des parties et/ou de leurs mandataires, selon le cas, et des autres personnes convoquées, le jour et à l'heure fixés pour la tenue de l'audience de conciliation, celle-ci se déroule sous la direction du conciliateur, qui conduit la procédure de la manière suivante:
Lors de l'audience de conciliation, les parties doivent exposer clairement les faits allégués et les prétentions qui s'y fondent, afin de faciliter la conclusion de l'accord. Si les intéressés ne proposent pas de formules d'accord, le conciliateur peut proposer celles qu'il juge appropriées pour résoudre le litige.
Une fois l'accord obtenu, un procès-verbal de conciliation est dressé, conformément à la présente loi. Le procès-verbal est signé, dans les conditions prévues par la loi 527 de 1999, par les personnes ayant participé à l'acte et par le conciliateur.
Si l'accord ne peut être conclu, le conciliateur délivre immédiatement l'attestation de non-accord prévue par la présente loi.
Paragraphe. Le conciliateur demande à la Commission nationale ou sectionnelle de discipline judiciaire, selon le cas, d'ouvrir une enquête à l'encontre de l'avocat qui aurait pu commettre, au cours de la procédure de conciliation, l'une des fautes disciplinaires établies par la loi 1123 de 2007, ou par la norme qui la modifie, la remplace ou la complète.
Article 62. Preuves. Dans la conciliation en droit, les preuves peuvent être produites avec la demande de conciliation, compte tenu des exigences prévues aux articles 243 et suivants du Code général de procédure ou des normes qui les remplacent, les complètent ou y ajoutent.
Les preuves produites servent d'appui aux éventuelles formules d'accord présentées lors de l'audience de conciliation.
Toutefois, le fait de ne pas les avoir produites au cours de la procédure de conciliation n'empêche pas qu'elles soient produites ultérieurement dans la procédure judiciaire.
Article 63. Suspension de l'audience de conciliation. L'audience de conciliation peut être suspendue à la demande expresse des deux parties, ou lorsque le conciliateur constate des éléments relatifs à l'existence — ou à l'absence — d'une volonté de concilier.
CHAPITRE II. DU PROCÈS-VERBAL DE CONCILIATION
Article 64. Procès-verbal de conciliation. Le procès-verbal de conciliation contenant l'accord vaut titre exécutoire et a l'autorité de la chose jugée.
S'il est établi par écrit, le procès-verbal de conciliation produit ses effets juridiques à compter de la signature des parties et du conciliateur; s'il est constaté par tout autre moyen, à compter de l'acceptation expresse des parties.
Le procès-verbal de conciliation doit contenir au moins les mentions suivantes:
- Lieu, date et heure de l'audience de conciliation.
- Nom et identification du conciliateur.
- Identification des personnes citées, avec mention expresse de celles ayant assisté à l'audience.
- Exposé sommaire des faits ayant motivé la conciliation.
- Exposé sommaire des prétentions ayant motivé la conciliation.
- L'accord conclu par les parties, avec indication du montant, le cas échéant, ainsi que des modalités, du délai et du lieu d'exécution des obligations convenues.
- Si l'accord est partiel, il en est fait mention, en précisant les points ayant fait l'objet d'un accord et ceux n'ayant pas été conciliés.
- Acceptation expresse de l'accord par les parties, par tout mécanisme, écrit, oral ou virtuel, conformément à la réglementation en vigueur. Lorsque l'accord a été obtenu lors d'une audience tenue par voie électronique, la signature du procès-verbal de conciliation est soumise à l'article 7 de la loi 527 de 1999, ou à la norme qui la modifie, la remplace ou la complète.
- Signature du conciliateur.
Paragraphe 1. Les parties peuvent demander une copie du procès-verbal de conciliation, laquelle a la même valeur probante.
Paragraphe 2. Les procès-verbaux de conciliation et leur contenu ne doivent pas être établis par acte authentique, sauf disposition expresse des parties.
Article 65. Attestations. Le conciliateur délivre à l'intéressé une attestation indiquant la date de présentation de la demande et la date à laquelle l'audience s'est tenue ou devait se tenir, exposant sommairement la question objet de la conciliation, dans les cas suivants:
- Lorsque les parties, ou l'une d'elles, ne comparaissent pas à l'audience. Dans ce cas, la justification de l'absence, le cas échéant, doit être indiquée et produite au plus tard dans les trois (3) jours suivant la date à laquelle l'audience devait se tenir.
- Lorsque l'audience de conciliation se tient sans qu'un accord soit obtenu; l'attestation doit alors être remise à l'issue de l'audience.
- Lorsqu'une demande d'audience de conciliation est présentée et que la question en cause n'est pas conciliable ou ne relève pas de la compétence du conciliateur au regard de la loi. Dans ce cas, l'attestation doit être délivrée dans les dix (10) jours calendaires suivant la présentation de la demande, ou à l'issue de l'audience, si c'est au cours de celle-ci qu'il est établi que la question n'est pas conciliable.
Dans tous les cas, les documents produits par les intéressés sont restitués avec l'attestation. Les agents publics habilités à concilier conservent des copies des attestations qu'ils délivrent, et les conciliateurs des centres de conciliation doivent les transmettre à ces derniers aux fins d'archivage.
Article 66. Archivage des procès-verbaux et attestations. Les entités publiques, les centres de conciliation et les programmes locaux de justice en équité conservent les copies des procès-verbaux, des attestations et des autres documents délivrés par les conciliateurs, conformément à la loi nationale sur les archives en vigueur, ou à la norme qui la remplace, la modifie ou la complète.
À cette fin, le conciliateur doit remettre au centre de conciliation le procès-verbal de conciliation, les attestations et les autres documents dans les quatre (4) jours suivant l'audience. Les conciliateurs en équité doivent remettre ces documents dans le délai fixé par le règlement du programme local concerné.
Paragraphe. Les procès-verbaux, attestations et autres documents constituant la procédure de conciliation peuvent être conservés par des moyens électroniques ou magnétiques, conformément à l'article 16 du décret-loi 2106 de 2019.
Paragraphe transitoire. Dans les deux (2) ans suivant l'adoption de la présente loi, les mairies, ou les services délégués à cet effet, prennent les dispositions nécessaires pour recevoir les archives des procès-verbaux de conciliation établis par les conciliateurs en équité jusqu'à cette date, conformément aux paramètres établis par la loi générale sur les archives en vigueur, ou par la norme qui la remplace, la modifie ou la complète.
CHAPITRE III. DE LA CONDITION DE RECEVABILITÉ
Article 67. La conciliation en tant que condition de recevabilité. Dans les affaires susceptibles de conciliation, il est établi comme règle générale que la conciliation extrajudiciaire en droit constitue une condition de recevabilité pour saisir les juridictions qui l'exigent par une norme, sauf lorsque la loi en dispose autrement.
Paragraphe 1. La conciliation en matière de travail ne constitue pas une condition de recevabilité.
Paragraphe 2. La demande peut être introduite sans avoir épuisé la condition de recevabilité de la conciliation dans les cas où le demandeur déclare sous serment ignorer le domicile, le lieu de résidence ou le lieu de travail du défendeur, ou que celui-ci est absent et que son adresse est inconnue, ou lorsque le demandeur est une entité publique. De même, lorsque l'administration conteste un acte administratif intervenu par des moyens illégaux ou frauduleux.
Paragraphe 3. Dans toute procédure et devant toute juridiction, lorsque des mesures conservatoires sont sollicitées, il est possible de saisir directement le juge, sans qu'il soit nécessaire d'épuiser la conciliation préjudicielle en tant que condition de recevabilité. Ceci sans préjudice de ce qui est prévu à cet égard pour les affaires contentieuses administratives.
Article 68. La conciliation en tant que condition de recevabilité en matière civile. La conciliation en tant que condition de recevabilité en matière civile est régie par la loi 1564 de 2012 — Code général de procédure, ou par la norme qui la modifie, la remplace ou la complète, selon laquelle, si la matière en cause est conciliable, la conciliation extrajudiciaire en droit, en tant que condition de recevabilité, doit être tentée avant de saisir la juridiction civile dans les procédures déclaratoires, à l'exception des procédures de partage, d'expropriation, des procédures d'injonction menées devant toute juridiction, et de celles dans lesquelles des personnes indéterminées sont, ou doivent être, citées.
De même, en matière de restitution du bien loué visée à l'article 384, et d'annulation, de remplacement et de recouvrement de titres négociables visés à l'article 398 de la loi 1564 de 2012, le demandeur n'est pas tenu de solliciter et de mener l'audience de conciliation extrajudiciaire en tant que condition de recevabilité de la demande ni de la procédure correspondante; dans ces cas, l'intéressé peut introduire la demande directement devant le juge.
Article 69. La conciliation en tant que condition de recevabilité en matière familiale. La conciliation extrajudiciaire en droit en matière familiale constitue une condition de recevabilité dans les matières suivantes:
- Litiges relatifs à la garde et au régime de visite des mineurs et des personnes en situation de handicap, conformément à la loi 1996 de 2019, ou à la norme qui la modifie ou l'abroge.
- Questions relatives aux obligations alimentaires.
- Déclaration de l'union maritale de fait (concubinage), sa dissolution et la liquidation de la société patrimoniale en résultant.
- Rescision du partage dans les successions et dans les liquidations de la société conjugale ou de la société patrimoniale entre partenaires permanents.
- Litiges relatifs aux conventions matrimoniales.
- Litiges entre époux relatifs à la direction conjointe du foyer, et entre parents relatifs à l'exercice de l'autorité parentale.
- Séparation de biens et séparation de corps.
- Toutes les matières non expressément exceptées par la loi.
Article 70. Accomplissement de la condition de recevabilité. La condition de recevabilité est réputée accomplie dans les cas suivants:
- Lorsque l'audience de conciliation se tient sans qu'un accord soit obtenu.
- Lorsque les parties, ou l'une d'elles, ne comparaissent pas à l'audience. Dans ce cas, les excuses présentées pour l'absence, le cas échéant, doivent être expressément indiquées.
- Lorsque, à l'expiration du délai de trois (3) mois à compter de la présentation de la demande de conciliation extrajudiciaire, ou de sa prorogation, l'audience n'a pas été tenue pour quelque cause que ce soit; dans ce dernier cas, il est possible de saisir directement la juridiction ordinaire par la seule présentation de la demande de conciliation.
Pour les cas visés aux points 1 et 2 du présent article, la condition de recevabilité doit être établie au moyen des attestations prévues par la présente loi.
Une fois l'audience tenue sans qu'un accord de conciliation, total ou partiel, ait été obtenu, il est renoncé à la conciliation prévue à l'article 37 du Code général de procédure, à l'article 180 de la loi 1437 de 2011, ainsi qu'à toute occasion de conciliation que les normes applicables prévoient comme obligatoire au cours de la procédure. Toutefois, à tout moment de la procédure, les parties, d'un commun accord, ou le ministère public, peuvent demander la tenue d'une audience de conciliation, ou le juge peut y recourir, conformément à l'article 131 de la présente loi.
Si la conciliation porte sur l'intégralité du litige, la procédure correspondante n'a pas lieu d'être; si l'accord est partiel, une attestation en ce sens est délivrée et les parties demeurent libres de débattre en justice uniquement des différends non conciliés.
Article 71. Irrecevabilité de la demande judiciaire. Outre les motifs prévus par la loi, le juge saisi déclare la demande irrecevable lorsqu'il n'est pas établi que la conciliation extrajudiciaire a été épuisée en tant que condition de recevabilité; cette exigence peut être produite dans le délai imparti pour régulariser la demande, sous peine de rejet.