Testi in vigore: Arabia Saudita

Legge sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in Arabia Saudita, nel testo originale e in traduzione italiana/inglese/francese/spagnola. Fa parte della sezione Testi in vigore multilingue, complementare a Legislazione internazionale e a Legislazione storica.

Nota importante. Questa sezione raccoglie il testo della normativa sulla mediazione civile e commerciale attualmente in vigore in ciascun paese, nella lingua originale, insieme a traduzioni realizzate con l'assistenza di un'intelligenza artificiale in italiano, inglese, francese e spagnolo (la lingua originale, quando già una delle quattro, non viene ritradotta). Le traduzioni non sono ufficiali: non sono certificate né hanno valore legale e possono contenere imprecisioni. Fanno sempre fede solo i testi ufficiali pubblicati dagli organi competenti di ciascun paese, richiamati nella sezione «Fonte» di ogni scheda. Per le disposizioni inserite in codici più ampi (es. un codice di procedura civile), sono riportati e tradotti solo gli articoli specificamente dedicati alla mediazione, non l'intero codice.

Fonte

Assenza di una legge organica dedicata alla mediazione, in vigore ad agosto 2026. La ricerca condotta (fonti primarie del Ministero della Giustizia saudita, studi legali internazionali specializzati in dispute resolution in Arabia Saudita — Lexology, Norton Rose Fulbright, Kluwer Arbitration Blog, Clyde & Co, Latham & Watkins, Bird & Bird, lawgratis.com, Eversheds Sutherland Global Guide to ADR) converge nel confermare che l'Arabia Saudita non ha ancora promulgato una "Mediation Law" organica e autonoma. Un progetto di legge dedicato ("Draft Mediation Law", talvolta indicato come elaborato dal Ministero della Giustizia/Center for Judicial Training in collaborazione con la Camera di Commercio, e discusso pubblicamente almeno dal 2023) risulta tuttora — secondo le fonti disponibili più recenti reperite in questa ricerca (2024-2025) — in fase di revisione e non ancora promulgato con un numero di Decreto Reale. Non è stato possibile reperire alcuna fonte che ne attesti l'entrata in vigore entro agosto 2026.

Lo strumento normativo effettivamente in vigore e più organico sulla mediazione/conciliazione civile e commerciale è pertanto il seguente regolamento amministrativo di rango ministeriale, tuttora vigente:

  • "Operating Rules and Procedures of Reconciliation Offices" (in arabo: لائحة عمل مكاتب التوفيق وإجراءاتها — "Regolamento di funzionamento e procedure degli Uffici di Conciliazione/Riconciliazione"), emanato con Decisione del Ministro della Giustizia n. 5595 (Resolution no. 5595), datata 29/11/1440 H, corrispondente al 1° agosto 2019 del calendario gregoriano.
  • Il regolamento ha sostituito le precedenti regole del 2014 (Ministerial Resolution no. 53792, del 27/7/1435 H) ed è entrato in vigore 120 giorni dopo la data di approvazione (quindi, secondo il calcolo effettuato in questa ricerca, indicativamente verso la fine di novembre 2019).
  • Non risultano, dalle fonti consultate, abrogazioni o sostituzioni integrali successive di questo regolamento. Resta quindi, per quanto verificabile, tuttora in vigore ad agosto 2026.
  • Il termine tecnico usato nel testo ufficiale è "reconciliation" (in arabo توفيق, taufīq), reso in italiano nel prosieguo come "conciliazione/mediazione" poiché nella prassi e nella dottrina di dispute resolution saudita il termine è impiegato in modo sostanzialmente equivalente a "mediation" (così anche le fonti secondarie citate, che descrivono questo regolamento come il framework di mediazione/conciliazione operante nel Regno).

Contesto normativo complementare (non riportato integralmente, solo per inquadramento): - La Commercial Courts Law (Legge sui Tribunali Commerciali, Decreto Reale n. M/93 dell'8 aprile 2020) rende la conciliazione/mediazione obbligatoria come fase preliminare per determinate categorie di controversie commerciali (es. controversie relative a contratti di Mudarabah, crediti commerciali fino a una certa soglia) prima dell'accesso al tribunale. - Il Saudi Center for Commercial Arbitration (SCCA/SADR) dispone di proprie SCCA Mediation Rules (2021), un regolamento istituzionale di natura contrattuale/privata (non legge statale) applicabile su base volontaria alle mediazioni amministrate dal Centro. - L'Arabia Saudita ha firmato la Convenzione di Singapore sulla Mediazione (Singapore Convention on Mediation) nel 2022, a conferma dell'orientamento politico verso il rafforzamento dell'esecutività internazionale degli accordi di mediazione, ma — per quanto risulta dalle fonti consultate — non ne ha ancora completato la ratifica/adesione con relativa legislazione di attuazione interna. - È stata di recente adottata una nuova Legge sull'Esecuzione (Enforcement Law), emanata con Decreto Reale n. M/237 del 3/11/1447 H, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 14/11/1447 H (1° maggio 2026), la cui entrata in vigore è fissata al 28 ottobre 2026 (180 giorni dopo la pubblicazione) — quindi non ancora in vigore alla data di riferimento di questo dossier (agosto 2026). Dalle fonti consultate non risulta che tale nuova legge modifichi espressamente il regolamento sugli Uffici di Conciliazione qui riportato; l'attuale regime di esecutività del verbale di conciliazione (v. infra, art. 21) si fonda sulla Legge sull'Esecuzione tuttora vigente (Decreto Reale n. M/53 del 2012), che tale regolamento richiama.

Limiti e affidabilità del testo riportato. Il dominio ufficiale del Ministero della Giustizia (moj.gov.sa) non è risultato raggiungibile tramite accesso diretto (bloccato dal proxy di rete dell'ambiente di lavoro con esito 403); il testo del regolamento è stato quindi recuperato tramite uno strumento di web-fetch assistito da un modello linguistico, che ha estratto e citato letteralmente (tra virgolette) i singoli articoli dal PDF ufficiale in lingua inglese pubblicato dal Ministero della Giustizia stesso (traduzione ufficiale inglese del testo arabo originale). Le porzioni riportate tra virgolette nella sezione "Testo originale" sottostante sono citazioni dirette così estratte; non è stato possibile, per le limitazioni di accesso descritte, scaricare il PDF grezzo e verificarne l'integralità carattere per carattere, né reperire il testo arabo originale. Gli articoli e i commi non citati letteralmente (in particolare le disposizioni di dettaglio procedurale del Capitolo IV su calendari delle udienze per tipologia di causa, e le disposizioni di dettaglio sui compensi del Capitolo III) sono riassunti anziché citati, e ciò è segnalato esplicitamente nel testo. Si raccomanda, per un uso professionale/legale del testo, la verifica diretta sul portale ufficiale del Ministero della Giustizia saudita (moj.gov.sa) o sulla piattaforma legislativa Boe (laws.boe.gov.sa).

Fonti consultate: - Ministero della Giustizia dell'Arabia Saudita, Operating Rules and Procedures of Reconciliation Offices (testo inglese ufficiale), https://www.moj.gov.sa/Documents/Regulations/pdf/En/pdf/Operating%20Rules%20and%20Procedures%20of%20Reconciliation%20Offices.pdf - lawgratis.com, "Alternate Dispute Resolution Law at Saudi Arabia", https://mail.lawgratis.com/blog-detail/alternate-dispute-resolution-law-at-saudi-arabia - Eversheds Sutherland, "Saudi Arabia — Global Guide to Alternative Dispute Resolution", https://ezine.eversheds-sutherland.com/global-guide-to-alternative-dispute-resolution/saudi-arabia - Lexology, "A Summary of Saudi Arabia's Mediation Draft Law", https://www.lexology.com/library/detail.aspx?g=53880b70-936d-4f6a-883c-243a20da260e - Lexology, "Mediation in Saudi Arabia: A Progressive Alternative for Conflict Resolution", https://www.lexology.com/library/detail.aspx?g=fb791b4b-81d4-4281-9f14-5b8c9cbd715a - Kluwer Arbitration Blog, "Countdown To RIDW24: A Maturing Market: Dispute Resolution in Saudi Arabia", https://legalblogs.wolterskluwer.com/arbitration-blog/countdown-to-ridw24-a-maturing-market-dispute-resolution-in-saudi-arabia/ - Saudi Center for Commercial Arbitration (SCCA/SADR), https://sadr.org/en ; SCCA Mediation Rules (2021) su Jus Mundi, https://jusmundi.com/en/document/rule/en-scca-saudi-center-for-commercial-arbitration-mediation-rules-2021-scca-mediation-rules-2021-wednesday-1st-september-2021-1 - Bird & Bird, "Enforcement Law Update in the Kingdom of Saudi Arabia" (2026), https://www.twobirds.com/en/insights/2026/saudi-arabia/enforcement-law-update-in-the-kingdom-of-saudi-arabia - Latham & Watkins, "Saudi Arabia: Adoption of the New Enforcement Law", https://www.lw.com/en/insights/saudi-arabia-adoption-of-the-new-enforcement-law - WIPO Lex, profilo Arabia Saudita (per il quadro normativo generale su arbitrato e transazioni civili), https://www.wipo.int/wipolex/en/members/profile/SA - Global Law Experts, "Saudi Arabia Arbitration Law 2026 Guide", https://globallawexperts.com/saudi-arabia-arbitration-law-2026-guide/

Testo originale (inglese)

Nota: il testo che segue è la traduzione inglese ufficiale pubblicata dal Ministero della Giustizia dell'Arabia Saudita del regolamento originale in lingua araba. Le parti tra virgolette sono citazioni dirette estratte dal documento ufficiale; le parti procedurali di dettaglio sono riassunte e segnalate come tali.

Operating Rules and Procedures of Reconciliation Offices Issued by Ministerial Resolution No. 5595, dated 29/11/1440H (1 August 2019) Issuing authority: Minister of Justice Supersedes: Ministerial Resolution No. 53792, dated 27/7/1435H (2014)

Chapter One — General Provisions

Article 1 — Definitions

"Reconciliation: A consensual means of settling disputes undertaken by reconciliation offices, whether in whole or in part." The Article also defines, in substantially similar terms, the "Center" (the body administering reconciliation offices under the Ministry), the "Ministry" (Ministry of Justice), "Reconciliation Offices" ("The offices affiliated with the Center"), and the "Reconciliation Officer" (the person conducting the reconciliation).

Article 2 — Referral to Reconciliation Offices and their Competencies

"Reconciliation offices shall perform reconciliation work in the following: a. Disputes referred thereto by courts; and b. Disputes that the parties thereto or some of them refer to these offices whether initially or after starting to hear the dispute at any stage of the proceedings, provided that the judge considering the lawsuit is notified."

Reconciliation offices may not deal with matters that are "contrary to Islamic Shariah, matters over which the parties to the reconciliation have no right to engage in reconciliation, nor matters which breach the law."

Chapter Two — The Reconciliation Officer

Article 3 — Reconciliation Officer's Values

Officers must "adhere to the values of confidentiality, impartiality, professionalism, proficiency, integrity and other ethical principles" in performing their duties.

Article 4 — Reconciliation Officer's Impartiality

An officer may not handle a case where his neutrality could be affected without disclosing the conflict and obtaining the parties' written acceptance to proceed nonetheless; this includes situations involving family relationships with a party or prior involvement in the dispute.

Article 5 — Reconciliation Officer's Relation to the Lawsuit after Undertaking Reconciliation therein

After conducting a reconciliation, the officer may not "act as agent, plead, assume arbitration, or provide consultation" for either party in relation to the same dispute, except with approval for complementary or ancillary acts.

Chapter Three — Registered Reconciliation Officers

Article 6 — Reconciliation Offices Seeking Assistance from Reconciliation Officers

"Reconciliation offices may seek the assistance of reconciliation officers other than the employees of the Ministry; these shall comprise employees from the government, private and non-profit sectors" who meet the requirements set out in Article 7 and are duly registered.

Article 7(1) — Requirements to be Met by a Registered Reconciliation Officer

A candidate must meet the following requirements: (a) full legal capacity; (b) good conduct and reputation; (c) hold at least a university degree; (d) complete training approved by the Center; (e) pass the relevant examination; (f) pass a personal interview; and (g) attend, as an observer, "at least ten real-life reconciliation hearings" as practical training.

Articles 8–12 (riassunti — disposizioni amministrative): disciplinano il registro degli operatori di conciliazione registrati (art. 8), il compenso economico spettante al conciliatore (art. 9 — v. infra), i servizi messi a disposizione dal Centro agli operatori registrati (art. 10), gli obblighi deontologici e operativi dell'operatore registrato (art. 11) e le cause di sospensione o cancellazione dal registro (art. 12, tra cui violazioni deontologiche o inattività).

Article 9 — Financial Consideration for Reconciliation (riassunto): "A registered reconciliation officer may charge fees for his reconciliation work from the parties thereto or some of them", subordinatamente alla previa comunicazione/consenso delle parti e nel rispetto dei criteri e tariffari stabiliti dal Centro.

Chapter Four — Reconciliation Procedures (Articles 13–19)

Sezione in gran parte procedurale, riassunta come richiesto. Le disposizioni disciplinano: le modalità di presentazione dell'istanza di conciliazione (volontaria o su rinvio del giudice); la notifica alle parti; lo svolgimento delle udienze di conciliazione, che devono normalmente concludersi in un massimo di tre sedute, entro un termine complessivo dalla presentazione dell'istanza — indicativamente 30 giorni per le controversie ordinarie, con termini più lunghi (fino a 180 giorni) per specifiche categorie di controversie individuate in tabelle allegate al regolamento; i termini per la fissazione della prima udienza (tra 14 e 21 giorni dalla richiesta, a seconda della tipologia di causa) e della seconda (tra 7 e 14 giorni); le modalità di conduzione da remoto/per via elettronica delle sedute, ove applicabile; e la possibilità per le parti di farsi assistere da rappresentanti o consulenti durante la procedura.

Article 17 — Confidentiality

"Reconciliation hearings shall be confidential; no information or documents circulated therein or reconciliation records resulting therefrom may be disclosed, presented as evidence, or used in giving testimony before the judicial authorities, dispute settlement committees and arbitration tribunals, except in the following cases": (1) quando ciò sia necessario ai fini dell'esecuzione del verbale di conciliazione; (2) quando le parti producano in un successivo giudizio gli stessi documenti già presentati in sede di conciliazione, indipendentemente dalla procedura conciliativa; (3) quando si tratti semplicemente di indicare il nominativo dell'operatore di conciliazione, senza rivelare il contenuto della procedura; (4) con il consenso di tutte le parti; (5) quando altre leggi impongano la divulgazione; (6) quando la divulgazione sia necessaria per prevenire un reato; (7) in caso di violazioni deontologiche o di condotta imputabili all'operatore di conciliazione.

Chapter Five — Reconciliation Record (Articles 20–23)

Article 20 (riassunto): disciplina la redazione del verbale di conciliazione (reconciliation record) all'esito della procedura, la sua sottoscrizione da parte dei soggetti coinvolti e la successiva approvazione da parte del direttore dell'ufficio di conciliazione competente (o soggetto da questi delegato) quale condizione per la sua efficacia esecutiva.

Article 21(3) — Binding Effect and Enforceability

"The reconciliation record shall be binding on the parties to the reconciliation upon their signing thereof. It shall, upon the approval thereof, be deemed as a writ of execution to which the provisions of the writs of execution stipulated in the Enforcement Law shall apply."

Article 21(4) — Restriction on Revocation

"Neither of the parties to the reconciliation shall have the right to revoke the reconciliation record after it has become binding, nor to invalidate same except with the approval of all parties or for a legal or Shariah requirement."

Articles 22–23 (riassunti): disciplinano il rilascio di copie del verbale di conciliazione alle parti e agli aventi diritto, e i casi eccezionali in cui il verbale può essere impugnato dinanzi all'autorità competente (essenzialmente per vizi di nullità/incapacità o violazione di ordine pubblico/Shari'ah, non nel merito dell'accordo raggiunto).

Chapter Six — Final Provisions (Articles 24–26)

Articles 24–25 (riassunti): disposizioni transitorie relative ai fascicoli di conciliazione pendenti al momento del cambio di regolamento, e attribuzione al Centro del potere di emanare le istruzioni esecutive necessarie all'applicazione del presente regolamento.

Article 26 — Repeal and Entry into Force

"These Rules shall supersede the Operating Rules and Procedures of Reconciliation Offices issued by Ministerial Resolution no. (53792), dated 27/7/1435H, and shall enter into force after 120 days from the date of approval thereof."

Traduzione italiana

Regolamento di funzionamento e procedure degli Uffici di Conciliazione Emanato con Decisione Ministeriale n. 5595, del 29/11/1440 H (1° agosto 2019) Autorità emanante: Ministro della Giustizia Sostituisce: Decisione Ministeriale n. 53792, del 27/7/1435 H (2014)

Capitolo Primo — Disposizioni generali

Articolo 1 — Definizioni

"Conciliazione: uno strumento consensuale di composizione delle controversie svolto dagli uffici di conciliazione, in tutto o in parte." L'articolo definisce inoltre, in termini analoghi, il "Centro" (l'organismo che amministra gli uffici di conciliazione alle dipendenze del Ministero), il "Ministero" (il Ministero della Giustizia), gli "Uffici di conciliazione" ("gli uffici afferenti al Centro") e l'"operatore di conciliazione" (la persona che conduce la procedura di conciliazione).

Articolo 2 — Rinvio agli Uffici di Conciliazione e loro competenze

"Gli uffici di conciliazione svolgono attività di conciliazione nei seguenti casi: a) controversie ad essi rinviate dai tribunali; e b) controversie che le parti, o alcune di esse, sottopongono a tali uffici, sia inizialmente sia dopo l'avvio della trattazione della causa in qualsiasi fase del procedimento, a condizione che il giudice investito della causa ne sia informato."

Gli uffici di conciliazione non possono occuparsi di questioni "contrarie alla Shari'ah islamica, di questioni sulle quali le parti della conciliazione non hanno il diritto di transigere, né di questioni che violino la legge."

Capitolo Secondo — L'operatore di conciliazione

Articolo 3 — Valori dell'operatore di conciliazione

L'operatore deve "attenersi ai valori della riservatezza, imparzialità, professionalità, competenza, integrità e agli altri principi etici" nello svolgimento delle proprie funzioni.

Articolo 4 — Imparzialità dell'operatore di conciliazione

L'operatore non può trattare una causa nella quale la propria neutralità possa risultare compromessa, senza previamente rivelare il conflitto di interessi e ottenere il consenso scritto delle parti a procedere ugualmente; ciò include situazioni di rapporti familiari con una delle parti o precedente coinvolgimento nella controversia.

Articolo 5 — Rapporto dell'operatore di conciliazione con la causa dopo aver svolto la conciliazione

Dopo aver condotto una conciliazione, l'operatore non può "agire come mandatario, patrocinare, assumere funzioni arbitrali o fornire consulenza" alle parti in relazione alla medesima controversia, salvo autorizzazione per atti complementari o accessori.

Capitolo Terzo — Operatori di conciliazione registrati

Articolo 6 — Ricorso degli Uffici di Conciliazione ad operatori di conciliazione

"Gli uffici di conciliazione possono avvalersi di operatori di conciliazione diversi dai dipendenti del Ministero; questi comprendono dipendenti del settore pubblico, privato e non profit" che soddisfino i requisiti di cui all'articolo 7 e siano debitamente registrati.

Articolo 7, comma 1 — Requisiti per la registrazione come operatore di conciliazione

Il candidato deve possedere i seguenti requisiti: a) piena capacità giuridica; b) buona condotta e reputazione; c) essere in possesso almeno di una laurea universitaria; d) aver completato la formazione approvata dal Centro; e) aver superato il relativo esame; f) aver superato un colloquio personale; e g) aver assistito, in qualità di osservatore, ad "almeno dieci udienze di conciliazione reali" quale tirocinio pratico.

Articoli da 8 a 12 (riassunti — disposizioni amministrative): disciplinano il registro degli operatori di conciliazione registrati (art. 8), il compenso economico spettante al conciliatore (art. 9, v. infra), i servizi messi a disposizione dal Centro agli operatori registrati (art. 10), gli obblighi deontologici e operativi dell'operatore registrato (art. 11) e le cause di sospensione o cancellazione dal registro (art. 12, tra cui violazioni deontologiche o inattività).

Articolo 9 — Compenso economico per la conciliazione (riassunto): "Un operatore di conciliazione registrato può chiedere il pagamento di un compenso per la propria attività di conciliazione alle parti, o ad alcune di esse", previa comunicazione/consenso delle parti e nel rispetto dei criteri e tariffari stabiliti dal Centro.

Capitolo Quarto — Procedure di conciliazione (articoli 13-19)

Sezione in gran parte procedurale, riassunta come richiesto dal compito. Le disposizioni disciplinano: le modalità di presentazione dell'istanza di conciliazione (volontaria o su rinvio del giudice); la notifica alle parti; lo svolgimento delle udienze di conciliazione, che devono normalmente concludersi in un massimo di tre sedute, entro un termine complessivo dalla presentazione dell'istanza — indicativamente 30 giorni per le controversie ordinarie, con termini più lunghi (fino a 180 giorni) per specifiche categorie di controversie individuate in tabelle allegate al regolamento; i termini per la fissazione della prima udienza (tra 14 e 21 giorni dalla richiesta, a seconda della tipologia di causa) e della seconda (tra 7 e 14 giorni); le modalità di conduzione da remoto/per via elettronica delle sedute, ove applicabile; e la possibilità per le parti di farsi assistere da rappresentanti o consulenti durante la procedura.

Articolo 17 — Riservatezza

"Le udienze di conciliazione sono riservate; nessuna informazione o documento ivi scambiato, né i verbali di conciliazione che ne derivano, possono essere divulgati, prodotti come prova, o utilizzati per rendere testimonianza dinanzi alle autorità giudiziarie, alle commissioni di risoluzione delle controversie e ai collegi arbitrali, salvo nei seguenti casi": 1) quando ciò sia necessario ai fini dell'esecuzione del verbale di conciliazione; 2) quando le parti producano in un successivo giudizio gli stessi documenti già presentati in sede di conciliazione, indipendentemente dalla procedura conciliativa; 3) quando si tratti semplicemente di indicare il nominativo dell'operatore di conciliazione, senza rivelare il contenuto della procedura; 4) con il consenso di tutte le parti; 5) quando altre leggi impongano la divulgazione; 6) quando la divulgazione sia necessaria per prevenire un reato; 7) in caso di violazioni deontologiche o di condotta imputabili all'operatore di conciliazione.

Capitolo Quinto — Il verbale di conciliazione (articoli 20-23)

Articolo 20 (riassunto): disciplina la redazione del verbale di conciliazione all'esito della procedura, la sua sottoscrizione da parte dei soggetti coinvolti e la successiva approvazione da parte del direttore dell'ufficio di conciliazione competente (o soggetto da questi delegato) quale condizione per la sua efficacia esecutiva.

Articolo 21, comma 3 — Efficacia vincolante ed esecutività

"Il verbale di conciliazione è vincolante per le parti della conciliazione fin dalla sua sottoscrizione. Esso, una volta approvato, è considerato titolo esecutivo, al quale si applicano le disposizioni sui titoli esecutivi previste dalla Legge sull'Esecuzione."

Articolo 21, comma 4 — Limiti alla revoca

"Nessuna delle parti della conciliazione ha diritto di revocare il verbale di conciliazione dopo che esso è divenuto vincolante, né di invalidarlo, se non con l'approvazione di tutte le parti o per un'esigenza di legge o di Shari'ah."

Articoli 22-23 (riassunti): disciplinano il rilascio di copie del verbale di conciliazione alle parti e agli aventi diritto, e i casi eccezionali in cui il verbale può essere impugnato dinanzi all'autorità competente (essenzialmente per vizi di nullità/incapacità o violazione dell'ordine pubblico/Shari'ah, non nel merito dell'accordo raggiunto).

Capitolo Sesto — Disposizioni finali (articoli 24-26)

Articoli 24-25 (riassunti): disposizioni transitorie relative ai fascicoli di conciliazione pendenti al momento del cambio di regolamento, e attribuzione al Centro del potere di emanare le istruzioni esecutive necessarie all'applicazione del presente regolamento.

Articolo 26 — Abrogazione ed entrata in vigore

"Il presente Regolamento sostituisce il Regolamento di funzionamento e procedure degli Uffici di Conciliazione emanato con Decisione Ministeriale n. 53792, del 27/7/1435 H, ed entra in vigore decorsi 120 giorni dalla data della sua approvazione."

Traduzione francese

Règles de fonctionnement et procédures des bureaux de conciliation Adoptées par Décision ministérielle n° 5595, du 29/11/1440 H (1er août 2019) Autorité émettrice : Ministre de la Justice Remplace : Décision ministérielle n° 53792, du 27/7/1435 H (2014)

Chapitre premier — Dispositions générales

Article 1 — Définitions

« Conciliation : un moyen consensuel de règlement des différends mis en œuvre par les bureaux de conciliation, en tout ou en partie. » L'article définit également, en des termes analogues, le « Centre » (l'organisme administrant les bureaux de conciliation, rattaché au Ministère), le « Ministère » (le Ministère de la Justice), les « bureaux de conciliation » (« les bureaux rattachés au Centre ») et l'« agent de conciliation » (la personne conduisant la procédure de conciliation).

Article 2 — Renvoi aux bureaux de conciliation et leurs compétences

« Les bureaux de conciliation exercent une activité de conciliation dans les cas suivants : a) les différends qui leur sont renvoyés par les tribunaux ; et b) les différends que les parties, ou certaines d'entre elles, soumettent à ces bureaux, soit initialement soit après le début de l'examen de l'affaire, à tout stade de la procédure, à condition que le juge saisi de l'affaire en soit informé. »

Les bureaux de conciliation ne peuvent traiter les questions « contraires à la Charia islamique, les questions sur lesquelles les parties à la conciliation n'ont pas le droit de transiger, ni les questions qui enfreignent la loi. »

Chapitre deux — L'agent de conciliation

Article 3 — Valeurs de l'agent de conciliation

L'agent doit « respecter les valeurs de confidentialité, d'impartialité, de professionnalisme, de compétence, d'intégrité et les autres principes éthiques » dans l'exercice de ses fonctions.

Article 4 — Impartialité de l'agent de conciliation

L'agent ne peut traiter une affaire susceptible d'affecter sa neutralité sans en révéler préalablement le conflit d'intérêts et obtenir l'accord écrit des parties de poursuivre néanmoins ; cela inclut les situations de liens familiaux avec une partie ou d'implication antérieure dans le différend.

Article 5 — Rapport de l'agent de conciliation avec l'affaire après avoir mené la conciliation

Après avoir mené une conciliation, l'agent ne peut « agir comme mandataire, plaider, assumer des fonctions d'arbitre ou fournir un avis-conseil » aux parties concernant le même différend, sauf autorisation pour des actes complémentaires ou accessoires.

Chapitre trois — Agents de conciliation enregistrés

Article 6 — Recours des bureaux de conciliation à des agents de conciliation

« Les bureaux de conciliation peuvent recourir à des agents de conciliation autres que les employés du Ministère ; ceux-ci comprennent des employés des secteurs public, privé et non lucratif » remplissant les conditions prévues à l'article 7 et dûment enregistrés.

Article 7, alinéa 1 — Conditions d'enregistrement en tant qu'agent de conciliation

Le candidat doit remplir les conditions suivantes : a) pleine capacité juridique ; b) bonne conduite et réputation ; c) être titulaire au moins d'un diplôme universitaire ; d) avoir suivi la formation approuvée par le Centre ; e) avoir réussi l'examen correspondant ; f) avoir réussi un entretien personnel ; et g) avoir assisté, en qualité d'observateur, à « au moins dix audiences de conciliation réelles » à titre de formation pratique.

Articles 8 à 12 (résumés — dispositions administratives) : ils régissent le registre des agents de conciliation enregistrés (art. 8), la rémunération de l'agent de conciliation (art. 9, voir ci-après), les services mis à disposition des agents enregistrés par le Centre (art. 10), les obligations déontologiques et opérationnelles de l'agent enregistré (art. 11) et les causes de suspension ou de radiation du registre (art. 12, notamment en cas de manquement déontologique ou d'inactivité).

Article 9 — Rémunération de la conciliation (résumé) : « Un agent de conciliation enregistré peut demander le paiement d'honoraires pour son activité de conciliation aux parties, ou à certaines d'entre elles », sous réserve d'une information/du consentement préalable des parties et dans le respect des critères et barèmes fixés par le Centre.

Chapitre quatre — Procédures de conciliation (articles 13 à 19)

Section essentiellement procédurale, résumée comme demandé. Ces dispositions régissent : les modalités de dépôt de la demande de conciliation (volontaire ou sur renvoi du juge) ; la notification aux parties ; le déroulement des audiences de conciliation, qui doivent normalement se conclure en trois séances maximum, dans un délai global à compter du dépôt de la demande — environ 30 jours pour les différends ordinaires, avec des délais plus longs (jusqu'à 180 jours) pour certaines catégories de différends énumérées dans des tableaux annexés au règlement ; les délais de fixation de la première audience (entre 14 et 21 jours suivant la demande, selon le type d'affaire) et de la seconde (entre 7 et 14 jours) ; les modalités de tenue des audiences à distance/par voie électronique, le cas échéant ; et la possibilité pour les parties de se faire assister par des représentants ou des conseils durant la procédure.

Article 17 — Confidentialité

« Les audiences de conciliation sont confidentielles ; aucune information ni aucun document échangé lors de celles-ci, ni les procès-verbaux de conciliation qui en résultent, ne peuvent être divulgués, produits comme preuve, ou utilisés pour témoigner devant les autorités judiciaires, les commissions de règlement des différends et les tribunaux arbitraux, sauf dans les cas suivants » : 1) lorsque cela est nécessaire aux fins de l'exécution du procès-verbal de conciliation ; 2) lorsque les parties produisent dans une instance ultérieure les mêmes documents déjà présentés lors de la conciliation, indépendamment de la procédure de conciliation ; 3) lorsqu'il s'agit simplement de mentionner le nom de l'agent de conciliation, sans révéler le contenu de la procédure ; 4) avec le consentement de toutes les parties ; 5) lorsque d'autres lois imposent la divulgation ; 6) lorsque la divulgation est nécessaire pour prévenir une infraction ; 7) en cas de manquement déontologique ou de faute imputable à l'agent de conciliation.

Chapitre cinq — Le procès-verbal de conciliation (articles 20 à 23)

Article 20 (résumé) : régit l'établissement du procès-verbal de conciliation à l'issue de la procédure, sa signature par les personnes concernées et son approbation ultérieure par le directeur du bureau de conciliation compétent (ou une personne déléguée par celui-ci) comme condition de sa force exécutoire.

Article 21, alinéa 3 — Force obligatoire et force exécutoire

« Le procès-verbal de conciliation est obligatoire pour les parties à la conciliation dès sa signature. Il est, dès son approbation, considéré comme un titre exécutoire, auquel s'appliquent les dispositions relatives aux titres exécutoires prévues par la Loi sur l'exécution. »

Article 21, alinéa 4 — Limites à la révocation

« Aucune des parties à la conciliation n'a le droit de révoquer le procès-verbal de conciliation après qu'il soit devenu obligatoire, ni de l'invalider, sauf avec l'accord de toutes les parties ou en cas d'exigence légale ou de la Charia. »

Articles 22-23 (résumés) : régissent la délivrance de copies du procès-verbal de conciliation aux parties et ayants droit, ainsi que les cas exceptionnels dans lesquels le procès-verbal peut être contesté devant l'autorité compétente (essentiellement pour vice de nullité/incapacité ou violation de l'ordre public/de la Charia, non sur le fond de l'accord conclu).

Chapitre six — Dispositions finales (articles 24 à 26)

Articles 24-25 (résumés) : dispositions transitoires relatives aux dossiers de conciliation en cours au moment du changement de règlement, et attribution au Centre du pouvoir d'édicter les instructions d'application nécessaires à la mise en œuvre du présent règlement.

Article 26 — Abrogation et entrée en vigueur

« Le présent règlement remplace les Règles de fonctionnement et procédures des bureaux de conciliation adoptées par Décision ministérielle n° 53792, du 27/7/1435 H, et entre en vigueur cent vingt (120) jours après la date de son approbation. »

Traduzione spagnola

Reglas de funcionamiento y procedimientos de las Oficinas de Conciliación Emitidas mediante Resolución Ministerial n.º 5595, de fecha 29/11/1440 H (1 de agosto de 2019) Autoridad emisora: Ministro de Justicia Sustituye a: Resolución Ministerial n.º 53792, de fecha 27/7/1435 H (2014)

Capítulo primero — Disposiciones generales

Artículo 1 — Definiciones

«Conciliación: un medio consensual de resolución de controversias llevado a cabo por las oficinas de conciliación, en su totalidad o en parte.» El artículo define asimismo, en términos análogos, el «Centro» (el organismo que administra las oficinas de conciliación, adscrito al Ministerio), el «Ministerio» (el Ministerio de Justicia), las «Oficinas de Conciliación» («las oficinas adscritas al Centro») y el «agente conciliador» (la persona que dirige el procedimiento de conciliación).

Artículo 2 — Remisión a las Oficinas de Conciliación y sus competencias

«Las oficinas de conciliación realizarán labores de conciliación en los siguientes casos: a) controversias que les sean remitidas por los tribunales; y b) controversias que las partes, o alguna de ellas, sometan a dichas oficinas, ya sea inicialmente o tras haberse iniciado el conocimiento de la causa, en cualquier fase del procedimiento, siempre que se informe de ello al juez que conoce del asunto.»

Las oficinas de conciliación no podrán ocuparse de asuntos «contrarios a la Sharía islámica, de asuntos sobre los cuales las partes de la conciliación no tengan derecho a transigir, ni de asuntos que infrinjan la ley.»

Capítulo dos — El agente conciliador

Artículo 3 — Valores del agente conciliador

El agente debe «observar los valores de confidencialidad, imparcialidad, profesionalidad, competencia, integridad y demás principios éticos» en el ejercicio de sus funciones.

Artículo 4 — Imparcialidad del agente conciliador

El agente no podrá conocer de un asunto en el que pueda verse afectada su neutralidad sin revelar previamente el conflicto de intereses y obtener el consentimiento escrito de las partes para continuar; ello incluye situaciones de vínculos familiares con una de las partes o intervención previa en la controversia.

Artículo 5 — Relación del agente conciliador con la causa tras haber llevado a cabo la conciliación

Tras haber llevado a cabo una conciliación, el agente no podrá «actuar como mandatario, litigar, asumir funciones arbitrales o prestar asesoramiento» a las partes en relación con la misma controversia, salvo autorización para actos complementarios o accesorios.

Capítulo tres — Agentes conciliadores registrados

Artículo 6 — Recurso de las Oficinas de Conciliación a agentes conciliadores

«Las oficinas de conciliación podrán recurrir a agentes conciliadores distintos de los empleados del Ministerio; estos comprenderán empleados del sector público, privado y sin fines de lucro» que reúnan los requisitos previstos en el artículo 7 y estén debidamente registrados.

Artículo 7, apartado 1 — Requisitos para el registro como agente conciliador

El candidato deberá reunir los siguientes requisitos: a) plena capacidad jurídica; b) buena conducta y reputación; c) estar en posesión, como mínimo, de un título universitario; d) haber completado la formación aprobada por el Centro; e) haber superado el examen correspondiente; f) haber superado una entrevista personal; y g) haber asistido, en calidad de observador, a «al menos diez audiencias de conciliación reales» como formación práctica.

Artículos 8 a 12 (resumidos — disposiciones administrativas): regulan el registro de agentes conciliadores registrados (art. 8), la retribución económica del agente conciliador (art. 9, véase infra), los servicios puestos a disposición de los agentes registrados por el Centro (art. 10), las obligaciones deontológicas y operativas del agente registrado (art. 11) y las causas de suspensión o baja del registro (art. 12, entre ellas infracciones deontológicas o inactividad).

Artículo 9 — Retribución económica por la conciliación (resumido): «Un agente conciliador registrado podrá cobrar honorarios por su labor de conciliación a las partes, o a alguna de ellas», previa comunicación/consentimiento de las partes y con arreglo a los criterios y aranceles establecidos por el Centro.

Capítulo cuatro — Procedimientos de conciliación (artículos 13 a 19)

Sección mayormente procedimental, resumida según lo solicitado. Estas disposiciones regulan: las modalidades de presentación de la solicitud de conciliación (voluntaria o por remisión judicial); la notificación a las partes; el desarrollo de las audiencias de conciliación, que normalmente deben concluir en un máximo de tres sesiones, dentro de un plazo global desde la presentación de la solicitud —aproximadamente 30 días para las controversias ordinarias, con plazos más largos (hasta 180 días) para determinadas categorías de controversias enumeradas en tablas anexas al reglamento—; los plazos para la fijación de la primera audiencia (entre 14 y 21 días desde la solicitud, según el tipo de causa) y de la segunda (entre 7 y 14 días); las modalidades de celebración de las sesiones a distancia/por vía electrónica, cuando proceda; y la posibilidad de que las partes se hagan asistir por representantes o asesores durante el procedimiento.

Artículo 17 — Confidencialidad

«Las audiencias de conciliación serán confidenciales; ninguna información o documento intercambiado en ellas, ni las actas de conciliación resultantes, podrán ser divulgados, presentados como prueba, ni utilizados para prestar testimonio ante las autoridades judiciales, las comisiones de resolución de controversias y los tribunales arbitrales, salvo en los siguientes casos»: 1) cuando sea necesario a efectos de la ejecución del acta de conciliación; 2) cuando las partes aporten en un procedimiento posterior los mismos documentos ya presentados en la conciliación, con independencia del procedimiento conciliatorio; 3) cuando se trate simplemente de mencionar el nombre del agente conciliador, sin revelar el contenido del procedimiento; 4) con el consentimiento de todas las partes; 5) cuando otras leyes impongan la divulgación; 6) cuando la divulgación sea necesaria para prevenir un delito; 7) en caso de infracciones deontológicas o de conducta imputables al agente conciliador.

Capítulo cinco — El acta de conciliación (artículos 20 a 23)

Artículo 20 (resumido): regula la redacción del acta de conciliación al concluir el procedimiento, su firma por las personas intervinientes y su posterior aprobación por el director de la oficina de conciliación competente (o persona en quien delegue) como condición de su fuerza ejecutiva.

Artículo 21, apartado 3 — Fuerza vinculante y ejecutividad

«El acta de conciliación será vinculante para las partes de la conciliación desde su firma. Una vez aprobada, se considerará título ejecutivo, al que se aplicarán las disposiciones sobre títulos ejecutivos previstas en la Ley de Ejecución.»

Artículo 21, apartado 4 — Límites a la revocación

«Ninguna de las partes de la conciliación tendrá derecho a revocar el acta de conciliación una vez que esta haya adquirido carácter vinculante, ni a invalidarla, salvo con el consentimiento de todas las partes o por exigencia legal o de la Sharía.»

Artículos 22-23 (resumidos): regulan la expedición de copias del acta de conciliación a las partes y a los causahabientes, así como los casos excepcionales en que el acta puede impugnarse ante la autoridad competente (esencialmente por vicios de nulidad/incapacidad o violación del orden público/la Sharía, no en cuanto al fondo del acuerdo alcanzado).

Capítulo seis — Disposiciones finales (artículos 24 a 26)

Artículos 24-25 (resumidos): disposiciones transitorias relativas a los expedientes de conciliación pendientes en el momento del cambio de reglamento, y atribución al Centro de la facultad de dictar las instrucciones de aplicación necesarias para la ejecución del presente reglamento.

Artículo 26 — Derogación y entrada en vigor

«El presente reglamento sustituye a las Reglas de funcionamiento y procedimientos de las Oficinas de Conciliación emitidas mediante Resolución Ministerial n.º 53792, de fecha 27/7/1435 H, y entrará en vigor transcurridos ciento veinte (120) días desde la fecha de su aprobación.»