Sistemi di composizione dei conflitti in Irlanda (2026)

1. Perché questo dossier. 2. Il Mediation Act 2017. 3. La dichiarazione giurata del solicitor. 4. Il giudice, l'invito e le spese. 5. Riservatezza, esecutività, prescrizione. 6. Il Consiglio che non c'è. 7. I numeri che non esistono. 8. La mediazione familiare: il servizio gratuito dello Stato. 9. L'obbligo di informare nei procedimenti di famiglia. 10. Il Family Courts Act 2024. 11. Il lavoro: la Workplace Relations Commission. 12. I danni alla persona: dal PIAB al PIRB. 13. Il difensore civico finanziario. 14. L'arbitrato. 15. Le convenzioni internazionali. 16. L'Irlanda e il Quadro di valutazione UE. 17. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché questo dossier

Questo testo riprende e sostituisce due contributi, la ricognizione del 2011 e la «pillola» del 2012. Erano scritti prima del Mediation Act 2017, che ha cambiato tutto, e prima che si potesse vedere che cosa quell'atto abbia effettivamente prodotto.

L'Irlanda interessa per una ragione precisa: ha scelto la via più elegante fra tutte quelle esaminate in questa serie — niente condizione di procedibilità, niente sanzione per chi non media, ma un obbligo professionale rigoroso a carico dell'avvocato e un potere del giudice di far pagare le spese a chi rifiuta senza ragione. Ed è anche il paese che, di tutti, misura di meno.

2. Il Mediation Act 2017

Il Mediation Act 2017 è il Number 27 of 2017 ed è entrato in vigore il 1° gennaio 2018[1]. Si articola in sei parti: disposizioni preliminari (ss. 1-5); la mediazione in generale (ss. 8-13); gli obblighi di solicitor e barrister (ss. 14-15); il ruolo del giudice (ss. 16-22); le sessioni informative in materia di famiglia e successioni (s. 23); le modifiche ad atti precedenti (ss. 24-26).

La section 8 disciplina il ruolo del mediatore: imparzialità, integrità, gestione del conflitto di interessi e — punto che merita attenzione — il mediatore non deve formulare proposte di soluzione[2]. È la scelta opposta a quella brasiliana, dove il conciliatore «può suggerire soluzioni», e a quella italiana, dove la proposta del mediatore è codificata all'art. 11 del d.lgs. 28/2010.

3. La dichiarazione giurata del solicitor

La disposizione centrale è la section 14. Prima di introdurre un giudizio, il solicitor deve:

  • consigliare al cliente di prendere in considerazione la mediazione;
  • fornirgli informazioni sui servizi di mediazione disponibili, compresi i nominativi di mediatori;
  • illustrargli vantaggi e benefici della mediazione;
  • avvertirlo che la mediazione è volontaria e può non essere appropriata se è a rischio la sicurezza sua o dei figli;
  • informarlo delle sections 10 e 11, cioè della riservatezza e dell'efficacia dell'accordo[3].

E poi il congegno: l'atto introduttivo del giudizio deve essere accompagnato da una statutory declaration del solicitor che attesti di aver adempiuto a tutti questi obblighi[4]. Una dichiarazione giurata, non una spunta su un modulo.

La section 15 pone un obbligo analogo a carico del barrister[5].

Si confronti con i tre modelli che abbiamo già visto. In Polonia l'attore deve dichiarare in citazione se ha tentato la mediazione, ma la norma è priva di sanzione ed è diventata una formula di stile. In Grecia l'omissione dell'informativa comporta l'inammissibilità della discussione della causa. In Irlanda l'obbligo grava sul professionista sotto forma di dichiarazione giurata, che è materia deontologica e, in linea di principio, penale se falsa. Delle tre, la soluzione irlandese è quella che colpisce meglio il destinatario giusto senza penalizzare il cliente.

4. Il giudice, l'invito e le spese

La section 16 consente al giudice, d'ufficio o su istanza di parte, di invitare le parti a considerare la mediazione e di rinviare il procedimento a tal fine; la section 19 disciplina il rinvio; la section 17 il rapporto che il mediatore trasmette al giudice sull'esito[6].

La section 21 è la vera sanzione del sistema: nel decidere sulle spese il giudice può tener conto di ogni «rifiuto o omissione irragionevole» di prendere in considerazione la mediazione o di parteciparvi dopo l'invito[7].

È il modello inglese di Halsey trapiantato in una norma di legge: non si obbliga nessuno a mediare, ma chi rifiuta senza ragione paga le spese anche se vince. Chi ha seguito i dossier sul Regno Unito riconoscerà la linea; la differenza è che l'Irlanda l'ha scritta in un Act del Parlamento invece di lasciarla alla giurisprudenza.

5. Riservatezza, esecutività, prescrizione

Tre disposizioni tecniche, con una rettifica alla numerazione che circola comunemente:

  • section 10riservatezza di comunicazioni, verbali e appunti, con eccezioni per l'esecuzione dell'accordo e per gli obblighi di legge[8];
  • section 11efficacia dell'accordo: l'accordo di mediazione ha effetto di contratto fra le parti, salvo diversa previsione; il giudice può rifiutarne l'esecuzione se non tutela adeguatamente i diritti delle parti o in presenza di indebita influenza[9];
  • section 18prescrizione: il periodo compreso fra la firma dell'accordo di mediare e i trenta giorni successivi alla firma dell'accordo finale (o alla cessazione della mediazione) non si computa ai fini dei termini di prescrizione e decadenza[10].

Si noti la section 11: in Irlanda l'accordo mediato è un contratto, non un titolo esecutivo. È molto meno di quanto prevedano Grecia, Romania, Polonia e Italia. Chi voglia eseguire deve agire in giudizio sul contratto.

6. Il Consiglio che non c'è

La section 12 prevede che il Ministro possa, con proprio decreto, riconoscere un organismo quale Mediation Council of Ireland, e che non più di un organismo possa essere riconosciuto in un dato momento; la section 13 gli assegna il compito di riferire[11].

A quanto risulta, quel riconoscimento non è mai avvenuto: non esiste un sito istituzionale del Consiglio, e il Mediators' Institute of Ireland continua a presentarsi come associazione professionale volontaria e senza scopo di lucro, non come organismo riconosciuto ai sensi della section 12. Il dato non è stato però confermato in via definitiva su fonte ufficiale[12].

Otto anni dopo l'entrata in vigore, l'Irlanda non ha ancora un organo di autogoverno della mediazione, e quindi non ha nemmeno chi debba raccogliere i dati previsti dalla section 13. Che porta direttamente al paragrafo successivo.

7. I numeri che non esistono

Non esistono dati ufficiali aggregati su quante mediazioni si svolgano in Irlanda. Non c'è un registro centrale, non c'è una relazione annuale nazionale, e il Courts Service pubblica una pagina informativa sui servizi di mediazione senza alcun dato statistico[13].

Esistono soltanto statistiche settoriali, prodotte da singoli enti: il Legal Aid Board per la famiglia, la Workplace Relations Commission per il lavoro, il difensore civico finanziario per i reclami bancari e assicurativi. Nessuno le somma.

L'Irlanda entra così nell'elenco — ormai lungo — dei paesi che hanno una legge sulla mediazione e non sanno dire quante mediazioni si facciano: Lussemburgo, Finlandia, Argentina, California, Svizzera, Romania. La differenza è che qui l'organo che avrebbe dovuto contare era previsto dalla legge e non è mai nato.

8. La mediazione familiare: il servizio gratuito dello Stato

Dove invece i numeri ci sono, sono ottimi. Il Family Mediation Service del Legal Aid Board è interamente gratuito per le famiglie che divorziano, si separano o vivono separate[14].

Dalla relazione annuale 2024:

  • 2.294 nuovi casi ricevuti (di cui 1.985 di mediazione «all issues» fra coniugi e 309 su rinvio del giudice);
  • 6.911 sessioni di mediazione svolte;
  • 2.389 casi chiusi, con 1.045 accordi raggiunti;
  • 19 uffici sul territorio;
  • tempi di attesa per il primo appuntamento da 4 a 45 settimane, con la maggior parte degli uffici fra 9 e 16;
  • il Mediator Private Practitioner Scheme, sperimentale, è stato reso permanente nel 2024: 211 casi (422 richiedenti) inviati a mediatori privati convenzionati;
  • il nuovo servizio di richiamata ha portato il 61% dei 1.535 richiedenti a iscriversi poi alla mediazione[15].

Millequarantacinque accordi su 2.389 casi chiusi è un tasso del 43,7%. In materia familiare, e con un servizio gratuito, è un risultato notevole. Il dato scomodo sono le quarantacinque settimane di attesa nell'ufficio peggiore: quasi un anno per il primo appuntamento. Un servizio gratuito senza risorse adeguate diventa un servizio che non c'è.

9. L'obbligo di informare nei procedimenti di famiglia

L'obbligo del solicitor di parlare di riconciliazione e di mediazione precede di quasi trent'anni il Mediation Act, e va citato con i riferimenti giusti:

  • Judicial Separation and Family Law Reform Act 1989, section 5: il solicitor deve discutere con l'istante la possibilità di riconciliazione e quella di ricorrere alla mediazione; l'istanza va accompagnata da un certificato del solicitor, in mancanza del quale il tribunale può rinviare il procedimento[16];
  • Family Law (Divorce) Act 1996, section 7: stessa struttura per il solicitor del convenuto, con certificato allegato all'atto di costituzione[17]. La disposizione speculare per l'attore è la section 6, il cui testo non è stato verificato direttamente[18].

Una rettifica: l'obbligo è nell'Act del 1989, non nel Family Law Act 1995, come si legge spesso.

10. Il Family Courts Act 2024

Il Family Courts Act 2024 è il Number 48 of 2024. La sua entrata in vigore non è automatica: la section 1(2) rimette al Ministro di fissare con decreto una o più date, anche diverse per disposizioni diverse e per sedi giudiziarie diverse. L'atto istituisce una struttura dedicata di tribunali della famiglia all'interno di District Court, Circuit Court e High Court[19].

Le disposizioni specifiche in materia di mediazione e risoluzione alternativa non sono state verificate sul testo, che non è risultato accessibile[20].

11. Il lavoro: la Workplace Relations Commission

La Workplace Relations Commission, istituita dal Workplace Relations Act 2015, è il luogo dove in Irlanda la composizione consensuale funziona su scala industriale. Dalla relazione annuale 2025:

  • oltre 1.000 mediazioni svolte;
  • conciliazione con un tasso di successo dell'85%, in controversie collettive che hanno coinvolto oltre 700.000 lavoratori;
  • oltre 2.500 decisioni di adjudication, con un tempo mediano di 39 giorni lavorativi fra udienza e decisione;
  • 5.145 casi ispettivi conclusi, 1.775 con violazioni accertate; 64.648 chiamate al servizio informazioni; 223 procedimenti penali avviati con l'82% di esito positivo; 1.578.924 euro di retribuzioni recuperate[21].

Trentanove giorni lavorativi dall'udienza alla decisione, e l'85% di conciliazioni riuscite. Questi sono i numeri di un organismo che ha risorse, procedure e un mandato chiaro; sono anche la dimostrazione che il problema irlandese non è culturale, ma di infrastruttura: dove l'infrastruttura c'è, la composizione consensuale funziona benissimo. I dati provengono da un comunicato e sono arrotondati[22].

12. I danni alla persona: dal PIAB al PIRB

Il Personal Injuries Resolution Board Act 2022 (Number 42 of 2022, promulgato il 13 dicembre 2022) ha rinominato il Personal Injuries Assessment Board in Personal Injuries Resolution Board e, alla section 9, gli ha attribuito il potere di nominare mediatori e di dettare le regole del procedimento di mediazione[23].

È un passaggio interessante: l'organismo che dal 2004 valutava in via amministrativa i danni alla persona — sottraendoli al giudizio ordinario — diventa anche organismo di mediazione. Le statistiche di attività non sono state reperite[24].

13. Il difensore civico finanziario

Il Financial Services and Pensions Ombudsman pubblica ogni anno un quadro dei reclami. Nell'edizione più recente:

  • 7.004 reclami ricevuti, in crescita del 13%;
  • 1.521 risolti mediante mediazione informale, per un valore complessivo di transazioni di 4.568.025 euro;
  • solo 115 decisioni vincolanti emesse;
  • 6.282 reclami chiusi; il 91% risolto nelle fasi iniziali senza indagine formale; l'88% chiuso entro dodici mesi; tempo medio di gestione di 8,3 mesi[25].

Millecinquecentoventuno composizioni consensuali contro centoquindici decisioni: tredici accordi per ogni decisione. È il rapporto che ogni sistema di ADR settoriale dovrebbe puntare a raggiungere. L'anno esatto cui i dati si riferiscono non è stato accertato[26].

14. L'arbitrato

L'Arbitration Act 2010 (Number 1 of 2010) ha fatto una scelta radicale e ammirevole per la sua semplicità: la section 6 attribuisce forza di legge alla legge modello UNCITRAL e la rende applicabile tanto agli arbitrati internazionali commerciali quanto a quelli interni e non commerciali[27].

Un solo regime per tutto. Nessuna distinzione fra arbitrato rituale e irrituale, fra interno e internazionale, fra commerciale e no. Chi si misura con il nostro Libro IV del codice di procedura civile può apprezzare l'eleganza della scelta.

15. Le convenzioni internazionali

Convenzione di New York: l'Irlanda ha aderito il 12 maggio 1981 formulando la sola riserva di reciprocità, e non quella di commercialità: la applica dunque a tutte le controversie arbitrabili[28].

Convenzione di Singapore sulla mediazione: l'Irlanda non figura né fra i firmatari né fra le parti[29]. Sulla Convenzione di Washington/ICSID non è stato possibile verificare lo stato dell'adesione[30].

Quanto alle regole processuali — l'Order 56A delle Rules of the Superior Courts su mediazione e conciliazione e l'Order 63A sulla Commercial Court, con il potere di sospendere il procedimento per consentire l'ADR — non è stato possibile accedere al testo e preferisco non riportarne il contenuto[31].

16. L'Irlanda e il Quadro di valutazione UE

Ed eccoci al dato più eloquente di tutto il dossier, che non riguarda la mediazione ma la trasparenza.

Nell'edizione più recente consultata del Quadro di valutazione UE della giustizia, alla figura sui tempi di definizione delle cause civili e commerciali contenziose l'Irlanda compare con «nessun dato» per il 2023, pur essendovi dati storici per gli anni dal 2014 al 2022. Il documento annota espressamente che non sono disponibili dati per i tribunali di primo e secondo grado di Cipro, Paesi Bassi e Irlanda; e l'Irlanda, insieme alla Danimarca, non registra separatamente le cause amministrative, il che la esclude da diverse tabelle comparative[32].

Un paese di common law con una tradizione giuridica solidissima e un'amministrazione efficiente non è in grado di dire alla Commissione europea quanto durano le sue cause civili. Non è un dettaglio tecnico: è la stessa ragione per cui non sa quante mediazioni si facciano sul suo territorio. Non si misura ciò che non si considera un problema da governare.

17. Che cosa può leggere l'Italia

Primo. La statutory declaration della section 14 è il modello migliore fra quelli esaminati per far funzionare l'informativa dell'avvocato: obbligo dettagliato, contenuto tipizzato per legge, dichiarazione giurata allegata all'atto. Colpisce il professionista, non il cliente, e non chiude le porte del tribunale a nessuno.

Secondo. La section 21 — il rifiuto irragionevole rileva sulle spese — è la sanzione più proporzionata che esista: opera solo a posteriori, solo se il rifiuto era irragionevole, e solo sul piano economico. È già nel nostro art. 8, comma 4-bis, del d.lgs. 28/2010, ma da noi è collegata alla mancata partecipazione al procedimento obbligatorio; in Irlanda opera in un sistema interamente volontario.

Terzo. L'accordo mediato che vale solo come contratto è un arretramento rispetto a quasi tutti gli ordinamenti esaminati. Su questo l'Italia è avanti.

Quarto. Il divieto per il mediatore di formulare proposte è una scelta di modello, non un dettaglio. Vale la pena confrontarla con la proposta del mediatore italiana e con il conciliatore brasiliano che «può suggerire soluzioni»: tre risposte diverse alla stessa domanda su che cosa sia un mediatore.

Quinto. Un Consiglio della mediazione previsto dalla legge e mai istituito, e nessun dato nazionale otto anni dopo. La lezione è che una buona legge senza l'istituzione che la governa non produce né pratica né conoscenza. In Italia abbiamo il registro degli organismi dal 2010 e i dati trimestrali del Ministero: sono ampiamente perfettibili, ma esistono. È più di quanto abbia Dublino.


Note

[1] Mediation Act 2017, Number 27 of 2017. La data di entrata in vigore del 1° gennaio 2018 non è stata riverificata su fonte primaria in questa sessione, ma non è contraddetta da alcuna fonte consultata.

[2] Mediation Act 2017, section 8 (Role of mediator): imparzialità, integrità, gestione dei conflitti di interesse; il mediatore non formula proposte di soluzione.

[3] Mediation Act 2017, section 14 (Practising solicitor and mediation), lett. da (a) a (e), con rinvio alle sections 10 e 11.

[4] Mediation Act 2017, section 14: obbligo di allegare all'atto introduttivo una statutory declaration attestante l'adempimento degli obblighi informativi.

[5] Mediation Act 2017, section 15 (Practising barrister and mediation).

[6] Mediation Act 2017, sections 16 (Court inviting parties to consider mediation), 17 (Mediator report to court) e 19 (Adjourning court proceedings to facilitate mediation). Rettifica: la sospensione dei termini di prescrizione non è disciplinata dalla section 17, come talora si legge, ma dalla section 18.

[7] Mediation Act 2017, section 21 (Factors to be considered by court in awarding costs): rilevanza di ogni «unreasonable refusal or failure» di considerare o di partecipare alla mediazione.

[8] Mediation Act 2017, section 10 (Confidentiality). Rettifica: la riservatezza è alla section 10, non alla section 11.

[9] Mediation Act 2017, section 11 (Enforceability of mediation settlements): l'accordo ha effetto di contratto fra le parti salvo diversa previsione; il giudice può rifiutarne l'esecuzione se non tutela adeguatamente i diritti delle parti o in caso di indebita influenza. Rettifica: l'efficacia dell'accordo è alla section 11, non alla section 12.

[10] Mediation Act 2017, section 18 (Effect of mediation on limitation and prescription periods): non si computa il periodo fra la sottoscrizione dell'agreement to mediate e i trenta giorni successivi alla firma dell'accordo o alla cessazione della mediazione.

[11] Mediation Act 2017, sections 12 (Council) e 13 (Reports of Council): il Ministro «may, by order, declare» che un determinato organismo sia riconosciuto quale Mediation Council of Ireland; non più di un organismo può essere riconosciuto in un dato momento.

[12] NON VERIFICATO IN VIA DEFINITIVA: non risulta emanato alcun decreto ministeriale di riconoscimento del Mediation Council of Ireland ai sensi della section 12; non esiste un sito istituzionale del Consiglio e il Mediators' Institute of Ireland si qualifica come associazione professionale volontaria. Non è stato possibile accedere a fonti ufficiali (Oireachtas, gov.ie) per una conferma definitiva.

[13] Non risultano dati ufficiali aggregati sul numero di mediazioni svolte in Irlanda; non esiste un registro centrale né una relazione annuale nazionale; il Courts Service pubblica una pagina informativa sui servizi di mediazione priva di statistiche.

[14] Legal Aid Board, Family Mediation Service: «We provide a mediation service to families who are divorcing, separating or living apart at no cost».

[15] Legal Aid Board, Annual Report 2024: 2.294 nuovi casi (1.985 «all issues», 309 su rinvio del giudice); 6.911 sessioni; 2.389 casi chiusi con 1.045 accordi; 19 uffici; attesa da 4 a 45 settimane; Mediator Private Practitioner Scheme reso permanente nel 2024 con 211 casi e 422 richiedenti; 61% dei 1.535 richiedenti del servizio di richiamata poi iscritti alla mediazione.

[16] Judicial Separation and Family Law Reform Act 1989, section 5: obbligo del solicitor di discutere riconciliazione e mediazione; certificato allegato all'istanza; possibilità di rinvio del procedimento in mancanza.

[17] Family Law (Divorce) Act 1996, section 7: obbligo speculare a carico del solicitor del convenuto, con certificato allegato al document of appearance.

[18] NON VERIFICATO: il testo della section 6 del Family Law (Divorce) Act 1996, relativa al solicitor dell'attore, non è stato consultato direttamente ed è stato desunto per analogia con la section 7.

[19] Family Courts Act 2024, Number 48 of 2024; section 1(2): entrata in vigore rimessa a uno o più decreti ministeriali, anche differenziati per disposizione e per sede giudiziaria.

[20] NON VERIFICATO: le disposizioni del Family Courts Act 2024 in materia di mediazione e risoluzione alternativa non sono state riscontrate sul testo, non risultato accessibile.

[21] Workplace Relations Commission, relazione annuale 2025: oltre 1.000 mediazioni; conciliazione con tasso di successo dell'85% e oltre 700.000 lavoratori coinvolti; oltre 2.500 decisioni di adjudication con tempo mediano di 39 giorni lavorativi; 5.145 casi ispettivi conclusi e 1.775 con violazioni; 64.648 chiamate al servizio informazioni; 223 procedimenti penali avviati con l'82% di esito positivo; 1.578.924 euro di retribuzioni recuperate.

[22] NON VERIFICATO: i dati della Workplace Relations Commission provengono dal comunicato di presentazione della relazione annuale e sono espressi in cifre arrotondate; il testo integrale della relazione non è stato consultato.

[23] Personal Injuries Resolution Board Act 2022, Number 42 of 2022, promulgato il 13 dicembre 2022: ridenominazione del Personal Injuries Assessment Board in Personal Injuries Resolution Board (An Bord um Réiteach Díobhálacha Pearsanta); section 9, potere di nominare mediatori e di dettare le regole del procedimento di mediazione.

[24] NON VERIFICATO: le statistiche di attività del Personal Injuries Resolution Board non sono state reperite, il sito istituzionale non essendo risultato accessibile.

[25] Financial Services and Pensions Ombudsman, Overview of Complaints: 7.004 reclami ricevuti (+13%); 1.521 risolti mediante mediazione informale per 4.568.025 euro complessivi; 115 decisioni vincolanti; 6.282 reclami chiusi; 91% risolto nelle fasi iniziali; 88% chiuso entro dodici mesi; tempo medio di gestione di 8,3 mesi.

[26] NON VERIFICATO: l'anno solare cui si riferiscono i dati del FSPO (2024 o 2025) non è stato accertato con certezza, poiché la pubblicazione denominata Overview of Complaints riporta di regola i dati dell'anno precedente.

[27] Arbitration Act 2010, Number 1 of 2010, section 6: la legge modello UNCITRAL ha forza di legge nello Stato e si applica sia agli arbitrati commerciali internazionali sia a quelli non internazionali e non commerciali.

[28] Convenzione di New York del 1958: adesione dell'Irlanda il 12 maggio 1981, con la sola riserva di reciprocità e senza riserva di commercialità.

[29] UNCITRAL, stato della Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Singapore): l'Irlanda non figura fra i firmatari né fra le parti.

[30] NON VERIFICATO: lo stato dell'adesione irlandese alla Convenzione di Washington istitutiva dell'ICSID non è stato accertato su fonte primaria.

[31] NON VERIFICATO: il contenuto dell'Order 56A e dell'Order 63A delle Rules of the Superior Courts, compreso il termine di sospensione del procedimento per consentire l'ADR davanti alla Commercial Court, non è stato riscontrato sul testo, non risultato accessibile.

[32] Commissione europea, Quadro di valutazione UE della giustizia 2025: alla figura 5 l'Irlanda risulta priva di dati per il 2023, pur essendovi dati per gli anni 2014-2022; alla figura 6 si annota che non sono disponibili dati per i tribunali di primo e secondo grado di Cipro, Paesi Bassi e Irlanda; l'Irlanda e la Danimarca non registrano separatamente le cause amministrative.

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