Sistemi di composizione dei conflitti in Irlanda (2026)
1. Perché questo dossier. 2. Il Mediation Act 2017. 3. La dichiarazione giurata del solicitor. 4. Il giudice, l'invito e le spese. 5. Riservatezza, esecutività, prescrizione. 6. Il Consiglio che non c'è, e perché. 7. I numeri che non esistono. 8. La mediazione familiare: il servizio gratuito dello Stato. 9. L'obbligo di informare nei procedimenti di famiglia. 10. Il Family Courts Act 2024. 11. Il lavoro: la Workplace Relations Commission. 12. I danni alla persona: dal PIAB al PIRB. 13. Il difensore civico finanziario. 14. Le regole processuali: l'Order 56A. 15. L'arbitrato. 16. Le convenzioni internazionali. 17. L'Irlanda e il Quadro di valutazione UE. 18. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Perché questo dossier
Questo testo riprende e sostituisce due contributi, la ricognizione del 2011 e la «pillola» del 2012. Erano scritti prima del Mediation Act 2017, che ha cambiato tutto, e prima che si potesse vedere che cosa quell'atto abbia effettivamente prodotto.
L'Irlanda interessa per una ragione precisa: ha scelto la via più elegante fra tutte quelle esaminate in questa serie — niente condizione di procedibilità, niente sanzione per chi non media, ma un obbligo professionale rigoroso a carico dell'avvocato e un potere del giudice di far pagare le spese a chi rifiuta senza ragione. Ed è anche il paese che, di tutti, misura di meno.
2. Il Mediation Act 2017
Il Mediation Act 2017 è il Number 27 of 2017 ed è entrato in vigore il 1° gennaio 2018[1]. Si articola in sei parti: disposizioni preliminari (ss. 1-5); la mediazione in generale (ss. 8-13); gli obblighi di solicitor e barrister (ss. 14-15); il ruolo del giudice (ss. 16-22); le sessioni informative in materia di famiglia e successioni (s. 23); le modifiche ad atti precedenti (ss. 24-26).
La section 8 disciplina il ruolo del mediatore: imparzialità, integrità, gestione del conflitto di interessi e — punto che merita attenzione — il mediatore non deve formulare proposte di soluzione[2]. È la scelta opposta a quella brasiliana, dove il conciliatore «può suggerire soluzioni», e a quella italiana, dove la proposta del mediatore è codificata all'art. 11 del d.lgs. 28/2010.
3. La dichiarazione giurata del solicitor
La disposizione centrale è la section 14. Prima di introdurre un giudizio, il solicitor deve:
- consigliare al cliente di prendere in considerazione la mediazione;
- fornirgli informazioni sui servizi di mediazione disponibili, compresi i nominativi di mediatori;
- illustrargli vantaggi e benefici della mediazione;
- avvertirlo che la mediazione è volontaria e può non essere appropriata se è a rischio la sicurezza sua o dei figli;
- informarlo delle sections 10 e 11, cioè della riservatezza e dell'efficacia dell'accordo[3].
E poi il congegno: l'atto introduttivo del giudizio deve essere accompagnato da una statutory declaration del solicitor che attesti di aver adempiuto a tutti questi obblighi[4]. Una dichiarazione giurata, non una spunta su un modulo.
La section 15 pone un obbligo analogo a carico del barrister[5].
Si confronti con i tre modelli che abbiamo già visto. In Polonia l'attore deve dichiarare in citazione se ha tentato la mediazione, ma la norma è priva di sanzione ed è diventata una formula di stile. In Grecia l'omissione dell'informativa comporta l'inammissibilità della discussione della causa. In Irlanda l'obbligo grava sul professionista sotto forma di dichiarazione giurata, che è materia deontologica e, in linea di principio, penale se falsa. Delle tre, la soluzione irlandese è quella che colpisce meglio il destinatario giusto senza penalizzare il cliente.
4. Il giudice, l'invito e le spese
La section 16 consente al giudice, d'ufficio o su istanza di parte, di invitare le parti a considerare la mediazione e di rinviare il procedimento a tal fine; la section 19 disciplina il rinvio; la section 17 il rapporto che il mediatore trasmette al giudice sull'esito[6].
La section 21 è la vera sanzione del sistema: nel decidere sulle spese il giudice può tener conto di ogni «rifiuto o omissione irragionevole» di prendere in considerazione la mediazione o di parteciparvi dopo l'invito[7].
È il modello inglese di Halsey trapiantato in una norma di legge: non si obbliga nessuno a mediare, ma chi rifiuta senza ragione paga le spese anche se vince. La differenza è che l'Irlanda l'ha scritta in un Act del Parlamento invece di lasciarla alla giurisprudenza.
5. Riservatezza, esecutività, prescrizione
Tre disposizioni tecniche, con una precisazione alla numerazione che circola comunemente:
- section 10 — riservatezza di comunicazioni, verbali e appunti, con eccezioni per l'esecuzione dell'accordo e per gli obblighi di legge[8];
- section 11 — efficacia dell'accordo: l'accordo di mediazione ha effetto di contratto fra le parti, salvo diversa previsione; il giudice può rifiutarne l'esecuzione se non tutela adeguatamente i diritti delle parti o in presenza di indebita influenza[9];
- section 18 — prescrizione: il periodo compreso fra la firma dell'accordo di mediare e i trenta giorni successivi alla firma dell'accordo finale (o alla cessazione della mediazione) non si computa ai fini dei termini di prescrizione e decadenza[10].
Si noti la section 11: in Irlanda l'accordo mediato è un contratto, non un titolo esecutivo. È molto meno di quanto prevedano Grecia, Romania, Polonia e Italia. Chi voglia eseguire deve agire in giudizio sul contratto.
6. Il Consiglio che non c'è, e perché
La section 12 prevede che il Ministro possa («may»), con proprio decreto, riconoscere un organismo quale Mediation Council of Ireland, e che non più di un organismo possa essere riconosciuto in un dato momento; la section 13 gli assegna il compito di riferire[11].
Il procedimento è però tutt'altro che semplice, e la lettura del testo spiega molte cose. Prima del decreto il Ministro deve pubblicare un avviso sul sito del Dipartimento della giustizia e su almeno un quotidiano, con la bozza consultabile per non meno di trenta giorni e altri trenta giorni per le osservazioni (s. 12(3)); deve accertare che l'organismo rispetti i requisiti minimi della Schedule e sia «sufficientemente rappresentativo degli interessi della mediazione nel settore» (s. 12(4)); e soprattutto — ed è il punto decisivo — la bozza del decreto deve essere depositata davanti a ciascuna Camera dell'Oireachtas e il decreto non può essere adottato senza una risoluzione approvativa di entrambe (s. 12(7))[12].
Non risulta che quel potere sia mai stato esercitato: il testo consolidato annotato dalla Law Reform Commission non riporta alcun decreto adottato ai sensi della section 12, non esiste un sito istituzionale del Consiglio, e il Mediators' Institute of Ireland continua a presentarsi come associazione professionale volontaria e senza scopo di lucro, senza mai menzionare né l'Act né un riconoscimento ministeriale[13].
Otto anni dopo l'entrata in vigore, dunque, l'Irlanda non ha un organo di autogoverno della mediazione, e non ha nemmeno chi debba raccogliere i dati previsti dalla section 13. Che porta direttamente al paragrafo successivo. E vale la pena notare la lezione di tecnica legislativa: un potere ministeriale facoltativo, subordinato a doppia consultazione pubblica e a doppia risoluzione parlamentare, ha buone probabilità di non essere mai esercitato.
7. I numeri che non esistono
Non risultano dati ufficiali aggregati su quante mediazioni si svolgano in Irlanda. Non c'è un registro centrale, non c'è una relazione annuale nazionale, e il Courts Service pubblica una pagina informativa sui servizi di mediazione senza alcun dato statistico[14].
Esistono soltanto statistiche settoriali, prodotte da singoli enti: il Legal Aid Board per la famiglia, la Workplace Relations Commission per il lavoro, il difensore civico finanziario per i reclami bancari e assicurativi. Sono serie continuative e di buona qualità — i rapporti della WRC coprono senza interruzioni il periodo 2015-2025, quelli del FSPO il 2018-2025 — ma nessuno le somma[15].
L'Irlanda entra così nell'elenco — ormai lungo — dei paesi che hanno una legge sulla mediazione e non sanno dire quante mediazioni si facciano: Lussemburgo, Finlandia, Argentina, California, Svizzera, Romania. La differenza è che qui l'organo che avrebbe dovuto contare era previsto dalla legge e non è mai nato.
8. La mediazione familiare: il servizio gratuito dello Stato
Dove invece i numeri ci sono, sono ottimi. Il Family Mediation Service del Legal Aid Board è interamente gratuito per le famiglie che divorziano, si separano o vivono separate[16].
Dalla relazione annuale 2024:
- 2.294 nuovi casi ricevuti (di cui 1.985 di mediazione «all issues» fra coniugi e 309 su rinvio del giudice);
- 6.911 sessioni di mediazione svolte;
- 2.389 casi chiusi, con 1.045 accordi raggiunti;
- 19 uffici sul territorio;
- tempi di attesa per il primo appuntamento da 4 a 45 settimane, con la maggior parte degli uffici fra 9 e 16;
- il Mediator Private Practitioner Scheme, sperimentale, è stato reso permanente nel 2024: 211 casi (422 richiedenti) inviati a mediatori privati convenzionati;
- il nuovo servizio di richiamata ha portato il 61% dei 1.535 richiedenti a iscriversi poi alla mediazione[17].
Millequarantacinque accordi su 2.389 casi chiusi è un tasso del 43,7%. In materia familiare, e con un servizio gratuito, è un risultato notevole. Il dato scomodo sono le quarantacinque settimane di attesa nell'ufficio peggiore: quasi un anno per il primo appuntamento. Un servizio gratuito senza risorse adeguate diventa un servizio che non c'è.
9. L'obbligo di informare nei procedimenti di famiglia
L'obbligo del solicitor di parlare di riconciliazione e di mediazione precede di quasi trent'anni il Mediation Act, e va citato con i riferimenti giusti.
Il Family Law (Divorce) Act 1996, section 6, rubricato «Garanzie per assicurare la consapevolezza dell'attore circa le alternative al procedimento di divorzio e per agevolare i tentativi di riconciliazione», impone al solicitor che agisce per l'attore, prima di introdurre il procedimento, di:
- discutere con l'attore la possibilità di riconciliazione, fornendogli nomi e indirizzi di persone qualificate ad aiutarla;
- discutere la possibilità di mediazione per giungere a una separazione o a un divorzio consensuale, dandogli «nomi e indirizzi di persone che prestano un servizio di mediazione per coniugi separati» e informandolo delle materie di cui alle sections 10 e 11 del Mediation Act 2017;
- discutere la possibilità di definire la separazione mediante atto scritto o accordo;
- assicurarsi che l'attore sia consapevole della separazione giudiziale come alternativa, ove non vi sia già un decreto[18].
La section 7 pone obblighi speculari a carico del solicitor del convenuto[19]. Analoga disposizione è la section 5 del Judicial Separation and Family Law Reform Act 1989, ed è lì — non nel Family Law Act 1995, come si legge spesso — che va cercata la norma sulla separazione giudiziale[20].
Va però segnalato un punto importante, perché la letteratura continua a descrivere un meccanismo superato: dal 1° gennaio 2018 il Mediation Act 2017 ha sostituito i commi rilevanti di quelle norme, e il vecchio «certificato» del solicitor è stato rimpiazzato dalla statutory declaration[21]. Chi parla di certificato descrive il diritto irlandese vigente fino al 31 dicembre 2017.
10. Il Family Courts Act 2024
Il Family Courts Act 2024 è il Number 48 of 2024. La sua entrata in vigore non è automatica: la section 1(2) rimette al Ministro di fissare con decreto una o più date, anche diverse per disposizioni diverse e per sedi giudiziarie diverse. L'atto istituisce una struttura dedicata di tribunali della famiglia all'interno di District Court, Circuit Court e High Court[22].
La disposizione che qui interessa è la section 8, che detta i guiding principles del nuovo sistema. Il comma 1 li impone alla corte e ai legal practitioners; i commi 3 e 4 li impongono alle parti. Fra i principi, il comma 2 lett. b) obbliga a incoraggiare le parti «a raggiungere un consenso per risolvere le loro controversie familiari senza ricorrere ai tribunali, anche mediante la risoluzione delle questioni controverse con metodi alternativi di risoluzione delle controversie, quali la mediazione», salvo che ciò non sia appropriato per la natura del procedimento o per il rischio di pregiudicare la sicurezza di una parte. Il comma 4 lett. a) ripete lo stesso obiettivo a carico delle parti. Gli altri principi riguardano l'interesse superiore del minore, l'ascolto del minore, l'assenza di ritardi irragionevoli, la gestione attiva del processo con limiti di tempo e di lunghezza degli atti, l'accessibilità e la riduzione della conflittualità[23].
L'atto contiene inoltre l'obbligo che la domanda introduttiva indichi «se sia stata o meno tentata la mediazione ai sensi del Mediation Act 2017», con esclusione di una serie di procedimenti — fra cui quelli fondati sul Domestic Violence Act 2018 e le misure di protezione — e il potere del giudice, d'ufficio o su istanza, di sospendere il procedimento per consentire alle parti di risolvere le questioni tramite mediazione o altro metodo alternativo, «se ritiene che la mediazione o un altro processo di risoluzione alternativa possa essere d'aiuto»[24].
È il congegno polacco — dichiarare se si è provato — ma con due differenze: qui l'esclusione dei procedimenti di violenza domestica è esplicita, e il giudice ha un potere di sospensione che in Polonia manca. Le date dei decreti di entrata in vigore non sono state accertate[25].
11. Il lavoro: la Workplace Relations Commission
La Workplace Relations Commission, istituita dal Workplace Relations Act 2015, è il luogo dove in Irlanda la composizione consensuale funziona su scala industriale. Dalla relazione annuale 2025:
- 1.034 mediazioni svolte, il 16% in più rispetto al 2024 e per la prima volta oltre quota mille dalla costituzione della Commissione nel 2015;
- tasso di risoluzione complessivo del 54%, con una differenza istruttiva: 69% per la mediazione telefonica contro il 50% di quella in presenza o virtuale;
- ulteriori 515 casi ritirati dopo l'intervento del servizio di mediazione ma prima dell'udienza di adjudication, per un totale di 1.866 reclami definiti prima dell'udienza grazie alla mediazione;
- conciliazione collettiva: 540 rinvii relativi a 616 questioni controverse, con un tasso di successo che il testo narrativo del rapporto indica «costantemente superiore all'87%» mentre la pagina delle statistiche sintetiche riporta l'85%;
- adjudication: 10.559 domande corrispondenti a 19.068 reclami specifici; 4.289 udienze tenute e 2.506 decisioni emesse, contro le 4.779 del 2024[26].
Due osservazioni. La prima: la mediazione telefonica funziona meglio di quella in presenza, di quasi venti punti. È un dato che vale la pena di meditare, e che smentisce un pregiudizio diffuso fra i mediatori. La seconda: il crollo delle decisioni da 4.779 a 2.506 in un anno merita una spiegazione che il rapporto non offre, e chi cita il dato più alto deve sapere che si riferisce al 2024.
Nel complesso, questi sono i numeri di un organismo che ha risorse, procedure e un mandato chiaro; sono anche la dimostrazione che il problema irlandese non è culturale, ma di infrastruttura: dove l'infrastruttura c'è, la composizione consensuale funziona.
12. I danni alla persona: dal PIAB al PIRB
Il Personal Injuries Resolution Board Act 2022 (Number 42 of 2022, promulgato il 13 dicembre 2022) ha rinominato il Personal Injuries Assessment Board in Personal Injuries Resolution Board e, alla section 9, gli ha attribuito il potere di nominare mediatori e di dettare le regole del procedimento di mediazione[27].
È un passaggio interessante: l'organismo che dal 2004 valutava in via amministrativa i danni alla persona — sottraendoli al giudizio ordinario — diventa anche organismo di mediazione. Le statistiche di attività non sono state reperite, il sito istituzionale non essendo risultato accessibile in due successive ricognizioni[28].
13. Il difensore civico finanziario
Il Financial Services and Pensions Ombudsman pubblica ogni anno un quadro dei reclami. L'edizione relativa al 2025, pubblicata nel marzo 2026:
- 7.004 reclami ricevuti, in crescita del 13% sul 2024;
- 1.521 risolti mediante mediazione informale del Dispute Resolution Service, per un valore complessivo di transazioni di 4.568.025 euro;
- 6.282 reclami chiusi (+6%); il 91% risolto nelle fasi iniziali senza indagine formale; l'88% chiuso entro dodici mesi; tempo medio di gestione di 8,3 mesi, ridotto a sette escludendo i mutui indicizzati[29].
Va qui fatta una precisazione su un dato circolato in forma imprecisa. Le 115 decisioni vincolanti citate nel rapporto 2025 non sono il totale: sono le sole decisioni «relative ai tassi dei mutui indicizzati» (tracker mortgage). Il rapporto 2025 non fornisce un totale aggregato per tutti i settori[30].
Per un confronto corretto serve il rapporto 2024, che riporta 6.185 reclami ricevuti, 1.407 accordi in mediazione per 4.271.372 euro, 271 decisioni vincolanti e un tempo medio di 8,4 mesi[31]. Il rapporto fra composizione consensuale e decisione è dunque di circa cinque a uno — non tredici a uno, come avevo scritto sulla base del dato parziale. Resta un buon rapporto, e resta il modello che ogni sistema di ADR settoriale dovrebbe puntare a raggiungere.
14. Le regole processuali: l'Order 56A
Le Rules of the Superior Courts dedicano all'ADR l'Order 56A, che va citato nella versione giusta: quella del 2010 non è più in vigore. Lo Statutory Instrument n. 13 del 2018, in vigore dal 22 gennaio 2018, ha sostituito integralmente l'intero Order 56A, ora intitolato «Mediation and other alternative dispute resolution processes»[32].
Il contenuto vigente, in sintesi:
- r. 1: definizioni; «un altro processo ADR» significa «conciliazione o altro processo di risoluzione delle controversie approvato dalla Corte, ma non comprende la mediazione né l'arbitrato»;
- r. 3: la Corte può emettere d'ufficio l'invito a considerare la mediazione; l'istanza di parte per il rinvio ex section 19(1) si propone con motion on notice, non necessariamente sorretta da affidavit;
- r. 4: se in mediazione le parti concordano i termini di un provvedimento, «la Corte può emetterlo»;
- r. 5: esecuzione dell'accordo ex section 11(3), con notifica e deposito non oltre quattordici giorni prima dell'udienza e repliche entro sette;
- r. 7: deposito della relazione del mediatore ex section 17;
- r. 8: deposito in Central Office delle statutory declarations ex sections 14(2) e 15(2), con copia notificata al convenuto;
- r. 9: i termini non decorrono durante il periodo di rinvio disposto per agevolare la mediazione, salvo diverso ordine;
- r. 10: per gli altri processi ADR, la Corte può rinviare «per il tempo che la Corte ritenga giusto e conveniente» — nessun termine fisso;
- r. 12: l'istanza non può essere proposta oltre ventotto giorni prima della data in cui il procedimento è iscritto per la prima volta a udienza, salvo speciali ragioni[33].
Attenzione a un equivoco ricorrente, nel quale ero incorso anch'io: i ventotto giorni della r. 12 sono un termine di decadenza per proporre l'istanza, non una durata massima di sospensione del processo. La durata del rinvio è invece rimessa alla Corte senza limite predeterminato. Quanto al potere della Commercial Court di sospendere il procedimento per l'ADR (Order 63A), il testo non è stato reperito e non ne riporto il contenuto[34].
Da segnalare infine che lo stesso S.I. del 2018 ha sostituito l'Order 99 r. 1B, che nella versione del 2010 consentiva alla Corte di tener conto, in sede di spese, del «rifiuto o dell'omissione senza buona ragione di partecipare a un processo ADR», e che oggi rinvia direttamente alle materie di cui alla section 21 del Mediation Act 2017[35].
15. L'arbitrato
L'Arbitration Act 2010 (Number 1 of 2010) ha fatto una scelta radicale e ammirevole per la sua semplicità: la section 6 attribuisce forza di legge alla legge modello UNCITRAL e la rende applicabile tanto agli arbitrati internazionali commerciali quanto a quelli interni e non commerciali[36].
Un solo regime per tutto. Nessuna distinzione fra arbitrato rituale e irrituale, fra interno e internazionale, fra commerciale e no. Chi si misura con il nostro Libro IV del codice di procedura civile può apprezzare l'eleganza della scelta.
16. Le convenzioni internazionali
Convenzione di New York: l'Irlanda ha aderito il 12 maggio 1981 formulando la sola riserva di reciprocità, e non quella di commercialità: la applica dunque a tutte le controversie arbitrabili[37].
Convenzione di Washington (ICSID): l'Irlanda l'ha firmata il 30 agosto 1966 e ratificata il 7 aprile 1981, con entrata in vigore il 7 maggio 1981[38].
Convenzione di Singapore sulla mediazione: l'Irlanda non figura né fra i firmatari né fra le parti[39], come nessuno Stato membro dell'Unione.
17. L'Irlanda e il Quadro di valutazione UE
Ed eccoci al dato più eloquente di tutto il dossier, che non riguarda la mediazione ma la trasparenza.
Nel Quadro di valutazione UE della giustizia, alla figura sui tempi di definizione delle cause civili e commerciali contenziose l'Irlanda compare con «nessun dato». E l'Irlanda, insieme alla Danimarca, non registra separatamente le cause amministrative, il che la esclude da diverse tabelle comparative[40].
Il punto va aggiornato, perché nel frattempo è cambiato — e non a favore dell'Irlanda. Nell'edizione 2025 gli Stati privi di dati alla figura sui tempi erano tre: Cipro, Paesi Bassi e Irlanda. Nell'edizione 2026, che pubblica i dati del 2024, Cipro e Paesi Bassi hanno cominciato a fornirli — Cipro per la prima volta in assoluto, con 682 giorni in primo grado; i Paesi Bassi con 124. L'Irlanda è rimasta sola: è oggi l'unico Stato membro dell'Unione che non comunica alla Commissione né i tempi di definizione, né il numero di cause pendenti, né il tasso di smaltimento del proprio contenzioso civile[41].
Vale la pena soffermarsi su Cipro, perché il confronto è impietoso in un senso inatteso. Cipro ha una giustizia civile fra le più lente d'Europa, un'amministrazione giudiziaria in difficoltà riconosciuta e una riforma processuale importata di recente. Ha comunque trovato il modo di misurarsi e di pubblicare i propri numeri, per quanto brutti. L'Irlanda, che non ha nessuno di quei problemi, no.
Un paese di common law con una tradizione giuridica solidissima e un'amministrazione efficiente non è in grado di dire alla Commissione europea quanto durano le sue cause civili. Non è un dettaglio tecnico: è la stessa ragione per cui non sa quante mediazioni si facciano sul suo territorio. Non si misura ciò che non si considera un problema da governare.
E qui arriva il paradosso che chiude il dossier. L'Irlanda non misura nulla, non ha un consiglio della mediazione, non ha un registro nazionale dei mediatori, non ha alcuna condizione di procedibilità — e nella rilevazione della Commissione europea sugli strumenti di promozione e incentivazione dell'ADR, aggiornata al 2025, sta ventunesima su ventisei[42]. Sulla carta, il fanalino di coda dell'Europa occidentale.
Poi si guarda l'unico indicatore che misura il risultato anziché gli strumenti. Nel Rule of Law Index del World Justice Project, il sotto-fattore dedicato all'accessibilità, all'imparzialità e all'efficacia percepite dei meccanismi alternativi assegna all'Irlanda 0,800 nel 2025: il quinto valore fra tutti i paesi esaminati in questa serie, dietro Norvegia, Danimarca, Repubblica ceca e Germania, e davanti a Spagna, Belgio, Francia, Grecia e Italia[43].
Ventunesima per strumenti di promozione, quinta per qualità percepita. Il contrasto è il dato più utile che questo dossier possa offrire al dibattito italiano, e va enunciato senza ammorbidirlo: la qualità percepita della composizione amichevole non è funzione del numero di incentivi, di obblighi e di apparati che uno Stato le costruisce intorno. L'Irlanda ottiene con un obbligo professionale a carico dell'avvocato e una sanzione sulle spese quel che altri non ottengono con condizioni di procedibilità, registri, crediti d'imposta e campagne di comunicazione.
Il che non assolve l'Irlanda dalla sua opacità statistica: un paese che non conta non può nemmeno dimostrare di aver ragione, e un punteggio percettivo non è una serie di dati. Ma consiglia prudenza a chi ritiene che il problema italiano si risolva aggiungendo strumenti.
18. Che cosa può leggere l'Italia
Primo. La statutory declaration della section 14 è il modello migliore fra quelli esaminati per far funzionare l'informativa dell'avvocato: obbligo dettagliato, contenuto tipizzato per legge, dichiarazione giurata allegata all'atto. Colpisce il professionista, non il cliente, e non chiude le porte del tribunale a nessuno.
Secondo. La section 21 — il rifiuto irragionevole rileva sulle spese — è la sanzione più proporzionata che esista: opera solo a posteriori, solo se il rifiuto era irragionevole, e solo sul piano economico. È già nel nostro art. 8, comma 4-bis, del d.lgs. 28/2010, ma da noi è collegata alla mancata partecipazione al procedimento obbligatorio; in Irlanda opera in un sistema interamente volontario.
Terzo. L'accordo mediato che vale solo come contratto è un arretramento rispetto a quasi tutti gli ordinamenti esaminati. Su questo l'Italia è avanti.
Quarto. Il divieto per il mediatore di formulare proposte è una scelta di modello, non un dettaglio. Vale la pena confrontarla con la proposta del mediatore italiana e con il conciliatore brasiliano che «può suggerire soluzioni»: tre risposte diverse alla stessa domanda su che cosa sia un mediatore.
Quinto. Il 69% di successo della mediazione telefonica della WRC contro il 50% di quella in presenza è il dato più controintuitivo di questa serie di dossier, e meriterebbe uno studio.
Sesto. Un Consiglio della mediazione previsto dalla legge, subordinato a doppia risoluzione parlamentare e mai istituito, e nessun dato nazionale otto anni dopo. La lezione è che una buona legge senza l'istituzione che la governa non produce né pratica né conoscenza, e che il modo in cui si scrive la norma istitutiva determina se quell'istituzione nascerà. In Italia abbiamo il registro degli organismi dal 2010 e i dati trimestrali del Ministero: sono ampiamente perfettibili, ma esistono.
Note
[1] Mediation Act 2017, Number 27 of 2017, in vigore dal 1° gennaio 2018 (S.I. No. 591/2017).
[2] Mediation Act 2017, section 8 (Role of mediator): imparzialità, integrità, gestione dei conflitti di interesse; il mediatore non formula proposte di soluzione.
[3] Mediation Act 2017, section 14 (Practising solicitor and mediation), lett. da (a) a (e), con rinvio alle sections 10 e 11.
[4] Mediation Act 2017, section 14: obbligo di allegare all'atto introduttivo una statutory declaration attestante l'adempimento degli obblighi informativi.
[5] Mediation Act 2017, section 15 (Practising barrister and mediation).
[6] Mediation Act 2017, sections 16 (Court inviting parties to consider mediation), 17 (Mediator report to court) e 19 (Adjourning court proceedings to facilitate mediation). Precisazione: la sospensione dei termini di prescrizione non è disciplinata dalla section 17, come talora si legge, ma dalla section 18.
[7] Mediation Act 2017, section 21 (Factors to be considered by court in awarding costs): rilevanza di ogni «unreasonable refusal or failure» di considerare o di partecipare alla mediazione.
[8] Mediation Act 2017, section 10 (Confidentiality). Precisazione: la riservatezza è alla section 10, non alla section 11.
[9] Mediation Act 2017, section 11 (Enforceability of mediation settlements): l'accordo ha effetto di contratto fra le parti salvo diversa previsione; il giudice può rifiutarne l'esecuzione se non tutela adeguatamente i diritti delle parti o in caso di indebita influenza. Precisazione: l'efficacia dell'accordo è alla section 11, non alla section 12.
[10] Mediation Act 2017, section 18 (Effect of mediation on limitation and prescription periods): non si computa il periodo fra la sottoscrizione dell'agreement to mediate e i trenta giorni successivi alla firma dell'accordo o alla cessazione della mediazione.
[11] Mediation Act 2017, sections 12 (Council) e 13 (Reports of Council): il Ministro «may, by order, declare» che un determinato organismo sia riconosciuto quale Mediation Council of Ireland; non più di un organismo può essere riconosciuto in un dato momento (s. 12(2)); potere di revoca previe rappresentanze dell'organismo (ss. 12(5)-(6)); divieto per chiunque altro di usare la denominazione (s. 12(8)).
[12] Mediation Act 2017, section 12(3) (avviso sul sito del Department of Justice e su almeno un quotidiano, bozza consultabile per non meno di trenta giorni e ulteriori trenta giorni per le osservazioni), 12(4) (rispetto dei requisiti minimi della Schedule e rappresentatività «sufficiently representative of mediation interests involved in the mediation sector») e 12(7) (deposito della bozza del decreto davanti a ciascuna Camera dell'Oireachtas e necessità di risoluzione approvativa di entrambe).
[13] Resta da confermare in via definitiva: non risulta emanato alcun decreto ministeriale di riconoscimento del Mediation Council of Ireland ai sensi della section 12. Il testo consolidato annotato dalla Law Reform Commission non riporta alcuno strumento attuativo della section 12; non esiste un sito istituzionale del Consiglio; il Mediators' Institute of Ireland si qualifica come associazione professionale volontaria e non menziona il Mediation Act 2017 né un riconoscimento ministeriale.
[14] Non risultano dati ufficiali aggregati sul numero di mediazioni svolte in Irlanda; non è stato individuato un registro centrale né una relazione annuale nazionale; il Courts Service pubblica una pagina informativa sui servizi di mediazione priva di statistiche.
[15] Le serie settoriali disponibili sono i Annual Reports della Workplace Relations Commission (2015-2025) e gli Overview of Complaints del Financial Services and Pensions Ombudsman (2018-2025). Non è stato possibile verificare i Annual Reports del Courts Service né eventuali pubblicazioni della Legal Services Regulatory Authority o del Department of Justice.
[16] Legal Aid Board, Family Mediation Service: «We provide a mediation service to families who are divorcing, separating or living apart at no cost».
[17] Legal Aid Board, Annual Report 2024: 2.294 nuovi casi (1.985 «all issues», 309 su rinvio del giudice); 6.911 sessioni; 2.389 casi chiusi con 1.045 accordi; 19 uffici; attesa da 4 a 45 settimane; Mediator Private Practitioner Scheme reso permanente nel 2024 con 211 casi e 422 richiedenti; 61% dei 1.535 richiedenti del servizio di richiamata poi iscritti alla mediazione.
[18] Family Law (Divorce) Act 1996, section 6, rubricata «Safeguards to ensure applicant's awareness of alternatives to divorce proceedings and to assist attempts at reconciliation»: comma 2 lett. a) (riconciliazione, con nomi e indirizzi di persone qualificate), lett. b) (mediazione, con nomi e indirizzi di chi presta il servizio, e informazione sulle materie di cui alle sections 10 e 11 del Mediation Act 2017), lett. c) (definizione mediante deed o accordo); comma 3 (consapevolezza della separazione giudiziale come alternativa); comma 6 (facoltà del Ministro di istituire un Register of Professional Organisations).
[19] Family Law (Divorce) Act 1996, section 7: obblighi speculari a carico del solicitor del convenuto.
[20] Judicial Separation and Family Law Reform Act 1989, section 5: obbligo del solicitor di discutere riconciliazione e mediazione e possibilità di rinvio del procedimento in mancanza dell'adempimento. La norma non è contenuta nel Family Law Act 1995, come talora riportato.
[21] Cronologia: dal 1° gennaio 2018 il Mediation Act 2017 ha sostituito i commi 2 lett. b) e 4 della section 6 del Family Law (Divorce) Act 1996 e le disposizioni corrispondenti dell'Act del 1989, rimpiazzando il precedente meccanismo del «certificato» del solicitor con la statutory declaration. Il riferimento al certificato descrive il diritto vigente fino al 31 dicembre 2017.
[22] Family Courts Act 2024, Number 48 of 2024; section 1(2): entrata in vigore rimessa a uno o più decreti ministeriali, anche differenziati per disposizione e per sede giudiziaria. Struttura: Parte 1 (ss. 1-7) disposizioni preliminari e generali; Parte 2 (s. 8) Guiding Principles; Parte 3 (ss. 9-17) Family High Court.
[23] Family Courts Act 2024, section 8: comma 1 (principi vincolanti per la corte e per i legal practitioners); comma 2 lett. a) (interesse superiore del minore, ascolto del minore, assenza di ritardi irragionevoli), lett. b) (incoraggiamento del consenso «including by the resolution of issues in dispute by means of alternative dispute resolution methods, such as mediation», salvo inappropriatezza per la natura del procedimento o per il rischio di pregiudicare la sicurezza di una parte), lett. c) (gestione attiva del processo, con limiti di tempo e di numero di parole), lett. d) (accessibilità, riduzione della conflittualità, esiti giusti, efficienti ed economici); commi 3 e 4 (principi speculari a carico delle parti, con lett. a) del comma 4 sull'obiettivo del consenso mediante metodi alternativi).
[24] Family Courts Act 2024: obbligo che la domanda introduttiva indichi «whether or not mediation under the Mediation Act 2017 has been attempted», con esclusione dei procedimenti fondati su Status of Children Act 1987, Child Care Act 1991, nullità ex Family Law Act 1995, Civil Registration Act 2004, nullità ex Civil Partnership Act 2010, Adoption Act 2010, Gender Recognition Act 2015, Domestic Violence Act 2018 e misure di protezione; potere del giudice, d'ufficio o su istanza, di sospendere il procedimento per consentire la mediazione o altro processo di risoluzione alternativa. Resta da confermare la numerazione esatta delle sezioni che contengono queste disposizioni.
[25] Restano da confermare i commencement orders del Family Courts Act 2024 e le porzioni dell'atto entrate in vigore fino al 2026: l'atto non risulta ancora incluso nei Revised Acts della Law Reform Commission.
[26] Workplace Relations Commission, Annual Report 2025: sezione 4.4, 1.034 mediazioni (+16% sul 2024), tasso di risoluzione complessivo del 54%, mediazione telefonica 69%, mediazione in presenza e virtuale 50%; 515 casi ritirati dopo l'intervento del servizio di mediazione ma prima dell'udienza di adjudication, per un totale di 1.866 reclami specifici definiti prima dell'udienza; conciliazione, 540 collective referrals per 616 matters in dispute, con tasso di successo indicato come «above 87%» nel testo narrativo e come 85% nella pagina delle statistiche sintetiche; adjudication, 10.559 Complaint Applications corrispondenti a 19.068 reclami specifici, 4.289 udienze tenute e 2.506 decisioni emesse, contro 4.779 nel 2024.
[27] Personal Injuries Resolution Board Act 2022, Number 42 of 2022, promulgato il 13 dicembre 2022: ridenominazione del Personal Injuries Assessment Board in Personal Injuries Resolution Board (An Bord um Réiteach Díobhálacha Pearsanta); section 9, potere di nominare mediatori e di dettare le regole del procedimento di mediazione.
[28] Restano da confermare le statistiche di attività del Personal Injuries Resolution Board, comprese le mediazioni avviate e concluse dall'attivazione della funzione.
[29] Financial Services and Pensions Ombudsman, Overview of Complaints 2025, pubblicato nel marzo 2026: 7.004 reclami ricevuti (+13% sul 2024); 1.521 reclamanti hanno ottenuto un accordo in mediazione tramite il Dispute Resolution Service, per un valore complessivo di 4.568.025 euro; 6.282 reclami chiusi (+6%); 88% chiuso entro dodici mesi; 91% trattato nelle fasi iniziali senza indagine formale; tempo medio di 8,3 mesi, ridotto a sette mesi escludendo i reclami sui mutui indicizzati.
[30] Testo della fonte: il rapporto FSPO 2025 riporta testualmente che «The Ombudsman issued 115 tracker mortgage interest rate related legally binding decisions in 2025». Le 115 decisioni riguardano quindi il solo contenzioso sui mutui indicizzati e non costituiscono il totale delle decisioni vincolanti, che il rapporto 2025 non riporta in forma aggregata.
[31] Financial Services and Pensions Ombudsman, Overview of Complaints 2024, pubblicato nel marzo 2025: 6.185 reclami ricevuti; 1.407 accordi in mediazione per 4.271.372 euro; 271 decisioni legalmente vincolanti; 5.907 reclami chiusi; tempo medio di 8,4 mesi, ridotto a 7,2 escludendo i mutui indicizzati.
[32] Rules of the Superior Courts (Mediation) 2018, S.I. No. 13 of 2018, in vigore dal 22 gennaio 2018: sostituzione integrale dell'Order 56A, ora intitolato «Mediation and other alternative dispute resolution processes»; modifica dell'Order 1A r. 12 (nuovo sub-rule 5), dell'Order 70A r. 5 con nuova Appendix KK e dell'Order 99 r. 1B. La versione precedente dell'Order 56A era stata introdotta dallo S.I. No. 502 of 2010, in vigore dal 16 novembre 2010.
[33] Order 56A delle Rules of the Superior Courts, rr. 1-12, nella versione introdotta dallo S.I. No. 13 of 2018: r. 1 (definizioni, con «another ADR process» pari a «conciliation or such other dispute resolution process as may be approved by the Court, but does not include mediation or arbitration»); r. 2 (domande ex section 16, per motion on notice); r. 3 (invito d'ufficio della Corte e istanza di rinvio ex section 19(1)); r. 4 (emissione del provvedimento concordato in mediazione); r. 5 (esecuzione dell'accordo ex section 11(3), con notifica e deposito non oltre quattordici giorni prima dell'udienza e repliche entro sette giorni); r. 6 (domande al Master ai sensi delle European Communities (Mediation) Regulations 2011); r. 7 (relazione del mediatore ex section 17); r. 8 (deposito delle statutory declarations ex sections 14(2) e 15(2)); r. 9 (sospensione dei termini durante il rinvio); r. 10 (rinvio per gli altri processi ADR «for such time as the Court considers just and convenient»); r. 11 (modalità dell'istanza); r. 12 (termine di ventotto giorni prima della prima iscrizione a udienza per la proposizione dell'istanza, salvo speciali ragioni).
[34] Resta da confermare il contenuto dell'Order 63A rule 6(1)(xiii) delle Rules of the Superior Courts sul potere della Commercial Court di sospendere il procedimento per consentire l'ADR, e la relativa durata. Si segnala che i ventotto giorni verificati appartengono all'Order 56A r. 12 e costituiscono un termine di decadenza per la proposizione dell'istanza, non una durata di sospensione.
[35] Order 99 r. 1B delle Rules of the Superior Courts: nella versione introdotta nel 2010 consentiva alla Corte di «have regard to the refusal or failure without good reason of any party to participate in any ADR process»; dal 2018 rinvia alle materie di cui alla section 21 del Mediation Act 2017.
[36] Arbitration Act 2010, Number 1 of 2010, section 6: la legge modello UNCITRAL ha forza di legge nello Stato e si applica sia agli arbitrati commerciali internazionali sia a quelli non internazionali e non commerciali.
[37] Convenzione di New York del 1958: adesione dell'Irlanda il 12 maggio 1981, con la sola riserva di reciprocità e senza riserva di commercialità.
[38] ICSID, List of Contracting States and Other Signatories of the Convention (doc. ICSID/3): Irlanda, firma il 30 agosto 1966, deposito della ratifica il 7 aprile 1981, entrata in vigore il 7 maggio 1981.
[39] UNCITRAL, stato della Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Singapore): l'Irlanda non figura fra i firmatari né fra le parti.
[40] Commissione europea, Quadro di valutazione UE della giustizia 2025: alla figura 5 l'Irlanda risulta priva di dati per il 2023, pur essendovi dati per gli anni 2014-2022; alla figura 6 si annota che non sono disponibili dati per i tribunali di primo e secondo grado di Cipro, Paesi Bassi e Irlanda; l'Irlanda e la Danimarca non registrano separatamente le cause amministrative, il che le esclude dalle figure 3, 7, 8, 11 e 14.
[41] Commissione europea, 2026 EU Justice Scoreboard e Quantitative data factsheet (giugno 2026), figure 2, 5, 6, 10 e 13, dati 2024: Cipro compare per la prima volta (682 giorni in primo grado, 1.426 in secondo, 314 in terzo; 1,3 cause sopravvenute e 3,7 pendenti ogni cento abitanti) e i Paesi Bassi tornano a fornire il dato di primo grado (124 giorni). L'Irlanda risulta priva di dati in tutte e cinque le figure.
[42] Commissione europea, 2026 EU Justice Scoreboard, figura 27, «Promotion of and incentives for using ADR methods», dati 2025: massimo teorico sessantotto punti, diciassette indicatori per ciascuna delle quattro aree (civile e commerciale, lavoro, consumo, amministrativo). Graduatoria decrescente dei ventisei Stati censiti: Danimarca, Germania, Spagna, Lituania, Francia, Polonia, Ungheria, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Lettonia, Bulgaria, Romania, Grecia, Estonia, Austria, Slovenia, Italia, Repubblica ceca, Svezia, Irlanda, Lussemburgo, Slovacchia, Malta, Cipro, Finlandia. La nota metodologica precisa che in Irlanda le cause amministrative sono computate fra quelle civili e commerciali.
[43] World Justice Project, Rule of Law Index, sotto-fattore 7.7 «Alternative dispute resolution mechanisms are accessible, impartial, and effective», serie 2015-2025. L'indicatore misura l'accessibilità, l'imparzialità e l'efficacia percepite dei meccanismi alternativi, non il volume di utilizzo. Irlanda: 0,843 (2021), 0,819 (2022), 0,814 (2023), 0,833 (2024), 0,800 (2025); la serie irlandese inizia nel 2021. Termini di raffronto 2025: Norvegia 0,917, Danimarca 0,851, Repubblica ceca 0,805, Germania 0,802, Irlanda 0,800, Lussemburgo 0,798, Spagna 0,795, Belgio 0,780, Francia 0,752, Regno Unito 0,751, Grecia 0,742, Italia 0,693.
Nota
Questo dossier riprende e sostituisce i contributi seguenti:
- Strumenti di composizione dei conflitti nella Repubblica d'Irlanda — 2 giugno 2011
- La mediazione in pillole: Repubblica d'Irlanda — 21 gennaio 2012