Sistemi di composizione dei conflitti nel Regno Unito: Scozia e Irlanda del Nord (2026)

1. Perché questo dossier è stato riscritto. 2. Scozia: la riforma delle corti civili. 3. La Simple Procedure. 4. La mediazione civile scozzese: nessun obbligo, molte cliniche. 5. Il dibattito sulla compulsione e la legge mai nata. 6. La mediazione familiare e il pilota che non è partito. 7. L'arbitrato scozzese. 8. I numeri della giustizia civile scozzese. 9. Irlanda del Nord: la riforma degli Ombudsman. 10. La mediazione civile nordirlandese. 11. Il lavoro: l'unico ADR obbligatorio delle due giurisdizioni. 12. L'arbitrato in Irlanda del Nord. 13. La mediazione familiare. 14. Le revisioni Gillen e le riforme in corso. 15. I numeri. 16. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché questo dossier è stato riscritto

Questo testo sostituisce la seconda parte del dossier pubblicato l'8 novembre 2012. Rispetto a Inghilterra e Galles, dove il quadro è stato ribaltato da una sentenza e da una riforma delle regole processuali, qui il cambiamento ha un'altra natura: in Scozia è stata ricostruita da capo l'architettura delle corti civili, in Irlanda del Nord è stato riorganizzato il sistema degli Ombudsman. Sulla mediazione, invece, entrambe le giurisdizioni sono rimaste dove erano — ed è un dato che merita di essere detto con chiarezza, perché contraddice l'immagine di un Regno Unito uniformemente incamminato verso l'obbligatorietà.

Chi legge queste pagine cercando il corrispettivo scozzese o nordirlandese di Churchill e delle Civil Procedure Rules riformate non lo troverà. In nessuna delle due giurisdizioni esiste una legge organica sulla mediazione, un obbligo generale di mediare, un rinvio automatico o un equivalente del MIAM. La differenza interna al Regno Unito, su questo punto, è oggi più marcata di quanto fosse nel 2012.

2. Scozia: la riforma delle corti civili

Il dossier del 2012 descriveva un assetto che era già sotto esame — la revisione di Lord Gill sulle corti civili scozzesi era del 2009 — ma che allora era ancora in vigore. Quella revisione è stata attuata[1], e le conseguenze sono profonde.

Dal 22 settembre 2015 la competenza esclusiva dello sheriff court è passata da cinquemila a centomila sterline[2]: i procedimenti civili il cui valore complessivo, al netto di interessi e spese, non superi quella soglia possono essere proposti soltanto davanti allo sheriff. Nella stessa data è nata la Sheriff Personal Injury Court, con sede a Edimburgo e competenza nazionale sul danno alla persona. Dal 1° gennaio 2016 l'appello civile non va più direttamente alla Court of Session ma passa per la Sheriff Appeal Court[3], che siede con collegio di tre giudici o con giudice monocratico a seconda del valore e della complessità.

Sono tre cambiamenti che, presi insieme, spostano il baricentro del contenzioso civile scozzese verso il livello inferiore della giurisdizione. Qualunque descrizione che collochi ancora a cinquemila sterline la soglia dello sheriff court, o che dia per esistente l'appello diretto alla Court of Session, è oggi semplicemente inesatta.

3. La Simple Procedure

Dal 28 novembre 2016 la procedura di small claims non esiste più: è stata sostituita dalla Simple Procedure[4], che si applica alle cause di valore fino a cinquemila sterline e ammette tre tipi di domanda — pagamento di somme entro la soglia, consegna o recupero di beni mobili, e specific implement, questi ultimi due soltanto con domanda alternativa di pagamento entro il limite.

Va corretta una semplificazione che circola, e che il dossier stesso rischiava di accreditare: la Simple Procedure non ha assorbito anche la summary cause. Ne ha assorbito soltanto la fase uno, cioè le cause più semplici; le fasi successive, annunciate nel 2016 come imminenti, non sono mai state introdotte. A dieci anni di distanza la summary cause è ancora in vita, e nel 2022-23 è addirittura cresciuta del settantadue per cento. È un dato giuridicamente significativo: una riforma processuale rimasta a metà per un decennio, con due binari paralleli che continuano a convivere[5].

Sul ruolo della composizione amichevole la guida ufficiale è esplicita nel raccomandarla: prima di depositare la domanda «è importante avere tentato di comporre la controversia», e la risoluzione alternativa è indicata come opzione preliminare. Ma si tratta di incoraggiamento: non esiste alcun rinvio obbligatorio. Sarebbe però sbagliato dire che le regole tacciono. Il testo delle Simple Procedure Rules costruisce un vero impianto di doveri reciproci, che vale la pena riportare perché è il modello intermedio di cui l'Italia discute senza saperlo già scritto altrove. La regola 1.2, fra i principi, dispone che «le parti sono da incoraggiare a comporre le loro controversie mediante negoziazione o risoluzione alternativa». La regola 1.4 pone in capo allo sheriff il dovere di «incoraggiare la definizione delle cause mediante negoziazione o risoluzione alternativa, ove possibile». La regola 1.5 pone in capo alle parti il dovere di «valutare per tutta la durata del procedimento se la controversia possa essere risolta mediante negoziazione o risoluzione alternativa» e di «affrontare qualunque negoziazione o risoluzione alternativa con atteggiamento aperto e costruttivo». La regola 1.8 attribuisce allo sheriff il potere di «fare qualunque cosa o emettere qualunque ordine ritenuto necessario a incoraggiare la negoziazione o la risoluzione alternativa fra le parti»[6].

La Scozia ha cioè scelto doveri procedurali reciproci senza sanzione: non l'esortazione generica del vecchio modello volontario, non il potere di ordinare che l'Inghilterra si è data dopo Churchill. È il terzo modello, ed è quello di cui in Italia si parla meno.

4. La mediazione civile scozzese: nessun obbligo, molte cliniche

Il punto va detto senza giri di parole: al 2026 in Scozia non esiste alcun obbligo legale di mediare, né una legge organica sulla mediazione. Il registro scozzese dei mediatori è uno standard professionale volontario, non un albo obbligatorio: l'iscrizione richiede formazione, aggiornamento continuo, assicurazione e una procedura di reclamo, e dà accesso al riconoscimento come mediatore ammesso al patrocinio a spese dello Stato[7].

Ciò che è cresciuto, e molto, è un'altra cosa: la rete delle cliniche di mediazione gratuita agganciate agli sheriff court. Nel novembre 2023 il Governo scozzese ha stanziato oltre 251.000 sterline per l'esercizio 2023-24 — ripartite fra la clinica di mediazione della University of Strathclyde, il servizio di mediazione del Citizens Advice Bureau di Edimburgo e Scottish Mediation — portando le sedi da ventidue a trentacinque, con diciassette nuovi presìdi aperti da Strathclyde[8]. Il servizio è gratuito e riguarda le controversie civili fino a cinquemila sterline, cioè esattamente il perimetro della Simple Procedure.

È questo, oggi, il vero motore della mediazione civile scozzese: volontaria, gratuita, universitaria e agganciata al binario processuale delle cause minori. Un modello opposto a quello inglese, e che vale la pena osservare proprio per il contrasto.

Sui risultati la prudenza è d'obbligo. In un simposio tenutosi a Edimburgo nel marzo 2026 sono stati riferiti dati incoraggianti sul modello Simple Procedure — circa il quindici per cento delle cause difese rinviate a mediazione, con un tasso di composizione intorno al settanta per cento — accompagnati dalla raccomandazione di estenderlo alle cause ordinarie e commerciali e di adottare finalmente una legge scozzese sulla mediazione[9]. Sono però dati riferiti in sede convegnistica, non statistiche ufficiali, e come tali vanno citati.

5. Il dibattito sulla compulsione e la legge mai nata

La Scozia ha discusso a lungo di mediazione obbligatoria, e la vicenda merita di essere raccontata perché si è conclusa in un nulla di fatto istruttivo.

Il 28 giugno 2019 un gruppo di esperti co-presieduto da John Sturrock QC e Alun Thomas ha pubblicato un rapporto con ventisette raccomandazioni[10], articolate su cinque aree: nella gestione del caso «un certo grado di compulsione dovrebbe essere incorporato nel sistema», con un ufficio dedicato alla risoluzione precoce incaricato dei rinvii tramite un albo di mediatori; un finanziamento accessibile a tutte le parti; standard di accreditamento e regole processuali che impongano al giudice di incoraggiare la mediazione salvo buone ragioni contrarie; una legge sulla mediazione con quadro regolatorio e tutela della riservatezza; formazione e sensibilizzazione.

La risposta del Governo, del 10 dicembre 2019[11], è stata di apertura senza impegni: richiesta di un approccio di sistema anziché di riforme parziali, e salvaguardia del diritto di accesso al giudice.

Nel maggio 2019 una parlamentare aveva depositato la proposta di un Mediation (Scotland) Bill volto a introdurre una mediazione avviata dal giudice, con «un processo iniziale obbligatorio che coinvolge un mediatore di turno previsto per legge»[12]. Nessun disegno di legge è mai stato introdotto in Parlamento, e nessuna legge scozzese sulla mediazione esiste: la pagina parlamentare classifica tuttora l'iniziativa fra le proposte, non fra i progetti di legge.

C'è infine un capitolo che si è chiuso per ragioni del tutto contingenti. Il progetto di riscrittura delle regole delle corti civili prevedeva regole uniformi fra sheriff court e Court of Session, continuità del giudice, gestione attiva del caso e — questo il punto — il potere del giudice di imporre alle parti il ricorso a mediazione o arbitrato. Secondo i verbali del consiglio della giustizia civile del marzo 2025 il progetto «non è attualmente prioritario»: l'impulso del precedente Lord President si è esaurito con il suo pensionamento nel febbraio 2025 e il successore ha spostato le priorità[13]. La Scozia è arrivata a un passo dal potere di ordinare la mediazione, e si è fermata per un avvicendamento.

6. La mediazione familiare e il pilota che non è partito

In materia familiare non esiste, al 2026, alcun obbligo informativo o di mediazione preventiva in vigore. La strategia governativa di modernizzazione della giustizia familiare del settembre 2019 riconosce che la mediazione è «uno strumento sottoutilizzato» e registra le preoccupazioni sul suo uso «quando vi siano stati abusi domestici, violenza sessuale o violenza di genere»[14].

Il dato più rilevante, e completamente assente da qualunque dossier del 2012, è però un altro. Il Children (Scotland) Act 2020 impone ai Ministri scozzesi due obblighi[15]: istituire uno schema di sostegno finanziario ai costi della risoluzione alternativa nelle controversie familiari, e istituire uno schema pilota di incontri obbligatori in cui alle parti sia illustrata l'offerta di risoluzione alternativa prima che il giudice possa emettere un provvedimento, salvo che lo ritenga inappropriato.

Il sesto rapporto ministeriale sull'attuazione, del 5 agosto 2024, dichiara entrambi gli obblighi inadempiuti — non solo il pilota della sezione 24(1), ma anche lo schema di finanziamento della sezione 23(1) — imputando il ritardo alle pressioni di lavoro nel comparto giustizia e alle risorse, e indicando che il pilota «difficilmente inizierà prima almeno del 2025»; il rapporto aggiunge che, una volta concluso il pilota, «occorreranno probabilmente almeno altri dodici mesi» per mettere in opera lo schema concordato[16]. L'orizzonte reale dello schema di finanziamento è dunque il 2027 inoltrato. Non risulta pubblicato un rapporto successivo né l'avvio effettivo del pilota.

È un caso di scuola su cui vale la pena soffermarsi: un obbligo di legge rivolto al governo, disatteso per anni e dichiarato inadempiuto dal governo stesso in un rapporto ufficiale. Chi in Italia si lamenta della distanza fra legge e attuazione trova qui un termine di paragone.

C'è però un istituto scozzese che funziona, ed è tecnicamente il più interessante dei due paesi: la riservatezza legale della mediazione familiare. Una legge del 1995, di sole poche disposizioni, stabilisce che «nessuna informazione su ciò che è accaduto durante una mediazione familiare è ammissibile come prova in un procedimento civile», e precisa che la protezione copre «ciò che è stato detto, scritto od osservato»[17]. L'ambito soggettivo è ampio: controversie su residenza, rapporti personali, tutela e benessere dei figli, fra coniugi ed ex coniugi, parti di matrimonio putativo, uniti civilmente, conviventi ed ex conviventi.

Il punto decisivo, quasi sempre omesso da chi cita questa legge, è la condizione: la protezione opera soltanto se la mediazione è condotta da persona accreditata presso un organismo approvato dal Lord President della Court of Session. La riservatezza legale non discende dalla natura dell'attività ma dall'accreditamento di chi la svolge. Chi media fuori da un organismo approvato non gode dell'inammissibilità.

È esattamente il congegno che manca al sistema italiano, dove la riservatezza della mediazione è affermata in via generale ma il suo presidio processuale resta più fragile. La Scozia ha scelto di legare la protezione probatoria a un requisito verificabile — l'iscrizione presso un organismo approvato — trasformando l'accreditamento da adempimento burocratico in vantaggio sostanziale. È il modo più efficace di rendere volontariamente attraente un registro che nessuno è obbligato a usare.

7. L'arbitrato scozzese

Il dossier non può chiudere la parte scozzese senza l'arbitrato, che in Scozia è materia autonoma e sconosciuta alla maggior parte dei commenti italiani.

La Scozia non applica l'Arbitration Act 1996 inglese, salvo le disposizioni sugli accordi arbitrali dei consumatori. Ha una legge propria, l'Arbitration (Scotland) Act 2010, articolata in trentasette sezioni e due allegati. L'allegato primo contiene le Scottish Arbitration Rules: ottantaquattro regole distribuite in nove parti, ciascuna espressamente qualificata come mandatory o default — le prime inderogabili, le seconde modificabili per accordo delle parti[18].

La tecnica normativa merita una nota, perché è più trasparente della nostra: invece di lasciare all'interprete il compito di distinguere fra norme imperative e dispositive, la legge scozzese lo dichiara regola per regola. Chi redige una clausola compromissoria sa in partenza che cosa può derogare. Dal 2010 la legge non ha subito modifiche sostanziali. Lo Scottish Arbitration Centre riceve dal Governo scozzese centoquindicimila sterline l'anno.

8. I numeri della giustizia civile scozzese

Le statistiche più recenti disponibili sono quelle dell'esercizio 2022-23, pubblicate il 30 aprile 2024[19]: 60.943 cause civili iniziate, in crescita del tredici per cento sull'anno precedente, di cui 54.660 davanti allo sheriff court e 2.154 davanti alla Court of Session. La Simple Procedure ha registrato 27.030 cause iniziate e 27.852 definite; la Sheriff Personal Injury Court 4.129 cause. Prese insieme, Simple Procedure e corte del danno alla persona rappresentano il cinquantuno per cento di tutto il contenzioso civile scozzese: la riforma del 2015-2016 ha funzionato nel dirottare il grosso delle cause verso il livello inferiore.

Va segnalato un problema di continuità: la pubblicazione governativa relativa al 2023-24 è stata sospesa, per dare priorità allo sviluppo dell'infrastruttura analitica, senza una data di uscita confermata. Non è però vero, come si legge talvolta, che manchino statistiche civili scozzesi successive al 2022-23: il servizio delle corti e dei tribunali scozzesi pubblica in sostituzione un workbook semestrale, la cui edizione corrente è dell'aprile 2026, con prossimo aggiornamento annunciato per il 5 novembre 2026. Il workbook è meno analitico della serie sospesa — non riporta, fra l'altro, i motivi di divorzio — ma i dati di flusso ci sono[20].

9. Irlanda del Nord: la riforma degli Ombudsman

Il dossier del 2012 descriveva un assetto a due uffici distinti, l'Ombudsman dell'Assemblea e il Commissario per i reclami. Quei due uffici non esistono più dal 1° aprile 2016: sono stati soppressi e sostituiti da un organo unico, il Northern Ireland Public Services Ombudsman[21], con trasferimento di personale, beni e passività.

Non si è trattato di una semplice fusione. I poteri nuovi sono quattro e vale la pena elencarli, perché disegnano una figura assai più incisiva di quella descritta nel 2012. L'Ombudsman può aprire indagini d'ufficio, senza reclamo, in presenza di un ragionevole sospetto di cattiva amministrazione o di ingiustizia sistemiche. Può fissare principi e pubblicare procedure-modello di gestione dei reclami, vincolanti per le amministrazioni elencate. Ha giurisdizione sui reclami studenteschi verso le due università nordirlandesi. E in ambito sanitario e socio-sanitario può indagare l'ingiustizia derivante dall'esercizio del giudizio professionale, che è terreno tradizionalmente sottratto al sindacato. All'ufficio sono inoltre cumulate le funzioni di commissario per gli standard del governo locale e di Ombudsman per le nomine giudiziarie.

I dati dell'esercizio 2024-25[22] danno la misura della crescita: 1.333 reclami ricevuti, in aumento del quattordici per cento sull'anno precedente e del quarantaquattro per cento sul 2020-21, oltre a 2.002 ulteriori richieste di informazione; 102 relazioni d'indagine emesse, con accoglimento totale o parziale nel settantatré per cento dei casi — 32,5 per cento pienamente accolti, 40,5 parzialmente, 27 respinti — e 217 raccomandazioni formulate, delle quali l'ottantasette per cento di quelle del triennio 2021-2024 risulta completato o parzialmente completato. Il dato di 1.664 casi definiti, riferito da alcune ricostruzioni, non compare nella relazione annuale dell'Ombudsman e resta da confermare[23]. La procedura-modello per il governo locale è stata pubblicata nel gennaio 2024 e gli standard per il settore sanitario erano previsti dal 1° luglio 2025.

10. La mediazione civile nordirlandese

Prima di tutto una precisazione che evita un equivoco ricorrente: l'Irlanda del Nord non ha le Civil Procedure Rules inglesi. Il processo civile è retto dalle Rules of the Court of Judicature del 1980 per l'alta corte e la corte d'appello, e dalle County Court Rules del 1981 per il livello inferiore. Trasporre meccanicamente le regole inglesi è un equivoco che si legge spesso.

Non esiste alcuna legge sulla mediazione in Irlanda del Nord. La base regolamentare dell'ADR è in una modifica del 2011 alle regole di procedura[24], che opera però su due piani distinti, da non confondere. Il primo è di applicazione generale: una nuova Parte III dell'Order 1, che definisce il procedimento ADR come «mediazione, conciliazione o altro procedimento di risoluzione approvato dalla Corte, ma non l'arbitrato», e consente alla Corte, d'ufficio o su istanza, di rinviare o sospendere il procedimento per consentire l'ADR «ove lo ritenga appropriato e avuto riguardo a tutte le circostanze del caso», con proroga dei termini. Il secondo è di derivazione europea: una nuova Parte V dell'Order 71, che attua specificamente la direttiva del 2008 quanto all'esecutività degli accordi e alla riservatezza del mediatore. Il potere è dunque di invito e sospensione, non di imposizione — e le due discipline non vanno fuse, perché la prima è generale e la seconda è transfrontaliera.

Esistono protocolli pre-processuali per le azioni commerciali, il danno alla persona, la diffamazione e la responsabilità sanitaria; incoraggiano lo scambio anticipato di informazioni ma non impongono la mediazione, e la loro inosservanza può essere valutata nell'esercizio della discrezionalità sulle spese[25].

Un punto va detto con precisione, perché è facile scivolare: non risultano decisioni nordirlandesi pubblicate e reperibili che sanzionino sulle spese il rifiuto irragionevole di mediare — formula che si preferisce all'affermazione secca di inesistenza, non essendo stata possibile una ricerca sistematica sulle banche dati locali. Il precedente citato nelle fonti locali è Halsey, che è inglese e in Irlanda del Nord ha valore meramente persuasivo. Chi scrive di ADR nordirlandese non dovrebbe affermare l'esistenza di una linea giurisprudenziale locale sul punto.

11. Il lavoro: l'unico ADR obbligatorio delle due giurisdizioni

Fin qui si è detto che né in Scozia né in Irlanda del Nord esiste un obbligo di comporre prima di adire il giudice. È vero per il civile. Non è vero in assoluto, e l'eccezione va isolata perché è l'unico caso di composizione obbligatoria per legge nelle due giurisdizioni.

In Irlanda del Nord, prima di adire l'industrial tribunal o il fair employment tribunal, occorre notificare la controversia alla Labour Relations Agency. L'obbligo è stato introdotto dall'Employment Act nordirlandese del 2016 ed è operativo dal 27 gennaio 2020. La conciliazione preventiva dura fino a un mese di calendario dalla ricezione della notifica, prorogabile una sola volta e per non più di quattordici giorni, con il consenso di entrambe le parti. Le esenzioni sono cinque e tutte tecniche: altro soggetto ha già adempiuto per la stessa controversia; cumulo con domande non soggette all'obbligo; il datore di lavoro ha già contattato l'agenzia; licenziamento illegittimo con istanza di tutela interinale; domande contro i servizi di sicurezza[26].

I numeri sono in crescita: 6.176 notifiche di conciliazione preventiva nell'esercizio 2024-25, contro 5.714 nel 2023-24, oltre a 2.229 nuovi casi in materia di retribuzione delle ferie, ventuno conciliazioni collettive ricevute e diciassette completate, sedici mediazioni facilitate e circa quindicimilacinquecento chiamate gestite. Nell'esercizio precedente, su 1.245 casi proseguiti davanti al tribunale, soltanto 220 — il diciotto per cento — vi erano effettivamente approdati, al di sotto dell'obiettivo del venti[27].

Va aggiunto che dal 5 aprile 2023 i tribunali del lavoro nordirlandesi offrono anche la judicial mediation, condotta da un giudice del lavoro in veste di mediatore imparziale, sul modello inglese e scozzese.

Il contrasto con il civile è netto e istruttivo. Nella stessa giurisdizione che non ha una legge sulla mediazione e in cui il giudice civile può soltanto invitare, la materia del lavoro ha un obbligo pieno, un ente pubblico dedicato, termini certi ed esenzioni tipizzate. Non è una contraddizione: è il segno che l'obbligo di comporre attecchisce dove esiste un'infrastruttura pubblica che lo regge, e resta lettera morta dove quell'infrastruttura manca.

12. L'arbitrato in Irlanda del Nord

Qui vale il contrario di quanto si è detto per la Scozia: in Irlanda del Nord l'Arbitration Act 1996 si applica. Lo dice espressamente la sezione 108 della legge, che ne estende le disposizioni all'Inghilterra e al Galles e, con due eccezioni, all'Irlanda del Nord. Le eccezioni riguardano la sezione 92, sull'esclusione delle cause di modico valore davanti alla County Court, e la sezione 93 con il relativo allegato, sulla nomina di giudici come arbitri[28].

La conseguenza è rilevante e va registrata perché nessuna fonte italiana la segnala: la riforma inglese dell'arbitrato del 2025 — quella sulla legge applicabile alla convenzione arbitrale, sul dovere di disclosure dell'arbitro, sull'immunità e sulla decisione sommaria — si applica anche all'Irlanda del Nord, e non si applica alla Scozia. La legge lo dice espressamente: ogni modifica ha la stessa estensione territoriale della disposizione modificata, e le sezioni finali si estendono a Inghilterra, Galles e Irlanda del Nord[29].

Chi redige una clausola arbitrale con sede a Belfast opera dunque nello stesso regime di chi la redige con sede a Londra; chi la redige con sede a Edimburgo opera in un regime completamente diverso. Nello stesso Stato.

13. La mediazione familiare

Anche qui, interamente volontaria. Il portale europeo della giustizia elettronica è esplicito: la mediazione familiare è un procedimento del tutto volontario e in Irlanda del Nord non esiste attualmente alcun obbligo di prendere in considerazione la mediazione prima di rivolgersi al giudice[30]. Non esiste, in altre parole, il MIAM inglese. I giudici la sostengono e la incoraggiano nei casi appropriati e possono concedere rinvii per consentirla; il finanziamento pubblico è disponibile tramite il patrocinio a spese dello Stato e programmi governativi.

14. Le revisioni Gillen e le riforme in corso

Occorre distinguere due revisioni che portano lo stesso nome e vengono spesso confuse.

La prima è la Review of Civil and Family Justice, avviata dal Lord Chief Justice nel settembre 2015 e conclusa con i rapporti finali del 5 settembre 2017[31]. Ha esaminato espressamente «l'uso della mediazione e di altre forme di risoluzione alternativa, comprese le opzioni online». È questa la revisione rilevante per un dossier sull'ADR.

La seconda, del maggio 2019, riguarda i procedimenti per reati sessuali gravi e ha prodotto 253 raccomandazioni, di cui sedici chiave, la cui attuazione è coordinata da un apposito organo del dipartimento della Giustizia[32]. È materia penale e non va mescolata alla composizione dei conflitti civili.

Sul fronte delle riforme in corso, la soglia delle cause di modico valore è stata portata da tremila a cinquemila sterline il 3 ottobre 2022[33], con esclusione del danno alla persona, dei sinistri stradali, della diffamazione, dei diritti su immobili, dei legati e dei beni coniugali; non risultano previsioni di mediazione integrate in quella procedura. Nel gennaio 2026 il dipartimento della Giustizia ha annunciato l'aumento della competenza civile generale del County Court da trentamila a sessantamila sterline, rimasta invariata dal 2013, con innalzamento anche dei limiti dei giudici distrettuali e del tetto per la diffamazione; l'attuazione è attesa nell'autunno 2026[34]. Nel maggio 2026 è stata avviata una consultazione sulle tariffe delle spese[35].

Resta il fatto, da registrare: nessuna iniziativa legislativa nordirlandese sulla mediazione, e nessun equivalente del Mediation Act 2017 della Repubblica d'Irlanda. Fra le giurisdizioni dell'isola e del Regno Unito, l'Irlanda del Nord è quella con il quadro ADR meno formalizzato.

15. I numeri

Le statistiche giudiziarie nordirlandesi[36] sono organizzate per anno solare e non per esercizio finanziario: non esiste una serie «2024-25», e chi la cita sta usando una denominazione inesistente. L'edizione relativa al 2023 registra 3.758 atti introduttivi davanti alla divisione principale dell'alta corte, 11.177 civil bills davanti al County Court, 8.264 domande di modico valore, 4.632 domande in materia minorile e 2.338 domande di divorzio. Sono nel frattempo uscite le edizioni 2024, pubblicata il 27 giugno 2025, e 2025, pubblicata il 26 giugno 2026: i dati aggiornati vanno letti lì, e non sono stati estratti in questa sede[37].

16. Che cosa può leggere l'Italia

Tre osservazioni.

La prima riguarda l'uso del confronto comparato. Parlare del «modello britannico» della mediazione è, oggi più che mai, un equivoco: dentro lo stesso Stato convivono una giurisdizione che ha attribuito al giudice il potere di ordinare l'ADR e ha introdotto il rinvio automatico per le cause minori, e due giurisdizioni in cui la mediazione resta interamente volontaria e prive persino di una legge di settore. Chi cita il Regno Unito a sostegno di una tesi farebbe bene a dire di quale parte sta parlando.

La seconda è il modello scozzese delle cliniche universitarie. Trentacinque presìdi gratuiti agganciati agli sheriff court, finanziati con poco più di duecentocinquantamila sterline l'anno, che intercettano le cause fino a cinquemila sterline. È una risposta di scala completamente diversa da quella inglese — nessuna coercizione, nessun apparato, un investimento modesto e un radicamento universitario — e produce, secondo i dati riferiti in sede convegnistica, tassi di composizione elevati. Per un paese come il nostro, dove il costo della mediazione è uno degli ostacoli ricorrenti, è un modello che meriterebbe attenzione.

La terza è più amara e riguarda il rapporto fra legge e attuazione. La Scozia ha scritto in una legge del 2020 l'obbligo per il proprio governo di avviare un pilota di incontri informativi obbligatori in materia familiare, e quel governo ha dichiarato per iscritto, quattro anni dopo, di non avervi adempiuto. È una vicenda che dovrebbe rendere più cauti tutti coloro che, da qualunque parte, misurano l'efficacia di una politica sulla mediazione guardando alle norme approvate anziché a quelle applicate.


Note

[1] Courts Reform (Scotland) Act 2014 (asp 18), attuativo dello Scottish Civil Courts Review di Lord Gill (2009).

[2] Section 39 del Courts Reform (Scotland) Act 2014, in vigore dal 22 settembre 2015: competenza esclusiva dello sheriff court per i procedimenti il cui valore complessivo, esclusi interessi e spese, non superi £100.000, con eccezioni per le cause di famiglia e per il rinvio eccezionale alla Court of Session.

[3] Sheriff Appeal Court, operativa per gli appelli penali dal 22 settembre 2015 e per quelli civili dal 1° gennaio 2016.

[4] Act of Sederunt (Simple Procedure) 2016, SSI 2016/200, in vigore dal 28 novembre 2016; Courts Reform (Scotland) Act 2014, sez. 72(3), per la soglia di £5.000.

[5] La simple procedure ha sostituito le small claims e la sola fase uno delle summary cause: «Simple procedure (phase one) only covers the most straightforward summary causes, procedures for more complex cases will follow in due course». Le fasi successive non risultano introdotte. Nel 2022-23 le summary cause sono aumentate del 72 per cento.

[6] Simple Procedure Rules, regole 1.2, 1.4, 1.5 e 1.8.

[7] Scottish Mediation Register, gestito da Scottish Mediation secondo le Practice Standards for Mediators. Scottish Mediation riceve dal Governo scozzese £100.000 l'anno dal 2013-14; lo Scottish Arbitration Centre £115.000 l'anno. Il numero attuale di mediatori iscritti non risulta pubblicato.

[8] Annuncio del Governo scozzese del 20 novembre 2023: £251.587 per il 2023-24, di cui £93.374 alla University of Strathclyde Mediation Clinic, £58.213 a Edinburgh CAB Mediation Services e £100.000 a Scottish Mediation; sedi portate da 22 a 35 sheriff court.

[9] Simposio di Edimburgo del marzo 2026, promosso dalla Strathclyde Mediation Clinic e da Scottish Mediation con il sostegno del Governo scozzese. I dati riferiti (circa il 15 per cento delle defended actions rinviate a mediazione, con tasso di composizione intorno al 70 per cento) provengono da una relazione convegnistica e non da statistiche ufficiali.

[10] Bringing Mediation into the Mainstream in Civil Justice in Scotland, Scottish Mediation, 28 giugno 2019, gruppo di esperti co-presieduto da John Sturrock QC e Alun Thomas.

[11] Risposta del Governo scozzese alla revisione indipendente sulla mediazione, pubblicata il 10 dicembre 2019.

[12] Proposta di Mediation (Scotland) Bill di Margaret Mitchell MSP, depositata il 28 maggio 2019. Nessun disegno di legge è mai stato introdotto in Parlamento; la sorte procedurale esatta della proposta al termine della quinta legislatura (2021) non risulta documentata sulle pagine parlamentari attualmente accessibili.

[13] Scottish Civil Justice Council, verbali del 31 marzo 2025, sul civil court rules re-write project.

[14] Family Justice Modernisation Strategy, Governo scozzese, 3 settembre 2019.

[15] Sections 23(1) e 24(1) del Children (Scotland) Act 2020.

[16] Sesto rapporto dei Ministri scozzesi sugli obblighi di cui alle sezioni 23(1) e 24(1) del Children (Scotland) Act 2020, 5 agosto 2024: «The Scottish Ministers have not fulfilled their duty under section 24(1)».

[17] Civil Evidence (Family Mediation) (Scotland) Act 1995 (c. 6), sez. 1(1) e 1(9); ambito soggettivo alla sez. 1(2); eccezioni alla sez. 2. Attuazione con l'Act of Sederunt (Civil Evidence (Family Mediation)) 1996, SI 1996/140. Origine: Scottish Law Commission, Report on Evidence: Protection of Family Mediation, Scot Law Com No 136, 4 novembre 1992.

[18] Arbitration (Scotland) Act 2010 (asp 1): trentasette sezioni e due allegati; l'allegato 1 contiene le Scottish Arbitration Rules, ottantaquattro regole in nove parti, ciascuna qualificata come mandatory o default. L'Arbitration Act 1996 non si applica in Scozia, salvo le sezioni 89-91 sugli accordi arbitrali dei consumatori.

[19] Civil Justice Statistics in Scotland 2022-23, pubblicate il 30 aprile 2024. La pubblicazione relativa al 2023-24 è stata sospesa senza data di uscita confermata.

[20] Scottish Courts and Tribunals Service, Courts and Tribunals Data Scotland — Civil, workbook semestrale, edizione di aprile 2026; prossimo aggiornamento annunciato per il 5 novembre 2026. I dati di quel workbook non sono stati estratti in questa sede.

[21] Public Services Ombudsman Act (Northern Ireland) 2016 (c. 4), in vigore dal 1° aprile 2016 con attuazione scaglionata; abroga l'Ombudsman (Northern Ireland) Order 1996 e il Commissioner for Complaints (Northern Ireland) Order 1996. I poteri richiamati nel testo sono alle sezioni 8 (indagini d'ufficio), 15-17 (giudizio professionale in ambito sanitario), 18 (reclami studenteschi) e 35-42 (standard di gestione dei reclami).

[22] Northern Ireland Public Services Ombudsman, Annual Report and Accounts 2024-25, al 31 marzo 2025. Ombudsman in carica Margaret Kelly dall'agosto 2020, con mandato unico di sette anni.

[23] Northern Ireland Public Services Ombudsman, relazione annuale 2024-25, pubblicata il 13 marzo 2026: 1.333 reclami, 2.002 richieste di informazione, 102 relazioni d'indagine, 217 raccomandazioni. Il documento non riporta un totale di casi definiti: il dato di 1.664 resta da confermare. È inoltre già disponibile la relazione 2025-26.

[24] Rules of the Court of Judicature (Northern Ireland) (Amendment) 2011, SR 2011/62, in vigore dal 25 marzo 2011: nuova Parte III dell'Order 1 (regole 19-22, disciplina generale dell'ADR) e nuova Parte V dell'Order 71 (regole 45 e 48-51, attuazione degli artt. 6 e 7 della direttiva 2008/52/CE).

[25] Protocolli pre-processuali nordirlandesi per azioni commerciali, danno alla persona, diffamazione e responsabilità sanitaria; per il County Court è in vigore un protocollo per il danno alla persona e i sinistri stradali.

[26] Employment Act (Northern Ireland) 2016 (c. 15), sezz. 1(1) e 5(2); Industrial Tribunals and Fair Employment Tribunal (Early Conciliation: Exemptions and Rules of Procedure) Regulations (Northern Ireland) 2020, SR 2020/2, in vigore dal 27 gennaio 2020; durata e proroga alla regola 6; esenzioni alla regola 3(1).

[27] Labour Relations Agency, Annual Report and Accounts 2024-25: 6.176 notifiche di early conciliation, 2.229 nuovi casi in materia di retribuzione delle ferie, 21 conciliazioni collettive ricevute e 17 completate, 16 mediazioni facilitate, 20 casi decisi dall'Independent Appeals Service, circa 15.500 chiamate. Annual Report and Accounts 2023-24: 5.714 notifiche, 1.410 risolte in conciliazione (25%), accordi su 1.870 casi (28%), 220 su 1.245 casi proseguiti a tribunale (18%).

[28] Arbitration Act 1996, sez. 108: estensione all'Inghilterra, al Galles e all'Irlanda del Nord, con esclusione della sez. 92 e della sez. 93 con il relativo allegato 2.

[29] Arbitration Act 2025 (c. 4), Royal Assent 24 febbraio 2025, sez. 16: «Any amendment or repeal made by this Act has the same extent as the provision amended or repealed»; le sezz. 16-18 si estendono all'Inghilterra, al Galles e all'Irlanda del Nord. Sez. 17: disposizioni transitorie.

[30] Portale europeo e-Justice, scheda Irlanda del Nord sulla mediazione familiare: «Family mediation is an entirely voluntary process and there is currently no requirement in Northern Ireland to consider resolving a dispute through mediation before making an application to the court».

[31] Review of Civil and Family Justice in Northern Ireland, avviata il 7 settembre 2015 dal Lord Chief Justice e guidata da Lord Justice Gillen; rapporti finali presentati il 5 settembre 2017. Il numero delle raccomandazioni e lo stato di attuazione non risultano dalle pagine istituzionali consultate.

[32] Gillen Review sui reati sessuali gravi, rapporto finale maggio 2019: 253 raccomandazioni, di cui 16 chiave; attuazione coordinata dal Gillen Programme Board del Department of Justice.

[33] County Courts (Financial Limits) Order (Northern Ireland) 2022, in vigore dal 3 ottobre 2022.

[34] Annuncio del Department of Justice del gennaio 2026 sull'aumento della competenza civile del County Court da £30.000 a £60.000, del limite dei district judges da £10.000 a £20.000 e del tetto per la diffamazione da £3.000 a £10.000, con attuazione attesa nell'autunno 2026. Il dato è tratto da fonti professionali qualificate; non è stato reperito il comunicato ufficiale con data esatta né la risposta formale alla consultazione.

[35] Consultazione del Northern Ireland County Court Rules Committee sulle scale costs, maggio 2026.

[36] NICTS Judicial Statistics 2023, pubblicate nel giugno 2024. La serie copre l'anno solare: «a summary of business in all court tiers of the NICTS for the calendar year».

[37] NICTS Judicial Statistics 2024, pubblicate il 27 giugno 2025, e Judicial Statistics 2025, pubblicate il 26 giugno 2026. I contenuti restano da estrarre e confermare.

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Nota

Questo dossier riscrive integralmente la seconda parte del contributo Sistemi di composizione dei conflitti nel Regno Unito: Scozia ed Irlanda del Nord, pubblicato l'8 novembre 2012. La prima parte, dedicata a Inghilterra e Galles, è oggetto di trattazione separata.