Sistemi di composizione dei conflitti nel Regno Unito: Inghilterra e Galles (2026)
1. Perché questo dossier è stato riscritto. 2. Churchill contro Merthyr Tydfil: come è caduto Halsey. 3. Le Civil Procedure Rules dopo l'ottobre 2024. 4. Le prime applicazioni giudiziali. 5. Il rinvio automatico a mediazione per le cause di modico valore. 6. I numeri della mediazione. 7. Il Civil Justice Council: dalla diffidenza alla compulsione. 8. I protocolli pre-processuali. 9. La mediazione familiare: MIAM, modulo FM5, voucher. 10. Il lavoro: la conciliazione preventiva Acas. 11. L'arbitrato: l'Arbitration Act 2025. 12. Il consumo, e gli ombudsman. 13. I numeri del contenzioso civile. 14. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Perché questo dossier è stato riscritto
Questo testo sostituisce la prima parte del dossier pubblicato il 27 ottobre 2012. La ragione non è l'invecchiamento di qualche dato: è il ribaltamento della premessa su cui quel testo, come tutta la letteratura comparata dell'epoca, era costruito. Nel 2012 si poteva scrivere — e si scriveva — che in Inghilterra la mediazione era volontaria, che il giudice poteva incoraggiarla ma non imporla, e che l'unica sanzione per chi la rifiutava passava dalla liquidazione delle spese. Era la lettura corrente di Halsey, la sentenza del 2004 che aveva definito «un ostacolo inaccettabile al diritto di accesso al giudice» l'obbligo di mediare imposto a parti realmente riluttanti[1].
Il 29 novembre 2023 la Court of Appeal ha smontato quella premessa[2]. Il 1° ottobre 2024 il potere del giudice di ordinare la risoluzione alternativa è entrato nel testo delle Civil Procedure Rules[3]. Dal 22 maggio 2024 le cause di modico valore vengono rinviate a mediazione automaticamente[4]. Nel frattempo l'arbitrato inglese è stato riformato[5] e l'intero sistema di risoluzione delle controversie dei consumatori è stato rifondato su un accreditamento obbligatorio[6].
Chi si occupa di mediazione comparata farebbe bene a registrare il punto: il paese che per vent'anni è stato citato in Italia come esempio di volontarietà è oggi, su questo terreno, più coercitivo di noi.
2. Churchill contro Merthyr Tydfil: come è caduto Halsey
La vicenda è di quelle che meritano di essere raccontate, perché il caso da cui è nata è tutt'altro che solenne. Il signor Churchill compra casa nel 2015; dal 2016 il Japanese knotweed, una pianta infestante, invade la sua proprietà dal fondo confinante del Comune, danneggiandola e deprezzandola. Il Comune gli risponde che avrebbe dovuto usare la propria procedura interna di reclamo. Churchill nel luglio 2021 fa causa per immissioni; il Comune chiede la sospensione del processo; il giudice di primo grado la nega ritenendosi vincolato da Halsey.
Va notato subito, perché ha rilievo sistematico, che l'oggetto del contendere non era una mediazione classica ma un procedimento di reclamo interno a un ente pubblico: la Corte d'appello ha perciò ragionato in termini ampi di «procedimento di risoluzione non giudiziale». All'udienza sono intervenuti la Law Society, il Bar Council, il Civil Mediation Council, il CEDR, il Chartered Institute of Arbitrators e due associazioni di diritto delle locazioni sociali: un segnale della posta in gioco.
La tecnica del superamento merita attenzione, perché non è un overruling. La Corte non ha detto che Halsey era sbagliata: ha stabilito che i paragrafi 9 e 10 di quella sentenza — quelli sull'inammissibilità della mediazione imposta — erano obiter dicta, cioè non facevano parte del ragionamento necessario alla decisione, e quindi non vincolavano[7]. Quattro le ragioni: le questioni enunciate da Dyson LJ riguardavano le sanzioni sulle spese, non la mediazione obbligatoria; i passaggi contestati comparivano sotto un titolo dedicato all'incoraggiamento generale dell'ADR; il tema del potere di ordinare era emerso soltanto nella discussione orale; e altri due paragrafi della stessa sentenza chiarivano che il ragionamento effettivo verteva sulle spese.
L'affermazione centrale è al paragrafo 58: il giudice può legittimamente sospendere un processo pendente perché le parti prendano parte a un procedimento di risoluzione non giudiziale, oppure ordinare loro di farlo[8].
Il potere non è però illimitato. Il test è al paragrafo 65 e ha due requisiti cumulativi: l'ordine non deve compromettere l'essenza stessa del diritto dell'attore a ottenere una decisione giudiziale, e deve essere proporzionato allo scopo legittimo di definire la lite in modo equo, rapido ed economico[9]. È un test di derivazione convenzionale: la Corte richiama espressamente la giurisprudenza di Strasburgo sull'articolo 6.
La Corte ha poi deliberatamente rifiutato di fissare una lista chiusa di criteri, dichiarando di non credere che si possano o si debbano stabilire principi fissi su ciò che rileva ai fini di quel giudizio[10]. Ha però richiamato gli undici fattori proposti dal Bar Council: la forma di ADR proposta, la disponibilità di assistenza legale, la probabilità di efficacia, la chiarezza sul fatto che la via giudiziale resta aperta, l'urgenza, le questioni di prescrizione, i costi, le prospettive di accordo, gli squilibri di potere fra le parti, i precedenti tentativi falliti e la proporzionalità di eventuali sanzioni.
Vale la pena segnalare l'esito concreto: l'appello è stato accolto sul punto di diritto, ma nessuna sospensione è stata disposta, perché nel frattempo le circostanze erano mutate. La sentenza è, in questo senso, un puro atto di indirizzo.
3. Le Civil Procedure Rules dopo l'ottobre 2024
Meno di un anno dopo, il legislatore processuale ha recepito Churchill nel testo delle regole[11]. Le modifiche, in vigore dal 1° ottobre 2024, sono sei e vanno lette insieme, perché il loro effetto combinato è più forte della somma delle parti.
La prima tocca l'obiettivo primario del processo civile. Trattare una causa in modo giusto e a costo proporzionato ora include, per definizione, «promuovere o utilizzare la risoluzione alternativa delle controversie»[12]. L'ADR entra così nel cuore della norma che governa l'interpretazione di tutte le altre.
La seconda riguarda la gestione attiva del caso: dove la regola diceva «incoraggiare le parti a usare l'ADR», ora dice «ordinare o incoraggiare»[13]. La terza è la più netta: fra i poteri generali di gestione compare la facoltà di «ordinare alle parti di prendere parte a una risoluzione alternativa della controversia»[14], accanto alla facoltà di tenere una Early Neutral Evaluation allo scopo di aiutare le parti a comporre la lite.
La quarta, la quinta e la sesta impongono al giudice, quando dà le direttive, di considerare se ordinare o incoraggiare l'ADR: su tutti e tre i binari processuali, fast track, intermediate track e multi-track[15]. Non è una facoltà: è un passaggio obbligato del ragionamento.
Infine le spese. La condotta delle parti rilevante ai fini della liquidazione comprende ora espressamente «se una parte non abbia ottemperato a un ordine di risoluzione alternativa, o non abbia irragionevolmente preso parte a una risoluzione alternativa»[16]. È la codificazione di una linea giurisprudenziale ventennale, ma con una differenza: prima si sanzionava il rifiuto irragionevole di un invito di controparte, ora si sanziona anche la disobbedienza a un ordine del giudice.
4. Le prime applicazioni giudiziali
Il primo ordine di mediazione fondato sul nuovo potere è arrivato in fretta. Il 21 novembre 2024, in una controversia in materia di marchi fra un'azienda di abbigliamento e il gruppo proprietario di un club calcistico, il giudice ha ordinato una mediazione da tenersi entro dicembre, citando Churchill e osservando che «riunire le parti attraverso la mediazione può spezzare anche i gusci più duri»[17]. Il poscritto della sentenza registra che il 13 gennaio 2025 le parti hanno comunicato di avere transatto. È un dato che vale più di molte argomentazioni: la mediazione era stata ordinata contro l'opposizione di una delle parti, e ha funzionato.
Sul versante delle spese, la Court of Appeal è intervenuta il 1° maggio 2024 con una tecnica che merita di essere descritta con precisione, perché è spesso riferita al rovescio: la Corte non ha decurtato le spese della parte inadempiente, ha aumentato di cinque punti percentuali il recupero delle spese della parte vittoriosa, portandolo dal settanta al settantacinque per cento, a carico di chi era rimasto in silenzio davanti a un invito a mediare — «una sanzione modesta, ma non insignificante»[18]. Il principio che se ne ricava è che il silenzio di fronte a un invito a mediare è di per sé irragionevole e autonomamente sanzionabile: non spetta a chi propone la mediazione rincorrere una risposta.
Quella pronuncia è l'ultimo anello di una catena che il dossier deve richiamare, perché è la vera base del regime delle spese. Il capostipite è del 2013: la Court of Appeal stabilì allora che «il silenzio di fronte a un invito a partecipare a una risoluzione alternativa è, di regola, di per sé irragionevole», e privò delle spese del periodo rilevante la parte pur vittoriosa che non aveva risposto[19]. Nel 2017 la stessa Corte confermò un provvedimento severo a carico di chi «frustra il procedimento trascinando i piedi senza una buona ragione», riconoscendo ai ricorrenti il settantacinque per cento delle spese benché avessero ottenuto meno di un'offerta transattiva ritirata[20]. Fra il 2013 e il 2024 l'orientamento non è mutato: è stato codificato.
Il potere di Churchill è ormai esercizio ordinario. Nel settembre 2025 la High Court ha ordinato una mediazione in una controversia successoria riunita, fissandone la data e sospendendo i procedimenti, con la motivazione che il caso «invoca a gran voce una mediazione»[21].
5. Il rinvio automatico a mediazione per le cause di modico valore
Qui occorre una precisazione tecnica che molti commenti italiani trascurano: la mediazione obbligatoria per le small claims non è stata introdotta da una legge né da una modifica strutturale delle regole processuali, ma da una Practice Direction di natura sperimentale[22]. È un pilota, non un regime definitivo. Doveva scadere il 21 maggio 2026 ed è stato prorogato al 6 aprile 2027[23]: al momento in cui si scrive è dunque ancora in corso.
Il meccanismo è questo. Per le cause introdotte dal 22 maggio 2024 in cui l'unica domanda è il pagamento di una somma determinata, entro la soglia dello small claims track di diecimila sterline, il rinvio alla mediazione è automatico una volta che tutte le parti hanno depositato il questionario sulle direttive. La mediazione è gratuita, dura un'ora, si svolge per telefono ed è condotta da mediatori interni al servizio giudiziario. Sono escluse le cause di danno alla persona e i sinistri stradali. All'udienza finale il giudice deve considerare se irrogare una sanzione tenendo conto della partecipazione delle parti alla mediazione.
Il ministero ha dichiarato che la mediazione non ha luogo in presenza di esigenze di tutela, compresi i casi di abuso domestico e di parti vulnerabili[24]: è una prassi operativa dichiarata, che però non risulta come esclusione testuale nella Practice Direction, e come tale va riferita.
Il contesto del lancio dà la misura dell'operazione: circa ottantacinquemila cause di modico valore trattate nelle County Court nel 2022; in precedenza ventimila circa aderivano volontariamente alla mediazione, con più della metà definite in accordo; l'organico dei mediatori del servizio giudiziario è stato più che raddoppiato, da venticinque a sessantaquattro[25].
6. I numeri della mediazione
I dati mensili pubblicati dal servizio giudiziario[26] consentono una lettura che val la pena fare per intero, perché racconta qualcosa di scomodo.
Nei tredici mesi da febbraio 2025 a febbraio 2026 si contano circa 103.400 rinvii a mediazione, circa 71.400 mediazioni effettivamente svolte e 22.195 accordi. Ma il tasso di accordo è sceso: dal 36,9 per cento del febbraio 2025 al 28,2 per cento del febbraio 2026.
La serie è oggi disponibile fino a giugno 2026, e prosegue nella stessa direzione. I rinvii mensili, che nel febbraio 2025 erano circa 6.500, hanno toccato 12.340 nel marzo 2026; il tasso di accordo è sceso al 25,2 per cento in marzo e al 24,4 per cento nell'aprile 2026 — il minimo della serie — per poi risalire al 26,9 in maggio e al 27,4 per cento in giugno, mese in cui si contano 10.628 rinvii, 9.729 mediazioni e 2.662 accordi[27]. Va segnalato che il servizio giudiziario rivede i dati nelle pubblicazioni successive: le cifre del febbraio 2026 sono state ritoccate da 8.613/7.093/2.002 a 8.612/7.106/2.008, e analoghe revisioni hanno riguardato i mesi da novembre 2025 a gennaio 2026. Chi cita questa serie deve indicare l'edizione da cui la trae.
Il calo non è una sorpresa ed è anzi l'effetto atteso del passaggio dall'adesione volontaria al rinvio automatico: la platea si allarga e la motivazione media di chi vi accede si abbassa. Ma il dato va tenuto presente da chi, in Italia, discute di obbligatorietà: allargare l'accesso alla mediazione aumenta il numero assoluto di accordi — ventiduemila in tredici mesi non sono pochi — e contemporaneamente abbassa la percentuale di successo. Le due cose stanno insieme, e chi cita solo la seconda per criticare l'obbligatorietà, o solo la prima per esaltarla, sta scegliendo il dato che gli conviene.
Tre avvertenze di metodo. La prima: questi sono management information del servizio giudiziario, non statistiche ufficiali accreditate, e vanno citati come tali. La seconda: non esiste ancora una valutazione ufficiale del pilota; il governo ha annunciato che ministero e comitato delle regole ne svolgeranno una prima della scadenza, senza fornire cifre[28]. La terza: la valutazione ufficiale disponibile riguarda il precedente pilota opt-out del 2021, non questo, e concludeva testualmente che il cambiamento nel modo di offrire la mediazione «non ha avuto alcun impatto sulla proporzione di cause definite in mediazione»[29]. Attribuire a un pilota i risultati dell'altro è l'equivoco più facile da commettere.
7. Il Civil Justice Council: dalla diffidenza alla compulsione
Il percorso che ha portato a Churchill non è nato in giudizio: è stato preparato dall'organo consultivo della giustizia civile, e vale la pena seguirne i due passaggi.
Nel novembre 2018 il rapporto finale del gruppo di lavoro sull'ADR[30] scriveva che «le regole e la giurisprudenza sono state finora troppo generose verso chi ignora l'ADR» e che l'orientamento di Halsey era «troppo generoso verso la parte che rifiuta», da rivedere con urgenza perché ammetteva esclusioni inaccettabili come la complessità del caso o le allegazioni di frode. Ma sulla compulsione il rapporto era netto in senso contrario: «non vi era alcun sostegno, o quasi nessuno, per una compulsione generalizzata».
Nel giugno 2021 il secondo rapporto[31] ha ribaltato la prospettiva su un punto decisivo: le parti possono legittimamente essere obbligate a partecipare all'ADR, in modo compatibile con l'articolo 6 della Convenzione, purché la partecipazione non sia sproporzionatamente onerosa e non precluda l'accesso effettivo al giudice. Il ragionamento è di una semplicità disarmante: se le parti restano libere di non accordarsi e di tornare davanti al giudice, non c'è vincolo inaccettabile. È esattamente l'argomento che la Court of Appeal ha fatto proprio due anni dopo.
Va detto onestamente che dopo il 2021 non risulta alcun rapporto dedicato specificamente all'ADR: il filone è confluito nella revisione dei protocolli pre-processuali, il cui rapporto conclusivo del novembre 2024[32] raccomanda un obbligo non prescrittivo di impegnarsi in un procedimento di risoluzione già prima della causa, con l'esenzione dall'eventuale rinvio automatico a mediazione per chi vi abbia già provveduto.
8. I protocolli pre-processuali
C'è un livello che precede tutto quello descritto finora, e che il dossier non può omettere perché è dove la maggior parte delle controversie inglesi si chiude senza mai arrivare in tribunale: i pre-action protocols.
La disciplina generale sta in una Practice Direction autonoma, la Pre-Action Conduct and Protocols[33]. I paragrafi che interessano qui sono quattro. Il paragrafo 8 dispone che le parti «should consider whether negotiation or some other form of ADR might enable them to settle»; il paragrafo 9 impone di continuare a valutare la transazione anche dopo l'inizio della causa; il paragrafo 11 attribuisce al giudice il potere di chiedere «prova che l'ADR sia stata presa in considerazione» e stabilisce che il silenzio o il rifiuto possono essere ritenuti irragionevoli; i paragrafi 13-16 elencano le sanzioni, che vanno dalla condanna alle spese, anche su base di indennizzo, alla privazione degli interessi o alla loro maggiorazione fino a dieci punti sopra il tasso base.
Va segnalato con precisione lo scarto lessicale: qui il verbo è should, non must. Il livello pre-processuale inglese è ancora costruito sull'aspettativa e sulla sanzione economica, non sull'ordine. Ed è rimasto fermo alla versione dell'aprile 2022: la revisione generale annunciata dopo il rapporto del Consiglio della giustizia civile del novembre 2024 non è ancora entrata in vigore. I verbali del comitato delle regole di procedura civile del 6 febbraio 2026 registrano che il lavoro di aggiornamento generale dei protocolli, per riflettere meglio l'ADR, è in corso presso l'ufficio del Master of the Rolls senza un calendario; l'unico protocollo con tempistica definita è quello sulle condizioni abitative, con finalizzazione a giugno 2026 ed entrata in vigore a ottobre[34].
È un dato che vale la pena tenere presente quando si descrive l'Inghilterra come l'ordinamento che ha imposto la mediazione. L'ha imposta dentro il processo, con la riforma delle regole e con Churchill; prima del processo, dove pure si gioca la partita più grande, il regime è rimasto quello di vent'anni fa.
9. La mediazione familiare: MIAM, modulo FM5, voucher
In materia familiare l'obbligo esiste da prima, ed è di natura diversa. Dal 22 aprile 2014 chi intende proporre una domanda familiare deve partecipare a un incontro informativo e di valutazione sulla mediazione, il MIAM[35]. Due precisazioni che spesso si perdono nella traduzione: l'obbligo grava su chi propone la domanda, non su entrambe le parti, ed è un obbligo di partecipare all'incontro informativo, non di mediare.
Le eccezioni sono tipizzate[36] e la prima è l'esistenza di prove di abuso domestico; seguono l'urgenza, l'avvenuto svolgimento di un MIAM o di una mediazione nei quattro mesi precedenti, le domande proposte senza preavviso, le barriere di accessibilità, il caso in cui il minore sia parte, e l'indisponibilità di mediatori autorizzati. Solo un mediatore familiare autorizzato può condurre un MIAM, e deve valutare i rischi di abuso domestico e di danno al minore.
La svolta è del 29 aprile 2024[37], e consiste in cinque interventi. La nozione di risoluzione non giudiziale è stata ampliata fino a comprendere mediazione, arbitrato, valutazione da parte di un terzo neutrale — compresa la private FDR — e collaborative law. È stato introdotto l'obbligo di depositare un modulo, l'FM5, in cui ciascuna parte espone la propria posizione sull'uso della risoluzione non giudiziale, almeno sette giorni lavorativi prima della prima udienza. Il giudice deve valutare in ogni fase se la risoluzione non giudiziale sia appropriata. Il potere di rinviare l'udienza per consentirla non richiede più il consenso delle parti. E le esenzioni dal MIAM non sono più autocertificabili con una semplice spunta: occorre una motivazione documentata.
Il punto più significativo è però il sesto: nei procedimenti economici il giudice può ora considerare, ai fini delle spese, la mancata partecipazione senza valida ragione a un MIAM o a una risoluzione non giudiziale[38]. In un settore dove vigeva il principio della non condanna alle spese, è un cambio di regime. Va precisato il perimetro, perché la portata della norma è spesso sopravvalutata: la disposizione modificata disciplina le spese nei soli financial remedy proceedings; nei procedimenti sull'affidamento dei figli la leva sulle spese resta quella generale. E il modulo FM5 non è prescritto dalle Rules, che parlano genericamente di «a form»: è il modulo individuato in via amministrativa dalla guidance presidenziale[39].
Sul versante degli incentivi economici opera dal 26 marzo 2021 un sistema di voucher fino a cinquecento sterline a coppia per coprire i costi della mediazione, nelle controversie sui figli o nelle questioni economiche a esse collegate, a condizione che entrambe le parti accettino di mediare[40]. Sulla vigenza dello schema esiste ora una fonte primaria che il dossier non citava: la Practice Direction 36V dispone che il pilota «expires at the end of 31 March 2029». Lo schema è dunque coperto da atto processuale fino al 2029, e non fino al marzo 2027 come riferito dalla stampa specializzata[41].
Sui numeri occorre invece cautela, perché le cifre che circolano non sono omogenee. Il dato di oltre 57.000 voucher per circa 28,7 milioni di sterline proviene da un accesso agli atti riportato nel maggio 2026 e corrisponde esattamente a 57.335 moltiplicato per cinquecento: è dunque il valore nominale dei voucher concessi, non la spesa effettivamente sostenuta. Le risposte parlamentari danno numeri diversi e più bassi: nel luglio 2025 «oltre 44.000 famiglie aiutate», nel novembre 2025 «oltre 16 milioni di sterline di voucher emessi» a favore di 38.700 genitori. Non esiste una cifra ufficiale aggiornata al 2026[42].
Quanto ai numeri della mediazione familiare in patrocinio a spese dello Stato — 13.826 valutazioni MIAM e 8.898 esiti di mediazione nell'anno aprile 2025-marzo 2026 — la fonte stessa avverte che i dati dell'esercizio sono incompleti a causa dell'attacco informatico subito dal ministero della Giustizia nel maggio 2025[43]. Vanno usati con questa avvertenza.
10. Il lavoro: la conciliazione preventiva Acas
Se si cerca il canale di composizione preventiva obbligatoria più esteso del sistema inglese, non è nella giustizia civile: è nel lavoro. Prima di proporre la maggior parte delle domande davanti a un employment tribunal occorre notificare la controversia all'Acas, il servizio pubblico di consulenza, conciliazione e arbitrato, e ottenerne il certificato di early conciliation. Senza quel certificato la domanda non è ricevibile.
I numeri sono di un ordine di grandezza diverso da quelli della mediazione civile. Nell'esercizio 2024-25 l'Acas ha ricevuto circa 117.000 notifiche di conciliazione preventiva, in crescita del dodici per cento, e dichiara che nove potenziali domande su dieci si sono risolte senza necessità di un'udienza; nello stesso anno ha gestito 594.000 chiamate alla linea di consulenza e 522 controversie collettive, con accordo o progressi nel novantatré per cento dei casi. Nell'esercizio 2025-26 le pratiche individuali di conciliazione superano le centocinquantamila[44].
Il dato che merita di essere isolato è un altro: nel trimestre ottobre-dicembre 2025 il sessantotto per cento delle notifiche non è mai approdato al tribunale del lavoro[45]. Due terzi delle controversie di lavoro inglesi si chiudono in una fase gratuita, telefonica, gestita da un ente pubblico, prima di qualunque contatto con la giurisdizione.
Vale la pena confrontare questo dato con quello della mediazione civile della sezione 6. Là il tasso di accordo scende verso il venticinque per cento; qui due terzi delle controversie non arrivano al giudice. La differenza non sta nella tecnica di composizione, che è simile: sta nel fatto che la conciliazione del lavoro è gratuita, è condotta da un ente pubblico specializzato, è unica e nazionale, e opera prima che il conflitto si trasformi in domanda giudiziale. È il modello che, in questa serie di dossier, ricorre ogni volta che un sistema funziona davvero.
11. L'arbitrato: l'Arbitration Act 2025
Una precisazione terminologica prima di tutto: l'Arbitration Act 1996 non è stato sostituito. Resta il testo di riferimento, emendato per innesti dall'Arbitration Act 2025[46], che ha ricevuto il Royal Assent il 24 febbraio 2025 ed è entrato in vigore, per la quasi totalità delle disposizioni, il 1° agosto 2025[47]. Parlare di «nuova legge inglese sull'arbitrato» è impreciso. Le modifiche non si applicano agli arbitrati iniziati prima dell'entrata in vigore, ma si applicano alle convenzioni arbitrali indipendentemente dalla data di stipula.
La modifica di maggior peso riguarda la legge applicabile alla convenzione arbitrale: è quella che le parti abbiano espressamente concordato oppure, in mancanza, la legge della sede dell'arbitrato; e la scelta della legge applicabile al contratto principale non costituisce accordo sulla legge della convenzione arbitrale[48]. È il rovesciamento del test presuntivo elaborato dalla Corte suprema nel 2020, secondo cui la scelta della legge del contratto si estendeva di regola alla clausola compromissoria[49]. L'effetto pratico è immediato: scegliere Londra come sede porta con sé il diritto inglese come legge della convenzione arbitrale, salvo diversa scelta espressa. Fanno eccezione le convenzioni derivanti da un'offerta permanente contenuta in un trattato o in legislazione estera, cioè l'arbitrato degli investimenti.
Le altre novità rilevanti sono quattro. Il dovere di disclosure dell'arbitro è stato per la prima volta codificato: vanno rivelate le circostanze che potrebbero ragionevolmente far sorgere dubbi giustificati sull'imparzialità, secondo un criterio oggettivo che comprende ciò che l'arbitro conosce o dovrebbe ragionevolmente conoscere[50]. L'immunità dell'arbitro è stata rafforzata: non può essere condannato alle spese nel procedimento per la sua rimozione se non in caso di malafede, e le sue dimissioni non generano responsabilità se non quando risultino irragionevoli[51]. È stato introdotto un potere espresso di decisione sommaria, quando una parte non abbia alcuna concreta prospettiva di successo su una domanda o un'eccezione, previa ragionevole possibilità di interloquire; è un potere derogabile dalle parti[52]. Infine sono stati riconosciuti gli arbitri d'emergenza ed è stata riformata la procedura di impugnazione del lodo per difetto di competenza, riducendo il riesame integrale[53].
12. Il consumo, e gli ombudsman
Su questo terreno il dossier del 2012 è superato due volte, e in direzioni opposte.
Il primo salto è l'attuazione della direttiva europea del 2013, con regolamenti del 2015 che imponevano agli organismi ADR standard minimi e l'approvazione di un'autorità competente — i regolatori di settore per i mercati regolati, l'istituto di categoria del trading standards per gli altri[54]. Il commerciante doveva informare il consumatore dell'ADR disponibile, ma non era obbligato a parteciparvi salvo obbligo di legge, contrattuale o associativo. Il sistema restava dunque frammentato e sostanzialmente volontario fuori dai settori regolati.
Poi è arrivata la Brexit: dal 1° gennaio 2021 i consumatori britannici non possono più usare la piattaforma europea di risoluzione online per raggiungere gli organismi ADR dell'Unione, e l'obbligo per i commercianti online di inserirne il link è venuto meno. La piattaforma europea, del resto, ha cessato di operare il 20 luglio 2025 anche per l'Unione.
Il secondo salto è del 2026 ed è strutturale. Dal 6 aprile 2026[55] è in vigore un capo dedicato alla risoluzione alternativa delle controversie da contratto di consumo[56] che ribalta l'impostazione: nessuno può svolgere ADR in materia di consumo se non è esente, accreditato, o non opera nell'ambito di intese speciali approvate. Si passa cioè da un'approvazione volontaria a un accreditamento obbligatorio, presidiato da poteri di enforcement, dal divieto di far pagare compensi al consumatore senza autorizzazione, dal dovere del commerciante di informare sugli strumenti disponibili quando risponde a un reclamo, e da obblighi di rendicontazione annuale pubblica che comprendono volumi, tassi di accettazione e risoluzione, tempi medi e persino i problemi sistemici rilevati[57]. I regolamenti del 2015 sono stati contestualmente abrogati[58]; gli organismi esistenti possono operare fino al 5 ottobre 2026 o fino alla decisione sulla domanda di accreditamento.
Il confronto con l'Unione europea è istruttivo: mentre Bruxelles con la nuova direttiva del dicembre 2025 rafforza gli obblighi informativi dei professionisti, Londra sceglie di regolare direttamente chi può fare mediazione del consumo. Sono due strategie diverse per lo stesso problema, la qualità degli organismi.
Quanto ai numeri, il principale ombudsman finanziario ha registrato nell'esercizio 2025-26 214.600 nuovi reclami, in calo di quasi il trenta per cento rispetto ai 305.700 dell'anno precedente, con un tasso di accoglimento del trenta per cento[59]. Il dato più interessante è però un altro: i reclami veicolati da rappresentanti professionali sono crollati dal cinquanta al diciotto per cento del totale per effetto dell'introduzione di una tariffa di segnalazione. Un piccolo esperimento naturale su quanto del contenzioso di massa sia generato dagli intermediari.
Gli altri due ombudsman di rilievo raccontano storie opposte. L'ombudsman dei servizi legali ha chiuso l'esercizio 2025-26 con 14.259 nuovi reclami, in aumento del trentasette per cento, 8.412 accettati e 8.199 definiti; poco più della metà si risolve in via anticipata, e il solo settore delle compravendite immobiliari residenziali produce il trentasei per cento del totale, con una crescita del quarantuno per cento; i rimedi liquidati superano i 3,7 milioni di sterline[60]. L'ombudsman dell'edilizia residenziale pubblica, nell'ultimo esercizio disponibile, ha emesso 7.082 decisioni, in crescita del trenta per cento, con un tasso di maladministration del settantuno per cento, 714 accertamenti di grave maladministration, 5,4 milioni di sterline di indennizzi e 26.901 fra ordini e raccomandazioni[61].
Settantuno per cento di accertamenti a carico dell'amministrazione è una cifra che, in qualunque ordinamento, dovrebbe far discutere non l'ombudsman ma l'amministrazione.
13. I numeri del contenzioso civile
I dati trimestrali ufficiali del primo trimestre 2026[62] danno le proporzioni del sistema. Le domande introdotte nelle County Court sono state 527.000, in crescita del sette per cento sull'anno precedente, di cui 450.000 domande di pagamento; quelle effettivamente difese 72.000, in crescita del tredici per cento; i processi celebrati 13.000, in calo del sei per cento.
Il dato strutturale è questo: solo circa una domanda difesa su cinque arriva a un'udienza di merito, e sul totale delle domande introdotte i processi sono circa il due e mezzo per cento. La stragrande maggioranza delle controversie si compone o viene abbandonata prima. È il contesto in cui va letta l'intera politica dell'ADR inglese: non si tratta di sottrarre cause al giudice, ma di rendere consapevole e assistita una composizione che comunque avverrebbe.
Sui tempi, la mediana dall'introduzione della causa all'udienza è di 37,6 settimane per le small claims e di 54,3 settimane per gli altri binari, con un miglioramento rispettivamente di 5,1 e 10,7 settimane sull'anno precedente. Il miglioramento è netto e recente, e coincide con l'avvio del rinvio automatico a mediazione: la correlazione non prova la causalità, ma va registrata.
Un'ultima avvertenza: le statistiche ufficiali sulla giustizia civile non pubblicano dati sulla mediazione. Per quelli occorre ricorrere ai management information del servizio giudiziario, che non hanno lo stesso status. È la stessa lacuna che abbiamo visto in Francia e che affligge l'Italia: i paesi che promuovono la composizione amichevole non la misurano.
14. Che cosa può leggere l'Italia
Quattro punti mi paiono meritevoli di attenzione.
Il primo è il modo in cui è caduto Halsey. Non per intervento del legislatore, ma per una rilettura giudiziale che ha declassato a obiter il passaggio più citato di una sentenza ventennale, dopo che l'organo consultivo della giustizia civile ne aveva preparato il terreno per cinque anni. Chi in Italia discute di obbligatorietà della mediazione ragionando solo in termini di legge e di Corte costituzionale trascura che altrove il baricentro si è spostato per via interpretativa.
Il secondo è l'argomento di legittimità: obbligare a partecipare non viola il diritto di accesso al giudice perché le parti restano libere di non accordarsi e di tornare in causa. È la stessa distinzione fra obbligo di partecipazione e obbligo di esito su cui si è retta la nostra condizione di procedibilità, ma formulata con una nettezza che da noi è mancata.
Il terzo è il prezzo dell'obbligatorietà, e va detto con onestà: il tasso di accordo inglese è sceso di nove punti in tredici mesi da quando il rinvio è automatico. Chi promette che l'obbligatorietà migliori la resa della mediazione dice una cosa che i dati non confermano. Quello che l'obbligatorietà produce è un numero assoluto di accordi molto più alto su una percentuale più bassa. È una scelta di politica giudiziaria legittima, ma va compiuta sapendo che cosa si compra.
Il quarto riguarda il consumo. La scelta britannica di accreditare obbligatoriamente gli organismi, con rendicontazione pubblica annuale che comprende i tempi medi e i problemi sistemici rilevati, è più incisiva dell'impostazione europea, che punta soprattutto sugli obblighi informativi dei professionisti. Se ne può discutere il merito, ma è il tipo di intervento che risolve a monte il problema della qualità, invece di inseguirlo a valle.
Note
[1] Halsey v Milton Keynes General NHS Trust [2004] EWCA Civ 576, 11 maggio 2004 (Ward LJ, Laws LJ, Dyson LJ), § 9: obbligare parti realmente riluttanti a deferire le loro controversie alla mediazione «would be to impose an unacceptable obstruction on their right of access to the court».
[2] James Churchill v Merthyr Tydfil County Borough Council [2023] EWCA Civ 1416, 29 novembre 2023, Baroness Carr of Walton-on-the-Hill (Lady Chief Justice), Sir Geoffrey Vos MR (relatore) e Birss LJ.
[3] The Civil Procedure (Amendment No. 3) Rules 2024, S.I. 2024/839 (L. 11), emanate il 29 luglio 2024, in vigore dal 1° ottobre 2024.
[4] Practice Direction 51ZE, Small Claims Track Automatic Referral to Mediation Pilot Scheme, introdotta dal 166° aggiornamento alle Practice Directions, in vigore dal 22 maggio 2024.
[5] Arbitration Act 2025, 2025 c. 4.
[6] Digital Markets, Competition and Consumers Act 2024, c. 13, Parte 4, Capo 4, ss. 291-310 e Schedules 25-27.
[7] Churchill, cit., § 20: «I have reached the clear conclusion that [9]-[10] of the judgment in Halsey was not a necessary part of the reasoning that led to the decision in that case».
[8] Churchill, cit., § 58: «the court can lawfully stay existing proceedings for, or order, the parties to engage in a non-court-based dispute resolution process».
[9] Churchill, cit., § 65: l'ordine è legittimo purché «does not impair the very essence of the claimant's right to proceed to a judicial hearing» e sia «proportionate to achieving the legitimate aim of settling the dispute fairly, quickly and at reasonable cost». Ai §§ 55 ss. la Corte richiama Ashingdane, Z and others e Miloslavsky.
[10] Churchill, cit., § 66. I fattori del Bar Council sono richiamati ai §§ 61-63.
[11] S.I. 2024/839, cit.
[12] CPR 1.1(2)(f): «Dealing with a case justly and at proportionate cost includes, so far as is practicable — … (f) promoting or using alternative dispute resolution».
[13] CPR 1.4(2)(e): «Active case management includes — … (e) ordering or encouraging the parties to use, and facilitating the use of, alternative dispute resolution».
[14] CPR 3.1(2)(o): «the court may — … (o) order the parties to engage in alternative dispute resolution». La lettera (p) — potere residuale generale che comprende la Early Neutral Evaluation — non è nuova: preesisteva alla riforma ed è stata soltanto rinumerata dal S.I. 2024/839 per far posto alla nuova lettera (o).
[15] CPR 28.7(1)(d) per il fast track, CPR 28.14(1)(f) per l'intermediate track, CPR 29.2(1A) per il multi-track: «When giving directions, the court must consider whether to order or encourage the parties to engage in alternative dispute resolution».
[16] CPR 44.2(5)(e): la condotta rilevante include «whether a party failed to comply with an order for alternative dispute resolution, or unreasonably failed to engage in alternative dispute resolution». Si noti che la sanzione passa dalla regola 44.2, non dalla 44.4, che non è stata modificata.
[17] DKH Retail Ltd & Ors v City Football Group Ltd [2024] EWHC 3231 (Ch), 21 novembre 2024, Miles J, §§ 29, 40 e 43; il poscritto al § 44 dà atto della transazione comunicata il 13 gennaio 2025.
[18] Northamber plc v Genee World Ltd & Ors [2024] EWCA Civ 428, 1° maggio 2024, Lewison, Arnold e Phillips LJJ, §§ 104 e 107: «impose a modest, but not insignificant, costs penalty by increasing Northamber's costs recovery by an additional 5% to 75%»; «Mr Singh and IES were silent in the face of an offer to mediate. That was in itself unreasonable».
[19] PGF II SA v OMFS Company 1 Ltd [2013] EWCA Civ 1288, 23 ottobre 2013, Maurice Kay, Beatson e Briggs LJJ, § 34: «silence in the face of an invitation to participate in ADR is, as a general rule, of itself unreasonable».
[20] Thakkar v Patel [2017] EWCA Civ 117, Jackson e Briggs LJJ; riportata in [2017] 2 Costs LR 233. La data esatta della decisione resta da confermare su fonte primaria.
[21] Paul Ivey & Ors v Susan Marie Lythgoe & Anor [2025] EWHC 2325 (Ch), 12 settembre 2025, HHJ Paul Matthews: ordine di mediazione ai sensi della CPR 3.1(2)(o), con sospensione dei procedimenti riuniti.
[22] PD 51ZE, cit.
[23] 193° aggiornamento alle Practice Directions, in vigore dal 6 aprile 2026: «In paragraph 2, for "21 May 2026" substitute "6 April 2027"». Il 174° aggiornamento, in vigore dal 5 novembre 2024, aveva integrato nel pilota le cause avviate tramite Online Civil Money Claims.
[24] Comunicato del Ministry of Justice e di HMCTS del 22 maggio 2024, «Faster resolution for small claims as mediation baked into courts process».
[25] Comunicato del 22 maggio 2024, cit.
[26] HMCTS Management Information, serie mensile fino a febbraio 2026. Si tratta di management information, non di statistiche ufficiali accreditate.
[27] HM Courts & Tribunals Service, Management information, edizione di agosto 2026 (serie fino a giugno 2026). I valori delle edizioni precedenti sono soggetti a revisione.
[28] Work of the County Court: Government Response, Second Special Report of Session 2024-26, 17 ottobre 2025.
[29] HMCTS opt out mediation evaluation report, 21 marzo 2023: rinvii saliti dal 17 al 21 per cento delle cause, tasso di accordo stabile al 29 per cento dei casi rinviati, valore medio dell'accordo pari al 54-55 per cento del valore della domanda.
[30] Civil Justice Council, ADR and Civil Justice: CJC ADR Working Group Final Report, novembre 2018 (pubblicato il 4 dicembre 2018), presidente William Wood QC.
[31] Civil Justice Council, Compulsory ADR, giugno 2021.
[32] Civil Justice Council, Review of Pre-Action Protocols — Phase Two Report (Final), novembre 2024, presidente Andrew Higgins; la Parte 1 del rapporto è del 21 agosto 2023 e propone un General Pre-Action Protocol.
[33] Practice Direction — Pre-Action Conduct and Protocols, versione in vigore dal 6 aprile 2022, §§ 8-11 e 13-16.
[34] Civil Procedure Rule Committee, verbale approvato della riunione del 6 febbraio 2026. Emendamento limitato al protocollo sui debiti (§ 3.3, comunicazioni elettroniche); protocollo sulle condizioni abitative con finalizzazione a giugno 2026 ed entrata in vigore a ottobre 2026.
[35] Section 10 del Children and Families Act 2014, c. 6, in vigore dal 22 aprile 2014 (S.I. 2014/793, art. 2): «Before making a relevant family application, a person must attend a family mediation information and assessment meeting».
[36] Family Procedure Rules, Part 3, r. 3.8; r. 3.9 riserva la conduzione del MIAM ai soli mediatori familiari autorizzati.
[37] The Family Procedure (Amendment No. 2) Rules 2023, S.I. 2023/1324 (L. 10): le regole 1, 2 e 4 in vigore dall'8 aprile 2024, la regola 3 e le regole 5-19 dal 29 aprile 2024. Il modulo FM5 discende dalla nuova formulazione della FPR 3.3.
[38] FPR 28.3(7): rileva «any failure by a party, without good reason, to attend a MIAM … or attend non-court dispute resolution».
[39] FPR 28.3 disciplina le spese nei procedimenti di financial remedy; la nuova lettera introdotta al comma 7 opera in quel solo perimetro. FPR 3.3(2), come modificata, richiede il deposito di «a form setting out their views on using non-court dispute resolution»: la denominazione FM5 è di fonte amministrativa.
[40] Family Mediation Voucher Scheme, introdotto il 26 marzo 2021, fino a £500 per coppia.
[41] Fonti secondarie (familylaw.co.uk e National Family Mediation, maggio 2026), che riferiscono l'annuncio della Ministra della Giustizia Baroness Levitt KC. La pagina gov.uk dedicata allo schema risulta aggiornata al 7 aprile 2021 e non conferma né la proroga né lo stanziamento.
[42] Risposta scritta del 22 luglio 2025 (Sarah Sackman): «helped over 44,000 families to date»; risposta scritta del 27 novembre 2025: «over £16 million in vouchers issued», 38.700 genitori. Comunicato ufficiale GOV.UK (Ministry of Justice) del 15 maggio 2026 sulla proroga di un anno dello schema: «more than 54,000 parents» sostenuti dal lancio nel 2021, con «over £7m a year» di finanziamento governativo. Il dato di 57.335 voucher per 28,7 milioni di sterline, proveniente da una richiesta di accesso agli atti riportata dalla stampa specializzata il 18 maggio 2026 (tre giorni dopo il comunicato ufficiale), resta dato reperito in dottrina ma allo stato non verificabile a livello legislativo: le cifre ufficiali sono espresse in genitori sostenuti e finanziamento annuo, non in voucher emessi o spesa cumulativa, per cui non sono direttamente comparabili con il dato giornalistico.
[43] Ministry of Justice, Legal aid data — Mediation, pubblicazione del 25 giugno 2026, che avverte: «figures for 2025-26 are not currently available due to the cyber-attack in May 2025».
[44] Acas, Annual Report and Accounts 2024-25, pubblicato il 17 luglio 2025: circa 117.000 notifiche di early conciliation (+12%), 594.000 chiamate, 522 controversie collettive con accordo o progressi nel 93% dei casi. Acas, Annual Report and Accounts 2025-26, pubblicato il 3 luglio 2026: oltre 150.000 pratiche individuali di conciliazione, 584.000 chiamate, 400 controversie collettive (93%), spesa di 72,4 milioni di sterline.
[45] Acas, statistiche trimestrali: nel trimestre gennaio-marzo 2026 le notifiche sono state 41.575 (39.822 individuali su iniziativa del lavoratore, 480 collettive per 13.708 richiedenti, 1.273 su iniziativa del datore); per il trimestre ottobre-dicembre 2025 il 68% delle notifiche non è approdato all'employment tribunal.
[46] Arbitration Act 2025, cit., attuativo delle raccomandazioni della Law Commission, Review of the Arbitration Act 1996: Final Report and Bill, Law Com No 413, settembre 2023.
[47] Arbitration Act 2025 (Commencement) Regulations 2025, S.I. 2025/905 (C. 41); le sezioni 16, 17 e 18 sono in vigore dal Royal Assent. Il regime transitorio è alla s. 17(4).
[48] Section 1 dell'Arbitration Act 2025, che introduce il nuovo s. 6A dell'Arbitration Act 1996.
[49] Enka Insaat ve Sanayi AS v OOO Insurance Company Chubb [2020] UKSC 38, 9 ottobre 2020.
[50] Section 2 dell'Arbitration Act 2025, che introduce il s. 23A dell'Act 1996, codificando il principio di Halliburton v Chubb [2020] UKSC 48.
[51] Sections 3 e 4 dell'Arbitration Act 2025, che introducono i ss. 24(5A) e 29(4) dell'Act 1996.
[52] Section 7 dell'Arbitration Act 2025, che introduce il s. 39A dell'Act 1996: decisione sommaria quando una parte «has no real prospect of succeeding».
[53] Sections 5, 6, 8, 9 e 10-12 dell'Arbitration Act 2025; la s. 15 abroga le disposizioni sulle convenzioni arbitrali domestiche (ss. 85-88 dell'Act 1996, mai entrate in vigore).
[54] The Alternative Dispute Resolution for Consumer Disputes (Competent Authorities and Information) Regulations 2015, S.I. 2015/542, attuativi della direttiva 2013/11/UE.
[55] Digital Markets, Competition and Consumers Act 2024 (Commencement No. 3 and Transitional Provisions) Regulations 2026, S.I. 2026/284.
[56] DMCC Act 2024, Parte 4, Capo 4; in particolare la s. 293 (divieto di svolgere ADR senza accreditamento), la s. 294 (divieto di compensi a carico del consumatore senza autorizzazione), la s. 302 (poteri sanzionatori) e la s. 308 (dovere informativo del commerciante).
[57] The DMCCA 2024 (Alternative Dispute Resolution) (Information) Regulations 2026, S.I. 2026/293.
[58] The DMCCA 2024 (Alternative Dispute Resolution) (Consequential Amendments) Regulations 2026, S.I. 2026/263, che abroga il S.I. 2015/542.
[59] Financial Ombudsman Service, dati annuali 2025-26, pubblicati il 21 maggio 2026.
[60] Legal Ombudsman, dati annuali sui reclami 2025-26 (1° aprile 2025 – 31 marzo 2026): 14.259 nuovi reclami (+37%), 8.412 accettati (+16%), 8.199 definiti (−1%), 51% risolti in via anticipata, 3.039 reclami sul conveyancing residenziale (+41%, pari al 36% del totale), 3,7 milioni di sterline di rimedi.
[61] Housing Ombudsman, Annual Complaints Review 2024-25, settembre 2025: 7.082 determinazioni (+30%), tasso di maladministration del 71%, 714 accertamenti di severe maladministration, 5,4 milioni di sterline di compensazioni, 26.901 ordini e raccomandazioni, 175 Complaint Handling Failure Orders. I dati 2025-26 non risultano ancora pubblicati.
[62] Ministry of Justice, Civil Justice Statistics Quarterly: January to March 2026, pubblicate l'11 giugno 2026.
Nota
Questo dossier riscrive integralmente la prima parte del contributo Sistemi di composizione dei conflitti nel Regno Unito: Inghilterra e Galles, pubblicato il 27 ottobre 2012. La seconda parte, dedicata a Scozia e Irlanda del Nord, è oggetto di trattazione separata.