Italia si colloca al 17° posto su 27 nella classifica generale del Quadro UE di valutazione della giustizia 2026, con un punteggio composito di 5.5/10. Qui sotto tutti i dati disponibili, indicatore per indicatore.
Italia — la giustizia in numeri
Punteggio per pilastro
Popolazione a fine 2024 (Eurostat. 1° gennaio 2025): 58.943.464 abitanti.
Dati forniti alla fonte: 47 indicatori su 48 (98%).
Procedimenti pendenti in primo grado a fine 2024 (arretrato): totale non penale 3.236.987, di cui civili/commerciali contenziose 2.085.878 e amministrative 86.884.
Italia si colloca al 17° posto su 27 nella classifica generale, con un punteggio composito di 5.5/10 (livello medio). Per pilastro: Efficienza 5.5/10, Qualità 4.2/10, Indipendenza 6.5/10, Mercato unico 5.1/10. Sul fronte dell'efficienza, le cause civili, commerciali e amministrative di primo grado durano in media 373 giorni (21° posto UE); il tasso di smaltimento è 97% (18°); le cause civili/commerciali pendenti sono 3.54 per 100 abitanti (21°). Quanto all'indipendenza percepita, il 51% dei cittadini giudica buona l'indipendenza dei giudici (15° posto); tra le imprese la quota è del 60% (12°). Il punto di forza relativo è indipendenza (6.5/10), mentre l'area più debole è qualità (4.2/10).
Una proiezione: la mediazione e l'arretrato civile
L'Italia conta 22.439 mediatori e l'arretrato civile e commerciale contenzioso di primo grado è di 2.085.878 cause: circa 93 per mediatore. Ogni mediazione si chiude statisticamente in 2-3 incontri, distribuiti su un arco di 3-6 mesi, e un mediatore può seguirne diverse in parallelo, ma non può concluderne più di una al giorno. Ciascun mediatore dovrebbe tenere tra 186 e 279 incontri: a un ritmo realistico di 1-2 incontri al giorno si tratta di circa 116-279 giornate di lavoro effettivo. Tenendo conto della distribuzione degli incontri su 3-6 mesi, l'intero arretrato verrebbe ragionevolmente smaltito in un arco stimato di circa 6-12 mesi. Per confronto, affidarsi ai soli giudici al ritmo attuale richiederebbe di più: la durata stimata di smaltimento (disposition time) delle stesse cause è di 584 giorni, cioè circa un anno e sette mesi (i tribunali ne definiscono circa 1,3 milioni l'anno, ipotizzando che non ne arrivino di nuove). Il calcolo è teorico, perché non tutte le liti pendenti sono mediabili, ma evidenzia il potenziale deflattivo della mediazione: a parità di organici, ciò che fa la differenza è il ricorso sistematico agli strumenti alternativi e l'organizzazione del lavoro.
Confronto dei tempi stimati per azzerare l'arretrato civile e commerciale: mediazione (circa 6-12 mesi) contro soli giudici al ritmo attuale (584 giorni).
Approfondimento: il costo economico della giustizia lenta
Il nodo del contenzioso civile non è solo un problema di efficienza interna: ha un costo economico misurabile. Secondo la Banca d'Italia, la lentezza della giustizia civile sottrae all'economia italiana circa un punto di PIL all'anno; alcune stime collocano l'onere intorno all'1,3% del PIL (oltre 20 miliardi di euro), mentre valutazioni di associazioni imprenditoriali come Confesercenti arrivano fino a 2,5 punti di PIL (circa 40 miliardi). Si tratta di stime con metodologie diverse, ma tutte convergono su un punto: i tempi lunghi della giustizia sono una vera e propria "tassa occulta" su imprese e cittadini.
Il meccanismo è noto: l'incertezza sui tempi di recupero dei crediti e di esecuzione dei contratti riduce gli investimenti, frena la dimensione media delle imprese, rende più caro e selettivo il credito bancario e scoraggia gli investitori esteri, per i quali la durata delle cause è un fattore decisivo nella scelta del Paese in cui operare. In un'economia fondata su piccole e medie imprese, questo si traduce in minore crescita, minore produttività e meno occupazione: una giustizia più rapida, secondo le stesse stime, potrebbe generare oltre 100.000 posti di lavoro e un aumento del reddito pro capite di alcune centinaia di euro l'anno.
È qui che la deflazione del contenzioso assume un valore economico, oltre che giuridico. Ridurre l'arretrato civile - oltre 2 milioni di cause - e accorciare i tempi non significa solo alleggerire i tribunali, ma recuperare una quota di quel punto di PIL perso ogni anno. La mediazione, capace di chiudere le controversie in pochi mesi anziché in anni, è una delle leve più immediate e meno costose per ottenere questo risultato: ogni causa risolta in via consensuale è tempo e denaro restituiti al sistema economico. Investire in strumenti alternativi e nell'organizzazione del lavoro, più che nel solo aumento degli organici, appare quindi non un costo ma un investimento con un ritorno economico potenzialmente elevato. (Fonti dei dati economici: Banca d'Italia; studi citati da Lavoce.info e Confesercenti.)
Commento
L'Italia è un sistema a due velocità. La giustizia amministrativa eccelle, con il miglior tasso di smaltimento dell'Unione (125%) e un arretrato in miglioramento; il contenzioso civile resta invece lento, con 584 giorni in media per le cause contenziose di primo grado e l'arretrato assoluto più alto d'Europa (oltre 2 milioni di cause civili e commerciali). L'indipendenza percepita è intermedia (51% dei cittadini, 60% delle imprese), superiore a quella di diversi grandi Paesi.
La struttura è squilibrata: pochi giudici (12,2 ogni 100.000 abitanti, circa 7.200 in tutto) a fronte di moltissimi avvocati (380 ogni 100.000, quasi 224.000), uno dei rapporti più sbilanciati del continente. Questo spiega in larga parte la lentezza del civile e rende decisivi gli strumenti che alleggeriscono il carico dei tribunali. La direzione delle riforme - digitalizzazione, riduzione dell'arretrato, incentivi all'ADR - è corretta, ma il Paese è solo 18° per incentivi alla mediazione: c'è ampio margine.
In prospettiva, la mediazione è la leva più realistica per la deflazione: l'arretrato civile e commerciale potrebbe essere smaltito in pochi mesi anziché in oltre un anno e mezzo necessario ai soli tribunali al ritmo attuale. Valorizzare gli strumenti alternativi, completare la transizione digitale e riequilibrare gli organici sono le condizioni per recuperare posizioni e offrire a cittadini e imprese una giustizia in tempi ragionevoli, all'altezza del peso economico del Paese.
Flusso delle cause in un anno
Cause in entrata e pendenti: dati CEPEJ 2024 convertiti in valori assoluti sulla popolazione di fine 2024. Le cause definite sono una stima (entrate per il tasso di smaltimento). “n.d.” dove il dato non è fornito.
| Categoria | In entrata | Definite (stima) | Pendenti a fine anno |
|---|---|---|---|
| Totale (civili, comm., amm. e altre non penali) | 3.270.988 | 3.169.941 | 3.236.987 |
| di cui civili e commerciali contenziose | 1.373.509 | 1.304.349 | 2.085.878 |
| di cui amministrative | 52.510 | 65.669 | 86.884 |
Tutti gli indicatori (valore e posizione UE)
| Indicatore | Valore | Pos. UE |
|---|---|---|
| 11. Tasso di smaltimento cause amministrative (%) | 125.1% | 1/25 |
| 3. Cause amministrative in entrata (per 100 ab.) | 0.089 (tot. 52.510) | 4/25 |
| 38. Numero di avvocati (per 100.000 ab.) | 380 (tot. 223.854) | 4/27 |
| 58. Indipendenza degli ordini forensi e degli avvocati | — | 4/27 |
| 61. Organi di ricorso appalti: durata del mandato | — | 4/27 |
| 42. Tribunali: strumenti di comunicazione elettronica | — | 5/27 |
| 44. Soluzioni digitali per cause civili e amministrative | — | 5/27 |
| 22. Soglia di reddito per il gratuito patrocinio (caso consumatore) | — | 6/27 |
| 29. Azioni rappresentative a tutela dei consumatori | — | 6/27 |
| 59. Indipendenza percepita organi di ricorso appalti (% buona) | 71% | 6/27 |
| 60. Indipendenza percepita autorità concorrenza (% buona) | 72% | 6/27 |
| 14. Cause amministrative pendenti (per 100 ab.) | 0.147 (tot. 86.884) | 7/25 |
| 41. Uso del digitale da parte di tribunali e procure | — | 7/27 |
| 55. Garanzie sul periodo di prova dei giudici | — | 7/27 |
| 66. Corti amm. supreme: competenza in cause d'impresa | — | 7/27 |
| 67. Corti amm. supreme: meccanismi di efficienza | — | 7/27 |
| 1. Cause civili/comm./amm. e altre in entrata (per 100 ab.) | 5.55 (tot. 3.270.988) | 8/26 |
| 65. Giurisdizioni competenti per cause commerciali | — | 8/27 |
| 2. Cause civili e commerciali contenziose in entrata (per 100 ab.) | 2.33 (tot. 1.373.509) | 9/27 |
| 16. Concorrenza: durata presso autorità nazionali (giorni) | 2 gg | 9/24 |
| 34. Spesa pubblica per i tribunali (% del PIL) | 0.35% | 9/27 |
| 56. Procuratore Generale: poteri sui PM | — | 11/26 |
| 19. Tutela consumatori: durata controllo giurisdizionale (giorni) | 452 gg | 12/22 |
| 32. Poteri degli organismi per la parità | — | 12/27 |
| 35. Rapporto stipendi giudici/PM su stipendio medio | — | 12/27 |
| 50. Indipendenza percepita dalle imprese (% buona) | 60% | 12/27 |
| 62. Autorità per la concorrenza: nomina e revoca | — | 12/27 |
| 63. Istituzioni superiori di controllo: accesso info | — | 12/27 |
| 39. Informazioni online sul sistema giudiziario | — | 13/27 |
| 46. Accesso online alle sentenze pubblicate | — | 13/27 |
| 51. Motivi della scarsa indipendenza percepita (imprese) | — | 13/27 |
| 52. Tutela degli investimenti percepita dalle imprese (% fiducia) | 57% | 13/27 |
| 53. Motivi della scarsa tutela degli investimenti percepita | — | 13/27 |
| 57. Procure: sistemi di assegnazione delle cause | — | 14/26 |
| 31. Tutele per i minori nei procedimenti penali | — | 15/27 |
| 37. Quota di giudici donne nelle Corti supreme (%) | 37.4% | 15/27 |
| 47. Sentenze leggibili da macchina (machine-readable) | — | 15/27 |
| 48. Indipendenza percepita dal pubblico (% buona) | 51% | 15/27 |
| 49. Motivi della scarsa indipendenza percepita (pubblico) | — | 15/27 |
| 8. Durata cause amministrative (tutti i gradi, giorni) | — | 16/27 |
| 20. Riciclaggio: durata delle cause (1° grado, giorni) | 648 gg | 16/26 |
| 43. Procure: strumenti di comunicazione elettronica | — | 16/27 |
| 54. Percezione dei giudici sull'assegnazione delle cause | — | 16/27 |
| 9. Tasso di smaltimento cause civili/comm./amm. (%) | 96.9% | 18/26 |
| 27. Promozione e incentivi all'uso dell'ADR | — | 18/26 |
| 7. Durata cause amministrative (1° grado, giorni) | 483 gg | 19/25 |
| 10. Tasso di smaltimento cause civili/comm. contenziose (%) | 95.0% | 19/27 |
| 26. Autorità competenti per il divorzio non contenzioso | — | 19/22 |
| 68. Registri per la trasparenza del lobbying | — | 19/27 |
| 69. Registri del lobbying: ambito soggettivo | — | 19/27 |
| 12. Cause civili/comm./amm. pendenti (per 100 ab.) | 5.49 (tot. 3.236.987) | 20/25 |
| 18. Marchio UE: durata cause di contraffazione (giorni) | 526 gg | 20/26 |
| 24. Compenso gratuito patrocinio – difesa penale | — | 20/27 |
| 25. Compenso gratuito patrocinio – causa civile | — | 20/27 |
| 4. Durata cause civili/comm./amm. e altre (1° grado, giorni) | 373 gg | 21/25 |
| 13. Cause civili/comm. contenziose pendenti (per 100 ab.) | 3.54 (tot. 2.085.878) | 21/26 |
| 28. Soluzioni digitali accessibili a persone con disabilità | — | 21/27 |
| 36. Numero di giudici (per 100.000 ab.) | 12.2 (tot. 7.189) | 22/27 |
| 40. Norme processuali che ammettono il digitale | — | 22/27 |
| 5. Durata cause civili/comm. contenziose (1° grado, giorni) | 584 gg | 24/26 |
| 15. Concorrenza: durata controllo giurisdizionale (giorni) | 25 gg | 24/25 |
| 6. Durata cause civili/comm. contenziose (tutti i gradi, giorni) | — | 25/27 |
| 30. Giustizia a misura di minore (civile e penale) | — | 25/27 |
| 45. Soluzioni digitali per le cause penali | — | 26/27 |
| 17. Comunicazioni elettroniche: durata controllo giurisd. (giorni) | 52 gg | 27/27 |
| 23. Spese di avvio del procedimento (caso consumatore) | — | 27/27 |
| 64. SAI: misure in caso di mancato accesso | — | 27/27 |
| 21. Corruzione (concussione): durata cause (1° grado, giorni) | — | n.d. |
Confronto con il resto del mondo. Il Quadro UE di valutazione della giustizia copre i soli 27 Stati membri. Per una prospettiva globale sullo stato di diritto, che include anche i paesi extra-UE, si vedano il World Justice Project Rule of Law Index 2025 e l'edizione 2024.
Fonte: Commissione Europea, EU Justice Scoreboard 2026; elaborazione e traduzione di Carlo Alberto Calcagno. Popolazione: Eurostat (1° gennaio 2025). Torna all'indice dei 27 paesi UE.