Sistemi di composizione dei conflitti nei Paesi Bassi (2026)

1. Perché questo dossier. 2. Tre tentativi, tre fallimenti. 3. La parola che ricorre: draagvlak. 4. La riservatezza che non c'è. 5. Dove la legge parla di mediazione: il divorzio. 6. La mediazione affiancata alla giurisdizione. 7. Il denaro al posto dell'obbligo. 8. La mediazione in patrocinio a spese dello Stato. 9. Il registro privato. 10. Il piano genitoriale: il vero motore. 11. Divorziare senza giudice? La risposta del 2026. 12. Il consumo. 13. L'amministrazione che telefona. 14. La mediazione penale. 15. L'arbitrato. 16. I numeri, e il dato che spiega tutto. 17. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché questo dossier

I Paesi Bassi sono, fra i grandi ordinamenti dell'Europa occidentale, l'unico che non ha una legge sulla mediazione. Non per distrazione: ci hanno provato tre volte in tredici anni e hanno fallito tre volte, sempre per la stessa ragione. E non è un paese arretrato in materia: ha la giustizia civile più rapida dell'Unione, un registro privato dei mediatori con circa tremila iscritti, un sistema di incentivi economici che nessun altro Stato membro ha costruito con altrettanta continuità, e una rete di commissioni per le controversie dei consumatori che tratta più casi di quanti ne tratti qualunque tribunale.

È l'esperimento speculare al nostro. Dove l'Italia ha messo l'obbligo, i Paesi Bassi hanno messo i soldi. Vale la pena vedere che cosa ne è venuto fuori — anche perché nel 2026 si è chiuso, con un fallimento, l'ultimo tentativo di dare alla mediazione olandese una veste pubblica, e nello stesso anno è uscita la fotografia più completa di come gli olandesi risolvano davvero i loro conflitti.

2. Tre tentativi, tre fallimenti

Primo tentativo, 2013-2015. Il deputato liberale Ard van der Steur deposita il 9 settembre 2013 due proposte di legge d'iniziativa parlamentare — una sul registro pubblico dei mediatori, una sulla mediazione nel diritto civile — e il giorno successivo una terza sulla mediazione nel diritto amministrativo e tributario. Il 10 giugno 2015 tutte e tre sono ritirate. A ritirarle non è Van der Steur, che nel frattempo ha lasciato la Camera per diventare ministro della giustizia, ma un collega di gruppo, con la motivazione che «il governo ha annunciato che presenterà esso stesso progetti di legge sulla promozione della mediazione»[1].

Secondo tentativo, 2016-2021. Il governo elabora un proprio conceptwetsvoorstel, la legge sulla promozione della mediazione, e nel 2016 apre una consultazione pubblica. Nel 2021 il ministro per la tutela giuridica Sander Dekker scrive alla Camera che il progetto non sarà nemmeno portato in consultazione. La lettera è del 25 giugno 2021 e vale la pena leggerne i passaggi: «Poiché il progetto si innesta su garanzie di qualità sviluppate dalla categoria stessa, ritengo di grande importanza il consenso della categoria sui princìpi della legge. Ho però dovuto concludere che questo consenso non c'è»; e ancora: «Molte parti hanno nuovamente messo in dubbio l'utilità e la necessità di un registro legale»[2].

Terzo tentativo, 2022-2026. È il più interessante, perché stavolta l'impulso viene dal Parlamento contro il governo. Il 6 luglio 2022 la Camera approva, con cento voti contro settantacinque e contro il parere del governo, una mozione che chiede un registro unico dei mediatori costruito sul modello di quello privato esistente, con una «leggera regolazione di diritto pubblico»[3].

Il governo esegue. Il 26 ottobre 2023 il ministro Weerwind annuncia un registro pubblico, il titolo protetto di «registermediator», la riserva della mediazione sovvenzionata ai soli iscritti e la gestione affidata a un ente indipendente dal ministero; e mette in agenda anche un diritto di astensione funzionale per il mediatore[4]. Nel dicembre 2024 il sottosegretario Struycken nomina un kwartiermaker, un incaricato per la preparazione, assistito da tre esperti; nel febbraio 2025 la commissione è formalmente istituita, con relazione finale attesa entro il luglio successivo; nel luglio 2025 il termine è prorogato al 1° aprile 2026[5].

Il 29 giugno 2026 arriva la chiusura. Una lettera della sottosegretaria van Bruggen contiene una sezione intitolata «Registro centrale dei mediatori, conclusione dei lavori del kwartiermaker», e dice questo: «le condizioni per una realizzazione riuscita di un registro centrale dei mediatori mancano in questo momento»; la ragione è «un presunto difetto di consenso all'interno del campo della mediazione»; «il kwartiermaker e i membri della commissione consultiva cessano la loro attività»[6].

3. La parola che ricorre: draagvlak

Tre tentativi in tredici anni, tre chiusure, e in tutte e tre la stessa parola: draagvlak, che si traduce approssimativamente con «consenso di base», «sostegno della categoria». Non è mancata la volontà politica — nell'ultimo caso il Parlamento l'ha imposta al governo. È mancato l'accordo fra i mediatori.

Vale la pena capire perché, perché è un problema che l'Italia conosce in forma diversa. Nei Paesi Bassi esistono più registri privati concorrenti: quello della federazione dei mediatori, quello dell'istituto ADR con orientamento commerciale e internazionale, quello degli avvocati-mediatori familiari, oltre alle certificazioni internazionali. Un registro pubblico unico avrebbe significato, per ciascuno di essi, la perdita della propria funzione selettiva. La categoria si è divisa, e il progetto è morto tre volte sulla stessa pietra.

Ad agosto 2026 i Paesi Bassi restano senza legge sulla mediazione e senza registro pubblico dei mediatori. Resta l'annuncio di norme di qualità uniformi «entro un quadro normativo legale», senza calendario.

4. La riservatezza che non c'è

La conseguenza più pesante dell'assenza di legge è che nei Paesi Bassi la riservatezza della mediazione è puramente contrattuale. Non c'è una norma che la imponga, e non c'è un privilegio processuale che la protegga.

Lo ha stabilito la Corte suprema il 10 aprile 2009, in un caso che merita di essere raccontato. In una causa di divorzio il marito sostiene che nell'ultima sessione di mediazione si era raggiunto un accordo verbale completo; la moglie nega. Ammessa la prova, il marito cita come testimone la mediatrice — un'avvocata — che rifiuta di deporre invocando la clausola di riservatezza del contratto di mediazione[7].

La Corte decide quattro cose. Primo: le parti possono in linea di principio escludere fra loro la prova testimoniale, ma non per fatti a cui il diritto ricollega effetti sottratti alla loro disponibilità. Secondo, ed è il punto: «Un diritto di astensione non può (per ora) essere riconosciuto al mediatore». Terzo: se il mediatore è anche avvocato, l'informazione ricevuta in mediazione non vale come confidata nella qualità professionale protetta. Quarto, come correttivo: in sede di escussione il giudice può comunque vietare la risposta a singole domande, bilanciando l'interesse alla verità con quello alla riservatezza[8].

Il confronto con l'Austria, trattata in un altro dossier di questa serie, è istruttivo: là il mediatore iscritto è incapace di testimoniare e la violazione del segreto è reato; qui il mediatore è un testimone come un altro, e la riservatezza vale quanto vale la clausola che le parti hanno firmato. È esattamente il vuoto che tutti e tre i progetti di legge falliti volevano colmare.

5. Dove la legge parla di mediazione: il divorzio

C'è un solo punto del codice di rito olandese in cui la mediazione è nominata, e sta nel diritto di famiglia. L'articolo 818, secondo comma, dispone che «il giudice può rinviare i coniugi a un mediatore allo scopo di far raggiungere loro, di comune accordo, intese su uno o più effetti del divorzio, qualora il ricorso o la trattazione in udienza vi diano motivo»[9]. Il terzo comma consente, su richiesta concorde dei coniugi, di sospendere la trattazione per un termine da loro indicato: è la norma che nella pratica fa spazio alla mediazione.

Fuori dal divorzio, non esiste alcuna base legale espressa. La conciliazione condotta dal giudice c'è — l'articolo 87 gli consente di ordinare in ogni stato del giudizio, d'ufficio o su istanza, un'udienza orale nella quale può fra l'altro «tentare una conciliazione», e di ordinare la comparizione personale delle parti — ma la parola «mediazione» in quell'articolo non compare[10]. Una segnalazione per chi consulti le fonti, perché la trappola è insidiosa: fino a pochi anni fa esistevano due testi paralleli del codice di rito olandese, uno per il processo telematico e uno per quello cartaceo, residuo del fallimento di un programma di digitalizzazione. Il secondo è stato abrogato il 1° maggio 2023, e il testo oggi vigente per tutte le cause è il primo, che ha perso l'inciso limitativo del titolo; chi cita ancora la versione «non telematica» sta citando un testo morto[11].

6. La mediazione affiancata alla giurisdizione

Quel che regge il sistema non è dunque una norma, è un'organizzazione. Si chiama mediation naast rechtspraak, mediazione affiancata alla giurisdizione, e funziona così: in corso di causa civile il rinvio può essere proposto dal giudice, da una parte o dal suo avvocato; presso ciascun tribunale e ciascuna corte d'appello opera un ufficio per la mediazione che propone mediatori iscritti presso il Consiglio per il patrocinio a spese dello Stato, selezionandoli per competenza, esperienza e tariffa; la durata tipica è di uno-tre mesi; i costi si dividono in parti uguali; nulla di quel che si dice arriva al giudice; se l'accordo è integrale la causa si estingue, se è parziale prosegue sui soli punti irrisolti[12].

Non esiste alcuna sanzione per chi rifiuti. La mediazione olandese è integralmente volontaria, e la scheda del portale europeo della giustizia lo dice senza perifrasi: la legge non impone nemmeno alle parti che vi partecipano di firmare un accordo di mediazione — sono i mediatori a esigerlo contrattualmente[13].

E funziona meglio di quanto la sua invisibilità normativa lasci pensare. Nella relazione annuale della magistratura olandese per il 2025 si legge che «il numero delle mediazioni è cresciuto negli ultimi anni e la crescita è proseguita anche nel 2025, soprattutto nel diritto amministrativo», e che si è giunti a un accordo nel 64 per cento dei casi, con accordo integrale nel 56. Nel 2025 è partita l'introduzione su scala nazionale di un progetto il cui nome è già un programma — Wachttijd is Hersteltijd, «il tempo d'attesa è tempo di ricomposizione» — che offre alle parti la mediazione mentre aspettano l'udienza[14]. È il rovescio esatto della nostra condizione di procedibilità: non un ostacolo prima del processo, ma un'occasione dentro il tempo morto del processo.

7. Il denaro al posto dell'obbligo

Ed eccoci al cuore del modello olandese. Dove noi mettiamo la condizione di procedibilità, i Paesi Bassi mettono il portafoglio.

Dal 1° marzo 2023 esiste una startbijdrage, un contributo d'avvio, che rende gratuite le prime due ore e mezza di attività del mediatore per la parte che sia stata rinviata dal giudice e non abbia diritto al patrocinio. Il primo regime prevedeva 150 euro per parte, massimo 300 per causa, e sarebbe scaduto il 1° gennaio 2025[15].

Non è scaduto: con un regolamento dell'11 novembre 2024 il Consiglio per il patrocinio l'ha prorogato di cinque anni, fino al 1° gennaio 2030, portando l'importo a 168 euro per parte, massimo 336 per controversia, esclusa l'imposta, indicizzati annualmente. Il mediatore non può fatturare alle parti le ore coperte; la valutazione indipendente del regime è prevista per il 2029[16].

Lo stesso approccio vale nel penale: il compenso del mediatore è stato portato da 800 a 1.350 euro, esclusa l'imposta, per ogni percorso che si chiuda con un accordo finale, nell'ambito di un finanziamento strutturale aggiuntivo di 1,2 milioni di euro l'anno dal 2024, di cui settecentomila destinati proprio ai compensi[17].

Val la pena fermarsi un momento su questa scelta. Nessun obbligo, nessuna sanzione, nessun credito d'imposta al contribuente: un contributo pubblico diretto che azzera il costo d'ingresso, deciso non dal Parlamento ma da un ente amministrativo con un proprio regolamento, e prorogato per un quinquennio. È una politica pubblica sulla mediazione fatta interamente senza legge sulla mediazione.

8. La mediazione in patrocinio a spese dello Stato

Il secondo canale economico è più antico e più corposo: la mediationtoevoeging, cioè la mediazione ammessa al patrocinio a spese dello Stato, disciplinata da un decreto del 2009[18].

Il contributo a carico del cittadino è di 69 euro per i redditi bassi e di 138 per la fascia superiore, importi in vigore dal 1° gennaio 2026; se nella stessa causa è già stata concessa un'ammissione per l'assistenza legale, non è dovuto alcun contributo. Le soglie 2026 sono di 25.200 euro per la persona sola e 35.000 per la coppia, con esclusione oltre i 35.400 e i 50.000 rispettivamente[19].

Il mediatore riceve cinque punti per richiedente, con un massimo di dieci per causa, moltiplicati per un importo base che dal febbraio 2026 è di 143,04 euro. In ordine di grandezza: una mediazione bilaterale costa allo Stato circa 1.430 euro, contro 69-138 euro di contributo per parte[20].

I numeri di questo canale sono i più solidi del sistema olandese, e sono in leggera flessione: 14.566 mediazioni sovvenzionate nel 2024, 14.178 nel 2025; i mediatori iscritti presso il Consiglio sono passati da 702 a 678[21]. È un canale schiacciato sulla famiglia: secondo la stampa specializzata la quota delle materie familiari e di divorzio sfiora il 99,5 per cento.

9. Il registro privato

Il registro dei mediatori olandese è privato, ha circa tremila iscritti ed è gestito da una fondazione emanazione della federazione dei mediatori. Il titolo di «MfN-registermediator» è un titolo di fatto, non protetto per legge[22].

La fotografia più completa del mercato risale al 2019 e vale la pena riportarla, perché non ne esiste una più recente in forma consultabile: 2.915 mediatori iscritti, settanta per cento donne, ottanta per cento oltre i quarantacinque anni; una media di 17,5 mediazioni l'anno a testa, contro dieci nel 2009, per una stima complessiva di circa cinquantunomila mediazioni l'anno; il 72 per cento si chiude con un accordo formale; il ricorso effettivo alla mediazione nella popolazione è passato dall'1,4 per cento del 2009 al 3,1 per cento del 2019; per il trenta per cento dei mediatori la mediazione è la fonte principale di reddito[23].

Il paradosso è che i requisiti di qualità, in assenza di legge, arrivano comunque — per via amministrativa e attraverso il denaro pubblico. Il decreto sulle condizioni di iscrizione dei mediatori per il 2026, adottato dal Ministero della giustizia, subordina l'accesso alla mediazione sovvenzionata all'essere mediatore iscritto al registro privato, con revisione fra pari positiva e almeno nove mediazioni negli ultimi tre anni; impone la rendicontazione a unità di sei minuti, un'assicurazione da cinquecentomila euro per sinistro, la disponibilità entro due settimane dal rinvio giudiziale, e per il diritto di famiglia una specializzazione accreditata con almeno sette mediazioni e dieci punti di formazione l'anno; il tetto è di duecentoventicinque ammissioni annue per mediatore[24].

In altre parole: lo Stato olandese non regola chi può fare il mediatore, regola chi può essere pagato dallo Stato per farlo. È una tecnica che vale la pena osservare, perché ottiene per via contrattuale gran parte di quel che da noi si ottiene per via autorizzatoria.

10. Il piano genitoriale: il vero motore

Se si cerca la norma che nei Paesi Bassi produce più mediazione di qualunque altra, non è nel capitolo della mediazione: è l'articolo 815 del codice di rito.

Il ricorso per divorzio deve contenere un piano genitoriale sottoscritto da entrambi i coniugi, relativo ai figli minori comuni. Il piano deve indicare la ripartizione dei compiti di cura ed educazione o la configurazione del diritto di visita, le modalità di scambio delle informazioni rilevanti e i costi di mantenimento ed educazione dei figli minori. E il ricorso deve dire su che cosa vi è accordo, dove vi sono divergenze, e come i figli sono stati coinvolti nella redazione del piano[25].

È un obbligo di risultato negoziale imposto a monte del processo, non un obbligo di procedura. Non impone di mediare: impone di arrivare con un accordo scritto. E poiché senza quell'accordo il ricorso non è ricevibile, produce di fatto una negoziazione assistita in ogni divorzio con figli minori del paese. È il congegno più efficace del sistema olandese, ed è tanto più istruttivo perché non nomina mai la mediazione.

Va aggiunto, a completare il quadro, il bijzondere curator: quando gli interessi dei genitori confliggono con quelli del minore, il tribunale nomina d'ufficio o su istanza un curatore speciale che rappresenta il minore tanto in giudizio quanto fuori[26].

11. Divorziare senza giudice? La risposta del 2026

Nel 2014 fu depositata una proposta di legge per consentire il divorzio davanti all'ufficiale di stato civile, su richiesta congiunta e in assenza di figli minori. Fu ritirata nel 2017 senza mai arrivare al dibattito plenario[27].

La questione è tornata, e il 13 maggio 2026 il centro studi del Ministero della giustizia ha pubblicato la valutazione. La conclusione è netta e controintuitiva: il divorzio senza giudice «non è necessariamente più semplice, più economico e più rapido», e non presenta né vantaggi né svantaggi generali rispetto alla situazione attuale. Su oltre quattrocento persone divorziate intervistate, la maggioranza si dice favorevole all'opzione a condizione che siano obbligatori accordi scritti e una verifica di equità da parte di un professionista indipendente. Il rapporto osserva che oggi la tutela poggia sull'obbligo di patrocinio di un avvocato[28].

È un risultato che merita attenzione da chi, in Italia, discute di degiurisdizionalizzazione: togliere il giudice non produce di per sé semplificazione, se non si dice chi presidia l'equilibrio dell'accordo.

12. Il consumo

Qui i Paesi Bassi hanno il sistema più antico e più esteso d'Europa, e va aggiornato su un punto: dal 1° gennaio 2025 la fondazione per le controversie dei consumatori e quella per le controversie professionali e d'impresa sono state fuse in un'unica fondazione, che opera con il nome De Geschillencommissie. Parlare oggi della vecchia sigla come di un ente autonomo è inesatto[29].

La struttura conta oltre ottanta commissioni settoriali. Ciascuna ha tre membri: un presidente, spesso magistrato in quiescenza, un membro designato dall'organizzazione di categoria e uno designato da un'organizzazione di consumatori o di pazienti. La vigilanza è di un consiglio di tre persone il cui presidente è nominato dal Ministero della giustizia[30].

Il 2 luglio 2025 il centro studi del ministero ne ha pubblicato la valutazione, relativa al periodo 2017-2023. Il giudizio complessivo è positivo — il sistema è «accessibile, di buona qualità ed efficiente» — ma i rilievi critici sono seri e meritano di essere riportati: divari di soddisfazione crescenti fra chi vince e chi perde, con percezione di parzialità dopo un esito sfavorevole; barriere di accesso per i gruppi vulnerabili; tempi di trattazione in aumento; qualità dei membri disomogenea. E una fragilità strutturale: i settori economici finanziano l'83 per cento dei costi del sistema, l'associazione dei consumatori ne è uscita nel 2023 e sette organizzazioni di categoria si sono ritirate[31].

È un avvertimento che vale ovunque: un sistema di composizione delle controversie finanziato per l'ottantatré per cento dalla parte forte regge finché la parte forte lo trova conveniente.

Gli organismi riconosciuti ai sensi della direttiva del 2013 sono cinque: la Geschillencommissie, l'istanza per i fondi pensione, la commissione per le locazioni, l'istituto per i reclami sui servizi finanziari e quello per le assicurazioni sanitarie[32]. Il primo ha chiuso il 2025 con 7.832 reclami ricevuti, oltre 1.800 più dell'anno precedente e quarto anno consecutivo di crescita; 1.513 sono stati risolti in via conciliativa, circa il 47 per cento di quelli trattati nel merito, con circa millecento decisioni formali. Oltre 3.359 reclami non erano trattabili, per lo più perché la procedura interna non era stata esaurita[33].

13. L'amministrazione che telefona

Nel diritto amministrativo olandese non esiste alcuna disposizione sulla mediazione: il progetto del 2013 avrebbe introdotto un criterio di apertura per l'amministrazione, ma è morto con gli altri due. Quel che esiste è un programma amministrativo, non una norma, e si chiama approccio informale: quando il cittadino presenta un ricorso amministrativo, un funzionario lo chiama al telefono, prima e al posto della procedura formale[34].

I risultati dichiarati dal programma sono di quelli che fanno riflettere — e vanno letti sapendo che risalgono al 2009 e che il programma è fermo dal 2016: nella fase di ricorso l'approccio informale è stato scelto nel sessanta per cento dei casi, con conseguente ritiro del ricorso; la soddisfazione del cittadino passa da 4,7 su dieci con la procedura formale a 7,2 con quella informale; i tempi si riducono del trentasette per cento rispetto al termine legale massimo; il risparmio strutturale stimato a regime è di circa cinquantacinque milioni di euro l'anno. Anche la soddisfazione del personale è più alta: 7,8 su dieci[35].

Non è mediazione in senso tecnico e non ha alcuna base legale. È un'amministrazione che decide di telefonare invece di istruire un fascicolo. Ed è, in termini di conflitti evitati, probabilmente lo strumento più efficace dell'intero ordinamento olandese.

14. La mediazione penale

La mediazione penale ha invece una base legale: l'articolo 51h del codice di procedura penale, introdotto in attuazione della direttiva europea sui diritti delle vittime[36]. Il rinvio può venire solo dal pubblico ministero o dal giudice, di norma dopo la chiusura delle indagini; è gratuita per indagato e vittima; dura complessivamente circa sei settimane, con cinque giorni di riflessione prima della firma; e vincola il giudice solo se entrambe le parti sottoscrivono l'accordo[37].

I numeri del 2024: 1.725 rinvii e 856 percorsi effettivamente avviati, in crescita sui 1.568 e 825 dell'anno precedente. Ma il dato che il ministero stesso mette per iscritto è un altro: «meno dell'1% del totale delle cause penali registrate presso il pubblico ministero viene rinviato alla mediazione penale» — su 196.500 cause registrate nel 2024[38]. Nello stesso atto il compenso per percorso di mediazione è stato portato da 800 a 1.350 euro al netto dell'imposta: più sessantanove per cento. Vale la pena notarlo accanto ai trentanove euro per atto del mediatore penale francese, di cui si dice nel dossier sulla Francia: due paesi vicini, due idee opposte di quanto valga il lavoro di chi media un reato.

Va segnalata una novità destinata a pesare: con un emendamento approvato nel marzo 2025 è stato inserito nel nuovo codice di procedura penale l'obbligo per il pubblico ministero di promuovere che l'ufficiale di polizia giudiziaria informi vittima e indagato, nella fase più precoce possibile, delle possibilità di giustizia riparativa. Il nuovo codice è stato approvato dal Senato il 24 febbraio 2026 ed entrerà in vigore il 1° aprile 2029[39].

15. L'arbitrato

L'arbitrato è retto dal Libro quarto del codice di rito, artt. 1020-1076, riformato dalla legge del 2 giugno 2014, in vigore dal 1° gennaio 2015[40]. Fra le novità, una merita di essere segnalata a un lettore italiano: la clausola arbitrale nei contratti con i consumatori è entrata nella lista nera delle clausole abusive, e resta valida solo se al consumatore è concesso almeno un mese, dopo l'invocazione della clausola, per optare per il giudice statale.

Il Nederlands Arbitrage Instituut applica il regolamento del 2024, in vigore dal 1° marzo di quell'anno, che ha introdotto l'arbitrato accelerato per le controversie sotto il milione di euro, la riunione dei procedimenti e l'arbitro d'emergenza. Il 2025 è stato l'anno record: 78 nuovi casi contro 56 nel 2024, per un valore complessivo di 5,4 miliardi di euro. E per la prima volta l'istituto ha pubblicato i tempi: mediana di dodici mesi per l'arbitrato ordinario, sedici di media; e trentatré giorni di mediana per il procedimento sommario[41].

I Paesi Bassi sono parte della Convenzione di New York dal 1964, con la sola riserva di reciprocità. Non hanno firmato la Convenzione di Singapore sulla mediazione — come nessuno Stato membro dell'Unione[42]. Il che completa il quadro: nessuna disciplina interna della mediazione, e nessuno strumento internazionale di circolazione degli accordi.

16. I numeri, e il dato che spiega tutto

La giustizia civile olandese è la più rapida dell'Unione. Il Quadro di valutazione UE 2026 dà per il 2024 124 giorni in primo grado, 301 in appello e 320 in terzo grado, con 0,7 cause sopravvenute e 0,2 pendenti ogni cento abitanti: il valore più basso d'Europa insieme alla Finlandia[43].

Su questo dato serve però una cautela metodologica che la Commissione stessa segnala in nota: i dati olandesi includono le cause non contenziose. Non è un dettaglio: nella giustizia olandese due terzi delle cause di primo grado sono di competenza del giudice di prossimità, che assorbe masse di procedure non contenziose. Il primato olandese, misurato così, è meno netto di quanto appaia. Ed è probabilmente questa la ragione per cui i Paesi Bassi, negli anni precedenti, non fornivano affatto quei dati: il problema non era l'assenza di statistiche, era il disallineamento fra le categorie europee e la contabilità giudiziaria nazionale[44].

Nel 2025 il sistema giudiziario olandese ha ricevuto quasi 1,47 milioni di nuove cause e ne ha trattate 1,45 milioni, con 2.715 giudici[45].

Ma il numero che spiega davvero il caso olandese è un altro, ed è uscito il 17 marzo 2026. Si chiama Geschilbeslechtingsdelta, delta della risoluzione delle controversie, è la rilevazione quinquennale su come i cittadini affrontano i propri problemi giuridici, e questa edizione copre il 2020-2024 su 6.760 rispondenti[46].

I risultati: il 61 per cento dei rispondenti ha avuto almeno un problema giuridico, in aumento dal 57; quasi metà lo ha percepito come serio o molto serio; il 63 per cento contatta direttamente la controparte; il 13 per cento non intraprende alcuna azione, in aumento dall'11; e quando si raggiunge un accordo, il 39 per cento lo ottiene in via informale, in aumento dal 34.

E la frase che il rapporto mette nero su bianco: «il ricorso ad assistenza legale, mediazione e procedure giudiziarie resta stabile».

Ecco il ritratto completo dei Paesi Bassi: i problemi giuridici aumentano, la composizione informale aumenta, l'inazione aumenta, e la mediazione formale resta ferma. Il modello volontaristico non ha spostato i conflitti dentro la mediazione: li ha lasciati fuori da ogni istituzione.

17. Che cosa può leggere l'Italia

Quattro cose, e tre sono scomode per entrambe le sponde del dibattito italiano.

La prima riguarda chi pensa che basti togliere l'obbligo. I Paesi Bassi hanno tutto quel che si può desiderare: giustizia rapida, mediatori formati, denaro pubblico, un'amministrazione che telefona, un piano genitoriale che impone di accordarsi. Non hanno l'obbligo, e la mediazione formale è ferma da un decennio al tre per cento della popolazione, mentre cresce il fai-da-te e cresce chi rinuncia. La volontarietà, da sola, non produce mediazione: produce accordi informali e abbandoni.

La seconda riguarda la riservatezza, e vale per noi. La Corte suprema olandese ha detto nel 2009 che il mediatore non ha diritto di astenersi dal testimoniare, e da allora tre governi hanno tentato di cambiarlo senza riuscirci. È la dimostrazione che la riservatezza della mediazione, se non è scritta in una legge, non c'è — e che il momento per scriverla è prima, non dopo che una Corte suprema ha detto di no.

La terza è il piano genitoriale, ed è la lezione più trasferibile. L'articolo 815 non impone di mediare: impone di presentarsi con un accordo, che dica chi fa che cosa, come ci si scambia le informazioni, quanto costa mantenere i figli e come i figli sono stati ascoltati. Non è una condizione di procedibilità procedurale, è un requisito di contenuto dell'atto introduttivo. E funziona meglio di qualunque primo incontro obbligatorio, perché non si può attraversare fingendo.

La quarta è sul metodo. Gli olandesi hanno costruito una politica pubblica sulla mediazione — contributo d'avvio, patrocinio, requisiti di qualità, tetti, assicurazione obbligatoria, revisione fra pari — senza una legge sulla mediazione, per via amministrativa e attraverso le condizioni per accedere al denaro pubblico. Non regolano chi può fare il mediatore: regolano chi può essere pagato dallo Stato per farlo. È una tecnica meno solenne e molto più rapida di quella che usiamo noi, e vale la pena tenerla presente ogni volta che si dice che senza una riforma organica non si può fare nulla.


Note

[1] Wetsvoorstellen 33722 (Wet registermediator) e 33723 (mediazione nel diritto civile), depositati il 9 settembre 2013; wetsvoorstel 33727 (mediazione nel diritto amministrativo, con modifiche anche alla Algemene wet inzake rijksbelastingen), depositato il 10 settembre 2013. Ritiro con Kamerstukken II 2014/15, 33 722, nr. 23, ricevuto il 10 giugno 2015 e pubblicato l'11 giugno, a firma del deputato F. van Oosten (VVD), essendo Van der Steur nel frattempo uscito dalla Camera. Motivazione: «de regering heeft aangegeven zelf wetsvoorstellen inzake bevordering van mediation in te dienen».

[2] Kamerstukken II 2020/21, 29 528, nr. 13, «Mediation en het rechtsbestel; Brief van de minister voor Rechtsbescherming», 25 giugno 2021, a firma S. Dekker: «Omdat het conceptwetsvoorstel aansluit op binnen de beroepsgroep zelf ontwikkelde kwaliteitswaarborging, acht ik draagvlak binnen de beroepsgroep voor de uitgangspunten van de wet van groot belang. Ik heb echter moeten concluderen dat dit draagvlak er niet is»; «Veel partijen plaatsten opnieuw vraagtekens bij nut en noodzaak van een wettelijk register»; «Naar aanleiding van de reacties van partijen op het voorstel kom ik tot de conclusie dat er geen draagvlak is voor het voorstel»; «Daarom heb ik besloten het voorstel niet in consultatie te brengen». Il progetto non fu dunque ritirato dopo la consultazione: non vi fu mai portato. Seguito: Kamerstukken II 2021/22, 29 528, nr. 14.

[3] Motie Ellian/Knops, Kamerstukken II 2021/22, 29 279, nr. 724, approvata il 6 luglio 2022 con 100 voti favorevoli e 75 contrari, nonostante il parere contrario del governo. Chiede «één centraal mediatorsregister» costruito sul modello MfN, sotto «lichte publiekrechtelijke regulering», e la cessazione dell'incarico al Raad voor Rechtsbijstand per l'ammissione dei registri. Contesto: commissiedebat «Arbitrage, mediation en herstelrecht» del 22 giugno 2022.

[4] Kamerstukken II 2023/24, 29 279, nr. 822, lettera del ministro F.M. Weerwind del 26 ottobre 2023: registro pubblico con criteri di qualità uniformi, titolo protetto «registermediator», riserva della mediazione sovvenzionata agli iscritti, gestione affidata a un zelfstandig bestuursorgaan indipendente dal ministero, studio su un diritto disciplinare uniforme. Allegati: «Consultatiedocument centraal mediatorsregister, versie 0.1» e documento sul functioneel verschoningsrecht del mediatore. Seguito: Kamerstukken II 2023/24, 29 528, nr. 17, del 19 giugno 2024.

[5] Kamerstukken II 2024/25, 29 279, nr. 920, lettera del segretario di Stato T.H.D. Struycken del 13 dicembre 2024: «Na verdere verkenning heb ik besloten een kwartiermaker aan te stellen die zich laat bijstaan door drie deskundigen en daarmee af te zien van de eerder aangekondigde onafhankelijke commissie». Instellingsbesluit Adviescommissie Centraal Mediatorsregister, Stcrt. 2025, 5264 del 4 febbraio 2025 (pubbl. 10 febbraio): kwartiermaker prof. dr. Stefaan Voet; membri mr. Christel Schroten, mr. drs. Dominique Strörmann, dr. mr. Marc Simon Thomas; relazione finale entro il 4 luglio 2025. Proroga con Stcrt. 2025, 24714 dell'11 luglio 2025: termine spostato al 1° aprile 2026, cessazione della commissione entro il 1° maggio 2026.

[6] Lettera «Toegang tot het recht – diverse onderwerpen» della staatssecretaris K.T. van Bruggen, 29 giugno 2026, doc. Tweede Kamer 2026D33550, dossier 29 279, nr. 1059, sezione «Centraal mediatorsregister, afronding werkzaamheden kwartiermaker»: «de voorwaarden voor een succesvolle realisatie van een centraal mediatorsregister ontbreken op dit moment»; «een vermeend gebrek aan draagvlak binnen het mediationveld»; «de kwartiermaker en de leden van de adviescommissie beëindigen hun werkzaamheden». Prossimi passi annunciati: norme di qualità uniformi entro un quadro normativo legale, senza calendario; informativa alla Camera prima del commissiedebat previsto per il 14 ottobre 2026.

[7] Hoge Raad, 10 aprile 2009, ECLI:NL:HR:2009:BG9470, n. 08/01244; conclusioni del procuratore generale ECLI:NL:PHR:2009:BG9470.

[8] Ibidem: «Op zichzelf staat het partijen vrij getuigenverklaringen als bewijsmiddel tussen hen uit te sluiten», con il limite dei fatti a cui il diritto ricollega effetti «die niet ter vrije bepaling van partijen staan» (art. 153 Rv); «Een verschoningsrecht kan (vooralsnog) niet worden aangenomen voor de mediator»; l'informazione ricevuta dal mediatore-avvocato «niet heeft te gelden als aan hem in zijn hoedanigheid van beroepsbeoefenaar toevertrouwd»; potere del giudice di vietare la risposta a singole domande ai sensi dell'art. 179, secondo comma, Rv.

[9] Art. 818, secondo comma, Rv: «De rechter kan de echtgenoten naar een mediator verwijzen met als doel om de echtgenoten in onderling overleg tot afspraken over één of meer gevolgen van de echtscheiding te laten komen indien het verzoekschrift of de behandeling ter terechtzitting daartoe aanleiding geeft». Terzo comma: sospensione della trattazione su richiesta concorde dei coniugi, per il termine da loro indicato, salvo irragionevole ritardo del giudizio.

[10] Art. 87 Rv nel testo vigente, introdotto dalla legge del 3 luglio 2019 (Stb. 2019, 241) e in vigore dal 1° ottobre 2019, che ha sostituito la comparitie van partijen con la mondelinge behandeling. Primo comma: «De rechter kan, op verzoek van partijen of van een van hen dan wel ambtshalve, in alle gevallen en in elke stand van het geding een mondelinge behandeling bevelen». Secondo comma, lettera c: fra i poteri esercitabili in udienza vi è quello di «een schikking beproeven». Quinto comma, terza frase: «De rechter kan verschijning in persoon bevelen». La parola «mediation» non compare nell'articolo. Si segnala che l'art. 22a Rv, talora citato in materia, non riguarda la mediazione ma la limitazione dell'accesso agli atti a tutela della salute di una parte.

[11] Il testo parallelo BWBR0039872, «Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering (geldt in geval van niet-digitaal procederen)», risulta «Regeling vervallen per 01-05-2023»: è dunque abrogato dal 1° maggio 2023. Il testo vigente è BWBR0001827, oggi intitolato semplicemente Wetboek van Burgerlijke Rechtsvordering, senza più l'inciso «geldt in geval van digitaal procederen». Va inoltre corretto un altro punto che circola: l'art. 87 Rv non è più la comparitie van partijen. Dal 1° ottobre 2019, per effetto della legge del 3 luglio 2019 (Stb. 2019, 241), disciplina la mondelinge behandeling in otto commi: il secondo comma, lettera c, consente al giudice di «een schikking beproeven», tentare la conciliazione; il quinto comma, terza frase, dispone che «De rechter kan verschijning in persoon bevelen», il giudice può ordinare la comparizione personale. La parola «mediazione» non compare né nell'articolo né altrove con portata generale.

[12] Rechtspraak, «Mediation naast rechtspraak»: proposta dal giudice, da una parte o dal suo avvocato; selezione tramite il mediationbureau di ciascun tribunale o corte d'appello fra mediatori iscritti presso il Raad voor Rechtsbijstand, per competenza, esperienza e tariffa; riservatezza integrale rispetto al giudice; durata di uno-tre mesi; costi ripartiti di norma in parti uguali; accordo integrale estingue la causa, accordo parziale la limita ai punti irrisolti.

[13] Portale europeo della giustizia elettronica, scheda Paesi Bassi: «Mediation is entirely voluntary in the Netherlands. The law does not require the participating parties to sign a mediation agreement». Ultimo aggiornamento indicato: 14 gennaio 2022.

[14] Raad voor de rechtspraak, Jaarverslag Rechtspraak 2025: «Het aantal mediations is de afgelopen jaren gestegen en deze groei zette zich ook in 2025 voort, vooral in het bestuursrecht. In totaal leidde het in 2025 tot overeenstemming in 64 procent van de zaken, waarbij in 56 procent volledige overeenstemming werd bereikt.»; «In 2025 is in het bestuursrecht gestart met de landelijke introductie van het project Wachttijd is Hersteltijd (WisH). Dit project biedt partijen de mogelijkheid om vroeg in de procedure in mediation te gaan, terwijl men in afwachting is van de zitting.» NON VERIFICATO: il numero assoluto annuo di rinvii a mediazione, che le relazioni annuali del 2024 e del 2025 non pubblicano.

[15] Stcrt. 2023, 6709, Subsidieregeling del Raad voor Rechtsbijstand del 20 febbraio 2023, pubblicata il 2 marzo 2023: 150 euro per parte esclusa l'imposta, massimo 300 per causa; copertura delle prime due ore e mezza dopo il rinvio giudiziale; condizioni: mediatore iscritto presso il Consiglio e aderente allo schema, parte priva di ammissione al patrocinio per mediazione, rinvio scritto del giudice e accordo di mediazione firmato, divieto di fatturare alle parti le ore coperte; ambito civile e amministrativo, esclusa la mediazione penale; vigenza dal 1° marzo 2023 al 1° gennaio 2025.

[16] Stcrt. 2024, 38632, Subsidieregeling startbijdrage mediation del Raad voor Rechtsbijstand dell'11 novembre 2024, pubblicata il 27 novembre. Art. 4: «De hoogte van de startbijdrage bedraagt 168 euro (excl. btw) per procespartij in de verwezen zaak met een maximum van 336 euro (excl. btw)»; «Deze bijdrage wordt jaarlijks geïndexeerd». Art. 3, secondo comma: «De startbijdrage heeft betrekking op de eerste twee en een half uur». Art. 5, lett. d: destinatarie le parti «aan wie geen toevoeging voor mediation is verstrekt». Art. 8: entrata in vigore 1° gennaio 2025; cessazione 1° gennaio 2030. La proroga quinquennale è annunciata nella lettera Struycken, Kamerstukken II 29 279, nr. 920, del 13 dicembre 2024, con valutazione indipendente prevista nel 2029.

[17] Kamerstukken II 2024/25, 29 528, nr. 18, «Voortgang herstelrecht gedurende het strafproces», staatssecretaris T.H.D. Struycken, 2 luglio 2025: «van € 800 (ex. BTW) naar € 1.350 (ex BTW) per mediationtraject dat wordt afgesloten met een slotovereenkomst». Aumento collegato al finanziamento strutturale aggiuntivo di 1.200.000 euro dal 2024, di cui 700.000 destinati ai compensi; budget complessivo del programma 2.253.000 euro l'anno.

[18] Besluit toevoeging mediation del 4 maggio 2009, in combinato con la Wet op de rechtsbijstand e il Besluit vergoedingen rechtsbijstand 2000.

[19] Besluit toevoeging mediation, capo 3, art. 4, importi dal 1° gennaio 2026: 69 euro per i redditi bassi, 138 per la fascia superiore e per le persone giuridiche. Art. 5: nessuna eigen bijdrage se nella medesima causa è già stata concessa un'ammissione per l'assistenza legale. Soglie 2026 (redditi di riferimento 2024): persona sola fino a 25.200 euro per la fascia bassa e 25.201-35.400 per quella superiore, con esclusione oltre 35.400; coniugati, conviventi e monogenitori fino a 35.000 e 35.001-50.000, con esclusione oltre 50.000. Patrimonio massimo 36.952 euro a persona.

[20] Besluit toevoeging mediation, capo 4, art. 8: cinque punti per richiedente, massimo dieci per causa, con maggiorazioni in casi specifici; art. 7: moltiplicazione per il basisbedrag del Besluit vergoedingen rechtsbijstand 2000. Basisbedrag 2026: 141,41 euro esclusa l'imposta fino al 31 gennaio, 143,04 dal 1° febbraio, in attuazione delle raccomandazioni della Commissie Van der Meer II.

[21] Raad voor Rechtsbijstand, Jaarverslag 2025: mediationtoevoegingen 14.566 nel 2024 e 14.178 nel 2025; mediatori iscritti presso il Consiglio 702 nel 2024 e 678 nel 2025; ammissioni totali 398.090 e 389.192. La quota del 99,5 per cento riferita alle materie familiari e di divorzio è riportata dalla stampa specializzata: NON VERIFICATA sulla fonte primaria. La tavola CBS 85686NED contiene una tabella dedicata alle sole mediationtoevoegingen, per settore e caratteristiche demografiche, con conteggio di persone uniche e non di pratiche; l'edizione relativa al 2024 è stata pubblicata il 30 aprile 2026.

[22] Mediatorsfederatie Nederland, ente di diritto privato; il registro è gestito dalla Stichting Kwaliteit Mediators. Il titolo «MfN-registermediator» non è protetto per legge. Circa 3.000 iscritti secondo la pagina delle cifre del registro.

[23] Panteia, De Nederlandse Mediationmarkt, ricerca commissionata dal MfN-register su rilevazione dell'autunno 2019 e pubblicata il 16 gennaio 2020: 2.915 mediatori iscritti all'ottobre 2019; 70 per cento donne; 80 per cento oltre i 45 anni; «Het gemiddeld aantal mediations per MfN-registermediator per jaar komt in 2019 uit op 17,5», contro 10 nel 2009, per una stima di circa 51.000 mediazioni l'anno; 72 per cento di accordi formali; ricorso effettivo nella popolazione dall'1,4 per cento del 2009 al 3,1 per cento del 2019; per il 30 per cento dei mediatori la mediazione è la fonte principale di reddito. Composizione per materia secondo dati MfN 2015: 43 per cento familiare, 28 per cento lavoro. Al 20 agosto 2026 resta il censimento più recente del mercato olandese: Panteia non ne annuncia edizioni successive e la pagina tematica del centro studi del ministero della Giustizia non elenca, per il 2022-2026, alcuno studio di dimensionamento. Dati parziali più recenti: i patrocini a spese dello Stato per mediazione sono passati da 17.295 nel 2016-2017 a 14.417 nel 2020, e il ricorso alla mediazione da parte dei cittadini è stimato attorno al 5 per cento dei problemi giuridici (M. Simon Thomas, Tijdschrift Conflicthantering, 2021/4). NON VERIFICATO: il numero attuale degli iscritti al MfN-register e all'ADR Register, le cui pagine non sono risultate consultabili.

[24] Besluit «Inschrijvingsvoorwaarden mediators 2026» del Raad voor Rechtsbijstand, deciso dal Ministero di Giustizia e Sicurezza il 17 novembre 2025, in vigore dal 18 dicembre 2025: art. 1 (iscrizione al registro MfN, revisione fra pari positiva, almeno nove mediazioni negli ultimi tre anni); art. 2 (organizzazione dello studio, reperibilità, tariffe pubbliche, divieto di provvigioni); art. 3 (rendicontazione a unità di sei minuti); art. 4 («deugdelijke beroepsaansprakelijkheidsverzekering ten bedrage van € 500.000,- per gebeurtenis»); art. 5 (disponibilità entro due settimane dal rinvio); art. 10 (diritto di famiglia: specializzazione accreditata, minimo sette mediazioni annue, dieci punti di formazione l'anno); art. 13 (massimo 225 ammissioni annue); art. 17 (cancellazione).

[25] Art. 815 Rv: secondo comma, il ricorso «bevat een door beide echtgenoten ondertekend ouderschapsplan» relativo ai figli minori comuni; terzo comma, contenuti obbligatori (ripartizione dei compiti di cura ed educazione o configurazione del diritto di visita, scambio di informazioni, «de kosten van de verzorging en opvoeding van de minderjarige kinderen»); quarto comma, indicazione dei punti di accordo e di disaccordo e delle modalità di coinvolgimento dei figli; settimo comma, trasmissione al consiglio per la protezione dei minori quando occorrano provvedimenti.

[26] Art. 1:250 BW, primo comma: nomina di un bijzondere curator su istanza di un interessato o d'ufficio, quando gli interessi dei genitori esercenti la responsabilità o del tutore siano in conflitto con quelli del minore, per rappresentarlo «zowel in als buiten rechte»; secondo comma, nomina all'inizio del giudizio in caso di richiesta del consiglio per la protezione dei minori. Va ricordato accanto l'ascolto del minore ex art. 809 Rv, richiamato dall'art. 818, primo comma.

[27] Wetsvoorstel 34.118, Wet scheiden zonder rechter, depositato il 18 dicembre 2014: divorzio e scioglimento del partenariato registrato pronunciati dall'ufficiale di stato civile su richiesta congiunta, in assenza di figli minori. Ritirato il 22 novembre 2017 senza essere mai arrivato al dibattito plenario.

[28] WODC, Scheiden zonder rechter, rapporto pubblicato il 13 maggio 2026 (autori I. Sumner, M.J. Vonk, A.M. Steegmans, I. van Oosterhout; Tilburg University e Radboud Universiteit): il divorzio senza giudice «niet per se makkelijker, goedkoper en sneller», senza vantaggi né svantaggi generali rispetto alla situazione attuale; analisi di otto possibili assetti procedurali; oltre 400 persone divorziate intervistate, in maggioranza favorevoli a condizione di accordi obbligatori e verifica di equità da parte di un professionista indipendente; rilievo che la tutela poggia oggi sull'obbligo di patrocinio di un avvocato.

[29] Dal 1° gennaio 2025 la Stichting Geschillencommissies voor Consumentenzaken e la Stichting Geschillencommissies voor Beroep en Bedrijf sono state fuse in un'unica fondazione operante con il nome De Geschillencommissie.

[30] De Geschillencommissie: oltre ottanta commissioni settoriali; composizione di tre membri per commissione (presidente, membro designato dall'organizzazione di categoria, membro designato da un'organizzazione di consumatori o pazienti); vigilanza di un Raad van Toezicht di tre persone, il cui presidente è nominato dal Ministero della Giustizia; circa cinquanta dipendenti e cinquecento professionisti esterni; certificazione ISO 9001:2015.

[31] SEO Economisch Onderzoek per il WODC, valutazione pubblicata il 2 luglio 2025, periodo esaminato 2017-2023: lavoro giudicato «toegankelijk, kwalitatief goed en doelmatig»; divari di soddisfazione crescenti fra vincitori e soccombenti, percezione crescente di parzialità dopo un esito sfavorevole, barriere di accesso per i gruppi vulnerabili, aumento dei tempi di trattazione, qualità disomogenea dei membri; uscita della Consumentenbond nel 2023 e ritiro di sette organizzazioni di settore; i settori finanziano l'83 per cento dei costi del sistema.

[32] Implementatiewet buitengerechtelijke geschillenbeslechting consumenten, wetsvoorstel 33.982, approvato dalla Tweede Kamer il 27 gennaio 2015 e dall'Eerste Kamer il 14 aprile 2015; Staatsblad 2015, 160; in vigore dal 9 luglio 2015. Autorità competente: il Ministero della Giustizia e Sicurezza. Organismi riconosciuti e notificati: De Geschillencommissie, Geschilleninstantie Pensioenfondsen, Huurcommissie, Kifid e SKGZ.

[33] Kifid, Stichting Klachteninstituut Financiële Dienstverlening, fondazione di diritto privato costituita nel 2007, riconosciuta dal Ministro delle Finanze come organo di mediazione e collegio di parere vincolante ai sensi della Wft; dal 1° gennaio 2024 designata anche ai sensi della Wet toekomst pensioenen. Dati 2025: 7.832 reclami ricevuti (oltre 1.800 più del 2024), 3.191 trattati nel merito e chiusi, 1.513 risolti con bemiddeling, circa 1.100 decisioni formali, oltre 3.359 reclami non trattabili; ripartizione per materia: danni e proprietà 38 per cento, banche 24, credito 13, mutui 11, vita 5, investimenti 4, pensioni 3; soddisfazione 7,6 su 10.

[34] Verifica sul testo consolidato vigente della Algemene wet bestuursrecht: le parole «mediation», «mediator» e «bemiddeling» non vi compaiono, nemmeno nel capo 7 sul ricorso amministrativo; e non compaiono neppure nella Algemene wet inzake rijksbelastingen. Nel bezwaar la sola norma pertinente è l'art. 7:2 Awb, invariato dal 1° gennaio 1994: «1. Voordat een bestuursorgaan op het bezwaar beslist, stelt het belanghebbenden in de gelegenheid te worden gehoord. 2. Het bestuursorgaan stelt daarvan in ieder geval de indiener van het bezwaarschrift op de hoogte alsmede de belanghebbenden die bij de voorbereiding van het besluit hun zienswijze naar voren hebben gebracht.» L'unico veicolo legislativo mirato è stato il wetsvoorstel 33727, «Wet bevordering van mediation in het bestuursrecht», ritirato con lettera del 10 giugno 2015. È in corso la Wet versterking waarborgfunctie Awb, che codifica l'approccio informale in un nuovo art. 7:1b Awb ma non la mediazione: parere della sezione di diritto amministrativo del Raad van State sulla consultazione, 24 luglio 2024. Ad agosto 2026 la legge non è in vigore.

[35] Le cifre provengono dalla scheda «Facts & figures van de informele aanpak» del programma, che non reca data, e risalgono al rapporto primario L. van der Velden, C. Koetsenruijter e M. Euwema, Prettig contact met de overheid. Een effectieve informele aanpak van aanvragen, zienswijzen, klachten en bezwaren, ministero dell'Interno, 2009. Vanno lette con due correzioni. La scheda dice «In de bezwaarfase werd in gemiddeld 60 procent van de gevallen gekozen voor een informele aanpak», ma il rapporto primario dice «Burgers kiezen in 50%-60% van de gevallen voor een informele aanpak van hun bezwaren en trekken als gevolg daarvan hun bezwaarschrift in»; e la valutazione della procedura formale è di 4,81, non 4,7. Sono invece testuali: «In het primaire proces kiezen burgers in 70% van de gevallen voor een informele behandeling»; «Burgers waarderen een informele behandeling van hun bezwaren gemiddeld met het rapportcijfer 7,2»; «Ambtenaren waarderen de informele behandeling … met een rapportcijfer van gemiddeld een 7,8»; «De bruto doorlooptijd van bezwaarprocedures nemen in geval van een informele behandeling gemiddeld met 37% af ten opzichte van de maximale wettelijke termijn» e «gemiddeld met 21% ten opzichte van de reguliere procedure»; «efficiencywinst van ongeveer 26%». Il programma risulta fermo dal 2016: l'ultimo contenuto datato del sito è dell'ottobre di quell'anno, e non esistono rilevazioni più recenti equivalenti.

[36] Art. 51h Sv, rubricato «Bemiddeling», introdotto in attuazione della direttiva 2012/29/UE sui diritti delle vittime (cfr. Stb. 2016, 310).

[37] Rechtspraak e Openbaar Ministerie: rinvio solo dall'officier van justitie o dal giudice, di norma dopo la chiusura delle indagini e prima della decisione finale; gratuità per indagato e vittima; durata complessiva di circa sei settimane, con colloquio preliminare di circa un'ora, incontro di mediazione di circa due ore e cinque giorni di riflessione prima della firma; l'esito vincola il giudice solo se entrambe le parti sottoscrivono l'accordo.

[38] Kamerstukken II 2024/25, 29 528, nr. 18, cit.: rinvii alla mediazione penale 1.568 nel 2023 e 1.725 nel 2024; percorsi avviati 825 e 856; casi di herstelbemiddeling registrati 1.529 e 1.651, di cui assegnati a mediatori 1.351 e 1.459. Verbatim: «minder dan 1% van het totaal aantal strafzaken dat wordt ingeschreven bij het OM, wordt verwezen naar MiS», su 196.500 cause registrate nel 2024. La valutazione WODC del programma è stata trasmessa con Kamerstukken II 2023/24, 29 528, nr. 16, del 7 giugno 2024.

[39] Emendamento Van Nispen/Mutluer approvato il 25 marzo 2025, inserito nel nuovo Wetboek van Strafvordering (wetsvoorstel 36 327): obbligo per il pubblico ministero di promuovere che «de betrokken opsporingsambtenaar in een zo vroeg mogelijk stadium het slachtoffer en de verdachte mededeling doet van de mogelijkheden tot herstelrechtvoorzieningen». Il nuovo codice è stato approvato dall'Eerste Kamer il 24 febbraio 2026 ed entrerà in vigore il 1° aprile 2029.

[40] Vierde Boek Rv, artt. 1020-1076. Wet modernisering Arbitragerecht, wetsvoorstel 33.611, approvato dalla Tweede Kamer il 6 marzo 2014 e dall'Eerste Kamer il 27 maggio 2014; legge del 2 giugno 2014, Staatsblad 2014, 200; entrata in vigore fissata al 1° gennaio 2015 con besluit del 30 giugno 2014, Staatsblad 2014, 254. Fra le novità, l'inserimento della clausola arbitrale nei contratti con i consumatori nella lista nera dell'art. 6:236 BW, con salvezza se al consumatore è concesso almeno un mese per optare per il giudice statale.

[41] NAI Arbitragereglement 2024, in vigore dal 1° marzo 2024, con versione editorialmente rivista dal 31 dicembre 2024: arbitrato accelerato per le controversie sotto un milione di euro (art. 42 e allegato D), riunione di procedimenti (art. 44, allegato E), arbitro d'emergenza (art. 41, allegato C). Statistiche 2025, pubblicate il 6 febbraio 2026: 78 nuovi casi contro 56 nel 2024; valore complessivo 5,4 miliardi di euro; durata dell'arbitrato ordinario, mediana dodici mesi e media sedici; procedimento sommario, mediana trentatré giorni e media quarantadue.

[42] Convenzione di New York del 1958: firma del Regno dei Paesi Bassi il 10 giugno 1958, ratifica il 24 aprile 1964, con la sola riserva di reciprocità. Convenzione di Singapore sulla mediazione: i Paesi Bassi non figurano né fra i firmatari né fra gli Stati parte, come nessuno Stato membro dell'Unione europea.

[43] Commissione europea, 2026 EU Justice Scoreboard e relativo Quantitative data factsheet (giugno 2026), figure 2, 5, 6 e 13, dati 2024, fonte studio CEPEJ: Paesi Bassi 124 giorni in primo grado, 301 in secondo, 320 in terzo; 0,7 cause sopravvenute e 0,2 pendenti ogni cento abitanti.

[44] Nota metodologica della medesima factsheet: «Data for NL include non-litigious cases». Nei tribunali olandesi di primo grado il 66 per cento delle cause è di competenza del giudice di prossimità (kanton), che assorbe masse di procedure non contenziose. NON VERIFICATA la ragione ufficiale per cui i Paesi Bassi non fornivano i dati nelle edizioni precedenti del Quadro e per cui hanno ripreso a fornirli: le edizioni 2022, 2023 e 2025 non contengono note esplicite sul punto.

[45] Raad voor de rechtspraak, Jaarverslag Rechtspraak 2025: «bijna 1,47 miljoen nieuwe zaken», 1,45 milioni trattate, di cui 1,42 milioni nei tribunali di primo grado e 45.500 in appello; 66 per cento delle cause di primo grado di competenza kanton; 13.536 dipendenti, di cui 2.715 giudici; 71.300 sentenze pubblicate.

[46] WODC, Geschilbeslechtingsdelta 2024. Is ons recht toegankelijk voor iedereen?, pubblicato il 17 marzo 2026, periodo esaminato 2020-2024, 6.760 rispondenti (Ipsos I&O e Centerdata); trasmesso alla Camera con Kamerstukken II 2025/26, 29 528, nr. 19, lettera del 19 marzo 2026. Risultati: 61 per cento dei rispondenti con almeno un problema giuridico (dal 57); quasi metà lo percepisce come serio o molto serio; problemi più frequenti acquisto di beni e servizi 31 per cento e questioni lavorative 27; 63 per cento contatta direttamente la controparte; 46 per cento cerca informazioni online; 13 per cento non intraprende alcuna azione (dall'11); 39 per cento degli accordi raggiunti è informale (dal 34). Il rapporto conclude che «il ricorso ad assistenza legale, mediazione e procedure giudiziarie resta stabile».

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