Sistemi di composizione dei conflitti in Polonia (2026)

1. Perché questo dossier. 2. La mediazione nel codice di procedura civile. 3. La riforma del 2016: dichiarare di averci provato. 4. Una norma senza sanzione. 5. La riforma del 2023. 6. Il tentativo conciliativo e la stretta del 2022. 7. I mediatori e il registro che sta per nascere. 8. I Centri di arbitrato e mediazione. 9. I numeri: due cifre, due perimetri. 10. Che cosa dicono davvero. 11. L'accordo e la sua esecutività. 12. L'incentivo: la scala dei rimborsi. 13. La mediazione penale e minorile. 14. La mediazione amministrativa. 15. La svolta del 1° marzo 2026. 16. La legge sui mediatori giudiziari. 17. L'arbitrato. 18. Le convenzioni internazionali. 19. L'ADR dei consumatori. 20. La durata dei processi. 21. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché questo dossier

Questo testo riprende e sostituisce due contributi, la «pillola» del 2012 e la notizia del dicembre 2015 sulla nuova legge polacca. Quella notizia riguardava la riforma entrata in vigore il 1° gennaio 2016, e undici anni dopo se ne possono misurare gli effetti.

La Polonia è stata a lungo il caso di studio più utile per chi in Italia difende la mediazione volontaria: ha fatto quasi tutto quello che i sostenitori della volontarietà chiedono — rimborso integrale della tassa di causa, poteri del giudice di rinviare in mediazione, obbligo per l'attore di dichiarare se ci ha provato, mediazione in ogni settore, dal civile al penale all'amministrativo — e ha ottenuto un tasso di ricorso fra l'uno e il due per cento.

Poi, il 1° marzo 2026, ha cambiato strada. Ma andiamo con ordine.

2. La mediazione nel codice di procedura civile

Il Kodeks postępowania cywilnego è la legge del 17 novembre 1964. La mediazione vi è stata inserita dalla legge del 28 luglio 2005 (Dz.U. 2005 nr 172 poz. 1438), pubblicata il 9 settembre 2005 ed entrata in vigore, trascorsi tre mesi dalla pubblicazione, il 10 dicembre 2005; la legge ha creato la sezione «Mediacja i postępowanie pojednawcze», artt. 1831-18315[1].

L'impianto, in sintesi:

  • art. 1831: la mediazione è volontaria e nasce da accordo delle parti o da provvedimento del giudice (skierowanie);
  • art. 1832: mediatore può essere la persona fisica con piena capacità di agire e nel pieno godimento dei diritti civili; i giudici in servizio non possono farlo, i giudici in quiescenza sì; organizzazioni non profit e università possono tenere proprie liste;
  • art. 1833: imparzialità e obbligo di rivelare subito ogni circostanza che possa metterla in dubbio;
  • art. 1834: «il procedimento di mediazione non è pubblico», con obbligo di segreto per mediatore e partecipanti;
  • art. 1838: il giudice può rinviare le parti in mediazione in ogni stato del giudizio, salvo opposizione di una parte entro una settimana;
  • art. 18310: durata ordinaria fino a tre mesi, prorogabile;
  • artt. 18312-18315: verbale, omologazione ed effetti (v. § 11)[2].

Si noti l'art. 1838: il rinvio del giudice cade se una sola parte si oppone entro sette giorni. È mediazione demandata con diritto di veto individuale — l'esatto contrario del modello brasiliano, dove l'udienza si tiene se anche una sola parte la vuole.

3. La riforma del 2016: dichiarare di averci provato

La legge del 10 settembre 2015 «sul sostegno ai metodi amichevoli di risoluzione delle controversie» (Dz.U. 2015 poz. 1595), in vigore dal 1° gennaio 2016, ha introdotto il congegno più imitato e meno efficace:

l'art. 187 § 1 pkt 3 k.p.c. impone che l'atto di citazione contenga l'indicazione se le parti hanno tentato la mediazione o altro metodo stragiudiziale, e in caso negativo la spiegazione delle ragioni per cui non lo hanno fatto[3].

La stessa legge ha rafforzato il potere del giudice di convocare le parti a un incontro informativo e ha collegato al rifiuto ingiustificato di partecipare alla mediazione conseguenze in punto di spese, ai sensi dell'art. 103 k.p.c.[4].

4. Una norma senza sanzione

La dottrina polacca ha subito osservato quello che chiunque abbia praticato il processo civile sospetta: l'art. 187 § 1 pkt 3 è una lex imperfecta, una norma priva di sanzione processuale effettiva. La sua omissione non costituisce un vizio formale che blocchi il procedimento, e l'attore può sanarla anche in corso di causa[5].

Il risultato prevedibile è che la dichiarazione sia diventata una formula di stile, ricopiata in ogni atto. Sarebbe utile che se ne ricordasse chi, in Italia, propone di rendere obbligatoria l'informativa dell'avvocato senza collegarvi conseguenze. La Grecia ha scelto la strada opposta — l'inammissibilità della discussione — ed è l'unica che produce effetti.

5. La riforma del 2023

La legge del 9 marzo 2023 (Dz.U. 2023 poz. 614), in vigore in via generale dal 1° luglio 2023, è intervenuta su tre fronti:

  • art. 1835: il tribunale può liquidare e assegnare al mediatore, su sua richiesta, le somme che le parti non abbiano versato spontaneamente. Sembra un dettaglio contabile: è invece la condizione perché la professione esista;
  • artt. 18313 e 18314: l'accordo di mediazione può ora coprire più procedimenti e pretese ulteriori rispetto a quelle dedotte in giudizio, e le parti possono indicare un unico tribunale competente per l'omologazione di un accordo che chiuda cause pendenti davanti a organi diversi[6];
  • il posiedzenie przygotowawcze, l'udienza preparatoria degli artt. 2054-2058 k.p.c. introdotta nel 2019 e giudicata dalla dottrina «praticamente morta» nella prassi, è stato ritoccato per rivitalizzarlo[7].

Una precisazione: la stessa riforma ha innalzato una soglia di valore, ma da 75.000 a 100.000 złoty, non a 150.000; e la soglia è quella dell'art. 17 pkt 4 k.p.c., cioè la competenza per valore del sąd okręgowy nelle cause su diritti patrimoniali. La motivazione dichiarata è che i 75.000 złoty risalivano al 2005 ed erano stati erosi dall'inflazione, il salario minimo essendo nel frattempo più che triplicato. Restano invariate la soglia del rito semplificato (20.000 złoty, art. 5051) e quella dell'appello[8].

La possibilità di chiudere con un solo accordo omologato più cause pendenti davanti a tribunali diversi è, a mio giudizio, l'idea polacca più esportabile. Chi ha mediato una lite fra imprese sa che il contenzioso è quasi sempre plurimo, e che la frammentazione delle competenze è il primo ostacolo pratico alla transazione globale.

6. Il tentativo conciliativo e la stretta del 2022

Accanto alla mediazione esiste da sempre il postępowanie pojednawcze, artt. 184-186 k.p.c.: la zawezwanie do próby ugodowej, l'invito a un tentativo di conciliazione davanti al giudice, presentabile prima della causa al tribunale competente per il convenuto, senza limiti di valore, davanti a un giudice unico[9].

Era diventato uno strumento di abuso: si depositava l'invito non per conciliare, ma per interrompere la prescrizione e far ripartire il termine da capo. La legge del 2 dicembre 2021 (Dz.U. 2021 poz. 2459), con sei mesi di vacatio, ha modificato il codice civile con effetto dal 30 giugno 2022: l'invito al tentativo conciliativo e l'avvio della mediazione non interrompono più la prescrizione, ma la sospendono. I nuovi punti dell'art. 121 k.c. recitano: «5) quanto alle pretese oggetto di un accordo di mediazione — per la durata della mediazione; 6) quanto alle pretese oggetto di un'istanza di invito al tentativo conciliativo — per la durata del procedimento conciliativo». Le mediazioni e i procedimenti avviati prima restano soggetti alla disciplina previgente[10].

Merita una riflessione. La Polonia ha scoperto che uno strumento conciliativo può essere usato per finalità del tutto estranee alla conciliazione, e ha reagito togliendogli il vantaggio processuale. La lezione è generale: ogni vantaggio processuale collegato a uno strumento consensuale ne diventa, prima o poi, la ragione d'uso principale.

7. I mediatori e il registro che sta per nascere

Le liste dei mediatori permanenti (stali mediatorzy) sono tenute dai presidenti dei quarantacinque tribunali circondariali (sąd okręgowy), ai sensi del capitolo 6a della legge sull'ordinamento dei tribunali ordinari. Requisiti: piena capacità di agire e godimento dei diritti civili, età minima di ventisei anni, conoscenza del polacco, assenza di condanne per reati dolosi, comprovate conoscenze e competenze nella conduzione della mediazione, non essere giudice in servizio, e una tassa amministrativa di dieci złoty[11].

Il Krajowy Rejestr Mediatorów — il registro nazionale — esiste già, ma solo come sistema informatico in fase di pilotaggio: la sperimentazione corre dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 e serve a testarne funzionalità e sicurezza. Diventerà registro ufficiale con valore giuridico solo con l'entrata in vigore della legge sui mediatori giudiziari, prevista per il 1° settembre 2027 (v. § 16). Fino ad allora restano le liste decentrate[12].

Ne segue che non esiste un dato nazionale ufficiale sul numero dei mediatori polacchi. La stima corrente, attribuita alla direttrice del Centro di mediazione della confederazione Lewiatan, è di circa settemila; il solo tribunale circondariale di Breslavia ne conta circa cinquecento in lista, con altrettanti che opererebbero fuori lista. Fonti ministeriali e stampa specializzata concordano nel rilevare che le liste contengono in larga parte martwe dusze, «anime morte» che non conducono mai una mediazione[13].

8. I Centri di arbitrato e mediazione

La rete dei Centra Arbitrażu i Mediacji (CAM) conta sedici centri, uno per voivodato, operanti secondo standard uniformi, nati nell'ambito del programma operativo europeo Wiedza Edukacja Rozwój, azione 2.17, con un budget di circa diciassette milioni di złoty. Il progetto è stato realizzato fra il 1° aprile 2018 e il febbraio 2022, seguito dal biennio obbligatorio di sostenibilità fino al febbraio 2024, con quindici partner — camere di commercio regionali, associazioni, università — e il CAM di Varsavia come centro di coordinamento[14].

I risultati dichiarati nei dodici mesi di piena operatività: 976 mediazioni commerciali, 958 mediatori formati e 1.305 fra magistrati e pubblici ministeri coinvolti in attività formative[15].

Va però detto che il finanziamento pubblico è cessato e che non risulta confermato che tutti e sedici i centri siano ancora operativi nel 2026: la pagina istituzionale del Ministero della giustizia descrive il progetto al passato, e la continuità è oggi rimessa agli enti ospitanti[16]. È il destino ricorrente delle infrastrutture ADR costruite con fondi a termine.

9. I numeri: due cifre, due perimetri

Sulla mediazione polacca circolano due cifre molto diverse, e vanno spiegate perché non si contraddicono.

La prima è l'indicatore ufficiale del Ministero della giustizia (wskaźnik mediacji w sądach powszechnych), pubblicato annualmente e disponibile in serie dal 2013 al 2025: misura il rapporto fra le cause avviate a soluzione amichevole e il totale delle cause in cui la mediazione era ammissibile. Nel 2024 le cause avviate a mediazione sono state circa 47.500 su oltre 2,1 milioni di cause mediabili, pari al 2,3%, con una varianza territoriale fortissima: 4,8% nel distretto di corte d'appello di Varsavia contro l'1,2% di Breslavia[17].

La seconda è il dato dello studio dell'Istituto di giustizia del 2025 — circa 9.400 procedimenti l'anno e un tasso attorno all'uno per cento nel triennio 2020-2022 — che misura sostanzialmente le sole cause civili in senso stretto rinviate in mediazione dal giudice ex art. 1838 k.p.c.[18].

I due perimetri sono diversi, e la serie disaggregata del 2024 lo dimostra:

  • cause civili: 10.662 rinvii giudiziali e 3.004 istanze di omologazione di accordi extragiudiziali (erano 671 nel 2022);
  • cause familiari: 10.956 rinvii e 2.968 omologazioni;
  • cause commerciali: 6.758 rinvii e 141 omologazioni;
  • cause di lavoro: 3.829 rinvii;
  • totale parziale: 32.205 rinvii e oltre 6.100 omologazioni[19].

Quanto al tasso di accordo, il dato più solido riguarda le cause commerciali di primo grado nel 2024: su quasi 2.600 cause rinviate, in 675 casi il procedimento si è estinto per omologazione dell'accordo, pari a circa il 26%. Il rifiuto di omologazione è rarissimo, fra lo 0,1% e lo 0,2%[20].

10. Che cosa dicono davvero

Comunque la si legga, l'ordine di grandezza è quello: fra l'uno e il due per cento delle cause mediabili. Con il rimborso integrale della tassa di causa, con il potere del giudice di rinviare in ogni stato del giudizio, con l'obbligo di dichiarare in citazione se si è provato.

E poi c'è il dato che, secondo lo studio dell'Istituto di giustizia, riguarda il triennio 2020-2022: nel 2022 si andava dal 3,2% del circondario di Koszalin allo 0,2% di Bielsko, e trenta tribunali circondariali di primo grado non hanno registrato una sola mediazione[21].

Trenta tribunali con zero mediazioni all'anno sono il dato più eloquente del dossier: la mediazione demandata dipende interamente dalla convinzione del singolo giudice, e dove il giudice non ci crede semplicemente non esiste.

11. L'accordo e la sua esecutività

L'art. 18314 k.p.c. disciplina l'omologazione (zatwierdzenie): su istanza di parte il tribunale approva senza indugio l'accordo; se questo è idoneo all'esecuzione forzata, vi appone la clausola di esecutività; negli altri casi provvede con ordinanza. L'art. 18315 stabilisce che l'accordo omologato ha l'efficacia di una transazione giudiziale e, munito di clausola, costituisce titolo esecutivo[22].

12. L'incentivo: la scala dei rimborsi

L'art. 79 della legge sulle spese giudiziarie civili costruisce una scala che vale la pena riportare per intero, perché è più articolata di come viene raccontata e contiene una scelta di politica del diritto:

  • rimborso integrale (100%) se il procedimento si chiude con una transazione — anche davanti al mediatore — prima dell'inizio dell'udienza di trattazione in primo grado (art. 79 comma 1 punto 1 lett. h);
  • rimborso di tre quarti (75%) se la transazione è raggiunta davanti al mediatore dopo l'inizio dell'udienza, in primo o in secondo grado (lett. a e ab); nonché se l'accordo è raggiunto in esito a zawezwanie do próby ugodowej (lett. e), o se il procedimento si estingue su istanza concorde delle parti a seguito di compromesso arbitrale (lett. aa);
  • rimborso della metà (50%) se il procedimento si chiude con transazione davanti al giudice dopo l'inizio dell'udienza, in primo o in secondo grado (comma 1 punto 3 lett. c e d), oltre alle ipotesi ordinarie di ritiro dell'atto e di divorzio consensuale senza addebito[23].

Dall'importo rimborsato si detrae in ogni caso la tassa minima di trenta złoty[24].

Si osservi la scelta: a parità di fase processuale, l'accordo davanti al mediatore vale il 75%, quello davanti al giudice il 50%. Il legislatore polacco ha cioè costruito un incentivo differenziale a favore della mediazione rispetto alla conciliazione giudiziale. È un'idea fine, e va detto che non ha funzionato: con il cento per cento di rimborso nella fase iniziale, la Polonia media nell'uno-due per cento delle cause. Lo stesso avevamo trovato in Romania con la restituzione integrale della tassa di bollo.

13. La mediazione penale e minorile

L'art. 23a del codice di procedura penale polacco (legge del 6 giugno 1997) consente al tribunale, al referendario o al pubblico ministero di rinviare la causa a un'istituzione o a una persona abilitata per condurre una mediazione fra vittima e imputato, d'ufficio o con il consenso delle parti; la durata è di un mese, non computata nel termine delle indagini; valgono volontarietà, imparzialità e riservatezza, con relazione finale ed eventuale accordo sottoscritto[25].

Il regolamento attuativo del Ministro della giustizia era quello del 13 giugno 2003 (Dz.U. 2003 nr 108 poz. 1020); risulta sostituito da quello pubblicato in Dz.U. 2015 poz. 716, ma l'abrogazione espressa non è stata verificata[26].

Per i minori, la legge del 26 ottobre 1982 è stata sostituita dalla legge del 9 giugno 2022 sul sostegno e la risocializzazione dei minori (Dz.U. 2022 poz. 1700), che disciplina anche il ricorso alla mediazione; gli articoli specifici non sono stati verificati[27].

14. La mediazione amministrativa

Gli artt. 96a-96n del codice di procedimento amministrativo (k.p.a.) disciplinano la mediazione nel procedimento amministrativo. Sono stati introdotti dalla legge del 7 aprile 2017 (Dz.U. 2017 poz. 935), in vigore dal 1° giugno 2017, la stessa riforma che ha portato nel k.p.a. il principio in dubio pro libertate, il procedimento semplificato, il silenzio-assenso e le sanzioni amministrative pecuniarie[28].

L'art. 96a ammette la mediazione quando il carattere della causa lo consente, e l'ambito tipico è ampio: discrezionalità amministrativa, licenze commerciali, edilizia, pianificazione territoriale, ambiente, proprietà immobiliare, agricoltura, silvicoltura, pesca, proprietà industriale. La mediazione è volontaria e richiede il consenso delle parti; l'organo deve annotare agli atti se il carattere della causa la consente. L'art. 96n impone all'organo di definire la pratica in conformità agli esiti della mediazione[29].

Esiste inoltre una mediazione davanti ai tribunali amministrativi, disciplinata dagli artt. 115-118 della legge sul processo amministrativo (p.p.s.a.), tuttora vigente, e va segnalata una modifica poco nota: fino al 2017 il procedimento era condotto da un giudice o da un referendario; dal 1° giugno 2017 — per effetto della stessa riforma — è condotto da un mediatore esterno scelto dalle parti o designato dal tribunale, con esclusione dei magistrati. L'art. 117 stabilisce che, sulla base delle intese raggiunte, l'organo annulla o modifica l'atto impugnato o compie l'attività dovuta; l'art. 118 disciplina l'impugnazione dell'atto adottato in esito alla mediazione, da trattare congiuntamente al ricorso originario[30].

Quell'art. 96n, e ancor più l'art. 117 p.p.s.a., sono notevoli: obbligano la pubblica amministrazione a conformarsi all'esito della mediazione. È molto più di quanto l'ordinamento italiano preveda.

15. La svolta del 1° marzo 2026

Ed eccoci alla notizia che cambia il senso di questo dossier, e che in Italia non è stata raccontata.

La legge del 5 agosto 2025 (Dz.U. 2025 poz. 1172) ha introdotto nel codice di procedura civile un nuovo art. 4583a § 1, collocato nel rito delle cause commerciali, in vigore dal 1° marzo 2026. La norma impone al giudice di rinviare le parti in mediazione prima dell'udienza preparatoria o della prima udienza nelle controversie derivanti dal contratto di appalto di lavori edili e dai contratti a esso direttamente collegati: direzione lavori, appalto generale, prestazioni progettuali, e le opere di ristrutturazione dell'art. 658 del codice civile[31].

Vanno precisate tre cose.

Obbligatorio è il rinvio, non la mediazione. Le parti conservano il diritto di opporsi e di non partecipare attivamente: nella sostanza la mediazione resta volontaria, ma il passaggio davanti al mediatore diventa una stazione obbligata del processo.

La sanzione è sulle spese. Il modificato art. 103 k.p.c. consente al giudice di addossare le spese alla parte che rifiuti la mediazione senza giustificazione o non si presenti senza motivo, anche in deroga alla normale ripartizione, quando la condotta sia negligente o manifestamente scorretta[32].

L'ambito è ristretto e intertemporale. Restano esclusi il procedimento monitorio, quello ingiuntivo e quello elettronico: l'obbligo scatta solo se il convenuto propone opposizione. E la norma si applica soltanto alle cause introdotte dopo il 1° marzo 2026[33].

La stessa legge ha introdotto misure di digitalizzazione — deposito e procure elettronici dal 1° marzo 2026, obbligatori per i professionisti dal 1° marzo 2027 — e ha semplificato la competenza per l'omologazione degli accordi[34].

Il significato politico è grande. Dopo vent'anni di mediazione integralmente volontaria e di risultati attorno all'uno per cento, la Polonia ha scelto di obbligare, ma in un solo settore: quello edilizio, dove il contenzioso è tecnico, costoso, lentissimo e strutturalmente adatto alla composizione negoziata. È esattamente il contrario dell'approccio italiano del 2010, che ha imposto l'obbligo su un elenco vastissimo di materie. Chi voglia sapere se l'obbligatorietà selettiva funzioni meglio di quella generalizzata avrà, fra qualche anno, un esperimento naturale da leggere.

16. La legge sui mediatori giudiziari

Il secondo cantiere aperto è la legge sui mediatori giudiziari, sui centri di mediazione accreditati e sul Registro nazionale dei mediatori (progetto UD237), adottata dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026 e destinata al Parlamento; l'entrata in vigore è prevista per il 1° settembre 2027[35]. I contenuti:

  • un registro nazionale elettronico gestito dal Ministero della giustizia, ad accesso pubblico gratuito, in sostituzione delle liste decentrate;
  • requisiti del mediatore: ventisei anni di età, istruzione superiore anche non giuridica, assenza di condanne, polacco almeno di livello B2, quaranta ore di formazione di base più formazione specialistica, con esami;
  • esenzioni per chi documenti la pratica (venti mediazioni civili o commerciali in dieci anni), per i titolari di master o dottorato e per gli accademici; per giudici, procuratori, avvocati e notai è previsto il solo esame di base;
  • incompatibilità per magistrati, pubblici ministeri, assistenti e funzionari in servizio;
  • formazione continua di trenta ore per ogni ciclo quinquennale;
  • un Consiglio per la mediazione di nove membri, con compiti di analisi, proposta e codice etico;
  • l'accreditamento dei centri di formazione e mediazione[36].

Il progetto ha suscitato critiche dell'ambiente non giuridico dei mediatori e della Camera polacca dei mediatori, per il trattamento di favore riservato ad avvocati e consulenti legali[37]. È una discussione che in Italia conosciamo bene.

17. L'arbitrato

L'arbitrato è disciplinato dalla Parte Quinta del k.p.c., artt. 1154-1217[38]. L'istituzione principale è il Sąd Arbitrażowy przy Krajowej Izbie Gospodarczej di Varsavia, la corte arbitrale presso la Camera nazionale dell'economia, che tratta cause per circa il venti per cento di carattere internazionale; l'anno di fondazione non è stato verificato[39].

18. Le convenzioni internazionali

La Convenzione di New York del 1958: la Polonia l'ha firmata il 10 giugno 1958, ratificata il 3 ottobre 1961, con entrata in vigore il 1° gennaio 1962, e ha formulato entrambe le riserve facoltative, quella di reciprocità e quella di commercialità[40]. È l'opposto della scelta brasiliana, che non ne ha formulata nessuna.

La Convenzione di Singapore sulla mediazione: la Polonia non figura fra gli Stati firmatari né fra le parti[41].

19. L'ADR dei consumatori

La legge del 23 settembre 2016 sulla risoluzione extragiudiziale delle controversie dei consumatori (Dz.U. 2016 poz. 1823) ha recepito la direttiva 2013/11/UE[42]. L'architettura: l'UOKiK tiene il registro centrale degli enti ADR autorizzati; l'Inspekcja Handlowa opera come organismo residuale orizzontale; il Rzecznik Finansowy è l'ente ADR del settore bancario e assicurativo[43].

I numeri, questa volta, ci sono. L'Ispettorato commerciale ha ricevuto 6.605 istanze nel 2024 e 7.445 nel 2025 (+12,7%), con una durata media del procedimento fra i trentatré e i trentacinque giorni. Il dato più significativo è però un altro: 616 procedimenti nel 2024 e 523 nel 2025 si sono chiusi senza esito perché l'imprenditore ha rifiutato di partecipare, cioè circa il 9% e il 7% delle istanze presentate dai consumatori[44]. L'Ispettorato non pubblica un tasso di successo esplicito[45].

Il Difensore civico finanziario, nel 2024, ha ricevuto 1.872 istanze di procedimento ADR, ne ha concluse 1.642 e ha raggiunto 316 accordi, pari al 19,2%, per un valore complessivo di 2.551.833,40 złoty; l'82% degli accordi riguarda il settore assicurativo, il 18% banche e mercato dei capitali[46].

Diciannove per cento contro il novantacinque per cento del CSALB rumeno: il confronto fra due organismi ADR settoriali europei dice quanto conti il disegno istituzionale.

20. La durata dei processi

Qui va precisato un dato che circola in forma imprecisa nella letteratura italiana.

I novantadue giorni che si leggono per la Polonia nel Quadro di valutazione UE della giustizia non sono la durata delle cause civili contenziose: sono il tempo di definizione dell'aggregato «cause civili, commerciali, amministrative e altre», categoria amplissima che comprende i procedimenti non contenziosi. Quel valore era di 92 giorni nel 2023 ed è salito a 104 giorni nel 2024. Il contenzioso civile e commerciale di primo grado dura invece 360 giorni nel 2024 (357 nel 2023): quasi quattro volte tanto[47].

Le statistiche nazionali polacche misurano ancora un'altra cosa: la durata media di tutte le categorie di cause, dal deposito alla definizione, che nel 2024 era di 6,0 mesi in media — 5,7 mesi nei tribunali distrettuali e 11,1 mesi in quelli circondariali, in crescita di un mese e mezzo sull'anno precedente[48].

Tre cifre, tre perimetri. È la stessa trappola dei denominatori che abbiamo incontrato con i dati greci: i numeri sulla giustizia non si confrontano mai senza dichiarare che cosa misurano.

21. Che cosa può leggere l'Italia

Primo. La Polonia è la prova sperimentale che incentivi economici e poteri del giudice, da soli, non producono mediazione. Rimborso del cento per cento della tassa di causa, obbligo di dichiarare nell'atto se si è tentato, potere di rinvio in ogni stato del giudizio: risultato, uno-due per cento. Chi in Italia sostiene che basterebbe abolire l'obbligatorietà e lasciar fare agli incentivi dovrebbe misurarsi con questo dato.

Secondo, e nuovo. Dopo vent'anni la Polonia ha cambiato idea, ma con chirurgia: rinvio obbligatorio in mediazione solo per le controversie edilizie, dal 1° marzo 2026. È l'obbligatorietà selettiva che l'Italia non ha mai provato, avendo scelto fin dal 2010 l'elenco largo di materie.

Terzo. L'art. 187 § 1 pkt 3 — dichiarare se si è tentato — senza sanzione è lettera morta. La Grecia, con l'inammissibilità della discussione, ha scelto meglio.

Quarto. Trenta tribunali con zero mediazioni l'anno dicono che la mediazione demandata è, ovunque, una funzione della cultura del singolo giudice. Vale per Koszalin al 3,2% contro Bielsko allo 0,2%, e vale per la differenza fra i tribunali italiani.

Quinto. Tre idee polacche sono buone e trasferibili: l'accordo unico che chiude più cause pendenti davanti a tribunali diversi con omologazione concentrata; il rimborso differenziale che premia la mediazione (75%) più della conciliazione giudiziale (50%); e l'art. 117 p.p.s.a., che obbliga la pubblica amministrazione a conformarsi all'esito della mediazione.

Sesto. La stretta del 2022 sulla prescrizione insegna che ogni vantaggio processuale attaccato a uno strumento consensuale ne diventa la ragione d'uso.


Note

[1] Kodeks postępowania cywilnego, ustawa z dnia 17 listopada 1964 r. (Dz.U. 1964 nr 43 poz. 296); ustawa z dnia 28 lipca 2005 r. o zmianie ustawy — Kodeks postępowania cywilnego oraz niektórych innych ustaw (Dz.U. 2005 nr 172 poz. 1438), pubblicata il 9 settembre 2005, con clausola di entrata in vigore «po upływie trzech miesięcy od dnia ogłoszenia» e quindi efficace dal 10 dicembre 2005; ha introdotto il Dział IV «Mediacja i postępowanie pojednawcze», artt. 1831-18315 k.p.c.

[2] Artt. 1831, 1832, 1833, 1834, 1838, 18310 e 18312-18315 k.p.c. nella versione consolidata vigente.

[3] Ustawa z dnia 10 września 2015 r. o zmianie niektórych ustaw w związku ze wspieraniem polubownych metod rozwiązywania sporów (Dz.U. 2015 poz. 1595), in vigore dal 1° gennaio 2016; art. 187 § 1 pkt 3 k.p.c.

[4] Medesima legge: rafforzamento del potere del giudice di convocare le parti a un incontro informativo sulla mediazione e rilevanza del rifiuto ingiustificato ai fini della ripartizione delle spese ex art. 103 k.p.c.

[5] Commento pubblicato sulla rivista Palestra (n. 6/2016) sull'applicazione dell'art. 187 § 1 pkt 3 k.p.c., qualificato come norma priva di sanzione processuale effettiva, la cui omissione non impedisce la prosecuzione del giudizio ed è sanabile in corso di causa.

[6] Ustawa z dnia 9 marca 2023 r. o zmianie ustawy — Kodeks postępowania cywilnego oraz niektórych innych ustaw (Dz.U. 2023 poz. 614), in vigore in via generale dal 1° luglio 2023: modifica dell'art. 1835 k.p.c. sulla liquidazione del compenso del mediatore; ampliamento degli artt. 18313 e 18314 k.p.c. all'accordo che copra più procedimenti e pretese ulteriori, con individuazione di un unico tribunale competente per l'omologazione.

[7] Artt. 2054-2058 k.p.c. sul posiedzenie przygotowawcze, introdotti dalla riforma del 4 luglio 2019 (Dz.U. 2019 poz. 1469) e modificati dalla riforma del 9 marzo 2023.

[8] Precisazione: la ustawa z dnia 9 marca 2023 r. ha elevato la soglia dell'art. 17 pkt 4 k.p.c. (competenza per valore del sąd okręgowy nelle cause su diritti patrimoniali) da 75.000 a 100.000 złoty, non a 150.000. Restano invariate la soglia del postępowanie uproszczone (20.000 złoty, art. 5051 k.p.c.) e quella della ankesum. La disposizione transitoria dell'art. 19 estende la nuova competenza anche alle cause pendenti, con eccezioni.

[9] Artt. 184-186 k.p.c.: postępowanie pojednawcze e zawezwanie do próby ugodowej; competenza del tribunale del convenuto, assenza di limiti di valore, giudice unico, rifiuto di omologazione dell'accordo contrario alla legge, ai principi di convivenza sociale o elusivo della legge; conseguenze sulle spese in caso di mancata comparizione.

[10] Ustawa z dnia 2 grudnia 2021 r. o zmianie ustawy — Kodeks cywilny, ustawy — Kodeks postępowania cywilnego oraz niektórych innych ustaw, Dz.U. 2021 poz. 2459, pubblicata il 30 dicembre 2021 e in vigore dal 30 giugno 2022. Nuovi punti dell'art. 121 k.c.: «5) co do roszczeń objętych umową o mediację — przez czas trwania mediacji; 6) co do roszczeń objętych wnioskiem o zawezwanie do próby ugodowej — przez czas trwania postępowania pojednawczego». Le procedure avviate prima del 30 giugno 2022 restano soggette al regime dell'interruzione.

[11] Prawo o ustroju sądów powszechnych, capitolo 6a, sui mediatori permanenti (stali mediatorzy): liste tenute dai presidenti dei quarantacinque tribunali circondariali; requisiti di capacità, età minima di ventisei anni, conoscenza della lingua polacca, assenza di condanne per reati dolosi, competenze comprovate, incompatibilità con la funzione giudicante in servizio; tassa amministrativa di dieci złoty.

[12] Krajowy Rejestr Mediatorów (KRM), portale krm.gov.pl: sistema informatico in fase di pilotaggio dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, rivolto ai mediatori già iscritti nelle liste dei presidenti dei tribunali circondariali e alle istituzioni abilitate alla mediazione penale, nato dal progetto europeo «Sprawne sądownictwo». Assumerà valore di registro nazionale con l'entrata in vigore della legge sui mediatori giudiziari, prevista per il 1° settembre 2027.

[13] Da confermare: non esiste un dato aggregato nazionale pubblicato dal Ministero della giustizia sul numero dei mediatori permanenti. La stima di circa settemila mediatori è attribuita alla direttrice del Centrum Mediacji Lewiatan e riferita al 2023; il dato locale di circa cinquecento iscritti riguarda il solo tribunale circondariale di Breslavia.

[14] Centra Arbitrażu i Mediacji: sedici centri, uno per voivodato, creati nell'ambito dell'azione 2.17 del programma operativo Wiedza Edukacja Rozwój con un budget di circa 17 milioni di złoty; realizzazione dal 1° aprile 2018 al febbraio 2022, seguita dal biennio di sostenibilità fino al febbraio 2024; quindici partner, con Konfederacja Lewiatan quale coordinatore e il CAM di Varsavia quale centro di coordinamento della rete.

[15] Risultati dichiarati della rete CAM nei dodici mesi di piena operatività: 976 mediazioni commerciali, 71 panel di discussione, 958 mediatori formati e 1.305 rappresentanti della magistratura e della procura coinvolti in attività formative.

[16] Da confermare: non risulta da fonte ufficiale che tutti e sedici i Centri di arbitrato e mediazione siano ancora operativi nel 2026; la pagina istituzionale del Ministero della giustizia descrive il progetto come concluso e il finanziamento pubblico è cessato.

[17] Ministero della giustizia, Wskaźnik mediacji w sądach powszechnych, indicatore ufficiale pubblicato annualmente dall'Informator Statystyczny Wymiaru Sprawiedliwości, serie 2013-2025: rapporto fra le cause avviate a soluzione amichevole e il totale delle cause in cui la mediazione era ammissibile. Anno 2024: circa 47.500 cause su oltre 2,1 milioni, pari al 2,3%; distretto di corte d'appello di Varsavia 4,8%, di Breslavia 1,2%. Il perimetro comprende tutte le categorie di cause e tanto i rinvii giudiziali quanto le istanze di omologazione di accordi extragiudiziali.

[18] Instytut Wymiaru Sprawiedliwości, studio 2025 di P. Waszkiewicz e J. Klimczak su dati ministeriali: circa 9.400 procedimenti l'anno nel triennio 2020-2022 e tasso di ricorso attorno all'1%, riferiti sostanzialmente alle sole cause civili rinviate in mediazione dal giudice ex art. 1838 § 1 k.p.c. Serie storica: 269 procedimenti nel 2006, massimo di circa 9.615 nel 2019.

[19] Instytut Wymiaru Sprawiedliwości, studio Kuliński 2025 su dati del Ministero della giustizia, anno 2024: cause civili 10.662 rinvii giudiziali e 3.004 istanze di omologazione di accordi extragiudiziali (contro 671 nel 2022); cause familiari 10.956 e 2.968; cause commerciali 6.758 e 141; cause di lavoro 3.829; totale parziale 32.205 rinvii e oltre 6.100 omologazioni.

[20] Medesimo studio: nelle cause commerciali di primo grado del 2024, su quasi 2.600 cause rinviate in mediazione, 675 si sono estinte per omologazione dell'accordo (circa il 26%); il tasso di rigetto delle omologazioni si colloca fra lo 0,1% e lo 0,2% dei protocolli depositati. I due insiemi non vanno incrociati con i 6.758 rinvii commerciali complessivi, riferiti a un perimetro diverso.

[21] Instytut Wymiaru Sprawiedliwości, studio 2025: nel 2022 il tasso di ricorso variava dal 3,2% del circondario di Koszalin allo 0,2% di Bielsko, con trenta tribunali di primo grado che non hanno registrato alcuna mediazione.

[22] Artt. 18314 e 18315 k.p.c.: omologazione dell'accordo, apposizione della clausola di esecutività se l'accordo è idoneo all'esecuzione forzata, efficacia di transazione giudiziale e di titolo esecutivo.

[23] Ustawa o kosztach sądowych w sprawach cywilnych, art. 79 comma 1: punto 1 lett. h) rimborso integrale se il procedimento si chiude con transazione prima dell'inizio dell'udienza di trattazione in primo grado; punto 2 lett. a) e ab) rimborso di tre quarti se la transazione è raggiunta davanti al mediatore dopo l'inizio dell'udienza, in primo o secondo grado; lett. e) rimborso di tre quarti in caso di accordo raggiunto in esito a zawezwanie do próby ugodowej; lett. aa) rimborso di tre quarti in caso di estinzione su istanza concorde a seguito di compromesso arbitrale; punto 3 lett. c) e d) rimborso della metà in caso di transazione giudiziale dopo l'inizio dell'udienza, in primo o secondo grado.

[24] Ustawa o kosztach sądowych w sprawach cywilnych, art. 79 comma 3: dall'importo rimborsato si detrae una somma pari alla tassa minima (30 złoty).

[25] Kodeks postępowania karnego, ustawa z dnia 6 czerwca 1997 r., art. 23a: rinvio della causa a mediazione fra vittima e imputato da parte del tribunale, del referendario o del pubblico ministero; durata massima di un mese, non computata nel termine del procedimento preparatorio; volontarietà, imparzialità e riservatezza; relazione finale ed eventuale accordo.

[26] Rozporządzenie Ministra Sprawiedliwości del 13 giugno 2003 sul procedimento di mediazione in materia penale (Dz.U. 2003 nr 108 poz. 1020), in vigore dal 1° luglio 2003; successivo regolamento pubblicato in Dz.U. 2015 poz. 716. Da confermare: l'abrogazione espressa del regolamento del 2003 da parte di quello del 2015.

[27] Ustawa z dnia 9 czerwca 2022 r. o wspieraniu i resocjalizacji nieletnich (Dz.U. 2022 poz. 1700), che ha sostituito la ustawa z dnia 26 października 1982 r. o postępowaniu w sprawach nieletnich. Da confermare: gli articoli specifici dedicati alla mediazione nella legge del 2022.

[28] Ustawa z dnia 7 kwietnia 2017 r. o zmianie ustawy — Kodeks postępowania administracyjnego oraz niektórych innych ustaw, Dz.U. 2017 poz. 935, in vigore dal 1° giugno 2017, che ha introdotto nel k.p.a. il Rozdział 5a «Mediacja», artt. 96a-96n, oltre al principio in dubio pro libertate (art. 7a), al procedimento semplificato, al silenzio-assenso, al ponaglenie, alla rinuncia al diritto di impugnazione e alle sanzioni amministrative pecuniarie.

[29] Art. 96a k.p.a.: ammissibilità della mediazione quando il carattere della causa lo consente; volontarietà e necessità del consenso delle parti; obbligo dell'organo di annotare agli atti se la causa consente la mediazione. Art. 96n k.p.a.: obbligo dell'organo di definire la pratica in conformità agli esiti della mediazione.

[30] Prawo o postępowaniu przed sądami administracyjnymi, ustawa z dnia 30 sierpnia 2002 r., Dział III Rozdział 8, artt. 115-118: art. 115 (istanza di parte prima della fissazione dell'udienza, o mediazione disposta anche in assenza di istanza); art. 116 § 1 «Postępowanie mediacyjne prowadzi mediator wybrany przez strony», § 2 designazione del mediatore da parte del tribunale in mancanza di scelta concorde, § 3 requisiti del mediatore, con esclusione dei magistrati; artt. 116a-116d su riservatezza, compenso e protocollo, introdotti nel 2017; art. 117 § 1 «Na podstawie ustaleń dokonanych w postępowaniu mediacyjnym, organ uchyla lub zmienia zaskarżony akt albo wykonuje lub podejmuje inną czynność», § 2 rimessione al giudice in caso di mancate intese; art. 118 impugnazione dell'atto adottato in esito alla mediazione. Fino al 1° giugno 2017 il procedimento era condotto da un giudice o da un referendario.

[31] Ustawa z dnia 5 sierpnia 2025 r. o zmianie ustawy — Kodeks postępowania cywilnego, ustawy — Kodeks cywilny oraz niektórych innych ustaw, Dz.U. 2025 poz. 1172: nuovo art. 4583a § 1 k.p.c., in vigore dal 1° marzo 2026, che impone al giudice di rinviare le parti in mediazione prima del posiedzenie przygotowawcze o della prima udienza nelle cause di cui all'art. 4582 § 1 pkt 5 k.p.c., derivanti da contratto di appalto di lavori edili e da contratti direttamente collegati (direzione lavori, appalto generale, prestazioni progettuali, opere di ristrutturazione ex art. 658 k.c.).

[32] Art. 103 k.p.c., come modificato dalla ustawa z dnia 5 sierpnia 2025 r.: possibilità per il giudice di porre le spese a carico della parte che rifiuti ingiustificatamente la mediazione o non si presenti senza giustificato motivo, anche in deroga alla ripartizione ordinaria, quando la condotta sia negligente o manifestamente scorretta.

[33] Medesima legge: esclusione del postępowanie nakazowe, del postępowanie upominawcze e del procedimento elettronico, con applicazione dell'obbligo solo in caso di opposizione del convenuto; regime intertemporale limitato alle cause introdotte dopo il 1° marzo 2026.

[34] Medesima legge: deposito e procure elettronici dal 1° marzo 2026, obbligatori per i professionisti dal 1° marzo 2027; semplificazione della competenza per l'omologazione degli accordi di mediazione (tribunale distrettuale del luogo di conclusione dell'accordo o di residenza dell'istante).

[35] Progetto di «ustawa o mediatorach sądowych, akredytowanych ośrodkach mediacyjnych i Krajowym Rejestrze Mediatorów», numero UD237, del Ministero della giustizia: pubblicato con apertura delle consultazioni il 24 luglio 2025 e adottato dal Consiglio dei ministri il 4 agosto 2026, nell'ambito di un pacchetto comprendente anche la sorveglianza elettronica e il registro delle imprese. Entrata in vigore prevista per il 1° settembre 2027. Da confermare: il deposito in Sejm e il relativo numero di druk sejmowy.

[36] Contenuto del progetto UD237: registro nazionale elettronico gestito dal Ministero della giustizia ad accesso pubblico gratuito; requisiti del mediatore giudiziale (età minima ventisei anni, istruzione superiore anche non giuridica, assenza di condanne, conoscenza del polacco almeno di livello B2, quaranta ore di formazione di base più formazione specialistica, con esami); esenzioni per pratica documentata (venti mediazioni civili o commerciali in dieci anni), studi post-laurea e accademici, con solo esame di base per giudici, procuratori, avvocati e notai; incompatibilità per magistrati, procuratori, assistenti e funzionari in servizio; formazione continua di trenta ore per ciclo quinquennale; Rada ds. Mediacji di nove membri; accreditamento degli ośrodki mediacyjne.

[37] Critiche al progetto UD237 espresse in sede di consultazione pubblica dall'ambiente non giuridico dei mediatori e dalla Polska Izba Mediatorów, per il trattamento di favore riservato ad avvocati e radcowie prawni.

[38] Kodeks postępowania cywilnego, Parte Quinta, artt. 1154-1217, «Sąd polubowny (arbitrażowy)».

[39] Sąd Arbitrażowy przy Krajowej Izbie Gospodarczej di Varsavia, con proprio regolamento arbitrale; circa il 20% delle cause ha carattere internazionale. Da confermare: l'anno di fondazione.

[40] UNCITRAL, stato della Convenzione di New York del 1958: Polonia, firma il 10 giugno 1958, ratifica il 3 ottobre 1961, entrata in vigore il 1° gennaio 1962, con riserva di reciprocità e riserva di commercialità.

[41] UNCITRAL, stato della Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Singapore): la Polonia non figura fra i firmatari né fra le parti.

[42] Ustawa z dnia 23 września 2016 r. o pozasądowym rozwiązywaniu sporów konsumenckich (Dz.U. 2016 poz. 1823), di recepimento della direttiva 2013/11/UE.

[43] UOKiK (Urząd Ochrony Konkurencji i Konsumentów) quale gestore del registro degli enti ADR autorizzati; Inspekcja Handlowa quale organismo residuale orizzontale; Rzecznik Finansowy quale ente ADR del settore finanziario.

[44] UOKiK, Sprawozdanie z działalności Inspekcji Handlowej jako podmiotu ADR per il 2024 e per il 2025: 6.605 istanze nel 2024 e 7.445 nel 2025 (+12,7%); durata media del procedimento di circa 33 giorni nel 2024 e 35 nel 2025; su 4.795 istanze presentate da consumatori nel 2024, 123 rifiuti di trattazione (113 per incompetenza) e 2.980 procedimenti conclusi senza esito, di cui 616 per rifiuto dell'imprenditore di partecipare; nel 2025, su 5.010 istanze, 143 rifiuti (114 per incompetenza) e 2.543 procedimenti conclusi senza esito, di cui 523 per rifiuto di partecipazione della controparte.

[45] I rapporti dell'Inspekcja Handlowa non pubblicano un tasso di successo esplicito; il dato storico UOKiK relativo al periodo 2009-2013, secondo cui due terzi delle mediazioni si concludevano positivamente per il consumatore, non è estensibile agli anni recenti.

[46] Rzecznik Finansowy, Sprawozdanie per il 2024: 1.872 istanze di procedimento ADR ricevute, 1.642 procedimenti conclusi, 316 accordi raggiunti (circa il 19,2%), per un valore complessivo di 2.551.833,40 złoty; ripartizione degli accordi: 258 nel settore assicurativo (82%) e 58 in quello bancario e dei mercati dei capitali (18%). Nel medesimo anno il Difensore civico finanziario ha ricevuto complessivamente 19.015 istanze di intervento e ne ha avviate 12.597.

[47] Commissione europea, Quadro di valutazione UE della giustizia e relativo capitolo nazionale del Rule of Law Report 2026: il tempo stimato per la definizione delle «civil, commercial, administrative and other cases» in Polonia è passato da 92 giorni nel 2023 a 104 nel 2024; il tempo stimato per le «litigious civil and commercial cases in first instance ordinary courts» è passato da 357 giorni nel 2023 a 360 nel 2024. Serie precedente (Rule of Law Report 2025): 100 giorni nel 2022 e 97 nel 2023 per l'aggregato; 362 giorni nel 2022 e 360 nel 2023 per il contenzioso.

[48] Ministerstwo Sprawiedliwości, indicatore nazionale średni czas trwania postępowania sądowego, anno 2024: media generale di 6,0 mesi (+0,1 sul 2023 e +1,9 sul 2011); tribunali distrettuali 5,7 mesi (3,9 nel 2011); tribunali circondariali 11,1 mesi (+1,5 sul 2023; 7,0 nel 2011). L'indicatore nazionale è una media su tutte le categorie di cause e non è comparabile con il disposition time CEPEJ per il solo contenzioso civile e commerciale.

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