Sistemi di composizione dei conflitti in Polonia (2026)
1. Perché questo dossier. 2. La mediazione nel codice di procedura civile. 3. La riforma del 2016: dichiarare di averci provato. 4. Una norma senza sanzione. 5. La riforma del 2023. 6. Il tentativo conciliativo e la stretta del 2022. 7. I mediatori: nessun registro nazionale. 8. I numeri: l'uno per cento. 9. L'accordo e la sua esecutività. 10. L'incentivo: il rimborso della tassa. 11. La mediazione penale e minorile. 12. La mediazione amministrativa. 13. L'arbitrato. 14. Le convenzioni internazionali. 15. L'ADR dei consumatori. 16. Che cosa bolle in pentola. 17. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Perché questo dossier
Questo testo riprende e sostituisce due contributi, la «pillola» del 2012 e la notizia del dicembre 2015 sulla nuova legge polacca. Quella notizia riguardava la riforma entrata in vigore il 1° gennaio 2016, e undici anni dopo se ne possono misurare gli effetti.
La Polonia è il caso di studio più utile per chi in Italia discute di mediazione volontaria: ha fatto quasi tutto quello che i sostenitori della volontarietà chiedono — incentivi fiscali generosi, poteri del giudice di rinviare in mediazione, obbligo per l'attore di dichiarare se ci ha provato, mediazione in ogni settore, dal civile al penale all'amministrativo — e ha ottenuto un tasso di ricorso attorno all'uno per cento.
2. La mediazione nel codice di procedura civile
Il Kodeks postępowania cywilnego è la legge del 17 novembre 1964. La mediazione vi è stata inserita dalla legge del 28 luglio 2005 (Dz.U. 2005 nr 172 poz. 1438), che ha creato la sezione «Mediacja i postępowanie pojednawcze», artt. 1831-18315[1]. La data esatta di entrata in vigore non è stata verificata[2].
L'impianto, in sintesi:
- art. 1831: la mediazione è volontaria e nasce da accordo delle parti o da provvedimento del giudice (skierowanie);
- art. 1832: mediatore può essere la persona fisica con piena capacità di agire e nel pieno godimento dei diritti civili; i giudici in servizio non possono farlo, i giudici in quiescenza sì; organizzazioni non profit e università possono tenere proprie liste;
- art. 1833: imparzialità e obbligo di rivelare subito ogni circostanza che possa metterla in dubbio;
- art. 1834: «il procedimento di mediazione non è pubblico», con obbligo di segreto per mediatore e partecipanti;
- art. 1838: il giudice può rinviare le parti in mediazione in ogni stato del giudizio, salvo opposizione di una parte entro una settimana;
- art. 18310: durata ordinaria fino a tre mesi, prorogabile;
- artt. 18312-18315: verbale, omologazione ed effetti (v. § 9)[3].
Si noti l'art. 1838: il rinvio del giudice cade se una sola parte si oppone entro sette giorni. È mediazione demandata con diritto di veto individuale — l'esatto contrario del modello brasiliano, dove l'udienza si tiene se anche una sola parte la vuole.
3. La riforma del 2016: dichiarare di averci provato
La legge del 10 settembre 2015 «sul sostegno ai metodi amichevoli di risoluzione delle controversie» (Dz.U. 2015 poz. 1595), in vigore dal 1° gennaio 2016, ha introdotto il congegno più imitato e meno efficace:
l'art. 187 § 1 pkt 3 k.p.c. impone che l'atto di citazione contenga l'indicazione se le parti hanno tentato la mediazione o altro metodo stragiudiziale, e in caso negativo la spiegazione delle ragioni per cui non lo hanno fatto[4].
La stessa legge ha rafforzato il potere del giudice di convocare le parti a un incontro informativo e ha collegato al rifiuto ingiustificato di partecipare alla mediazione conseguenze in punto di spese, ai sensi dell'art. 103 k.p.c.[5].
4. Una norma senza sanzione
La dottrina polacca ha subito osservato quello che chiunque abbia praticato il processo civile sospetta: l'art. 187 § 1 pkt 3 è una lex imperfecta, una norma priva di sanzione processuale effettiva. La sua omissione non costituisce un vizio formale che blocchi il procedimento, e l'attore può sanarla anche in corso di causa[6].
Il risultato prevedibile è che la dichiarazione sia diventata una formula di stile, ricopiata in ogni atto: «le parti non hanno tentato la mediazione perché il convenuto non ha risposto alla diffida». Sarebbe utile che se ne ricordasse chi, in Italia, propone di rendere obbligatoria l'informativa dell'avvocato senza collegarvi conseguenze. La Grecia ha scelto la strada opposta — l'inammissibilità della discussione — ed è l'unica che produce effetti.
5. La riforma del 2023
La legge del 9 marzo 2023 (Dz.U. 2023 poz. 614) è intervenuta su tre fronti:
- art. 1835: il tribunale può liquidare e assegnare al mediatore, su sua richiesta, le somme che le parti non abbiano versato spontaneamente. Sembra un dettaglio contabile: è invece la condizione perché la professione esista;
- artt. 18313 e 18314: l'accordo di mediazione può ora coprire più procedimenti e pretese ulteriori rispetto a quelle dedotte in giudizio, e le parti possono indicare un unico tribunale competente per l'omologazione di un accordo che chiuda cause pendenti davanti a organi diversi[7];
- il posiedzenie przygotowawcze, l'udienza preparatoria degli artt. 2054-2058 k.p.c. introdotta nel 2019 e giudicata dalla dottrina «praticamente morta» nella prassi, è stato ritoccato per rivitalizzarlo[8].
La stessa riforma avrebbe innalzato una soglia di valore rilevante per alcune regole procedurali da 75.000 a 150.000 złoty; il dato proviene da una sola fonte e non è stato verificato[9].
La possibilità di chiudere con un solo accordo omologato più cause pendenti davanti a tribunali diversi è, a mio giudizio, l'idea polacca più esportabile. Chi ha mediato una lite fra imprese sa che il contenzioso è quasi sempre plurimo, e che la frammentazione delle competenze è il primo ostacolo pratico alla transazione globale.
6. Il tentativo conciliativo e la stretta del 2022
Accanto alla mediazione esiste da sempre il postępowanie pojednawcze, artt. 184-186 k.p.c.: la zawezwanie do próby ugodowej, l'invito a un tentativo di conciliazione davanti al giudice, presentabile prima della causa al tribunale competente per il convenuto, senza limiti di valore, davanti a un giudice unico[10].
Era diventato uno strumento di abuso: si depositava l'invito non per conciliare, ma per interrompere la prescrizione e far ripartire il termine da capo. Dal 30 giugno 2022 il codice civile è stato modificato: l'invito al tentativo conciliativo e l'avvio della mediazione non interrompono più la prescrizione, ma la sospendono (art. 121 k.c.)[11]. Il numero e la data esatti della legge modificativa non sono stati verificati[12].
Merita una riflessione. La Polonia ha scoperto che uno strumento conciliativo può essere usato per finalità del tutto estranee alla conciliazione, e ha reagito togliendogli il vantaggio processuale. È il rovescio esatto del problema italiano, dove la mediazione obbligatoria viene talvolta usata come adempimento da smaltire. In entrambi i casi la lezione è la stessa: ogni vantaggio processuale collegato a uno strumento consensuale ne diventa, prima o poi, la ragione d'uso principale.
7. I mediatori: nessun registro nazionale
Le liste dei mediatori permanenti (stali mediatorzy) sono tenute dai presidenti dei tribunali circondariali (sąd okręgowy), ai sensi del capitolo 6a della legge sull'ordinamento dei tribunali ordinari. Requisiti: piena capacità di agire e godimento dei diritti civili, età minima di ventisei anni, conoscenza del polacco, assenza di condanne per reati dolosi, comprovate conoscenze e competenze nella conduzione della mediazione, non essere giudice in servizio, e una tassa amministrativa di dieci złoty[13].
Il punto è che non esiste un registro nazionale unico: ci sono decine di liste circondariali. Di conseguenza non è disponibile un dato nazionale sul numero dei mediatori; l'unico dato reperito è locale — circa cinquecento iscritti nella lista di Cracovia[14].
Sui Centra Arbitrażu i Mediacji (CAM), nati da progetti cofinanziati con fondi europei presso le camere di commercio regionali, non è stato possibile verificare né il numero né lo stato di attività al 2026[15].
8. I numeri: l'uno per cento
Il Ministero della giustizia pubblica i dati attraverso l'Informator Statystyczny Wymiaru Sprawiedliwości. Uno studio dell'Istituto di giustizia pubblicato nel 2025 li ha analizzati[16]:
- procedimenti civili rinviati in mediazione: da 269 nel 2006 a un massimo di circa 9.615 nel 2019, poi stabili attorno a 9.400 l'anno fra 2020 e 2022;
- nel triennio 2020-2022 solo circa l'1% delle cause civili «mediabili» è stato rinviato in mediazione;
- fortissima variabilità territoriale: nel 2022 dal 3,2% del circondario di Koszalin allo 0,2% di Bielsko, con trenta tribunali circondariali di primo grado che non hanno registrato alcuna mediazione;
- tasso di accordo: circa una mediazione su dieci rinviata dal giudice si chiude con un accordo che estingue il processo; il rifiuto di omologazione è rarissimo, fra lo 0,1% e lo 0,2%[17].
Esiste una seconda serie di dati, di fonte giornalistica, che per il 2024 indica 47.500 mediazioni pari al 2,3% di oltre 2,1 milioni di cause idonee, con Varsavia al 4,8% e Breslavia all'1,2%, e 2.600 mediazioni commerciali con 675 accordi omologati; la stessa fonte altrove indica l'1,6%. Le due serie non sono comparabili e la discrepanza non è stata risolta: verosimilmente misurano perimetri diversi[18].
Comunque la si legga, l'ordine di grandezza è quello: fra l'uno e il due per cento. Trenta tribunali senza una sola mediazione all'anno sono il dato più eloquente: la mediazione demandata dipende interamente dalla convinzione del singolo giudice, e dove il giudice non ci crede semplicemente non esiste.
9. L'accordo e la sua esecutività
L'art. 18314 k.p.c. disciplina l'omologazione (zatwierdzenie): su istanza di parte il tribunale approva senza indugio l'accordo; se questo è idoneo all'esecuzione forzata, vi appone la clausola di esecutività; negli altri casi provvede con ordinanza. L'art. 18315 stabilisce che l'accordo omologato ha l'efficacia di una transazione giudiziale e, munito di clausola, costituisce titolo esecutivo[19].
10. L'incentivo: il rimborso della tassa
La legge sulle spese giudiziarie civili prevede all'art. 79 che, in caso di accordo raggiunto in mediazione:
- prima dell'inizio dell'udienza di trattazione in primo grado, la tassa di causa sia rimborsata al 100%;
- dopo l'inizio dell'udienza, il rimborso sia del 75%[20].
Non risulta una fascia di rimborso al 50% collegata specificamente alla mediazione; il testo integrale dell'art. 79 non è stato verificato e potrebbero esistere ulteriori fattispecie[21].
Rimborso integrale della tassa di causa. È l'incentivo economico più forte che si trovi in Europa, ed è la prova sperimentale più netta che gli incentivi economici, da soli, non generano domanda di mediazione: con il cento per cento di rimborso, la Polonia media nell'uno per cento delle cause. Lo stesso avevamo trovato in Romania con la restituzione integrale della tassa di bollo.
11. La mediazione penale e minorile
L'art. 23a del codice di procedura penale polacco (legge del 6 giugno 1997) consente al tribunale, al referendario o al pubblico ministero di rinviare la causa a un'istituzione o a una persona abilitata per condurre una mediazione fra vittima e imputato, d'ufficio o con il consenso delle parti; la durata è di un mese, non computata nel termine delle indagini; valgono volontarietà, imparzialità e riservatezza, con relazione finale ed eventuale accordo sottoscritto[22].
Il regolamento attuativo del Ministro della giustizia era quello del 13 giugno 2003 (Dz.U. 2003 nr 108 poz. 1020); risulta sostituito da quello pubblicato in Dz.U. 2015 poz. 716, ma l'abrogazione espressa non è stata verificata[23].
Per i minori, la legge del 26 ottobre 1982 è stata sostituita dalla legge del 9 giugno 2022 sul sostegno e la risocializzazione dei minori (Dz.U. 2022 poz. 1700), che disciplina anche il ricorso alla mediazione; gli articoli specifici non sono stati verificati[24].
12. La mediazione amministrativa
Gli artt. 96a-96n del codice di procedimento amministrativo (k.p.a.) disciplinano la mediazione nel procedimento amministrativo, introdotta dalla riforma del 2017[25].
L'art. 96a ammette la mediazione quando il carattere della causa lo consente, e l'ambito tipico è ampio: discrezionalità amministrativa, licenze commerciali, edilizia, pianificazione territoriale, ambiente, proprietà immobiliare, agricoltura, silvicoltura, pesca, proprietà industriale. La mediazione è volontaria e richiede il consenso delle parti; l'organo deve annotare agli atti se il carattere della causa la consente. L'art. 96n impone all'organo di definire la pratica in conformità agli esiti della mediazione[26].
Il numero e la data della legge di riforma del 2017 non sono stati verificati, e così pure il contenuto degli artt. 115-118 della legge sul processo davanti ai tribunali amministrativi[27].
Quell'art. 96n è notevole: obbliga la pubblica amministrazione a conformarsi all'esito della mediazione. È molto più di quanto l'ordinamento italiano preveda, dove la mediazione con la P.A. resta un terreno di prudenze e di responsabilità contabile.
13. L'arbitrato
L'arbitrato è disciplinato dalla Parte Quinta del k.p.c., artt. 1154-1217[28]. L'istituzione principale è il Sąd Arbitrażowy przy Krajowej Izbie Gospodarczej di Varsavia, la corte arbitrale presso la Camera nazionale dell'economia, che tratta cause per circa il venti per cento di carattere internazionale; l'anno di fondazione non è stato verificato[29].
14. Le convenzioni internazionali
La Convenzione di New York del 1958: la Polonia l'ha firmata il 10 giugno 1958, ratificata il 3 ottobre 1961, con entrata in vigore il 1° gennaio 1962, e ha formulato entrambe le riserve facoltative, quella di reciprocità e quella di commercialità[30]. È l'opposto della scelta brasiliana, che non ne ha formulata nessuna.
La Convenzione di Singapore sulla mediazione: la Polonia non figura fra gli Stati firmatari né fra le parti[31].
15. L'ADR dei consumatori
La legge del 23 settembre 2016 sulla risoluzione extragiudiziale delle controversie dei consumatori (Dz.U. 2016 poz. 1823) ha recepito la direttiva 2013/11/UE[32]. L'architettura:
- l'UOKiK, l'autorità per la concorrenza e i consumatori, tiene il registro centrale degli enti ADR autorizzati;
- l'Inspekcja Handlowa, l'ispettorato commerciale, opera come organismo residuale orizzontale per i settori privi di un ente specializzato;
- il Rzecznik Finansowy, il difensore civico finanziario, è l'ente ADR del settore bancario e assicurativo[33].
Non sono state reperite statistiche aggiornate sul funzionamento del sistema[34]. Anche in Polonia, dunque, i numeri esistono solo dove qualcuno decide di pubblicarli: la Romania ha il CSALB, la Polonia sull'ADR consumeristico tace.
Quanto alla durata dei processi civili polacchi, l'edizione più recente del Quadro di valutazione UE della giustizia disponibile riporterebbe un dato molto favorevole per il primo grado, ma la lettura del grafico non è risultata affidabile e preferisco non riportare cifre[35].
16. Che cosa bolle in pentola
Fra il 2024 e il 2026 il Ministero della giustizia polacco lavorerebbe a una legge sui mediatori giudiziari con tre pilastri: registro nazionale elettronico, accreditamento vincolante degli enti di formazione e certificazione obbligatoria mediante esame su diritto e psicologia. Si discutono inoltre una mediazione obbligatoria sperimentale per il lavoro e il consumo, la figura del «giudice conciliatore» e un «Sistema centrale di mediazione»[36].
Tutte queste notizie provengono da fonti giornalistiche e professionali: nessuna è stata confermata su atto normativo, e neppure la notizia, riportata da un'unica fonte, di una modifica al codice di procedura civile che introdurrebbe il rinvio obbligatorio in mediazione per le controversie edilizie[37].
17. Che cosa può leggere l'Italia
Primo, e decisivo. La Polonia è la prova sperimentale che incentivi economici e poteri del giudice, da soli, non producono mediazione. Rimborso del cento per cento della tassa di causa, obbligo di dichiarare nell'atto se si è tentato, potere di rinvio in ogni stato del giudizio: risultato, uno-due per cento. Chi in Italia sostiene che basterebbe abolire l'obbligatorietà e lasciar fare agli incentivi dovrebbe misurarsi con questo dato.
Secondo. L'art. 187 § 1 pkt 3 — dichiarare se si è tentato — senza sanzione è lettera morta. La Grecia, con l'inammissibilità della discussione, ha scelto meglio.
Terzo. Trenta tribunali con zero mediazioni l'anno dicono che la mediazione demandata è, ovunque, una funzione della cultura del singolo giudice. Vale per Koszalin al 3,2% contro Bielsko allo 0,2%, e vale per la differenza fra i tribunali italiani.
Quarto. Due idee polacche sono buone e trasferibili: l'accordo unico che chiude più cause pendenti davanti a tribunali diversi, con omologazione concentrata; e l'art. 96n k.p.a., che obbliga la pubblica amministrazione a conformarsi all'esito della mediazione.
Quinto. La stretta del 2022 sulla prescrizione insegna che ogni vantaggio processuale attaccato a uno strumento consensuale ne diventa la ragione d'uso. Vale per la zawezwanie polacca come per certe mediazioni italiane avviate al solo scopo di guadagnare tempo.
Sesto. L'assenza di un registro nazionale dei mediatori è un difetto che la Polonia sta per correggere e che noi abbiamo risolto dal 2010. Su questo, per una volta, siamo noi il modello.
Note
[1] Kodeks postępowania cywilnego, ustawa z dnia 17 listopada 1964 r. (Dz.U. 1964 nr 43 poz. 296); ustawa z dnia 28 lipca 2005 r. o zmianie ustawy — Kodeks postępowania cywilnego oraz niektórych innych ustaw (Dz.U. 2005 nr 172 poz. 1438), che ha introdotto la sezione «Mediacja i postępowanie pojednawcze», artt. 1831-18315 k.p.c.
[2] NON VERIFICATO: la data esatta di entrata in vigore della legge del 28 luglio 2005 (comunemente indicata nel 10 dicembre 2005) non è stata confermata su fonte primaria.
[3] Artt. 1831, 1832, 1833, 1834, 1838, 18310 e 18312-18315 k.p.c. nella versione consolidata vigente.
[4] Ustawa z dnia 10 września 2015 r. o zmianie niektórych ustaw w związku ze wspieraniem polubownych metod rozwiązywania sporów (Dz.U. 2015 poz. 1595), in vigore dal 1° gennaio 2016; art. 187 § 1 pkt 3 k.p.c.
[5] Medesima legge: rafforzamento del potere del giudice di convocare le parti a un incontro informativo sulla mediazione e rilevanza del rifiuto ingiustificato ai fini della ripartizione delle spese ex art. 103 k.p.c.
[6] Commento pubblicato sulla rivista Palestra (n. 6/2016) sull'applicazione dell'art. 187 § 1 pkt 3 k.p.c., qualificato come norma priva di sanzione processuale effettiva, la cui omissione non impedisce la prosecuzione del giudizio ed è sanabile in corso di causa.
[7] Ustawa z dnia 9 marca 2023 r. o zmianie ustawy — Kodeks postępowania cywilnego oraz niektórych innych ustaw (Dz.U. 2023 poz. 614): modifica dell'art. 1835 k.p.c. sulla liquidazione del compenso del mediatore; ampliamento degli artt. 18313 e 18314 k.p.c. all'accordo che copra più procedimenti e pretese ulteriori, con individuazione di un unico tribunale competente per l'omologazione.
[8] Artt. 2054-2058 k.p.c. sul posiedzenie przygotowawcze, introdotti dalla riforma del 4 luglio 2019 (Dz.U. 2019 poz. 1469) e modificati dalla riforma del 9 marzo 2023.
[9] NON VERIFICATO: l'innalzamento da 75.000 a 150.000 złoty della soglia di valore rilevante per alcune regole procedurali è riportato da una sola fonte secondaria.
[10] Artt. 184-186 k.p.c.: postępowanie pojednawcze e zawezwanie do próby ugodowej; competenza del tribunale del convenuto, assenza di limiti di valore, giudice unico, rifiuto di omologazione dell'accordo contrario alla legge, ai principi di convivenza sociale o elusivo della legge; conseguenze sulle spese in caso di mancata comparizione.
[11] Modifica del Kodeks cywilny in vigore dal 30 giugno 2022: l'invito al tentativo conciliativo e l'avvio della mediazione non interrompono più la prescrizione ai sensi dell'art. 123 § 1 pkt 3 k.c. previgente, ma la sospendono ai sensi dell'art. 121 k.c.
[12] NON VERIFICATO: titolo e numero di Dziennik Ustaw della legge che ha introdotto la modifica in vigore dal 30 giugno 2022.
[13] Prawo o ustroju sądów powszechnych, capitolo 6a, sui mediatori permanenti (stali mediatorzy): liste tenute dai presidenti dei tribunali circondariali; requisiti di capacità, età minima di ventisei anni, conoscenza della lingua polacca, assenza di condanne per reati dolosi, competenze comprovate, incompatibilità con la funzione giudicante in servizio; tassa amministrativa di dieci złoty.
[14] NON VERIFICATO: non esiste un registro nazionale unico dei mediatori permanenti e non è disponibile un dato nazionale aggregato; l'unico dato reperito è locale (circa cinquecento iscritti nella lista del tribunale circondariale di Cracovia).
[15] NON VERIFICATO: numero, sedi e stato di attività al 2026 dei Centra Arbitrażu i Mediacji (CAM) istituiti nell'ambito di progetti cofinanziati da fondi europei.
[16] Instytut Wymiaru Sprawiedliwości, studio 2025 di P. Waszkiewicz e J. Klimczak sulla differenziazione dell'indice di definizione delle cause civili mediante mediazione, su dati dell'Informator Statystyczny Wymiaru Sprawiedliwości del Ministero della giustizia.
[17] Medesimo studio: serie 2006-2022 (da 269 a circa 9.615 procedimenti rinviati in mediazione, poi circa 9.400 l'anno); tasso di ricorso attorno all'1% nel triennio 2020-2022; variabilità dal 3,2% di Koszalin allo 0,2% di Bielsko nel 2022, con trenta tribunali di primo grado senza alcuna mediazione; tasso di accordo di circa il 10%; rifiuto di omologazione fra lo 0,1% e lo 0,2%.
[18] NON VERIFICATO: la seconda serie di dati (47.500 mediazioni nel 2024, pari al 2,3% di oltre 2,1 milioni di cause idonee; Varsavia 4,8%, Breslavia 1,2%; 2.600 mediazioni commerciali con 675 accordi omologati; altrove 1,6%) proviene da fonte giornalistica e non è comparabile con la serie ministeriale.
[19] Artt. 18314 e 18315 k.p.c.: omologazione dell'accordo, apposizione della clausola di esecutività se l'accordo è idoneo all'esecuzione forzata, efficacia di transazione giudiziale e di titolo esecutivo.
[20] Ustawa o kosztach sądowych w sprawach cywilnych, art. 79: rimborso integrale della tassa di causa se l'accordo di mediazione è raggiunto prima dell'inizio dell'udienza di trattazione in primo grado; rimborso del 75% se raggiunto successivamente.
[21] NON VERIFICATO: il testo integrale dell'art. 79 della legge sulle spese giudiziarie civili non è stato consultato; non risulta una fascia di rimborso del 50% collegata specificamente alla mediazione, ma non se ne esclude l'esistenza per altre fattispecie.
[22] Kodeks postępowania karnego, ustawa z dnia 6 czerwca 1997 r., art. 23a: rinvio della causa a mediazione fra vittima e imputato da parte del tribunale, del referendario o del pubblico ministero; durata massima di un mese, non computata nel termine del procedimento preparatorio; volontarietà, imparzialità e riservatezza; relazione finale ed eventuale accordo.
[23] Rozporządzenie Ministra Sprawiedliwości del 13 giugno 2003 sul procedimento di mediazione in materia penale (Dz.U. 2003 nr 108 poz. 1020), in vigore dal 1° luglio 2003; successivo regolamento pubblicato in Dz.U. 2015 poz. 716. NON VERIFICATO: l'abrogazione espressa del regolamento del 2003 da parte di quello del 2015.
[24] Ustawa z dnia 9 czerwca 2022 r. o wspieraniu i resocjalizacji nieletnich (Dz.U. 2022 poz. 1700), che ha sostituito la ustawa z dnia 26 października 1982 r. o postępowaniu w sprawach nieletnich. NON VERIFICATO: gli articoli specifici dedicati alla mediazione nella legge del 2022.
[25] Kodeks postępowania administracyjnego, artt. 96a-96n, introdotti dalla riforma del 2017.
[26] Art. 96a k.p.a.: ammissibilità della mediazione quando il carattere della causa lo consente; volontarietà e necessità del consenso delle parti; obbligo dell'organo di annotare agli atti se la causa consente la mediazione. Art. 96n k.p.a.: obbligo dell'organo di definire la pratica in conformità agli esiti della mediazione.
[27] NON VERIFICATO: numero e data della legge di riforma del k.p.a. del 2017 che ha introdotto gli artt. 96a-96n (presumibilmente la ustawa z dnia 7 kwietnia 2017 r.), e contenuto degli artt. 115-118 della Prawo o postępowaniu przed sądami administracyjnymi sulla mediazione davanti ai tribunali amministrativi.
[28] Kodeks postępowania cywilnego, Parte Quinta, artt. 1154-1217, «Sąd polubowny (arbitrażowy)».
[29] Sąd Arbitrażowy przy Krajowej Izbie Gospodarczej di Varsavia, con proprio regolamento arbitrale; circa il 20% delle cause ha carattere internazionale. NON VERIFICATO: l'anno di fondazione.
[30] UNCITRAL, stato della Convenzione di New York del 1958: Polonia, firma il 10 giugno 1958, ratifica il 3 ottobre 1961, entrata in vigore il 1° gennaio 1962, con riserva di reciprocità e riserva di commercialità.
[31] UNCITRAL, stato della Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Singapore): la Polonia non figura fra i firmatari né fra le parti.
[32] Ustawa z dnia 23 września 2016 r. o pozasądowym rozwiązywaniu sporów konsumenckich (Dz.U. 2016 poz. 1823), di recepimento della direttiva 2013/11/UE.
[33] UOKiK (Urząd Ochrony Konkurencji i Konsumentów) quale gestore del registro degli enti ADR autorizzati; Inspekcja Handlowa quale organismo residuale orizzontale; Rzecznik Finansowy quale ente ADR del settore finanziario.
[34] NON VERIFICATO: non sono state reperite statistiche aggiornate sul numero di controversie trattate e sul tasso di successo del sistema ADR consumeristico polacco.
[35] NON VERIFICATO: i dati sulla durata dei procedimenti civili e commerciali di primo grado in Polonia contenuti nel Quadro di valutazione UE della giustizia non sono stati letti in modo affidabile e non vengono riportati.
[36] NON VERIFICATO: progetto ministeriale di legge sui mediatori giudiziari con registro nazionale elettronico, accreditamento degli enti di formazione e certificazione mediante esame; proposte di mediazione obbligatoria sperimentale, di «giudice conciliatore» e di «Sistema centrale di mediazione». Fonti giornalistiche e professionali, non confermate su atto normativo.
[37] NON VERIFICATO: notizia, riportata da una sola fonte giornalistica, di una modifica del codice di procedura civile che introdurrebbe il rinvio obbligatorio in mediazione per le controversie in materia edilizia; non è stato possibile identificare l'atto normativo di riferimento.
Nota
Questo dossier riprende e sostituisce i contributi seguenti:
- La mediazione in pillole: Polonia — 14 gennaio 2012
- Nuova legge sulla composizione amichevole in Polonia — 19 dicembre 2015