Sistemi di composizione dei conflitti in Grecia (2026)

1. Perché questo dossier. 2. Il paese che ha dichiarato incostituzionale la mediazione obbligatoria. 3. Il capovolgimento del 21 novembre 2019. 4. La legge 4640/2019 e le sue modifiche. 5. Che cosa passa dalla sessione informativa obbligatoria. 6. Che cosa è rimasto fuori: l'elenco per materia del 2018. 7. Il dovere di informazione dell'avvocato e la sanzione processuale. 8. La mancata comparizione. 9. Quanto costa. 10. L'esecutività dell'accordo. 11. La novità del 2025: lo Stato entra in mediazione. 12. I mediatori. 13. I numeri del 2024. 14. Un avvertimento sui denominatori. 15. La mediazione volontaria. 16. Le commissioni di composizione amichevole, abolite. 17. L'arbitrato: la legge 5016/2023. 18. La giustizia civile più lenta d'Europa. 19. La riforma della mappa giudiziaria. 20. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché questo dossier

Questo testo riprende e sostituisce tre contributi pubblicati fra il 2012 e il 2013 — due «pillole» sulla mediazione e sull'arbitrato e una notizia sugli avvocati mediatori. Erano scritti quando in Grecia vigeva ancora la legge 3898/2010, prima attuazione della direttiva 2008/52/CE.

La Grecia merita un dossier a sé per una ragione che riguarda direttamente l'Italia: è l'unico paese europeo in cui la mediazione obbligatoria è stata prima dichiarata incostituzionale e poi, con lo stesso organo giudicante e a diciassette mesi di distanza, dichiarata costituzionale all'unanimità. La differenza fra i due testi legislativi è il vero manuale di istruzioni su che cosa la condizione di procedibilità può e non può fare.

2. Il paese che ha dichiarato incostituzionale la mediazione obbligatoria

La legge 4512/2018 aveva introdotto, con l'art. 182, una mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità per un elenco ampio di controversie, individuate per materia.

L'Areios Pagos — la Corte suprema civile e penale greca — riunita in Plenaria Amministrativa nella seduta del 28 giugno 2018, emise il parere 34/2018[1]. È necessario un chiarimento tecnico che le fonti divulgative quasi sempre omettono: non si trattò di una sentenza, ma di un parere consultivo, reso nell'esercizio di una funzione che la Plenaria Amministrativa svolge su questioni di organizzazione della giustizia. Non aveva efficacia annullatoria; ebbe però efficacia politica totale.

La maggioranza — circa ventuno voti contro diciassette[2] — ritenne l'obbligo contrario all'art. 20 §1 della Costituzione greca, che garantisce il diritto alla tutela giurisdizionale, e all'art. 6 §1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo[3]. Gli argomenti erano quelli che ogni giurista italiano riconosce: il costo aggiuntivo, l'assistenza legale obbligatoria che raddoppia la spesa, il ritardo nell'accesso al giudice, l'ampiezza indiscriminata delle materie.

Il legislatore reagì sospendendo l'applicazione dell'art. 182 della legge 4512/2018 fino al 16 settembre 2019[4]. Di fatto quella mediazione obbligatoria non entrò mai pienamente in vigore.

3. Il capovolgimento del 21 novembre 2019

Qui sta il punto che va raccontato per intero, perché citare il parere 34/2018 senza il seguito è una mezza verità che circola da anni.

Il 21 novembre 2019 la stessa Plenaria Amministrativa dell'Areios Pagos, chiamata a pronunciarsi sul nuovo disegno di legge destinato a diventare la legge 4640/2019, lo ritenne conforme alla Costituzione all'unanimità[5].

Che cosa era cambiato? Non il principio, ma il congegno. Il nuovo testo non impone di mediare: impone di partecipare a una sessione informativa iniziale (ΥΑΣ, υποχρεωτική αρχική συνεδρία), di durata contenuta, a costo calmierato e fissato per legge, dopo la quale ciascuno è libero di andarsene e di rivolgersi al giudice. La condizione di procedibilità non è più la mediazione: è l'informazione sulla mediazione.

È esattamente la distinzione che la Corte di giustizia dell'Unione europea aveva tracciato in Alassini e in Menini: l'obbligo è compatibile con l'art. 47 della Carta se non è costoso, se non ritarda in misura sostanziale, se non produce effetti irreversibili e se non impone l'assistenza obbligatoria in modo tale da renderlo un ostacolo. La Grecia, dopo il 2018, ha riscritto la legge in modo da rientrare in quei parametri — e la sua Corte suprema, che diciassette mesi prima aveva bocciato, ha approvato senza un voto contrario.

4. La legge 4640/2019 e le sue modifiche

La legge 4640 del 2019 è pubblicata nella Gazzetta ufficiale greca (ΦΕΚ) A' 190 del 30 novembre 2019[6]. È la legge quadro tuttora vigente: disciplina la mediazione civile e commerciale, la sessione informativa obbligatoria, l'accreditamento dei mediatori e l'esecutività degli accordi, sostituendo l'impianto della legge 3898/2010 e le disposizioni della legge 4512/2018[7].

Va fatta subito una precisazione, perché nella letteratura italiana circola un riferimento impreciso: la legge 4842/2021 sul processo civile accelerato non ha toccato la mediazione. Nessuno dei suoi articoli modifica la legge 4640/2019[8]. Le leggi che l'hanno effettivamente modificata sono quattro:

  • legge 4647/2019 (ΦΕΚ Α' 204 del 16 dicembre 2019), art. 65: riscrive l'art. 3 §2 sul documento informativo dell'avvocato, con effetto retroattivo alle cause depositate dal 30 novembre 2019 (v. § 7);
  • legge 4690/2020 (ΦΕΚ Α' 104 del 30 maggio 2020), art. 74 §14: differisce l'entrata in vigore degli artt. 6 e 7 (v. § 5);
  • legge 5108/2024 (ΦΕΚ Α' 65 del 2 maggio 2024), art. 47: aggiunge un par. 3 all'art. 3, sopprimendo l'obbligo del documento informativo nelle cause contro lo Stato greco e gli enti assimilati;
  • legge 5197/2025 (ΦΕΚ Α' 76 del 16 maggio 2025), art. 59: introduce la mediazione catastale con gli enti pubblici (v. § 11)[9].

5. Che cosa passa dalla sessione informativa obbligatoria

L'art. 6 della legge 4640/2019 sottopone alla ΥΑΣ tre categorie di controversie civili e commerciali, purché le parti abbiano la disponibilità dell'oggetto:

  • le controversie familiari, con le esclusioni che si vedranno;
  • le controversie di rito ordinario di competenza del Tribunale monocratico quando il valore supera i 30.000 euro, e quelle di competenza del Tribunale collegiale;
  • le controversie per le quali un accordo scritto delle parti prevede una clausola di mediazione in vigore[10].

Sono invece escluse le controversie in cui è parte lo Stato, un ente locale o un ente di diritto pubblico[11] — esclusione che il 2025 ha in parte scardinato (§ 11).

L'entrata in vigore fu scaglionata: 15 gennaio 2020 per le controversie familiari; 1° luglio 2020 per le altre due categorie. Il termine originario del secondo scaglione era il 15 marzo 2020 e fu spostato — con effetto retroattivo — dall'art. 74 §14 della legge 4690/2020, il provvedimento che ratificò le ordinanze d'urgenza sulla pandemia e disciplinò la riapertura dei tribunali[12]. La collocazione sistematica non lascia dubbi sulla ragione del rinvio, benché il testo non la dichiari.

Quanto alle esclusioni in materia familiare, l'art. 6 rinvia all'art. 592 del codice di procedura civile greco (ΚΠολΔ). Restano fuori dall'obbligo:

  • il divorzio;
  • l'annullamento del matrimonio;
  • l'accertamento dell'esistenza o dell'inesistenza del matrimonio;
  • l'intera materia della filiazione: disconoscimento di paternità, contestazione della maternità, accertamento del rapporto genitore-figlio, impugnazione del riconoscimento, adozione, tutela[13].

Restano invece soggette alla ΥΑΣ le controversie familiari «residue» dell'art. 592 §3 ΚΠολΔ: mantenimento, contributo dei coniugi ai bisogni della famiglia, responsabilità genitoriale e affidamento, diritto di visita, assegnazione della casa familiare, rapporti patrimoniali fra coniugi.

Un punto delicato va detto con chiarezza, perché in Italia si dà spesso per scontato il contrario: la legge greca non esclude espressamente dall'obbligo le controversie connesse a violenza domestica. L'art. 6 non ne fa menzione, né come esclusione né come causa di esonero; l'unica esclusione soggettiva ulteriore riguarda gli enti pubblici[14]. L'esclusione può quindi operare solo indirettamente, quando la lite rientri in una delle categorie sottratte all'obbligo. È una lacuna che merita di essere segnalata.

6. Che cosa è rimasto fuori: l'elenco per materia del 2018

Qui va operata una precisazione rispetto a un dato diffuso nella letteratura italiana.

Si legge spesso che la mediazione obbligatoria greca copre la responsabilità medica, le controversie su marchi e brevetti e il condominio. Non è vero: l'art. 6 della legge 4640/2019 non nomina nessuna di queste materie. Quell'elenco appartiene all'art. 182 della legge 4512/2018 — la norma bocciata dall'Areios Pagos e mai realmente applicata — che sottoponeva a mediazione obbligatoria le liti condominiali, i danni da circolazione, le controversie sugli onorari, le controversie familiari, le domande risarcitorie dei pazienti contro i medici, le violazioni di marchi, brevetti e disegni industriali e i contratti di borsa[15].

La differenza non è nominalistica ed è la chiave di tutta la vicenda. Il 2018 selezionava le liti per materia; il 2019 le seleziona per valore e per rito. Il criterio per materia sceglie i conflitti in cui il legislatore ritiene la mediazione utile, e per questo tende a essere ampio, arbitrario e difficile da giustificare davanti a una corte costituzionale. Il criterio per valore sceglie le liti in cui il costo dell'obbligo è proporzionalmente trascurabile, ed è molto più difendibile. La Grecia ha imparato questa lezione a proprie spese, e l'Italia — che seleziona per materia dal 2010 — farebbe bene a prenderne nota.

7. Il dovere di informazione dell'avvocato e la sanzione processuale

L'art. 3 §2 della legge 4640/2019, nella versione riscritta dall'art. 65 della legge 4647/2019, impone che il documento informativo sulla mediazione sia compilato e sottoscritto dal cliente e dal suo avvocato e depositato con l'atto introduttivo o, al più tardi, con le comparse conclusionali a pena di inammissibilità[16].

La sanzione è la parte che merita attenzione: in mancanza, la discussione della causa è dichiarata inammissibile. Non una multa, non un rinvio: la causa non si discute. Dal 2024 l'obbligo non si applica alle cause contro lo Stato e gli enti assimilati[17].

È una sanzione processuale più incisiva di quella italiana, e ha il pregio di colpire chi ha il dovere professionale di informare. Il confronto con la Polonia, dove l'analogo obbligo di dichiarare in citazione se si è tentata la mediazione è privo di sanzione ed è diventato una formula di stile, è istruttivo: la stessa norma, con o senza conseguenze, produce mondi diversi.

8. La mancata comparizione

La parte che, regolarmente convocata, non compare alla sessione informativa obbligatoria è passibile di una sanzione pecuniaria fra 100 e 500 euro, che il giudice irroga nella successiva causa[18]. Anche qui la scelta greca è di ordine di grandezza modesto: la sanzione serve a rendere l'obbligo credibile, non a punire.

9. Quanto costa

L'art. 18 è la ragione tecnica per cui l'Areios Pagos ha ritenuto il nuovo sistema compatibile con l'art. 20 Cost. Il compenso del mediatore è liberamente pattuito per iscritto; in mancanza di accordo scritto valgono i minimi di legge:

  • 50 euro per la sessione informativa obbligatoria, che la parte istante anticipa al mediatore e che grava poi sulle parti in quote uguali;
  • 80 euro all'ora, come compenso minimo, per ogni ora di mediazione successiva alla sessione iniziale, anch'esso ripartito in parti uguali[19].

Gli importi sono adeguabili con decreto del Ministro della giustizia, facoltà finora non esercitata. Si scioglie così la discrepanza fra le fonti che indicano i 50 euro «a carico della parte istante» e quelle che li indicano «divisi in parti uguali»: dicono entrambe il vero, ma descrivono momenti diversi — l'anticipazione e la sopportazione definitiva.

Cinquanta euro divisi in due sono venticinque euro a testa per assolvere la condizione di procedibilità. È la cifra che rende l'obbligo difendibile davanti a una corte costituzionale.

10. L'esecutività dell'accordo

L'art. 8 disciplina il verbale di accordo. Firmato da mediatore, parti e avvocati, esso acquista efficacia di titolo esecutivo mediante deposito presso la cancelleria del tribunale competente, ai sensi dell'art. 904 §2 lett. ζ' ΚΠολΔ, previo pagamento di un diritto di cancelleria di 50 euro[20].

Nessuna omologazione, nessun controllo di merito: un deposito e una tariffa fissa.

11. La novità del 2025: lo Stato entra in mediazione

È la novità più rilevante degli ultimi anni e in Italia non se n'è parlato.

L'art. 59 della legge 5197/2025 (ΦΕΚ Α' 76 del 16 maggio 2025) ha introdotto la mediazione catastale nelle cause in cui sono convenuti lo Stato, gli enti locali o gli enti di diritto pubblico. Tecnicamente non modifica la legge 4640/2019: modifica l'art. 6 §2 della legge 2664/1998 sul Catasto nazionale, rinviando al registro dei mediatori tenuto dalla Commissione centrale e applicando per analogia gli artt. 6, 7 e 8 della legge sulla mediazione[21].

L'effetto sostanziale è però notevole: per il contenzioso catastale cade l'esclusione degli enti pubblici, e lo Stato greco diventa soggetto alla sessione iniziale obbligatoria, rappresentato da funzionari dell'Avvocatura dello Stato o da consulenti legali. Le tariffe sono state fissate da un decreto interministeriale del novembre 2025 in 150 euro per la sessione iniziale obbligatoria e 100 euro per la successiva procedura volontaria, a carico della parte istante e ricompresi nelle spese di lite[22].

Chi conosce le resistenze italiane alla mediazione con la pubblica amministrazione — il timore della responsabilità erariale, l'assenza di una norma abilitante generale — misurerà la distanza. La Grecia ha scelto un settore, il catasto, dove il contenzioso con lo Stato è di massa e ripetitivo, e lì ha imposto l'obbligo anche all'amministrazione.

12. I mediatori

L'accreditamento è governato dal Ministero della giustizia attraverso la Commissione centrale per la mediazione (ΚΕΔ, Κεντρική Επιτροπή Διαμεσολάβησης), che tiene il registro dei mediatori, autorizza gli enti di formazione e pubblica una relazione annuale[23].

L'art. 27 della legge 4640/2019 fissa il programma di base in almeno ottanta ore, di cui almeno cinquanta in presenza; le restanti possono svolgersi a distanza. Il programma copre la direttiva 2008/52/CE, i principi della mediazione, il procedimento, il verbale e l'esecutorietà, la deontologia, le tecniche di negoziazione e le simulazioni, oltre a nozioni di diritto privato e commerciale, con esonero per magistrati, avvocati e notai. Si aggiunge una formazione continua di almeno venti ore ogni tre anni[24].

Quanti sono i mediatori greci? Il Ministero non pubblica il totale aggregato degli iscritti al registro generale[25]. Sono però noti i registri speciali e i flussi: a fine 2024 risultavano 1.040 mediatori catastali e 490 mediatori familiari; i nuovi accreditati sono stati 306 nel 2023 e 200 nel 2024[26].

13. I numeri del 2024

La relazione annuale della ΚΕΔ per il 2024, pubblicata nel giugno 2025, consente ciò che in molti paesi europei non è possibile: misurare.

  • 7.407 istanze di sessione informativa obbligatoria, così ripartite: cause civili 63,20%, catastali 14,36%, familiari 9,75%, commerciali 6,22%, istanze respinte 6,47%;
  • 3.115 nomine di mediatore da parte della Commissione centrale;
  • circa il 9-10% delle sessioni informative prosegue in una mediazione vera e propria: catastali 14,38%, familiari 13,61%, successorie 10,67%, commerciali 6,83%, bancarie 3,02%;
  • ma di quelle che proseguono, l'86,15% si chiude con un accordo: familiari 93,64%, bancarie 90%, commerciali 68%, immobiliari 67,69%, successorie 50%[27].

Il tasso di accordo sul totale delle sessioni informative resta dunque intorno all'otto per cento.

14. Un avvertimento sui denominatori

Va detto con precisione, perché è il punto in cui quasi tutti sbagliano.

La relazione ΚΕΔ per il 2023 riportava 5.280 istanze di ΥΑΣ e 10.165 sessioni effettivamente svolte (4.160 con mediatore designato d'ufficio, in crescita del 41%, e 6.005 con mediatore scelto dalle parti, in crescita dell'11,8%), con un 7,7% di accordi sul totale delle sessioni e un 11,1% di prosecuzioni in mediazione piena; per materia: famiglia 19,2%, bancario 16,3%, commerciale 13,7%, immobiliare 13,2%[28].

Chi affianca il «7,7% del 2023» all'«86% del 2024» conclude che il tasso di successo è passato da un decimo a nove decimi. È falso: le due percentuali hanno denominatori diversi. Il 7,7% è il rapporto fra accordi e totale delle sessioni informative; l'86,15% è il rapporto fra accordi e sole mediazioni proseguite oltre la sessione informativa, cioè meno di un decimo del totale. Il dato omologo al 7,7% per il 2024 si colloca intorno all'8%.

Vale la pena fermarsi su quel numero. In circa nove casi su dieci la sessione informativa obbligatoria produce un solo effetto: le parti hanno saputo che la mediazione esiste, hanno pagato venticinque euro a testa e sono andate dal giudice. Chi difende la condizione di procedibilità dirà che è comunque un filtro che costa poco e che in un caso su dodici risolve. Chi la avversa dirà che è un adempimento a vuoto per nove volte su dieci. I numeri greci danno ragione a entrambi, ed è per questo che sono preziosi.

15. La mediazione volontaria

Accanto ai numeri della ΥΑΣ, la relazione riporta quelli della mediazione volontaria: nel 2024, 524 procedure con 452 accordi pieni, pari all'86,26%, più 10 accordi parziali e 28 mancati accordi; per materia, commerciali 92,16%, familiari 87,27%, immobiliari 86,08%, bancarie 80%, successorie 60%[29].

La serie storica del tasso di accordo in mediazione volontaria è in crescita costante: 81% nel 2022, 83,39% nel 2023, 86,26% nel 2024[30].

Il confronto è impietoso e istruttivo: circa l'otto per cento quando si è obbligati a presentarsi, oltre l'ottantasei per cento quando si sceglie di andarci. È lo stesso divario che si legge nei dati italiani fra mediazioni con adesione e mediazioni con mancata comparizione, e conferma che la variabile decisiva non è l'obbligo, ma la presenza di entrambe le parti disposte a trattare.

16. Le commissioni di composizione amichevole, abolite

Un istituto che i contributi italiani continuano a descrivere come vigente non esiste più, e la sua parabola merita due righe.

L'art. 11 della legge 2251/1994 aveva istituito presso i comuni le commissioni di composizione amichevole (Επιτροπές Φιλικού Διακανονισμού) per le controversie fra consumatori ed esercenti. L'art. 108 §9 della legge 4512/2018 le trasferì dai comuni alle unità periferiche e alle circoscrizioni, con composizione a tre — un avvocato presidente, un rappresentante della camera di commercio e uno delle associazioni dei consumatori — e trattazione entro quindici giorni dall'istanza. L'art. 11 della legge 5019/2023 (ΦΕΚ Α' 27 del 14 febbraio 2023) ha abrogato l'art. 11 della legge 2251/1994, sopprimendole[31].

Della loro attività non esistono statistiche pubblicate: una rilevazione centralizzata non è mai stata istituita, tanto che nel 2023 il Difensore civico del consumatore dovette chiedere alle singole commissioni i dati del 2022 in sede di liquidazione[32]. È il rovescio esatto della trasparenza della ΚΕΔ: dove nessuno è tenuto a contare, non si conta.

17. L'arbitrato: la legge 5016/2023

Il contributo del 2012 su questo sito descriveva l'arbitrato greco sulla base della legge 2735/1999. Quel testo non è più in vigore: è stato abrogato e sostituito dalla legge 5016/2023 sull'arbitrato commerciale internazionale, pubblicata nel ΦΕΚ A' 21 del 4 febbraio 2023[33].

La nuova legge recepisce la legge modello UNCITRAL nella versione emendata del 2006, e quindi il regime moderno delle misure cautelari arbitrali e della forma scritta della convenzione arbitrale[34]. L'arbitrato interno resta disciplinato dagli artt. 867-903 ΚΠολΔ[35].

La Convenzione di New York del 1958 è stata ratificata dalla Grecia con il decreto legislativo 4220/1961[36]. Quanto alla Convenzione di Singapore sugli accordi transattivi internazionali derivanti da mediazione, la Grecia non figura né fra i firmatari né fra le parti — e non si tratta di una scelta isolata: nessuno Stato membro dell'Unione europea vi ha aderito, essendo la materia rimessa a una valutazione unitaria a livello di Unione[37].

18. La giustizia civile più lenta d'Europa

Nessuna riflessione sulla mediazione greca ha senso senza i numeri della giurisdizione.

Secondo il Quadro di valutazione UE della giustizia 2026 (dati 2024), un procedimento civile e commerciale di primo grado in Grecia dura 737 giorni: il dato peggiore dell'Unione europea[38]. Le cause pendenti sono 3,4 ogni 100 abitanti: per collocare il dato, la mediana dei ventisei Stati che forniscono i numeri è di circa 1,2 e la media di circa 1,8; sopra la Grecia stanno solo Italia (3,5), Cipro (3,7), Croazia (3,8), Spagna (3,9), Belgio e Romania (4,1)[39]. I procedimenti per riciclaggio arrivano a 1.029 giorni[40]. Uno studio dell'istituto KEFIM ha misurato 638 giorni contro una mediana europea di 100[41].

Ecco il punto politico: in un paese dove la causa dura due anni solo in primo grado, l'argomento «la mediazione obbligatoria ritarda l'accesso al giudice» perde molta della sua forza. Non a caso la Plenaria dell'Areios Pagos, nel 2019, ha ritenuto proporzionato un obbligo che costa venticinque euro e qualche settimana in un sistema che di anni ne fa aspettare due.

19. La riforma della mappa giudiziaria

La Grecia ha nel frattempo fatto qualcosa che l'Italia discute da decenni: ha riscritto la geografia giudiziaria, accorpando uffici e ridistribuendo i carichi. I risultati riportati sono notevoli: fra la fine del 2024 e la fine del 2025 la durata media dei procedimenti ad Atene sarebbe scesa da 1.422 a 513 giorni, e la media nazionale da 705 a 364 giorni[42].

Se confermati sul lungo periodo, questi numeri dicono una cosa scomoda per chi si occupa di ADR: la riorganizzazione degli uffici giudiziari ha prodotto, in un anno, una riduzione dei tempi che nessun sistema di mediazione obbligatoria ha mai prodotto in nessun paese. La mediazione resta preziosa per la qualità dell'esito, non come strumento di deflazione.

20. Che cosa può leggere l'Italia

Primo. La differenza fra il 2018 e il 2019 non è ideologica, è tecnica: costo fissato per legge, durata contenuta, libertà di uscita immediata — e soprattutto il passaggio dal criterio per materia al criterio per valore e per rito. Chi in Italia propone di irrobustire l'obbligo dovrebbe leggere il parere 34/2018 prima, e quello del 21 novembre 2019 subito dopo.

Secondo. La sanzione greca per l'avvocato che non informa — inammissibilità della discussione — è più severa di quella italiana e colpisce il soggetto giusto. Il confronto con la norma polacca senza sanzione dimostra che la differenza fra una regola e una formula di stile sta tutta lì.

Terzo. Cinquanta euro complessivi per la sessione informativa, ripartiti fra le parti, sono l'esatto contrario del sistema italiano delle spese di avvio e delle indennità per scaglioni. Il costo dell'ingresso è la variabile che determina se l'obbligo è un filtro o una barriera.

Quarto. L'8% contro l'86% è il dato più onesto pubblicato da un'autorità europea negli ultimi anni — a condizione di citarlo con il denominatore giusto. Andrebbe usato da entrambe le parti del dibattito italiano, e non solo dalla metà che se ne avvantaggia.

Quinto. L'art. 59 della legge 5197/2025 è la prova che si può obbligare anche l'amministrazione, se si sceglie un contenzioso di massa e si fissano le tariffe per decreto. È un modello trasferibile.

Sesto. La Grecia pubblica ogni anno quanti procedimenti si aprono, quanti si chiudono con accordo, in quali materie e con quale mediatore. È il contrario di quanto abbiamo trovato in Lussemburgo, Finlandia, Argentina, California, Svizzera, Romania e Irlanda, dove nessuno sa quante mediazioni si facciano. Misurare non costa quasi nulla ed è la sola condizione per discutere sul serio.


Note

[1] Άρειος Πάγος, Διοικητική Ολομέλεια, parere (γνωμοδότηση) n. 34/2018, seduta del 28 giugno 2018. Si tratta di un parere consultivo reso dalla Plenaria Amministrativa e non di una decisione giurisdizionale con effetti annullatori.

[2] Il risultato della votazione è riportato dalle fonti come circa 21 voti contro 17; una fonte indica 18 voti di minoranza. Il conteggio esatto sul testo ufficiale del parere resta da confermare.

[3] Art. 20 §1 della Costituzione della Repubblica ellenica (diritto alla tutela giurisdizionale) e art. 6 §1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

[4] Legge 4512/2018, art. 182, la cui applicazione fu sospesa sino al 16 settembre 2019. Si segnala che la pronuncia del 2018 riguardava la legge 4512/2018 e non la legge 4640/2019, che è successiva: l'attribuzione della censura di incostituzionalità alla legge 4640/2019, frequente nella pubblicistica, è errata.

[5] Άρειος Πάγος, Διοικητική Ολομέλεια, seduta del 21 novembre 2019: parere favorevole, adottato all'unanimità, sul disegno di legge divenuto legge 4640/2019.

[6] Legge 4640/2019, «Διαμεσολάβηση σε αστικές και εμπορικές υποθέσεις», ΦΕΚ A' 190 del 30 novembre 2019.

[7] La legge 4640/2019 costituisce l'attuazione vigente della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008, in luogo della legge 3898/2010.

[8] Precisazione: la verifica dell'indice dei 120 articoli della legge 4842/2021 (ΦΕΚ Α' 190 del 13 ottobre 2021) su tre banche dati giuridiche greche non ha individuato alcuna disposizione in materia di διαμεσολάβηση né alcun richiamo alla legge 4640/2019. La legge riguarda il processo civile accelerato, la digitalizzazione, l'esecuzione forzata, i provvedimenti cautelari e l'arbitrato.

[9] Legge 4647/2019, ΦΕΚ Α' 204 del 16 dicembre 2019, art. 65 (modifica dell'art. 3 della legge 4640/2019); legge 4690/2020, ΦΕΚ Α' 104 del 30 maggio 2020, art. 74 §14 (modifica dell'art. 44); legge 5108/2024, ΦΕΚ Α' 65 del 2 maggio 2024, art. 47 (nuovo par. 3 dell'art. 3); legge 5197/2025, ΦΕΚ Α' 76 del 16 maggio 2025, art. 59 (mediazione catastale).

[10] Legge 4640/2019, art. 6 par. 1 lett. α), β) e γ): controversie familiari con le esclusioni dell'art. 592 ΚΠολΔ; controversie di rito ordinario di competenza del Tribunale monocratico di valore superiore a 30.000 euro e del Tribunale collegiale; controversie coperte da clausola di mediazione scritta e in vigore. Il verbale della sessione informativa obbligatoria va depositato con le comparse ai fini dell'ammissibilità della discussione.

[11] Legge 4640/2019, art. 6 par. 2: sono escluse dalla sessione informativa obbligatoria le controversie in cui è parte lo Stato, un ente locale (Ο.Τ.Α.) o un ente di diritto pubblico (Ν.Π.Δ.Δ.). Il par. 3 precisa che il ricorso alla mediazione giudiziale non esonera dalla sessione informativa obbligatoria.

[12] Legge 4690/2020, ΦΕΚ Α' 104 del 30 maggio 2020, art. 74 par. 14: «Η έναρξη ισχύος των άρθρων 6 και 7 του ν. 4640/2019 (Α' 190) μετατίθεται αναδρομικώς για την 1η.7.2020, ως προς τις υποθέσεις της περ. β' του άρθρου 44». Il differimento è retroattivo e riguarda la sola lett. β) dell'art. 44 (cause del Tribunale monocratico e collegiale); per le controversie familiari resta ferma la data del 15 gennaio 2020. La legge 4690/2020 è il provvedimento di ratifica delle ordinanze d'urgenza sulla pandemia del 13 aprile e del 1° maggio 2020 e l'art. 74 disciplina la riapertura dei tribunali; il testo non contiene però una motivazione espressa del differimento.

[13] Legge 4640/2019, art. 6 par. 1 lett. α), che esclude dall'obbligo le controversie familiari delle lett. α), β) e γ) del par. 1 e quelle del par. 2 dell'art. 592 ΚΠολΔ, cioè divorzio, annullamento del matrimonio, accertamento dell'esistenza o inesistenza del matrimonio e l'intera materia della filiazione (disconoscimento di paternità, contestazione della maternità, accertamento del rapporto genitore-figlio, impugnazione del riconoscimento, adozione, tutela).

[14] Precisazione: contrariamente a quanto talora affermato, il testo dell'art. 6 della legge 4640/2019 non contiene alcun riferimento alla violenza domestica (ενδοοικογενειακή βία), né come esclusione né come causa di esonero dall'obbligo di sessione informativa.

[15] Precisazione: l'elenco per materia (controversie condominiali, danni da circolazione, controversie sugli onorari ex art. 622A ΚΠολΔ, controversie familiari, responsabilità medica, marchi, brevetti e disegni industriali, contratti di borsa) appartiene all'art. 182 della legge 4512/2018 e non alla legge 4640/2019, che ha abbandonato il criterio per materia in favore del criterio per valore e per rito.

[16] Legge 4640/2019, art. 3 par. 2, nel testo sostituito dall'art. 65 della legge 4647/2019: il documento informativo «συμπληρώνεται και υπογράφεται από τον εντολέα και τον πληρεξούσιο δικηγόρο του και κατατίθεται με το εισαγωγικό δικόγραφο… ή με τις προτάσεις το αργότερο μέχρι τη συζήτησή της, επί ποινή απαραδέκτου», con efficacia retroattiva alle cause depositate dal 30 novembre 2019.

[17] Legge 5108/2024, ΦΕΚ Α' 65 del 2 maggio 2024, art. 47, che ha aggiunto all'art. 3 della legge 4640/2019 un paragrafo 3 sopprimendo l'obbligo del documento informativo nelle cause contro lo Stato greco e gli enti assimilati.

[18] Legge 4640/2019: sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro a carico della parte che non compaia alla sessione informativa obbligatoria pur regolarmente convocata.

[19] Legge 4640/2019, art. 18: «1. Η αμοιβή του διαμεσολαβητή ορίζεται ελεύθερα με έγγραφη συμφωνία… 2. Εάν δεν υπάρχει έγγραφη συμφωνία… α) το επισπεύδον μέρος προκαταβάλλει στον διαμεσολαβητή ποσό πενήντα (50,00) ευρώ… Το ποσό αυτό βαρύνει τα μέρη κατ' ισομοιρία. β) για κάθε ώρα διαμεσολάβησης μετά την υποχρεωτική αρχική συνεδρία η ελάχιστη αμοιβή ορίζεται στο ποσό των ογδόντα (80,00) ευρώ και βαρύνει τα μέρη κατ' ισομοιρία. 3. Τα ποσά της παραγράφου 2 μπορούν να αναπροσαρμόζονται με απόφαση του Υπουργού Δικαιοσύνης.» Non risultano decreti ministeriali di adeguamento.

[20] Legge 4640/2019, art. 8: deposito del verbale di accordo presso la cancelleria del tribunale competente; il verbale costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'art. 904 §2 lett. ζ' ΚΠολΔ; diritto di cancelleria di 50 euro.

[21] Legge 5197/2025, ΦΕΚ Α' 76 del 16 maggio 2025, art. 59, rubricato «Κτηματολογική διαμεσολάβηση σε υποθέσεις με εναγόμενους Οργανισμούς Τοπικής Αυτοδιοίκησης ή νομικά πρόσωπα δημοσίου δικαίου και το δημόσιο»: modifica l'art. 6 par. 2 della legge 2664/1998 sul Catasto nazionale, rinviando al registro tenuto dalla Commissione centrale di mediazione (art. 10 della legge 4640/2019) e applicando per analogia gli artt. 6, 7 e 8 della medesima legge. Ulteriore intervento con l'art. 23 par. 1 della legge 5232/2025.

[22] Decreto interministeriale (ΚΥΑ) 4773/2025, ΦΕΚ Β' 6309 del 25 novembre 2025: 150 euro per la sessione iniziale obbligatoria e 100 euro per la successiva procedura volontaria nella mediazione catastale con enti pubblici, a carico della parte istante e ricompresi nelle spese di lite.

[23] Κεντρική Επιτροπή Διαμεσολάβησης (ΚΕΔ), istituita presso il Ministero della giustizia: tenuta del registro dei mediatori accreditati, autorizzazione degli enti di formazione, relazione annuale.

[24] Legge 4640/2019, art. 27 («Πρόγραμμα σπουδών»): programma di base di almeno 80 ore di insegnamento, di cui almeno 50 in presenza; formazione continua obbligatoria di almeno 20 ore ogni tre anni. Gli enti accreditati erogano in pratica programmi di 81-100 ore.

[25] Il portale del Ministero della giustizia espone il registro dei mediatori solo come motore di ricerca e come tabelle scaricabili per singola sede giudiziaria, senza indicare un totale; il dato aggregato non compare né nelle relazioni ΚΕΔ 2023 e 2024 né nello studio dell'istituto diaNEOsis del marzo 2025.

[26] ΚΕΔ, relazione annuale 2024: registro speciale dei mediatori catastali, 1.040 iscritti a fine 2024; registro speciale dei mediatori familiari, 490 iscritti; nuovi accreditati 200 nel 2024 (due sessioni d'esame, 97 e 103) e 306 nel 2023 (167 e 139).

[27] ΚΕΔ, Έκθεση Πεπραγμένων 2024, pubblicata il 12 giugno 2025: 7.407 istanze di sessione informativa obbligatoria (civili 4.681 pari al 63,20%; catastali 1.064 pari al 14,36%; familiari 722 pari al 9,75%; commerciali 461 pari al 6,22%; respinte 479 pari al 6,47%); 3.115 nomine di mediatore da parte della Commissione; prosecuzione in mediazione nel 9-10% dei casi (catastali 14,38%, familiari 13,61%, successorie 10,67%, commerciali 6,83%, bancarie 3,02%); tasso di accordo nei casi proseguiti pari all'86,15% (familiari 93,64%, bancarie 90%, commerciali 68%, immobiliari 67,69%, successorie 50%).

[28] ΚΕΔ, relazione annuale 2023: 5.280 istanze di ΥΑΣ; 10.165 sessioni iniziali svolte, di cui 4.160 con mediatore designato (+41% sul 2022) e 6.005 con mediatore scelto dalle parti (+11,8%); 7,7% di accordi sul totale delle sessioni e 11,1% di prosecuzioni in mediazione; ripartizione per materia: famiglia 19,2%, bancario 16,3%, commerciale 13,7%, immobiliare 13,2%.

[29] ΚΕΔ, relazione annuale 2024: mediazione volontaria, 524 procedure con 452 accordi pieni (86,26%), 10 accordi parziali e 28 mancati accordi; per materia, commerciali 92,16%, familiari 87,27%, immobiliari 86,08%, bancarie 80%, successorie 60%.

[30] ΚΕΔ, relazioni annuali 2022, 2023 e 2024: tasso di accordo in mediazione volontaria dell'81% nel 2022, dell'83,39% nel 2023 e dell'86,26% nel 2024.

[31] Art. 11 della legge 2251/1994, che istituiva le Επιτροπές Φιλικού Διακανονισμού presso i comuni; art. 108 par. 9 della legge 4512/2018, che ne trasferì la sede alle Περιφερειακές Ενότητες e alle circoscrizioni, con composizione a tre e trattazione entro quindici giorni; art. 11 della legge 5019/2023, ΦΕΚ Α' 27 del 14 febbraio 2023, che ha abrogato l'art. 11 della legge 2251/1994 sopprimendo le commissioni.

[32] Non risulta pubblicata alcuna serie statistica sull'attività delle Επιτροπές Φιλικού Διακανονισμού: il portale dei dati aperti greco ospita soltanto l'elenco anagrafico delle commissioni, e nel 2023 il Συνήγορος του Καταναλωτή ha dovuto richiedere alle singole commissioni regionali i dati relativi al 2022 in sede di esaurimento delle pratiche pendenti.

[33] Legge 5016/2023 sull'arbitrato commerciale internazionale, ΦΕΚ A' 21 del 4 febbraio 2023, che ha abrogato e sostituito la legge 2735/1999.

[34] La legge 5016/2023 recepisce la legge modello UNCITRAL sull'arbitrato commerciale internazionale nella versione emendata nel 2006.

[35] Artt. 867-903 del codice di procedura civile greco (ΚΠολΔ) per l'arbitrato interno.

[36] Convenzione di New York del 10 giugno 1958 sul riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze arbitrali straniere, ratificata dalla Grecia con ν.δ. 4220/1961. Restano da confermare esistenza e portata delle riserve.

[37] UNCITRAL, stato della Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (New York, 2018; aperta alla firma a Singapore il 7 agosto 2019): la Grecia non figura né fra i 57 Stati firmatari né fra i 22 Stati parte. Nessuno Stato membro dell'Unione europea figura fra i firmatari, essendo la materia rimessa a una valutazione unitaria a livello di Unione.

[38] Commissione europea, Quadro di valutazione UE della giustizia 2026 (dati 2024): 737 giorni per la definizione in primo grado delle cause civili e commerciali contenziose in Grecia, valore più elevato dell'Unione.

[39] Commissione europea, 2026 EU Justice Scoreboard, figura 13, dati 2024: Grecia 3,4 cause civili e commerciali contenziose pendenti ogni cento abitanti in primo grado. Valori estremi: Paesi Bassi e Finlandia 0,2; Belgio e Romania 4,1. Mediana dei ventisei Stati che forniscono i dati circa 1,2, media circa 1,8. La cifra di 0,7 quale «media dell'Unione», che circola in fonti secondarie, non trova riscontro nelle tabelle della Commissione.

[40] Quadro di valutazione UE della giustizia 2026: 1.029 giorni per la definizione in primo grado dei procedimenti per riciclaggio.

[41] Studio dell'istituto KEFIM sulla durata dei procedimenti civili in Grecia: 638 giorni contro una mediana europea di 100.

[42] Dati sull'effetto della riforma della mappa giudiziaria: riduzione della durata media ad Atene da 1.422 a 513 giorni e della media nazionale da 705 a 364 giorni fra la fine del 2024 e la fine del 2025.

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