Sistemi di composizione dei conflitti in Grecia (2026)

1. Perché questo dossier. 2. Il paese che ha dichiarato incostituzionale la mediazione obbligatoria. 3. Il capovolgimento: il parere unanime del 21 novembre 2019. 4. La legge 4640/2019. 5. Che cosa passa dalla sessione informativa obbligatoria. 6. Il dovere di informazione dell'avvocato e la sanzione processuale. 7. La mancata comparizione. 8. Quanto costa. 9. L'esecutività dell'accordo. 10. I mediatori. 11. I numeri del 2023: la sessione informativa. 12. I numeri del 2023: la mediazione volontaria. 13. L'arbitrato: la legge 5016/2023. 14. Il contesto: la giustizia civile più lenta d'Europa. 15. La riforma della mappa giudiziaria. 16. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché questo dossier

Questo testo riprende e sostituisce tre contributi pubblicati fra il 2012 e il 2013 — due «pillole» sulla mediazione e sull'arbitrato e una notizia sugli avvocati mediatori. Erano scritti quando in Grecia vigeva ancora la legge 3898/2010, prima attuazione della direttiva 2008/52/CE, e quando nessuno immaginava quel che sarebbe accaduto fra il 2018 e il 2019.

La Grecia merita un dossier a sé per una ragione che riguarda direttamente l'Italia: è l'unico paese europeo in cui la mediazione obbligatoria è stata prima dichiarata incostituzionale e poi, con lo stesso organo giudicante e a diciassette mesi di distanza, dichiarata costituzionale all'unanimità. La differenza fra i due testi legislativi è il vero manuale di istruzioni su che cosa la condizione di procedibilità può e non può fare.

2. Il paese che ha dichiarato incostituzionale la mediazione obbligatoria

La legge 4512/2018 aveva introdotto, con l'art. 182, una mediazione obbligatoria come condizione di procedibilità per un elenco ampio di controversie.

L'Areios Pagos — la Corte suprema civile e penale greca — riunita in Plenaria Amministrativa nella seduta del 28 giugno 2018, emise il parere 34/2018[1]. È necessario un chiarimento tecnico che le fonti divulgative quasi sempre omettono: non si trattò di una sentenza, ma di un parere consultivo, reso nell'esercizio di una funzione che la Plenaria Amministrativa svolge su questioni di organizzazione della giustizia. Non aveva efficacia annullatoria; ebbe però efficacia politica totale.

La maggioranza — circa ventuno voti contro diciassette[2] — ritenne l'obbligo contrario all'art. 20 §1 della Costituzione greca, che garantisce il diritto alla tutela giurisdizionale, e all'art. 6 §1 della Convenzione europea dei diritti dell'uomo[3]. Gli argomenti erano quelli che ogni giurista italiano riconosce: il costo aggiuntivo, l'assistenza legale obbligatoria che raddoppia la spesa, il ritardo nell'accesso al giudice, l'ampiezza indiscriminata delle materie.

Il legislatore reagì sospendendo l'applicazione dell'art. 182 della legge 4512/2018 fino al 16 settembre 2019[4]. Di fatto quella mediazione obbligatoria non entrò mai pienamente in vigore.

3. Il capovolgimento: il parere unanime del 21 novembre 2019

Qui sta il punto che va raccontato per intero, perché citare il parere 34/2018 senza il seguito è una mezza verità che circola da anni.

Il 21 novembre 2019 la stessa Plenaria Amministrativa dell'Areios Pagos, chiamata a pronunciarsi sul nuovo disegno di legge destinato a diventare la legge 4640/2019, lo ritenne conforme alla Costituzione all'unanimità[5].

Che cosa era cambiato? Non il principio, ma il congegno. Il nuovo testo non impone di mediare: impone di partecipare a una sessione informativa iniziale (ΥΑΣ, υποχρεωτική αρχική συνεδρία), di durata contenuta, a costo calmierato e fissato per legge, dopo la quale ciascuno è libero di andarsene e di rivolgersi al giudice. La condizione di procedibilità non è più la mediazione: è l'informazione sulla mediazione.

È esattamente la distinzione che la Corte di giustizia dell'Unione europea aveva tracciato in Alassini e in Menini: l'obbligo è compatibile con l'art. 47 della Carta se non è costoso, se non ritarda in misura sostanziale, se non produce effetti irreversibili e se non impone l'assistenza obbligatoria in modo tale da renderlo un ostacolo. La Grecia, dopo il 2018, ha riscritto la legge in modo da rientrare in quei parametri — e la sua Corte suprema, che diciassette mesi prima aveva bocciato, ha approvato senza un voto contrario.

4. La legge 4640/2019

La legge 4640 del 2019 è pubblicata nella Gazzetta ufficiale greca (ΦΕΚ) A' 190 del 30 novembre 2019[6]. È la legge quadro tuttora vigente: disciplina la mediazione civile e commerciale, la sessione informativa obbligatoria, l'accreditamento dei mediatori e l'esecutività degli accordi, sostituendo l'impianto della legge 3898/2010 e le disposizioni della legge 4512/2018[7].

5. Che cosa passa dalla sessione informativa obbligatoria

L'entrata in vigore fu scaglionata:

  • 15 gennaio 2020 — controversie di diritto di famiglia[8];
  • 1° luglio 2020 — cause di competenza del Tribunale monocratico di valore superiore a 30.000 euro e cause di competenza del Tribunale collegiale[9];
  • controversie nelle quali il contratto contiene una clausola di mediazione[10].

Il termine originariamente previsto per il secondo scaglione era il 15 marzo 2020 e fu spostato al 1° luglio. Che il rinvio sia stato determinato dalla pandemia è la spiegazione corrente, ma non è stato possibile verificarla su fonte normativa diretta[11].

In materia di famiglia l'obbligo non copre tutto: sono escluse alcune sottocategorie, fra cui tipicamente il divorzio consensuale e le controversie sullo stato delle persone. L'elenco esatto delle esclusioni non è stato verificato su testo ufficiale, e così pure la questione — rilevante e delicata — se le controversie collegate a violenza domestica siano espressamente sottratte all'obbligo[12].

Analogamente, molte ricostruzioni divulgative indicano fra le materie soggette a ΥΑΣ la responsabilità medica, le controversie sui marchi e brevetti e il condominio. Si tratta di categorie che ricadono per valore o per competenza negli scaglioni sopra indicati, ma non è stato possibile verificare che siano nominate come categorie autonome nel testo di legge[13].

6. Il dovere di informazione dell'avvocato e la sanzione processuale

L'art. 3 §2 della legge 4640/2019 impone all'avvocato di informare per iscritto il cliente della possibilità di ricorrere alla mediazione e, se del caso, dell'obbligo di sessione informativa. Il documento firmato dal cliente va depositato con l'atto introduttivo.

La sanzione è la parte che merita attenzione: in mancanza, la discussione della causa è dichiarata inammissibile[14]. Non una multa, non un rinvio: la causa non si discute. È una sanzione processuale più incisiva di quella italiana, e ha il pregio di colpire chi ha il dovere professionale di informare, non la parte.

7. La mancata comparizione

La parte che, regolarmente convocata, non compare alla sessione informativa obbligatoria è passibile di una sanzione pecuniaria fra 100 e 500 euro, che il giudice irroga nella successiva causa[15]. Anche qui la scelta greca è di ordine di grandezza modesto: la sanzione serve a rendere l'obbligo credibile, non a punire.

8. Quanto costa

L'art. 18 fissa i compensi minimi del mediatore per legge, e sono la ragione tecnica per cui l'Areios Pagos ha ritenuto il nuovo sistema compatibile con l'art. 20 Cost.:

  • 50 euro per la sessione informativa obbligatoria, ripartiti in parti uguali fra le parti;
  • 80 euro all'ora per la mediazione che prosegue oltre la sessione iniziale[16].

Cinquanta euro divisi in due sono venticinque euro a testa per assolvere la condizione di procedibilità. È la cifra che rende l'obbligo difendibile davanti a una corte costituzionale. Alcune fonti secondarie riportano importi diversi per la sessione iniziale: la discrepanza non è stata risolta su testo ufficiale aggiornato[17].

9. L'esecutività dell'accordo

L'art. 8 disciplina il verbale di accordo. Firmato da mediatore, parti e avvocati, esso acquista efficacia di titolo esecutivo mediante deposito presso la cancelleria del tribunale competente, ai sensi dell'art. 904 §2 lett. ζ' del codice di procedura civile greco (ΚΠολΔ), previo pagamento di un diritto di cancelleria di 50 euro[18].

Nessuna omologazione, nessun controllo di merito: un deposito e una tariffa fissa. È il modello che l'Italia ha adottato solo in parte, mantenendo l'omologa del presidente del tribunale per gli accordi non sottoscritti da avvocati.

La legge 4640/2019 è stata successivamente modificata. Alla legge 4842/2021 si attribuiscono interventi sul regime della mediazione, ma il contenuto puntuale delle modifiche non è stato verificato[19]. Circolano inoltre riferimenti a una legge 5197/2025 associata ora al ΦΕΚ A' 76 ora al ΦΕΚ A' 163: non è stato possibile stabilire se si tratti dello stesso atto, e il dato va usato con cautela[20].

10. I mediatori

L'accreditamento è governato dal Ministero della giustizia attraverso la Commissione centrale per la mediazione (KED, Κεντρική Επιτροπή Διαμεσολάβησης), che tiene il registro dei mediatori accreditati, autorizza gli enti di formazione e pubblica una relazione annuale[21].

La formazione di base è comunemente indicata in ottanta ore, ma il dato non è stato verificato sul testo normativo vigente[22]. Nel 2023 si sono aggiunti 306 nuovi mediatori accreditati[23]; il totale dei mediatori iscritti al registro non è stato verificato[24].

11. I numeri del 2023: la sessione informativa

La relazione annuale della KED per il 2023 consente ciò che in molti paesi europei non è possibile: misurare.

  • 5.280 domande di sessione informativa obbligatoria presentate;
  • 10.165 sessioni iniziali effettivamente svolte, di cui 4.160 con mediatore designato d'ufficio (+41% sul 2022) e 6.005 con mediatore liberamente scelto dalle parti (+11,8%)[25];
  • materie: famiglia 19,2%, bancario 16,3%, commerciale 13,7%, immobiliare 13,2%[26].

E poi il dato che conta davvero: solo il 7,7% delle sessioni informative obbligatorie si chiude con un accordo, e l'11,1% prosegue in una mediazione vera e propria[27].

Vale la pena fermarsi. Nell'88,9% dei casi la sessione informativa obbligatoria produce un solo effetto: le parti hanno saputo che la mediazione esiste, hanno pagato venticinque euro a testa e sono andate dal giudice. Chi difende la condizione di procedibilità dirà che è comunque un filtro che costa poco e che in un caso su tredici risolve. Chi la avversa dirà che è un adempimento a vuoto per nove volte su dieci. I numeri greci danno ragione a entrambi, ed è per questo che sono preziosi.

12. I numeri del 2023: la mediazione volontaria

Accanto ai numeri della ΥΑΣ, la stessa relazione riporta quelli della mediazione volontaria: 1.397 procedure, 1.165 accordi, ossia un tasso di successo dell'83,39%[28].

Il confronto è impietoso e istruttivo: 7,7% quando si è obbligati a presentarsi, 83,4% quando si sceglie di andarci. È lo stesso divario che si legge nei dati italiani fra mediazioni con adesione e mediazioni con mancata comparizione, e conferma che la variabile decisiva non è l'obbligo, ma la presenza di entrambe le parti disposte a trattare.

La Grecia dispone anche di commissioni di composizione amichevole (Επιτροπές Φιλικού Διακανονισμού) presso i comuni, per le controversie fra consumatori ed esercenti. Non sono state reperite statistiche affidabili sulla loro attività[29].

13. L'arbitrato: la legge 5016/2023

Il contributo del 2012 su questo sito descriveva l'arbitrato greco sulla base della legge 2735/1999. Quel testo non è più in vigore: è stato abrogato e sostituito dalla legge 5016/2023 sull'arbitrato commerciale internazionale, pubblicata nel ΦΕΚ A' 21 del 4 febbraio 2023[30].

La nuova legge recepisce la legge modello UNCITRAL nella versione emendata del 2006, e quindi il regime moderno delle misure cautelari arbitrali e della forma scritta della convenzione arbitrale[31]. L'arbitrato interno resta disciplinato dagli artt. 867-903 ΚΠολΔ[32].

La Convenzione di New York del 1958 è stata ratificata dalla Grecia con il decreto legislativo 4220/1961[33]; l'esistenza e la portata delle riserve non sono state verificate su fonte ufficiale. Quanto alla Convenzione di Singapore sugli accordi transattivi internazionali derivanti da mediazione, non risulta l'adesione della Grecia, ma il dato non è stato verificato[34].

14. Il contesto: la giustizia civile più lenta d'Europa

Nessuna riflessione sulla mediazione greca ha senso senza i numeri della giurisdizione.

Secondo il Quadro di valutazione UE della giustizia 2026 (dati 2024), un procedimento civile e commerciale di primo grado in Grecia dura 737 giorni: il dato peggiore dell'Unione europea[35]. Le cause pendenti sono 3,4 ogni 100 abitanti, contro una media europea di 0,7[36]. I procedimenti per riciclaggio arrivano a 1.029 giorni[37].

Uno studio dell'istituto KEFIM ha misurato 638 giorni contro una mediana europea di 100[38].

Ecco il punto politico: in un paese dove la causa dura due anni solo in primo grado, l'argomento «la mediazione obbligatoria ritarda l'accesso al giudice» perde molta della sua forza. Non a caso la Plenaria dell'Areios Pagos, nel 2019, ha ritenuto proporzionato un obbligo che costa venticinque euro e qualche settimana in un sistema che di anni ne fa aspettare due.

15. La riforma della mappa giudiziaria

La Grecia ha nel frattempo fatto qualcosa che l'Italia discute da decenni: ha riscritto la geografia giudiziaria, accorpando uffici e ridistribuendo i carichi.

I risultati riportati sono notevoli: fra la fine del 2024 e la fine del 2025 la durata media dei procedimenti ad Atene sarebbe scesa da 1.422 a 513 giorni, e la media nazionale da 705 a 364 giorni[39].

Se confermati sul lungo periodo, questi numeri dicono una cosa scomoda per chi si occupa di ADR: la riorganizzazione degli uffici giudiziari ha prodotto, in un anno, una riduzione dei tempi che nessun sistema di mediazione obbligatoria ha mai prodotto in nessun paese. La mediazione resta preziosa per la qualità dell'esito, non come strumento di deflazione.

16. Che cosa può leggere l'Italia

Primo. La differenza fra il 2018 e il 2019 non è ideologica, è tecnica: costo fissato per legge, durata contenuta, libertà di uscita immediata. Una condizione di procedibilità sopravvive al vaglio costituzionale se costa poco e finisce presto. Chi in Italia propone di irrobustire l'obbligo dovrebbe leggere il parere 34/2018 prima, e quello del 21 novembre 2019 subito dopo.

Secondo. La sanzione greca per l'avvocato che non informa — inammissibilità della discussione — è più severa di quella italiana e colpisce il soggetto giusto. È un'idea trasferibile.

Terzo. Cinquanta euro complessivi per la sessione informativa, ripartiti fra le parti, sono l'esatto contrario del sistema italiano delle spese di avvio e delle indennità per scaglioni. Il costo dell'ingresso è la variabile che determina se l'obbligo è un filtro o una barriera.

Quarto. Il 7,7% contro l'83,4% è il dato più onesto pubblicato da un'autorità europea negli ultimi anni. Andrebbe citato da entrambe le parti del dibattito italiano, e non solo dalla metà che se ne avvantaggia.

Quinto. La Grecia pubblica ogni anno quanti procedimenti si aprono, quanti si chiudono con accordo, in quali materie e con quale mediatore. È il contrario di quanto abbiamo trovato in Lussemburgo, Finlandia, Argentina, California e Svizzera, dove nessuno sa quante mediazioni si facciano. Misurare non costa quasi nulla ed è la sola condizione per discutere sul serio.


Note

[1] Άρειος Πάγος, Διοικητική Ολομέλεια, parere (γνωμοδότηση) n. 34/2018, seduta del 28 giugno 2018. Si tratta di un parere consultivo reso dalla Plenaria Amministrativa e non di una decisione giurisdizionale con effetti annullatori.

[2] Il risultato della votazione è riportato dalle fonti come circa 21 voti contro 17; una fonte indica 18 voti di minoranza. NON VERIFICATO: non è stato possibile accertare il conteggio esatto sul testo ufficiale del parere.

[3] Art. 20 §1 della Costituzione della Repubblica ellenica (diritto alla tutela giurisdizionale) e art. 6 §1 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell'uomo e delle libertà fondamentali.

[4] Legge 4512/2018, art. 182, la cui applicazione fu sospesa sino al 16 settembre 2019. Si segnala che la pronuncia del 2018 riguardava la legge 4512/2018 e non la legge 4640/2019, che è successiva: l'attribuzione della censura di incostituzionalità alla legge 4640/2019, frequente nella pubblicistica, è errata.

[5] Άρειος Πάγος, Διοικητική Ολομέλεια, seduta del 21 novembre 2019: parere favorevole, adottato all'unanimità, sul disegno di legge divenuto legge 4640/2019.

[6] Legge 4640/2019, «Διαμεσολάβηση σε αστικές και εμπορικές υποθέσεις», ΦΕΚ A' 190 del 30 novembre 2019.

[7] La legge 4640/2019 costituisce l'attuazione vigente della direttiva 2008/52/CE del Parlamento europeo e del Consiglio del 21 maggio 2008, in luogo della legge 3898/2010.

[8] Legge 4640/2019: decorrenza dell'obbligo di sessione informativa iniziale (ΥΑΣ) per le controversie di diritto di famiglia dal 15 gennaio 2020.

[9] Legge 4640/2019: decorrenza dal 1° luglio 2020 per le cause di competenza del Tribunale monocratico di valore superiore a 30.000 euro e per quelle di competenza del Tribunale collegiale.

[10] Legge 4640/2019: obbligo di sessione informativa iniziale nelle controversie derivanti da contratti contenenti una clausola di mediazione.

[11] NON VERIFICATO: la riconduzione del differimento dal 15 marzo al 1° luglio 2020 all'emergenza pandemica è affermata da fonti secondarie ma non è stata riscontrata su atto normativo.

[12] NON VERIFICATO: l'elenco puntuale delle sottocategorie di diritto di famiglia escluse dall'obbligo, e in particolare l'eventuale esclusione espressa delle controversie connesse a violenza domestica, non è stato riscontrato sul testo ufficiale.

[13] NON VERIFICATO: non è stato possibile accertare se responsabilità medica, controversie su marchi e brevetti e condominio siano nominate come categorie autonome nel testo di legge o vi rientrino soltanto per valore e competenza.

[14] Legge 4640/2019, art. 3 §2: obbligo dell'avvocato di informare per iscritto il cliente; il documento va prodotto con l'atto introduttivo, a pena di inammissibilità della discussione della causa.

[15] Legge 4640/2019: sanzione pecuniaria da 100 a 500 euro a carico della parte che non compaia alla sessione informativa obbligatoria pur regolarmente convocata.

[16] Legge 4640/2019, art. 18: 50 euro per la sessione informativa obbligatoria, ripartiti in parti uguali fra le parti; 80 euro l'ora per la fase successiva.

[17] NON VERIFICATO: alcune fonti secondarie indicano per la sessione iniziale importi diversi da 50 euro; la discrepanza non è stata risolta sul testo vigente aggiornato.

[18] Legge 4640/2019, art. 8: deposito del verbale di accordo presso la cancelleria del tribunale competente; il verbale costituisce titolo esecutivo ai sensi dell'art. 904 §2 lett. ζ' ΚΠολΔ; diritto di cancelleria di 50 euro.

[19] NON VERIFICATO: alla legge 4842/2021 sono attribuite modifiche alla disciplina della mediazione, il cui contenuto puntuale non è stato riscontrato.

[20] NON VERIFICATO: i riferimenti a una legge 5197/2025 sono associati in fonti diverse al ΦΕΚ A' 76 e al ΦΕΚ A' 163; non è stato possibile accertare se si tratti del medesimo atto né il suo contenuto in materia di mediazione.

[21] Κεντρική Επιτροπή Διαμεσολάβησης (KED), istituita presso il Ministero della giustizia: tenuta del registro dei mediatori accreditati, autorizzazione degli enti di formazione, relazione annuale.

[22] NON VERIFICATO: la durata di ottanta ore della formazione di base dei mediatori non è stata riscontrata sul testo normativo vigente.

[23] KED, relazione annuale 2023: 306 nuovi mediatori accreditati nel corso dell'anno.

[24] NON VERIFICATO: il numero complessivo dei mediatori iscritti al registro nazionale non è stato reperito su fonte ufficiale aggiornata.

[25] KED, relazione annuale 2023: 5.280 domande di ΥΑΣ; 10.165 sessioni iniziali svolte, di cui 4.160 con mediatore designato (+41% sul 2022) e 6.005 con mediatore scelto dalle parti (+11,8%).

[26] KED, relazione annuale 2023: ripartizione per materia delle sessioni informative obbligatorie (famiglia 19,2%; bancario 16,3%; commerciale 13,7%; immobiliare 13,2%).

[27] KED, relazione annuale 2023: 7,7% delle sessioni informative obbligatorie conclusesi con accordo; 11,1% proseguite in mediazione.

[28] KED, relazione annuale 2023: mediazione volontaria, 1.397 procedure e 1.165 accordi, pari all'83,39%.

[29] NON VERIFICATO: non sono state reperite statistiche affidabili sull'attività delle Επιτροπές Φιλικού Διακανονισμού comunali.

[30] Legge 5016/2023 sull'arbitrato commerciale internazionale, ΦΕΚ A' 21 del 4 febbraio 2023, che ha abrogato e sostituito la legge 2735/1999.

[31] La legge 5016/2023 recepisce la legge modello UNCITRAL sull'arbitrato commerciale internazionale nella versione emendata nel 2006.

[32] Artt. 867-903 del codice di procedura civile greco (ΚΠολΔ) per l'arbitrato interno.

[33] Convenzione di New York del 10 giugno 1958 sul riconoscimento e l'esecuzione delle sentenze arbitrali straniere, ratificata dalla Grecia con ν.δ. 4220/1961. NON VERIFICATO: esistenza e portata delle riserve.

[34] NON VERIFICATO: non risulta che la Grecia abbia firmato o ratificato la Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Singapore, 2019), ma il dato non è stato confermato su fonte ufficiale.

[35] Commissione europea, Quadro di valutazione UE della giustizia 2026 (dati 2024): 737 giorni per la definizione in primo grado delle cause civili e commerciali contenziose in Grecia, valore più elevato dell'Unione.

[36] Quadro di valutazione UE della giustizia 2026: 3,4 cause civili e commerciali pendenti ogni 100 abitanti in Grecia, contro una media dell'Unione di 0,7.

[37] Quadro di valutazione UE della giustizia 2026: 1.029 giorni per la definizione in primo grado dei procedimenti per riciclaggio.

[38] Studio dell'istituto KEFIM sulla durata dei procedimenti civili in Grecia: 638 giorni contro una mediana europea di 100.

[39] Dati sull'effetto della riforma della mappa giudiziaria: riduzione della durata media ad Atene da 1.422 a 513 giorni e della media nazionale da 705 a 364 giorni fra la fine del 2024 e la fine del 2025.

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Nota

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