Sistemi di composizione dei conflitti in Brasile (2026)
1. Perché questo dossier. 2. Il principio: l'art. 3 del codice del 2015. 3. L'udienza obbligatoria dell'art. 334. 4. La sanzione: il 2% per chi non si presenta. 5. I CEJUSC e la distinzione fra conciliatore e mediatore. 6. Il registro, la quarantena, l'obbligo di pubblicare i dati. 7. La legge sulla mediazione. 8. La mediazione con la pubblica amministrazione. 9. La risoluzione 125/2010 e la formazione. 10. Le due risoluzioni del 2026. 11. I numeri: il Brasile conta tutto. 12. Che cosa dicono davvero quei numeri. 13. I Juizados Especiais. 14. La conciliazione telematica dal 2020. 15. L'arbitrato. 16. Le convenzioni internazionali. 17. La giustizia digitale e l'ODR. 18. La giustizia riparativa. 19. La famiglia. 20. Che cosa bolle in pentola. 21. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Perché questo dossier
Questo testo riprende e sostituisce due contributi del 2015, scritti quando il nuovo codice di procedura civile brasiliano e la legge sulla mediazione erano appena stati approvati. Undici anni dopo si può fare quello che allora era impossibile: guardare i risultati.
E il Brasile è il paese giusto per farlo, perché è forse l'unico al mondo che misura la conciliazione giudiziale con precisione ossessiva e la pubblica ogni anno — per obbligo di legge, come si vedrà. Dopo i dossier su Lussemburgo, Finlandia, Argentina, California, Svizzera, Romania e Irlanda — dove nessuno sa quante mediazioni si facciano — il contrasto è quasi imbarazzante.
2. Il principio: l'art. 3 del codice del 2015
Il Código de Processo Civil brasiliano è la legge 13.105 del 16 marzo 2015, entrata in vigore nel 2016. Il suo art. 3, collocato fra le normas fundamentais do processo civil, recita: «Non sarà esclusa dall'esame giurisdizionale la minaccia o la lesione di un diritto»; e nei paragrafi:
- «§ 1 — È permesso l'arbitrato, nella forma di legge»;
- «§ 2 — Lo Stato promuoverà, ogniqualvolta possibile, la soluzione consensuale dei conflitti»;
- «§ 3 — La conciliazione, la mediazione e altri metodi di soluzione consensuale dei conflitti dovranno essere stimolati da giudici, avvocati, difensori pubblici e membri del Pubblico Ministero, anche nel corso del processo giudiziale»[1].
Non è un manifesto: è la norma di apertura di un codice, collocata allo stesso livello del contraddittorio e della ragionevole durata.
3. L'udienza obbligatoria dell'art. 334
Qui sta il congegno che rende il Brasile unico, e che non ha equivalenti in Europa.
L'art. 334 CPC stabilisce che, se la domanda è regolare e non ricorrono i presupposti del rigetto immediato, il giudice fissa un'udienza di conciliazione o di mediazione con almeno trenta giorni di anticipo; il convenuto è citato con almeno venti giorni di anticipo rispetto a quella data[2].
Non è una condizione di procedibilità da assolvere fuori dal processo, come in Italia e in Grecia: è la prima udienza del processo stesso. Si può svolgere per via telematica e può articolarsi in più sessioni nell'arco di due mesi[3].
L'udienza non si tiene in due soli casi: quando il diritto controverso non ammette autocomposizione, e quando entrambe le parti manifestano espressamente il proprio disinteresse — l'attore nell'atto introduttivo, il convenuto per iscritto almeno dieci giorni prima[4].
Si legga bene: entrambe. Se una sola parte vuole provarci, l'udienza si tiene e l'altra deve presentarsi. È l'esatto opposto della logica italiana, dove la mancata adesione di una parte chiude di fatto la partita, e della logica polacca, dove il rinvio del giudice cade se una sola parte si oppone.
4. La sanzione: il 2% per chi non si presenta
La mancata comparizione ingiustificata è qualificata come ato atentatório à dignidade da justiça e sanzionata con una multa fino al due per cento del vantaggio economico perseguito o del valore della causa, devoluta allo Stato o all'Unione — non alla controparte[5].
Le parti devono comparire assistite da avvocato o difensore pubblico, e possono farsi rappresentare da un procuratore munito di poteri specifici per negoziare e transigere[6].
Due per cento del valore della causa è una sanzione seria. Confrontiamola con i cento-cinquecento euro greci e con la nostra sanzione pari al contributo unificato: il Brasile ha scelto una sanzione proporzionale, che cresce col valore della lite. È la scelta più efficace sul piano dissuasivo e la più discussa sul piano dell'accesso alla giustizia.
5. I CEJUSC e la distinzione fra conciliatore e mediatore
L'art. 165 impone ai tribunali di istituire i Centros Judiciários de Solução Consensual de Conflitos (CEJUSC), incaricati delle sessioni di conciliazione e mediazione e di programmi di orientamento dei cittadini; composizione e organizzazione sono definite dal tribunale secondo le norme del Consiglio nazionale di giustizia[7].
La distinzione fra le due figure è codificata e vale la pena riportarla, perché in Italia usiamo i due termini come sinonimi:
- il conciliatore opera preferibilmente dove non vi sia vincolo pregresso fra le parti e «può suggerire soluzioni per la lite», con divieto di ogni costrizione o intimidazione (art. 165 § 2);
- il mediatore opera preferibilmente dove un vincolo pregresso esista, e aiuta le parti a ristabilire la comunicazione e a individuare da sé soluzioni consensuali di reciproco beneficio (art. 165 § 3)[8].
L'art. 166 elenca i principi: indipendenza, imparzialità, autonomia della volontà, riservatezza, oralità, informalità e decisione informata[9].
6. Il registro, la quarantena, l'obbligo di pubblicare i dati
Gli articoli successivi sono più interessanti di quanto il loro tono amministrativo lasci pensare, e ne riporto il contenuto perché in Italia manca quasi tutto.
L'art. 167 prevede l'iscrizione di conciliatori, mediatori e camere private in un registro nazionale e in un registro presso ciascun tribunale, con indicazione dell'area professionale. La capacitazione minima avviene per corso presso ente accreditato, secondo un parametro curricolare definito congiuntamente dal Consiglio nazionale di giustizia e dal Ministero della giustizia (§ 1). Effettuata la registrazione — che «potrà essere preceduta da concorso pubblico» — il nome entra in una lista soggetta a distribuzione alternata e casuale, nel rispetto del principio di uguaglianza all'interno della stessa area professionale (§ 2)[10].
E poi i due paragrafi che meritano di essere letti da chiunque si occupi di trasparenza:
- § 3: il registro contiene «tutti i dati rilevanti per l'attività, quali il numero di processi cui si è partecipato, il successo o l'insuccesso dell'attività, la materia sulla quale verteva la controversia»;
- § 4: questi dati «sono classificati e pubblicati almeno annualmente dal tribunale, per conoscenza della popolazione e a fini statistici e di valutazione della mediazione»[11].
Ecco perché il Brasile ha i numeri e la Romania no: c'è una norma di legge che impone di pubblicarli, e impone di pubblicare anche gli insuccessi, per singolo mediatore e per materia.
Il § 5 stabilisce che i conciliatori e i mediatori giudiziali che siano avvocati sono impediti dall'esercitare la professione forense presso gli uffici in cui svolgono le funzioni; il § 6 consente ai tribunali di creare un quadro proprio, coperto per concorso pubblico per titoli ed esami[12].
L'art. 168 consente alle parti di scegliere di comune accordo il conciliatore, il mediatore o la camera privata, e precisa che il prescelto «potrà essere o non essere iscritto nel registro del tribunale»; in mancanza di accordo si procede a distribuzione fra gli iscritti, secondo la rispettiva formazione, e «ogniqualvolta raccomandabile» si designa più di un mediatore[13].
L'art. 169 disciplina la remunerazione secondo tabella fissata dal tribunale nei parametri del Consiglio nazionale di giustizia, e ammette espressamente che «la mediazione e la conciliazione possono essere realizzate come lavoro volontario»; i tribunali fissano inoltre la percentuale di udienze non remunerate a carico delle camere private, come contropartita dell'accreditamento, per i processi con gratuito patrocinio[14].
Gli artt. 170-171 regolano impedimento e impossibilità temporanea; l'art. 172 impone una quarantena di un anno: «Il conciliatore e il mediatore sono impediti, per il termine di un anno decorrente dalla fine dell'ultima udienza in cui hanno operato, dall'assistere, rappresentare o patrocinare una qualsiasi delle parti»[15]. L'art. 173 disciplina l'esclusione dal registro per dolo o colpa e per violazione dei doveri, con allontanamento cautelare fino a centottanta giorni[16].
L'art. 175, infine, chiarisce che le disposizioni della sezione non escludono altre forme di conciliazione e mediazione extragiudiziale, e si applicano «per quanto compatibili» alle camere private[17].
7. La legge sulla mediazione
Tre mesi dopo il codice arrivò la legge 13.140 del 26 giugno 2015, la Lei da Mediação[18]. La sua architettura:
- artt. 1-3: definizione della mediazione come «attività tecnica esercitata da un terzo imparziale»; principi (imparzialità, isonomia, oralità, informalità, autonomia della volontà, ricerca del consenso, riservatezza, buona fede); oggetto: diritti disponibili e diritti indisponibili che ammettono transazione;
- artt. 4-13: i mediatori, extragiudiziali e giudiziali, con requisiti di formazione e iscrizione;
- artt. 14-29: il procedimento, la co-mediazione, la clausola contrattuale di mediazione, la gratuità della mediazione giudiziale e il termine di sessanta giorni per concluderla;
- artt. 30-31: la riservatezza.
Due disposizioni meritano di essere citate. L'art. 17: «Mentre si svolge il procedimento di mediazione, resta sospeso il termine di prescrizione»[19]. E l'art. 30: «Ogni e qualsiasi informazione relativa al procedimento di mediazione sarà confidenziale rispetto ai terzi», con l'art. 31 che estende la riservatezza alle sessioni separate salvo autorizzazione espressa[20].
8. La mediazione con la pubblica amministrazione
Il Capo II della legge 13.140/2015, artt. 32-40, disciplina l'autocomposizione dei conflitti nei quali è parte la pubblica amministrazione, prevedendo l'istituzione di câmaras di prevenzione e risoluzione amministrativa delle controversie presso l'amministrazione diretta e indiretta[21].
Il codice fa lo stesso dall'altro lato: l'art. 174 CPC impone all'Unione, agli Stati, al Distretto federale e ai Comuni di creare camere di mediazione e conciliazione con tre attribuzioni: dirimere i conflitti fra organi ed enti della pubblica amministrazione; valutare l'ammissibilità delle richieste di conciliazione in ambito amministrativo; promuovere, ove ricorra, la celebrazione di un termo de ajustamento de conduta[22].
È il punto su cui il Brasile è più avanti di noi. In Italia la mediazione con la pubblica amministrazione resta un'eccezione praticata con timore, per il fantasma della responsabilità erariale. Il Brasile ha risolto la questione a monte, con una legge e un codice che dicono espressamente che si può e come. Fra i paesi esaminati in questa serie solo la Polonia, con l'art. 96n del codice di procedimento amministrativo, e la Grecia, con la mediazione catastale del 2025, si avvicinano.
9. La risoluzione 125/2010 e la formazione
Prima del codice e prima della legge c'era la risoluzione 125 del 29 novembre 2010 del Conselho Nacional de Justiça, che ha istituito la Política Judiciária Nacional de tratamento adequado dos conflitos de interesses. È tuttora in vigore e ripetutamente emendata: emenda 1/2013, emenda 2/2016, risoluzione 290/2019, risoluzione 326/2020, risoluzione 390/2021 e le due del 2026 di cui al paragrafo seguente[23].
La risoluzione impone ai tribunali di istituire i NUPEMEC — nuclei permanenti di metodi consensuali, coordinati da un magistrato — e i CEJUSC, con personale dedicato e integrazione obbligatoria con i sistemi processuali telematici[24].
Sulla formazione l'Allegato I è preciso, e va riportato perché in Italia si cita spesso «quaranta ore» senza distinguere:
- Modulo I: 12 ore teoriche;
- Modulo II: 16 ore teoriche + 12 ore di tirocinio supervisionato;
- Modulo III: 16 ore teoriche + 24 ore di tirocinio supervisionato;
- il certificato è rilasciato solo dopo il tirocinio.
Ne segue che il conciliatore compie Moduli I e II, cioè 28 ore teoriche più 12 di tirocinio, per un totale di quaranta ore; il mediatore compie tutti e tre i moduli, cioè 44 ore teoriche più 36 di tirocinio, per un totale di ottanta ore[25]. La formula «corso di quaranta ore» è dunque esatta solo per i conciliatori.
10. Le due risoluzioni del 2026
Nel 2026 il Consiglio nazionale di giustizia è intervenuto due volte sulla risoluzione 125/2010, e vale la pena dire che cosa hanno fatto.
La risoluzione 672 dell'11 marzo 2026 ha per oggetto la contabilizzazione statistica delle sentenze omologatorie, delle conciliazioni e delle mediazioni pre-processuali, e la standardizzazione della gestione dei CEJUSC. In concreto:
- riscrive l'art. 8 § 8: le sentenze omologatorie e gli atti derivanti da conciliazione e mediazione sono contabilizzati per il CEJUSC, per il magistrato che compie l'atto e, nei casi pre-processuali, per il giudice coordinatore del centro;
- inserisce l'art. 8-A, che definisce i CEJUSC come unità giudiziarie specializzate, disciplinando le sessioni pre-processuali e processuali;
- inserisce l'art. 8-B, che orienta i NUPEMEC sui flussi di distribuzione e omologazione;
- inserisce l'art. 8-C, che impone l'uso standardizzato dei codici di movimento processuale (12614, 12619, 12621), perché la statistica sia comparabile fra tribunali;
- inserisce l'art. 8-D, che attribuisce al Consiglio la revisione periodica degli obiettivi nazionali di conciliazione;
- concede ai tribunali centottanta giorni per adeguarsi[26].
La risoluzione 686 del 26 giugno 2026 ha aggiunto alla risoluzione 125/2010 un Allegato V con i quarantotto enunciati del FONAMEC, il foro nazionale di mediazione e conciliazione, applicabili alla sola giustizia statale: convenzioni per l'istituzione di CEJUSC, sessioni elettroniche, specializzazioni in materia previdenziale, sanitaria e di concordato preventivo, requisiti di qualificazione di mediatori e camere private, e dodici enunciati dedicati al sovraindebitamento. Fra questi, uno merita di essere citato: «I conflitti sottoposti al settore pre-processuale dei CEJUSC non sono soggetti al limite di valore della causa»[27].
Due risoluzioni sulla contabilità statistica e sugli orientamenti interpretativi possono sembrare burocrazia. Sono invece il segno di un sistema che, avendo deciso di misurarsi, si accorge che i suoi numeri non sono comparabili fra tribunali e interviene per renderli tali.
11. I numeri: il Brasile conta tutto
Il Consiglio nazionale di giustizia pubblica ogni anno Justiça em Números. Ecco i dati delle ultime due edizioni.
Edizione 2025 (dati 2024): indice di conciliazione 10,4%, in calo dal 12,3% del 2023; 4,6 milioni di sentenze omologatorie di accordo, il 52,4% in più rispetto ai 3 milioni del 2015; 2.135 CEJUSC attivi, di cui 1.851 nella giustizia statale, 143 nella federale e 141 in quella del lavoro; pendenze scese da 85,2 a 80,6 milioni; tasso di congestione sceso dall'87,3% al 73,8%, per effetto anche della risoluzione 547/2024 sulle esecuzioni fiscali, il cui stock è calato del 20,6% pari a 5,5 milioni di processi[28].
Edizione 2026 (dati 2025), pubblicata il 23 giugno 2026: indice di conciliazione 11,2%, cioè 4,9 milioni di accordi; 2.141 CEJUSC; per ramo, giustizia del lavoro 18,5% con oltre un milione di accordi, giustizia federale 11,2% con 715 mila, tribunali superiori 0,54%; per fase, cognizione 17,8% ed esecuzione 7,5%. Il record storico resta il 13,6% del 2016[29].
La stessa edizione fornisce il quadro generale del sistema nel 2025:
- 40,9 milioni di processi nuovi, il volume più alto della serie storica (+3,5%);
- 45,2 milioni di processi definiti e 44,7 milioni di sentenze, entrambi record;
- 75,5 milioni di processi pendenti a fine anno, il valore più basso da nove anni;
- tasso di congestione 62,6%, il più basso della serie diciassettennale (era 74,9% nel 2020);
- 99,7% dei processi depositati nel 2025 in forma elettronica, contro l'11,2% del 2009;
- durata media dei processi definiti: 2 anni e 4 mesi; escludendo le esecuzioni fiscali, 1 anno e 6 mesi; processi pendenti, 3 anni e 7 mesi; esecuzioni fiscali, 8 anni e 2 mesi[30].
12. Che cosa dicono davvero quei numeri
Fermiamoci, perché questi dati vanno letti e non solo citati.
Primo. Il Brasile ha l'udienza di conciliazione obbligatoria come prima udienza di ogni causa civile, con sanzione proporzionale al valore. Risultato: un accordo ogni nove processi definiti. Non è poco — sono cinque milioni di accordi l'anno — ma non è nemmeno la rivoluzione che il congegno prometteva.
Secondo. L'indice era al 13,6% nel 2016, l'anno di entrata in vigore del codice, ed è sceso all'11,2% nel 2025. La curva è discendente, non ascendente. L'entusiasmo iniziale si è raffreddato; l'udienza dell'art. 334 è diventata, per molti operatori, un passaggio rituale — tanto che esiste ormai una giurisprudenza consolidata sulla non obbligatorietà della sua effettiva celebrazione.
Terzo. Il divario fra i rami è enorme: 18,5% nel lavoro contro lo 0,54% dei tribunali superiori. La conciliazione funziona dove il rapporto è bilaterale, il valore determinabile e le parti hanno interesse a chiudere in fretta.
Quarto, e più importante. Il crollo del tasso di congestione dall'87,3% al 62,6% in due anni non è dovuto alla conciliazione: è dovuto a una risoluzione amministrativa sull'archiviazione delle esecuzioni fiscali, e i numeri lo dicono con chiarezza — le esecuzioni fiscali durano otto anni e due mesi contro un anno e sei mesi di tutto il resto. Vale per il Brasile quel che valeva per la Grecia con la riforma della mappa giudiziaria: le grandi riduzioni di arretrato vengono sempre dall'organizzazione, mai dagli strumenti consensuali. La mediazione va difesa per la qualità dell'esito e per la tenuta degli accordi, non promettendo deflazione.
Quinto. C'è un indicatore esterno che conferma la lettura, e che vale la pena mettere accanto ai dati del Consiglio nazionale di giustizia proprio perché è costruito in modo completamente diverso. Nel Rule of Law Index del World Justice Project il sotto-fattore dedicato all'accessibilità, all'imparzialità e all'efficacia percepite dei meccanismi alternativi assegna al Brasile 0,629 nel 2025, in calo da 0,669 nel 2015[31]. È un valore basso: sotto Argentina (0,752), Grecia (0,742), Romania (0,728) e Italia (0,693), sopra soltanto Turchia, Uzbekistan e Federazione Russa fra i paesi di questa serie.
Il Brasile è dunque il paese che più di ogni altro al mondo misura la propria attività conciliativa — l'art. 167 del codice di rito obbliga i tribunali a pubblicare successi e insuccessi per ciascun mediatore — e che al tempo stesso ottiene un punteggio percettivo modesto e calante. Le due cose vanno tenute insieme, perché è esattamente ciò che rende il Brasile utile: è l'unico ordinamento in cui si può vedere, con i numeri alla mano, che un'udienza conciliativa obbligatoria in ogni causa civile, sostenuta da un apparato pubblico imponente e da una trasparenza statistica senza pari, produce un accordo ogni nove processi e non migliora la fiducia dei cittadini nello strumento.
Non è un argomento contro la conciliazione obbligatoria brasiliana, che ha ragioni proprie in un paese con settantacinque milioni di cause pendenti. È un argomento contro le aspettative che in Italia le si attribuiscono.
13. I Juizados Especiais
Accanto al rito ordinario esistono dal 1995 i Juizados Especiais, disciplinati dalla legge 9.099 del 26 settembre 1995: giudici delle piccole cause, civili e penali, competenti per valore fino a quaranta salari minimi, gratuiti in primo grado, con tentativo di conciliazione come fase obbligatoria del rito e con l'impiego di giudici laici e conciliatori accanto al giudice togato[32].
Quanto vale oggi quella soglia? Il salario minimo brasiliano per il 2026 è fissato in 1.621 real dal decreto 12.797 del 23 dicembre 2025: quaranta salari minimi fanno dunque 64.840 real, all'incirca diecimila euro. E fino a venti salari minimi, cioè 32.420 real, la parte può stare in giudizio senza avvocato[33].
Il rito è disciplinato dagli artt. 21-26: il giudice togato o laico apre la sessione illustrando alle parti «i vantaggi della conciliazione, mostrando loro i rischi e le conseguenze del contenzioso» (art. 21); la conciliazione è condotta dal giudice o da un conciliatore sotto la sua direzione (art. 22); se non si concilia, le parti possono di comune accordo optare per il giudizio arbitrale senza compromesso scritto, scegliendo l'arbitro fra i giudici laici, che decide anche secondo equità e deposita il lodo entro cinque giorni per l'omologazione con sentenza non impugnabile (artt. 24-26)[34].
Un rito di piccole cause che contiene al proprio interno un arbitrato gratuito, senza compromesso e con arbitri di nomina pubblica, è un'idea che in Europa non ha equivalenti.
14. La conciliazione telematica dal 2020
Una novità poco nota merita una menzione. La legge 13.994 del 24 aprile 2020 ha modificato l'art. 22 della legge 9.099/1995 introducendo la conciliazione non presenziale nei Juizados: «È ammessa la conciliazione non presenziale condotta dal Juizado mediante l'impiego delle risorse tecnologiche disponibili di trasmissione di suoni e immagini in tempo reale, dovendo il risultato del tentativo essere ridotto per iscritto con i relativi allegati». E l'art. 23, riscritto: «Se il convenuto non compare o rifiuta di partecipare al tentativo di conciliazione non presenziale, il giudice togato pronuncia sentenza»[35].
Il Brasile ha cioè reso la conciliazione telematica una modalità ordinaria del rito delle piccole cause già nella primavera del 2020, e ha collegato al rifiuto di parteciparvi la decisione immediata della causa.
15. L'arbitrato
L'arbitrato è disciplinato dalla legge 9.307 del 23 settembre 1996, profondamente modificata dalla legge 13.129 del 26 maggio 2015, che ha introdotto:
- la possibilità per la pubblica amministrazione diretta e indiretta di ricorrere all'arbitrato per diritti patrimoniali disponibili, nel rispetto dei principi di legalità e pubblicità;
- gli artt. 22-A e 22-B: misure cautelari e d'urgenza chieste al giudice statale prima della costituzione del tribunale arbitrale, che poi può mantenerle, modificarle o revocarle;
- la sentenza arbitrale parziale, che consente di definire per fasi le controversie complesse[36].
Il termine ordinario per il lodo è di sei mesi, prorogabile per accordo delle parti. Nei contratti per adesione con i consumatori la clausola compromissoria richiede l'iniziativa esplicita del consumatore o un consenso scritto separato[37].
16. Le convenzioni internazionali
Il Brasile ha aderito alla Convenzione di New York del 1958 il 7 giugno 2002, promulgata internamente con il decreto 4.311 del 23 luglio 2002[38]. Il dato notevole è un altro: il Brasile non ha formulato alcuna riserva, né di reciprocità né di commercialità. È una scelta di apertura piena che pochi Stati hanno fatto — la Polonia, per esempio, le ha formulate entrambe, e la Romania pure.
La Convenzione interamericana sull'arbitrato commerciale internazionale (Panamá, 30 gennaio 1975) è stata approvata dal Congresso con il decreto legislativo 90 del 6 giugno 1995 e promulgata con il decreto 1.902 del 9 maggio 1996[39]. La Convenzione di Montevideo del 1979 sull'efficacia extraterritoriale delle sentenze e dei lodi stranieri è stata promulgata con il decreto 2.411/1997[40].
Quanto alla Convenzione di Singapore sugli accordi transattivi derivanti da mediazione, il Brasile l'ha firmata il 7 agosto 2019, giorno dell'apertura alla firma, ma alla data verificata non aveva depositato lo strumento di ratifica[41].
17. La giustizia digitale e l'ODR
Il Brasile gestisce consumidor.gov.br, piattaforma pubblica di risoluzione delle controversie di consumo della Secretaria Nacional do Consumidor. I numeri sono di scala continentale: nel primo semestre 2026 sono stati registrati 2.014.153 reclami, con un indice medio di soluzione dell'80,17% (dall'84,66% di gennaio al 77,38% di marzo). L'impresa ha dieci giorni per rispondere; il consumatore ne ha venti per valutare l'esito e assegnare un voto da uno a cinque[42].
Su quell'ottanta per cento va però fatta un'avvertenza metodologica che la dottrina brasiliana solleva da tempo: l'indice di soluzione è calcolato come rapporto fra la somma dei reclami valutati come «risolti» e dei reclami non valutati dal consumatore, da un lato, e il totale dei reclami conclusi, dall'altro. Chi non risponde entra al numeratore. È una critica documentata, sollevata anche da un organismo pubblico di tutela dei consumatori in sede ministeriale, e chi cita quel dato dovrebbe citarla insieme[43].
Sul versante giudiziario, il «Juízo 100% Digital» è stato istituito dalla risoluzione CNJ 345 del 9 ottobre 2020: tutti gli atti processuali si svolgono per via elettronica e da remoto, e l'adesione è facoltativa per le parti. Il «Balcão Virtual» è stato istituito dalla risoluzione CNJ 372 del 12 febbraio 2021 — e non dalla 375, come si legge spesso, anche in comunicati di tribunali — e impone a tutti i tribunali, escluso il Supremo Tribunale federale, di rendere disponibile sul proprio sito uno strumento di videoconferenza che consenta il contatto immediato con l'ufficio di ciascuna unità giudiziaria durante l'orario di apertura[44].
18. La giustizia riparativa
La risoluzione CNJ 225 del 31 maggio 2016 ha istituito la Política Nacional de Justiça Restaurativa nell'ambito del potere giudiziario, definendola come insieme di principi e metodi fondati su corresponsabilità, riparazione del danno, attenzione ai bisogni di tutti i coinvolti, volontarietà, riservatezza e celerità[45]. È stata modificata tre volte, e le modifiche raccontano un'espansione progressiva:
- la risoluzione 300 del 29 novembre 2019 ha aggiunto l'art. 28-A, che assegna ai tribunali di giustizia e ai tribunali regionali federali centottanta giorni per presentare un piano di attuazione della giustizia riparativa, con cinque requisiti (organo centrale di coordinamento, formazioni qualificate, attuazione sistemica, spazi adeguati, studi di valutazione), e l'art. 28-B, che istituisce il Foro nazionale di giustizia riparativa a cadenza annuale;
- la risoluzione 458 del 6 giugno 2022 ha aggiunto l'art. 29-A sui programmi di giustizia riparativa in ambiente scolastico;
- la risoluzione 592 dell'8 novembre 2024 ha modificato l'art. 29 estendendo la politica, «per quanto compatibile», alla giustizia federale, del lavoro, elettorale e militare — cioè a tutti i rami del potere giudiziario, non più alla sola giustizia statale[46].
Sul versante legislativo, la legge 9.099/1995 conosce da trent'anni la composizione civile dei danni e la transazione penale. L'art. 74 è la norma chiave: «La composizione dei danni civili sarà ridotta per iscritto e, omologata dal giudice con sentenza non impugnabile, avrà efficacia di titolo da eseguire nel foro civile competente»; e il paragrafo unico: «Trattandosi di azione penale di iniziativa privata o di azione penale pubblica condizionata a rappresentanza, l'accordo omologato comporta la rinuncia al diritto di querela o di rappresentanza»[47].
L'art. 76 disciplina la transação penal: per i reati a rappresentanza o ad azione pubblica incondizionata, il pubblico ministero può proporre l'applicazione immediata di una pena restrittiva di diritti o pecuniaria; l'accettazione dell'autore del fatto e del difensore è sottoposta al giudice; l'atto non importa recidiva, è registrato solo per impedire il beneficio nei cinque anni successivi e non produce effetti civili, restando all'interessato la via risarcitoria[48].
L'accordo omologato che estingue il diritto di querela è lo stesso congegno che abbiamo trovato in Romania con l'art. 16 lett. g) del codice di procedura penale. In Italia non abbiamo nulla di così netto.
19. La famiglia
La legge 13.058 del 22 dicembre 2014 ha modificato gli artt. 1.583 e 1.584 del codice civile rendendo l'affidamento condiviso la regola anche in caso di disaccordo fra i genitori[49].
Non ha però introdotto alcun obbligo di mediazione familiare: la mediazione resta facoltativa, mentre l'udienza di conciliazione dell'art. 334 CPC opera comunque anche nei procedimenti di famiglia[50]. È una scelta interessante: il legislatore brasiliano ha preferito rendere obbligatorio l'esito (l'affido condiviso) piuttosto che il metodo (la mediazione).
20. Che cosa bolle in pentola
Una precisazione, perché è un equivoco in cui è facile cadere: non è in discussione un nuovo codice di procedura civile. Quello in riforma è il codice civile, il cui anteprogetto è all'esame di una commissione speciale del Senato insediata il 25 settembre 2025, con conclusione prevista entro il luglio 2026[51].
Sul codice di rito non risultano progetti di modifica dell'art. 334. Due iniziative minori ma pertinenti sono invece in corso:
- il PL 5.785/2019, che non modifica l'art. 334 ma vi aggiungerebbe un art. 334-A, con una conciliazione preventiva nelle azioni di esecuzione e recupero crediti e la facoltà del convenuto di riconoscere il debito entro quindici giorni dalla citazione senza assistenza legale obbligatoria;
- il PL 223/2023, che modifica l'art. 98 CPC su gratuito patrocinio e remunerazione di conciliatori e mediatori, con parere favorevole in commissione giustizia del 6 maggio 2026[52].
21. Che cosa può leggere l'Italia
Primo. L'idea di collocare il tentativo di conciliazione dentro il processo, come prima udienza davanti a un centro del tribunale, e non fuori come condizione di procedibilità, è la vera alternativa strutturale al modello italiano. Elimina il doppio binario, il costo di ingresso separato e il problema della mediazione come formalità da smaltire prima di cominciare.
Secondo. La sanzione proporzionale — fino al 2% del valore — è più razionale di una sanzione fissa, e il fatto che vada allo Stato e non alla controparte evita di trasformarla in un'arma processuale.
Terzo. La regola per cui l'udienza si tiene se anche una sola parte la vuole ribalta la nostra logica. In Italia la mancata comparizione dell'invitato chiude la partita; in Brasile la fa costare.
Quarto. L'art. 167 §§ 3 e 4 CPC — il registro che raccoglie successi e insuccessi per mediatore e per materia, e l'obbligo di pubblicarli almeno annualmente — è la norma che spiega perché il Brasile ha i numeri e quasi tutti gli altri no. Andrebbe copiata.
Quinto. La quarantena di un anno dell'art. 172, il divieto per il mediatore-avvocato di esercitare presso gli uffici in cui opera, la distribuzione alternata e casuale degli incarichi: sono presidi di indipendenza che il nostro sistema di organismi privati non conosce nella stessa forma.
Sesto. Gli artt. 32-40 della legge 13.140/2015 e l'art. 174 CPC sulla mediazione con la pubblica amministrazione sono il modello che l'Italia non ha.
Settimo. Il Brasile pubblica ogni anno quanti accordi si fanno, in quale ramo, in quale fase, con quale tendenza. E i suoi numeri dicono onestamente che l'indice di conciliazione sta scendendo. Un paese che pubblica un dato scomodo su sé stesso è un paese che può correggersi.
Note
[1] Lei nr. 13.105 del 16 marzo 2015 (Código de Processo Civil), art. 3: «Não se excluirá da apreciação jurisdicional ameaça ou lesão a direito»; § 1 «É permitida a arbitragem, na forma da lei»; § 2 «O Estado promoverá, sempre que possível, a solução consensual dos conflitos»; § 3 «A conciliação, a mediação e outros métodos de solução consensual de conflitos deverão ser estimulados por juízes, advogados, defensores públicos e membros do Ministério Público, inclusive no curso do processo judicial».
[2] CPC brasiliano, art. 334, caput: designazione dell'udienza di conciliazione o mediazione con almeno trenta giorni di anticipo e citazione del convenuto con almeno venti giorni di anticipo.
[3] CPC brasiliano, art. 334: possibilità di svolgimento per mezzi elettronici e di più sessioni, entro il limite di due mesi.
[4] CPC brasiliano, art. 334: l'udienza non si tiene se entrambe le parti manifestano espressamente disinteresse alla composizione consensuale (l'attore nella petizione iniziale, il convenuto per iscritto almeno dieci giorni prima), o quando il diritto non ammette autocomposizione.
[5] CPC brasiliano, art. 334, § 8: la mancata comparizione ingiustificata costituisce ato atentatório à dignidade da justiça ed è sanzionata con multa fino al 2% del vantaggio economico perseguito o del valore della causa, devoluta all'Unione o allo Stato.
[6] CPC brasiliano, art. 334: comparizione delle parti assistite da avvocato o difensore pubblico; ammessa la rappresentanza mediante procuratore con poteri specifici per negoziare e transigere.
[7] CPC brasiliano, art. 165 e § 1: obbligo per i tribunali di istituire i centros judiciários de solução consensual de conflitos (CEJUSC), con composizione e organizzazione definite dal tribunale secondo le norme del Conselho Nacional de Justiça.
[8] CPC brasiliano, art. 165 § 2 (il conciliatore agisce preferibilmente dove non vi sia vincolo anteriore fra le parti, «poderá sugerir soluções para o litígio», con divieto di costrizione o intimidazione) e § 3 (il mediatore agisce preferibilmente dove vi sia vincolo anteriore e aiuta le parti a ristabilire la comunicazione e a individuare da sé soluzioni consensuali di reciproco beneficio).
[9] CPC brasiliano, art. 166: principi di indipendenza, imparzialità, autonomia della volontà, confidenzialità, oralità, informalità e decisione informata.
[10] CPC brasiliano, art. 167, caput, § 1 e § 2: iscrizione di conciliatori, mediatori e camere private in un registro nazionale e in un registro presso ciascun tribunale, con indicazione dell'area professionale; capacitazione minima mediante corso presso ente accreditato secondo il parametro curricolare definito congiuntamente dal Conselho Nacional de Justiça e dal Ministério da Justiça; registrazione che «poderá ser precedido de concurso público»; distribuzione «alternada e aleatória, respeitado o princípio da igualdade dentro da mesma área de atuação profissional».
[11] CPC brasiliano, art. 167 § 3 («todos os dados relevantes para a sua atuação, tais como o número de processos de que participou, o sucesso ou insucesso da atividade, a matéria sobre a qual versou a controvérsia») e § 4 (classificazione e pubblicazione almeno annuale dei dati da parte del tribunale, per conoscenza della popolazione e a fini statistici e di valutazione).
[12] CPC brasiliano, art. 167 § 5 (conciliatori e mediatori giudiziali avvocati «impedidos de exercer a advocacia nos juízos em que desempenhem suas funções») e § 6 (facoltà per il tribunale di creare un quadro proprio, coperto per concorso pubblico di prove e titoli).
[13] CPC brasiliano, art. 168, caput e §§ 1-3: scelta di comune accordo del conciliatore, del mediatore o della camera privata; «O conciliador ou mediador escolhido pelas partes poderá ou não estar cadastrado no tribunal»; in mancanza di accordo, distribuzione fra gli iscritti secondo la rispettiva formazione; designazione di più mediatori «sempre que recomendável».
[14] CPC brasiliano, art. 169, caput e §§ 1-2: remunerazione secondo tabella fissata dal tribunale nei parametri del Conselho Nacional de Justiça (definiti dalla resolução CNJ 271/2018); «A mediação e a conciliação podem ser realizadas como trabalho voluntário»; percentuale di udienze non remunerate a carico delle camere private come contropartita dell'accreditamento, per i processi con gratuito patrocinio.
[15] CPC brasiliano, artt. 170 e 171 (impedimento e impossibilità temporanea) e art. 172: «O conciliador e o mediador ficam impedidos, pelo prazo de 1 (um) ano, contado do término da última audiência em que atuaram, de assessorar, representar ou patrocinar qualquer das partes».
[16] CPC brasiliano, art. 173: esclusione dal registro per dolo o colpa nella conduzione o per violazione dei doveri dell'art. 166 §§ 1 e 2, e per attività svolta in situazione di impedimento o sospetto; accertamento in procedimento amministrativo; possibilità di allontanamento fino a centottanta giorni con decisione motivata.
[17] CPC brasiliano, art. 175 e paragrafo unico: le disposizioni della sezione non escludono altre forme di conciliazione e mediazione extragiudiziale collegate a organi istituzionali o realizzate da professionisti indipendenti, e si applicano «no que couber» alle camere private di conciliazione e mediazione.
[18] Lei nr. 13.140 del 26 giugno 2015 (Lei da Mediação): artt. 1-3 (definizione, principi, oggetto), artt. 4-13 (mediatori extragiudiziali e giudiziali), artt. 14-29 (procedimento, clausola contrattuale di mediazione, gratuità della mediazione giudiziale, termine di sessanta giorni), artt. 30-31 (riservatezza).
[19] Lei nr. 13.140/2015, art. 17: «Enquanto transcorrer o procedimento de mediação, ficará suspenso o prazo prescricional».
[20] Lei nr. 13.140/2015, artt. 30 e 31: riservatezza delle informazioni relative al procedimento rispetto ai terzi ed estensione alle sessioni private, salvo autorizzazione espressa.
[21] Lei nr. 13.140/2015, Capo II, artt. 32-40: autocomposizione dei conflitti nei quali è parte la pubblica amministrazione; câmaras di prevenzione e risoluzione amministrativa delle controversie.
[22] CPC brasiliano, art. 174: obbligo per Unione, Stati, Distretto federale e Comuni di creare camere di mediazione e conciliazione con attribuzioni di soluzione consensuale in ambito amministrativo (dirimere conflitti fra organi ed enti della pubblica amministrazione; valutare l'ammissibilità delle richieste di conciliazione; promuovere la celebrazione di termo de ajustamento de conduta).
[23] Conselho Nacional de Justiça, resolução nr. 125 del 29 novembre 2010, modificata dall'emenda 1/2013 (31 gennaio 2013), dall'emenda 2/2016 (8 marzo 2016) e dalle resoluções 290/2019, 326/2020 (26 giugno 2020), 390/2021 (6 maggio 2021), 672/2026 (11 marzo 2026) e 686/2026 (26 giugno 2026).
[24] Resolução CNJ 125/2010: istituzione dei NUPEMEC (nuclei permanenti di metodi consensuali di soluzione dei conflitti), coordinati da un magistrato, e dei CEJUSC, con personale dedicato e integrazione con i sistemi processuali elettronici.
[25] Resolução CNJ 125/2010, Allegato I: Modulo I 12 ore/lezione teoriche; Modulo II 16 ore teoriche e 12 di tirocinio supervisionato; Modulo III 16 ore teoriche e 24 di tirocinio; certificato rilasciato solo dopo il tirocinio. Percorso conciliatori (Moduli I-II): 28 ore teoriche e 12 di tirocinio. Percorso mediatori (Moduli I-III): 44 ore teoriche e 36 di tirocinio.
[26] Resolução CNJ nr. 672 dell'11 marzo 2026: nuova redazione dell'art. 8 § 8 della resolução 125/2010 sulla contabilizzazione delle sentenze omologatorie e degli atti di conciliazione e mediazione; inserimento dell'art. 8-A (definizione dei CEJUSC come unità giudiziarie specializzate, con disciplina delle sessioni pre-processuali e processuali), dell'art. 8-B (orientamento dei NUPEMEC sui flussi di distribuzione e omologazione), dell'art. 8-C (uso standardizzato dei codici di movimento processuale 12614, 12619 e 12621) e dell'art. 8-D (revisione periodica delle metas nacionais di conciliazione); termine di adeguamento di centottanta giorni.
[27] Resolução CNJ nr. 686 del 26 giugno 2026: aggiunge alla resolução 125/2010 l'Allegato V con gli enunciati nn. 1-48 del Fórum Nacional de Mediação e Conciliação (FONAMEC), applicabili alla sola giustizia statale; fra i temi: convenzioni per l'istituzione di CEJUSC, sessioni elettroniche, sistemi informatizzati, specializzazioni in materia previdenziale, sanitaria e di recuperação judicial, requisiti di qualificazione di mediatori e camere private, dodici enunciati sul sovraindebitamento, e l'enunciato secondo cui «Os conflitos submetidos ao setor pré-processual dos CEJUSCs não estão sujeitos ao limite de valor da causa».
[28] CNJ, Justiça em Números 2025 (dati 2024, presentato il 23 settembre 2025): indice di conciliazione 10,4% (12,3% nel 2023); 4,6 milioni di sentenze omologatorie di accordo; 2.135 CEJUSC (1.851 giustizia statale, 143 federale, 141 del lavoro); pendenze da 85,2 a 80,6 milioni; tasso di congestione dall'87,3% al 73,8%; resolução CNJ 547/2024 sulle esecuzioni fiscali, stock ridotto del 20,6% pari a 5,5 milioni di processi.
[29] CNJ, Justiça em Números 2026 (dati 2025, pubblicato il 23 giugno 2026): indice di conciliazione 11,2%, pari a 4,9 milioni di accordi; 2.141 CEJUSC; giustizia del lavoro 18,5% (oltre un milione di accordi), giustizia federale 11,2% (715 mila), tribunali superiori 0,54%; fase di cognizione 17,8%, fase di esecuzione 7,5%; picco storico del 13,6% nel 2016.
[30] CNJ, Justiça em Números 2026: 40,9 milioni di processi nuovi nel 2025 (+3,5%, massimo della serie storica); 45,2 milioni di processi definiti e 44,7 milioni di sentenze; 75,5 milioni di processi pendenti a fine 2025, di cui 59 milioni in trattazione effettiva; tasso di congestione 62,6% (74,9% nel 2020); 99,7% dei processi depositati in forma elettronica (11,2% nel 2009); durata media dei processi definiti 2 anni e 4 mesi, ridotta a 1 anno e 6 mesi escludendo le esecuzioni fiscali; processi pendenti 3 anni e 7 mesi; esecuzioni fiscali 8 anni e 2 mesi.
[31] World Justice Project, Rule of Law Index, sotto-fattore 7.7 «Alternative dispute resolution mechanisms are accessible, impartial, and effective», serie 2015-2025. L'indicatore misura l'accessibilità, l'imparzialità e l'efficacia percepite dei meccanismi alternativi, non il volume di utilizzo. Brasile: 0,669 (2015), 0,619 (2016), 0,591 (2017-18), 0,620 (2019), 0,637 (2020), 0,646 (2021), 0,633 (2022), 0,626 (2023), 0,623 (2024), 0,629 (2025); variazione 2015-2025 −0,040.
[32] Lei nr. 9.099 del 26 settembre 1995, art. 3, I: competenza dei Juizados Especiais Cíveis per le cause di valore fino a quaranta volte il salario minimo; gratuità in primo grado; tentativo di conciliazione come fase del rito; impiego di juízes leigos e conciliatori.
[33] Decreto nr. 12.797 del 23 dicembre 2025, che fissa il salario minimo per il 2026 in 1.621 real, in vigore dal 1° gennaio 2026 (valore giornaliero 54,04 real; orario 7,37 real): quaranta salari minimi corrispondono quindi a 64.840 real. Lei nr. 9.099/1995, art. 9: fino a venti salari minimi (32.420 real nel 2026) la parte può stare in giudizio senza avvocato.
[34] Lei nr. 9.099/1995, artt. 21-26: art. 21 (illustrazione dei vantaggi della conciliazione e dei rischi del contenzioso); art. 22 (conciliazione condotta dal giudice togato o laico o da un conciliatore sotto la sua direzione); art. 24 (opzione concorde per il giudizio arbitrale, instaurato senza compromesso scritto, con arbitro scelto fra i giudici laici); art. 25 (l'arbitro conduce il processo con i criteri del giudice e può decidere secondo equità); art. 26 (deposito del lodo entro cinque giorni per l'omologazione con sentenza non impugnabile).
[35] Lei nr. 13.994 del 24 aprile 2020, che ha modificato gli artt. 22 e 23 della lei nr. 9.099/1995: nuovo art. 22 § 2 («É cabível a conciliação não presencial conduzida pelo Juizado mediante o emprego dos recursos tecnológicos disponíveis de transmissão de sons e imagens em tempo real, devendo o resultado da tentativa de conciliação ser reduzido a escrito com os anexos pertinentes») e nuovo art. 23 («Se o demandado não comparecer ou recusar-se a participar da tentativa de conciliação não presencial, o Juiz togado proferirá sentença»).
[36] Lei nr. 9.307 del 23 settembre 1996, come modificata dalla lei nr. 13.129 del 26 maggio 2015: arbitrato con la pubblica amministrazione per diritti patrimoniali disponibili; artt. 22-A e 22-B sulle misure cautelari e d'urgenza; sentenza arbitrale parziale.
[37] Lei nr. 9.307/1996: termine ordinario di sei mesi per la sentenza arbitrale, prorogabile per accordo delle parti; nei contratti per adesione con consumatori la clausola compromissoria richiede iniziativa esplicita del consumatore o consenso scritto separato.
[38] Convenzione di New York del 10 giugno 1958: adesione del Brasile il 7 giugno 2002, promulgata con il decreto nr. 4.311 del 23 luglio 2002; il Brasile non ha formulato riserve, né di reciprocità né di commercialità.
[39] Convenzione interamericana sull'arbitrato commerciale internazionale (Panamá, 30 gennaio 1975), approvata dal Congresso nazionale con il decreto legislativo nr. 90 del 6 giugno 1995 e promulgata con il decreto nr. 1.902 del 9 maggio 1996.
[40] Convenzione interamericana sull'efficacia extraterritoriale delle sentenze e dei lodi arbitrali stranieri (Montevideo, 1979), promulgata con il decreto nr. 2.411/1997.
[41] Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Singapore, 2019): firma del Brasile il 7 agosto 2019; alla data verificata nessun deposito dello strumento di ratifica. Da confermare lo stato aggiornato al 2026.
[42] Piattaforma consumidor.gov.br, gestita dalla Secretaria Nacional do Consumidor: 2.014.153 reclami registrati nel primo semestre 2026, con indice medio di soluzione dell'80,17% (84,66% a gennaio, 77,38% a marzo, 80,77% a giugno); l'impresa dispone di dieci giorni per rispondere e il consumatore di venti per valutare l'esito con un voto da 1 a 5. Principali motivi di reclamo: contestazione del calcolo di interessi e del saldo debitore, addebiti indebiti, rinegoziazione del debito; il settore bancario e finanziario guida la graduatoria.
[43] L'indice di soluzione della piattaforma è ufficialmente calcolato come rapporto fra la somma dei reclami valutati come risolti e dei reclami non valutati dal consumatore, da un lato, e il totale dei reclami conclusi, dall'altro: i reclami non valutati entrano quindi al numeratore. La critica è stata sollevata in dottrina e da un organismo pubblico di tutela dei consumatori in sede di evento della Secretaria Nacional do Consumidor.
[44] Resolução CNJ nr. 345 del 9 ottobre 2020 («Juízo 100% Digital»): adozione facoltativa da parte dei tribunali, con svolgimento di tutti gli atti processuali per via elettronica e da remoto e adesione facoltativa delle parti. Resolução CNJ nr. 372 del 12 febbraio 2021 («Balcão Virtual»): obbligo per tutti i tribunali e consigli, escluso il Supremo Tribunal Federal, di rendere disponibile sul proprio sito uno strumento di videoconferenza per il contatto immediato con l'ufficio di ciascuna unità giudiziaria durante l'orario di apertura. Precisazione: il Balcão Virtual è istituito dalla resolução 372/2021 e non dalla 375, come talora riportato anche da comunicati di tribunali.
[45] Resolução CNJ nr. 225 del 31 maggio 2016, pubblicata nel DJe/CNJ del 2 giugno 2016: Política Nacional de Justiça Restaurativa nell'ambito del potere giudiziario.
[46] Resolução CNJ nr. 300 del 29 novembre 2019 (inserimento dell'art. 28-A, con termine di centottanta giorni per il piano di attuazione e cinque requisiti, e dell'art. 28-B, che istituisce il Fórum Nacional de Justiça Restaurativa a cadenza annuale); resolução CNJ nr. 458 del 6 giugno 2022 (inserimento dell'art. 29-A sui programmi in ambiente scolastico); resolução CNJ nr. 592 dell'8 novembre 2024 (modifica dell'art. 29, con estensione «no que couber» alla giustizia federale, del lavoro, elettorale e militare).
[47] Lei nr. 9.099/1995, artt. 72-75, e in particolare art. 74: «A composição dos danos civis será reduzida a escrito e, homologada pelo Juiz mediante sentença irrecorrível, terá eficácia de título a ser executado no juízo civil competente»; paragrafo unico: «Tratando-se de ação penal de iniciativa privada ou de ação penal pública condicionada à representação, o acordo homologado acarreta a renúncia ao direito de queixa ou representação». L'art. 73 disciplina la figura del conciliatore, reclutato preferibilmente fra i laureati in giurisprudenza ed escluso chi eserciti funzioni nell'amministrazione della giustizia penale; l'art. 75 prevede l'esercizio verbale del diritto di rappresentanza in caso di mancata composizione, senza decadenza.
[48] Lei nr. 9.099/1995, art. 76: proposta del Ministério Público di applicazione immediata di pena restrittiva di diritti o pecuniaria; preclusioni del § 2 (condanna definitiva a pena detentiva, beneficio analogo nei cinque anni anteriori, antecedenti e condotta non favorevoli); accettazione dell'autore del fatto e del difensore (§ 3); assenza di recidiva e registrazione al solo fine del § 4; appellabilità (§ 5); assenza di effetti civili e di annotazione nel certificato dei carichi pendenti (§ 6).
[49] Lei nr. 13.058 del 22 dicembre 2014: modifica degli artt. 1.583 e 1.584 del codice civile brasiliano; l'affidamento condiviso (guarda compartilhada) diventa la regola anche in caso di disaccordo fra i genitori.
[50] La legge 13.058/2014 non introduce un obbligo di mediazione familiare; resta applicabile l'udienza di conciliazione o mediazione dell'art. 334 CPC.
[51] Anteprogetto di aggiornamento del Código Civil brasiliano: commissione speciale del Senato insediata il 25 settembre 2025, con piano di lavoro che prevede la conclusione entro il luglio 2026. Non risultano invece progetti di riforma organica del codice di procedura civile né di modifica dell'art. 334.
[52] PL 5.785/2019 (Camera dei deputati), che introdurrebbe un art. 334-A CPC con una conciliazione preventiva nelle azioni di esecuzione e recupero crediti e la facoltà per il convenuto di riconoscere il debito entro quindici giorni dalla citazione senza assistenza legale obbligatoria; PL 223/2023 (Camera dei deputati), di modifica dell'art. 98 CPC su gratuito patrocinio e remunerazione di conciliatori e mediatori, con parere favorevole in commissione costituzione e giustizia del 6 maggio 2026.
Nota
Questo dossier riprende e sostituisce i contributi seguenti:
- Il Brasile punta decisamente su mediazione, conciliazione ed arbitrato — 2 maggio 2015
- Il Brasile vara la nuova legge sulla mediazione — 9 luglio 2015