Sistemi di composizione dei conflitti in Brasile (2026)

1. Perché questo dossier. 2. Il principio: l'art. 3 del codice del 2015. 3. L'udienza obbligatoria dell'art. 334. 4. La sanzione: il 2% per chi non si presenta. 5. I CEJUSC. 6. La legge sulla mediazione: la 13.140/2015. 7. La mediazione con la pubblica amministrazione. 8. La risoluzione 125/2010 del CNJ e la formazione. 9. I numeri: il Brasile conta tutto. 10. Che cosa dicono davvero quei numeri. 11. I Juizados Especiais. 12. L'arbitrato. 13. Le convenzioni internazionali. 14. La giustizia digitale e l'ODR. 15. La giustizia riparativa. 16. La famiglia. 17. Che cosa può leggere l'Italia.

1. Perché questo dossier

Questo testo riprende e sostituisce due contributi del 2015, scritti quando il nuovo codice di procedura civile brasiliano e la legge sulla mediazione erano appena stati approvati. Undici anni dopo si può fare quello che allora era impossibile: guardare i risultati.

E il Brasile è il paese giusto per farlo, perché è forse l'unico al mondo che misura la conciliazione giudiziale con precisione ossessiva e la pubblica ogni anno. Dopo i dossier su Lussemburgo, Finlandia, Argentina, California, Svizzera e Romania — dove nessuno sa quante mediazioni si facciano — il contrasto è quasi imbarazzante.

2. Il principio: l'art. 3 del codice del 2015

Il Código de Processo Civil brasiliano è la legge 13.105 del 16 marzo 2015, entrata in vigore nel 2016. Il suo art. 3 afferma il principio di non escludibilità della giurisdizione e, nei paragrafi successivi, stabilisce che lo Stato promuove la soluzione consensuale delle controversie e che giudici, avvocati, difensori pubblici e membri del pubblico ministero devono stimolare conciliazione e mediazione anche nel corso del processo[1].

Non è un manifesto: è la norma di apertura di un codice. Il legislatore brasiliano ha scelto di collocare la composizione consensuale fra le normas fundamentais do processo civil, allo stesso livello del contraddittorio e della ragionevole durata.

3. L'udienza obbligatoria dell'art. 334

Qui sta il congegno che rende il Brasile unico, e che va spiegato con attenzione perché non ha equivalenti in Europa.

L'art. 334 CPC stabilisce che, se la domanda è regolare e non ricorrono i presupposti del rigetto immediato, il giudice fissa un'udienza di conciliazione o di mediazione con almeno trenta giorni di anticipo; il convenuto è citato con almeno venti giorni di anticipo rispetto a quella data[2].

Non è una condizione di procedibilità da assolvere fuori dal processo, come in Italia e in Grecia: è la prima udienza del processo stesso. Si può svolgere per via telematica e può articolarsi in più sessioni nell'arco di due mesi[3].

L'udienza non si tiene in due soli casi: quando il diritto controverso non ammette autocomposizione, e quando entrambe le parti manifestano espressamente il proprio disinteresse — l'attore nell'atto introduttivo, il convenuto per iscritto almeno dieci giorni prima[4].

Si legga bene: entrambe. Se una sola parte vuole provarci, l'udienza si tiene e l'altra deve presentarsi. È l'esatto opposto della logica italiana, dove la mancata adesione di una parte chiude di fatto la partita.

4. La sanzione: il 2% per chi non si presenta

La mancata comparizione ingiustificata è qualificata come ato atentatório à dignidade da justiça e sanzionata con una multa fino al due per cento del vantaggio economico perseguito o del valore della causa, devoluta allo Stato o all'Unione — non alla controparte[5].

Le parti devono comparire assistite da avvocato o difensore pubblico, e possono farsi rappresentare da un procuratore munito di poteri specifici per negoziare e transigere[6].

Due per cento del valore della causa è una sanzione seria: su una causa da centomila reais sono duemila reais. Confrontiamola con i cento-cinquecento euro greci e con la nostra sanzione pari al contributo unificato: il Brasile ha scelto una sanzione proporzionale, che cresce col valore della lite. È la scelta più efficace sul piano dissuasivo e la più discussa sul piano dell'accesso alla giustizia.

5. I CEJUSC

Gli artt. 165-175 CPC disciplinano conciliatori e mediatori giudiziali. L'art. 165 impone ai tribunali di istituire i Centros Judiciários de Solução Consensual de Conflitos (CEJUSC), incaricati delle sessioni di conciliazione e mediazione e di programmi di orientamento dei cittadini[7].

La distinzione fra le due figure è codificata e vale la pena riportarla, perché in Italia usiamo i due termini come sinonimi:

  • il conciliatore «potrà suggerire soluzioni per la lite» e opera preferibilmente quando non vi sia un vincolo pregresso fra le parti;
  • il mediatore «aiuterà gli interessati a comprendere le questioni e gli interessi in conflitto» e opera preferibilmente quando un vincolo pregresso esista — tipicamente nei rapporti familiari[8].

L'art. 166 elenca i principi: indipendenza, imparzialità, autonomia della volontà, riservatezza, oralità, informalità e decisione informata[9]. Gli articoli successivi disciplinano i registri tenuti dai tribunali, la remunerazione secondo tabella, gli impedimenti modellati su quelli dei giudici, la facoltà delle parti di scegliere di comune accordo un conciliatore anche non iscritto e le camere private di conciliazione e mediazione. Il testo letterale degli artt. 167-175 non è stato verificato su fonte primaria e va assunto in questa ricostruzione con la cautela del caso[10].

6. La legge sulla mediazione: la 13.140/2015

Tre mesi dopo il codice arrivò la legge 13.140 del 26 giugno 2015, la Lei da Mediação[11]. La sua architettura:

  • artt. 1-3: definizione della mediazione come «attività tecnica esercitata da un terzo imparziale»; principi (imparzialità, isonomia, oralità, informalità, autonomia della volontà, ricerca del consenso, riservatezza, buona fede); oggetto: diritti disponibili e diritti indisponibili che ammettono transazione;
  • artt. 4-13: i mediatori, extragiudiziali e giudiziali, con requisiti di formazione e iscrizione;
  • artt. 14-29: il procedimento, la co-mediazione, la clausola contrattuale di mediazione, la gratuità della mediazione giudiziale e il termine di sessanta giorni per concluderla;
  • artt. 30-31: la riservatezza.

Due disposizioni meritano di essere citate. L'art. 17: «Mentre si svolge il procedimento di mediazione, resta sospeso il termine di prescrizione»[12]. E l'art. 30: «Ogni e qualsiasi informazione relativa al procedimento di mediazione sarà confidenziale rispetto ai terzi», con l'art. 31 che estende la riservatezza alle sessioni separate salvo autorizzazione espressa[13].

7. La mediazione con la pubblica amministrazione

Il Capo II della legge 13.140/2015, artt. 32-40, disciplina l'autocomposizione dei conflitti nei quali è parte la pubblica amministrazione, prevedendo l'istituzione di câmaras di prevenzione e risoluzione amministrativa delle controversie presso l'amministrazione diretta e indiretta[14].

È il punto su cui il Brasile è più avanti di noi. In Italia la mediazione con la pubblica amministrazione resta un'eccezione praticata con timore, per il fantasma della responsabilità erariale. Il Brasile ha risolto la questione a monte, con una legge che dice espressamente che si può e come.

8. La risoluzione 125/2010 del CNJ e la formazione

Prima del codice e prima della legge c'era la risoluzione 125 del 29 novembre 2010 del Conselho Nacional de Justiça, che ha istituito la Política Judiciária Nacional de tratamento adequado dos conflitos de interesses. È tuttora in vigore, ripetutamente emendata: emenda 1/2013, emenda 2/2016, risoluzione 290/2019, risoluzione 326/2020 (la revisione più ampia), risoluzione 390/2021, e da ultimo le risoluzioni 672 dell'11 marzo 2026 e 686 del 26 giugno 2026, il cui contenuto non è stato verificato[15].

La risoluzione impone ai tribunali di istituire i NUPEMEC — nuclei permanenti di metodi consensuali, coordinati da un magistrato — e i CEJUSC, con personale dedicato e integrazione obbligatoria con i sistemi processuali telematici[16].

Sulla formazione l'Allegato I è preciso, e va riportato perché in Italia si cita spesso «quaranta ore» senza distinguere:

  • Modulo I: 12 ore teoriche;
  • Modulo II: 16 ore teoriche + 12 ore di tirocinio supervisionato;
  • Modulo III: 16 ore teoriche + 24 ore di tirocinio supervisionato;
  • il certificato è rilasciato solo dopo il tirocinio.

Ne segue che il conciliatore compie Moduli I e II, cioè 28 ore teoriche più 12 di tirocinio, per un totale di quaranta ore; il mediatore compie tutti e tre i moduli, cioè 44 ore teoriche più 36 di tirocinio, per un totale di ottanta ore[17]. La formula «corso di quaranta ore» è dunque esatta solo per i conciliatori.

9. I numeri: il Brasile conta tutto

Il CNJ pubblica ogni anno Justiça em Números. Ecco i dati delle ultime due edizioni.

Edizione 2025 (dati 2024): indice di conciliazione 10,4%, in calo dal 12,3% del 2023; 4,6 milioni di sentenze omologatorie di accordo, il 52,4% in più rispetto ai 3 milioni del 2015; 2.135 CEJUSC attivi, di cui 1.851 nella giustizia statale, 143 nella federale e 141 in quella del lavoro; 39,4 milioni di cause nuove e 44,8 milioni definite; pendenze scese da 85,2 a 80,6 milioni, la maggiore riduzione dal 2004; tasso di congestione sceso dall'87,3% al 73,8%, per effetto anche della risoluzione CNJ 547/2024 sulle esecuzioni fiscali, il cui stock è calato del 20,6% pari a 5,5 milioni di processi[18].

Edizione 2026 (dati 2025): indice di conciliazione 11,2%, cioè 4,9 milioni di accordi su 44,7 milioni di provvedimenti; 2.141 CEJUSC; per ramo, giustizia del lavoro 18,5% con oltre un milione di accordi, giustizia federale 11,2% con 715 mila, tribunali superiori 0,54%; per fase, cognizione 17,8% e esecuzione 7,5%. Il record storico resta il 13,6% del 2016[19].

10. Che cosa dicono davvero quei numeri

Fermiamoci, perché questi dati vanno letti e non solo citati.

Primo. Il Brasile ha l'udienza di conciliazione obbligatoria come prima udienza di ogni causa civile, con sanzione proporzionale al valore. Risultato: un accordo ogni nove processi definiti. Non è poco — sono cinque milioni di accordi l'anno — ma non è nemmeno la rivoluzione che il congegno prometteva.

Secondo. L'indice era al 13,6% nel 2016, l'anno di entrata in vigore del codice, ed è sceso all'11,2% nel 2025. La curva è discendente, non ascendente. L'entusiasmo iniziale si è raffreddato; l'udienza dell'art. 334 è diventata, per molti operatori, un passaggio rituale.

Terzo. Il divario fra i rami è enorme: 18,5% nel lavoro contro lo 0,54% dei tribunali superiori. La conciliazione funziona dove il rapporto è bilaterale, il valore determinabile e le parti hanno interesse a chiudere in fretta.

Quarto, e più importante. Il crollo del tasso di congestione dall'87,3% al 73,8% in un anno non è dovuto alla conciliazione: è dovuto a una risoluzione amministrativa sull'archiviazione delle esecuzioni fiscali. Vale per il Brasile quel che valeva per la Grecia con la riforma della mappa giudiziaria: le grandi riduzioni di arretrato vengono sempre dall'organizzazione, mai dagli strumenti consensuali. La mediazione va difesa per la qualità dell'esito e per la tenuta degli accordi, non promettendo deflazione.

11. I Juizados Especiais

Accanto al rito ordinario esistono dal 1995 i Juizados Especiais, disciplinati dalla legge 9.099 del 26 settembre 1995: giudici delle piccole cause, civili (JEC) e penali (JECrim), a livello statale e federale, competenti per valore fino a quaranta salari minimi, gratuiti in primo grado, con tentativo di conciliazione come fase obbligatoria del rito e con l'impiego di giudici laici e conciliatori accanto al giudice togato[20].

Il dettaglio articolo per articolo della legge 9.099/1995 non è stato verificato su fonte primaria, e neppure il controvalore in reais della soglia dei quaranta salari minimi aggiornato al 2026[21].

12. L'arbitrato

L'arbitrato è disciplinato dalla legge 9.307 del 23 settembre 1996, profondamente modificata dalla legge 13.129 del 26 maggio 2015, che ha introdotto:

  • la possibilità per la pubblica amministrazione diretta e indiretta di ricorrere all'arbitrato per diritti patrimoniali disponibili, nel rispetto dei principi di legalità e pubblicità;
  • gli artt. 22-A e 22-B: misure cautelari e d'urgenza chieste al giudice statale prima della costituzione del tribunale arbitrale, che poi può mantenerle, modificarle o revocarle;
  • la sentenza arbitrale parziale, che consente di definire per fasi le controversie complesse[22].

Il termine ordinario per il lodo è di sei mesi, prorogabile per accordo delle parti. Nei contratti per adesione con i consumatori la clausola compromissoria richiede l'iniziativa esplicita del consumatore o un consenso scritto separato[23].

13. Le convenzioni internazionali

Il Brasile ha aderito alla Convenzione di New York del 1958 il 7 giugno 2002, con promulgazione interna mediante il decreto 4.311/2002[24]. Il dato notevole è un altro: il Brasile non ha formulato alcuna riserva, né di reciprocità né di commercialità. È una scelta di apertura piena che pochi Stati hanno fatto — la Polonia, per esempio, le ha formulate entrambe.

Il Brasile è parte anche della Convenzione di Panama del 1975 sull'arbitrato commerciale internazionale; data e strumento di ratifica non sono stati verificati[25].

Quanto alla Convenzione di Singapore sugli accordi transattivi derivanti da mediazione, il Brasile l'ha firmata il 7 agosto 2019, giorno dell'apertura alla firma, ma alla data verificata non aveva depositato lo strumento di ratifica; lo stato aggiornato al 2026 non è stato accertato[26].

14. La giustizia digitale e l'ODR

Il Brasile gestisce consumidor.gov.br, piattaforma pubblica di risoluzione delle controversie di consumo della Secretaria Nacional do Consumidor, e ha lanciato i programmi «Juízo 100% Digital» e «Balcão Virtual» del CNJ. Non è stato possibile verificare né le statistiche della piattaforma né gli estremi delle risoluzioni istitutive dei due programmi, e preferisco non riportare cifre non controllate[27].

15. La giustizia riparativa

La risoluzione CNJ 225 del 31 maggio 2016, pubblicata il 2 giugno 2016, ha istituito la Política Nacional de Justiça Restaurativa nell'ambito del potere giudiziario, definendola come insieme di principi e metodi fondati su corresponsabilità, riparazione del danno, attenzione ai bisogni di tutti i coinvolti, volontarietà, riservatezza e celerità[28]. È stata modificata dalle risoluzioni 300/2019, 458/2022 e 592/2024, il cui contenuto specifico non è stato verificato[29].

Sul versante legislativo, la legge 9.099/1995 conosce da trent'anni la composizione civile dei danni e la transazione penale per i reati di minore potenziale offensivo; il testo degli articoli non è stato verificato[30].

16. La famiglia

La legge 13.058 del 22 dicembre 2014 ha modificato gli artt. 1.583 e 1.584 del codice civile rendendo l'affidamento condiviso la regola anche in caso di disaccordo fra i genitori[31].

Non ha però introdotto alcun obbligo di mediazione familiare: la mediazione resta facoltativa, mentre l'udienza di conciliazione dell'art. 334 CPC opera comunque anche nei procedimenti di famiglia[32]. È una scelta interessante: il legislatore brasiliano ha preferito rendere obbligatorio l'esito (l'affido condiviso) piuttosto che il metodo (la mediazione).

17. Che cosa può leggere l'Italia

Primo. L'idea di collocare il tentativo di conciliazione dentro il processo, come prima udienza davanti a un centro del tribunale, e non fuori come condizione di procedibilità, è la vera alternativa strutturale al modello italiano. Elimina il doppio binario, elimina il costo di ingresso separato, elimina il problema della «mediazione come formalità da smaltire prima di cominciare».

Secondo. La sanzione proporzionale — fino al 2% del valore — è più razionale di una sanzione fissa. E il fatto che vada allo Stato e non alla controparte evita di trasformarla in un'arma processuale.

Terzo. La regola per cui l'udienza si tiene se anche una sola parte la vuole ribalta la nostra logica. In Italia la mancata comparizione dell'invitato chiude la partita; in Brasile la fa costare.

Quarto. La distinzione codificata fra conciliatore e mediatore — il primo propone, il secondo no; il primo per rapporti occasionali, il secondo per rapporti continuativi — è una chiarezza concettuale che a noi manca e che ci farebbe bene.

Quinto. Gli artt. 32-40 della legge 13.140/2015 sulla mediazione con la pubblica amministrazione sono il modello che l'Italia non ha.

Sesto, e conclusivo. Il Brasile pubblica ogni anno quanti accordi si fanno, in quale ramo, in quale fase, con quale tendenza. E i suoi numeri dicono onestamente che l'indice di conciliazione sta scendendo, non salendo. Un paese che pubblica un dato scomodo su sé stesso è un paese che può correggersi. È esattamente quello che manca a quasi tutti gli altri sistemi esaminati in questa serie.


Note

[1] Lei nr. 13.105 del 16 marzo 2015 (Código de Processo Civil), art. 3, fra le normas fundamentais do processo civil. NON VERIFICATO il testo letterale dei paragrafi 2 e 3 su fonte primaria; il contenuto è riportato secondo ricostruzione dottrinale consolidata.

[2] CPC brasiliano, art. 334, caput: designazione dell'udienza di conciliazione o mediazione con almeno trenta giorni di anticipo e citazione del convenuto con almeno venti giorni di anticipo.

[3] CPC brasiliano, art. 334: possibilità di svolgimento per mezzi elettronici e di più sessioni, entro il limite di due mesi.

[4] CPC brasiliano, art. 334: l'udienza non si tiene se entrambe le parti manifestano espressamente disinteresse alla composizione consensuale (l'attore nella petizione iniziale, il convenuto per iscritto almeno dieci giorni prima), o quando il diritto non ammette autocomposizione.

[5] CPC brasiliano, art. 334, § 8: la mancata comparizione ingiustificata costituisce ato atentatório à dignidade da justiça ed è sanzionata con multa fino al 2% del vantaggio economico perseguito o del valore della causa, devoluta all'Unione o allo Stato.

[6] CPC brasiliano, art. 334: comparizione delle parti assistite da avvocato o difensore pubblico; ammessa la rappresentanza mediante procuratore con poteri specifici per negoziare e transigere.

[7] CPC brasiliano, art. 165: obbligo per i tribunali di istituire i centros judiciários de solução consensual de conflitos (CEJUSC).

[8] CPC brasiliano, art. 165, §§ 2 e 3: definizione delle funzioni del conciliatore («poderá sugerir soluções para o litígio») e del mediatore («auxiliará aos interessados a compreender as questões e os interesses em conflito»), con i rispettivi ambiti preferenziali di impiego.

[9] CPC brasiliano, art. 166: principi di indipendenza, imparzialità, autonomia della volontà, confidenzialità, oralità, informalità e decisione informata.

[10] NON VERIFICATO: il testo letterale degli artt. 167-175 CPC (registri dei tribunali, remunerazione, impedimenti, scelta di comune accordo del conciliatore, camere private) non è stato riscontrato su fonte primaria.

[11] Lei nr. 13.140 del 26 giugno 2015 (Lei da Mediação): artt. 1-3 (definizione, principi, oggetto), artt. 4-13 (mediatori extragiudiziali e giudiziali), artt. 14-29 (procedimento, clausola contrattuale di mediazione, gratuità della mediazione giudiziale, termine di sessanta giorni), artt. 30-31 (riservatezza).

[12] Lei nr. 13.140/2015, art. 17: «Enquanto transcorrer o procedimento de mediação, ficará suspenso o prazo prescricional».

[13] Lei nr. 13.140/2015, artt. 30 e 31: riservatezza delle informazioni relative al procedimento rispetto ai terzi ed estensione alle sessioni private, salvo autorizzazione espressa.

[14] Lei nr. 13.140/2015, Capo II, artt. 32-40: autocomposizione dei conflitti nei quali è parte la pubblica amministrazione; câmaras di prevenzione e risoluzione amministrativa delle controversie.

[15] Conselho Nacional de Justiça, resolução nr. 125 del 29 novembre 2010, modificata dall'emenda 1/2013, dall'emenda 2/2016 e dalle resoluções 290/2019, 326/2020, 390/2021, 672 dell'11 marzo 2026 e 686 del 26 giugno 2026. NON VERIFICATO il contenuto delle due ultime.

[16] Resolução CNJ 125/2010: istituzione dei NUPEMEC (nuclei permanenti di metodi consensuali di soluzione dei conflitti), coordinati da un magistrato, e dei CEJUSC, con personale dedicato e integrazione con i sistemi processuali elettronici.

[17] Resolução CNJ 125/2010, Allegato I: Modulo I 12 ore/lezione teoriche; Modulo II 16 ore teoriche e 12 di tirocinio supervisionato; Modulo III 16 ore teoriche e 24 di tirocinio; certificato rilasciato solo dopo il tirocinio. Percorso conciliatori (Moduli I-II): 28 ore teoriche e 12 di tirocinio. Percorso mediatori (Moduli I-III): 44 ore teoriche e 36 di tirocinio.

[18] CNJ, Justiça em Números 2025 (dati 2024, presentato il 23 settembre 2025): indice di conciliazione 10,4% (12,3% nel 2023); 4,6 milioni di sentenze omologatorie di accordo; 2.135 CEJUSC (1.851 giustizia statale, 143 federale, 141 del lavoro); 39,4 milioni di cause nuove e 44,8 milioni definite; pendenze da 85,2 a 80,6 milioni; tasso di congestione dall'87,3% al 73,8%; resolução CNJ 547/2024 sulle esecuzioni fiscali, stock ridotto del 20,6% pari a 5,5 milioni di processi; 12.512 uffici registrali in 5.570 comuni.

[19] CNJ, Justiça em Números 2026 (dati 2025): indice di conciliazione 11,2%, pari a 4,9 milioni di accordi su 44,7 milioni di provvedimenti; 2.141 CEJUSC, di cui 1.843 nella giustizia statale; giustizia del lavoro 18,5% (oltre un milione di accordi), giustizia federale 11,2% (715 mila), tribunali superiori 0,54%; fase di cognizione 17,8%, fase di esecuzione 7,5%; picco storico del 13,6% nel 2016.

[20] Lei nr. 9.099 del 26 settembre 1995: Juizados Especiais Cíveis e Criminais; competenza civile per valore fino a quaranta salari minimi; gratuità in primo grado; tentativo di conciliazione come fase del rito; impiego di juízes leigos e conciliatori.

[21] NON VERIFICATO: il testo articolo per articolo della legge 9.099/1995 (in particolare gli articoli sul rito e sulla transazione penale) e il controvalore in reais della soglia dei quaranta salari minimi aggiornato al 2026.

[22] Lei nr. 9.307 del 23 settembre 1996, come modificata dalla lei nr. 13.129 del 26 maggio 2015: arbitrato con la pubblica amministrazione per diritti patrimoniali disponibili; artt. 22-A e 22-B sulle misure cautelari e d'urgenza; sentenza arbitrale parziale.

[23] Lei nr. 9.307/1996: termine ordinario di sei mesi per la sentenza arbitrale, prorogabile per accordo delle parti; nei contratti per adesione con consumatori la clausola compromissoria richiede iniziativa esplicita del consumatore o consenso scritto separato.

[24] Convenzione di New York del 10 giugno 1958: adesione del Brasile il 7 giugno 2002, promulgata con decreto 4.311/2002; il Brasile non ha formulato riserve. NON VERIFICATO su fonte primaria la data esatta di promulgazione interna del decreto.

[25] NON VERIFICATO: data e strumento normativo di ratifica brasiliana della Convenzione interamericana sull'arbitrato commerciale internazionale (Panama, 1975), della quale il Brasile risulta parte.

[26] Convenzione delle Nazioni Unite sugli accordi transattivi internazionali derivanti dalla mediazione (Singapore, 2019): firma del Brasile il 7 agosto 2019; alla data verificata (aprile 2024) nessun deposito dello strumento di ratifica. NON VERIFICATO lo stato aggiornato al 2026.

[27] NON VERIFICATO: statistiche della piattaforma consumidor.gov.br gestita dalla SENACON (numero di reclami, tasso di risoluzione, tempo medio di risposta) ed estremi delle risoluzioni CNJ istitutive dei programmi «Juízo 100% Digital» e «Balcão Virtual».

[28] Resolução CNJ nr. 225 del 31 maggio 2016, pubblicata nel DJe/CNJ del 2 giugno 2016: Política Nacional de Justiça Restaurativa nell'ambito del potere giudiziario.

[29] NON VERIFICATO: contenuto delle resoluções CNJ 300/2019, 458/2022 e 592/2024, modificative della resolução 225/2016.

[30] NON VERIFICATO: testo degli articoli della legge 9.099/1995 in materia di composizione civile dei danni e transazione penale per i reati di minore potenziale offensivo.

[31] Lei nr. 13.058 del 22 dicembre 2014: modifica degli artt. 1.583 e 1.584 del codice civile brasiliano; l'affidamento condiviso (guarda compartilhada) diventa la regola anche in caso di disaccordo fra i genitori.

[32] La legge 13.058/2014 non introduce un obbligo di mediazione familiare; resta applicabile l'udienza di conciliazione o mediazione dell'art. 334 CPC.

Argomenti correlati

Nota

Questo dossier riprende e sostituisce i contributi seguenti: