Sistemi di composizione dei conflitti in Spagna (2026)
1. Perché questo dossier è stato riscritto. 2. Che cosa sono i MASC. 3. Il requisito di procedibilità: campo di applicazione ed eccezioni. 4. Come si prova il tentativo. 5. Le conseguenze sulle spese. 6. Che cosa è rimasto della legge sulla mediazione del 2012. 7. Il registro dei mediatori e una contraddizione non risolta. 8. I numeri: un crollo del contenzioso civile. 9. Le critiche, i contrasti fra tribunali e la questione di costituzionalità. 10. Il patrocinio a spese dello Stato nei MASC. 11. La mediazione penale. 12. Arbitrato, famiglia, consumo. 13. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Perché questo dossier è stato riscritto
Questo testo sostituisce il dossier pubblicato il 20 maggio 2013. La ragione è semplice: la Spagna ha fatto, il 3 aprile 2025, quello che l'Italia discute da quindici anni. Ha imposto per legge organica il tentativo di composizione amichevole come condizione di procedibilità per quasi tutti i processi civili dichiarativi, e lo ha fatto non attraverso la sola mediazione, ma attraverso un catalogo aperto di strumenti[1].
Un anno e mezzo dopo abbiamo i primi dati, i primi contrasti fra tribunali, le prime critiche dell'avvocatura e una questione di costituzionalità pendente. È materiale che nessun dossier del 2013 poteva contenere, e che vale la pena esaminare con attenzione perché è il più grande esperimento europeo in corso sull'obbligatorietà.
Va aggiunto che è cambiata anche l'architettura giudiziaria: dal 2025 i vecchi organi monocratici — oltre 3.900 — sono confluiti in 431 Tribunales de Instancia, con piena operatività dal 1° gennaio 2026[2]. Chi scrive ancora di juzgados de primera instancia come organi autonomi descrive un assetto superato.
2. Che cosa sono i MASC
L'acronimo sta per medios adecuados de solución de controversias, e la scelta lessicale non è casuale: non «alternativi» ma «adeguati», a segnalare che non sono un ripiego rispetto al processo ma la via appropriata a seconda del conflitto. La legge li definisce come qualunque attività negoziale alla quale le parti accedano in buona fede.
Il catalogo è ampio e comprende[3]: la negoziazione diretta fra le parti, anche tramite avvocati; la mediazione, retta dalla legge del 2012 e dalle leggi delle Comunità autonome; la conciliazione privata; l'oferta vinculante confidencial, cioè un'offerta vincolante e riservata; l'opinione di un esperto indipendente; il diritto collaborativo; e le conciliazioni davanti a notaio, davanti a registratore, davanti al funzionario giudiziario o al giudice di pace.
La novità più interessante per un lettore italiano è che la negoziazione diretta fra avvocati soddisfa il requisito. Non serve un organismo, non serve un terzo neutrale, non serve pagare un procedimento: basta una trattativa documentata e condotta in buona fede. È una scelta che riduce drasticamente il costo d'accesso rispetto al modello italiano, e insieme è il punto su cui si concentrano le critiche di chi vi vede un adempimento puramente formale.
L'arbitrato non compare nell'elenco. Non è stato possibile verificare sul testo ufficiale se si tratti di un'esclusione formale o di una semplice mancata tipizzazione: il punto va controllato prima di trarne conseguenze sistematiche.
3. Il requisito di procedibilità: campo di applicazione ed eccezioni
Il tentativo di MASC è condizione di ammissibilità della domanda nei processi dichiarativi e nei processi speciali della legge processuale civile[4]. È dunque la regola, non l'eccezione: un'estensione molto più ampia di quella italiana, che elenca le materie in cui la mediazione è condizione di procedibilità.
Le eccezioni sono otto e vale la pena elencarle, perché disegnano il perimetro di ciò che il legislatore spagnolo ha ritenuto incomprimibile: la tutela giudiziale dei diritti fondamentali; le misure urgenti a protezione dei minori; le misure di sostegno alle persone con disabilità; la filiazione, paternità e maternità; la tutela sommaria del possesso; la demolizione urgente per rovina; la protezione dei minori nei casi di internamento e sottrazione internazionale; il procedimento cambiario[5].
Restano inoltre fuori, per loro natura, l'esecuzione, le misure cautelari anticipate, le diligenze preliminari, la volontaria giurisdizione — salvo disaccordo coniugale o sulla potestà — e i procedimenti europei monitorio e di scarsa entità. Fuori anche le materie indisponibili e, in via generale, le controversie in cui sia parte una pubblica amministrazione: su queste ultime la legge contiene una delega biennale al Governo per costruire un regime di MASC nel contenzioso amministrativo.
Va poi isolata un'esclusione che non è un'eccezione ma un divieto, e che merita di essere segnalata a chi in Italia discute della mediazione familiare. La riforma del 2025 ha introdotto un nuovo articolo 89 della legge sull'ordinamento giudiziario: le sezioni competenti per la violenza sulle donne non possono ricorrere ai MASC. È la continuazione del divieto di mediazione già contenuto nell'art. 87 ter della stessa legge. Il legislatore spagnolo, cioè, non si è limitato a esentare quelle controversie dall'obbligo: ha vietato che vi si faccia composizione amichevole[6].
Sui termini il meccanismo è congegnato con cura: la richiesta di negoziazione interrompe la prescrizione e sospende la decadenza dalla ricezione; il termine riprende a decorrere se entro trenta giorni non vi è una prima riunione o una risposta scritta; dopo la chiusura senza accordo si ha un anno per proporre la domanda, ridotto a venti giorni se erano state adottate misure cautelari[7]. La negoziazione si intende chiusa senza accordo dopo trenta giorni senza prima riunione, trenta giorni senza risposta a una proposta concreta, oppure tre mesi dalla prima riunione.
4. Come si prova il tentativo
È il punto su cui si sono concentrati i problemi pratici, e merita precisione[8].
Se il tentativo si è svolto senza terzo neutrale, occorre un documento firmato da entrambe le parti che indichi identità, data, oggetto e riunioni svolte, con una dichiarazione responsabile di buona fede; in alternativa basta la prova che la controparte abbia ricevuto la richiesta o la proposta, con accesso integrale al contenuto. Se invece è intervenuto un terzo, il documento lo rilascia lui, indicando la propria qualificazione e l'albo o registro di appartenenza.
Dal 21 maggio 2025 il ministero ha attivato una piattaforma pubblica che genera documenti normalizzati firmati digitalmente, accessibile ad avvocati, procuratori, graduados sociales, notai, registratori, economisti e mediatori[9]. È una soluzione pragmatica al problema della prova, e — dettaglio non secondario — sarebbe in grado di produrre statistiche: solo che, come vedremo, quelle statistiche non sono state pubblicate.
5. Le conseguenze sulle spese
Qui la riforma spagnola è più raffinata di quanto si trovi altrove, e vale la pena guardarla da vicino perché è il pezzo che in Italia manca.
Primo: nella liquidazione delle spese il giudice valuta la collaborazione delle parti nella negoziazione e l'eventuale abuso del servizio pubblico di giustizia[10].
Secondo, ed è il meccanismo più interessante: la parte condannata alle spese può chiederne l'esonero o la moderazione se aveva formulato in sede di MASC una proposta poi non accettata, e la sentenza risulta sostanzialmente coincidente con quella proposta[11]. È il principio delle Part 36 offers inglesi trapiantato nel processo civile continentale: chi ha offerto una soluzione ragionevole e si è visto rifiutare non paga il costo dell'ostinazione altrui. Un procedimento incidentale apposito, con contraddittorio di tre giorni, ne regola l'accertamento.
Terzo: non si riconoscono spese a favore di chi abbia espressamente rifiutato di partecipare a un MASC quando questo era obbligatorio o disposto dal giudice[12].
6. Che cosa è rimasto della legge sulla mediazione del 2012
La legge sulla mediazione civile e commerciale del 2012 — quella che il dossier del 2013 descriveva come il quadro di riferimento — è ancora in vigore, ma profondamente riscritta[13]. Sono stati incisi gli articoli sul concetto di mediazione, sugli effetti relativi a prescrizione e decadenza, sul requisito di procedibilità, sulla riservatezza, sulle condizioni del mediatore, sull'assistenza legale e sulla formazione.
Due modifiche meritano di essere segnalate. La prima è concettuale: la mediazione non è più il paradigma, ma una specie del genere MASC; e una disposizione di raccordo stabilisce che ogni riferimento legislativo alla mediazione si intende esteso a qualunque altro strumento adeguato. La seconda è operativa e riguarda la soglia dell'adempimento: il requisito di procedibilità si intende soddisfatto con la celebrazione di almeno una sessione iniziale davanti al mediatore. È l'equivalente del nostro primo incontro, con la differenza che in Spagna esiste l'alternativa gratuita della negoziazione diretta.
Segnalo anche, perché tocca un istituto che in Italia abbiamo guardato con interesse, che il mediador concursal e l'accordo stragiudiziale di pagamenti sono stati soppressi nel 2022: non sono più possibili nuove iscrizioni.
7. Il registro dei mediatori e una contraddizione non risolta
Il regolamento del 2013 che disciplina formazione, registro e assicurazione dei mediatori[14] è ancora quello, mai modificato in oltre dodici anni. Richiede titolo universitario o di formazione professionale superiore, una formazione specifica di almeno cento ore con non meno del trentacinque per cento di pratica, assicurazione di responsabilità civile obbligatoria e venti ore di aggiornamento ogni cinque anni.
C'è però una contraddizione aperta che va detta: la pagina ufficiale del ministero continua a qualificare l'iscrizione al registro come volontaria, mentre il nuovo testo della legge del 2012 la impone. Il regolamento non è stato adeguato e non risulta approvato un nuovo regolamento di sviluppo. È il tipo di incoerenza che genera contenzioso, e chi opera in Spagna farebbe bene a verificarne lo stato prima di fare affidamento sull'una o sull'altra versione.
8. I numeri: un crollo del contenzioso civile
Ed eccoci al dato che rende questo dossier interessante per chiunque si occupi di politica giudiziaria.
Nel 2025 — anno in cui i MASC sono entrati in vigore il 3 aprile — gli affari civili sopravvenuti sono stati 3.287.980, con un calo del 7,7 per cento sull'anno precedente, a fronte di un calo complessivo di tutte le giurisdizioni del 3,2 per cento[15].
Nel primo trimestre 2026, cioè nel primo trimestre interamente soggetto al nuovo regime, il totale degli affari sopravvenuti è sceso del 20,6 per cento, e l'ordine civile del 35,8 per cento[16]. È un calo che le fonti spagnole definiscono storico. Come dato collaterale, gli sfratti eseguiti sono calati del 45,4 per cento, scendendo a 4.005.
La progressione trimestrale del 2025 aiuta a leggere il fenomeno, perché mostra una curva e non un salto: nel secondo trimestre il totale scendeva del 5,3 per cento e l'ordine civile del 10; nel terzo il totale del 12,5 per cento — 1.519.584 affari — e l'ordine civile del 30,9 per cento, con un tasso di litigiosità sceso di 4,43 punti; nel primo trimestre 2026 si arriva al meno 35,8[17]. Il calo, in altre parole, si è approfondito progressivamente man mano che il nuovo regime entrava a regime nel flusso delle iscrizioni.
A questo punto occorre però una cautela metodologica che nessuna fonte spagnola omette, e che sarebbe disonesto omettere qui. Non esiste alcuna statistica giudiziaria ufficiale sui MASC. Né il Consiglio generale del potere giudiziario né il ministero hanno pubblicato il numero di procedimenti avviati, di accordi raggiunti o di domande respinte per difetto di procedibilità. La piattaforma ministeriale sarebbe in grado di generarli, ma non risultano dati aggregati pubblicati. La stessa nota del Consiglio sul 2025 non attribuisce ai MASC il calo registrato.
Il che lascia aperta la domanda decisiva: quel meno trentacinque per cento misura conflitti risolti o domande non presentate? Una parte del calo può derivare dal filtro procedurale — cause che non vengono introdotte perché il tentativo costa tempo, o che vengono dichiarate inammissibili — più che da controversie effettivamente composte. Finché non escono i dati sui MASC, chiunque affermi l'una o l'altra cosa sta interpretando, non misurando. Le uniche cifre sugli accordi sono di fonte privata, e vanno trattate come tali: un dato autonomico verificabile è quello della Comunità Valenciana, con un tasso di accordo in mediazione salito dal 49 per cento del 2022 al 62 del 2023 e a oltre il 76 nel 2024.
Va poi collocato il caso spagnolo nel quadro europeo, che il dossier non conteneva e che rende la riforma del 2025 assai più comprensibile. Secondo il quadro di valutazione UE della giustizia, nel 2024 la Spagna registra 4,1 cause civili e commerciali contenziose sopravvenute ogni cento abitanti: il terzo valore più alto dell'Unione, dopo Romania (8,4) e Belgio (5,8), e quasi il doppio dell'Italia (2,3) e della Francia (2,2). Le pendenti sono 3,9 ogni cento abitanti, quarto valore dell'Unione. Il tempo di definizione in primo grado è di 423 giorni, in miglioramento rispetto ai 444 del 2023, con 459 giorni in appello e 750 in cassazione[18].
Tre osservazioni. La prima: la Spagna è, con Romania e Belgio, uno dei paesi europei in cui si fa più causa in rapporto alla popolazione. Un requisito generalizzato di procedibilità è, in quel contesto, una scelta di politica giudiziaria molto più difendibile di quanto sarebbe altrove — e spiega perché il legislatore spagnolo abbia scelto l'estensione ampia invece dell'elenco di materie.
La seconda: il collo di bottiglia spagnolo è la cassazione, con 750 giorni, secondo valore dell'Unione dopo l'Italia (941). Il primo grado, a 423 giorni, non è un'anomalia europea.
La terza riguarda la serie storica del clearance rate, ed è il numero che più dovrebbe preoccupare: 0,98 nel 2014, 1,02 nel 2021, 0,98 nel 2022, 0,84 nel 2023. Un tasso di smaltimento dell'ottantaquattro per cento significa che il sistema chiude sedici cause su cento meno di quante ne riceve. È in quel deterioramento — non nella lentezza in sé — che va cercata la ragione politica della riforma del 2025.
Un ultimo dato, che colloca la Spagna in modo forse sorprendente: nella rilevazione della Commissione sugli strumenti di promozione e incentivazione dell'ADR, aggiornata al 2025, la Spagna è terza dell'Unione, dietro Danimarca e Germania e davanti a Lituania e Francia. La nota metodologica precisa che in Spagna l'ADR è obbligatorio in materia di lavoro[19]. È un posizionamento costruito prima che i MASC entrassero in vigore, e che la riforma può solo consolidare.
9. Le critiche, i contrasti fra tribunali e la questione di costituzionalità
Il primo anno di applicazione ha prodotto un contenzioso interpretativo che vale la pena conoscere, perché anticipa i problemi di qualunque riforma dello stesso tipo.
I tribunali si sono divisi. Alcune corti d'appello hanno adottato una linea flessibile: quella di Oviedo ha ritenuto sufficiente una comunicazione stragiudiziale con scambio di documenti e mancata risposta entro trenta giorni, applicando il principio del favore per l'azione[20]; quella di Cadice ha ammesso i mezzi telematici purché garantiscano invio, ricezione e identificazione[21]; quella di Alicante ha revocato una dichiarazione di inammissibilità, ritenendo illegittimo pretendere che il creditore rinunci al proprio credito per dimostrare la buona fede negoziale[22]. Altre sedi hanno scelto il rigore: i giudici di primo grado di Barcellona esigono una «volontà e attività negoziale significativa, chiara e trasparente». Sui mezzi di prova la geografia conta: Logroño e Teruel escludono la posta elettronica ordinaria, Saragozza e Madrid la ammettono se certificata.
Il criterio che sembra consolidarsi è che l'assenza totale del tentativo è insanabile, mentre i difetti documentali si possono sanare, purché il tentativo sia anteriore alla domanda.
L'avvocatura ha criticato duramente. Il consiglio dell'ordine di Madrid, in un bilancio dell'aprile 2026, parla di insicurezza giuridica, applicazione rigida e disomogenea, trasformazione del MASC in un adempimento aggiunto, e denuncia trenta-novanta giorni di allungamento dei tempi rispetto alla via giudiziale diretta[23]. La frase del decano merita di essere riportata: «l'efficienza della giustizia non può misurarsi dal numero dei filtri preventivi».
E c'è una questione di costituzionalità pendente. L'11 febbraio 2026 il plenum del Tribunale costituzionale ha ammesso all'esame, all'unanimità, la questione sollevata da un tribunale di Cáceres contro la norma sulle eccezioni, per contrasto con il diritto alla tutela giudiziale effettiva e con la protezione dei minori, in un procedimento di modifica di misure relative ai figli[24]. Al momento in cui si scrive non è stata pronunciata alcuna sentenza. È esattamente lo snodo che noi conosciamo bene: nel 2012 la nostra Corte costituzionale dichiarò illegittima la mediazione obbligatoria per eccesso di delega, e il dibattito sul rapporto fra filtro preventivo e articolo 24 non si è mai chiuso davvero.
Sul piano politico si sono moltiplicate le richieste correttive — un emendamento in commissione giustizia nel giugno 2025, una mozione del Parlamento catalano nell'ottobre successivo, e nel novembre 2025 una richiesta approvata dal Congresso di escludere i MASC dai procedimenti di famiglia con minori[25]. Nessuna riforma correttiva risulta però approvata alla data di questo dossier, né risulta registrato alle Cortes alcun progetto o proposta di legge che modifichi il regime dei MASC. La verifica sulle banche dati parlamentari non ne ha individuato: chi annuncia una revisione imminente sta riferendo un auspicio, non un iter[26].
10. Il patrocinio a spese dello Stato nei MASC
C'è un aspetto della riforma spagnola che il dibattito italiano sull'obbligatorietà trascura sistematicamente, e che è invece decisivo: se si impone un passaggio prima del processo, chi non può pagarselo deve poterlo avere gratis, altrimenti l'obbligo diventa una barriera d'accesso.
La Spagna ci ha pensato. La riforma del 2025 ha modificato la legge sul patrocinio a spese dello Stato inserendovi un nuovo comma all'art. 6, che estende il beneficio all'assistenza di un avvocato in qualunque MASC diretto a soddisfare il requisito di procedibilità, ogni volta che nel processo eventuale la difesa tecnica sarebbe obbligatoria, oppure quando, pur non essendolo, la controparte si avvalga di un avvocato. È stato contestualmente modificato l'art. 2 per le vittime di violenza di genere, di terrorismo e di tratta[27].
Il dato applicativo è già misurabile e vale la pena riportarlo: nella sola Comunità Valenciana le assistenze legali gratuite prestate in sede di MASC sono state 598 nel primo semestre 2026, circa tredici volte il totale dell'intero anno precedente[28]. La curva dice due cose insieme — che il canale funziona, e che nel primo anno era rimasto largamente inutilizzato.
È il punto su cui il modello spagnolo si distingue nettamente dal nostro: in Italia la mediazione obbligatoria convive con un accesso al gratuito patrocinio più angusto, e il costo del primo incontro resta a carico delle parti. La Spagna ha scelto di far seguire al requisito di procedibilità l'estensione del beneficio, non di lasciarli su due binari separati.
11. La mediazione penale
Il dossier ha trattato finora il civile. Sul penale la Spagna ha una disciplina che l'Italia conosce poco.
La base è lo Statuto della vittima del reato del 2015, il cui art. 15 disciplina i servizi di giustizia riparativa e ne subordina l'accesso a cinque condizioni cumulative: che l'autore abbia riconosciuto i fatti essenziali; il consenso informato della vittima, dopo un'informazione completa su esiti e procedure; il consenso dell'autore; l'assenza di rischio di nuovi pregiudizi per la vittima; e che il procedimento riparativo non sia vietato dalla legge per il reato commesso. I colloqui sono riservati, i mediatori sono tenuti al segreto professionale, e il consenso è revocabile in qualunque momento[29].
La prospettiva di riforma è di ampio respiro. Il 28 ottobre 2025 il Consiglio dei ministri ha approvato e trasmesso alle Cortes il progetto di legge organica sul processo penale, che attribuisce l'indagine al pubblico ministero e prevede meccanismi regolati di giustizia riparativa, sempre su base volontaria. L'entrata in vigore è prevista per il 1° gennaio 2028[30].
Va tenuto insieme con quanto detto sopra sul divieto di MASC nella violenza sulle donne: la Spagna apre alla giustizia riparativa nel penale e la chiude nel settore in cui il conflitto è più asimmetrico. È una scelta coerente, e più esplicita di quella italiana.
12. Arbitrato, famiglia, consumo
L'arbitrato è il settore fermo quanto alla disciplina: la legge del 2003, riformata da ultimo nel 2011, resta il riferimento e non è stata toccata dalla riforma del 2025[31]. Non risulta pendente alcun progetto di modifica.
Fermo però non vuol dire indenne. Il rapporto fra MASC e arbitrato ha già prodotto la sua prima pronuncia, e va segnalata perché è un problema che l'Italia incontrerà se mai generalizzasse un requisito di procedibilità. Con sentenza del 19 maggio 2026 il Tribunale superiore di giustizia di Madrid ha dichiarato inammissibile la domanda di nomina giudiziale dell'arbitro perché non preceduta dal tentativo di MASC: quel procedimento, ha osservato la corte, non figura fra le eccezioni tassative dell'art. 5[32]. La corte non ha risolto espressamente la questione a monte, cioè se l'arbitrato sia esso stesso un MASC.
La risposta sistematica, per quel che vale, sembra negativa: l'art. 2 definisce i MASC come attività negoziale, cioè autocomposizione, mentre l'arbitrato è eterocompositivo; e la guida ufficiale dell'avvocatura spagnola non lo elenca fra i MASC. Ma finché il punto non è deciso, chi ha una clausola compromissoria e ha bisogno del giudice per costituire il collegio deve prima tentare una negoziazione — con la controparte che, per definizione, si sta sottraendo all'arbitrato.
Quanto ai numeri, la Corte arbitrale di Madrid nel 2025 ha amministrato 110 arbitrati, contro 98 nel 2024, con 67 nuovi procedimenti, un valore complessivo in contestazione di 755 milioni di euro, un valore medio di 7,9 milioni e una durata media di 12,7 mesi; il settantasei per cento dei procedimenti è deciso da arbitro unico; per materia prevalgono il societario e le acquisizioni (46 per cento), seguiti da costruzioni e ingegneria (18), servizi professionali (11) ed edilizia (10). Nelle nomine dirette effettuate dalla Corte le donne sono il quarantasette per cento[33].
In materia familiare la competenza legislativa delle Comunità autonome resta e le loro leggi si innestano ora nel requisito statale. Utile conoscere i criteri unificati adottati dalla sezione famiglia della corte d'appello di Madrid nel novembre 2025[34]: il MASC è obbligatorio per separazione e divorzio contenziosi, misure relative ai figli e loro modifica, divisione giudiziale del patrimonio, spese straordinarie e misure previe; è escluso per i procedimenti consensuali, per le domande limitate al solo vincolo, per le riconvenzioni, per le misure urgenti a tutela del minore, per la sottrazione internazionale e per il riconoscimento di sentenze straniere.
Nel consumo due novità. Il sistema arbitrale di consumo è stato riscritto da un regolamento del luglio 2024, in vigore dal 13 agosto[35]: adesione pubblica unica e senza limitazioni, distintivo obbligatorio, banche dati pubbliche delle imprese aderenti, e organi arbitrali monocratici per le controversie sotto i seicento euro. E la piattaforma europea di risoluzione online ha cessato di operare il 20 luglio 2025[36]: la nuova direttiva del dicembre 2025 va recepita entro il 20 marzo 2028, e la Spagna ha avviato la consultazione pubblica preliminare nel giugno 2026, senza che il testo sia ancora approvato.
13. Che cosa può leggere l'Italia
Quattro osservazioni, e la prima è la più importante.
La Spagna ha reso obbligatorio il tentativo senza renderlo costoso. È la differenza strutturale con il nostro sistema. Da noi la condizione di procedibilità si assolve davanti a un organismo accreditato, con spese di avvio e indennità; in Spagna si assolve anche con una negoziazione documentata fra avvocati, a costo zero. Si può obiettare — e gli spagnoli obiettano — che così l'adempimento rischia di ridursi a una lettera raccomandata. Ma il costo d'accesso è la variabile che più di ogni altra determina se un filtro preventivo sia percepito come opportunità o come pedaggio, e su quella variabile la scelta spagnola è opposta alla nostra.
Il meccanismo sulle spese è il pezzo che ci manca. Chi ha formulato in negoziazione una proposta ragionevole, poi rifiutata, e ottiene una sentenza sostanzialmente coincidente, può essere esonerato dalle spese anche se soccombente. È un incentivo che agisce sulla parte ragionevole anziché sanzionare solo quella ostinata, e non richiede alcun apparato per funzionare: solo un giudice che confronti la proposta con il dispositivo.
Il dato del meno trentacinque per cento va maneggiato con onestà. È il numero che verrà citato in ogni convegno italiano dei prossimi anni, e nella maggior parte dei casi verrà citato male. Finché la Spagna non pubblica quante negoziazioni sono state avviate e quante si sono chiuse con un accordo, non sappiamo se quel calo misuri conflitti risolti o porte chiuse. Chi ha progettato la riforma ha costruito la piattaforma che potrebbe dirlo, e non ne ha pubblicato i dati: è una scelta, e non è una scelta neutra.
Infine, la questione di costituzionalità è il vero banco di prova. Il Tribunale costituzionale spagnolo dovrà dire se un filtro preventivo così esteso sia compatibile con il diritto di accesso al giudice, esattamente sul terreno — le misure relative ai figli — dove il conflitto fra efficienza e tutela è più acuto. Qualunque sia l'esito, sarà la pronuncia comparata più rilevante degli ultimi anni su questo tema, e conviene attenderla prima di indicare la Spagna come modello o come monito.
Note
[1] Ley Orgánica 1/2025, de 2 de enero, de medidas en materia de eficiencia del Servicio Público de Justicia, pubblicata nel BOE n. 3 del 3 gennaio 2025 (BOE-A-2025-76). La disciplina dei MASC è nel Título II, Capítulo I, artt. 2-19, in vigore dal 3 aprile 2025. Correzione di errori pubblicata come BOE-A-2025-461.
[2] Riforma organizzativa con calendario proprio: 1° luglio 2025, 1° ottobre 2025 e 31 dicembre 2025, con piena operatività dal 1° gennaio 2026; oltre 3.900 organi unipersonali confluiti in 431 Tribunales de Instancia (dato del Ministerio de Justicia). Il calendario attuativo delle Oficinas de Justicia en el Municipio, che sostituiscono i Juzgados de Paz, non è stato verificato.
[3] Art. 5.1 LO 1/2025 per la negoziazione diretta; art. 15 per la conciliazione privata; art. 17 per l'oferta vinculante confidencial; art. 18 per l'opinión de experto independiente; art. 19 per il diritto collaborativo; Ley 5/2012 e leggi autonomiche per la mediazione; Ley del Notariado, Tít. VII Cap. VII, e Ley Hipotecaria, Tít. IV bis, per le conciliazioni notarili e registrali; Ley 15/2015 e art. 47 LEC per la conciliazione davanti al funzionario giudiziario o al giudice di pace. Ricognizione nella Guía sobre la regulación de los MASC del Consejo General de la Abogacía Española, aprile 2025. Sull'arbitrato: non figura nell'enumerazione, ma resta da confermare sul testo dell'art. 2 se si tratti di esclusione formale.
[4] Art. 5 LO 1/2025, riferito ai processi dichiarativi del Libro II e ai processi speciali del Libro IV della Ley 1/2000 de Enjuiciamiento Civil.
[5] Art. 5.2 LO 1/2025 per le otto eccezioni; art. 5.3 per le ipotesi che non richiedono il tentativo.
[6] Nuovo art. 89 della Ley Orgánica 6/1985 del Poder Judicial, introdotto dalla LO 1/2025: divieto di ricorso ai MASC per le Secciones de Violencia sobre la Mujer; art. 87 ter LOPJ per il divieto di mediazione.
[7] Art. 7 LO 1/2025 per i termini e gli effetti su prescrizione e decadenza; art. 10.4 per le cause di chiusura senza accordo.
[8] Art. 10 LO 1/2025.
[9] Punto de Interoperabilidad de MASC (PIMASC) del Ministerio de Justicia, operativo dal 21 maggio 2025. Non risultano pubblicati dati aggregati sul suo utilizzo.
[10] Art. 7.4 LO 1/2025.
[11] Art. 245 LEC come modificato dalla LO 1/2025, e nuovo art. 245 bis LEC, che disciplina il procedimento incidentale con contraddittorio di tre giorni.
[12] Art. 394 LEC come modificato dalla LO 1/2025.
[13] Ley 5/2012, de 6 de julio, de mediación en asuntos civiles y mercantiles, modificata dalla Disposición final vigésima della LO 1/2025 con effetto dal 3 aprile 2025: incisi gli artt. 1, 4, 6, 9, 11, 13, 16-20 e 25 e la disposición final octava. Il requisito di procedibilità si intende soddisfatto con la celebrazione di almeno una sesión inicial (art. 6 riformato). La nuova disposizione addizionale dodicesima della LEC estende a ogni MASC i riferimenti legislativi alla mediazione. La soppressione del mediador concursal e dell'acuerdo extrajudicial de pagos è opera della Ley 16/2022.
[14] Real Decreto 980/2013, de 13 de diciembre, in vigore dal 27 marzo 2014, di sviluppo della Ley 5/2012; registro creato dalla Orden JUS/746/2014. Il testo consolidato non registra modifiche successive al 27 dicembre 2013. La discrepanza fra la volontarietà dell'iscrizione indicata dalle pagine ministeriali e l'obbligo introdotto dal nuovo art. 11.4 della Ley 5/2012 non risulta risolta da un regolamento di adeguamento.
[15] Consejo General del Poder Judicial, nota ufficiale sui dati dell'anno 2025: 7.550.806 affari sopravvenuti in tutte le giurisdizioni (−3,2%); giurisdizione civile 3.287.980 sopravvenuti (−7,7%), 3.308.215 risolti (+4,9%), 2.672.464 pendenti (−0,6%); tasso di litigiosità 153,70 per mille abitanti.
[16] Consejo General del Poder Judicial, Servicio de Estadística, indicatori chiave del primo trimestre 2026: 1.824.951 affari sopravvenuti complessivi (−20,6%), ordine civile 785.541 (−35,8%); pendenza complessiva circa 4,7 milioni. Il dato sugli sfratti (−45,4%) è riferito allo stesso trimestre.
[17] CGPJ, dati trimestrali 2025: secondo trimestre −5,3% complessivo e −10% ordine civile; terzo trimestre −12,5% complessivo (1.519.584 affari) e −30,9% ordine civile, con tasso di litigiosità di 31,25 per mille abitanti. Lanzamientos primo trimestre 2026: 4.005 (−45,4%).
[18] Commissione europea, 2026 EU Justice Scoreboard e Quantitative data factsheet (giugno 2026), figure 2, 5, 6, 10 e 13, dati 2024, fonte studio CEPEJ. Spagna, cause civili e commerciali contenziose di primo grado: 317,6 giorni (2014), 344,1 (2021), 359,4 (2022), 444,0 (2023), 423 (2024); 459 giorni in appello e 750 in cassazione nel 2024. Cause sopravvenute 4,1 e pendenti 3,9 ogni cento abitanti nel 2024. Clearance rate 0,98 (2014), 1,02 (2021), 0,98 (2022), 0,84 (2023).
[19] Commissione europea, 2026 EU Justice Scoreboard, figura 27, «Promotion of and incentives for using ADR methods», dati 2025: massimo teorico sessantotto punti, diciassette indicatori per ciascuna delle quattro aree (civile e commerciale, lavoro, consumo, amministrativo). Graduatoria decrescente dei ventisei Stati censiti: Danimarca, Germania, Spagna, Lituania, Francia, Polonia, Ungheria, Portogallo, Paesi Bassi, Belgio, Lettonia, Bulgaria, Romania, Grecia, Estonia, Austria, Slovenia, Italia, Repubblica ceca, Svezia, Irlanda, Lussemburgo, Slovacchia, Malta, Cipro, Finlandia.
[20] Audiencia Provincial de Oviedo, Auto 97/2025 del 25 giugno 2025.
[21] Audiencia Provincial de Cádiz, Auto del 14 ottobre 2025.
[22] Audiencia Provincial de Alicante, Sez. 8ª, Auto 48/2025 del 18 luglio 2025. Per le linee divergenti: Junta de Jueces de Primera Instancia di Barcellona, 8 aprile 2025 (linea rigorosa); Audiencia Provincial de Ourense, 4 luglio 2025 (linea flessibile in materia di consumo); Audiencia Provincial de Huelva, 22 settembre 2025 (dubbi di costituzionalità).
[23] Ilustre Colegio de la Abogacía de Madrid, bilancio del 6 aprile 2026; il Collegio aveva chiesto già nel giugno 2025 la sospensione urgente nei procedimenti di famiglia con minori.
[24] Tribunal Constitucional, Pleno, ammissione all'esame dell'11 febbraio 2026 della cuestión de inconstitucionalidad n. 8318-2025, sollevata dalla Sección Civil y de Instrucción n. 1 del Tribunal de Instancia de Valencia de Alcántara (Cáceres) contro l'art. 5.2 LO 1/2025, per contrasto con gli artt. 24 e 39 della Costituzione. Questione sollevata nel dicembre 2025; nessuna sentenza pronunciata alla data di questo dossier.
[25] Emendamento n. 88 in Commissione Giustizia del Congreso, 20 giugno 2025; mozione del Parlament de Catalunya del 7 ottobre 2025; richiesta approvata dal Congreso nel novembre 2025 di escludere i MASC dai procedimenti di famiglia con minori. La natura giuridica esatta di quest'ultimo atto (probabilmente una proposición no de ley, di mero impulso politico) non è stata verificata su fonte parlamentare.
[26] Ricerche condotte sulle banche dati del Congreso de los Diputados e del Senado: nessun proyecto o proposición de ley di modifica del regime dei MASC risulta registrato ad agosto 2026. Assenza di riscontro, non prova di inesistenza.
[27] Ley 1/1996, de 10 de enero, de asistencia jurídica gratuita, art. 6, comma 11, introdotto dalla LO 1/2025 con effetto dal 3 aprile 2025; modificato anche l'art. 2, lett. h).
[28] Generalitat Valenciana: 598 assistenze legali gratuite prestate in sede di MASC nel primo semestre 2026.
[29] Ley 4/2015, de 27 de abril, del Estatuto de la víctima del delito, art. 15.
[30] Proyecto de Ley Orgánica de Enjuiciamiento Criminal, approvato dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre 2025 e trasmesso al Congreso (iniziativa 121/000074, XV legislatura); entrata in vigore prevista al 1° gennaio 2028.
[31] Ley 60/2003, de 23 de diciembre, de Arbitraje; ultimo aggiornamento del testo consolidato pubblicato il 6 ottobre 2015. Le riforme rilevanti restano quelle della Ley 11/2011 del 20 maggio.
[32] Tribunal Superior de Justicia de Madrid, Sala de lo Civil y Penal, sez. 1ª, sentenza del 19 maggio 2026, ric. 2/2026, rel. Celso Rodríguez Padrón: il mancato assolvimento del requisito di procedibilità di cui all'art. 5 LO 1/2025 impedisce la nomina giudiziale dell'arbitro ai sensi dell'art. 15 della Ley 60/2003.
[33] Corte de Arbitraje de Madrid (Cámara de Comercio de Madrid), statistiche dell'esercizio 2025: 110 arbitrati amministrati (98 nel 2024), 67 nuovi procedimenti (85 comprese le domande riconvenzionali), 755 milioni di euro di valore complessivo, valore medio 7,9 milioni, durata media 12,7 mesi (10,65 escludendo i procedimenti oltre i 50 mesi), 76% ad arbitro unico. Non sono stati reperiti dati di attività recenti della CIMA e del CIAM.
[34] Criteri unificati della Sección de Familia dell'Audiencia Provincial de Madrid del 6 novembre 2025, applicabili ai procedimenti dal 3 aprile 2025. Fra le leggi autonomiche sulla mediazione familiare: Galicia 4/2001, Castilla y León 1/2006, Madrid 1/2007, País Vasco 1/2008, Andalucía 1/2009, Cataluña 15/2009 (estesa all'intero diritto privato), Aragón 9/2011, Comunitat Valenciana 24/2018.
[35] Real Decreto 713/2024, de 23 de julio, BOE n. 178 del 24 luglio 2024, in vigore dal 13 agosto 2024, che abroga il RD 231/2008.
[36] Regolamento (UE) 2024/3228 del 19 dicembre 2024, che abroga il regolamento (UE) n. 524/2013: cessazione operativa della piattaforma ODR il 20 luglio 2025. Direttiva (UE) 2025/2647 del 16 dicembre 2025, pubblicata il 30 dicembre 2025: termine di trasposizione 20 marzo 2028, applicazione dal 20 settembre 2028. In Spagna, consultazione pubblica preliminare sull'anteprogetto di modifica della Ley 7/2017 dal 22 giugno al 7 luglio 2026, testo non ancora approvato.
Nota
Questo dossier riscrive integralmente il contributo Sistemi di composizione dei conflitti in Spagna (NEWS), pubblicato il 20 maggio 2013.