Sistemi di composizione dei conflitti in Lussemburgo (2026)
1. Perché questo dossier è stato riscritto. 2. Un paese piccolo con molti mediatori pubblici. 3. La legge del 24 febbraio 2012. 4. Mediazione convenzionale e mediazione giudiziaria. 5. L'omologazione e l'esecutività. 6. Il mediatore agréé. 7. La riforma che non arriva. 8. La mediazione familiare e il giudice della famiglia. 9. Le conciliazioni settoriali, e quelle che non ci sono. 10. L'arbitrato: la riforma del 19 aprile 2023. 11. Il Centre d'Arbitrage e la Convenzione di New York. 12. Il consumo. 13. L'Ombudsman e l'OKaJu. 14. La mediazione penale. 15. I numeri della giustizia lussemburghese. 16. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Perché questo dossier è stato riscritto
Questo testo sostituisce integralmente il dossier pubblicato il 10 aprile 2013. Nel frattempo il Lussemburgo ha fatto una cosa importante e non ne ha fatta un'altra: ha riformato integralmente l'arbitrato con la legge del 19 aprile 2023, mentre la riforma della mediazione, depositata nel novembre 2021, è ancora in commissione a quasi cinque anni di distanza.
È un paese di seicentocinquantamila abitanti con una piazza finanziaria di rilievo mondiale, e questo squilibrio spiega molte cose: l'arbitrato è materia di competitività internazionale, la mediazione interna no.
2. Un paese piccolo con molti mediatori pubblici
Prima di entrare nel merito conviene mettere ordine, perché in Lussemburgo la parola médiateur indica almeno cinque figure diverse, e la confusione è frequente anche nella pubblicistica.
a) Il médiateur in materia civile e commerciale: il mediatore vero e proprio, terzo privato accreditato dal Ministero della Giustizia.
b) Il Médiateur du Grand-Duché: l'ombudsman nazionale, che si occupa di reclami contro l'amministrazione.
c) Il Service national du Médiateur de la consommation: l'organismo ADR per le controversie di consumo.
d) L'OKaJu, Ombudsman fir Kanner a Jugendlecher: il garante per l'infanzia e l'adolescenza.
e) I mediatori settoriali, come il servizio di mediazione dell'ILR, l'autorità di regolazione, per energia, telecomunicazioni e poste.
Sono cinque istituti diversi, con basi normative diverse e funzioni che non si sovrappongono. Chi legge statistiche lussemburghesi sulla «mediazione» deve prima capire di quale mediazione si parli.
3. La legge del 24 febbraio 2012
La disciplina della mediazione civile e commerciale è contenuta nella legge del 24 febbraio 2012, pubblicata nel Mémorial A n. 37 del 5 marzo 2012, che ha recepito la direttiva 2008/52/CE inserendo nel Nouveau Code de procédure civile gli artt. 1251-1 a 1251-24[1].
L'architettura è ordinata e vale la pena riportarla, perché è più chiara di quella di molti ordinamenti più grandi[2]:
Capo I — Principi generali, artt. 1251-1 a 1251-7: definizione di mediazione (art. 1251-2), volontarietà, clausola di mediazione nei contratti (art. 1251-5), riservatezza di documenti e comunicazioni (art. 1251-6).
Capo II — Mediazione convenzionale, artt. 1251-8 a 1251-11, con la sospensione della prescrizione durante la mediazione (art. 1251-9).
Capo III — Mediazione giudiziaria, artt. 1251-12 a 1251-20, diviso in disposizioni generali (artt. 1251-12 a 1251-16, con la mediazione ordinata in corso di causa all'art. 1251-12) e disposizioni sulla mediazione familiare (artt. 1251-17 a 1251-20).
Capo IV — Omologazione ed esecutività degli accordi, artt. 1251-21 a 1251-24, con l'omologazione all'art. 1251-21.
4. Mediazione convenzionale e mediazione giudiziaria
La distinzione è quella classica. La mediazione convenzionale nasce dalla volontà delle parti, prima o fuori dal processo, e può essere innescata da una clausola contrattuale. La mediazione giudiziaria è disposta dal giudice in corso di causa ai sensi dell'art. 1251-12.
Su un punto occorre essere netti: in Lussemburgo non esiste alcuna forma di mediazione obbligatoria, né come condizione di procedibilità né come incontro informativo imposto. Il giudice può proporre, non può imporre. È uno dei pochi paesi dell'Europa continentale rimasti integralmente sul terreno della volontarietà pura.
Il centro di riferimento operativo è il Centre de Médiation Civile et Commerciale (CMCC), che applica una spesa amministrativa di 150 euro oltre IVA, lascia libera la tariffa oraria del mediatore in materia convenzionale e prevede un mandato di durata tipica non superiore a tre mesi, prorogabile per accordo[3].
5. L'omologazione e l'esecutività
L'accordo di mediazione può essere sottoposto a omologazione presso il tribunale distrettuale ai sensi dell'art. 1251-21; l'omologazione gli conferisce forza esecutiva equiparata a quella di una sentenza[4].
È la soluzione intermedia fra il modello argentino — dove l'accordo del mediatore iscritto vale come sentenza senza alcun passaggio giudiziale — e quello che richiede sempre un provvedimento costitutivo. Il Lussemburgo mantiene il controllo giudiziale ma lo rende un passaggio ordinario e non un ostacolo.
6. Il mediatore agréé
L'accreditamento è rilasciato dal Ministro della Giustizia, secondo la procedura fissata da un regolamento granducale del 25 giugno 2012[5]. I requisiti sono cumulativi: onorabilità, competenza, formazione, indipendenza e imparzialità, con estratto del casellario giudiziario.
La formazione può essere assolta in due modi alternativi: un master universitario in mediazione rilasciato dall'Università del Lussemburgo o da un'istituzione europea equivalente riconosciuta, oppure tre anni di esperienza professionale accompagnati da una formazione specifica, indicata dalla documentazione ministeriale in centocinquanta ore, articolate in una parte teorica e in una parte pratica di tirocinio e simulazioni. La documentazione consultata presenta sul punto un'incongruenza aritmetica fra il totale e i sottototali, che si segnala[6].
Due elementi meritano attenzione. Il primo: l'accreditamento ha durata indeterminata, e non è soggetto a rinnovo — una scelta oggi in discussione, come si vedrà. Il secondo: la tariffa della mediazione giudiziaria e familiare è fissata per legge in 57 euro l'ora[7]. Un tetto tariffario pubblico per la mediazione disposta dal giudice è una scelta rara, e ha il merito della prevedibilità.
Il Ministero pubblica la lista dei mediatori accreditati; non è stato possibile determinarne la consistenza numerica attuale[8].
7. La riforma che non arriva
Il progetto di legge n. 7919, depositato il 24 novembre 2021 e volto a modificare il Nouveau Code de procédure civile anche in materia di mediazione, è ancora in commissione. La cronologia è istruttiva: assegnazione alla commissione giustizia il 25 novembre 2021; dieci pareri raccolti fra il dicembre 2021 e il febbraio 2026; rinvio in commissione nel novembre 2023; modifica del titolo ed emendamenti nel settembre 2025; parere supplementare del Conseil d'État nel luglio 2026. Nessun voto in aula[9].
Il contenuto proposto — da leggere con la cautela dovuta a un testo ancora in emendamento — è però significativo[10]:
— accreditamento ministeriale obbligatorio per tutti i mediatori, con durata quinquennale rinnovabile in luogo dell'attuale durata indeterminata;
— facoltà per il giudice di ordinare una riunione informativa gratuita sulla mediazione in materia di divorzio, separazione, locazione e rapporti di vicinato;
— contenuto obbligatorio dell'accordo di mediazione, comprese clausole penali per l'inadempimento;
— estensione del patrocinio a spese dello Stato anche alle spese della mediazione extragiudiziale, e non soltanto di quella giudiziaria.
Va detto con chiarezza, perché la confusione circola: questa riforma non è in vigore. Chi la cita come diritto vigente lussemburghese descrive un testo che il Parlamento non ha ancora votato.
L'ultimo punto — il patrocinio esteso alla mediazione stragiudiziale — è quello che meriterebbe più attenzione altrove. È il modo più diretto per impedire che la composizione amichevole diventi un servizio per chi può permetterselo.
8. La mediazione familiare e il giudice della famiglia
La legge del 27 giugno 2018, entrata in vigore il 1° novembre 2018, ha istituito il juge aux affaires familiales e riformato divorzio e responsabilità genitoriale[11].
La base sostanziale della mediazione familiare resta però negli artt. 1251-17 a 1251-20 NCPC, introdotti nel 2012. Il giudice investito di una controversia familiare — divorzio, separazione, partenariato registrato, obbligazioni alimentari, responsabilità genitoriale — può proporre alle parti una riunione informativa gratuita condotta da un mediatore accreditato; le sedute successive sono a pagamento, alla tariffa oraria di 57 euro, con possibilità di patrocinio a spese dello Stato per chi non disponga di risorse sufficienti[12].
Non è stato possibile individuare nella legge del 2018 una disposizione autonoma che imponga al giudice della famiglia un obbligo di informazione sulla mediazione, distinta dal combinato disposto degli articoli del 2012: il punto va verificato sul testo consolidato prima di essere affermato[13].
9. Le conciliazioni settoriali, e quelle che non ci sono
Esiste in Lussemburgo un caso di conciliazione preliminare effettivamente obbligatoria, ed è in materia di locazione. Le commissions des loyers comunali devono essere adite prima di rivolgersi al giudice di pace per le controversie sulla fissazione del canone. I comuni con più di seimila abitanti hanno una commissione propria; sotto quella soglia si fa riferimento alla commissione cantonale. La procedura richiede una notifica scritta all'altra parte, un'attesa minima di un mese dalla notifica e di sei mesi dall'inizio effettivo della locazione; contro la decisione della commissione si può ricorrere al giudice di pace entro un mese, decorso il quale la decisione si intende tacitamente accettata[14].
Quanto al giudice di pace, la sua competenza per valore è stata elevata da diecimila a quindicimila euro dalla legge del 15 luglio 2021, in vigore dal 16 settembre 2021, con procedura d'appello resa orale e senza obbligo di rappresentanza legale[15]. Non si è però individuata, nel codice di rito lussemburghese vigente, una disposizione che imponga in via generale un tentativo di conciliazione preliminare davanti al giudice di pace: il punto non va dato per scontato[16].
Infine un'assenza che vale la pena registrare: nella procedura davanti al tribunale del lavoro non risulta prevista alcuna fase conciliativa, né obbligatoria né facoltativa. Si va dalla citazione all'udienza alla sentenza[17]. Per un lettore italiano, abituato al tentativo di conciliazione in materia di lavoro come istituto ovvio, è una differenza notevole.
10. L'arbitrato: la riforma del 19 aprile 2023
Qui il Lussemburgo ha fatto sul serio. La legge del 19 aprile 2023, votata all'unanimità dalla Camera dei Deputati il 23 marzo 2023 ed entrata in vigore il 25 aprile 2023, ha riscritto integralmente gli artt. 1224-1249 NCPC, cioè il titolo del codice dedicato agli arbitrati[18].
L'ispirazione dichiarata è duplice: il codice di procedura civile francese e la Legge Modello UNCITRAL. Ma con una scelta propria: a differenza della Francia, il Lussemburgo non distingue fra arbitrato interno e arbitrato internazionale, e detta regole unificate[19].
I punti salienti[20]:
— Nessun requisito di forma per la convenzione arbitrale, con distinzione fra clausola compromissoria e compromesso.
— Competenza-competenza espressamente codificata all'art. 1227-2 NCPC.
— Istituzione del juge d'appui, il giudice di appoggio: il presidente del tribunale distrettuale, competente con procedura accelerata per le difficoltà procedurali dell'arbitrato (artt. 1229-1230 NCPC).
— Arbitrabilità esclusa per stato e capacità delle persone, controversie di consumo, di lavoro, di locazione ad uso abitativo, e per le contestazioni nate da procedure concorsuali.
— Ricorso per annullamento davanti alla Corte d'appello, con sei motivi tassativi elencati all'art. 1238 NCPC e termine di un mese dalla notifica (art. 1239 NCPC).
— Disposizioni transitorie: le nuove regole si applicano alle convenzioni concluse, ai collegi costituiti e ai lodi resi dopo il 25 aprile 2023.
Il juge d'appui merita una nota. È la figura che risolve il problema pratico dell'arbitrato che si inceppa — nomina dell'arbitro, ricusazione, incidenti — senza costringere le parti a un processo ordinario. È un'importazione francese, e funziona.
L'esclusione dell'arbitrabilità per consumo, lavoro e locazione abitativa è invece l'altra faccia della medaglia: il legislatore ha modernizzato l'arbitrato commerciale tenendolo rigorosamente fuori dai rapporti asimmetrici. È una linea che l'Italia condivide e che vale la pena segnalare a chi propone di estendere l'arbitrato ai rapporti di consumo.
11. Il Centre d'Arbitrage e la Convenzione di New York
Il Centre d'Arbitrage de la Chambre de Commerce du Luxembourg è stato istituito nel 1987 ed è governato da un consiglio di arbitrato di cinque membri: il presidente del comitato lussemburghese della ICC, il rappresentante lussemburghese presso la Corte internazionale di arbitrato della ICC, il bâtonnier dell'Ordine degli avvocati, il direttore generale della Camera di Commercio e il presidente dell'Istituto dei revisori d'impresa[21]. Non risultano statistiche pubbliche sui procedimenti trattati[22].
Il Lussemburgo ha firmato la Convenzione di New York l'11 novembre 1958, l'ha ratificata il 9 settembre 1983 con la legge di approvazione del 20 maggio 1983, ed essa è in vigore dall'8 dicembre 1983. Ha formulato la sola riserva di reciprocità, senza riserva di commercialità[23]. L'assenza della riserva di commercialità è un dettaglio favorevole all'esecuzione dei lodi stranieri, e va nella stessa direzione della riforma del 2023.
12. Il consumo
Il Service national du Médiateur de la consommation è stato istituito dalla legge del 17 febbraio 2016, che ha introdotto nel codice del consumo la disciplina della risoluzione extragiudiziale delle controversie di consumo. Il procedimento è gratuito e riservato, presuppone un tentativo diretto con il professionista, deve concludersi entro novanta giorni dalla ricezione del fascicolo completo — prorogabili nei casi complessi — e può essere abbandonato in ogni momento[24].
Non è stato possibile accedere al rapporto annuale del servizio nazionale e riportarne le cifre[25]. Sono invece disponibili i dati del servizio di mediazione settoriale dell'ILR, l'autorità di regolazione: nel 2024 ha ricevuto 117 richieste, in calo dalle 126 del 2023, ripartite fra telecomunicazioni (78, pari al 66%), energia (32, pari al 27%) e servizi postali (7, pari al 6%), con un tasso di accordo del 33% nelle telecomunicazioni e del 52% nell'energia[26]. Si tratta di un organismo distinto dal mediatore nazionale dei consumatori: i due dati non vanno confusi.
Valgono anche per il Lussemburgo la chiusura della piattaforma europea ODR il 20 luglio 2025 e la direttiva (UE) 2025/2647, pubblicata il 30 dicembre 2025, con termine di recepimento al 20 marzo 2028. Non risulta ancora depositato un progetto di trasposizione, il che è coerente con il termine[27].
13. L'Ombudsman e l'OKaJu
Il Médiateur du Grand-Duché è l'ombudsman nazionale, istituito da una legge del 22 agosto 2003[28]. Si occupa dei reclami sul funzionamento delle amministrazioni statali e comunali e degli enti pubblici, e svolge la funzione di controllo dei luoghi di privazione della libertà.
Il dato del 2025 è notevole per un paese di quelle dimensioni: 1.541 reclami depositati, un record, con un numero raddoppiato nell'arco di dieci anni. Le materie principali sono affari interni e asilo, sanità e sicurezza sociale, fisco e patrimonio, lavoro e ispezione del lavoro[29].
Millecinquecento reclami su seicentocinquantamila abitanti significano circa due reclami ogni mille abitanti: una densità che nessun difensore civico italiano si avvicina a raggiungere. È il dato che meglio racconta che cosa sia un ombudsman quando funziona davvero.
L'OKaJu — Ombudsman fir Kanner a Jugendlecher — è il garante per l'infanzia e l'adolescenza, istituito dalla legge del 1° aprile 2020, con funzioni di promozione dei diritti, parere sui progetti di legge, trattazione di reclami e formulazione di raccomandazioni[30].
14. La mediazione penale
La mediazione penale è stata introdotta dalla legge del 6 maggio 1999, pubblicata nel Mémorial A n. 67 dell'11 giugno 1999, con regolamento granducale attuativo del 31 maggio 1999[31].
Il meccanismo è quello dell'archiviazione condizionata di matrice francese: il Procureur d'État può ricorrere alla mediazione prima di decidere sull'esercizio dell'azione pubblica, quando ciò appaia opportuno. Gli obiettivi dichiarati sono la riparazione del danno alla vittima, la cessazione del turbamento causato dal reato e il reinserimento dell'autore. Il mediatore è designato dal Procuratore fra quelli accreditati dal Ministro della Giustizia, sentito il Procuratore generale. Il ricorso alla mediazione non preclude l'esercizio successivo dell'azione penale, in particolare in caso di inadempimento delle condizioni concordate[32].
Vi è un'esclusione che merita di essere segnalata: la mediazione penale non si applica ai reati fra persone conviventi. È una scelta compiuta nel 1999, e va nella stessa direzione verso cui la Finlandia si è mossa soltanto nel 2025.
Esistono inoltre una mediazione in ambito sanitario e una mediazione scolastica, attiva dall'anno scolastico 2018/2019, delle quali non è stato possibile verificare gli estremi normativi[33].
15. I numeri della giustizia lussemburghese
I dati recenti mostrano un peggioramento, ed è opportuno riportarli con precisione perché sul punto due documenti della Commissione europea si prestano a un equivoco.
Secondo il capitolo dedicato al Lussemburgo del rapporto sullo Stato di diritto 2025, la durata dei procedimenti civili e commerciali contenziosi di primo grado è stata di 221 giorni nel 2023, in aumento rispetto ai 182 giorni del 2022, con un clearance rate del 93% nel 2023 contro il 98% del 2022[34].
Secondo il capitolo 2026, la durata è salita a 251 giorni nel 2024, e il clearance rate è sceso dal 96% del 2023 al 90% del 2024, con il calo attribuito in larga parte alla giurisdizione amministrativa[35].
Il dato 2023 sul clearance rate differisce fra i due documenti — 93% contro 96% — non per errore, ma perché il perimetro è diverso: il primo riguarda le sole cause civili e commerciali contenziose, il secondo un aggregato che comprende anche l'amministrativo. Chi cita la cifra fuori contesto rischia di attribuire al sistema giudiziario lussemburghese un andamento che non ha. Il dato sui tempi, invece, è coerente e cresce: 182, 221, 251 giorni.
In appello si arriva a 527 giorni; in Cassazione a 352 giorni, con tempi di smaltimento di circa nove mesi in materia civile e commerciale e sette in materia penale[36].
Va infine detto che non risulta pubblicato alcun dato aggregato sul numero di mediazioni giudiziarie disposte o svolte annualmente in Lussemburgo. Il rapporto di attività delle giurisdizioni non lo riporta, e il profilo CEPEJ del paese registra l'indicatore come non disponibile[37]. È un'assenza che pesa: senza quel numero, valutare l'efficacia della legge del 2012 è impossibile — e forse spiega perché la sua riforma sia ferma da cinque anni.
16. Che cosa può leggere l'Italia
La prima lezione è sull'ordine. Gli artt. 1251-1 a 1251-24 NCPC sono ventiquattro articoli che coprono definizione, riservatezza, prescrizione, clausola contrattuale, mediazione convenzionale, mediazione giudiziaria, mediazione familiare, omologazione ed esecutività. È una disciplina completa e leggibile, ed è il prodotto di un recepimento della direttiva del 2008 fatto bene. Il confronto con la stratificazione italiana — decreto legislativo 28/2010 e successive riscritture — non è lusinghiero per noi.
La seconda è sulla tariffa. Cinquantasette euro l'ora, fissati per legge, per la mediazione disposta dal giudice. Non è molto, e forse è troppo poco; ma è certo, è pubblico, ed elimina in radice la discussione sui costi che in Italia occupa una parte sproporzionata del dibattito.
La terza è sull'assistenza giudiziaria. Il progetto di riforma fermo in commissione propone di estendere il patrocinio a spese dello Stato alle spese della mediazione stragiudiziale. È la misura più semplice e più efficace fra tutte quelle esaminate in questa serie di dossier, e nessun ordinamento fra quelli considerati l'ha ancora adottata in questa forma. Vale la pena tenerla d'occhio.
La quarta è un avvertimento. Il Lussemburgo ha una legge sulla mediazione ben scritta, un centro dedicato, mediatori accreditati, tariffe fissate — e non sa quante mediazioni si facciano. Una disciplina elegante che nessuno misura è una disciplina di cui nessuno può dire se funzioni. Prima di riscrivere le regole, converrebbe sempre contare.
Note
[1] Loi du 24 février 2012 portant introduction de la médiation en matière civile et commerciale dans le Nouveau Code de procédure civile, di trasposizione della direttiva 2008/52/CE; Mémorial A n. 37 del 5 marzo 2012, p. 396. Iter: progetto n. 6272 depositato il 7 aprile 2011, parere del Conseil d'État del 17 gennaio 2012, voto del 31 gennaio 2012, dispensa dal secondo voto il 15 febbraio 2012.
[2] Struttura degli artt. 1251-1 a 1251-24 NCPC secondo il testo del codice pubblicato dal Ministero della Giustizia lussemburghese.
[3] Centre de Médiation Civile et Commerciale (CMCC); condizioni economiche e durata del mandato secondo il portale ufficiale guichet.public.lu.
[4] Art. 1251-21 NCPC; omologazione presso il tribunale distrettuale.
[5] Règlement grand-ducal del 25 giugno 2012 sulla procedura di accreditamento dei mediatori giudiziari e familiari e sul programma di formazione. La data è confermata dalla pagina istituzionale del Ministero della Giustizia; non è stato possibile recuperare il riferimento puntuale al Mémorial.
[6] Requisiti di formazione secondo la documentazione del Ministero della Giustizia. La fonte indica un totale di 150 ore e, separatamente, 40 ore di teoria e 50 di pratica: i sottototali non sommano al totale. L'incongruenza è segnalata e il dato va verificato sul testo del regolamento.
[7] Tariffa oraria di 57 euro per la mediazione giudiziaria e familiare, fissata dal regolamento granducale del 25 giugno 2012.
[8] Lista dei mediatori accreditati pubblicata dal Ministero della Giustizia. Non è stato possibile determinare il numero attuale degli iscritti.
[9] Progetto di legge n. 7919, depositato il 24 novembre 2021, «portant modification du Nouveau Code de procédure civile»; titolo modificato il 30 settembre 2025; parere supplementare del Conseil d'État del 10 luglio 2026. Fonte: dossier parlamentare della Chambre des Députés.
[10] Contenuto del progetto n. 7919 secondo il dossier parlamentare. Il testo è ancora in emendamento: le previsioni qui riportate non sono diritto vigente.
[11] Loi du 27 juin 2018 instituant le juge aux affaires familiales, portant réforme du divorce et de l'autorité parentale, in vigore dal 1° novembre 2018.
[12] Artt. 1251-17 a 1251-20 NCPC; riunione informativa gratuita e tariffa oraria di 57 euro per le sedute successive, con possibilità di assistenza giudiziaria.
[13] Non è stata individuata nella legge del 27 giugno 2018 una disposizione autonoma sull'obbligo di informazione in materia di mediazione familiare, distinta dagli articoli del NCPC introdotti nel 2012: il punto è dichiarato non verificato.
[14] Commissions des loyers comunali, procedura secondo il portale guichet.public.lu. Non è stato individuato il riferimento normativo puntuale istitutivo delle commissioni.
[15] Loi du 15 juillet 2021, in vigore dal 16 settembre 2021: competenza del giudice di pace elevata a 15.000 euro, appello reso orale, rappresentanza legale non obbligatoria in appello.
[16] Non è stata reperita conferma dell'esistenza di un tentativo di conciliazione obbligatorio generalizzato davanti al giudice di pace lussemburghese: il punto è dichiarato non verificato.
[17] Procedura davanti al tribunal du travail secondo il portale justice.public.lu: non risulta prevista una fase conciliativa strutturata.
[18] Loi du 19 avril 2023 portant modification du Nouveau Code de procédure civile in materia di arbitrato, votata all'unanimità il 23 marzo 2023, in vigore dal 25 aprile 2023 (ex progetto di legge n. 7671).
[19] Regole unificate per arbitrato interno e internazionale, a differenza del modello francese.
[20] Artt. 1224-1249 NCPC nel testo risultante dalla legge del 19 aprile 2023: competenza-competenza (art. 1227-2), juge d'appui (artt. 1229-1230), motivi di annullamento (art. 1238), termine di impugnazione (art. 1239).
[21] Centre d'Arbitrage de la Chambre de Commerce du Luxembourg, istituito nel 1987; composizione del Conseil d'arbitrage secondo il sito della Camera di Commercio.
[22] Non risultano statistiche pubbliche sui procedimenti trattati dal Centre d'Arbitrage.
[23] Convenzione di New York del 1958: firma dell'11 novembre 1958, legge di approvazione del 20 maggio 1983, ratifica del 9 settembre 1983, entrata in vigore l'8 dicembre 1983; riserva di reciprocità, nessuna riserva di commercialità.
[24] Loi du 17 février 2016 portant introduction du règlement extrajudiciaire des litiges de consommation, modificativa del Code de la consommation; Service national du Médiateur de la consommation.
[25] Non è stato possibile accedere al rapporto annuale del Service national du Médiateur de la consommation.
[26] Institut Luxembourgeois de Régulation, rapporto di attività del servizio di mediazione 2024. Organismo distinto dal Médiateur de la consommation nazionale.
[27] Chiusura operativa della piattaforma europea ODR il 20 luglio 2025; direttiva (UE) 2025/2647 del 16 dicembre 2025, pubblicata il 30 dicembre 2025, termine di recepimento 20 marzo 2028.
[28] Médiateur du Grand-Duché de Luxembourg, istituito da legge del 22 agosto 2003. La data proviene da fonti istituzionali secondarie concordanti e non è stata confermata su fonte primaria diretta.
[29] Rapporto annuale 2025 del Médiateur du Grand-Duché presentato alla Chambre des Députés: 1.541 reclami nel 2025.
[30] OKaJu (Ombudsman fir Kanner a Jugendlecher), istituito dalla legge del 1° aprile 2020, che succede a un precedente organismo del 2002.
[31] Loi du 6 mai 1999, Mémorial A n. 67 dell'11 giugno 1999, p. 1440 (progetto n. 4532, depositato il 18 febbraio 1999, votato il 21 aprile 1999); règlement grand-ducal del 31 maggio 1999.
[32] Disciplina della médiation pénale secondo il portale justice.public.lu. Non è stato possibile confermare su fonte primaria il numero dell'articolo del codice di procedura penale che la contiene: il riferimento è perciò omesso.
[33] Mediazione in ambito sanitario e mediazione scolastica: gli estremi normativi indicati da fonti secondarie non sono stati verificati.
[34] Commissione europea, capitolo Lussemburgo del rapporto sullo Stato di diritto 2025 (8 luglio 2025): 221 giorni nel 2023, 182 nel 2022; clearance rate 93% nel 2023, 98% nel 2022, per le cause civili e commerciali contenziose.
[35] Commissione europea, capitolo Lussemburgo 2026 (17 luglio 2026): 251 giorni nel 2024; clearance rate dal 96% del 2023 al 90% del 2024, su aggregato civile, commerciale, amministrativo e altro.
[36] Durata in appello e in cassazione secondo il capitolo Lussemburgo 2026 e il rapporto di attività delle giurisdizioni giudiziarie 2024.
[37] Il rapporto di attività delle giurisdizioni giudiziarie 2024 non riporta dati sulla mediazione; il profilo CEPEJ del Lussemburgo registra l'indicatore come non disponibile.
Nota
Questo dossier riscrive integralmente il contributo Sistemi di composizione dei conflitti in Lussemburgo, pubblicato il 10 aprile 2013.