Sistemi di composizione dei conflitti in Finlandia (2026)
1. Perché questo dossier è stato riscritto. 2. Il tratto distintivo: media il giudice. 3. La legge 394/2011. 4. Riservatezza, spese e una domanda senza risposta. 5. La conciliazione dentro il processo ordinario. 6. Il modello Follo: il giudice, l'esperto e i figli. 7. La mediazione familiare fuori dal tribunale. 8. La mediazione penale come servizio pubblico universale. 9. I numeri della mediazione penale. 10. La svolta del 2025: la violenza domestica esce dalla mediazione. 11. Il trasferimento al Ministero della giustizia dal 2027. 12. Il consumo. 13. Il lavoro: la riforma della conciliazione collettiva. 14. L'arbitrato e la riforma in arrivo. 15. I numeri della giustizia finlandese. 16. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Perché questo dossier è stato riscritto
Questo testo sostituisce integralmente il dossier pubblicato il 4 aprile 2013. Da allora la Finlandia ha generalizzato il modello Follo nella mediazione familiare giudiziale (2014), ha escluso la violenza domestica dalla mediazione penale (2025), ha riformato la conciliazione collettiva del lavoro (2025), sta riscrivendo la legge sull'arbitrato, e dal 2027 sposterà l'intero servizio nazionale di mediazione penale sotto il Ministero della giustizia.
La Finlandia è un paese piccolo, con una giustizia rapida e un tasso di litigiosità basso: proprio per questo è interessante. Non ha introdotto la mediazione per svuotare i tribunali — non ne aveva bisogno — ma per una ragione diversa, e il risultato è un sistema più coerente di quelli costruiti sotto la pressione dell'arretrato.
2. Il tratto distintivo: media il giudice
Se si dovesse riassumere il sistema finlandese in una riga, sarebbe questa: il mediatore civile è un giudice del tribunale davanti al quale pende la causa. Non un terzo privato accreditato, non un avvocato formato, non un funzionario. Un magistrato in servizio, che quel giorno fa un mestiere diverso.
È la scelta opposta a quella italiana e spagnola, ed è la stessa direzione — sebbene con strumenti diversi — imboccata dalla Germania con il Güterichter, dal Belgio con le camere di composizione amichevole e dalla Francia con l'audience de règlement amiable. La Finlandia però ci è arrivata prima: la prima legge sulla mediazione giudiziale civile è del 2005[1].
Va aggiunto subito che questo non significa che in Finlandia non esista mediazione privata. Esiste, ed è gestita in larga parte dall'Ordine degli avvocati, che ha proprie regole di mediazione risalenti al 1998 e da ultimo modificate nel 2016, e mantiene un elenco di avvocati mediatori. Non esiste però un albo pubblico statale dei mediatori: nessuna fonte ufficiale ne segnala l'esistenza[2]. Esiste inoltre il Suomen Sovittelufoorumi — Forum finlandese per la mediazione — organismo indipendente senza scopo di lucro fondato nel 2003, che coordina la mediazione in ambito penale, familiare, scolastico, di vicinato e ambientale[3].
3. La legge 394/2011
La disciplina vigente è la laki riita-asioiden sovittelusta ja sovinnon vahvistamisesta yleisissä tuomioistuimissa, legge 394/2011, in vigore dal 21 maggio 2011, che ha abrogato la legge 663/2005[4]. Il titolo dice già molto: «mediazione delle controversie civili e conferma degli accordi nei tribunali ordinari». La legge fa due cose insieme, e la seconda è la più sottovalutata.
Chi media. Il § 5, comma 1, è netto: il mediatore è un giudice del tribunale presso cui la causa pende. Con il consenso delle parti il giudice-mediatore può farsi assistere da un ausiliario esperto (asiantuntija-avustaja), i cui costi però restano a carico delle parti[5].
Come si avvia. Se la lite non è ancora incardinata, con richiesta scritta di una o di tutte le parti (§ 4, comma 1). Se la causa pende, con richiesta informale prima della chiusura della fase preparatoria (§ 4, comma 2). In entrambi i casi occorre il consenso di tutte le parti (§ 4, comma 3), e decide il tribunale[6]. Non c'è dunque nulla di obbligatorio: la Finlandia non ha condizioni di procedibilità.
La conferma dell'accordo. È qui che la legge fa il lavoro più utile. Il § 20, comma 1, consente al tribunale di rendere esecutivo, in tutto o in parte, un accordo raggiunto in mediazione stragiudiziale — non soltanto in quella giudiziale. Il § 23 pone il limite: la conferma è negata se l'accordo è contrario alla legge, manifestamente irragionevole, o lesivo del diritto di un terzo[7]. Una legge sulla mediazione dei giudici che si preoccupa di dare esecutività agli accordi raggiunti fuori dai tribunali è un fatto che merita di essere segnalato.
I provvedimenti sull'avvio, sul rigetto della richiesta e sulla chiusura della mediazione non sono impugnabili (§ 17)[8].
4. Riservatezza, spese e una domanda senza risposta
La riservatezza opera su due piani. Il § 13 vincola il mediatore e il suo ausiliario a non rivelare quanto appreso, salvo consenso dell'interessato o diversa previsione di legge. Il § 16 vieta a ciascuna parte di richiamare in giudizio, senza il consenso dell'altra, le dichiarazioni rese in vista della conciliazione[9].
Sulle spese la scelta è radicale: ciascuna parte sostiene le proprie, e il § 27, comma 2, vieta espressamente che le spese di mediazione — giudiziale o stragiudiziale — siano poste a carico del soccombente nell'eventuale successivo giudizio[10]. È l'esatto contrario del modello inglese, dove il rifiuto irragionevole di mediare è sanzionato proprio sul terreno delle spese. La Finlandia ha scelto di tenere la mediazione fuori dal calcolo economico del processo: nessun premio, nessuna penalità.
Resta una domanda alla quale non si è potuta dare risposta certa: il giudice che ha mediato senza esito può poi decidere la stessa causa? Se la mediazione fallisce, il § 9, comma 3, prevede che il processo riprenda secondo le regole ordinarie, ma nel testo consultato non si è individuata una disposizione esplicita di incompatibilità. Nei sistemi belga e tedesco l'incompatibilità è espressa e costituisce la garanzia centrale dell'istituto; per la Finlandia il punto va verificato sul testo integrale prima di essere affermato in un senso o nell'altro[11].
Va infine segnalato che la legge 394/2011 è stata più volte modificata — nel 2011, nel 2014, nel 2015 e nel 2019 — e che risulta una modifica ulteriore in vigore dal 1° settembre 2026, il cui contenuto non è stato possibile accertare[12].
5. La conciliazione dentro il processo ordinario
Accanto alla mediazione giudiziale vera e propria esiste il dovere generale del giudice di tentare la conciliazione. Il Oikeudenkäymiskaari — il codice di procedura giudiziaria del 1734, tuttora vigente e ripetutamente riscritto — al capitolo 5, § 26 stabilisce che nelle materie transigibili il tribunale «deve adoperarsi per persuadere le parti a comporre la lite», e può proporre termini di composizione ove ciò appaia opportuno, tenuto conto della volontà delle parti e delle circostanze[13].
La collocazione è significativa: il capitolo 5 disciplina la fase preparatoria. Non si è individuata, nel capitolo 6 sul dibattimento, una disposizione autonoma di analogo tenore: il dovere di conciliare sembra concentrato nella fase in cui il processo si può ancora evitare, non in quella in cui è già stato fatto[14].
6. Il modello Follo: il giudice, l'esperto e i figli
È l'esperienza finlandese più imitata all'estero, e nasce da un'idea semplice: nelle cause su affidamento e diritto di visita, un giudice che media da solo non basta.
Il modello — che prende nome dal distretto norvegese di Follo, dove l'idea fu sperimentata — affianca al giudice-mediatore un ausiliario esperto: psicologo, assistente sociale o professionista con qualifica analoga e formazione specifica sulle separazioni. La base normativa è la legge 394/2011 in combinato con la laki lapsen huollosta ja tapaamisoikeudesta (legge 361/1983) sull'affidamento e il diritto di visita[15].
La sperimentazione partì il 1° gennaio 2011. La generalizzazione a tutto il paese è arrivata con il pacchetto legislativo del 2014 — leggi 316/2014 (che modifica la 394/2011, in vigore dal 1° maggio 2014) e 315/2014 (che modifica la 361/1983) — che pone a carico del comune sede del tribunale l'obbligo di assicurare la disponibilità di esperti qualificati, con finanziamento statale perché l'accesso non dipenda dalle condizioni economiche delle parti[16].
Il dato che convinse il Parlamento è quello della sperimentazione: il 77% dei casi mediati si chiuse con un accordo totale o parziale, in tempi sensibilmente inferiori a quelli del contenzioso ordinario[17].
Vale la pena isolare il meccanismo, perché è il punto in cui la Finlandia risolve un problema che altrove resta aperto. Il giudice non delega la valutazione psicologica a una consulenza tecnica che arriverà fra mesi e sulla quale le parti litigheranno: la porta dentro la stanza, in tempo reale, come strumento di conversazione e non come prova. E lo Stato la paga.
7. La mediazione familiare fuori dal tribunale
Parallelamente esiste la perheasioiden sovittelu, mediazione familiare erogata dai servizi sociali — oggi dalle hyvinvointialueet, le contee del welfare istituite nel 2023 — su base volontaria e gratuita, con attenzione prioritaria all'interesse del minore e obbligo di riservatezza. Il fondamento è nella legge sul matrimonio (avioliittolaki, 234/1929); non è stato possibile verificare sulla fonte primaria i numeri esatti delle disposizioni rilevanti[18].
Il rapporto fra i due canali è quello che ci si aspetterebbe da un paese nordico: la mediazione sociale è il servizio ordinario, quella giudiziale è la risorsa per i casi che il servizio ordinario non ha risolto.
8. La mediazione penale come servizio pubblico universale
Qui la Finlandia è arrivata prima di quasi tutti. La mediazione penale esiste in forma locale e sperimentale dal 1983; la laki rikosasioiden ja eräiden riita-asioiden sovittelusta, legge 1015/2005 in vigore dal 1° gennaio 2006, l'ha resa un servizio pubblico disponibile su tutto il territorio nazionale[19].
Non è una misura processuale: è un servizio. La legge copre i reati e anche talune controversie civili — il titolo lo dice — e la mediazione è gratuita per le parti, condotta da mediatori volontari formati e coordinati da uffici territoriali. Il servizio è oggi amministrato a livello nazionale dal THL, l'Istituto nazionale per la salute e il benessere, con erogazione operativa attraverso gli uffici delle contee del welfare[20].
Che la mediazione penale finlandese stia sotto il Ministero degli affari sociali e della salute, e non sotto quello della giustizia, non è un dettaglio organizzativo: è una dichiarazione su che cosa si pensi che la mediazione penale sia. Come si vedrà, sta per cambiare.
9. I numeri della mediazione penale
Il THL pubblica statistiche annuali. Quelle relative al 2024, diffuse il 26 novembre 2025, danno il quadro seguente[21]:
Sono stati avviati a mediazione 14.546 casi: 13.986 penali e 560 civili. Il processo di mediazione è poi effettivamente iniziato nel 57,2% dei casi penali (7.999) e nel 47,5% di quelli civili (266). Fra i casi effettivamente mediati, si è raggiunto un accordo nel 78,6% dei penali (5.512 accordi) e nel 66,8% dei civili (151). Il valore economico complessivo degli accordi è di circa 2,7 milioni di euro. La durata media è di poco meno di ottanta giorni. Oltre la metà dei casi — 7.944, pari al 54,6% — riguardava reati contro la persona.
Il confronto con il 2023 mostra sostanziale stabilità: casi penali in aumento dello 0,3%, casi civili in calo del 5,9%.
Vale la pena leggere questi numeri nel modo giusto. Il dato che colpisce non è il 78,6% di accordi — nei casi che arrivano fino in fondo, tassi simili si vedono ovunque — ma il 57,2%: quasi la metà dei casi inviati a mediazione non arriva neppure a cominciare. È lì che si perde il potenziale, e in Finlandia come altrove.
10. La svolta del 2025: la violenza domestica esce dalla mediazione
Dal 1° gennaio 2025 la violenza domestica non è più mediabile presso gli uffici di mediazione finlandesi. Il 2024 è stato l'ultimo anno in cui simili casi potevano essere avviati[22].
La dimensione del cambiamento si legge nei numeri appena citati: nel 2024 la violenza domestica rappresentava il 17,9% di tutti i casi avviati a mediazione — 2.606 fascicoli. Quasi un caso su cinque è uscito dal sistema in un colpo solo.
È una decisione che merita attenzione perché va contro la tendenza generale all'espansione della giustizia riparativa, e perché la Finlandia era il paese che più di ogni altro aveva difeso la mediabilità di questi conflitti. L'argomento dei critici — che la mediazione, in presenza di uno squilibrio strutturale di potere fra le parti, produca accordi soltanto apparenti e riduca la protezione della vittima — ha prevalso. Chiunque in Italia discuta di mediazione penale e di violenza di genere dovrebbe conoscere questo precedente.
11. Il trasferimento al Ministero della giustizia dal 2027
Dal 1° gennaio 2027 la competenza sul servizio nazionale di mediazione penale e civile passerà dal THL al Ministero della giustizia, sotto la responsabilità della nuova Oikeuspalveluvirasto — Agenzia dei servizi di giustizia — con contestuali modifiche legislative[23]. Risulta inoltre in corso un procedimento normativo del Ministero della giustizia per la modifica del regolamento governativo sulla mediazione penale, del quale non è stato possibile verificare il contenuto[24].
Vent'anni dopo averla collocata nel welfare, la Finlandia riporta la mediazione penale nella giustizia. Sarà interessante vedere se cambierà anche la pratica, o soltanto l'intestazione del bilancio.
12. Il consumo
L'organo di riferimento è il kuluttajariitalautakunta, Consumer Disputes Board, disciplinato dalla legge 8/2007 e incardinato nell'area amministrativa del Ministero della giustizia. Il procedimento è gratuito per il consumatore e si conclude con una raccomandazione non vincolante[25].
I dati della relazione annuale 2025: 7.545 reclami ricevuti (erano 7.127 nel 2024), 7.795 decisioni emesse, tempo medio di trattazione 14,08 mesi contro un obiettivo interno di undici, con mediana di 11,2 mesi. Il tasso di conformità alle raccomandazioni risulta del 65% sui casi monitorati, dato però parziale perché per oltre tre quarti dei fascicoli 2025 il monitoraggio non era ancora completato. I settori principali sono autoveicoli, trasporto aereo — in forte crescita — immobili e ristrutturazioni[26].
Due osservazioni. La prima: quattordici mesi per una raccomandazione non vincolante sono molti, e la stessa relazione lo riconosce indicando l'obiettivo mancato. La seconda: un tasso di adesione volontaria del 65% a decisioni non coercibili è un risultato che sistemi con provvedimenti vincolanti spesso non raggiungono in fase esecutiva. Sono i due lati della stessa medaglia nordica.
Sul piano europeo valgono per la Finlandia gli stessi due fatti che valgono per tutti: la chiusura della piattaforma ODR il 20 luglio 2025 — con la conseguenza pratica che i consumatori finlandesi devono ora rivolgersi direttamente al Centro europeo dei consumatori o agli organismi nazionali — e la direttiva (UE) 2025/2647 del 16 dicembre 2025, in vigore dal gennaio 2026, con termine di recepimento al 20 marzo 2028 e applicazione dal 20 settembre 2028[27].
13. Il lavoro: la riforma della conciliazione collettiva
Un capitolo a parte, perché in Finlandia la conciliazione delle controversie collettive di lavoro è un'istituzione politica prima ancora che giuridica, affidata al valtakunnansovittelija, il Conciliatore nazionale.
Le modifiche approvate dal Parlamento il 19 dicembre 2024, in vigore dal 1° gennaio 2025, intervengono su questo sistema. Codificano il principio secondo cui il conciliatore deve operare in modo da non compromettere il funzionamento del mercato del lavoro; prevedono che le commissioni di conciliazione siano presiedute dal Conciliatore nazionale o da un conciliatore da lui designato; e stabiliscono che nel formulare proposte le commissioni tengano conto del beneficio complessivo dell'economia nazionale e del funzionamento della formazione salariale. Le parti sociali restano libere di concludere accordi fra loro[28].
Dietro il linguaggio tecnico c'è una scelta di politica economica: vincolare la conciliazione dei conflitti collettivi a un parametro macroeconomico. È l'unico punto, nel panorama finlandese, in cui la composizione amichevole viene piegata a un obiettivo esterno alla lite.
14. L'arbitrato e la riforma in arrivo
La legge vigente è la laki välimiesmenettelystä, 967/1992, tuttora in vigore con modifiche fino al 2015[29]. È una legge che ha più di trent'anni e che non segue la Legge Modello UNCITRAL: una singolarità, in un paese che su quasi tutto il resto è allineato agli standard internazionali.
Un gruppo di lavoro del Ministero della giustizia ha elaborato una proposta di nuova legge destinata a sostituirla integralmente e ad allinearla al modello UNCITRAL. Fra le novità annunciate: abolizione del requisito di forma scritta della convenzione arbitrale; superamento della distinzione fra nullità e annullamento del lodo, con un termine unico di impugnazione ridotto da tre mesi a sessanta giorni dalla notifica; attribuzione al collegio arbitrale del potere di emanare misure cautelari e di decidere sulla propria competenza; nuove norme di conflitto; accentramento del controllo giurisdizionale presso la Corte d'appello di Helsinki e il Tribunale distrettuale di Länsi-Uusimaa; disposizioni su procedimenti multiparte e contratti collegati. La proposta non è ancora legge e non ha una data di entrata in vigore[30].
L'istituzione di riferimento è l'Arbitration Institute of the Finland Chamber of Commerce (FAI), che applica i regolamenti entrati in vigore il 1° gennaio 2024. Le statistiche 2024: nuovi casi in crescita del 5,6%; 26,6% di procedimenti con almeno una parte straniera; durata mediana di nove mesi per il procedimento ordinario e di 3,4 mesi per quello accelerato; valore complessivo delle controversie in crescita di quasi il 40% rispetto al 2020; 45% di donne fra gli arbitri nominati dall'istituto[31].
Quel 3,4 mesi merita una sottolineatura: è la procedura accelerata più rapida fra quelle esaminate in questa serie di dossier.
15. I numeri della giustizia finlandese
Il bilancio consuntivo del sistema giudiziario per il 2025 dà queste cifre: 14.064 nuove cause civili contenziose ordinarie, 13.388 risolte, con un tempo medio di trattazione di 10,4 mesi; 444.530 nuovi procedimenti sommari di recupero crediti, in calo di 26.353 unità; 54.522 nuove cause penali, definite in media in 7 mesi; 9.018 cause pervenute alle corti d'appello; 21.721 ai tribunali amministrativi, con tempo medio di 8,1 mesi[32].
Il rapporto fra i due primi numeri racconta la Finlandia meglio di qualunque commento: a fronte di quattordicimila cause civili contenziose ci sono quasi quattrocentoquarantacinquemila procedimenti sommari di recupero crediti. Il contenzioso vero è un fenomeno marginale; il grosso del lavoro giudiziario è esecuzione di crediti non contestati.
Su un punto occorre essere espliciti: non è stato possibile reperire una statistica nazionale sul numero annuo di mediazioni giudiziali civili avviate ai sensi della legge 394/2011 e sul relativo tasso di accordo. È il dato che più servirebbe per valutare il sistema, e non risulta pubblicato in forma accessibile[33]. Ogni cifra che si legga in proposito va verificata alla fonte.
16. Che cosa può leggere l'Italia
La prima lezione riguarda l'esecutività degli accordi privati. La legge finlandese sulla mediazione dei giudici dedica un capo alla conferma degli accordi raggiunti fuori dal tribunale, con un controllo di legalità snello e un limite chiaro — contrarietà alla legge, manifesta irragionevolezza, lesione dei diritti dei terzi. È un servizio che il sistema giudiziario rende alla composizione privata, non un ostacolo che le frappone.
La seconda riguarda le spese. Il divieto espresso di far pesare le spese di mediazione nel successivo giudizio è una scelta netta: la mediazione non entra nel calcolo strategico del contenzioso. L'Inghilterra ha scelto il contrario, e ha ottenuto una mediazione molto usata ma vissuta come adempimento difensivo. Sono due modelli coerenti; l'Italia ne pratica un terzo, ibrido, in cui la sanzione esiste ma è incerta.
La terza, e la più concreta, è il modello Follo. Un giudice che media affiancato da uno psicologo pagato dallo Stato, nelle cause sull'affidamento, con un tasso di accordo intorno al 77% in sperimentazione. Non richiede una riforma di sistema: richiede una figura professionale, un capitolo di bilancio e la volontà di usarli. È il singolo istituto straniero che l'Italia potrebbe importare con il minor sforzo normativo e il maggior beneficio immediato.
La quarta è scomoda. Il paese che più a lungo ha creduto nella mediazione penale in materia di violenza domestica ha smesso di crederci, e l'ha esclusa per legge. Non è una notizia da archiviare: è un ripensamento maturato su vent'anni di pratica in un ordinamento che quella pratica la misurava. Vale come argomento almeno quanto valgono gli entusiasmi in direzione opposta.
Note
[1] Laki riita-asioiden sovittelusta yleisissä tuomioistuimissa, legge 663/2005, abrogata dalla legge 394/2011.
[2] Suomen Asianajajaliiton sovittelusäännöt, regole di mediazione dell'Ordine degli avvocati finlandese del 12 giugno 1998, da ultimo modificate il 9 maggio 2016. L'Ordine mantiene un elenco di avvocati mediatori. Non risulta un albo pubblico statale dei mediatori.
[3] Suomen Sovittelufoorumi (Finnish Forum for Mediation), organismo indipendente senza scopo di lucro fondato nel 2003.
[4] Laki riita-asioiden sovittelusta ja sovinnon vahvistamisesta yleisissä tuomioistuimissa, 394/2011, in vigore dal 21 maggio 2011. Testo e traduzione inglese non ufficiale su Finlex.
[5] Legge 394/2011, § 5, comma 1, e disposizioni sull'asiantuntija-avustaja.
[6] Legge 394/2011, § 4, commi 1-3.
[7] Legge 394/2011, § 20, comma 1, e § 23.
[8] Legge 394/2011, § 17.
[9] Legge 394/2011, §§ 13 e 16.
[10] Legge 394/2011, § 27, comma 2.
[11] Legge 394/2011, § 9, comma 3. Nel testo consultato non è stata individuata una disposizione espressa di incompatibilità del giudice-mediatore a decidere la causa dopo il fallimento del tentativo: il punto è dichiarato non verificato.
[12] Modifiche alla legge 394/2011: 723/2011 (in vigore dal 1° gennaio 2013), 316/2014 (1° maggio 2014), 1457/2015 (1° gennaio 2016), 193/2019 (1° dicembre 2019) e una modifica in vigore dal 1° settembre 2026, il cui contenuto non è stato accertato. Elenco desunto da banca dati giuridica finlandese, non verificato articolo per articolo sulla fonte primaria.
[13] Oikeudenkäymiskaari (Code of Judicial Procedure), 4/1734, capitolo 5, § 26, commi 1-2.
[14] Nel capitolo 6 del Oikeudenkäymiskaari non è stata individuata una disposizione autonoma sulla promozione della conciliazione in fase dibattimentale: il punto è dichiarato non verificato.
[15] Legge 394/2011 e laki lapsen huollosta ja tapaamisoikeudesta, 361/1983.
[16] Pacchetto legislativo HE 186/2013 vp — LaVM 1/2014 vp; leggi 316/2014 (modifica della 394/2011, in vigore dal 1° maggio 2014) e 315/2014 (modifica della 361/1983). Alcune fonti indicano anche una modifica della legge sui servizi sociali 710/1982.
[17] Risultati della sperimentazione avviata il 1° gennaio 2011, come riportati nei lavori parlamentari del 2014: accordo totale o parziale nel 77% dei casi mediati.
[18] Avioliittolaki (legge sul matrimonio), 234/1929. Non è stato possibile verificare sulla fonte primaria i numeri esatti delle disposizioni sulla mediazione familiare: il dato proviene da fonti istituzionali secondarie (Ministero della giustizia finlandese e portale europeo e-Justice).
[19] Laki rikosasioiden ja eräiden riita-asioiden sovittelusta, 1015/2005, in vigore dal 1° gennaio 2006. Modifiche in vigore dal 1° gennaio 2016 e dal 1° gennaio 2025.
[20] THL (Terveyden ja hyvinvoinnin laitos), amministrazione del servizio nazionale di mediazione penale e civile; erogazione operativa tramite gli uffici di mediazione delle hyvinvointialueet, istituite nel 2023.
[21] THL, Tilastoraportti 53/2025, pubblicato il 26 novembre 2025, dati relativi al 2024. La durata media è indicata in 74 giorni nel corpo del comunicato e in 76 giorni nel titolo dello stesso: nel testo si è perciò adottata un'indicazione approssimata.
[22] Esclusione della violenza domestica dalla mediazione presso gli uffici di mediazione, in vigore dal 1° gennaio 2025. Nel 2024 tali casi erano 2.606, pari al 17,9% del totale.
[23] Trasferimento della competenza dal THL al Ministero della giustizia, sotto la Oikeuspalveluvirasto, previsto dal 1° gennaio 2027.
[24] Procedimento normativo del Ministero della giustizia finlandese per la modifica del regolamento governativo sulla mediazione penale e di talune controversie civili (progetto OM031:00/2026). Ne è confermata l'esistenza, non il contenuto.
[25] Laki kuluttajariitalautakunnasta, 8/2007.
[26] Kuluttajariitalautakunta, relazione annuale 2025: 7.545 reclami (7.127 nel 2024), 7.795 decisioni, tempo medio 14,08 mesi e mediana 11,2 mesi (13,63 mesi nel 2024), conformità alle raccomandazioni 65% sui casi monitorati, con dati di follow-up mancanti per il 75,5% dei fascicoli 2025.
[27] Regolamento (UE) 2024/3228, abrogativo del regolamento (UE) n. 524/2013: cessazione operativa della piattaforma ODR il 20 luglio 2025. Direttiva (UE) 2025/2647 del 16 dicembre 2025, pubblicata il 30 dicembre 2025; recepimento entro il 20 marzo 2028, applicazione dal 20 settembre 2028.
[28] Modifiche al sistema di conciliazione delle controversie collettive di lavoro, approvate dal Parlamento finlandese il 19 dicembre 2024 e in vigore dal 1° gennaio 2025. Fonte: Ministero dell'economia e del lavoro finlandese. Il numero della legge non è indicato nella fonte consultata.
[29] Laki välimiesmenettelystä, 967/1992, con modifiche fino alla legge 754/2015.
[30] Proposta di riforma della legge sull'arbitrato elaborata da un gruppo di lavoro del Ministero della giustizia finlandese, allo stato di disegno di legge governativo nel marzo 2026, senza data di entrata in vigore.
[31] Arbitration Institute of the Finland Chamber of Commerce, FAI Arbitration Rules 2024 e Rules for Expedited Arbitration 2024, in vigore dal 1° gennaio 2024; statistiche 2024 pubblicate nell'aprile 2025.
[32] Tuomioistuinlaitos, bilancio consuntivo 2025.
[33] Le ricerche condotte su Tuomioistuinvirasto, sul portale tuomioistuimet.fi e nella letteratura accademica non hanno restituito una statistica nazionale consolidata sul numero annuo di mediazioni giudiziali civili e sul relativo tasso di accordo.
Nota
Questo dossier riscrive integralmente il contributo Sistemi di composizione dei conflitti in Finlandia, pubblicato il 4 aprile 2013.