Sistemi di composizione dei conflitti in Belgio (2026)
1. Perché questo dossier è stato riscritto (e una rettifica). 2. L'architettura belga: quattro canali, non uno. 3. La mediazione nel Code judiciaire: artt. 1724-1737. 4. La riforma del 18 giugno 2018: dal consenso all'opposizione. 5. Il diritto collaborativo: artt. 1738-1747. 6. Le camere di composizione amichevole (CRA): la legge 19 dicembre 2023. 7. Come funziona in concreto una CRA. 8. Che cosa la CRA non è. 9. Il mediatore accreditato: formazione, deontologia, disciplina. 10. La famiglia: il laboratorio da cui tutto è nato. 11. Il consumo: il Service de médiation pour le consommateur. 12. La mediazione penale e la mediazione riparativa. 13. L'arbitrato: la legge 24 giugno 2013 e il CEPANI. 14. I numeri della giustizia belga. 15. Il quadro europeo dopo la chiusura della piattaforma ODR. 16. Che cosa può leggere l'Italia.
1. Perché questo dossier è stato riscritto (e una rettifica)
Questo testo sostituisce integralmente il dossier pubblicato il 25 aprile 2014. Nel frattempo il Belgio ha cambiato due volte impostazione: nel 2018 ha spostato la mediazione giudiziaria dal consenso all'opposizione e ha dato veste legislativa al diritto collaborativo; nel 2023 ha creato in ogni giurisdizione una camera dedicata alla composizione amichevole, generalizzata dal 1° settembre 2025. È l'esperimento continentale più vicino a quello francese dell'audience de règlement amiable, ma è nato prima e da una sperimentazione diversa: quella delle camere familiari.
Prima di procedere è doverosa una rettifica. La nota di aggiornamento apposta nell'agosto 2026 a questa e ad altre tre pagine del sito riferiva due notizie che la verifica su fonti primarie e istituzionali non ha confermato: una «legge 15 gennaio 2024» che avrebbe reso obbligatoria la mediazione preventiva nelle liti condominiali con un certificato di tentativo (CTM), e un «regio decreto 3 maggio 2024» che avrebbe portato a 150 ore con esame finale l'accreditamento dei mediatori. Della prima non esiste traccia nel Moniteur belge né nella documentazione dello SPF Justice; della seconda si dirà oltre, perché il regime formativo belga effettivo è diverso e più articolato[1]. Le notizie sono state rimosse dalle pagine interessate. Chi le avesse citate sulla base di questo sito è pregato di correggerle.
2. L'architettura belga: quattro canali, non uno
Il Belgio non ha un solo strumento di composizione amichevole ma quattro, tutti disciplinati dal Code judiciaire (Gerechtelijk Wetboek) e distinti per struttura:
a) La mediazione (artt. 1724-1737 C. jud.), condotta da un terzo privato, accreditato o no, in sede volontaria o su ordine del giudice.
b) La conciliazione giudiziaria (art. 731 C. jud.), condotta dal giudice stesso, istituto antichissimo che il legislatore del 2023 non ha abolito ma ha dotato di una struttura organizzativa propria.
c) Il diritto collaborativo (artt. 1738-1747 C. jud.), negoziazione assistita da avvocati appositamente formati, con l'obbligo di ritirarsi in caso di fallimento.
d) L'arbitrato (artt. 1676-1722 C. jud.), riformato nel 2013 sul modello UNCITRAL.
A questi si aggiungono i canali settoriali: il Service de médiation pour le consommateur per il consumo, la mediazione penale e la mediazione riparativa, il médiateur fédéral e i mediatori regionali per il rapporto con l'amministrazione. La differenza rispetto all'Italia è che questi canali non competono fra loro come varianti dello stesso istituto: sono strumenti concettualmente distinti, e la riforma del 2023 li ha messi in fila dentro una sola sede processuale.
3. La mediazione nel Code judiciaire: artt. 1724-1737
La settima parte del Code judiciaire, introdotta dalla legge 21 febbraio 2005, disciplina la mediazione con una tecnica che vale la pena osservare: non elenca le materie mediabili ma quelle escluse. L'art. 1724 stabilisce che può formare oggetto di mediazione ogni controversia suscettibile di essere composta per transazione, comprese le controversie patrimoniali transfrontaliere, talune materie non patrimoniali e talune controversie di diritto pubblico, salvo che la legge disponga altrimenti[2]. È l'inverso della tecnica italiana dell'elenco tassativo delle materie a mediazione obbligatoria.
La riservatezza è regolata dall'art. 1728 con una formula severa: i documenti redatti e le comunicazioni scambiate nel corso di una mediazione sono confidenziali e non possono essere utilizzati in un procedimento giudiziario, amministrativo o arbitrale, né in altro modo, e non sono ammissibili come prova, nemmeno come confessione stragiudiziale. Il mediatore non può essere chiamato a testimoniare dalle parti su fatti di cui abbia avuto conoscenza nel corso della mediazione, né sui motivi del fallimento. Fanno eccezione il protocollo di mediazione e l'accordo scritto finale sottoscritto dalle parti[3].
L'art. 1730 disciplina la mediazione volontaria stragiudiziale e contiene un meccanismo che l'Italia non ha: se la proposta di mediazione è formulata con lettera raccomandata contenente una specifica menzione di legge, essa è assimilata a una messa in mora e sospende il termine di prescrizione per un mese[4]. La parte che propone la mediazione non rischia dunque la decadenza mentre attende la risposta dell'altra.
L'art. 1733 regola l'omologazione. Se la mediazione è stata condotta da un mediatore accreditato dalla Commission fédérale de médiation, l'accordo può essere sottoposto al giudice competente perché lo omologhi. Il giudice può rifiutare l'omologazione soltanto se l'accordo è contrario all'ordine pubblico o, in materia familiare, all'interesse dei figli minori. L'omologazione attribuisce all'accordo il valore di titolo esecutivo[5]. È qui che si misura il valore concreto dell'accreditamento: un mediatore non accreditato produce un accordo che vale come contratto, non come sentenza.
4. La riforma del 18 giugno 2018: dal consenso all'opposizione
La legge 18 giugno 2018 «portant dispositions diverses en matière de droit civil et des dispositions en vue de promouvoir des formes alternatives de résolution des litiges», pubblicata nel Moniteur belge del 2 luglio 2018, ha operato uno spostamento di baricentro che vale la pena isolare, perché è il punto che l'Italia continua a non affrontare[6].
Prima del 2018, l'art. 1734 C. jud. consentiva al giudice di ordinare la mediazione soltanto su richiesta congiunta delle parti. Dopo il 2018 — e con effetto dal 12 luglio 2018 — il giudice può ordinare la mediazione d'ufficio, in ogni fase del procedimento; l'ordine è impedito soltanto dall'opposizione congiunta di tutte le parti. Basta cioè che una sola parte non si opponga perché la mediazione possa essere disposta[7]. Il provvedimento con cui il giudice ordina la mediazione non è impugnabile.
La differenza rispetto al modello italiano della mediazione demandata (art. 5-quater d.lgs. 28/2010) è più sottile di quanto sembri. In Italia il giudice dispone il tentativo e la mancata partecipazione produce conseguenze processuali; in Belgio il giudice ordina la mediazione vera e propria, con un mediatore accreditato, e la sola difesa delle parti è coalizzarsi contro di essa. È un meccanismo che scommette sull'improbabilità che due avversari si mettano d'accordo per rifiutare congiuntamente qualcosa.
5. Il diritto collaborativo: artt. 1738-1747
La stessa legge del 2018 ha introdotto nel Code judiciaire gli artt. 1738-1747, in vigore dal 1° gennaio 2019, dedicati al droit collaboratif (collaboratieve onderhandelingen). Il Belgio è, in questo, un caso quasi unico in Europa: ha dato veste legislativa a un istituto che altrove vive di prassi forense e di regole associative[8].
Il meccanismo è quello classico nord-americano: le parti e i loro avvocati — che devono essere avocats collaboratifs formati e riconosciuti — sottoscrivono un protocollo con cui si impegnano a negoziare in buona fede e a non adire il giudice per la durata della negoziazione; se la negoziazione fallisce, gli avvocati devono ritirarsi e non possono assistere i loro clienti nel successivo giudizio. È la clausola di disqualification, che trasforma il fallimento in un costo per il professionista e non solo per il cliente.
L'accordo raggiunto in sede collaborativa può essere omologato con le stesse regole previste per la mediazione. Vale la pena osservare che il legislatore belga ha scelto di regolare l'istituto con norme di legge anziché lasciarlo alla deontologia: la conseguenza è che l'obbligo di ritiro dell'avvocato non è una regola d'ordine, ma un effetto legale del protocollo.
6. Le camere di composizione amichevole (CRA): la legge 19 dicembre 2023
Il passaggio più importante degli ultimi dieci anni è la legge 19 dicembre 2023, pubblicata nel Moniteur belge del 27 dicembre 2023, che ha istituito in via generale le chambres de règlement à l'amiable / kamers voor minnelijke schikking — le CRA[9].
La tecnica è organizzativa prima che processuale. Gli artt. 16, 17, 20, 21, 22 e 23 della legge modificano gli artt. 76, 78, 84, 101, 102 e 104 C. jud., cioè le norme sulla composizione degli uffici giudiziari: accanto alle camere civili, il tribunale civile «è composto anche da una o più camere di composizione amichevole»; lo stesso vale per il tribunale dell'impresa, per il tribunale del lavoro, per la corte d'appello e per la corte del lavoro[10]. Gli artt. 27, 28 e 40 intervengono invece sulla procedura, introducendo o modificando gli artt. 730/1, 731/1, 732, 733/1, 734/1-734/4 e 757 § 2, 14° C. jud.
La composizione delle camere è diversa a seconda della giurisdizione: giudice unico nel tribunale civile; presidente e due giudici consolari nel tribunale dell'impresa; presidente e due giudici sociali (uno in rappresentanza dei datori di lavoro, uno dei lavoratori) nel tribunale del lavoro; consigliere in corte d'appello; presidente e due consiglieri sociali nella corte del lavoro. In tutti i casi i magistrati che vi siedono devono aver seguito una formazione specializzata in conciliazione e rinvio alla mediazione presso l'Institut de formation judiciaire; i magistrati già assegnati a una camera alla data di entrata in vigore ne sono dispensati[11].
La disposizione che dà il tono all'intera riforma è l'art. 730/1 § 1: «in ogni fase del procedimento il giudice privilegia un metodo di risoluzione amichevole delle controversie». Il § 2 aggiunge che il giudice «può», all'udienza introduttiva o a un'udienza fissata a data ravvicinata, interrogare le parti sul modo in cui hanno tentato di risolvere la lite in via amichevole prima di introdurla, e informarle delle possibilità di composizione amichevole; a tal fine può ordinare la comparizione personale delle parti. Su richiesta di una parte, o d'ufficio se lo ritiene utile, il giudice che ritenga possibile una riconciliazione può rinviare la causa a una data non superiore a un mese — salvo diverso accordo delle parti — per consentire loro di verificare se la controversia sia componibile in tutto o in parte. Il rinvio non può essere disposto due volte nella stessa controversia[12].
È essenziale leggere il § 2 per quello che dice: il verbo è potestativo. Il giudice può, non deve. Chi presenta l'istituto belga come un obbligo di interrogare le parti sul tentativo pregresso descrive una norma che non c'è.
Quanto alla tempistica, l'obbligo di istituire una CRA presso ogni giurisdizione è divenuto generale il 1° settembre 2025; le disposizioni transitorie originarie prevedevano un termine anteriore, poi differito[13].
7. Come funziona in concreto una CRA
Il procedimento può essere attivato in due modi.
In via preventiva, prima di ogni causa: una parte, previa consultazione delle altre, presenta una domanda scritta alla giurisdizione — per posta, per e-Deposit o con deposito in cancelleria, su formulario standard. Il presidente valuta la domanda e, se ritiene opportuno il ricorso alla camera, designa il magistrato che la presiederà. Il cancelliere convoca le parti e i loro avvocati con lettera semplice: l'udienza si tiene entro un mese dalla domanda[14].
In corso di causa: se il giudizio di merito pende, il giudice può — su richiesta o d'ufficio — trasmettere il fascicolo alla camera con semplice annotazione a verbale, purché le parti non si oppongano; è sufficiente l'opposizione di una sola parte per impedirlo. Anche in questo caso le parti sono convocate entro un mese[15].
I presupposti sono quelli della conciliazione giudiziaria: che le parti abbiano la capacità di transigere, che la materia sia transigibile e che non vi siano indizi gravi di violenza, minaccia o di qualsiasi altra forma di pressione[16]. L'ultimo requisito non è formale: è la stessa cautela che il legislatore belga applica alla mediazione familiare, e presuppone che il magistrato sappia riconoscere una situazione di squilibrio.
Sulla prescrizione, il meccanismo è quello dell'art. 1730 esteso alla sede giudiziale: la domanda di composizione amichevole sospende il termine di prescrizione della pretesa per un mese; se le parti compaiono all'udienza, la sospensione si protrae per tutta la durata del tentativo[17].
L'udienza si tiene a porte chiuse ed è riservata: giudice, parti e avvocati si impegnano a non rivelare nulla delle discussioni. Le parti sono presenti di persona e di regola assistite dai difensori. La garanzia decisiva è però un'altra: il magistrato che ha condotto senza esito il tentativo non può giudicare il merito della stessa causa; se la conciliazione fallisce il fascicolo torna alla camera ordinaria, davanti a un altro giudice[18].
Se l'accordo è raggiunto in via preventiva, i termini sono registrati nel verbale di comparizione in conciliazione, la cui spedizione è munita della formula esecutiva salvo rinuncia delle parti. Se la causa pendeva nel merito, l'accordo può essere incorporato in una sentenza. In entrambi i casi l'atto che recepisce l'accordo non è impugnabile[19].
8. Che cosa la CRA non è
Su questo punto circola in Italia una lettura affrettata, che conviene smontare.
La CRA non è una condizione di procedibilità. Quello che è divenuto obbligatorio dal 1° settembre 2025 è l'istituzione della camera presso ogni giurisdizione: un obbligo organizzativo che grava sugli uffici giudiziari, non sulle parti. La partecipazione resta volontaria e richiede il consenso di tutti, sia nella variante preventiva sia in quella endoprocessuale[20]. Il Belgio non ha fatto quello che la Spagna ha fatto il 3 aprile 2025 con i MASC, né quello che l'Italia fa dal 2013 con le materie a mediazione obbligatoria.
La CRA non è una mediazione. È conciliazione condotta dal giudice, cioè da un magistrato che resta magistrato: non esiste un terzo privato, non c'è protocollo di mediazione, non c'è mediatore accreditato, non serve omologazione perché il verbale nasce esecutivo. La formazione specialistica dei magistrati serve appunto a colmare la distanza fra il mestiere di decidere e quello di far parlare.
Va infine chiarito un riferimento normativo errato che circola nella letteratura divulgativa: non esiste un art. 730/2 del Code judiciaire introdotto dalla legge 19 dicembre 2023. Le disposizioni sulle CRA si articolano sugli artt. 730/1, 731/1, 732, 733/1 e 734/1-734/4[21].
9. Il mediatore accreditato: formazione, deontologia, disciplina
L'accreditamento dei mediatori è competenza della Commission fédérale de médiation (Federale Bemiddelingscommissie), organo composto da trenta membri e articolato in un'assemblea generale, un bureau di nove membri effettivi e nove supplenti con mandato triennale, e commissioni permanenti: formazione, accreditamento, disciplina, oltre a commissioni speciali settoriali[22].
Il percorso formativo è articolato su due livelli: una formazione di base di 70 ore, con una componente teorica e una pratica, e una formazione di specializzazione di 35 ore per ciascuna delle quattro aree riconosciute — familiare, civile e commerciale, sociale, amministrativa. Il mediatore che voglia accreditarsi in un'area deve dunque completare 105 ore. La valutazione finale richiede il raggiungimento della soglia di 12/20. L'accreditamento è condizionato alla sottoscrizione del codice deontologico ed è mantenuto attraverso una formazione permanente di 18 ore ogni due anni[23].
È il regime che smentisce la notizia rettificata in apertura: non 150 ore con esame, ma 70 più 35, con valutazione a soglia e aggiornamento biennale obbligatorio. La differenza non è di dettaglio, perché il sistema belga distingue fra competenza generale e competenza di settore — una scelta che l'Italia, con le sue 50 ore uniformi più tirocinio, non ha mai compiuto.
La disciplina è affidata alla commissione disciplinare della Commission fédérale, competente sui reclami e sulle violazioni deontologiche; l'elenco ufficiale dei mediatori accreditati è consultabile su un motore di ricerca pubblico gestito dallo SPF Justice[24].
10. La famiglia: il laboratorio da cui tutto è nato
Le camere di composizione amichevole non sono un'invenzione del 2023: operavano da anni nel settore familiare, sulla base dell'art. 731 C. jud. e dell'assetto introdotto dalla legge 30 luglio 2013 istitutiva del tribunale della famiglia. La generalizzazione al civile, al commerciale e al lavoro è stata la trasposizione di un esperimento riuscito[25].
Il dato che ha convinto il legislatore viene dal rapporto del Conseil supérieur de la Justice del 14 ottobre 2022: fra il 4% e il 5% delle cause di famiglia passava per una camera di composizione amichevole, ma il tasso di soddisfazione delle parti raggiungeva il 68,87%[26]. È un rapporto asimmetrico interessante: bassissima diffusione, altissimo gradimento. Il legislatore ha letto il primo numero come un problema di offerta — le camere non c'erano dappertutto — e il secondo come una ragione per moltiplicarle.
In materia familiare esiste inoltre un obbligo di informazione sulle vie amichevoli, che la dottrina riconduce all'art. 1253ter/1 C. jud. nella versione risultante dalla legge 18 giugno 2018. Non è stato possibile verificarne il testo letterale sulla fonte primaria: lo si riferisce come dato di letteratura, non come citazione normativa[27].
11. Il consumo: il Service de médiation pour le consommateur
Il Service de médiation pour le consommateur / Consumentenombudsdienst è il punto di contatto unico per le controversie di consumo, con funzione di smistamento verso le entità qualificate settoriali e con competenza residuale propria. I dati del 2025 segnano un salto: 20.501 contatti, in aumento del 37% rispetto all'anno precedente; 4.783 pratiche chiuse; 2.371 accordi raggiunti; durata media 57 giorni[28].
Il tasso di accordo sulle pratiche effettivamente trattate — circa il 50% — è il dato che conta, e regge bene il confronto europeo. Il divario fra contatti e pratiche chiuse misura invece la funzione di orientamento: la maggior parte di chi si rivolge al servizio riceve un'indicazione e non apre una procedura.
12. La mediazione penale e la mediazione riparativa
Il Belgio distingue nettamente due istituti che l'Italia tende a confondere.
La médiation pénale è disciplinata dall'art. 216ter del Code d'instruction criminelle, introdotto dalla legge 10 febbraio 1994. Il procuratore del Re può proporre all'autore di un reato punibile con pena detentiva non superiore a due anni di risarcire o riparare il danno, di seguire un trattamento medico o terapeutico, di svolgere un lavoro di interesse generale fino a 120 ore o di seguire una formazione. Se le condizioni sono rispettate, l'azione pubblica si estingue[29]. È dunque un'alternativa al processo, gestita dal pubblico ministero.
La médiation réparatrice è invece disciplinata dalla legge 22 giugno 2005, che ha introdotto l'art. 3ter del Titolo preliminare del codice di procedura penale e l'art. 553 CIC. Non è un'alternativa al processo: è accessibile in ogni fase, anche dopo la condanna e durante l'esecuzione della pena. Il mediatore incontra separatamente vittima e autore, ne verifica l'interesse e le risorse; il processo è volontario e revocabile in ogni momento da entrambi. Le maisons de justice e i servizi di assistenza alle vittime svolgono la funzione informativa[30].
Non sono state reperite statistiche recenti e affidabili sul numero di procedure avviate e concluse per nessuno dei due istituti: chi cita cifre in materia dovrebbe indicarne la fonte[31].
13. L'arbitrato: la legge 24 giugno 2013 e il CEPANI
La sesta parte del Code judiciaire, artt. 1676-1722, è stata interamente riscritta dalla legge 24 giugno 2013, che ha allineato il Belgio alla Legge Modello UNCITRAL. È una riforma organica, non un ritocco: ha ridisegnato la convenzione arbitrale, i poteri del tribunale arbitrale sulle misure provvisorie, il regime dell'annullamento del lodo[32].
L'istituzione arbitrale di riferimento è il CEPANI (Centre belge d'arbitrage et de médiation / Belgisch Centrum voor arbitrage en mediatie), che applica un regolamento di arbitrato in vigore dal 1° gennaio 2020, con allegati aggiornati al 1° gennaio 2023, e un distinto regolamento di mediazione[33].
L'indagine statistica CEPANI relativa al 2024 restituisce il ritratto di una piazza arbitrale media e internazionale. Per valore: il 32% delle controversie sta sotto i 100.000 euro, il 9% fra 100.000 e 200.000, l'11% fra 200.000 e 500.000, l'11% fra 500.000 e un milione, il 32% fra uno e dieci milioni, il 5% oltre i dieci milioni. Le lingue: inglese 50%, francese 25%, neerlandese 25%. Il 42% dei casi coinvolge almeno una parte straniera. Fra gli arbitri nominati, le donne salgono al 23% (dal 20% del 2023) e gli under 40 al 19% (dal 13%). La durata media dichiarata è di circa sedici mesi per la procedura ordinaria e di poco più di dieci per quella accelerata[34].
14. I numeri della giustizia belga
Il quadro d'insieme viene dal Quadro di valutazione UE della giustizia. Per le cause civili e commerciali contenziose di primo grado il Belgio registra un disposition time di 246 giorni (dato 2023), un clearance rate del 98% nel 2023 — dopo il 106% del 2021 e il 102% del 2022 — e 4,0 cause pendenti ogni cento abitanti[35].
Sono numeri che raccontano un sistema in equilibrio precario ma non in crisi: smaltisce quasi quanto riceve, e in poco più di otto mesi. Il confronto con l'Italia è impietoso in favore del Belgio, ma va maneggiato con prudenza, perché le basi di calcolo nazionali differiscono. Va aggiunto che il Quadro di valutazione non riporta, per il Belgio, un indicatore specifico sull'utilizzo dell'ADR.
15. Il quadro europeo dopo la chiusura della piattaforma ODR
Due fatti recenti riguardano il Belgio come ogni altro Stato membro. Il primo è la chiusura operativa della piattaforma europea ODR il 20 luglio 2025, disposta dal regolamento (UE) 2024/3228 che ha abrogato il regolamento (UE) n. 524/2013. Il secondo è la direttiva (UE) 2025/2647 del 16 dicembre 2025, pubblicata il 30 dicembre 2025 ed entrata in vigore il 19 gennaio 2026, che riscrive la disciplina dell'ADR nel consumo: il termine di trasposizione è fissato al 20 marzo 2028 e l'applicazione al 20 settembre 2028[36].
Non risultano, allo stato, riforme belghe in itinere specificamente dedicate alla mediazione, alla conciliazione o all'arbitrato annunciate nel 2026: il cantiere aperto è quello, più ampio, della riforma della giustizia[37].
16. Che cosa può leggere l'Italia
Il Belgio propone quattro lezioni che non coincidono con quelle che di solito se ne traggono.
La prima riguarda la tecnica normativa dell'obbligo. Il legislatore belga non ha imposto alle parti di tentare: ha imposto agli uffici giudiziari di essere attrezzati per il tentativo. È un obbligo che grava sull'offerta e non sulla domanda, e produce un effetto opposto a quello italiano: nessun contenzioso sulla procedibilità, nessuna eccezione preliminare, nessun rischio di improcedibilità per vizi del tentativo. Costa di più in organizzazione e molto meno in giurisprudenza.
La seconda riguarda il consenso. Il passaggio del 2018 dalla richiesta congiunta all'opposizione congiunta è un'operazione minima nel testo e massima negli effetti: sposta l'onere dell'iniziativa e sfrutta la difficoltà pratica che due avversari trovino un accordo per rifiutare. È il tipo di intervento che l'Italia potrebbe replicare senza toccare l'impianto del d.lgs. 28/2010.
La terza riguarda il giudice. Le CRA funzionano perché chi vi siede ha seguito una formazione specialistica e perché non giudicherà quella causa. Sono due condizioni congiunte: la seconda senza la prima produce un giudice benintenzionato e inerme; la prima senza la seconda produce una conciliazione condotta da chi ha in mano la decisione, che è un'altra cosa e si chiama pressione.
La quarta riguarda la formazione dei mediatori. Il modello 70+35, con specializzazione per area e aggiornamento biennale a soglia, riconosce che mediare una lite familiare e mediare una controversia commerciale sono mestieri contigui ma non identici. In Italia la formazione è unica e l'aggiornamento è quantitativo. È forse il punto su cui il divario è più facile da colmare e meno costoso da colmare.
Resta il dato che il Belgio stesso non nasconde: le camere familiari, dopo anni di attività, intercettavano il 4-5% delle cause. La generalizzazione del 2025 è una scommessa sull'offerta. Fra due anni si saprà se l'offerta genera domanda o se, come sospettano molti, la domanda dipende soprattutto da chi sta all'ingresso — cioè dagli avvocati.
Note
[1] La verifica è stata condotta sul Moniteur belge / Justel (ejustice.just.fgov.be), sulla banca dati etaamb.openjustice.be e sulla documentazione dello SPF Justice (justice.belgium.be) e della Commission fédérale de médiation (fbc-cfm.be). Nessuna delle due fonti restituisce una legge del 15 gennaio 2024 in materia di mediazione condominiale, né un arrêté royal del 3 maggio 2024 sull'accreditamento dei mediatori. Sul regime formativo effettivo si veda la nota [23].
[2] Art. 1724 C. jud., settima parte («De la médiation» / «Bemiddeling»), introdotta dalla legge 21 febbraio 2005 e successivamente modificata. Il testo consolidato è consultabile su ejustice.just.fgov.be; la parafrasi qui riportata è tratta dalla versione coordinata resa disponibile in ambito professionale, non essendo stato possibile il fetch automatico della fonte primaria.
[3] Art. 1728 C. jud. Il divieto di utilizzo copre il procedimento giudiziario, amministrativo e arbitrale; l'inammissibilità è espressamente estesa alla confessione stragiudiziale.
[4] Art. 1730 C. jud. L'effetto di messa in mora e la sospensione mensile della prescrizione sono subordinati alla forma della raccomandata contenente la menzione di legge.
[5] Art. 1733 C. jud. Il rifiuto di omologazione è ammesso solo per contrarietà all'ordine pubblico o, in materia familiare, all'interesse del minore.
[6] Loi du 18 juin 2018 portant dispositions diverses en matière de droit civil et des dispositions en vue de promouvoir des formes alternatives de résolution des litiges, Moniteur belge del 2 luglio 2018.
[7] Art. 1734 C. jud. nel testo risultante dalla legge 18 giugno 2018, applicabile dal 12 luglio 2018. Il provvedimento che ordina la mediazione non è impugnabile (artt. 1734-1737 C. jud.).
[8] Artt. 1738-1747 C. jud., introdotti dalla legge 18 giugno 2018, in vigore dal 1° gennaio 2019.
[9] Loi du 19 décembre 2023 modifiant le Code judiciaire en vue de promouvoir le règlement à l'amiable des litiges, Moniteur belge del 27 dicembre 2023, numac 2023048423.
[10] Artt. 16, 17, 20, 21, 22 e 23 della legge 19 dicembre 2023, che modificano rispettivamente gli artt. 76, 78, 84, 101, 102 e 104 C. jud.
[11] La composizione delle camere e l'obbligo di formazione specializzata presso l'Institut de formation judiciaire risultano dalle norme citate alla nota [10] e dalla comunicazione istituzionale del portale della magistratura belga (rechtbanken-tribunaux.be, «Discuter, cela fonctionne»). La dispensa dalla formazione per i magistrati già in servizio nelle camere alla data di entrata in vigore è riferita nella documentazione preparatoria.
[12] Art. 730/1 §§ 1 e 2 C. jud. Il testo riportato è la traduzione italiana utilizzata nel seminario del 18 marzo 2024 (relatore Carlo Alberto Calcagno). Non è stato possibile ottenere il testo ufficiale verbatim in francese o neerlandese: ejustice.just.fgov.be blocca il recupero automatico. La natura potestativa del § 2 («le juge peut» / «de rechter kan») è comunque confermata da tutte le fonti consultate.
[13] Il termine del 1° settembre 2025 per l'istituzione generalizzata delle CRA è confermato dalla comunicazione dei tribunali belgi (rechtbanken-tribunaux.be). Le disposizioni transitorie della legge del 2023, come illustrate nella documentazione del marzo 2024, indicavano il 1° gennaio 2025.
[14] Modalità di introduzione della domanda e termine di convocazione: fonte istituzionale rechtbanken-tribunaux.be e comunicazioni dei tribunali del lavoro (Tribunal du travail du Hainaut, div. La Louvière). La disciplina è contenuta negli artt. 731/1, 732, 733/1 e 734/1-734/4 C. jud., di cui non è stato possibile ottenere il testo verbatim.
[15] Trasmissione del fascicolo in corso di causa: v. nota [14]. L'opposizione di una sola parte è sufficiente a impedire il rinvio alla camera.
[16] I presupposti coincidono con quelli della conciliazione giudiziaria ex art. 731 C. jud.: capacità di transigere, transigibilità della materia, assenza di indizi gravi di violenza, minaccia o altra forma di pressione.
[17] La sospensione della prescrizione per la durata del tentativo è riferita dalla comunicazione istituzionale dei tribunali del lavoro. Non è stato possibile ricondurla con certezza a un singolo articolo del Code judiciaire: la disciplina è verosimilmente modellata sull'art. 1730 C. jud., ma il dato va considerato non verificato sulla fonte primaria.
[18] Udienza a porte chiuse, riservatezza e incompatibilità del magistrato conciliatore: fonte istituzionale rechtbanken-tribunaux.be. L'art. 40 della legge 19 dicembre 2023 ha modificato l'art. 757 § 2, 14° C. jud., collocando le udienze delle CRA fra quelle trattate in camera di consiglio.
[19] Verbale munito di formula esecutiva salvo rinuncia delle parti; incorporazione dell'accordo in sentenza se la causa pendeva nel merito; assenza di mezzi di impugnazione contro l'atto che recepisce l'accordo.
[20] Presso i tribunali del lavoro restano inoltre escluse dalla competenza delle CRA le controversie in materia di prestazioni previdenziali, infortuni sul lavoro e malattie professionali, e sovraindebitamento.
[21] La documentazione divulgativa circolata nel 2024 — compresa quella utilizzata da chi scrive nel seminario del 18 marzo 2024 — indicava fra le norme di riferimento un art. 730/2 C. jud. La verifica sul testo della legge 19 dicembre 2023 non ne conferma l'esistenza. Il riferimento va considerato errato.
[22] Commission fédérale de médiation / Federale Bemiddelingscommissie, fbc-cfm.be (dato sulla composizione aggiornato al 2024). Commissioni permanenti: formazione, accreditamento, disciplina, oltre a commissioni speciali di settore.
[23] FAQ e pagine istituzionali della Commission fédérale de médiation (fbc-cfm.be). Formazione di base 70 ore, di cui una componente teorica e una pratica; specializzazione 35 ore per ciascuna delle quattro aree (familiare, civile e commerciale, sociale, amministrativa); soglia di valutazione finale 12/20; formazione permanente 18 ore ogni due anni; sottoscrizione obbligatoria del codice deontologico.
[24] Elenco ufficiale dei mediatori accreditati: motore di ricerca dello SPF Justice (search-fbcfm.just.fgov.be). Non è disponibile un totale aggregato aggiornato: le cifre complessive che circolano non sono verificabili sulla fonte ufficiale.
[25] Art. 731 C. jud.; loi du 30 juillet 2013 portant création d'un tribunal de la famille et de la jeunesse.
[26] Conseil supérieur de la Justice / Hoge Raad voor de Justitie, rapporto del 14 ottobre 2022.
[27] Art. 1253ter/1 C. jud. nella versione risultante dalla legge 18 giugno 2018. Il testo letterale non è stato reperito su fonte primaria: il dato proviene da sintesi documentale e va trattato come non verificato.
[28] Service de médiation pour le consommateur / Consumentenombudsdienst, dati relativi al 2025: 20.501 contatti (+37%), 4.783 pratiche chiuse, 2.371 accordi, durata media 57 giorni.
[29] Art. 216ter del Code d'instruction criminelle, introdotto dalla loi du 10 février 1994. Soglia di pena: reclusione non superiore a due anni. Lavoro di interesse generale fino a 120 ore. Effetto: estinzione dell'azione pubblica.
[30] Loi du 22 juin 2005 introduisant des dispositions relatives à la médiation dans le Titre préliminaire du Code de procédure pénale et dans le Code d'instruction criminelle (art. 3ter Titolo preliminare c.p.p.; art. 553 CIC).
[31] Le ricerche condotte sulle fonti istituzionali belghe non hanno restituito statistiche recenti sul numero di médiations pénales e di médiations réparatrices avviate e concluse.
[32] Loi du 24 juin 2013 modifiant la sixième partie du Code judiciaire relative à l'arbitrage; artt. 1676-1722 C. jud., ispirati alla Legge Modello UNCITRAL.
[33] CEPANI, regolamento di arbitrato in vigore dal 1° gennaio 2020, con allegati nella versione in vigore dal 1° gennaio 2023; regolamento di mediazione distinto (cepani.be).
[34] CEPANI, Statistical Survey 2024 (cepani.be). Le percentuali per fascia di valore, le lingue di procedura e i dati sulla composizione dei collegi sono tratti dalla sintesi pubblicata; la cifra assoluta dei procedimenti introdotti nel 2024 non è riportata nella sintesi. I dati sulla durata media vanno letti con cautela: la sintesi indica circa sedici mesi per la procedura ordinaria e circa dieci mesi e mezzo per quella accelerata, valore quest'ultimo superiore ai sei mesi indicati per il 2023.
[35] Commissione europea, EU Justice Scoreboard 2025, dati Belgio, cause civili e commerciali contenziose di primo grado: disposition time 246 giorni (2023); clearance rate 97,9% (2014), 106% (2021), 102% (2022), 98% (2023); cause pendenti 4,0 ogni cento abitanti (2023).
[36] Regolamento (UE) 2024/3228 del 19 dicembre 2024, abrogativo del regolamento (UE) n. 524/2013: cessazione operativa della piattaforma ODR il 20 luglio 2025. Direttiva (UE) 2025/2647 del 16 dicembre 2025, pubblicata il 30 dicembre 2025, in vigore dal 19 gennaio 2026; trasposizione entro il 20 marzo 2028, applicazione dal 20 settembre 2028.
[37] Le ricerche non hanno individuato, alla data di pubblicazione di questo dossier, iniziative legislative belghe del 2026 specificamente dedicate all'ADR. Risultano comunicati dello SPF Justice relativi a una più ampia riforma della giustizia, di cui non è stato possibile verificare il contenuto.
Nota
Questo dossier riscrive integralmente il contributo Sistemi di composizione dei conflitti in Belgio, pubblicato il 25 aprile 2014, e rettifica due notizie riportate nella nota di aggiornamento dell'agosto 2026 che la verifica su fonti primarie non ha confermato (v. § 1).