Il Corso U.N.A.M.
L’anno scorso ho avuto l'onore di dirigere la 2ª edizione del Corso di Alta Formazione e Aggiornamento Professionale dell'Unione Nazionale Avvocati per la Mediazione. Oggi, alla vigilia della 3ª edizione, ricopro il ruolo di Vicedirettore, al fianco dell'Avv. Beatrice Irene Tonelli. È una prospettiva che mi permette di guardare a questo percorso formativo con
un'angolatura diversa da quella di chi lo racconta solo dall'esterno: l'ho visto nascere, l'ho diretto, e oggi lo vedo crescere. Quando ho guidato la 2ª edizione, la domanda che mi ponevo più spesso non era «come si insegna la mediazione», ma «che tipo di professionista sta cercando di formarsi, seduto in quell'aula (virtuale)». Avvocati abituati al contraddittorio che imparavano a gestire una trattativa; mediatori già esperti che scoprivano la dimensione familiare del conflitto; e, in numero crescente, colleghi che si affacciavano a un mestiere ancora giovane in Italia: quello dell'avvocato che sa anche mediare, non solo litigare. Da allora qualcosa sta cambiando. La Riforma Cartabia ha reso la mediazione — nelle sue diverse forme — un passaggio non più eventuale ma strutturale in una parte crescente del contenzioso civile e commerciale. Chi esercita la professione forense oggi si trova, prima o poi, a dover gestire un procedimento di mediazione o una negoziazione assistita: farlo con consapevolezza e competenza tecnica, invece che per necessità, fa la differenza tra subire la norma e saperla usare a vantaggio del proprio assistito. Ultimamente si sta parlando sempre più dell’applicazione dell’antiriciclaggio in mediazione che è disciplina complessa: non se ne è mai parlato nei corsi di specializzazione per mediatori ed i colleghi sono spesso assolutamente digiuni della materia. Gli stessi avvocati hanno spesso difficoltà nella compilazione di quanto viene chiesto al loro cliente perché si trovano a dover contemperare il diritto alla riservatezza con quello alla trasparenza. Senza contare che l’intelligenza artificiale da un paio di anni a questa parte sta cambiando non solo il modo di procedere dei giuristi e degli operatori delle relazioni di aiuto ma anche l’intera vita della comunità. Non avere i corretti strumenti un domani potrebbe essere assai penalizzante. Anche la pace si può costruire al meglio con l’ausilio della tecnologia. È per questo che, arrivati alla 3ª edizione, ho accettato con convinzione ancora maggiore il ruolo di Vicedirettore. E vorrei spiegare, da chi il corso l'ha diretto e ora lo affianca dall'interno, perché può valere la pena parteciparvi — a seconda di chi siete. Se siete avvocati o praticanti. La mediazione non è (più) una competenza accessoria. È una materia che compare sempre più spesso nel percorso di ogni causa, e saperla gestire da protagonisti — non solo da controparte rassegnata — è oggi un vantaggio competitivo concreto. Il corso è pensato apposta per chi assiste le parti nei procedimenti di risoluzione consensuale: 122 ore in due anni accademici, sei moduli che vanno dalla mediazione civile e commerciale post-Cartabia alla negoziazione assistita, fino alle nuove tecnologie applicate alla negoziazione, con il riconoscimento di 20 crediti formativi CNF l'anno. Se siete mediatori civili, commerciali o familiari. Il corso offre qualcosa che raramente si trova altrove: un approfondimento specialistico serio sulla mediazione familiare e sulla coordinazione genitoriale, affiancato da un corpo docente di oltre 45 esperti — professori universitari, magistrati, avvocati mediatori, notai, psicologi — e da una convenzione con cinque atenei (Perugia, Firenze, Bologna, Trento, Verona) e con il Centro di Ricerca NEG2MED dell'Università di Verona. Non è un corso di aggiornamento generico: è un percorso che pretende, e restituisce, spessore. Se siete magistrati. Questa è, credo, la novità più interessante della 3ª edizione: l'ammissione è aperta anche ai magistrati, in attività o in quiescenza. Chi si trova quotidianamente a valutare se rinviare o meno una causa in mediazione ha, credo, tutto l'interesse a conoscere da vicino cosa succede realmente in quella stanza (fisica o virtuale) dopo il rinvio: quali dinamiche si attivano, quali competenze servono, quali risultati si possono realisticamente attendere. È un ponte che, nella mia esperienza, si costruisce troppo raramente — e che questo corso prova a costruire per davvero. In questo scenario, l’intelligenza artificiale non sostituisce la competenza, l’ascolto o la responsabilità del professionista: può però diventare uno strumento prezioso per leggere meglio i dati, preparare con maggiore consapevolezza un incontro, individuare opzioni negoziali, organizzare documenti complessi e far emergere elementi che rischierebbero di restare sullo sfondo. Per mediatori e negoziatori significa poter dedicare più tempo alla relazione e alla costruzione dell’accordo; per i magistrati, significa disporre di un ulteriore supporto nella comprensione del conflitto e nell’individuazione del percorso più adeguato. La tecnologia, se governata con metodo, etica e senso del limite, può dunque aiutare tutti gli attori della giustizia a fare meglio ciò che resta profondamente umano: trasformare il conflitto in possibilità. Al di là dei destinatari, resta un dato che considero centrale, ed è quello con cui ho chiuso anche la mia esperienza da Direttore: la mediazione richiede competenze relazionali e umane che non si esauriscono nella conoscenza della norma. Si insegnano, si esercitano, si affinano. Ed è esattamente quello che UNAM, come associazione forense specialistica riconosciuta dal CNF (art. 35, co. 1, lett. s, L. 247/2012), si propone di fare da tre edizioni a questa parte. Un'ultima cosa, pratica: le iscrizioni alla 3ª edizione sono aperte, ma chi si iscrive entro il 31 agosto 2026 accede alla quota agevolata (480 euro per gli avvocati e magistrati, invece di 550; 350 euro per i praticanti, invece di 400 — con possibilità di rateizzazione per gli avvocati). Dopo quella data la quota torna a quella ordinaria, fino alla chiusura delle iscrizioni il 24 settembre. Il corso inizia il 25 settembre 2026. Tutte le informazioni, il programma completo e il bando sono disponibili sul sito UNAM: https://unam.it/corso-di-alta-formazione-e-aggiornamento-professionale-2026-2027/. In allegato trovate anche la brochure con il quadro sintetico del corso.
Avv. Carlo Alberto Calcagno Vicedirettore del Corso di Alta Formazione UNAM (3ª edizione) — già Direttore della 2ª edizione
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